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(articolo M.I.A.S. 1980)

Dott.ssa Elisabeth Kübler-Ross


Traduzione dall’inglese a cura di Daniela Colavitti
Quello che segue è l’estratto di un articolo del numero di Cosmopolitan Magazine
del febbraio 1980:
... immediatamente dopo essermi informata sull'argomento, ho cercato di mettermi
subito in contatto con Robert A. Monroe, un uomo d'affari della Virginia, poiché
sapevo che anche lui aveva avuto centinaia di esperienze del genere, alcune delle
quali descritte in un libro sbalorditivo chiamato Journeys Out of the Body (Ntd.Viaggi
Fuori dal Corpo). Monroe ha un laboratorio in Virginia dove svolge un’attività di
ricerca sulle esperienze extracorporee che offre anche dei corsi per insegnare a
gruppi di persone come conseguire queste esperienze, oltre ad offrire la possibilità
di sperimentarle a comando.
Elisabeth era fermamente intenzionata a sperimentare questo stato di coscienza in
modo da poter capire meglio le problematiche dei suoi pazienti. Fu così che andò a
visitare Monroe riuscendo a padroneggiare le sue tecniche senza nessuna difficoltà.
La sua descrizione sullo svolgimento e l’esito raggiunto attraverso questa esperienza
cominciò con un flusso continuo di parole e informazioni che lei descrisse
costantemente come inadeguate per una descrizione realistica delle esperienze da
lei sperimentate. Rimasi incantato da come cercava di farmi comprendere questa
straordinaria esperienza che lei stessa sembra aver sperimentato come una
combinazione di fatti reali uniti ad una costante sensazione di stupore e meraviglia.
Mi ha toccato spesso il braccio mentre parlava, come per assicurarsi che fossi ancora
"con lei" nel suo viaggio:
"Quando decido di fare qualcosa, lo faccio con tutto il cuore, e una delle mie grandi
qualità è che non ho paura di nulla - o quasi nulla. Ma Bob Monroe non lo sapeva;
così quando ho fatto il mio primo esperimento sono andata troppo veloce e lui ha
interferito quando ero già al culmine. Mi ha richiamata e sono tornata di colpo nel
mio corpo tutta 'sottosopra’. Ero infuriata come non mai. Era la prima volta che
riuscivo ad uscire dal corpo a comando, ed ero talmente meravigliata che
funzionasse davvero. Ero eccitata come una bambina, ma proprio mentre stavo
arrivando al culmine, boom. Quindi, ho pensato "Appena lo prendo mi sente. Sto
andando così lontano che tanto non riesce a prendermi adesso“. Questo è come lo

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diremmo nella nostra lingua, ma in termini di esperienza fuori dal corpo non puo’
rendere l’idea.
Nel momento in cui abbiamo iniziato di nuovo la sessione, mi sono detta: "Sto
andando così veloce come nessuno mai prima di me, e sto andando più lontano di
quanto chiunque altro sia mai andato."
E nell’istante esatto in cui l'ho detto, sono partita più veloce della luce. Mi sentivo
come se avessi percorso milioni di miglia, sempre a parole. Ma stavo andando in
direzione orizzontale anziché verso l’alto . Devi considerare che in un'esperienza
fuori dal corpo non c'è spazio e non c'è tempo. Sei, però, talmente condizionato dal
tuo pensiero che pensi di dover salire su, altrimenti potresti andare addosso ad un
muro o cose del genere. Nel momento in cui ho realizzato che stavo procedendo alla
velocità della luce in orizzontale, ho cambiato improvvisamente traiettoria e ho
svoltato di colpo con una virata ad angolo retto attorno una grande collina e ho
iniziato a salire. Da quel momento in poi, stavo già sperimentando. È incredibile
arrivare in un posto dove non c'è tempo e spazio. E’ stato un viaggio importante e
ho goduto pienamente di istanti meravigliosi. Ero nel Tutto, nell’assoluto, nel
silenzio più totale, ed ero entusiasta di essere lì e di poterlo sperimentare. Sono
stata in luoghi talmente lontani che, quando sono arrivata a casa, mi è successo
qualcosa di incredibile: mi sentivo radiosa ed illuminata come se fossi io stessa una
fonte di luce e ti assicuro che è la migliore descrizione che posso darti. Mi sentivo
una fonte di luce che poteva illuminare l'angolo più oscuro del mondo - non posso
descriverlo in nessun altro modo.
"Quando uscii dal laboratorio, tutti mi fissarono e mi chiesero cosa fosse successo,
ma non ricordavo nulla- non riuscivo a ricordare o dire dove fossi o fossi stata. Tutto
quello che sapevo era che mi era accaduto qualcosa di assolutamente incredibile
che era altrettanto indescrivibile. Tutto ciò che riuscivo a ricordare era la parola
Shanti Nilaya, e nessuno lì sapeva cosa significasse. Hanno provato di tutto per
cercare di farmi ricordare, ma non ci sono riusciti. Ho capito soltanto ora perché non
volevo ancora condividerlo. Era troppo sacro per poter essere condiviso con un
gruppo di estranei.
"Quella notte sarei dovuta andare da sola nella sistemazione che avevo trovato per
dormire, una pensione molto isolata, ed ero in una specie di situazione di conflitto
perchè sentivo, in qualche modo, che se fossi andata a dormire lì, sarebbe accaduto
qualcosa di orrendo. Pensai di prendere una stanza in un motel e di chiedere di
poter rimanere in compagnia di altri esseri umani, ma nello stesso momento in cui
stavo pensando alle mie alternative, sapevo che ero già andata troppo lontano e

