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Palazzo Ducale
storrla e r"estaarrt

a cura di
GIANDOMENICO ROMANELLI

testi di
DANIELA ANDREOZZI, GINO BENZONI, UMBERTO FRANZOI,
FRANCA MARINA FRESA, LORENZO LAZZARINI, ANTONIO MANNO,
LIONELLO PUPPI, GIANDOMENICO ROMANELLI,
LUCA SCAPPIN, MANFRED S CHULLER,
RICCARDO STRAS S OLD O,
WOLFGANG WOLTERS

fotografie di
MARK E. SMITH

arsenr,.+editrice
Giandomenico Romanelli
Palazzo Ducale
storia e restauri

Tèni
Daniela Andreozzi, Gino Benzoni, Umberto Franzoi,
Franca Marina Fresa ,LoterrzoLazzairn| Antonio Manlo'
Lionello Puppi, Giandomenico Romanelli, Luca Scappin,
Manfred ScÈuler, Riccardo Strassoldo, Wolfgang Wolters

Fnografe
Mark E. Smith

Prima edizione
Novembre 2004

Arsenale Editrice
A division of EBS
Ma Monte Comun. 40
I-3?057 San Giovanni Lupatoto §erona)
wwwarsenale.it
arsenale@arsenale.it

Proprietà artistiche e letterarle servate

@ Copyright 2004
à Bmrco
D' wtRoNA
PoporARE
E NEwaR^

C a ot'din am. ent o e d it or ì a I e


e cura red.azionale
Chiara Romanelli
Marttna Massaro

Riterca iconografica
Martina Massaro
Chiara Romanelli
Madile Gambier

Progetn graf.co e imPaginazione


Studio Bosi, Verona

Stampa
EBS Editoriale Bortolazzi-Stei,
Verona

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lsBN 88-7743-312-4
Si ringraziano per Ia genùle nllaborazione:
Anna Maria Bravetti, Renato De Gasperi, Grazia Fumo.
Simone Guerriero, lJmberto Lo Cascio, Andrea À{arin,
Lorenzo Palmisano, Francesco Tìrrio Bòhm,
Soledad Votano

Referenze faograflcùe
Mark E. Smith, Venezia, pp. 7 8, 1l-12, 14-15 ,18-22,30,32-33, Stampa delle lasùe antiche eseguita da Francesco Tìrrio Bòhm,
41-60, 97, 99, tIt, 150, 2t) pp. 34-16, 129-142, 206, 220
Camerapho ro, Venezia , pp. 32, 34-3 5 , 62, 64, 6? , 7 0-7 8, 100,
101, 144, 147, 158-164, 166 a sinisra, 167, 168-17 5, 178-183,
185 -t9t , t97 , 20t-202, 290, 293 , 295 , 297 -306, 308_313 Le tona sfuzte pltùbliute per genxle ancessione dt
fat|grafe
Mùsei Civici Veneziani, Archivio forografico del Museo Correr, Tate Gallery Londra, pp.24,26-29
pp. 65-66, 80, 83, 149, 199
Musei Civici Venezìani , pp.32,14-38, 62,64-78, 80, 83-84, 88-90,
Musei Civici Veneziani, Archivio fotografico di Palazzo Ducale, 92-96,98, t00, t02, 104-105, 107 110, 113-117, t19, t2t-122,
pp. 3+3 8, 68-69, 88 90,92,94, ltg, l2l, 129, t42, t5t, t56-t57 , t25, t29 142, 14+, 147, 149, 151-153, t56-164, t66-175, 177 _191,
167 À desÉ^, 177,184,200-201; lorografie di IraÌo Ballarin 197, 199-202. 206, 220, 224-232, 268 269, 278, 279 in ako, 290,
pp.84,93,96,98, 102, 104-105, 108-110, 113-117, 125 293, 295, 297 306, 308-311
Foto Tòso, Venezia, p. 146 Soprintendenza SpeciaÌe per il Polo Museale Venezia_no,
Fotoflash, \renezia, pp. 152, 153, 224, 225, 226, 227, 228, 229, Galler:e dell'Accademia, Venezia, pp. 81, 87
230,231,232,268,269, 278 m alto a sidstra, 279 rn alto Biblioceca Nazionale Marciana, Venezia, p. 146
Francesco Jùrio Bahm, Venezia, pp. 85, 87 Museo Civico di Tìeviso, p. 194
Foto Luigi Baldin, Tleviso, p. 194 Ministero per i Beni e le Attìvirà Culturali, Archivio Cenùale

Franca Marina Fresa, pp. 214, 219 in alto dello Stato di Roma, pp.208-212,215-219

Lorenzo Lazzarini, pp, 252 253,256 Soprrntendenza per i Beni Architenonici per il Paesaggio
e per il Parimonio storico, ardsrico ed Eùìoanuopologrco
Manfied Schuller, pp. 234 244 di Venezia e Laguna, p. 220
Luca Scappin, pp. 277-278 in alto a desna, 279 in basso a sinistra, Institut fiir Archaologie, Bauforschung und Denlmalpf,lee
280-284 UniverciÉt Bamberg, pp. 23+244
Sommario

23 GIANDOMENICOROMANELLI
Wta delle factiate

39 MARK E. SMITH
Pa lazzo Duule. Un ritratto

6r cINo BENZoNT
Le figuro te presunzioni

79 UMBERTO FRANZO r
Per la storia del Palazzo: origìni e sDiluppi

r27 Dall'Archioiofotografito

r43 LIONELLO PUP PI


Wschiosità della leggenda e leuità della storia

r55 Tr.acce
165 ANToNro MANNo
Sapìenza e buon gozterno: il programma iconografìco
dei gruppi scultorei angolari e deì capitelli

rg3 woI-FGANG lVO LTE R S


Le perizie sulla ricostruzione del Palazzo dopo l'incendio
del 20 tlicembre 1577

2O5 FRANCA MARINA FRES


Monumenti di carta, mlnumenti di pietra.
I restaari del 1875-1890 6lJs oprincipali facciate» d,el Palazzo
223 Disegni per i restaari lttlcenteschi
233 MANFRED FIULL ER
S C
Le facciate medieuali: storia, nstrazione, effetti romatici

247 LORENZO LAZZARTNT, RTCCARDO STRASSOLDO


I marmi colorati del Palazzo

263 LUCA scAPPrN


Ionerai della fabbrica,: i legamenti ruetallici e lignei

289 DANIELA ANDREozzI


Il restauro delle facciate

3r5 Bibliografiacitata
LUCA SCAPPIN

I ..nervi della fabbricarr:


i legamenti metallici e lignei
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1. Le logge e il portìco rll'anglolo sucl-ovest. Sooo visibìÌi


r tilanri lonliinrdinàli infeliorì e supcriori e quelli trirsversali
dcl 1,orr, o nellr .iruau i.rn. pr'(cs'lerìte ' -('r.rùn
otrocenteschi I curcelli rl fèrro inEssi nelle colonne. che
sotto il Gor.erno ùuslrirco chiudevaro le arcate terrcnc
corrispondenri ai locali del piano tcrreno occuprti dàl Corpo
di Cuardia, r.engono lelati nel luglio 1869.
Foto di Giuseppc Cirncrt,r, 1850 ca., pàrticoirre

2 Sezione trasversale clell'ale verso il trlolo col la sala


del À,laggror ConsiqLo, nello staro precedentc i restauri,
con gli rrconi collocaù dopo f incendio del 1577. Sr roti
l'rpotcsi ottocentesca clelle tr'lvi contrnuc sorto la sala,
e l'ù presenz. dclla trave longiruclin.le softost'rnte il solaio
c adiaccrte ar rralbri delb lo*gie
Da G. À{ahczzi, Ddlc assicurt:toni 7t'a',','i^orie Pcl n!tuttr,
genenrlc delle prindp,rli Jitri,trc dcl hrlt::o Drtrb di Vene:n,
in .Giornale del Genio Civilc", n. 2-1, serie Ir, r r,
"oì.
anrro xrr, 187'1, tav. 1, particolere
Nel corso dei secoli successivr alla realizzazione trecen- importanti e 'radicali' restauri diretti dal['ingegner
tesca le strutture miste (in laterizto, pietra, legno e Annibale Forcellini, tra il 1876 e il 1890,6 si mette in
metallo), che compongono i corpi principali gotrci di opera una griglia metallica che sostituisce e integra quel-
Palazzo Ducale,l hanno provocato giudizi sia di meravi- la esistente, seguendo le logiche costnlttive - già impo-
glia che di critica rispetto alla 'coerenza statica' del state nei corpi originari e perseguite negli interventi cin-
manufatto. In realtà la sovrapposizione di una parte quecenteschi e successivi - basate sull'idea di legare
'piena', costituita dai muri d'ambito delle grandi sale maggiormente le strutture verticali e orizzontali. Si
(sala del Maggior Consiglio e sala dello Scrutinio), al di giunge quindi a razional'Lzzare il sistema dei legamenti
sopra del 'r.uoto', definito dalla parete traforata deìle metallici e a far collaborare I'intera profondità del corpo
due logge sovrapposte, ha ar.uto sia nella concezione di fabbrica nello stabilizzare le facciate principali.
originaria che negli interventi di recupero successivi un Nell'insieme degli interventi applicati nel corso dei
costante legame con la tradizìone cosrutiva veneziana. secoli, tendenti a risolvere le cause di instabilità, può
I edrlizia lagunare veneziana, composta di un'ossa- essere letta quindi una continuità di tradizione e di
tura mista di piedritti murari e sùutture orizzontali [i- acquisizione di esperienze tecniche.i
gnee, ha basato la sua stabilità e permanenza sul rap-
porto tra elementi verticali, necessariamente esili per-
ché fondati su terreni instabili, ed elementi orizzonta- I legamenti della (strxttura
strutrura originaria
li, postr a legare insieme le varie parti. I solai lignei trecèntesca: una anomala'
quindi, funzionanti a piastra, lavorano insieme alle e una 'esecuzione imperfetta'
murature su cui poggiano stabilizzandole grazie anche
ad alcuni accorgimenti che prevedono l'utilizzo di ele- Le facciate principali chiudono i due corpi di fabbrica
menti in ferro di collegamento con funzione di tiranti. rivolti verso il Molo e verso la Piazzetta con una super-
La radizione costruttiva veneziana ha stabilito con ficie totalmente lapidea, sia nei due livelli di loggiati su
sempre maggiore rilevanza nel corso dei secoli un rap- colonne (portici sotto e loggia sopra)8 sia nel massiccio
porto privilegiato con il ferro2 :uldlizzato sia nelle chio- muro superiore bucato dai finestroni.e Tàle 'parete'
darure e staffarure delle parù lignee sia. sopratrutto. in lapidea, più o meno piena, viene collegata su più livelli
forma di arpesi e di tiranti al fine di garantire i colle- da strutture lignee e da tiranti metallici ai setti murari,
gamenti tra le stutture orizzontali dei solai e delle posti su piani retrostanti, in modo da formare una con-
coperture con le muraftire d'ambito. La funzione della tinuità di legami orizzontali che interrompono le parti
catena metallica assume, quindi, un'importanza fonda- snelle.r0 Nella concezione originaria si susseguono, dal
mentale e caratterizza i modi costruttivi in area lagu- basso verso l'alto, il piano delle catene metalliche tra-
nare sino al xrx secolo.3 sversali del portico voltato, il solaio delle logge, i tiran-
Negli alzati delle due facciate principali di Palazzo ti attraversanti la loggia, il solaio delle sale e le capriate
Ducale si può leggere ['applicazione di pratiche costrut- di copertura. [ill. 1. e 2.]
uve, simili a quelle delle chiese gotiche+ ma soprattutto Le colonne del porùco poggiano su una strutrura a
legate alla tradizione veneziana, che diventano nel xv- gradoni in blocchi lapidei e su uno zatterone di sot-
xvr secolo esperienze acquisite. Nel corpo costruito nel tofondazione composto da due strati di tavoloni lignei.
Quattrocento. rerso la Piazzetta, come prosecuzione Tàli fondazioni furono considerate esemplari e hanno
dell'ala sud, yengono introdotti infatti degli accorgi- garantito l'assenza di cedimenti nel corso dei secoli.rr
menrì, prima assenti, che garantiscono una maggiore I due piani della loggia e del portico presentano cia-
stabi[ità rispetto al corpo trecentesco. Nel corso del xvI scuno un doppio ordine di tiranti: per ogni piano sono
secolo, in segr:ito a dissesti manifestatisi intorno al 15 50 visibili le catene longitudinali, inserite nelle arcate che
e con l'incendio d,el 1577, si adottano alcune soluzioni caratterizzano le facciate, e le catene trasversali inter-
che tamponano le carenze cost.ruttiye dell'ala trecente- n..rz [il[. 1., 3. e 4.] I uranti longitudinali si sviluppano
sca. Le cause imputate ai dissesti della struttura origi- lungo rutto il portico e la loggia superiore, inseriti
naria sono legate alle imperfezioni nella costruzione e all'altezza dell'abaco dei capitelli. I tiranti trasversali
alle imperizie ne 'associazione di materiali, come il inferiori sono presenti in corrispondenza di ogni
ferro e la pietra, non opportunamente separati.5 colonna del piano terreno e si inseriscono sulla super-
Fino al xrx secolo il Palazzo sarà soggetto a interven- ficie superiore dei peducci in un incavo, che al centro
ti che tentano di contenere i danni, ma solamente con gli diviene più profondo per accogliere l'estremità a gan-
interventi ottocenteschi si definirà una soluzione che cio, menùe dall'altro capo si bloccano nella muratura
garantisce la stabilità nel tempo. Infatti durante gli interna del portico mediante un concio lapideo. Tàli
I solai sono composti di travi disposre ortogonal-
mente alla facciata con cantinelle e rarolaro chiodato
superiormente. Il pacchetto è completato drl pavimen-
to in battuto che irrigidisce l'impalcato Iieneo, svolgen-
do anche la funzione controventante nel piano orizzon-
tale. Le teste delle travi appoggiano, sul laro esterno in
facciata, su una nicchia continua creata con filari di
conci di diversa profondità, corrispondenri alle cornici.
Mentre la teste interne appoggiano in parte sulle mura-
ture e in parte sui dormienti adiacenti sostenuti da men-
sole in pietra inserite nel muro stesso.l+
'"1 Ijalto muro sopra la loggia, di spessore maggiore
delle colonne e dei trafori del loggiato, poggia in modo
eccentrico verso l'interno, rispetto all'asse della sressa
loggia. Superiormente la fabbrica è chiusa dalle capria-
te di copertura che garantiscono l'importante collega-
mento con [o spesso muro rivolto verso il cortile.15
Una particolarità del solaio tra portico e loggia si
trova all'angolo sud-ovest, dove la disposizione radiale
delle travi (a ventaglio) probabilmente distribuisce
meglio il carico sullo spigolo interno ed esterno.16 [ill.
5.1 Nello stesso angolo il solaio tra loggia e sala del Mag-
gior Consiglio invece rispetta il sistema (gerarchico) di
trave principale, posta in diagonale, e travi secondarie,
caricando maggiormente in questo modo i punti localiz-
zati dell'angolo interno ed esterno.
Le 'anomalie' si verificano nell'impostazione degli
3. Rappresentazione del sistema originario dei tiranti spessi muri d'ambito delle sale sopra le strutture più
uasversali e longrtudinali del portico, prendendo come esili delle colonne che hanno spessori dimezzati. Le
esempio la terza colonna inferiore verso la Piazzetta pareti ortogonali alle facciate, inoltre, insistono su travi
(dall'angolo sud-ovest). (Disegno dell'aurore). e archi con s{orzr orìzzontali assorbiti dalle stesse
colonne puntiformi.
Le imperfezioni tecniche si riscontrano negli appog-
tiranti, posti alle reni delle volte a crociera che copro- gi delle teste delle travi non protette, nelle colature del
no il portico, hanno la funzione di contenere Ie spinte piombo non perfettamente distribuite sui piani di con-
della volta costituita di quadrelli, mentre il tirante dia- tatto e nell'uso di leganti delle malte non sufficienre-
gonale svolge anche un ruolo di contenimento delle mente solidi.rT
spinte orizzontali derivanti dalla confluenza delle due In questa parte trecentesca si può ipotizzare una caren-
facciate all'angolo. I tiranti trasversali della loggia za di legamr ua le stmm-re verticali e orizzontali. Infatti
superiore, inseriti sulla sommità del peduccio con un altre indicazioni si raccolgono dalle relazioni cinquecen-
sistema a gancio simile agli inferiori, sono disposti a tesche e oftocentesche, che analizzeremo di seguito.
colonne alterne. Collocatr a poco più di metà altezza
della loggia riducono la parte libera di deformarsi per
evenfuali spostamenti orrzzorfial]. Possibili'miglioramenti' quattrocenteschi
La parete traforata della loggia funziona come insie-
me cosrutivo di elementi modellatr e sovrapposti con Una diversa esecuzione della parte quattrocenrescd si
un sistema a incastro e una perfetta distribuzione dei riscontra a partjre dalle fondazioni, dove si riuor-a una
carichi tra i quadrilobi circolari inseriti fra gli archi maggiore regola.rità nella disposizione dei corsi condnui
inflessi. Il sistema è stabihzzato lungo i piani di contat- e una migliore qualità dei materiali.18 Inoltre l'angolo
to delle pietre dalle colature di piombo fuso,lr che nord-ovest insiste su fondazioni più larghe e con prrli di
garantiscono anche la protezione del ferro della parte sottofondazione, probabilmente per dare maggior stabi-
dei tiranti inserita nella pietra. lità in quel punto.re
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4. Rappresenazione dell'atacco dei tiranti longitudinali


