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Tuttamialacitt Taranto

DOCUMENTO sul PORTO

Taranto citt di mare deve avere fra i punti cardine della sua svolta economica lo sviluppo delle
attivit portuali, emancipandosi da industrie invasive quali lIlva, lEni e la Cementir.
Il porto di Taranto situato al centro della rotta naturale che porta le grandi navi dai porti
dellestremo oriente, attraverso il canale di Suez, nel Mediterraneo e poi, attraverso Gibilterra,
verso il nord Europa o il nord America. La nostra citt il porto pi a Sud dellideale banchina
dEuropa, posizione che la mette in condizioni di vantaggio uniche rispetto agli altri porti del nord
Adriatico, per i seguenti motivi:
a) Risalire lAdriatico comporta almeno tre giorni in pi di navigazione
b) Scaricare le merci a Taranto eviterebbe i costi di trasporto per le merci dirette da nord a
sud italia, diminuendo cos i tempi per raggiungere i centri di consumo del Mezzogiorno.
c) Le merci sbarcate a Taranto e destinate al nord Italia o al centro dEuropa, trasportate da
qui su ferro o gomma avrebbero un risparmio di tempi misurabile in un paio di giorni per
lItalia e tre per il continente centrale.
d) Le merci destinate al trashipment verso i porti del Mediterraneo orientale e occidentale,
rispetto allo sbarco in nord Adriatico o nord Tirreno - avrebbero un risparmio temporale
rispettivamente di tre e quattro giorni.
e) Le merci destinate in nord Africa sarebbero rapidamente sbarcate.
f) Le merci a Taranto troverebbero modo di essere immediatamente spedite via ferro e
gomma, grazie ai collegamenti presenti - ed a quelli in corso di realizzazione col porto.
Taranto anche porto naturale. La sosta delle navi in attesa di ormeggio, o di partenza, in tutti i
porti del Nord ed in molti altri, si fa normalmente fuori dai porti, esposte alle intemperie. Taranto
gode invece di una rada tale da poter godere di ampi spazi (da costa a costa ci sono circa 10 km),di
sicurezza, protetto com dai venti di Nord grazie alla protezione offerta dalle colline della Murgia;
di fondali che consentono la sosta di grosse navi fino a poche centinaia di metri dallarea urbana e
dalle banchine; facilit operativa e risparmio per il raggiungimento a minor distanza delle navi per
operatori (Capitaneria di Porto, Guardia di Finanza, Polizia, Sanit, Piloti, Agenzie, Fornitori,
Manutenzione); raggiungimento in sicurezza per rifornimenti vari, movimento equipaggi.
Porto apprezzato per le sue condizioni naturali in tutte le epoche storiche, dai grecii che vi fecero
uno dei maggiori porti del Mediterraneo, ai romani che dovettero annientarlo per non trovare
ostacoli sulle proprie rotte espansive, ai francesi che ne fecero base di primaria importanza per la
propria colonizzazione in Nord-Africa, al Regno dItalia che vi insedi lArsenale e la Base navale, al
fascismo che ne fece presidio militare, fino alle industrie in epoca pi recente.
Lo sviluppo del porto fonte di occupazione per agenzie marittime, piloti del porto, rimorchiatori,
ormeggiatori, barcaioli, bunkeraggio, Capitaneria, Polizia di frontiera, Dogana, sanit marittima,
agenzie ed aziende di supporto tecnico, fornitori di bordo, ispettori di carico, armatori, chimici,
Registro navale. Senza considerare lindotto.

