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05/11/2017

Continuo elastico
Definizione:
1. In assenza di forze esterne : sforzi e deformazioni nulle
(configurazione/stato naturale o di riferimento);
2. In presenza di forze esterne: cambio di configurazione verso lo stato
attuale che dipende con continuit dalle forze applicate
3. Rimuovendo le forze esterne il mezzo torna spontaneamente nello stato
naturale (stato di equilibrio stabile)
Se la dipendenza dello stato attuale dalle forze applicate lineare il mezzo
detto lineare elastico.
La trasformazione dallo stato naturale allo stato attuale reversibile.
Molti mezzi, ad esempio le rocce terrestri, sono elastici per piccole
deformazioni, ma si deformano irreversibilmente (es. fil di ferro) o si rompono
aumentando lentit delle forze.
I fluidi sono elastici solo rispetto a deformazioni di variazione di volume (non di
forma).

Continuo termo-elastico
La trasformazione reversibile da stato naturale a stato attuale in un
mezzo continuo dipende anche dalle interazioni termiche e non solo da
quelle meccaniche (forze esterne) .
Quindi una configurazione del sistema dipende in generale dalle variabili
termodinamiche (stato termodinamico).
Ad es. scegliendo sforzo e temperatura come variabili
indipendenti, nello stato attuale per deformazione ed entropia si
ha

, , ,

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Relazione costitutiva
Def.:
La relazione che lega lo sforzo allo stato termodinamico durante una
trasformazione reversibile a partire dallo stato naturale, ad es.
,
se si scelgono variabili termodinamiche indipendenti e
Oppure
,
se si scelgono variabili termodinamiche indipendenti e

Energia di deformazione
Definizione:
Se esiste una funzione di stato tale che

= (1)

allora prende il nome di energia di deformazione per unit di massa.
La (1) equivale a

1
= =
=
=

dove rappresenta il lavoro di deformazione svolto per unit di tempo.


Th:
esiste solo per particolari trasformazioni reversibili del continuo e si ha


, per trasformazioni adiabatiche =


=

, per trasformazioni isoterme =

dove lenergia interna per unit di massa e = lenergia libera di Helmholtz per unit di massa.

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Dimostrazione
In una trasformazione reversibile
1
= + , (2)

che esprime un differenziale esatto.


Se si adotta la descrizione td. in termini delle variabili , , da esse risultano dipendere le variabili e e si ha

= , = (3)


Confrontando con la (1)
(1)
=

si vede che = nel caso di trasformazioni reversibili adiabatiche.
In caso di trasformazioni isoterme pi comodo adottare la descrizione td. in termini delle variabili , , da cui risultano dipendere le variabili
e . E allora conveniente usare la funzione di stato energia libera di Helmholtz per u.di massa
(2) 1
= =

Da cui risulta

= ,= (4)


Confrontando con la (1) si vede che = nel caso di trasformazioni reversibili isoterme.

Lenergia di deformazione non definibile per una


trasformazione qualunque.

Ad esempio consideriamo il ciclo in figura:


, isoterme
, adiabatiche
Se fosse definibile unenergia di deformazione per questo
ciclo, dovrebbe essere:
( )+( )+( )+( )=0
visto che partiamo e arriviamo allo stesso stato.

Infatti per lenergia interna, che funzione di stato (per qualunque reversibile), risulta
( )+( )+( )+( )=0 (5)
Ma
= = ( ), = ,
= = ( ), =
Quindi
(5)
( )+( )+( )+( ) = ( ) ( )= ( )( )0

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Energia di deformazione per u. di volume


Definizione:
E consuetudine esprimere la relazione costitutiva in termini di come segue

= (1)


La (1) discende dalla (1), = , se = e se la densit non cambia durante la trasformazione:

0 , dove 0 il valore nello stato naturale, ossia se 0 .


0 giustificato per trasformazioni infinitesime rispetto allo stato di riferimento (nel senso che le variazioni di
sono anchesse infinitesime).

La (1) per arbitraria perch non vi specificato il tipo di trasformazione.


Infatti lo sforzo dipende sia da che da . Possiamo e.g. avere lo stesso :
sia applicando uno stato di sforzo non nullo in condizioni isoterme
sia variando la temperatura rispetto allo stato naturale e mantenendo lo sforzo nullo (ad esempio aumentando
, > 0, si pu avere dilatazione a sforzo nullo).
Nei due casi, a parit di , abbiamo sforzi diversi perch diversa la temperatura nello stato attuale.