delle logge: a sinistra il sistema originario (prendendo come
esempio il tezo capitello superiore vers o Ia Pitzzena,
da 'angolo sud-ovest); a desoz il sisrema sperimentato
nel Settecento e applicato ai capitelli dal nono al sedicesimo
lato Molo (prendendo come esempio il sedicesimo capitello
superiore verso il Molo, dall'angolo sud-ovest).
@isegrlo dell'autore).
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5. Pianta del solaio delle logge lungo la r Presa delle sue particolarità costruttiye originarie.2r [ill. 5. e
(lotto di lavoro: 1876-79) del cantiere ottocentesco, estesa 6.1 Ar.alizzand,o tutti i disegni relativi, si evince una dif-
per olto colonne superìori sui due lati dell'angolo sud-ovest ferenza tra la parte trecentesca e quella quattrocentesca
(disegno di cantiere). A sinistra stato di progetto, eseguito, poiché dalla diciannovesima colonna superiore (da sud-
con la doppia rave diagonale e le travi secondarie ovest), in corrispondenza solamente delle colonne supe-
e il sistema di tiranti trasversali e longitudinali. riori. sino all'angolo nord-ovest. esistevano arpesi in
A destra stato di fatto, prima del rifacimento dell'ingegner ferro chiodati sulle teste delle travi del solaio e fissati
Forcellini, con la rappresentazione dei tre 6Ìari di lastre alla cornice in pietra. Legamenti metallici di questo
lapidee che compongono la cornice. Si noti il solaio tipo sono collocabili solo in fase di costruzione e di
a ventaglio e l'assenza di arpesi ffa le teste delle travi montaggio dei filari di conci lapidei che costrtuiscono la
e Ia cornice. Archivio disegni di Palazzo Ducale, cart. 48, cornice inferiore. Con tale accorgimento si denuncia la
n.720. consapevolezza della necessità di garantire un maggior
legame tra solaio e loggia basato non solamente sull'at-
trito esercitato all'appoggio.22 Inoltre, nello stesso dise-
Anche le malte impiegate rivelano la disponibilità di gno dell'angolo nord-ovest, si nota che lungo la prima
leganti dotati di una migliore presa, come la calce negra arcata inferiore dall'angolo e lungo l'arcata del voltate-
d'A]bettone.2o sta è presente una barra metallica di legarura dei conci
Relativamente ai legamenti, dai rilievi dello stato di lapidei del filare del fiegio a fiori quadrilobati. Il uran-
fatto, esegrriti in concomitanza dei restauri condotti te sul voltatesta era costinrito da un primo troncone,
nella seconda metà dell'Ottocento, abbiamo una rap- lungo quanto la campata, che iniziava dal concio d'an-
presentazione delle condizioni del solaio della loggia e golo del fregio sino a un capochiave in blocco lapideo,
y'.r-. ZZ: *.2 4i*,* *?-.?,2-.*

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6. Pianta del solaio delle logge lungo la rrr Presa usate lamine di piombo, riducendo così il ricorso alla
(lono di lavoro: 1881-84) del cantiere ottocentesco, sola colata di piombo fuso in modo da garantire una
estesa dalla xrx colonna superiore sino all'angolo nord-ovest migliore distribuzione del metallo sulla superficie di
(disegno di cantiere). Stato di fatto, prima del rifacimento contatto e per meglio proteggere le parti in ferro inse-
delf ingegner Forcellini, con la rappresentazione dei tre frlari rite negli incavi.2+
di lastre lapidee, che compongono Ia cornice. Si notino, Altri indizi, relativi a una diversa qualità esecutiva dei
in corrispondenza di ogni colonna superiore, gli arpesi che due corpi, sono contenuti nelle descrizioni delle condi-
collegavano le teste delle travi con i conci lapidei del filare zioni d,el Palazzo nel Cinquecento.
del fiegio e i tiranti longitudinali che partono dall'angolo.
Archivio disegni di Palazzo Drcale, cartella 48, n.713,
IJna testimonianza delle conoscenze empiriche
nel Cinquecento
da cui partiva il secondo troncone che terminaya, pro-
babilmente, al muro interno della loggia rivolta al cor- I fenomeni legati all'ossidazione del ferro appaiono già
tile. Queste particolarità, non essendo rappresentate nei evidenti alla fine del xv secolo, quando tra i danni che
disegni delle parti trecentesche e considerando la ..minacciano la sala e il palazzo>> si individuano, quale
fedeltà dei rilievi. potrebbero essere caratteristici causa dei capitelli spaccati, le..teste de le cadene de ferro
miglioramenti adottati nel corso del cantiere quattro- impiombate in essi,,. Si indica, in quest'occasione, la
centesco.2l necessità di sostituirne alcuni (quattro nella loggia supe-
Si può ipotizzare inoltre che nella saldatura dei riore verso ilMolo) e di ..inarpexar cum arpesi de rame»
conci lapidei dei loggiati quattrocenteschi fossero state gli altri ..veramente sfessi>>.25
E

