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RAYMOND W. GoLDSMJTIl, The Financial Development of India, Japan, and the United States. A Trilateral Institutional, Statistr'ca~ and Analytic Comparison, Yale University Press, New Haven, 1983, pp. XIV+1l5.

1. Il volume si aggiunge alia imponente produzione di Raymond Goldsmith sui rema dell'analisi quantitativa delle strutture finanziarie e dei rapporti con 10 sviluppo economico. Gran parte del contribute dell'A. rientra nel suddetto campo d'indagine (1955, 1966a, 1969) 0 si colloca imorno ai problemi metodologici e statistici che tale ricerca solleva (1966b, 1975). L'analisi empirica su questi temi e prevalentemenre su versanti rnonetaristi, soprattutto all'interno di un contesto in cui il data quantitative costituisce una esplicita derivazione della teo ria : accanto aile Stone monetarie di Friedman e Schwanz, rammentiamo le ricerche econometriche sui legami tra forme di financial deepening e crescita economics (ad esempio ChristianPagoulatos, Fry). Da quesr'angolazione l'impostazione di Goldsmith e di particolare interesse, perche privilegiando i farei e l'aspetto descrittivo risulta piu aperta dal lato teorico,

II lavoro qui recensito costituisce una derivazione di speciflci case studies sui tre paesi (1982, 1983 a, 1983b); piii precisamente un quadro comparato dell'evoluzione finanziaria negli anni 1860·1977 del Giappone e dell'India, a fronte della concomirante esperienza statunitense: «due casi estremi» dallato della crescita econo-

mica risperto a q uello che appare come «prororipo del moderno sviluppo economico e finanziarlo» (pp, XI, 1·2).

n pumo di avvio dell'indagine (Cap. 1) e costituito dall'osservazione che le attuali enormi differenze di sviluppo economico tra i due paesi asiatici non erano presenti intorno al 1860 (anne-zero dell'indagine); anzi, probabilmente, a Iivello di istituzioni economiche era piu avanzata l'India (vicina alle tecnologie indusrriali e finanziarie inglesi) (p. 4). Nel corso del secolo 10 sviluppo del Giappone e stato, come e noro, pa rticolarmente veloce e il differen· ziale risperro al easo indiano e eresciuto progressivarnente. Dal punto di vista 6.nanziario, entrambi i paesi hanno presentaro dinamiche relativarnente omogenee, seguendo il semiero di evoluzione tracciato dalle economie oggi sviluppate (in cui rientra pienameme Ia storia finanziaria americana). Cio che caratterizza Ie due esperienze e invece «la radieale differenza nella velocira con la quale hanno percorso il senriero: pili lentarnente ... nel caso dell'India, con una rapid ira inaspertata il Glappone». Di conseguenza quest'ultimo ha raggiunto sin dalla fine della prima guerra mondiale illivello di crescita finanziaria sperimenrato in quella fase dagli attuali paesi sviluppati, mentre l'India e al presente aneora lontana da que! traguardo (p.1).

Goldsmith si interroga sulle determinanridi queste differenze evolutive, che si concretizzano nel ritardo della sviluppo finanziarlo indiano rispetto a quello giapponese, concentrando l'arrenzione su un

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Monet" e Crcdito

duplice obiettivo: a) specificare con maggiori particolari le difformita quantitative tra i due modelli evolutivi e quello americana; b) identificare i principali fattori che ne sana alla base (pp. 1-2).

11 problema sollevato e gli obiettivi di analisi che I' A. ne fa derivare richiedono un breve richiamo degli aspetti essenziali del suo approccio, asperti che trovano adeguata trattazione non riel presente volume, rna in Financial Structure and Deuelopmcnt, il volume del 1969 che chiude una prima fase dell'attivira di Goldsmith.

