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Azioni Esplosive sulle strutture e conseguente aumento di volume dei prodotti di

reazione”. Infatti, esistono tantissimi fenomeni che


in C.A. ricadono nell’accezione “esplosione”, come
distinguono Mays e Smith [2]: fenomeni fisici,
SERGIO TATTONI, DICAAR, Università di nucleari o chimici. Ad esempio l’esplosione di un
Cagliari cilindro di gas compresso ricade nella prima
FLAVIO STOCHINO, DICAAR, Università di categoria, l’energia rilasciata durante la
Cagliari formazione di nuovi nuclei atomici mediante la
ridistribuzione di neutroni e protoni ricade nella
seconda, la rapida ossidazione di elementi
SUMMARY combustibili nella terza.

This paper deals with the effect of blast


loading on R.C. structures. After depicting load 2. MODELLO DEL CARICO DA
and materials characteristics in blast event,
different alternative structural models are
ESPLOSIONE
proposed. The first approach idealizes the beam Il modello di un carico strutturale proveniente
as a single degree of freedom system, the second da un’esplosione deve tener conto di tantissime
models it by means of Euler-Bernoulli’s theory and variabili difficilmente conoscibili a priori in fase di
its elastic-plastic behaviour is expressed through a progetto. Tipicamente l’andamento nel tempo
nonlinear relationship between bending moment della pressione è riportato nella Figura 1 (a) nel
and curvature. The effects of strain rate are taken caso di detonazione (la velocità dell’onda di
into consideration by introducing time-variable pressione supera quella del suono) mentre n
coefficients into the equations of motion derived Figura 1 (b) è rappresentato il caso di
from the two models. The comparison with some deflagrazione (la velocità dell’onda di pressione
experimental results assesses the reliability of the non supera quella del suono). Nel primo caso il
approach, and a sensibility analysis of the grado di occupazione volumica dell’ambiente non
different involved parameters is then developed. è rilevante e diventano predominanti la quantità di
Slenderness and span length proved to be the key esplosivo e la sua distanza dall’obiettivo.
parameters and let the Authors to find a In [3] l’Autore propone una precisa sintesi di
polynomial relation between them and the
quali sono i metodi per valutare l’effetto delle
maximum displacement/velocity of the beam.
azioni esplosive sulle costruzioni. Si possono
distinguere in particolare tre categorie:
 Metodi empirici: essenzialmente
1. INTRODUZIONE correlazioni statistiche dei dati
sperimentali.
I drammatici fatti di cronaca degli ultimi anni  Metodi semi-empirici: basati su modelli
pongono importanti ed urgenti quesiti sulla reale fisici semplificati del fenomeno. Si basano
sicurezza delle nostre costruzioni. I carichi estremi su analisi sperimentali e “case-studies”.
quali impatti, esplosioni ecc. si possono ritrovare  Metodi numerici: sono soluzioni
nella quotidianità con una frequenza numeriche delle equazioni della fluido-
insospettabilmente alta. Infatti il problema degli dinamica che governano il fenomeno
attacchi terroristici, così importante per la fisico dell’esplosione (analisi di Fluido
progettazione delle costruzioni strategiche, si Dinamica Computazionale (CFD)).
affianca a quello degli incidenti che, purtroppo, La scelta di quale sia il metodo migliore
interessano sempre un maggior numero di dipende, ovviamente, da quante informazioni
fabbricati residenziali e produttivi1. Per capire la possediamo sullo scenario. Infatti, più sarà
complessità del problema è interessante riportare sofisticato il modello e più parametri dovranno
la definizione di esplosione proposta da Genova- essere noti.
Silvestrini [1] “Con il termine esplosione si indica I modelli empirici, più semplici, hanno
una violenta reazione, tipica degli esplosivi, generalmente un grado di approssimazione
caratterizzata da un forte sviluppo di gas e calore maggiore. Esistono diversi manuali ([4] ad es.) in
cui si trovano abachi e tabelle frutto di tantissime
1 analisi sperimentali. Questi dati possono essere
Una interessante quantificazione del fenomeno in Italia si molto utili per valutare l’entità del carico da
può trovare su
http://www.alborghettist.191.it/elenco_esplosioni_in_italia.html esplosione perché permettono di avere un ordine