7, Rappresentazione del sistema di tiranti longitudinali. Un primo dato importante riguarda i capitelli fessu-
A sinistra la soluzione proposta dalf ingegner Malvezzi rati presenti già in numero eleyato2T e la cui causa viene
con cerchiatura attorno al peduccio, non realizzata. attribuita alla ruggine formatasi nell'estremità delle
A desna l'intewento eseguito dall'ingegner Forcellini catene in ferro longitudinali inserite all'interno dell'a-
con Eoncone passante il peduccio. Si noti la boccola baco. I-leffetto era manifesto già da tempo poiché i peri-
di fissaggio del troncone in fase di montaggio del tirante ti non lo attribuiscono all'incendio e considerano le
(disegao dell'autore). lesioni <<vecchie rotture>>.28
IJn secondo punto riguarda alcune delle catene di
ferro longitudinali che vengono indicare assenti o spez-
Indicazioni sullo stato di dissesto del Palazzo nel xvr zate, a causa della ruggine del ferro, o assottigliate nella
secolo e sulle relative cause si possono ricavare dalle zona d'imrnissione nella pietra.ze Il fenomeno di ossida-
Deposizioni e Scritture giurate dei Periti convocad d.al zione delle parti in ferro quindi non garantisce più il
Senato e dar Prorveditori sopra la fabbrica in segr-rito collegamento fia le parti lapidee degli archi in alcuni
all'incendio del 20 dicembre del 1577.26 Dalle descri- punti delle logge e coincide in massima parte con l'ala
zioni delle condizioni in cui versavano i corpi di fabbri- trecentesca.l0
ca interessati dall'incendio si desumono alcune conside- Riguardo i solai tutti i periti si soffermano a indicare
razioni relative alle srutnrre originarie, agli interventi come bruciate sia le teste delle travi del pavimento della
seguiti a dissesti successivi alla cosu-uzione e allo stato sala del Maggior Consiglio appoggiate in facciata sia le
di conservazione dei materiali. mensole in pietra inserite negli spazi intermedi sotto-
stanti allo stesso muro per ampliare la zona d'appoggio. solai alla muratura con arpesi, nel foderare con il piom-
Ma solo alcuni indicano un intervento di consolida- bo le teste delle travi all'appoggio, nell'evitare di inseri-
mento realizzato intorno al 1550 in seguito a un a[on- re il ferro nella pietra se non perfettamente rivestito dal
tanamento della facciata di quasi mezzo piede (circa cm piombo fuso.
17) dallo stesso solaio. Dalle descrizioni risulta che in In tutte le proposte si er.idenzia l'idea del legame
tale occasione si era intervenuti ponendo (o inserendo) imprescindibile che deve avere la muratura della sala del
longitudinalmente una traye di notevole spessore sul Maggior Consiglio con Ie travi del solaio sottostante,
pavimento in battuto interno, alla base delle murature mediante arpesi;r5 ma in molte proposte risalta anche la
della sala, collegata con arpesi e caviglie di ferro alla necessità di collegare la stessa muratura della sala con
muraglia, e probabilmente anche con le travi sottostan- quella opposta prospiciente il cordle: vengono proposte
ti.rl Altri periti presuppongono l'esistenza di arpesi ori- catene metalliche, di pari luce della sala, inserite nel
ginari di collegamento delle travi con la muratura, ma pavimento.ì6 In tal modo si rimarca una carenza origi-
non è cosi evidente la loro effettiva presenza, poiché naria nel legamento delle parti o si ritengono insuffi-
erano anche visibili i ferri uscenti dal muro collocati per cienti i collegamend alle teste delle uavi sottostanti.
bloccare la grossa trave posta nel 1550. Perciò, pur con- Tia le proposte per legare la muratura al solaio vi è
siderando la convinzione dei periti relativa alla presen- anche quella di collocare un bordonale sotto le teste
za di arpesi da ripristinare, non è da escludere che vi delle travi, della stessa grossezza, prossimo ai trafori
fosse una carenza originaria, considerando anche la fat- della loggia, fissato ogni quattro travi e sostenuto da un
nrra del solaio delle logge accennata sopra. ..ferro,> inserito sul loggiato stesso, per sostenere il
Tìrtti i periti si soffermano sulle condizioni della solaio e per <<tener legati insieme i muri estremi della
zona a sud-est, deformata dagli spanciamenti e cedi- fabbrica».r7 Tàle soluzione sarà poi applicata, come si è
menti della muraglia e dai fuori piombo di alcune potuto riscontrare nel corso del cantiere ottocentesco.l8
colonne inferiori, in corrispondenza del muro orientale Gli interventi di restauro delPalazzo dopo l'incendio
della sala del Maggior Consiglio che è impostato sem- si concentrano nell'angolo sud-est: archi trasversali
plicemente su una trave soprastante la loggia. Rilevano sowapposti sui due piani dei loggiati, sotto la zona di
anche le rotazioni superiori e gli abbassamenti della appoggio del muro orientale della sala del Maggior
zona dell'angolo sud-est adiacente al rio. Consiglio, e tamponature delle arcate verso l'angolo
Per un confronto fra l'ala trecentesca e l'ala quattro- sud-est per consolidare l'angolo stesso. Ma è soprattut-
centesca sono però interessanti le indicazioni sul fuori- to significativa f indicazione dei Pror.veditori alla fabbri-
piombo verso l'interno del muro prospiciente il Molo ca, secondo i quali ogni intervento deve svolgersi <<ligan-
della sala del Maggior Consiglio, attribuite da alcuni a do inarpesando et incatenando, sì in quel luogo con la
scelte costmttivel2 e da altri agli effem dell'incendio.rr muraglia verso S. Zorzi come in ogni muraglia et luogo
Non si cita, infatti, un'eguale inclinazione delle muratu- del Palazzo,,-1e Lintervento al solaio probabilmente si
re della sala dello Scrutinio. Inoltre, nei documenti, i risolse in intere o parziali sostituzioni delle travi sotto-
periti non si soffermano nella descrizione dell'ala di stanti il muro della sala del Maggior Consiglio.{
Palazzo <,rivolta alla Libreriarr, quattrocentesca, poiché Inoltre è probabile che l'indicazione dei Prowedito-
non presenta lesioni o deformazioni. E indicativo anche ri alla fabbrica relative al <.mutar [sostituzione] dei capi-
il fatto che i capitelli fessurati e le catene spezzate, le pen- telli>' sia rimasta un'intenzione di programma che si
denze dei muri, gli sganciamenti, i cedimenti e le lesioni concretizzò, invece, in consolidamenti con cerchiature,
delle murature si concentrino nella parte trecentesca. doppie o singole, e grappe senza quindi modificare gli
Ciò porta sicuramente a pensare a una diversa qualità inserimenti dei tiranti nella pietra.al
costnÌttiya impostata nelle due fabbriche contigue.
Nella costruzione del corpo quattrocentesco è pro-
babile che siano state messe in cantiere migliori abilità Soluzioni settecentesche al problema
tecniche, una maggior cura nell'inserimento delle cate- del ferro inserito nella pietra
ne nella pietra e nella piombatura protettiva, così come
nelle fusioni di piombo degli altri piani di contatto dei Tia la fine del xvr secolo e nel corso del xvrr si effettuò
conci. Nel xvr secolo vi è una chiara consapevolezza la cerchianrra e l'inserimento di grappe sui capitelli e,
delle conseguenze legate a imperfezioni costruttiye, probabilmente solo a partire dal secondo quarto del xvrrr
probabilmente grazie all'affinamento dei materiali e secolo, si eseguì la sostituzione di alcuni dì essi senza
delle tecniche esecutive.r4 Gli architettr del Cinquecen- ripristinare i uranti longitudinali nelle forme originarie.
to sottolineano gli accorgimenti da avere nel legare i Infatti, nella sostituzione del sesto capitello inferiore sul
8. Prospetti cornplessil'l con le nuove tirantature collocàte definì un primo progetto mirato soprattutto a consoli-
durante il cantiere ottocentesco. Schema generale con i tipi dare tale angolo.+ Nel sollecitare una verifica più
di giunti e i materiali inpiegati. Si indicano solamente approfondita delle condizioni delle facciate contribuì la
i giunti visibili e/o descritti nelle relazioni di canriere caduta, ar.venuta nella notte tra il 24 e il 2 5 marzo 187 l,
(drsegno dell'autore). del tirante diagonale del portico all'angolo sud-ovest,
che si spezzò in tre pezzi. Lanalisi delle sezioni di rot-
rura dei pezzi, svolta dal Genio Civile, portò a dedurre
lato Piazzetta i tiranti non vengono collocati, rnentre nel che da tempo il tirante non svolgeva Ia sua funzione di
rinnovo di dieci capitelli superiori sulla facciata verso il collegamento e di ritenuta.+i Considerando quindi l'i-
Molo si adotta una soluzione diversa.+2 In occasione di nefficacia del tirante diagonale si dedusse che la sua
quest'ultima estesa sostituzione fu adottato l'espediente mancanza non modificava [a condizione precedente ma
di inserire un troncone in rarne, passante, nel peduccio e denunciava una situazione giunta a un livello di perico-
non nell'abaco del capitello. [rll. 4.] Il troncone interno 1o. La successiva ispezione+6 di tutti i tiranti portò a
era in rarne (materiale stabile rispetto all'ossidazione) considerarne altri otto a rischio: furono levate le barre
rnentre la barra esterna era ancora in ferro batruto. Le esterne sulle quali vennero riscontrate un'estrernità già
estremità della parte in ratne erano unite alla catena da molto tempo cornpletarnente staccata e l'altra quasi
esterna con un sistema a semplice linguetta rasre[Iata e completamente corrosa.4T
dentata, inserita probabilnente a caldo fr'a due ganasce Successivamente 1a Comn.rissione ministeriale, isti-
della barra di ferro ma senza caviglie. Questo sistema ruita nel 18 71, definì le condizioni delle due facciate del
non permetteva una solida connessione e dava poca Palazzo gravissime e critiche dal punto di vista della
garanzia per la messa in trazione poiché tendeva a sfor- stessa conservazione. Descrivendo i dissestr delle logge
marsi per l'ossidazione del ferro. IJunico vantaggio che si enumerarono i rnolti pezzi lapidei spezzati (in parti-
si ottenne fu nell'evitare che i nuovi capitelli si spaccas- colare i capitelli) o fessurati e si individuarono come
sero per effetto dell'ossidazione del ferro. cause le catene di ferro inserite nei capitelli e il carico
imposto dalle muraglie sugli archi r'Ìroti delle logge.
Basandosi sulle perizie del Cinquecento, che testimo-
I restauri ottocenteschi: un sistema razionale niano sirnili effetti ma di minore entità, la Commissio-
di tiranti, una struttura 'ripulita' ne concluJe che ..i danni É.lrono setnpre e .i mantcngo-
no progressivi,,.+8 I-lingegner Forcellini, subentrato
Verso la fine degli anni sessanta dell'Ottocento la sinra- nella direzione de.i lavori all'ingegner Malvezzi, smon-
zione di dissesto delle facciate era considerata pericolo- tando le strutrure in cantiere, a partire dal 1878, poté
sa dal punto di vista statico solo per l'angolo sud- aggiungere altre modvazioni ricorrenti, rilevando che i
ovest.ll Per ripristinare una condizione di stabilità si piani di contatto originari dei blocchi lapidei erano stati
rez.hzzatr in nodo clitèttoso e che le giunzioni di piom- La Clomr ssione del 1871, individuando come un,
bo fuso non erano state distribuite in tnodo ornogeneo delle cause principali della rotmra dei capitelli la pre-
lasciando lacune tali da non coprile le parti in ferro senza clelle caterle longitudinali e ritenenclo il ferro il
inserite nella pietra. Risultava perciò un quadro genera- n.retallo più idoneo a quella lunzione, si olientò verso un
le di aperture, slittamenri e spostarnenti che non per- sistema che non implicasse f inserimento dello stesso
mettevano piìr la regolarità delle linee degli archi, delle nella pieta. Approvò perciò un rnodello di cerchiamra,
livellazioni orizzontali e tlegli allinearr.renti velticali.+e proposto dall'ingegner Malvezzi, che univa 1'attacco dei
La consistenza e la conservazione dei legaurenti dranri longirudinali e trasversali collocar.rdoli in un
rnetallici esterni dei loggiati, in opera intorno al 1870, unico piano orizzontale ecl entraubi a livello di iurposta
può essere dedotta dalla docurnentazione grafica pro- degli archi. Questa allacciarura doveva essere collocata
dotta in previsione dei restauri alle logg;e (con il proget- attorno al peduccio soprastante i capitelli. [i11. 7.] Si
to predisposto nel 1873) e dalle riprese fotoerafìche, decise ir.rolte una distinzione di n.rateriali tra la cerchia-
alcune delle quali rnilate a docuruentare lo stato del tura, che doveva essere in ferro (poiché presenta mag-
Palazzo.ia Tàli testin.ronianze ettestano la mancanza di giore duttilità e facilità alla fucinarura, considerata lir
molti tilar.rti longitudinali della loggia inferiore, in par- complicata operazione di forrnanrra), e le barre di colle-
dcolare quettro verso il Molo, escludendo Ie cinque garnento in acciaio (rnateliale che pennette una riduzio
campate otturate all'angolo sud-est, e otto verso la Piaz- ne della sezione dei tiranti avendo un coefficiente ili
zetta.ilNon r.i sono invece nolte infornazioni scritte e resistenza uraggiore).i+ La sezione delle balre cloveva
grafiche sulla presenza ancora in opera dei tiranti tra- essere ..cilindrica', anziché rettangolare, corne quella
sversali, ma una licostruzione può essere fatta in base originaria, ..perché riducendosi così i diametri alle
alle foto d'epoca. Da un'ar.ralisi di questo tipo risultano rr nori Jiurerrsit-,rti i ùr'lrrù stesri sarrnno tanlu lrìcnu
ancora presenti, sino al 1870, tutte le catene uasversali visibili',. Per or'wiare all'iuconveniente dell'ossidazione
infèrion del lato Piazzetta e nrtte quelle del lato Molo *i approrò che ìe celchirrule rlove..cro essere irnrtter'e
fino alla ottava colonna; rlelle altre catene non si hauno pirì volte in un bagno di stagr.ro e quindi dipinte "sem-
inforn.razioni. Per 1e logge superiori erano probabihnen- pre per'ò assoggettandole, corne tutti gli altri rlernbri
te presenti tutte le catene longitudir.rali, escluse quelle rrretallici. ad rrna accurlLl ispeziorte e tnanttlenzione
sostituite nel Settecento sul lato À{olo citate sopla. Dei annua''.ii Le tre palti clella cerchianrra si ilovevano col
tilanti trasversali superiori solo alcuni sono docurnenta- legare.,rrr le brrle mediante dollpi crrnei in aceiaio inse-
hili. rrra è probabiìe che fo.\ero qrrasi rutti ancorl irt litr in fori predisposti. Pel far aderire Ia cerchiatula alla
opela.jr \el courplesso vi era una cor.rsistenza delle rite- pietra si safebbero do\.ute pirrzialnlente Iivellare le
nute metalliche che ancora garantiva la funzionalità del rnoda na re del peJuccit-,.
'uper'fici
sistena interno dei loggiati, escluso l'angolo sud-ovest, Quando f ineegner Forcellir.ri assunse la direzione dei
na non di quello longitudinale, molto discontinuo. lavori del cantiere propose delle modifiche sostanziali al
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9, Piante del piano terreno e del piano delle logge dei corpi tiranti nelle logge superiori, non si sarebbe più ottenuta
gotici con le nuove tirantature collocate dùrante il cantiere la corrispondenza con il pieno del muro di fondo sul lato
ottocentesco. Schema generale con i tipi di capochiave, rivolto alla Pitzzetta, dove esisteva l'architrave ligneo
i tipi di giunti e i materiali impiegati. Si indicano solamente della loggia Foscara. Nel caso particolare degli angoli,
i giuati visibili e/o descritti nelle relazioni di cantiere l'applicazione della cerchiatura al peduccio awebbe
(disegno dell'autore). deturpato la ricca decorazione a fogliami, perciò, almeno
in questi puntì, si imponeva la soluzione di inserire la
barra trasversa[e nella pietra utilizzando un'efficace pro-
sistema di tiranti originario e alle soluzioni della Com- tezione del metallo dall'ossidazione.
missione. Innanzitutto contestò la scelta delle cerchiatu- Partendo da queste osseryazioni Forcellini concentrò
re unificanti iI sistema perché, mentre la sporgenza del- le proprie proposte sulla riduzione delle parti metalliche
l'abaco dei capitelli superiori ar.'rebbe nascosto gran parte a vista e, ove necessario, sulla possibilità di mantenere
della cerchiatura, in considerazione anche di rna accen- l'inserimento del metallo, opportunamente protetto,
tuata visione dal basso, nel portico, invece, il limitato nella pietra.
aggetto dell'abaco e ù'e,ltezz^ inferiore delle colonne Egli si tovò inizialmente a scegliere tra la nichelatu-
avrebbero reso il presidio metallico «nei riguardi estetici ra, da praticare galvanicamente e di costo proporziona-
un grayissimo sconcio>>. lnoltre, abbassando il livello dei le allo spessore di nichel, e la zincaitra, applicabile con
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metodi ordinari e di costo inferiore. Successivamente Il sistema dei trranti metallici messo in opera con il
propose anche il metodo basato sulla formazione di cantiere ottocentesco può essere sinteticamente descrit-
magnetite, per mezzo del vapor acqueo, sulla superficie to come una sovrapposizione di sei livelli di ritenute, più
del ferro, come ossido stabile. Con ulteriori indagini o meno estese: al piano terreno sono di tipo longitudi-
decise che la soluzione da adottare, per ottenere un'ot- nale; a livello del solaio delle logge sono di tipo longitu-
tima protezione, era costinita da una doppia stagnatu- dinale e trasversale; al piano delle logge sono longitudi-
ra del ferro con verniciatura a base di minio e biacca a nali e trasversali disposte su piani diversi; al piano delle
olio e una fodera di lamina di piombo. Nei puntr di sale si trovano alla base e alla sommità del muro d'ambi-
inserimento del ferro nella pietra le superfici dovevano to. [ill. 8., 9. e 10.]
essere ar,'volte con corda di canapa sulla quale ripetere la Innanzitutto egli modifica, rispetto al sistema origi-
verniciatura. Confidando nei sistemi di protezione nario, 1'estensione dei tiranti longitudinali inferiori poi-
offerti dalle conoscenze raggiunte all'epoca l'ingegner ché negli archi intermedi potevano essere considerati
Forcellini applicò, quindi, tutte le precauzioni possibili superflui.tT Perciò le nuove barre coprirono solamente
affinché non si innescassero ossidazioni interne alla pie- la luce delle tre arcate prossime agli angoli sia per l'an-
tra. IJn tale efficace sistema protettivo gli garantì le golo sud-ovest, sui due lati, sia per l'angolo nord-ovest
scelte fondamentali per l'impostazione della nuova sul lato Piazzetta. [i11. ll.] Nell'angolo sud-est, invece,
tirantarura.56 verso il ponte della Paglia, vennero collegate cinque
j-1
)
1