2. L'ipotesi analitiea sottesa all'indagine e che la dinamica della struttura finanzia~ia non sia neutrale rispetto al processo di sviluppo economico; non abbia cioe un ruolo meramente adattivo rispetto alle discontinuita che ernergono nella sfera reale (1955, p. 117). L'analisi e centrata su metodologie quantitative di tipo cornparato, nella convinzione che le dinamiche fmanziarie a livello spaziale e temporale presentino caratteri di uniformita-stabilita tali da costituire una solida base su cui innestare la riflessione teorica (1955, p. 117; 1969, pp. 5, 52). Uno dei punti centrali in Goldsmith e costituito infani dalla (c ... individuazione e spiegazione delle regolarjra ne! livello e nelle dinamiche dei coefficienti Iinanziari ... » (1969, p.107).

A tal fine e utilizzato un apparato conrabile-descrittivo derivate dai balance sheets, che esprime la grandezza relativa delle dimensioni finanziarie dell'economia (il «saggio di interrelazione finanziaria», Fir) nei termini di una serie di indicatoricomponenti che ne rappresentano Ie deterrninanti-prox/ (1969, Cap. 2).

Dopo l'articolo iniziale del 1955 ("Fi· nancial Structure and Economic Growth in Advanced Countries"), nel volume del 1969 e esposta un'applicazione delle scherna a una serie piuttosto ampia di paesi a diverso livello di sviluppo economico, Ne derivano indizi ernpirici che suffragano

l'idea che Ie dinamiche finanziarie sperirnentate dalle economie occidentali a par· tire dalle specifiche Iasi di ind ustrializzazione siano avvenute aII'interno di:

«... un unico principale sentiero di evoluzione [inanziaria, un serniero definiro da partieolari regolarira nella dinamica del saggio di interrelazione finanziaria, della quota delle istituzioni creditizie sui (orale delle attivita Iinanziarie, e della posizione del sistema bancario, ... ; un sentiero lungo il quale i diversi paesi si sana mossi a date diverse, nel duplice sensa di periodi srorici e/o fasi della sviluppo econornico reale: un senriero percorso a velocita diverse, ... ; e un semiero dal quale hanno deviato soltanto per aspetti limitati» (1969, p. 40).

Tra Ie regoiBriliI goldsmithiane sono da rammentare: a) la crescira tendenziale delle dimensioni finanziarie dell'economia (del Fir) nel corso del processo di sviluppo econornico; b) l'esistenza di valori·piB/ol1d nel sudderto processo di intensificazione finanziaria: c) la progressiva istituzionalizzazione del sistema creditizio rispetto ai circuiti diretti; d) la tendenza verso la specializzazione delle istituzioni finanziarie; e) il parallelisrno, in verita rnolto rozzo e per ampi orizzonri temporali, tra crescita finanziaria e crescita economica; e cosl via (1969, pp. 44-48).

L'analisi di Goldsmith si presta a diverse possibilita di lenura. E turtavia necessario anticipare che il suo approccio prag· matico privilegia i farti quantitativi e quindi iI memento descnttivo; questa rende non sernpre agevole la ricostruzione del filo analitico che lega i diversi pezzl della rice rca empirica, anche perche in questo caso pill che di «assenza di (coda» (Koopmans) s! dovrebbe parlare di un eccesso di spunti teorici,

Can questa premessa, dagli asperti definirori della schema contabile e dalle regolarita goldsmithiane ci sembrano derivabili due implicazioni di rilevanza analitica: da un lato, il legame con i teorici del Iiberismo [inanziario e del financial deepening;

Note bibliografiche

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dall'altro, it carattere deterministico e normativo del modello generale di evoluzioue finanziaria proposto dall'A.

