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Giuseppe Della Torre

CASSA DEPOSITI E PRESTITI: IMPIEGHI, PROVVISTA E TASSI DI INTERESSE 1850-1990


Edizione definitiva in M. De Cecco e G. Toniolo, Storia della CDP, Laterza, 2000
G. Della Torre, Impieghi e provvista della Cassa Depositi e Prestiti, 1850-1990

Indice

1. La Cassa sarda, 1850-1863


Tav. 1 Gli stati patrimoniali della Cassa sarda, 1850–1863

2. La Gestione principale della Cassa Depositi e Prestiti, 1863-1970


2.1 La suddivisione tra Gestione principale e Gestioni annesse
2.2 Gli stati patrimoniali della Gestione principale
2.2.1 Gli impieghi
2.2.2 I mezzi di provvista
Tav. 2 Gli stati patrimoniali della Gestione principale, 1863–1970

3. Le Gestioni annesse della Cassa Depositi e Prestiti, 1863-1970


3.1 Gli stati patrimoniali delle Gestione annesse
3.2.1 Gli Istituti di previdenza amministrati dalla CDP
Tav. 3 Gli stati patrimoniali degli Istituti di previdenza amministrati dalla CDP, 1879–1970
3.2.2 Gli Istituti di previdenza ferroviari
Tav. 4 Gli stati patrimoniali degli Istituti di previdenza ferroviari, 1906–1975
3.2.3 La Sezione autonoma del credito comunale e provinciale
Tav. 5 Gli stati patrimoniali della Sezione autonoma del credito comunale e provinciale,
1897–1975

4. I bilanci consolidati della Gestione propria e le Gestioni speciali, 1965-1990


4.1 La legge 13 maggio 1983, n. 197
4.2 I bilanci consolidati della Gestione propria e delle Gestioni speciali
4.2.1 Gli impieghi
4.2.2 I mezzi di provvista
Tav. 6 Gli stati patrimoniali “consolidati”, 1965–1990

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G. Della Torre, Impieghi e provvista della Cassa Depositi e Prestiti, 1850-1990

1. La Cassa sarda, 1850-1863

In questa parte del volume riportiamo le voci caratteristiche dello stato patrimoniale della Cassa sarda per
il periodo compreso tra la fondazione (1850) e la creazione della Cassa “nazionale” (1863). Per la storia della
Cassa sarda rinviamo al saggio di L. Conte in questo volume.

Tav. 1, Gli stati patrimoniali della Cassa sarda, 1850–1863

[in calce alla tav.1]


Fonti: Per indicazioni generali rinviamo ai due lavori di Medolaghi; per le informazioni quantitative alle rela-
zioni della Commissione di vigilanza sull’attività della CDP pubblicate negli anni 1857–1859, 1861, e 1868
(citate tra i riferimenti bibliografici e statistici).

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G. Della Torre, Impieghi e provvista della Cassa Depositi e Prestiti, 1850-1990

2. LA GESTIONE PRINCIPALE DELLA CASSA DEPOSITI E PRESTITI, 1863-19701

2.1 La suddivisione tra Gestione principale e Gestioni annesse

La Gestione principale attiene alle forme di raccolta e di impiego dei fondi svolte per il raggiun-
gimento degli scopi istituzionali della CDP. Tra queste ricordiamo il finanziamento del Tesoro e
degli enti locali, da un lato, e la raccolta di fondi presso il pubblico, dall’altro. Secondo la L. 17
maggio 1863, n. 1270, “la Cassa riceve in deposito … le somme in denaro, [i] titoli del debito pub-
blico e altri valori nominali”. Le somme in denaro comprendono “i depositi obbligatori prescritti
dalla legge, da regolamenti e dall’Autorità Giudiziaria; i depositi che la legge [prevede] per otte-
nere un effetto giuridico determinato; i depositi volontari dei privati, dei corpi morali, ecc.” L’o-
biettivo è quello di “impiegare il denaro in prestiti alle province, ai comuni e loro consorzi e agli
istituti di beneficenza per l’eseguimento di opere pubbliche, l’acquisto di stabili per pubblico ser-
vizio, e l’estinzione di debiti onerosi ..., con la possibilità di impiegare i fondi eccedenti il bisogno
in rendita del debito pubblico, buoni del Tesoro, e in c/c col Tesoro” (Medolaghi 1911, pp. 9-11;
inoltre Eredia 1939a, p. 243).
Accanto alla Gestione principale abbiamo le Gestioni annesse (o speciali), riferite ad attività sta-
bilite da specifiche leggi (ad es., Eredia 1939a, pp. 243–44, e 1939b, pp. 377–96; più di recente,
Lanzafame 1975, pp. 78 ss., e Magnocavallo 1990, pp. 8 ss.).
Ricordiamo che la Cassa nazionale (1863) aveva ereditato “il servizio di affrancazione dei ca-
noni enfiteuici e delle corresponsioni attive verso le manimorte permesse dalle province toscane
con legge del Governo della Toscana” (Medolaghi 1911, p. 11). Ancor più rilevante fu “l’istituzio-
ne di una Cassa centrale del risparmio postale compenetrata nella CDP” (L. 27 maggio 1875, n.
2779). Sul finire del secolo si aggiunsero la Sezione autonoma per il credito comunale e provinciale
(1897) e gli Istituti previdenziali “amministrati dalla CDP”: il Monte pensioni per gli insegnanti
delle scuole pubbliche elementari e comunali (1879), la Cassa pensioni per i medici condotti
(1898), le Casse di previdenza del personale tecnico del catasto e dei servizi tecnici finanziari
(1903), dei segretari e degli impiegati degli enti locali (1904), degli ufficiali giudiziari (1907), degli
impiegati degli archivi notarili (1907), dei salariati degli enti locali (1930), del personale civile e
militare dello Stato (1918), ecc. (Ministero del Tesoro 1977, pp. 1-3).2 In campo previdenziale men-
zioniamo, inoltre, l’affidamento alla CDP della gestione del portafoglio titoli dell’INPS (dal 1907)
e degli Istituti di previdenza ferroviari (dal 1906). In anni più vicini, ricordiamo le Sezioni autono-
me per il credito a breve termine (1969), l’edilizia residenziale (1978), e l’intervento finanziario
SIR (1980), e i Fondi per l’acquisto di aree fabbricabili (1971) e di titoli mobiliari emessi dagli isti-
tuti speciali di credito (1974 e 1982) (§ 3.1).
Nel corso della storia alcune Gestioni annesse hanno avuto un peso decisivo all’inizio e poi de-
crescente (es. il Servizio delle affrancazioni); altre sono uscite dall’orbita della CDP o sono state
sciolte (es. gli Istituti di previdenza ferroviari e gli Istituti di previdenza amministrati dalla Cassa).
Per tali ragioni le Gestioni annesse presentano un contenuto di istituzioni temporalmente diversifi-
cato (§ 3.1).

