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Dott. Ing Paolo Serafini

Cilc per tutti gli appunti (AUTOMAZIONE – TRATTAMENTI TERMICI ACCIAIO SCIENZA delle COSTRUZIONI…)

TERMICI ACCIAIO – SCIENZA delle COSTRUZIONI…) e-mail per suggerimenti SEMPLICE ESEMPIO NUMERICO DEL METODO

SEMPLICE ESEMPIO NUMERICO DEL METODO DI ANALISI DINAMICA

Si vuole qui chiarire con un semplice esempio numerico il metodo di calcolo accennato nel paragrafo 11.4 degli appunti riguardanti le “AZIONI SISMICHE”. Si seguono passo passo i punti indicati.

1° - Matrice delle masse e delle rigidezze

Supponiamo che la struttura sia costituita da tre orizzontanti. Sia stata effettuata l’analisi dei carichi e sovraccarichi e il calcolo delle masse gravitazionali abbiano fornito i seguenti risultati:

Orizzontamento

Massa gravitazionale kg

10

3

45

45

50

Si supponga che le masse possano essere considerate concentrate ai piani; in tal modo si ottiene per esse la matrice diagonale:

 

50

0

0

50

1

0

0

50

M =

0

45

0

=

45

0

1

0

=

45

I

(1.1)

0

0

45

45

0

0

1

45

Si supponga di aver determinato la matrice delle rigidezze, ottenendo:

 
 

18000

-22000

13000

 
 

K =

- 22500

 

40500

- 21600

 

13500

-21600

 

45000

 

(1.2)

2° - Determinazione dei modi come autosoluzioni del determinante caratteristico

Nel secondo punto del paragrafo 11.4 si è rilevato come nel sistema oscillante a n gradi di

), e considerando nulli i coefficienti di smorzamento

viscoso ( C = 0 ), per la determinazione delle oscillazione libere del sistema denominate modi, si ottenga l’espressione matriciale:

libertà, in assenza del forzante (

M

u

g

= 0

M u + K u = 0

possibili con cui le masse,

sui diversi piani, possano vibrare con lo stesso periodo T ,come se fossero parti di una stessa verga elastica, si ottenga il seguente sistema omogeneo a n equazioni a n incognite:

Si è spiegato poi come, considerando le particolari oscillazioni

+

2

M

K

Φ

=

0

(2.1)

Questo ponendo

2

=

, dividendo ogni equazione per la propria massa, e indicando con I

la matrice unitaria, si può impostare nella forma più conveniente:

(

j

1

,

M

1

K

I

Φ

= 0

(2.2)

L’espressione (2.2) è un sistema omogeneo avente come incognite le componenti del vettore Φ . Esso ammette soluzioni solamente se il determinante dei

j

2

,

,

j

i

,.,

j

n

)

coefficienti è nullo. Quindi occorre che risulti nullo il determinante della matrice moltiplicativa del vettore Φ

2

Dott. Ing Paolo Serafini

M

1

K

I

= 0

(2.3)

questo è il determinante caratteristico della matrice quadra n n

M

1

K

zero, determina l’equazione caratteristica che fornisce le n soluzioni proprie radici quadre rappresentano le oscillazioni proprie (modi) del sistema oscillante. Consideriamo così la matrice fattore del vettore Φ

1

, che, uguagliato a

, le cui

,

2

,

i

,

n

K

K

18000 2 M = - 22500 13500 18000 2 M = - 22500 13500
18000
2 M
=
- 22500
13500
18000
2
M
=
- 22500
13500

-22000

13000

40500

- 21600

-21600

45000

-22000

13000

40500

- 21600

-21600

45000

2

2

50

0

0

50

45

45

1

0

0

0

45

0

0

1

0

0

0

45

0

0

1

Ponendo

2

=

, dividendo ciascuna equazione della (2.1) uguagliata a zero per la rispettiva

massa, si ottiene il sistema omogeneo nella forma (2.2), il cui determinante uguagliato a zero è:

 

360

450

270

M

1

K

I

=

500

900

480

=

0

(2.4)

 
 

