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CAPITOLO 4

QUALIFICAZIONE DEGLI OPERATORI


E DEI TECNICI ELETTRICI (PES E PAV)

4.1 - GENERALITÀ
La qualificazione delle persone destinate a intervenire sugli im-
pianti elettrici (manutentori, impiantisti, quadristi e verificatori)
richiede un’attenzione particolare, in relazione alla criticità delle
operazioni che esse svolgono. Una criticità che prende forma
per via del pericolo assai elevato (vedi il caso degli impianti di
media e alta tensione) o delle condizioni di rischio residuo ele-
vato (vedi il caso degli interventi su impianti BT sotto tensione o
in prossimità di impianti MT o AT sotto tensione), oppure sem-
plicemente per i rischi in cui potrebbero incorrere gli utilizzatori
a seguito di un intervento manutentivo scorretto.

4.2 - OBBLIGHI SANCITI DAL D.LGS. 81/08


Nel capitolo precedente si è già avuto modo di rilevare come
il D.Lgs. 81/08 imponga al datore di lavoro di formare, infor-
mare, istruire e addestrare i propri dipendenti in relazione alla
mansione svolta e alla tipologia di impianti, apparecchiature,
macchinari sui quali sono destinati a operare.
In relazione agli “operatori elettrici”, l’art. 82 del decreto appro-
fondisce i criteri di prevenzione da adottare in caso di lavori sot-
to tensione, stabilendo gli obblighi sintetizzati nella figura 4.1.
Come si può notare scorrendo lo schema di flusso riportato in
figura, il legislatore ribadisce a più riprese ciò che a suo giudi-
zio è l’elemento importante: la conformità alle norme di buona

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tecnica, vale a dire alle Norme CEI EN (traduzione italiana delle
norme europee EN emanate dal CENELEC) e alle Norme CEI
(redatte dal Comitato Elettrotecnico Italiano). A tali norme, pe-
raltro, rimanda continuamente il Capo III del D.Lgs. 81/08, de-
dicato agli “Impianti e apparecchiature elettriche”, elencandole
nell’allegato IX del testo di legge.
Il richiamo alle norme tecniche come immagine della regola
dell’arte, e quindi dello stato della tecnica, vale in questo caso
non solo per i manufatti elettrici (impianti, apparecchiature,
componenti ecc.) ma anche per:
■ le procedure di lavoro;
■ le attrezzature utilizzate.

Figura 4.1 - Obblighi sanciti dal D.Lgs. 81/08 in caso di lavori sotto tensione.

Obblighi sanciti dal D. Lgs. 81/08 in


caso di lavori sotto tensione

Le
tensioni su cui si opera Sì
sono di sicurezza (≤ 25 V in c.a.
e ≤ 60 V in c.c.)
?
Nessuna precauzione
NO particolare, purché a
Adottare procedure e utilizzare operare siano
attrezzature conformi a quanto persone qualificate
stabilito dalle Norme di buona
tecnica

Le
Sì tensioni su cui si opera NO
sono nell’ambito della BT (≤
1 000 V in c.a. e ≤ 1 500 V
in c.c.) ?

1) Esecuzione dei lavori sotto tensione 1) Lavori riservati ad aziende distributri-


affidata a persone riconosciute dal ci (Enel ecc.) autorizzate dal Ministero
datore di lavoro come idonee per del lavoro e della previdenza sociale.
svolgere tale attività, in conformità alle 2) Esecuzione dei lavori sotto tensione
indicazioni della pertinente normativa affidata a persone abilitate ai sensi
tecnica. della pertinente normativa tecnica.
2) Procedure adottate e attrezzature 3) Procedure adottate e attrezzature
utilizzate conformi ai criteri definiti dalle utilizzate conformi ai criteri definiti dalle
norme di buona tecnica. norme di buona tecnica

