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SEMINARIO

LA QUALIFICA SISMICA DI STRUTTURE SISTEMI E COMPONENTI


IN AMBITO NUCLEARE

PREVISIONE DEL SISMA E


PREVENZIONE DEL DANNO
Alberto Taglioni

Roma, 27 settembre 2016


SOMMARIO

IL FENOMENO SISMICO E GLI EFFETTI INDOTTI

CLASSIFICAZIONE DEI TERREMOTI

L’ AZIONE SISMICA NELL’ ANALISI STRUTTURALE

LIVELLI DI SICUREZZA SISMICA

SICUREZZA SISMICA NELLE INSTALLAZIONI NUCLEARI

NORMATIVE CONVENZIONALI E NORMATIVE NUCLEARI

APPROCCIO DETERMINISTICO E APPROCCIO PROBABILISTICO

CONCLUSIONI

g. 2
IL FENOMENO SISMICO E GLI
EFFETTI INDOTTI
IL FENOMENO SISMICO E GLI EFFETTI INDOTTI

I terremoti (dal latino terrae motus = movimento della terra), detti anche
sismi o scosse telluriche sono movimenti della crosta terrestre, con
liberazione di energia che deve essere dissipata.

La liberazione di energia avviene in una zona interna della Terra detta


ipocentro sulla cui verticale si trova l’epicentro

I terremoti possono anche essere causati da

• riassestamenti tettonici.
• movimento di masse magmatiche in profondità
• eruzione di vulcani
IL FENOMENO SISMICO E GLI EFFETTI INDOTTI

TIPI DI ONDE SISMICHE


Onde longitudinali (P)

"compressioni" e "decompressioni" - velocità : 4 km/s < v < 8 km/s.

Onde trasversali (S)

azioni di " taglio" in direzione perpendicolare - velocità : 2 km/s < v < 4 km/s

Onde superficiali (R e L)

effetto delle onde P e delle onde S


- onde R (di Rayleigh), con orbite ellittiche
- onde L (di Love), trasversali

La velocità e il grado di attenuazione dipendono dalle caratteristiche del terreno.


IL FENOMENO SISMICO E GLI EFFETTI INDOTTI

I terremoti innescano una serie di agenti distruttivi, quali

• crolli di strutture o di loro parti,


• effetti secondari sulle strutture,
• cedimento di dighe,
• cedimenti del terreno (frane, smottamenti o liquefazione),
• incendi,
• fuoriuscite di materiali pericolosi,
• maremoti e tsunami

I terremoti hanno pertanto effetto su

• cose (strutture, installazioni)


• persone (vite umane, ferimenti)
• ambiente.
IL FENOMENO SISMICO E GLI EFFETTI INDOTTI

EFFETTI SECONDARI SULLE STRUTTURE

• interazione terreno struttura


• interazione struttura-terreno-struttura
• sloshing
• movimenti alle quote
• effetti sui componenti
IL FENOMENO SISMICO E GLI EFFETTI INDOTTI

EFFETTI SUI COMPONENTI


.
vengono impiegati uno o più modelli matematici delle strutture di supporto ed ognuno di essi
supporta uno o più apparati e sistemi.
modelli diversi della stessa struttura possono essere richiesti per scopi diversi.
i modelli matematici usati per generare il carico sismico per le successive analisi dei sistemi portati
possono essere diversi da quelli usati per le analisi locali di dettaglio della struttura portante.
CLASSIFICAZIONE DEI
TERREMOTI
CLASSIFICAZIONI DEI TERREMOTI

BASI DI CLASSIFICAZIONE

danno provocato
scale di «intensità» (es.: scala MERCALLI)

max accelerazione al suolo


classificazione cardinale (normative)
classificazione ordinale (scala OMORI, et al.)

totale energia liberata


«magnitudo», con comparazione con terremoto «standard»

probabilità di evenienza
tempo di ritorno
CLASSIFICAZIONI DEI TERREMOTI

SCALE DI INTENSITÀ

De Rossi - Forel, 1873 (X degrees)

Mercalli II, 1902 (X degrees)

Mercalli – Cancani – Sieberg, 1917 (XII degrees)

MM (Modified Mercalli), 1931

MM (Modified Mercalli), 1956

MSK (Medvev – Sponheuer - Karnik), 1964

EMS (European Macroseismic Scale), 1998


CLASSIFICAZIONI DEI TERREMOTI

SCALA MERCALLI (1956)

http://www.themeter.net/sism.htm
CLASSIFICAZIONI DEI TERREMOTI

MASSIMA ACCELERAZIONE AL SUOLO

Peak ground acceleration (PGA)

massima accelerazione registrata dagli accelerometri.


È riferita aduna singola area geografica.
Si esprime in g (accelerazione di gravità, 9.8 m/s²) o in m/s²

In Italia, il territorio è suddiviso in quattro zone sismiche:

zona 1: 0.25g < PGA ≤ 0.35g


zona 2: 0.15g < PGA ≤ 0.25g
zona 3: 0.05g < PGA ≤ 0.15g
zona 4: PGA ≤ 0.05g

In un spettro di risposta elastico, il PGA coincide con il valore dell'accelerazione spettrale


Se(T) quando il periodo proprio di oscillazione dell'oscillatore elementare di riferimento è
pari a T=0
CLASSIFICAZIONI DEI TERREMOTI

SCALA ORDINALE DI INTENSITA’ (OMORI)