300

480

1000

Si ottiene l’equazione caratteristica:

(360

)(900

480 480 (360

)(1000

) =

0

) + 450 480 300 + 500 480 270 300(900

da cui si ottiene l’equazione di terzo grado:

3

+

2260

2

1047600

+

72756000

=

)270 500 450 (1000

0

(2.5)

) +

l’equazione ammette tre soluzioni proprie reali e distinte:

1 84,1618 = 2 523,0382 = 3 1652,800 = da cui si ricavano i modi
1 84,1618
=
2 523,0382
=
3 1652,800
=
da cui si ricavano i modi di vibrare
alta si ha:
=
j
j
1 9.16
=
=
1
2 22.8
s
3 40.65
=

(2.6)

. Ordinandoli dalla frequenza più bassa alla più

(2.7)

dalle pulsazioni si ottengono i periodi

T =

2

sostituendo le (2.7) si ha:

T 0.69

1

=

s

T

2

T

3

=

= 0.154 s

0.27

s

(2.8)

3° - Determinazione degli autovalori, componenti del autovettore Φ

Il sistema omogeneo 3 3 (2.2) ammette autovalori quando si sostituisce al parametro

ognuna delle autosoluzioni

j

(

1

,

2

,

3

)

determinate, che rendono nullo il determinante dei

3

Dott. Ing Paolo Serafini

j del modo j-esimo di

vibrazione (di pulsazione j ), che costituiscono la distribuzione delle intensità relative del modo considerato su ciascun piano i-esomo.

coefficienti delle incognite. Queste sono le componenti ji del vettore

Φ

Così sostituendo al parametro il valore proprio a 3 equazioni a 3 incognite:

1 =

84.1618 si ottiene il sistema omogeneo

M

1

K

1

I

Φ

1

 

360 84.1618

450

270

=

500

900 84.1618

480

300

480

1000 84.1618

11

12

0

0

=

13 0

sostituito rende nullo il determinante dei

coefficienti. Gli autovalori si ottengono fissando arbitrariamente il valore di una incognita, ad

esempio

Esso ammette autovalori in quanto il valore di

1

13

=

1

, e ricavando dalle 3-1 equazioni indipendenti le restanti incognite

11

,

12

.

275.8382

500

11

+

11

450

815.8382

12

12

+

270

=

0

 

notare:

 

480

=

0

indice si riferisce al modo di vibrazione

1

2

indice si riferisce al piano

I valori ottenuti si normalizzano rispetto al valore massimo,

dividendo per questo tutti i

valori determinati; così il valore massimo ha il valore 1 e una frazione di questo gli altri. Si ottiene:

11

=

1

,

12

=

0.58

,

13

=

0.05

Lo stesso procedimento si esegue per determinare gli autovalori, componenti rispettivi del

vettore

Φ

2

del secondo modo di vibrazione e

Si ottiene:

Φ

1

=

1

0.58

0.05

(3.1)

Φ

3 del terzo modo.

Φ

2

=

0.63

0.45

1

(3.2)

Φ

3

0.55

1

0.99

(3.3)

4° - Determinazione del fattore di partecipazione

j

Le oscillazioni libere del sistema a n gradi di libertà sono quei particolari modi di vibrare con cui i vari orizzontammenti non oscillano indipendentemente l’uno dall’altro, ma contemporaneamente con un periodo T bene definito, come se fossero elementi appartenenti ad una stessa verga elastica vincolata alla base. Esse costituiscono i modi principali del sistema. L’importanza di esse è che, una qualunque deformazione, assunta per effetto della forzante, può essere descritta come combinazione lineare dei modi principali di vibrare.

