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1.

In che anno ti sei avvicinato ai graffiti e cosa ti ha influenzato maggiormente nella decisone di
iniziare a farli?

Ho mosso i primi passi nel 1992, a scuola, più precisamente al “Caterina da Siena” (Milano).
Lì conobbi alcuni della NFL e CKC crew; in classe avevo Crose, un writer dell'epoca, che mi fece conoscere
questo mondo. Rimasi folgorato dal suo modo di costruire le lettere wildstyle, cosi mi misi subito al lavoro!

GUE - 1994
2. Come hai conosciuto altri membri della DCN e come si era formata?

Sempre a scuola conobbi altri writer, come Mind, Bean, Spyce, Duplo. Legai però molto con Hook, Ozono e
Furto, compagni di “Zona 9”; con loro incominciai a fare i primi tag-tour, murate e bombing, poi conobbi altri
elementi come Fango, Zar, 2Cake, Drop, Out, Woze, Bread e Crisy.
All'inizio la crew si chiamava HHN, ma non ne feci subito parte, poi dopo una serie di avvenimenti la crew
cambiò nome e divenne DCN (Di Casa Nostra).

DCN by GUEN - 1995


3. Com'era la scena Italiana e di Milano in quel periodo? Descrivi un po' che cosa voleva dire fare i
graffiti in quegli anni a Milano, magari citando anche quali altre crew esistevano.

Gli anni 90 erano quelli dello stile con i vecchi pionieri… l'elenco sarebbe lungo, però sono loro che ci hanno
trasmesso il senso dell'evoluzione del lettering. Oltre a Milano, citerei Bologna e Treviso, ognuna con la propria
specifica identità!
Ai tempi non c'erano gli spray di oggi, ci dovevamo arrangiare con gli spray (come Turbo Color, Colorlac, Dupli
Color…) della “vecchia” di Cologno, molto gettonata da tutti perché era l'unica a vendere gli spray a poco
prezzo! Dopo di che si partiva per una nottata di tag e throwie in giro per le strade. I risultati talvolta erano or-
rendi, con scritte tutte colate e colori che sembravano shampoo.
I nostri pomeriggi inoltre li passavamo andando in giro per le varie hall, come Argonne e l'anfiteatro in Martesa-
na, a vedere i pezzi dei CKC e dei TKA, e una scappatina dai TDK in via Pontano: sempre un'emozione vera,
vedere i loro stili uno diverso dall'altro!

GUEN & CRISY - 1996 Ph. by FNlinegendary GUEN - 1996


GUEN - 1995
CRISY & GUEN - 1996
( + Noce )
4. Stilisticamente parlando, tu e alcuni altri della DCN vi differenziavate molto dal resto delle crew
milanesi. Pensi che vi siate influenzati a vicenda? Da dove arrivavano le maggiori ispirazioni?

La strada che abbiamo percorso e lo stesso filo del pensiero era quello wildstyle; disegnavamo insieme e
“sketchavamo” insieme, quindi alcune idee si fondevano, naturalmente sempre con il concetto di originalità alla
base. Le maggiori ispirazioni arrivavano dalle crew milanesi storiche e da New York, madre di tutte le scene.
GUEN - 1997 GUEN - 1997

5. Ti ricordi la prima volta in FN? Com’erano le Ferrovie Nord in quell'anno e cosa ti ha spinto a farle?

Con la mia crew, nei periodi successivi, provammo a fare un po' tutto, seguendo le orme delle crew leggenda-
rie di Milano. A un tratto l’attenzione si spostò sulle “Nord”, che in poco tempo divennero come la subway di
NY, con questi wholecar wildstyle da… spaccamento denti!
Vedendo le Nord girare sempre dipinte, provammo anche noi a colpirle, sia nelle yard milanesi sia, quando
andava bene, in quelle fuori città, distanti chilometri. Le Nord furono per me (e penso anche per i compagni)
una linea che assomigliava quasi a una sopraelevata, però col sapore dei tempi andati (come non citare gli an-
tichi “bullonati marron glacé”, tutti castani, e le altrettanto vecchie carrozze squadrate e lunghe, prima in livrea
giallo-ocra e poi verde menta).
È giusto citare una delle mie prime volte sul Lago Maggiore: fu bellissimo entrare in yard e sentire il rumore del
lago poco distante dai respingenti e – tra i binari – i piccoli rumori metallici di assestamento delle carrozze,
scorgendo in lontananza le luci dei semafori della linea. Avevi davanti il tuo pezzo che – tra uno scuotimento di
colore e l’altro – prendeva vita sul vagone. Ho i brividi ancora adesso a ripensarci.
6. Raccontaci qualche avventura interessante capitata in FN.

Volevo citare, tra i tanti, un aneddoto con protagonista Nail, il mio socio entrato nei DCN nel 1999.
Partimmo da Milano alla volta della provincia di Como, ai piedi dei monti lariani; in macchina quella sera c'era
anche Deco. Arrivammo sul posto e – con agilità da gatti – entrammo in yard; dispostici davanti alla carrozza,
estraemmo i colori; io per curiosità mi abbassai e vidi dei pantaloni neri con una banda colorata;
subito pensai agli sbirri: ci nascondemmo nei cespugli retrostanti, ma Nail pensò bene di scavalcare la
recinzione e finì in una fabbrica confinante, creando un frastuono di rumori metallici!
Io e Deco eravamo nel punto più buio tra gli arbusti e, a un tratto, arrivo la sorveglianza con le torce: che caga!
Trovammo l’attimo giusto e raggiungemmo l’auto. Aspettammo un pochino e, a un certo punto, giunse Nail
(anticipato in verità dalle sue urla), che correva gridando: “Filiamo via!”. Agitati, ma incolumi, ripartimmo per
Milano.