1
Nell’elaborazione di alcune informazioni statistiche di base ci siamo avvalsi della preziosa e attenta collaborazione della
dottoressa Maria Pia Saetta; parte di quelle elaborazioni hanno costituito oggetto della sua tesi di laurea dal titolo “Debi-
to del Tesoro e ruolo della Cassa Depositi e Prestiti (1863–1945). Un’analisi empirica”, Università degli Studi di Siena,
a.a. 1998–1999. Desideriamo inoltre ringraziare il dott. Elio Antuofermo della CDP per alcune precisazioni sui contenuti
delle voci dello stato patrimoniale della Gestione principale e delle Gestioni annesse. Peraltro, la sua attenta lettura di una
precedente stesura ci ha permesso di eliminare alcune imprecisioni in cui eravamo incorsi. Il prof. Pier Francesco Asso e
il dott. Leandro Conte hanno commentato utilmente una precedente stesura.
2
Alla fine del 1945 erano in esistenza gli istituti di previdenza degli insegnanti elementari, dei segretari e altri impiegati
degli enti locali, dei salariati degli enti locali, dei sanitari, del personale civile e militare dello Stato, degli ufficiali giudizia-
ri, degli orfani degli insegnanti elementari, del personale tecnico aggiunto del catasto e dei servizi tecnici di finanza, degli
impiegati degli archivi notarili (CDP, Rendiconto sul 1945, pp. 13-15).

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G. Della Torre, Impieghi e provvista della Cassa Depositi e Prestiti, 1850-1990

Tenuto conto che la Gestione principale non esaurisce le attività della CDP (§ 3.1) e che lo stato
patrimoniale “consolidato”3 dell’istituzione è disponibile soltanto dal 1965 (§ 4) abbiamo costruito
lo stato patrimoniale della Gestione principale (§ 2) e delle Gestioni annesse più rilevanti (gli Istitu-
ti di previdenza amministrati dalla CDP, gli Istituti di previdenza ferroviari e la Sezione autonoma
del credito comunale e provinciale) (§ 3.2). Nelle pagine che seguono abbiamo individuato le voci
più significative dell’attivo e del passivo finanziario della Gestione principale (§ 2.2) e delle Ge-
stioni annesse (§ 3.2). Va da sé che in centocinquanta anni di storia le forme degli impieghi e della
raccolta hanno subìto variazioni nel peso dimensionale e, anche, nelle definizioni terminologiche.
Di tutto questo abbiamo cercato di dare atto.

2.2 Gli stati patrimoniali della Gestione principale4

2.2.1 Gli impieghi

• Titoli della Gestione principale: totale dei titoli di Stato (consolidati, redimibili, buoni del Te-
soro, ecc.), delle obbligazioni di altre istituzioni pubbliche (Crediop, Icipu, Imi, Iri, Enel, ecc.) e
delle cartelle fondiarie (Banca Nazionale del Lavoro, Cariplo, Banco di Napoli, ecc.) detenuti
dalla Gestione principale. Dato che il peso dei titoli di Stato in senso stretto nel portafoglio del-
la CDP ha presentato un andamento storicamente divergente rispetto a quello delle obbligazioni
e delle cartelle fondiarie, essi sono stati evidenziati in apposita colonna.
La voce Titoli esclude le cartelle emesse dalla Sezione autonoma del credito comunale e provin-
ciale detenute dalla Gestione principale, rilevate a parte.
I titoli sono al valore di bilancio, pari al costo storico di acquisto dei singoli flussi componenti
lo stock.

• Titoli a riserva: dal 1889 (CDP, Relazione e rendiconti sull’esercizio 1888-1889, pp. 282 ss.).

• Titoli di proprietà delle Gestioni diverse – amministrati dalla Gestione principale: dal 1897. La
voce comprende i titoli della Cassa nazionale di previdenza per la vecchiaia e l'invalidità degli
operai (dal 1897), degli Istituti di previdenza ferroviari (1900), del fondo per l’ammortamento
del consolidato 3,5% (1903), del fondo di garanzia per il credito agli impiegati delle amministra-
zioni pubbliche e dell’istituto degli orfani dei ferrovieri colpiti dal terremoto del 1908 (1909),
del fondo per l’emigrazione e delle aziende speciali (1910), e così via.5
A fronte di detta voce, nel passivo dello stato patrimoniale della Gestione principale (§ 2.2.2),
sono presenti i Fondi patrimoniali delle Gestioni diverse (somma del valore dei titoli menzionati
e dei c/c tenuti dalle Gestioni diverse presso la Gestione principale).

• Cartelle della Sezione autonoma del credito comunale e provinciale – detenute dalla Gestione
principale: cartelle emesse dalla Sezione creata con L. 24 dicembre 1896, n. 551, e L. 24 aprile
1897, n. 227 (cfr. § 3.2.3).6

3
E’ bene ricordare che detto stato patrimoniale aveva natura meramente interna. Peraltro, dal 1996 non è più prodotto.
4
Nella stesura di queste note sulle voci più significative dello stato patrimoniale della CDP ci siamo avvalsi del lavoro di
Medolaghi 1911, per la seconda parte dell’’800; per gli anni ‘20–30, del saggio di Eredia 1939b, pp. 377 ss.; per il perio-
do più recente, dei lavori di Izzo 1971, Lanzafame 1975 e Magnocavallo 1990. Un inquadramento generale della storia
della Cassa è presente in Filippi 1998.
5
Per il dettaglio delle istituzioni facenti capo negli anni ’20 alle Gestioni diverse, rinviamo a CDP, Relazione e rendicon-
ti sul 1928, conto n. 40. Più di recente, tra le Gestioni diverse sono da rammentare l’Inadel e gli Archivi notarili (Magno-
cavallo 1990, p. 11 e prospetto n. 8).
6
Per alcune note sulla nascita della Sezione autonoma rinviamo a Eredia 1939b, pp. 386–87.

