Sei sulla pagina 1di 8

2 02 0

b.-Apr.
N. 1 Fe

Anno LIVI - Periodico trimestrale - Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 2, DCB Parma

quello che gli occhi


non vedono Tilla Brizzolara pf

N on è uscito a Pasqua nuova. E divenisse, an-


questo piccolo periodico. che, una provocazione al
Tutti sappiamo il perché. nostro modo di leggere
Riprendiamo il dialogo quanto sta capitando:
con tutti voi, lettrici e fine di un’era in cui tutto
lettori, partendo proprio era bello, funzionante,
da lì, dalla Pasqua. Lo perfetto; inizio di uno
facciamo con il simbolo sguardo critico su tanti
dell’uovo, legato a infi- aspetti del nostro vissuto;
nite tradizioni - antiche capacità di scorgere le
e moderne - di popoli di potenzialità inespresse
ogni latitudine. dal nostro progresso
Abbiamo scelto l’imma- compresso in schemi
gine del surrealista René troppo angusti?
Magritte, pittore belga Surreale è il tempo in cui
del secolo scorso. Un viviamo e per questo ci
uovo sul tavolo, un uccel- provoca a non fermarci a
lo sulla tela. ciò che i nostri sensi toc-
Si tratta di un’apparen- cano, vedono, sentono.
te provocazione che, in Abbiamo bisogno di sensi
realtà, nasconde molte divenuti spirituali per il
considerazioni. Il pittore sta copiando dal vero; lo fa silenzio forzato, ma accettato; per l’isolamento imposto,
con molta attenzione, con lo sguardo che si concentra ma vissuto come introspezione; per la preghiera solitaria,
sull’uovo. Tuttavia la sua mano, quasi senza essere con- ma sempre nella comunione della Chiesa. Il Risorto, che
dotta dallo sguardo, dipinge le ali spiegate al volo di un ha rotto il guscio del sepolcro e si è mostrato nella forza
uccello. Sembra che Magritte ci interroghi sulla fedeltà inedita della risurrezione, ci dia occhi capaci di intuire e
della riproduzione. Se avesse riportato la rotondità, il cuori capaci di sognare il futuro di Dio. Allora le nostre
biancore dell’uovo avrebbe dipinto ciò che realmente mani sapranno dipingere, per chi ci sta accanto, quello
esso è? che ancora gli occhi non vedono.
Accogliamo la suggestione e la deponiamo nell’alveo
dell’esperienza ebraico-cristiana che ha visto, in un
semplice uovo, una pluralità di significati e una chiave In questo numero troverete articoli pre covid-19 che
interpretativa del mistero della pasqua. abbiamo pensato di pubblicare per dar continuità
Vorremmo che in questo alle notizie interrotte e dar voce ai Paesi in cui la
SO M M AR IO tempo di Pasqua, che va Congregazione è presente. Per la cadenza il perio-
facendosi compiuto nella dico non può seguire l’attualità, ma sempre tiene
2 Forti ai colpi Pentecoste, “l’uovo” potes- conto della buona notizia che è il Vangelo e che
se essere condiviso tra noi diffonde speranza anche in tempi difficili. A tutti
3 BLOC-NOTES come segno di una speran- coloro che hanno sofferto e soffrono per la morte
m m in i za che rinasce, che riesce a di persone care e per le difficoltà di ogni tipo, va la
4-5 Nu ov i ca
scalfire il guscio del dolore preghiera e la solidarietà di tutta la Congregazione.
6 -7-8 PR OF ILI e a far schiudere una vita

PICCOLE FIGLIE 1 FEB. - APR. 2020


forti ai colpi
e ha accolto le suore di san Giusep-
pe restate senza abitazione. Sono le
sorelle missionarie saveriane e il loro
Centro Betania (un dispensario per
cure mediche) ad avere avuto i danni
peggiori. Sr Mea condivide i messaggi
inviati da Delia Guadagnini, missiona-
ria saveriana: Piogge torrenziali hanno
gonfiato il torrente Mulongwe. Una
massa enorme di acqua in discesa verso
il lago Tanganika, il cui livello era già
cresciuto, ha invaso strade e distrutto
Parma 23 marzo 1871. Forti ai colpi. abitazioni… Una mamma che aveva
È la parola-chiave con cui il Fondatore appena consegnato ai soccorritori un
della Congregazione, don Agostino figlioletto non è riuscita a fare altret­
