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Legge di FITTS

Tra i principi fondamentali del movimento umano c’è il rapporto tra


precisione e velocità. Tutti sappiamo che fare le cose troppo in fretta
vuol dire farle con meno efficacia e precisione. Woodworth (1899) ha
studiato, per la prima volta nella storia della ricerca sulle capacità
motorie, il fenomeno del rapporto velocità / precisione, dimostrando
che, nel disegno di una linea, la velocità di movimento è inversamente
proporzionale alla precisione.
Poi, nel 1954, lo psicologo Paul Fitts ha dato un contributo
fondamentale alla nostra comprensione di questarelazione
descrivendo per la prima volta un principio matematico relativo a
velocità di movimento e precisione. Questo principio è conosciuto
come legge di Fitts.
La legge di Fitts illustra un punto importante per le prestazioni che
richiedono movimenti veloci e accurati: il risultato è sempre frutto di
un compromesso
Legge di FITTS

• In uno studio Fitts (1954) istruì i partecipanti a compiere


movimenti tra due oggetti-bersaglio utilizzando una
bacchetta. La larghezza del bersaglio (W) e la distanza tra di
loro o ampiezza poteva essere variata per creare diverse
condizioni di difficoltà. In tutti i casi, l'obiettivo del
performer era di muoversi il più rapidamente possibile
avanti e indietro tra i bersagli, riducendo al minimo gli
errori. Un colpo fuori dell'obiettivo era considerato errore.
• Fitts misurò il numero di colpi che i partecipanti eseguivano
nell’unità di tempo e calcolò il tempo medio
Legge di FITTS
• Fitts scoprì che il tempo medio di movimento aumentava
all’aumentare dell'ampiezza del movimento e al diminuire della
larghezza dei bersagli. Il maggior contributo di studio di Fitts è stata
la scoperta che la distanza di movimento (ampiezza, A), la larghezza
del bersaglio (precisione richiesta. W) e il tempo medio di
movimento risultante possono essere combinate in modo semplice
che descrive come questi fattori separati sono collegati a vicenda: il
tempo medio di movimento (MT) era approssimativamente
costante quando il rapporto tra l'ampiezza movimento (A) e la
grandezza del bersaglio (W) era costante. Vale a dire che per
movimenti molto lunghi verso obiettivi grandi è richiesto circa lo
stesso tempo medio che per movimenti brevi rivolti a bersagli
piccoli.
• Fitts combinò questi vari effetti in un Indice di difficoltà di
movimento (ID).
T = a+b log2 (D/W + 1)

• Matematicamente, la Legge di Fitts è stata formulata in modi differenti. Un modo


abbastanza comune è la formulazione di Shannon, proposta da Scott MacKenzie e
così nominata a causa della somiglianza col teorema di Shannon-Hartley per i
movimenti lungo una singola dimensione:

dove
• T è il tempo medio impiegato per concludere il movimento (tradizionalmente i
ricercatori hanno usato il simbolo MT, intendendo movement time, tempo di
moto);
• a e b sono costanti empiriche;
• D è la distanza dal punto iniziale al centro dell'area (tradizionalmente i ricercatori
hanno usato il simbolo A, intendendo amplitude, ampiezza);
• W è la larghezza dell'obiettivo lungo la dimensione del movimento.
• Dall'equazione vediamo un'alternanza di accuratezza della velocità associata al
puntamento, per la quale gli obiettivi che sono più piccoli e/o più lontani
richiedono maggiori tempi per essere raggiunti.
CONCLUSIONI
• Nelle attività sportive e motorie la necessità del
tempo porta all’errore nella precisione. Tale
relazione non può, però, rallentare l’evolversi
delle fasi né, tantomeno, può essere ostativo
della precisione. Per ogni singola prestazione
sportiva legate alla variabile tempo deve essere
compreso esattamente il valore delle variabili
empiriche per poter agire su esse con l’attività
educativa e di allenamento.