Relazione costitutiva per un materiale termoelastico: legge di Duhamel-Neuman

= (5)
dove:
la variazione di temperatura rispetto allo stato naturale,
il tensore delle costante elastiche isoterme,
il tensore dei coefficienti termoelastici,
Se = 0 (trasformazione isoterma rispetto allo stato naturale) allora si ha la legge di Hooke generalizzata
=
In (5) c il segno meno prima di perch nella maggior parte dei casi > 0 e un aumento di temperatura senza
deformazione (e.g. a volume costante) genera sforzi termici compressivi (negativi), necessari per contrastare la
spontanea tendenza del materiale ad espandersi termicamente.

La (5) mostra che se e sono infinitesimi infinitesimo dello stesso ordine.



In base allequazione di continuit = = = = le variazioni di densit sono

anchesse infinitesime e quindi possono essere trascurate quando consideriamo variazioni rispetto allo stato naturale di
quantit proporzionali alla densit: 0 .

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Relazione costitutiva per un materiale termoelastico: legge di Duhamel-Neuman


Ricaviamo ora i coefficienti e riscrivendo gli sforzi nella forma = 0 .

La derivata a costante viene fatta in un intorno dello stato attuale, dove = 0 + con 0 temperatura nello stato naturale.

Per stimare ne facciamo uno sviluppo al secondordine in e considerando lo stato attuale in un intorno dello stato
naturale (trasformazione infinitesima)
1 2 2 1 2
, = 0, 0 + + + 2 + +
0 2 2 2
0 0 0 0

dove le derivate sono valutate nello stato naturale (0 dove = 0, = 0) e i termini evidenziati non dipendono da . Inoltre
1
= = 0 (nello stato naturale gli sforzi sono nulli). Si ha quindi
0 0
0
2 2
= 0 = 0 + 0

0 0

Ovvero confrontando con = si trova


2 2
0 , 0 (6)

0 0

0 2
Esercizio dimostrare che =
2 0

Soluzione
0 2 1 1

2 0

2
=
2
+



=
1 1 1
= + = + = + =
2 2 2

Per definizione infatti =


2
0

0

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Materiale elastico isotropo


Le propriet di un materiale elastico isotropo devono essere invarianti per rotazione.
Lenergia libera di Helmholtz di un mezzo isotropo deve quindi dipendere dallo stato termodinamico , solo attraverso
invarianti (scalari).
La temperatura uno scalare.
Dal tensore di deformazione (rango 2) possiamo costruire uno scalare (rango 0) se contraiamo entrambi gli indici (teorema
di contrazione).
Es:
1 = inf-mo I ordine
1
12 , 2 , 2 = inf-mo II ordine
2

13 , 1 2 , 1 2 , 3 , 3 inf-mo III ordine

1 , 2 , 3 sono indipendenti (1 , 2 , 3 non lo sono)


3 = 1 2 3 = 1 ( 2 3 ) = 1 2 3 , dove li-ma riga (o colonna) della matrice ,
1
S.p.d.: 3 = contrazione su tutti gli indici (scalare)
6

Relazione costitutiva per un materiale termoelastico isotropo

= + 2 (7)
dove:
la variazione di temperatura rispetto allo stato naturale,
e parametri di Lam isotermi ( modulo di rigidit),
coefficiente termoelastico
Abbiamo un numero (3) molto minore di parametri elastici rispetto alla legge di D.N. = .
Il termine in parametrizza gli sforzi termici (che si realizzano se 0 , =0). Si noti che nel caso isotropo = . Si vedr che
legato al coefficiente di dilatazione termica.