I - MAXIMUM ACCELERATION = 0.3 M/SEC2


The shock is rather strong, so much so that it generally induces people to escape from their houses into the open. The walls of badly constructed brick houses crack slightly
and some parquet falls down; ordinary wooden houses are shaken in such a degree that they loudly creak; furniture is overturned; trees are visibly shaken; the water in
ponds and pools gets turbid, owing to the disturbance of the mud; pendulum clocks stop; some very badly built factory chimneys are damaged.
II - MAXIMUM ACCELERATION = 0.9 M/SEC2
The walls in the wooden houses of Japan crack; old wooden houses get slightly out of plumb; the Japanese tombstones and the badly constructed stone lanterns are
overturned; in a few cases the flow of the thermal and mineral springs is changed; ordinary factory chimneys are not damaged.
III - MAXIMUM ACCELERATION = 1,2 M/SEC2
About one-fourth of the factory chimneys are damaged; badly constructed brick houses are partially or totally destroyed; some old wooden houses are destroyed; wooden
bridges are slightly damaged; some tombstones and stone lanterns are overturned; Japanese sliding doors (covered with paper) are broken; the tiles of wooden houses are
displaced; some fragments of rocks are detached from the sides of the mountains.
IV -MAXIMUM ACCELERATION = 2,0 M/SEC2
All factory chimneys are ruined; the majority of the ordinary brick houses are partially or totally destroyed; some wooden houses are totally destroyed; the wooden sliding
doors are mostly thrust out of their channels; crevices from 2 to 3 inches (5 to 7-1/2 cm) wide appear in low and soft grounds; here and there the embankments are
slightly damaged; wooden bridges are partially destroyed; ordinarily constructed stone lanterns are overturned.
V - MAXIMUM ACCELERATION = 2,5 M/SEC2
All ordinary brick houses are very seriously damaged; about 3 percent of the wooden houses are totally destroyed; some Buddhist temples are ruined; the embankments
are badly damaged; the railways are slightly contorted; ordinary tombstones are overturned; brick walls are damaged; here and there, large fissures from 1 to 2 feet (30 to
60 cm) wide appear along the banks of the watercourses. The water of rivers and ditches is thrown on the banks; the contents of the wells are disturbed; landslides
occur.
VI - MAXIMUM ACCELERATION = 4,0 M/SEC2
The greater part of the Buddhist temples are ruined; from 50 to 80 percent of the wooden houses are totally destroyed; the embankments are almost destroyed; the roads
through paddy fields are ruined and interrupted by fissures in such a degree that traffic by animals or vehicles is impeded; the railways are very much contorted; great iron
bridges are destroyed; wooden bridges are partially or totally damaged; tombstones of solid construction are overturned; fissures some feet wide appear in the soil, and
are sometimes accompanied by jets of water and sand; iron or terra cotta tanks embedded in the ground are mostly destroyed; all lowlying grounds are completely
convulsed horizontally as well as vertically in such a degree that sometimes the trees and all the vegetation on them die off; numerous landslides take place.
VII - MAXIMUM ACCELERATION > 4,0 M/SEC2
All buildings are completely destroyed except a few wooden constructions; some doors or wooden houses are thrown over distances from 1 to 3 feet; enormous landslides
with faults and shears of the ground occur.
CLASSIFICAZIONI DEI TERREMOTI

MAGNITUDO

Definizione generica del termine


rapporto tra la grandezza in esame e una grandezza campione a essa omogenea,
misurato su scala logaritmica.

Assunzione di base nei fenomeni sismici


L‘ energia rilasciata da un terremoto, a cui è strettamente correlato il suo
potere distruttivo, è proporzionale all‘ampiezza di oscillazione elevata a 3/2

Magnitudo sismica
la magnitudo di un terremoto è data dal logaritmo in base dieci del massimo
spostamento della traccia in un sismografo a torsione di Wood-Anderson
calibrato in maniera standard, se l'evento si fosse verificato a una distanza epicentrale
di 100 km
magnitudo zero = spostamento massimo di 1/1000 di mm
Utilizzando il logaritmo in base 10, ad esempio:
differenza di magnitudo 1,0 = fattore 31.6 = (10 1,5)
differenza di magnitudo 2,0 = fattore 1000 = (10 1,5) 2
differenza di magnitudo 3,0 = fattore 31622 = (10 1,5) 3
CLASSIFICAZIONI DEI TERREMOTI

SCALA RICHTER

0- 1,9 Può essere registrato solo mediante adeguati apparecchi.

2- 2,9 Solo coloro che si trovano in posizione supina lo avvertono; un pendolo si muove.
La maggior parte della gente lo avverte come un passaggio di un camion; vibrazione di un
3- 3,9
bicchiere.
Viene avvertito da molti; un pendolo si muove notevolmente; bicchieri e piatti tintinnano;
4- 4,9
piccoli danni.
Tutti lo sentono; molte fessurazioni sulle mura; crollo parziale o totale di poche case;
5- 5,9
pericolo per la popolazione.
6- 6,9 Tutti lo percepiscono; panico; crollo delle case; rischio maremoto; popolazione in pericolo.
Panico; pericolo di morte negli edifici; solo alcune costruzioni rimangono illese;
7- 7,9
maremoto; popolazione colpita.
8- 8,9 Ovunque pericolo di morte; edifici inagibili; onde alte fino a 40 metri.
Totale allagamento dei territori in questione o spostamento delle terre e numerosissimi
9- 9,9
morti. Popolazione fortemente colpita.
Particolari eventi di eccezionale gravità: spaccature della Terra, totale distruzione di
10 o più strutture artificiali e formazione di maremoti(categoria ipotetica, non esistono faglie
abbastanza lunghe da provocare un sisma così energetico).
CLASSIFICAZIONI DEI TERREMOTI
SCALA RICHTER / EFFETTO EQUIVALENTE E FREQUENZA TEMPORALE

Magnitudo TNT equivalente Frequenza


0 1 chilogrammo circa 8 000 al giorno
1 31,6 chilogrammi
1,5 178 chilogrammi
2 1 tonnellata circa 1 000 al giorno
2,5 5,6 tonnellate
3 31,6 tonnellate circa 130 al giorno
3,5 178 tonnellate
4 1 000 tonnellate circa 15 al giorno
4,5 5 600 tonnellate
5 31 600 tonnellate 2-3 al giorno
5,5 178 000 tonnellate
6 1 milione di tonnellate 120 all'anno
6,5 5,6 milioni di tonnellate
7 31,6 milioni di tonnellate 18 all'anno
7,5 178 milioni di tonnellate
8 1 miliardo di tonnellate 1 all'anno
8,5 5,6 miliardi di tonnellate
9 31,6 miliardi di tonnellate 1 ogni 20 anni https://it.wikipedia.org/wiki/
9,5 178 miliardi di tonnellate Scala_Richter
sconosciuto (molto probabilmente
10 1000 miliardi di tonnellate
impossibile)
CLASSIFICAZIONI DEI TERREMOTI

TEMPO DI RITORNO

tempo medio intercorrente tra il verificarsi di due eventi successivi di entità


uguale o superiore ad un valore di assegnata intensità
oppure
tempo medio in cui un valore di intensità assegnata viene uguagliato o
superato almeno una volta.

Il tempo di ritorno medio T può essere associato al numero medio di eventi


necessari affinché un dato evento si verifichi nuovamente.

