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IUAV

Composizione architettonica e urbana


prof. arch. Umberto Trame

L’edificio teatrale: Rinascimento e Barocco

arch. ph.d Giovanni La Porta


Venezia 31.10.2017
Teatri nel primo Rinascimento
Trattati di architettura
“De Architectura” di Vitruvio viene
tradotto da più storici.
- Sulpucio da Veroli (1486)
- Fra Giocondo (1513)
- C. Cesariano (1521)
L.B. Alberti scrive De Re aedificatoria,
(1450) e S. Serlio, I Sette libri dell'ar-
chitettura (1545) a consolidare la ri-
nascita dell’antichità classica in archi-
tettura.
S. Serlio nel Secondo Libro sulla Per-
spectiva identifica 3 scene canoniche
da usare nel teatro: tragica, comica e
satirica. Si privilegia la rappresenta-
zione tridimensionale della scena sul
piano inclinato del palcoscenico.
A. Palladio, scrive I quattro libri
dell’architettura, (1570).
Si conducono numerosi studi sulla
prospettiva XV sec. (F. Brunelleschi,
L.B. Alberti, L. Ghiberti, Masaccio, B.
Peruzzi, …)

-La rappresentazione dello spazio ur-


bano e il suo controllo costituisce l’i-
dea dominante dell’immaginario
estetico rinascimentale; il disegno
diviene elemento primario del con-
trollo dello spazio urbano costruito (-
> L.B. Alberti) ; la prospettiva urbana
diviene la scenografia “tipo” nelle
rappresentazioni teatrali.

Prospettiva di edifici fiorentini (B. Lanci, 1569)


Teatri del primo Rinascimento
Esempi di rappresentazioni prospetti-
che teatrali
- 1508 Ferrara, Cassaria di Ariosto,
Pellegrino da Udine dipinge “una
contracta et prospettiva di una terra
cum case, chiese, campanili et zardi-
ni” ;
-1511 Roma, facciata nord del palazzo
della Farnesina a Roma, B. Peruzzi
“scoena pro tragediis vel comoediis”;
-1513 Urbino, scena dipinta per
“Calandria”, G. Genga “bonissima pin-
tura et prospettiva bene intesa”, aric-
chita ocn elementi tridimensionali
-1514 Roma, scena dipinta per
“Calandria”, B. Peruzzi;
Nel primo Rinascimento non si è an-
cora identificato un luogo specifico
destinato allo spettacolo teatrale;
non esiste una divisione netta tra luo-
go della scena e luogo dello spettato-
re. Si privilegia l’allestimento provvi-
sorio che accolga gli spettacoli.
“legati allo spazio-tempo dell’unicità
di ogni spettacolo allestito da risulta-
re […] assai più modernamente cor-
retti e pertinenti alla messa in scena
che non i teatri in muratura, bloccati
nella geometria fondativa delle pro-
prie forme e nella permanenza dei
loro arredi” [F. Cruciani]

Schizzo per la scena della Commedia “La Calandria” di B. Dovizi (B. Peruzzi 1514)
Teatri del primo Rinascimento: gli allestimenti nei palazzi
“all’interno di una sala l’allestimento
provvisorio fonde in una misura varia-
bile consuetudini medioevali (le sce-
ne per i luoghi deputati, la relativa
promiscuità tra pubblico e attori) e
prime suggestioni dell’antico (le rico-
struzioni approssimate della scenae
frons, la disposizione del pubblico in
una cavea semicircolare, l’accenno di
un’orchestra)” (A. Pinelli)
-1490, Milano, sala del castello Sforza
(Leonardo da Vinci), allestimento del-
lo spettacolo “La festa del Paradiso”,
in onore di Isabella moglie di Gian
Galeazzo Sforza: tele dipinte alle pa-
reti, festoni “di verzura” pendenti dal
soffitto, gradinate di legno coperte di
tessuto, sipario “a caduta”
- 1586, Firenze, Teatro Mediceo (F.
Buontalenti), il teatro occupava i pri-
mi due piani degli Uffizi (oggi resta
solo il vestibolo) 20x56x14 m
-1502, Ferrara, sala delle Udienze nel
P.zzo della Ragione Isabella d’Este
descrive il luogo addobbato per la
rappresentazione di “commedie”:
58,4x18,4, 13 gradinate, soffitto e
gradinate coperti con panneggio
-1513, Urbino, rappresentazione di
Calandria in una salone del palazzo
ducale
-1561, Vicenza, p.zzo della Ragione
(A.Palladio)