I valori dei parametri possono essere determinati sviluppando fino al secondordine, tenendo conto che pu dipendere solo da invarianti
della deformazione:
, = 1 , 2 ,
Considerando un intorno dello stato naturale (0) si ha:
1 2 1 2 2
1 , 2 , = 0, 0, 0 + + + + 2 + 2+ 1
0 1 0 1 2 0 2 2 2 2 1 2 1 1
0 0 0

1 2 1 2 1 2 1
= 0 = 0 + + 21 +
1 0 2 0 2 12 1
0 0

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Relazione costitutiva per un materiale termoelastico isotropo

1 2 1 2 1 2 1
= 0 = 0 + + 2 21 +
1 0 2 0 2 1 1
0 0

1 2
1 e s.p.d. = = 2

2 2
= 0 + 0 2 +0 + 0
1 0 2 0 12 0 1 0


il primo termine offre per = 0 e = 0, ossia nello stato naturale, dove abbiamo assunto che anche = 0 =0e
1 0
quindi confrontando con = + 2 possiamo definire
2 2
, 0 2 , 0 , 0
1 2 0 1
0 0

1 2
Esercizio: dimostrare che = = 2

1
1 = = = = = =

2
2 = = 2 = 2 = 2

Relazione costitutiva inversa

= + 2 (7)
Ricaviamo da questa la deformazione in funzione dello sforzo (relazione costitutiva inversa).
1
= ( + ) ()
2
A secondo membro rimane da esprimere in funzione dello sforzo.
Contraiamo la (7) su
= + 2
= 3
= (3 + 2) 3 = ( + 3)/(3 + 2)
Sostituiamo in (*) e otteniamo
1
= + +3
2 3 + 2

1 1
= + (8)
2 3 + 2 3 + 2

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Modulo di Young e di Poisson isotermi


Consideriamo in condizioni isoterme ( = 0) uno stato di sforzo uniassiale
11 0 0
= 11 1 1 = 0 0 0
0 0 0
= 11 ()
ovvero 1 solo sforzo principale (relativo e.g. allasse 1) diverso da zero.
Il modulo di Young e il modulo di Poisson sono definiti da
11 22
,
11 11
rapporto fra trazione e variazione relativa di distanza lungo lasse 1 (longitudinale alla trazione)
rapporto fra variazione relativa di distanza lungo lasse 2 (trasversale) e variazione relativa di distanza longitudinale cambiato di segno
(in natura se estendiamo un corpo lungo una direzione, esso si contrae lungo direzioni perpendicolari a quella).
Dalla relazione costitutiva inversa in condizioni isoterme
1 +
11 =
3 + 2 11
1 () 1
= =
2 3 + 2 2 3 + 2 11 1
22 = 33 =
2 3 + 2 11
si ha quindi
3 + 2 1
= , =
+ 2 +

Incompressibilit isoterma
Consideriamo in condizioni isoterme ( = 0) uno stato di sforzo di compressione isotropa
0 0
= = 0 0
0 0
= 3 ()

e la corrispondente diminuzione relativa di volume = da esso generata.
V
1
Possiamo ricavare lincompressibilit isoterma come il rapporto tra e infatti
3


= = ()


Dove nellultimo passaggio si usato e = (poich = 0 nello stato naturale)
1
Dalla relazione costitutiva inversa in condizioni isoterme = si ha
2 3+2
1 3 + 2
= = =
3 + 2 3 3
Quindi confrontando con (**) si ha
2
= + (9)
3

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= 1/2, =
Mezzo incompressibile

Esistono relazioni analoghe tra i parametri elastici in condizioni adiabatiche

Legame tra , e il coefficiente di espansione termica


1

Consideriamo unespansione termica non vincolata ( = 0) corrispondente alla condizione = . (trasformazione inf.ma rispetto allo
stato naturale) causata da una variazione di temperatura . Dalla definizione si ha
1
= ()
V
1 1 1
Dalla relazione costitutiva inversa = + si ha =
2 3+2 3+2 3+2

3
= =
V 3 + 2
Inserendo in (*) si ha

=

Ovvero
= (10)
Possiamo riscrivere la relazione inversa in termini di E, e (tenuto conto anche di (10)) come segue

1+ 1
= + (11)
3

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Relazione costitutiva inversa in termini di E, ,


Tenuto conto della (10) e dei legami tra costanti elastiche si ha
2
= + 3 = 3 + 2
3
1 1+ 1
= =
2 3 + 2 2
La relazione costitutiva inversa (8) pu essere riscritta
1 1 1 1+
= + = +
2 2 3 + 2 3 + 2 3
e, tenuto conto che = , in termini di , e come segue

