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Anno III° numero 32 - Copie inviate n.

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02 marzo 2018 Chioggia


NUMERO SPECIALE IN OCCASIONE DELL’OTTO MARZO

OMAGGIO ALLA PARTIGIANA


OTILLA MONTI PUGNO
A CURA DELLA PROFESSORESSA GINA DUSE
Storia della Partigiana OTILLA MONTI PUGNO,
dal CLN al Nido d’infanzia
Le donne dell’ONMI di Chioggia in festa per l’8 marzo
Con una riflessione del Sen. Riccardo Ravgnan
In 66 buste, conservate presso l’Archivio Comunale, è raccolta la storia dell’ ONMI (Opera Nazionale
Maternità Infanzia) di Chioggia. Storia che merita di essere ripercorsa, dall’istituzione dell’Ente in città
nel 1936 alla sua cessazione nel 1975, attraversando fascismo, guerra, liberazione e prima repubblica.
Il 30 giugno 1961, nel corso della cerimonia commemorativa dei 25 anni di attività, unanimi furono i
riconoscimenti.

1942, ONMI di Chioggia, foto Bullo (Archivio Provinciale di Venezia)

Nella prima ricognizione abbiamo privilegiato gli anni del secondo dopoguerra, sulle tracce di Otilla
Monti vedova Pugno (Santarcangelo di Romagna 1902 – Chioggia 1978). Sapevamo che Otilla, figura
di spicco della Resistenza chioggiotta, aveva svolto funzioni di Direttrice economica della locale “Casa
della Madre e del Bambino”, situata in Calle Nordio Marangoni, ma nulla di più. Ora possiamo
aggiungere al profilo della Partigiana, nella cui casa trovarono rifugio i membri del CLN cittadino, il
ritratto di donna lavoratrice nell’Italia democratica e repubblicana. Al momento ci limitiamo ad offrire un
paio di spunti, documenti delle carte rinvenute nella Busta 9 del Fondo ONMI.

Il documento, la foto ricordo dei 57 componenti il SIP di Chioggia (il Servizio Informazione e
Propaganda del CLN, operativo dal 1944 alla Liberazione) che testimonia la partecipazione
attiva alla Resistenza di Otilla Monti Pugno.
La stampa è stata donata alla Biblioteca Comunale dalla famiglia Ravagnan il 24 aprile 2015.
Chioggia, 25 aprile 1968: Otilla Monti Pugno con l’ex Comandante Partigiano Walter Audisio

La lapide in Rivetta Merlin, dedicata il 25 aprile 2015 a cura dell’Amministrazione


Comunale di Chioggia

Otilla viene nominata direttrice il 15 maggio 1945 su proposta di Padre Antonio Carisi, Presidente dello
stesso CLN. Va a sostituire Diomira Venturini in Gallimberti, incaricata dal passato regime.
Di grande interesse il verbale dello scambio di consegne sottoscritto dalle due perché ci porta a
conoscenza del numero e della tipologia dei locali, degli utensili e della mobilia in dotazione. Scorrendo
l’elenco degli indumenti per la maternità e il nido prendiamo nota di: 32 bavaglini, 35 camicine, 29
costumini da sole, 35 mutandine, 65 grembiulini … Alcune stanze sono adibite ad abitazione e saranno
per qualche tempo occupate da Otilla.
Dal ’45 al ’51 Sindaco di Chioggia fu il comunista Antonio Ravagnan, genero di Otilla per averne
sposato la figlia Lucia.
Come nel resto del Paese, l’uscita dall’emergenza del dopoguerra fu difficile. Si procedette a ritmi
serrati con la ricostruzione edilizia; si cercò di riavviare l’economia. Tra i meriti della Giunta Ravagnan,
quello di aver pubblicato Bollettini Statistici Municipali a scadenza mensile per monitorare la situazione
in ogni ambito. Dai dati riguardanti l’assistenza sanitaria ONMI, si osserva l’aumento dei bambini
assistiti e delle donne ammesse al refettorio materno, sia gestanti che nutrici. La distribuzione dei
pacchi UNRRA contenenti alimenti o corredini per neonati, forniti dagli americani, impegnò
ulteriormente le dipendenti dell’ONMI. Otilla, giorno per giorno registra le presenze del personale e
degli assistiti; tutte queste informazioni confluiscono nei quadri mensili.

