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antonio costa barbò le Città in bottìglia


poesie

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Ieri era ieri,


oggi sara'domani
edizioni t.s./n

I miti / 1973

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CD

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Edizioni Tempo Sensibile


Novara
Proprietà letteraria riservata
antonio costa barbè
premessa editoriale
È un piacere riproporre editorialmente all'attenzione del
pubblico un autore che condensa anni di riflessione attenta e
vissuta con la peculiarietà accurata della sintesi.
Specie se consideriamo l'estrema parolarietà della no­
stra epoca; le facili esaltazioni «letterarie».
Ecco dunque in breve uno dei principali perché del rein­
serimento di Antonio Costa Barbe nella collana dei nostri
«quaderni» di poesia.
E continua ad essere, la sua, poesia giovane che proprio
ai giovani, d'anagrafe e di spirito, è piaciuta già dal primo ap­
parire con la raccolta denominata «Stagioni».
«Le città in bottiglia» ne sono il naturale prosieguo attinto
da una stessa fonte di pensiero nella quale confluiscono rivoli
intimisti insieme ad altri di origine sociale, che, nella loro
osmosi, danno luogo allo scaturire di una polla fresca e vitale
gorgogliante tra gli anfratti dell’esistenza quotidiana.
Ci auguriamo, pertanto, che l’autore riesca a ripetere i ri­
sultati del primo impatto con i nostri lettori.

Otello Soiatti Editore

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Prefazione

Poeta si nasce! Chi l'ha detto non so, ma è sicura­


mente vero che la «poesia» sgorga spontanea dall’ani­
mo, ispira la vita, conduce i battiti del cuore, secondo rit­
mi e modi di sentire che è di pochi.
Tutti abbiamo scritto un sonetto, una poesia nel no­
stro liceo, magari per farne omaggio ad una compagna
che ci faceva gli occhi dolci; ma erano cose troppo pen­
sate, con le rime studiate che sapevano di «componi­
mento».
Il poeta è qualcosa di più, ci presenta il suo mondo,
piccolo o grande, in modo nuovo, elevato, con la visione
dell’oggi che tuttavia sopravanza le ambasce quoti­
diane.
Antonio Costa Barbe è un poeta vero, non alle prime
armi. Deve far poesia ogni momento, anche quando lo
incroci sotto i portici della nostra città e ti sfiora senza
vederti, assorto in pensieri vaganti lontano.
I suoi versi sono gocce limpide di rugiada che narra­
no cose intime, sognate o vissute, talora tristi, crepusco­
lari, gozzaniane, fino quasi ad essere rinnegatrici del
suo ancora giovane passato, come in «Cartella nuova»,
o quando rimpiange ciò che è troppo velocemente
scomparso nello «scivolo del tempo».
È bella poesia quella di Costa Barbò, ma vorremmo
augurargli più ottimismo, lui che non è «figliol prodigo»,

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anche se nella fantasia sogna la gioia del ritorno in un le città in bottiglia
mondo che in fondo è già suo per elezione. (1980-1982)
Il nostro poeta ha poi un grande vantaggio su molti:
al suo mondo fantastico, interprete alato di realtà di ogni
giorno, unisce la sensibilità della musica, fluente tra le
bemolli della tastiera, che commuove suscitando emo­
zioni in chi ascolta.
È molto per un giovane poeta non ancora trentenne,
davanti al quale le «Stagioni» altre volte da lui cantate,
si alterneranno numerose sul suo cammino.
...E le stagioni, caro Antonio, sono tutte belle, anche
l’inverno con la sua bambagia che talora avvolge la no­
stra risaia.
Dante Graziosi

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CONFESSIONE

È vero: scrivo poesie,


ma guardo poco il cielo.

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L’OCCHIO NEL LAGO UNA STORIA D’AMORE

La pupilla ho perduto Permesso, tesoro


nel lago, sto aprendo la porta...
fissando l’ardente riflesso La luce del primo mattino
che insidia le palpebre stanche. sciabola il pulviscolo vivo
Storie del passato, racchiuse della tua stanza, tesoro...
nell’iride sciolta; sul fondo, Sto aprendo, permesso:
un tappeto di occhi ti immagino sotto il lenzuolo
che fissano vacui agitare mollemente le gambe
i sogni annegati nell’acqua innocente. dopo l’ultimo sogno innocente di fate
e di orgasmi più azzurri.
Permesso,... perbacco, c’è odor di bruciato
e il fumo annerisce gli specchi
e tu, sotto il lenzuolo
sei rimasta un mucchietto di cenere ed ossa..
Adesso io
piango piano, tesoro:
butterò il mozzicone lontano ed alla polizia
dirò
che sei bruciata d’amore.