1+ 1
= + (11)
3

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Moduli elastici adiabatici


Le onde elastiche che si propagano allinterno della Terra, per esempio quelle generate da terremoti, generano deformazioni variabili
nel tempo e nello spazio
~s, ~10 km
Su queste scale di tempo il calore per conduzione diffonde per una distanza ~1 mm ( 106 m2 s1 diffusivit termica).
Durante la propagazione delle onde elastiche possiamo quindi considerare condizioni adiabatiche
S.p.d. che per trasf. inf.me la variazione di temperatura rispetto allo stato naturale in condizioni adiabatiche data da

= 0
(12) Formula di Kelvin

dove il calore specifico a volume costante e 0 la temperatura nello stato naturale.
Sostituendo nella relazione costitutiva di D.N.
0
= = + =

0
dove + moduli elastici adiabatici

0 0
Nel caso isotropo = , dalla (12) si ha = = quindi


= 0 (12) Formula di Kelvin (caso isotropo)

regioni in compressione subiscono un aumento di temperatura e regioni in estensione una diminuzione.

Moduli elastici adiabatici mezzo isotropo


La relazione costitutiva per un mezzo elastico isotropo pu essere scritta
+ 2 in condizioni isoterme ()
=
+ 2 , in condizioni adiabatiche ()
2
dove + 0 e si vede che il modulo di rigidit non cambia.

Infatti considerando la relazione costitutiva per i mezzi elastici isotropi


= + 2 , (***)
= 0 si ottiene la relazione (*).

Sostituendo invece = 0 in (***), si ottiene

2
= + 0 + 2

2
che coincide con la (**) se = + 0 .

Possiamo immaginare che in condizioni adiabatiche si abbia una maggiore incompressibilit perch durante la compressione si
genera un aumento di temperatura che tende a contrastare la compressione stessa.
2 2 2 2
Si definisce e s.p.d. = + = + 0 + = +0
3 3

(ragionando come nel caso isotermo a partire da uno stato di sforzo isotropo compressivo, = , e usando la (**))
3

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Moduli elastici adiabatici mezzo isotropo


2 2
= + 0 = + 0

2
= 1 + 0 > (s.p.d. , > 0)

dove abbiamo usato = .


Esempi:

Solido (granito, roccia crostale profondit 10 km): 0 =400 K, =10 3 J kg1 K1, =2.4 105K1, =2650 kg/m3, =3 1010 Pa

0.2%

Gas (perfetto biatomico):
1
s.p.d. = , = , = , =1.4


= 1 = 40%

Moduli elastici adiabatici mezzo isotropo


La differenza tra gas e solido dovuta al molto maggiore incremento di temperatura nel caso del gas a parit di sovrapressione
Infatti

= 0 = 0 (*)


assumendo = (sforzo isotropo compressivo).

Solido (granito, roccia crostale profondit 10 km): 0 =400 K, =10 3 J kg1 K1, =2.4 105K1, =2650 kg/m3, =3 1010 Pa
= 3 MP, =104

(*) = 0 0.01 K

Gas (perfetto biatomico):


1
= , = = 3 MPa, = , =1.4, =718 J kg1 K1, = 1.29 kg/m3 (a PTN)
0
1
(*) = = 2300 K

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Formula di Kelvin
Dimostriamo ora la formula di Kelvin ovvero che durante una trasformazione adiabatica reversibile inf.ma di un mezzo termoelastico
la variazione di temperatura rispetto allo stato naturale data da
1
= 0 (*)

dove il calore specifico a volume costante e 0 la temperatura nello stato naturale.
Per il calore assorbito per unit di volume dal mezzo, utilizzando una descrizione in termini di , , si ha = ,
2 2
= + = dove si usato =


2

2 2
se = 0 (generalizzazione = . ) = = 2 =
2
2
Inoltre, ricordando che , si ha

0

= + = 0 in condizioni adiabatiche

1 1
= 0 e integrando rispetto a t dallo stato 0 allattuale

1
si ottiene = 0 + cost.

ma la costante nulla perch = 0 se = 0 (stato naturale). c.v.d.

