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LIBANO

Lattuale L. fu dallantichit poco accessibile al controllo delle autorit politiche della zona. Dopo la
conquista araba, fu parzialmente islamizzato, pur rimanendo sede dimportanti comunit cristiane; il suo
relativo isolamento ne fece altres un valido rifugio per minoranze etniche e religiose dal Vicino Oriente.

Lautonomia dei potentati locali si protrasse anche dopo la conquista turca (1516-17) e la situazione
rimase relativamente stabile fino agli inizi dellOttocento, quando la penetrazione europea, le
trasformazioni economiche e sociali e la decadenza dellImpero ottomano rimisero in discussione
lassetto della regione e i rapporti fra le comunit religiose. I conflitti tra maroniti e drusi fornirono
alla Francia loccasione per un primo intervento militare (1860), che port alla creazione (1861-64)
di una provincia autonoma nellarea compresa tra la costa mediterranea e la catena del L., retta da
un governatore cattolico e da un consiglio di rappresentanti delle diverse comunit religiose. Dopo
lassunzione del controllo su Siria e L. da parte di Parigi, nacque uno Stato libanese nettamente pi
ampio della precedente provincia autonoma a spese della Siria, con territori abitati prevalentemente
da musulmani, rendendone pi complessa la composizione religiosa e pi problematica la
definizione dellassetto politico.

Iil nuovo Stato si fond da un lato sulla loro egemonia economica e politica, dallaltro sul tentativo
di dar vita, a partire dal 1926, a una complessa struttura istituzionale che garantisse, in qualche
modo, tutte le comunit religiose. Essa trov espressione compiuta, alla vigilia dellindipendenza
del paese nel cosiddetto Patto nazionale del 1943, in base al quale sia i seggi parlamentari sia gli
incarichi di governo, dovevano essere ripartiti tra i diversi gruppi confessionali secondo quote fisse.
Le quote furono stabilite tenendo conto di un censimento del 1932, secondo cui i cristiani
costituivano la maggioranza della popolazione libanese (50%). Tali cifre, se ne sarebbero sempre
pi discostate soprattutto a causa dei tassi di natalit registrati dalla popolazione musulmana rispetto
a quella cristiana; la condizione di vantaggio per questultima, in particolare per i maroniti,
assicurata dal Patto nazionale, era destinata quindi a divenire sempre meno accettabile per i
musulmani; i cristiani rifiutarono comunque di rimetterla in discussione. Ai problemi istituzionali si
aggiungevano quelli derivanti dalle condizioni dinferiorit sociale della maggior parte della
popolazione musulmana e dalle differenze di schieramento politico che si sovrapponevano alle
divisioni religiose.

I contrasti interni alla societ libanese si manifestarono con vigore gi negli anni 50. Nel 1952 il
primo

politica filoccidentale del successore diede luogo a un aspro conflitto con lopposizione filo-
nasseriana e panaraba, sfociato in una situazione insurrezionale: lordine fu ripristinato con
lintervento (1958) di forze militari statunitensi e la crisi fu risolta grazie alla politica di
riconciliazione nazionale condotta dal nuovo presidente Fud Shihb.

Dalla fine degli anni 60 lesplosione del problema palestinese acu i tradizionali contrasti.

Dopo la guerra dei Sei giorni (giugno 1967), una nuova ondata di profughi si aggiunse ai rifugiati
del 1948, esponeva il paese alle rappresaglie israeliane; tali problemi si aggravarono dopo la crisi
giordana del 1970-71, che trasform il L. nella principale base operativa della guerriglia palestinese.
I militanti dellOLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina) si scontrarono
ripetutamente dapprima con lesercito libanese, poi soprattutto con le forze paramilitari della destra
cristiana (in primo luogo la Falange di Pierre Gemayyel), mentre lesercito regolare si sfaldava e il
conflitto tendeva a estendersi allintera societ; quando le sinistre (come il blocco progressista del
druso Kaml Giunblt, favorevole a un cambiamento dellassetto sociopolitico del L. e vicino
allOLP) e le forze musulmane dal 1975 cominciarono a scontrarsi con le milizie di destra, la crisi
degener in guerra civile.