in cui si mostra come gli incidenti “esplosivi” hanno una di grandezza delle differenti variabili interessate
frequenza praticamente mensile.
nel problema e nell’ambito circoscritto delle esplosiva in termini di kg di TNT equivalente2.Un
condizioni sperimentali in cui sono stati elaborati secondo livello di incertezza riguarda la geometria
sono anche precisi. I modelli semiempirici sono dello scenario intesa sia come distanza tra la
sviluppati cercando di interpretare la base fisica posizione della carica e la struttura obiettivo sia
del fenomeno analizzato tramite ipotesi come posizione relativa tra i vari oggetti presenti
semplificative. Si possono trovare tantissimi (muri di protezione, opere di arredo urbano per le
manuali con questo tipo di formulazioni (ad es. [5], esplosioni esterne, ma anche dimensione e grado
[6]). Un caso emblematico è il metodo di Hudson di occupazione volumica degli ambienti in cui
per valutare l’effetto di compensazione che avviene un’esplosione interna). Generalmente il
subisce l’onda di pressione quando colpisce una parametro più comunemente adottato che
superficie di larghezza finita. Infatti, la presenza descrive questa problematica è la distanza di
degli effetti di bordo produce una riduzione stand-off “d”, ossia la distanza tra la posizione
ingente della pressione effettivamente presente della carica e l’obiettivo.
sul bersaglio. Hudson in [7] propone una serie di Nella letteratura corrente ([1], [2], [4]) queste
ipotesi (ad. es la planarità dell’onda di pressione due variabili (distanza d e massa in TNT
incidente) che permettono di trovare una equivalente M) vengono espresse mediante una
soluzione in forma chiusa delle equazioni che nuova grandezza chiamata distanza scalata
definiscono il problema. Il metodo in questione è espressa dalla (1):
stato recentemente riscoperto da Tyas et alt. [8], d (1)
[9] che tramite alcuni test sperimentali hanno z 1
dimostrato che la precisione ottenibile con questo M3
approccio è molto superiore a quella che si ha con In tal senso si approssima spesso il carico
gli usuali metodi (ConWep ecc). proveniente da una detonazione con un
Modelli più complessi vengono realizzati diagramma pressione tempo triangolare/impulsivo
mediante i software di fluido-dinamica come quello mostrato in Figura 1 (a).
computazione (CFD) che forniscono soluzioni
numeriche alle equazioni che rappresentano
analiticamente il problema : equazione di P P
continuità, equazione di Navier Stokes, equazione
di conservazione dell’energia. Pside-on Pside-on
Infatti, la principale difficoltà consiste nel fatto
che tali equazioni contengono termini non lineari
che non sempre permettono di trovare soluzione t
in forma chiusa. Nella maggior parte dei casi è Fase positiva Fase positiva
necessario ricorrere ad una discretizzazione (a) (b)
numerica nello spazio e nel tempo. Il modo in cui
viene effettuata questa discretizzazione (mesh) Figura 1. Diagrammi pressione-tempo tipici di
caratterizza il codice di calcolo e le tecniche detonazione (a) e deflagrazione (b).
numeriche che implementa: se viene scelto il
punto di vista lagrangiano si segue l’evoluzione
Si noti nella stessa immagine come, superata
dello stato di ogni singola particella con una mesh
la durata della fase positiva di carico si crei una
che si deforma e si sposta con il materiale. Se si depressione sul bersaglio. Tenerne conto o meno
sceglie l’approccio euleriano ci si concentra sullo nelle analisi strutturali dipende dalla precisione e
stato del fluido in specifici punti dello spazio ai accuratezza del modello che si vuole sviluppare.
diversi istanti di tempo. In questo caso la mesh è Generalmente si trascura questo effetto senza
fissa e viene attraversata dal materiale in commettere grossi errori soprattutto nei calcoli di
movimento. Esistono codici che utilizzano predimensionamento.
entrambi i sistemi secondo le varie situazioni Di seguito gli Autori si riferiranno
(Arbitrary Lagrangian Eulerian ad es.). esclusivamente a questo tipo di scenario.
Con riferimento specifico al problema delle
detonazioni esterne causate da attacchi terroristici
le incertezze e le difficoltà da affrontare si
possono descrivere in più livelli: il primo è quello
che riguarda la quantificazione della minaccia

