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INTERAZIONE

RADIAZIONE-MATERIA
Radiazioni ionizzanti
Interazione di particelle cariche:
range
perdita di energia per ionizzazione
perdita di energia per radiazione
Interazione di particelle neutre:
neutroni
fotoni:
effetto fotoelettrico
effetto Compton
produzione di coppie
attenuazione
strato emivalente
P.Montagna Interazione radiazione-materia pag.1
giu 2009
Particelle o radiazioni?
massa, carica, velocità, energia
Mai confondere
particelle cariche e neutre Interaz. coulombiana si o no
particelle con massa e senza massa En.cinetica o elettromagn.
massa m m 0 0
carica e 0 e 0
tipo Protone, Neutrone nessuna Fotone
Elettrone (luce,
raggi X …)
velocità v (<c) v (<c) c c
energia Cinetica Cinetica Elettromagn Elettromagn
E = ½mv2 E = ½mv2 E = hn E = hn

in elettron-volt: 1 eV = 1.6 · 10-19 J


P.Montagna Interazione radiazione-materia pag.2
giu 2009
Radiazioni ionizzanti
Ogni radiazione, interagendo con la materia, cede energia
alla struttura atomica/molecolare del materiale attraversato.

Se l’energia ceduta è sufficiente


(radiazioni ionizzanti: E  100 eV),
si verificano nel materiale effetti distruttivi
(frammentazioni, rotture di legami, ionizzazione,...).

Radiazioni ionizzanti:
- elettromagnetiche (m=0, E=hn) raggi X e g
- corpuscolari (m>0, E= ½ mv2)  particelle a, b, p, n,...

Particelle cariche: a, b±, p


 ionizzazione diretta degli atomi del mezzo
Particelle neutre: n, X, g
 ionizzazione indiretta tramite produzione di particelle cariche secondarie

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giu 2009
Interazione di particelle cariche

Tutte le particelle cariche (e±, p, a, nuclei) interagiscono


principalmente a causa delle interazioni coulombiane con gli
elettroni del mezzo attraversato, perdendo rapidamente la loro
energia cinetica.

La perdita di energia della particella carica appare


principalmente sotto forma di ionizzazione ed eccitazione
del mezzo materiale attraversato.

L’energia cinetica ceduta dalla particella è praticamente tutta


assorbita dal mezzo a una distanza caratteristica, che dipende
dalle caratteristiche della particella incidente e del mezzo
attraversato.

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giu 2009
Range
Range = distanza media
è definito percorsa dalla radiazione incidente nella materia
solo
per particelle Indica la capacità di penetrare a fondo nella materia.
cariche! E’ tanto più alto quanto maggiore è l’energia
(una particella si ferma quando esaurisce la propria energia).

Per un fascio di particelle cariche


di data energia, si verifica
sperimentalmente che il numero N0
di particelle trasmesse rimane pressoché
costante fino a un certo spessore,
dopo il quale crolla bruscamente. N0/2

Range medio <r>


distanza percorsa dal 50% delle particelle x
<r>
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giu 2009
Range ed energia di particelle diverse
Dipendenza del range dall’energia
scala
R(E)H2O in acqua (~ tessuto biologico)
logaritmica
(cm) protoni
100
elettroni
10 alfa
1 e
p
0.1
E
0.01 0.1 1 10 100 1000 (MeV)
scala logaritmica
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giu 2009
dE/dx
Ionizzazione specifica / potere frenante / stopping power =
perdita di energia per unità di percorso

dE/dx  energia/lunghezza
Misurata in eV/cm (spesso keV/mm o MeV/mm)

Fenomeno statistico: Dividendo per la densità del mezzo r:


perdita di energia diversa a ogni singolo urto (dE/dx)/r
Straggling = fluttuazioni energetiche misurata in MeV·cm2/g

Elettroni: Per particelle cariche pesanti (p,a):