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PROPOSTE

ZONA FRANCA------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Di che si tratta? Il porto franco uno strumento di politica marittima portuale internazionale ed il
principale vantaggio in un porto franco lagevolazione fiscale. In uno scalo di questo tipo non vi
alcuna imposta sui consumi e sui redditi e in pi vi sono: agevolazioni riguardanti la riduzione dei
diritti marittimi; il pagamento dellIva differito; lesenzione dei diritti doganali su merci trasformate
e rispedite allestero.
La visione di economia proposta da questo movimento a favore di una defiscalizzazione legata
ad uno sviluppo etico del territorio. In ragione di ci la proposta quella di applicare condizioni
agevolative particolarmente premianti verso quelle forme di economia eticamente e
socialmente responsabili.
I porti sono strategici per lo sviluppo economico del Paese, oggi i benefici i benefici riguardanti il
porto franco sono essenzialmente doganali e potranno diventare anche di natura fiscale (Iva,
accise, imposte dirette) come gi avviene nei porti di tutto il mondo. Il porto Franco
incentiverebbe gli imprenditori locali, nazionali ed internazionali ad investire sulla nostra
retroportualit la quale, per collocazione ed ampiezza a partire dal ciglio banchina pu avere
grande rilevanza in tutta Europa.
I paesi del sud-est del Mediterraneo hanno un tasso di crescita elevato e costituiscono un target
strategico per le attivit di import-export e Taranto, considerata la sua posizione al centro del
Mediterraneo, sarebbe partner primario per questi paesi.La presenza nel nostro porto di Agromed
e Distripark vorrebbero pertanto dire sviluppo e certa ricaduta occupazionale sul territorio. LItalia
ai primi posti in Europa per importazione ed esportazione via mare, pertanto facile ritenere
che lattivazione di Agromed e Distripark incentivati dallistituzione del porto franco avrebbe
una rilevanza di primo piano.
Liter procedurale per realizzare un Porto Franco molto complesso e necessita di autentica
volont politica. Vediamo a che punto la situazione politico-burocratica a riguardo, secondo
quanto riportato dal sito ufficiale dellAutorit Portuale, in cui risultano chiare anche le
responsabilit a cui chiamato ciascun attore istituzionale:
1Indata 25/06/2013 l'Autorit Portuale di Taranto ha presentato formale istanza all'Ufficio delle
Dogane di Taranto, al fine di poter esercitare una Zona Franca non interclusa di Tipo II nell'area
del Porto di Taranto.
In ossequio alla disciplina comunitaria, stato chiesto di poter esercitare la Zona Franca - secondo
le disposizioni recate dal Regolamento CEE del Consiglio del 12 ottobre 1992 che istituisce un
Codice Doganale Comunitario - per l'esercizio di un deposito pubblico di Tipo B.
Attraverso la creazione, autorizzazione ed organizzazione della Zona Franca non interclusa
(sottoposta a controllo di tipo II ex art. 799, paragrafo II, lettera b)) nelle aree del Porto di Taranto
definite come demaniali marittime dal Piano Regolatore, l'Autorit Portuale intende promuovere lo
sviluppo economico dell'area del Porto di Taranto, al fine di incrementare i traffici, la produttivit e

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Fonte www.future.port.taranto.it/progetti/zona-franca.html