2
Il fattore di equivalenza è ricavato sulla base di
considerazioni energetiche tra il TNT e gli altri esplosivi.
3. MODELLO COSTITUTIVO DEI s
MATERIALI
fyk

Con particolare riferimento alle strutture in


C.A. la descrizione del modello costitutivo dei
materiali va sviluppata in ambito dinamico.
Infatti, sia il calcestruzzo sia l’acciaio presentano
comportamenti sensibili alla velocità di
deformazione (strain-rate). Nei regimi di carico
Es
impulsivi/dinamici (l’ordine di grandezza è 100- s
300 1/s) tipici delle esplosioni questa sensibilità sy
altera in maniera significativa le caratteristiche dei
materiali. Come ben sintetizzato in [10] per quanto
riguarda le proprietà meccaniche dell’acciaio Figura 2. Diagramma costitutivo dell’acciaio.
all’aumentare dello strain-rate si osserva:
 aumento dello sforzo di snervamento fyk; Per tener conto degli effetti dinamici di strain
 aumento dello sforzo di rottura ft; rate ci si è riferiti alla formulazione del CEB 187
[11] nel quale si possono trovare le seguenti
 aumento della deformazione ultima in
relazioni che modificano il valore di sforzo
trazione εt.
massimo sul calcestruzzo (3),(4) e sulla
Il modulo elastico di Young risulta, al contrario,
corrispondente deformazione (5).
indipendente dalla velocità di deformazione.
Il calcestruzzo a sua volta all’aumentare dello  c 1.026 (3)
per c  30s
1
strain-rate esibisce un comportamento dinamico fcm,dyn  fcm   6 
caratterizzato da:
30 10 
(4)
 fcm    c  per c  30s
1/3 1
 aumento dello sforzo di rottura fcu; fcm,dyn
 aumento del modulo elastico Ec;
 un differente comportamento delle fessure In cui c rappresenta il valore della velocità di
che non si sviluppano a partire da un deformazione nel calcestruzzo, mentre,  =
singolo meccanismo (come nel caso 1/(5+3·fcm/4) e  = 10^(6.156·-0.492).
quasi-statico), ma si formano e si
c 0.02
 c1,dyn   c1    (5)
sviluppano in punti differenti allo stesso 
tempo; 30 106 
 aumento della complessiva resistenza
flessionale.
Nei modelli strutturali presi in considerazione
c (<0)
dagli autori nel presente lavoro si è scelto di tener
conto di queste caratteristiche secondo fcm
l’approccio della moderna letteratura ([11],[12]). In
fcu
entrambi i documenti citati si propongono delle
formulazioni che tengono conto del
comportamento dinamico aggiornando le
caratteristiche meccaniche statiche.
Per quanto riguarda l’acciaio si è scelto un
modello idealmente elasto-plastico come quello c
presentato in Figura 2. Per il calcestruzzo ci si è c1 c lim
riferiti al MC 2010 [12] e si è utilizzato un legame
sforzo deformazioni descritto dalla (2) e Figura 3. Diagramma costitutivo del calcestruzzo.
rappresentato in Figura 3:
k   c /  c1   c /  c1
2
(2)
 c  fcm Nello stesso codice [11] si propone la
1  k  2   c /  c1 seguente formula di variazione dello sforzo di
In tale relazione (2) k rappresenta il rapporto tra il snervamento dell’acciaio (6):
modulo elastico tangente e quello secante.  6  s  (6)
per   10s
1
f yk,dyn  f yk  1  ln  5 
s