I modi principali non partecipano con la stessa intensità nella combinazione che determina la

deformazione effettiva e le relative spinte. Il modo principale a più basa pulsazione (periodo più

alto) ha un peso maggiore delle altre vibrazioni, la cui influenza diminuisce all’aumentare della frequenza (al diminuire del periodo). Per questo si definisce un coefficiente di partecipazione

modale

che tiene conto dell’influenza del modo j-esimo, di pulsazione j , alla determinazione

effettiva dello spostamento e alla spinta sismica in una determinata direzione R .

j

Il fattore di partecipazione modale

 

j

 

j

=

è espresso dalla relazione:

Φ

T

j

M R

M

*

j

(4.1)

con

ove

~

M

j

= Φ

T

j

M Φ

j

(4.2)

Φ

j

è l’autovettore relativo al modo j-esimo di pulsazione j , rappresentato dalla matrice

colonna dei suoi componenti

j

1

,

j

2

,

,

j

3

,.,

jn

relativi ai singoli piani;

4

Dott. Ing Paolo Serafini

T

Φ

M

R

j

è la matrice trasposta di

matrice diagonale delle masse;

è il vettore direzionale di influenza del terremoto. Nel caso che si supponga che il sisma agisca nella stessa direzione dei gradi di libertà, il vettore R è un vettore colonna composto da tutti 1.

Φ

j

composta dalla riga dei suoi componenti;

Il fattore di partecipazione modale

determinazione delle spinte sismiche sui piani, relative al modo j-esimo di pulsazione j

j

si pone come termine moltiplicativo nelle formule di

4°.1 - Determinazione dell’espressione

M

*

j

nei tre modi

Dai valori delle componenti ottenute per i tre vettori

Φ

1

, Φ

2

, Φ

3

riportate in (3.1), (3.2), (3.3)

si ricava per ogni modo il valore numerico di 3°.1.1- Primo modo

M

*

j ; (si noti che si ottiene come risultato uno scalare )

autovettore

Φ

1 =

M

*

1

= Φ

T

1

M Φ

1

1

0.58

0.05

=

1

0.58

0.05

M * =

M

M

1

*

=

1 =

*

1

1

50

65.25

0.58

+

0.05

+

0.58 26.1

50

26.1

0.05 2.25

50 ◊ 0 0 2.25
50
◊ 0
0
2.25

4°.1.2- Secondo modo

autovettore

Φ

2

=

M

*

= ◊M Φ

2 Φ

2

T

2

=

0.63

0.452

1

0.63

M

M *

*

2

2

0.63

=

= 74.1

4°.1.3- Terzo modo

autovettore

Φ

3

0.452

=

0,55

1

0.99

M

*

3

= Φ

T

3

M Φ

3

=

0.55

1

0.452

31.5

50 1 ◊ 0 0 20.25
50
1
0
0
20.25

1

0.99

◊

50

0

0

0

45

0

45

0

45

0

0

45

0

0

1

0

0.58

45

0.05

0

0.63

0

0.452

45

1

0

0.55

0

1

45

0.99

M * =

M

=

3

*

3

0.55

104

1

0.99

27.5

45

44.55

5

Dott. Ing Paolo Serafini

Riassumendo:

4°.2 - Determinazione dell’espressione Φ M R nei tre modi Il vettore R è rappresentato da una matrice colonna composto da tutti 1, considerando che il sisma agisca nella stessa direzione dei gradi di libertà. Per i tre modi si ha:

4°.2.1- Primo modo

M

*

1

=

65.25

M

* 2 =

74.1

M

*

3 =

104

(4.3)

T

j

1

0.58

0.05

0.58

0.58

autovettore

Φ 1 =

50

0

45

0

45

0

0

45

0

0

1

0

1

45

1

0

1

0

1

45

1

45

0

1

0

1

45

1

45

45

33.75

Φ

T

3

Φ

Φ

Φ

T

1

T

1

T

1

M R =

M R =

M R =

1 0.05

45

0

0

0

1 0.05

78.35

Φ

2

=

0.63

0.452

1

0.63

0.452

0.63

33.75

0.452

Φ

3

=

0.55

0.55

27.05

0,55

1

0.99

1

1

45

50

45

4°.2.2- Secondo modo

autovettore

M R =

M R =

M R =

50

0

0

50

Φ

Φ

Φ

T

2

T

2

T

2

4°.2.3- Terzo modo

autovettore

Φ

T

1

Φ

Φ

Φ

T

3

T

3

T

3

M R =

M R =

M R =

M R =

50 0.99 ◊ 0 0 0.99 ◊ 50 Φ T ◊M ◊R = 2
50
0.99
0
0
0.99
50
Φ T
◊M ◊R =
2

Riassumendo:

78.35

M R =

27.05 (4.4)

Sostituendo le espressioni (4.3) e (4.4) nella (4.1) si ottengono i coefficiente di partecipazione nei tre modi:

1

=

Φ

T

1

M

R

78.35

=

M *

1

65.25

=

1.2

2

=

Φ

T

2

M

R

33.75

=

M *

2

74.1

3

=

Φ

T

3

M

R

27.05

=

M

*

3

104

1 =

1.2

2

=

0.44

6

3

=

0.25

Dott. Ing Paolo Serafini

(4.5)

5° - Determinazione delle masse modali partecipanti

~

M

j

Come si è detto i modi di vibrazione non partecipano con la stessa efficacia alla deformazione o alla spinta sismica: il modo a minore frequenza ha maggiore influenza rispetto alle altre, interessando una più grande massa partecipante all’oscillazione. Per determinare il contributo del “modo” all’azione sismica complessiva ci si riferisce alla

alla vibrazione di quel “modo”, o meglio alla sua % rispetto alla massa

massa partecipante

totale. La massa partecipante è data dalla espressione

~

M

j

~

M

j

=

2

j

M

*

j

oppure

~

M

per i tre modi si sono già determinati i seguenti valori:

5.1 - Primo modo

M

~

M

~

M

*

J

=

1 =

1 =

5.2 - Secondo modo

~

M

~

M

=

2 =

2

5.3 - Terzo modo

~

M

~

M

Massa totale partecipante:

3 =

3 =

~

M

tot

~

M

tot

65.25

74.1

104

3

10 kg

2

1.2

93.96

65.25

3

10 kg

=

0.44

14.3

2

74.1

3

10 kg

0.25

6.5

2

10 kg

104

3

=

+

114.76

~

M

1

~

M

2

3

10

+

kg

~

M

3

=

j

=

(93.96

 

(

Φ

T

M

R

)

j

=

j

T

 

Φ

j

M

Φ

 

1.2

 

0.44

 

0.25

+

14.3

+

6.5)

 

3

10 kg

(5.1)

Massa % partecipante dei tre modi:

~

~ M

M% =

j

~

M

tot

100

~ 93.96

M

~

M

~

M

1

2

1

% =

% =

% =

114.76

14.3

114.76

6.5

114.76

100

100

100

=

=

=

81.87%

12.46%

5.66%

(5.2)

Esaminati i valori percentuali ottenuti per le masse partecipanti, nessuna di essi è inferiore al

5%.

6° - Determinazione delle pseudo-accelerazioni dei tre modi

Volendo completare il semplice esercizio proposto, incentrato per sommi capi sul procedimento di calcolo modale, supponiamo di aver già determinato i parametri riguardanti la

pericolosità sismica del sito,

a

g

,

F

0

,

* in funzione delle coordinate geografiche e del periodo di

T

C

7

Dott. Ing Paolo Serafini

ritorno

separano i quattro rami dello spettro in accelerazione, in funzione di

determinato fattore S , che tiene conto della categoria di sottosuolo (con il parametro

condizioni topografiche (con il parametro

costruzione, di avere già determinato il fattore di struttura q . Per una più puntuale determinazione dei su citati parametri analizza l’esercizio di “Analisi lineare statica” del file “Semplice esercizio sull’analisi lineare statica” in preparazione.

T

R

riferito ad uno stato limite S.L.U; di avere già calcolati i tre periodi

S

T

).

