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Il senso del male

di Erika Barresi
Personaggi ed interpreti e riferimenti teatrali

Banditore (Dioniso / De Sade / Eliogabalo)

Lady (Lady Macbeth / Clitemnestra / La nutrice da Medea)

Lord (Riccardo III / Mefisto / Casanova)

Lilith (Lilith / Fedra / Medea di Pasolini)

La musica è presente in tutto lo spettacolo – il silenzio è una conquista


come la pace, la serenità e la fine del male come inizio del bene.
Illuminazione fissa dello spettacolo – 2/3 bracieri, 20/30 lampade ad
olio.

Erika Barresi ©2009 1


Le luci dai tagli bianche bagnano letteralmente i corpi del coro, braccia dritte, testa in giù,
gambe leggermente divaricate. Gli attori li stanno lavando con delle spugne naturali e
l’acqua sembra fumare perché goccia su del ghiaccio secco che è ai loro piedi. (La musica
ha una armonizzazione oscura, cupa, potrebbe persino essere un canto gregoriano di
memoria medievale)

Banditore: Signori e signore, prendete posto, scegliete pure il vostro pezzo. Comprate la
nostra merce, è la migliore che si possa trovare sul mercato. Carne selezionata
e pulita a caldo. Questa vendita non ha eguali nel passato e sarà scolpita nella
storia. Cosa preferite: razza, altezza, stazza, colore? Abbiamo pregio di
soddisfare, in questa nostra fiera, ogni bisogno, pulsione, prurito. Non si deve
avere vergogna o tabù quando si sceglie il proprio pezzo. Saremo vostri saggi
consiglieri, non dovete avere segreti, confessate ogni più nascosto desiderio e lo
trasformeremo nell’esemplare ideale.

COREO 1: Dalla posizione iniziale i corpi sembrano liquefarsi fino a terra e scivolano verso
l’esterno dello spazio scenico fino ad arrivare al confine, si girano con il corpo
aderente al piano, per poi alzarsi insieme come in un tempo, come tirati da un
forte raggio. Al centro sono rimasti Lady e Lord, mentre Banditore e Lilith sono
su un piano elevato rispetto al palco.

Lady: (Guardandosi le mani e le braccia) Sporche… le membra sono insinuate,


crogiola la polvere della meschina rovina, ogni azione è interdetta, ogni purezza
si insozza. Sporche… le membra sono negre di pece incrollabile. Non ci sono
lavande, purghe o respiri d’aria pura. Purificate nel sangue, la porpora ricopre il
mio essere, trionfo senza glorie, il potere mi pervade nella sua luce buia, senza
auree… le membra si pugnalano, il rimorso non morde la mia coscienza, una
corona investe la mia visione di allori… (Strofinando a sangue le dita)

CORO: What forms of Devil


Embody the material
We hear no sound of tortures
the chains are not tight
Who moves along
the river of blood

Erika Barresi ©2009 2


What time in history
claims the right
Two pounds of centuries
To buy the stars
Who brings away
the death of pain
We suffer no burns
Our hands are not tough
What men of the church
Come up of beneath
Who is pushing the rumour
Who names the blame

Lilith: Quali diaboliche forme incorporano il materiale, non c’è suono di torture,
nessuna catena è stretta, si muove in me il fiume di sangue…
Lord: Il fiume pulsa come nelle mie vene e chiede di mietere un raccolto dolce, la sete
guida le mie dita verso la notte, chiudi gli occhi, spegni ogni respiro, indossa
questo anello, il tuo destino è una morte prematura o una fine da regina.
Lady: Prendere non è dare.
PAUSA – CAMBIO RITMO
Banditore: Si muovono per voi sotto luci scintillanti, centimetri di pelli pregiate, di carni
morbide ed invitanti. Abbandonarsi è il comando più saggio, l’arresa è il moto più
sincero, il ritmo vi dominerà e non ci saranno rimorsi o dolori, la coscienza
sedata dalla libera espressione… scegliete pure liberi, le porte sono visibili, tutte
aprono, tutte si chiudono dietro, la scelta è vostra… promesse siamo, desideri e
fatalità. Lasciateci guidare e saprete, questo volo fra le nostre possibilità, per
ogni vostra disponibilità.

