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Int. Ufficio di Sheldrake.

Sheldrake è girato lateralmente dietro la sua scrivania.

Raggiungendo il citofono, Sheldrake preme uno dei

leve.

Sheldrake:
Baxter, ti dispiacerebbe raggiungermi nel mio uffcio?

Baxter (voce):
Subito signor Sheldrake.

Baxter raggiunge il suo uffcio.


E’ molto nervoso.
Irrompe nel suo ufficio.

Baxter:
Voleva vedermi?

Sheldrake:
Stai lavorando troppo Baxter.
E’ capodanno, rilassti.

Baxter:
Sì, signore.

Sheldrake:
Suppongo sarai in città stasera, festeggi?

Baxter:
Naturalmente

Sheldrake:
Anche io, porto la signorina Kubelik fuori, l’ho finalmente convinta

(Baxter alza il sopracciglio con una smorfia di disapprovazione)

Baxter:
Mmh…

(Sheldrake ignora la sua espressione)

Sheldrake:
Baxter, ho molti progetti per la serata di stasera, quindi se non ti
dispiace…
(Va verso di lui porgendogli la mano come per farsi dare qualcosa)

Baxter:
Se non mi dispiace cosa?

Sheldrake:
Sai della chiave che mi avevi prestato del tuo appartamento? Bè, dopo
quell’ “accaduto”, ho pensato di dovermene liberare, almeno, per non
destare sospetti, così l’ho buttata fuori dalla finestra del treno
pendolare

Baxter:
(con tono sarcastico)
Molto intelligente…

Sheldrake:
Quindi ora mi occorre la tua chiave

Baxter:
Come ha detto, scusi?
(Con fare indignato)

Sheldrake:
Baxter, mi stai contestando?

Baxter:
(alzando la voce)
Non porterà nessuno nel mio appartamento. Nessuno.

Sheldrake:
(molto ingenuamente)
Non ho intenzione di portarci “nessuno. Ci porto la signorina Kubelik

(Baxter stringe i pugni, come a frenare un impeto di rabbia)

Baxter:
Soprattutto lei. Deve lasciarla stare.

(Sheldrake lo guarda con disapprovazione in silenzio per qualche secondo)

Sheldrake:
Baxter, cosa stai insinuando?

Baxter:
(alzando la voce)
Niente chiave!
(Sheldrake rimane in silenzio a guardarlo , questa volta in modo
minaccioso)

Sheldrake:
Baxter, ti ho scelto per la mia squadra perché pensavo fossi un brillante
giovanotto. Ti rendi conto di cosa stai facendo? Non per me, ma per ste
stesso. Normalmente ci vogliono anni per lavorare fino al ventisettesimo
piano, ma ci vogliono solo trenta secondi per essere lì, fuori in strada.
Non so se mi sono spiegato…

Baxter
Alquanto…

(I due rimangono in silenzio senza dirsi una parola, con sguardo d’intesa
l’uno verso l’altro)

Sheldrake:
Quindi?...

(Lancia una veloce occhiata alla tasca dei suoi pantaloni)

Baxter:
Quindi temo di dovermi procurare una tenda da campeggio, signor Sheldrake

Sheldrake:
Spero tu stia scherzando

Baxter:
Sa signor Sheldrake, ho passato tutti questi anni in questo ufficio senza
preoccuparmi di come la mia carriera abbia influenzato la mia vita
privata: ho lasciato che fossi umiliato, che i miei vicini mi dessero del
poco di buono, precisamente un donnaiolo, lo scapolo d’oro di tutto il
palazzo, e non mi sono minimamente preoccupato di cosa stessi facendo
alla mia dignità, quindi cosa ho da perdere adesso se fino ad ora ho
lasciato che mi si strappasse via tutto, come tutti i vestiti delle
ragazze che il mio condominio pensa che abbia strappato loro di dosso?

Sheldrake:
Baxter non abbia questo tono con me...