Chieppi, si rivolgeva alle prime sorelle tanto con un’altra bimba, che è stata
quando la situazione si faceva diffi- portata via dall’acqua insieme alla
cile. Lo ripetè in quel 23 marzo 1871 madre. Insieme ai sacerdoti – anche la
quando moriva Anna Micheli, la prima chiesa è stata invasa dall’acqua – laici
piccola figlia, con la quale aveva condi- e religiose si sono organizzati per pre- Come dopo l’alluvione del Parma ini-
viso il sogno di iniziare un apostolato ziò una casa della Provvidenza, così la
nuovo, fra la gente povera. Anna mori- Provvidenza ci aiuti a stare in mano
va a 43 anni, colpita da una grave pol- a Dio con creatività operosa, forti ai
monite, forse perché si era spogliata colpi.
dei suoi abiti per rivestire una bambina
che ne era priva. A Parma infatti, dopo
l’inondazione del torrente avvenuta Direttore Responsabile
Tilla Brizzolara pf
nel 1868, la situazione era peggiorata
In Redazione
e molti erano gli orfani. Così Anna e Angela Giubertoni pf, Domenica Guatteri pf
altre sorelle iniziarono il Convitto della Hanno collaborato a questo numero
Provvidenza, con una certa temerarie- Meuccia Rasori pf
Ilaria Rossi pf
tà, ma come diceva don Agostino: Non Gilda Abarca pf
mancheranno mai le entrate se farete Sandra Riquelme pf
Luigia Musafiri pf
del bene…e poi in mano a Dio! Lucia Martini pf
Paola Paglia
Uvira, 16 aprile 2020. In mano a Amministrazione
Dio… e forti ai colpi: è il succo della Parma - Piazzale S. Giovanni, 7
Tel. 0521.280311
telefonata avuta con sr Meuccia Rasori Fax 0521.235753
per avere ragguagli sulla situazione a Aut. Trib. di Parma n. 387 del 21.1.1986
Uvira (RDC) che tra il 16 il 18 aprile è Redazione:
Parma - Piazzale S. Giovanni, 7
stata colpita da una devastante allu- e-mail: tilla@pfiglie.org
vione causata da piogge incessanti. De- stare soccorso. Mulongwe, Kasenga e Progetto grafico:
cine e decine i morti, oltre 80mila gli Kavinvira – prosegue Delia – sono in Studio Zani (Parma)
sfollati. La casa dove abitano le nostre uno stato pietoso… La gente sta sop­ Impaginazione e Stampa
Tipografia Pubbliprint Grafica
sorelle piccole figlie è restata illesa, portando questa prova con dignità, Traversetolo (Parma)
perché situata in una zona più elevata, molti hanno perso veramente tutto. Il
25 aprile aggiungeva: Sono andata in
parrocchia. Che dolore! Metri di fango
dappertutto, in casa, nel cortile, in
chiesa... tutti sono afflitti, inconsola­
bili. Il parroco era lì, mi ha mostrato i
danni... senza parole! Nelle aule della PER LE MISSIONI
catechesi ci sono alcune famiglie rifu­ INTESA SANPAOLO SPA - PR
giatesi. Da giorni non mangiano. Non piazza Cesare Battisti
IT 77 S 03069 12765 100000002739
c’è acqua da bere e tutti hanno paura intestato a ISTITUTO PICCOLE FIGLIE
Causali da indicare: CONGO, CILE, PERU’
del colera.
Fango, fame, paura, una situazione
La Congregazione “Piccole Figlie”
esplosiva – aggiunge sr Mea – anche esprime il suo più vivo ringraziamento
per manifestazioni nei confronti del a tutti coloro (e sono tanti!) che hanno
inviato offerte per il presente Giornalino,
governo perché gli aiuti che non arri- l’Hospice, il Congo, il Perù e le tante
vano. Le sorelle della comunità stanno necessità a cui la carità ci spinge...
condividendo con le altre congrega-
Con il tuo aiuto puoi
zioni presenti e con tutta la popola- sostenere l’Associa-
zione questi giorni difficili, anche per zione “Amici delle
Piccole Figlie” che
le comunicazioni interrotte. Le strade raccoglie fondi per
sono inagibili, ma il cuore ha le sue l’Hospice - Cen-
tro Cure Palliative
strade e la carità moltiplica le forze. Piccole Figlie, firmando per il 5 X 1000 nella tua
dichiarazione dei redditi.
Una semplice firma a costo zero per un importante
sostegno!
PICCOLE FIGLIE 2 FEB. - APR. 2020
vicinanza, ascolto, familiarità
e condivisione Ilaria Rossi pf