10. Piante del primo piano nobile (piano delle grandi sale) Nel rimontaggio dei pezzi lapìdei del loggiato si
e del secondo piano nobile dei corpi gotici con le nuove riproposero le tecniche tradizionali di piombarura delle
tirantature collocate durante il cantiere oltocentesco. pietre con l'accort-ezza di utilizzare fogli di piombo per
Schema generale con i tipi di capochiave, i tipi di grunti avere l'omogeneità della distribuzione, evitando perciò
e i materiali impiegati. Si indicano solamenre i giunti visibili le imperfezioni originarie riscontrate, che furono causa
e/o descritti nelle relazioni di cantiere (disegno dell'autore). dei danni, e riservando I'impiego della tecnica del piom-
bo fuso solo ad alcuni casi.
Sulle scelte da imporre ai tiranti trasversali del porti-
arcate, coincidenti con Ie arcate precedentemente mura- co influì la 'scoperta' della indipendenza della soprasran-
te con blocchi lapidei a segr:ito dell'incendio del 1577. te volta a crociera rispetto al solaio della loggia superio-
ln tal modo si yoleva consolidare la zona di carico del re. In base ai sondaggi effettuati per verificarne lo stato
muro orientale della sala del Maggior Consiglio, che di conservazione, al fine di forarla con i ritti delle pun-
insiste su un 'lloto' dell'arco superiore, e l'intero ango- tellazioni, la volta si presentò di poco spessore e ..sfor-
lo adiacente al rio. [ìll. 12.] I1 livello dei trranti longrnr- mata dal tempo e dall'umidità>>.61 L'ìndipendenza della
dinali, sia nel portico che nelle logge, fu alzato, risaefto volta dal solaio suggerì a Forcellini la soluzione di eli-
all'orìginario, al di sopra dei capitelli mediante un foro minare i tiranti attraversanti il portico, che erano appli-
passante predìsposto sulla base dei peducci.sS La parte cati a livello della sommità dei peducci, perché conside-
interna alla pietra è costiruita da un troncone di sezione rati superflui rispetto a un contenimento della facciata e
quadrata rivestito da un grosso strato di stagno e difeso solo di ausilio a contastare la minima spinta esercitata
con verniciature. Le catene esterne, che attrayersano le dalle volte del portico stesso. Tàle spinta fu ridotta mag-
arcate, sono di sezione piena rotonda a\.witate a mani- giormente nella ricostruzione per l'impiego di mattoni
cotti5e alle estremità dei tronchi stessi. [ill. 13.] I tronchi forad.62[ill. 14. e 15.]
interni sono d'acciaio mentre le barre intermedie sono Liberata la luce interna del porticato si ritenne
di ferro, eccetto quelle all'angolo sud-est anch'esse in opportuno inserire altri tjranti trasyersali applicati fra le
acciaio. La precauzione portò, nel primo lotto dei lavo- travi del solaio o immediatamente al di sotto, in modo da
ri, a inserire tronchi in rame nel peduccio dell'angolo legare maggiormente la parete traforata a livello della
sud-ovest e nei due prossimi, sia nel portico che nelle cornice. [ill. 5. e 9.] I tiranri metallici inseriti nel solaio
logge. IJapplicazione delle catene longitudinali interme- si concentrano nei punti deboli dell'angolo sud-oyest e
die, ricorrenti alla corda degli archi, arwenne dopo lo in corrispondenza delle murature delle sale ortogonali
smontaggio delle centine degli archi.ro alle facciate. Nell'angolo sud-ovest interno convergono
la diagonale e le coppie delle catene corrispondenti alle
prirne colonne adiacenti, saldate in un masso di pietra
inserito nella rnuratura; quello diagonale prosegxe per
una ulteriore lunghezza (m 13,50) e si fissa a un altro
masso in un muro divisorio. Questo prolungamento fu
inserito in una sede ricavata nel pavimento a batnrto del
locale interno.6l A-ttri tiranti trasversali, come all'angolo,
si prolungano oltre il muro interno in modo da far lavo-
rale o il muro refostante la loggia sul cortile o i setti
murari ortogonali alle facciate.6r
A livello del solaio, oltre a quelli trasversali, sono staLi
collocati anche altri tiranti longitudinali, al di sotto delle
travi e convergenu negli angoli, fissati sui conci della
cornice a toro inferiore. [i11. 9.]
lllill
Nelle logge superiori il sistema dei tiranti longitudi-
nali ripete quello del piano inferiore sia nei materiali
che nei giunti ua le barre intermedie e i tronconi inse-
riti nei fori praticati alla base dei peducci soprastanti i
capitelli. [ill. 7., 8., 9., 16., 17.] In questo piano si man-
tiene la continuità lungo nrtto Ia facciata, da un angolo
all'aluo, senza l'intermediazione della pietra, come
arweniva nel sistema originario. I materiali u,ùlizzai
sono l'acciaio per i tronconi interni, eccetto che per I l. Arcate delle logge e del portico prossime all'angolo
l'angolo sud-ovest e le arcate prossime dove sono in sud-ovest dal lato Piazzetta. Si noti il sistema di tiranti
rame, e il ferro per le barre esterne, Le barre interme- longitudinali esteso lungo le prime tre arcate, al piano terreno,
die venivano messe in opera nel tnotnento in cui si libe- e continuo per le Ìogge superiori.
raya l'arcata dalla centina. Inoltre su di un lato di quasi
la metà dei peducci è visibile una boccola in metaìlo fis-
sata al troncone e incassata nella pietra. [ill.7. e 16.] Tàli esterno visibile in facciata sotto la testa di leone a bas-
ingrossamenti furono probabilmente utilizzati nella fase sorilievo che adorna il vano triangolare formato dalle
di montaggio e successiva parziale messa in trazione dei membrature dei quadrilobi e degli archi. [ill. 19., 20. e
tiranti longitudinali delle arcate superiori, seguendo le 2l.] Il tronco è stagnato. La barra, attraversante la log-
fasi del cantiere. Potendo montare le aste solo per sin- gia, è in ferro a sezione rotonda ed è legata al tronco di
gole arcate, si predisponeva un verso di montaggio delle rame mediante un manicotto a vite; 1'estremità opposta
stesse lungo i lati della loggia partendo o dagli angoli o è bloccata o in un masso di pietra internato nel muro di
da singole campate. Per questo motivo le boccole si tro- fondo della loggia o mediante bolzone al di là delto
vano sui lati esterni dell'arcata da presidiare e collegare stesso muro, secondo la necessità o 1e particolarità della
secondo l'ordine con cui era impostato il cantiere. In costruzione.6s Anche agli angoli viene inserito in diago-
questo modo le barre intermedie acquistano Ia loro nale, superiormente al peduccio a fogliami, un tondo di
unità, collegando un angolo con l'altro di ciascuna fac- rame con 1'estremità sporgente a vite che si collega, con
ciata, solo a cantiere terminato. manicotto, al tirante esterno. Nell'angolo interno della
Nelle logge superiori il sistema dei tiranti trasversa- loggia, a sud-ovest, la catena è unita in sistema con le
li, pur mantenendosi alla stessa akezza della sommità due vicine, appartenenti alle terze colonne sul Molo e
del peduccio degli archi, rispetto all'originario si dirada sulla Piazzetta, mediante piastre e caviglie d'acciaio. [ill.
poiché non è piìr distribuito in modo omogeneor secon- 22. e 23.) Per contare sull'azione dei tiranti in que-
do l'alternanza delle colonne, ma si concentra, anche in st'angolo sono stati prolungati, ..nelf interno dei mez-
questo caso, nei punti criuci degli angoli e in corri- zanini del piano della loggia, con spranghe di diversa
spondenza dei carichi superiori delle pareti delle sale \nghezza, collocate lungo le faccie interne dei due mu-
ortogonali alle facciate. [ill. 9., 14. e 18.] Sono compo- ri ortogonali e in essi incassate,,, non essendo al piano
sri di una barra e.rerna e di un tronco in rame interpo- dei pavimenti.66 Un sistema simile di attacco e prolun-
sto tra il peduccio e rl pezzo che 1o sormonta; il tronco gamento delle catene viene ripetuto anche nell'angolo
termina a vite sul lato interno e a testa esagona sul lato interno nord-ovest.67
H
12. Pianta a livello del solaio delle logge e delle colonne
del portico lungo Ia rv Presa (lotto di lavoro: 1884-87)
del cantiere ottocentesco, estesa dalla xrn colonaa inferiore
sino all'angolo sud-est (disegno di cantiere). Srato di progeto,
eseguito, con il sistema dei riranti longitr.rdinali applicati
a livello dei peducci e dei tiranti trasversali e longitudinali
applicati a livello del solaio. Si notino inoltre i dettagli
dei giunti e dei capochiavi a piastra. Archivio diseg
di Palazzo Ducale, cart.7ì, n. c 1082.

É
3 r !t lJ. \4anicorro di collegamerro del uoncone inserito
nel peduccio alÌa barra esterna del capitello inferiore
dell'angolo sud-ovest.

Nel cantiere ottocentesco vengono messi in opera corrispondono sotto le basi delle colonne superiori e
alcuni accorgimenti per gli appoggi delle travi sul lato contdbuiscono a diminuire in prossimità all'angolo la
esterno. Le teste delle trayature del solaio della loggia, solidità dell'edifi cio,>.70
per evitare i fenomeni di marcescenza agli appoggi,.si Procedendo al piano soprastante, quello delle grandi
presidiano con copertina di lastra di piombo internata sale, abbiamo due livelli di ritenute metalliche poste in
nrtto all'intorno nella pietra mediante appositi canaletti, aderenza alla superficie interna dei muri di facciata. [i11.
dovendosi all'infiltrazione dell'acqua attraverso le unioni 8. e 10.] Nel corso del primo lotto dei lavori, per conso-
delle pietre l'infradiciamento delle teste delle vecchie Iidare preventivamente l'angolo sud-ovest prima dello
travi,,.68 Inoltre nel solaio dell'angolo sud-oyest si sosti- smontaggio delle logge per la sostiruzione dell'intera
tuisce la disposizione a ventaglio con ..i1 partito di due angolata lapidea, l'ingegner Forcellini collocò dei tiran-
travi diagonali appaiate, contro alle quali vanno ad impo- ti longitudinali pror..visionali, sia alla base della muraglia
starsi, decrescendo progressivamente in lunghezza, le che alla sommità. Furono cioè addossate delle spranghe
travi poste normalmente ai murirr,69 similmente a quanto di ferro a sezione quadra (cm 5 x 5) alle facce interne
si osserva nel soffitto delle loggia superiore. [ill. 5. e 22.] dei muri a livello del pavimento della sala del Maggior
Le due trayi diagonali leggermente discoste permettono Consiglio e del piano delle soffitte, conyergend yerso
f inserimento del tirante di ferro che collega l'angolo ai l'angolo.Tl Tàle presidio era modvato anche dalla pre-
muri interni. <<Con questa più regolare disposizione delle senza di un distacco, in ciascuna delle due facciate, nella
travi si sopprimerebbero quegli incau obliqui che si massa murale sorretta dalle logge, in corrispondenza
vedono adesso praticati per le teste delle travi nella inter- dei finestroni più vicini all'angolo.zz Verificata la buona
na fionte della muratura della facciata, alcuni dei quali riuscita dell'operazione, per aver assicurato l'angolo
t.