Il lavoro è faticoso, ma economicamente riconosciuto. Si ha diritto a premi di presenza, a premi


speciali, quali il premio della Liberazione o il premio della Repubblica; frequenti sono le gratifiche. Le
lavoratrici dell’ ONMI, Otilla in testa, sono ben consapevoli in quegli anni di occupare una posizione
privilegiata. Numerose sono le giovani che aspirano ad un posto alla Casa della Madre e del
Bambino,per sottrarsi allo sfruttamento del lavoro al telaio nelle calli, alla dipendenza da padri e fratelli,
alla subalternità che l’umile servizio domestico presse le famiglie benestanti della città comportava.
Molte lettere esprimono queste aspirazioni.

Perciò, crediamo, che la richiesta di Otilla, inoltrata nel 1950 al Presidente ONMI cittadina (che
secondo normativa era il Sindaco della città), di avere mezza giornata di vacanza per festeggiare l’otto
marzo, sia stata di stimolo per altre donne. A partire dalle compagne di lavoro.
Il testo sopra riprodotto è in forma breve perché si fa riferimento ad una consuetudine, si dà quindi per
scontato l’assenso. In un’altra lettere risalente al 4 marzo 1949 sono invece esplicitate le motivazioni:
le maestranze riunite in assemblea oggi 4 marzo 1949 hanno votato ad unanimità il
seguente Ordine del Giorno: “Da parecchi anni l’otto marzo, Giornata Internazionale della
Donna, viene festeggiato ovunque. E’ il giorno in cui la donna viene esaltata come madre,
come sorella, come sposa, come lavoratrice. Al fine di permettere alle maestranze di
prendere parte alle celebrazioni di detta giornata CHIEDONO che codesta Direzione
conceda la mezza giornata di festività retribuita”.

Il documento è prezioso perché porta le firme del gruppo completo. Membri della Commissione Interna
figurano nell’ordine: CROSARA LINA bambinaia, RANZATO ROSETTA bambinaia, BELLEMO
ENRICA bambinaia, LARDI MARIA bambinaia, PENZO REGINA lavandaia, MONTI OTILLA economa,
BULLO SOLIDEA guardarobiera, ZENNARO GIUSEPPINA cuoca, CHIEREGHINJONE infermiera,
BELLEMO GIOVANNA visitatrice, VIDO ZEFFERINA bambinaia. Di ognuna abbiamo indicato la
mansione, ricavata da altri elenchi.

I fascicoli del personale non più in servizio contenuti nella Busta 9 ci restituiscono i percorsi
professionali di alcune di loro, compreso quello di Otilla. L’ex partigiana sarà collocata a riposo per limiti
d’età a decorrere del 1 febbraio 1967. Sia la Federazione Provinciale ONMI di Venezia che il Comitato
Comunale di Chioggia presieduto dal Sindaco democristiano Marino Marangon, inviano un
ringraziamento per l’opera sempre prestata con encomiabile solerzia.

La formula è burocratica, per toccare con mano la popolarità della Signora dell’ONMI tra le donne di
Chioggia meglio leggere le loro domande di sussidi o di pacchi UNRRA. Scrive Clodia di Calle
Boegani: “… Prego dunque la S.V. di venirmi in aiuto anche me ed io pregherò per voi che vi possa
aiutare nel vostro lavoro che voi fate per questi piccoli bambini …”

