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TULLIO SCRIMALI*, DAMIANA TOMASELLO**, MASSIMO SCIUTO**,

ROBERTA CARDELLO**, CHIARA CIMINO **

IL TEST ICONONICO DI COGNIZIONE E


METACOGNIZIONE (T.I.CO.ME.)
ED IL TRAINING ICONICO METACOGNITIVO (T.I.M.).
NUOVE METODOLOGIE PER LA VALUTAZIONE E LA
RIABILITAZIONE DEL PROCESSO METACOGNITIVO

RIASSUNTO

La valutazione delle competenze metacognitive costituisce una area sempre più


rilevante all’interno del lavoro terapeutico e riabilitativo con pazienti difficili.
Nell’articolo gli Autori descrivono un nuovo ed originale strumento, di tipo
iconico, da essi sviluppato e validato, creato ai fini della valutazione dei processi
metacognitivi in pazienti psichiatrici.
Sono riportati successivamente i dati relativi alla standardizzazione ed alla
validazione del nuovo strumento proposto, ottenuti dalla sperimentazione del Test in un
campione di pazienti afflitti da disturbi d’ansia, da depressione e da schizofrenia,
comparati con un gruppo di controllo omogeneo.
Gli Autori descrivono altresì, nell’articolo, un originale training, basato
sull’impiego di una serie di tavole iconiche che rappresentano abituali condizioni di
vita. I pazienti vengono aiutati a sviluppare, grazie tale specifico training, maggiori
competenze metacognitive, nel setting della terapia per poi generalizzarle alle
situazioni reali della vita quotidiana.
Nell’articolo vengono riportati i risultati ottenuti nell’ambito di una ricerca
pilota svolta secondo il disegno del “single case study”.

*
Università degli Studi di Catania.
Centro clinico ALETEIA.
**

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Formazione Psichiatrica n.1 Gennaio-Giugno 2014

SUMMARY

The evaluation of metacognitive skills is an increasingly important area within


the therapeutic and rehabilitative work with difficult patients.
In the article the Authors describe a new and original instrument, kind of iconic,
they developed and validated, created for the assessment of metacognitive processes in
psychiatric patients.
Are subsequently reported data relating to the standardization and to the
validation of the proposed new instrument , obtained from using the test in a sample of
patients suffering from anxiety disorders, depression and schizophrenia, compared with
a control group.
The authors also describe , in this article, an original training , based on the use
of a series of tables that represent by some icons, usual living conditions. Patients are
helped to develop, through this specific training, more metacognitive skills, in the
setting of therapy and then generalize to real situations of everyday life.
The article shows the results obtained in a pilot study carried out according to
the design of the "single case study".

Introduzione

Il problema della compromissione della metacognizione nei pazienti


psichiatrici, ed in modo particolare, in quelli afflitti da schizofrenia, costituisce
una variabile importante del quadro clinico (Dimaggio, Lysaker, 2011) che deve
essere attentamente valutata e costituire successivamente oggetto di uno
specifico programma terapeutico e riabilitativo (Moritz S., Woodward, 2007).
Varie ricerche hanno dato contribuiti specifici a tal riguardo (Semerari
A., Carcione A., Dimaggio G., Falcone M., Nicolò G., Procacci M., Alleva
G.,2003).
Scopo di un programma di ricerca, avviato dagli Autori, è stato quello di
sviluppare un originale Test denominato Test Iconico di Cognizione e
Metacognizione (T.I.Co.Me.) e anche un training specifico, per migliorare, nei
pazienti, il processo metacognitivo, denominato Training Iconico
Metacognitivo (T.I.M.). Allo scopo di standardizzare e validare il Test ed il
Training sono state svolte due ricerche, che vengono di seguito descritte.

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Scrimali T., Tomasello D., Sciuto M., Cardello R., Cimino C. Il test icononico...