I legge della termodinamica:


Stato di equilibrio termodinamico = + ( + ) (o)
Stato A : , , , , equilibrio
Stato vicino B : + , + , + , + , +
Se un sistema si porta spontaneamente da uno stato B (non di equilibrio) a uno stato vicino A di equilibrio con la stessa energia interna la
differenza di entropia deve essere negativa:
< 0 (*)
ovvero = max ( = , = . ) nello stato di equilibrio termodinamico.
(o)
Ad esempio se = 0 e = 0 allora = 0 e quindi = 0 e = . Ma siccome B va spontaneamente in A, = >
pareti rigide
0 (*)
Condizione necessaria e sufficiente perch uno stato A sia di equilibrio termodinamico rispetto a stati vicini , caratterizzati dalla stessa
entropia, che sia positiva la variazione dellenergia interna:
> 0 (**)
Ovvero = min ( = ) nello stato di equilibrio A.
Th: (*) e (**) sono equivalenti.
< 0 > 0: infatti possiamo fornire calore al sistema e portarci da B a uno stato C con la stessa energia interna di A ma con entropia
maggiore. In C negato (*).
(**) (*)
> 0 < 0: infatti possiamo sottrarre calore al sistema e portarci da B a uno stato C con la stessa entropia di A ma con energia
interna minore. In C negato (**)
(*) (**)

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Teorema di unicit delle soluzioni dellelastostatica (di Kirchoff)


Lo stato naturale di un continuo elastico stato di equilibrio termodinamico stabile.
Consideriamo una trasf. reversibile adiabatica attorno allo stato di equilibrio td.
= 0
dove = vale solo se rimaniamo nello stato naturale.
S.p.d. che per ogni trasformazione isoterma reversibile attorno allo stato naturale si ha
= 0.
dove = vale solo se rimaniamo nello stato naturale.
Quindi lenergia di deformazione o = definita positiva per trasformazioni isoterme o adiabatiche intorno allo stato naturale.

Th: sia un volume chiuso di continuo = , = e si consideri il problema



() + () = 0, equazione dellelastostatica (equilibrio), forze di volume

= = (), c.c. sulla trazione ( funzioni assegnate)


= (), c.c. sullo spostamento ( funzioni assegnate)

se definita positiva tale che = e per piccoli valori di

la soluzione del problema , , , unica.


Se = allora lo spostamento determinato a meno di un moto di corpo rigido e lequilibrio si ha solo se sono nulli risultante e momento
risultante delle forze applicate.

Teorema di unicit delle soluzioni dellelastostatica (di Kirchoff)


Dimostrazione.
Supponiamo per assurdo che esistano due soluzioni 1 () e 2
1 2
e corrispondenti , nonch
1 1 2 2
= , = (*)

1 2
detto 1 2 , si ha =
1 2
1
e = 2
(**)

le espressioni (*) possono essere sostituite nelle equazioni del problema ottenendo
1 1
+ = 0, ; = (), ; 1 = (),

2 2
+ = 0, ; = (), ; 2 = (),

sottraendo membro a membro le corrispondenti relazioni e tenendo conto di (**) si ottiene il seguente problema per


= 0, ; ()


= 0,

= 0,

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Teorema di unicit delle soluzioni dellelastostatica (di Kirchoff)



= 0, ()

= 0,
(b)
= 0,

= 0 ()


ma
Gauss

= = 1 (d)

()

infatti 1 = + = 0.

() ()

Si ha quindi = = 0


Ma se forma quadratica di allora =2 . Si ha quindi = 0 che, poich definita positiva, implica

= 0,
1 2 1 2
A sua volta questo implica = 0 = e quindi = 0 = , il che significa che 1 differisce da 2 al pi per una
rototraslazione (moto di corpo rigido). Se per sono assegnati gli spostamenti su non pu che esserci una sola soluzione.
c.v.d.

Teorema di unicit delle soluzioni dellelastostatica (di Kirchoff)


Nel caso elastico per trasformazioni isoterme o adiabatiche, lenergia di deformazione la funzione quadratica definita
positiva
1
=
2
dove sono i coefficienti elastici (isotermi o adiabatici). Infatti
1 1 1
= = + = + = +
2 2 2
1
= + =
2
come da relazione costitutiva.

Inoltre si vede che = = 2 , relazione usata alla fine della dimostrazione del th. di Kirchoff.

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Teorema di unicit delle soluzioni dellelastodinamica (di Neumann)


Th: sia un volume chiuso di continuo, = , = e si consideri il problema
2
= (, ) + (, ), , > 0 equazione dellelastodinamica, forze di volume
2

, = = (, ), , > 0 c.c. sulla trazione ( funzioni assegnate)


, = , , , > 0 c.c. sullo spostamento ( funzioni assegnate)

(, ) = (), , = 0 (, ) = (), , = 0 condizioni iniziali ( , funzioni assegnate)


se funzione quadratica definita positiva tale che = la soluzione del problema , , , , , , , > 0

unica.