GUE - 1999 DCN GUE by GUEN - 1999


Ph. by FNlinegendary CRISY & GUEN - 1996
7. Tra i tuoi pezzi più memorabili, per chi abbia avuto la fortuna di vivere le FN nel periodo intorno al
1996, c’erano i vari “end 2 end” a tema; racconta un po' da dove nascevano le idee e che cosa vi aveva
ispirato a farli?

Dopo un periodo di pausa e staccamento da noi, mi rincontrai con Crisy e, pian piano, incominciammo a fare i
primi trenini insieme. Vi racconto la genesi del famoso, ma raro, E2E ad ambientazione marina, la cui bozza fu
realizzata proprio a casa di Crisy. Quella serata era tiepida e serena, eravamo carichi, con noi c'era anche
Hook. Partimmo con una borsa da viaggio carica di colori, arrivammo in yard e Crisy, fin da subito, mi trasmise
tranquillità; mi sarebbe servita perché io – al contrario – ero assai teso! Vederlo prendere forma fu un vero
flash! Alla fine il risultato si dimostrò sorprendente ai nostri occhi: andammo a casa contenti e impazienti di
vederlo girare in linea con la luce del giorno e immortalarlo in banchina.
Ph. by FNlinegendary & Lele Layup CRISY & GUEN - 1996
8. Qualche momento indimenticabile in Cadorna?

Le nostre giornate, oltre a pittare, passavano anche nell’attesa in Cadorna dei treni dipinti la sera prima.
Alcuni non arrivavano mai, però era sempre bello stare lì in mezzo… magari si sgamava qualche convoglio
mai visto! Quanta muffa su quelle banchine: scorgere quei treni curvare sugli scambi prima di incanalarsi verso
i binari di stazione e capire alla fine che non era il tuo… La curiosità, oltre che nel rivederlo, era cercare anche
i difetti che magari ti avevano turbato il (poco) sonno tutta la notte, visto che si dipingeva al buio con poca luce,
a parte quella fioca dei lampioni giallognoli.
Arrivato in banchina, non si aspettava altro che i passeggeri scendessero più velocemente possibile per avere
campo libero e fotografare senza intralci alla visuale il tuo vagone.

DOSEY (IVA UAN), CRISY & GUEN (DCN) - 1997


9. C'era della rivalità oppure solo sana competizione, in FN, tra le crew di Milano?

Sicuramente sì, un’acerrima battaglia a colpi di stile; però, ho sempre pensato che facendo bene e avendo
rispetto degli altri uno abbia, in cambio, stima e apprezzamento; in ogni caso.

10. Che cosa ne pensi dei graffiti in Italia oggi? Come ti ci relazioni?

La scena milanese di oggi non ha lo stesso stile degli anni ’90, con il vecchio e caro wildstyle... Oggi, secondo
me (a parte alcuni), a Milano e non, si pensa più all'estetica e agli effetti di colori, che non alle forme delle
lettere o ai loop e alle connessioni più ricercate. Comunque vi sono tanti bravi artisti in circolazione, benché
forse lontani dalle mie idee di writing.

GUEN - 1998
11. Pensi che i giovani writer – nel 2018 – abbiano un minimo d’interesse per il passato e la cosiddetta
“old school”? E se la maggior parte non se ne interessa minimamente, credi sia anche una colpa
imputabile agli stessi "vecchi"? Oppure è giusto che sia così, dato che non c'è scritto da nessuna
parte che ci debba essere un collegamento tra vecchie e nuove generazioni di writer?

Mi sono proprio trovato a parlare con dei giovani writer poco tempo fa, e mi sono accorto che c'è stata una
spaccatura generazionale molto marcata: la maggioranza non conosceva quasi nulla delle produzioni e
dell’atmosfera degli anni ’90! Tanti non mi conoscevano, cosi ne ho approfittato per mostrare loro alcune mie
foto, giusto per far capire quanto stile ci fosse in quegli anni: molti di loro sono rimasti sorpresi.
Mi sono accorto che parecchi di loro usano stili belli, ma privi di fondamento “wild”; fanno largo ricorso a effetti
3D, mirano a lettering molto semplici e puntano molto sulla figurazione.

GUE - 2000 GUEN - 2000


12. Quali altri interessi hai oltre ai graffiti?

In questo momento mi sto dedicando alla pittura astratta. Dopo tanti anni facendo lettering su tela mi sono
sentito pronto per fare qualcosa di diverso; dovevo usare un linguaggio differente, per questo mi sto
specializzando sull'astratto, guardando ad esempio ai grandi maestri come JonOne e Futura. Usando tecniche
diverse dallo spray ho virato su olio o acrilico su tela; organizzo poi mostre con vendita delle opere: spero che
in molti apprezzeranno questi lavori che, per me, sono sinonimo di libertà di espressione!
Inoltre, ho due bellissimi bimbi e, come secondo lavoro, faccio il papà!

GUE - 2004 EBONY by GUEN - 2004


13. Per quanto pensi che continuerai a fare graffiti?

Penso di fare graffiti finché avrò la voglia di trovare forme nuove, stimoli dalle persone che ammiro come mi è
capitato in passato. Il mio sogno – o meglio, progetto – è quello di andare presto a New York con il socio Nail e
dipingere con i fratelli: i mostri sacri come Part, Bom 5, Eso, Poet… Altro che stimoli!

In conclusione…

Volevo salutare i nuovi arrivi in casa DCN, Feb e Virus, e i compagni di zona Bread e Flaco, Bom 5, Part e la
EAD di Padova (grande scuola anche la loro); un saluto anche a tutti coloro che credono nello stile vero e –
infine – un doveroso pensiero alla mia famiglia e ai miei figli.