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Gli altri due concetti espressi dall’art. 82 sono:
1) sulle parti in tensione cosiddetta “di sicurezza”, vale a dire
(negli ambienti ordinari) con valori nominali ≤ 25 V in corrente
alternata e ≤ 60 V in corrente continua (purché garantite da
sistemi SELV o PELV, in cui la sorgente è rappresentata da un
trasformatore di sicurezza, una batteria o altra apparecchia-
tura equivalente), le uniche precauzioni da porre in essere in
occasione degli interventi sotto tensione sono la qualificazio-
ne del personale “elettrico” e la dovuta attenzione a evitare i
cortocircuiti;
2) sulle parti in tensione di media e alta tensione i lavori “a con-
tatto” possono essere svolti solo dalle aziende distributrici (in
particolare l’Enel) munite di autorizzazione rilasciata dal Mini-
stero del Lavoro e della Previdenza Sociale. Di conseguenza,
sui sistemi MT e AT il personale delle aziende utilizzatrici può
effettuare al massimo interventi “in prossimità” di parti in ten-
sione.

4.3 - NORME DI BUONA TECNICA


Com’è nell’ordine prestabilito a livello europeo, spetta alla nor-

Tabella 4.1 - Quadro normativo in materia di lavori sugli impianti elettrici.

ANNO DI
NORMA TITOLO CONTENUTI
EDIZIONE
Norma quadro, con valenza
europea, per gli aspetti di indirizzo
CEI EN 50110-1
2014 Esercizio degli generale inerenti le modalità
(classif. CEI
(terza edizione) impianti elettrici operative di lavoro sugli impianti
11-48)
elettrici con tensione compresa
tra la bassissima e l’alta.
Esercizio degli Integrazioni nazionali alla Norma
CEI EN 50110-2 2011
impianti elettrici CEI EN 50110-1 (norma destinata
(classif. CEI (seconda edi-
(allegati nazio- ad essere aggiornata in relazione
11-49) zione)
nali) al D.Lgs. 81/08).

Prescrizioni di sicurezza per attivi-


tà di produzione, trasmissione,
Lavori su
2014 trasformazione, distribuzione e
CEI 11-27 impianti
(quarta edizione) manutenzione inerenti gli impianti
elettrici
elettrici, con qualunque livello di
tensione.

Guida alle novità dei contenuti


Rapporto
CEI 11-81 - della Norma CEI 11-27, IV edizio-
tecnico
ne, rispetto alla III edizione

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mativa tecnica l’onere di offrire le soluzioni concrete e a rego-
la d’arte per attuare i criteri di prevenzione sanciti dal D.Lgs.
81/08. In materia di lavori sugli impianti elettrici, la normativa ha
visto la luce, in una prima edizione, negli ultimi anni del secolo
scorso. Oggi offre già una quarta edizione, consolidata (Tabella
4.1).

4.3.1 - Connessioni tra le CEI EN 50110-1/2 e la CEI 11-27


La Norma CEI EN 50110-1 è un testo quadro che fornisce le
prescrizioni minime, valide per tutti gli Stati dell’Unione Euro-
pea, in materia di esercizio e manutenzione degli impianti elet-
trici. Nella sua seconda parte, CEI EN 50110-2, raccoglie gli
allegati normativi (uno per ogni singolo Stato dell’UE) che spe-
cificano sia le prescrizioni di sicurezza vigenti, sia quelle che
ogni Stato ritiene di aggiungere a quelle minime contenute nella
prima parte.
Nella sua introduzione la norma tiene a precisare che “in quei
Paesi dove vigono i regolamenti nazionali, tutte le prescrizioni
incluse in detti regolamenti prevalgono su quelle indicate nella
presente norma, qualsiasi siano gli aspetti trattati”.
Degno di nota è altresì quanto la Norma CEI EN 50110-1 affer-
ma all’articolo 6.3.2 in materia di tirocinio (training) e di idoneità
degli operatori elettrici.
L’articolo in questione esprime concetti ben precisi, in rela-
zione ai quali ricorrono altrettanti obblighi in capo al datore di
lavoro:
1) necessità di attuare uno specifico programma di formazio-
ne, informazione e addestramento, nonché di affiancamento
a persone esperte (l’affiancamento è una parte importante
di qualsiasi training), per sviluppare e mantenere la capacità
delle persone a operare in sicurezza, specialmente nei lavori
sotto tensione;
2) l’attività pratica posta in essere durante il training deve es-
sere rappresentativa del lavoro che in seguito dovrà essere
svolto autonomamente dall’operatore elettrico;
3) al termine del periodo di training, l’operatore elettrico deve
ricevere un attestato di qualifica professionale;
4) la qualifica rilasciata deve comprendere il riconoscimento o
meno dell’idoneità del soggetto a effettuare interventi sotto
tensione.