COREO 2 – Un corpo è sedia ed uno figlio per Lady, un corpo è muro ed uno specchio, un
corpo conduce Lilith nello spazio ed uno compiace Banditore.

Lilith: Quale tempo nella storia reclama il diritto, due monete i secoli per comprare le
stelle, chi conduce via la morte delle pene… il confine del male trasforma ogni
bene. Procede da un luogo all’altro, da un termine verso l’altro, e non ci sono
movimenti in questo continuo suono di distorti richiami. Il petto tende al suo
naturale e confonde, decide, prescinde, distingue. Quali tempi conoscono il
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proprio bene, quali tempi prescindono dal male? La geografia senza confini di
questi poteri producono tese corde che sono ganci, leve su precipizi, salde
ancore che reggono la salvezza. Scegliere.
Lady: L’ostacolo è umano, la violenza è nel tempo, nei cieli che al mattino scopro oltre
le tende delle mie finestre. L’ostacolo è umano e non può resistere alla
precisione di una lama decisa nelle carni. L’ostacolo è umano e l’oltraggio è
un’onta che permea, come olio, ogni strato della mia genia, che il cielo guidi la
mia mano, ferma e decisa, io sono sorgente di vita ed io sono estuario del
sangue che la abbevera. Le mie mani, solo queste mani sapranno, solo queste
orecchie porteranno memoria del suono che ha la morte, la fine, il termine.
L’ostacolo non è altro che umano. (La vestono dei colori della vedovanza – Lady
Anna)

COREO 3 – Il feretro del re morto – due corpi al centro dello spazio sono sgabelli, un
corpo è il feretro rigido e condotto da due corpi fino ad essere poggiato sugli
sgabelli. I portatori si fermano al gesto di una donna, mentre Lady si pone ai
piedi del feretro, sedendosi, così fa anche Lord. – Ad agire la scena sono due
dei corpi -.