Piccola massa  grandi deviazioni (dE/dx)/r  (q2/v2)·(Z/A)
 traiettoria a zig-zag
 range molto variabile dipende quasi solo (Z/A~0.5)
Particelle cariche pesanti: dalla particella incidente (carica e velocità)
Grande massa  piccole deviazioni
traiettoria quasi rettilinea (dE/dx)a ~ 4 (dE/dx)p
 range quasi costante

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giu 2009
LET
Trasferimento Lineare di Energia
Rapporto tra l’energia totale T
trasferita alla materia
lungo un cammino
e la lunghezza R
del cammino percorso E LET
LET = T/R
(misurato in keV/mm, MeV/mm)

Alto LET
 alta densità
di ionizzazione
 alta probabilità di
colpire e danneggiare
un sito biologico Grande variabilità
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giu 2009
Bremsstrahlung
Le particelle cariche perdono energia, oltre che per ionizzazione,
anche per irraggiamento (“radiazione di frenamento” o bremsstrahlung)

Questo processo è particolarmente


importante per gli elettroni. Essi sentono
forte repulsione coulombiana dagli elettroni
atomici, possono perdere anche notevoli e- e-
quantità di energia a ogni urto e venire
fortemente deviati.
Pertanto subiscono successive accelerazioni
e decelerazioni, e – come tutte le particelle
cariche accelerate – emettono radiazioni
elettromagnetiche, sotto forma di fotoni di g
energia hn, sempre minore o al limite
uguale all’energia degli elettroni incidenti.

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giu 2009
Interazione di particelle neutre
Al contrario delle particelle cariche, neutroni e fotoni possono
essere assorbiti completamente in un’unica collisione (il neutrone da
un nucleo, il fotone da un elettrone atomico o da un nucleo).
Al contrario delle particelle cariche, non esistono distanze
che fotoni o neutroni non possano attraversare.
L’assorbimento di neutroni e fotoni nella materia – e quindi
l’attenuazione di un fascio - ha un comportamento probabilistico.

Neutroni: Fotoni:

•Cattura neutronica •Effetto fotoelettrico


•Urti elastici •Effetto Compton
•Urti anelastici •Produzione di coppie
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giu 2009
Neutroni
Classificazione delle interazioni secondo l’energia dei neutroni:
freddi (E~meV), termici (E≤0.01 eV), epitermici (E≤100 keV), veloci (E~MeV)

Cattura neutronica: n + A X
Z  A+1 X
Z
• spesso seguita da decadimento g ( reazioni n.g o di cattura radiativa)
• spesso con nucleo finale radioattivo
• più probabile a bassa energia (~ 1/E2)
I materiali sottoposti a bombardamento neutronico diventano radioattivi!

Es. n+147N  146C + p +0.63 MeV  rilascio energia nel corpo umano
n+105B  73Li + a +2.79 MeV  Boron Neutron Cancer Therapy
Urti con nucleoni:
• cessione di energia a protoni
• eccitazione dei nuclei con successiva emissione di raggi g
In tutti i processi l’effetto è la ionizzazione secondaria
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giu 2009
Fotoni
Tre processi principali:

Effetto fotoelettrico:
Interazione con elettroni atomici interni

Effetto Compton:
Interazione con elettroni atomici esterni

Produzione di coppie:
Interazione con campo coulombiano
del nucleo

In dipendenza da:
• energia dei fotoni
• n.atomico del materiale

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giu 2009
Effetto fotoelettrico

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giu 2009
Effetto Compton

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giu 2009
Produzione di coppie

ANNICHILAZIONE !

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giu 2009
Produzione di coppie
Visualizzazione in camera a bolle
(rivelatore di particelle cariche)
di due esempi di produzione di coppie
ge+e-:

1) “tripletto”:
nel campo di un elettrone atomico

2) “coppia”:
nel campo di un protone

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giu 2009
Annichilazione di antimateria e materia

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giu 2009
Assorbimento/Attenuazione
Un fascio di N0 fotoni, attraversando uno spessore Dx di materiale, viene
attenuato in quanto i singoli fotoni vengono assorbiti o deviati secondo i tre
processi descritti.