14. A sinistra, sezione trawersale delle logge e del portico


sul lato Piazzeta, secondo il progetto realizzato
dell'ingegaer Forcellini, in corrispondenza dell'arcone
sottostante il muro nord della sala del Maggior Consiglio;
al centro, restauro del vu capitello inferiore e del xtrr
superiore da sud-ovesg a destra, sezione longitudina.le
dell'arcone della xn colonna della loggia da sud-ovest
(disegno di cantiere). Archivio disegai di Palazzo Ducale,
cart. 50, n. 748.

15. Infilata prospettica del portico rivolto allaPiazzena


dall'angolo nord-ovest verso l'angolo sud-ovest.
Nell'amrale versione onocentesca sono assenti i tiranti
cawersali, presenti in origine.
16. Inserimento del troncone nel peduccio del x capitello nella fase critica dello smontaggio senza la minima scos-
superiore del lato Piazzetta (contando da sud-ovest), sa, si decise di lasciare le spranghe come stabile presidio
con la boccola di fissaggio utilizzau in fase di monraggio dei muri, di proseguirle nelle fasi successive del cantie-
parziale dei riranti nelle singole campate. re, sino a estenderle lungo il pavimento interno delle
sale per l'intera \rnghezza delle facciateTl, e di limitare
17. Attacco del manicotto di collegamento del troncone le spranghe superiori alle zone d'angolo. I1 tirante posro
inserito nel peduccio alla barra esterna, in corrispondenza alla base delle murature delle facciate segxe una linea
del Ix capitello superiore del laro verso Piazzetta orizzor.tale indipendente dalle variazioni di quota della
(contando da sud-ovest). Si norino i resti della corda payimentazione interna, per cui o si inserisce nel pavi-
e del minio applicati durante il cantiere oftocentesco mento in battuto (come è visibile in alcuni tratti della
a ulteriore protezione della barra stagnata. sala dello Scrutrnio) o si appoggia su un filare di matto-
ni (come nel Liagò) per rimanere alla stessa quora. [ill.
24., 25 . e 26.1 Alla base della sala del Maggior Consiglio
i tiranti non sono yisibili perché occukati dai dossali
lignei posti nel 1909-1910. Le barre, di lunghezza com-
presa tra i 5 e i 7 metri, sono unite con giunti a doppio
dente e, ogni due barre (circa 10-12 m), sono connesse
alla murarura con un'estremità a gancio inserita in un
concio lapideo e una staffa di unione interna. Negli
angoli, le ritenute si incrociano e passano la muramra di
mattoni (cm 90 le facciate principali e 70 cm quella su1
rio) fissandosi a un concio lapideo con piastra in ghisa e
dado alwitato di chiusura, sotto il rivestimento delle
mattonelle in pietra. I giunti di connessione a doppio
dente uniscono le estremità delle barre, modellate a
testa larga, con due coprigiunti che vengono bloccati da
due staffe; inoltre sono messi in tensione con doppi
cunei metallici inseriti tra denti e coprigiunto, lascian-
do uno spazio al centro per l'eventuale dilatazione ter-
mica del metallo.Ta Le barre sono tratrenute ìn aderen-
18. Infilata prospettica delle logge superiori rivolte alla za alla murahrra grazie anche a dei ganci metallici pro-
Piazzeta dall'angolo sud-ovest verso l'angolo nord-ovest. babilmente passanti e collegati con il cornicione supe-
I timnti attraversanti le logge collocati nell'Ottocento sono riore esterno.T5 ltll.26-,27. e 28.)
disposti soprattutto in punti critici, come gli archi trawersali I-lultimo livello di tirand è visibile parzialmenre nelle
sottostanti ai muri delle grandi sale. sale dell'ex-Armeria al di sotto del controsoffrno dove,
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19. Rappresentazione dell'atacco dei tiranti trasversali


della loggia su.l lato estemo. A sinistra, in sezione, i-[ sistema
originario con il gancio iaserito superiormente nel peduccio.
A desta, in sezione e prospetto esterno, il nuovo aftacco,
inseriro fra il peduccio e il blocco superiore, con troncone
passante e testa esagonale di chiusura (disegno de11'autore).

20. Superficie superiore del peduccio originario tecentesco


conservato nel Museo dell'Opera, sostituito nel corso
dei restauri ottocenteschi. Si vede la sede del tirante
originario che era inserito con l'estremità a gancio per
fermarsi al centro del blocco, Si notino inoltre le canalette
realizzate per agevolare la colatura del piombo fuso
Fa i piani di contatto degli elementi sowapposti.

21.'Ièsta del tirante in facciata (capocchia). In questo caso


il dado è visibile rispetto alla sezione del troncone passante
nella pietra. I due elementi lapidei sono ottocenteschi.
22. Solaio sottostante la sala del Maggior Consiglio 23. Attacco interno dei tiranti trasversali della loggia
all'angolo sud-ovest. Si notino i tiranti convergenti allo superiore all'angolo sud-ovest, dove convergono il diagonale
spigolo del muro interno dall'angolo esterno e dalle terze e quelli corrispondenti alle terze colonne sui due lati.
colome di ogni lato. I[ solaio sottostante la sala è composto Si noti il sistema a piastre con spinotti di bloccaggio delle
di uave principale e orditura secondaria. estremità delle barre tonde piene.

incrociandosi nell'angolo, i tiranti dipartono adiacenti alla all'allargamento awenuto; 2. dopo il 1577 (probabilmen-
pareti sul rio e sul Molo componendosi di barre giuntate, te con i restauri del 1578) si colloca una trave longirudi-
come descritto per il livello dei pavimenti. [ill. 8.,9. e 29.] nale sotto le teste delle travi del solaio,77 similmente
Nel sottotetto della sala del Maggior Consiglio e della all'intervento proposto da Rusconi; 3. durante i restauri
sala dello Scrutinio, in prossimità degli angoli sud-ovest Forcellini dispone un tirante metallico interno longinrdi-
e nord-ovest, le barre sono disposte sotto I'appoggio nale alla base del muro e arpesi a r alle teste delle travi
delle catene delle capriate in adiacerza alle murature (forse precedenti, ricollocate). Da queste vicende emerge
d'ambito. Sono unite sempre con giunti a freddo a due quindi una continuità negli interventi volti a legare la
denti e connessioni alle estremità con piastre in ghisa su parete della sala del Maggior Consiglio al solaio, proba-
conci lapidei. [il[. 30.] bilmente a causa dell'assenza o carenza di legami non
Come consolidamento della zona dell'angolo sud-est collocati nella fase di costruzione trecentesca.
è applicata, inoltre, una barra a rnezza altezza del muro
orientale della sala del Maggior Consiglio, cioè all'altez-
za del pavimento dell'ulomo piano.76 [ill. 8. e 10.] T Iegamenti inseriti dalla Soprintendenza
Un'ultima notazione riguarda gli arpesi a r chiodati, ffa Ia fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento
visibili nel solaio sottostante la sala del Maggior Consiglio (Berchet/Ongaro)
dal lato Molo, che collegano alcune teste delle travi (17)
con il fregio della comice superiore della loggia. [ill. 31.] La pratica di consolidare LIP azzo con tiranti metallici
Sono posti sul lato sud delle travi in corrispondenza delle fu messa in atto anche nei successivi interventi dell'Uf-
chiavi d'arco o dell'asse dei quadrilobi. Non essendoci ficio regionale per la conservazione dei monumenti del
indicazioni sull'intervento né sui disegni né nelle relazio- Veneto a cavallo del xrx-xx secolo.78 Vengono infatti
ni ottocentesche è possibile ipotizzare, per la famrra dei applicati un certo numero di tiranti, passand l'intera
tiranti, che siano stati ricollocati o lasciati in opera arpesi profondità dei corpi, sia nell'ala verso la Piazzefta, a
precedenti, durante il quinto lotto del cantiere di Forcel- integrazione di quelli inseriti da Forcellini, sia, in quan-
lni. Tale intervento si ricollega agli ar.'venimenti del Cin- tità maggiore, nell'ala verso il rio. Nel primo caso, veri-
quecento e alle soluzioni proposte dai periti per connette- ficati i quadri fessurativi pregressi delle pareti trasversa-
re maggiormente il muro al solaio. Ii interne delle grandi sa[e, si interviene con ricucirure e
Relativamente al legame del muro d'ambito verso il inserimenti di due ritenute addossate al muro meridio-
Molo della sala del Maggior Consiglio si possono riassu- nale della sala dello Scrutinio. Il corpo sul rio, invece, fu
mere i dati esposti come segue: 1. nel 1550 circa si trat- imbrigliato con 24 ritenute metalliche (nei lavori diretti
tiene il muro con una trave posta all'interno, in segu-ito da Berchet tra il 1894 e il 1901) e altri tiranti (collocau
CEMEN'IBIA

24. Angolo sud-est intemo a livello del pavimento del locale 27. Gancio visibile su.lla cornice superiore della loggia,
del Liago, aI piano delle sale. Si notiao i tiranti appoggiati in corrispondenza del terzo finesnone della sala del Maggior
su un filare di mattoni e convergenti all'angolo. Consiglio sul lato Molo, dopo 1o smontaggio di un concio
del paramento lapideo di facciata.
25. Giunto di conaessione e dilatazione di due barre poste
sul pavimento della sala dello Scruttrio in adiacenza alla 28. Rappresentazione, in sezione, dell'ipotesi di legamento
Parete estefivl. tra la comice superiore della loggia e i tiranti interni
adiacenti alla pareti delle sale, mediante barra metallica
26. Liago. Dettaglio di un giunm di connessione con ripiegata a gaacio alle estremità. Sezione in corrispondenza
la muraora e della grappa ripiegaa a gancio passante il muro del concio smontato al di sotto del terzo finestrone
s.ino a.[la cornice estemain modo da legare la barra alla della facciata verso il Molo dall'angolo sud-ovest
muratura. Si notino anche le estremità delle barre ripiegate (disegao dell'autore).
a gaacio e inserite nella mulatuta.
29. Angolo sud-est della terza sala dell'er Armeria, posta
verso il Molo. Si notino i tiranti prossimi al controsofÈtto
con il consueto sistema di giunri di dilatazione e conne:sione
alla muranrra. Nell'angolo si incrociano passando Ia muratura
e bloccandosi in prossimìtà del paramenro esterno in un
concio lapideo e piastra in ghisa con dado di chiusura.

10. Sottoteno della sala del Maggror Consiglio, sul lato verso
Piazzetta. Fotografia dell'attacco dell'estremirà del tirante
inserito sotto le capriate e passante la mensola di appoggio
delle catene. Si noti Ia piastra in ghisa con dado di
bloccaggio sulla mensola in pietra.

31. Tèste delle travi del solaio sottostante la Sala del Maggior
Consiglio con arpesi a ! chiodati lateralmente, di collegamento
con il fregio della cornice superiore della loggia.

da Ongaro negli anni successivi) per collegare le due fac- l'epoca, permisero un intervento che ha eliminato le cause
ciate opposte prospicienti il cortile e il rio.7e di dissesto e ha garantito la permanenza delle facciate
senza ulteriori instabilità o rotture parziali.s0
Anche questi ultimr interventi di consolidamento confer- Sì può sostenere quindi che una calibrata e sapiente
mano da un lato una pratica di cantiere veneziano e dal- applicazione del ferro in sistemi di rinforzo che si inte-
l'altro Ia padronanza, che si affermaya alla fine del xrx grino con la compagine strutturale degli edifici esistentr
secolo, nell'uso dei metalli. Nel corso dei secoli, quindi, il assume il yalore e l'effetto di contenere e di opporsi alle
vero tarlo del Palazzo e causa piir eyidente di instabilìtà fu forze che tenderebbero a disgregarli. AIla fine dell'Otto-
la presenza del ferroJ non opportunamente protetto, nella cento Giacomo Boni afferma che nella pratica del restau-
pietra e l'assenza o carenza di accorgimenti costruttiyi che ro ..una yolta scongiurata la rr ggine, il ferro diverrebbe
legassero le varie parti. Solo [a tecnologia sreluppata nel fedele tutela dei monumenti, ne rappresenterebbe la
xlx secolo, [e nuove conoscenze della scienza delle costru- forza in qualche punto ridau, od almeno il sostegno di
zioni e l'obiettivo del ripristino di urra stabilità calcolata e loro vecchiezza; lancia e scudo nelle battaglie secolari e
prevedibile, applicata con la mentalità ingegneristica del- contro la nuova smania di rifarli a pezzi',.
I La cosmzione del corpo rivolto veno il Mo- cbitì e Belle A ti, r wrsamenro (abbreviàio in Acs, Non vi sono indicazioni nei documenti der re-
lo (àÌà sùd), cortenenrc la nuova sala per rl Mag- ere, r vers.), bb. 61ll 617;Archìvio Storico delta stauri di ForcelLni, il cluele rnrerviene su parec
gior Consiglio (m 52,70 x 24,60), inizìa nel 13'10 Soprintcndenza per L Beni Architettonici, per ìl chre travi sopra le logge
e intomo al 1366 la stmttura è concluse. Dopo laesaggio c per'l Patrimnnro Stori.'u, \ni*ricu
un inr.rruz'one di circa rrrrzzo secolo. u 1'arrir. ed Etnoaltropologico di Venezia e Lapna' Uf 15. Le facciate sul coltile (dr 136 cm di spesso-