Lady: Posate a terra il vostro carico d’onore - se l’onore può essere ravvolto in un
sudario.
Lord: Voi che portate il feretro, fermatevi e posatelo giù… Miserabili, mettete giù quel
morto o, per San Paolo, stenderò morto chi non obbedisce.
Lady: Quale novità sotto il cielo!
Lord: Quale serpe mi ribatte… Dolce santa, per carità, non essere così piena d’ira.
Lady: Vattene e non tormentarci!
Lord: Le leggi della carità vi impongono di rendere bene per male. Degnati, o divina
perfezione di donna, o più bella di quanto lingua non possa dire, concedimi un
po’ della tua pazienza perché io possa scusarmi.
Lady: E tu concedimi in ogni istante di maledirti, maledetto!
Lord: E se ti dicessi che non li ho uccisi? (Tutti lo guardano) Io non ho ucciso vostro
marito!
Lady: Dunque, è vivo!
Lord: No, è morto, ma ucciso per mano di un altro. Però, si è decisamente morto. Oh,
my lady, poniamo termine a questo pungente scontrarsi delle nostre arguzie, e
passiamo ad un discorso più sereno. Io vi dico che non fui causa, io, di queste
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morti per te detestabili, ma foste voi e la vostra bellezza, mi incitava la vostra
bellezza nel sonno a dare la morte al mondo intiero per poter vivere un’ora sola
sul vostro dolce seno.
Lady: Strapperei con le mie stesse unghia questa bellezza che denunciate in me.
Lord: Esagerata! Chi ti ha privata del marito, signora, lo ha fatto per aiutarti a trovare
un marito migliore. Esiste chi ti ama e può proteggere più di quanto egli ti
amasse o può più proteggerti.
Lady: Dimmi il suo nome!
Lord: Non siete attenta milady, ha il suo stesso nome ma natura ben diversa.
Lady: Dov’è?
Lord: Qui. (La donna gli sputa)
Lady: Che sia per te veleno mortale.
Lord: Mai poté uscire veleno da così dolce luogo. I tuoi occhi, dolce signora, hanno
contaminato i miei. Non ho mai pregato nemico o amico: la mia lingua non ha
mai saputo imparare soavi parole di lusinga; ma ora che la tua bellezza mi si
offre come premio, il mio cuore orgoglioso incita e muove la mia lingua a parlare.
Non insegnare alle tue labbra tale disprezzo, perché esse furono fatte per
baciare, non per disprezzare. Se il tuo cuore vuole vendetta e non può
perdonare, ecco questa spada affilata: se vuoi trafiggere questo petto, e farne
uscire l’anima che ti adora, lo denudo al colpo mortale e, umilmente, in
ginocchio, ti chiedo la morte. (Egli si scopre il petto: lei fa il gesto di colpirlo con
la spada) No! Non esitare: ho ucciso io il re Enrico, ma fu la tua bellezza a
provocarmi. (Ella alza di nuovo il pugnale per colpirlo) Su! Presto: io ho
pugnalato il giovane Edoardo, ma fu il tuo viso celeste a spingermi. (Lei fa
cadere il pugnale) Riprendi la spada o rialza me.
Lady: Alzati giullare!
Lord: (L’uomo gli passa il pugnale) Se vuoi che mi uccida, comanda, e lo farò.
Lady: L’ho già detto.
Lord: Ma nell’ira: ripetilo, e alla tua parola questa mano, che per amor tuo uccise il tuo
amore, ucciderà per amor tuo l’amore più fedele; e tu sarai complice di queste
due morti.
Lady: Vorrei conoscere il tuo cuore!
Lord: Si esprime con la mia lingua.
Lady: Temo che siano entrambi falsi.
Lord: Allora nessuno fu mai sincero.
Lady: Riponi l’arma.
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Lord: Dimmi allora che la mia pace è fatta.
Lady: Lo saprai.
Lord: Ma potrò vivere sperando?
Lady: Tutti, io spero, vivono così.
Lord: Accetta di portare questo mio anello.
Lady: Prendere non è dare.
Banditore: Prendere non è dare.
Lord: Prendere non è dare.
Lilith: Prendere è prendere.

COREO 4 – Lady portata a braccia e posata accanto alle spoglie del feretro, coperta dalla
stessa tela viene raggiunta da Lilith che pone le sue mani sulla tela e muove i
due corpi dominati dalla morte e li pone nella posizione dello yin e dello yang,
mentre la donna con un pennello disegnerà il segno dell’infinito con la polvere
dei bracieri, colorandone una parte piena e lasciando un punto.

Banditore: (Messaggero / capo coro) Il re non ha pena; si sono sentite le lacrime di dolore
squarciare il silenzio e siamo accorsi, presso la soglia della giovane sposa, il
furore della corona ha reciso con mano ferma la sua vita ed inciso a fuoco sulla
nostra memoria quelle urla, e questo fresco sangue. Indelebile il suono,
insoffribile fino al fondo delle carni. Io, solo testimone, posso essere alle vostre
orecchie ma, i gomiti di questo racconto sono premuti sul mio busto e ripetuti si
abbattono.
Coro: Le lacrime fiumano da sotto la porta e macchiano i nostri piedi nudi, il freddo
gela le carni tremanti nella paura della persa purezza, suonano ancora le grida
del disfacimento, la morte prematura era ben più auspicabile di queste membra
esalate…
Banditore: Le membra di una regina senza giustizia per le vestigia di una principessa
vedovata.
Lord: Una regina morta è solo il tratto sugli annali per un re senza sposa, di nuovo.
Lilith: Sillabe premonitrici lavano le lingue di un fuoco che stride sulle corde di questi
giorni al confino. Non soffriamo il fuoco, le mani non sono dure, quale uomo fra
le ecclèsie scende fra noi, colui che spinge il rumore, chi ha il nome della colpa?

