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236   Quaderns d'Italià 16, 2011

Ressenyes

de «I cespugli è bizzarro» (N) e «I cespu- Rileggere Frantumi è comparire frontal-


gli è bizzarro» (C) identificate dalle ini- mente... davanti alla genesi del Nove-
ziali di Novaro ed Emilio Cecchi. cento. Non uno dei referti primigeni del
A noi che da sempre abbiamo deside- secolo ci viene risparmiato: crisi d'iden-
rato sapere qualcosa di più sull’opera di tità della persona e del ruolo dell'intel-
lettuale; reificazione dell'individuo so-
Boine e ci chiediamo perché di questo au- ciale che diviene «una cosa col nome»;
tore, indubbiamente scomodo in un gene- contrasto tra Tradizione e Ribellione,
re scomodo, se ne parli così poco, questo tra Legge e Anarchia, Dovere e Sfrena-
libro offre l’opportunità di una lettura che mento...
ci riporta a nuove emozioni.
Perché rileggere i Frantumi? Ce lo Santa Ferretti
spiega Giorgio Bertone nell’ acuta prefa-
zione:

Svevo, Italo (2010)


La veritat i altres comèdies curtes
trad. di Marta Guitart e Miquel Edo
Barcellona: Arola Editors, 142 p.

«Questi lavori di Svevo potranno essere con cui Marta Guitart e Miquel Edo
deboli teatralmente, forse, ma non può hanno squarciato, anche in territorio ca-
darsi che in essi non ci sia niente. Non talano, il silenzio nel quale è rimasta in-
può darsi che non ci sia nulla in una cosa giustamente avvolta, per quasi un secolo,
scritta da Svevo». Così ribatté candida- una parte rilevantissima dell’opera dello
mente Albert Camus a chi lo informava scrittore triestino.
della presunta modestia di quelle com- È noto che «il caso Svevo», scoppiato
medie a lui ancora sconosciute. Nello nel ’26 all’indomani delle recensioni di
scrittore francese era sorta un’immediata Montale e di Crémieux, si protrasse per
curiosità verso queste creazioni del genio alcuni decenni. Si trattò della faticosa
letterario di Ettore Schimtz e, dopo aver metabolizzazione di un autore che, rima-
letto alcuni testi, pensò immediatamente sto per lungo tempo indigesto agli italici
di farli allestire nel suo Paese, presagendo appetiti, si affermava, finalmente, come
che il loro valore si sarebbe rivelato sulla un classico della narrativa. Meno noto il
scena. Solo la morte improvvisa in un fatto che, dopo il primo, si fosse prodot-
incidente d’auto —a sottolineare un tra- to un «nuovo caso Svevo», relativo, que-
gico parallelismo di destini— impedì a sta volta, alla sua produzione dramma-
Camus di concretizzare il suo progetto, turgica. È emblematico il fatto che nel
ritardando l’assunzione di Svevo nel no- sintetico memoriale stilato da Ettore nel
vero dei grandi drammaturghi europei settembre 1927, base del suo Profilo au-
del Novecento. tobiografico, manchi qualsiasi riferimento
Con lo stesso entusiasmo che anima- al teatro. L’inattesa scomparsa di Svevo,
va Camus, accogliamo la traduzione di l’11 settembre 1928, fece ricadere su
questa manciata di commedie (La verità, questa singolare autobiografia in terza
Le teorie del conte Alberto, Prima del ballo, persona un valore testamentario, contri-
Terzetto spezzato), lodando l’iniziativa buendo a relegare nell’ombra non solo le
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sue commedie, ma anche la sua persona- autorevoli interventi interpretativi, insuf-