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Tutta la norma, nel suo insieme, si occupa e si preoccupa prin-
cipalmente di garantire la sicurezza dei singoli operatori elet-
trici, prevedendone una professionalità che possa a sua volta
garantire la sicurezza delle persone “altre”, intese nella veste
dei compagni di lavoro e degli utenti dei manufatti oggetto dei
lavori elettrici di manutenzione.
La Norma CEI 11-27 si propone come traduzione applicativa
adattata alla realtà italiana (1) dei dettati contenuti nella Norma
CEI EN 50110-1, dalla quale non prescinde e alla quale fa rife-
rimento in termini di principi, per sviluppare i seguenti aspetti:
a) qualificazione del personale;
b) organizzazione degli interventi e pianificazione dei lavori;
c) procedure d’intervento dei lavori fuori tensione, sotto tensio-
ne e in prossimità di parti sotto tensione.

4.4 - QUALIFICAZIONE PROFESSIONALE


Le qualifiche professionali richieste dalla Norma CEI 11-27 non
afferiscono al solo personale operativo, ma anche a tutto il
personale tecnico coinvolto nel processo realizzativo dei lavori
elettrici sugli impianti (2).
Questo per la semplice ragione che anche chi programma, pro-
ceduralizza, coordina e dirige i lavori dev’essere a conoscenza
dei criteri prevenzionali dettati dalla norma.
Sono lavori elettrici tutti quelli che richiedono l’avvicinamento e
il contatto con le parti attive dei circuiti e dei componenti. Essi
comprendono pertanto non solo cablaggi, modifiche, ripara-
zioni e sostituzioni, ma anche prove, misure e ispezioni a vista.
Sono operatori elettrici coloro che eseguono i lavori elettrici,
ovvero “mettono le mani” sugli impianti e gli equipaggiamenti.
Di conseguenza, i lavori elettrici sono tassativamente riservati
a operatori elettrici professionalmente qualificati per eseguirli.
Stessa cosa dicasi per i lavori svolti da tecnici elettrici.
La norma prevede cinque profili professionali inerenti l’esposi-
zione al rischio elettrico:
1) Persona esperta (PES);
2) Persona esperta (PES) idonea a effettuare interventi sotto
tensione;

(1) Cfr. “Prefazione” della Norma CEI 11-27 (2014).


(2) Cfr. note 10 e 11 della Norma CEI 11-27.

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3) Persona avvertita (PAV);
4) Persona avvertita (PAV) idonea a effettuare interventi sotto
tensione;
5) Persona comune (PEC), in quanto, dal punto di vista elettrico
non rientra nelle categorie PES o PAV.

I primi quattro profili richiedono una qualificazione specifica del-


la persona interessata, mentre il quinto (PEC) caratterizza l’as-
senza di qualifica. La Persona comune, per definizione, non è
tenuta alla conoscenza della Norma CEI 11-27.