Ricerca N. 1: Soggetti, Materiale, Metodo

Alla prima tranche di ricerca hanno partecipato due gruppi: il gruppo di


controllo e il campione sperimentale. Il gruppo di controllo è risultato costituito
da 51 soggetti, di età compresa tra 18 e 65 anni. Il campione sperimentale è
stato composto da 40 soggetti, sempre di età compresa tra 18 e 65 anni,
suddivisi in due sottogruppi: “nevrotici”con 27 pazienti, e “psicotici” con 13
pazienti. Nel gruppo costituito da pazienti afflitti da nevrosi, sono state incluse
le seguenti diagnosi: disturbi d’ansia, fobie, ossessioni e compulsioni, disturbi
dell’alimentazione e distimia. Nel gruppo degli psicotici sono stati invece
individuati soggetti afflitti da schizofrenia, prevalentemente di tipo paranoide.
I soggetti che hanno fatto parte del gruppo sperimentale, sono stati
individuati tra i pazienti in cura presso il Centro Clinico ALETEIA (di Enna e
di Catania) e tra i pazienti del Reparto di Psichiatria dell’Azienda ospedaliera
“Policlinico Gaspare Rodolico” di Catania.
Ai fini della nostra ricerca, ci si è posti l’obiettivo di valutare le
competenze cognitive e metacognitive del campione che ha preso parte a questo
progetto di ricerca.
A scopo preventivo e per rendere affidabile il confronto dei risultati
ottenuti, dal gruppo sperimentale rispetto a quello di controllo, è stato
somministrato, ai soggetti appartenenti al gruppo di controllo, un test
psicometrico denominato Crisp-Crown Test (Crown, Crisp, 1966) al fine di
escludere la presenza di eventuali patologie. Dai risultati ottenuti si evince che
nessun soggetto di controllo esibiva valori sintomatici di una condizione
disfunzionale.
Il test iconico è suddiviso in 5 moduli, rispettivamente nominati: 1)
individuare le cause degli eventi; 2) non saltare alle conclusioni”; 3) saper
cambiare opinione; 4) conoscere le emozioni; 5) riconoscere le emozioni
proprie e altrui ed identificarsi negli altri. Tali moduli valutano, attraverso una
serie di item, differenti abilità cognitive e metacognitive. Si tratta di un test di
tipo iconico, in cui vengono utilizzate vignette originali, appositamente
realizzate da una disegnatrice. Le tavole del Test sono complessivamente 56, in
numero differente per ogni modulo, corredate da una serie di domande che
prevedono una risposa vero o falso. Si assegnano 2 punti ad ogni risposta
sbagliata e 1 punto alla risposta giusta. Per quanto concerne lo scoring, il
punteggio complessivo che si può ottenere rispondendo correttamente a tutto il
test è 54, mentre nel primo Modulo è 4, nel secondo Modulo è 4, nel terzo
Modulo è 24, nel quarto Modulo è 18, infine nel quinto Modulo è 4. Allo scopo

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Formazione Psichiatrica n.1 Gennaio-Giugno 2014

di ottenere dei punteggi riportati su una scala di 100, si sono effettuate una serie
di operazioni matematiche. Si è proceduto dunque, a individuare un algoritmo
che consentisse di trasformare i punteggi grezzi in punteggi espressi in
percentuale. A questo punto l’algoritmo che consente di passare dal punteggio
assoluto di 54, a quello percentuale è il seguente: calcolare la differenza tra il
punteggio conseguito e punteggio ottimale di 54; riportare tale differenza in
percentuale rispetto al punteggio ottimale di 54; la percentuale ottenuta esprime
il gap percentuale del testando; il valore conseguito al Test, in termini
percentuali, si ottiene sottraendo a 100 la percentuale di gap esibita.
Tale valore ha costituito il parametro che è stato denominato “Indice
Percentuale di Competenza Cognitiva e Metacognitiva”. I dati sono stati
ricavati mediante analisi statistiche, tramite il Test di Student, nella versione
computerizzata denominata Primer.
Prima dell’effettiva somministrazione, ai partecipanti vengono chiarite le
finalità di tale valutazione. La somministrazione avviene in modalità “side by
side”e alla fine della quale segue una correzione con relativa restituzione dei
dati ricavati.

