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ROBERT A.

HEINLEIN

Straniero In Terra Straniera

(Edizione Integrale)
Titolo originale: Stranger in a Strange Land
1961 by Robert A. Heinlein; renewed in 1989 by Virginia
1991 by Virginia Heinlein
Traduzione di Marco Pinna
su licenza della casa editrice Arnoldo Mondadori s.p.a.
2005 by Fanucci Editore
via delle Fornaci 66, 00165 Roma
tel. 06.39366384 fax 06.6382998
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Propriet letteraria e artistica riservata
Stampato in Italia Printed in Italy
Tutti i diritti riservati
Progetto grafico: Grafica Effe
ROBERT A. HEINLEIN
Straniero in terra straniera
Indice

Prefazione
di Virginia Heinlein
Parte prima
Le sue impure origini
Parte seconda
La sua assurda eredit
Parte terza
La sua eccentrica educazione
Parte quarta
La sua scandalosa carriera
Parte quinta
Il suo felice destino
Prefazione

Se vi sembra che questo libro sia pi voluminoso e contenga pi parole


di quante ne avete trovate nella prima edizione di Straniero in terra stranie-
ra, la vostra impressione corretta. Questa che avete in mano infatti l'edi-
zione integrale, come la concep e la scrisse originariamente Robert Hein-
lein.
L'edizione precedente (in inglese) conteneva poco pi di 160.000 parole,
mentre questa va oltre le 220.000. La copia manoscritta originale di Robert
conteneva dalle 200 alle 300 parole per pagina, a seconda della quantit di
dialogo in esse contenuto. Considerando quindi una media di 275 parole a
pagina per 800 pagine, otteniamo un totale di 220.000 o poco pi.
Quando venne pubblicato per la prima volta, nel 1961, questo romanzo
era talmente diverso rispetto a ci che poteva essere proposto al grande pub-
blico, o anche solo ai lettori di fantascienza, che gli editori trovarono neces-
sario effettuare dei tagli di alcuni brani che avrebbero potuto risultare offen-
sivi per i gusti e la morale dell'epoca.
Il numero di Astounding Science Fiction del novembre del 1948 contene-
va una lettera al direttore nella quale si suggerivano alcuni titoli di racconti
per il numero dell'anno successivo. Fra questi titoli, ve ne era anche uno per
Robert Heinlein: Gulf.
In seguito a una lunga conversazione fra quel direttore, John W. Camp-
bell Jr, e lo stesso Robert, venne deciso che vi era tutto il tempo necessario
per scrivere i racconti proposti dall'ammiratore che aveva scritto la lettera e
per farli uscire nel numero del novembre del 1949. Robert promise infatti di
consegnare, entro quella data, un racconto breve che si adattasse a quel tito-
lo. Anche la maggior parte degli altri autori decisero di stare al gioco, e alla
fine quel numero di Astounding Science Fiction venne conosciuto come il
numero del Viaggio nel tempo.
Il problema di Robert, quindi, consisteva esclusivamente nel trovare un
racconto coerente con il titolo che gli era stato assegnato.
Cos tenemmo una seduta di brainstorming per decidere che cosa doves-
se fare. Fra le mille assurde idee che ci vennero alla mente, io in particolare
gli suggerii di scrivere un racconto su un bambino umano allevato da una
razza aliena. L'idea era troppo grossa per un semplice racconto breve, disse
Robert, ma se la annot comunque per memoria futura. Quella sera stessa
Robert si chiuse nel suo studio, scrisse dei lunghi appunti, e li mise da parte.
In quanto al titolo Gulf, scrisse una storia completamente diversa.
Quegli appunti rimasero nel suo archivio per diversi anni, finch Robert
non si decise a scrivere ci che sarebbe diventato in seguito Straniero in
terra straniera. Per qualche motivo, per, il manoscritto non lo soddisface-
va, cos lo mise nuovamente da parte. Torn a lavorarci sopra diverse volte,
ma non riusc a terminarlo prima del 1960, data in cui complet la versione
che avete ora fra le mani.
Nel contesto del 1960, Straniero in terra straniera era un libro che face-
va un po' paura alle case editrici; si discostava troppo dal sentiero battuto
dalla fantascienza di quel periodo. Cos, per ridurre al minimo ogni possibi-
le svantaggio, fu chiesto a Robert di ridurre il manoscritto a 150.000 parole.
Gli vennero anche commissionati ulteriori cambiamenti, affinch la casa
editrice potesse assumersi il rischio di pubblicarlo.
Eliminare circa un quarto di un romanzo lungo e complicato cme questo
un'impresa pressoch impossibile, ma nel giro di qualche mese di lavoro
Robert vi riusc. Il manoscritto risultante conteneva esattamente 160 087 pa-
role. Robert era convinto che fosse assolutamente impossibile tagliarlo ulte-
riormente, quindi venne accettato cos come era.
Per ventotto anni, rimase in quella forma.
Nel 1976, il Congresso degli Stati Uniti var una nuova legge sui diritti
d'autore secondo la quale, nel caso che un autore morisse e la sua vedova o i
suoi eredi rinnovassero il copyright, qualsiasi contratto precedente veniva
automaticamente cancellato. Robert mor nel 1988, e l'anno dopo venne rin-
novato il copyright per Stranger in a Strange Land.
Diversamente da molti altri autori, Robert aveva conservato una copia
della battitura originale, cos com'era stata presentata per la prima volta agli
editori, in un file conservato presso la biblioteca dell'Universit della Cali-
fornia di Santa Cruz, dove si trova il suo archivio. Cos chiesi all'Universit
di consegnarmi la copia originale di quel manoscritto, e lessi le due versio-
ni, quella originale e quella pubblicata, una accanto all'altra. In seguito alla
lettura, arrivai alla conclusione che era stato un grosso errore tagliare l'origi-
nale.
Mandai una copia del manoscritto originale a Eleanor Wood, l'agente di
Robert. Anche lei ebbe modo di leggere le due versioni, e alla fine si trov
d'accordo con il mio verdetto. Cos, dopo aver fatto presente la cosa alla
casa editrice, present loro una copia della nuova-vecchia versione.
Nessuno ricordava pi che questo romanzo era stato tagliato in maniera
cos drastica; nel corso degli anni, tutti i direttori di testata e i redattori della
casa editrice erano cambiati, e di conseguenza il testo mancante fu per loro
come una vera e propria sorpresa.
Decisero quindi di pubblicare la versione originale, concordando sul fatto
che fosse migliore di quella censurata.
Avete quindi fra le mani la stesura originale di Straniero in terra stranie-
ra, come venne scritta per la prima volta da Robert Anson Heinlein.
I nomi propri dei personaggi principali hanno una certa importanza per
quanto riguarda la trama del romanzo. Sono stati tutti selezionati con grande
cura; Jubal significa il padre di tutti, e Michael significa Chi come
Dio. Lascio al lettore il piacere di scoprire il significato degli altri nomi
contenuti in questo romanzo.
Virginia Heinlein
Carmel, California
Parte prima
Le sue impure origini
1

C'era una volta, quando il mondo era giovane, un marziano di nome Va-
lentine Michael Smith.
I componenti della prima spedizione umana su Marte erano stati selezio-
nati in base al postulato che il pi grande pericolo che l'uomo potesse incon-
trare nello spazio fosse l'uomo stesso. A quei tempi, a soli otto anni terrestri
dalla fondazione della prima colonia terrestre sulla Luna, qualsiasi viaggio
interplanetario compiuto da esseri umani doveva essere effettuato necessa-
riamente attraverso pericolose orbite semiellittiche a doppia tangente in ca-
duta libera.
Il viaggio dalla Terra a Marte durava 258 giorni, e lo stesso valeva per il
ritorno, al quale bisognava per aggiungere altri 455 giorni di attesa su Mar-
te, affinch i due pianeti giungessero nuovamente nelle rispettive posizioni
che avrebbero permesso la formazione dell'orbita a doppia tangente. In con-
clusione, il viaggio di andata e ritorno richiedeva un tempo complessivo
equivalente a quasi tre anni terrestri.
Oltre a essere terribilmente lungo, il viaggio in questione era anche molto
rischioso. La primitiva bara volante che venne usata, la Envoy, era infatti in
grado di compiere il percorso solo grazie a un rifornimento supplementare
di carburante da effettuarsi presso una stazione spaziale, in seguito al quale
era costretta a tornare indietro fino ai margini dell'atmosfera terrestre prima
di poter ottenere una spinta sufficiente per il balzo fino a Marte. Una volta
giunta a destinazione, aveva anche l'autonomia per tornare indietro sem-
pre ammesso che non si fosse schiantata in fase di atterraggio, che sul pia-
neta fosse disponibile un quantitativo di acqua sufficiente a riempire i suoi
serbatoi di massa-reazione, e qualche genere di nutrimento per il suo equi-
paggio, oltre all'eventualit che andassero storte un altro migliaio di variabi-
li.
Ma il pericolo fisico era considerato molto meno pericoloso del potenzia-
le stress psicologico. Otto esseri umani destinati a rimanere accalcati assie-
me come scimmie in un'astronave per quasi tre anni terrestri dovevano an-
dare d'accordo fra loro molto pi di quanto non facessero normalmente gli
esseri umani. Grazie ad alcune lezioni apprese in precedenza, venne esclusa
a priori la possibilit di inviare un equipaggio interamente maschile, consi-
derato poco salubre nonch socialmente instabile. Venne quindi ritenuto ot-
timale un equipaggio composto da quattro coppie sposate, sempre che in
una simile combinazione fosse possibile trovare tutte le specializzazioni ri-
chieste.
L'universit di Edimburgo, titolare principale dell'appalto della spedizio-
ne, decise di affidare la selezione dell'equipaggio all'Istituto per gli Studi
Sociali. Dopo aver scartato la maggior parte dei volontari, ritenuti non ido-
nei per questioni di et, salute, mentalit, addestramento o temperamento,
l'Istituto si ritrov a dover scegliere il suo equipaggio fra pi di novemila
candidati potenziali, ognuno dei quali perfettamente sano dal punto di vista
fisico e mentale e dotato di almeno uno dei particolari requisiti professionali
richiesti. Ci si aspettava quindi che l'Istituto producesse diverse possibili
combinazioni di equipaggi composti da quattro coppie.
Invece non ne produsse neanche una. Le competenze richieste erano
quelle di astronavigatore, medico, cuoco, macchinista, comandante di va-
scello, esperto in semantica, ingegnere chimico, ingegnere elettronico, fisi-
co, geologo, biochimico, biologo, ingegnere atomico, fotografo, esperto in
coltura idroponica, ingegnere in motoristica spaziale. Ogni singolo membro
dell'equipaggio doveva possedere pi di uno dei suddetti requisiti, o per lo
meno essere in grado di apprendere altre abilit professionali in tempo debi-
to.
Esistevano centinaia di possibili combinazioni di otto persone aventi tali
abilit, e alla fine vennero fuori ben tre combinazioni di quattro differenti
coppie dotate dei requisiti necessari, oltre a quelli di salute e intelligenza
Solo che, in tutti e tre i casi, gli studiosi di dinamica di gruppo chiamati a
valutare i fattori di temperamento per la compatibilit rimasero letteralmen-
te scandalizzati alla vista dei risultati degli esami.
A quel punto, il titolare principale dell'appalto sugger di abbassare i va-
lori ottimali di compatibilit. Nel frattempo, un programmatore il cui nome
non venne reso noto sguinzagli i suoi computer alla ricerca di equipaggi di
rincalzo composti da sole tre coppie. Trov diverse dozzine di combinazioni
compatibili, ognuna delle quali definiva in base alle sue stesse caratteristi-
che la coppia necessaria per il completamento dell'equipaggio. Contempora-
neamente, i calcolatori continuavano a rivedere i dati in continuo mutamen-
to per via dei decessi, dei ritiri, della comparsa di nuovi volontari, e cos via.
Molto probabilmente il capitano Michael Brant, dottore in Scienze, Co-
mandante Decorato, pilota con licenza illimitata e veterano a trent'anni della
spedizione lunare, aveva qualche conoscenza all'interno dell'Istituto. Qual-
cuno che era disposto a cercare per lui i nomi delle volontarie che avrebbero
potuto (assieme a lui stesso) completare l'equipaggio, e che era disposto an-
che a darsi da fare per accoppiarvi il suo nome e sottoporre le varie combi-
nazioni ai computer per determinare le loro compatibilit. Questa supposi-
zione potrebbe infatti spiegare il fatto che il capitano Brant si rec in Au-
stralia poco prima della selezione per proporsi in matrimonio a una certa
dottoressa Winifred Coburn, una zitella dal volto equino, studiosa di seman-
tica, nove anni pi anziana di lui. Le foto rinvenute negli archivi anagrafici
di Carlsbad raffigurano la donna in questione con un'espressione bonaria ma
del tutto priva di ulteriori attrattive.
Pu anche darsi che Brant abbia agito di sua personale iniziativa, senza
avere alcun genere di informazione privilegiata, affidandosi esclusivamente
a quelle caratteristiche di intuito e di audacia che sono le prerogative pi
adatte per il comando di una missione esplorativa. A ogni modo, le lucine si
accesero, le schede perforate vennero sputate fuori e l'equipaggio della En-
voy venne finalmente formato:
capitano Michael Brant, 32 anni, comandante, pilota, astronavigatore,
cuoco di riserva, fotografo di riserva, ingegnere in motoristica spaziale;
dottoressa Winifred Coburn Brant, 41 anni, esperta in semantica, infer-
miera, ufficiale archivista, storica;
Francis X. Seeney, 28 anni, ufficiale esecutivo, secondo pilota, astronavi-
gatore, astrofisico, fotografo;
dottoressa Olga Kovalic Seeney, 29 anni, cuoca, biochimica, esperta in
coltura idroponica;
dottor Ward Smith, 45 anni, medico e chirurgo, biologo;
dottoressa Mary Jane Lyle Smith, 26 anni, ingegnere atomico, tecnico
elettronico ed energetico;
Sergei Rimsky, 35 anni, ingegnere elettronico, ingegnere chimico, mac-
chinista ed esperto in strumentazioni, enologo;
Eleanora Alvarez Rimsky, 32 anni, geologa, selenologa, esperta in coltu-
ra idroponica.
L'equipaggio prescelto possedeva tutte le specifiche richieste, distribuite
in maniera ottimale, sebbene molti dei requisiti tecnici secondari fossero
stati raggiunti attraverso metodi di apprendimento intensivo nel corso del-
l'ultima settimana antecedente la partenza. Il fattore pi importante, per,
era che il temperamento di ogni singolo individuo era mutualmente compa-
tibile con quello degli altri.
Fin troppo compatibile, forse.
La Envoy decoll in perfetto orario, senza alcun imprevisto. Nel corso
della prima parte del viaggio, i suoi rapporti vennero trasmessi regolarmente
e captati con grande chiarezza anche da ascoltatori privati. Quando l'astro-
nave si allontan oltre, i segnali, non pi recepibili, vennero amplificati dai
satelliti radio terrestri. L'equipaggio sembrava essere soddisfatto e in ottima
salute. L'evento pi grave del quale fu costretto a occuparsi il dottor Smith
fu una piccola epidemia di tigna. Tutti si adattarono assai rapidamente agli
effetti della caduta libera, tanto che nel giro di una settimana poterono aboli-
re l'assunzione di farmaci antinausea. Se il capitano Brant ebbe a che fare
con qualche problema di ordine disciplinare, la cosa non venne menzionata
nei suoi rapporti.
La Envoy rimase, nell'orbita di Phobos per due settimane, effettuando ri-
lievi fotografici. Il successivo messaggio radio del capitano Brant rifer:
Tenteremo l'atterraggio alle ore 1200 GST di domani in un punto a sud di
Lacus Soli. Fu l'ultimo messaggio mai ricevuto.
2

