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Capitolo 3

S veva deve decidere dove andare e alla svelta. A casa sua,


no, è il primo posto dove andrebbero a cercarla. A casa
di sua madre a Lodi? Secondo posto. Ed esclude anche la
casa della sua amica Rita, la sua migliore amica. “Anche lì mi
cercheranno” pensa.
Altri amici? Non ne ha. La sua vita non le permette di avere
amici. Però ha tanti follower. Ma sì, certo, follower!
Mette la mano nella tasca della giacca e trova il biglietto da
visita del ragazzo del bar.
Gabriele Ginori, Corso Magenta 21
Corso Magenta, so dov’è Corso Magenta!
Diverse volte è andata lì: al liceo con la sua classe a vedere il
Cenacolo e diverse volte a delle serate evento organizzate dalla
Scala al Palazzo delle Stelline.
Prende la linea rossa della metro. Intanto chiama Gabriele.
“Chi è?” chiede una voce diffidente.
“Sono io, Sveva.”
“Sveva? Sveva! Sono così contento di sentirti.”

© Loescher Editore – Torino 2017 23


“Posso venire da te?” domanda la ragazza.
“Da me? Certamente, ma è successo qualcosa?”
“Sì, è successo di tutto!”
“Vieni, ti aspetto. Il portone è sempre aperto perché nel palazzo
ci sono molti uffici. Il mio appartamento è al terzo piano.”
Sveva è uscita dalla metropolitana.
Estrae la batteria dal cellulare e la butta in un cestino.
Dai film gialli1 sa che la polizia può rintracciarla2 dal cellulare.
Cammina veloce a testa bassa. Arrivata in Corso Magenta, si
ferma esitante.
“Sto andando a casa di uno sconosciuto” si dice. “Ha l’aria di
un bravo ragazzo, ma chi può dirlo? Ho parlato con lui per tre
minuti. Potrebbe essere un pazzo, un maniaco…” Poi pensa alla
polizia, all’interrogatorio, al braccialetto e a Veronica che grida:
“Finirai in prigione per tutta la vita.” Prende coraggio ed entra
nel vecchio palazzo.
È davanti alla porta di Gabriele Ginori, ma esita.
“Cosa faccio qui? Che cosa diavolo gli dico?” si chiede.
In quel momento si apre la porta. È Gabriele.
“Ciao! Cosa facevi fuori dalla porta?” domanda.
Lei non risponde, chiede invece a sua volta:
“Come sapevi che ero qui?”
“Ho sentito l’ascensore” risponde Gabriele. “Questo ascensore è
vecchio e fa un rumore del diavolo. Vieni, entra!”
“Scusami se capito3 qui così. Io…”
“Non ti preoccupare. So cosa è successo” dice Gabriele.
“Come?”
“È tutto già sui social.”
“Ah… “

1) gialli: di genere poliziesco.


2) rintracciare: trovare.
3) capito: arrivo.
24 © Loescher Editore – Torino 2017
Delitto all’Opera 3

“Io sono un web designer e per lavoro sto tutto il giorno online.”
“Capisco. Io però… non sono stata io. Ti assicuro. Io…”
“Sì, io ti credo” dice Gabriele.
“Tu non mi conosci.”
“In un certo senso sì, ti conosco. Una conoscenza virtuale, ma
pur sempre una conoscenza. Ma siediti! Bevi qualcosa?”
“Un bicchiere d’acqua, grazie.”
“E un caffè?”
“Sì, anche, grazie.”

Sveva ha parlato per due ore con Gabriele. Gli ha raccontato


tutto.
“Adesso cosa posso fare secondo te?” domanda Sveva. “Ho
pensato di scappare, di andarmene.”
“Andare dove, all’estero…? Non mi sembra una buona idea.”
“Perché?”
“Perché vuol dire scappare per tutta la vita. Se sei innocente
devi restare e dimostrarlo” risponde Gabriele.
“Sì, ma come?”
“Posso farlo io al posto tuo.”
“In che modo?”
“Indagando. Hai qui davanti il tuo Montalbano.”
Sveva sorride.
“Ah, finalmente. Il primo sorriso che vedo” esclama Gabriele.
“Capisci che ho poco da sorridere” replica Sveva.
“Certo, capisco. Adesso è tardi, mangiamo. Poi dopo una bella
dormita facciamo il programma sul da farsi. Faccio recapitare la
cena a domicilio4. Ti piace la cucina emiliana?”
“Sì, molto, ma non mangio la pasta.”

