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Anno 7 - Febbraio 2010 - Periodico di informazione e cultura territoriale a cura dell’Associazione culturale Cara Garbatella - Distribuzione gratuita

le
90 anni di Garbatella
Anche Cara Garbatella

ia
ha voluto ricordare la ec
giornata della memoria
Sp

celebratasi il 27 gennaio.
Abbiamo incontrato Quel 18 febbraio 1920 quella di San Seba-
stiano sull'Appia
Enrica Zarfati abitante
nel nostro quartiere e nasceva il quartiere giardino Antica, già famosa
come percorso
scampata dalla shoah. penitenziale tra le
di Cosmo Barbato suo fianco, un paranco che recava in sette maggiori
Una commovente testimonianza
n inizio di settimana freddo sospensione un parallelepipedo di basiliche romane
soprattutto per i giovani
U ma limpido e assolato, quel
18 febbraio 1920. Nei giorni
precedenti gruppi di operai avevano
marmo, pronto per essere depositato
su un muretto appena rialzato, la base
dello stipite di un arco. La cerimonia
istituito alla fine
del '500 da San
Filippo Neri.
frettolosamente spianato e livellato il era prevista per le 11. Si trattava della Alle 10,30 si
largo che sarebbe diventato più tardi posa della prima pietra di un nuovo forma un corteo di
la Piazza Benedetto Brin, per acco- insediamento abitativo, una borgata macchine, di carrozze e, a piedi, di città ai Colli di San Paolo). Alle 11 in
gliere le carrozze e le auto degli invi- operaia staccata dal resto della città, signori in abito da cerimonia e di punto giunge, accolto dalle note della
tati a una solenne cerimonia. Altri che occuperà i primi Colli di San signore imbacuccate nelle loro pellic- marcia reale intonata da una fanfara,
operai avevano allestito un grosso Paolo lungo l'asse di Via delle Sette ce, che arrivano risalendo il tratto di sua maestà il re Vittorio Emanuele
di Carolina Zincone palco di legno ricoperto con teli di Chiese, l'antica strada romana che Via delle Sette Chiese dalla Via III, a bordo di una lunga auto, accom-
velluto color cremisi orlati d'oro e, al dalla Basilica Ostiense conduce a Ostiense (unico accesso allora dalla
A pag 4 - 5 Continua a pag 2

L'ing. Paolo Orlando e il suo sogno di creare


Quelle foto sbagliate un porto-canale parallelo al Tevere
Non riguardano la fondazione
della Garbatella le famose Il tecnocrate che volle
foto finora attribuite
a quell'avvenimento la borgata “Concordia”
di Gianni Rivolta movimento politico, alle case rapide
ulla nascita della Garbatella si (1924), ai villini (1925), ai grandi

S raccontano tante storie, quasi


sempre infondate e imprecise.
Nell'opinione pubblica è prevalsa l'i-
contenitori degli Alberghi Suburbani
(1927-30), alle case padiglione per i
baraccati inaugurati personalmente
dea che la ex Borgata sia stata un'in- da Mussolini, agli edifici dei servizi
venzione urbanistica del Fascismo, come il cinema teatro Garbatella
A pag 3 per altri, invece, un esperimento dei (oggi Teatro Palladium) e i Bagni
socialisti utopisti di fine Ottocento. pubblici. Il Re Vittorio Emanuele, alla destra l'ing. Paolo Orlando, presidente dell'Ente Autono-
mo, l'on Giovannino Amici, segretario alla Presidenza della Camera, e alla sinistra il
La verità è più complessa. La Borgata Giardino "Concordia",
Scambio di quadri Innanzitutto la Garbatella non è un oggi Garbatella, non sarebbe sorta se
gr.uff. Vincenzo Magaldi, presidente dell'Istituto per le Case Popolari di Roma

Nello scorso numero di dicembre unico corpo urbanistico e quindi non non fosse stata voluta fortemente nel zione di un piccolo borgo di casette piccolo tassello di un grande disegno
2009, nell'illustrare il servizio di può essere trattata complessivamen- primo decennio del Novecento da economiche situato sui Colli di San di sviluppo della zona industriale di
Cosmo Barbato sulla storia della te. E' un laboratorio di tipologie edi- Paolo Orlando (1), un tecnocrate di Paolo per gli operai dell'Ostiense e le
Continua a pag 3
"Scoletta", abbiamo commesso un lizie e di stili, progettato da diversi una potente famiglia di origine sici- maestranze del porto fluviale era un
errore scambiando due quadri architetti e realizzato quasi completa- liana, trasferitosi nella Capitale, dove
molto simili di Raffaello mente tra il 1920 e il 1930. I suoi lotti divenne dapprima consigliere comu-
A pag 6 residenziali, costruiti in varie fasi, nale di opposizione durante la Giunta
vanno dalle casette economiche della Nathan ( 1907-13 ) e poi Assessore
Borgata Giardino "Concordia", nata all'Agro romano e all'Annona col sin-
L'Oratorio San Filippo Neri intorno a piazza Brin nel 1920-21 daco Prospero Colonna ( 1914-19), di
festeggia 75 anni di attività quando ancora il fascismo era solo un cui era grandissimo amico. La costru-

di Leopoldo Tondelli
A pag 7

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Anno 7 - Febbraio 2010

Da pag 1 calata col paranco la prima pietra, occupare una superficie di poco più olio dell'Ottocento, che pare localiz- congiungendosi quindi alla città.
Quel 18 febbraio 1920 che il re alletta con la rituale cuc- di trentacinque ettari (il resto del zato alle spalle della cosiddetta rupe Quei primi cinque lotti del quartie-
nasceva il quartiere giardino chiaiata di malta posata con la caz- quartiere si svilupperà in tempi suc- di San Paolo. Più probabile si chia- re, portati ad esempio nella letteratu-
zuola. Al suo interno era stata posata cessivi). Seguono vari discorsi: il masse Clementina, stando alle ricer- ra specializzata di un'urbanistica e di
pagnato dal suo aiutante in campo una pergamena per ricordare l'evento, ministro dei Lavori pubblici Edoardo che effettuate dalla Terza Università un'architettura avanzatissime sul
gen.Cittadini. firmata dal re e dalle altre personalità Pantano, il presidente delle Case nei "registri delle anime" di San piano sia estetico che funzionale,
Ad accoglierlo una moltitudine di convenute. L'epigrafe dice: popolari Vincenzo Magaldi, l'archeo- Paolo dei primi decenni dell'Ottocen- furono oggetto nel 1960 di un vile
personalità. Innanzitutto, l'ing.Paolo Per la mano augusta di S.M. il logo Rodolfo Lanciani a nome del to: Clementina Eusebi vedova di tentativo di speculazione da parte
Orlando, presidente dello SMIR Re Vittorio Emanuele III l'Ente sindaco Apolloni. Il palco è affollato Giambattista Cascapera che nel 1841 dell'Istituto case popolari in accordo
(l'Ente per lo sviluppo marittimo e autonomo per lo sviluppo maritti- di personalità: le più in vista sono subentrò con i figli nella gestione col Banco di Santo Spirito, per la
industriale di Roma), che in quel mo e industriale e l'Istituto delle almeno trenta, tra politici, militari, sulla Via Ostiense, sotto la collina del costruzione di villette a favore dei
giorno vede realizzarsi una parte Case popolari di Roma con la col- capitani d'industria e banchieri. nuovo insediamento, di un locale a dirigenti bancari. Di conseguenza
importante del programma a cui egli laborazione delle Cooperative di Nell'epigrafe non si fa alcun cenno quel tempo noto come Osteria della furono abbattuti due lotti e mezzo,
si è dedicato fin dal 1909: creare un lavoro ad offrire quieta e sana al nome del nuovo insediamento: Garbatella. Ma si trattava di un topo- trasferendo i residenti in squallidi
porto fluviale subito a valle della stanza agli artefici del rinascimeto segno che sull'argomento c'erano per- nimo già esistente o del soprannome palazzoni di nuova costruzione in
Basilica di San Paolo collegato a un economico della Capitale questo plessità. Si sa tuttavia che avrebbe che si era conquistato l'ospitale ostes- lontane periferie. La decisa reazione
canale navigabile parallelo al Tevere aprico quartiere fondato oggi dovuto chiamarsi Concordia, come sa? Comunque sia, quel nome popo- del quartiere tentò di fermare il pic-
che congiunga il mare di Ostia con XVIII Febbraio MCMXX annota nel suo diario lo stesso inge- lare, dal sapore plebeo, prevalse su cone, ma soprattutto fu l'intervento
gner Orlando, "in contrasto al presen- quello di Concordia. Né riuscì a scal- degli antichi proprietari, che avevano
te marasma sociale e per l'auspicio zarlo quello di Remuria, suggerito donato quel suolo per l'edificazione
all'avvenire felice". Ma quel tratto nel 1937 dalla smania retorica della di case popolari, a bloccare la specu-
dei Colli di San Paolo è già popolar- toponomastica fascista di nobilitare i lazione. Dopo di che, per trent'anni le
mente indicato col nome di nomi di alcuni quartieri romani, attin- aree abbattute restarono abbandonate
Garbatella, di incerta origine. Si è gendo nel nostro caso a una leggenda al più assoluto degrado. Poi nel 1990
detto che potrebbe riferirsi a una par- che localizzerebbe sulle colline a sud le amministrazioni democratiche le
ticolare coltivazione della vite "a gar- dell'Aventino piuttosto che proprio trasformarono in giardini e più tardi,
bata" praticata in una grande tenuta sull'Aventino la città che Remo una parte, in un comodo parcheggio.
che aveva occupato parte della zona, avrebbe voluto fondare in contrappo- Della originaria vocazione marina-
l'area industriale Ostiense. La nascita In considerazione dei torbidi movi- di proprietà di un potente monsigno- sizione alla Roma di Romolo sul ra del quartiere rimane testimonianza
del nuovo insediamento infatti con- menti politici in atto in Italia e a re, Nicolò Maria Nicolai. Più credibi- Palatino. in buona parte della toponomastica,
tribuisce a creare indispensabili Roma in quel periodo, presenziano la le è l'ipotesi che, lungo la prima parte Alle 11,45 di quel 18 febbraio ispirata da quei propugnatori del
infrastrutture: la borgata è destinata a cerimonia una folto numero di cara- della Via delle Sette Chiese o nelle 1920 la cerimonia era conclusa (le porto fluviale che poi non fu realizza-
dare alloggio, oltre che agli operai binieri e di agenti, molti di questi sue adiacenze, una garbata e compia- cronache della stampa dell'epoca to: strade e piazze sono infatti intito-
della sottostante recente zona indu- ultimi in borghese (siamo negli anni cente ostessa gestisse un'osteria con stranamente anticipano tutto di un'o- late a navigatori, costruttori navali,
striale, anche agli operatori del porto, del dopoguerra con la disoccupazio- alloggio, destinata ai pellegrini, ai ra). Da quel giorno la costruzione dei cartografi, scrittori del mare, armato-
il quale però non vedrà mai la luce (il ne dilagante e le fabbriche occupate). cacciatori e a chi si volesse procurare 44 edifici dei primi lotti della nuova ri, capitani d'industria cantieristica. A
progetto, pur elaborato nei dettagli, Al re viene illustrata la pianta del in una località fuori mano incontri borgata procedette rapidamente e cominciare dalla bella scenografica
verrà definitivamente scartato due primo insediamento progettato dagli galanti. In tempi recenti di questa negli anni successivi si estese pro- piazza da cui ebbe inizio il quartiere
anni dopo, giudicato troppo costoso architetti Marcello Piacentini e signora Garbatella è stato ipotizzato gressivamente a tutto il territorio col- e dove è murata la pietra di fondazio-
per le deboli finanze postbelliche e Gustavo Giovannoni: una piccola anche il nome e della sua osteria linare retrostante, in seguito invaden- ne: Piazza Benedetto Brin, dedicata
inopportuno per altre considerazio- città-giardino comprendente cinque anche una possibile localizzazioni. Si do anche la valle del fiume Almone, al primo ministro della marina del
ni). lotti per un totale di 190 alloggi siste- sarebbe chiamata Maria, stando la zona della Circonvallazione Regno d'Italia, ingegnere, costruttore
Dopo i discorsi di cerimonia, viene mati in 44 unità abitative, destinate a all'insegna di un locale, ritratto in un Ostiense confinante con l'Aventino, delle corazzate Duilio e Italia.„