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• C/c fruttiferi col Tesoro: conti alimentati dai fondi della Gestione principale, del risparmio po-
stale (depositi a libretto – ordinari e giudiziari – e buoni postali fruttiferi) e dei c/c postali.
I fondi della gestione principale sono costituiti dai depositi in numerario e, in genere, da quelli
che non provengono dal risparmio e dai c/c postali. La L. 17 maggio 1863, n. 1270, prevedeva
“la possibilità di impiegare i fondi eccedenti il bisogno [della Cassa] in rendita del debito pub-
blico, buoni del Tesoro o in c/c col Tesoro” (CDP, Relazione e rendiconti sul 1895, pp. 172 ss.).
Successivamente, per effetto della L. 8 agosto 1895, n. 486, “i fondi della CDP provenienti dai
depositi volontari e da quelli del risparmio debbono essere investiti, per non meno di una metà,
in titoli di Stato o garantiti dallo Stato, e pel resto in prestiti alle Provincie, ai Comuni e ai
Consorzi, … o in c/c col Tesoro”.
La CDP aveva l’obbligo di riversare i fondi dell’Amministrazione postale per il servizio dei c/c
postali in apposito c/c col Tesoro (D.L. 6 settembre 1917, n. 1451, e D.L. Lgt. 22 novembre
1945, n. 822). Per tale ragione, sino alle disposizioni degli anni ’50 che consentirono l’utilizzo in
prestiti ad aziende statali, l’entità del conto col Tesoro alimentato dai c/c postali era pari alla
voce del passivo della CDP accesa al C/c col Ministero delle Poste per il servizio dei c/c e degli
assegni postali.
E’ da notare che i c/c fruttiferi col Tesoro della CDP (e degli Istituti di previdenza, § 3.2) costi-
tuiscono una componente del debito fluttuante del Tesoro (Grassi 1935, pp. 103 ss.).

• C/c infruttifero con il Tesoro – saldo: l’entità del C/c infruttifero col Tesoro (fondi versati dalla
CDP al Tesoro per i pagamenti previsti da parte delle Tesorerie provinciali per conto della
CDP) tende a coincidere con le Somme da rimborsare al Tesoro (per i pagamenti effettuati dalle
Tesorerie e non ancora saldati). Dal 1957, il C/c infruttifero con il Tesoro e le Somme da rim-
borsare al Tesoro sono stati sostituiti dal Saldo del c/c infruttifero del Tesoro, che – a seconda
del segno – si presenta come voce di impiego o di raccolta di fondi. Per tale ragione abbiamo
esposto il saldo delle voci, anche per gli anni che precedono il 1957.

• Credito in c/c all’Inadel: dal 1949. Per l’emissione da parte dell’Inadel di mandati a carico del-
la CDP in eccedenza rispetto alle disponibilità di c/c.

• Anticipazioni al Tesoro e ad altre amministrazioni pubbliche: si tratta di anticipazioni al Tesoro


o a singoli Ministeri. Hanno origine nel 1893 per il pagamento delle pensioni, per estendersi ad
altre finalità pubbliche: lavori urgenti (1903), pensioni ai veterani dell’Indipendenza nazionale
(1908), lavori e forniture ferroviari (1905), bonifiche dell’Agro romano (1908), costruzione di
tronchi ferroviari nelle Colonie (1911), ampliamento della rete telefonica (1911), oneri relativi
al terremoto del 1908, costruzione di case in cooperativa e popolari (1908), riparazioni dei dan-
ni della I guerra mondiale (1919), ecc.7
La disponibilità dell’informazione per settore economico di intervento cessa con le “sanzioni”
all’Italia deliberate dalla Società delle Nazioni. Dalla Relazione sul 1935 è riportato il solo tota-
le generale: “per riguardo all’opportunità di limitare … allo stretto necessario la mole delle
pubblicazioni di carattere ufficiale, gli elaborati del rendiconto vengono presentati … in forma
ridotta, corrispondente ai soli dati indispensabili per dare una chiara cognizione dell’anda-
mento e dei risultati della gestione” (ad es., CDP, Relazione e rendiconti sul 1941, p. 6).
Per il secondo dopoguerra, è da menzionare l’anticipazione straordinaria a favore del Fondo di
finanziamento dell’industria meccanica (Fim).
E’ da aggiungere che le Anticipazioni includono lo Sconto di annualità dello Stato (cfr. voce se-
guente).

7
Per il dettaglio delle operazioni condotte nel primo trentennio di questa esperienza cfr. Medolaghi 1911, pp. 327 ss., ed
Eredia 1939b, pp. 387–88.

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G. Della Torre, Impieghi e provvista della Cassa Depositi e Prestiti, 1850-1990

• Sconto di annualità dello Stato: la voce è inclusa tra le Anticipazioni al Tesoro e ad altre am-
ministrazioni pubbliche di cui sopra. Ciò impedisce di evidenziare il ruolo della CDP nel ri-
sconto delle annualità statali (Confalonieri 1952, p. 282, parla al proposito di “debiti ratizzati”),
che tanta importanza assunse tra le due guerre mondiali (es. Eredia 1939b, pp. 387 ss.; Ministe-
ro del Tesoro 1988, p. 42; Salvemini e Zamagni 1993, pp. 193–95).