4.4.1 - Attribuzione della qualifica


L’attribuzione della qualifica di PES o di PAV è di esclusiva perti-
nenza del datore di lavoro che la rilascia singolarmente ai propri
dipendenti, oppure, nel caso costui fosse un lavoratore autono-
mo, la rilascia a se stesso, mediante un’autocertificazione, nei
casi in cui questa è richiesta dal committente nei lavori.
Non è quindi assolutamente previsto dalla Norma CEI 11-27
che la qualifica di PES o PAV possa essere rilasciata, per esem-
pio, da una società di formazione, la quale deve peraltro rila-
sciare al termine dei corsi un “attestato di partecipazione”.
La qualifica, formalizzata per iscritto nell’ambito aziendale e co-
municata ufficialmente, sempre per iscritto, a ogni singolo ope-
ratore elettrico, può essere revocata o modificata, per fondati
motivi, sempre a cura del datore di lavoro e deve essere ripresa
in esame con cadenza almeno annuale.

4.4.2 - Qualifica differenziata, in base al tipo di impianto e


alla modalità di lavoro
Ogni operatore elettrico, in base ai requisiti posseduti e ricono-
sciuti dal datore di lavoro (che all’occorrenza può essere chia-
mato dalla legge a dimostrarne la presenza e la consistenza),
può essere qualificato in modo differenziato, in relazione al tipo
di impianto e/o alla modalità di lavoro.
Le modalità di lavoro previste dalla Norma CEI 11-27 sono es-
senzialmente tre: fuori tensione, sotto tensione e in prossimità
di parti sotto tensione. I tipi di impianto sono molteplici: distri-
buzione BT industriale, illuminazione, uffici, macchine, impianti
di processo, cabine MT ecc. Un ipotetico operatore elettrico
potrebbe essere qualificato, per esempio, come:

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■ PES idoneo, per interventi su linee e utenze BT;
■ PES, per interventi nelle cabine MT,
oppure:
■ PES idoneo, per interventi su linee di distribuzione, illumina-
zione e cabine MT;
■ PAV, per interventi sull’impianto di processo.

4.4.3 - Esperienza, affiancamento e maturazione profes-


sionale
L’esperienza professionale non matura da sola col passare del
tempo e non si indirizza solo in direzione positiva. L’arricchi-
mento professionale va qualificato in relazione al fine che si pro-
pone e ai metodi adottati per conseguirlo.
Il nucleo fondamentale dell’esperienza è la relazione: con le
cose, con le persone e con le situazioni. Ogni esperienza è si-
tuata in un contesto e ne porta le conseguenze. Nella relazione
si formalizzano le prove inerenti le eventualità, le possibilità o
meno, il grado di congruità, l’efficacia e la migliorabilità.
L’esperienza è un patrimonio non solo individuale, ma anche
collettivo.
Nel senso che può trasferirsi tramite l’affiancamento tra chi l’ha
maturata e chi non ha avuto ancora modo di maturarla. L’af-
fiancamento, perché dia esito positivo, deve svolgersi entro lo
spazio della riflessione, nel mentre l’inesperto vive l’occasione
di apprendere le modalità corrette dell’analisi, della decisione e
dell’azione.
L’affiancamento è una fase cruciale e indispensabile lungo il
percorso di maturazione professionale.

4.4.4 - Requisiti per la qualificazione


I requisiti richiesti per la qualificazione come operatore elettrico
sono essenzialmente tre e tra loro complementari:
1) conoscenza degli elementi fondamentali di elettrotecnica,
dell’impiantistica elettrica, dei pericoli che vi si riscontrano e
della normativa tecnica di sicurezza;
2) esperienza maturata sul lavoro, inerente le situazioni (anche
se non ricorrenti) che caratterizzano le metodologie di lavoro
e le misure atte a porle in essere in sicurezza;
3) doti personali, quali: equilibrio, razionalità, riflessione, atten-
zione e precisione operativa.