18 febbraio 1920 Due restauri mancati:


Miracolo a Roma maledetta burocrazia
Nicola Di Gennaro, conosciuto da i
nostri lettori per aver già collabora-
to con la redazione, ha voluto ren-
dere omaggio con la sua musa ai 90
anni del nostro quartiere

Auguri a te cara Garbatella,


auguri di vero cuore
da tutta le gente di quartiere. ono anni che segnalavamo fare quel che si sarebbe potuto realiz-
Oggi festeggi i tuoi 90 anni
ed io nei miei pensieri
ti rivedo nei tuoi veri panni,
S l'opportunità di restaurare la
pietra di fondazione della
Garbatella, murata in Piazza
zare già da anni. Lo stesso rammari-
co esprimiamo anche per il festone di
stucco, crollato a Piazza Bartolomeo
quando sorgevi niente male Benedetto Brin, danneggiata dal Bonomelli, che recava la scritta "La
nel mezzo di tanto verde tempo e dagli immancabili vandali. Garbatella" sotto l'effige di una testa
della nostra cara Capitale. Avevamo anche proposto i nomi di di donna. Qui l'intervento di ripristi-
Nascevi come alcuni scultori che volontariamente no spetta all'Istituto case popolari,
una rosa profumata, si sarebbero assunti l'onere del proprietario dello stabile. In entram-
piena di splendore e di bontà restauro. Ci fu obbiettato che quel- bi i casi il Municipio si è attivato per
come eri stata predestinata. l'intervento era di pertinenza richiedere prima e accelerare poi gli
Auguri cara Garbatella, dell'Istituto per il restauro, il quale interventi, scontrandosi con un muro
auguri da tutti i nostri cuori prima o poi sarebbe intervenuto. di insipienza burocratica, che non
di vederti sempre sugli allori. Siamo arrivati alle celebrazioni del capisce quanto sia importante per
90°, ma l'elefantiaca macchina buro- una comunità preservare le tracce
Nicola Di Gennaro cratica ancora non ha provveduto a della propria tradizione. (C.B.)„

Cara Garbatella
Periodico di Informazione e Cultura Territoriale a cura Uno sfregio alla fontana di Carlotta
dell’Associazione culturale Cara Garbatella
Iscritto al tribunale di Roma n° 137 dell’8 aprile 2004 anno 7 n° 23 ' stata trafugata da ignoti van- altri oltraggi in un recen-
via Francesco Passino 26 tel.06/5136557
caragarbatella@fastwebnet.it
www.caragarbatella.org
E dali la palina posta vicino
alla fontana di Carlotta in
Piazza Ricoldo da Montecroce, illu-
te passato: la bruciatura
delle panchine, l'imbrat-
tamento di un eucaliptus
strante la storia di quell'angolo carat- e dello stesso volto della
Direttore responsabile Direttore editoriale teristico del nostro quartiere. L'atto storica fontana.
Alessandro Bongarzone Giancarlo Proietti vandalico si associa ad azioni simili L'Associazione
Coordinatrice Francesca Vitalini con cui scritte senza senso hanno denuncia l'irresponsabile
Redazione Ottavio Ono - Marcello Delogu - Antonella Di Grazia deturpato tutte le altre paline turisti- azione di chi non ama il
Eraldo Saccinto - Lorena Guidaldi che che erano state poste in vari quartiere, rivolgendosi al
Distribuzione curata da Guido Barbato angoli del quartiere, rendendole Sindaco, al Presidente
Grafica e foto Giancarlo Proietti - Massimo De Carolis illeggibili. del Municipio, all'Asses-
Coordinatore informatico Remo Terenzi Si è fatto interprete dello sdegno sore alla cultura e ai
Collaboratore organizzativo Tiziana Petrini generale l'Associazione "Il tempo Carabinieri, per la salva-
Collaboratori Cosmo Barbato - Antonio Angelucci - Gianni Rivolta ritrovato" che ricorda come quell'an- guardia dei beni cultura-
Stampato presso la Tipografia: “Gielle Grafica” Via Anton da Noli 42-44 00154 Roma Lo stato pietoso della palina prima di essere trafugata
golo della Garbatella abbia subìto li.„