P arlare di “pastorale In parrocchia, è presente


giovanile” a Collecchio, vuol anche un gruppo di “giovani-
dire parlare di giovani con grandi”, formato da persone
esigenze diverse in base alle oramai adulte (o quasi) che
età e alle esperienze. Per desiderano continuare a in-
questo motivo, esistono cam- contrarsi per approfondire
mini differenti per le varie il loro cammino di fede. Con
annate. loro, spesso, l’incontro si
Per quanto concerne i primi costruisce “a quattro mani”
quattro anni delle superiori, poiché loro stessi sono in gra-
gli educatori propongono ai do di contribuire alla propria
ragazzi, divisi per annate, un incontro familiare e un ritrovarsi al quale tutti auto-formazione.
infra-settimanale che prevede: incon- contribuiscono. Il tema è sviluppato, E last but not least (ultimo, ma non
tro su una tematica specifica, pizza negli incontri, grazie all’invito di tanti per importanza), come équipe, siamo
insieme e momento di gioco libero. testimoni che, attraverso il loro rac- convinti che non possa esserci un cam-
Sono, inoltre, valorizzati alcuni tempi conto, ci permettono di approcciarci mino di Pastorale Giovanile senza un’at-
forti con attività diverse: celebrazioni all’argomento da punti di vista diversi: tenzione particolare alla Formazione
penitenziali, opportunità di servizio, missionarietà e servizio, politica, univer- degli educatori. Una formazione fatta
week-end, ecc … sità, lavoro, ambiente, sogni, vocazione di esperienza sul campo, di dialoghi e
Per il gruppo di quinta superiore, il alla vita matrimoniale e religiosa/sacer- accompagnamento in questo ruolo de-
cammino è differente. Da quest’anno, a dotale. Non mancano, nei tempi forti, licato e prezioso, ma anche di momenti
seguito di un dialogo intessuto diretta- momenti di preghiera in cui mettiamo in cui potersi fermare e lavorare sulla
mente con i ragazzi, si è proposta una al centro la Parola affinché diventi propria identità di educatore. Provando
nuova formula per quanto concerne esplicitamente protagonista del nostro a seguire lo stile di “Gesù-educatore”,
la fascia oraria, la frequenza e lo sti- camminare. Questo stile ha favorito un così come si presenta a noi nel brano
le con cui affrontare le tematiche. Ci dialogo spontaneo “tra grandi” e ci sta dei discepoli di Emmaus, cerchiamo,
ritroviamo a cadenza quindicinale la conducendo a scoprire che, qualunque ogni volta, di avvicinarci ai ragazzi,
domenica sera, dopo cena, e sono due sia la scelta che siamo chiamati a com- camminare con loro, metterci in ascol-
gli elementi che non possono mancare: piere, è importante conoscere noi stessi to per poi offrire l’opportunità di uno
tisana calda e il “grande tema” dell’an- nei doni che il Signore ci ha fatto e sguardo differente e, quando lo per-
no … la scelta! Banalmente, una tisana nelle fragilità che possiamo accogliere mettono, rimaniamo con loro disposti
e un biscotto hanno creato un clima e sostenere. a fare un tratto di strada insieme.