3. Gli interventi siriano e israeliano

Lintervento militare siriano dopo mesi di combattimenti e migliaia di vittime, anche civili, non
pose termine al conflitto; nel 1976 le truppe siriane in L. (circa 30.000 uomini) furono riconosciute
dalla Lega araba come Forza Araba di Dissuasione (FAD): Damasco otteneva cos la legittimazione
formale per un prolungato intervento nel paese. Il conflitto esploso nel 1975 forn nel 1978
loccasione per intervenire nel L. anche a Israele, che mirava in primo luogo a creare una fascia di
sicurezza a N dei propri confini per impedire gli attacchi palestinesi. Sullestremit meridionale del
L. fu imposto un controllo indiretto esercitato tramite le milizie cristiane del maggiore Saad
addd sostenuto da Tel Aviv, che nel 1979 proclam lindipendenza della fascia di sicurezza dal
governo di Beirut; contemporaneamente si apriva una nuova fase della guerra civile con la FAD
impiegata contro le milizie cristiane. Le incursioni israeliane a nulla valse linvio, dal 1978, di una
forza di interposizione ONU culminarono nel giugno 1982 con linvasione di tutto il L.
meridionale fino a Beirut (mentre la Siria manteneva il controllo del Nord e della valle della
Beqaa). Per leccidio di civili perpetrato a settembre dalle milizie cristiane nei campi profughi di
Sabra e Chatila, aree direttamente controllate da Israele, lallora ministro della difesa A. Sharon fu
costretto alle dimissioni. Loccupazione militare nel Sud del L. si protrasse fino al 1985, ma forze
israeliane rimasero nella fascia di sicurezza fino al 2000. In questarea, le vicende legate alla guerra
civile e alloccupazione israeliana favorirono la crescita del radicalismo sciita e la nascita della
milizia dellHezbollah (Partito di Dio).

4. Linasprimento degli scontri

Linvasione favor lavvento a Beirut di un governo a direzione falangista; nel 1982 fu eletto alla
presidenza della Repubblica Bashir Gemayyel, figlio di Pierre, e, dopo la sua morte in un attentato,
il fratello Amin, che nel 1983 firm un trattato di pace con Israele. Dopo il ritiro della Forza
multinazionale di pace (1984), Gemayyel dovette scendere a patti con la Siria e abrogare il trattato
con Israele. Successivi negoziati con le opposizioni portarono infine alla formazione di un governo
di riconciliazione nazionale ma non posero termine alla guerra civile. Mentre le trattative restavano
bloccate sul tema delle riforme istituzionali, rifiutate dalla destra cristiana, contrasti e scontri armati
si sviluppavano anche tra fazioni di ciascuno dei due campi contrapposti; il gruppo sciita Amal,
appoggiato dai Siriani, allo scopo di impedire la ricostituzione di una presenza organizzata
dellOLP a Beirut e nel L. meridionale, con le conseguenti rappresaglie di Tel Aviv, sferrava
violenti attacchi contro i campi profughi palestinesi.

Il ritiro israeliano dal L. fu seguito da una crescita progressiva dellinfluenza siriana e a partire dal
1986 Damasco assunse un ruolo sempre pi rilevante di fronte alla crisi e alla disarticolazione della
societ libanese.

Nel giugno 1987, il primo ministro Rashd Karm, leader della comunit sunnita, cadde vittima di
un attentato e fu sostituito ad interim da Salm al-u; nel 1988, alla scadenza del suo mandato,
Gemayyel nomin un governo militare provvisorio che avrebbe dovuto guidare il paese fino
allelezione del nuovo capo dello Stato: si ebbero cos due governi, quello civile (presieduto da al-
u), e quello militare (guidato da Michel Awn [Aoun]), che diede vita di fatto a unenclave
secessionista cristiana in una parte di Beirut e nei suoi dintorni, con ulteriore recrudescenza della
guerra civile.
5. Fine della guerra civile e crescita di Hezbollah

Nel 1989 laccordo raggiunto a at-Taif (Arabia Saudita) tra le fazioni in lotta sul progressivo ritiro
della Siria e sulla modifica del sistema delle quote confessionali ottenne crescenti consensi e port
al progressivo isolamento del governo militare. Nel 1989 le forze di Damasco e quelle fedeli al
governo civile riconquistarono lenclave secessionista e infine, nel 1991, la ricostruzione
dellesercito regolare e la smobilitazione delle milizie (ma nellestremo Sud rimaneva attiva la
guerriglia antisraeliana di Hezbollah e delle forze palestinesi) posero termine, dopo sedici anni, alla
guerra civile (costata oltre 100.000 morti).

Lassetto politico libanese raggiunse una graduale stabilizzazione basata sullaccettazione


dellegemonia siriana. I contrasti fra le comunit religiose rimasero vivi, nonostante i cauti
progressi compiuti dal processo di normalizzazione, ed elemento di tensione continu a essere
loccupazione israeliana della fascia di sicurezza nel Sud del paese.

Il governo formato nel 1992 dalluomo daffari Rafq al-arr, allindomani delle prime elezioni
tenute dal 1972, in cui Hezbollah ottenne un ampio consenso, avvi la ricostruzione del paese.
Loccupazione israeliana della fascia di sicurezza, oltre ad alimentare lendemico conflitto con la
guerriglia palestinese e Hezbollah (accompagnato dalle incursioni delle forze di Tel Aviv nel L.
meridionale), rappresentava lostacolo principale nelle trattative fra L. e Israele, nel quadro dei
negoziati arabo-israeliani avviati nel 1991 e, nel 1996, la sospensione del processo di pace in Medio
Oriente allontanava la soluzione del problema dei profughi palestinesi insediati nel paese.

