Sei sulla pagina 1di 2

La costruzione di un personaggio nei racconti neotestamentari

Le differenti componenti

- Chi prende in esame la caratterizzazione:


(a) la voce narrativa (il narratore)?
(b) uno o diversi personaggi del racconto: Dio o suoi rappresentanti celesti, le voci demoniache, Gesù
in persona, le folle, gli oppositori, i discepoli? Come si organizzano dunque le diverse voci?

- Caratterizzazione (e costruzione) limitata o ampia?


Quanti tratti sono ritenuti? Pochi, o molti, vanno tutti nello stesso senso (per es. di Gesù, non si ritiene
che l’identità religiosa)? In altre parole accumulazione dei tratti e/o ripetizione degli stessi?

- Caratterizzazione (e costruzione) unificata o diversificata?


(a) per il contenuto: molto coerente, oppure che arriva a sfiorare l’inconsistenza?
(b) secondo l’origine dei tratti (narratore/attori), la caratterizzazione è:
(i) diversificata: quando ci sono opinioni diverse su di un personaggio, costruzione sempre più
contrastante (buono per gli uni, ma non per gli altri, in numero sempre maggiore);
(ii) unificata: i tratti vanno nello stesso senso, ma non necessariamente allo stesso livello
discorsivo e interpretativo. Per es. nei racconti della Passione in Mc/Lc, i tratti
appartengono massicciamente al modello biblico del giusto perseguitato e messo a morte
(salmi di supplica, Sal 2,16-20 – per il narratore); ma per gli oppositori, i tratti mostrano
che Gesù non è la figura religiosa (Messia, Re d’Israele) che Egli pretende di essere.

- Caratterizzazione mutevole e/o progressiva?


(a) caratterizzazione in progressione climactica o anticlimactica? Dal più superficiale al più
profondo? Cambiamento esterno e/o trasformazione interna (distinguere tra cambiamento nella
caratterizzazione e sviluppo interiore del personaggio; cf. Scholes – Kellog)?
(b) dal meno chiaro al più chiaro o il contrario?
(c) Qual è il punto di partenza e di arrivo della caratterizzazione (e dunque della costruzione del
personaggio)?

- Caratterizzazione
(a) secondo l’agire (miracoli diversi, gesti simbolici),
(b) secondo il dire (controversie, parabole, logia sulla Legge, secondo la purezza, il matrimonio, ecc.),
(c) e per la loro finalità implicita o esplicita (per es.: chiamare i peccatori; fede e lode; salvezza)?

- Caratterizzazione fatta
(a) in relazione a dei modelli? E quali: sociali, culturali, psicologici, o quasi esclusivamente religiosi, in
particolare biblici?
(b) Rivelare gli appellativi indicanti o meno una qualifica (nei vangeli, i numerosi titoli religiosi).

- Caratterizzazione per synkrisis


(a) con altri personaggi del passato e/o del presente (somiglianze e differenze)?
(b) Con l’aiuto di personaggi secondari (l’attitudine e fede di quelle e quelli che si indirizzano a Gesù
per se stessi o per i loro)?

- Caratterizzazione spaziale e temporale:


Tratti relativi all’origine (filiazione, ecc.) e al tempo (passato: rapporto con l’AT, tipologizzazione; al
futuro: venuta imminente del Regno).

- Caratterizzazione diretta o indiretta?


(a) indiretta: per allusioni bibliche non segnalate, come il gesto di Gesù che rende il figlio alla vedova
di Naïn, o come l’episodio dei 10 lebbrosi in Lc 17,11-19; per ripresa e allusione a degli episodi
anteriori dello stesso racconto evangelico (analessi).
(b) diretta: secondo il narratore, secondo gli attori.

- Caratterizzazione corretta o scorretta?


(a) se è scorretta, è segnalata come tale o no dal narratore, da Gesù o da un altro personaggio (per es.:
Lc 3,23, sull’origine di Gesù; Lc 7,34: voi dite che il Figlio dell’uomo è mangione e ubriacone;
caccia i demoni in nome di Belzébul Mc 3,22, Lc 11,15.18s)?
(b) personaggio compreso o incompreso dagli altri personaggi del racconto?
La costruzione di un personaggio nei racconti neotestamentari
Le differenti componenti

(c) se è corretta, è sufficiente oppure no? I modelli accettati e ripresi (profeta, Messia, Figlio di Dio)
sono adeguati? Sono elaborati e modificati nel corso del racconto?

- Caratterizzazione, identità e riconoscimento del personaggio:


(a) I tratti che lo descrivono bastano per il suo riconoscimento da parte degli altri attori (e quali: tutti,
alcuni, scelti?) e da parte del lettore?
(b) I tratti scelti lo sono affinché ci sia il riconoscimento (da parte degli attori e/o dal lettore)? In altre
parole, il personaggio può e deve essere riconosciuto, e da chi (tutti gli attori o solamente
qualcuno)?
(c) Gli appellativi o i titoli sono il risultato della caratterizzazione (funzione analettica) o aiutano
progressivamente a orientare la caratterizzazione e dunque la costruzione del personaggio Gesù
(funzione prolettica)?

- Caratterizzazione e intreccio
E’ la caratterizzazione del personaggio (nei vangeli, Gesù) che determina l’intreccio? Quale
importanza ha la caratterizzazione di Gesù per l’intreccio?

- Funzione e importanza della caratterizzazione (e della costruzione) del personaggio per l’interpretazione
del racconto (e il rapporto del lettore con i personaggi).