Jìrio dì Artatltu e Consu'utziane li Palazzo


dal 1,124Ia fabbrrca prosegue con rl corpo rivol- DtLca re) delle fabbriche gotiche presentavano una
to verso Ia Piazzena, nel quale è inseno la sala /e, Venezia (d'ora in poi esr su.usen'e), bb. I 3; sola loggia, inserita tra le murature piene del
dcllo Scrutinio (m'12 x 16,10) QuesCtthnra ala, dìsegni del Palazzo Ducale in Cornune di Vene piano terreno e del piano delle grancli sale, con
poslIl a ovesl, riprende esaltanÌerte lo scherr'À zra, Archivio Discgnr rli Palazzo Ducale, Vene arcate prive di ciranti merallici. Solarnenre nel
architettonjco di facciata trecertesco irnposuto zìc (d'ora in poi .orn). 1601 si trasfo nerà anche la rnuracura piena clel
nel co4ro sud FRl.\zoI, eIG\ATTI! woI-lits pieno terreno rn portico aLl arcate, ma per la
1990; scHr,'LLER 2000a, pp 351 431. r. Lah.zz; Jeì pomc,'r.,n l; ì,,gga raggiunge i \rahilir; g2rant Ir Jegì; 'pe*ori murari n,,n si
m 13, 70 con dìa:netri merli dei fusti delle colon aggiuneono rirancr
2. Lespanslone in terralèrma nel corso del xIv e ne inferiori di crn 68 e rluelle superiori di cm 'lì
xv' secolo ha perrnesso anche uno sfn:rtatnento 16. Il solaio non era non visibìle perché occul-
deÌle risorse minelarre dr ferro dell'enrroterra. 9. Lo spessore del muro è di 90 cm e l'altezza tato dalla volta inferrore.
in particolarc dell'agordino, del bresciarro e del inblrìo ù 12 n. 1l nucleo rnura o è conposlcr
bergamr.co. \.1 ,r,rs,, Jei \(colr aumcnralo i cli latelizì cotti di forrnato gouco (cm 7 x 13 x 17. La prosccuzir»re del Palazzo awiene a par
tiranti presenci negli edìEci veneziani. 27) dispostÌ in due file per ognr 6lare tli concr rirc JrlI l2 t (Lfr. n,,rr lt Ciacorn,, Boni .ot
lapidei di paramento La dìspos:zione e lavora colinea le dif[crenze costixtdve fra i dùe can
I Cfr. pr,rxr 1984, pp 33 37; urrrrr 1987, pp zione della strperfìcie irr mattoni è tale da asse rieri, trecentesco e quallrocentesco, àlche per
9-11; ?IANA 2000, pp 7l 8l conclare la forrna dei concì, alcuni dei quali fun- il tipo dr malte poiché dopo la conquista dcl
gono da chravi, con una profondità di 17 20 cm padovano (1,104) è disponrbiìe un ripo di rnal-
4. Nell'archirettura del xIv e xl' sccolo è fre- rr conci irì picrrr d l\trirr. rn(nrre gli alrri ratr ra:draulica (con calce negra d'Albettone) che
qrrcnr. l urilizzo di tiranri. iniziaìmenrc lignri. in giungono solo i 7 9 crn (il marmo rosso diVe confèrisce una uaggior soLdità (cfr ror-r
panicolare nell'archicettura religiosa, al fine di rona e le alire pietre che forrrano le croci). 1885, p.366).
legare i pìlastrì delle navate e assorbrrc l'even-
tuàlc spinta olizzontale di archi o dr volte leg- 10 Le strutture verucali snelle, cioè con un 18. Rela:roze annuale del 1879, Acs, ABA, I vers.,