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COREO 5 – La seduzione del male – in coppia – i corpi si disperdono nello spazio e si
attraggono come fossero spinti alcuni ed altri come non avessero scelta fino a seguire a
specchio la scena fra Banditore e Lilith

Banditore: Rubi solo spazio / Luce agli occhi delle stelle / Ladra di catturate galere / Paludi
di inutili templi / nell’abisso del vuoto / Perché tenere stretto / un ritmo che non
senti ? / Una pelle da squarciare / come tele di ritratti deformi / Nel trambusto dei
miei pensieri / urlo ed è…
Lilith: (Ponendo la propria mano davanti le labbra di Banditore – specchio del coro)
Silenzio…
Coro: Shhh… shhh… (Pongono la propria mano del petto dell’altro e cominciano a
trovare un solo respiro, un solo battito)
Lilith: Stordita dalla forma / nella mia anima / danzo il desiderio / ne svelo i sensi /
Vibrano i muscoli / in pose ossessive / Tremando il respiro / coagula la saliva /
Annuso un profumo / che dal corpo di donna / spargo sulla mia pelle…
Compagnia: Sono pelle da squarciare, una tela che ritrae me deforme, la bellezza e la
corruzione, la purezza e il buio… nel ristoro dei miei desideri urlo ed è…
Lilith: Silenzio… il corpo scopre piaceri di bellezza in movimento e membra che non si
perdono giocando fra le mani… condividendo il sapore di battiti che respirano
delle arie di fresco sole… la luce…

COREO 6 – Le Baccanti – (Lady/Agave) – coreografia dei baccanali dionisiaci che portano


all’assassinio di Pentèo.

Banditore: (Dioniso) Eccomi qua, in questa vostra terra. Io, Dioniso, stirpe di Zeus, nato
dalla figlia di Cadmo, Semele, tra vampe di fulmini in fiamme. Ho cambiato il mio
aspetto da divino in mortale, e sono giunto alle acque della fonte. Vedo qui la
tomba di mia madre… onore a voi che volete questo luogo inaccessibile ai riti in
mio onore. Ho lasciato terre ormai cariche di oro che a me sono devote… dopo
aver istituito danze e rituali, per svelarmi al mondo quale il dio che sono, a voi
giungo. A chi ha detto che Dioniso non è figlio di Zeus ho invasato i costumi di
turpi moti ininterrotti, ho fatte impazzire le donne forzandole con il delirio a
lasciare il palazzo per i campi, e vestite di pelli di cervo e imbrattate del sangue a
me immolato, lì gioiscono di una inarrestabile passione delle carni. Ora questo
popolo, di cui trascuro il nome, deve capire che escludendo dai riti e dalle sue
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invocazioni il mio nome mi impone il dovere di insidiare il proprio territorio.
Mostrerò a tutti voi le mie sembianze di dio potente e severo, sarò in testa alle
Menadi, le mie devote Baccanti, per unirmi ai loro cori e scagliare la nostra festa
irrefrenabile, ed implacabile. Chiudete gli occhi, non avrete pace se non mi farete
entrare, saranno le vostre donne ad aprire le porte e non avrà limiti il mio
dominio.

COREO 7 – Flamenco – (Lilith/Fedra) – passaggio dalle Baccanti che libera solo una
donna, Lilith, e lascia al centro del campo un corpo maschile.

Lady: (Messaggero) Brucia… parlano di confusi incesti, il puro desiderio di mani che
odorano le pelli fresche del sesso fra corpi belli di voglie… brucia e incendia tutto
l’essere, si vedono sporchi preludi sul capo del giovane figlio del re. Il padre
giace, ma ella non è madre, non è che una donna nel regno lasciato senza
madre, non ha serenità senza il re che le stia al fianco, che riempia le notti fra le
lenzuola. Desidera e non possiede, cerca nel regno altro dominio ed una furia di
prurito insano la cattura nei pensieri e la annega nei sogni, si muove sotto
l’epidermide l’insaziato bisogno, e senza confini è il suo sguardo, si posa sul non
desiderabile, si ferma sul volto, le labbra, le mani, i tendini, gli occhi del non
disponibile, della genia del marito stesso.
Coro: Ferma regina, frena, poni il veto davanti al tuo sguardo straripante di
incontrollata passione.
Lady: Ma, con la mano ferma dinnanzi al proprio viso, pone tutte le voci di coscienza in
un innaturale silenzio ed un ritmo traente la coinvolge sicura e decisa nel suo
sogno di mani, tendini, dita, labbra, baci, corpi, voci, sospiri, voglie…