Risultati

La prima analisi effettuata ha riguardato i punteggi globali, espressi


come “Indice di Competenza Cognitiva e Metacognitiva” nei due principali
gruppi, costituti da Controlli e Pazienti. I risultati sono riportati a seguire:
Controlli: media = 94.9 +/- 4.71
Pazienti: media = 65.52 +/- 12.21
Confronto: p = 0.001
100 94,9
90
80
70 65,52
60
Controlli
50
Pazienti
40
30
20
10
0
Controlli Pazienti
Punteggi globali 94,9 65,52

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Scrimali T., Tomasello D., Sciuto M., Cardello R., Cimino C. Il test icononico...

Come si può osservare dalla tabella e dal grafico, esiste un’elevatissima


significatività statistica nell’individuazione di un gap tra i pazienti che hanno
partecipato allo studio e i soggetti di controllo. Tale dato consente di affermare
che il nostro test ha elicitato e misurato un gap significativo delle competenze
cognitive e metacognitive in un gruppo di pazienti psichiatrici afflitti da
patologie molto diverse. Un ulteriore analisi, in accordo alla nostra esperienza,
e ai dati di letteratura, si è basata sulla differenza significativa tra “nevrotici” ed
“psicotici”. Dalle analisi statistiche effettuate, tramite il Test di Student, nella
versione computerizzata, denominata PRIMER, si sono evidenziate differenze
statisticamente molto significative tra i tre gruppi. Questo dato appare
particolarmente interessante perché documenta un processo concettualmente
ipotizzabile che cognizione e metacognizione si compromettono secondo un
gradiente crescente di disabilità nella nevrosi e nella psicosi.

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Formazione Psichiatrica n.1 Gennaio-Giugno 2014

Confronti tra punteggi globali dei tre gruppi

Controllo
Medie 94.98
ds 4.71
Nevrotici
Medie 69.67
ds 8.90
P: 0.001

Controllo
Medie 94.98
ds 4.71
Psicotici
Medie 54.59
ds 14.37
P: 0.001

Nevrotici
Medie 69.67
ds 8.90
Psicotici
Medie 57.59
ds 14.37
P: 0.002

A questo punto si è deciso di analizzare e confrontare i dati dei singoli


moduli, sempre riferendoci ai tre gruppi individuati come “controlli”,
“nevrotici” e “psicotici”.

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Scrimali T., Tomasello D., Sciuto M., Cardello R., Cimino C. Il test icononico...

Quozie nte perce ntua le di compe tenze cognitive e me ta cognitive

100
88,24
90
80
70
60 controllo
50 44,44 nevrotici
40 psicotici
30 26,92

20
10
0
controllo nevrotici psicotici
Modulo 1 88,24 44,44 26,92

Risultati punteggi globali Modulo 1

Quozie nte perce ntuale di competenze cognitive e metacognitive

100
90,2
90
80
70
60 54,63 controllo
50 nevrotici
40 psicotici
30,77
30
20
10
0
controllo nevrotici psicotici
Modulo 2 90,2 54,63 30,77

Risultati punteggi globali Modulo 2

Quozie nte pe rce ntuale di compe te nze cognitive e me ta cognitive

100 94,31
90
80 72,41
67,98
70
60 controllo
50 nevrotici
40 psicotici
30
20
10
0
controllo nevrotici psicotici
Modulo 3 94,31 72,41 67,98

Risultati punteggi globali Modulo 3

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Quozie nte pe rce ntua le di compe tenz e cognitive e me ta cognitive

99,35
100
90
80 76,79

70 65,86
60
controllo
50
nevrotici
40 psicotici
30
20
10
0
controllo nevrotici psicotici
Modulo 4 99,35 76,79 65,86

Risultati punteggi globali Modulo 4

Quoziente percentuale di competenze cognitive e metacognitve

100
90,69
90
80
70
60 controllo
50 nevrotici
40 psicotici
27,78
30
20 15,38
10
0
controllo nevrotici psicotici
Modulo 5 90,69 27,78 15,38