Per quanto attiene al primo punto, ci limitiamo a ricordare l'aggancio di alcune regclarita evolutive con quei referenti teorici: ci riferiamo alia p resenza di una fase storica di imensifieazione finanziaria, seguita poi da una situazione di permanenza del Fir su valori-ph/ond, e quindi al terna della cornplemcntarita e sostituibilita tra moneta e capitale reale nei modelli della crescita di state uniforme (McKinnon, Shaw), Sempre in tale ambito aggiungiarno il duplice significate del Fir, come indicatore della crescita finanziaria (dirnensione quantitativa) e come indicatore delle sviluppo fmanziario (efficienza allocativa e tecnico-economica, performance sullo sviluppo reale, rnaturita fmanziaria) (Revell). A fronte di questi referenri, it terrene empirico catturaro dallo schema ci sembra poco confaeente: a) per il tentative infruttuoso di «esplorare e spiegare le relazioni tra sviluppo finanziario e crescira economics» mediante un'analisi econometrica del legarne tra intensificazione finanziaria e dinamica del Pnl pro capite (1969, pp. 5, 372-390); b) per la debolezza, ad una lettura pili artenta, delle stesse regolarita evolutive (rnohe delle quali sono coerenti con il liberismo finanziario): troppo ampie Ie eccezioni rispetto alla norma; troppo scontato it riferimemo aile peculiarita storico-istituzionali.

Per il secondo punta, I'ornogeneita del sentiero di evoluzione fmanziaria e la probabile applicabilita ai tote comers 0955, pp. 159·160; i969, pp. 31, 39-40) possono

. sottendere l'idea me il processo disviluppo eoonomico presupponga una specifics risposra fmanziaria (in senso lato) delle istituzioni creditizie e!o dello Stato, Per inciso, ricordiamo che Goldsmith parla di un unico «principale» sentiero evolutivo delle strutture finanziarie, poiche questa risulra significativarnente condizionato dall'ampiezza dell'intervenro dello Srato

nella promozione e nella gestione degli intermediari credirizi (1969, pp. 40-42). Ovviarnenre la rnenzionata debolezza delle uniformita i: un elemenro sfavorevole all'ipotesi. Si deve inoltre rammenrare che, a rneno di considerate l'artivira finanziaria della Slam come una variabile del tutto esogena, it modello non e deterministico: i suoi cararte ri sono in parte la conseguenza dell'operare della polirica economica in sensa ampio e quindi delle istituzioni economiche (me non sono riducibili ai comportarnenti microeconomici delle unira elemenrari).

3. Le condusioni di Financial Structure and Development costiruiscono, a nostro modo di vedere, it oollegarnento con it volume recensiro. In esse I' A. riconosce, con notevole onesra inrellettuale, me la realra quantitativa non ~isulta pienameme coerente con gli obiettivi iniziali della analisi, in particolare per quanta attiene al rapporto tra crescita delle dimensioni 6- nanziarie efficienza delle srrutture creditizie, per/;rmance sullo sviluppo reale. Le ragioni della dis ere panza tra it modello ricercato e it daro statistico sono ricondotte all'incidenza di fartori non srrerrarnenre econornici, che oscurano Ie tendenze econornichedi fondo: donde l'opportunita di analisi del tipo case study (1969, pp. IX, 408·409; 1973, p. 501).

A questa punto ci sernbra sufficienremente chiaro l'obiettivo perseguito da Goldsmith con il presente lavoro: premes· so che Ie economie capitalistiche seguono un unico sentiero di evoluzione [inanziaria nel corso del processo di transizione dal sottosviluppo al pieno sviluppo econornico, quali sono Ie ragioni (reali elo finanzia· rie, econorniche e non) me possono spiegare il diverse ritardo dell'India e del Giappone rispetto agli Srati Uniti? A questa riguardo I'A. non giunge a un'esplicita linea d'interpretazione; in annonia con una prassi consolidata viene esposta una serie organica di Iarti quantitativi, integra.

