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Gli Appennini sono il sistema montuoso lungo circa 1.

200 km che si distende dalla


zona settentrionale fino a quella meridionale dell'Italia, disegnando un arco con
la parte concava a sudovest. Insieme alle Alpi, caratterizzano il rilievo e il
paesaggio di gran parte del paese, interessando ben quindici regioni: quattro della
sua parte continentale, tutte le regioni della penisola nonch�, secondo talune
fonti, la parte settentrionale della Sicilia. Per questi motivi sono spesso
chiamati "spina dorsale della penisola italiana"[1].

Secondo la geografia fisica classica, l'estremit� settentrionale, ossia il confine


tra Appennini e Alpi, � la Bocchetta di Altare o Colle di Cadibona, in valle
Bormida, provincia di Savona, mentre quella meridionale � data dalla punta estrema
dell'Aspromonte, in Calabria. Oltre lo stretto di Messina, gli Appennini continuano
nelle catene settentrionali della Sicilia, definite da diverse fonti come Appennino
siculo[2]. Comprendendo quest'ultimo settore, la lunghezza totale degli Appennini �
di 1.400 km[3].

L'estensione in larghezza degli Appennini � minima di in corrispondenza di due


linee: quella che unisce il Golfo di Sant'Eufemia e il Golfo di Squillace (in
Calabria) e quella tra Voltri e Gavi (tra Liguria e Piemonte), in entrambi i casi
di 30 km[4]. La massima larghezza � invece di 254 km., in corrispondenza della
linea che congiunge il promontorio di Ancona e quello di Piombino[5]. Tra Monte
Argentario e Monte Conero la larghezza � comunque notevole: 240 km.[6].

Descrizione

Gli Appennini corrono per tutta la loro lunghezza in territorio italiano, se si


eccettua il Monte Titano appartenente alla Repubblica di San Marino.

La catena appenninica divide la superficie della Penisola in due versanti: ligure-


tirrenico ed adriatico-ionico, differenti tra loro sotto molti aspetti. La pi�
appariscente � data dall'asimmetria dei due pendii: la catena infatti presenta una
curva, convessa verso l'Adriatico e concava verso il Tirreno; nel versante ligure-
tirrenico la catena principale appenninica arriva a lambire la costa in Liguria,
mentre � bordata dai rilievi dell'Antiappennino tirrenico in Toscana, Lazio, e
Campania; in Cilento, in Basilicata e in Calabria la catena principale tocca
nuovamente il mare. Nel versante adriatico gli Appennini digradano nella Pianura
Padana in Emilia-Romagna, toccano il mare nelle Marche, in Abruzzo e nel Molise,
mentre in Puglia l'Antiappennino adriatico si interpone tra la catena appenninica
principale e il mare.

Lungo l'Appennino passa lo spartiacque che divide il versante ligure-tirrenico e


quello adriatico-ionico.

A paragone con le Alpi, gli Appennini, oltre ad essere pi� recenti[7][8], hanno una
diversa conformazione ed una altezza nel complesso inferiore. L'Appennino infatti �
formato in prevalenza da rocce calcaree dure e da argille molli; solamente la Sila
e l'Aspromonte sono costituiti da rocce granitiche. La cima pi� alta � il Corno
Grande, nel gruppo del Gran Sasso (Abruzzo) che raggiunge i 2.912 metri di
altitudine sul livello del mare.

Anche il paesaggio naturale appenninico, con la diversit� delle rocce e del clima,
appare molto differente da quello alpino. Le montagne appenniniche hanno in genere
cime tondeggianti e il declivio dei due versanti, ligure-tirrenico ed adriatico-
ionico, digrada dolcemente. Spiccano per� le ardite forme di alcuni gruppi formati
da compatta roccia calcarea: tra l'Umbria e le Marche i Sibillini, in Abruzzo il
Gran Sasso e la Maiella, in Campania gli Alburni, in Basilicata il Monte Alpi e, al
confine con la Calabria, il Massiccio del Pollino.

Nell'Antiappennino sono caratteristiche le forme tronco-coniche dei vulcani, ormai


spenti quelli dei colli Albani, ancora attivi il Vesuvio e i Campi Flegrei. Le
vallate appenniniche sono a volte impervie e caratterizzate da gole pittoresche,
specie in Abruzzo e nelle Marche.

Alcune aree sono soggette a frane e scoscendimenti; sono le zone in cui la


composizione prevalentemente argillosa del suolo e il dissennato disboscamento dei
tempi passati consentono alle acque di superficie di agire rovinosamente, scavando
solchi (calanchi) e rendendo inabitabili vaste superfici; interi pendii, nei
periodi di pioggia, si possono trasformare in pericolosi fiumi di fango.

I numerosi e facili valichi che permettono di passare, ad altezze quasi sempre


inferiori ai 1.000 m, dall'uno all'altro versante, vengono indicati nella parlata
locale, secondo le loro forme caratteristiche, con i nomi di passo, bocca, forca,
portella e gola.

Negli Appennini � presente un solo ghiacciaio, quello del Calderone, il pi�


meridionale d'Europa, sul Gran Sasso; sono presenti per� numerosi glacionevati,
nevai e qualche glacieret.