Risultati punteggi globali Modulo 5

Dai dati riportati, si evince che il trend osservato, per i risultati


complessivi del test non trova riscontro, in modo omogeneo, nel confronto tra i
diversi moduli, dal punto di vista statistico, anche se si osserva, in tutti i casi,
uno scadimento della performance maggiore negli “psicotici” rispetto ai
“nevrotici”. Il modulo che elicita problemi più severi per gli “psicotici”, con
differenze significative dal punto di vista statistico, rispetto ai pazienti
“nevrotici” risulta il numero 2 e cioè saltare alle conclusioni. Tale processo
cognitivo disfunzionale sembra dunque poter essere definito come
idiosincratico nelle psicosi schizofreniche.

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Scrimali T., Tomasello D., Sciuto M., Cardello R., Cimino C. Il test icononico...

Discussione

Alla luce della ricerca effettuata, il test iconico appare utile nell’ambito
del processo di valutazione clinica degli aspetti della metacognizione nei
pazienti. Il processo conoscitivo permettere di indagare elementi di
psicopatologia determinanti nel predire il funzionamento psicologico, sociale,
l’adesione al trattamento e l’esito dello stesso.

Ricerca N. 2: Soggetto, Materiale, Metodo

Nella seconda tranche della ricerca si è scelto di utilizzare un “Single


Case Study”, secondo la metodologia della ricerca sperimentale clinica di tipo
qualitativo (Yin, R.K., 2009; Yin, R.K 2011).

Il paziente G.M., 37 anni di età, celibe, professione operaio, al momento


disoccupato, titolo di studio diploma, giunge alla nostra osservazione presso
una struttura clinica privata non profit denominata, Centro Clinico ALETEIA di
Catania, per una sintomatologia caratterizzata prevalentemente da
manifestazioni di umore depresso, apatia e abulia, difficoltà nei rapporti
interpersonali e ritiro sociale. Presenti anche insonnia e ansia. Il quadro clinico
comprendeva anche alcuni disturbi somatici, prevalentemente digestivi.
L’esordio della sintomatologia si è manifestato in seguito ad eventi traumatici,
occorsi all’incirca un anno prima, e consistenti della morte della madre e della
perdita del lavoro. Tale sintomatologia, insieme a una dettagliata anamnesi, al
colloquio clinico e all’utilizzo di reattivi psicodiagnostici, ci ha indotto a
formulare una diagnosi di Disturbo Depressivo Maggiore in asse I, in accordo
ai criteri del DSM IV, che comprendono umore depresso, anedonia e perdita
d’interessi.

Al paziente è stata prescritta, con finalità sintomatiche, una terapia


farmacologica costituita da fluoxetina (20 mg pro die) e ansiolitica a base di
bromazepam (3 mg pro die). Sin dal primo colloquio clinico, emergevano una
serie di problematiche a livello di schemi cognitivi disfunzionali e di gap della
metacognizione. Per tale ragione si è pensato di proporre al paziente, insieme al
trattamento integrato psicoterapico e farmacologico, anche il nuovo training
sviluppato. Ai fini della nostra ricerca, ci si è posti l’obiettivo di valutare in
maniera sistematica ed affidabile le competenze cognitive e metacognitive del
paziente pre e post trattamento. A questo scopo si è fatto uso del Test Iconico di

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Formazione Psichiatrica n.1 Gennaio-Giugno 2014