P.zzo della Ragione, Vicenza (A. Palladio), Castello sforzesco, Milano (Leonardo), Salone di Palazzo Medici, Firenze
Teatri del primo Rinascimento: gli allestimenti nei palazzi
Teatro Mediceo
-1586, Firenze, Teatro Mediceo (F.
Buontalenti). Il teatro occupava i pri-
mi due piani degli Uffizi (oggi resta
solo il vestibolo) 20x56x14 m. Il tea-
tro consentiva di cambiare ripetuta-
mente le scene di fondale dietro gli
attori mediante botole sul palcosceni-
co e macchinari di scena
“Sopra i gradi cominciava un ordine di
balaustri finti di finissimi marmi, che
formavano un vaghissimo ballatoio;
dal piano di questa sorgea una spal-
liera di mortella fiorita; dopo questa,
in cima di varie piante d'ogni sorta di
frutti, vedeansi pendere gran quantità
di pomi, altri acerbi, altri maturi, e tali
ancora appena usciti del fiore; fra
dette piante vedeansi camminare di-
versi animali, come lepri, capriuoli, ed
altri sì fatti, che parevano veri partico-
larmente nel moto, che e' facevano
attorno alle piante; eranvi più sorte
d'uccelli, alcuni de’ quali con ali spie-
gate vedeansi nell'aria quasi volando;
ne' vani tra finestra e finestra erano
vasi di bellissime piante odorifere, ed
altre di fiori di tutta bellezza, che
spargevano odore soavissimo; ed in-
somma con tutto quest'ornamento
facevasi comparire un vero ed ame-
nissimo giardino» (F.Baldinucci)

Teatro Mediceo , Firenze 1586 (F. Buontalenti)


Teatri del primo Rinascimento: gli allestimenti nei cortili
Teatro del Campidoglio
- 1513, Roma, teatro del Campidoglio
(Pietro Rosselli, bottega dei Sangallo):
edifico in legno (allestimento), h 17-
20 metri, 38x30 metri in pianta, 7 gra-
dinate, non coperto (solo telo anti
sole e anti umidità), palchi privati alla
quota dell’attico perimetrale

Teatro del Campidoglio, Roma 1513 (Pietro Rosselli, bottega dei Sangallo):
Teatri del primo Rinascimento: gli allestimenti nei cortili
Gli elementi della scena, rispetto agli
allestimenti medioevali scollegati,
tendono ad unificarsi in un unico ele-
mento architettonico e/o dipinto.
“invece di una scenae frons a colon-
ne, c’è una piattaforma nettamente
inclinata su cui la scena prospettica di
una strada o di una piazza di città è
ottenuta tramite una giudiziosa me-
scolanza di case costruite e telone
dipinto; le case vanno diminuendo in
altezza finchè sono chiuse da un fon-
dale dipinto prospetticamente” [A.
Nicoll]
-gli attori recitano davanti alla scena
per non vanificare l’effetto prospetti-
co;
-si supera la divisione spazio tempo-
rale della cultura teatrale medioevale
(scenografia multipla e simultanea)
per affermare una unità tra tempo-
spazio-azione della scena (scenografia
prospettica e unitaria => UN LUOGO,
UN TEMPO)

Teatro Mediceo , Firenze 1586 (F. Buontalenti)


Teatri del primo Rinascimento: gli allestimenti nei cortili
Cortile di Palazzo Pitti

Palazzo Pitti , Firenze (F. Buontalenti) , Naumachia in onore di Angela Candola nel cortile del P.zzo Pitti (1502) incisione di O. Scartabelli 1589
Teatri del primo Rinascimento: gli allestimenti nei cortili
-1539, Vicenza, P.zzo da Porto (S. Ser-
lio). Divisione sala-scena, palcosceni-
co diviso in 2 (proscenio-retro scena
inclinato per scorcio prospettico), sala
divisa tra gradinate e orchestra occu-
pata dagli scranni “dei più nobili”

-1565, Venezia, convento della Carità


(A.Palladio) allestimento di “mezzo
teatro di legno ad uso Colosseo”

Conveto della Carità, Venezia (A. Palladio)


Teatri del Rinascimento
La rilettura del testo vitruviano porta
a ridisegnare il tipo teatrale classico .
I disegni del teatro all’antica ripro-
pongono gli elementi fondamentali:
cavea, scena monumentale archi-
tettonica a due dimensioni (arco di
proscenio come arco di trionfo roma-
no), proscenio.

Teatro romano disegnato da P. Prisciani (1486), Fra Giocondo (1513), , D. Barbaro (1556), C. Cesariano (1521)
Teatri del Rinascimento
S. Serlio ripropone le scene teatrali
vitruviane tipo (“vi sono tre tipi di
scene: uno detto tragico, il secondo
comico, il terzo satirico”). In Serlio la
“scaena frons” romana è sostituita da
una mescolanza di elementi costruiti
(oggetti con lato parallelo alla scena e
obliquo verso il fuoco prospettico) e
un telone dipinto come fondale
-il proscenio diviene il luogo della rap-
presentazione scenica per evitare il
di vanificare l’illusione prospettica
(area quadrettata).