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I punti 1 e 2 devono essere correlati alla realtà impiantistica su
cui ci si trova a operare.
Il possesso di tutti i requisiti designa la Persona Esperta (PES),
mentre la carenza di uno o più di essi - e soprattutto di espe-
rienza - designa la Persona Avvertita (PAV).

4.4.5 - Profilo professionale della persona avvertita (PAV)


L’operatore elettrico con qualifica di PAV soddisfa solo in parte
i requisiti essenziali di cui sopra, ma va via via arricchendosi di
conoscenze ed esperienze che lo porteranno ad acquisire la
qualifica superiore.
È, insomma, una figura professionale in evoluzione, sempre
che abbia in sé la propensione a questo genere di professione.
Perché possa essere qualificata come PAV, una persona deve
aver acquisito:
a) conoscenze in materia di prevenzione applicata al rischio
elettrico e a determinate tipologie di lavoro;
b) capacità di comprendere le istruzioni fornite da una Persona
Esperta (PES), in relazione a determinate tipologie di lavoro;
c) capacità di organizzarsi ed eseguire in sicurezza un interven-
to nell’ambito di una precisa tipologia di lavoro, dopo aver
ricevuto istruzioni da una Persona Esperta (PES);
d) capacità di affrontare con razionalità e metodo i pericoli di
tipo elettrico e le difficoltà operative, nell’ambito di ciò che è
previsto;
e) capacità di riconoscere i pericoli originati da situazioni impre-
viste, anche senza essere in grado di affrontarli correttamen-
te in autonomia.

La figura di PAV è fortemente correlata a “determinate tipolo-


gie di lavoro” che, al limite, la persona sa eseguire anche da
sola, purché sia stata adeguatamente istruita e addestrata a
farlo.
Per questo “la qualifica di PAV deve essere accompagnata
dall’indicazione della tipologia o delle tipologie dei lavori a cui
si riferisce”.

4.4.6 - Profilo professionale della persona esperta (PES)


Uno operatore elettrico può essere qualificato come Persona
Esperta (PES) nel momento in cui è in grado di mettere in cam-

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po professionalmente un’elevata autonomia di giudizio in ordine
a quanto segue:
1) possibilità o meno di effettuare in sicurezza un determinato
lavoro su uno specifico impianto, vista la possibile presenza
di un insieme di condizioni favorevoli e sfavorevoli;
2) organizzazione dell’intervento, ove questo risulti fattibile in
sicurezza, ponendo in essere tutte le misure preventive e
protettive del caso;
3) specificazione dei motivi per cui un determinato intervento
non può essere effettuato in sicurezza.

Ove ne ricorra l’esigenza, la PES deve quindi astenersi dall’ef-


fettuare interventi che la esporrebbero a rischi indebiti, essendo
in grado di dettagliare i motivi di questa sua astensione. La ca-
ratteristica fondamentale della PES è individuabile nell’essere in
grdo di affrontare, in autonomia, qualunque situazione presenti
la specifica attività.
Perché possa aver maturato queste potenzialità, la PES deve
possedere:
a) conoscenze esaustive in materia di prevenzione applicata al
rischio elettrico, in qualsiasi situazione di lavoro;
b) conoscenza approfondita delle problematiche antinfortunisti-
che, correlate a una o più tipologie di lavoro;
c) capacità di affrontare in autonomia l’organizzazione e l’ese-
cuzione in sicurezza di qualsiasi lavoro entro una o più tipo-
logie;
d) capacità di individuare e prevenire i rischi elettrici connessi
col lavoro e di mettere in atto le misure idonee per ridurli o
eliminarli;
e) capacità di affrontare e risolvere in favore della sicurezza gli
imprevisti che possono accadere in occasione dei lavori elet-
trici;
f) capacità di sovraintendere e coordinare altri lavoratori;
g) capacità e disponibilità a informare e istruire correttamente
una Persona Avvertita (PAV), affinché esegua il lavoro in si-
curezza.