La superficie di Marte non fu pi violata da spedizioni di esseri umani


per oltre un quarto di secolo. A sei anni dall'ultima trasmissione della En-
voy, la sonda spaziale Zombie, frutto di una sponsorizzazione congiunta del-
la Geographic Society e della Socit Astronautique Internationale colm il
grande vuoto, stazionando nell'orbita del pianeta per un certo periodo, per
poi fare ritorno sulla Terra. Le fotografie scattate dal veicolo robotizzato
mostrarono un ambiente alquanto ostile per gli standard umani; gli strumen-
ti confermarono la grande rarefazione dell'aria e la completa impossibilit di
adattamento della vita all'atmosfera del pianeta.
Tuttavia, le fotografie dello Zombie mostrarono altrettanto chiaramente
che i canali rilevati sulla superficie di Marte erano frutto di lavori di inge-
gneria di qualche sorta. Si notarono inoltre alcuni dettagli che non potevano
che essere interpretati come rovine di vere e proprie citt. A quel punto si
sarebbe indubbiamente organizzata in maniera tempestiva una nuova spedi-
zione umana su scala maggiore.
Ma poco dopo il ritorno della sonda Zombie sulla Terra scoppi la Terza
Guerra Mondiale.
La guerra e il ritardo da essa causato fecero s che la spedizione che ven-
ne infine inviata sul pianeta rosso fosse molto pi affidabile e sicura rispetto
a quella della nave dispersa, la Envoy. L'Astronave Federale Champion, do-
tata di un equipaggio maschile di diciotto astronauti di grande esperienza e
accompagnata da un numero assai superiore di pionieri anch'essi di sesso
maschile, attravers lo spazio fra la Terra e Marte in soli diciannove giorni
grazie al sistema di propulsione Lyle Drive. La Champion atterr poco
pi a sud di Lacus Soli, poich l'intenzione del capitano van Tromp era in-
nanzitutto di cercare i resti della Envoy. La nuova spedizione trasmetteva il
suo rapporto radio alla Terra giornalmente. Tre messaggi in particolare risul-
tarono di grande interesse, non solo dal punto di vista scientifico.
Il primo fu:
Individuata posizione astronave Envoy, nessun superstite.
Il secondo scosse il mondo intero:
Il pianeta Marte abitato.
Il terzo fu:
Correzione al messaggio radio 23-105: abbiamo individuato un super-
stite dell'equipaggio dell'astronave Envoy.
3

Il capitano Willem van Tromp era dotato di grande umanit e buon senso.
Mand un messaggio radio: Il mio passeggero non deve essere, ripeto, non
deve essere soggetto alla tensione di un'accoglienza pubblica. Prego provve-
dere alla presenza di navetta a bassa gravit interna, servizio barella e am-
bulanza, nonch guardia armata.
Il capitano affid al chirurgo della nave, il dottor Nelson, il compito di
far s che Valentine Michael Smith venisse ricoverato in una camera singola
presso il Bethesda Medicai Center, trasferito con grande cautela su un letto
idraulico e protetto da qualsiasi genere di contatto esterno da una scorta di
guardie dei marines. Lo stesso van Tromp si rec a una seduta straordinaria
dell'Alto Consiglio della Federazione.
Nel momento in cui Valentine Michael Smith veniva adagiato sul suo let-
to, l'Alto Ministro delle Scienze dichiarava in tono irritato: Capitano, seb-
bene la sua autorit di comandante militare di quella che, peraltro, stata
una spedizione intesa per scopi fondamentalmente scientifici, le permetta di
ordinare delle misure mediche straordinarie per la protezione di una persona
temporaneamente sotto la sua tutela, non capisco per quale motivo lei insi-
sta nell'interferire con le legittime funzioni del mio dipartimento. infatti
indubbio che quel signor Smith sia un vero e proprio scrigno di informazio-
ni scientifiche!
Sissignore, immagino che lo sia.
Allora vuole spiegarmi per quale motivo Il ministro delle Scienze si
interruppe per rivolgersi verso l'Alto Ministro per la Pace e la Sicurezza Mi-
litare. David? evidente che la faccenda rientra ora sotto la mia giurisdi-
zione. Puoi cortesemente trasmettere le informazioni del caso a chi di dove-
re? Dopotutto, non possiamo mica lasciare che personaggi del calibro del
professor Kennedy o del dottor Okayajima, giusto per citarne due, rimanga-
no a scaldare le loro sedie all'infinito. Non credo che lo accetteranno.
Il ministro della Pace non rispose, limitandosi a rivolgere uno sguardo in-
terrogativo verso il capitano van Tromp.
Il capitano scosse il capo. No, signore.
Ma perch no? domand con enfasi il ministro delle Scienze. Ha ap-
pena ammesso lei stesso che non malato.
Pierre, lascia che il capitano fornisca la sua spiegazione consigli il
ministro della Pace. Ebbene, capitano?
Smith non malato, signore, disse il capitano van Tromp al ministro
della Pace ma non si pu nemmeno dire che sia in perfetta salute. Non
mai stato in un campo a gravit-uno in tutta la sua vita. Al momento pesa ol-
tre due volte e mezzo in pi rispetto al peso a cui abituato e di conseguen-
za i suoi muscoli non sono in grado di sorreggerlo. Non assolutamente
abituato a nulla di quanto si trova qui sulla Terra ed possibile che la ten-
sione sia per lui eccessiva. Signori, io stesso mi sento piuttosto affaticato dal
cambiamento di gravit, e vi assicuro che su questo pianeta sono nato e ho
vissuto per gran parte della mia vita.
Il ministro delle Scienze assunse un'espressione sprezzante. Se ci che
la preoccupa l'affaticamento da accelerazione, mio caro capitano, lasci al-
lora che la rassicuri, poich si tratta di un fattore che avevamo previsto con
ampio margine. La respirazione e il battito cardiaco del paziente saranno
monitorati adeguatamente e in maniera costante. Non siamo del tutto privi
di immaginazione o di capacit di previsione. Dopotutto, anch'io sono stato
l fuori, e so come ci si sente. Quest'uomo, Smith, deve
Il capitano van Tromp decise che era giunto il momento di manifestare la
sua collera. Avrebbe comunque avuto come scusante la stanchezza (una
stanchezza pi che reale, poich si sentiva come se fosse appena atterrato su
Giove), e inoltre era perfettamente consapevole del fatto che nemmeno un
alto ministro poteva permettersi di essere troppo scortese con il comandante
della prima spedizione sul pianeta Marte che aveva avuto successo.
Cos interruppe il discorso del ministro con uno sbuffo disgustato.
Umpf! Quest'uomo, Smith. Quest'uomo! Possibile che non riesca a capi-
re che non si tratta affatto di un uomo? Eh?
Ripeto: Smith non un uomo. Cosa? La prego di spiegarsi
meglio, capitano. Smith non un uomo. Si tratta di una creatura intelli-
gente dotata di geni e ascendenza umana, ma di fatto non un uomo. mol-
to pi marziano che umano. Prima che arrivassimo noi, non aveva mai nem-
meno visto un altro essere umano. Pensa come un marziano e si comporta
come un marziano. stato allevato da una razza che non ha nulla a che ve-
dere con la nostra. assurdo, tanto per dirne una. Smith non ha mai visto
una donna in vita sua, a tutt'oggi, sempre ammesso che i miei ordini siano
stati rispettati. Dal punto di vista genealogico un uomo, ma dal punto di
vista ambientale un marziano. Ora, se vuole farlo diventare completamen-
te pazzo e sprecare quel che lei stesso ha definito uno scrigno di informa-
zioni scientifiche, mandi pure i suoi professori cervelloni a tormentarlo.
Faccia pure, non gli dia nemmeno la possibilit di riprendersi, di rafforzarsi
e di abituarsi a questo pianeta che gli del tutto estraneo. Lo sprema come
un'arancia, su! Tanto non sono pi affari miei, il mio compito l'ho gi svol-
to!
Il silenzio che segu venne interrotto in maniera delicata dal Segretario
generale Douglas in persona. E l'ha svolto in maniera ottimale, capitano.
Le assicuro che i suoi consigli verranno valutati con attenzione e le garanti-
sco che non intraprenderemo nessun passo affrettato. Se quest'uomo, o
uomo-marziano, Smith, ha bisogno di qualche giorno di adattamento, sono
certo che la scienza potr attendere quindi cerca di tranquillizzarti, Pete.
Propongo di rinviare la discussione su questo punto e di passare ad altre
questioni all'ordine del giorno. Il capitano van Tromp piuttosto stanco.
C' una cosa che non pu aspettare, per intervenne il ministro della
Pubblica informazione.
E sarebbe, Jock?
Se non mostriamo l'Uomo di Marte in stereovisione entro breve, signor
Segretario, temo che potrebbero verificarsi dei tumulti popolari.
Hmm Forse stai esagerando un po', Jock. Naturalmente le notizie da
Marte avranno ampia risonanza in tutti i notiziari. Mostreremo immagini di
me che appunto medaglie sui petti dell'equipaggio meglio domani, direi.
E il capitano van Tromp racconter le sue esperienze naturalmente, dopo
una buona notte di sonno, capitano.
Il ministro scosse il capo.
Non va bene, Jock?
Il pubblico si aspettava che la spedizione portasse sulla Terra almeno un
marziano in carne e ossa davanti al quale poter spalancare le bocche. Dato
che non l'hanno portato, abbiamo bisogno di Smith. Al pi presto.
Marziani in carne e ossa? Il Segretario generale Douglas si rivolse al
capitano van Tromp. Avete filmato i marziani, non vero, capitano?
Abbiamo migliaia di metri di pellicola.
Ecco la soluzione del tuo problema, Jock. E quando inizia a scarseggia-
re il materiale, manda qualche film sui marziani. La gente ne andr pazza.
Ora, capitano, vorrei entrare nel merito della questione extraterritorialit; ha
detto che i marziani non avevano nulla in contrario?
Be', in effetti no, signore. Ma non erano nemmeno a favore.
Temo di non capire
Il capitano van Tromp si mordicchi il labbro. Non so esattamente come
spiegarglielo, signore. Parlare con un marziano un po' come parlare con
un'eco. Non discutono mai ci che gli si dice, ma allo stesso modo non si
riesce mai a ottenere da loro alcuna risposta.
Difficolt linguistiche? Forse avrebbe fatto meglio a portare con lei co-
mesichiama, il suo esperto in semantica. O sta forse aspettando fuori?
Si riferisce al dottor Mahmoud, signore. No, Mahmoud non sta bene.
Ha sofferto di un leggero esaurimento nervoso, signore. Van Tromp de-
cise che il fatto di essere ubriaco fradicio potesse essere considerato come
l'equivalente morale di un esaurimento.
Postumi spaziali?
Pu darsi, un pochino.
Be', cercate di recuperarlo, quando si riprende. Immagino che questo
giovane Smith possa essere d'aiuto come interprete.
Pu darsi disse van Tromp in tono dubbioso.