 f yk  5  10 
4. MODELLI STRUTTURALI equivalenza energetica; si rimanda a [16] per una
descrizione dettagliata del modello.
Nel caso di carichi impulsivi dovuti a
detonazioni, i crolli strutturali si possono q(t)
distinguere in due principali categorie come ben
sottolineato in [10]: x
 crolli localizzati di parti della struttura
circoscritte (punching, spalling etc.)
direttamente dovute all’effetto dell’onda
v(x,t)
d’urto sugli elementi strutturali; l
 crolli globali che interessano la struttura
nella sua totalità. Spesso accadono a (a)
seguito di crolli localizzati e sono PE(t)
strettamente connessi al grado di
robustezza della struttura.
Ovviamente i crolli globali sono i più pericolosi ME(t)
e la capacità di ridistribuire i carichi a seguito del vE(t)
collasso di un singolo elemento è una delle KE(t)
caratteristiche richieste dalle moderne normative
prestazionali. Nel progetto e nelle analisi entrambi
i tipi di crolli vanno presi in esame. Gli autori (b)
hanno affrontato diversi casi di studio che
riguardano la resistenza di singoli elementi
strutturali al carico da esplosione. Figura 4. Trave (a) e corrispondente modello ad
Ad esempio in [13] e [14] è sviluppata una un grado di libertà (SDOF) (b)
particolareggiata analisi parametrica su quali
siano le variabili che maggiormente influenzano il
comportamento di travi semplicemente In sintesi il comportamento dinamico
appoggiate in C.A. sottoposte alle pressioni dell’oscillatore viene rappresentato da due
provenienti da esplosioni. In questi lavori si è equazioni differenziali lineari a coefficienti variabili
evidenziato come snellezza (Luce/altezza accoppiate: una valida in campo elastico ed una in
sezione) e massa della trave siano i parametri campo plastico (7b).
d2v t
chiave per indagare la risposta strutturale. M E,el E2  KE,el t vE t  PE t per 0  vE  vEy (7a)
dt
4.1. MODELLO SDOF d2vE t
M E,pl  KE,pl t vE t   (t )vEy  PE t per vEy  vE  vEu (7b)
dt 2
Il modello dinamico strutturale più semplice dove    KE,el t  KE,pl t
per indagare il comportamento di singole travi è
quello di oscillatore ad un solo grado di libertà Nelle equazioni (7b) si sono introdotti i valori
(SDOF). In Figura 4 è mostrato il caso sviluppato delle masse equivalenti: ME,pl=0.66 Massatrave per
dagli Autori: trave semplicemente appoggiata il campo plastico e ME,el=0.78 Massatrave per il
investita da un’onda di pressione piana. Tale trave campo elastico; il carico equivalente è assunto
viene rappresentata con un oscillatore pari a PE=ql. Tali valori, desunti da [04],
caratterizzato da massa equivalente ME e esprimono l’equivalenza energetica tra la trave
rigidezza equivalente KE. Non si considera lo reale e lo SDOF equivalente e l’uguaglianza tra il
smorzamento in quanto non significativo: in caso massimo spostamento di una sezione
di carichi impulsivi l’eventuale collasso caratteristica della trave (sezione di mezzeria ad.
dell’elemento avviene usualmente durante il primo es.) e il massimo spostamento dell’oscillatore
picco di spostamenti ed è scarsamente probabile elementare. La soluzione di tali equazioni è stata
che possa accadere durante le successive determinata in via numerica implementando in
oscillazioni libere [15]. ambiente MATLAB il metodo delle differenze finite
Il comportamento non lineare della trave nella sua formulazione esplicita. Si rimarca come
discende dall’ipotesi che il collasso sia di tipo la presenza dei coefficienti variabili KE,el e KE,pl
flessionale ed avvenga con formazione di cerniera tenga conto istante per istante della variazione
plastica concentrata in mezzeria. Il legame tra la delle caratteristiche meccaniche dei materiali con
relazione sezionale momenti-curvature e la lo strain-rate (equazioni (3-6)). Lo Stato Limite
relazione equivalente forza-spostamenti (Figura 5) Ultimo coincide con il raggiungimento della
è calcolato mediante equazioni di equilibrio e di deformazione ultima della fibra di calcestruzzo più
compressa.
l’equazione alle derivate parziali a coefficienti
variabili fortemente non lineare (10).
M 2M  2v (8)
q   2
x 2
t
Mu
K   K  2v  (9)
My M  M tanh     M tanh  2
M   M x 
 2
2  K t 2v x,t  K t  K t 2v x,t3v x,t 
K t sech   2 tanh   
  M t x2  x3  
 M t x2   M t     (10)
 2  4   2v x,t
2 K t  v x,t  v x,t 
K t sech  
   q  x,t
K  M t x2  x
4 t2

