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L’evoluzione del mondo islamico nel 1500

Tra il XV e il XVI secolo l’Islam si diffuse in vastissime aree dell’Asia e dell’Africa. Nei
primi secoli dell’età moderna furono costruiti 2 potenti imperi: quello degli ottomani
e quello persiano. Ma l’islam si espanse anche in India, Indonesia, Africa orientale e
Africa nera. Tutte queste aree avevano intensi scambi con i paesi e le civiltà europee.
L’impero ottomano dopo la conquista di Costantinopoli nel 1453 iniziò una grande fase
espansionistica e in meno di 100 anni diventò uno dei più potenti imperi del mondo.
Conquistò la Siria, l’Egitto, parte dell’Ungheria, la Moldavia… Le ragioni di questa
avanzata sono principalmente 2: la prima di carattere internazionale, la seconda legata
al modello politico organizzativo dell’impero. Gli anni di maggiore espansione turca in
Europa coincisero con gli anni della fase più critica dello scontro tra Carlo V e Francesco
I: lo scontro per l’egemonia in Europa da parte di Francia e Spagna consentì ai turchi
di prendere Belgrado, l’Ungheria e di assediare Vienna. Il secondo motivo del successo
ottomano è legato al modello dell’impero. Al suo vertice era il sultano e l’intero
territorio agricolo dell’impero era suo patrimonio personale tranne i patrimoni degli
enti religiosi. I vertici dell’apparato burocratico e militare erano reclutati soprattutto
tra gli schiavi di origine cristiana dopo essere stati educati sin da bambini nella fede
mussulmana e nelle discipline dell’amministrazione civile e militare. Nel XVII secolo
con l’avvento dei nuovi soggetti del controllo del traffico orientale, Inghilterra, Olanda,
Francia, iniziò la crisi turca. Questa fu determinata anche dalla lunga guerra con la
Persia e da motivi di ordine interno. Gli abitanti dell’impero ottomano erano i turchi
sunniti mentre gli sciiti abitavano in Persia. Gli sciiti erano più dei sunniti legati alla
purezza del messaggio religioso rivelato da Maometto: da qui all’integralismo religioso
assoluto e il carattere teocratico dell’organizzazione politica e un rapporto con gli
infedeli non fondato sul confronto come per i sunniti ma sulla conflittualità e la guerra
santa. Artefice della potenza persiana fu la dinastia Safavide. Sotto il dominio di Abbas
I il grande fra la fine del 500 e l’inizio del 600 la Persia si era stabilizzata quasi entro i
suoi confini attuali dopo la sconfitta di Turchi e Uzbeki. Abbas creò una autocrazia di
stile orientale in cui stato, governo e ricchezza erano considerati beni del sovrano.