daspertando talentos Lucia Martini pf


pensavano di possedere.
Alcune bambine hanno imparato a usa-
re le macchine da cucire industriali e a
confezionare un pigiama; altre si sono
messe a dipingere una rosa con il filo
colorato a punto croce; un buon grup-
po ha rotto per la prima volta, con un
po’ di timore, un uovo in un pugno di
con la persone sia tanto importante;
farina e ha impastato per realizzare al-
alcuni hanno terminato pronunciando
qualche parola in inglese.
In Perú, durante le vacanze estive di
Trovo molto bella la disponibilità dei
gennaio e febbraio, c’è l’abitudine
giovani - e dei non più giovani - che si
di riunire i bambini per tre o quattro
sono offerti ad accompagnare i bambi-
settimane e realizzare con loro delle
ni e dare a loro il meglio di se stessi e
attività formative e ricreative (voi in
del loro tempo. Ringraziamo il Signore
Italia li chiamate GREST). A organiz-
per questo dono.
zare queste esperienze diverse dalla
scuola, molto spesso sono i Comuni, le
parrocchie, e alcuni Club.
Anche noi della comunità di Huacho
ci riuniamo con i giovani universitari o cuni biscotti; altri hanno danzato danze
catechisti e volontari e organizziamo che sono come preghiere alla Madonna
attività interessanti, divertenti e che della Candelora, la cui festa qui è molto
servono anche per colmare lacune di sentita; altri, con le studentesse psico-
studio, suscitare interessi nuovi e sco- loghe, hanno sperimentato dinamiche
prire capacità che i ragazzi neppure per capire come la relazione positiva

PICCOLE FIGLIE 3 FEB. - APR. 2020


NUOVI C
I l Signore ci ha donato di tornare
MISSIONE NELL’AMAZZONIA PERUVIANA
a vivere un’esperienza di missione nel­
l'Amazzonia peruviana, nel Vicariato
di Iquitos. Vogliamo condividere con
voi un pezzetto della nostra esperienza
stimolata dalle parole di Papa Francesco
nell’Esortazione Evangelii Gaudium:
Ogni cristiano e ogni comunità discer-
nerà quale sia il cammino che il Signo-
re chiede, però tutti siamo invitati ad
accettare questa chiamata: uscire dalla
propria comodità e avere il coraggio
di raggiungere tutte le periferie che
hanno bisogno della luce del Vangelo.
(EG 20)
Ed anche alla luce del recente Sinodo
dei vescovi della regione Panamazzoni­
ca nel cui documento finale si legge ai
numeri 17-20: L’ascolto del grido della
terra e del grido dei poveri e dei popoli
dell’Amazzonia con cui camminiamo ci
chiama a una vera conversione inte- La gioia dell’incontro nessuno ci ha chiuso le porte di casa, al
grale, con una vita semplice e sobria, Sr Gilda Abarca pf contrario, ci accoglievano con un sorriso
il tutto alimentato da una spiritualità È la terza volta che vado in missione a e un forte abbraccio, condividendo con
mistica nello stile di San Francesco Iquitos e i suoi dintorni ed ogni espe- noi il poco che avevano, ma con gioia.
d’Assisi, esempio di conversione inte- rienza è nuova. Questa è stata segnata Abbiamo visitato le case con calma. P.
grale vissuta con letizia e gioia cristiana dall a presenza dei giovani Jacek, il parroco del posto, ci
(cfr. LS 20-12). delle nostre parrocchie di aveva raccomandato di dare
Una lettura orante della Parola di Dio Lima e Huacho. Samito è loro tutto il tempo necessa-
ci aiuterà ad approfondire e a scoprire i un piccolo paese di circa rio per ascoltarli e condivi-
gemiti dello Spirito e ci incoraggerà nel 400 persone, sulla riva del dere poi con loro la Parola, e
nostro impegno a prenderci cura della fiume Nanay, a cui si arriva così abbiamo fatto. Abbiamo
“casa comune”. soltanto via fiume in barca, ascoltato molto, con empatia
Come Chiesa di discepoli missionari, normalmente in piccoli bat- e simpatia, e loro ci hanno
telli di legno, molto sempli- consegnato parte della loro
ci, senza bagno e senza la storia, la loro esperienza, le
possibilità di cambiarsi di loro sofferenze e sfide... Mi
posto. Abbiamo fatto otto ha sorpreso il vedere che
ore di viaggio, senza fermarci, è stato tante persone anziane ringraziavano la
pesante per il corpo ma lo abbiamo nostra presenza che confermava in loro
superato guardando il bel paesaggio, il desiderio di mantenersi fedeli nella
animandoci con i canti, la preghiera del fede cattolica. Ho visto in loro una bella
rosario e la gioia di chi sa di portare una esperienza di sapienza, di fede e abban-
bella notizia. Ci siamo alzate alle 4 del dono in Dio, perché sanno vivere con il
mattino per caricare la barca con le no- poco che hanno e sono riconoscenti per
stre cose personali e tutto l’occorrente la terra in cui vivono e il bel paesaggio
per la missione, quindi abbiamo anche che gli circonda.
dormito e pranzato sulla barca. Tutta Già di ritorno a Lima riflettevo sul ritmo
un’avventura! della foresta. Là tutto va piano, con
Il paese mi ha sorpresa per la sua fede tranquillità, e Dio va al loro ritmo e
e dal primo giorno ho notato che c’era chiede anche a me di camminare al loro
imploriamo la grazia di questa conver- una sete di Dio riflessa nelle diverse ritmo. Loro vivono alla giornata, segna-
sione che “comporta il lasciar emergere chiese evangeliche che si trovano lì. ta dall’alba e dal tramonto, perché non
tutte le conseguenze dell’incontro con Molti sono stati prima cattolici ma, per c’è luce nel paese. Vivono della coltiva-
Gesù nelle relazioni con il mondo che mancanza di chi li accompagni, si sono zione della terra e della pesca, sempre
li circonda” (LS 217)... Per l’Amazzonia uniti ad altre chiese dove trovavano un gioiosi, senza preoccuparsi troppo per
questo camminare suppone anche “na- posto per pregare. Li ho visti come “pe- il domani. Abbiamo condiviso con loro
vigare”, attraverso i nostri fiumi, i nostri core senza pastore”, loro vanno dove la vita e la preghiera che abbiamo fatto
laghi, tra la nostra gente. In Amazzonia li invitano oppure dove ci sia qualche lungo il paese: il Rosario e la Via Crucis,
l’acqua ci unisce, non ci separa. La no- novità. Mi ha lasciato un senso di impo- e poi l’incontro con Gesù nell’Eucaristia
stra conversione pastorale sarà sama- tenza, di non poter sostenere, accom- quotidiana e nell’Adorazione al Santis-
ritana, in dialogo, accompagnando le pagnare e formare quella comunità per simo. I Figli della Foresta (come si chia-
persone con volti concreti di indigeni, farla crescere nella fede e nel senso di mano loro) sono anche Figli di Dio. La
contadini, afro-discendenti e migranti, appartenenza alla Chiesa. Noi abbiamo loro gioia e speranza hanno segnato il
giovani, abitanti delle città. Tutto que- portato il nostro piccolo contributo per mio cuore non come un semplice ricor-
sto supporrà una spiritualità di ascolto questo. do, ma come un impegno a continuare
e di annuncio. Le persone sono state molto accoglienti, a pregare per ognuno di loro.