Stabilire il tempo di ritorno è equivalente a fissare un valore di probabilità:

Esempio : LANCIO DI UN DADO CON FACCE NUMERATE OGNI 10


SECONDI
OGNI NUMERO DA 1 A 6 HA 1/6 DI PROBABILITA’ DI USCIRE
TEMPO DI RITORNO DI OGNI NUMERO = 6 x 10 sec = 1 min
CLASSIFICAZIONI DEI TERREMOTI

PROBABILITÀ DELL’EVENTO SISMICO IN un TEMPO t

t/TR valori di p

0 0,00000
0,1 0,09513
0,3 0,25910
0,7 0,50329
0,8 0,55054
1 0,63198
2 0,86456
5 0,99325
10 0,99995
100 0,99999
CLASSIFICAZIONI DEI TERREMOTI

CARTA SISMICA MONDIALE


CLASSIFICAZIONI DEI TERREMOTI

CARTA SISMICA EUROPEA


CLASSIFICAZIONI DEI TERREMOTI

CARTA SISMICA NAZIONALE


L’ AZIONE SISMICA
NELL’ ANALISI STRUTTURALE
L’AZIONE SISMICA NELL’ANALISI STRUTTURALE

TIPI DI ANALISI STRUTTURALE CHE TENGONO CONTO DEL SISMA


(«ANALISI SISMICA»)

(1) Analisi sismica Statica Lineare


(2) Analisi sismica Dinamica Lineare
(3) Analisi sismica Statica Non Lineare
(4) Analisi sismica Dinamica Non Lineare

i
L’AZIONE SISMICA NELL’ANALISI STRUTTURALE

FASI DELL’ ANALISI SISMICA

Definizione dell’input sismico (rappresentazione del moto del terreno)


Schematizzazione della struttura (modello)
Applicazione delle forze agenti (metodologia di calcolo)
Determinazione di sollecitazioni e spostamenti (strumento di calcolo)

Verifiche di stabilità
Verifiche di integrità
Verifiche max spostamenti
Verifiche max sollecitazioni
Verifiche fessurazione, fatica, etc.
L’AZIONE SISMICA NELL’ANALISI STRUTTURALE
RAPPRESENTAZIONE DELL’INPUT SISMICO

accelerogramma

spettro elastico

componente di moto del terreno

massimo spostamento
m x ’’ + c x’ + k x = xG(t)

oscillatore semplice
massima accelerazione
definito da
m,k, c Amax = X(t)max/ T226
L’AZIONE SISMICA NELL’ANALISI STRUTTURALE
NORMALIZZAZIONE DELL’INPUT SISMICO

spettro di risposta elastico


gli spettri devono avere forme regolari che riflettono le incertezze nel moto di input
In alternativa, si possono utilizzare «spettri di sito» adeguatamente giustificati

accelerogramma
Si possono usare anche un certo numero di accelerogrammi artificiali, i cui spettri
inviluppino quello standardizzato
Le PGA devono avere valori non inferiori a quelli definiti per il sito.
L’AZIONE SISMICA NELL’ANALISI STRUTTURALE

SPETTRO ELASTICO/ NTC 2008


L’AZIONE SISMICA NELL’ANALISI STRUTTURALE

SPETTRO ELASTICO/ EUROCODICE 8


L’AZIONE SISMICA NELL’ANALISI STRUTTURALE
EFFETTI DISSIPATIVI NELLE STRUTTURE

Smorzamento viscoso

È proprio del materiale strutturale


Può essere tenuto in conto nell’equazione dinamica dell’oscillatore semplice
Il lavoro di dissipazione è prodotto dalle forze che si oppongono al rientro
elastico

Smorzamento isteretico

È presente laddove le strutture sono costituite di materiale con


comportamento duttile e il limite elastico viene superato
È dovuto al c.d. «ciclo di isteresi», ed è rappresentato dall’area sottesa nel
diagramma sforzi-deformazioni
L’AZIONE SISMICA NELL’ANALISI STRUTTURALE
COMPORTAMENTO ELASTICO E ANELASTICO DI UN OSCILLATORE SEMPLICE

f y

tgα=k
α
xy x max x
L’AZIONE SISMICA NELL’ANALISI STRUTTURALE

COSTRUZIONE DI UNO SPETTRO ANELASTICO

Si determina il massimo spostamento 2

di un oscillatore anelastico per ciascun Sa/g


1.8
periodo,
1.6

si rilevano le duttilità impegnate, 1.4

si ricava lo spettro delle accelerazioni 1.2

µ=1 (elastico)
dividendo per il corrispondente periodo 1 µ=1.25
µ=2
0.8 µ=4

si può quindi definire in ogni 0.6

punto 0.4

Aelast (T) / Aanelast (T) = q (T) 0.2

con q variabile con la duttilità 0


0 0.5 1 1.5 2 2.5
T [s]
L’AZIONE SISMICA NELL’ANALISI STRUTTURALE

EQUIVALENZA TRA OSCILLATORE ELASTICO E OSCILLATORE ANELASTICO

Ai bassi periodi, lo spostamento Agli alti periodi risulta quasi


massimo è all’incirca equivalente equivalente l‘energia dissipata

f e,max A
f e,max

f y
f y
C B' D

B E
xy xmax x O xy x e,max xmax

xe,max

1 1
ρf = fattore di riduzione delle forze spettrali ρf =
µ 2µ − 1
33
L’AZIONE SISMICA NELL’ANALISI STRUTTURALE

DUTTILITÀ GLOBALE DI UNA STRUTTURA

Considerando la successiva plastificazione di una struttura sotto carico


crescente, essa può essere assimilata all’ oscillatore anelastico

34
L’AZIONE SISMICA NELL’ANALISI STRUTTURALE

FATTORE DI STRUTTURA

Il fattore di riduzione è analogo per strutture della medesima tipologia

Per ciascuna tipologia si può quindi stabilire un valore q di riduzione dello spettro
L’AZIONE SISMICA NELL’ANALISI STRUTTURALE

SPETTRO DI PROGETTO

Lo spettro di risposta elastico, fornito da una normativa,


può essere opportunamente ridotto di un fattore q (fattore di struttura),
fornito dalla normativa stessa, dipendentemente dai casi applicativi

In questo modo
sono tenute in
conto le risorse
duttili delle
sezioni,
che devono
essere
giustificate
L’AZIONE SISMICA NELL’ANALISI STRUTTURALE

METODOLOGIE DI ANALISI SISMICA

analisi statica lineare


forze applicate in funzione del periodo principale

analisi statica non lineare


metodo incrementale (push-over)

analisi dinamica lineare


analisi modale con spettro elastico
accelerogramma con sovrapposizione modale degli effetti
analisi in time history (step by step)

analisi dinamica non lineare


analisi modale con spettro di progetto
analisi in time history (step by step)
L’AZIONE SISMICA NELL’ANALISI STRUTTURALE