Il frequente riferimento alle “tipologie di lavoro” va connesso a


quanto detto in precedenza circa la qualifica differenziata. Nel
senso che l’operatore elettrico dovrà essere qualificato come

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PES solo in relazione ai lavori per cui possiede conoscenze,
capacità ed esperienza.
Per questo anche la qualifica di PES deve essere accompa-
gnata dall’indicazione della tipologia o delle tipologie di lavori
cui si riferisce.

4.4.7 - Requisiti minimi di formazione per PES e PAV


La responsabilità del datore di lavoro in ordine all’attestazione
delle qualifiche di PES e di PAV presuppone – se è cosa seria –
l’applicazione di un metodo, con criteri di valutazione affidabili
(e dimostrabili come tali, ove risultasse necessario, di fronte alla
legge).
In molti casi, i lavoratori elettrici che già svolgono un’attività
(espletano una mansione) assimilabile a quella di una Persona
Esperta o di una Persona Avvertita non sono in realtà a cono-
scenza di quanto in materia è necessario conoscere sotto il
profilo legislativo e normativo (vedi tabella 4.2).
È in questo caso obbligo del datore di lavoro subordinare l’at-
tribuzione della condizione di PES o di PAV alla partecipazio-
ne a idonei corsi di formazione. Si presuppone, ovviamente,
che costoro siano già in possesso delle conoscenze teoriche
di elettrotecnica necessarie alla comprensione degli argomenti
trattati nei corsi, nonché quelle specifiche inerenti le loro tipo-
logie di lavoro.
Inoltre, come richiesto dall’art. 4.9 della Norma CEI 11-27, gli
operatori elettrici devono essere in grado di prestare il primo
soccorso a persone colpite da elettocuzione o arco elettrico.

4.4.8 - Limiti operativi della persona comune (PEC)


Si considerano PEC tutte le persone che non hanno ricevuto
formalmente la qualifica di PES o di PAV. Ma tra costoro po-
trebbero esserci soggetti esperti in altri ambiti (progettisti, ver-
niciatori, muratori, meccanici, vetrai, idraulici, informatici ecc.),
chiamati a collaborare con gli operatori elettrici.
L’interazione di queste persone col rischio elettrico può avve-
nire correttamente adottando una delle seguenti precauzioni:
a) eliminazione del rischio elettrico residuo e supervisione da
parte di una PES o di una PAV;
b) stretta sorveglianza da parte di una PES, oppure di una PAV
adeguatamente istruita allo scopo.

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Tabella 4.2 - Conoscenze basilari richieste dalla Norma CEI 11-27 per gli
operatori elettrici PES e PAV. (Il livello 1A comprende anche gli aspetti teorici
dell’1B)

Livello 1 A: Conoscenze teoriche


Principali disposizioni legislative in materia di sicurezza per i lavori elettrici e in partico-
lare dei principi ispiratori del D.Lgs. 81/08, come chiave di interpretazione della cultura
della sicurezza
Norme CEI EN 50110-1 e CEI 11-27 (per gli aspetti comportamentali)
Norme CEI EN 61936-1, CEI EN 50522 e CEI 64-8 per gli aspetti costruttivi dell’im-
pianto
Eventuali altre norme pertinenti alla tipologia impiantistica su cui la persona dovrà ope-
rare
Scelta dell’attrezzatura e dei DPI: impiego, verifica, conservazione

Arco elettrico e suoi effetti

Effetti sul corpo umano dovuti all’elettricità e nozioni di pronto soccorso

Procedure di lavoro generali e aziendali


Responsabilità e compiti del Responsabile di Impianto (RI) e del Preposto ai Lavori (PL)

Preparazione del lavoro

Documentazione di supporto
Sequenze operative per garantire la sicurezza
Metodologie di comunicazione

Gestione del cantiere

Livello 1 B: Conoscenze e capacità operative


Predisposizione e corretta comprensione di un Piano di lavoro e di un Piano di inter-
vento
Definizione, individuazione, delimitazione e sorveglianza della zona di lavoro e della
zona di intervento
Apposizione di barriere e protezioni