PICCOLE FIGLIE 4 FEB. - APR. 2020


AMMINI
Evangelizzatori evangelizzati
Sandra Riquelme pf
SCAMBIO DI DESIDERI DEI GIOVANI
Per arrivare a Samito abbiamo viag- IN TANZANIA Luigia Musafiri pf
giato 8 ore in barca lungo il fiume Na-
nay, partendo R icordo bene i primi insieme e ci scambiandoci
da Iquitos. La giorni dopo il nostro arrivo regali. Quindi anche come
bellezza della in Tanzania… i giovani non parrocchia abbiamo deciso
foresta ci riem- avevano dei momenti di di fare questa festa negli
piva il cuore. ritrovo insieme se non la ambienti parrocchiali, come
Vedere tutto domenica dopo la messa segno di ringraziamento
verde, noi che per 15 minuti al massimo… al Signore. La giornata del
veniamo dal Volevo che si trovassero, 5 gennaio è stata scelta di
deserto di Lima volevo parlare con loro ed proposito… i tre Re Magi
e Huacho, era affrontare con loro argo- vanno da Gesù a portare i
un piacere per menti di fede e non solo…. doni, come ci ha spiegato
i nostri occhi. All’inizio è stata dura, a sr Giovanna Gallicani in un
Dio ha dato loro un luogo privilegiato volte c’erano solo 9 o 10 piccolo momento di incon-
per la sua bellezza, la terra che dona giovani che si fermavano tro sul significato dell’Epifa-
con generosità i suoi frutti ai coltiva- a parlare con noi… inoltre nia prima di iniziare i giochi
tori che, ogni giorno di buon mattino, eravamo senza un prete che ci aiutasse di danza, poesia e commedia. Al termine
vanno ai loro campi per prendere il cibo in questo percorso di fede. Ma non ci c’è stato lo scambio dei regali tra le
quotidiano per le loro famiglie. Di gior- siamo scoraggiate, e dopo aver pensa- 70 giovani riunite. È stato interessante
no avevamo un cielo blu meraviglioso e to con quelli che c’erano ad una serie perché le ragazze hanno fatto un bel
di notte le stelle e la luna che illumina- di argomenti, abbiamo preparato una parallelismo tra il festeggiare il Signore
vano il buio del paese perché avevamo e contestualmente ringraziamo il nostro
elettricità soltanto dalle 18 alle 21. prossimo offrendo loro un dono.
Ci siamo abituati alle scomodità proprie In Febbraio e marzo abbiamo proposto
della missione: dormire per terra e sotto incontri formativi, dopo di che abbiamo
una cortina di velo per evitare almeno deciso che era giunto il momento di
alcune punture; il caldo che ci faceva su- organizzare una super festa invitando i
dare giorno e notte; il mangiare soltan- giovani ed i bambini della parrocchia di
to riso e pasta, uova e tonno per tutta Mabatini. E così il 26 febbraio ci siamo
la settimana; il bagno nel fiume perché riunite ed eravamo circa 300 giovani.
non avevamo delle docce, ma il tutto Sono in programma diversi altri incontri
abbiamo vissuto con gioia perché sa- e speriamo che i giovani continuino ad
pevamo che eravamo lì per la missione. apprezzare quanto per loro proposto
La gente era molto gentile, ci aprivano in modo che si possano aprire a nuove
le porte delle loro case e dei loro cuori esperienze e piano piano conoscere
per raccontarci la loro vita, la vita del programmazione che poteva coprire Gesù. Alcuni esempi di tematiche saran-
paese, le loro gioie e tristezze, solo ci un periodo di circa 6 mesi. Abbiamo no: l’apostolato, la celebrazione delle
mettevamo in ascolto attento per por- quindi parlato con il parroco che, felice Palme insieme, momenti di divertimento
tare loro il messaggio di Dio e il testo di questa iniziativa, ci è venuto in aiuto come gite, gemellaggi con parrocchie
biblico (preparato nella Lectio fatta mettendoci a disposizione un prete per vicine e tanto altro…
insieme al mattino), condividendo con seguirci in questi incontri.
loro anche l’amore di Dio, l’amore che Il nostro primo incontro è stato il 12 di-
ci ha fatto viaggiare fino lì, lavorando cembre 2019, abbiamo organizzato una
per tanti mesi per raccogliere i soldi per partita di calcetto… Divertimento allo
pagare il tutto (aereo, barca e alimen- stato puro! I ragazzi sono venuti nume-
tazione), lasciando le comodità della rosi così abbiamo fatto diverse squadre
città per animare chi ha perso un po’ la per il torneo. Dopo questo momento,
strada e la voglia di seguire il Signore. abbiamo pensato di non far ritrovare
Abbiamo ricevuto molti regali generosi i ragazzi alla S. Messa della comunità,
dalle famiglie visitate: pesci, manioca, ma di invitarlo per la celebrazione della
limoni, taperiba, banane, farina e tanta Parola, letta e commentata solo per loro.
altra frutta di cui non ricordo il nome, Dopo di che siamo passati ad esaminare
perché era la prima volta che le vedevo testi dei Papi come “Christus vivit”… Oltre a queste attività ogni domenica
e mangiavo. quel giorno eravamo in 100 giovani! alle 15, i giovani si incontrano per con-
Il bagno quotidiano lo facevamo nel Per diversificare le attività abbiamo dividere la parola di Dio facendola “vi-
fiume Nanay, anche lì lavavamo i nostri deciso che il successivo incontro, 29 di- vere” nella loro vita quotidiana. Inoltre
vestiti, come tutte le persone del paese, cembre, di andare a fare apostolato in abbiamo creato un coro di giovani, affi-
perché là nessuno ha l’acqua in casa. un orfanotrofio. Siamo stati li dalle 10 dandoli alla Beata Madre Eugenia Picco,
Condividere la loro forma di vita, non sino alle 18 circa… con me c’erano altre con la speranza di attirare i giovani a
soltanto andare per evangelizzare, ma 40 giovani. Cristo attraverso l’evangelizzazione dei
essere una di loro in quei cinque giorni, Il primo incontro del nuovo anno, il 5 canti. Con l’aiuto di Dio speriamo che
ci ha fatto sentire l’affetto di tanti al gennaio, abbiamo fatto “lo scambio di a poco a poco alcuni giovani capiscano
momento di partire. Siamo andati per desideri”. qual è la loro missione nella Chiesa cat-
evangelizzare, ma sempre Dio permette Questa attività è una cosa consueta per tolica, perché impegnarsi è un bene che
che gli evangelizzati siamo noi stessi. noi giovani. In questa “festa” balliamo genera libertà, coraggio e amore.