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Monera e Credito

ta in quest' occasione da riflessioni pill strettarnenre storico-istituzionali. D'altra pane, I' aspetto pill interessante non e tamo quello dell'iruerpretazione, rna delle implicazioni teoriche e di meiodo che si possono derivare dall'integrazione dei tre case studies,

Dal lato metodologico vi e da dire che I' aggancio delle conoscenze storiche (Capp. 2-.3) con I'analisi quantitativa non e molto felice, nel senso che risulta a latere di quesr'ultima. Cio non e ne casuale, ne irrilevante;' rienrra infani nel modo convenzionale di intendere i rapporti tra le due discipline, con la storia relegata alla mera funzione di supporto nella spiegazione delle eventuali difformita spazialitemporali tra realra e modello. Questa atteggiamento di metodo e gii:l nelle conclusioni di Financial Structure and Deuelopment, In quella sede la rnancara verifica di una significativa associazione tra crescita del Fir e crescita econamica e di nette regolarira evolutive non aveva portaro aIla revisione del quadro teorico sotteso, incapace di spiegare le differenze rispetto al modello (pili evocato che verificato); era stata seguita la prassi neoclassica di collegare univocamenre il fluttuame spaziale e I'insrabile temporale con fanori esplicativi di tipo qualitative, esogeni rispeno allo schema di riferimento. L'integrazione delI'indagine comparata, macroeconomica, quantitativa, con una serie di case studies (che emerge dalle conclusioni del 1969) non rappresenta penanto una revisione della metodologia comparativa canonica, rna l'esaltazione di essa,

Per quanro attiene al lata pill strettamente analitico, dopo la presenrazione della schema contabile (Cap. 5), in queUi successivi vengono analizzate Ie dinamiche di alcuni parametri goldsmithiani (Fir, ' rapporto di imermediazione, quote delle singole categorie di istiruzioni creditizie), I risulrati pili interessanti dell'indagine quantitativa sono i seguenti: a) le dirnensioni fmanziarie dell'economia (Fir) e

I' enrirs-cornplessita dell'inrermediazione non sono associate in forma sratisticamenre significativa con gli indicatori dello sviluppo reale, in nessuno dei tre paesi (pp, 52, 54); b) Ie strurture finanziarie dell'India e del Giappane sernbrano convergere verso l'assetro odiemo del sistema [inanziario americano (pp. 49 e segg., 6.3 e segg.),

Risperro al contribute del 1969 si ha la conferma della oagbezza del Iegame tra Fir e crescita economica, il modello sperirnentaro dai paesi occidental! viene invece caricato di significati espliciramente normativi, Cio risulra in parte inarteso poiche nelle opere precedenti prevaleva il momento positivo delI'indagine, anche se «rrarre lezioni daila storia» asswne indubbiarnente un minimo di valenza predirtiva (Cameron), L'accenruazione norrnativa non costituisce a ben vedere una rottura nell'apparato teorico-merodologico delI'A,; spiegare Ie differenze storicoistiruzionali rispetto al modello nei termini di fattori esplicativi di tipo qualitative sign ifica infatti credere in un modello

, generale cararterizzaro da "farrori induttori di similarits» (Chenery),

11 messaggio analitico che scaturisce dal volume, e pill in generale dal contribute di Goldsmith, si presta anche ad una lettura pili radicale, ribaltata rispeno ail'obietrivo iniziale di costruire un quadro morfologico di regolarira su cui innestare Ia riflessione teorica. Le discrepanze spaziali e temperaIi (risperto al madelIa ricercato) non costituiscono necessariameme un risultato in negativo; puo essere pertanto opportune part ire dalla possibile discontinuiti: dei processi flnanziari, abbandonando il metodo delle configurazioni di equilibrio di lunge rermine e Ie categorie teoriche concentrate (ridnrtivamente) sull'efficienza delle strurture finanziarie. U riferirnento al case study non cosrituisce, di per se, una soluzione ai problemi analitici sollevati dagli schemi di Goldsmith: il rischio e quello di proseguire nelle spianate di ogni

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discontinuita (Gerschenkron); di vedere l'irregolare spaziale e I'instabile temp orale in chiave soltanto singoiare, doe peeuliare dal laro storico-qualitarivo; di esdudere a

priori la possibile natura generate, teorizzabile, di tali fenomeni econornici.

GiUSEPPE DWJ\' T~1lRE .

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