Al momento, il giovane Smith stava concentrando tutte le sue energie nel


cercare di rimanere in vita. Il suo corpo, compresso in maniera insopporta-
bile e indebolito dalla strana forma che aveva lo spazio in quel luogo incre-
dibile, venne finalmente sollevato, anche se solo in parte, dalla morbidezza
del nido in cui lo sistemarono. Smith abbandon quindi il grande sforzo che
aveva compiuto fino ad allora per sopportare la gravit terrestre e pass al
suo terzo livello di respirazione e battito cardiaco.
Avverti subito che era in procinto di consumarsi. I suoi polmoni lavora-
vano quasi allo stesso ritmo dell'ambiente marziano e il suo cuore stava
martellando forte per attivare la circolazione periferica, il tutto nel tentativo
di adattarsi alla contrazione dello spazio in una situazione in cui si sentiva
soffocare da un'atmosfera di ricchezza pressoch venefica e pericolosamen-
te calda. Prese immediatamente le sue contromisure.
Quando ebbe abbassato il suo battito cardiaco a venti pulsazioni al minu-
to e ottenuto una respirazione pressoch impercettibile, si stabilizz e con-
troll la situazione per non scorporarsi inavvertitamente mentre la sua atten-
zione era focalizzata su qualche altra cosa. Quando fu sicuro che tutto pro-
cedesse in maniera adeguata, pose di guardia una piccola porzione del suo
secondo livello e racchiuse il resto di se stesso. Era assolutamente necessa-
rio per lui passare in rassegna le configurazioni dei molti nuovi eventi oc-
corsi per poterli adattare a se stesso e poi serbarli nell'animo e lodarli, per
non correre il rischio di restarne sopraffatto.
Quando aveva avuto inizio tutto ci? Quando aveva lasciato la sua dimo-
ra, abbracciando questi che ora erano i suoi compagni di nido? O semplice-
mente dal suo arrivo in quel luogo compresso? Fu improvvisamente assalito
dalle luci e dai suoni conseguenti al suo arrivo, provando nuovamente tutte
le sensazioni concomitanti con un dolore che gli fece pulsare il cervello. No,
non era ancora pronto per serbare nell'animo e far sua quella configurazio-
ne doveva tornare indietro! Indietro! Indietro, oltre la prima volta che
aveva visto quegli esseri. Indietro, oltre il momento della guarigione seguita
al suo primo grokkare dovuto alla sua diversit rispetto ai suoi fratelli di
nido indietro fino allo stesso nido.
Nessuno di questi pensieri venne formulato in simboli terrestri. Gli ave-
vano da poco insegnato a parlare un inglese piuttosto semplice, ma non era
in grado di adoperarlo con facilit. Smith usava l'inglese allo stesso modo in
cui un terrestre potrebbe fare con un libro di codici, utilizzando traduzioni
tediose e imperfette per ogni singolo simbolo. I suoi pensieri erano astrazio-
ni puramente marziane, frutto di quasi mezzo milione di anni di una cultura
aliena, talmente lontani da qualsiasi esperienza di tipo umano da risultare
del tutto intraducibili.
Nella stanza adiacente un interno, il dottor Tad Thaddeus, stava gio-
cando a cribbage con Tom Meechum, infermiere speciale del signor Smith.
Thaddeus sembrava pi concentrato sulle carte che sugli schermi e sui grafi-
ci; ci nonostante, non perdeva un singolo battito cardiaco del suo paziente.
Quando, improvvisamente, lo schermo segnal un calo delle pulsazioni da
97 al minuto a meno di 20, lasci cadere le carte sul tavolo, si alz in piedi
di scatto e corse nella stanza di Smith con Meechum alle calcagna.
Il paziente galleggiava nella pelle flessibile del suo letto idraulico. Sem-
brava morto. Thaddeus emise un'imprecazione a bassa voce, quindi ordin:
Chiama il dottor Nelson!
Sissignore! ribatt Meechum, poi aggiunse: Non sarebbe il caso di
utilizzare gli apparecchi di rianimazione d'emergenza? Mi sembra proprio
andato.
Vai a chiamare il dottor Nelson!
L'infermiere corse fuori. Il medico esamin il paziente il pi attentamente
possibile, ma si trattenne dal toccarlo. Era ancora occupato in questa sua va-
lutazione quando entr un dottore pi anziano, avanzando con la tipica an-
datura incerta di chi stato a lungo nello spazio e non si ancora abituato
alla gravit. Ebbene, dottore?
Il battito cardiaco, la respirazione e la temperatura corporea del paziente
sono precipitati improvvisamente circa due minuti fa, signore.
E che cosa gli ha fatto?
Nulla, signore. Le sue istruzioni
Benissimo. Nelson diede una rapida occhiata a Smith, quindi osserv
gli strumenti posti dietro il letto, identici a quelli sistemati nella stanza adia-
cente. Se vi sono altri cambiamenti, mi faccia sapere. Si gir e fece per
allontanarsi.
Thaddeus assunse un'espressione esterrefatta. Ma dottore si inter-
ruppe l.
Dica pure, dottore disse Nelson in tono freddo. Qual la sua diagno-
si?
Be', non vorrei apparire come uno che vuole insegnarle qualcosa sul suo
paziente, signore.
Non importa. Le ho appena chiesto una diagnosi.
Benissimo, signore. Direi che si trattato di uno shock, forse di genere
atipico, fece, incerto ma decisamente uno stato di shock, signore, con
conseguenze mortali.
Nelson annui. Una diagnosi piuttosto ragionevole. Ma non abbiamo a
che fare con un caso ragionevole. Si rilassi, ragazzo. Ho visto questo pa-
ziente in uno stato simile almeno una dozzina di volte da quando siamo par-
titi da Marte. Non significa assolutamente nulla. Osservi. Nelson sollev il
braccio destro del paziente, quindi lo lasci andare. Il braccio rimase in po-
sizione sollevata.
Stato catalettico? domand Thaddeus.
Lo chiami pure cos, se vuole. Una definizione giusta o sbagliata non
cambier la situazione. Ma non si preoccupi, dottore. Non vi nulla di atipi-
co in questo caso. Basta che lei faccia in modo che non venga mai disturba-
to, e che mi chiami in caso di ulteriori cambiamenti. Abbass nuovamente
il braccio di Smith.
Quando il dottor Nelson se ne fu andato, Thaddeus rivolse ancora un'oc-
chiata al paziente, scosse il capo e torn a unirsi a Meechum nella saletta
adiacente. Meechum prese in mano le carte. Continuiamo?
No.
Meechum attese un poco, quindi aggiunse: Dottore, se vuole sapere la
mia opinione, quel tipo l finisce all'obitorio prima di domani mattina.
Nessuno ha chiesto il tuo parere.
Okay, mi scusi.
Vai fuori a farti una sigaretta con le guardie. Voglio pensare.
Meechum scroll le spalle e usc. Thaddeus apr l'ultimo cassetto della
sua scrivania, ne tir fuori una bottiglia e si vers un bicchiere, che avrebbe
dovuto aiutarlo a riflettere. Meechum si un alle guardie nel corridoio. Que-
ste ultime si misero sull'attenti, poi videro di chi si trattava e si rilassarono.
Il marine pi alto lo salut: Salve, amico. Come mai tutta quella agitazione
poco fa?
Nulla di speciale. Il paziente ha appena avuto un parto plurigemellare e
stavamo discutendo su come chiamare i piccoli. Chi fra voi scimmioni ha
una sigaretta per me? E da accendere?
L'altro marine si infil una mano in tasca e ne tir fuori un pacchetto di
sigarette. Sei pronto per l'interrogatorio? domand.
Non esattamente. Grazie. Meechum si port la sigaretta alle labbra.
Ve lo giuro su Dio, signori. Non so nulla su questo paziente. E vi assicuro
che mi piacerebbe saperne qualcosa di pi.
E cosa ci dici dell'ordine che prevede assolutamente nessuna donna?
Cos', una specie di maniaco sessuale?
Non che io sappia. So solo che l'hanno portato qui con la Champion e
hanno detto che ha bisogno di quiete assoluta.
La Champion! esclam il primo marine. Ma certo! Questo spiega tut-
to.
Spiega cosa?
Insomma, questo tipo non ne ha avute, non ne ha viste e non ne ha toc-
cate per mesi interi. E ora malato, no? Quindi temono che riesca a met-
tere le mani su qualche ragazza, e ci rimanga secco. Il soldato sbatt le pal-
pebre ed emise un lungo sospiro. Io ci rimetterei sicuramente le penne, in
simili circostanze. Non c' da stupirsi se non gli lasciano vedere nemmeno
una donna.

Smith si era reso conto della visita dei dottori, ma aveva subito grokkato
che le loro intenzioni non erano malvagie; non era quindi necessario che la
gran parte del suo essere venisse strappata dal luogo in cui si trovava.
A quell'ora del mattino, in cui le infermiere umane schiaffeggiano i loro
pazienti con asciugamani freddi e bagnati con la scusa di lavarli, Smith tor-
n dal suo viaggio. Acceler il battito cardiaco, aument la respirazione e
ancora una volta prese atto dell'ambiente che lo circondava, osservandolo
con serenit. Guard attentamente tutta la stanza, notando con approvazione
e senza discriminazioni ogni suo dettaglio, compresi quelli meno importan-
ti. Di fatto, era come se la vedesse per la prima volta; il giorno prima, quan-
do lo avevano portato in quel luogo, non era stato in grado di comprenderlo.
Quella normalissima stanza non era affatto normale per lui; su Marte non
esisteva nulla di simile, e non assomigliava nemmeno ai compartimenti me-
tallici a forma di cuneo della Champion. Tuttavia, avendo rivissuto gli even-
ti che collegavano il suo nido a quel luogo, era pronto ad accettarlo, a lodar-
lo e, seppure entro certi limiti, a serbarlo nell'animo.
Avverti che vi era un altro essere vivente nella stanza assieme a lui. Un
vecchio ragno stava facendosi strada dal soffitto, filando la sua tela mentre
scendeva. Smith lo osserv deliziato e si domand se non si trattasse di una
forma di cucciolo di uomo.
Il dottor Archer Frame, il medico che aveva sostituito Thaddeus, entr
nella sua stanza in quel momento. Buon giorno disse. Come si sente?
Smith tradusse la domanda nella sua mente. Riconobbe la prima frase
come un suono formale, un suono al quale non era necessario dare una ri-
sposta ma che si poteva ripetere, a propria discrezione. In quanto alla secon-
da frase, sapeva che esistevano diverse possibili traduzioni. Se veniva usata
dal dottor Nelson si trattava di una domanda ben precisa, mentre se la usava
il capitano van Tromp rientrava nella categoria dei suoni formali, ai quali
non era necessario rispondere.
Prov quel senso di costernazione che spesso lo assaliva quando cercava
di comunicare con quelle creature; una sensazione spaventosa, che non ave-
va mai conosciuto prima di entrare in contatto con la razza umana. Tuttavia
costrinse il suo corpo a rimanere calmo e arrischi una risposta: Sento
bene.
Bene! ribatt la creatura. Il dottor Nelson sar qui fra un minuto. Se
la sente di fare colazione?
Smith conosceva tutti i simboli della domanda che gli era stata posta, ma
non riusciva a credere di aver sentito correttamente. Sapeva di essere cibo,
ma non si sentiva di fare da cibo. E tantomeno era stato avvertito in pre-
cedenza che lo avrebbero selezionato per un simile onore. Non sapeva che
le riserve di cibo fossero tanto scarse da dover ridurre il gruppo degli esseri
corporei. Venne sopraffatto da una sensazione di leggero rammarico, in
quanto vi era ancora molto da grokkare per lui in rapporto a questi nuovi
eventi, ma non prov alcuna riluttanza.
Lo sforzo di tradurre la risposta fu interrotto dall'ingresso del dottor Nel-
son. Il medico della navicella aveva riposato pochissimo e dormito ancor
meno; dunque non perse tempo in chiacchiere, limitandosi a esaminare si-
lenziosamente Smith e gli strumenti dietro di lui.
Poi si rivolse al paziente. Movimento intestinale? domand, secco.
Smith cap ci che voleva dire; il dottor Nelson glielo domandava sem-
pre. No, non ancora.
Ora ci pensiamo noi. Ma prima mangia qualcosa. Dottore, porti dentro
quel vassoio.
Nelson imbocc Smith per i primi due o tre bocconi, quindi pretese che
prendesse in mano il cucchiaio e si cibasse da solo. Smith trov il compito
molto faticoso, ma allo stesso tempo ne ottenne una sensazione di felicit e
di trionfo, poich si trattava della prima azione non assistita che compiva da
quando era entrato in quel luogo stranamente distorto. Ripul la scodella, e
alla fine ricord di domandare Chi questo? in modo da poter lodare il
suo benefattore.
Che cosa questo, vorrai dire ribatt Nelson. Si tratta di una gelatina
alimentare sintetica, a base di amminoacidi e ora ne sai ancor meno di
prima. Finito? Okay, allora scendi da quel letto.
Prego? Si trattava di un simbolo di attenzione che aveva imparato a
usare quando la comunicazione non era comprensibile.
Ho detto scendi di l. Mettiti a sedere, poi alzati in piedi. Puoi farlo, si-
curo. Certo, sei debole come un uccellino, ma non riuscirai mai a mettere su
muscoli se rimani sdraiato a letto. Nelson apr una valvola posta sulla testa
del letto, dalla quale cominci a fuoriuscire l'acqua. Smith trattenne una
sensazione di profonda insicurezza, poich sapeva che Nelson gli voleva
bene. Il letto si sgonfi e poco dopo si ritrov per terra, con la coperta sta-
gna arricciata attorno al corpo. Dottor Frame, disse Nelson lo prenda per
l'altro braccio. Dobbiamo aiutarlo ad alzarsi.
Con il dottor Nelson che lo incoraggiava e con l'aiuto dell'altro medico,
Smith riusc ad alzarsi in piedi e a scavalcare goffamente il bordo del letto.
Attento. Ora prova a rimanere in piedi da solo lo diresse Nelson. Non
aver paura. Se cadi ti prenderemo al volo.
Smith si sforz e rimase in equilibrio; era un giovanotto esile dai muscoli
sottosviluppati e il torace molto ampio. Sulla Champion gli avevano tagliato
i capelli e i baffi. Il suo tratto pi singolare era il volto; mite, inespressivo,
pressoch infantile con due occhi che avrebbero potuto benissimo essere
quelli di un uomo di novant'anni.
Rimase in piedi per un momento, tremando leggermente, quindi tent un
passo in avanti. Riusc a farne ben tre, seppure incerti, quindi si produsse in
un sorriso solare, infantile. Bravo ragazzo! lo lod Nelson.
Tent un altro passo, ma prese a tremare violentemente, poi croll. Riu-
scirono ad afferrarlo appena in tempo. Maledizione! sbott Nelson.
entrato nuovamente in quel suo stato. Mi aiuti a rimetterlo sul letto. No; pri-
ma lo riempia di nuovo.
Frame lo riempi, arrestando il flusso d'acqua quando il materasso fu alto
circa quindici centimetri. Issarono Smith sul letto, a fatica, poich si era rat-
trappito in posizione fetale. Gli metta un cuscino dietro la schiena ordin
Nelson e mi chiami quando ne uscito. No, anzi, mi lasci dormire, ne ho
veramente bisogno. A meno che non succeda qualcosa di preoccupante. Nel
pomeriggio tenteremo nuovamente di farlo camminare, e da domani inizie-
remo degli esercizi sistematici. Nel giro di tre mesi balzer da un albero al-
l'altro come una scimmia. Fondamentalmente, si tratta di un individuo
sano.
S, dottore fece Frame in tono dubbioso.
Ah, gi, quando si riprende gli insegni a usare il bagno. E si faccia aiu-
tare dall'infermiere, non voglio che cada.
S, signore. Uh, devo usare qualche metodo particolare voglio dire,
come
Ma glielo mostri, naturalmente! Faccia una dimostrazione. Probabil-
mente non capir la gran parte di quel che lei gli dir, ma un individuo
piuttosto sveglio. Vedr che nel giro di una settimana avr imparato a lavarsi
da solo.
Smith pranz senza bisogno di aiuto. Dopo un po', un infermiere entr a
ritirare il suo vassoio. L'uomo si guard attorno, quindi si avvicin al letto e
si chin su di lui. Senti, disse a bassa voce ho una proposta succulenta
per te.
Prego?
Una proposta, un affare, un modo per fare un sacco di soldi senza sforzo
in breve tempo.
Soldi? Cosa sono i soldi?
Lascia perdere la filosofia, tutti hanno bisogno di soldi. Ora ascoltami
bene, devo parlare in fretta perch non posso rimanere qui a lungo fra pa-
rentesi, ci ho messo un sacco di tempo per riuscire a entrare qui. Io rappre-
sento la Peerless Features. Siamo disposti a darti sessantamila per l'esclusi-
va sulla tua storia, e non ti coster nessuna fatica abbiamo i migliori
schiavi del settore. Basta che tu risponda alle domande; a scrivere il libro
ci penseranno loro. Tir fuori un foglio di carta. Basta che tu legga questo
e lo firmi. Ho gi l'anticipo qui con me.
Smith accett il foglio, fissandolo con attenzione, ma alla rovescia. L'uo-
mo lo scrut e soffoc un'imprecazione. Cavolo! Ma non sai leggere?
Smith cap la frase quanto bastava per fornire una risposta. No.
Be' allora te lo leggo io, poi tu metti la tua impronta digitale in quel
quadratino e io faccio da testimone. Allora: Io sottoscritto, Valentine Mi-
chael Smith, meglio conosciuto come L'Uomo di Marte, cedo e assegno alla
Peerless Features Limited ogni diritto esclusivo sulla mia biografia dal titolo
Prigioniero su Marte, in cambio di
Infermiere!
Il dottor Frame era in piedi sulla porta della stanza. Il foglio scomparve
in un attimo fra i vestiti dell'infermiere. Eccomi, signore. Stavo solo pren-
dendo quel vassoio.
Cosa stava leggendo?
Nulla.
L'ho vista. Esca di l alla svelta. Il paziente non deve essere disturbato.
L'uomo obbed e il dottor Frame chiuse la porta alle sue spalle. Smith rima-
se immobile per mezz'ora; per quanto ci provasse, non riusciva assoluta-
mente a grokkare quella faccenda.
4