• Prestiti in numerario: si tratta di prestiti “concessi” dalla Gestione principale a comuni, provin-
ce e consorzi, al lordo dei “prestiti da somministrare”. Differisce, pertanto, dai prestiti “eroga-
ti”.
L’attività di prestito è svolta:
Con fondi propri: in origine i prestiti erano finanziati esclusivamente con i fondi “propri” della
CDP, cioè i depositi in numerario. A questi si aggiunsero i libretti postali (1875), i buoni fruttife-
ri della CDP (1926) e i buoni fruttiferi postali (dal 1928, 1936)8.
Con fondi della gestione dei c/c postali: a partire dalla L. 315/1950 e successive (in particolare
la L. 15 aprile 1965, n. 344), i fondi dei c/c postali sono parzialmente utilizzati per la concessio-
ne di prestiti ad alcune aziende statali. Pertanto dal 1950 i prestiti includono quelli erogati con
fondi provenienti dalla gestione dei c/c postali.
Con fondi degli istituti di previdenza: dalla fondazione degli Istituti di previdenza sino alla L.
730/1904, i fondi ricevuti dalla Gestione principale da questi istituti a titolo di impiego definiti-
vo venivano destinati alla somministrazione di prestiti (all’acquisto di titoli di Stato e/o di cartel-
le della Sezione del credito comunale e provinciale). Con l’anno 1905 tali prestiti furono “cedu-
ti” dalla Gestione principale agli Istituti di previdenza. Successivamente gli Istituti di previdenza
furono tenuti a versare fondi in c/c presso la Gestione principale, da utilizzarsi per la concessio-
ne di mutui a enti pubblici (R.D. 13 giugno 1926, n. 1064), a cooperative edilizie (RDL 13 feb-
braio 1927, n. 201) e all’Incis (R.D. 3 agosto 1928, n. 2000).
Con fondi di altri istituti per mutui all’INCIS: prestiti concessi all’Incis, con fondi provenienti
da altri istituti (tra cui gli Istituti di previdenza amministrati dalla CDP).
I prestiti in numerario escludono i mutui “in cartelle” erogati dalla Sezione autonoma del credi-
to comunale e provinciale (§ 3.2).

• Partecipazioni in consorzi ed enti vari: la prima partecipazione della CDP è al fondo di dota-
zione del Consorzio di credito per le opere pubbliche (1919). A questa seguirono le partecipa-
zioni ai fondi di dotazione del Consorzio sovvenzioni su valori industriali (1921), dell’Istituto
per il credito alle imprese di pubblica utilità (1924), dell’Istituto per il credito navale (1929),
dell’Istituto mobiliare italiano (1931), dell’Istituto per la ricostruzione industriale (1933), dell’I-
stituto nazionale imposte di consumo (1938), del Consorzio per il credito agrario di migliora-
mento (1953) (Cresti 1980, pp. 586-87).

• Credito verso il Fondo pensioni e sussidi per il personale ferroviario: a seguito del mancato
versamento da parte delle Ferrovie dei fondi per il pagamento delle pensioni.

8
I buoni postali fruttiferi, previsti dal D.L. 26 dicembre 1924, n. 2106, non contribuirono inizialmente alla raccolta pro-
pria della CDP. Essi costituirono “una forma di finanziamento dei fabbisogni del Tesoro, in alternativa ai Buoni ordi-
nari del Tesoro, senza alcuna scadenza fissa” (Falcone 1989). In effetti, con le prime emissioni dei buoni postali furono
sospesi le emissioni dei Bot. Fu solo con la L. 14 giugno 1928, n. 1398, che “la CDP [venne] autorizzata a utilizzare i
fondi provenienti dai buoni postali per la concessione di mutui assistiti dal contributo statale a favore delle Province,
dei Comuni … La potenzialità di finanziamento della Cassa riceve un notevole impulso, ma … sarà solo con il Codice
postale del 1936 che i buoni postali fruttiferi entreranno a far parte delle forme ordinarie di risparmio postale e quindi
nella totale disponibilità dell’Istituto” (Antuofermo 1998, pp. 7, 11).

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• Effetti pubblici in deposito: a norma della L. 17 maggio 1863, la CDP riceve in deposito “titoli
del debito pubblico, obbligazioni di province, comuni, … Buoni del Tesoro, azioni e obbligazio-
ni di società anonime”, con le stesse finalità dei depositi in numerario. Diversamente dai depo-
siti in numerario, quelli in titoli erano soltanto obbligatori (CDP, Rendiconto sul 1876, p. 21;
Eredia 1939b, pp. 377–78). Tuttavia, la L. 11 giugno 1896, n. 461, “autorizzò … la Cassa De-
positi a ricevere depositi volontari di titoli al portatore dei diversi “consolidati” …” (Medola-
ghi 1911, pp. 68–70).
I titoli in deposito sono costituiti sul finire dell’Ottocento prevalentemente da titoli di rendita.
Ad esempio, lo stock a fine giugno 1887 era composto prevalentemente dai “consolidati” 5% e
3% (CDP, Relazione sul 1887, pp. 40–41). Va, tuttavia, rammentato che con i primi anni del
‘900 fu possibile inserire in detti depositi anche strumenti finanziari “non di Stato”, monete au-
ree, ecc.

2.2.2 I mezzi di provvista

• Depositi in numerario: i depositi in contanti costituiscono la voce tipica della raccolta della
CDP dalla sua creazione sino alla fondazione delle Casse di risparmio postali e degli Istituti di
previdenza. Tra le forme di depositi in numerario ricordiamo i depositi obbligatori (giudiziari,
amministrativi, cauzionali, e di affrancazione) e i depositi volontari (di privati e di enti morali)
(Medolaghi 1911, p. 68). Rispetto a uno stock totale dell’esercizio 1888-89 di lire 182 milioni,
le voci più rilevanti erano i depositi obbligatori amministrativi (61 mil.), i depositi obbligatori
cauzionali (51 mil.), i depositi obbligatori giudiziari (30 mil.),9 e i depositi volontari di enti mo-
rali (16 mil.) (Eredia 1939b, pp. 377 ss.). Attualmente, tali depositi sono poco significativi sul
totale dei mezzi amministrati.

• Buoni annuali fruttiferi della CDP: previsti dal R.D.L. 13 febbraio 1926, n. 1927. La facoltà di
emissione è stata esercitata dalla CDP sino al 1953, poi dal 1968 (Eredia 1939b, p. 383; Antuo-
fermo 1998).