ANALISI STATICA EQUIVALENTE (LINEARE)

Requisiti di applicabilità del metodo

• regolarità geometrica in pianta


• regolarità in elevazione
• distribuzione regolare dei pesi e dei carichi
L’AZIONE SISMICA NELL’ANALISI STRUTTURALE

ANALISI STATICA EQUIVALENTE (NON LINEARE)


L’AZIONE SISMICA NELL’ANALISI STRUTTURALE

ANALISI MODALE (LINEARE)


Per ciascun modo di vibrare si determinano

• massa equivalente
• coefficiente di partecipazione
Si sovrappongono, nel
senso più sfavorevole,
spostamenti e
sollecitazioni dei diversi
modi (contributi modali)

Si possono utilizzare sia lo spettro elastico che un accelerogramma compatibile


L’AZIONE SISMICA NELL’ANALISI STRUTTURALE

ANALISI MODALE (NON LINEARE)


Per ciascun modo di vibrare si determinano

• massa equivalente
• coefficiente di partecipazione
Si sovrappongono, nel
senso più sfavorevole,
spostamenti e
sollecitazioni dei diversi
modi (contributi modali)

Si deve utilizzare lo spettro di progetto


L’AZIONE SISMICA NELL’ANALISI STRUTTURALE

ANALISI IN TIME-HISTORY (LINEARE)

Integrazione diretta

Integrazione step-by-step
L’AZIONE SISMICA NELL’ANALISI STRUTTURALE

ANALISI IN TIME-HISTORY (NON LINEARE)

Nel codice di calcolo da utilizzare devono essere implementati :


• per ogni materiale, il diagramma sforzi deformazione
• per ogni sezione, il diagramma momento/rotazione
LIVELLI DI SICUREZZA SISMICA
LIVELLI DI SICUREZZA SISMICA

GENERALITÀ

Poiché la «dannosità» di un terremoto cresce inversamente alla sua


probabilità di accadimento, appare ragionevole chiedere alle strutture
diversi livelli prestazionali in relazione a ciò

In linea generale, si deve perseguire

per terremoti di medio-bassa intensità


una permanenza della struttura in campo elastico

per terremoti di intensità superiore


uno sfruttamento delle riserve plastiche della struttura, che
permettano il contenimento del danno al di sotto di
determinate soglie

Risulta pertanto necessario


definire dei livelli di azione sismica, associandolo a un Tempo di
Ritorno
stabilire i fattori di struttura, imponendone i requisiti
45
LIVELLI DI SICUREZZA SISMICA

NORME PRESCRITTIVE E NORME PRESTAZIONALI

46
LIVELLI DI SICUREZZA SISMICA

I LIVELLI DI SICUREZZA NELLE NORMATIVE

Le normative di nuova generazione il concetto di «livello di sicurezza» è ripreso


nell’ottica del Risk Base Design, ove generalmente si prevedono

Stati Limite Ultimi

associati al valore estremo della capacità portante o ad altre forme di cedimento


strutturale che possono mettere in pericolo la sicurezza delle persone

Stati Limite di Esercizio

oltre i quali non risultano più soddisfatti i requisiti di esercizio prescritti.

47
LIVELLI DI SICUREZZA SISMICA

CARATTERISTICHE DEGLI STATI LIMITE

Stati Limite Ultimi (SLU):

perdita di stabilità di parte o dell'insieme della struttura;


rottura di sezioni critiche della struttura;
trasformazione della struttura in un meccanismo;
instabilità in seguito a deformazione eccessiva;
deterioramento in seguito a fatica;
grandi fessurazioni o fluage

Stati Limite di Esercizio (SLE):

può avere carattere reversibile o irreversibile:


nel primo caso i danni o le deformazioni sono reversibili e cessano non appena sia
eliminata la causa che ha portato al superamento dello SLE
nel secondo caso si manifestano danneggiamenti o deformazioni permanenti
inaccettabili e ineliminabili
48
LIVELLI DI SICUREZZA SISMICA

DEFINIZIONE NORMATIVA ITALIANA NTC 2008 / 1

Stati Limite Ultimi (SLU):

Stato limite di salvaguardia della vita (SLV):


la costruzione subisce rotture e crolli dei componenti non strutturali ed
impiantistici e significativi danni dei componenti strutturali cui si associa una
perdita significativa di rigidezza nei confronti delle azioni orizzontali

Stato limite di prevenzione del collasso (SLC)


la costruzione subisce gravi danni e crolli dei componenti non strutturali ed
impiantistici e danni molto gravi dei componenti strutturali; la costruzione
conserva ancora un margine di sicurezza per azioni verticali ed un esiguo
margine di sicurezza nei confronti del collasso per azioni orizzontali.

49
LIVELLI DI SICUREZZA SISMICA

DEFINIZIONE NORMATIVA ITALIANA NTC 2008 / 2

Stati Limite di Esercizio (SLE):

Stato Limite di operatività (SLO)


la costruzione nel suo complesso (includendo elementi strutturali, elementi
non strutturali, ecc.) non deve subire danni ed interruzioni d'uso significativi;

Stato limite di danno (SLD)


la costruzione nel suo complesso subisce danni tali da non mettere a rischio
gli utenti e da non compromettere significativamente la capacità di resistenza
e di rigidità nei confronti delle azioni verticali ed orizzontali, mantenendosi
immediatamente utilizzabile pur nell'interruzione d'uso di parte delle
apparecchiature..

50
LIVELLI DI SICUREZZA SISMICA

ESEMPIO NORMATIVA ITALIANA NTC 2008 / 1

Lo spettro di risposta è definito, per ciascuna periodo di riferimento PVR ,


a partire dai valori dei seguenti parametri
ag accelerazione orizzontale massima al sito
FO valore massimo del fattore di amplificazione dello spettro in
accelerazione orizzontale
TC* periodo di inizio del tratto a velocità costante dello spettro in
accelerazione orizzontale.
I valori dei parametri sono forniti dalla norma, per tutti i siti considerati
Il Tempo di Ritorno è determinato con la formula
TR = -VR / ln (1- PVR)