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la competitivit dello scalo nel bacino del Mediterraneo, agevolando altres l'impianto di
stabilimenti industriali nell'area franca, a beneficio della Citt di Taranto e dell'intero sistema
Paese.
All'interno della zona franca possono essere realizzate attivit quali: stoccaggio, manipolazioni
usuali, trasformazione sotto controllo doganale, perfezionamento attivo, commercializzazione di
merci terze. Le merci immesse nella zona franca potranno appartenere ad ogni categoria
merceologica ricompresa nella Nomenclatura Combinata.
Il Consiglio Comunale di Taranto, nella Seduta del 11/09/2013, ha approvato, con Deliberazione
n. 90, "l'istituzione del Porto Franco o della Zona ad Economia Speciale per Taranto" sostenendo
l'iniziativa intrapresa dall'Autorit Portuale ed impegnando l'intera Civica Amministrazione "ad
attivarsi per il raggiungimento di tale obiettivo". Ci con "Appello al Governo ed al Parlamento
della Repubblica, al Presidente ed al Consiglio della Regione Puglia affinch si impegnino nella
istituzione del 'Porto Franco della citt di Taranto' o una ZES (Zona ad Economia Speciale)".
Il Comitato Portuale (del quale, tra gli altri, fanno parte Regione, Provincia, Comune, Camera di
Commercio oltre che i rappresentanti delle varie categorie interessate e dei lavoratori) nella Seduta
del 14/11/2013, all'unanimit dei presenti, ha espresso il proprio supporto sia nei confronti della
realizzazione di un "Porto Franco non Intercluso" che dell'implementazione di una Zona Economica
Speciale (ZES). Ci al fine di consentire di applicare, nell'ambito di un'area ben definita, la
medesima normativa di riferimento dei magazzini doganali con ulteriore possibilit di svolgervi
attivit di manipolazione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti. Le merci potrebbero,
quindi, costituire oggetto di pagamento del relativo dazio europeo solo nel momento in cui
saranno introdotte nel territorio comunitario.
L'obiettivo che bisogna perseguire nell'area del Porto e retroporto di Taranto , infatti, proprio
quello di rilanciare l'economia di un punto produttivo strategico, anche per l'effetto trainante che
se ne determina. Ci che si vuole realizzare , dunque:
a) Incrementare lo sviluppo dei traffici e del commercio internazionale, incentivando il transito
e la spedizione delle merci, nonch le vendite e gli scambi commerciali con il resto del
mondo;
b) Favorire l'insediamento e la permanente localizzazione di nuove imprese che creino
occupazione e incentivino lo sviluppo economico favorire i consumi, migliorando le
condizioni di vita della popolazione e incentivando il turismo in quelle aree.
Con la Determina n.13175 in data 16/05/2014 la Direzione Interregionale per la Puglia, il Molise
e la Basilicata ha autorizzato l'istituzione di una "Zona Franca Aperta non interclusa di Tipo II" la
cui gestione attribuita all'Autorit Portuale di Taranto.
In data 09 settembre 2014 stato emanato dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli il
Disciplinare "Zona Franca Doganale, non interclusa, di tipo II (ZFD)" ex art.799, par. 1, lett. b) del
Reg. CEE nr. 2454/93, ed in corso la predisposizione della Regolamentazione da parte dell'AP
per l'utilizzo delle aree.

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DISTRIPARK2 ---------------------------------------------------------------------------------------------

Il porto fiancheggiato da un ampio terreno piano, ove stata costruita una superstrada che
allaccia la SS Jonica con la Appia. In entrambi i lati sono stati edificati dei capannoni, molti dei quali
ancora non utilizzati. Possono essere utilizzati per lo stoccaggio provvisorio di merci sbarcate o da
imbarcare, per temporanea importazione, per lavorazioni particolari, montaggio, ecc.
Occorre aprire una vertenza con la Regione la quale distrasse i fondi destinati alla Logistica, in
favore di quelli per il molo Polisettoriale, per la rimessa a riparto dei finanziamenti necessari ad
ultimare i progetti legati alla logistica del porto di Taranto. In tali aree completare, come previsto,
gli insediamenti delle realt logistiche di Distripark e commerciali di Agromed.
Come da ragione sociale, Distripark si sarebbe dovuto occupare di promuovere, attivare e
completare tutte le procedure tecnico-amministrative tese alla realizzazione di una rete di
trasporto intermodale in grado di agevolare lo sviluppo della logistica.
Il Comune dovr avere ruolo di promotore e facilitatore di tali progettazioni presso Governo e
Regione, sia in ragione della strategicit di essi per loccupazione e lo sviluppo della citt, che del
suo ruolo di partner di riferimento per le societ costituitesi alluopo, unitamente alla Taranto
Logistica di cui pure socio.