Bozzetti per scena tragica, comica, satirica, , S. Serlio 1560


Teatri del Rinascimento

Studi sulla “scena mutevole” del tea-


tro barocco

- G. Vignola, Le due regole della pro-


spettiva pratica, 1583

- N. Sabbatini, Pratica di frabricar sce-


ne e machine ne’ teatri, 1638

- J. Furttenbach, Architectura ricrea-


tionis, 1640

Elementi della scena teatrale


Teatri del Rinascimento

Teatro Olimpico, Vicenza 1581 (A. Palladio); Teatro romano (A. Palladio)
Teatri del Rinascimento
Teatro, Sabbioneta (MN)
- la cavea lignea è separata dalla sce-
na (-> si profila la divisione tra sala e
scena come luogo dell’illusione)
- abolizione della “scaena frons” e
palcoscenico unico alla maniera di S.
Serlio
- distinzione delle funzione negli in-
gressi e negli spazi:
- camerini e accessori per attori e mu-
sici
- ingresso e ridotto per la corte
- ingresso e balconata sopra le gradi-
nate per la famiglia ducale: sono de-
stinati alle “gentildonne” e alla fami-
glia del duca Vespasiano Gonzaga
. i musici sono collocati nella parte
terminale del palcoscenico

Teatro di Sabbioneta (MN), V. Scamozzi 1590


Teatri del Rinascimento
Teatro Farnese
- è un teatro in forma di
“allestimento” ligneo in un edificio in
muratura
- la cavea lignea a “U”
- palcoscenico di grande dimensione
(40 m di profondità) dotato di mac-
chinari per il cambio di scena
- l’arco di proscenio è ormai solo un
retaggio della “porta regia” della sce-
na frons del teatro romano.
“la scena, invece di essere … una par-
te della sala, diventa un quadro inco-
nìrniciato da un arco o da un’apertura
rettangolare, ed è quindi separata
dalla zona del pubblico” [A. Nicoll]

Teatro Farnese, Parma 1628 (A. Aleotti)


Teatri del Rinascimento
Teatro Elisabettiano (Inghilterra XVI
sec.)
Ricavato in origine da circhi per lotte
tra orsi o cani, il teatro consisteva in
una semplice costruzione in legno o
in pietra, spesso circolare e dotata di
corte interna chiusa sulla quale si
affacciano loggioni. L'attore elisa-
bettiano recitava in mezzo, non da-
vanti alla gente: il palcoscenico si
"addentrava" in una platea che lo cir-
condava da tre lati (il retro era riser-
vato agli attori). La scenografia è es-
senziale, lo spettacolo si basa sulla
recitazione e sulla mimica.
Come nel Medioevo, il pubblico non
era semplice spettatore, ma partecipe
del dramma. Successivamente le sce-
ne vengono costituite da teloni, archi-
tetture e fianchi di tela armati e
soffitti. Il sipario si chiude metà a sini-
stra e metà a destra.

Teatro elisabettiano (XVI sec.)


Teatri all’italiana e opera lirica
La nascita dell’edificio teatrale
“all’italiana” si deve alla contestuale
nascita del genere musicale “lirico”
La camerata de’ Bardi a Firenze (C.
Vernio, G. Bardi, G. Caccini, J. Peri) si
propone di riscoprire ed interpretare
le antiche tragedie greche musicando
il testo che doveva essere cantato.
La prima composizione operistica si
deve al compositore J. Peri (Dafne,
1598); il nuovo genere musicale
(canto, musica e scena) veniva consi-
derato una rinascita del teatro classi-
co. La prima rappresentazione lirica
fu “Euridice” di J. Peri (Firenze 1600)
nel cortile di Palazzo Pitti .

[origine del melodramma


http://slideplayer.it/slide/600713/ ]

Frontespizio dell’opera Dafne (1598) e Euridice (1600) di J. Peri


L’edificio teatrale all’italiana: a rettangolo absidato
Teatro di SS. Giovanni e Paolo, Vene-
zia 1638 (rifatto nel 1654 da C. Fonta-
na), in Calle della Testa
E’ il primo teatro barocco all’italiana .
Scompare la gradinata, antico retag-
gio dei teatri antichi e rinascimentali;
vengono sovrapposti n. 5 ordini di
palchi; lo spazio dell’antica orchestra
ospita altre sedute di spettatori pa-
ganti (l’odierna platea)

Frontespizio dell’opera L’Alboino in Italia (1691), Teatro S. Giovanni e Paolo (1638-1654)