PICCOLE FIGLIE 5 FEB. - APR. 2020


SR RITA DONÀ SR ALBA ZERBINI dialogo e alla comunicazione fraterna.
Castagnaro (VR) 29.08.1934 Chiusa Ferranda-Fidenza (PR) 11.02.1939
Si è spesa nel servizio fino all’ultimo
> Parma 24.12.2019 > Parma 15.01.20
periodo, quello trascorso a Villa Chieppi,
segnato dalla fragilità e dalla malattia
invalidante, ma anche impreziosito dalla
fede e dal sorriso con cui continuava la
sua testimonianza del Vangelo.
In modo inaspettato sr Alba ci ha la-
sciato il 15 gennaio 2020. Siamo grate
al Signore per avercela donata, lo be-
nediciamo per tutto il bene che questa
sorella ha seminato e la affidiamo al suo
abbraccio misericordioso.

SR MARIA AVE CASSONI


Roccabianca (PR) 1926
> Parma 05.03.2020

Il 5 marzo sr M. Ave
Sr Rita, nata a Castagnaro (VR), il 29 Suor Alba è nata a Chiusa Ferranda, Cassoni ha lasciato
agosto 1934, è entrata nella nostra con- frazione di Fidenza, nel 1939 da una la comunità ter-
gregazione all’età di 16 anni, seguendo famiglia di profonda fede cristiana. Ha rena per raggiun-
l’esempio della sorella Sr Luigia, molto conosciuto la nostra famiglia religiosa gere la comunità
più grande di lei. Dopo gli anni di for- attraverso una comunità che operava celeste dove è stata
mazione in noviziato fece la professione a Castellina di Soragna. A 24 anni ha accolta da tante
temporanea il 21 novembre 1952 e co- scelto di entrare nella nostra congrega- “amiche”, che le
minciò la sua missione apostolica come zione, decisa a cercare Dio con tutte le hanno preparato
aiuto nelle scuole materne. Dopo la forze e a seguirlo con il dono della sua un posto, vicino a
professione perpetua fatta nel 1958 ha vita, per abbracciare il mondo intero e Gesù e Maria.
operato per molti anni nella cucina, poi comunicare a tutti l’amore del Padre Era nata nel 1926 a Roccabianca (PR) e
dagli anni 1970 come aiuto nella scuola misericordioso. nel 1950 è entrata in Congregazione. Il
materna e nelle attività parrocchiali. Dopo la professione religiosa ha de- suo parroco, don Enrico Triani, presen-
Persona libera e disinvolta, ha svolto dicato il tempo alla formazione, allo tandola alla madre generale, affermò
la missione di cuoca, per tanto tempo, studio per conseguire il diploma di ma- con convinzione che “l’Ave avrebbe
nella cucina del Noviziato e della Casa turità per l’insegnamento nella Scuola fatto una buona riuscita arricchendo
di Cura, con generosità, precisione e Materna. con la sua giovinezza la congregazione
raffinatezza, anche se non le piaceva. Tutta la sua vita è stata dedicata all’e- stessa”.
Ha fatto poi richiesta di passare all’a- ducazione dei bambini nella scuola Dopo gli anni di formazione emise la
postolato nella scuola materna e nelle materna, nella catechesi e nelle attività professione religiosa e iniziò la pre-
parrocchie, accettando di fare vari corsi pastorali parrocchiali. La sua attenzione parazione per la missione apostolica,
di preparazione e di formazione: nel era anche per la famiglia, luogo ideale infermiera professionale, che esercitò
servizio di educatrice era felice. Carat- per una vera formazione e fucina di vera per tutta la vita, in Casa di Cura a Parma
tere allegro e vivace, amava il canto e umanizzazione. e alla clinica Santa Chiara, in Svizzera.
dava il meglio di sé, perché le ragazze, Caparbia e un po’ “testona” ha sempre In un secondo tempo si qualificò come
i bambini e gli adulti partecipassero alle cercato di realizzare gli ideali della sua vigilatrice d’infanzia. Possiamo dire
celebrazioni liturgiche che preparava vita consacrata e della sua missione con che Sr Ave si prodigò nel servizio agli
con amore. grande fervore, coinvolgendo quanti ammalati, piccoli e grandi, per tutta
Catechista attiva e dinamica, sapeva erano sul suo cammino: sorelle, bambini, la vita. L’ultima esperienza lavorativa
proporre il messaggio evangelico con genitori, amici. e forse la più lunga è stato il servizio
gioia ed entusiasmo, guidando i ragaz- Persona di carattere focoso e irrefre- come infermiera nel poliambulatorio,
zi a conoscere e scegliere Gesù come nabile, aveva una innata attitudine al nello studio cardiologico.
amico. Una testimonianza arrivata da ruolo di educatrice, che ha esercitato Ricordare Sr Ave è come rivederla:
Villa Minozzo, dove sr Rita è stata tanti con passione, intelligenza e affetto sempre in movimento, viso allegro e
anni, così si esprime: era accogliente, senza risparmiarsi, in tutti i luoghi dove sorridente, accogliente e premurosa
vivace, vicina, affettuosa e sapeva farsi ha esercitato la sua attività, come te- nell’ascolto: andava incontro ai bisogni
volere bene. Ci ha aiutato come comu­ stimoniano alcune persone: ”In questo di tutti. Aveva una particolare capacità
nità parrocchiale ad amare la liturgia e periodo vissuto insieme, dobbiamo di socializzare anche con persone estra-
la congregazione (portava le bambine ringraziarti per molte cose: la tua di­ nee, con umorismo, con simpatia e così
del gruppo Samuel a Parma agli incontri sponibilità, la tua voglia di fare, la tua veniva a conoscere i loro bisogni. Mai
mensili). Ci ha spronato ad essere comu­ travolgente energia, ma soprattutto rimandava al domani un aiuto e quan-
nità viva e vivace. Sr. Rita è stata una perché al centro del tuo progetto c’era do aveva in mente di fare qualcosa, per
Piccola Figlia che, consapevole delle sue la crescita integrale dei nostri bambini”. servire, ci andava fino in fondo e non la
fragilità ha saputo confidare nei cuori “Sr Alba era il nostro astro del mattino, fermava nessuno.
di Gesù e di Maria, si è affidata alla quando apriva la porta e accoglieva i Determinata e volitiva, sempre si pro-
famiglia religiosa con affetto e gratitu- nostri bambini con una carezza, un sor­ digava per esprimere l’amore di Dio ai
dine. È andata incontro al Signore il 24 riso, una parola dolce…” fratelli e alle sorelle.
dicembre 2019 e, sicuramente, insieme Una delle sue caratteristiche era anche Devo amare molto, allora, coloro che
agli angeli avrà cantato Gloria al Bam­ la fedeltà nella formazione spirituale. avvicino saranno più buoni. Devo dare
bino nato per tutti. “Leggeva, pregava, rimeditava la parola, e non fare pesare il dono, dare e na­
Così ci ha salutate: a tutte le mie so­ ne parlava con gli altri. Era ricca spiri­ scondere è proprio dell’autentico amo­
relle in Cristo desidero…esprimere la tualmente. Si faceva delle domande e re. Sono stata molto amata, ma, credo
mia riconoscenza ed affetto, chiedo cercava le risposte. Amava lo studio ed anche di avere amato e di non essermi
perdono e preghiere di suffragio spe­ era appassionata di cultura”. mai risparmiata…
rando di ottenere per tutte le grazie Ricordare sr Alba è anche risentire la Così si esprimeva in un momento un
necessarie per un cammino fecondo di sua voce rumorosa e gioiosa risuonare po’ difficile: Ho con me la Cara Mamma
tanto bene. nella casa e cogliere il suo invito al Celeste. Me la sento vicina, altrimenti