4) a domicilio: a casa.

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“Non ti piace?” chiede Gabriele.
“No, non è per quello. Il fatto è che non posso. Io… non voglio
ingrassare. Sai… le ballerine. Ma forse non dovrei preoccuparmi
perché non tornerò più a ballare.”
“Non dire sciocchezze! Hai mai provato lo gnocco fritto ?”
“No” risponde Sveva.
“Devi assolutamente.”
Dopo grandi insistenze da parte di
Gabriele, Sveva mangia due gnocchi
fritti, due fettine di salume e un petto di
pollo arrosto.
“Sono piena” dice alla fine.
Gabriele lascia il suo letto a Sveva e va a dormire sul divano
letto.
Sveva dorme profondamente, ma il suo sonno è agitato come
un mare in tempesta perché lei si trova in un mare in tempesta.
Il suo ultimo pensiero prima di dormire è per Olivia: “Olivia, ti
giuro” mormora, “mi dispiace tanto. Non volevo la tua morte.
Mi dispiace tanto”.

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Delitto all’Opera 3

Domanda finale del capitolo

Secondo te Sveva è innocente come dice?

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Comprensione
1) Scegli la risposta giusta.
1. Sveva decide di andare
a a casa di sua madre.
b dalla sua amica Rita.
c dal ragazzo che le ha dato il biglietto da visita.
2. Il portone del palazzo di Gabriele
a è sempre chiuso.
b è rotto.
c è sempre aperto.
3. Cosa fa Sveva quando esce dalla metropolitana?
a Toglie la batteria al cellulare.
b Butta il cellulare.
c Telefona a Rita.
4. Gabriele
a è molto gentile.
b non è molto gentile.
c è gentile ma un po’ invadente.
5. Gabriele
a lavora a casa.
b lavora in ufficio.
c lavora a scuola.
6. L’ultimo pensiero di Sveva prima di dormire è per
a Gabriele.
b Olivia.
c sua madre.

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attività Delitto all’Opera 3

2) Vero o falso?
V F

1. Gabriele pensa che Sveva sia colpevole.


2. Gabriele crede di conoscere bene Sveva.
3. Sveva parla a lungo con Gabriele.

3) Completa.
Secondo Gabriele scappare all’estero non è una buona idea perché
1. �����������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������
Gabriele propone di 2. ������������������������������������������������������������������������������������������� per conto di Sveva.
Sveva mangia cibo tipico 3. ������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������ .

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Il Cenacolo

N el refettorio della chiesa di Santa Maria delle Grazie in Corso


Magenta a Milano si trova uno dei dipinti a parete più famosi del
mondo: l’Ultima Cena di Leonardo da Vinci o Cenacolo.
La chiesa presenta al suo interno diverse cappelle e grandi
opere d’arte come l’affresco nella quarta cappella realizzato dal
pittore cinquecentesco Gaudenzio Ferrari: 21 scene che, partendo
dall’Annunciazione, seguono i fatti principali della vita di Cristo come
riportati dai Vangeli.
La tribuna, che presenta cori lignei a intarsio del Cinquecento, è
realizzata da Bramante, un importante architetto rinascimentale. Nel
chiostrino vicino alla tribuna si può ammirare invece un affresco del
Bramantino.
Accanto alla chiesa si trova il refettorio con il Cenacolo. Leonardo
l’ha dipinto tra il 1494 e il 1498 durante il suo soggiorno a Milano, su
commissione di Ludovico il Moro, signore della città. In questo dipinto
Leonardo rappresenta il momento più drammatico del Vangelo
quando Cristo annuncia il tradimento di uno degli apostoli: “In verità
vi dico uno di voi mi tradirà”. Nel realizzarlo Leonardo studia i “moti
dell’animo” degli apostoli alla ricerca del significato più intimo ed
emozionale dell’episodio.
L’opera, che è probabilmente la più famosa rappresentazione
dell’ultima cena, è stata resa ancora più famosa dal libro Il codice da
Vinci di Dan Brown (2003).

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La cucina emiliana

Dall’Emilia Romagna provengono specialità come

1.
le lasagne;

2.
i tortellini;

3.
i cannelloni;

4.
gli gnocchi fritti;

5.
lo zampone che si mangia soprattutto nel periodo natalizio;

6.
il culatello, un affettato molto pregiato;

7. il prosciutto di Parma, famoso in tutto il mondo


per il suo sapore particolare.

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