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che, giunta a questo punto, non potevo più tirarmi indietro. Dovevo finire ciò che
avevo iniziato, e questo è tutto ciò di cui ero certa in quell’istante. Così entrai in
quella casa mentre percepivo già l'imminenza di qualcosa di orrendo, non di orribile,
ma di orrendo, sentivo che sarebbe successo qualcosa di orrendo. Non riuscivo a
dormire, e non potevo rimanere sveglia. Cercavo di dormire per evitarlo, ma allo
stesso tempo sapevo che non potevo evitarlo.
"E poi ho avuto una delle esperienze più incredibili della mia vita.
Detto in una frase: sono passata attraverso ogni singolo istante della morte di
ognuno dei miei mille pazienti. E intendo, con questo, il dolore fisico, la dispnea
[respiro affannoso], la sofferenza, l'urlo disperato della richiesta d’aiuto. Il dolore
che provavo era al di là di ogni possibile descrizione. Non c'era tempo per pensare e
non c'era tempo per nulla, tranne quelle due volte in cui ho preso un respiro, come
succede durante i dolori del travaglio. Riuscii a riprendere fiato per una frazione di
secondo, e supplicai Dio, di poter avere una spalla, la spalla di un altro essere
umano, una spalla che avevo visualizzato e sulla quale avrei potuto appoggiare la
testa. E una voce tonante mi disse in risposta: "Non ti sarà concesso". Parole
testuali. Subito dopo sono ripiombata nella mia agonia, nel dolore e nella dispnea,
stavolta raddoppiate, nel mio letto. Ma ero sveglia. Voglio dire, non era un sogno.
Stavo rivivendo ogni singola sofferenza di ognuno dei miei pazienti in punto di morte
- in ogni aspetto, e non solo fisico.
"Poi, dopo circa un'eternità, ho pregato per una mano da poter stringere o tenere.
Nella mia fantasia una mano si sarebbe alzata sul lato destro del letto e io avrei
potuto tenerla. E poi di nuovo questa voce: "Non ti sarà concesso". Poi sai, c'è stato
tutto un penoso viaggio fatto di autocommiserazione ripensando a quello che avevo
attraversato: "Ho tenuto così tante mani, eppure non mi è stato concesso di avere
nemmeno una mano che tenesse la mia in quest’ora di agonia- in tutta questa
faccenda. [Ride.] Non ho avuto nemmeno il tempo di pensare mentre facevo parte
integrante di questa continua sofferenza, ma poi, per un momento, ho pensato di
chiedere la punta di un polpastrello, un polpastrello su cui non potevo aggrapparmi,
ma almeno avrei saputo che c’era la presenza di un altro essere umano. Ma come
avrei fatto di solito, mi dissi: "Dannazione, no. Se non riesco ad avere una mano, non
voglio neanche la punta del dito. "Quella fu la mia ultima sfuriata di rabbia e
indignazione nei confronti di Dio o di chiunque fosse: non volevo un polpastrello se
non potevo avere una mano . Era qualcosa di simile alla rabbia o alla sfida, ma anche
una conseguenza data dalla consapevolezza che, alla fine, l'agonia devi subirtela da
solo: nessuno può farlo per te.”