• Fondi delle Contabilità speciali: la voce indica la raccolta della Gestione principale verso le
Gestioni aventi rendiconto proprio: Casse di risparmio postali e Altre gestioni.
I fondi delle casse di risparmio postali sono a fronte della raccolta postale e dei buoni postali
fruttiferi. La raccolta postale è formata dai depositi postali a risparmio e dai depositi giudiziari
presso le Poste, e non include i depositi postali in c/c (cfr. C/c col Ministero delle Poste – servi-
zio dei c/c e degli assegni postali). In effetti, soltanto il servizio dei libretti di risparmio e dei
buoni postali fruttiferi è svolto dalle Poste “per conto” della CDP (D.P.R. 29 marzo 1973, n.
156).
I fondi delle altre gestioni con rendiconto proprio provenivano, sino al 1941, dagli Istituti di
previdenza amministrati dalla CDP, dagli Istituti di previdenza ferroviari, e dalla Sezione auto-
noma del credito comunale e provinciale. 10 Gli Istituti di previdenza costituivano una Direzione
generale della CDP sino al D.L. 1 settembre 1947, n. 883, quando vengono trasferiti alla Dire-
zione Generale degli Istituti di previdenza del Ministero del Tesoro. Pertanto, nel secondo dopo-
guerra la voce esclude i fondi degli Istituti di previdenza, trattandosi di unità esterne alla CDP
(cfr. voce Debiti vari – verso istituti di previdenza per fondi somministrati per mutui).

• C/c col Ministero delle Poste – servizio dei c/c e degli assegni postali: fondi provenienti dal
servizio dei c/c postali “eccedenti i normali bisogni di cassa dell’Amministrazione
9
I depositi giudiziari presso le Casse di risparmio postali furono previsti dalla L. 29 gennaio 1882.
10
Per indicazioni puntuali sul fenomeno rinviamo agli stati patrimoniali dei singoli istituti di previdenza (§ 3.2).

8
G. Della Torre, Impieghi e provvista della Cassa Depositi e Prestiti, 1850-1990

postale” (D.L. 6 settembre 1917, n. 1451, D.L. 22 novembre 1945, n. 822, D.P.R. 29 mar. 1973,
n. 156). Cfr. voce C/c fruttifero con il Tesoro - Proventi c/c postali del § 2.2.1.

• Debiti verso gli istituti di previdenza per fondi somministrati per mutui: dal 1948. Debito verso
gli ex-Istituti di previdenza, a fronte delle somme versate da detti istituti per la concessione di
mutui da parte della Gestione principale.

• Debiti verso istituti finanziatori per mutui all’Incis: dal 1948. Debito verso gli istituti finanzia-
tori dell’Incis (tra cui gli istituti di previdenza), a fronte delle somme versate da detti istituti per
la concessione di mutui all’Incis.

• C/c con il Tesoro – RR.DD. 1914-1915: gli anni 1914-15 vedono l’eccedenza dei rimborsi sui
versamenti presso le Casse postali. Critici anche gli anni 1922-23, con modesti incrementi nelle
disponibilità. L’intervento dello Stato (RR.DD. 22 settembre 1914, n. 1028; 23 novembre 1914,
nn. 1286 e 1287; e 23 maggio 1915, n. 708) si concretizzò nella somministrazione di liquidità
alla CDP contro vincolo su titoli di rendita (Eredia 1923a, p. 863; 1923b, p. 1061).

• Fondo di riserva: dal 1871.

• Fondi patrimoniali delle Gestioni diverse: debiti della CDP verso enti pubblici per disponibilità
in c/c e per titoli consegnati in gestione. Dal 1938 include i C/c di enti vari presso la CDP. Cfr.
voce Titoli delle Gestioni diverse – amministrati dalla Gestione principale, § 2.2.1.

• Effetti pubblici in deposito: come voce corrispondente degli impieghi.

tav. 2 Gli stati patrimoniali della Gestione principale, 1863–1970

9
G. Della Torre, Impieghi e provvista della Cassa Depositi e Prestiti, 1850-1990

3. Le Gestioni annesse della Cassa Depositi e Prestiti, 1863-1970

3.1 Gli stati patrimoniali delle Gestione annesse

Le Gestioni annesse sono parte importante della storia della CDP. Tuttavia, gran parte delle rasse-
gne sul ruolo economico-finanziario della CDP centrano l’attenzione sulla sola Gestione principale:
ad es., i lavori di De Mattia 1967 e la storia del sistema bancario italiano negli ultimi cento anni di
F. Cotula et al. (a cura di) 1996. Questo fatto è particolarmente rilevante, in quanto come posto in
rilievo – ad es. da Confalonieri e Gatti 1986 – in tema di copertura del fabbisogno del Tesoro non
può essere trascurato il ruolo delle Gestioni annesse.
Ogni Gestione annessa ha storia e rilevanza nel campo specifico della sua azione. Tuttavia, ci sono
alcuni aspetti che sono comuni a tutte le Gestioni, che vanno evidenziati anche per il peso quantita-
tivo assunto:
• il finanziamento al Tesoro (c/c fruttifero presso il Tesoro e detenzione di titoli di Stato, in parti-
colare degli Istituti di previdenza);
• il finanziamento agli enti locali (prestiti “ceduti dalla Gestione principale” nel caso degli Istituti
di previdenza e prestiti “in cartelle” della Sezione autonoma per il credito comunale e provin-
ciale);
• il finanziamento alla Gestione principale della CDP (c/c per impieghi provvisori e definitivi
presso la Gestione principale degli Istituti di previdenza);
• il finanziamento della Sezione autonoma del credito comunale e provinciale da parte della Ge-
stione principale e degli Istituti di previdenza (sotto forma di detenzione di “cartelle”).

Le tabelle che seguono riguardano i principali Istituti di previdenza amministrati dalla CDP (dalla
costituzione al 1946) e gli Istituti di previdenza ferroviari (sino al 1975). L’ultima tabella riguarda
la Sezione autonoma del credito comunale e provinciale dalla costituzione al 1970. I dati relativi
alla Sezione suddetta, per gli anni successivi, sono esposti all’interno dello stato patrimoniale con-
solidato, 1965–1990 (cfr. § 4 e tav. 6).
Prima dell’esposizione tabellare, indichiamo le voci più interessanti degli istituti.

3.2.1 Gli Istituti di previdenza amministrati dalla CDP

Sino alla fine della seconda guerra mondiale “l’eccedenza di entrate sulle spese [degli Istituti di
previdenza] rappresenta una notevole disponibilità della CDP per le varie forme di impiego nelle
quali questa esplica la sua attività creditizia” (Eredia 1939b, pp. 392–93).11
Dal 1947 gli Istituti di previdenza sono entrati nell’orbita del Tesoro (Lanzafame 1975, pp. 53–54).