y u Tale equazione (10) è stata integrata, nel


 tempo e nello spazio, in forma numerica con il
(a)
metodo delle differenze finite nella sua
8  Mu Pu  Py formulazione esplicita mediante un originale
Pu  qu  l 
P l KE,pl  codice sviluppato in ambiente MATLAB. Si
vEu  vEy
Pu sottolinea come i termini K e M siano variati
Py 1
istante per istante in funzione dello strain-rate
KE,pl vEu  vEy   u   y   lp  l mediante le precedenti equazioni (3-6). Ma è
4
8 My
importante anche il fatto che in questo modello la
Py  qy  l  plasticità e la non linearità della struttura siano
l pu l
vEpu   distribuite e non concentrate. In altri termini non si
2 2 fa ricorso al concetto di cerniera plastica, ma la
Py 384  K
 
KE,el KE,el vEy 5  l3
non linearità flessionale è direttamente espressa
nell’equazione del moto (10). Anche in questo
vEy vEu vE caso il raggiungimento dello SLU di collasso
vEpu coincide con lo schiacciamento della fibra di
calcestruzzo più compressa.
vEy 
5  qy  l 4

5  Py  l 3 (b)
384  K 384  K
4.3. MODELLO FE
Figura 5. Relazione sezionale Momenti-Curvature
Per completezza si è anche sviluppato un
(a) e legge Forza-Spostamenti dello SDOF
modello agli elementi finiti mediante il software
equivalente (b).
commerciale Midas Gen 2012 (v2.1). Nello
specifico si è utilizzato il modello non lineare
dinamico a fibre ed il criterio di collasso è il
4.2. MODELLO TRAVE CONTINUA medesimo di quello degli altri modelli: si ha la
rottura quando la fibra più compressa di
Il modello SDOF, apprezzabile per la calcestruzzo raggiunge la massima deformazione.
semplicità d’impostazione ed il ridotto onere Poiché il codice non permette di tener conto degli
computazionale, risente però delle semplificazioni effetti di strain-rate sono state inserite come dato
adottate, quale ad esempio la lunghezza della di input le caratteristiche meccaniche dei materiali
cerniera plastica. Tale grandezza è fondamentale calcolate nel modello a trave continua nell’ultimo
per la determinazione del comportamento non istante prima della rottura.
lineare, ma le formulazioni maggiormente adottate
nella letteratura si basano su studi empirici [17].
4.4. CASO STUDIO
Inoltre lo SDOF fornisce le informazioni relative
allo spostamento di una sola sezione della trave di
I tre modelli descritti ai precendenti §4.1, §4.2,
conseguenza rimangono completamente incogniti
§4.3 sono stati utilizzati per calcolare la risposta di
i campi di spostamento e curvatura nel resto della
alcune travi in C.A. sottoposte sperimentalmente a
struttura.
carico da esplosione da Magnusson e Hallgren
Un modello più accurato che supera le
[18],[19]. In questo modo è stato possibile testare i
imprecisioni dello SDOF è stato discusso in [16].
modelli con risultati sperimentali attendibili.
Gli autori, in tale lavoro, sulla base della teoria
L’analisi qui presentata riguarda la trave B40_D5,
della trave di Euler-Bernoulli (equazione (8))
semplicemente appoggiata soggetta ad un carico
propongono un legame momento-curvatura
approssimato come uniforme nello spazio (poiché
espresso dall’equazione (9). L’introduzione di
la carica si trovava ad una distanza di stand-off
quest’ultima nell’equazione (8) produce
sufficientemente grande) e con l’andamento nel
tempo mostrato nella Figura 6.