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Anno 7 - Febbraio 2010

Da pag 1 gato al mare. Due anni dopo lo perfe- striale San Paolo-Ostiense e di colle- organismo, che sarebbe stato fonda- quartiere operaio dell'arsenale marit-
Il tecnocrate che volle zionò prevedendo lo scalo interno di gare Roma al mare per un suo rina- mentale per lo sviluppo industriale timo di La Spezia, a Napoli il Rione
la borgata “Concordia” impianti portuali e ferroviari. Il baci- scimento economico e produttivo. della zona sud della Capitale, fu Carelli a Posillipo, a Palermo il
no mercantile avrebbe dovuto avere Del Comitato facevano parte oltre breve e contraddittoria. Infatti, tra Quartiere Giardino Littorio e alcuni
Roma sulla sponda sinistra del una larghezza di 63 metri e una pro- alla Banca Commerciale Italiana, progetti e rinvii, verrà liquidato dopo piccoli esperimenti a Milano sorti tra
Tevere. Fu lui a coinvolgere fin dal fondità di 8 metri e mezzo, sufficien- l'Anglo romana gas, la società pochi anni, nel 1923, anche se per il 1909 e il 1923: i villaggi-giardino
1910 l'Istituto case popolari e qual- ti per il pescaggio e il passaggio a Romana trams e omnibus, la Mulini e statuto sarebbe dovuta durare settan- Campo dei Fiori, Baravalle, Breda,
che anno più tardi gli architetti doppia fila dei piroscafi. Costo com- Pastifici Pantanella, l'Acqua Marcia, t'anni. Tiepolo,"Milanino", il sobborgo ope-
Gustavo Giovannoni e Marcello plessivo dell'opera 59 milioni di lire. la Generale Immobiliare per lavori di Politicamente Paolo Orlando era un raio dell'Unione cooperativa opera
Piacentini che disegnarono il piano Il canale al fondo doveva essere largo utilità pubblica ed agricola, la ditta moderato di idee liberali legato a del ferroviere Luigi Buffoni, che nel
regolatore della zona. 16 metri. Il progetto originario preve- armatrice Navigazione generale certi gruppi industriali, ai cattolici e 1886 si riproponeva di aiutare la clas-
Ma chi era Paolo Orlando? Nato nel deva una diramazione sulla sponda Italiana e più di 700 soci. Le stesse alla finanza vicina al Vaticano. Era se media nei suoi bisogni abitativi.
1852 e settimo di nove figli, si laureò sinistra del Tevere in corrispondenza aziende due anni dopo costituirono amico del Medici del Vascello, colle- Seguendo l'esempio delle città giardi-
presto in Ingegneria al Politecnico di gato ai nazionalisti, che sostenne no inglesi aspirava a costruire case
Milano e si appassionò fin da subito nelle elezioni politiche per la Camera igieniche ed economiche di tipo pic-
ai problemi della navigazione delle dei deputati. Esponente della Lega colo in stile liberty ed eclettico (2).
acque interne e allo sviluppo indu- Navale, portavoce degli industriali Paolo Orlando divenne senatore del
striale-commerciale e marittimo di romani, presidente dell'Associazione regno nel 1934 e, chiusa l'infelice
Roma, dove si trasferì dopo gli studi pro quartiere San Paolo. Era un esperienza romana, tornò a Livorno.
per intraprendere la carriera politica. iscritto all'Associazione antibolscevi- Morì il 3 settembre 1943 a Rapallo
Fu la sua caparbietà e la sua tenacia a ca, non aveva quindi nessuna simpa- nella villa dove si era ritirato allo
vincere gli innumerevoli ostacoli che tia per quello che era successo in scoppio della guerra mondiale
le amministrazioni centrali e comu- Russia e tanto meno per i socialisti
nali frapposero negli anni allo svilup- italiani. (1) Nacque il 6 aprile del 1852. Suo
po dell'area industriale dell'Ostiense. Ma in certa borghesia nostrana, come padre Luigi apparteneva ad una
Il suo chiodo fisso era dunque quello in quella anglosassone e tedesca, era famiglia che a Palermo possedeva
di realizzare uno sbocco della Capita- viva l'idea di costruire case decorose una officina meccanica, che produce-
le sul mar Tirreno e, attraverso un per le famiglie degli operai in luoghi va materiali per la costruzione di
canale navigabile, far transitare mate- ameni e salubri, lontano dalle grandi macchine agricole e mulini. I fratelli
rie prime e manufatti per le fabbriche aree urbane inquinate dagli opifici Orlando, Luigi, Salvatore, Giuseppe
dell'Ostiense e del Portuense, che manifatturieri. Tutto il movimento e Paolo avevano aderito alle insurre-
erano cresciute nel primo decennio delle Città Giardino, ispirato dai zioni antiborboniche del 1837 e del
del Novecento. Il suo era un disegno del canale di Dragone. I tempi di rea- con l'Orlando la Società "Marina di socialisti utopisti Robert Owen, 1848 e simpatizzavano per la
ambizioso. L'Orlando, a capo di alcu- lizzazione delle opere a "carte appro- Roma". William Morris, Ebenezer Howard, si Giovane Italia di Mazzini. Costretti
ni comitati ed enti, coinvolse banche vate" furono stabiliti in 8 anni per il Ma quando tutto sembrava andare per mosse per decenni in questa direzio- all'esilio, Luigi si stabilì a Genova,
ed aziende private, che in quell'ope- porto, 5 per il canale e 2 per la ferro- il verso giusto, dopo tante parole e ne. Il Sobborgo Giardino Garbatella, dove divenne imprenditore. Insieme
razione intravedevano grossi vantag- via. tante promesse, nel 1911 i finanzia- quello dei primi 5 lotti sorti nel 1920 al fratello Giuseppe in pochi anni si
gi economici, per realizzare un porto Ma i vari governi che si succedettero menti, che erano stati predisposti per intorno a Piazza Benedetto Brin, ne è impose nel campo della cantieristica
fluviale a valle della Basilica di San non furono propensi ad accettare le il Cinquantenario dell'Unità d'Italia, un esempio unico per estensione e navale, tanto che il Cavour propose
Paolo, un collegamento ferroviario proposte dell'Orlando, che nel 1904 furono dirottati verso opere pubbli- stili compositi, fatto salvo l'insedia- loro la direzione degli stabilimenti
Roma-Ostia e un borgo operaio sui fondò il Comitato nazionale pro che al Nord del paese. Paolo Orlando mento della Città Giardino Aniene a Ansaldo. Nel 1866 gli Orlando si tra-
Colli di San Paolo. Roma marittima del Porto di Roma e rimase a bocca asciutta, ma non si Montesacro, costruita nello stesso sferirono a Livorno dove diedero vita
I primi progetti di Paolo Orlando la navigazione del Tevere e del Nera, perse d'animo e dopo qualche anno si anno ma per il ceto impiegatizio. ai Cantieri.
risalgono al 1887 e al 1889. in pratica un gruppo di pressione rimise al lavoro a capo dello Smir. Piccoli insediamenti furono realizzati
Dapprima aveva localizzato un porto sullo Stato e sulle altre amministra- Nel 1919, infatti, viene istituito l'Ente al nord specialmente attorno ai coto- (2) Da " Regionalismo a Roma. Tipi e
a Fiumicino, poi a Maccarese e nel zioni pubbliche con l'obiettivo di autonomo per lo Sviluppo Marittimo nifici e agli arsenali come il Villaggio linguaggi: il caso Garbatella", di
1896 propose la realizzazione al sostenere con investimenti ed infra- ed Industriale di Roma, di cui diven- Crespi sull'Adda, le case operaie del Francesca Romana Stabile. Editrice
Valco San Paolo di un bacino colle- strutture lo sviluppo dell'area indu- ne presidente. Ma la vita di questo cotonificio Poma a Miagliaro, il Librerie Dedalo, Roma 2001.„

“Quelle foto sbagliate”


ltre che dal "Messaggero" e da

O "La Tribuna" del 19 febbraio


1920, l'avvenimento della fon-
dazione della "Borgata Giardino
Concordia" sui Colli di San Paolo in
località Garbatella fu riportato da "Il
Popolo romano", da "Il Piccolo
Giornale d'Italia" e con un ampio servi-
zio corredato da fotografie dalla
"Illustrazione Italiana" del 7 marzo
1920 e dalla rivista di Paolo Orlando
"Roma Marittima" del 29 febbraio.
Le uniche immagini del giorno della
fondazione sono dunque quelle riporta-
te da queste pubblicazioni dell'epoca e
quelle conservate, per testimoniare la Una delle due foto erroneamente attribuite alla fondazione della Garbatella . In real-
presenza del Re, dall'archivio fotogra- tà si tratta di altra cerimonia avvenuta nello stesso 1920
fico dell'Istituto Luce. Inoltre nelle foto "sbagliate",ad ulteriore prova della
Purtroppo in precedenti lavori editoriali, in articoli loro non autenticità, non compaiono accanto al Re i
di quotidiani e pagine web sono state abbinate alla fon- personaggi che lo accompagnavano quel 18 febbraio
dazione della Garbatella due belle immagini che rap- 1920, in primo luogo Paolo Orlando, presidente
presentano il Re Vittorio Emanuele III, in compagnia dell'Ente per lo sviluppo marittimo e industriale di
di vari notabili, su un palco mentre si cala una prima Roma, e il presidente dell'Istituto Case Popolari di
pietra. Ma queste foto non hanno nulla a che vedere Roma, il commendator Magaldi.(G.R.)
con l'avvenimento del 18 febbraio in località (1) Vedi pag. 4 del "Messaggero" dell' 11 luglio 1920 :
Garbatella. Probabilmente chi le ha trovate è stato " Oggi alle 15 con l'intervento del Re avrà luogo la posa
tratto in inganno dall'anno, il 1920, dal Re e dalla ceri- della prima pietra delle costruzioni edilizie della
monia. Gli ingredienti essenziali c'erano tutti. Ma ciò Cooperativa fra impiegati al Ministero degli Interni nel
non basta. Infatti le due foto in questione si riferiscono cantiere posto tra Via San Quintino e Via Statilia". Le foto
ad altri episodi simili. Una rappresenta la posa della che testimonia l'avvenimento sono i codici
prima pietra per le case degli impiegati del Ministero FP02FP00000126-130 dell'archivio Istituto Luce Fondo
dell'Interno tra Via San Quintino e Via Statilia l'11 Pastorel. E ancora. "Messaggero" dell'8 agosto 1920 :
luglio 1920, l'altra l'inaugurazione delle case degli articolo dal titolo "Le case degli impiegati a Villa
impiegati dello Stato a Villa Lancellotti su Via Salaria Lancellotti, la posa della prima pietra". "Ieri alle ore 11,
il mese dopo e precisamente l'8 agosto (in entrambe le nella già Villa Lancellotti sulla Via Salaria, a duecento
foto le persone ritratte indossano abiti estivi). metri dal Viale della Regina, Re Vittorio Emanuele posava
Tutto ciò è verificabile dalla consultazione dell'archi- la prima pietra delle case della Cooperativa degli impie-
vio dell'Istituto Luce (Fondo Pastorel) e dall'incrocio con gati dello Stato". La foto interessata è il codice
gli articoli pubblicati sul "Messaggero" dell'epoca (1). FP02FP00000145 del Fondo Pastorel.„

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Anno 7 - Febbraio 2010

Enrica Zarfati, 86 anni, numero di matricola A8506 del campo di Auschwitz

Scampata dalla shoah


Abitante storica della Garbatella, qui è tornata dopo il calvario del lager. Alla vigilia della liberazio-
ne di Roma fu presa per una delazione perché ebrea. Aveva 19 anni. Per 60 anni ha lavorato presso
il nostro mercato rionale. "I tedeschi e i fascisti quanto erano cattivi!"