Apposizione di blocchi ad apparecchiature o macchinari


Messa a terra e in cortocircuito

Verifica dell’assenza di tensione

Verifica della sicurezza delle masse

Valutazione delle distanze


Uso e verifica dei DPI
Valutazione delle condizioni ambientali

Modalità di scambio delle informazioni


Corretto intervento di primo soccorso agli infortunati da elettricità

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4.4.9 - Idoneità di PES e PAV alla metodologia di lavoro
sotto tensione
L’idoneità a eseguire lavori sotto tensione può e essere confe-
rita alle Persone Esperte e a quelle Avvertite. Ovviamente una
PES, alla luce della sua professionalità, potrà eseguire tali lavori
in completa autonomia, mentre una PAV dipenderà da una PES
che, quantomeno, dovrà istruirla e addestrarla in occasione di
tipologie di lavoro che la PAV si trova ad affrontare per la prima
volta. In conformità a quanto prescritto dalla Norma CEI 11-27
(3), i lavori sotto tensione nelle aziende utilizzatrici possono es-
sere effettuati su impianti la cui tensione nominale è ≤ 1000 V in
c.a e ≤ 1500 V in c.c.

Integrazione formativa per operatori autorizzati a intervenire


sotto tensione
In aggiunta alle conoscenze di base già riportate nella tabella
4.2, la PES o la PAV idonea deve essere in possesso di cono-
scenze integrative, riportate nella tabella 4.3.
Certo è che la frequentazione con successo dei corsi di for-
mazione, in occasione dei quali la persona acquisisce le co-
noscenze teoriche e pratiche di cui sopra, non è sufficiente a
trasformarla, di punto in bianco, in persona idonea a effettuare
in sicurezza lavori sotto tensione. Questo per almeno tre motivi:
1) alle conoscenze legislative, normative e tecniche acquisite in
occasione dei corsi, è spesso necessario aggiungerne altre,
mirate sulla realtà impiantistica particolare dell’azienda. A tal
fine alcuni tipi di corso vengono appunto orientati e in certa
misura “specializzati” sulle esigenze specifiche dei discenti;
2) alle conoscenze, vale a dire al sapere e al saper fare, occor-
re aggiungere l’essere in grado di farlo in sicurezza. È per-
tanto necessaria un’idoneità psicofisica, che va attestata dal
medico competente e riguarda il buono stato dell’apparato
sensoriale (vista, udito, equilibrio, assenza di patologie acute
invalidanti ecc.);
3) la barriera antinfortunistica comportamentale è sostenuta in
larga misura dall’atteggiamento del soggetto nei confronti del
rischio; vale a dire dall’importanza professionale che egli con-
ferisce al saper lavorare in sicurezza.

(3) Cfr. art. 6.3.1.1 della Norma CEI 11-27.

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Tabella 4.3 - Conoscenze basilari richieste dalla Norma CEI 11-27 per gli
operatori elettrici PES e PAV. (Il livello 1A comprende anche gli aspetti teorici
dell’1B)

Livello 2A: Conoscenze teoriche di base per lavori sotto tensione su


sistemi di Categoria 0 e I
Norme CEI EN 50110-1, CEI EN 50110-2 e CEI 11-27, con riguardo ai lavori sotto
tensione su sistemi di Categoria 0 e I
Criteri generali di sicurezza, con riguardo alle caratteristiche dei componenti elettrici su
cui si può intervenire nei lavori sotto tensione

Attrezzatura e DPI: particolarità per i lavori sotto tensione

Capacità di prevenzione dei rischi indebiti

Capacità inerenti il ruolo di volta in volta ricoperto

Livello 2B: Conoscenze pratiche sulle tecniche di lavoro sotto tensione

Esperienza organizzativa:
- preparazione del lavoro;
- valutazione dei rischi;
- trasmissione o scambio di informazioni tra persone interessate ai lavori.

