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RIVISTE & RIVISTE

Contro l’ovvietà & controcorrente


Il Dictionnaire des idées reçues divino e dell’inconoscibile, impu-
fu pubblicato postumo, nel 1913, tando alla filosofia un tradimento
trentatré anni dopo la morte del- che risale ai greci (di cui i dialo-
l’autore (nientemeno che Gustave ghi platonici, il Cratilo e il Teete-
Flaubert, l’autore di Madame Bo- to soprattutto, rendono ampia te-
vary). Vi si trova tutto ciò che stimonianza).
avreste voluto sapere su come ge- Innervano questo saggio, dalla
stire una conversazione senza dir prima pagina all’ultima, il dédain
nulla, senza proferire altro che supercilioso dell’iniziato, il critto-
delle ovvietà. gramma dell’alchimista inorridito
Ecco, idée reçue è l’ovvietà, è ciò dall’umano, il contemptus mundi
che si dà per scontato senza met- dell’anacoreta. Si può anche non
terlo in questione, spesso senza amare questo libro, ma bisogna ri-
neppure pensarci su prima di di- conoscere al suo autore una co-
chiararsi (ovviamente) d’accordo erenza discorsiva che fila diritto
col proprio interlocutore. Se è ve- dall’inizio alla fine, a onta del suo
ro (come non è vero) che «la si- idioma talora ostico, o non sem-
narchia governa segretamente il pre e del tutto accessibile.
mondo» e che esiste (come non Venuti ci mette a parte di verità
esiste) «una direzione occulta del- tiano dell’uomo libero in quanto per lo più sgradevoli, o difficili da
la storia» (panzane che, in forma morale, in quanto in grado di sot- digerire, sia verità storiche sia
di parodia, Umberto Eco sotto sot- trarsi all’arbitrio della natura. Ov- quelle imposteci dalla cronaca
to spaccia per vere nel suo Pendo- vio (fin troppo) è dover ammette- corrente. Sulla descrizione del-
lo di Foucault), remare controcor- re che la Nona di Beethoven na- l’imperialismo sanguinario del
rente vuol dire reagire, o cercare sce sotto le ali della massoneria condottiero Giosuè – storicamen-
di reagire, all’imposizione del ser- viennese e con l’intento di cele- te corretta, ma una facile esca per
vo arbitrio, e farlo in nome di una brare la fratellanza tra i popoli. l’antisionismo dei nostri tempi –
piena e consapevole libertà di de- Venuti, da filologo ma anche da non v’è nulla da eccepire. Resta
cidere. Anche a costo di rimetterci fine musicologo, smonta l’aned- la sensazione penosa di un pugno
la pelle (lo insegna il caso di san dotica corrente pezzo per pezzo, sferrato allo stomaco dei lettori
Tommaso Moro) per ribellarsi alla facendo della Nona il parto di una più impressionabili, sicché – get-
capziosa ovvietà di uno «spirito mente egotica e borderline, servi- tando il suo sasso – Venuti rischia
universale» che taluno, sulla falsa- le nei confronti dei cortigiani una deriva di segno opposto a
riga di Hegel e della sua Fenome- viennesi e, in breve, «umana, quella da lui auspicata: la verità,
nologia, crede onnipotente, in gra- molto umana». Venuti riconduce se troppo sgradevole, se pericolo-
do di sussumere in sé i piccoli e nel mondo quanto il capriccio sa, è più facilmente oggetto di ri-
grandi eventi della storia. delle mode relega nel limbo so- mozione, la psicanalisi ce lo inse-
Nel suo saggio Contro l’ovvietà vrastorico, metastorico anzi, dei gna, che non di accoglimento.
(Ares, Milano 2016, pp. 264, € «valori»: egli mostra di ben sape- «Uno dei testi più luminosi del
18), uscito da pochissimo, Massi- re che questi ultimi esistono, è trito orizzonte editoriale italico»
mo Venuti, in forma spesso volu- chiaro, ma afferma che essi non lo ha definito La Voce del 9 luglio
tamente polemica, ma con ele- sono quelli che la miopia dei di quest’anno. «Disorientante e
ganza e gran senso della sprezza- mezzi di informazione identifica nel medesimo tempo utilmente
tura, ci ripropone l’eterno quesito e tramanda come tali. Tra il fon- provocatorio», così Maurizio
della libertà creaturale. La libertà damento e il fondato, ossia il filo- Schoepflin su Toscana oggi del 4
di difendersi dalle pastoie del- sofo che investiga il primo, egli settembre scorso. «Corrosivo e
l’ovvietà ricalca lo schema kan- prende risolutamente le parti del corroborante», questi gli aggettivi
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spesi da Davide Brullo sul Gior- coerente riottosità, nella sua fi-
nale del 5 giugno di quest’anno. siologica impossibilità di pratica-
Ben venga un saggio così, di re fino in fondo la virtù dell’au-
grande vigore espositivo e al tem- tocritica che tanto piace a Catta-
po stesso ben informato, docu- neo. Ma distinguiamo. Dapprima,
mentato in modo ferreo e al tem- per una prima fase del processo