di Carolina Zincone anni ma ricordo tutto come fosse il era in tappa forzata: si trovava nel andare a recuperare una pagnotta ebrei che hanno agito in modo eroico
primo giorno!". Ci dice che la cogna- Campo poliziesco e di transito situa- tedesca comprata la sera avanti: a rischio della propria vita, per salva-
o e Giancarlo eravamo un po' emo- ta sta scrivendo un romanzo sulla sua to in località Fossoli, a circa sei chi- "Chissà che sembrava questa pagnot- re la vita anche di un solo ebreo dal
I zionati. Lui la signora Enrica
Zarfati - sopravvissuta ad Auschwitz
storia "ma io non ho il coraggio di
raccontare tutto". In realtà il coraggio
lometri da Carpi, da cui nel corso del
1944 transitarono 5.000 prigionieri
ta a quei tempi e con quella fame! E'
così che m'hanno presa, dopo 7 mesi
genocidio nazista.
Enrica lo sa, ricorda che in quel
ed abitante storica della Garbatella - ce l'ha, eccome. politici e "razziali" che avevano che scappavamo! Erano le 6 di matti- periodo i suoi fratelli passavano dal
l'aveva già incontrata e ci teneva a come destinazione finale i campi di na e noi lì ad implorare in ginocchio rifugio al Bar Lunik (quello della
rivederla; io ne avevo sentito parlare Non faccio in tempo a cambiare Auschwitz-Birkenau, Dachau, il maresciallo della pubblica sicurez- "nanetta"), dove il proprietario,
e mi domandavo se sarei stata in argomento per formulare una doman- Buchenwald e Flossenburg. In sette za, a baciargli i piedi, a umiliarci: Socrate, li proteggeva dando loro da
grado di sollecitare un racconto di cui da che ci avvicini un po' a quel 1944 mesi di attività del campo partirono 8 lasciateci, non c'ha visto nessuno!". mangiare. "Ma 7 mesi sono lunghi!",
far tesoro senza riaprire vecchie feri- di dolore, che Enrica aggiunge: "Il 16 convogli ferroviari, 5 dei quali desti- Lui, però, che non avrà avuto nean- aggiunge Enrica, quasi a dire che
te. ottobre ci fu il rastrellamento grande, nati ad Auschwitz. In uno dei convo- che 20 anni, evidentemente sapeva di prima o poi qualcosa a qualcuno
Le ferite sono interessanti, inutile al ghetto. Io no, io fui presa 7 mesi gli per Auschwitz avrebbe viaggiato essere stato visto, forse perché dove- doveva succedere. E successe a lei.
nascondercelo. Ancor più interessan- dopo. Ci hanno portato ad Ausch- Enrica Zarfati. va essere tenuto d'occhio da chi l'ave- Non si fermavano nemmeno di fron-
ti se ci parlano di una storia terribile witz, che squallore!". E così ci ricor- Dal 16 ottobre del 1943 la sua vita va mandato lì. Per questo, mentre te ai bambini "i fascistacci che face-
che vogliamo ascoltare perché fa da il motivo della nostra visita: era cambiata, viveva nascosta, insie- aspettava il comandante, era stato vano la spia a rotta di collo". Che poi
paura, perché sembra impossibile, Enrica Zarfati, abitante della me al resto della famiglia: Enrica, inesorabile: "Ormai non posso più magari non erano neanche fascisti,
perché non vogliamo che si ripeta e Garbatella dall'età di anni 3, il 9 mag- che era la più grande, aveva tre sorel- lasciarvi". Enrica racconta e com- ma 5000 lire per ogni ebreo denun-
perché in questo modo possiamo dire gio del 1944, all'età di anni 21, fu le e tre fratelli. A casa non ci si pote- menta, commenta e racconta: "Boni ciato facevano gola a tutti e 16 in un
a chi è stato ferito quanto ci addolora presa e deportata ad Auschwitz, nella va più stare, così dapprima si erano so' stati, eh?" "So' stati angioletti! colpo solo sarebbero stati un bel bot-
che sia andata così. La scommessa, tino. Quel giorno che "c'hanno preso
allora, consiste nel mostrarci curiosi, come bestie a me e a una signora qua
sì, ma anche rispettosi e, per questo, davanti, una di quei Pavoncello,
sinceramente vicini. porella, che aveva 50 e passa
Ogni persona, a modo suo, contri- anni…A quella l'hanno bruciata
buisce a fare la Storia. C'è però qual- subito, a quelli deboli, che stavano
cuno che la Storia l'ha subita più di un po'giù, li facevano fuori pre-
altri e la cui memoria ci è particolar- sto…vedevi quelle fiamme, sentivi
mente preziosa, al punto di volerla quella puzza…che si doveva vedere,
far nostra. La memoria di un singolo nella civiltà!".
si trasforma così in memoria colletti- Restiamo a bocca aperta: la Zarfati
va, in memoria di un popolo. E' que- ci parla di gente "bruciata" (usa
sto il caso di Enrica Zarfati e dei suoi molto questa espressione che fa dav-
ricordi che - lo si vede da subito - la vero spavento), dà per scontato che
signora non vede l'ora di condividere sappiamo perfettamente di cosa stia
con noi. parlando e butta lì un commento
Enrica ci aspettava a casa, in com- sulla nostra civiltà.
pagnia della sua cara e affezionata
badante di origini ucraine. Una bella Ricorda che all'epoca era una bam-
coppia, sembrerebbe, l'una fiera del- bina, una bambina di 22 anni ebrea
l'altra. Tra di loro si chiamano Enrica per caso: "eravamo ebrei perché c'a-
e Irina ed entrambe hanno ricevuto - vevano fatto così, ma sennò…non
rispettivamente nel 2004 e nel 2005 - eravamo proprio attaccati alla reli-
il "Premio Fantasia" della Garbatella, gione… Eravamo ebrei per modo di
strumento di tutela della cultura dire, non frequentavamo spesso la
popolare del quartiere, assegnato sinagoga. Sia papà che mamma
ogni anno a persone garbate e belle. Enrica Zarfati il giorno dell’intervista. A pagina 5, Enrica ci mostra quello sciagurato marchio:”A8506”. erano ebrei, ma lasciavano correre."
Mentre chiacchieriamo, Irina inter- Prima di trasferirsi alla Garbatella
viene con conferme e precisazioni. I la famiglia viveva a Monte Savello,
racconti di Enrica deve averli sentiti Polonia occupata, perché ebrea. "Che sistemati insieme ai Pavoncello in Quanto erano cattivi i fascisti, al ghetto, "ma Mussolini voleva libe-
tante volte, sa che è diventata un per- squallore!", ripete, ed è curioso come una "grotta" della Circonvallazione mamma mia! Je dispiace a lei che rare il Portico d'Ottavia - ricorda
sonaggio quasi famoso, ricorda le sia il senso di squallore a riaffiorare Ostiense, poi, con l'aiuto di altri vici- erano cattivi i fascisti?". E ancora, Enrica - e avevano fatto 'sta zona.
interviste, i libri, i documentari fatti per primo, più forte di tutti gli altri. ni, si erano trasferiti in una fontana incredibilmente: "A me è dispiaciuto Non c'era niente qui, sa? Ci abbiamo
sulla base delle sue storie. E poi tutti Subito dopo, però, arriva l'impo- del lotto dove c'era una stanzetta che dopo hanno perso il posto, ma trovato i contadini che coltivavano la
i giorni, in salotto, si imbatte nella tenza, la sensazione di essere stata segreta che le due famiglie avevano dopo quello che era successo, come terra sotto casa". Non c'era una
foto dell'ex sindaco Veltroni sorpreso gabbata dal destino, la frustrazione di organizzato come un appartamento. perdonarli?". comunità ebraica ma c'era qualche
in compagnia della signora Zarfati. non essersela cavata solo per poco: Ci vivevano stretti stretti in 16 - "a Alla domanda se nel quartiere ebreo nei paraggi. Il papà era com-
Ma anche Irina ha una storia. "Lei "La mia è stata l'ultima partenza, vi papà lo mozzicò pure un topo", ricor- qualcuno avesse cercato di proteg- messo ai magazzini, poi il magazzino
pure ha sofferto", dice Enrica con rendete conto? Per un pelo m'hanno da Enrica che di suo padre ha un gerli, la signora Enrica risponde istin- è fallito ed è rimasto senza lavoro:
complicità: "Quando scappavi, eh?". presa! Quando hanno liberato Roma, ricordo davvero tenero e quasi protet- tivamente con un "Macché!!!!", ma "Eh…era una tristezza, porello, si
Ci piacerebbe chiedere perché e dove il 4 giugno, io ero ancora in viaggio tivo - ma in questo modo tutte le poi si corregge: "Chi sì e chi no". dava da fare per qualsiasi cosa ma era
scappasse Irina, ma la nostra visita al per il Nord. Siamo stati 40 giorni volte che le guardie mandate dagli Giancarlo ci rammenta che per aver piccoletto…invece lei è alto! - dice la
lotto 31, dove la Zarfati viveva e vive fermi a Modena e lì è arrivata la noti- inquilini spioni erano andate a cercar- nascosto gli ebrei sotto la chiesoletta signora rivolgendosi a Giancarlo. Era
tuttora, suggerisce altre strade, che la zia della liberazione, da mangiarsi le li alla fontana non li avevano trovati. don Alfredo Melani è stato ricono- buono papà". E poi ammette, con l'i-
nostra ospite ha quasi fretta di riper- mani!!". Il 9 maggio, però, Enrica era sbucata sciuto come "Giusto tra le nazioni", ronia che ormai sappiamo riconosce-
correre con noi: "Son passati tanti Più che in viaggio, Enrica Zarfati dalla tana al momento sbagliato, per termine utilizzato per indicare i non- re: "Purtroppo abbiamo fatto proprio