Il no di fotoni che interagiscono Fotoni diffusi


nello spessore di materiale Dx Fascio primario Dx
(e che quindi vengono sottratti
al fascio originario) è
N0 Fascio attenuato
DN  -N0Dx
N
P
DN = - m N0 Dx
Il numero di fotoni ancora presenti Attenuatore
nel fascio alla profondità x è:

N(x) = N0 e-mx …come nella legge


del decadimento
radioattivo!

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giu 2009
Assorbimento esponenziale
intensità I(x) I(x+Dx) m = coefficiente di
trasmessa attenuazione lineare
(%) I
del materiale (cm-1)
X, g 1/m = spessore dopo
100
il quale il fascio si riduce
a I0/e = 37% I0
75 Dx x
x = 0 Dipende dal materiale
e dall’energia del fascio
50 Non esistono spessori
che fermano totalmente
Io/e
il fascio!
m/r = coefficiente di
25
attenuazione di massa
del materiale (cm2/g)
0
1/m spessore x Dipende quasi soltanto
dall’energia del fascio
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giu 2009
Strato emivalente

1/m = spessore dopo il quale rimane il 37 % dell’intensità del fascio (=1/e)


Strato emivalente x1/2 = spessore dopo il quale rimane il 50 %
dell’intensità del fascio

n(t)
x1/2<1/m Relazione tra 1/m e x1/2:
n0
n(x1/2) = n0/2 = n0 e-mx1/2
e-mx1/2 = 1/2
0.50 n0 -mx1/2 = ln ½ = -ln2 = -0.693
0.37 n0 x1/2 = 0.693/m
…come tempo di
0 x1/2
1/m
x dimezzamento!

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giu 2009
Assorbimento complessivo
m 1 keV 1 MeV 1 GeV E m = mfotoel
(u.a.) + mCompton
106 rame 106 + mcoppie
mfotoel. Cu (Z=29)
mfotoel  r Z4/E3
103 mtotale 103 mCompton  r Z/E
mCompton mcoppie  r Z2 lnE

1 1
m coppie
E
10 eV 1 keV 1 MeV 1 GeV
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giu 2009
Assorbimento in diversi materiali
m/r = coefficiente di
m/r 0.1 1 10 E(MeV)
attenuazione di massa (cm2/g)
del materiale (cm2/g) 100
Quasi indipendente dal piombo
tipo di materiale
Es. raggi X da 25 keV 10
L’intensità si riduce di un fattore 7
(~14%) in 30 m di ossigeno
oppure 0.12 mm di rame
oppure 32 mm di piombo
1

Raggi X X½ X½
da in tessuto in piombo acqua
0.1 calcio
10 keV 0.131 cm 0.00076 cm
100 keV 4.05 cm 0.012 cm
1 MeV 9.8 cm 0.89 cm
0.01
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giu 2009
Penetrazione (range)
Range R (E) =
Radiazioni a,b,g distanza media ... e nel corpo umano
in diversi materiali... percorsa nella materia (impiego terapeutico)

g da 60Co g da elettroni protoni


E=1.3 MeV E=25 MeV E=200 MeV
cm
0 0
10 10
20 20
cm

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giu 2009
Schermi protettivi

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giu 2009
Rilascio energia in tessuto biologico
unità
relative protoni 200 MeV
(cute=1)
4

picco di Bragg
3 g 22 MeV

2
protoni con modulaz. energia

1 g 1.3 MeV (60Co)


elettroni
22 MeV X 200 keV

0 10 20 cm profondità di tessuto

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giu 2009
Rilascio di energia nei tessuti biologici
Se una particella carica pesante entra nella materia è rallentata prevalentemente da numerose
collisioni con gli e- atomici del mezzo. La probabilità di tali collisioni aumenta con il diminuire
dell’energia della particella. Quindi i fasci di ioni perdono grande parte della loro energia cinetica
iniziale in una zona relativamente stretta al termine del loro percorso (picco di Bragg).
La deposizione di dose nella parte iniziale è relativamente bassa.

Rilascio di energia
di diverse radiazioni
in tessuto biologico

P.Montagna Interazione radiazione-materia pag.26


giu 2009