Gillian Boardman era considerata un'infermiera molto competente dal


punto di vista professionale, ma lo era anche in altri campi secondo i giova-
ni medici scapoli dell'ospedale; diverse donne, invece, avevano di lei una
pessima opinione. Non faceva nulla di male: semplicemente, il suo passa-
tempo erano gli uomini. Nel momento in cui, all'interno dell'ospedale, inizi
a girare la voce che nella stanza singola K-12 vi fosse un paziente che non
aveva mai visto una donna in vita sua, lei non ci credette. Quando fu co-
stretta a convincersene in seguito a una spiegazione dettagliata, decise che
bisognava porre rimedio alla cosa. Proprio quel giorno, venne assegnata
come infermiera caporeparto nell'ala dell'ospedale in cui si trovava Smith e,
non appena ebbe un poco di tempo libero, and a far visita allo strano pa-
ziente.
Conosceva bene la regola che proibiva l'accesso a qualsiasi visitatrice
femminile; pur non considerandosi affatto una visitatrice, pass davanti
alle guardie senza nemmeno tentare di aprire la porta che stavano sorve-
gliando. I marines, lo sapeva bene, avevano l'ottusa abitudine di eseguire gli
ordini in maniera letterale. Si infil invece nella porta accanto, dove il dot-
tor Tad Thaddeus era in servizio da solo.
Il dottore alz lo sguardo. Ma guarda un po' chi si vede, Fossette!
Ciao, bellezza, come mai da queste parti?
Gillian si sedette sull'angolo della sua scrivania e gli prese il pacchetto di
sigarette. Prego, per te sono la signorina Fossette. Sono in servizio, e que-
sta visita fa parte del mio lavoro. Che mi dici del tuo paziente?
Non ti preoccupare per lui, dolcezza; non sotto la tua responsabilit.
Da' uno sguardo al tuo registro.
L'ho gi visto. Voglio dare un'occhiata a lui.
Be', la risposta no.
Oh, Tad, non fare lo zelante con me. Ti conosco fin troppo bene. Thad-
deus si scrut le unghie con aria pensierosa. Hai mai lavorato con il dottor
Nelson?
No, perch?
Se ti lasciassi infilare il tuo dolce piedino oltre quella porta, mi ritrove-
rei nell'Antartide domani mattina stessa a curare i geloni ai pinguini. Quindi
porta fuori di qui il tuo bel culetto e vai a disturbare i tuoi pazienti. Potrei
avere dei guai anche se solo ti vedessero in questa stanza.
Gillian si alz in piedi. Vuoi dire che il dottor Nelson potrebbe arrivare
da un momento all'altro?
Poco probabile, a meno che non lo faccia chiamare. Sta dormendo, per
scrollarsi di dosso l'affaticamento da alta gravit.
E allora? Come mai tutto questo zelo professionale?
Non ho altro da aggiungere, infermiera.
Benissimo, dottore! disse. Poi aggiunse: Bastardo.
Jill!
E antipatico, per di pi.
Il dottore sospir. Vale sempre quell'invito per sabato sera?
Lei scroll le spalle. Credo di s. Una ragazza non pu fare troppo la
difficile, di questi tempi. Torn nella stanza dove era in servizio, scopri che
non vi era nulla di urgente da fare, prese la chiave passepartout e usc nuo-
vamente. Era stata ostacolata, ma non battuta; se non ricordava male, la
stanza K-12 aveva un'altra porta che comunicava con una stanzetta, usata a
volte come sala d'aspetto, quando la K-12 stessa era occupata da qualche
personaggio particolarmente importante. Sapeva che al momento quella sa-
letta non veniva utilizzata. Vi entr senza problemi. Le guardie davanti alla
porta accanto non vi fecero alcun caso, non sospettando il piano della ragaz-
za.
Una volta dentro, ebbe un attimo di esitazione prima di aprire la porta
che collegava le due stanze. Prov un senso di agitazione che le ricord i
tempi in cui sgattaiolava fuori dall'istituto delle apprendiste infermiere. Tut-
tavia, pens, il dottor Nelson stava dormendo, e Thaddeus non l'avrebbe mai
denunciata, anche se l'avesse scoperta. Non poteva certo biasimarlo per non
averla lasciata entrare, ma era certa che non le avrebbe fatto rapporto. Apri
la porta con la sua chiave e sbirci dentro.
Il paziente era a letto, e alz lo sguardo nella sua direzione. La prima im-
pressione di Gillian fu che era troppo malconcio per potersi interessare a lei.
L'inespressivit del volto ricordava la completa apatia dei malati terminali.
Poi not che i suoi occhi erano vivi di interesse; che avesse il viso paralizza-
to? No, decise, non presentava le tipiche rughe.
Assunse subito un atteggiamento professionale. Be', come andiamo
oggi? Va meglio?
Smith tradusse ed esamin le domande. Il fatto che l'infermiera avesse
incluso la propria persona nella prima domanda lo confuse non poco, ma
pens che potesse simboleggiare un desiderio di cura e avvicinamento. La
seconda parte combaciava con le forme verbali di Nelson.
S rispose.
Bene! A parte quella sua strana inespressivit, Jill non trovava nulla di
particolarmente strano in quel paziente; e se non aveva mai visto una donna
in vita sua, stava certamente riuscendo a nascondere la cosa in maniera
egregia. Posso fare qualcosa per te? Si guard attorno e not che non ave-
va alcun bicchiere sul comodino. Vuoi che ti porti dell'acqua?
Smith aveva percepito immediatamente che quella creatura era diversa
dalle altre che erano venute a fargli visita. Quasi altrettanto rapidamente,
confront ci che stava vedendo con le fotografie che Nelson gli aveva mo-
strato nel corso del loro viaggio da casa sua a quel luogo in cui si trovava
ora fotografie intese a spiegargli una configurazione particolarmente
sconcertante e difficile da capire, tipica di quelle creature. Questa doveva
quindi essere ci che era stato definito come una donna.
Prov una sensazione contrastante di strano eccitamento e di grande de-
lusione. Soppresse entrambe le sensazioni in modo da poterle grokkare in
profondit in seguito, e vi riusc talmente bene che il dottor Thaddeus non
not nessun cambiamento nei rilevamenti degli strumenti nella stanza ac-
canto.
Ma quando tradusse l'ultima domanda che gli era stata posta, prov un'e-
mozione tale che fu quasi costretto ad aumentare il suo battito cardiaco.
Riusc a controllarsi appena in tempo e si rimprover per quella perdita di
controllo. Poi verific di nuovo la traduzione.
No, non si era sbagliato. Questa creatura gli aveva offerto il rituale del-
l'acqua. Voleva avvicinarsi a lui.
Con grande sforzo, arrancando alla ricerca di espressioni adeguate nella
sua lista vergognosamente esigua di parole umane, tent di fornire una ri-
sposta che avesse in s la dovuta cerimonialit. Ti ringrazio per l'acqua.
Che tu possa sempre bere profondamente.
L'infermiera Boardman assunse un'espressione perplessa. Ma che cosa
carina! disse infine. Trov un bicchiere, lo riempi e glielo porse.
Bevi tu disse Smith.
Pensa forse che abbia intenzione di avvelenarlo? si domand Jill ma vi
era qualcosa di irresistibile in quella sua richiesta, cos bevve un sorso. Do-
podich il paziente le prese il bicchiere dalle mani, bevve a sua volta e si ap-
poggi nuovamente allo schienale con espressione felice, come se avesse
ottenuto un risultato importante.
Jill pens che, come avventura, era stata un bel fiasco. Be', disse allora
se non hai bisogno di nient'altro, io vado a sbrigare il mio lavoro.
Si avvi verso la porta. No! la blocc lui.
Jill si ferm. S? Cosa c'?
Non andare via.
Be' sai, devo andare, tra pochissimo. Torn accanto al letto. Hai bi-
sogno di qualcosa?
La scrut dalla testa ai piedi. Tu sei donna?
Quella domanda lasci Jill Boardman esterrefatta. Erano ormai molti
anni che nessuno metteva in dubbio il suo sesso, nemmeno l'osservatore pi
distratto. Il suo primo impulso fu quello di rispondere in maniera irriveren-
te.
Ma lo sguardo serio e stranamente inquietante di Smith la convinse a
trattenersi. Si rese improvvisamente conto che la storia assurda e impossibi-
le che le avevano raccontato a proposito di quel paziente doveva essere
vera; quel giovane non aveva assolutamente idea di cosa fosse una donna.
Rispose con calma: S, sono una donna.
Smith continu a fissarla con la sua espressione vuota. Jill inizi a prova-
re un certo imbarazzo. Essere l'oggetto di sguardi di apprezzamento da parte
di un uomo era una cosa a cui era abituata e che a volte le dava anche piace-
re, ma in questo caso aveva pi l'impressione di essere esaminata attraverso
un microscopio. Ebbe un fremito di nervosismo. Be'? Ho l'aspetto di una
donna, no?
Non lo so rispose lentamente Smith. Che aspetto ha una donna? Per-
ch sei una donna?
Per l'amor di Dio! Jill si rese improvvisamente conto che questa era la
conversazione pi assurda che avesse mai avuto con un uomo dall'et di do-
dici anni. Non ti aspetterai mica che mi tolga i vestiti per mostrartelo!
Smith impieg un certo tempo per esaminare questi simboli verbali e ten-
tare di tradurli. Non riusciva a grokkare affatto la prima parte. Poteva trat-
tarsi di uno di quei gruppi di suoni formali che la gente usava tanto
spesso ma era stato proferito con forza sorprendente, come se si trattasse
dell'ultima comunicazione prima del ritiro. Poteva darsi che avesse giudica-
to talmente male la giusta condotta da tenere con la creatura donna che essa
avesse deciso di scorporarsi all'istante.
Era in qualche modo consapevole del fatto che non voleva che l'infermie-
ra morisse in quel momento, anche se sapeva che era certamente suo diritto,
forse addirittura suo dovere. Se non avesse soppresso le proprie sensazioni,
quel secco cambiamento di situazione dal rituale dell'acqua al momento in
cui un nuovo fratello d'acqua prendeva seriamente in considerazione il ritiro
o addirittura lo scorporamento lo avrebbe fatto piombare nel panico pi as-
soluto. Pens allora che se Jill sceglieva di morire, avrebbe dovuto morire
anche lui, immediatamente; non poteva grokkare la cosa in altro modo, non
dopo lo scambio dell'acqua.
La seconda parte della comunicazione conteneva invece simboli che gi
conosceva. Grokk l'intenzione in maniera imperfetta, ma ebbe l'impressio-
ne che vi fosse una via d'uscita per lui, un modo implicito per superare la
crisi ovvero acconsentendo al desiderio suggerito. Forse, se la donna si
toglieva i vestiti, nessuno dei due avrebbe dovuto scorporarsi. Sorrise con
aria felice. S, per favore disse.
Jill apr la bocca, quindi la richiuse in tutta fretta. La riapri. Cosa? Ma
che mi venga un
Smith grokk la violenza emotiva di quella reazione e si rese conto che,
per qualche motivo, le aveva dato la risposta sbagliata. Inizi a preparare la
sua mente alla scorporazione, assaporando e facendo suo tutto ci che era
stato e tutto ci che aveva visto, concedendo un'attenzione particolare a
questa creatura donna. Poi si rese conto del fatto che la donna era chinata su
di lui e cap, per qualche motivo, che non stava per morire. Lei lo fiss.
Correggimi se sbaglio disse. Mi hai forse chiesto di togliermi i vestiti?
La forma interrogativa e le astrazioni richiedevano una traduzione molto
attenta, ma Smith infine vi riusc. S rispose, sperando che ci non desse
adito a una nuova crisi.
Allora avevo sentito bene. Fratello mio, tu non sei affatto malato.
La prima parola che prese in considerazione fu fratello; la donna gli
stava ricordando che erano stati uniti nel rituale dell'acqua. Chiese l'aiuto
dei suoi compagni di nido per poter adempiere a qualsiasi richiesta di questo
nuovo fratello. Io non sono malato assenti.
Comunque, di sicuro non so come regolarmi per quanto riguarda ci
che non va in te. E non credo proprio che mi spoglier. Ora devo andare.
Si incammin verso la porta. A met strada si ferm e gir la testa, guardan-
dolo con un sorriso malizioso. Comunque puoi chiedermelo ancora, maga-
ri in maniera carina, in diverse circostanze. Sono curiosa di vedere che cosa
succeder.
La donna usc. Smith si rilass sul suo letto ad acqua e lasci che la stan-
za scomparisse lentamente dalla sua mente. Era felice di essere riuscito a
capire in qualche modo che non era necessario che nessuno di loro due mo-
risse ma allo stesso tempo aveva un sacco di cose nuove da grokkare.
L'ultima frase della donna conteneva molti simboli a lui sconosciuti, e quelli
che invece non gli erano nuovi erano stati ordinati da lei in un modo che
non era affatto facile da capire. Ma era felice del fatto che il loro sapore
emotivo fosse stato quello adatto a una comunicazione fra fratelli d'acqua
seppure con l'aggiunta di qualcosa che gli risultava allo stesso tempo inquie-
tante e terribilmente piacevole. Pens a quel suo nuovo fratello, la creatura
donna, e il suo corpo venne percorso da strani brividi. La sensazione gli ri-
cord la prima volta che gli avevano permesso di assistere a una scorpora-
zione e si senti felice, pur senza sapere il perch.
Desider che fosse l con lui il fratello dottor Mahmoud. C'era cos tanto
da grokkare, e cos poco da cui grokkarlo
Jill Boardman pass il resto della giornata in uno stato di leggero stordi-
mento. Riusc a non fare errori nelle medicazioni e rispose automaticamente
ai soliti commenti verbali che le venivano fatti. Ma il volto dell'Uomo di
Marte le rimase impresso nella mente, assieme alle cose pazzesche che le
aveva detto. Non poi tanto pazzesche, si corresse. Aveva prestato servizio
pi di una volta nei reparti psichiatrici, e sapeva bene che i commenti di
quell'uomo non erano quelli di un malato di mente.
Pens che il termine pi adatto per descriverlo era innocente, poi ci ri-
pens e decise che nemmeno quello calzava. L'espressione di quell'uomo
era decisamente ingenua e innocente, ma i suoi occhi non lo erano affatto.
Che genere di creatura poteva avere un volto simile?
Si stava mettendo finalmente in abiti borghesi quando un'altra infermiera
infil la testa nello spogliatoio. Jill, c' una telefonata per te. Jill accett la
chiamata, in solo audio, mentre continuava a vestirsi.
Sto parlando con Florence Nightingale? domand una voce baritonale.
Presente. Sei tu, Ben?
L'ardente sostenitore della libert di stampa, in persona. Piccola, sei per
caso occupata?
Cos'hai in mente?
Ho in mente di portarti fuori, di offrirti una bistecca sanguinolenta, di
corromperti con l'alcol e di farti una domanda.
La risposta rimane sempre no.
Non quella domanda. Un'altra.
Ah, ne conosci anche un'altra? Dimmi, dimmi
Pi tardi. Prima voglio ammorbidirti con il cibo e con l'alcol.
Bistecca vera? Non sintetica?
Garantito. Quando ci infilerai la forchetta, sollever verso di te i suoi
occhi imploranti e ti chieder piet.
Ti hanno dato un conto spese, Ben?
Questa domanda tanto irrilevante quanto ignobile. Allora, che ne
dici?
Mi hai quasi convinta.
Sul terrazzo del centro medico. Fra dieci minuti.
Jill infil nuovamente nell'armadietto il vestito da strada che si stava met-
tendo ed estrasse un abito da sera che teneva l per le emergenze. Si trattava
di un vestito sobrio, appena appena trasparente, che le era costato un mese
di stipendio pur non avendone l'aria; il suo potere sagace era nascosto come
gocce di sonnifero in un drink. Jill si guard allo specchio con aria soddi-
sfatta, quindi prese il tubo a rimbalzo fino al terrazzo.
Una volta sul tetto, chiuse il mantello per ripararsi dal vento mentre si
guardava attorno alla ricerca di Ben Caxton. L'addetto alla supervisione del
terrazzo le sfior un braccio. Signorina Boardman, c' un taxi che vi aspet-
ta; quella Talbot Saloon laggi.
Grazie, Jack. Vide il taxi pronto al decollo, con il portello aperto. Vi si
avvicin, entr, si accinse a rifilare a Ben un complimento ironico sulla sua
galanteria quando si accorse che Ben non c'era affatto. Il taxi era gi pro-
grammato in automatico; il portello si chiuse e il mezzo si sollev in aria,
dirigendosi sopra il fiume Potomac. Jill si appoggi allo schienale e attese.
Il taxi si ferm su una piattaforma pubblica sopra Alexandria, dove sal a
bordo Ben. Quando furono nuovamente in aria, Jill scrut il suo amico con
aria fredda. Caspita, come siamo diventati importanti! Da quando in qua il
tuo tempo cos prezioso che mandi un robot a prendere le tue donne?
Ben allung una mano e le diede due piccole pacche sul ginocchio. Ho i
miei motivi, piccola, ho i miei motivi Non posso permettermi di farmi ve-
dere con te.
Ma guarda un po'!
E tu non ti puoi permettere di essere vista con me. Quindi calmati. Ti
presento le mie scuse. Mi cospargo il capo di cenere. Bacio il tuo dolce pie-
dino. Purtroppo si trattato di una misura necessaria.
Hmmm chi fra noi due il lebbroso?
Tutti e due, anche se in modo diverso. Jill, io sono un giornalista.
Comincio a pensare che sia qualcos'altro.
E tu sei un'infermiera che lavora nell'ospedale in cui ricoverato l'Uo-
mo di Marte. Allarg le braccia e scroll le spalle.
Continua. per questo che non puoi presentarmi a tua madre?
cos difficile da capire, Jill? Ci sono pi di mille cronisti disseminati
in questa zona, senza contare quelli delle agenzie di stampa, quelli che stan-
no affilando le loro asce, i tagliagola, i giornalisti d'assalto e tutta la mandria
che si diretta da queste parti fin dal giorno dell'atterraggio della Cham-
pion. E tutti, me compreso, non desiderano altro che intervistare l'Uomo di
Marte. E per quel che ne so, finora non ci riuscito nessuno. Credi che sa-
rebbe saggio da parte nostra farci vedere assieme mentre lasciamo l'ospeda-
le?
Ummm, forse no. Ma non credo che la cosa abbia una grande importan-
za. Io non sono l'Uomo di Marte.
Le rivolse uno sguardo compiaciuto. Direi proprio di no. Ma forse puoi
farmelo incontrare, ed proprio questo il motivo per cui preferisco non far-
mi vedere con te.
Eh? Ben, forse sei stato un po' troppo tempo al sole senza cappello.
Quell'uomo guardato a vista dai marines. Pens che lei non aveva avuto
molti problemi a scavalcare le guardie, ma decise di tenerselo per s.
Vero. Parliamone.
Non capisco proprio cosa ci sia da discutere.
Pi tardi. Non volevo neanche tirare fuori l'argomento prima di averti
ammorbidita con proteine animali ed etanolo. Prima mangiamo.
Ora mi sembri molto pi razionale. Dove? Il tuo conto spese basta a co-
prire un posto come il New Mayflower? Perch hai un conto spese, non
vero?
Caxton fece una smorfia. Jill, se mangiamo in un ristorante, non mi az-
zarderei a rischiarne uno pi vicino di Louisville, e questo catorcio ci mette-
rebbe almeno un paio d'ore a portarci fin laggi. Che ne dici di una bella ce-
netta a casa mia?
Ben, ricordo ancora perfettamente l'ultima volta. Sono troppo stanca per
lottare.
Nessuno te l'ha chiesto. Qui si tratta di affari. Giuro.
Non so fino a che punto lo preferisco. Se sono al sicuro da sola con te,
forse sto diventando vecchia. Allora, giuri?
Caxton si protese in avanti e premette dei tasti. Il taxi, che era in modali-
t di attesa, si risvegli improvvisamente e si guard attorno, dirigendosi
prontamente verso il residence in cui viveva Ben. Ben prese in mano il tele-
fono. Quanto ti vuoi abbeverare, dolcezza? domand a Jill. Intanto ordi-
no alla cucina quando preparare le bistecche.
Jill ci riflette sopra. Ben, la tua topaia ha una cucina privata?
Una specie. Posso mettere una bistecca sulla griglia, se questo che in-
tendi.
Ci penso io a cucinarla. Dammi il telefono. Snocciol i suoi ordini,
fermandosi per assicurarsi che a Ben piacesse l'indivia.
Il taxi li deposit sul tetto, dal quale scesero fino all'appartamento. La
tana di Ben era piuttosto spoglia e decisamente all'antica. L'unico lusso era
un prato d'erba viva in salotto. Jill si ferm nell'anticamera, si sfil le scarpe
ed entr in salotto a piedi nudi godendo del fresco dell'erbetta fra le dita dei
piedi. Mmm, che bella sensazione. I piedi mi fanno male fin dal primo
giorno di apprendistato da infermiera.
Siediti.
No, voglio che i miei piedi si ricordino di questa sensazione anche do-
mani in corsia.
Come vuoi. Ben entr in cucina e inizi a preparare un paio di cock-
tail.
Dopo un po', Jill lo raggiunse, con l'atteggiamento di chi di casa. La bi-
stecca stava aspettando, accompagnata da patate precotte pronte a essere in-
filate nel forno a ondecorte.
Cond l'insalata, la consegn al frigorifero, quindi digit una combinazio-
ne sul forno affinch le bistecche e le patate risultassero pronte nello stesso
momento, ma non fece partire la cottura. Ben, questo forno non ha un co-
mando a distanza?
Certo che ce l'ha.
Be', non lo trovo.
Ben scrut il pannello di controllo, quindi premette un tasto non contras-
segnato. Jill, che cosa faresti se fossi costretta a cucinare su un fuoco
vivo?
Me la caverei pi che bene. Sono stata una guida scout, e anche brava.
Tu invece, furbacchione?
Ben ignor quel commento, prese un vassoio e torn in salotto. Jill lo se-
gu e si sedette ai suoi piedi, allargando la gonna per evitare di macchiarla
con l'erba. Si dedicarono con seriet ai loro martini. Davanti alla poltrona di