q (kN/m)
450
Cella carico 1
400 Cella carico 2

350

300

250
Figura 7. Andamento temporale degli spostamenti
150 nella sezione in mezzeria per la trave B40_D5
calcolato con diversi modelli teorici al confronto
100 dei risultati sperimentali.

50 t (ms)
Si può notare come il modello a trave continua
0 (BEAM) fornisca la previsione migliore soprattutto
0 1 2 3 4 5 6 per quel che riguarda il tempo di raggiungimento
del collasso (circa 4 msec).

Figura 6. Andamento temporale del carico per la


trave B40_D5. x
0 l/4 l/2 3l / 4 l
0.00
t = 1 ms
0.01
Le caratteristiche geometriche e meccaniche
della trave sono sintetizzate nella Tabella 1. 0.02
t = 2 ms
0.03
Lunghezza 1.5 m Rck Calcestruzzo 43 MPa
0.04
Larghezza 0.300 m εcu Calcestruzzo 3.59 ‰
Altezza 0.160 m fyk 604 MPa 0.05
t = 3 ms
Copriferro 0.025 m Es 210 GPa 0.06

Armatura tesa 5 ϕ 6 mm Densità lineare μ 120 kg/m 0.07


Armatura
2ϕ10 mm Staffe Φ8 mm
compresa 0.08  (x) a rottura
 (1/m)
Tabella 1. Caratteristiche geometriche e
meccaniche della trave B40_D5.

Figura 8. Andamento temporale delle curvature θ


5. RISULTATI E APPLICAZIONI lungo tutta la trave B40_D5 calcolato con il
modello a trave continua.
5.1. ANALISI DINAMICHE

In Figura 7 sono riportati i risultati dei tre modelli Si osservi che le misurazioni effettuate da
sopra illustrati in riferimento allo spostamento Magnusson e Hallgren, che proseguono dopo il
della sezione di mezzeria della trave B40_D5. raggiungimento della deformazione ultima del
calcestruzzo, rivelano una dislocazione plastica
post-rottura, non calcolabile con i modelli teorici
qui utilizzati. Questi comunque forniscono risultati
praticamente coincidenti con quelli sperimentali Lunghezza Travi m 6÷12
per la durata significativa dell’evento. Snellezza h/L 1/9-1/15
Come detto in precedenza il modello a trave base h/2.5
continua permette di conoscere più A s1 0.005÷0.01
 s1 
compiutamente il campo degli spostamenti e delle bd
curvature come mostrato in questo caso nelle As2 0.25÷0.5
Figura 9 e Figura 8 rispettivamente. u
A s1
Cls MPa fck=20÷40
Acciaio B450 C

0 l/4 l/2 3l / 4 l x
0 Tabella 2. Caratteristiche geometriche e
2 t = 1 ms meccaniche delle travi utilizzate per le analisi
statistiche.
4