51
LIVELLI DI SICUREZZA SISMICA

ESEMPIO NORMATIVA ITALIANA NTC 2008 / 2

Es 1: civile abitazione
VR = 50 anni
SLO TR = 30 anni
SLD TR = 50 anni
SLV TR = 475 anni
Es 2: SLC TR = 975 anni

ospedale
Es 2: ospedale
VR = 100 anni
VR = 100 anni
SLO TR = 60 anni SLO TR = 60 anni
SLD TR = 100 anni SLD TR = 100 anni
SLV TR = 950 anni SLV TR = 950 anni
SLC TR = 1950 anni
SLC TR = 1950 anni
52
SICUREZZA SISMICA NELLE
INSTALLAZIONI NUCLEARI
SICUREZZA SISMICA NELLE INSTALLAZIONI NUCLEARI

PRINCIPALI TIPOLOGIE DI INSTALLAZIONI NUCLEARI

• Centrali di potenza
• Reattori di ricerca
• Impianti per il riprocessamento del combustibile
• Laboratori per il trattamento di sostanze radioattive
• Depositi per lo stoccaggio di rifiuti radioattivi
• Impianti nucleari per la dissalazione dell’acqua marina

Dal punto di vista del possibile impatto del sisma le installazioni più rilevanti
sono i reattori ed in particolare i reattori di potenza. Questi infatti hanno
bisogno di mantenere una funzionalità quasi totale, almeno dei sistemi di
raffreddamento, anche a seguito di un sisma severo.

All’estremo opposto si collocano i depositi, le cui funzioni sono quasi


completamente passive e sono concepiti per non richiedere alcun intervento nel
loro ciclo di vita.
IMPIANTI
NUCLEARI
IN ITALIA
centrali nucleari (in via di decommissioning)

CAORSO LATINA

GARIGLIANO TRINO VERCELLESE


impianti di trattamento combustibile

FN (Bosco Marengo) OPEC (Casaccia)

EUREX (Saluggia) ITREC (Trisaia)


reattori di ricerca

Impianto PEC
(Brasimone)

Impianto CIRENE
(Latina)
opere incompiute

CENTRALE NUCLEARE - Montalto di Castro

P.U.N. Deposito Nazionale


Progetto Nucleare Per
Unificato Rifiuti Radioattivi
SICUREZZA SISMICA NELLE INSTALLAZIONI NUCLEARI

ALTRE AZIONI DINAMICHE


• Tornado
• Impatto da tornado
• Onda pressione
• impatto
SICUREZZA SISMICA NELLE INSTALLAZIONI NUCLEARI

OBIETTIVO DI SICUREZZA

L’obiettivo di sicurezza del progetto sismico dell’impianto é di garantire


capacità sufficiente a svolgere le seguenti funzioni essenziali

• portare e mantenere il reattore nello stato di shutdown


• raffreddare il combustibile nel reattore e nel sistema di handling in
modo che i rilasci all’esterno del contenimento restino nei limiti di
dose per l’evento
• mantenere l’integrità del contenimento e di tutti i sistemi associate
• mantenere una sufficiente strumentazione qualificata per l’operatore
per controllare e monitorare l’impianto da un’ area sismicamente
qualificata
• mantenere l’integrità delle strutture e dei sistemi esterni al
contenimento che potrebbero causare rilasci radioattivi oltre i limiti
ammissibili per l’incidente.
SICUREZZA SISMICA NELLE INSTALLAZIONI NUCLEARI

INPUT SISMICO

Generalmente si considerano
SISMA DI ESERCIZIO (OBE = Operating Basis Earthquake)
SISMA DI SICURO SPEGNIMENTO (SSE = Safety Shutdown Eartquake)
tra loro correlati

Nel caso di nuove realizzazioni, l’input, spettro o accelerogramma, deve essere


«di sito», oppure conservativo rispetto ad essi

Nel caso di adeguamenti e/o revisioni sismiche l’input è definito


specificamente dall’ Ente di Controllo, sulla base del Tempo di Ritorno
SICUREZZA SISMICA NELLE INSTALLAZIONI NUCLEARI

CARICHI DI PROGETTO

Le azioni più frequentemente considerate sono

D dead load
L live load
R reazioni di componenti impiantistici
F pressioni di liquidi
H spinte terreno
T carichi termici
W vento
WT tornado
Eo terremoto di esercizio
Es terremoto di sicuro spegnimento
IN incidente non frequente (pressioni, reazioni, carichi termici)
IG incidente grave (pressioni,reazioni,carichi termici)

SICUREZZA SISMICA NELLE INSTALLAZIONI NUCLEARI

COMBINAZIONI DI CARICO / CRITERI

• Le azioni vengono combinate con criteri semi-probabilistici e quindi


con coefficienti parziali che tengono conto della diversa probabilità di
superamento delle singole azioni e della possibile contemporeneità.
• In particolare le azioni incidentali o eccezionali vengono combinate
senza moltiplicatori, dal momento che la probabilità associata a
questi eventi è già molto bassa.
• Le combinazioni possono essere diverse per le strutture in acciaio o
in cemento armato. Ciò dipende dalla diversa dispersione delle
proprietà delle strutture che contribuiscono alla probabilità
complessiva di superamento degli stati limite.
SICUREZZA SISMICA NELLE INSTALLAZIONI NUCLEARI

COMBINAZIONI DI CARICO / ESEMPIO

Esempio tratto dalle ACI 349-97

• 1. U = 1.4D + 1.4F + 1.7L + 1.7H + 1.7Ro


• 2. U = 1.4D + 1.4F + 1.7L + 1.7H + 1.7Eo + 1.7Ro
• 3. U = 1.4D + 1.4F + 1.7L + 1.7H + 1.7W + 1.7Ro
• 4. U = D + F + L + H + To + Ro + Ess
• 5. U = D + F + L + H + To + Ro + Wt
• 6. U = D + F + L + H + Ta + Ra + 1.25Pa
• 7. U = D + F + L + H + Ta + Ra + 1.15Pa+ 1.0(Yr + Yj + Ym) + 1.15Eo
• 8. U = D + F + L + H + Ta + Ra + 1.0Pa+ 1.0(Yr + Yj + Ym) + 1.0Ess
• 9. U = 1.05D + 1.05F + 1.3L + 1.3H + 1.05To + 1.3Ro
• 10. U = 1.05D + 1.05F + 1.3L + 1.3H + 1.3Eo + 1.05To +1.3Ro
• 11. U = 1.05D + 1.05F + 1.3L + 1.3H + 1.3W + 1.05To + 1.3Ro
SICUREZZA SISMICA NELLE INSTALLAZIONI NUCLEARI

SISTEMI E COMPONENTI RILEVANTI PER LA SICUREZZA

Sono i sistemi che devono rimanere funzionali durante e


successivamente agli eventi di progetto (SSC : Safety-related
Structures, Systems and Components)