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C’ERA UNA VOLTA JUST A SONG (PROPRIO UNA CANZONE)

L’orco delle fiabe Amore mio,


più non mi viene a trovare nei sogni. la strada che ho perduto la ricordo anch’io:
Il sorriso del fantastico la nebbia di un passato che non è più mio...
s’è spezzato nei raggi del sole autunnale. Adesso grido,
Bere latte era bello, genuino, in un fiume di silenzio un manichino nudo
riconciliava col Signore ed il suo paradiso: che cerca inutilmente di trovare un guado
la valle dell’Eden, nelle gocce di bianco... spezzando le sue ossa di polistirolo.
E mentre io crescevo, bambino La nostalgìa che riempie la mia gola
bastardo innocente, affonda dentro gli occhi della gente
negli anfratti della terra porosa che guardano perplessi e un po’ annoiati:
verdi bimbi piangevano botte a loro quanto importa? - proprio niente...
con la schiena piagata di sangue, Amore mio
imparando il sapore del whisky che cerchi un letto caldo da accostare al tuo
il piacere del fumo e del ventre di donna. perdona, tra le lacrime, l’orgoglio mio
Con violenza e con rabbia schiumata e chiudi la finestra prima di dormire
supplicavano il Cristo della vendetta. ma senza far rumore, torna un poco a spiare...
L’orco delle fiabe
li ha chiamati fratelli,
e mi vengono loro, oggi, a trovare
incatenati ad ogni angolo di strada.
Mi sottraggo alla loro violenza
per l’istinto che grida la vita,
ma la carne dei loro corpi mugghianti, giuro!
è carne di fratelli.

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CARTELLA NUOVA
LO SCIVOLO DEL TEMPO
Una cartella di stoffa Mezz’ora trascorsa
colma di libri abbracciati sullo scivolo del parco,
che si aprivano senza paura avvolto dallo sguardo lucente della zia:
dentro gli occhi di un bimbo/innocente era una gioia ardita!...
(non sapeva la guerra? l’acre odore Poi, sono scivolato per sbaglio
di fame, il bagnato sudore e il piacere?...) nei meandri dove gorgoglia
Esibiva le sue tabelline il tempo senza fine.
e poesie agli sposi per forza,
ripeteva la Salve Regina
canticchiava in latino di chiesa.

L’avvocato ha intessuto di stoffa


la sua nuova cartella di pelle.

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FIGLIOL PRODIGO

Accarezzerò la gioia
AL TRAMONTO
del ritorno,
alata «pruderie» di piccoli
Tramonti beffardi
desideri d’agiatezza.
che mi inchiodano
al significato del mio giorno
così pieno di insopportabili ambiguità.

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KISS (BACIO) BEATE LE BIMBE VIOLENTATE DALLA MORTE

Verde mondo del rock, Ti amo


ancora ti ritingi di nero bambina
come un bacio d’amianto... ma non serve a un......... :
Ma forse morirai
ti immaginavo sempreverde incorniciata tra le risa e gli sputi di champagne
io. in mille angoli del mondo,
straziata lungo ogni viscere
della tua spregiata carne femminile,
senza avere immaginato l’amore
e neanche
il grido del piacere.

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PENSIERI SCONVOLTI DISSOLTI NELL’INCONTRO VOGLIA D’ESTATE

Blu scuro nell’occhio Un vestito, una giacca


del piccone lucente, di seta pura come l’odio
baccelli di pillole giuridiche che brucia le tele
in un turbine / crescendo della mente del magro pittore in catene.
che trema spontanea ai pensieri del vuoto. Le monete, splendenti
Il nuovo ciclo, sotto vuoto spinto, di cera biancastra
fluisce tra le bemolli note accecanti nel loro silenzio egiziano
della tastiera, di secoli morti, sapore
colata istantanea sulle mani rattrappite. di mummie fasciate.
Vento dell’amore, tu sali Abbracciare la notte
intorno alle gambe dai muscoli rigidi, che cade sul mare,
fiaccate dalla tensione della speranza; collane di piccoli pesci, la flora marina...
la fronte pensante s’immagina La colpa e il peccato mortale:
il bacio fusione di piccoli amanti
nitidamente, rannicchiati in conchiglie
l’impennarsi del corpo e l’unione delle labbra e io solo, chiamato
fantastiche nel loro affetto risparmiato: da donne sole, ho danzato cantando
meduse di velluto, le mie dimensioni.
circondate dagli spigoli occhiuti
degli sguardi.

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O.K. LIFE! (E BRAVA, VITA!) VICOLI CHISSÀ DOVE

In gamba, la vita: Perdersi dentro un assaggio di spaghetti,


non si lascia mai prendere in una sera senza tempo
da un piccolo con gli amici di un umile momento fantastico.
ex-eroe meschinello
come me.

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Indice

pag. 7 Premessa editoriale


pag. 9 Prefazione

Le città in bottiglia

pag. 13 Confessione
pag. 14 L'occhio nel lago
pag. 15 Una storia d'amore
pag. 16 C’era una volta
pag. 17 Just a song (proprio una canzone)
pag. 18 Cartella nuova
pag. 19 Lo scivolo del tempo
pag. 20 Al tramonto
pag. 21 Figliol prodigo
pag. 22 Kiss (bacio)
pag. 23 Beate le bimbe violentate dalla morte
pag. 24 Pensieri sconvolti dissolti nell’incontro
pag. 25 Voglia d’estate
pag. 26 O.K. Life! (e brava vita)
pag. 27 Vicoli chissà dove.

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Finito di stampare
nel gennaio 1983
dalle Arti Grafiche Fantini
Busto Arsizio
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