Voci dell’attivo:

1. C/c fruttifero col Tesoro: fondi depositati presso il Tesoro.


2. C/c infruttifero col Tesoro: fondi depositati presso il Tesoro per i pagamenti delle Tesorerie
provinciali per conto degli Istituti di previdenza. Per tale ragione, la loro entità tende a coinci-
dere con le Somme da rimborsare al Tesoro (esposte nel passivo dello stato patrimoniale).
3. Titoli di Stato: detenuti dagli Istituti di previdenza;
4. Cartelle di credito comunale e provinciale: cartelle della Sezione omonima detenute dagli Isti-
tuti di previdenza;

11
Sull’importanza degli istituti di previdenza nella detenzione di titoli di Stato nella prima parte del secolo, cfr. anche
Beltrametti e Soliani 1999.

10
G. Della Torre, Impieghi e provvista della Cassa Depositi e Prestiti, 1850-1990

5. Prestiti “ceduti” dalla Gestione principale agli Istituti di previdenza: prestiti in numerario ero-
gati dalla Gestione principale, retrocessi agli Istituti di previdenza come impiego “definitivo”
delle somme versate in c/c presso la Gestione principale (L. 730/1904). Va da sé che i prestiti
ceduti agli Istituti di previdenza concorrono con i prestiti in cartelle della Sezione del credito
comunale e provinciale alla definizione dei prestiti della CDP;12
6. C/c presso CDP per mutui a enti diversi (RD 1926): i fondi disponibili presso CDP possono es-
sere impiegati in mutui per opere pubbliche agli enti che possono essere mutuatari della Cassa
(R.D. 13 giugno 1926, n. 1064).
7. C/c fruttifero presso CDP (RRDD 1927): per la concessione di mutui alle cooperative edilizie
(R.D. 201/1927) e per l’incremento delle disponibilità della Gestione principale (RDL 13 feb-
braio 1927, n. 456).13
8. C/c fruttifero presso CDP (RD 1928): per mutuo Incis (R.D.L. 3 agosto 1928, n. 2000) ;
9. C/c con la Gestione principale per impieghi “provvisori”: disponibilità depositate presso CDP
in attesa di utilizzo definitivo. Tale c/c è stato soppresso con decorrenza maggio 1927 e, in con-
comitanza, è stato creato il c/c infruttifero col Tesoro di cui sopra.
10. C/c con la Gestione principale per impieghi “definitivi”: la voce è presente sino al 1904, poi i
fondi sono stati convertiti in prestiti “ceduti” dalla Gestione principale agli Istituti di previdenza
(L. 23 giugno 1904, n. 635).

Le voci 1÷3 indicano il finanziamento degli Istituti di previdenza al Tesoro; la voce 4 il finanzia-
mento alla Sezione del credito comunale e provinciale; la voce 5 il finanziamento agli enti locali e
amministrazioni pubbliche; le voci 6÷10, il finanziamento alla Gestione principale della CDP.

Voci del passivo:

1. Somme da rimborsare al Tesoro: debiti verso le Tesorerie dello Stato (valori grosso modo pari
al C/c infruttifero col Tesoro dell’attivo)
2. Patrimonio netto: totale dell’attivo finanziario al netto delle Somme da rimborsare al Tesoro e
delle Altre passività.

La tabella che segue espone lo stato patrimoniale dei principali Istituti di previdenza amministrati
dalla CDP, dalla fondazione alla cancellazione delle singole istituzioni. Gli istituti presi in conside-
razione sono:

• monte pensioni per gli insegnanti delle scuole pubbliche elementari (1878-1946)
• cassa pensioni per i medici condotti (1899-1946)
• cassa di previdenza del personale tecnico del catasto e dei servizi tecnici finanziari (1903-1946)
• cassa nazionale per la previdenza degli operai, poi Istituto nazionale fascista della previdenza
sociale, infine INPS (1904) (per la gestione titoli affidata alla CDP)
• cassa di previdenza per i segretari e impiegati comunali (1904-1946)
• cassa di previdenza degli impiegati degli archivi notarili (1908-1929)
• cassa di previdenza per le pensioni agli ufficiali giudiziari (1909)
• opera di previdenza per il personale civile e militare dello Stato (1920-1945)
12
Come anticipato, i dati di De Mattia 1967, vol. I, tomo II, tav. 22, p. 878, e Cotula et al. (a cura di) 1996 sottostima-
no il fenomeno in quanto centrati sui prestiti in numerario della Gestione principale. Risultano così esclusi i mutui “in car-
telle” della Sezione autonoma del credito comunale e provinciale e i mutui “ceduti” dalla CDP agli Istituti di previdenza.
13
“[Con il RDL n. 456 del 1927] si vuole «aumentare le disponibilità della CDP». Gli strumenti approntati allo scopo
sono la possibilità di emettere buoni fruttiferi, l’accrescimento del tasso di interesse sui depositi degli istituti di previ-
denza, depositi che debbono essere fatti «con precedenza sulle altre operazioni» (Marconi 1982, p. 67).

11
G. Della Torre, Impieghi e provvista della Cassa Depositi e Prestiti, 1850-1990

• cassa di previdenza per le pensioni ai salariati degli enti locali (1930-1946)

tav. 3 Gli stati patrimoniali degli Istituti di previdenza amministrati dalla CDP, 1879–1970

12
G. Della Torre, Impieghi e provvista della Cassa Depositi e Prestiti, 1850-1990

3.2.2 Gli Istituti di previdenza ferroviari

Nella tavola che segue esponiamo le principali voci di situazione degli Istituti di previdenza fer-
roviari, 1906–1975

tav. 4 Gli stati patrimoniali degli Istituti di previdenza ferroviari, 1906–1975

13
G. Della Torre, Impieghi e provvista della Cassa Depositi e Prestiti, 1850-1990

3.2.3 Sezione autonoma del credito comunale e provinciale

Nella tavola che segue esponiamo le voci di situazione più rilevanti della Sezione autonoma del
credito comunale e provinciale, 1897–1975

tav. 5 Gli stati patrimoniali della Sezione autonoma del credito comunale e provinciale, 1897–1975