Nota:
2
A primo membro dellequazione del moto dovrebbe comparire al posto di , ma si sono trascurati i termini avvettivi perch per piccole
2
deformazioni risultano di ordine superiore al primo.
2


2
Infatti

= + (a) e = = + (b) dove termine del I ordine nel gradiente di spostamento


(a) trascurando il termine ,

2
(b) trascurando il termine
2

Vincoli termodinamici sui parametri elastici isotropi


Consideriamo un mezzo elastico isotropo = + 2


= = = + 2 = 1 d1 + 2

Integriamo lungo la trasformazione dallo stato naturale allo stato attuale

0 = 01 1 d1 + 0 2 = 12 + (1 , 2 ; , ) = 12 + 2 (*)
2 2
Siccome 12 , 2 0 condizione sufficiente perch 0 che > 0, > 0.
Per avere la condizione necessaria si deve riesprimere in termini degli invarianti indipendenti 1 e 2 .
1 1 1 1 1 2 1 1 1 1 1 1
2 = = ( 1 ) ( 1 )= (2 1 + 12 ) = 2 12 + 12 = 2 12
2 2 3 3 2 3 9 2 3 6 2 6

1
2 = 22 + 12
3
1
Sostituendo in (*) si ottiene = + 12 +22 = 12 +22 = (1 , 2 ; , )
2 3 2
0
Quindi poich anche 2 0 0
0

= 0 0 0
3 1 2 1
1 2 0
1
= 0 1+ 0 2
1+

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Relazioni di compatibilit degli sforzi di Beltrami Michell


Consideriamo il seguente problema per un mezzo elastico isotropo

+ = 0, ()

= = ,
la soluzione al problema si pu trovare direttamente (senza passare per lo spostamento) in termini di sforzo, determinando , .
Per essere sicuri che lo sforzo trovato sia compatibile con uno spostamento a un sol valore necessario imporre che dalla soluzione derivi
un tensore che soddisfi le relazioni di Saint Venant
2 2 2 2
+ = +

Le relazioni di Beltrami Mitchell sono vincoli sulla soluzione del problema che garantiscono che ci sia vero.
Contraendo (moltiplicando) membro a membro per si ottiene:
2 2 2
a primo membro + =2 ,

2 2 2
a secondo membro + =2

2 2
=

1+ 1+ 12
Esprimendo tramite la relazione costitutiva inversa = = 3 = si ha

1 2 2 1 + 2 2 2 2
= 1 = 1+ = (1 + )

Relazioni di compatibilit degli sforzi di Beltrami Michell


ovvero 1 2 = 1 + (12)
dove
2 2 2 2
Considerando invece = in + = + si ha

2 2 2 2 2 2 2
+ = + 2 = +

1+ 12
Esprimendo = , = (tramite la relazione costitutiva inversa) si ha

2 2 2 2 2
1+ 2 2 = 1 + + 1 + (1 2)

=

2 2 2 2 2
1 + 2 2 = 1 + + 1+ (1 2)
2
unendo i termini in

2 2 2
1 + 2 2 = 1 + + 1+


e sostituendo = dallequazione di equilibrio

2
1 + 2 2 = 1 + 1+ .

Infine usando la (12) a primo m.
1 2
2 + + + + =0
1 1 +

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Relazioni di compatibilit degli sforzi di Beltrami Michell


1 2
2 + + + + = 0,
1 1 +
sono 9 equazioni di cui 6 indipendenti:
1 1 2
2 11 + +2 + = 0,
1 1 1+ 12
2 1 2
2 22 + +2 + = 0,
1 2 1+ 22
3 1 2
2 33 + +2 + = 0,
1 3 1+ 32
1 2 1 2
2 12 + + + = 0,
2 1 1+ 1 2
1 3 1 2
2 13 + + + = 0,
3 1 1+ 1 3
2 3 1 2
2 23 + + + = 0.
3 2 1+ 2 3

Date le forze di volume , le relazioni rappresentano vincoli cui la soluzione , deve soddisfare per essere compatibile con uno
spostamento a un sol valore.

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