Nel 2000, in seguito al ritiro di Israele dalla fascia di sicurezza, il L. riprendeva il controllo del Sud
del paese. Importanti elezioni legislative fecero registrare la vittoria schiacciante a Beirut di al-
arr, acerrimo nemico del presidente mile Lahoud (filosiriano, eletto nel 1998) e appoggiato dal
leader druso Walid Giunblt, promotore di una spregiudicata alleanza con le destre cristiane.

Nel 2004 il rinnovo del mandato presidenziale di Lahoud per altri tre anni, con emendamento della
Costituzione, fece precipitare le tensioni politiche, sfociate nelle dimissioni di al-arr, sostituito
da Omar Karm, il cui governo favorevole a Damasco e sostenuto da Hezbollah cadde a seguito
delle imponenti manifestazioni popolari scatenate dallassassinio di al- arr (2005). Dopo che la
Siria si infine ritirata dal L., le elezioni del 2005 hanno portato alla formazione di un governo
presieduto da F. Siniora, collaboratore di arr. Dimostratasi impraticabile ogni ipotesi di disarmo
delle milizie sciite, dopo il nuovo conflitto con Israele scatenato nel 2006 dallattivit militare
antisraeliana di Hezbollah, radicata ormai tra la popolazione e artefice di un vero e proprio Stato
parallelo, a Beirut la vita politica rimasta segnata da divisioni insanabili ed episodi sanguinosi;
solo nel maggio 2008, 18 mesi dopo la scadenza del mandato di Lahoud, il Parlamento riuscito a
eleggere il nuovo presidente, lex capo dellesercito Michel Suleiman. Le elezioni del 2009 hanno
visto la vittoria della coalizione filoccidentale guidata da Saad arr, che ha costituito un governo
di unit nazionale; gli subentrato nel genn. 2011 il miliardario sunnita N. Mikati, la cui nomina,
decisa da Suleiman e appoggiata dalle forze di Hezbollah, ha suscitato forti proteste da parte
dei sostenitori del premier uscente. Nel giugno 2011 le violente sollevazioni popolari esplose in
Siria contro B. Assad si sono estese nel paese, provocando sanguinosi scontri tra le opposte fazioni
dei sunniti e degli alawiti fedeli al presidente siriano, e costringendo l'ex premier arr - secondo i
servizi segreti statunitensi e sauditi fatto oggetto di minacce da parte di agenti siriani e iraniani - a
rifugiarsi in Francia.

Nel marzo 2013, mentre la guerra civile esplosa in Siria ha continuato ad avere pesanti ripercussioni
nel Paese minando gli equilibri geopolitici dell'area, il primo ministro Mikati ha rassegnato le
dimissioni in ragione dell'impossibilit di giungere a un accordo in seno al governo in vista delle
elezioni politiche previste per il mese di giugno, e gli subentrato come premier designato T.
Salam; il nuovo esecutivo di unit nazionale stato formato solo nel febbraio dell'anno successivo:
in esso sono rappresentati sia la coalizione guidata dal movimento sciita Hezbollah, sia il gruppo
guidato dalla corrente sunnita di Futuro.

letteratura

Il contributo degli scrittori e poeti libanesi alla formazione di una letteratura araba moderna
notevole, nonostante molti di essi abbiano operato lontano dal Libano. Lemigrazione infatti il
tema ricorrente, che riflette lesperienza personale di letterati e poeti emigrati in Egitto e in
America. Rappresentativi del filone egiziano sono G. Zaydn, prolifico scrittore di romanzi storici,
e K. Murn. Tra i maggiori esponenti della scuola letteraria formatasi in America, che prese
appunto il nome di mahgiar dellemigrazione, spiccano A. ar-Rn, M. Nuayma e soprattutto
K. Giubrn; essi nel 1920 fondarono a New York il circolo letterario ar-Rbia al-Qalamiyya. Alla
fine del 19 sec. apparvero a Beirut i primi periodici e riviste letterarie e nel 1939 venne pubblicato
il primo romanzo libanese ar-Raghf (La pagnotta) di T.Y. Awwd, autore di varie raccolte di
racconti, tra cui Qam a-f (La camicia di lana, 1937), e, pi tardi, del romanzo awn
Bayrt (I mulini di Beirut, 1972). Nel 1953 S. Idrs, autore del romanzo al-ayy al-ltn (Il
quartiere latino), fond la rivista letteraria al-db. Tra gli altri ricordiamo le scrittrici A. Nar
Allh con Tilka adh-dhikrayt (Quei ricordi, 1980), e . ash-Shaykh con la raccolta di racconti
Ward a-ar (La rosa del deserto, 1982) e il romanzo Musk agh-Ghazal (1989; trad. it. Donne
nel deserto, 1994), e ancora, lo scrittore I. Khur. Per la poesia spicca Adonis, siriano naturalizzato
libanese, fondatore della rivista letteraria Mawqif (1969). Tra gli autori libanesi di lingua francese
si ricorda lo scrittore e giornalista A. Maalouf con varie opere, tra le quali i romanzi Le rocher de
Tanios (1993) e Le priple de Baldassare (2000), e i saggi Les croisades vues par les Arabes (1983)
e Origines (2004).