Cognizione e Metacognizione, descritto nella prima tranche della ricerca. ll


paziente, dopo la valutazione iniziale, è stato sottoposto al Training Iconico
Metacognitivo (T.I.M.), per la durata complessiva di un mese in cui, per due
volte a settimana, partecipava alle sedute nel corso delle quali lavorava con i
cinque moduli della versione A e, successivamente, della versione B, per
verificare l’apprendimento delle tematiche affrontate. Alla fine del Training, al
paziente è stato somministrato (retest) lo stesso strumento di Valutazione per la
Metacognizione, per verificare i progressi e i risultati ottenuti. Al paziente è
stato proposto il programma di seguito descritto
Il programma del Training Metacognitivo si compone dei seguenti mate-
riali:
• 10 presentazioni PowerPoint in formato pdf:
(Due cicli A/B con metodologie simili ma contenuti differenti in modo
tale che ai pazienti che frequentano ambedue i cicli, non venga presentato lo
stesso materiale due volte:
- Modulo 1: Individuare le Cause degli Eventi. Responsabilità o Meriti;
- Modulo 2: Saltare alle Conclusioni;
- Modulo 3: Saper Cambiare le Opinioni;
- Modulo 4: Conoscere le Emozioni;
- Modulo 5: Riconoscere le Emozioni e Identificarsi negli Altri ).
• 5 schede riassuntive con gli Obiettivi di Apprendimento;
• 5 fogli per gli Homework.
Il Training Metacognitivo si è articolato in cinque moduli ognuno dei
quali affronta aspetti differenti della metacognizione. Vengono messi in discus-
sione i più comuni errori cognitivi e metacognitivi che possono culminare nel-
l'instaurarsi di false credenze e schemi disfunzionali fino al punto di diventare
pervasivi e causare fraintendimenti nelle relazioni interpersonali. Tra gli stili di
pensiero riconosciuti nel funzionamento di pazienti con disagio psichico si an-
noverano una notevole tendenza a colpevolizzarsi (Self-Serving bias) (Modulo
1), una tendenza a saltare alle conclusioni (Modulo 2), una pregiudizio a non
prestare attenzione alle prove disconfermanti e al non saper cambiare opinione
(Bias Against Disconfirmatory Evidence, BADE) (Modulo 3), scarsa consape-
volezza delle emozioni (Modulo 4), carenze nel riconoscimento delle emozioni
e nella capacità di identificarsi con le altre persone (Modulo 5). Le sessioni del
Training sono state finalizzate a sensibilizzare il paziente su tali distorsioni e a
indurlo a riflettere criticamente per integrare e cambiare il suo repertorio cor-
rente di competenze per la risoluzione di problemi. Ciascun modulo si apre con
alcuni elementi psicoeducazionali sulla relatività della condizione umana e nor-

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mativi attraverso esempi ed esercizi. In un secondo momento, sono evidenziati


gli estremi patologici possibili di ciascun errore cognitivo. Tutto questo è illu-
strato in maniera interattiva attraverso esempi che riguardano la quotidianità,
fornendo l’opportunità al paziente di poter raccontare anche la propria esperien-
za. In questo contesto, sono illustrate le strategie di coping disfunzionali (es.
evitamento, rituali, fuga, auto-inganni), unitamente alle modalità di sostituzio-
ne con strategie più utili.
Il materiale utilizzato nel Training è costituito da vignette appositamente
realizzate da una disegnatrice professionista, sulla base di story boards, formu-
late dai ricercatori dello staff.
È preferibile la somministrazione di due moduli a settimana (un modulo
per sessione) per potenziare l’apprendimento. Ogni sessione ha avuto una dura-
ta di 45 minuti. Ad ogni sessione di inizio si invita il paziente ad argomentare
quanto appreso nella sessione precedente al fine di verificare il livello di ap-
prendimento e di controllare gli homework, per introdurre successivamente, la
tematica del nuovo modulo presentato. Alla fine di ciascuna sessione, ogni mo-
dulo è presentato in modo da descrivere l'attinenza delle attività con la vita quo-
tidiana e riassumono gli obiettivi didattici. Infine si assegnano degli homework
per favorire l’apprendimento degli obiettivi di ciascun modulo. Per l’applica-
zione del protocollo è stato costruito un setting adeguato costituito da una stan-
za tranquilla con l'opportunità di proiettare diapositive su una parete, uno scher-
mo bianco o un doppio monitor (uno rivolto verso il paziente e uno rivolto ver-
so il clinico). È richiesto un proiettore e un PC/portatile dotato Adobe Acrobat
Reader® Le diapositive devono essere visualizzate nella modalità a schermo in-
tero di Adobe Acrobat. Per la buona riuscita del programma è necessario creare
un'atmosfera amichevole e preferibilmente divertente e stimolante.