Supponiamo

*

T

C

T

B

, T

C

, T

D

che

. Inoltre sia stato

S

S

) e delle

inoltre, considerato il tipo di

Siano rilevati i seguenti parametri:

nella tabella 1 dell’allegato B, in corrispondenza del codice di identificazione ID si siano

rilevati:

F

0

=

2.4

g

e l’accelerazione espressa in 10

:

a

g

= 2.3

L’accelerazione del suolo in

Siano:

= 2.25 m/s

g

F

0

=

a

2.4

S = 1.25

T

0.5

2,0

q = 5.88

B

T

C

T

D

=

=

=

0.15 s

s

s

2

m / s

2

è

a

g =

2.3

9.8

10

=

2.25

m

/

s

2

I periodi propri calcolati per i tre modi sono:

Risulta:

T =

1

0.68 s

Primo modo

T

2

=

0.27 s

T

3

=

0.154 s

T

C

< T

1

< T

D

S

d

1

(

T

1

)

=

a

g

S

F

0

1

T

C

1

q T

Secondo modo

T

B

< T

2

< T

C

Terzo modo

T

B

< T

3

< T

C

S

S

d

d

1

1

(

(

0.68

0.68

)

)

=

=

2.25 1.25 2.4

0.844 m / s

2

1

0.5

5.88 0.68

(

S T

d

2

2

)

=

S

S

d

d

2

2

(

(

0.27

0.27

)

)

S

S

S

d

d

d

3

3

3

(

(

(

T

3

)

=

0.154

0.154

a

=

=

g

S

F

0

1

q

2.25 1.25 2.4

1.15 m / s

2

1

5.88

a

)

)

g

=

=

S

F

0

1

q

2.25 1.25 2.4

1.15 m / s

2

1

5.88

(6.1)

(6.2)

(6.3)

7° - Determinazione delle forze modali

F

ji

Si vuole ora determinare, per ogni modo di vibrazione e su ogni orizontamento della struttura, la spinta sismica. Questa è una forza d’inerzia (massa accelerazione), nella quale occorre

8

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considerare l’entità

partecipazione modale.

La

moltiplicativo la componente di piano

riferisce al modo e “i” si riferisce al piano).

della

della componente

spinta

sismica

di piano dell’autovettore

sui

ji

piani

dell’autovettore

diversi

si

Φ

Φ

j

e il coefficiente

ponendo

come

j

di

distribuzione

termine

j del modo j-esimo (l’indice “j” si

ottiene

L’influenza

del modo alla spinta sismica è ottenuta ponendo come termine moltiplicativo il

coefficiente j

di partecipazione modale.

L’accelerazione è data dall’ordinata dello spettro di progetto

S

dj

(

T

j

)

riferita al modo j-esimo

di periodo naturale

T

j

.

F

ji

= M

i

ji

j

S

dj

(

T

j

)

(7.1)

5.1 - Primo modo

T

1

=

0.68 s

M 1

=

50

10

3 kg

Si ottiene:

Spinta terzo piano

Spinta secondo piano

Spinta primo piano

Taglio alla base

5.2 - Secondo modo

T

2

=

F

13

F

12

F

11

Φ

=

=

=

0.27 s

M

2

=

45

10

3 kg

Φ

Si ottiene:

Spinta terzo piano

Spinta secondo piano

Spinta primo piano

Taglio alla base

F

23

F

22

F

21

5.3 - Terzo modo

T

3

=

0.154 s

M

2

=

45

10

3 kg

=

=

=

Φ

Si ottiene:

1 =

50

45

45

1

0.58

0.05

1 1.2

0.844

0.58 1.2 0.844

0.05 1.2 0.844

2 =

0.63

0.452

1

50 0.63 0.44 1.15

45

45

0.452 0.44 1.15

1 0.44 1.15

3

=

0,55

1

0.99

1 =

2 =

3 =

1.2 S

d 1

( 0.68

)

F

13

F

13

F

V

13

tot

=

=

=

=

50.64

26.43

2.27

10

10

10

3

79.34 10

3

3

kg

kg

kg

3

kg

= 0.844 m / s

2

(7.2)

0.44 S

d 2

( 0.27

)

= 1.15 m /

F

23

F

22

F

V

21

2

tot

= 15.94

=

=

10.29

22.77

3 kg

10

10

3 kg

10

3 kg

= 17.12 10

3 kg

s

2

(7.3)

0.25 S

d

3

(

0.154

)