Esperienza specifica della tipologia di lavoro per la quale la persona dovrà essere ido-
nea:
- analisi del lavoro;
- scelta dell’attrezzatura;
- definizione, individuazione e delimitazione del posto di lavoro;
- preparazione del cantiere;
- adozione delle protezioni contro parti in tensione prossime;
- padronanza delle sequenze operative per l’esecuzione del lavoro.

Compete pertanto al datore di lavoro, coadiuvato da dirigenti,


preposti e servizi aziendali (nella fattispecie quello solitamen-
te definito “Risorse Umane”), l’onere di stabilire l’affidabilità del
proprio personale, viste anche le prescrizioni in materia conte-
nute nell’art. 82 del D.Lgs. 81/08.

Integrazioni necessarie per interventi sotto tensione sugli equi-


paggiamenti elettrici
I temi trattati dalla Norma CEI 11-27 coinvolgono principalmen-
te gli impianti. In realtà, il personale elettrico è spesso lo stesso
che interviene anche sugli equipaggiamenti elettrici delle mac-
chine e degli impianti di processo. O comunque sussiste la ne-
cessità di formare in ugual misura anche il personale che opera
per la manutenzione degli equipaggiamenti.
Ai temi trattati nel corso base e in quello per interventi sotto
tensione è in tal caso necessario aggiungere argomenti speci-

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fici, quali:
■ la conoscenza della Norma CEI EN 60204-1 sugli equipag-
giamenti elettrici e della serie di Norme CEI EN 61439 sui
quadri elettrici;
■ la conoscenza dei dispositivi di sicurezza (interblocchi, bloc-
chi, dispositivi elettrosensibili ecc.) e della loro integrazione
nella logica funzionale;
■ i rischi particolari introdotti dall’eventuale modalità di funzio-
namento con dispositivi di sicurezza neutralizzati;
■ la criticità degli interventi effettuati in collaborazione con l’ad-
detto alla conduzione della macchina o dell’impianto di pro-
cesso.

4.4.10 - Revisione e revoca dell’idoneità a effettuare in-


terventi a contatto di parti sotto tensione
L’idoneità può/deve essere revocata nel momento in cui l’ope-
ratore elettrico non sia più in possesso dei requisiti richiesti o
abbia dimostrato col proprio comportamento una trasgressio-
ne o una sottostima dei principi basilari di sicurezza. Essa va
comunque riesaminata ogni anno.
Rimane anche in questo caso valido il criterio di correlare l’i-
doneità alla tipologia degli impianti. Per cui una persona può
essere dichiarata idonea per intervenire su un tipo di impianto
(di cui conosce bene le caratteristiche) e invece non idonea per
un altro tipo di impianto che ancora non conosce. Anche l’ido-
neità è quindi un elemento in evoluzione e richiede le dovute
revisioni, quando necessario.
L’Allegato B della Norma CEI EN 50110-1 chiede il riesame
delle idoneità rilasciate dal datore di lavoro per i lavori sotto
tensione nei seguenti casi:
■ trasferimento del personale ad altra sede di lavoro o ad altra
unità;
■ cambio di gestione degli impianti;
■ cambio di mansioni;
■ interruzione dell’attività lavorativa per un lungo periodo di
tempo;
■ rilevanti modifiche apportate agli impianti (cambiamenti alle
apparecchiature o alle strutture);
■ cambio dei metodi di lavoro o di manutenzione;
■ restrizioni mediche;

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■ segnalazioni di non osservanza delle regole preposte alle
operazioni o inadattabilità alle stesse.

I primi sei casi si rifanno a motivi organizzativi, mentre gli ultimi


due caratterizzano la riscontrata assenza dei requisiti nella per-
sona interessata dal provvedimento di riesame e di eventuale
revoca.

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