Risultati

La prima applicazione del nuovo Training ha sortito un risultato positivo.


La metodica si è dimostrata di facile applicazione e anche coinvolgente e
gradita per il paziente. I risultati ottenuti globalmente e nei vari moduli sono
stati positivi. Il paziente si è mostrato collaborativo, manifestando fin da subito,
l’intenzione di affrontare un percorso psicoterapeutico e riabilitativo, con un
forte interesse per le tematiche che di volta in volta, venivano affrontate nei
diversi moduli del Training.
I risultati sono riportati analiticamente nella Tabella I e visualizzati
sinteticamente nel Grafico I.

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Test Retest

Punteggio Totale 66,7% 88,9%

Modulo 1 75% 75%

Modulo 2 0% 50%

Modulo 3 70,9% 91,7%

Modulo 4 83,4% 100%

Modulo 5 25% 100%


Tabella 1

Competenza Cognitiva e Metacognitiva


p=
0,006

GRAFICO I – Quoziente di Competenza

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La valutazione dei risultati del training, come già detto, si è effettuata


sulla base dei punteggi ottenuti al Test iconico di Cognizione e Metacognizione:
I punteggi ottenuti dal paziente complessivamente e nei singoli moduli sono
stai confrontati utilizzando il Test statistico del “t” per misure ripetute nello
stesso soggetto, utilizzando il programma “Primer”. Si è osservata una
significatività statistica complessiva abbastanza elevata (p< 0.006 ). Il
punteggio totale al Test passa da 66,7% a 88,9%. Tutti i moduli hanno sortito
un risultato positivo. Con particolare riferimento al Modulo 3 “Saper Cambiare
le Opinioni”, in cui il paziente mostrava all’inizio, la tendenza a ragionare in
maniera rigida in base a credenze stereotipate e poco flessibili, che tendevano a
rimanere tali nonostante la presentazione di nuove informazioni. Dopo il
Training, nello stesso modulo il paziente mostra di aver ottenuto ottimi risultati
e il suo punteggio passa dal 70,9% al 91,7%. Per quanto riguarda il:
• Modulo 2 “Saltare alle Conclusioni”: il paziente aveva la tendenza a
dare giudizi in maniera impulsiva rischiando di prendere decisioni
piuttosto scadenti. Dopo il Training mostra di essere più accurato
nell’ipotizzare conclusioni, riuscendo a prendere consapevolezza del
fatto che uno stesso evento può contemplare più spiegazioni. Il suo
punteggio passa, infatti, da 0% a 50%.
• Modulo 4 “Conoscere le Emozioni”: il paziente aveva delle difficoltà a
riconoscere le sei emozioni di base e in particolare ad associare le
espressioni del volto con le relative emozioni. Dopo il Training, mostra
un significativo miglioramento e il punteggio varia da 83,4% a 100%.
• Modulo 5 “Riconoscere le Emozioni e Identificarsi negli altri”: in
seguito al lavoro svolto, il paziente passa da un punteggio del 25% a
uno del 100% riuscendo a immedesimarsi nei personaggi delle vignette
e a identificarsi con loro. Questo è stato possibile grazie anche ai
miglioramenti ottenuti nel riconoscimento delle emozioni, a
dimostrazione del fatto che una maggiore empatia consente di
affrontare meglio le dinamiche sociali.
È presente tuttavia, una nota critica consistente nel mancato
miglioramento del punteggio relativo al Modulo 1 del Test di Competenza
Cognitiva e Metacognitiva. Tale osservazione ci spinge a ipotizzare che, in un
caso analogo, è necessario intensificare il lavoro riabilitativo e psicoterapico su
quella specifica topica, cosa che è stata programmata di fare con il paziente
nelle prossime settimane.