= 1.15 m / s

2

9

Spinta terzo piano

Spinta secondo piano

Spinta primo piano

Taglio alla base

F

33

F

32

F

31

=

=

=

50

45

0.55 0.25 1.15

1

0.25 1.15

45 0.99 0.25 1.15

Spinte sismiche di piano

10

3

kg

F

33

F 32

F

13

V

3

tot

=

=

=

=

7.9

10

10

12.93

12.8

3 kg

10

3

3 kg

7.77 10

3

kg

Dott. Ing Paolo Serafini

kg

(7.4)

Piani

 

Modi di vibrazione

Modo 1

Modo 2

Modo 3

3° piano

50.64

15.94

7.90

2° piano

26.43

10.29

12.93

1° piano

2.27

22.77

12.80

Taglio alla base

79.34

17.12

7.77

8° - Combinazione degli effetti relativi ai singoli modi

Si consideri, come esempio di combinazione degli effetti, il valore progettuale da assumere per il taglio V alla base a cui contribuiscono i singoli modi. Si rammenta che nel DM 2008 (punto 7.3.3.1) per la combinazione degli effetti relativi ai singoli modi è utilizzata una combinazione quadratica completa C.Q.C (Complete Quadratic Combination) degli effetti relativi a ciascun modo, indicata dalla espressione:

dove:

i

j

E

E

m

i

j

ij

E =

 

1

m

m

2

j =

1

i

=

1

ij

E

i

E

j

(8.1)

indice del modo i-esimo;

indice del modo j-esimo;

effetto relativo al modo i-esimo;

effetto relativo al modo j-esimo;

numero di modi significativi presi in considerazione;

coefficiente di correlazione tra il modo i-esimo e il modo j-esimo, calcolato con l’espressione:

ij

=

 

8

2

 

3/ 2

 
 

ij

 

(

1

+

ij

)

[(

1

ij

)

2

+

4

2

ij

]

(8.2)

ij

è il rapporto tra l’inverso dei periodi di ciascuna coppia i-j di modi:

il rapporto tra la pulsazione del modo i-esimo e il modo j-esimo.

ij

=

T

j

T

i

; ossia è

Nel caso i esame gli effetti da combinare, ciascuno a meno del fattore

V 1 =

79.34

V 2 =

17.12

V 3 =

7.77

10

3 , sono i tre tagli:

Con la combinazione quadratica completa C.Q.C, il taglio da porre a progetto è fornito dalla espressione :

10

Dott. Ing Paolo Serafini

1 3 3 2 V = V ◊ V (8.3) ij i j j= 1
1
3
3
2
V
=
V
V
(8.3)
ij
i
j
j=
1
i=
1
T 1 =
0.68 T
=
0.27
T
=
0.154
= 0.05
2
3
si ottiene:
T
T
1
2
=
1
=
=
0.397058
… ecc. vedere tabella
11 =
12
T
T
1
1
si calcolano i parametri
ij . Così per esempio:
2
2
8 0.05
0.397058
….
=
ecc. vedere tabella
12
(
[(
2
2
2
]
1
+
0.397058
)
1
0.397058
)
+
4 0.05
1
+
0.397058
Periodo
Taglio alla base
Modi
3
ij
ij
s
10
kg
Modo 1
0.68
79.34
1.000000
1.000000
11
11
Modo 2
0.27
17.12
0.397059
0.009746
12
12
Modo 3
0.154
7.77
0.226471
0.002926
13
13
2.518519
0.009746
21
21
1.000000
1.000000
22
22
0.570370
0.028831
23
23
4.415584
0.002926
31
31
1.753247
32 0.028831
32
1.000000
33 1.000000
33
Sviluppando l’espressione (8.3) si ha:
1
3
(
) 2
V
=
V
V
+
V
V
+
V
V
+
1
j
1
j
2
j
2
j
31
j
3
j
j
1
V
V
+
V
V
+
V
V
+
V
V
+
V
V
+
V
V
+
2
11
1
1
21
2
1
31
3
1
12
1
2
2
j
2
2
32
3
j
2
V
=
V
V
+
V
V
+
V
V
13
1
3
23
2
j
33
3
3
sostituendo i valori riportati in tabella si ottiene:
V
=
81.768
10
3 kg