La loro funzionalità assicura il rispetto dei principali criteri normativi, tra


cui i livelli di radioattività rilasciati
In un impianto nucleare di potenza essi includono lo shutdown del
reattore ed il suo sicuro mantenimento in questa condizione.
SSC possono essere definiti anche come quelli il cui collasso o
interruzione di servizio può compromettere la stabilità o il funzionamento
di altri safety-related SSC’s
SICUREZZA SISMICA NELLE INSTALLAZIONI NUCLEARI

CLASSIFICAZIONE SISMICA DI SSC

Le classificazioni sismiche di SSC si basano su :

la funzione di sicurezza da assicurare, direttamente o indirettamente

la non-interazione tra SSC e non-SSC

Possono quindi essere richieste

integrità statica
integrità funzionale
integrità statica + integrità funzionale
SICUREZZA SISMICA NELLE INSTALLAZIONI NUCLEARI

APPROCCIO METODOLOGICO IN AMBITO NUCLEARE

stabilire l’obiettivo di sicurezza

Individuare sistemi e componenti rilevanti per la sicurezza

determinare i criteri necessari alla loro progettazione

implementarli nel progetto

dimostrare che il progetto soddisfa i requisiti di sicurezza


SICUREZZA SISMICA NELLE INSTALLAZIONI NUCLEARI

ESEMPIO DI CLASSIFICAZIONE SISMICA / GIAPPONE


Example of Seismic categorization
BWR PWR Seismic Seismic Design force
category
Containment Vessel Containment Vessel Horizontal and vertical
Control Rod Control Rod sesmic force (dynamic) due to
Residual Heat Removal System Residual Heat Removal System the basic earthguake ground
Emergency Diesel Generator Emergency Diesel Generator S motion Ss
Reactor Pressure Vessel Reactor Vessel Elastic design ground motion
Emergency Core Cooling System Safety injecting System Sd or 3.0 * ordinary building
forces if larger
Waste Disposal System Waste Disposal System B 1.5 * ordinary building forces
Turbine equipment
Main Generator Main Generator C ordinary building forces
Turbine equipment
SICUREZZA SISMICA NELLE INSTALLAZIONI NUCLEARI

ESEMPIO DI CLASSIFICAZIONE SISMICA / NRC RG 1.29

Seismic category I
Structures, systems, and components that are designed and built to withstand the
maximum potential earthquake stresses for the particular region where a nuclear
plant is sited.

Other structures are


NON-Seismic category I (or Seismic category II) unless those which failure could
reduce the functioning of category I SSC’s
SICUREZZA SISMICA NELLE INSTALLAZIONI NUCLEARI

ESEMPIO DI CLASSIFICAZIONE SISMICA (IAEA NS-G-1.6)

Four categories are defined:

seismic category 1:
items to be designed to withstand the consequences of SSE. Seismic category 1 is usually the
highest categories in terms of requirements

seismic category 2 :
items not included in cat. 1, which may have spatial interactions (e.g. due to collapse, falling or
dislodgement) or any other interactions (e.g. via the release of hazardous substances, fire or
flooding, or earthquake induced interactions) with items of items in seismic categories 1 and 3.

seismic category 3: I
tems that could pose a radiological hazard but that are not related to the reactor (e.g. the spent
fuel building and the radioactive waste building).

seismic category 4
include all items that are not in seismic category 1 or seismic category 2 or 3.
SICUREZZA SISMICA NELLE INSTALLAZIONI NUCLEARI

ESEMPIO DI CLASSIFICAZIONE SISMICA /ANSI/ANS-2.26, 2004 (1)


SICUREZZA SISMICA NELLE INSTALLAZIONI NUCLEARI

ESEMPIO DI CLASSIFICAZIONE SISMICA /ANSI/ANS-2.26, 2004 (2)


SICUREZZA SISMICA NELLE INSTALLAZIONI NUCLEARI

FASI PROGETTUALI DI SSC

Definizione dell’evento sismico al sito


Verifica della progettazione dell’edificio ospitante
Determinazione del moto alla base del componente
(spettro di piano e/o accelerogramma generato)
Analisi dinamica del componente
Eventuale revisione del progetto dell’edificio ospitante
Verifiche sul componente o sistema
SICUREZZA SISMICA NELLE INSTALLAZIONI NUCLEARI

CRITERI PER LA PROGETTAZIONE DEGLI SSC

Devono essere assicurate

l’integrità del sistema di raffreddamento del reattore

la capacità di arrestare in reattore e mantenerlo in una


condizione di shutdown sicuro;

la capacità di prevenire o mitigare le conseguenze di incidenti che


potrebbero dar luogo a potenziali esposizioni fuori dal sito a seguito
di eventi base di progetto, tra I quali il terremoto base
NORMATIVE CONVENZIONALI
E NORMATIVE NUCLEARI
NORMATIVE CONVENZIONALI E NORMATIVE NUCLEARI

GENERALITÀ

Non esistono, in senso stretto, normative strutturali specificamente nucleari

Alcune normative (es.: A.C.I.) prevedono l’applicazione mirata, come caso a sé


stante

Dovendo i progetti essere approvati dagli Enti di Controllo, questi possono


indicare, come condizione necessaria all’approvazione, delle Normative di
Riferimento, o emettere «raccomandazioni» (Linee Guida, Guide Tecniche, ecc.)

Possono essere previste diverse fasi approvative (Progetto di Massima con


Fattibilità Strutturale, Progetto Particolareggiato, Progetto Esecutivo, ecc.) in
dipendenza della legge istitutiva dell’Ente di Controllo

77
NORMATIVE CONVENZIONALI E NORMATIVE NUCLEARI

IL SISTEMA DI REGOLAMENTAZIONE
I PRINCIPI INTERNAZIONALI

La piramide della gerarchia regolamentare


NORMATIVE CONVENZIONALI E NORMATIVE NUCLEARI

REQUISITI DI UN CORPO NORMATIVO STRUTTURALE

Un corpo normativo strutturale deve fornire una serie di riferimenti


per:
• circoscrivere la tipologia delle opere in oggetto
• elencare i carichi applicabili e le loro combinazioni
• Indicare le metodologie di analisi strutturale
• definire i tipi di verifica da condurre
ovvero
• fissare i valori limite di sollecitazioni e/o spostamenti
NORMATIVE CONVENZIONALI E NORMATIVE NUCLEARI

NORMATIVE APPLICABILI IN AMBITO NUCLEARE

È compito degli Organi di Controllo di ciascun paese, sulla base di standard


esistenti, convenzionali e no, stabilire un Corpo normativo cui attenersi,
emettendo in proposito delle Linee Guida ad uso del progettista, che rimandano
alle norme, che vengono definite sulla base dei requisiti di sicurezza.