6 t = 2 ms
P MPa
8

10 Carico Alto
t = 3 ms 0.8 Carico Basso
12

14 0.4
16

v (mm) v(x) a rottura 0.2

Figura 9. Andamento temporale degli spostamenti 2.7 5 t msec


v lungo tutta la trave B40_D5 calcolato con il
modello a trave continua.
Figura 10. Scenari di carico considerati
nell’analisi.
5.2. ANALISI STATISTICHE

Le analisi presentate nel §5.1 dimostrano la


consistenza di entrambi i modelli teorici SDOF e
BEAM. È ragionevole quindi sviluppare gli
approcci presentati in [13] e [14] per studiare
l’affidabilità e la sicurezza di travi in C.A.
normalmente utilizzate nella pratica costruttiva.
Con questo scopo si presentano in questa sede i
risultati ottenuti con il modello SDOF equivalente
per 4000 travi semplicemente appoggiate
soggette ad un carico uniformemente distribuito le
cui caratteristiche sono sintetizzate nella Tabella
2. All’interno dei limiti presenti in quest’ultima i
parametri sono stati fatti variare secondo una
distribuzione uniforme per indagare una vasta
varietà di casi.
Si sono considerati semplicemente due
scenari di carico (triangolare nel tempo) distinti in
scenario “Alto” e “Basso” le cui caratteristiche
sono sintetizzate nella Figura 10: il carico Alto Figura 11. Percentuali di collasso delle travi
prevede un’intensità che varia uniformemente tra esaminate con riferimento a tutti gli scenari di
0.4 e 0.8 MPa, mentre la durata varia a sua volta carico.
tra 2.7 e 5 msec. Il carico Basso ha intensità
variabile tra 0.4 e 0.2 MPa e durata con le stesse
caratteristiche del carico Alto. In Figura 11 sono mostrate le percentuali di
collasso di tutte le travi analizzate. Come si evince
facilmente il carico alto diventa pericoloso per
snellezze superiori a 10-11, poiché può arrivare a
percentuali di superamento dello SLU anche
maggiori del 50% (nel caso di snellezze 14-15).
La situazione è ovviamente molto meno
pericolosa nel caso di carico basso in cui gli
episodi di collasso sono molto pochi e
raggiungono percentuali di collasso massime del
30% nel solo caso delle snellezze maggiori.

Figura 13. Interpolazione statistica delle massime


velocità raggiunte per la condizione di carico alto.

In Figura 12 e Figura 13 sono mostrate le


interpolazioni statistiche ai minimi quadrati dei
massimi spostamenti e delle massime velocità
rispettivamente. La funzione polinomiale che le
interpreta è un “paraboloide cubico” rappresentato
dall’equazione (11) in cui x rappresenta la
Figura 12. Interpolazione statistica dei massimi lunghezza delle travi e y la snellezza delle stesse.
spostamenti per la condizione di carico alto. f ( x, y)  p0  p10 x  p01 y  p20 x2  p11xy  (11)
 p02 y 2  p12 xy 2  p03 y3
Con riferimento ai soli casi in cui non vi è stato
il raggiungimento dello SLU, è possibile sviluppare
una interpolazione ai minimi quadrati dei risultati
della sperimentazione numerica con lo scopo di
fornire una semplice funzione polinomiale in grado
di prevedere con una certa approssimazione quali
possano essere i massimi spostamenti delle travi
nelle due condizioni di carico. Infatti, i parametri
che maggiormente influenzano la risposta in
termini di massimo spostamento sono la snellezza
della trave e la sua massa (lunghezza). Come
spiegato in [13] e [14] al crescere della snellezza,
diminuisce la rigidezza e di conseguenza
aumentano i massimi spostamenti. Al crescere
della massa gli effetti inerziali della struttura
divengono più importanti, e questo può portare a
incrementi o decrementi degli spostamenti
massimi, a seconda delle caratteristiche del carico
applicato.
Figura 14. Interpolazione statistica dei massimi
spostamenti per la condizione di carico basso.