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Anno 7 - Febbraio 2010

trovato, i pianti… E' stata una cosa


triste sa? Io non la posso dimentica-
re". Che tenerezza questa complicità,
questa simpatia che Enrica cerca e
riesce facilmente a stabilire con noi.
Quando è tornata, la mamma non
c'era perché le avevano detto che era
tornata la figlia ed era andata in sina-
goga a cercarla: "Non ricordo come
e dove l'ho incontrata, va bene?".
Che strano, un pizzico di senso di
colpa, il desiderio di ricordare un
momento bellissimo e il dispiacere
di non riuscirci.
La signora Zarfati da quel giorno
non si è più mossa dalla Garbatella:
"A me mi piace Garbatella. Gli sfol-
lati si erano impadroniti di molte
case, mio fratello ne aveva dovuti
cacciare tanti per difendere la
nostra". Una volta rientrata, si era
subito rimessa a lavorare: "Proprio il
giorno appresso che sono tornata dal
campo". Lavorava a casa con la mac-
neanche loro sapevano quello che ci Enrica sopportò anche la durissima china da cucire, faceva i pantaloni,
facevano fare"; la paura di morire da marcia durante la quale morirono in insieme alle sorelle. Ricominciava a
un momento all'altro, "come quella molti e finì nel campo di vivere. Pagavano poco, però, e così la
volta che in venti fummo portate Ravensbrück, che "pareva un fiore mamma fece domanda per la licenza
davanti al crematorio per poi scopri- vicino ad Auschwitz". Ma la libera- al mercato. Le donne di casa si ritro-
una gran bella vita….che momenti Diverso il ricordo del bombarda- re che dovevamo solo caricare dei zione non arrivava e, di fatto, non varono tutte là, mentre "i maschi
che abbiamo passato! La fame. E mento del 7 marzo 44. L'infanzia era secchi d'acqua per i vagoni tedeschi arrivò nemmeno con i russi, alla fine facevano un altro mestiere".
adesso che potevamo stare bene sono finita, le leggi razziali in pieno vigo- che evacuavano"; le kapò, "le più cat- d'aprile: "Quando i russi ci hanno "Stavamo bene", ricorda Enrica, "ma
tutti morti, ha capito?". Adesso. re e il nemico alle porte. Quale nemi- tive - prigioniere polacche che per "liberato" siamo rimasti 4 mesi là poi ho cominciato a perderli i fratel-
Adesso sono trascorsi tanti anni, co? Più di un nemico. "Quel giorno", darsi delle arie si comportavano peg- perché non ci rimpatriavano. Mi li…". Torna il rimpianto, la consape-
Enrica ne ha 86. Cos'è successo nel ricorda Enrica, "io pigliai per mano gio dei tedeschi ma poi tanto al cre- chiedete che effetto ci fecero? Erano volezza di aver lasciato ad Auschwitz
frattempo? Cos'è che rimpiange di mio fratello che aveva 6 anni e mia matorio c'andavano pure loro: fu una severi, sa? All'inizio ci fecero lavora- un pezzo di vita impossibile da recu-
più? sorella che ne aveva 8 e andammo a di loro che rispose a una bambina in re sodo pure loro, eh? Poi si addolci- perare in seguito. Perché la vita va
Rimpiange il fatto di aver avuto vedere l'Albergo Bianco, la gente che cerca della mamma indicando le rono". avanti, ma si comincia anche a mori-
un'infanzia amara, soprattutto per i era morta…invece di prendere la fiamme alte del crematorio". E poi, finalmente, giunse il re. Muoiono amici, parenti, fratelli
genitori. Rimpiange il fatto di aver Stazione Ostiense gli americani ave- In queste condizioni, di fronte a momento del ritorno a casa. Enrica che Enrica ha la netta sensazione di
dovuto smettere di studiare per lavo- vano preso l'Albergo". Fuoco amico, tanto orrore, non c'era modo di pen- ricorda che a Roma ormai c'erano gli non essersi goduta abbastanza e da
rare e dare una mano a casa. Era stata c'era anche allora. Bombardamenti sare a chi era lontano, a chi era rima- Alleati: "I ragazzi che c'hanno porta- cui era stata lontana quando era via,
una delle prime ad entrare nella scuo- chirurgici riusciti male. Non come le sto a casa, alla Garbatella: "Lì non to, a me e all'amica mia Costanza, in quell'anno e mezzo lungo un seco-
la Michele Bianchi (ora Cesare mitragliate dei tedeschi, che invece pensavo ai miei, non ricordavo più che è morta, porella, 5 anni fa, erano lo. Enrica ha ricordi appiattiti: la
Battisti) quando l'avevano aperta e erano ben mirate e colpivano anche i niente, pensavo solo a trovare le soldati prigionieri pure loro. Ci situazione di adesso che è rimasta
ricorda con una punta d'orgoglio che bambini. bucce di patata nell'immondizia per hanno lasciato con un carro bestiame sola con il fratello più giovane si
al primo avviamento - l'avviamento Lei, ancora ragazzina, il 9 maggio mangiarmele". Amori poi, nessuno. a Ostiense. Sembravamo due sceme, sovrappone a quella del lager.
al lavoro era la scuola media dove si era finita a Regina Coeli, dove rima- "Che scherziamo? Ognuno pensava non sapevamo bene dove andare, Invece, nel frattempo, Enrica è
forgiavano le nuove leve del lavoro se una settimana finchè non "ci per sé, si stava sempre tra la vita e la chiedevamo notizie di questo e di diventata un personaggio al mercato,
nazionale - era la più brava. Ma impacchettarono per spedirci tutti nel dove ha lavorato per 60 anni venden-
quando hanno formato la scuola campo di concentramento". A do di tutto: all'inizio filo a metraggio,
ebraica tutti i fratelli avevano preso Fossoli, a quanto pare, si stava poi qualche cosetta, maglie, calzoni,
ad andare lì, in tram, perché il pasto meglio che ad Auschwitz. Enrica chiusure lampo, "finché non è diven-
era garantito. Dopodiché aveva ricorda che siccome avevano preso tato un bel negozietto…18 anni all'a-
dovuto abbandonare gli studi del anche "un sacco di ricconi ebrei", lei perto e poi al coperto, poi c'hanno
tutto. Quando aveva accampato la si era potuta industriare e, "lavando i buttato fuori un'altra volta e poi…chi
scusa che non poteva più frequentare panni dei signoroni" rimediava sem- ci lavora adesso al mercato sta anco-
la scuola perché non aveva le scarpe pre qualcosa da mangiare. Questo nei ra allo scoperto". Ha smesso di lavo-
per arrivarci, le maestre avevano 45 giorni in cui restò lì in attesa che rare quando ha compiuto 80 anni,
insistito perché lei restasse e le ave- si formasse un convoglio di 800 per- però "avrei lavorato ancora se non mi
vano portato a casa scarpe e calzini. sone. Dopodiché quel viaggio alluci- fossi rotta prima una gamba e poi l'al-
Ma ormai la decisione era presa. Non nante di "9/12 giorni…come bestie tra, sempre cascando…Tutti cono-
aveva ancora 11 anni quando si mise nei vagoni del treno, che ci facevamo scevo, m'hanno fregato tanti milioni.
a lavorare a macchina da una signora tutto addosso ed eravamo pieni di Segnavano e poi non pagavano, dopo
lì vicino: "Me dava 'na cretinata". insetti nei capelli". Per non parlare morte perché tutti i giorni si faceva quello, di chi era stato preso e di chi aver preso la mejo robba!".
Però è stata sia "piccola italiana" dell'arrivo ad Auschwitz: "Un dram- una selezione. Facevano l'appello, era tornato. Dopodiché siamo andate Ma non c'è niente da fare, i suoi
che "giovane italiana" e oggi sorride ma". Fu allora che, in fila per 5, i vec- passava il tedesco o la tedesca e face- al ghetto perché lei viveva lì. Io non ricordi più forti, quelli che non la
un po' vergognosa confessando che chi cominciarono ad essere divisi dai va: "Quello quello quello, via via ce la facevo più a muovermi, volevo fanno dormire di notte e la fanno
per quei ruoli si sentiva un po' "pic- giovani, le mogli dai mariti, i figli dai via!". Seguivano urla e disperazione. morire là. Lei mi ha trascinato via, crollare di sonno la mattina, sono
coletta" di statura (anche se aveva genitori, Enrica dalla signora Impossibile nutrire sentimenti che era piena di vitalità. Dico la verità: quelli di Auschwitz: "Dimenticare
una sorella ancora più piccina). Pavoncello, che teneva a braccetto, andassero oltre l'istinto di sopravvi- m'ha salvato lei, sennò io restavo là. non posso". Anche per questo colla-
Riferendosi al fascismo e a quei come facevano le altre ragazze con le venza. Eravamo come sorelle". bora con l'associazione il Tempo
costumi, ci dice che "là tutti doveva- loro mamme. Non l'avrebbe più rivi- Immaginiamo allora cosa signifi- Nessuno sperava più di rivederla, Ritrovato ed è felice quando il coro
no essere di quell'idea, compresi gli sta, come non avrebbero più visto i cò, per chi era ancora vivo, l'evacua- Enrica: "La cosa più triste, al ritorno, di Fatagarbatella le canta serenate.
ebrei. Ma era una cosa civile, norma- loro cari molti di coloro che all'inizio zione del campo avvenuta in conco- è stata non trovare più papà. Dal Per tener viva la memoria, anche se
le, come adesso". I guai li causa chiedevano ancora disperatamente mitanza con l'avanzata dell'Armata dispiacere si era ammalato di quel questo non l'aiuta a perdonare: "Non
Hitler, quando obbliga Mussolini (a dove fossero finiti. Rossa: "Notizie non ne arrivavano, malaccio e 9 mesi prima che tornassi potrò mai perdonare i tedeschi, mai,
questo punto "maledetto") a fare Come gli altri - tutto come gli altri non sapevamo niente, niente, niente". era morto. A quanto pare, le sue ulti- mai, mai! Troppo cattivi sono. Non
quello che ha fatto. Ma ecco che la - Enrica fu rapata a zero, svestita e Ovviamente, non capivano cosa stes- me parole sono state: 'Ho salvato solo con noi ma con tutti. Lei li per-
signora Enrica si interrompe di rivestita da carcerata. E poi le venne se succedendo e quale destino li Enrica, ho salvato Enrica, ho salvato donerebbe, lei?". Difficile rispondere
nuovo e chiede a Giancarlo: "Gli fatto il tatuaggio: "Ecco, questo era il attendesse. Nel novembre 1944 Enrica!'. E forse mi ha salvato davve- a questa domanda e difficile rispon-
voleva bene lei a Mussolini?". "No, numero mio, A-8506. Ci chiamavano Himmler, ideatore della "soluzione ro, visto che quel giorno sono stata dere all'ultima che fa, prima di salu-
perché - continua - da principio era per numero, in tedesco, e se non ce finale" per gli ebrei, aveva già dato trasferita. Era giovane e non l'ho più tarci: "Racconterà tutto bene?".„
bravo, faceva tutte le cose per bene, l'imparavamo erano botte, botte e ordine di cessare le esecuzioni nelle
ma quando ha cominciato a conosce- ancora botte". Anche gli altri ricordi camere a gas e di demolire sia le
re i tedeschi…s'è guastato, s'è vendu- assomigliano a tutti gli altri ricordi camere a gas che i forni crematori,
to! E allora "peggio per lui", senten- degli ebrei sopravvissuti ai campi: la allo scopo di nascondere le prove del
zia Enrica, "ha fatto una brutta fine: marescialla tedesca che gliene diede genocidio. A quell'epoca ad
prima l'hanno ammazzato, poi l'han- tante, "ma tante tante", perché aveva Auschwitz erano stati uccisi oltre 1
no messo a testa in giù, e pure rubato due bucce di patate per sfa- milione di esseri umani. Con la mar-
Claretta, eh? L'amica insomma…ce marsi: "Avevamo sempre la cazzaro- cia della morte del gennaio 1945, che
n'aveva di donne, eh?". Dette così, le la legata a un fianco, ma ci spettava vide partire da Auschwitz circa
cose tremende e tristemente note su una zuppa al giorno che certo non 80.000 sopravvissuti, il campo si
cui Enrica divaga sembrano confi- bastava". Quei lavori forzati, "lì a svuotò definitivamente e i prigionieri
denze vicine al pettegolezzo. picconare e tagliare rametti, che furono trasferiti in territorio tedesco.

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Dal Municipio
Due "Raffaello" molto simili: Forse va a Via Pigafetta la Asl di Piazza Pecile
Una commissione congiunta tra la ASL RMC, il Presidente del Municipio XI

uno scambio di immagini Andrea Catarci e il Consigliere delegato alla sanità municipale Antonio
Bertolini ha esaminato la pesante situazione venutasi a creare con la parziale
inagibilità dell'edificio che ospita l'ambulatorio di Piazza Pecile, al fine di
ello scorso numero di dicembre 2009, nell'illustra- Bambino e San Giovannino, detta anche "La bella giardi- individuare rapidamente soluzioni alternative.