Ben vi era uno stereovisore camuffato da acquario; lui lo accese senza alzar-
si, e i lebistes e i pesci neon scomparvero per cedere il posto al volto di un
giornalista, il celebre Augustus Greaves.
Si pu quindi affermare con una certa sicurezza stava dicendo che
l'Uomo di Marte viene tenuto costantemente sotto l'effetto di farmaci ipnoti-
ci affinch non riveli questi fatti. L'amministrazione si troverebbe infatti in
grande imbarazzo nel caso che
Caxton spense immediatamente. Gus, vecchio mio, disse in tono com-
piaciuto non sai nemmeno un briciolo in pi di quel che so io. Fece una
smorfia. Anche se potresti avere ragione riguardo al fatto che il Governo lo
tenga sotto l'effetto di droghe.
No, falso disse Jill.
Eh? Come dici, piccola?
L'Uomo di Marte non viene affatto drogato. Forse si era lasciata sfug-
gire pi di quanto non avesse voluto. Aggiunse con cautela: Ci sono un
dottore e un infermiere che lo tengono sotto controllo, ma non ho visto al-
cun ordine specifico per l'uso di sedativi o altri farmaci.
Ne sei sicura? Ma tu non sei una delle sue infermiere oppure s?
No, sono solo infermieri maschi. Voglio dire c' un ordine tassativo
secondo il quale non deve essere avvicinato da nessuna donna, e davanti
alla sua porta ci sono due marines muscolosi che fanno in modo che l'ordine
venga rispettato.
Caxton annui. Ne ho sentito parlare. Per, di fatto, tu non puoi sapere se
trattato con dei farmaci o meno. O mi sbaglio?
Jill scrut il suo bicchiere vuoto. Il fatto che la sua parola venisse messa
in dubbio la infastidiva, ma doveva anche rendersi conto che, se voleva ar-
gomentare quanto aveva appena detto, avrebbe dovuto inevitabilmente com-
promettersi. Ben, mi posso fidare di te? Tu non mi tradiresti, vero?
Tradirti? E in che modo?
In qualsiasi modo.
Be' un po' generico, ma ci sto lo stesso.
Va bene. Ma prima versamene un altro. Lui lo fece, e Jill continu.
So che l'Uomo di Marte non sotto l'effetto di sedativi perch ho avuto
modo di parlargli.
Caxton emise un fischio modulato. Lo sapevo. Stamattina, quando mi
sono svegliato, mi sono detto, Vai a trovare Jill. Lei il tuo asso nella ma-
nica. Dolcezza mia, fatti un altro drink. Fattene sei. Tieni, beviti tutta la
brocca.
Non cos in fretta, grazie.
Come preferisci. Posso massaggiare i tuoi poveri piedini stanchi? Si-
gnorina, lei sta per essere intervistata. Il pubblico freme d'impazienza nel-
l'attesa. Bene, iniziamo dal principio. Come
No, Ben! Hai promesso, ricordi? Basta che tu citi il mio nome e perder
il lavoro in un attimo.
Mmm probabile. Che ne dici di fonti attendibili ci riferiscono?
Avrei paura ugualmente.
E allora? Non vuoi parlare con lo zio Ben? Hai forse intenzione di la-
sciarlo morire di frustrazione per poi mangiarti la bistecca da sola?
Va bene, parler; visto che sono arrivata a questo punto Ma tu non
userai nulla di quel che ti dir. Ben tacque, per non provocare una discus-
sione. Jill gli raccont come aveva raggirato le guardie.
Lui la interruppe. Ehi! Potresti rifarlo?
Cosa? Immagino di s, ma non lo far. troppo rischioso.
Ma non potresti fare entrare me allo stesso modo? Certo che potresti.
Senti, mi vestir da elettricista, con una tuta sporca, lo stemma della ditta, la
cassetta degli attrezzi basta che tu mi passi il passepartout e
No!
Senti bambina mia, sii ragionevole. Scommetto quattro a uno che la
met dei medici che gli girano attorno sono avvoltoi assoldati da un tele-
giornale o dall'altro. Questa la pi grande storia che l'umanit abbia mai
sentito dai tempi in cui Colombo freg Isabella, convincendola a impegnare
i suoi gioielli. L'unica cosa che mi preoccupa realmente che potrei trovare
un altro falso elettricista
Invece l'unica cosa che preoccupa me sono io lo interruppe Jill. Tu
hai in ballo solo uno scoop, io la mia intera carriera. Mi butterebbero fuori
dalla citt a calci. Come infermiera sarei finita.
Mmm in effetti
In effetti s.
Signorina, stiamo per offrirle del denaro sottobanco.
Quanto? Ce ne vorr un bel po' per mantenermi a un certo livello per il
resto della vita a Rio de Janeiro.
Be' naturalmente questa storia vale un bel po' di soldi, ma non puoi
certo aspettarti che offra di pi di quanto non ti offrirebbero la Associated
Press o la Reuters. Che ne dici di cento?
Per chi mi hai presa?
Questo l'abbiamo gi stabilito. Stiamo solo trattando il prezzo. Cento-
cinquanta?
Versami un altro drink e trovami il numero dell'Associated Press.
Campidogno 10-9000. Jill, vuoi sposarmi? la massima offerta che ti
posso fare. Lei alz lo sguardo, esterrefatta. Che cosa hai detto?
Vuoi sposarmi? Cos, quando ti butteranno fuori dalla citt a calci, io
sar l ai confini del territorio comunale ad aspettarti, per portarti via da
questa sordida esistenza. Ti porter qui a rinfrescarti le dita dei piedi nella
mia erba nella nostra erba, e ti potrai dimenticare della tua ignominia. Ma
ti assicuro che prima devi farmi entrare in quella stanza d'ospedale.
Ben, sembri quasi serio. Se chiamo al telefono un Testimone Leale: sei
disposto a ripetere la tua offerta davanti a lui?
Caxton emise un sospiro. Jill, sei una donna molto difficile. Chiama il
Testimone.
Si alz in piedi. Oh, Ben, disse in tono dolce non necessario. Gli
arruff i capelli e lo baci. Ma non scherzare mai sul matrimonio con una
zitella.
Ma io non stavo scherzando.
Chiss pulisciti il rossetto e ti racconter tutto quel che so, poi pren-
deremo in considerazione come usare il tutto senza farci buttare fuori dalla
citt a calci. D'accordo?
D'accordo.
Gli forni un resoconto dettagliato. Sono certa che non era sotto l'effetto
di alcun tipo di droga, e sono altrettanto sicura che si tratti di un individuo
psicologicamente equilibrato, anche se non so perch ho questa certezza, vi-
ste le domande assurde che mi ha fatto e il modo pazzesco in cui parlava.
Comunque, non credo proprio che sia un individuo psicotico.
Sarebbe ancora pi assurdo se non parlasse in maniera strana.
Eh?
Ragiona, Jill. Pur non sapendo molto di Marte, ovvio che deve essere
molto diverso dalla Terra; e i marziani, qualunque cosa siano, non possono
avere nulla a che vedere con gli umani. Immagina se ti spedissero improvvi-
samente in una trib che vive in una giungla fitta e remota, dove non hanno
mai visto una donna bianca in vita loro. Pensi che conosceresti e afferreresti
al volo tutte le piccole sfumature verbali di una cultura che va avanti da
chiss quanti anni? Il tuo modo di parlare sembrerebbe un po' strano a quel-
la gente, no? E l'analogia che ho fatto anche molto riduttiva. Di fatto, il
caso in questione molto pi strano.
Jill annui. C'ero arrivata anch'io, ed per questo che non ho tenuto in
considerazione i suoi strani commenti. Non sono del tutto stupida.
Anzi, sei molto sveglia, per essere una donna.
Vuoi forse che versi questo martini sui tuoi capelli gi radi?
Le mie scuse. Le donne sono molto pi intelligenti degli uomini; un
fatto provato dalla nostra struttura culturale. Dammi, te lo riempio.
Jill accett l'offerta di pace e prosegui. Ben, quell'ordine di non fargli
vedere donne davvero assurdo. Non mica un maniaco sessuale.
Sicuramente non vorranno sconvolgerlo con troppe sollecitazioni.
Ma non era sconvolto, era semplicemente interessato. Mi guardava in
modo completamente diverso da come mi guarda un uomo.
Se tu avessi esaudito la sua richiesta di spogliarello privato, non si pu
dire quel che sarebbe potuto accadere. Probabilmente dotato di tutti gli
istinti necessari, e in pi non avr alcuna inibizione.
Non credo proprio. Credo che gli abbiano gi detto degli uomini e delle
donne. Voleva solo vedere in che cosa eravamo diversi.
Vive la difference! esclam Caxton con entusiasmo.
Non essere pi sciocco del necessario.
Dici a me? Ma io non sono stato sciocco, sono stato riverente. Stavo
ringraziando tutte le divinit per essere nato terrestre e non marziano.
Sii serio.
Non sono mai stato pi serio.
Allora stai zitto. Smith non mi avrebbe procurato alcun fastidio. Proba-
bilmente mi avrebbe ringraziato in tono austero. Tu non hai visto la sua fac-
cia, io s.
Perch, cos'ha la sua faccia?
Jill assunse un'espressione dubbiosa. Non saprei come descriverla
Anzi, s! Ben, hai mai visto un angelo?
Solo te, dolcezza. Per il resto, direi di no.
Nemmeno io per assomigliava proprio a un angelo. Ha degli occhi
vecchi e saggi, e un volto completamente placido, sereno, un volto di inno-
cenza ultraterrena. Rabbrivid.
Ultraterreno senza dubbio la parola pi adatta rispose lentamente
Ben. Mi piacerebbe vederlo.
Vorrei anch'io che tu lo avessi visto. Ben, ma come mai insistono nel te-
nerlo rinchiuso a quel modo? Non farebbe male a una mosca, ne sono cer-
ta.
Caxton un le punte delle dita. Be', anzitutto vorranno proteggerlo.
cresciuto con la gravit di Marte, e di conseguenza sar debole come un gat-
tino.
S, naturale. Basta guardarlo per capirlo. Ma la debolezza muscolare
non una cosa pericolosa; la miastenia gravis molto peggio e riusciamo a
cavarcela benissimo anche in quei casi.
Probabilmente vorranno anche evitare che prenda qualche malattia.
come uno di quegli animali sperimentali che tengono a Notre Dame; non
mai stato esposto.
Certo, non avr anticorpi. Per, secondo le voci che circolano in sala
mensa, pare che il dottor Nelson, quello della Champion, ci abbia gi pensa-
to nel corso del loro viaggio di ritorno. Lo ha sottoposto a ripetute trasfusio-
ni, e pare che abbia sostituito pi o meno la met del suo tessuto sangui-
gno.
Veramente? Posso usare quest'ultima, Jill? una notizia niente male.
E va bene, basta che non mi citi come fonte. Pare anche che lo abbiano
vaccinato contro quasi ogni malattia. Solo che, se vogliono limitarsi a pro-
teggerlo dalle infezioni, mi sembra assurdo che mettano delle guardie arma-
te davanti alla sua porta.
Mmmm Jill, credo di conoscere dei dettagli di cui forse tu non sei a
conoscenza. Non ho potuto usarli ancora perch devo proteggere le mie fon-
ti, allo stesso modo in cui devo proteggere te. Ma a te lo dir; te lo sei gua-
dagnato. Basta che lo tieni per te.
Oh, non ti preoccupare.
una storia abbastanza lunga. Vuoi un altro drink?
No, facciamo cuocere la bistecca. Qual il bottone?
Questo.
Be', premilo.
Io? Non ti eri offerta di cucinare? Dov' andato a finire quello spirito da
scout di cui ti vantavi poco fa?
Ben Caxton, piuttosto che alzarmi per premere un bottone che si trova a
dieci centimetri dalla tua mano destra, rimarrei qui sdraiata nell'erba a sof-
frire la fame in eterno.
Come desideri. Premette il tasto. Ma poi non dimenticarti chi ha cuci-
nato. Bene, parliamo di Valentine Michael Smith. Innanzitutto, vi sono gros-
si dubbi sul fatto che possa effettivamente usufruire del cognome Smith.
Ripeti, prego?
Dolcezza, a quanto pare il tuo amichetto rappresenta il primo esempio
di bastardo interplanetario. Il primo esempio di figlio dell'amore, voglio
dire.
Che diavolo dici?
Per favore, cerca di usare un linguaggio pi signorile. Non ricordi nulla
dell'equipaggio della Envoy? Non importa, ti illustrer i punti salienti. Si
trattava di un equipaggio di otto persone, quattro coppie sposate. Due cop-
pie erano composte dal capitano e la signora Brant e dal dottore e la signora
Smith. A quanto pare, il tuo amichetto dalla faccia d'angelo sarebbe il figlio
della signora Smith e del capitano Brant.
E come fanno a saperlo? E in ogni caso, chi se ne frega? Jill si mise a
sedere e assunse un'espressione indignata. scorretto tirare fuori uno scan-
dalo dopo tutto questo tempo. Tanto sono tutti morti; lasciateli in pace, no?
Come facciano a saperlo, puoi immaginarlo tu stessa. Tipologia del san-
gue, fattore Rh, colore degli occhi e dei capelli, tutti quei fattori genetici, in-
somma probabilmente ne sai molto pi tu di me. In ogni caso, matema-
ticamente certo che sua madre fosse Mary Jane Lyle Smith e che suo padre
fosse il capitano Michael Brant. Tutti questi erano dati di fatto per l'intero
equipaggio della Envoy. Non credo che siano mai esistite e otto persone i
cui movimenti erano controllati e registrati in modo cos preciso. Inoltre,
grazie a questo fatto, Valentine Michael Smith ha ereditato degli ottimi geni;
suo padre aveva un quoziente intellettivo di 163, sua madre aveva addirittu-
ra un 170, ed entrambi erano ai vertici nei loro campi professionali. In quan-
to a chi se ne frega, continu Ben c' un sacco di gente a cui interessa
molto, e ce ne saranno anche altri, non appena tutti questi fatti verranno resi
pubblici. Hai mai sentito parlare del Lyle Drive?
Naturalmente. il sistema di propulsione che usava la Champion.
Come qualsiasi altra astronave, di questi tempi. E chi l'ha inventato?
Non lo Aspetta un attimo! Non vorrai mica dire che lei
Un sigaro per la signorina! La dottoressa Mary Jane Lyle Smith. Sapeva
benissimo di avere qualcosa di importante fra le mani, anche se bisognava
ancora sviluppare alcuni dettagli tecnici del suo progetto. Quindi, prima di
partire con la spedizione, ha richiesto una dozzina di brevetti base, affidan-
doli a una societ fiduciaria, e non una compagnia senza scopi di lucro,
bada bene. Poi ha affidato il controllo e le entrate provvisorie alla Science
Foundation. Cos, alla fine, ci ha messo su le mani il Governo solo che la
propriet del brevetto appartiene al tuo amichetto con la faccia d'angelo. Su
questo non ci sono dubbi. E quel brevetto vale milioni di dollari. Forse cen-
tinaia di milioni.
La cena era ormai pronta. Caxton usava dei tavoli a soffitto per protegge-
re il suo prato. Ne abbass uno al livello della sua poltrona e un altro ad al-
tezza giapponese affinch Jill potesse mangiare rimanendo seduta sull'erba.
tenera? domand.
Fantastica! rispose lei con la bocca piena.
Grazie. E ricorda, l'ho cucinata io.
Ben, disse Jill dopo aver mandato gi il boccone ma il fatto che Smi-
th sia voglio dire, che sia un figlio illegittimo ha ugualmente il diritto
di ereditare?
Non illegittimo. La dottoressa Mary Jane era di Berkeley, e le leggi
della California negano completamente il concetto di figlio bastardo. E lo
stesso vale anche per il capitano Brant, poich anche la Nuova Zelanda ha
leggi molto civili al riguardo. Per le leggi dello Stato del marito di Mary
Jane, invece, il dottor Ward Smith, qualsiasi figlio nato nel corso del matri-
monio viene considerato legittimo, a prescindere da qualsiasi altro fattore.
Cara Jill, abbiamo in pratica un uomo che figlio di ben tre genitori diver-
si.
Cosa? Aspetta un attimo, Ben; non pu essere tutte e due le cose. O una
o l'altra, ma non entrambe. Non sono un avvocato, ma
E si vede che non lo sei. Certe astrazioni legali non impensieriscono af-
fatto gli avvocati. Smith legittimo in diversi modi per diverse giurisdizio-
ni, anche se probabilmente si tratta di un bastardo dal punto di vista della di-
scendenza puramente fisica. Di conseguenza, l'erede lui. E a parte tutto
quel che ti ho detto, sua madre era una donna ricca e i suoi padri erano en-
trambi piuttosto ben messi. Brant era rimasto scapolo fino a poco prima del-
la spedizione, e aveva investito la gran parte della sua paga scandalosa in
quanto pilota della spedizione sulla Luna nelle azioni della Lunar Enterpri-
ses Limited. Sai benissimo il valore che hanno oggi quei titoli hanno ap-
pena deliberato un nuovo dividendo triplo. Brant aveva un solo difetto, il
gioco d'azzardo, ma vinceva regolarmente, e investiva anche quei soldi. E in
quanto a Ward Smith, era ricco di famiglia; divent un medico e uno scien-
ziato solo per suo capriccio personale. Ebbene, Smith l'erede legittimo di
entrambi.
Caspita!
E non tutto, dolcezza. Smith erede anche di tutto il resto dell'equi-
paggio.
Eh?
Tutti e otto hanno firmato un contratto in base al quale sono diventati
tutti eredi l'uno dell'altro; loro e la loro eventuale prole. E tutti loro erano
personaggi con un certo potere economico; insieme, possedevano una vera e
propria fortuna. C' in ballo un considerevole pacchetto azionario della Lu-
nar Enterprises, oltre ai titoli posseduti da Brant. Potrebbe addirittura risul-
tare che Smith possegga una partecipazione di controllo, o perlomeno un
blocco di maggioranza in un'eventuale assemblea fra soci.
Jill pens a quella creatura infantile che aveva fatto di un semplice sorso
d'acqua una cerimonia tanto toccante e si ritrov a provare pena per lui. Ma
Caxton continu: Non sai come mi piacerebbe dare un'occhiata al libro di
bordo della Envoy. Ho saputo che l'hanno recuperato, ma dubito fortemente
che lo diffonderanno.
E perch no?
Perch una brutta storia. Ho saputo quanto bastava per esserne sicuro
prima che il mio informatore si rendesse conto della situazione e decidesse
di non parlare pi. Il dottor Ward Smith fece venire alla luce il figlio di sua
moglie con un parto cesareo, e lei mor sul tavolo operatorio. A quanto pare
lui aveva sopportato il tradimento fino a quel momento. Ma ci che fece in
seguito dimostra che sapeva come stavano le cose; con lo stesso bisturi, ta-
gli la gola del capitano Brant, e poi si tagli la sua. Mi dispiace, dolcezza.
Jill rabbrivid. Sono un'infermiera. Ormai sono immune a certe cose.
Sei una bugiarda e per questo ti voglio bene. Ho fatto la cronaca nera
per ben tre anni, Jill, e non posso certo dire di essermi abituato a vedere ca-
daveri.
E che ne stato degli altri?
quello che vorrei sapere. Finch non riusciamo a strappare dalle mani
dei burocrati e dei militari quel giornale di bordo, non lo sapremo mai e
sono ancora un giornalista abbastanza ingenuo da pensare che avremmo tut-
ti i diritti di conoscere la verit. La segretezza genera tirannia.
Ben, forse per lui sarebbe meglio se gli fregassero l'eredit. un tipo
molto be', ultraterreno.
il termine pi adatto, senza dubbio. E non credo nemmeno che abbia
bisogno di tutti quei soldi; l'Uomo di Marte non salter mai un pasto. Qual-
siasi governo, per non parlare di migliaia di universit, sarebbe felice di
averlo come ospite fisso e privilegiato.
Gli conviene decisamente mettere una firma e dimenticarsi di tutto.
Non cos semplice, Jill. Hai mai sentito parlare del famoso caso della
General Atomics contro Larkin?
Non esattamente. Stai parlando della Sentenza Larkin. L'ho studiata a
scuola, come tutti, del resto. Ma che cosa c'entra questo con Smith?
Torna indietro negli anni. Il primo razzo inviato dai Russi sulla Luna.
Poi gli Stati Uniti e il Canada si accordarono per mandarne un altro, che riu-
sc ad andare e a tornare ma non lasci nessuno sul posto. Cos, quando gli
Stati Uniti e il Commonwealth decisero di mandare una spedizione di coloni
sotto la sponsorizzazione nominale della Federazione e la Russia stava per
fare la stessa cosa, la General Atomics li freg tutti e due mandando sulla
Luna una sua spedizione di coloni partita da un'isola presa in prestito dall'E-
cuador. Quando la spedizione della Federazione, seguita a ruota da quella
russa, atterr sulla Luna, trov gi l ad aspettarla il gruppo della General
Atomics, belli piazzati e tranquilli.
Sai benissimo ci che accadde in seguito: la General Atomics, ditta
svizzera controllata da interessi americani, chiese di far valere i suoi diritti
di propriet sulla Luna stessa. La Federazione non poteva semplicemente
spazzarli via; sarebbe stato eccessivo, e i russi non avrebbero mandato gi il
boccone. Cos, l'Alta Corte decise che una societ di capitali, soggetto giuri-
dico puramente astratto, non poteva possedere un pianeta; di conseguenza i
veri proprietari del pianeta divennero gli uomini in carne e ossa che avevano
occupato fisicamente il territorio: Larkin e soci. Furono riconosciuti come
Stato sovrano e furono annessi nella Federazione, dando qualche fetta a
quelli che stavano dentro e fornendo una grossa concessione alla General
Atomics e alla sua ditta figlia, la Lunar Enterprises. Fu un accordo che non
and a genio a nessuno, fra parentesi l'Alta Corte della Federazione a quei
tempi non aveva tutto il potere che ha oggi, ma alla fine tutti dovettero ac-
cettarlo. Ne risultarono delle leggi piuttosto severe per quanto riguarda la
colonizzazione dei pianeti, tutte basate sulla Sentenza Larkin e intese a evi-
tare spargimenti di sangue. E funzion anche; la storia ci insegna che la Ter-
za Guerra Mondiale non inizi certo per un conflitto su questioni di viaggi
spaziali o simili. Quindi, oggi come oggi, la Sentenza Larkin parte inte-
grante della nostra giurisprudenza planetaria, ed perfettamente applicabile
anche nel caso di Smith.
Jill scosse il capo. Non capisco il collegamento. Forse i martini mi han-
no
Pensaci, Jill. Per le nostre leggi, Smith addirittura uno Stato sovrano
in persona nonch unico proprietario del pianeta Marte.
5