gere irnpostate su di essr. Ma è l'esilirà dell'ar- rapporlo sventàggioso tra spessore e altezza! so- b.628, fàsc I 1110 10.
chirenura archiac'uta, nonosonre !e stabililà de no soggerte a deformàzroni orizzontali se non
gli archi, che impose l'utllizzo di càtene meral- vengono tràttenute in punci intermedi tali da 19 roRcrllr\r lUU7, p '1.
liche poste a presidio della stessa geomenìa lapi- sconÌporre l'akezza Lbcra.
dea dei rafori. Cft. rau.rre 1992,pp.233 242 20 (lfr. nora 17.
tt. no\r t885, pp.355-368; roncrr,rrsr 1887,
5 Probab mente err noto che l'inserimenro pP.4-5 2I. Nel corso dei lavori di restauro (lireiti dal
clel ferlo nella pietra doveva scguìre la regola I'ingegner Forcellini si smonrano, tra il 187t1 e
della protezione con un rnctallo piìr stabile co 12 I
drano longitudinah eràno a sezione rec- il l\ò4, tul(e le a'.';re delle l,rggr \ul'<ri,'ri c
rnc iì prorrrbo. non(,ìlanlc che la lar,,r.rzi,,ne tangolarc quelli inferìori (crr 6 x '1) e quadrata inferiol curando anche un rilievo dello sraro di
per fucìnatura gàrantisse una cerra resistenza quelli superiori (cm 5 x 5). I tiranti trasversali larro del,oraio, he,lir idq lc,'gEt. Lc inlorrna
Ma le condizioni lagr:nari di aria umida e sal- erano cnrranìbi a sezione rettangolare (cm 8 x 6 zioni vengono rappresenrare in elaborad grafì-
ma.tra rendorro più rlillìcilc la t,,n..ruru i,,ne quelli inferrori, cm 7 x 5 quelli superìori) (cfr' ci che dirnostrano non solo lo stato di degrado
ìnnescando processi elettrochirnici Il processo Apptndice dclla Reln:io"t della Corrrrrissionc oegli elernenti coitiru(nli rnr an(hr il \i{rtnr
di lavorazione del 1èrro per ftrcinatura, basato del 1873, ecs, rsr, r vers., b.621, fasc. 1176 5) costrxrtivo orlgnario. I solai sono stati rilevatì,
sul riscaldarnento e batritura rìpetùte, fu utiliz- in fase di srnontaggio, e disegnari da Cìiacomo
zato sino àl r1'rrr-xr secolo per puri6care ilrni 13. La piombatura permette il nìanteDimeno B,,ri, allorr assi.te rcr Jcl direrrort Jti lav,,ri in
neralr ferroso e rcnJerìo.rdano all'urilizu,' in delle geometric e la riduzione degli effetti degli clualità dr nlevatore, disegnatore e copista. Ri
.Jiliu Quesr: lavorazionc garrrìrivJ trl a Inìnr
ra. spostamentr! dnninuendo gh sforzi localizzaci coprì quesro incarico dal marzo 1878 al marzo
mx resistenza all'attacco dellbssigeno con 1a nei pìani di contafto e Àdatùìrìdosi o seguendtr 1888. Il 3 aprile 1888 parrì per Roma per assu
fornazione superficiale di un ossìdo relativa- la compressione alle deformrzioni dct prani di mere l'incrrico dr Ispectore del dicasrero
rnente stabile. Per approlirndimenri cfr. rlor- posa. Boni srggerisce una imihzione da Parte ..Conservazione c Monumenti-, presso il Mi-
FER 1978i MrNrcArr 1992. der veneziàni delle costruzionì brzantine, clelle niscero della PL
tecniche di piornbarura e livellazìone con biette
6. Cft. direftore dei làvorì FoRcDr-
la sintesi deÌ in legno (cfr. so^-I 1886, pp 435-417). 22 Le barre piane in ferro appaìono di lun-
r r\r 188-. pp .l-21. Tra i rcccnti sruJi .rri re ghezza media di circa 120 cm per una larghezza
stauri: rnrs.r 1993a, pp.70 78; rtrsr 1994, pp 1.1. Le travi sottostanri là sala del Maggror tli 5 crn e probabile spessore di circa cm 2,5 con
23-27; scererv 1996 97; scA?PIì{ 2001, PP Colsiglio, sul lato velso il Molo, sono parallele trDlice chiodàtura lungo la tcsce della n-ave
t,+i-r6l ai .eni inrerni orr,,g,,nali e rr trolanu in conti
nuità con le rravi visibili ner locali Non è noro 21. \c,'ondo und letrurr Jeìle tracc< rnurarit, in
7. lJ,<rurenrid cui .i r.'Ù
fu rilcrrrrìcnto. chc se vi sia una effeniva conciguità e un collega- l-,,nJaztone e irr alz;ro, e rrna unrli.i ttili.ri, a e
m,,nirno que.r'er,,ìulone. sono r,,ntenuti in mento tra le travi appoggraflri sullo stesso mu- fr»male degl elernenti decoratrvi è possibile
cAr,oRrN 18.J8; LoRE\zI 1868; zota 1956 57a, ro intcmo parallelo alla facciaca. I perltr del xvr iporizzìre un punto di interruzione clella parre
pp 11 68; zonzr 1956 57b, pp lll-17'1, docu- secolo e gli ingegreri dell'Ottocenro li conside- ùecentesca alla nona cok)nna itferiore e sedi-
rnenti dell'Archivio Centrale di Stato, Rorna, rano elerrenti ùnitàrl Probabilmenlc sùll'aP- cesnDa o diciassetesima colonna srpeliore (cfr
illinistot della P 1.. DirLznne Genenic di .4ttti- poggro le teste sono adiacenti e forsc collegate. scrrurr-m 2000a, pp. '100-407).
2,+. Cfr. SCEULLER 2000a, p. 416. 29. Palladio indica ùna carena spezzata delle go1o, probabihrence per scelta cosrruttiva. La
quatùo che sottendono l'arco prossìmo all'Uf parle quaftrocentescir è quosì perfettcrrence a
25 I due proti che valutano ì danni e gli inter- ficio del Procuratori anche Malacrea e Sorella e piombo nelÌa zona lnìsurrtà, lnN non è decto
vend necessarisono Giorg:o Spavenco e Pietro Rusconi indicano lo sresso tranre. Rusconi de- che valga enche per la parere della sala dello
Bon (cfr. LoRE^-zr 1868, doc 2,13, p. 118). In scrive inoltre l'assenza di ùe carene longitùdi- Scrutinio.
base alle descrizioni dei secoli successivi è pos- nali iniernrri (al 2' e 3' arco dàll'angolo sùd-est,
sibrlc ipouzzare che ralr la,on non \,ano s(ali e al l'
arco da sud<rvest ftonte Piazzerm); an- 31. Palladio attribuisce lo stato di dissesto deÌ
esegìrar, che Zamberlan indica carene spezzate; A da Palazzo dopo l'incendio all'evento sresso (in
P,,nrE indic, ser le carene cddute degli archi vrr- paftìcolare per i fuoripiomb deÌle murarure) e
26. In segurto all'incendio del 20 dicenbre so l'angolo sud esr. a "difetti" costruftivi (i dìversi spessori delle par-
1577, che deterrnina la distmznrne delle coper- ti sovrapposte del muro stlle logge e la eccen-
ture dei duc corpi gonci, furono raccolti i .pa- J0 L: marrcanza der collegarrrenù deterrnina tdcità dei carichi) (cft. caoonrs 1818, pp 54-
reri dr diversi archircrti» sulle condiznrni del percitì maggìore Lbenà der movinenti delle 57) Cfr aflche ruro 1998, pp. 17-34.
Palazzo e sulle possibiliù di recupero rlello krgge con consegtenri sposulDend relativi lun-
stesso. I pareri furono richresu rn due molnen- go i piani di appoggìo o di conmno dei blocchi 34. Dìsponibilità delle malte idrauliche, lavola-
ù Ji\tinri: il frimo è immediaramenre \ucce\\i lapidei. zioni dei materiali piìr evoLute, in particolare
ro aìla deliberaziont J.l Scnar,, deì 2a Jicem. del ferro.
bre 1577, che impone ai Consiglieri delColle I L Palladio: .[...] et quelli trawi nelli quali tu
gio di preseltarsi entro dieci giomì cofl le pro con grossiarpisi grà pochi anni assicurata son ar- 35. Ruscom, Palladio, A. da Ponce, Zamberlan.
poste relative alla .restauration delle Sale del si, [...]"; -[.. ] la pane superiore piìr grave debi-
Palazzo abbruciaro-; ìl secondo segue la nomr liti et fra, a+i linferi,,r., il .'h..i rerìe lhe prin 36. Sorella, Zarnberlan, Paliari diMarcò.
na dei Prorweditori alla fabbrica, arvenuta rì 19 cipiò a fare per il passato già circa trenCannr,
gennaio 1578, i quaÌi dovevano forrnulare una quanrlo il muro di sopra la sala al piàn di essa sa 3-. Rusconi: {. .lpoi son,r lc rc+e Ji c'.i rravi
decisione in proposrro I prrmì pareri furono la si rllontanò dal pavimenm quasr mezzo pjede, sarà bisogno porvi ur filo di larice della mede
derrari dar perrri rnlerpellalr e.r prcs(n(ano in si che fu forza con li grossissimi travi ch'erano sima grossezza dei ùavi, et softo derro frlo, sor
forrna di 'compendio' mentre isecondi, richie- sopra il terrazzo, er con li arprsi di ferro, che van- to ogni quarto travo impiombarli con ferro nel
sri ad alcrrnr di loro riconvocati. sonu scritcure no da quelli alla muraglia, frrsse provisco che non le pietre vive, il quale facesse ofEcio di modi
giurJre Ji maggiore esrensione che esplicitano procedesse piìr oltre, [...]. (c{i. cADoRI\ 1{318, glrone per sosren(ar il filo. et le te.te de i rravi,
i,'orcerù gii esplessi neììa prim.r lorma *intc. pp. 54-55); Sone: .Ho poi veduto quello che già et per rener legati insrerne r mùri estremi della
ticà. Le Deposìzioni raccoìre in ordine furono alquanti anni fu fatto in quel rempo che si accor fabbrica. (cfr ceoonrr 1838, p.29).
dei se$renti periri: Giacomo BozzeLto! France- gette a essere lontanata la muraglia dal terrazzo
sco Zamberlan, Anron:o Paliari detto Marcò, da mezzo piede o poco manco, segno evidenus- J8. Una trave corrente sotto il solaio della sala
Srmeone Sorella, Francesco Malacrea, Cìiaco- sinm che h muraglia era andah m fuon lnolto sullatoMolo viene descrina dalÌ'ingegner For
mo Cìuberni, Antonio da Ponte, Angelo Marco pericolosa, e di questo stette alquanto tempo cellini (cfr. ReL ziane anr,rale del 1888, Acs,
da (Ìrrteselle, Cristoforo Sorre, Paolo da Pon apontellata, ec per assicurarsi gli furono messi al ABA, r vers., b
630, fasc t182.1.1)erappresen-
rr inricmt aJ Anrlrt.r rla Vaììc, Ci,ran Banisra cur legm grossi de larese et fu ligata la murìglia laro gmficamente (disegni di Malvezzr; cfr acs,
Rusconi, Àndrea Palladio. Le scrrmrre giurate con detti legnì con arpesì et cavicchie di ferro per ABA! Ì vers., b.621, fasc. 1176.5, allegati) nella
srccessive sono rli: C. Sorre, G. de Grandi, P assicurasi rneglio, Jì qualì legni sono brusan et sezione del loggiato verso il Molo, doc'umen-
da Ponre e A. da Valle, G. A Rusconi, A. Pal- dessegurata essa muragìia, [.. ]- (ronrxzl 1868, tando un intervento simile a quello proposto
ladio Ì documenti relatiri allincendio non si p 504)r Prliari Ji Varcò: -l .. li bordonalr posn da Rusconi.
trovano pubblicati in un'opera uniraria ma nel dalla pane verso s. Zorzi, furono posti per sìcurtà
le seguenti pubblicazioni: cÀDoRrN 18J8; Lo delle cravarnenta, et nol della muraglia, quale in 3 9. ronrNzr 1 868, p. 43 9 . G . Zorzi ipotizza rrr<t
RrNzr 1868, docc. 846 858, pp. 419 439, e doc. niun conto rnai si è mossa, et che Ii arpisì fortifi stretlo rappo.to tra gli interventi eseguiti e le
25 nr appendice, pp. 591-596i zoRzt 1956 57a; caE in essi bordonali con la dina muraglia, non proposce di Palladio, con una direzrone dei la-
zoRzt 1956 57b. furono posti per sicurtà di essa, ma della navacu- vori affdaca a Francesco Zamberlan e non ad
ra» (ulonr 1838, p. 89). Antonio da Ponte, come aftribuisce la rradizio
27. Dalle relaziuni ri:ultano numeri diver'i ma ne storiografica da Tèmanza in poj, (cfi. zotzl
l'unirr, ,'he ìi indir idua precisamenre è Ru\coni. 32. Rusconr indica un fuoripiornbo di quamo 1956 57x).
C Sorte ne indica 3 7 (sùl lato Molo 12 inferio- onze (clrca 11,,1 crn), Zamberlan dr 4-6 onze
ri e -.upcriuri, suì ìrro Piazzena - inferiori. e (1 1,,1 17,,1 cm), Palladio di mezzo piede (17,,1). .10. (Jltre le tesce bruclate Rùscotu mdicava 77
10 superiori, il
capitello inferiore dell'angolo Nei recentr cantieri, durante il secondo (199t3- trau da sosriruire sul lato Molo.
sud-ovest è spaccato in quattro parti), A. Palla- 1999) e rerzo lono (2000-2001), attestati sul-
dio 32, P da Ponte e A daVatLe 31(17 ìnferio- l'angolo sud ovesr, è srato possibile verificare 41. Rusconi propone aryesi dì rame impiombati
ri, 14 superiori), Rusconi 28 (laro Molo inferio- tale pendenza nelle zone ai lati delÌ'angolo or- come rimedio delle fessure passanti dei capitel
re da angolo sud ovest: 1,3,5,7,9,1^.),11,12, tenendo i segrenti dati: lungo la pane rrecente- li perché l. con*iclera nnn influ.nri 'uììa +arit'a
lf, 14, 16; lÀto Ptazzetta mferiore: 2, 3, ,1, 5, 6, sca la pendenza sul laro Piazzerra è dr 9-10 cm generale (cli caDoRrN 1U.ì8, p.,+).
8; lato Molo superiore, 2, 6, 7, 8, 19 ; le,co P iaz- su 12 m di altezza (quasi 1%), mentre nelÌa par-
zetta superiore: ,+, 10, 11, 12, 16, 20), A. da te quàttocentesca si è rilevato uno scarto diso- 42. Il Tèmanza riferisce che il ptimo capirello
Ponre 13, E Zamberlan mdrca solàrrente <rot- li 0,5 I cm; sul lato Molo, trecentes.,,, vi è una sostituiro dsale ai suoi Lempl (cfi. rrue-xze
ri molci capitelli,,. pendenza per Ìa prima zona dj 6 cm e per la zo- i778, p.504). Secondo la Commissione eletta
na prossima al balcone di 3,5 cm Da questi da- n.l tuTJ nel Senecento si sosururrono dieci ca.
28. Zamberlan Ìe definisce ..rotture vecchie,,; ti si possono avanzare solo timide ipotesi. La pitelli superìorr del laro Molo (dal rx al rr.rrr da
anche A. da Ponte testirnonia parte ùecentesca ha effettivamente una pen- std<rvest) adonando una diversx soluzlone di
"niuna fessura
denzr verso l'interno che si accentua verso l'an- aftacco dei ùraflti Il sisrerna fu descntro osser-
vando che nella sedicesima arcatx superìore, campata verso la Piazzette (lerrera dell'ingegner duccio, Forcellini chlede anche .noznrni [...J
conrando dall'ang()lo sud-ovesr, ol'azione del- T Mati alla Prefemrra deÌ 20l,1/1871, ecs, ege, sul metodo di gaivanizzazione del ferro col ni
I'ossido dr terro the dividc cornJrlerarncnt. i r vers., b. 621, iasc. 1175.11). chel" al capirano MaÉinaghi direttore dell'Os
due metalli nelle parri di congiunzione» aveva seryalorro naurico militare dì Genova (Ìetrera
sforrnato il giunto facefldo ritenere che «forse 48 Relazione della Commissione del 1871. cit del 19/9/1877,Asr sBA?sArye, b
1, fasc. vrr)
I'esistenza dei tirantr non è che semplice appa- fcft. nota 12]. In segtito informa chc <vr sarebbe pure ùn al-
renza» (ALlegato r della Relaz,ora della Com tro mezzo citato anche dall'Annuario scientifi-
rnissione eletta nel 1871, cìt lcfi. nota 121). .19. Dopo lo srnontaggio della r colonna infe- .r Jell ann,',Icorso l8--'. ma rlrr pcrà non
riore della facciata prospiciente la Piazzefta, credo troppo noto, ed è quello di esporre il
.11 Anche se già nel 1832 I'ingegner Me<luna con cui ìniziò di restauro propriarnen ferro lavorato all'azrone del vxpore acqueo so-
"l'opera
rndic:r gìi inrcn.nci da esegrire pcr il ripri- te detra- aÌla fine dellà prima settirnana dì mag pra r'ìscaldato che lo rrcopre d'uno srato di os-
'i.r
stmo del tirante diagonale infer'ìote spezzato, gio, Forcellini descrisse lo stato del tiranre: -I sido Ierri.,, ftrr,^,'. il rlualc. orsrdandosi. rrt
ria per'ìe cerlhiarure di alc' rni crpirelli c p.r in- capr del tirante di feflo, clìe attràversava l'aba impcrìisle,,gni ulreriore osrrdazione e nqni ion-
terventi di tassellatura alle logge superiori (cfr co del capirello si riunivano al centro, ove era seguente rigonfi amento. (Rnppotll dell'9/ 5 / 187 I
Bon:rol-ussr 1989 1990). no filù in un incaro più prolondo e rircnuri!i i
n.42, Acs, AB,\ r vers., b.626, 1178.26). Nei