AGROMED ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Come la Distripark S.c.a.r.l., anche la Agromed A.r.l. una societ consortile partecipata da
Comune, Provincia e Camera di Commercio di Taranto creata nel . Linsediamento consiste in un
grosso centro all'ingrosso per la conservazione, trasformazione e distribuzione di frutta e ortaggi
freschi. Per tale progetto - la cui presidenza nelle mani del Presidente della Camera di
Commercio ionica furono accantonati 10 milioni di euro, tuttora inutilizzati. Allorigine
dellincompiuta pare esserci la mancanza di uno spazio adeguato in cui insediarlo.
In particolare la delibera Cipe numero 155/2000 aveva stanziato oltre 9,2 milioni di euro gi nel
2005, quando nacque la societ consortile. 3La Camera di Commercio di Taranto aveva gi
eseguito studi in grado di dimostrare la valenza dellinvestimento e previsto ladesione di due
produttori e due fornitori di servizi, nazionali ed internazionali. La prossimit dei luoghi previsti per
linsediamento al nuovo mercato ortofrutticolo di Taranto un assoluto punto di forza del
progetto. Larea si sarebbe dovuta collocare allinterno delle aree Distripark per complessivi
751.000 mq di superficie, di cui 162.000 da dedicare ad Agromed. Consta nella realizzazione di
magazzini refrigerati coperti e scoperti per 35.000 mq, celle frigorifere per 600 mq e 5.000 mq di
movimentazione. Il progetto va ripreso e portato a compimento, aggiornando lanalisi di mercato a
riguardo e conseguente business plan. In questo modo il porto di Taranto potrebbe ergersi a porto

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Informazioni e bilanci reperibili al seguente indirizzo istituzionale
http://www.gazzettaamministrativa.it/opencms/opencms/_gazzetta_amministrativa/amministrazione_trasparente/_
puglia/_taranto/070_ent_con/020_soc_par/2013/Documenti_1380274963585/. Distripark Taranto Societ Consortile
A.r.L., p. iva 02432420731.
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Si veda lanalisi preliminare La piattaforma Agromed a Taranto di Claudia Senesi, della Camera di Commercio di
Taranto,www.ciseonweb.it/download/Relazione:%20la%20piattaforma%20Agromed%20a%20Taranto.PDF?chk=5t9a4
6i867&DWN=1941

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di riferimento per la lavorazione e trasformazione dei prodotti freschi per tutto il Mezzogiorno del
Paese e parte del Mediterraneo, con grosse possibilit di espansione ed occupazione.

COLLEGAMENTI FERROVIA e AEROPORTO

Tanto Distripark, quanto Agromed, per produrre il massimo delle ricadute economiche ed
occupazionali, dovranno poter disporre del collegamento con la stazione ferroviaria di Taranto-
Nasisi, quanto quello con laeroporto di Taranto-Grottaglie. In entrambi i casi lAmministrazione
Comunale, non governando in modo diretto limplementazione infrastrutturale, dovr farsi
coordinatore dei portatori di interesse locale (Camera di Commercio, associazioni di categoria e
cittadini) al fine di operare le opportune pressioni su Governo e Regione al fine di addivenire al
finanziamento delle opere da prevedere e gi ampiamente e da tempo condivise a tutti i livelli
istituzionali. Nel caso dellaeroporto occorre realizzare le infrastrutture cargo necessarie a farne
uno scalo merci a tutti gli effetti, senza escludere la possibilit di operarvi anche collegamenti
civili. La propaganda politica secondo la quale lArlotta sarebbe uno scalo cargo smentita nei fatti
dalla totale mancanza di funzionalit a tale scopo (magazzini, uffici e tutto quanto occorrente). La
stessa propaganda intende difatti privilegiare la posizione degli scali di Bari e Brindisi sia in merito
ai voli civili, che a quelli commerciali, poich i due aeroporti godono sia degli uni che degli altri.
Tuttavia le potenzialit del porto tarantino non potranno dispiegarsi in tutta la loro forza senza
entrambi i collegamenti qui evidenziati.