Jill sgran gli occhi. Credo proprio di aver bevuto un po' troppi martini,
Ben. Giurerei di averti sentito dire che quel paziente proprietario del pia-
neta Marte.
Lo . Ha occupato il territorio, senza alcuna assistenza, per tutto il tem-
po richiesto. Smith il pianeta Marte; ne il re, il presidente, l'unico titola-
re, quello che vuoi. Se il capitano della Champion non avesse lasciato della
gente lass, i diritti di propriet di Smith sarebbero decaduti. Ma di fatto ne
ha lasciata, e di conseguenza l'occupazione del territorio di Marte continua
anche se Smith tornato sulla Terra. Inoltre Smith non ha nemmeno biso-
gno di dividere la sua eredit con i nuovi colonizzatori; finch non concede
loro la cittadinanza marziana, non sono altro che semplici immigrati.
Incredibile!
Indubbiamente. Ed perfino legale. Mia cara, ora capisci perch tanta
gente vuole sapere chi Smith e da dove viene fuori? E perch il Governo
tanto interessato a tenerlo nascosto? Ci che stanno facendo non legittimo;
per nascita, Smith anche cittadino degli Stati Uniti e della Federazione;
possiede una doppia cittadinanza, senza alcun genere di conflitto. Tenere un
cittadino segregato, anche se si tratta di un criminale condannato, illegale
in tutto il territorio della Federazione. Si tratta di una delle normative decise
alla fine della Terza Guerra Mondiale. Ma dubito fortemente che Smith co-
nosca i suoi diritti. Inoltre, la storia ci insegna che tenere segregato un mo-
narca in visita con intenzioni puramente amichevoli, quale lui , senza per-
mettergli di vedere nessuno, soprattutto la stampa, ovvero me, viene consi-
derato un gesto a dir poco oltraggioso. Sei ancora contraria a farmi entrare
come falso elettricista?
Eh? Semmai mi hai spaventata ancor di pi. Ben, se mi avessero becca-
ta stamattina, che cosa credi che mi avrebbero fatto?
Mmm nulla di violento. Ti avrebbero semplicemente rinchiusa in una
cella imbottita, con una prescrizione firmata da tre medici, e ti avrebbero
permesso di ricevere posta ogni due anni bisestili. No, non ce l'hanno con
te. Mi domando invece che cosa faranno a lui.
Perch, che cosa possono fare?
Be', potrebbe capitargli di morire diciamo per sovraffaticamento da
gravit. Sarebbe un gran colpo per l'amministrazione.
Vuoi dire che potrebbero assassinarlo?
Non usare queste brutte parole. Non credo proprio che lo farebbero. In-
nanzitutto una miniera di informazioni; persino la gente comune se ne ren-
de conto. Potrebbe valere pi di Newton, Einstein e altri cinque o sei geni
messi assieme. Non credo che oserebbero toccarlo finch non ne sono sicu-
ri. E in secondo luogo, lo si pu considerare come una sorta di ponte, un
ambasciatore, un interprete unico fra la razza umana e l'unica altra razza ci-
vilizzata che abbiamo incontrato finora sulla nostra strada. Hai mai letto La
guerra dei mondi di H.G. Wells?
Un sacco di tempo fa, a scuola.
Allora prendi in considerazione l'idea che i marziani possano decidere
di dichiarare guerra alla Terra, e che vincano. Potrebbe accadere, e non ab-
biamo assolutamente idea del loro potenziale militare. Il nostro ragazzo,
Smith, potrebbe essere l'unico in grado di impedire la prima grande guerra
interplanetaria. E anche se si tratta di una possibilit remota, l'amministra-
zione non pu permettersi di ignorarla finch non si sa per certo come stan-
no le cose. La scoperta dell'esistenza di vita intelligente sul pianeta Marte
qualcosa che non siamo ancora riusciti a inquadrare, dal punto di vista poli-
tico.
Allora credi che sia al sicuro?
Probabilmente, per il momento. Il Segretario generale deve tirare a in-
dovinare, e non pu permettersi di sbagliare. Come ben sai, la sua ammini-
strazione gi traballante.
Non mi occupo di politica.
Be', dovresti farlo. solo un pochino meno importante del tuo battito
cardiaco.
Non faccio caso nemmeno a quello.
Non interrompermi mentre disquisisco. La maggioranza capeggiata da-
gli Stati Uniti potrebbe crollare nottetempo. Ci sarebbe sicuramente un voto
di sfiducia, nuove elezioni, e l'onorevole Segretario generale Douglas sareb-
be costretto a tornare al suo studio legale da quattro soldi. Il suo destino di-
pende dall'Uomo di Marte. Allora, mi fai entrare in quella camera o no?
Assolutamente no. Ho intenzione di entrare in convento. C' del caff?
Vado a vedere.
Si alzarono in piedi entrambi. Jill si stiracchi. Oh, le mie vecchie
ossa! disse. E guarda che ore sono! Lascia stare il caff, Ben. Domani mi
aspetta una giornata dura, dovr cercare di essere gentile con i pazienti anti-
patici e di tenermi alla larga dai medici. Accompagnami a casa, ti spiace?
Anzi, chiamami un taxi, pi sicuro.
Okay, anche se la notte ancora giovane. Ben si diresse in camera da
letto, da dove usc tenendo in mano un oggetto rettangolare delle dimensioni
di un piccolo accendino. Sei sicura di non avere intenzione di farmi entra-
re? Cavolo, Ben mi piacerebbe, ma
Non fa niente. Non te lo lascerei fare comunque; veramente pericolo-
so, e non solo per la tua carriera. Era solo per convincerti ad accettare que-
sto le mostr l'oggettino metallico. Ti spiacerebbe mettergli addosso que-
sto affarino?
Che cos'?
La pi grande manna mai caduta sulle teste degli avvocati divorzisti e
delle spie dai tempi in cui furono inventati i cocktail drogati. Un microregi-
stratore che non pu essere individuato dai rilevatori. Dentro ci sono solo
transistor, resistenze, condensatori e cose del genere, il tutto imbottito in
plastica, in modo da resistere agli urti. L'alimentazione ha lo stesso quantita-
tivo di radioattivit che potresti trovare sul quadrante di un orologio, solo
che tutto schermato. Funziona per ventiquattro ore di registrazione, dopo-
dich basta sostituire il nastro.
Pu esplodere? domand lei in tono nervoso.
Potresti cuocerlo in una torta.
Ma Ben, dopo tutto quello che mi hai detto, ho un po' paura a tornare
nella sua stanza.
Non necessario. Puoi entrare nella stanza accanto, no?
Be', s.
Basta che lo fissi sul muro dalla parte comunicante con la camera di
Smith, magari con del nastro chirurgico, e capter tutto quello che si dice
nella stanza accanto. C' forse un armadietto, o qualcosa del genere?
Jill riflett. Se entro ed esco da l troppo spesso finiranno per notarmi;
in effetti fa parte della sua stanza privata. Magari potrebbero anche iniziare
ad usarla. Senti, Ben, quella stanza ha una terza parete in comune con un'al-
tra stanza che d su un altro corridoio. Va bene lo stesso?
Va benissimo. Lo farai?
Ummm Ci penser su e vedr di sondare il terreno.
Caxton lucid il piccolo apparecchio con il suo fazzoletto. Mettiti i
guanti disse.
Perch?
Perch il possesso di questo oggetto leggermente illegale dicono
che vale una piccola vacanza dietro le sbarre.
Usa sempre i guanti quando lo adoperi, anche quando cambi la bobina
e non farti beccare.
Ma che pensiero carino!
Vuoi che lasciamo perdere?
Jill emise un lungo sospiro. No. Ho sempre desiderato essere una crimi-
nale. Mi insegnerai anche il gergo dei gangster? Voglio essere degna di te.
Brava ragazza! Si accese una luce sopra la porta dell'appartamento.
Ben alz lo sguardo. Deve essere il tuo taxi. L'ho chiamato mentre andavo
a prendere questo affare.
Oh. Trovami le scarpe, ti spiace? E non mi accompagnare sul terrazzo.
Meno ci vedono insieme da questo momento in poi, meglio .
Come desideri.
Dopo averle infilato le scarpe, Ben torn in posizione eretta; Jill gli prese
la testa fra le mani e lo baci. Caro Ben! Non credo che ne verr fuori nul-
la di buono, e non mi ero mai resa conto che tu fossi un criminale ma sei
un buon cuoco, finch programmo io la combinazione e magari, se riesco
nuovamente a spingerti a fare quella proposta, potrei anche sposarti.
L'offerta sempre valida.
Ma i gangster sposano le loro pupe? Mah, vedremo Se ne and di
tutta fretta.