14
G. Della Torre, Impieghi e provvista della Cassa Depositi e Prestiti, 1850-1990

4. I BILANCI CONSOLIDATI DELLA GESTIONE PROPRIA E DELLE GESTIONI SPECIALI, 1965-1990

4.1 La legge 13 maggio 1983, n. 197

La legge 13 maggio 1983 regolamenta le operazioni di provvista e di impiego della CDP.14 Essa ha
introdotto innovazioni profonde nell’organizzazione della CDP. Per quanto attiene alla rendiconta-
zione, le attività e passività delle Sezioni e delle Gestioni annesse sono state trasferite alla Gestione
principale, ad eccezione delle Sezioni per l’edilizia residenziale e per l’intervento finanziario SIR.
Di conseguenza, il rendiconto della Gestione principale ha assorbito la Gestione delle Casse di ri-
sparmio postali, le Sezioni di credito comunale e provinciale e di credito a breve termine, i Fondi
speciali acquisto titoli, il Servizio delle affrancazioni di canoni e censi, la Custodia valori e servizio
cassa dell’INPS.15

4.2 I bilanci consolidati della Gestione propria e delle Gestioni speciali

4.2.1 Gli impieghi

Con la legge del 1983 gli impieghi sono distinti in “istituzionali” e “speciali”. 16 Tra gli impieghi
istituzionali rammentiamo i prestiti con fondi propri, dei c/c postali e in cartelle del credito comu-
nale e provinciale; i titoli della gestione principale e del fondo riserva; e le partecipazioni. Tra gli
impieghi speciali ricordiamo i prestiti per l’acquisto della prima casa (L. 891/1986); i titoli dei fon-
di costituiti dallo Stato per l’acquisto di valori mobiliari di istituti speciali di credito (L. 346/1974 e
L. 526/1982); i fondi dello Stato destinati alle Regioni per opere di rilevante entità (FIO, L.
526/1982), per opere di metanizzazione (L. 784/1980) e per l’imprenditorialità giovanile (L.
44/1986).

Più in dettaglio, tra gli impieghi sono inclusi:

• Titoli di proprietà: sino al 1982 la voce comprende i titoli della Gestione propria, della Sezione
autonoma del credito a breve, dell’Inps, e della Gestione autonoma dei fondi dello Stato ex L.
346/1974 (per l’acquisto di titoli di istituti speciali di credito a medio termine: Cis, Imi, ecc.) ed
ex L. 526/1982 (per l’acquisto di titoli di istituti di credito industriale e fondiario). La nuova se-
rie (dal 1983) non include i titoli detenuti dalle Gestioni speciali (Inps e fondi delle LL.
526/1982 e 346/1974 citate), in quanto rilevati in una specifica voce.
In apposita colonna sono evidenziati i titoli di Stato (in senso stretto) detenuti dalla Gestione
principale.

• Titoli dei fondi di riserva: titoli nei fondi riserva della Gestione principale e della Sezione auto-
noma per l'edilizia residenziale.

• Cartelle del credito comunale e provinciale: cartelle detenute dalla Gestione principale e dal
Fondo riserva della CDP.

14
Per quanto non espressamente previsto, il fondamento normativo è rappresentato a tutt’oggi dal TU di cui al D.L. 2
gennaio 1913 e dal Regolamento approvato con D.L. 23 marzo 1919, n. 1058 (Magnocavallo 1990, p. 8).
15
Per alcune precisazioni rimandiamo a CDP, Rendiconti 1982 e 1983, pp. 125 ff. e 193-202.
16
Per un’esposizione sintetica si veda la tabella “Operazioni attive e passive della CDP” in Magnacavallo 1990, p. 16.

15
G. Della Torre, Impieghi e provvista della Cassa Depositi e Prestiti, 1850-1990

• Titoli delle Gestioni speciali: titoli detenuti dall’Inps e titoli dei fondi previsti dalle LL.
346/1974 e 526/1982 citate. Voce rilevata dal 1983.

• Titoli in gestione degli enti correntisti: Cfr. Titoli delle Gestioni diverse amministrati dalla Ge-
stione principale, cfr. § 2.2.1.

• Cassa e c/c con il Tesoro: la voce comprende la Cassa contante e i c/c fruttiferi e infruttiferi col
Tesoro della Gestione propria e delle Gestioni speciali.
Dal 1983 la voce è articolata tra: 1. C/c della Gestione propria (C/c fruttifero con il Tesoro per
la gestione del risparmio postale; C/c infruttifero con il Tesoro per la gestione principale; C/c
col Tesoro per pagamenti Banca d’Italia; C/c infruttifero col Ministero delle Poste);17 2. C/c
delle Gestioni speciali (C/c infruttifero con il Tesoro della Sezione autonoma dell’edilizia resi-
denziale (L. 457/1978) e Altri c/c infruttiferi con il Tesoro delle Gestioni speciali).
Da notare che la L. 130/1983 ha reso infruttifero il c/c presso il Tesoro della gestione principale.

• C/c fruttifero col Tesoro per i proventi dei c/c postali: cfr. C/c fruttifero con il Tesoro, § 1.1.

• Credito in c/c all’Inadel: cfr. § 1.1.

• Sconto annualità dello Stato: cfr. § 1.1.

• Prestiti, totale: i prestiti sono “per fini istituzionali” e “per fini speciali”.
I prestiti per fini istituzionali sono suddivisi, a loro volta, tra prestiti con fondi propri, con fondi
dei c/c postali, e in cartelle del credito comunale e provinciale.
I prestiti con fondi propri derivano dai mezzi di provvista “propri” della Gestione principale
(depositi in numerario, depositi postali e buoni postali fruttiferi) e sono volti al finanziamento,
in particolare, dell’edilizia scolastica, delle opere igieniche e delle opere diverse. Dal 1970, la
voce include i capitali anticipati agli enti locali dalla Sezione autonoma per il credito a breve
termine (creata con L. 22 dicembre 1969, n. 964).
I prestiti con fondi dei c/c postali derivano dall’utilizzo dei fondi provenienti dalla gestione dei
c/c postali, regolato da leggi speciali (cfr. § 1.1). La L. 15 aprile 1965, n. 344, ha previsto la
possibilità per la Cassa di prelevare fondi dei c/c postali nei limiti di 1/3 della giacenza.
I prestiti in cartelle costituiscono disponibilità in titoli utilizzate dagli enti locali per il finanzia-
mento di finalità istituzionali e per la liquidazione di debiti pregressi con le istituzioni creditizie
o la CDP (Magnocavallo 1990, p. 12).
Tra i prestiti per fini speciali, sono da ricordare: 1. i mutui per l’acquisizione e l’urbanizzazione
delle aree, a valere sul Fondo speciale costituito con dotazione del Tesoro (L. 22 ottobre 1971,
n. 865); 2. i mutui della Sezione autonoma per l’edilizia residenziale (per finanziamenti a fondo
perduto a Iacp e Comuni, per l’edilizia sovvenzionata, e per contributi agli istituti di credito
fondiario, per l’edilizia convenzionata) (L. 457/1978 e L. 94/1982, artt. 2-3); 3. i prestiti per
l’acquisto della prima casa da parte lavoratori dipendenti (L. 891/1986); 4. i prestiti su fondi
dello Stato per lo sviluppo di imprenditorialità giovanili nel Mezzogiorno (L. 44/1986).