L’edificio teatrale all’italiana: a rettangolo absidato
Teatro della Fortuna
La pianta tipo utilizzata nei maggiori
teatri italiani era a rettangolo absida-
to. L’interno del teatro era struttura-
to a ordini di palchi sovrapposti co-
struiti in legno che grazie alle altre
esperienze poteva garantire una otti-
ma acustica e consentire di decorare
elegantemente la pareti. I palchi era-
no disposti in cinque ordini, ventuno
per ogni ordine, tutti intagliati in mo-
do diverso e con un parapetto avan-
zato. Le balaustre erano decorate con
quadri dipinti a grottesche e si con-
cludevano con un motivo traforato,
diviso da piccole cariatidi della rin-
ghiera del quinto ordine. Il palco era
decorato da lesene scanalate pog-
gianti su di un alto zoccolo. La struttu-
ra della copertura della sala era a ca-
priate sotto le quali era realizzato un
controsoffitto ligneo riccamente de-
corato (cornice con fregio a festoni)
Ciò che diede maggior lustro al teatro
furono le scene fastosissime e le mac-
chine per ogni effetto, tipiche del tea-
tro barocco.

Teatro della Fortuna, Fano 1676 (G. Torelli)


L’edificio teatrale all’italiana: a campana
Teatro Filarmonico
La famiglia Galli Bibiena si distinse per
la realizzazione di numerose sale tea-
trali e allestimenti scenici. La maggio-
re notorietà la si deve alla pianta tea-
trale “a campana” dove “il cantante
dovrebbe occupare la posizione del
battaglio di una campana sul palco-
scenico”.
La struttura attuale del Teatro Filar-
monico è il risultato della ristruttura-
zione avvenuta dopo la seconda guer-
ra mondiale. Le linee attuali sono il
frutto della ripresa dei disegni origi-
nari di Francesco Galli da Bibbiena. Il
teatro in principio era composto da
una sale all'italiana a cinque ordini di
palchi decorati da foglie e conchiglie
dorate a oro fino digradanti verso il
palco per dare una buona visuale a
tutti gli spettatori (accorgimento all'e-
poca d'avanguardia). Il palcoscenico
aveva un'apertura laterale del prosce-
nio così da essere diviso in tre parti
(cosa ripetuta solo poi nel teatro di
Imola

Teatro Filarmonico, Verona 1732 (F. Bibiena)


L’edificio teatrale all’italiana: a campana
Teatro Comunale
Il teatro fuù inaugurato il 14 maggio
1763 con la prima esecuzione de Il
trionfo di Clelia di C.W. Gluck.

Teatro Comunale, Bologna 1763 (A. Galli Bibiena)


L’edificio teatrale all’italiana: a campana
Teatro Scientifico
Il teatro sorse sul sedime del teatrino
cinquecentesco. Galli Bibiena pro-
gettò una scena fissa alle cui spalle
realizzò due corridoi sovrapposti a
formare un loggiato a due piani. La
platea ebbe un disegno “a campana”,
come era consuetudine per i Bibiena.
L'ambiente appare finemente decora-
to: con quattro ordini di palchi, divisi
da colonne, quattro nicchie con sta-
tue di mantovani illustri (Gabriele
Bertazzolo, Baldassarre Castiglione,
Pietro Pomponazzi, Virgilio).

Teatro Scientifico, Mantova 1769 (A. Galli Bibiena)


L’edificio teatrale all’italiana: a campana
Teatro dei quattro nobili Cavalieri
Il teatro è all'italiana; la sala del tea-
tro accoglie 409 posti, secondo il gu-
sto imperante nel Settecento; è un
esempio eclatante della ricerca pro-
spettica del periodo barocco. La pian-
ta della sala è “a campana” con cassa
armonica ricavata da una galleria non
praticabile sotto la platea. Sopra un
porticato terreno (a bugnato, di deri-
vazione stilistica toscana), si sviluppa-
no tre ordini di palchi (capitelli dorico,
jonico composito e attico) e in aggiun-
ta due ordini superiori (quart'ordine a
tribuna e il quinto a loggione). Il gran-
de soffitto ligneo recava una pregevo-
le decorazione di A. Savoia.

Teatro dei quattro cavalieri, Pavia 1771 (A. Galli Bibiena)


BIBLIOGRAFIA
Nicoll A. (1971), Lo spazio scenico, Bulzoni ed.
Pinelli A. (1973), I teatri, Sansoni ed.
Ruffini F. (1983), Teatri prima del teatro, Bulzoni ed.
Cruciani F. (1998), Lo spazio del teatro, Einaudi ed.
Todarello N.L. (2006), Le arti della scena. Lo spettacolo in Occidente da Eschilo al trionfo dell'opera, Latorre ed.
Attolini G. (2007), Teatro e spettacolo nel Rinascimento, Einaudi ed.

SITOGRAFIA
http://spazioscenico.altervista.org/