I coefficienti del paraboloide per i vari casi


studiati sono riportati nella seguente Tabella 3, i
parametri statistici che misurano l’accuratezza  R-square= misura come l’interpolazione
dell’interpolazione si trovano nella Tabella 4.3 interpreti la variazione dei dati sperimentali,
tecnicamente è il rapporto tra la somma dei
quadrati degli scarti della regressione
rispetto alla media e la somma dei quadrati
degli scarti totali.
 A.R_square= è una misura del parametro
precedente (R-square) corretta tenendo
conto dei gradi di libertà del modello.
 RMSE= Deviazione standard degli errori.

6. CONCLUSIONI

La determinazione della risposta strutturale di


elementi in C.A. a carichi esplosivi è argomento
complesso ed in continua evoluzione. I modelli
strutturali proposti nel § 4 hanno fornito ottimi
risultati, ma possono essere ancora migliorati: ad
esempio basandosi sulla teoria della trave di
Timoshenko (includendo deformazione a taglio e
Figura 15. Interpolazione statistica delle massime inerzia rotatoria) oppure scegliendo differenti
velocità raggiunte per la condizione di carico criteri di collasso. L’importanza dello strain-rate
basso. giustifica il maggiore sforzo computazionale
connesso alla sua applicazione, in particolare nei
P0 P10 P01 P20 P11 P02 P12 P03 casi in cui si raggiungono velocità di deformazione
S.A. -1.293 -0.055 0.388 -0.009 0.027 -0.045 -0.001 0.002 dell’ordine dei 100-300 1/s come facilmente
V.A. -116.0 0.200 32.780 -0.430 0.690 -3.296 -0.034 0.111 accade nel caso di esplosioni. Le differenze tra il
S.B. 0.988 -0.071 -0.218 0.003 0.007 0.017 -0.000 -0.000 modello SDOF ed il modello a trave continua sono
V.B. 16.71 -1.403 -3.699 0.084 0.114 0.334 -0.002 -0.010
state descritte in precedenza. In particolare il
primo tende a sottovalutare il tempo di
Tabella 3. Valori dei coefficienti del paraboloide e raggiungimento dello SLU e fornisce solo il valore
delle misure degli scarti per le varie analisi del massimo spostamento della sezione critica
presentate. (generalmente quella di mezzeria) Si rimarca che
la scelta tra i due va effettuata riguardo allo
Si noti come l’influenza della variabile y specifico caso a seconda di quale sia l’obiettivo
(snellezza = luce/altezza) ha un’importanza molto dell’analisi. In poco tempo lo SDOF fornisce
maggiore di quella della lunghezza delle travi x. indicazioni sulla velocità e spostamento della
Questo si può dedurre dalla funzione stessa sezione di mezzeria della trave, il modello a trave
espressa dalla (11) in cui la y compare con continua è più preciso ma richiede oneri
potenza terza e la x solo con potenza seconda. computazionali ben maggiori.
Le analisi statistiche del §5.2 sono suscettibili
SSE R-square A. R-square RMS
S.A. 0.576 0.557 0.552 0.025 di approfondimenti. In questa sede si fa osservare
V.A. 489.9 0.177 0.168 0.740 che l’idea di interpretare i massimi spostamenti
S.B 1.309 0.543 0.541 0.026 con una funzione polinomiale come la (11)
V.B 1058 0.2919 0.288 0.749 produce scarti abbastanza bassi (RMSE=0.02) nel
calcolo della risposta, a conferma della
Tabella 4. Valori dei coefficienti del paraboloide e significatività dei parametri considerati nell’analisi.
delle misure degli scarti per le varie analisi
presentate. 7. BIBLIOGRAFIA
3
Per interpretare la Tabella 4 si precisa che:
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