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Francesco DAngelo

I Cantastorie
Quello del cantastorie un mestiere antichissimo che affonda le sue radici nella cultura greca e latina. Per indicare un cantastorie della Grecia antica, si pu usare il termine aedo, parola derivante dal verbo greco aido, cio cantare, oppure rapsodo da rptein, cucire, significante cio cucitore di canti. La differenza fra laedo e il rapsodo che il primo compone, il secondo si limita solamente ad eseguire quello che gli stato insegnato. Lattivit del cantastorie presuppone il canto di una storia, accompagnato da uno strumento musicale ( nella cultura classica solitamente si suonava la lira o la cetra, antenata della chitarra, oggi impiegata in questi frangenti per lo stesso scopo ). Il pi grande e famoso aedo della storia il greco Omero, presunto autore dell Iliade ( realizzata nel IX sec. a.C., il cui tema principale la guerra di Troia, dove si scontrarono Achei e Troiani ) e dellOdissea ( realizzata anchessa intorno IX sec, a.C., narrante il faticato ritorno delleroe Odisseo in patria). Nel mondo latino il pi grande cantastorie fu Virgilio, autore dellEneide ( realizzata nel I sec a.C. per limperatore Ottaviano, che voleva creare la leggenda della fondazione di Roma da parte dell eroe Enea, giunto da Troia in Italia, per legittimare la dinastia Giulio-Claudia come discendente di un troiano). Gli aedi e i cantori latini lavoravano al servizio dei re. Molto pi tardi, nel Medioevo, troveremo ancora forte la presenza dei cantastorie, che qui si esibiscono nelle feste sacre o profane, alle fiere e come giullari nelle corti. Una canzone che abbiamo analizzato in classe, Alla fiera dellest, gi dal titolo, conferma ci che ho scritto pochanzi; si tratta di unantica composizione russa, la cui traduzione italiana stata riadattata da Angelo Branduardi. Un abitudine del cantastorie quella di tenere alle spalle dei cartelloni rappresentanti le scene principali della storia raccontata; Volta la carta una canzone di Fabrizio De Andr che ci ha dato modo di capire lusanza sopracitata di illustrare le fasi principali: lanafora presente nella canzone, che fa da titolo, infatti indica lo svolgersi della storia, o meglio, i cambiamenti che avvengono nel suo corso. La moderna tradizione del mestiere del cantastorie deriva anche dallattivit svolta dai trovatori e dai trovieri. A partire dal XIV secolo, infatti, si contribu a diffondere le gesta dei paladini carolingi della Chanson de Geste. Questa letteratura epico-cavalleresca fu quindi molto importante. I pi famosi di questi poemi sono la Chanson de Roland, la Chanson de Guillaume, Renaud de Montauban, Le Plerinage de Charlemagne. Oggi il ruolo del cantastorie resiste ancora, dopo secoli e secoli di storia: capita, infatti, di trovarli nelle piazze, alle feste e alle fiere, proprio come una volta. Accompagnano i loro canti con la moderna chitarra sempre sussidiati dai cartelloni, e girando di citt in citt, di villaggio in villaggio, intrattengono le folle. Le loro composizioni uniscono, per dirla alla Manzoni, lutile al dilettevole: si parla infatti di ballate sulla societ e i suoi costumi, i suoi problemi, le sue battaglie e i suoi cambiamenti. Si informa cos la folla di quello che succede, attraverso fatti, notizie e tutto quello che pu esprimere il punto di vista dellartista. Sono molti i grandi cantastorie italiani, ma spicca fra tutti un grande del passato, Ciccio Busacca, che descrisse, per esempio, storie del suo popolo legate alla mafia e alla vita dei contadini. A mio parere il fatto che i cantastorie, oggi, abbiano ancora attivit una cosa bellissima, poich essi rappresentano una delle espressioni artistiche che il Popolo riuscito a non farsi strappare. E interessante, inoltre, il legame che si stabilisce fra musica, poesia, immagine e letteratura, che, a mia visione, si completano a vicenda, e che danno vita a unespressione artistica molto comunicativa che spero non vada mai perduta.

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