PICCOLE FIGLIE 6 FEB. - APR. 2020


sola cosa farei? Con l’aiuto Di Maria Ho davanti agli occhi il famoso agosto Ora da lassù intercedi per tutte noi, per
voglio rimanere sempre serena nella 1978 quando arrivò in Casa Madre sr la missione africana con tutte le sorelle
volontà di Dio. Anna Laberinti: scelta anche lei insieme congolesi, per il mondo intero. E a noi
Sr Ave è stata chiamata a seguire Gesù… a sr Rosa Zanardi per la prima missione ripeti il motto del Fondatore che ti era
tutta protesa verso il mondo in atteg- in Africa e precisamente nello Zaïre caro: “Forti ai colpi!”.
giamento di servizio e tutto ciò che è (oggi RDC). Nel settembre 1978 parten­
umano ha trovato eco nel suo cuore. È za per Friburgo (CH) per lo studio della SR ANNA BOGO
stata in mezzo ai fratelli con stile sem- lingua francese. Non posso dimenticare Limana (BL) 1931
plice e povero, attenta e pronta alle loro che, di fronte alle difficoltà della lingua > Parma 30.03.2020
necessità, creando con tutti rapporti di tu, sr Anna, dicevi “se non riusciamo ad
lealtà, cordialità e clima di famiglia. imparare il francese c’è un’altra lingua Era nata a Limana
Un’ultima caratteristica della sua gioia più facile che i nostri fratelli africani (BL) nel 1931 da
l’ha espressa anche come tifosa del Par- capiranno subito: la lingua della carità.” genitori profon-
ma calcio. Conosceva tutti i giocatori – si Il 17 marzo partimmo da Milano ed damente cristiani.
recavano in clinica per i test cardiologici arrivammo ad Uvira il 18 marzo accolte Essi ebbero 12
- che spesso andavano a trovarla. dalle sorelle Saveriane. Per 4 mesi lo figli di cui quattro
L’ultimo periodo della sua vita l’ha studio della lingua Swahili: un altro si consacrarono a
trascorso a Villa Chieppi provata dalla scoglio duro per te ed anche per noi, Dio: tre divennero
malattia e dalla sofferenza, vissuta ma tu pronta ci dicevi ancora “con la suore di Congre-
con gratitudine e con la cura di piccoli lingua della carità faremo del bene a gazioni diverse
uccellini, con i quali si intratteneva questi nostri fratelli.” e uno fu sacer-
come evangelici amici che non aveva- E così hai camminato sulle strade del­ dote missionario
no bisogno di altro se non di cantare: l’Ubembe (Fizi) per 8 anni poi in quelle guanelliano in
So di avere ricevuto più di quanto ho di Uvira (Kalundu) fino all’inizio della Patagonia.
dato, ma nella mia miseria ho cercato guerra nel 1996. Nel 1997 hai aperto Sr Anna è entrata nella nostra Congre-
di fare del mio meglio a favore della la comunità di Cahi (Bukavu) e l’ultimo gazione all’età di 15 anni, nel 1946. Fece
mia famiglia religiosa e di tutte le per­ anno della tua presenza in Africa ancora la professione religiosa nel 1949. Nella
sone che mi hanno voluto bene: e sono a Kalundu. sua lunga vita religiosa si è dedicata
tante! Ringrazio il Signore! Ringrazio Sempre sorridente, poche parole, ma a varie incombenze: aiuto infermiera,
la mia famiglia! Ringrazio la mia amata tanti piccoli gesti di bontà che hanno assistenza agli anziani, servizi domestici
congregazione! fatto sì che le mamme e le ragazze ti e di guardaroba, ma soprattutto si è
cercavano sempre non solo per imparare prestata come cuoca. Numerose sono
SR ANNA LABERINTI il cucito ma per ascoltare le tue parole le case in cui ha operato, ricordiamo in
Modena 27.04.1937 di saggezza evangelica. Come non ricor­ particolare Carcassonne (Francia), An-
> Parma 23.03.2020 dare il nostro primo “safari” a Nakiliza? dorra, Soragna, Suzzara, Villa Ospizio
(a 200 km da Fizi) Tutte e due nell’unica di Regio Emilia.
stanzetta con la brandina di bastoni La sua è stata tutta una vita donata
senza materasso e senza stuoia. Ride­ al Signore, negli umili e piccoli servizi
vamo perché non riuscivamo a dormire richiesti dal vivere quotidiano, col sor-
dal mal di schiena. Avevamo una lucina riso e la gioia della fede, che cercava di
piccola che funzionava ad olio di palma comunicare a tutti quelli che incontra-
e speravamo di non avere bisogno di va. Lei stessa, negli appunti per il 50°
uscire per il servizio… di professione, così descrive la propria
Mi risuonano ancora le tue parole “So­ esperienza di vita: Parlare, dire, raccon­
relle, mi raccomando, state attente”. tare, non è sempre facile! Ma quando
Lo dicevi a noi più giovani ogni volta raccontare significa avere dentro un’e­
che andavamo in safari. Ci preparavi sperienza profonda, un cammino fatto
per i viaggi lunghi a piedi i quadretti di con un Altro, diventa semplice. Non c’è
zucchero provenienti dall’Italia, le uova bisogno di andare lontano a cercare
sode, il pane… La tua gioia grande era parole! Ti esce tutto spontaneo! Che
Donna del sorriso. Tutti parlano così quando ci vedevi ritornare sane e salve cosa? Esprimi ciò che è stato per te
ricordando sr Anna Laberinti. Un sor- e ci facevi il regalo di una buona cena avere camminato per 50 anni in sentieri
riso accogliente, un cuore di mamma, calda e la torta: tutto era eccellente sconosciuti eppure tanto, tanto chiari
una capacità di ascolto coniugata con perché condito con il tuo amore. Poi da lasciarti intravvedere ad ogni passo
abilità di cuoca e di sarta. Entrata in arrivò il famoso 17 luglio 1987, quando che Gesù era sempre con te, con il Suo
Congregazione nel 1957, frequentò in lasciavi Fizi con sr Alba ed Eugenia per infinito Amore. Ripensandoci ora, ne
seguito (dal 1961) l’Istituto Laura Sanvi- aprire la seconda comunità a Kalundu cogli tutta la profondità e la tenerezza,
tale in Parma dove conseguì il diploma in Uvira. Da allora ci vedevamo rara­ ti resta dentro lo stupore, l’incanto, la
di maestra per le scuole elementari. Si mente, 2 o 3 volte all’anno, a causa riconoscenza che ti fa gridare con gioia
dedicò alla formazione delle novizie delle distanze e delle strade tante volte “Misericordias…Canterò senza fine le
come vice-maestra dal 1964 al 1970; interrotte. Quando ci incontravamo mi grazie del Signore.
prestò servizio come superiora presso la chiedevi sempre di Fizi con nostalgia: sì, Entrata a Villa Chieppi nel 2016, se ne
comunità di Misurina… e poi nel 1979 il la prima missione ti è rimasta nel cuore è andata la sera del 30 marzo 2020,
grande volo della sua vita: la missione fino alla fine. dopo un lungo periodo di malattia che
in Congo dove rimase (con brevi inter- L’ultima volta che ci siamo viste in Casa le aveva tolto tutto, ma non la serenità
ruzioni) fino al 2006. Madre (2018), insieme, facevamo memo­ e il sorriso.
Tornata in Italia continuò a prodigare le ria delle nostre avventure a Fizi e intrat­ Un sorriso di risurrezione, quella cui
proprie attenzioni ai piccoli della mater- tenevamo le sorelle di casa Madre alla faceva riferimento nel testamento spiri-
na di San Leonardo (PR) 2006 e da lì, nel ricreazione con i nostri ricordi. Ti vedevo tuale e che le fece chiedere: …desidero
2015, in Casa Madre, per aiutare le so- ringiovanire e i tuoi occhi brillavano di che al mio funerale si canti l’Exsultet
relle con il cucito e facendo compagnia gioia, come se tu ritornassi a vivere la pasquale. Finalmente questo povero
anche alle pensionanti ivi residenti. Ma missione. In realtà la stavi continuando grano caduto in terra porterà molto
il cuore di Sr Anna era restato in Africa a vivere lì dove il Signore ti ha messa, frutto nella santa chiesa di Dio. Potrò
e vibrava per la missione. Per questo con una vita fatta, come sempre, di pic­ realizzare dal cielo quello che ho desi­
lasciamo che a ricordarla sia sr Giovanna coli servizi, tanto silenzio che ascolta e derato sulla terra (realizzerò in cielo il
Gallicani che tanto ha condiviso con lei: molto tempo alla preghiera. mio sogno di andare ad annunciare il