COREO 8 – La tentazione - I 3 tentatori

Lord: Come vedete, mio Signore, non m'indugio in cerimonie : sono giunto qui,
scordando ogni acrimonia, sperando che la vostra presente gravita. Avrà una
scusa per la mia umile leggerezza Nel ricordo di tutto il buon tempo passato.
Vostra Signoria non vorrà disprezzare un vecchio amico non più favorito? Vostra
Signoria non dimenticherà quella sera sul fiume quando il Re, e voi ed io
eravamo insieme amici? L'amicizia dovrebb'essere più forte del lacerante potere
del morso del tempo. Che! Mio Signore, ora che voi riacquistate favore presso il
Re, dovremo dunque dire che l'estate è finita. O che il tempo dell'allegria non
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può durare? Suono di flauti per i campi, viole nella sala, riso e fiori di melo
galleggianti sopra l'acqua, canti al calar della notte, sussurri nelle camere, fuochi
che divorano il rigore dell'inverno, ingoiando la tenebra, con arguzia e vino e
sapienza! Ora che il Re e voi siete in buona amicizia, chierici e laici possono
tornare a gaiezza, l'allegria e la giocondità possono andare senza cautela.
Vostra Signoria è troppo orgogliosa! Tale non fu il costume del Re nostro
padrone! Voi non eravate un tempo così duro con i peccatori quando erano
vostri amici. Siate indulgente, via! L'uomo che lascia correre vive per mangiare i
pranzi migliori. Ascoltate il consiglio d'un amico. Partecipate al festino, altrimenti
vi rimarranno solo le ossa spolpate. Il meglio è nemico del bene.
Lady: Vostra Signoria mi ha forse dimenticato. Vi farò ricordare. Vediamo un po'
queste memorie non troppo piacevoli Di misurarle sulla bilancia con altre, meno
recenti e di più peso: con quelle del Cancellierato. Vedete come l'ultime
s'innalzano! Il Signore della politica che tutti riconoscevano, dovrebbe guidare di
-nuovo lo stato. Il Cancellierato che abbandonaste quando foste creato
Arcivescovo — fu un errore da parte vostra — può essere ancora ripreso.
Pensate, mio Signore, iI potere posseduto diventa gloria, durante la vita,
permanente possesso, una tomba nel tempio, un monumento di marmo. Non
vogliate stimare pazzia il governare sugli uomini. II vero potere vien comperato a
prezzo d'una certa sottomissione. Il vostro potere spirituale è una perdita
terrena. La potenza è presente, per chi vuoi maneggiarla. Il Re comanda. Il
Cancelliere governa riccamente. Codesta non è una frase che s'insegna nelle
scuole. Deporre i grandi, proteggere i poveri, sotto il trono di Dio può un uomo
fare di più? Disarmare il ribaldo, rafforzare le leggi, governare per il bene della
causa migliore, dispensando giustizia rendere tutto piano, è prosperare in terra,
e forse in cielo.
Banditore: Io sono un visitatore inaspettato. Ebbene, mio Signore, io non amo scherzare,
non sono un politicante. Per impigrire od intrigare a corte non ho l'abilità. Non
sono un cortigiano. So capire un cavallo, un cane, una donna; so come tenere in
ordine le mie terre, signore della campagna che pensa ai fatti suoi. Siamo noi
signori campagnoli che conosciamo il paese. E noi che conosciamo quel che al
paese occorre. È il nostro paese. Abbiamo a cuore il paese. Siamo la spina
dorsale della nazione. Noi, non i parassiti che intrigano Intorno al Re.
Perdonatemi la schiettezza: io sono un rude inglese, diritto e franco. Una falsa
amicizia può diventare vera ma, troncata una volta, la vera amicizia non si può