le formazione teatrale. ficienti, tuttavia, a scalzare i preconcetti
Perché questo silenzio? Dai venti ai alimentati dalla severa stroncatura di
sessantasette anni, Svevo partorisce ben Eugenio Montale che, mentre esaltava
tredici drammi. Sospinto da una fervente la grandezza del romanziere, affossava i
passione, frequenta con assiduità le sale risultati del drammaturgo.
quintate di Trieste. Svolge, addirittura, Senza scomodare le pur meritevoli
l’attività di critico teatrale per il quotidia- edizioni in volume del teatro completo,
no triestino «L’Indipendente» e approfitta risalenti agli anni Sessanta, e l’interesse
le trasferte commerciali all’estero per assi- da antesignano del Maier, pare corretto
stere agli spettacoli londinesi e parigini. affermare che il vero e proprio processo
Non c’è da stupirsi, quindi, di fronte di riabilitazione del corpus drammaturgi-
alla dichiarazione della moglie, Livia Ve- co sveviano inizia dagli interventi di
neziani, secondo cui: «Il teatro, che fu il Ruggero Rimini, confluiti nella mono-
suo amore segreto, non gli diede mai le grafia La morte nel salotto (1974), dove si
soddisfazioni sperate. Era stato il primo propugna una radicale rivalutazione delle
dei suoi sogni artistici e rimase un sospi- commedie. Sulla stessa linea si porranno,
ro. [...] «La forma delle forme, il teatro, in seguito, gli studi di Marisa Tancredi e
la sola dove la vita possa trasmettersi per di Tullio Kezich. I testi teatrali hanno
vie dirette e precise», diceva». finalmente potuto rivedere la luce solo
Insomma, la produzione teatrale di dopo la caduta del copyright, grazie ai tor-
Svevo, fu condannata per molti anni da chi della collana economica «Grandi
un triplice pervicace silenzio: dell’autore, libri» della Garzanti nel 1986. Ma non
della critica, del palcoscenico. prima del 2004 è giunta, da più voci in-
Il silenzio dell’autore, spesso assunto vocata, la completa e scrupolosa edizione
come argomento a supporto della tesi critica di Mondadori dell’intero corpus
della minor importanza della sua opera drammatico, a cura di Federico Bertoni.
drammaturgica, va, invece, spiegato alla Ciononostante, alle pièces sveviane è
luce delle singolari circostanze che deter- stata riservata, anche da parte del mondo
minarono il suo successo letterario in dello spettacolo, una sorda indifferenza,
extremis. Il Profilo autobiografico, lungi anche quando le aue opere, una volta al-
dall’essere un atto testamentario, usciva lestite, hanno ottenuto dei sorprendenti
all’indomani di un’ormai insperata as- successi.
sunzione di Svevo nel pantheon degli Alla luce di quanto descritto, si com-
scrittori e voleva ricomporre, in ordinato prende lo spirito pionieristico che ha
equilibrio, la sofferta storia di un autore animato Guitart ed Edo nel volgere al
atipico. Citare i trascorsi teatrali avrebbe catalano un piccolo assaggio di questa
significato esporsi, per l’ennesima volta, produzione, preparato attorno all’idea
all’imprevedibile penna della critica, della relativizzazione della verità e della
senza contare il fatto che al tempo in Ita- caduta del modello positivista ottocente-
lia vigeva, letterariamente parlando, un sco. Si tratta di quattro testi accomunati
diffuso pregiudizio sull’impurità del tea- dall’uso di un’ironia leggera, che pone
tro come genere. Ma non si scrive teatro lucidamente allo scoperto la crisi della
per una vita senza crederci e per una te- società borghese e della sua istituzione
stimonianza definitiva basterà invocare le fondante, il matrimonio: l’intricato ter-
lettere sveviane. ritorio delle relazioni preconiugali, co-
A rischiarare il buio in cui sono state niugali ed extraconiugali viene scanda-
confinate le commedie di Ettore Schimtz gliato con una divertita sincerità, che
fino agli anni Sessanta, sono serviti molti lascia allo scoperto lo squallore delle mi-
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serie umane. Il salotto borghese diviene ture tanto ad attori professionisti quanto
un simulacro, un contenitore vuoto nel ad aspiranti e dilettanti, con il risultato
quale si innesta una sensibilità già pro- di un involontario effetto di straniamen-
pria del xx Secolo. to, derivato dall’inevitabile divario tecni-
Per quel che concerne la traduzione, co fra gli interpreti.
preme dire che sarebbe stato facile, appog- Ma non sarebbe, forse, stato più coe-
giandosi, per di più, all’autorevole stronca- rente con lo spirito della proposta, nonché
tura di Montale, cedere alla tentazione di molto più interessante, azzardare una let-
spianare il linguaggio di Svevo, semplifican- tura delle commedie nella loro nuova
dolo e sciogliendolo. La trasposizione, inve- veste catalana, anziché in italiano? Per as-
ce, rispetta coraggiosamente il ritmo e la saporare il testo tradotto nella sua pienez-
musicalità contaminata della lingua del trie- za espressiva ci toccherà, dunque, aspetta-
stino. I due curatori si sono limitati a cor- re la prova del palcoscenico, luogo per
reggere i dettagli incongruenti e a rendere, eccellenza magico, dove il dialogo prende
in certi passaggi, più naturale il discorso lad- le forme della vita, dove l’azione può con-
dove rischiava di apparire oscuro, enigma- traddire la parola, dove il silenzio e la
tico o ingiustificatamente contraddittorio. pausa creano il conflitto o fanno scattare
È, dunque, un peccato che, probabilmente l’ilarità, sottolineano un’indecisione, par-
per scelte di carattere editoriale, manchi, toriscono la tensione o generano l’emozio-
proprio nell’edizione a stampa, il testo a ne, danno consistenza ad un pensiero
fronte in italiano, che avrebbe permesso al sotterraneo o tradiscono una paura, crean-
lettore di apprezzare appieno pregi e diver- do quell’alchimia che determina il funzio-
genze di una resa accurata e puntuale. namento di opere che il drammaturgo
Certo, al volume è allegato un cd in Svevo aveva da sempre concepito, con
cui troviamo il testo a fronte, nonché la buona pace della critica più ostinata, per
versione sonora in italiano. Sebbene sia essere non solo lette ma, soprattutto, agite.
lodevole e meritoria l’idea di arricchire
l’edizione con un supporto acustico, più Nausicaa Vaccaro
discutibile appare la decisione di affidare
parti tanto complesse e ricche di sfuma-

Franco, Vazzoler (2009)


Il chierico e la scena. Cinque capitoli su Sanguineti e il teatro
Genova: Il Nuovo Melangolo, 200 p.
ISBN: 978-88-701-8745-8

Come ben riassume il titolo, questo libro Il libro propone due saggi, sulla
mette in relazione Sanguineti intellettuale, drammaturgia e sulla produzione come
ovvero il chierico di inspirazione grams­ critico, e tre «letture», ovvero tre analisi,
ciana, con la scena teatrale. L’intenzione che ripercorrono le connessioni fra l’au-
non é di elaborare un bilancio ma di inter- tore genovese e i registi Besson e Libero-
rogarsi su alcuni tratti specifici della sua vici; infine, si chiude con un’intervista,
complessa e vasta produzione teatrale. avvenuta nel 1988 e giá pubblicata, e una
Dunque, non una monografia quanto scheda teatrografica.
piuttosto degli «(as)saggi» su alcuni aspetti L’attenzione si centra soprattutto sui
della sua drammaturgia e sugli scritti critici. testi; pertanto non si analizzano nello spe-