EX BANCHINA TORPEDINIERE ----------------------------------------------------------------------------------------

Da anni al centro del libro dei sogni delle acquisizioni demaniali, la banchina ex torpediniere
situata sul mar Piccolo di Taranto, stata di fatto esclusa dalle trattative imbastite dal Comune di
Taranto gi dal 2013, in occasione dellinsediamento del CIS, Constratto Istituzionale di Sviluppo
per larea di Taranto, voluto dal Governo lindomani dellesplosione della vicenda legata
allinquinamento prodotto dallilva di Taranto.Le richieste di cessione e utilizzo vertevano sul
trasferimento della base navale della MM in mar Grande, con conseguente dismissione delle aree
di stazionamento di navi e sommergibili ormai in disarmo.
Fu redatta una scheda di progetto gi nel 2008 al servizio della pianificazione strategica territoriale
di Area Vasta, approvata con la Delibera di Giunta Regionale n. 1072 del 4 luglio 2007 dalla
Regione Puglia (le idee presentate allepoca sono qui
www.areavasta.comune.taranto.it/04Agosto.php). Si pensava di sfruttare locali e banchine gi
presenti per realizzare un parco museale del mare e della Marina Militare, comprendente il museo
della Marina Militare, uno storico dellArsenale, uno delle Scienze Marine, il sommergibile Di
Cossato fruibile alle visite ed un acquario. Venivano presi, ad esempio della riconversione di mezzi
e strutture militari, le citt di Portsmouth e Birknead in inghilterra e di brest e Cherbourg in
Francia.
Nel 2013 si invece registrata la volont dellAutorit Portuale di Taranto di fare richiesta per
annessione di tali aree nei perimetri amministrativi del porto, in couso con lAmministrazione
comunale. A tal proposito si dato luogo ad un progetto di fattibilit del costo complessivo di 30

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milioni di euro, teso alla realizzazione di approdi per la nautica da diporto,maxi-yacht e navi da
crociera e al recupero degli edifici esistenti per uso turistico, culturale e commerciale (qui
presente il progetto www.future.port.taranto.it/progetti/studio-fattibilit%C3%A0-banchina-ex-
torpediniere.html). Nel 2015 fu anche dato lok da parte del Ministro della Difesa, Pinotti, poi il
dietrofront e lattuale fase di stallo entro la quale ricaduta anche la richiesta di concessione
dellisola di San Paolo.
Ruolo dellAmministrazione deve essere quello di riaprire questo tavolo di concertazione al fine di
ottenere una cessione a titolo gratuito di tali aree, non solo considerato lutilizzo ormai residuale
della Marina Militare, ma anche in ragione dello strategico interesse di riconversione economico-
sociale della citt di Taranto. Le aree della banchina Torpedinieri potranno essere cos oggetto di
nuova pianificazione strategica dellintera area ricomprendente villa Peripato, aree archeologiche
di mar Piccolo da ispezionare, Isola e Borgo al fine di prevedere contenitori e percorsi museali e
culturali. I magazzini pre-esistenti potranno servire come centri servizi anche al servizio della
nautica da diporto, mentre, rispetto alle intenzioni dellAutorit Portuale, si ritiene di non dar
luogo allormeggio di navi da crociera in un contesto tanto delicato e pregiato dal punto di vista
naturalistico come il bacino del mar Piccolo, orientando tale scelta verso il molo San Cataldo. Si
propone un'integrazione urbanistica e culturale con l'ambiente urbano, attraverso la creazione di
un "luogo dei servizi alla citt" (turistici-ricreativi-commerciali-culturali-scientifici), eliminando la
cesura attuale con la realizzazione di un collegamento con la retrostante Villa Peripato e quindi
con il "Borgo" e la "Citt Vecchia".
Il pontile Rota su mar Grande, invece, che in dotazione allAmat, andr ripristinato, con strutture
mobili, al fine di implementare la mobilit via mare da e verso il centro, decongestionando in
modo importante il traffico nel Borgo, ampliando la pedonalizzazione dello stesso. La mobilit via
mare preveder un corridoio che, partendo da Cimino (che render definitivamente funzionale lo
scambio auto-traghetti in ingresso dalla zona est della citt), conter pontili di sbarco e sviluppo
culturale allex Lanciasiluri in zona Pizzone, lex Banchina Torpedinieri, il pontile Rota ed unarea dietro
allhotel Delfino in cui gi previsto un pontile di ormeggio ad opera di privati. Tutti da realizzare con
strutture mobili.