17
Come ci ha fatto notare il dott. E. Antuofermo della CDP, l’inserimento del C/c infruttifero col Ministero delle Poste
sembra improprio. Ciò per due ordini di motivi. In primo luogo, tale conto non costituisce un conto col Tesoro. In se-
condo luogo, esso non rappresenta una giacenza di c/c come si potrebbe derivare dalla sua definizione, ma una voce (a
credito o a debito) dovuta alla divaricazione temporale tra la chiusura dell’esercizio e la rendicontazione del risparmio
postale.

16
G. Della Torre, Impieghi e provvista della Cassa Depositi e Prestiti, 1850-1990

• Debiti Gruppo Sir: attività della Sezione per l’intervento Sir di cui alla L. 28 novembre 1980, n.
784.18

• Partecipazioni in consorzi ed enti vari: cfr. § 1.1.

• Tesoro – Pensioni al personale ferroviario: la voce d’ordine è pari al Debito verso il Tesoro
per pensioni (degli Istituti di previdenza ferroviari).

4.2.2 I mezzi di provvista

Come per gli impieghi, anche le operazioni di provvista sono distinte in “istituzionali” e “speciali”.
Tra le operazioni istituzionali rientrano il risparmio postale, i c/c postali, le cartelle di credito co-
munale e provinciale, i depositi in numerario e per affrancazione, i c/c con enti vari, i c/c con le ge-
stioni con rendiconto proprio (Sezioni autonome per l’intervento finanziario Sir e per l’edilizia resi-
denziale), le operazioni di indebitamento con la Banca Europea degli Investimenti.
Tra le operazioni speciali sono da rammentare i fondi prima casa (L. 891/1986), titoli (L. 346/1974
e L. 526/1982), FIO (L. 526/1982), metanizzazione (L. 784/1980), imprenditorialità giovanile (L.
44/1986).

In dettaglio, i mezzi di provvista sono distinti in:

• Depositi ordinari in numerario: § 2.2.1.

• Depositi e annualità d’affrancazione

• Buoni annuali fruttiferi della CDP: la facoltà di emissione è stata esercitata dalla CDP sino al
1953, poi dal 1968 (§ 2.2.1).

• Depositi a risparmio e giudiziari, e Buoni postali fruttiferi: costituiscono la fonte più importan-
te di provvista. I depositi presso le casse postali si distinguono in Depositi a risparmio e Depo-
siti giudiziari. I primi si distinguono in depositi nominativi (ordinari, vincolati e di previdenza)
e al portatore (ordinari e vincolati).

• Ministero delle Poste: proventi del servizio dei c/c e degli assegni postali: § 2.2.1.

• C/c con enti pubblici vari: fondi disponibili su conti di enti pubblici. Ad es., Inadel, Ferrovie
dello Stato, Archivi notarili, ecc. (Magnocavallo 1990, p. 11 e prospetto n. 8).

• Cartelle di credito comunale e provinciale: debiti della Cassa a nome della ex Sezione autono-
ma di credito comunale e provinciale.

• Cartelle Sir: cartelle emesse dalla omonima Sezione (L. 784/1980) (CDP, Relazione sul 1982,
pp. 49-50).

• Gestione principale – fondo Tesoro per acquisizione e urbanizzazione aree (L. 865/1971): fondi
del Tesoro da destinare alla concessione di mutui per l’acquisizione e l’urbanizzazione delle
aree.

18
Per dettagli, cfr. CDP, Relazione sul 1982, pp. 49-50.
17
G. Della Torre, Impieghi e provvista della Cassa Depositi e Prestiti, 1850-1990

• Gestione principale – acquisto titoli mobiliari emessi dagli istituti speciali di credito a medio
termine: Cis, Imi, Crediop, Isveimer, e Irfis (L. 346/1974).

• Gestione principale – fondo rotazione acquisto titoli mobiliari emessi dagli istituti di credito
industriale e fondiario (L. 526/1982, art. 52).

• Gestione principale – fondo rotazione per investimenti regionali (L. 526/1982, art. 56): mezzi
finanziari destinati alle regioni meridionali per la realizzazione di infrastrutture.

• Sezione edilizia residenziale – fondi Ministero LL. PP. contributi edilizia sovvenzionata e con-
venzionata (L. 457/1978): tra l’altro, comprende i fondi ex-Gescal.

• Sezione edilizia residenziale – fondi Ministero LL. PP. programmi sperimentazione edilizia e
programmi straordinari edilizia (L. 94/1982).

• Sezione edilizia residenziale – fondi Tesoro per acquisizione aree (L. 94/1982).

• Fondi metanizzazione L. 784/1980: mezzi finanziari dello Stato per contributi ai Comuni e con-
sorzi per opere di metanizzazione nel Mezzogiorno.

• Gestioni speciali – debiti verso correntisti: rapporti di c/c tra le Sezioni autonome dell’Edilizia
residenziale e Sir e i correntisti.

• Riserve e Fondo di dotazione: fondo di dotazione e riserve della Gestione principale, più fondo
di riserva e fondo disponibile della Sezione autonoma dell’edilizia residenziale.

tav. 6 Gli stati patrimoniali “consolidati”, 1965–1990

18
G. Della Torre, Impieghi e provvista della Cassa Depositi e Prestiti, 1850-1990

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