N re il servizio di Cosmo Barbato dedicato a Filippo


Sergardi, il nobile senese committente nel 1500
della villa di campagna trasformata nel 1927 nella Scuola
niera", che aveva poi rivenduto a Francesco I di Francia,
quadro che oggi è esposto al Louvre.
Dobbiamo una doverosa correzione. Il quadro pubblicato
Un comunicato del Municipio dice che di alternative ne sono state individua-
te due: la prima, la più rispondente a dare risposte efficaci specie alla popo-
lazione più anziana della Garbatella e dell' Ostiense, consiste nello spostare
dei bimbi (la "Scoletta") di Piazza Nicola Longobardi, in dicembre, che qui vediamo riprodotto a sinistra, non è gli uffici e i servizi all'interno di un edificio disponibile in Via Pigafetta, vici-
abbiamo pubblicato l'immagine di un quadro di Raffaello "La bella giardiniera", pur se gli somiglia molto, ma "La no a Piazza Pecile; la seconda, utilizzando i nuovi locali presso l'IPAB del
rappresentante la Vergine con il Bambino e San Giovanni- madonna del cardellino", esposto agli Uffizi di Firenze; San Michele a Piazza Tosti o presso la nuova sede direzionale ASL RMC di
no. La pubblicazione illustrava la notizia che il Sergardi ai mentre "La bella giardiniera" è quello che qui pubblichia- via Primo Carnera per la parte amministrativa, collocando gli ambulatori
suoi tempi aveva acquistato da Raffaello una tavola rap- mo a destra e che, venduto dal Sergardi a Francesco I di presso il CTO, insieme agli ambulatori ospedalieri utilizzando finalmente le
presentante un soggetto analogo, appunto la Vergine con il Francia, è esposto oggi nel famoso museo parigino!„ strutture 12 ore al giorno. "Si auspica che la ASL RMC trovi rapidamente
soluzioni strutturali, vista la già debole situazione dei servizi sanitari territo-
riali esistente ancora prima della inagibilità di Piazza Pecile. Il sistema è
infatti insufficiente a dare risposte ad una domanda sanitaria crescente, che è
ulteriormente minata da quei tagli dei posti letto del CTO a cui ci siamo e
continueremo fortemente ad opporci" - conclude il comunicato di Catarci e
Bertolini.

Trasferiti Igiene mentale e Assistenza domiciliare


Nuova sede per due vitali servizi sanitari nel distretto XI della ASL RMC. Il
CIM (Centro di igiene mentale) e il CAD (Centro assistenza domiciliare )
sono stati trasferiti in locali più idonei al pubblico, presso l'Istituto San
Michele, entrando da Via Casal De Merode 8, "palazzina Liuzzi", secondo
piano. Il Municipio XI ha perseguito con tenacia questi trasferimenti trovan-
do risposte, insieme alla Direzione della ASL RMC, a problematiche logisti-
che più volte rappresentate nelle Consulte municipali. Il Centro di igiene
mentale è la struttura destinata alla profilassi e cura delle malattie mentali;
mentre il Centro per l'assistenza domiciliare ha il compito di definire il piano
d'intervento assistenziale nel quale le prestazioni sanitarie sono garantite
dalla ASL e quelle assistenziali dai Servizi sociali municipali. "I locali pree-
sistenti erano in pessime condizioni di manutenzione e non erano qualificati
all'accoglienza dell'utenza né decorosi per il lavoro del personale. Ora si
disporrà di ampi e nuovi locali", dichiara l'Assessore alle politiche sociali del
Muncipio, Andrea Beccari. Inoltre, nel continuare ad assicurare al CTO ser-
vizi utili per la popolazione, al fine di mantenerlo attivo con il suo Pronto
Soccorso, al 5° piano si è trasferita tutta la Reumatologia ed una parte della
Endocrinologia del Sant' Eugenio.
Riapre "Il Tucano" il pub della birra XI: Punto unico di accesso ai servizi socio-sanitari
ristrutturatore, ha in prima persona rinnovato il locale, pri-
di Guido Barbato
vilegiando colori ed elementi di arredo ispirati alla natura Il Segretariato Socio-sanitario del Municipio si è trasformato in PUA, Punto
iamo felici di annunciare che ha riaperto la birreria latino-americana. Oggi offrono birre alla spina chiara, Unico di Accesso. Presso la nuova istituzione saranno a disposizione dei cit-

S forse più antica del nostro quartiere. E' un luogo per


il quale hanno transitato generazioni di adolescenti.
Per tutti gli anni '80 e '90 è stato un punto di aggregazio-
rossa e doppio malto, un vasto assortimento di birre in
bottiglia, comprese alcune italiane artigianali, vini, supe-
ralcolici e cocktail in particolare. Francesca infatti è spe-
tadini, insieme agli assistenti sociali del Municipio, anche infermieri della
ASL RMC. Il servizio nasce da un protocollo di intesa tra Municipio e ASL
RMC - Distretto XI, coerentemente con gli indirizzi nazionali e regionali, con
ne importante per quei giovani che amavano la birra e l'at- cializzata nel settore, avendo lavorato per anni nei locali lo scopo di garantire un servizio socio-sanitario sempre più efficace e vicino
mosfera rilassata e informale tipica dei pub. Negli anni si estivi sulle spiagge romane. In estate, sempre in omaggio ai bisogni dei cittadini.
era trasformata in sala da tè e poi circa tre anni fa aveva al Sud America, progettano di servire anche frullati di Il Punto Unico è istituito presso la sede di Via Benedetto Croce 50 alla
chiuso. frutta esotica. Non mancano comunque, nel rispetto della Montagnola. Esso nasce con l'obiettivo di costituire un punto di riferimento
Ad ottobre 2009 tre ragazzi hanno deciso di riaprirla ripor- clientela degli ultimi anni, anche tè, tisane e cioccolate per la presa in carico dei bisogni sociali e sanitari della cittadinanza, per faci-
tandola al vecchio stile: tipica birreria per il dopocena, ma calde. Trasmettono musica su un grande televisore e offro- litare l'accesso ai servizi sociali e sanitari del territorio, per semplificare i per-
con la possibilità anche di mangiare taglieri di affettati e no un ampio assortimento di giochi da tavolo. corsi necessari all'attivazione degli interventi e delle prestazioni, per acco-
formaggi, panini e dolci. I coniugi Francesca e Adriano, Prossimamente offriranno con regolarità anche musica dal gliere, ascoltare, informare e orientare il cittadino, supportandolo nell'utiliz-
insieme all'amica di sempre Vanessa, hanno deciso di tor- vivo. Il pub si trova in via Roberto DeNobili 3b, subito zo appropriato dei servizi esistenti ed infine per effettuare una prima valuta-
nare alle origini. Avendo vissuto in Costarica hanno trova- dopo piazza Giovanni da Triora e l'ormai celeberrimo zione integrata dei suoi bisogni socio-sanitari. Al PUA il cittadino può rivol-
to appropriato anche mantenere il nome originale, loro Roma club noto a tutti come "bar dei Cesaroni". gersi per essere aiutato ad orientarsi nella rete dei servizi, pubblici e privati,
che, innamorati del Sud America, hanno a lungo vissuto a E' aperto dal martedì al sabato dalle 17,30 all'una di disponibili sul territorio, che meglio possono rispondere al suo bisogno, per
contatto con i tucani veri. Adriano, che di mestiere fa il notte.„ avere informazioni sui servizi sociali e sanitari esistenti, sui giorni e gli orari
di apertura al pubblico, sugli interventi erogati e sulle modalità di accesso alle
singole prestazioni e per reperire la modulistica necessaria per accedere alle
prestazioni sociali e sanitarie. "Finalmente, anziché vedersi 'rimbalzati' da un
Intitolata a Guido Rossa la nuova sede del PD della Garbatella servizio all'altro, i cittadini del Municipio XI potranno avvalersi di un unico
punto di accoglienza per essere ascoltati, ricevere informazioni sulle presta-
l Partito Democratico della partito della Garbatella mette zioni e avviare la presa in carico integrata sul versante sociale e sanitario",

I Garbatella ha trovato finalmente


casa. Giovedì 4 febbraio alle ore
18, infatti , è stato inaugurato a Via
le radici in un territorio che lo
ha sempre premiato nelle sca-
denze elettorali. Alla nascita
dichiara Andrea Catarci, Presidente del Municipio. "Vorremmo sottolinea-
re - aggiunge Andrea Beccari, Assessore alle Politiche sociali del Municipio
- l'ottima collaborazione tra Regione Lazio, con l'azienda sanitaria RMC, e
Luigi Ansaldo il nuovo circolo del del nuovo partito, il Pd aveva Municipio XI, nella comune preoccupazione di garantire un servizio socio-
quartiere popolare, a pochi passi dovuto lasciare ai"mussiani", sanitario sempre più efficace e vicino ai bisogni dei cittadini. Va evidenziata,
dalla sede degli avversari del Pdl. La oggi Sinistra e Libertà, la infine, l'intelligenza e la professionalità che gli operatori dei servizi sanitari e
sede, piccola ma ben ristrutturata, sede storica della "Villetta" a sociali del Municipio hanno dimostrato nel percorso di conoscenza e integra-
può contare su un bel saloncino per le via Passino e si era dovuto zione propedeutico alla istituzione del PUA". Il PUA è aperto il martedì dalle
riunioni plenarie, un'altra saletta,una accontentare di un piccolo 9.00 alle 12.00 ed il giovedì dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 16.00.
cucina e un bel giardino antistante locale a via delle Sette
utilizzabile nella bella stagione. "La Chiese, messo a disposizione Riaperto il parcheggio della Metro Garbatella
prima volta che siamo entrati qui- ha da un iscritto. In questi anni,
detto Federico Raccio, segretario del dunque, tra mille difficoltà Il 13 gennaio scorso è stato finalmente riaperto il parcheggio accanto alla sta-
circolo nella sala stracolma di iscritti aveva mantenuto i contatti zione Metro di Via Pullino. Sull'argomento dal Municipio è stato emesso un
e simpatizzanti,- abbiamo trovato con gli iscritti e gli elettori polemico comunicato firmato dal Presidente Catarci e dall'Assessore ai
una stella a cinque punte sul muro e tramite un sito web e appog- Lavori pubblici Attanasio nel quale si critica "il disinteresse reiterato
abbiamo pensato di intitolarlo a giandosi provvisoriamente dell'Assessore alla Mobilità del Comune, Sergio Marchi", sottolineando che
Guido Rossa, l'operaio comunista ad un'associazione culturale quel parcheggio è rimasto chiuso per oltre un anno e mezzo per consentire la
assassinato dalle Br". del quartiere. Alla cerimonia, realizzazione di un Progetto del Piano Urbano Parcheggi (PUP). "Finalmente
Con l'apertura dei nuovi locali, oltre al consigliere regionale - conclude il comunicato - si conclude una vicenda che ha creato più di un
dove negli anni Ottanta c'era "La Enzo Foschi, sono intervenuti Sabina sabile della Cgil di Roma sud e danno ai residenti e ai tanti cittadini che si servono della Metro. La tenacia
volpe e l'uva", un'enoteca molto Rossa, parlamentare del PD figlia di Marco Miccoli per la federazione del Municipio ha permesso di ridurre i tempi e di restituire alla cittadinanza
conosciuta in quell'epoca, il maggior Guido Rossa, Di Berardino, respon- romana del PD.(G.R.)„ l'indispensabile parcheggio".