(sovrapponendosi e interrompendolo)

Baxter:
Oh, vedo che la cosa funziona, siamo passati al tono formale adesso

Sheldrake:
Baxter-
Baxter:
E la sa un’altra cosa, credo di non essere io quello da poter tenere nel
mirino signor Sheldrake, posso sempre andare dalla polizia e raccontare
che è stato lei colui che ha spinto la signorina Kubelik a quel gesto
infernale!

Sheldrake:
BAXTER ADESSO BASTA! Mi dia la chiave o la licenzio!
(sbatte i pugni sulla scrivania)

Baxter:
(sbattendo anche lui i pugni sulla scrivania di Sheldrake, faccia a
faccia contro di lui)
Io non credo le convenga alzare la voce signor Sheldrake

Sheldrake:
Cosa vuole che mi importi, pensa che la polizia le darebbe ascolto? Non
ci sono prove, e anche se fosse, non è abbastanza sufficiente da
sbattermi in prigione.

(Baxter abbassa lo sguardo. L’occhio gli cade sul fermacarte sulla


scrivania di Sheldrake. Rimane per un po’ a guardarlo.
Lentamente sfiora la sua mano sul fermacarte)

Sheldrake:
Baxter…sto aspettando…

(Baxter afferra il fermacarte e lo scaraventa pesantemente sulla sua


mano, urlando e ferendosi gravemente)

Sheldrake:
Baxter cos’ha fatto! È completamente impazzito!

Baxter:
Pazzo, è probabile. Ma mai abbastanza da farmi del male da solo…lei mi ha
aggredito!

(Baxter accenna ad un ghigno)

Sheldrake:
Baxter non sia ridicolo…che intenzioni ha?

Baxter:
Sa...credo proprio che dovrei chiamare la polizia...e accusarla di
aggressione...e credo anche di avere il movente giusto. Già, credo
proprio che lei mi abbi aggredito poiché io ho espressamente negato di
darle la chiave del mio appartamento. In più ha anche minacciato di
licenziarmi, ma vedendo il mio poco interesse riguardo la minaccia,
ha pensato di passare a delle maniere più forti. Allora, cosa ne dice?
D’altronde a chi pensa possano credere, ad un povero impiegato
brutalmente ferito o al suo capo che in preda al rancore per essere stato
cacciato di casa da sua moglie ha sfogato la sua rabbia repressa sul suo
sottomesso lavoratore?

(Sheldrake abbassa lentamente lo sguardo, ormai messo a nudo delle


proprie intenzioni)

Sheldrake:
A quale scopo tutto questo, Baxter?

Baxter:
Sa...credo che la signorina Kubelik non voglia essere disturbata questa
sera. Anzi, credo proprio che dopo che lei l’avrà telefonata per dirle
che tra voi due è finita, sarà molto triste, non trova?

(Sheldrake lo guarda allibito, fermo e immobile)

Sheldrake:
La credevo un bravo ragazzo Baxter...

Baxter:
Un uomo non si rivela per quello che è realmente finché non lo si sfida

Sheldrake:
Io non volevo sfidarla Baxter

Baxter:
Esattamente, lei voleva vincere. E io non glielo permetterò.

(I due si guardano intensamente. Nell’aria solo tensione)

Baxter:
Ci pensi bene…so che farà la scelta giusta.

(Sheldrake non batte ciglio, in piedi con sguardo basso dietro la sua
scrivania, mentre Baxter si drige verso l’uscita)

Baxter:
(si ferma di scatto, voltandosi)
Ah, e Sheldrake…
(si ferma per qualche secondo a guardarlo, poi punta la scrivania)
Bel fermacarte.
Baxter esce dall’ufficio di Sheldrake, a passo fiero.
Si guarda la mano, ormai dolorante e dal colore quasi viola, tenta di
muoverla ma si ferma dal dolore.
Con uno sguardo dubbioso e poco soddisfatto, si dirige verso il suo
ufficio.