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SCHEDA DI LETTURA DE POTENTIA DEI DI ARISTOTELE

QUESTIONE 1 ARTICOLI 1 & 2

Introduzione.

De Potentia Dei fu scritto per S. Tommaso in Roma nel 1265-66 prima della I pars della Summa
Theologica ed è il momento della madurità del suo pensiero. Sono dieci questioni con ottanta e tre
articoli. De Potentia Dei è una risposta del Aquinate al emanazionismo di Avicena.

Apunti

Nei due primi articoli della questione 1 (verso La potenza di Dio in assoluto) San Tommaso afronta
la possibilità di che in Dio sia la potenza (art. 1) e si c´è potenza in Dio se questa sia infinita (art. 2).

L´articolo 1º della questione I inizia con diciotto argomenti in contra: in quattro cita a S. Anselmo
(#2), S. Agostino (#11), Dionigi (#14) e Pietro Lombardo (#18); in sei cita a Aristotele (# 3, 6, 13, 15,
16 e 17); in otto non cita a nessuno (#1, 4, 5, 7, 8, 9, 10, 12). Dopo continua con tre argomenti in
pro dell´idea della potenza in Dio dove cita unicamente ad Aristotele.

Invece l´articolo 2º della medessima questione comincia con tredeci argomenti in contra: in cinque
cita ad Aristotele (# 1, 2, 6, 11, 13); in otto non cita a nessuno (#3, 4, 5, 7, 8, 9, 10, 12). Poi
continua con due argomenti in pro dell´idea della infinitezza della potenza divina dove cita a S.
Giovanni Damasceno (#1) e S. Ilario (#2).

La soluzione per entrambi questioni è chiarire i termini: potenza (art. 1) ed infinito (art. 2). Per il
Aquinate dipende del senso che si da ai termini è possibile parlare di potenza divina infinita. Non
me fermerò, purtroppo, in ogni argomento sia in pro o sia in contra dei questioni. Invece vediamo
la soluzione che da S. Tommaso.

La potenza divina

La potenza è collegata l´atto in duplice senso: una attiva, in correspondenza con l´atto secondo:
l´operazione; e una passiva, in corrispondenza con l´atto primo: la forma. In Dio –che è atto puro,
primo, e agisce massimamente diffondendo la sua immagine in altre cose– si da la potenza attiva,
in quanto è principio di azione. Ma la operazione non significa un passaggio in qualche cosa d´altro?
Di solito, per le creature è così, ma in Dio è diverso come spiegarà S. Tommaso.

Come Dio è perfettissimo dobbiamo togliere qualche imperfezione nei termini che aggiungiamo a Lui.
S. Tommaso dice che Dio è sostanza, in ragione della sussistenza (perfezione) e non in ragione
dell´essere soggetto degli accidenti (imperfezione: qualche collegamento necessario). Similmente,
conclude, se gli attribuimo la potenza – attiva – a Dio è in ragione di ciò che permane come principio di
potere (perfezione) e non in ragione di ciò che viene reso mediante l´operazione (imperfezione: come
si a Lui li mancasse qualcosa)

La potenza divina infinita.

L´infinito si può capire in due modi: un modo privativo, ciò che per natura è fatto per avere dei
limiti e non li ha (quantità); ed in modo negativo/ di negazione, cioè che non possiede limiti. Solo
in senso negativo/ di negazione si può aplicare a Dio la infinitezza, perchè Dio non è limitato da
alcunchè nè egli stesso, nè la sua essenza, nè la sua potenza, nè la sua bontà, infatti, anche la sua
potenza è infinita come altri attributi divini.
La infinitezza della sua potenza è collegata alla magnitudine/misura dell´atto: quanto più una
realtà è ricca nell´agire tanto più essa è in atto. Dio è atto infinito? L´atto è limitato in due modi:
da parte dell´agente o da parte di chi riceve. Allora, l´atto divino non è limitato per nessun agente
giàche Dio non provene da altri (primo modo di limitare l´atto), e non è limitato da alcun soggetto
che lo riceve, perchè nessuna potenza passiva riceve l´atto divino che è purissimo. Pertanto, l´atto
di Dio è infinito.

Alla fine parla della intensità dell´agire di questa potenza divina e infinita. E finisce dicendo che
nell´operazione divina l´intensità non va collegata all´operante (si fosse così, sempre l´operazione
divina sarebbe infinita) ma va unita in relazione all´effetto (così si parla di diversi intensità
nell´operazione divina: a volte più efficace, altre di meno)

D. Juan Carlos Galvis Tacuri


Specializazzione di Etica e Antropologia.
I Anno II Ciclo.