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Anno 7 - Febbraio 2010

Una medaglia d'oro alla polisportiva Yubikai


Intervista a Massimo Lucidi, maestro di arti marziali e gestore della palestra Yubikai
di Ottavio Ono zione- Garbatella non è solo i Cesaroni, è un quartiere importan-
te con una grossa storia, noi ne siamo una piccola parte. Iniziando
a storica palestra di arti marziali della Garbatella, che da mio padre, mio fratello e ora da me ci siamo mossi con inten-

L vanta una presenza ultra trentennale nel nostro quar-


tiere, gestita già da molti anni da Massimo Lucidi, ha
ospitato Pino Maddaloni campione olimpico di Judo alle olim-
ti unici e molto semplici: creare una sorta di isola felice dove
anche i sogni servono a mettere i piedi per terra, per assaporare la
vera realtà della vita fatta di fatica, di impegno.
piadi di Sydney del 2006. E' un caso? Che cosa insegna il Tatami e che cosa lascia, a parte il frastuo-
Pino è uno dei nostri ragazzi, un atleta che ha avuto e ci ha dato no dei colpi?
l'opportunità di crescere sotto l'aspetto sportivo agonistico ad alti Il Tatami è una piattaforma particolare. Entri in un altro universo,
livelli. Noi abbiamo offerto il nostro supporto nel periodo in cui in un'altra atmosfera; le regole danno un forte tono alla concen-
lui si preparava per le Olimpiadi, dove ha conquistato la medaglia trazione necessaria a sostenere sensazioni forti violente faticose e
d'oro. Oggi Pino allena un gruppo di giovani agonisti ed in que- con una grossa soddisfazione ti accorgi che hai passato un'ora ad
sto clima di scambio è stata inserita anche un'altra società, l' imparare e ad affrontare cose nuove, insieme agli altri.
Akiyama di Settimo Torinese. Con Pierangelo Tognolo e Pino Diresti ai bambini di frequentare questo mondo e soprattutto
Maddaloni ci siamo incontrati sulla stessa traiettoria educativa, il tuo che mi sembra di capire sia un mondo un po' a parte...?
quella di coltivare la crescita e la formazione educativa dei giova- I bambini devono essere interessati con la curiosità dei bambini e
ni, attraverso lo sport, che è forza ed energia. Abbiamo sempre devono partecipare a questo gioco, che è il Judo che è il Karaté,
cercato di migliorare la nostra condizione atletica e anche quella con un sistema divertente. Quindi noi facciamo giocare i nostri
degli altri. Una pausa durante l’allenamento, a sinistra Massimo Lucidi a destra bambini con l'idea di farli crescere da atleti, ma rispettando sem-
Magari un/a ragazzo/a viene qui e sogna di diventare una veli- Pino Maddaloni. pre quello che il bambino ama più di tutto, il divertimento, il
na o di apparire in televisione. Cosa diresti? gioco. Giocare per imparare, combattendo. Questo sicuramente
Direi che ognuno di noi ha un sogno nel cassetto, vuole diventa- Leggo su "Visto" di novembre che hai rilasciato un intervista funziona, tant'è che i bambini qui alla YubiKai sono tanti.
re velina o vuole diventare un personaggio di "Amici". Bene, non molto bella, diverse pagine, molte fotografie a colori, dal tito- I tuoi progetti e il tuo futuro?
lo bocciamo, ma c'è da lavorare. Ed è fondamentale ricordare che lo "Alla Garbatella sono più famoso dei Cesaroni". Ce la puoi Siamo un gruppo di persone che si impegnano e quando serve una
campioni si nasce, forti atleti si diventa: un percorso è sempre riassumere? mano ci siamo. E anche se una giornata sia di 24 ore, noi cerchia-
legato all'impegno, alla costanza. C'è chi nasce geneticamente Un settimanale nazionale si è occupato di noi e la giornalista mo di farla diventare di 25, se serve. Lavoriamo con tanta umiltà
fortunato e chi invece si deve costruire, chiaramente essendo Mirella Dosi ha catturato gli elementi più legati allo sport, all'a- e forza: lo staff di Yubikai è così e anche i politici sanno che cosa
molto umili e lavorando tanto. Senza questa consapevolezza gonismo e alle attività giovani, ma ha anche verificato che que- rappresentiamo, per questo ci sono stati molto vicini. Forse è il
penso che non ci siano cose che si possano raggiungere, in tutti i sta è una polisportiva multietnica e colorata, ragazzi iraniani, momento di fare un piccolo sforzo, per aiutarci a realizzare il
campi, dal lavoro allo sport. etiopi, cubani, thailandesi, cine, dove si costruisce anche integra- nostro sogno, dare uno spazio a tutti moltiplicato per cinque.„

L'Oratorio San Filippo Neri festeggia 75 anni di attività


di Leopoldo Tondelli squadra prima classificata vince le
magliette, i secondi i calzoncini, i
'Oratorio San Filippo Neri, terzi i calzettoni, il miglior attacco i

L che nel 2010 festeggia 75


anni di attività, è collegato da
tutti gli abitanti della Garbatella alla
numeri grandi da apporre sulle
maglie, la miglior difesa i numeri
piccoli da apporre sui calzoncini. I
"Chiesoletta", la chiesetta adiacente campionati sono suddivisi in tornei
l'Oratorio, dedicata a San Isidoro, con la denominazione: mini-atomi,
santo spagnolo protettore delle cam- atomi, microbi, pulcini, giovani.
pagne, e a Sant'Eurosia, protettrice L'Oratorio ha anche un merito parti-
dalla grandine. Padre Generoso colare: quello di distinguere l'attività
Calenzio (come ricorda Padre Guido sportiva dal semplice gioco. Infatti
Chiaravalli in un suo scritto pubbli- da sempre i ragazzini passavano - e
cato per i cinquant'anni dell'Oratorio) lo fanno ancora - diverse ore al gioco
la volle salvare, alla fine del XIX del sasso e a quello del passo volan-
secolo, dal distruttivo abbandono in te. Le punizioni per chi contravveni- volta in una ottica anche "culturale"
cui si trovava. La lapide all'ingresso va alle regole, oltre a quella massima che è quella di far conoscere l'Europa
dell'Oratorio ricorda poi che il signor dell'espulsione, erano quelle di rac- in un periodo storico in cui si inizia a
Luigi Santambrogio, subentrato alla cogliere dieci cartacce nel cortile o votare per il Parlamento Europeo.
sua proprietà, "i locali e il terreno gettare dieci secchi d'acqua nel gabi- Infine, tra le molteplice attività, oltre
adiacente a servizio spirituale del Una vecchia foto dello storico campetto della “Chiesoletta”, al centro Padre Guido netto. Sanzioni che avevano lo all'organizzazione di spettacoli tea-
nascente quartiere umilmente offrì". scopo, per chi le riceveva, di impara- trali, significativa mi sembra quella
La storia dell'Oratorio si intreccia in mente a questo compito perché la chetto per chiudere lo spogliatoio per re l'umiltà: questa pratica provvede- di dare ospitalità a diversi gruppi
modo indissolubile con quella del pratica agonistica svolta all'Oratorio evitare furti, la perdita di un punto in va dunque ad un'educazione che non musicali fra la fine degli anni sessan-
quartiere, non soltanto perché quasi contiene un sistema di regole codifi- classifica dopo aver sommato dieci era esclusivamente religiosa ma che ta e l'inizio degli ottanta, da far meri-
tutti gli abitanti della Garbatella e dei cate, complementari allo stesso ammonizioni, l'essere in regola con il doveva "preparare alla vita". tare all'oratorio di San Filippo Neri,
quartieri vicini hanno frequentato da gioco. Infatti, sotto la direzione di pagamento dell'iscrizione al campio- L'apertura alle ragazze modificherà forse, la palma di essere stato il
bambini le vecchie strutture, ma Padre Guido Chiaravalli, vengono nato e l'obbligo morale di far giocare anche le attività. Si pratica la palla- primo centro sociale in chiave attua-
soprattutto per il fatto che l'Oratorio interrotti i campionati esterni per anche i meno bravi della squadra. volo oltre al calcio ed al basket nel le a Roma.
ha sempre, tramite i suoi sacerdoti, organizzare tornei interni dotati di Alcune consuetudini sono rimaste nuovo campo di cemento polifunzio- L'Oratorio è stato anche un set cine-
adempiuto alle aspettative ed alle esi- alcune regole particolari: "Il impresse nella memoria di tutti: per nale ove prima vi era l'arena del cine- matografico di film importanti: come
genze sociali della zona, soddisfacen- Capitano non può battere i rigori e le esempio, il giro d'onore al suono ma Columbus, e prende piede anche "Mamma mia che impressione" con
dole e spesso anche anticipandole. punizioni, perché essendo di solito il della campanella prima delle finali il tennis in un momento in cui questo Alberto Sordi, "Caro Diario" di
Il "pioniere" Padre Alfredo Melani, più bravo o il più grande deve eserci- sia per il primo che per il terzo posto. sport diviene popolare. Nanni Moretti. Il complesso Baronio
che era giunto alla Garbatella nel tare la sua funzione 'super partes' fra In finale in caso di parità (la partita Si sviluppano negli anni settanta fece da sfondo alle storie dei due
1935, si recava nei lotti e tramite il i compagni non abusando del suo dura un'ora, mezz'ora a tempo) si altre attività: oltre alla colonia mari- fidanzatini Lucia Bosè e Renato
suono di un campanaccio radunava i 'status' ma usarlo per mettersi al ser- tirano subito i calci di rigore: prima na a Torvaianica, inizieranno i viaggi Salvatori nelle "Ragazze di Piazza di
ragazzi per portarli all'Oratorio cer- vizio dei compagni". tutta una squadra poi l'altra. In caso in Italia ed in Europa con lo zaino in Spagna". E recentemente è stato uti-
cando di aggregarli non solo per una Padre Guido cerca di introdurre una di ulteriore parità calciano solo i gio- spalla, spostandosi anche con l'auto- lizzato in alcune puntate dei
finalità religiosa, ma per impartire certa responsabilizzazione "colletti- catori che hanno segnato il rigore. stop, con la cassa dei soldi in comu- "Cesaroni".
loro anche una educazione scolastica va" sanzionando con ammonizioni le I premi non sono più trofei come le ne, con i ragazzi più grandi quali Il nostro augurio per i 75 anni
(non a caso la scuola media "Cesare squadre che non indossano maglie di coppe, ma materiale sportivo acqui- accompagnatori. Lo spirito è sempre dell'Oratorio: poter sempre compren-
Baronio" iniziò la propria attività uno stesso colore, l'obbligo del luc- stato da Foresi a San Giovanni. La quello della socializzazione, ma sta- dere le esigenze dei giovani.„
proprio all'interno dell'Oratorio nel
lontano 1944) ma anche sportiva, in
un momento storico nel quale l'attivi-
tà fisica non era considerata ancora
un'esigenza primaria, fondando la
società sportiva Astro (Associazione
sportiva tra ragazzi dell'Oratorio) con
la finalità principale della pratica
sportiva all'interno di un progetto di
socializzazione ed aggregazione,
organizzando tornei.
Il gioco del calcio adempie piena-