Assieme alla suddetta Banchina ed allisola di San Paolo, occorre aprire la trattativa anche per:
a) La realizzazione del collegamento del porto alla stazione Nasisi e dellAeroporto di
Grottaglie con la Statale, al fine di favorire il trasferimento delle merci in transito e
rilavorazione da Taranto su ferro e gomma;
b) lisola di San Pietro in co-uso;
c) lacaserma Mezzacapo, da annettere al plesso degli ex Baraccamenti Cattolica in via Di
Palma;
d) una porzione di strada restrostante al cosiddetto muraglione, per favorire la mobilit
sostenibile (direttrice centro-aree di nord-est della citt / Cimino);
e) ex pontile lanciasiluri sotto al ponte Punta Penna.
f) pontile ex Marigenimil e Cervaro in Mar Piccolo;
g) piazza dArmi del Castello Aragonesee magazzini annessi, in co-uso e servit di passaggio.

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BARRIERE ECOLOGICHE ----------------------------------------------------------------------------------------

In concorso con lAutorit Portuale, prevedere linstallazione presso le banchine del porto di
Taranto, delle barriere disinquinanti SalvamareGeolanaSeaCleanup della linea LaNaturale
Salute del Mare. Si tratta di prodotti, simili a coperte di lana, realizzate con materie 100%
rinnovabili, che assorbono e biodegradano gli idrocarburi petrolchimici sversati a mare durante le
attivit operative giornaliere di navigazione (trasporto, turismo, pesca). Queste ultime incidono
per il 25% sulll'inquinamento marittimo totale. Sono prodotti geotessili realizzati in pura lana
vergine di pecora sarda e sugherone.

PORTO E CITTA -------------------------------------------------------------------------------------------------

Occorre creare un rapporto nuovo fra citt e porto, nel rispetto delle strategie di sviluppo
individuate nel Piano Operativo Triennale stilato dallAutorit Portuale ed in linea con le
indicazioni del nuovo Piano Regolatore Portuale. Essi andranno riallacciati fra loro anche dal
punto di vista urbanistico, oltre che funzionale, attraverso una riqualificazione del fronte mare
portuale, cos come previsto dal progetto del Centro Polivalente in corso di realizzazione alle
spalle del molo San Cataldo. Esso ospiter dei container marittimi per allestire un centro
espositivo multimediale. La realizzazione del Centro Servizi Polivalente, servir a creare continuit
nel sistema di spazi pubblici e di interconnessioni pedonali nel tratto compreso tra il molo S. Eligio
e Piazza Fontana, che potr essere integrato dalla realizzazione di un camminamento ciclo-
pedonale in legno lungo la gittata in pietrisco posta a valle della ringhiera di Citt Vecchia sul
mar Grande. E grazie allo stesso molo San Cataldo, che sar deputato al traffico commerciale e
passeggeri, aprendosi finalmente alla fruibilit civile.

AEROPORTO di TARANTO-GROTTAGLIE

Lo scalo di Brindisi presenta un eccesso di domanda dichiarato ed ha richiesto lampliamento del suo scalo.
La domanda in eccesso pu e deve essere invece assorbita da Taranto in ragione del contenimento dei
fondi pubblici, complementariet e razionalizzazione, dal momento che lArlotta gi uno scalo aperto e
funzionante. Occorre sostenere le ragioni della citt presso Governo, Anas, Regione e tutti i soggetti
preposti alla loro realizzazione. Una buona raggiungibilit alla base dello sviluppo economico e turistico
della citt. Favorire i collegamenti civili da e per Grottaglie creando intese con le regioni dellarco ionico e
veicolando le ragioni dello scalo presso i vettori per invogliarli a scegliere lArlotta. C poi da pretendere
dalla Regione lo sviluppo dellinfrastruttura cargo ad ora del tutto assente, sebbene si faccia credere il
contrario.

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