più rammendare. È più facile che l'inimicizia si faccia alleanza. L'inimicizia che
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non conobbe mai amicizia può trovare un accordo più facilmente. Voi non avete
speranza alcuna di riconciliazione con Re Enrico. Voi cercate soltanto una cieca
rivendicazione nell'isolamento. È un errore. Altri amici si possono trovare nella
presente situazione. Voi ed io, mio Signore, siamo normanni. L'Inghilterra è una
terra per sovranità Normanna. Il popolo siamo noi.
Lilith: Ma a che conducono le vostre parole così spudorate, a nome di chi o cosa
parlate?
Banditore / Lady / Lord: Per un potente partito che ha volto gli occhi verso di voi... per
trarre guadagno da voi, alleandovi con noi, aggiusterete un buon colpo in una,
per l'Inghilterra e per Roma, ponendo fine alla tirannica giurisdizione della corte
del Re sulla corte del vescovo, della corte del Re sulla corte del barone.
Compagnia: Della corte del Re sulla corte del vescovo, della corte del Re sulla corte del
barone.
Lilith: Che io aiuterei a fondare.
Compagnia: Che voi aiutereste a fondare.
Lilith: II meglio è nemico del bene, fantasia della giovinezza, cosi un pensiero se ne va
fischiando al vento. L'impossibile è ancora tentazione. L'impossibile,
l'indesiderabile, voci nel sonno, che svegliano un mondo morto, si,che la mente
non sia tutta nel presente. Se l'Arcivescovo non può fidare nel trono, ha buona
ragione per non fidare in nessuno eccetto che in Dio solo. Io una volta governai
come Cancelliere e uomini come voi godevano d'attendere alla mia porta. Non
soltanto a corte, ma nel campo e nella lizza feci cedere molti. Io che dominai
come l'aquila sopra i piccioni dovrò ora prendere la forma di un lupo in mezzo ai
lupi? Continuate i vostri tradimenti come facevate prima: nessuno mai dirà ch'io
ho tradito.
Compagnia: Avanti fino alla fine. Per voi sono chiuse tutte l'altre vie tranne quella scelta. Ma
che è il piacere, il governo regale, o il comando di uomini inferiori al Re, con
astuzia negli angoli, e furtivi stratagemmi, in confronto al dominio universale del
potere spirituale? L'uomo oppresso dal peccato, da che Adamo cadde... voi
tenete le chiavi del cielo e dell'inferno. Il potere di legare e di sciogliere: legate,
figli di questo Dio, legate…
Lilith: No! Chi siete voi, che mi tentate con i miei stessi desideri? Altri son venuti,
tentatori temporali, con piacere e potere a palpabile prezzo. Voi che cosa
m'offrite? che cosa chiedete? Altri offrirono beni reali, indegni ma reali. Voi solo
m'offrite sogni di dannazione. Ma non v'è strada, nel malore dell'anima mia, che
non conduca a dannazione nell'orgoglio? Io so bene che tali tentazioni
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Significano presente vanità e futuro tormento. Può un orgoglio peccatore essere
scacciato solo da uno più peccatore? Non posso agire senza soffrire senza
perdizione?
Tentatori: La vita dell'uomo è un inganno e un’illusione tutte le cose sono irreali, l'uomo
passa d'irrealtà in irrealtà. Quest'uomo è ostinato, cieco, intento a distruggere se
stesso, e passa da inganno ad inganno, da grandezza a grandezza, fino
all’illusione finale sperduto nello stupore della sua stessa grandezza, nemico
della società, nemico di se stesso.
Lilith: Ora la strada m'è chiara, ora è piano il significato; l'ultima tentazione è il più
grande tradimento: compiere la retta azione per uno scopo sbagliato.

