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Venti euro a foto o incontri in autoCos a 15 anni mi

vendevo in chat
www.corriere.it /cronache/17_settembre_23/venti-euro-foto-o-incontri-auto-prostituzione-minorile-chat-
946632a0-9fc7-11e7-b69e-b086f39fca24.shtml

di Fabio Postiglione

Ho iniziato a 15 anni, volevo racimolare soldi. Non per gioco, nessuna di noi pensa che
sia un gioco. Poi, quando ho capito che i soldi erano tanti, non sono riuscita pi a
fermarmi. Adesso cerco casa a Milano, ho passato i test di ammissione alluniversit:
cambio aria e spero anche vita. A maggio ha compiuto diciotto anni e per tre ha venduto
il suo corpo ai coetanei, agli amici degli amici pi grandi di lei, a persone conosciute in
discoteca e a uomini che la adescavano sulle chat con moglie e figlie a casa della sua
stessa et. una delle tante giovani della Napoli bene dei quartieri Chiaia, Vomero e
Posillipo finite nella rete del sesso virtuale e, purtroppo, non solo.

Un fascicolo in Procura

Un fenomeno raccontato ieri in esclusiva dal Corriere del Mezzogiorno (dopo larticolo
la Procura ha aperto un fascicolo): minorenni convinte a scambiare foto, video e a
prostituirsi con uomini adulti in cambio di una ricarica per il cellulare o di buoni-acquisti
validi sui siti di shopping on line. E sono decine, centinaia. bastato creare un profilo
falso, fingersi una ragazzina spaesata di 16 anni, con una foto profilo presa dal web,
innocua, di spalle, e verificare direttamente cosa si nasconde dietro le applicazioni di
conversazioni on line che migliaia di ragazzi usano per parlare tra loro al cellulare, senza
scambiarsi numeri di telefono o dati personali. Serve solo una mail.

Un viso angelico

Lei, che chiameremo Silvia, ha iniziato a prostituirsi proprio cos, riuscendo a comprarsi di
tutto: scarpe, borse, capi dabbigliamento firmati. Ora ha deciso di raccontare la sua
storia, che mai aveva confidato neanche alle sue migliori amiche. Ha un viso angelico,
occhi castani, i capelli corti, biondi e rasati di lato. Le mani curate ma senza smalto, il
rossetto rosso alle labbra. Fissa il vuoto mentre fuma nervosamente una sigaretta
tenendola con il pollice e lindice della mano sinistra, mentre con la destra stringe il
telefono cellulare che vibra ad ogni notifica ricevuta. Indossa sandali perch odia i
tacchi e non beve alcolici solo un po di vino, dice. Ma a volte usa droghe: mi faccio
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di hashish. Cocaina? Mai, devo essere sempre lucida, quelli fanno paura. Quelli chi?
Terrorizzata, si blocca. Non mettere il mio nome, nessuno deve saperlo anche se il
portiere del palazzo dove abito lo ha detto a mio padre. C troppo movimento a casa mia
il pomeriggio. Fino a maggio ero minorenne, troppo piccola per andare in albergo e quindi
qualcuno veniva a casa a fare sesso con me. Quelli chi? Quelli che mi pagano.

Sistema rodato

Vive in una via chic della citt di Napoli, al quarto piano vista mare. Suo padre e sua
madre sono due professionisti ma separati. Ha frequentato fino a giugno un liceo
classico nella zona collinare del Vomero, poco distante da casa, ma a scuola si faceva
sempre accompagnare da qualcuno dei suoi amici che facevano a gara. Poi sorride:
Credi che solo io faccia queste cose? Non immagini neanche, nessuno lo immagina, ma
sono centinaia le ragazze di Napoli che vendono le loro foto sul web. Il sistema, ormai
rodato, semplice, come abbiamo verificato di persona con un profilo fake.

Loro sapevano

Ci sono decine di applicazioni da scaricare sul cellulare, tutte gratuite. Adesso addirittura
si fa con le consolle dei videogiochi, quelle che si collegano on line e hanno la webcam.
Basta un clic, un nome di fantasia, una foto di un paio di gambe, piedi, spalle nude e nel
giro di pochi minuti sei subissata di messaggi spiega . Poi inizia la trattativa. Dieci
euro per una foto vestita, venti per una nuda, trenta per una videochiamata. E i soldi?
Buoni regalo per spese on line, di qualunque genere. Scelgo io e la verifica immediata.
Lui mi manda il codice e io lo inserisco sui miei profili. Ma il passaggio dal sesso virtuale
a quello reale non cos immediato e scontato. Devi deciderlo tu e fidarti. Dice di aver
avuto le prime esperienze con i compagni di classe e con i loro amici. A casa, cinquanta
euro. Solo con persone che conoscevo. Per tre volte ho incontrato uomini conosciuti in
chat, in auto. Chiesi 200 euro credendo che mi dicessero di no e invece si presentarono.
Ero minorenne e loro lo sapevano.

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