nedìarte ripiegatùra a squadra. Il tiranre era suoi Rapporri Forcellmi insisre che.,riguardo ai
44. Tia le proposte del prirno progerro di in- ìnvolto nel piornbo 6.:so, che però non k) aveva tiranri [...] rrsulterebberni da altre indagini ed
tervenro rìl'anqùI,, clell ingrgner Bergrnrirr, potuto ricoprire mteramente Poco e irregolar- inlormazioni che a difenderli dall ossido
formulaco nel 1iì61ì, ct)mpare la sostituzione di
'arà
mente ossidato nella poÉìone internata nella lalevole il semplice mezzo d'una doppra sragra-
due caprrelli, ìl consolidarnenro dr altrì due e pietra. lo è asrai pru int,,rn,, ai punri ,l'irnrris- hlra sepxitJ J; una verntciarura con mini,, r
1'applicazione di due allacciarure rn ferro sione. Non hànnovi ùaccie dalle quali poter de- I'iacca ad olio. e d; un fodera di larrrina di pi,'m-
esternanrente sopra le cornici der prani delle dune che il fèrro sia stato in origine sugnato, bo. Nei puntr d'irnmissione del ferro neìla pre
logge. Nel 1870 la direzione dei lavori è affi- verniciaro o altrinenti difeso se non dalla derra tra, e fors'anco per runa la lunghezza de1 tron
dara aìl ingegncr.\4alvezzi. Nel lx-i la (i,rn- fusione di prombo- (Rrppano del 17/5/18713 n. cone iniernato nel peduccio, gioverà dopo la
missione presiedùta da Selvatjco esamina le 45, ecs, aue, r vers., b. 628, t 1180 10). Sulle prrna vemiciatura, involgerc rl riranre con cor-
cofldizionì gererali e propone un interrenro cause dei disordini cÈ. roncerrrNl 1887, pp. 4 rlir'<lìa.filara. -iprt<rc srr quesr.r l; vcrniciaru
esreso per applicar:e nuovr riranrì longitudinali 6. In r:n arricolo firmato B. [Boni] apparso rn ra- (Rqpono del 17/5/1878 n
45, Acs, ara, r
sposiati al dj sopra del capirello e il riasseErà- .LAdriatico,,, 22 luglio 1880 si definisce «cau- vers., h. 628, f. 1180.10). Nelle scelte di Forcel
mento o là sostimzlofle di parecchi pezzi lapi- sa generale dì roviÌE al palazzo 1i rl ferroo. ìini p,rrrcbb<ro arer inlluiro rnlhr lr .perimen
dei delle logge Il finanziamenttt garanrisce un tazi()ni e informazioni raccolte da Giàconro Bo-
canri<r'e JivirLr in louida esegrire in Jier i an- 50. Documenti conservari presso l'Acs e l',rD?D ni, a.ri.rtnrr Ji canriere (clì. norc lJ). Bonr cr
nr. La direzione viene afEdata all'ingegner fcft nora 7] ta ì appìi, azi,,n. Jrlla gahanopl.r.ricr per rive-
Forcellini, il quale procede rnodificando e am- stlre di zinco, depositaco a lieddo dalla corrente
plrando gli inrenenù l)rev'iu drlla ( ornmi\- 51. Le arcate senza catena erano: la prirna, otta- (
sn,ne del 1873.
gaìr anica. ìe
'harrt Ji rro chc anda\ àno incr\-
va, nona e dodicesirna campaca del laro verso il iJre nelld pretra d lsùia l,cr.vitarr che la rugpi
Molo; la terza, tutte le campare dalla quinta alla ne del ferro spaccasse nuovamente i capirelli ed
4( Il drànrccraJi lunghe,,za di m6.01 r.ezio- declna e la diciassettesima verso la Piazzena. i pilastri di rnuratura" (ÌoNr 1925, pp. 249-251).
ne cm 70 x,10 all'estremo inremo e crrr 75 x 50 Una descrizione dei mecodl conoscirÌti e spen-
nella sezìone di rottura a rn 1,59 da questo. Le- 52. Quelle documenrabili sono: diagonaìe d'an mentati da Bonr si ùova ìr BoNr 188,1 Quì de
strernità, che doveva essere ùnim presso l'ango- golo sud ovest, 1l', l7', 19', 27', 29' sul laro scrive anche lo staro delle barre viste nello
lo esterno ìsolato, era perfethmette staccata e il Piazzena, e 19', 21', 2J', 26' sul laro ÙIoÌo. srnnnrrggio: - A.Jl ano dr rogìicrt Jìrptra i capr
tirante era quindi sostentto solamente per unil telli del Palazzo Ducale, si poté cosratare come
rninimJ frrrc J.lla \ezrone dell e.rrcrnirà inseri- 51. Meduna sottolinea come la cerchtatura si fossero spezzati in causa rlell'ingrossamenro
ta nell'angokr del mùro del portico. Le altre se- esrcrna in fefto è innocua rispeno alÌa conser- della sbarra che Ìi amavenava. Una fitra di pa-
zioni si rup1,tr,r prr la par,?rrlc sezion( reii\ren- vazone della pietra dei capitelli come ìo dimo girene di ruggìne, quasi come quelle dr un li
re e per la rigidezza acquisita col rernpo. In una stmno le vecchìe esistenti. (Relazrore della bro, fecero ingrossare rl feno all'incirca il dop
sezione la romrra <.venne ceno determinara dal- Corrrrni.sione del lò7ì.cir ,fì. n,,ra l2l). pio della prìma sua fomra, spiegando in cal mo
l'urto della cadura, pella rigidità acqursita dal rlo una forza capace di spaccere grossi massi del
ferro e forse pella originaria qualiÈ del ferro, la 54. Per il fèrro da usare si propone quelkr di fbnlssimo calcare istriano. La pafte delle spran-
grana deLla cul sezrone somiglia piunosto a Svezia, ur tìpo di fèrro molro drole e tli alta ghe di ferro che rimare libera è copena rìe rn
quella della ghrs'.ì, che a tluella del ferro bamrro quaìirà. Dalì in:2i,, del|eta rrrodema n.l ,',,nri- sokr straco di nrggine, rna speciàLnente verso le
indizio quindi della delìciente duttiljtà del ferro nente europeo sono nore le rnrniere di Svezia estremità ha arxto luogo ùn corodimento per
stesso» (lettera dell'ingeenere capo del Ge[1o poìché si esrraggono l rnighori minerali di ferro cul la sbarra è scemata di sezione. Ricorclo piir di
Crvile di Venezia T. Mati, 26/1/1871, alla Pte- per la fabbncazione dell'acciaio un caso dove la sbarra era affafto slaccata. [.. ]
fectura, Acs,.\BA, r vers, b 621, fàsc. 1175 11). Nelle sbarre di ferro la maggiore corrosione al
i5. AJlegato r della Rel,,ziu,e tnh ( i'nrmirrio le esrremità [. .] è dovura, credo, allà perma
16. Tspe,,ronc Jtì fahhroDorncnico Tendcrini. ne del 1871, clt. Icfr. nota l2l nenza d'umidità ivi rnantenuta dal plocciolare
lo stesso che fornirà tutta la ferramenra deÌ re- della vicina parete, che! menffe facilita il for
stauro diretto dall'ingegner Forcellini. 56. Forcellini assume mformazioni dàl chimi- marsi dell'ossido, espor!à queÌlo già prodotto,
r'o 1,r, 'frsor Bizio, il qual( consiJ<rx ,uffi.i.n- lasciando il ferro Ìruovamente esposb à quelll
,17 I tilanti trasversali del porrico veno rl Mo Le la zincatura Per affroncare problema del- che chirnìcamenre diremmo suoi armci, ma che
lo alla seconda e nona colonna; i tiranti longr l'ossidazione delle parti in ferro rnserite nella qui a meglio mrenderci possiamo qualificare
rudinali alla terza, quarca, quinta, rlecima cam piera che per i capitelli inferiort rrteneva fos- .u.i ne-nicr monaìi- Ifp.6-7) Dalla des.rizi,-
prra rerso il .\4olo, e la sec,,nJa c ,cJi, r.irna se necessario per eviiare la cerchìatura del pe, n. Lli torcellini sr assunrrrno alLre inionn/r;,,ni:
.I vecchì [capirelll che vennero finora levati dÈ nella parte centrale che sì appoggia sùl piano a 72. "Siccome l'ìntera nràssa dell'edificro sr rr-
mosrrano che, se appunto se ne deve la rottura -I5'. Ma prrrrra di sceglrere i ma nni crr i \i .ra <nr 'lll ang,,l,,,lei rnuvimentr delle logeie. ri
al rigonfiamento del ferro ossidato che lj attra proposto d1 eLdere .la pìccola pressione delle formarono due fendrture in senso verticale
rersàva, l'ossidàzione non ha però iflraccarc volte [...] con tiranti piìr sottili, l'estremità dej lad,lovc la rnasra e prrr debole. cioe in r',,rri-
quelle rare parti della superfrcre del ferro, che, quali.i Èrmi rll ..rraJ,,r.o-. Soluzione poi non spondenza al verone piir vicino all'angolo per
tbne per maggiori diligenze osare, erano starc adottata per scelte successive di cantiere. CIi. craschedì.rna delle due facciate- Relazione n-
completarnente ricoperte dal piombo fuso nel Rekzìone arnnÀle del 1877, acs, ear, r vers., b. nuale del 1877, cir. lcfi. nota 61]) Il rischio di
I'rncrr;rura. EJ errerrdo probabile che in origi 626,lasc 1178.26. prosecuzione dr uno scivolameflto e di ùna ro-
ne il ferro non fosse stato coperto dx alcuna ver tazione dell'angolata superiore era staLo vaÌrr
nice o da altro apparecchio, benché dopo tanro OJ. TI concio c i ùrrnri s,rn,, vari p,^ati e in,r- tato anche dalla Commrssrone speciale chia-
rclÌpo scorso potrebbero a vero dire esserne ù dall'alto senza demolire la volta sotk)stante mata a esprimersi sui lavori dell'angolo (cfr.
scompar-se le traccie, può inlèrirsene che colle e lasciando la traccia nel rappezzo del krale Rq?orta à; F. Berchet, presrdenre della Com
a! verterze proposte e già attivate quesr2, non d'angolo al piano delle logge, attualmenre uffi- rrissione Speciale, Acs, AB.r, r vers., b. 624, fa-
ulrima Èa le cause della rovina dell'edificio, rc cl della Sop nrcndenza sc. 1177 2l).
sti hardita» (Reloziane a,^ ù \e del 187iì, acs,
ara, r vers , b 626, lesc. 117iì.26). 64 Furono proseguite Ie catene alla 7'colonna 71. Le rrtenure pavimentali coprono Ià lun-
(per m 10,10), 11', 1:t', 17' del lato Piazzetra, e ghezza muraria di m 7l del laro Molo e di m 78
57. Forcellini: .La ìnurilìrà dei tiranri applicari alla 6'e 1l'verso 1^ P;azzetta, e jn corrispon del laro Piazzetra
per tutta le escensione delìe facciate chiara ap- denza delle testate rl'angob. Inolcre sono d:
parisce dalle parzrali mancanze e rlalla logora- rp".ri a ,,,ppie in corri'pondcnza della l'.4". 74. Con un coefficiente dilaraziore del ferro di
zione delle spranghe attuali, che ne rendono 7', 8', 9', 10" colonna inferiore verso la Piaz- 12 x 10 6 sr octiene, ogni 10 m dì lunghezza e
adesso rullo I' effetto. (Rappotto del 9/4/ la7 7, zend e alld JÒ \ul Moloi in!ecc \,'no tirrnli .in- ogni l0'C di variazione rcrmrca, un allunga-
Àcs. ABA. r vers . b. 628. fasc. t180 10). goli alla 16', 18" sulla Piazzefta e alla 9', l0', mento di 1,2 mm.
11'. 16' e 17' sul Molo.
58. Soluzione già adorhta nel Settecento e sug- 75. Infatti nel corso <lel terzo lotto dr cantrere
geriu con la cerchiaturr prop,^ra Jaì Valvezzi. 65. Relnziorc annrale del 1879, Acs, ABA, r vers., (2000 2001) dei recenti restauri, esteso dall'an-
b.628, fasc. 1180.10. golo srd-ovesr àl fikr del balcone cenrralc, ft-
59. I manicofti sono tubi cilindrici con filetra- rono fatti dei saggi alla base della muratura,
tura ìntema opposta nelle due parci 66. .Verso rl Molo ii prolungamenb misura m srnontando alcuni conci lapidei. In corrrspon
10,,10; verso la Prazzecca, non porendo conrare denza di una stuccàRrra in cemento, applicait
60. Le barre avevano un nucleo cen- che.r:lla resi.renza di un rnuro pru lonrrno mi sul rìpìano rlel cornicione, fu scoperta una bar
"piccolo
tràle a sezione esagona», utiÌizzato per chiude- sura invece m 19» (Relazìone anntale del 1879, ra memllìca in ferro di sezione rettangolare
re le viti, che venlva successivamente spianato ivi). (cm 7 x .l) Iìorruscente dalla muratura. La bar-
(lùfiorto lell'8/5/1878 n ,12, cic [clr. nota 56]). ra -i rppoggi: ripiano della cornic< < \i ri
"ul
67. La drscnbuzrone dci uranti trasversali lungo piega a gancio all'estrernità per inserirsi rn un
61.Il soÌaio era ìn orravi dì larice squadrate, di le logge, oltre le diagonah degli angoli sud ovesr incavo onenuto nella pietra della comrce stes
\ezione relrdngolare adrgidrc.ul lar,r nràgFi,,r" (dove convergono re catene) e nord-ovest (dove sa. La presenza di alÙe stuccature lungo il ri-
e le <<tesrc verso l'estemo sono in generìle in- convergono due catene), arwiene con il seguente prano della comice sporgerte, cadenzate con
fradiciate, evidencernente a lnoLìvo delle infil ,,r Jinc: sul lat,, Piazz.rra r,,n,, c, Jl,r atr in corri- una cerll] liequenza. la \upporre r'hr ri .ianu,
trazioni dell'acqua di ploggia atrayerso le com spondenza delle colonne superiori alla 3', 5', 7', in corrisponden,,a dr cirscrna. alrrertanri g"rr'i
nrectiture delle pterre della massa murale. (Re- I0'.allarc,,,lclla lì',alla t5', l-Ò. loÒ, 2ìo,2-o di collegamenrc del tirante inrerno posto alla
lazrottc o,nr,t:a,le de|1877,lcs, aua, b 626, fasc. (che si prohÌnga), I l', 13", 35' (che si prolunga); base della rnuranrra.
1178.26) La 'scoperta' della indipendenza del sul lao verso ilMob alla l', 5', 8', 1l', 15', 19",
la volta dal solaio della loggia influì ìn modo de- 21" 26" 29" I1', ll'. 76. Relazione ar,male del 1886, Àcs, Ar,r, r vers.,
termitante sull'imposrazrone del sisterna di so b. 6ll, fasc. I 182.1 2.
stegro delle purtellazioni che, avendo LbercàL di 68. Relnziom anrr,ta,le del 1880, Acs, ABA, r vers ,
spaz,o! Àr imposmlo simmetricanente ri§pefto b 628, fasc. 1180.10. 77. Descrina e rimossa nell'()ttocento durancc
all'asse della parete delle logge. ilcantiere dr Forcellini(cfi note l8)
69 Ivi
62 Forcellnr: .Lazrone di quesLi, come mezzo 78. Ufficio isciruito dal l\[inisrero delh Pubblica
dr robusmmenre delle facciate, è illusoria; per- 70. Rekziane amrale del 1877, cit. [clì. nota 61]. Isrruzione nel 1891 e attuale Soprintenclenza
ché Ia massa relativamente scarsa del rnuro che
forma il fondo delle loggie, non potrebbe op- 71. All'angolo sùd-ovest <la lunghezza dr ca 79. srncHpr 1t395, pp 33-3,{; BERCÈET 1899,
porre resistenza valida a un movimento della dauna delle spranghe è mediameflte di m 20,50, pp. l7-20,50; rrncarr 1901, pp.44-45; oNGA-
faccrata dal di dentro al di fuori I-unico ufiìcio \ono divise in quan ro se/ioni crascunà riunirc , Ro 1912, pp. 20, 2,+
riservato à talì rirrnti (fatta eccezione soltanto den,e fuorche nel cenro, o!e lunione e fana a
per ildiagonale all'algolo sud-ovest) è quello di doppia vrte a mamcono, Ar capi rcrminano con 80. Uinrerveno dell'ingegner Forcellini rleve la
elidere la 'pinra de ìc r,,ìrc lrrcrizie Jel porri- dischi di ferro-getco, raEenuri dà vite e nÌadre sua efEcacia anche alÌa esrcsa sosriruzione di
co" (Rappono del 9/!1a77 n ,18, ecs, es.r, r vite; il disco àl capo esteriore è internato nel parri l,rprdce dei loggiaù h.r'ara,pcsvr,u L'rire-
vers., b.628, I 1180.t0). Lintervenb di rifaci- mùro sotto la fodera di tavolette di pietra, l'al- ri di srcurezza sEatica e dr rrpristrno di una rm
rnento della volca e del solaio della loggia per ùo s'appoggia contro la faccia d'uno dei modi- magine del Palazzo, non solo sùutturiìle, a sca
mi\c di adon.ìre la soluzione rli ri,lurrt lr 1,in- glioni di pietra che servono di sostegno ad alcr- pico della autenticìràL delle parri.
te Iaterale dellx volta sressa, udìizzando <<marlo ne parti del cortes«) del tetto" (Relnztane an-
ni cavi" (forari di dimensionì 2l x 10,5 x 6,5) nuale del 1879, cit. fcfr nota 65]) 81. nosr 188,1, pp. 16 17.
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La bibliograEa si riferisce unicamente ai testi citati


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ra di G. Milanesi, Fireflze 1878-1885