Queste norme possono coincidere o meno con quelle per le costruzioni


ordinarie, in funzione dei livelli di sicurezza richiesti alle diverse parti d’impianto,
che vengono classificate a tal fine.
NORMATIVE CONVENZIONALI E NORMATIVE NUCLEARI / 1
NORMATIVE APPLICABILI / ITALIA

Norme tecniche per le costruzioni - D.M. 14 Gennaio 2008


Non contengono indicazioni specifiche per gli impianti nucleari

http://geologilazio.it/public/file/normativa/NTC/1_NTC_TeoriaRoma_3.pdf
NORMATIVE CONVENZIONALI E NORMATIVE NUCLEARI
NORMATIVE APPLICABILI / EUROPA
EUROCODICI

Eurocodice 0 - indicazioni per il metodo semiprobabilistico agli stati limite


Eurocodice 1 - azioni di calcolo sulle strutture
Eurocodice 2 - strutture in c.a. e c.a.p..
Eurocodice 3 - strutture in acciao
Eurocodice 4 - strutture miste acciaio-calcestruzzo.
Eurocodice 5 - opere in legno
Eurocodice 6 - strutture in muratura.
Eurocodice 7 - fondazioni e muri di sostegno
Eurocodice 8 - aspetti sismici
Eurocodice 9 - strutture in alluminio

Non contengono indicazioni specifiche per gli impianti nucleari

Ad esempio l’EC8 precisa che:


“Special structures, such as nuclear power plants, offshore structures and large dams,
are beyond the scope of EN 1998”
NORMATIVE CONVENZIONALI E NORMATIVE NUCLEARI

NORMATIVE APPLICABILI / U.S.A.

LINEE GUIDA EMANATE DALL’ENTE DI CONTROLLO CONTENENTI CRITERI DI PROGETTO

• U.S. Regulatory Guide 1.29 “Seismic Design Classification”


• U.S. Regulatory Guide 1.60 “Design Response Spectra of Nuclear Power Plants”
• Regulatory Guide 1.61 “Damping Values for Seismic Design of Nuclear Power Plants”
• U.S. Regulatory Guide 1.92 “Combining modal responses and spatial components in
seismic Responses Analysis”
• U.S. Regulatory Guide 1.22 “Development of Floor Design Response Spectra for
Seismic Design of Floor-Supported Equipments or Component”
NORMATIVE CONVENZIONALI E NORMATIVE NUCLEARI

NORMATIVE APPLICABILI / U.S.A.

STANDARDS DI PROGETTAZIONE E VERIFICA EMANATI DA ENTI


INDUSTRIALI/ASSOCIAZIONI SU CRITERI DI PROGETTO, VERIFICA E
REALIZZAZIONE

• ACI 359 ASME III Div.2 “Code for Concrete Reactor Vessels and
Containments”
• ACI 349 “Nuclear Safety Related Concrete Structures”
• ANSI/AISC 690 “Nuclear Facilities Steel Safety-Related Structures
for the Design, Fabrication and Erection”
• ASCE 4-98 Seismic Analysis of Safety-Related Nuclear Structures

La validità è riconosciuta dall’Ente di Controllo


NORMATIVE CONVENZIONALI E NORMATIVE NUCLEARI

NORMATIVE APPLICABILI / U.S.A.

Oltre alle Regulatory Guides l’ente di controllo USA pubblica le


Standard Review Plan, che definiscono e illustrano i criteri
seguiti nell’esame dei progetti e individuano nel dettaglio
metodologie ritenute accettabili dall’ente di controllo.
NORMATIVE CONVENZIONALI E NORMATIVE NUCLEARI

INTRODUCTION
Purpose of the Standard Review Plan
The Standard Review Plan (SRP) provides guidance to US Nuclear Regulatory
Commission (NRC) staff in performing safety reviews of construction permit (CP) or
operating license (OL) applications (including requests for amendments) under 10 CFR
Part 50 and early site permit(ESP), design certification (DC), combined license (COL),
standard design approval (SDA), or manufacturing license (ML) applications under 10
CFR Part 52 (including requests for amendments).

The principal purpose of the SRP is to assure the quality and uniformity of staff safety
reviews. It is also the intent of this plan to make information about regulatory matters
widely available and to improve communication between the NRC, interested members
of the public, and the nuclear power industry, thereby increasing understanding of the
NRC’s review process.
NORMATIVE CONVENZIONALI E NORMATIVE NUCLEARI

NORMATIVE APPLICABILI / CONSIDERAZIONI.

• In ambito nucleare esiste una significativa interazione tra le


normative e gli impianti.
• Infatti le norme devono fornire indicazioni specifiche per le
particolari problematiche degli impianti.
• Questi presentano requisiti di sicurezza e tipologie costruttive
diversi da quelli delle costruzioni di altri settori e la norma
nasce anche dalla soluzione tecnica adottata.
• Questo fatto rende il settore molto “conservatore”
• Nuove soluzioni devono essere valutate alla luce di norme che
vanno definite appositamente e calibrate sulla base di analisi
teoriche e sperimentali
APPROCCIO DETERMINISTICO
E APPROCCIO
PROBABILISTICO
APPROCCIO DETERMINISTICO E APPROCCIO PROBABILISTICO

MODELLI DETERMINISTICI E MODELLI PROBABILISTICI

Un modello matematico si defininisce deterministico quando i dati


sono valori fissi o comunque ottenuti da elaborazioni di tipo
deterministico, in quanto non si tiene in considerazione l'incertezza
associata alla loro determinazione

Un modello matematico si defininisce probabilistico quando i dati sono


associati alle loro possibili variazioni, casuali oppure no

• Il riferimento principale é alla valutazione della pericolosità sismica,


ma criteri del tutto analoghi vengono impiegati per altri tipi di azioni
o eventi.
• Si possono effettuare analisi probabilistiche per eventi indotti dal
sisma, ad esempio tsunami o fenomeni di liquefazione, ma anche per
fenomeni del tutto diversi, ad esempio la caduta di un aereo.
APPROCCIO DETERMINISTICO E APPROCCIO PROBABILISTICO

VALUTAZIONE DELLE AZIONI SISMICHE DI PROGETTO

Il metodo deterministico si basa sullo studio dei danni osservati in occasione di eventi
sismici che storicamente hanno interessato un sito, ricostruendo degli scenari di
danno per stabilire la frequenza con cui si sono ripetute nel tempo scosse di uguale
intensità.
Il metodo richiede informazioni complete sulla sismicità locale e sui risentimenti, non
sempre disponibili

Il metodo probabilistico prevede che la pericolosità sia espressa come la probabilità


che in un dato intervallo di tempo si verifichi un evento con assegnate caratteristiche.
Il metodo probabilistico più utilizzato è quello di Cornell, che prevede vengano
individuate nel territorio le zone responsabili degli eventi sismici (zone sismo
genetiche), sia quantificato il loro grado di attività sismica e si calcolino gli effetti
provocati da tali zone sul territorio in relazione alla distanza dall’epicentro
da http://www.protezionecivile.gov.it/
APPROCCIO DETERMINISTICO E APPROCCIO PROBABILISTICO

PERICOLOSITA’ SISMICA E RISCHIO SISMICO

Pericolosità e rischio sono due concetti fondamentalmente differenti.