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"Nel momento in cui mi sono resa conto di questo, ho detto, come se mi prendessi
un impegno, di nuovo non a parole bensì con l’intento: “Okay. Avanti, dammelo!
Qualunque cosa sia quello che devo prendere, sono pronta ad accettarlo.” Pensavo
che a quel punto, l'agonia e il dolore che avevo provato- e questo andò avanti per
ore - erano così grandi che 10.000 morti in più non avrebbero fatto nessuna
differenza, dal momento che tutto il dolore che potevo sopportare era già lì
comunque in quell’istante. Ma in quel secondo durante il quale ho detto sì, lo
intendevo veramente e dal profondo del mio cuore perchè in quel momento sentivo
di avere la certezza di poter effettivamente sopportare e accettare qualunque cosa
sarebbe arrivata e, all’improvviso tutto quel senso di soffocamento, quel flusso
emorragico di dolore e di sofferenza scomparvero in un istante, e tutto finì in
un’esperienza di rinascita la più incredibile.”
“Era così bello che non ci sono parole per descriverlo. Il mio ventre iniziò a vibrare, e
lo guardai con gli occhi aperti, perfettamente cosciente - era pieno, gonfio- e dissi:
"Questo non può essere". Voglio dire, anatomicamente, fisiologicamente, non era
possibile. E vibrava molto intensamente. Ovunque guardassi nella stanza - le mie
gambe, l'armadio, la finestra - tutto iniziò a vibrare tra milioni di molecole. Tutto
vibrava a questa incredibile velocità. E davanti a me c'era una forma, una forma che,
nel modo più vicino ad una possibile descrizione, sembrava una vagina.
L'ho guardata e, concentrandomi su di essa, l’ho vista trasformarsi in un bocciolo di
un fiore di loto. E mentre guardavo tutto questo in preda allo stupore più assoluto-
vedevo che c'erano colori, odori e suoni incredibilmente belli nella stanza – che
scaturivano dal più bel fiore di loto che avessi mai visto.
E dietro tutto ciò c'era un'alba, la luce più luminosa che potresti mai immaginare di
poter vedere senza ferirti gli occhi. E mentre il fiore si apriva, la sua assoluta
pienezza era qui in questa vita e in questo momento. In quell’istante la luce era
piena e avvolgente, come se il sole fosse stato tutto lì in quel momento, e il fiore era
completamente aperto. Le vibrazioni si fermarono e il milione di molecole, inclusa
me – che facevano parte del mondo intero- caddero in un blocco unico. Era come se
un milione di pezzi cadessero in uno solo, e io ne facevo parte. E alla fine ho
pensato, “ Va tutto bene, sto bene, perché sono parte di tutto questo.”
“So che è una descrizione pazzesca per chiunque non abbia provato tutto questo ma
è il modo migliore per potertelo descrivere. Era così incredibilmente bello che se per
descriverlo usassi come paragone la sensazione di un migliaio di orgasmi tutti in una
volta non renderebbe l’idea. Non ci sono parole per questo, davvero. Abbiamo un
linguaggio troppo inadeguato.”

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“E poi la mattina dopo, mentre uscivo, era di nuovo tutto incredibile: mi sentivo
innamorata di ogni foglia, ogni albero, ogni uccello, persino dei sassolini. So per
certo di non aver camminato sopra ai sassolini ma un po’ più in alto. E continuavo a
dir loro: “Non posso calpestarvi perché non posso farvi del male”. Erano vivi come
me, che facevo parte di questo intero Universo Vivo. Mi ci sono voluti mesi per
essere in grado di descrivere tutto ciò con parole che potessero avvicinarsi alla mia
esperienza.”
"Poi qualcuno mi ha detto che questa era un'esperienza di coscienza cosmica. Ho
avuto molte esperienze come questa da allora, sempre spontaneamente e quando
meno me lo aspetto. Ma prima ho l'esperienza, l'esperienza mistica, e poi devo
rifletterci, interpretare cosa diavolo significa, perché non leggo su cose come questa
e non ho il tempo di studiarle. In un certo senso, sono già fortunata ad avere
l’esperienza e poi a riuscire ad elaborarla con la mia testa.”
Ho capito che "Shanti Nilaya significa 'Casa della Pace', ed è il luogo in cui tutti noi
andremo un giorno, dopo che avremo attraversato tutto l'inferno e tutte le
sofferenze che la vita ci ha messo davanti e dopo che siamo stati in grado di
accettarle.
Questa è la ricompensa per tutto il dolore e la sofferenza che le persone devono
attraversare. "
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A seguire una traduzione di Davide Rozzoni, Outreach Trainer di The Monroe
Institute:
Alla pag. 292 del libro “The Journey of Robert Monroe” from Out-of-Body Explorer
to Consciousness Pioneer” di Ronald Russell leggiamo:
“La Dott.ssa Elizabeth Kübler Ross, che grazie ai suoi libri best-seller, le conferenze e
i seminari che cambiano la vita aveva guadagnato una reputazione a livello
mondiale, partecipò al corso Lifeline (NdT di The Monroe Institute) nel Novembre
1991 portando con sé tavolette di cioccolato svizzero, biscotti fatti in casa e fette di
formaggio svizzero. Rispose entusiasticamente (Ndt all’esperienza) in quanto
durante l’ultimo giorno del corso ebbe un contatto con una donna e un bimbo che
erano stati uccisi dai Khmer rossi in Cambogia. Lei riferì di essere riuscita ad
accompagnarli nel Parco in Focus 27.”

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Due libri di Elizabeth Kübler Ross:

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Pubblicato in data 14 Luglio 2019
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