po stesso corredato da geniali in- creativo, occorre davvero farsi
tuizioni per le quali non si può inermi davanti alla verità, prati-
che esser grati all’autore. Si con- cando in tutta la sua estensione
siglia, dopo averlo letto, di fare l’esercizio dell’aporia. Occorre
una passeggiata all’aria aperta re- non sapere più, rinunciando a
spirando a pieni polmoni. Per no- pensare «così come pensa il resto
stra fortuna il mondo è, almeno del gregge». Poi però – e questo
qualche volta, un po’ meno perfi- Cattaneo non lo dice – occorre ar-
do di come Venuti lo dipinge. mare la proprio mano e, come
Giosuè, dar battaglia, combattere
I misteri e morire, se occorre, per un’idea.
Sia essa la più geniale intuizione
della mente Argentieri, il neuroscienziato Al- fra quelle che l’umanità ricordi o
berto Oliverio e il criminologo anche solo un trito e banale pre-
Proseguiamo sulla falsariga me- Massimo Picozzi. Ogni numero giudizio. L’importante è crederci.
desima, parlando di creatività di questa bella e importante rivi- Diremo allora così. Per farsi por-
nell’arte e nella scienza. Per farlo sta nasce all’insegna di un tema tatori di un’innovazione forte-
occorre «remare contro», per far- monografico: a quest’ultimo è de- mente creativa e di grande valore
lo occorre ergersi o a campioni dicata metà della foliazione del- nei campi più svariati, il fatto di
della verità, allorché quest’ultima l’intero mensile. pensare controcorrente non ba-
è inoppugnabile, o ad avvocati di Che cosa vuol dire pensare con- sta, esso potrà tutt’al più configu-
un relativismo senza fondo, quan- trocorrente? Vuol dire «non la- rare una condizione preliminare
do arrivare alla prima ci è impos- sciarsi influenzare da emozioni e (anche i pazzi pensano controcor-
sibile. Per farlo, occorre pensare e pregiudizi». Che è anche «il se- rente, ma non per questo il loro
agire controcorrente. Se van greto del libero pensiero», un se- pensiero va imitato o, peggio,
Gogh non avesse dipinto i suoi greto che, afferma Marco Catta- messo in pratica). Si tratta, in-
quadri in essi profondendo uno neo, che del mensile è il direttore, somma, di una semplice conditio
sguardo diverso da quello dei «si può conquistare allenando il sine qua non, e non certo di una
suoi contemporanei, ma applican- cervello». In sintesi, prosegue e garanzia. Il genio pensa sempre a
do a essi il metro e la misura del- conclude Cattaneo, «bisogna es- modo suo, ma il fatto di pensare a
lo sguardo corrente, egli non sere capaci di spogliarsi proprio modo proprio, ripudiando la ten-
avrebbe potuto lasciarci alcun ca- di ciò di cui siamo intimamente tazione dell’ovvietà, macilenta e
polavoro degno di questo nome. convinti, sviluppando un senso putrida come un frutto vizzo e
«Pensare controcorrente» è il tito- critico sincero e feroce. Non nei pendulo, ancora non costituisce
lo di copertina di uno degli ultimi confronti di ciò che credono gli un segno di grandezza. Ne è, per
numeri (del giugno di quest’anno, altri. Ma di ciò in cui crediamo così dire, il marchio di garanzia.
per la precisione) del mensile noi» (M. Cattaneo, «Il senso criti- Ma il solo marchio, come ben
Mente & cervello. Il quale, assi- co come antidoto ai nostri pregiu- sanno le casalinghe, è ancora ben
cura il claim presente in rete, «ti dizi», editoriale, Mente & cervel- lontano dal fare la qualità di un
accompagna alla scoperta degli lo, n. 138, giugno 2016, p. 3). prodotto.
incredibili misteri dell’intelligen- Ora, un dubbio sorge in noi. Ce
za, della psicologia e della mente lo immaginiamo Michelangelo, Carlo Alessandro Landini
umana. Ogni mese tanti imperdi- quello impersonato da uno splen-
bili approfondimenti per capire dido e volitivo Charlton Heston
nei dettagli il nostro modo di pen- in stato di grazia, quello che
sare». Fondato nel 2003 come prende vita nel film Il tormento e Un numero di Mente & cervello costa €
progetto parallelo alla rivista Le l’estasi, dar prima battaglia al 6,00. L’abbonamento annuo costa € 57,00
Scienze, fino al 2006 ha avuto una suo illustre mecenate, papa Giu- anziché € 72,00 sfruttando l’offerta pro-
periodicità bimestrale diventan- lio II, e poi, preso da rimorso, mozionale in rete. Per abbonarsi conviene
scrivere una mail all’indirizzo di posta
do, successivamente, mensile. Vi tornare nel gregge ut baculus, ut elettronica seguente: abbonamentiscien-
collaborano alcune firme illustri cadaver? Impossibile. La forza ze@somedia.it, oppure chiamare il nume-
come Vittorino Andreoli, Simona del genio sta proprio nella sua ro (a pagamento) 199.78.72.78.

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