La pericolosità é definita da un livello di intensità del moto in funzione della sua


probabilità di eccedenza

Il rischio é definito dalla probabilità che un certo livello di danno sia superato in un
periodo di riferimento,

In ambito nucleare il rischio é la convoluzione tra


pericolosità, fragilità di SSC ed esposizione

fragilità
probabilità condizionata di rottura/collasso di una SSC per un dato livello dell’azione
sismica, generalmente definito dalla PGA (per una struttura può essere associato ad
un livello di danno o al collasso, per un componente alla perdita di funzionalità).

esposizione
il danno può essere strutturale, o di contaminazione, economico, alle persone, ecc,
APPROCCIO DETERMINISTICO E APPROCCIO PROBABILISTICO

VALUTAZIONE DELLA SICUREZZA SISMICA CON METODO PROBABILISTICO

Nelle strutture convenzionali la capacità della struttura viene definita


impiegando diversi valori delle resistenze dei materiali, definiti attraverso
misure in situ e fattori di confidenza, ma la procedura di analisi è simile a
quella della deterministica, ed il risultato viene espresso in termini di rapporti
capacità/domanda, molto simili a coefficienti di sicurezza.

Negli impianti nucleari ed in particolar modo nei reattori la valutazione della


sicurezza sismica è invece finalizzata alla definizione della probabilità di avere,
per effetto del sisma, un danno al nocciolo del reattore.
Questa probabilità viene espressa attraverso la Core Damage Frequency (CDF)
e determinata con un approccio probabilistico.
La metodologia impiegata è comunemente detta Seismic Probabilistic Safety
Assessment (SPSA) , alternativa alla Determinisic Seismic Hazard Assessment
(DSHA)
APPROCCIO DETERMINISTICO E APPROCCIO PROBABILISTICO

DETERMINISTC SEISMIC HAZARD ASSESSMENT (DSHA)

• Si identificano tutte le sorgenti sismiche che possono dar luogo ad effetti


al sito
• Si definisce la massima magnitudo credibile e la distanza dal sito per ogni
sorgente
• Utilizzando una appropriata relazione di attenuazione, si determina
l’accelerazione di picco al suolo (PGA) al sito dovuta ad ogni sorgente.
• Il valore di progetto della PGA al sito é il massimo delle PGA dovute alle
singole sorgenti sismiche .
• Lo spettro di risposta é definito da una forma spettrale standard (ad
esempio NRC RG 1.60) per un sito roccioso di riferimento.
• Gli effetti di sito sono valutati con analisi di amplificazione o tecniche di SSI
(Soil Structure Interaction).
APPROCCIO DETERMINISTICO E APPROCCIO PROBABILISTICO

SEISMIC PROBABILISTIC SAFETY ASSESSMENT (SPSA)

La metodologia di Cornell è stata sviluppata e implementata nella RG


1.165
Essa consente la definizione di un design Basis Event (SSE e OBE) in
termini di parametri ingegneristici come PGA o spettri di risposta
associati a una data probabilità di superamento .
Questa tecnica tiene conto dell'incertezza aleatoria insita nella natura
casuale del moto del suolo e può essere utilizzato anche considerando
l'incertezza epistemica nella definizione delle leggi di ricorrenza e
attenuazione .
CONCLUSIONI
CONCLUSIONI

I terremoti non si possono prevedere, ma se ne può realisticamente (ovvero, ingegneristicamente) conoscere la


probabilità di accadimento

In ragione della probabilità di accadimento, è possibile pianificare una limitazione dei danni, stabilendo i c.d. “livelli di
rischio”, ponendo al primo posto la vita umana

In questo senso, in campo nucleare è posta primaria attenzione alla minimizzazione dei rilasci, anche in caso di sisma

Esistono numerose normative strutturali utilizzzabili, ma è sempre compito degli Organi di Controllo, che ad esse
fanno riferimento, il licensing di opere e attività nucleari

Lo stato dell’arte della materia è in continua evoluzione, grazie alle nuove conoscenze dovute (purtroppo)
all’esperienza e agli sforzi della ricerca

In ambito di ricerca, studio del comportamento dinamico di strutture e studio del la fenomenologia sismica sono in
simbiosi sinergica

L’approccio probabilistico, ancora poco diffuso, sembra fornire risultati migliori di quello deterministico, in un ‘ottica
di analisi costi/benefici di opere e interventi

.
96
GRAZIE PER L’ATTENZIONE

Alberto Taglioni
antalgo@libero.it

tel. 329 5396774


Si ringraziano

il dott. LEONELLO SERVA (Ordine dei Geologi del Lazio)


l’ing. VITTORIO LUCARELLI (Ordine Ingegneri di Latina)

per il materiale messo gentilmente a disposizione

Laddove non direttamente indicato nel testo , grafici e figure sono stati desunti dai
seguenti indirizzi internet:

http://www2.ing.unipi.it/~a005843/Costruzioni%20in%20zona%20sismica/Nuova%20car
tella/8-azione%20sismica.ppt.
http://www2.ing.unipi.it/~a005843/Costruzioni%20in%20zona%20sismica/Nuova%20car
tella/7-1gdl-spettri%20inelastici.ppt.
http://www.dica.unict.it/users/prossi/Files/Files%20Progetto/Lezione%2011%20Struttur
e%20(Spettri%20Normativa).pdf.
https://www.unirc.it/documentazione/materiale_didattico/1466_2013_341_17724.pdf
http://www.risknet-alcotra.org/rna/allegati/18-nov-fantilli_762.pdf
http://geologilazio.it/public/file/normativa/NTC/2_NTC_ApplicazioniRoma_3.pdf.