7
Anno 7 - Febbraio 2010

Scompare il pedagogista
prof. Carlo Piantoni
L e t t e r e Dedicato a Carlo Acciari
i è spento nei primi giorni il nono Premio Fantasia
S dello scorso dicembre il prof.
Carlo Piantoni, pedagogo e
Segnalazioni al Municipio
arà dedi-
docente universitario, membro eme-
rito del Gruppo di Studio e Ricerca
per la promozione dell'educazione
Abito a Via delle Sette Chiese. Pur sforzandomi di apprezzare il restauro intra-
preso nel tentativo di valorizzare l'antica strada, non posso fare a meno di
segnalare alcune incongruenze. Nel tratto Largo delle Sette Chiese - Piazza
S cato alla
memoria
del pittore Carlo
artistica dell'UNESCO, esperto del- Sant'Eurosia le strette aiuole che corrono lungo i marciapiedi sono diventate per Acciari, recente-
l'uso delle immagini e dei linguaggi mancanza di manutenzione ricettacolo di sporcizia o di cespugli incolti. In tal mente scompar-
non verbali. E' noto per le sue nume- modo, oltre ad essere antiestetiche, contribuiscono a rendere difficoltoso il pas- so, la nona edi-
saggio dei pedoni. Non sarebbe più opportuno chiudere quelle inutili aiuole con zione del tradi-
delle lastre di basalto, uniformandole al resto del marciapiede? E ancora. Non zionale Premio
sarebbe ora di correggere quello spigolo di marciapiede all'incrocio con Via Fantasia, orga-
Borri, contro il quale continuano a sbattere le macchine, danneggiandosi e spo- nizzato dall'As-
stando le pietre del ciglio? sociazione "Il
Dante Tersigni tempo ritrova-
to", che si con-
Da mesi un tratto di Via delle Sette Chiese, poco prima della Clinica Concordia, cluderà il prossimo 15 febbraio con "Finestre sulla Garbatella"; Maurizio
è ristretto a causa di un transennamento ricavato per consentire i movimenti dei una cerimonia nel Teatro "In portico" Francisci, professore di sostegno alla
mezzi pesanti che erano addetti alla ristrutturazione dell'edificio comunale che alla Circonvallazione Ostiense. La "Alessandro Severi"; Marina Tiberi,
gli sta di fronte. I lavori nell'edificio ormai da tempo sono stati interrotti, ma il morte dell'artista, molto noto nel della elementare "Alonzi"; Pierange-
rose pubblicazioni sull'educazione transennamento della strada è rimasto in piedi senza che abbia più motivo di quartiere, aveva provocato una vasta la Di Bella, Michela Vitulano e Cle-
all'immagine e per l' attività svolta esistere, creando intralcio alla circolazione. generale emozione. Dalla Associa- lia Porchetti, maestre della "Malaspi-
nel campo della qualificazione e del- Marta Buzzoli zione è stata avanzata la proposta di na"; Cristina Mussa, dirigente scola-
l'aggiornamento degli insegnanti. intitolare a Carlo Acciari la scalinata stica; Ivana Emiliani, maestra di "La
Piantoni iniziò la sua opera di mae- Domande mal poste che sovrasta la fontana di Carlotta Coccinella"; Claudia Della Valle,
stro nell'immediato dopoguerra tra (già dedicata al missionario del XVII coordinatrice della "Scoletta"; La
mille difficoltà in uno sperduto vil- Spettabile redazione, leggo sul vostro numero di dicembre lo Speciale dedica- secolo Angelo Orsucci) da lui tante compagnia degli attori "I
laggio dell'Umbria. Il fatto di risie- to alla Sanità del nostro Municipio. Come mai tanto scalpore e meraviglia da volte dipinta, come nel bel quadro Masnadieri"; Barbara Tupini, presi-
dere sul posto, tra i contadini e i parte vostra per la quasi certa chiusura dei locali ASL di Piazza Pecile? Dove che fa da sfondo alla sala consiliare dente dell'Assoc.Sportello Famiglia;
braccianti, gli offre la possibilità di eravate quando fu chiusa la sede ASL di Largo delle Sette Chiese? Perché tale del nostro Municipio. Una proposta Dante Pica, novantenne artigiano
effettuare una preziosa esperienza chiusura passò sotto silenzio? Allarghiamo il discorso anche alla sede del questa alla quale aderisce volentieri inventore di un presepe meccanico;
umana.. Nel '60 il maestro terrà set- Municipio XI, di Largo delle Sette Chiese: quando riaprirà? Sono più le volte Cara Garbatella. Domenico Sacco, poeta e scrittore;
tanta lezioni al famosissimo corso che gli operai non lavorano che quelle che lavorano. Quest'anno il Premio Fantasia è Marco Olivieri, dirigente delle ele-
televisivo "Non è mai troppo tardi". Possibile che non vi sia nessuno preposto alla vigilanza e al controllo? Perché particolarmente dedicato al mondo mentari "Battisti" e "Alonzi"; Maria
Quindi, dopo una breve parentesi di non restituire al Municipio anche i locali abusivamente occupati dal Centro dell'infanzia e all'adolescenza. I vin- Rita Parsi, psicoterapeuta dell'infan-
insegnamento in una borgata roma- sociale la Strada, che erano l' archivio del nostro Municipio? Dove eravate allo- citori: Federica Crocetti, studentessa, zia; L'antico Bar dei romanisti di Via
na, venne chiamato al Centro didat- ra voi? Anche questo passò sotto silenzio. Perché tanto clamore per la ventila- autrice di un video sulla Garbatella; Fincati; Anna Maria Felici Paoloni,
tico per la Scuola elementare. Nel ta chiusura del CTO? Dove eravate voi quando venne chiuso il San Giacomo? Laura Monaco, autrice del libro catechista di Santa Galla.„
1969 l'UNESCO lo inserì nel gruppo Un lettore
per la promozione dell'educazione
artistica in Italia. Poi, dopo sette Domande mal poste se rivolte a un giornale di quartiere, il cui compito è quel-
anni di permanenza al Centro didat- lo di informare e di denunciare quel che non funziona nell'organizzazione della
tico, il maestro si fece distaccare in vita pubblica nell'area di propria competenza. Esattamente quel che abbiamo
una scuola speciale dove guidò una fatto, nei nostri sette anni di vita e anche oggi, pubblicando la lettera del nostro
sperimentazione per il recupero dei anonimo lettore.
bambini disabili mediante i linguag-
gi non verbali. Dopo una serie di
incarichi negli anni, venne chiamato Corsi di Inglese e Spagnolo alla Villetta
a far parte della Commissione per i
nuovi programmi della scuola ele- Lunedì 22 (Spagnolo) e Giovedì 25 (Inglese) febbraio
mentare. Ha diretto il Centro segno e
immagine per l'educazione grafica e
inizieranno corsi di medio livello
visiva. Piantoni, abitava nel nostro alla Villetta, Via F. Passino n. 26.
quartiere, in Via Costantino. Per chi,
come chi scrive, ha avuto l'onore di Durata: 16 h
conoscerlo, rimarrà per sempre nella
memoria per la semplicità amiche- Frequenza: 1 volta a settimana,
vole e per la simpatia, legati ad una 8 lezioni di 2 ore ciascuna
non comune capacità immaginifica. dalle 18.30 alle 20.30
Scompare con lui una delle figure
più rappresentative della pedagogia
e della didattica italiana, un punto di
riferimento per tantissimi operatori Per info su svolgimento corsi e costi:
della scuola, per i genitori e per gli
alunni di ogni età e classe, un punto
Tiziana Patacconi 06/50512017
di riferimento ed una grande risorsa email: tiziana.patacconi@libero.it
per il territorio.(E.S.)„