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Discussioni

In generale possiamo affermare che il paziente G.M., in seguito al


Training ha colmato molti dei gap metacognitivi che erano stati rilevati
attraverso il Test e che risultavano essenziali nella relazione con l’altro e nella
percezione dei propri processi cognitivi ed emotivi, con un evidente
miglioramento testimoniato dai punteggi totali che passano dal 66,7% al 88,9%,
dopo un solo mese di lavoro. I risultati raggiunti hanno permesso al paziente di
riflettere su alcune modalità disfunzionali di ragionare e monitorare le
situazioni sociali, nonché sui propri e gli altrui pensieri, facilitando così anche
il lavoro psicoterapeutico che nel frattempo proseguiva attraverso i colloqui.
Tale maggiore consapevolezza metacognitiva ha influito positivamente anche
sulla remissione di alcuni sintomi depressivi, come il ritiro sociale e l’apatia in
combinazione con la psicoterapia.

Conclusioni

Le ricerche svolte hanno sortito diversi risultati positivi.


Per quanto riguarda la prima ricerca, Il test iconico (T.I.Co.Me.) in
quanto coadiuvato da tavole disegnate si è dimostrato valido rispetto al criterio
di elicitare performances cognitive e metacognitive diverse nella condizione di
disagio psichico. Inoltre ha dimostrato negli psicotici una peggiore performace
rispetto ai nevrotici. Inoltre, lo strumento si è rivelato maneggevole per
l’operatore, di semplice somministrazione e gradito ai testandi, ma si delineano
già le direzioni dei successivi passi di ricerca come segue:
• Rifinire la struttura del test rendendo maggiormente omogenei i vari
moduli per il numero di stimoli e dunque di domande;
• Aumentare il gruppo di controllo e i campioni di pazienti;
• Saggiare la affidabilità del test in soggetti sani con prove di test-retest.
Per quanto riguarda i risultati della seconda ricerca il training
metacognitivo si è rilevato un ottimo strumento per la riabilitazione delle abilità
metacognitive. La metodica si è dimostrata di facile applicazione e anche
coinvolgente e gradita per il paziente. I risultati ottenuti globalmente e nei vari
moduli sono stati positivi. E’ presente tuttavia, nell’esperienza svolta una nota
critica consistente nel mancato miglioramento del punteggio relativo al Modulo
1 del Test di Competenza Cognitiva e Metacognitiva. Tale osservazione ci
spinge a ipotizzare che in un caso analogo, avendo individuato un mancato
miglioramento in un’area, è necessario intensificare il lavoro riabilitativo e

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Scrimali T., Tomasello D., Sciuto M., Cardello R., Cimino C. Il test icononico...

psicoterapico su quella specifica topica, cosa che è stata programmata di fare


con il paziente. Lo stesso, infatti, è ancora in trattamento.
Si può in definitiva concludere che l’area della valutazione e della
riabilitazione metacognitiva continuerà ad essere al centro degli interessi del
gruppo di lavoro che ha partecipato a questo progetto di ricerca, nel corso dei
prossimi anni.

BIBLIOGRAFIA

Crown S., Crisp A.H.(1966). A short Clinical Diagnostic Self-Rating Scale for
Psychonevrotic Patients, The Middlesex Hospital Questionnaire. Brit. J. Psych.,
112.
Dimaggio G., Lysaker P. L. (2011). Metacognizione e psicopatologia. Valutazione e
trattamento, Raffaello Cortina Editore, Milano.
Moritz S., Woodward T.S.(2007). Metacognitive training for schizophrenia patients
(MCT): A pilot study on feasibility, treatment, adherence and subjective
efficiency. In “German Journal of Psychiatry”, 10, pp.69-78.
Semerari A., Carcione A., Dimaggio G., Falcone M., Nicolò G., Procacci M., Alleva G.
(2003). How to evaluate metacognitive function in psychotherapy? The
Metacognition Assessment Scale and its applications. In “Clinical Psychology
and Psychotherapy”, 10, pp. 238-261.

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