COREO 9 – Le streghe – circolare

Banditore / Lord / Lady / Lilith: Il bello è brutto e il brutto è bello: / fra nebbie e fumo corri a
rovello. / V’era la moglie di un marinaio / che gran castagne nel grembo aveva /
e rodeva, e rodeva, e rodeva. Un vento è questo / e io possiedo il resto. / Da
ogni parte soffieranno. / questi venti che ben sanno / scorazzare il mondo intero /
sulla carta del nocchiero. / Le tre parche, che pel mondo / van correndo in mare
e in piano, / or, tenendosi per mano, / fanno giri in tondo in tondo: / tre per me e
tre per te, / e poi ancora un terzo tratto / per aver tre volte tre. / Fermi! Ormai
fatto è l’incanto… per il mondo parte il nostro nuovo inganno!

COREO 10 – Il cammino

Lady: Settecentotrenta passi…esattamente settecentotrenta passi dal mio portone a


quella casa ma bisogna farsi notare il meno possibile. Non devo fare molta
strada: solo settecentotrenta passi…e scavalcherò l’ostacolo…Ne sarò
capace?...Ma sì, tutto è nelle mani dell’uomo e tutto quello che l’uomo si lascia
scappare di mano è solo per vigliaccheria…
Banditore: Settecentotrenta passi…esattamente settecentotrenta passi dal mio portone a
quella casa ma bisogna farsi notare il meno possibile. Non devo fare molta
strada: solo settecentotrenta passi…un atto di coraggio, una parola nuova: ecco
di che cosa hanno paura gli uomini. Ma per me non ci sono ostacoli, barriere…e
così sarà.
Lord: Solo pochi passi, nelle mani il mezzo per liberarsi da queste catene che mi
legano a questo corpo che non muove, che non riscalda, che non ama e che
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non odia. Il mio dolore è nel peccato che sono, nelle promesse che mentono fino
alle mie labbra. Bruciano sulle mani, quest’arma promette la pace, la fine che
non temo, la libertà che voglio infliggermi.
Lilith: Solo pochi passi, salgo ogni scalino come fosse il ritmo stesso del mio respiro,
pochi altri passi e sono alla soglia, il buio o la luce, il giorno o la notte, si
colorano del bene e del male se quelle mani fossero venute su me come mio
desiderio ora non ci sarebbe colpa, ora non mieterebbe i miei sensi come se ci
fosse sangue. Pochi passi e cingendo le mani dinnanzi al mio volto abiurando
con voce di lacrime darò via questo mostro che mi è cresciuto dentro.
Lady: Settecentotrenta passi…esattamente settecentotrenta passi dal mio portone a
quella casa ma bisogna farsi notare il meno possibile. Non devo fare molta
strada: solo settecentotrenta passi…e scavalcherò l’ostacolo…Ne sarò capace
Banditore: No, non devo fare molta strada, ora so che cosa fa paura agli uomini, cosa fa
paura a me.

COREO Finale – tutti i corpi si dispongono come all’inizio dello spettacolo ed uno disegna
sul petto e sulla schiena, alternativamente, gli ideogrammi del bene e del male

Lord: Non c’è bene che abbia confine in sé. Ho aperto la valvola delle immagini e la
mente segue i più piccoli rivoli del sistema di regole e leggi, non riconosco verità
a quello che per il mondo, per i miei fratelli e le mie sorelle è definito bene, né in
ciò che è chiamato male. Una mano sul seno di un corpo nudo e bellissimo che
riluce al sole, fra le ombre di pennellate miste di colori naturali e di tinte
immaginifiche che ne rubano il sapore, il senso fra le dita… non riconosco
autorità a coloro che definiscono certe mie forti volontà come bene poiché
altrettanto forti e vere sono certe mie decise volontà che chiamereste male.
Lilith: La conquista ha un buon sapore.
Banditore: La volontà condivisa ha un gran sapore.
Lady: Le mie mani che premono su te, su te, su te, su me stessa hanno il sapore di
buono che non posso rinunciare.
Lilith: Ho visto il mondo da un piano che si muove e da un lato che sapevo essere
destra riconoscevo un buio male che tendeva a quella che conoscevo come
sinistra piena di luce e passione, poi una mista all’altra mi diede la misura di
quanto una si bagnasse nell’altra e questo piano girava, come una giostra il mio
respiro gli imprimeva la velocità e non avevo più memoria di un lato o dell’altro e
vedevo il buio che sconfinava ma non era misto alla luce, passione e risa,
Erika Barresi ©2009 12