PICCOLE FIGLIE 7 FEB. - APR. 2020


Vangelo in terra di missione!) Ora pos­ caratterizzavano, le disse: Bene! L’aspet­ Congregazione all’età di 26 anni. Sr
so essere missionaria qui! Ho molto da to il 21 novembre prossimo. E le auguro Giuseppina si è dedicata in prevalenza
farmi perdonare e dal cielo beneficherò tante difficoltà!. Poi aggiunse: Sì, perché al servizio dei bambini, come maestra
maggiormente coloro a cui fossi stata la vocazione deve essere provata”. Il della scuola materna con semplicità
causa di dispiacere. Chiedo perdono a cammino era chiaramente tracciato! e bontà. Ha prestato servizio anche
tutti, confidando nella bontà vostra e In Congregazione, nel 1963, conseguì come autista, soprattutto nel periodo
nella infinita misericordia di Dio. Senti­ la Laurea in Pedagogia; contemporane- “romano” con le studenti che accom-
temi viva in Cristo risorto e arrivederci amente ebbe da subito l’opportunità di pagnava a scuola con un pulmino già
nell’amplesso eterno dove spero di svolgere attività di insegnamento tra le datato… Con lei l’altra Giuseppina
riabbracciare in particolare tutte le mie Sorelle in formazione. Seguirono via via “la Scaf”(Scaffardi) ed era uno spasso
care consorelle. altre chiamate, a cui sr Delfina rispose sentire come si canzonavano tra loro e
sempre con semplicità e disponibilità, come facevano coraggio a quelle che
SR DELFINA SCHIANCHI pur riconoscendo la propria pochezza. temevano per l’interrogazione che le
Felino (PR) 08.01.1932 Non è facile riassumere in poche righe attendeva. Guidava volentieri, anche
> Parma 03.04.2020 la forte esperienza umana e spirituale di nel caos di Roma, infatti “Sr Giuseppi­
questa Sorella. Dal 1964 al 1970 fu inse- na entrò in Congregazione con l’auto
gnante di pedagogia e filosofia presso di sua proprietà! A quei tempi, solo
la nostra Scuola Anna Micheli di Roma; lei tra tutte le Piccole Figlie possedeva
contemporaneamente collaborò alla un’auto! - ricorda sr Lucia Reggiani -
formazione delle Juniores ivi residenti. Questa era davvero una cosa rara che
Nel 1970 venne eletta Vicaria generale: le costò non pochi sacrifici, perché,
servizio che svolse fino al 1988, anno in in Congregazione non poteva usarla
cui fu eletta Superiora generale. Portò liberamente a suo piacimento, dato il
il peso di questa nuova e non facile voto di povertà…” Ma questo talento
responsabilità per due sessenni, fino al potè poi metterlo a frutto per tutte le
2000. Non meno impegnativa fu l’espe- comunità in cui si trovò a prestare la
rienza di Legale Rappresentante che sua opera (Roma-Anna Micheli 1962-
la occupò dal 1997 al 2002. In seguito 72; San Secondo 1972-76 e 1978-84;
seppe essere una presenza semplice e Concordia 1984-1990; Novi di Modena
positiva in varie comunità: Casa Fami- 1996-2013).
glia-Parma, Villa Chieppi, Soragna, San Di lei ricorda sr Paola Mantovani:
Secondo, Casa Madre ed infine, come “Fa­v orita da un carattere tranquillo,
inferma perché colpita dalla malattia, a con sr Giuseppina era facile parlare
Villa Chieppi. serenamente e confrontarsi anche su
Le sorelle la descrivono come una per- posizioni diverse, senza compromettere
sona umile, disponibile a qualunque la serenità e la fraternità. Ricordo che
servizio, riconosciuto o nascosto, buo- amava ripetere spesso: All’entrata in
Eccomi! Canterò senza fine le grazie del na, socievole, partecipativa ai momenti Congregazione, tutto quello che vi ho
Signore! Con queste parole Sr Delfina ricreativi, amante dello studio e desi- trovato mi andava bene, tranne una
iniziava il suo “Magnificat” nella ricor- derosa di approfondire le conoscenze, cosa che fatico ancora ad accettare: Il
renza del Cinquantesimo anniversario decisa nelle scelte e “spiccia” nel tratto. non poter fare l’elemosina ai poveri
della sua prima professione, celebrato Sr Delfina ha servito con generosità la che incontravo e che tuttora incontro!
il 29 marzo 2009. In quell’Eccomi inizia- Congregazione che ha amato e da cui Questa espressione esprime molto bene
le, emerge chiara la volontà, rinnovata si è sentita amata. Sapeva comunicare il “cuore” della Sorella e la sua sensi-
e decisa, della Sorella a continuare a la sua fede a tutti, in modo convinto e bilità per quanti vivevano situazioni
rispondere alle chiamate del Signore, profondo, con la parola e con gli scritti. di disagio”. Quando terminò il suo
così come aveva cercato di fare lungo Ella era capace di riconoscere l’opera servizio a San Secondo (PR) comunità
tutti gli anni della sua vita. Le chiamate del Signore con stupore e gratitudine che lei terrà sempre con particolare af-
furono molte e non tardarono a farsi esprimendo un animo grato, così come fetto nel cuore, i parrocchiani scrissero:
sentire. Durante la scuola elementare si bene esprime il versetto citato all’ini- “La sua presenza in mezzo alla nostra
fece strada il suo primo sogno che poté zio. Che Ella, da Lassù, ottenga anche comunità è stata un dono prezioso da
concretizzarsi: diventare maestra in una a noi la capacità di vedere le opere del non disperdere”.E così la ringraziava
scuola di un paesino di montagna dove Signore e di cantare senza fine le sue la comunità di Novi di Modena : Alla
essere una provvidenza per tutti. Sogno grazie (Sl 89). comunità parrocchiale ha donato il suo
che cercò di perseguire, nonostante le esempio di anima consacrata semplice
difficoltà, soprattutto di tipo economi- SR GIUSEPPINA FERRARI e modesta. È passata in mezzo a noi
co. Conseguito il Diploma di Maestra San Prospero di Suzzara (MN) 21.07.1930 come in punta di piedi, senza rumore,
presso l’Istituto Magistrale “Padre Por- > Parma 04.04.2020 ma fedele e integra nell’adempimento
ta”, gestito dalle Maestre Luigine, per del suo dovere.
esigenze economiche familiari, dovette Riconoscenti al Signore per tutto l’amo-
iniziare l’esperienza lavorativa. Intanto, re che ha donato questa nostra sorella
in quegli anni di fatica, maturava in lei gli chiediamo di accoglierla tra le sue
un lavorio di ricerca della propria scelta braccia di Padre, nella gioia dei santi.
di vita. La risposta chiara tardava a farsi
sentire, anche perché la vita religiosa le ABITARE IL CIELO
sembrava troppo alta per lei.
Nel 1956, all’età di 24 anni, la risposta > 30.09.2019 Maria Sommacal sorella laica
arrivò. Sr Delfina capì che il Signore di Limana
la chiamava alla vita religiosa e spe- > 21.12.2019 Willy Cikuru Bacikuderhe papà
cificatamente proprio nella nostra di sr Evelyne Mwinja Bacikuderhe
Congregazione. Significativo fu per lei > 31.03.2020 Licinia Boarini la sorella laica
il primo incontro con Madre Albina di Soragna
Uccia, allora Superiora generale, alla > 01.04.2020 Paola Lombardi sorella laica di Parma
quale volle esprimere la sua decisione Nata a San Prospero di Suzzara (MN) > 11.04.2020 Dalcò Iginia mamma di sr Angela
di entrare in Congregazione: la Madre, nel 1930, aveva seguito le orme di Giubertoni
con la saggezza e la schiettezza che la sua sorella sr Bruna entrando nella

PICCOLE FIGLIE 8 FEB. - APR. 2020