La ricerca d’archivio si prospetta fruttuosa. A conclusione di questi primi risultati, riportiamo una
riflessione del Senatore comunista Riccardo RAVAGNAN tratta, come sempre, dal volume di Sergio
RAVAGNAN: “Riccardo Ravagnan (1894 – 1970) un padre della Costituzione” (Taglio di Po 1988),
p.256:
“Anche il movimento femminile lascia molto a desiderare, soprattutto nelle Regioni meno avanzate
come la nostra. Ma anche qui dobbiamo vedere se il difetto non risieda soprattutto in noi. E’ certo che
lo sviluppo economico, spercie in questi ultimi tempi, ha spostato largamente la donna dalla casa al
lavoro. Ma probabilmente noi schematizziamo troppo le conseguenze di questo fenomeno positivo, nel
senso che ci figuriamo, specialmente da noi, che la donna sia arrivata ad uno stadio di emancipazione
e di livello politico superiore a quello che, in linea di massima, effettivamente è, il che porta a
sottovalutare le remore, i pregiudizi, l’arretratezza politica e di costume che ancora largamente
persistono, specie, ripeto, in una Regione come la nostra. Per questo non è assolutamente pensabile,
perlomeno in una Regione come la nostra, ad assorbire totalmente nel Partito il movimento femminile
comunista. Occorre che esso abbia una determinata autonomia ed occorrono soprattutto forme di
propaganda e di organizzazione non indiscriminate, ma specifiche”.

Il brano non è datato, i riferimenti all’ottavo Congresso del PCI e al XX del PCUS ci riportano al 1956.
Riccardo Ravagnan mette in guardia dal settarismo: il mondo femminile non si presta a
schematizzazioni, la rappresentazione perciò va continuamente aggiornata e verificata nella realtà. Il
settarismo in questi casi è politicamente sterile, impedisce di cogliere quei minimi elementi su cui fare
leva per orientare i processi in corso.

L’ONMI a Chioggia è stato un vero e proprio laboratorio sociale; seguirne le fasi senza
dogmatismi consente di capire il cambio di mentalità che, seppure lentamente, cominciava a
manifestarsi anche tra le donne di Chioggia.
GINA DUSE
6 Marzo: Giornata dei Giusti dell’Umanità.
MARTEDI’ 6 MARZO SARA’ CELEBRATA, PER LA PRIMA VOLTA IN’ITALIA, LA
GIORNATA DEI GIUSTI DELL’UMANITA’.

La Giornata dei Giusti dell’Umanità è stata istituita il 7 dicembre 2017, con l’approvazione del Senato
della proposta di legge – Sen. Milena Santerini come prima firmataria – già approvata alla Camera il 26
luglio 2017. Tale ricorrenza, da celebrare ogni 6 marzo, è così entrata nell’Ordinamento italiano.

Punto di partenza è stato l’istituzione, nel 2012, della Giornata Europea dei Giusti dell’Umanità da parte
del Parlamento Europeo. La data del 6 marzo è stata scelta perché coincide con il giorno in cui è
scomparso Moshe Bejski, l’uomo che ha animato il Giardino dei Giusti di Yad Vashem in Israele.
Entrambe le ricorrenze hanno preso l’avvio da un appello di Gariwo, la onlus nata nel 2001 e
presieduta dallo scrittire Gabriele Nissim che si occupa di diffondere le storie e il messaggio di quanti si
sono battuti in difesa dei diritti e della dignità umana durante tutti i crimini della Storia.

L’articolo n. 1 della legge recita:


“La Repubblica, in conformità alla dichiarazione scritta n. 3/2012 sul sostegno all’istituzione di una
Giornata europea in memoria dei Giusti, approvata dal Parlamento Europeo il 10 maggio 2012,
riconosce come GIORNATA DEI GIUSTI DELL’UMANITA’, dedicata a mantenere viva e rinnovare la
memoria di quanti, in ogni tempo e in ogni luogo, hanno fatto del bene salvando vite umane, si sono
battuti in favore dei diritti umani durante i genocidi e hanno difeso la dignità della persona rifiutando di
piegarsi ai totalitarismi e alle discriminazioni tra esseri umani.”

Non sappiamo se quest’anno l’Amministrazione Comunale sia in grado di celebrare questa


ricorrenza. Terremo informati i nostri amici e la cittadinanza tutta.

TESSERAMENTO 2018 ALL’ A.N.P.I.


LA SEDE DELL’A.N.P.I. DI CHIOGGIA (Calle Biseghella, 346)
RIMANE APERTA TUTTI I GIORNI (anche festivi) DALLE ORE 9.30
ALLE ORE 11.30 -

NOTIZIE A.N.P.I. Chioggia Anno III° n. 32 2 marzo 2018


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