Jill Boardman ebbe modo di piazzare il registratore senza difficolt. La


paziente della stanza adiacente nel corridoio successivo era bloccata a letto,
e Jill si fermava spesso da lei per chiacchierare un po'. Lo attacc al muro
sopra lo scaffale di un armadietto mentre parlavano del fatto che le addette
alle pulizie non spolveravano mai sopra gli armadi. Sostituire il nastro il
giorno dopo fu altrettanto semplice: la paziente stava dormendo. Quando si
risvegli assunse un'espressione perplessa, poich vide Jill in piedi su una
sedia. Jill la distrasse raccontandole una storia di corsia tanto piccante quan-
to inventata. Mand la registrazione a Ben via posta, usando l'ufficio postale
dell'ospedale stesso: si fidava pi della cecit impersonale del servizio po-
stale che di qualunque trucco da storia di cappa e spada. Ma il suo tentativo
di inserire una terza bobina falli miseramente. Aveva aspettato l'ora in cui la
paziente si addormentava per agire, ma quest'ultima si era svegliata proprio
mentre montava sulla sedia. Oh! Salve, signorina Boardman.
Jill si immobilizz, tenendo una mano appoggiata al registratore. Salve,
signora Fritschlie riusc a rispondere. Ha dormito bene?
Benino rispose seccata la donna. Mi fa male la schiena.
Vuole un massaggio?
Non che serva a molto. Come mai sempre l a rovistare nel mio arma-
dietto? C' qualcosa che non va?
Jill tent di mantenere il controllo dei nervi. Non una donna sospettosa,
si disse. Topi butt l.
Topi? Io non li sopporto i topi! Voglio cambiare stanza, immediatamen-
te.
Jill strapp l'apparecchietto dalla parete e se lo infil in tasca. Quindi sce-
se dalla seggiola e parl alla paziente. Stia tranquilla, signora Fritschlie:
stavo solo controllando che non ci fossero buchi nell'armadio. Non ce ne
sono.
sicura?
Sicurissima. Ora le faccio questo massaggio. Si giri.
Jill decise che non era pi il caso di lasciare il registratore in quella stan-
za; si sarebbe assunta il rischio di piazzarlo nella stanza vuota adiacente alla
K-12, quella dell'Uomo di Marte. Quando riusc finalmente a liberarsi dal
lavoro, era ormai prossima l'ora della pausa di mezzogiorno. Prese il passe-
partout.
Ma ben presto si accorse che non ne aveva bisogno; la porta era aperta, e
a presidiarla vi erano altri due marines. La guardia era stata raddoppiata.
Uno dei due alz lo sguardo quando lei apr la porta. Cerca qualcuno? do-
mand.
No. rispose seccamente. E, ragazzi, non sedetevi sul letto. Se avete
bisogno di altre sedie, ve le faremo avere. Mantenne lo sguardo fisso sul
soldato che si alzava in piedi, quindi se ne and, cercando di celare il suo
nervosismo.
Quando venne finalmente l'ora di staccare, il registratore era ancora nella
sua tasca, pi che mai bollente. Jill decise di restituirlo immediatamente a
Caxton. Si cambi, infil il piccolo apparecchio nella borsa e sal sul terraz-
zo. Solo quando fu a mezz'aria, diretta verso l'appartamento di Ben, inizi a
sentirsi un po' meglio. Lo chiam dal telefono del taxi.
Casa Caxton.
Ben, sono Jill. Sei da solo? Ho bisogno di vederti.
Non credo che sia una grande idea, tesoro rispose lui lentamente. Non
ora.
Ben, ho bisogno di vederti. Sto arrivando.
Va be', se cos
Quanto entusiasmo!
Senti dolcezza, lo sai benissimo che non per
Ciao! Chiuse la comunicazione, si rilass e decise che non se la sareb-
be presa con Ben; in fondo si erano entrambi imbarcati in un'impresa pi
grande di loro. Di certo lei avrebbe fatto meglio a dedicarsi alla medicina,
lasciando stare la politica.
Quando vide Ben si senti sollevata, e quando lo baci e si lasci andare
fra le sue braccia fu addirittura a suo agio. Ben era talmente caro forse
avrebbe davvero fatto bene a sposarlo. Ma quando cerc di parlare, lui le
appoggi una mano sulla bocca, sussurrandole in un orecchio: Non parlare.
Nessun nome e null'altro che amenit. Potrebbero esserci dei microfoni qui
dentro.
Jill annui e si lasci condurre in salotto. Senza dire una parola, tir fuori
il microregistratore e glielo porse. Vedendo che gli stava consegnando l'inte-
ro apparecchio e non solo una bobina, Ben sollev le sopracciglia, ma non
fece alcun commento. Le porse invece una copia del Post del pomeriggio.
Hai letto il giornale? le domand in tono naturale. Dagli un'occhiata
mentre mi lavo.
Grazie rispose Jill. Mentre lo prendeva in mano, lui le indic una co-
lonna in particolare, quindi usc dalla stanza, portando con s il registratore.
Jill vide che si trattava della sua rubrica quotidiana:

IL NIDO DEL CORVO


di Ben Caxton

Tutti noi sappiamo che le prigioni e gli ospedali hanno una


caratteristica comune: uscirne pu essere molto difficile. Da
un certo punto di vista, anzi, un prigioniero pu risultare an-
che pi libero di un paziente, poich ha la facolt di chiamare
il suo avvocato, il diritto di chiedere l'intervento di un Testi-
mone Leale, pu invocare l'habeas corpus e pu addirittura
citare in giudizio i suoi carcerieri. Tuttavia, per far sprofonda-
re un qualsiasi paziente di ospedale in un oblio assoluto come
quello subito dall'uomo dalla Maschera d'Acciaio, sufficien-
te che uno degli stregoni della nostra particolare trib affigga
sulla porta del suddetto un cartello con la scritta DIVIETO
D'ACCESSO AI VISITATORI. A dir la verit, questa restrizione di soli-
to non sufficiente a tenere fuori i parenti pi prossimi del
malato; tuttavia, il paziente di cui vi voglio parlare, l'Uomo di
Marte, sembra non avere parenti prossimi a disposizione. L'e-
quipaggio della sfortunata astronave Envoy aveva ben pochi
legami qui sulla Terra, e se l'Uomo dalla Maschera d'Acciaio,
o meglio, l'Uomo di Marte possiede effettivamente qualche
familiare disposto a curare per lui i suoi interessi, diverse mi-
gliaia di giornalisti assatanati (me compreso) non sono finora
riusciti a verificarlo.
Chi fa da portavoce all'Uomo di Marte? Chi ha ordinato
che venisse guardato a vista dai marines? Da quale terribile
malattia afflitto, dato che nessuno ha il permesso di visitarlo
o anche solo di dargli un'occhiata? Lo sto chiedendo a lei, si-
gnor Segretario generale; la spiegazione ufficiale parla di de-
bolezza fisica e affaticamento da gravit. Ebbene, queste
giustificazioni non sono sufficienti. Se il problema fosse dav-
vero questo, al posto delle guardie annate ci sarebbe sempli-
cemente un'infermiera da ottanta chili. Mi viene dunque da
chiedermi: che il suo malanno sia di natura economica? O,
peggio ancora (diciamolo a bassa voce), forse di natura poli-
tica?

L'articolo proseguiva, sempre sullo stesso tono. Jill cap che Ben stava
volutamente provocando l'amministrazione, cercando di spingerli a mostra-
re Smith al pubblico. A cosa avrebbe potuto portare tutto ci, non ne aveva
la minima idea, dato che il suo universo non comprendeva l'alta politica e
l'alta finanza. Pi che altro, percepiva che sfidando a quel modo le autorit
Caxton stava correndo dei grossi rischi; tuttavia, Jill non aveva alcuna idea
della misura del pericolo, e tantomeno della forma che avrebbe potuto assu-
mere.
Sfogli il resto del giornale; vi erano parecchi articoli sul ritorno della
Champion, con una foto del Segretario generale Douglas che appuntava me-
daglie sul petto degli uomini dell'equipaggio, interviste al capitano van
Tromp e ad altri membri di quella valorosa spedizione, foto di marziani e di
citt marziane. Riguardo a Smith vi era ben poco, a parte uno scarno bollet-
tino medico secondo il quale si stava riprendendo lentamente, seppure in
maniera soddisfacente, dagli effetti del lungo viaggio.
Ben entr in salotto e le appoggi in grembo alcuni fogli di carta velina.
Dai un'occhiata anche a questo giornale le disse, quindi usc nuovamente.
Jill cap subito che il secondo giornale non era altro che una trascrizio-
ne di quanto registrato dalla sua prima bobina. All'inizio di ogni frase era
scritto prima voce o seconda voce. Ben per aveva corretto le diciture a
matita nei punti in cui era riuscito a individuare le fonti sicure delle voci in
questione. Sulla testata aveva aggiunto: Tutte le voci, identificate o meno,
sono maschili.
La maggior parte delle frasi trascritte erano prive di interesse. Dimostra-
vano semplicemente che Smith era stato nutrito, o lavato, o massaggiato, e
che era stato obbligato a compiere una serie di esercizi ogni pomeriggio sot-
to la supervisione di una voce che era stata identificata come quella del
dottor Nelson e di una seconda definita semplicemente secondo dottore.
Jill pens che doveva trattarsi del dottor Thaddeus.
Ma vi era anche un passaggio piuttosto lungo che non aveva nulla a che
vedere con le cure somministrate al paziente. Jill lo lesse e lo rilesse:

Dottor Nelson: Come ti senti, figliolo? Sei abbastanza in forma per parla-
re un poco?
Smith: S.
Dott. Nelson: C' un uomo qui che ti vuole parlare.
Smith: (pausa) Chi?

Caxton aveva aggiunto a matita: ogni frase di Smith preceduta da una


pausa pi o meno lunga.

Nelson: Quest'uomo il nostro grande (parola dal suono gutturale incom-


prensibile, forse in marziano?) Egli il nostro Anziano pi saggio. Vuoi
parlargli?
Smith: (pausa lunghissima) Sono grandemente felice. L'Anziano parler
e io ascolter e crescer.
Nelson: No, no! Vuole solo farti delle domande.
Smith: Io non posso insegnare nulla a un Anziano.
Nelson: L'Anziano desidera questo. Gli permetterai di porti delle doman-
de?
Smith: S.
(Rumori di sottofondo; una breve pausa.)
Nelson: Da questa parte, signore. Il dottor Mahmoud rimarr qui al suo
fianco per qualsiasi traduzione.
***

Jill lesse: Nuova voce. Caxton aveva cancellato la scritta, inserendo a ma-
tita: Segretario generale Douglas!!!

Segretario generale: Non mi serve. Non ha detto che capisce l'inglese?


Nelson: Be', s e no, eccellenza. Conosce un certo numero di vocaboli
ma, come dice Mahmoud, non possiede alcun contesto culturale al quale
associare le parole. Pu risultare piuttosto confuso.
Segr. gen.: Oh, sono sicuro che ce la caveremo benissimo. Quando ero un
ragazzo ho viaggiato per tutto il Brasile con l'autostop, senza conoscere
nemmeno una parola di portoghese. Basta che lei ci presenti, poi ci lasci
soli.
Nelson: Signore, credo che sia meglio che io rimanga con il paziente.
Segr. gen.: Davvero, dottore? Mi dispiace, ma temo di dover insistere.
Nelson: Sono spiacente, signore, ma temo di dover insistere io. Sa, una
questione di etica medica
Segr. gen.: (interrompendolo) Essendo un avvocato, so qualcosina di giu-
risprudenza medica, quindi pu anche fare a meno di rifilarmi la sua eti-
ca medica. Questo paziente si rivolto a lei spontaneamente per essere
curato?
Nelson: Non esattamente, signore, ma
Segr. gen.: Come pensavo. Ha per caso avuto la possibilit di scegliere il
suo medico? Ne dubito fortemente. Il suo status attuale quello di tutela-
to dello Stato, e io sto agendo come suo parente pi prossimo, de facto e,
scoprir, anche de jure. Vorrei quindi avere la possibilit di interpellarlo
da solo.
Nelson: (dopo una lunga pausa e in tono irato) Se la mette cos, signor
Segretario, abbandono il caso.
Segr. gen.: Non se la prenda, dottore; non avevo intenzione di farla inner-
vosire. Non sto contestando il suo metodo. Ma non impedirebbe mai a
una madre di stare un po' sola con suo figlio, non vero? Ha forse paura
che possa fargli del male?
Nelson: No, ma
Segr. gen.: Allora qual la sua obiezione? Avanti, ci presenti e facciamo-
la finita. Temo che queste discussioni possano infastidire il suo paziente.
Nelson: La presenter, Eccellenza. Ma da ora in poi dovr scegliere un
altro medico per il suo tutelato.
Segr. gen.: Mi dispiace veramente, dottore, ma non posso accettare que-
sta affermazione. Ne parleremo pi tardi. Ora, la prego
Nelson: Da questa parte, signore. Figliolo? Questo l'uomo che ti vuole
parlare. Il nostro Grande Anziano.
Smith: (frase incomprensibile)
Segr. gen.: Che cosa ha detto?
Nelson: Si tratta di una specie di saluto rispettoso. Secondo Mahmoud la
traduzione sarebbe: Non sono che un uovo, o qualcosa del genere, in-
somma. Lo usava spesso anche con me. una frase molto rispettosa. Fi-
gliolo, parla il linguaggio dell'uomo.
Smith: S.
Nelson: E se posso darle un ultimo consiglio, sar meglio che usi parole
semplici, magari monosillabi.
Segr. gen.: S, sar fatto.
Nelson: Saluti, Eccellenza. Arrivederci, figliolo.
Segr. gen.: Grazie, dottore. A pi tardi.
Segr. gen.: Come ti senti?
Smith: Sento bene.
Segr. gen.: Bene. Di qualsiasi cosa tu abbia bisogno, basta che tu me la
chieda. Vogliamo che tu sia contento. Ora, voglio che tu faccia una cosa
per me; sai scrivere?
Smith: Scrivere? Cos' scrivere?
Segr. gen.: Be', baster l'impronta del tuo pollice. Ora voglio leggerti
questo foglio; ci sono un sacco di termini tecnici, roba da avvocati, ma
sostanzialmente dice che tu acconsenti di abbandonare, con la tua diparti-
ta dal pianeta Marte, qualsiasi rivendicazione nei confronti di quel piane-
ta. Mi capisci? Con questo foglio assegni i tuoi potenziali diritti di pro-
priet in fondo fiduciario al nostro Governo.
Smith: (lunga pausa)
Segr. gen.: Mettiamola a questo modo, allora. Tu non possiedi il pianeta
Marte, giusto?
Smith: (lunga pausa) Non capisco.
Segr. gen.: Mmm proviamo in un altro modo. Tu vuoi rimanere qui?
Smith: Non lo so. Sono stato mandato dagli Anziani. (Lunga frase intra-
ducibile, dal suono simile a una lotta fra un gatto e una rana gigante.)
Segr. gen.: Maledizione, avrebbero potuto insegnargli un po' pi di ingle-
se Senti, figliolo, tu non devi preoccuparti di queste cose. Basta che tu
prema il pollice qui in fondo a questo foglio. Dammi la tua mano destra.
No, non ti divincolare stai fermo! Non voglio farti del male Dotto-
re! Dottor Nelson!
Secondo dottore: S, signore?
Segr. gen.: Chiami il dottor Nelson.
Secondo dottore: Il dottor Nelson, signore? Temo che se ne sia andato.
Ha detto che lei gli ha tolto il caso.
Segr. gen.: Ha detto cos? Maledizione! Be', faccia qualcosa! Respirazio-
ne artificiale, un'iniezione Non rimanga l impalato, non vede che sta
morendo?
Secondo dottore: Non credo che ci sia nulla da fare, signore. Bisogna la-
sciarlo solo e aspettare che si riprenda. Cos faceva sempre il dottor Nel-
son.
Segr. gen.: Al diavolo il dottor Nelson!

La voce del Segretario generale non appariva pi in seguito, e nemmeno


quella del dottor Nelson. Basandosi sui pettegolezzi che aveva sentito in
giro per l'ospedale, Jill immagin che Smith fosse entrato in una delle sue
crisi catalettiche. Vi erano solo altre due voci trascritte sulla velina, nessuna
delle due attribuita a qualcuno. Una diceva: Non c' bisogno di bisbigliare,
tanto non ti sente. L'altra: Porta pure via quel vassoio; gli daremo da man-
giare quando uscir da questo stato.
Jill stava rileggendo il foglio per la terza volta quando riapparve Ben.
Aveva con s altre veline, ma non gliele porse. Hai fame? disse invece.
Jill rivolse un'occhiata indagatrice ai fogli che teneva in mano. Sono af-
famatissima disse.
Bene, allora usciamo e andiamo a uccidere una vacca.
Ben non aggiunse altro mentre salivano sul terrazzo e si imbarcavano sul
taxi, e rimase in silenzio per tutto il tragitto fino alla piattaforma di Alexan-
dria, dove cambiarono mezzo. Scelse un taxi con il numero di serie di Balti-
mora. Una volta in aria ordin al robot di dirigersi verso Hagerstown, nel
Maryland, quindi si appoggi allo schienale e si rilass.
Ora possiamo parlare disse.
Ben, perch tanto mistero?
Mi dispiace, dolcezza. Probabilmente tutto dovuto al mio nervosismo
e alla mia coscienza sporca. Non posso assolutamente sapere con certezza
se ci sia o meno un microfono nel mio appartamento, ma se io sono in grado
di farlo a loro, sicuramente anche loro possono farlo a me e ormai evi-
dente che sto dimostrando un certo interesse in questioni che dovrebbero
passare sotto silenzio. E per lo stesso motivo, sebbene sia alquanto improba-
bile che un taxi chiamato dal terrazzo di casa mia abbia un microfono fra i
sedili, comunque possibile. Le Squadre Speciali sono piuttosto efficienti.
Questo per Diede una pacca ai cuscini dei sedili. Non possono mica
controllare migliaia di taxi. Uno scelto a caso dovrebbe essere abbastanza
sicuro.
Jill trasal. Ben, non crederai davvero che loro lasci cadere la frase.
Tu credi di no? Hai letto il mio articolo. stato pubblicato nove ore fa.
Credi forse che l'amministrazione si lasci prendere a calci nello stomaco
cos, senza prendere alcuna contromisura?
Ma tu ti sei sempre opposto a questa amministrazione.
Per quello non ci sono problemi. Il dovere della Leale Opposizione di
Sua Maest quello di opporsi. Se lo aspettano. Ma in questo caso la fac-
cenda un po' diversa: li ho praticamente accusati di tenere segregato un
prigioniero politico un prigioniero che interessa molto all'opinione pub-
blica. Jill, un governo un organismo vivente, e in quanto tale, la sua carat-
teristica primaria un cieco e irragionevole istinto di sopravvivenza. Se lo
colpisci, stai sicura che risponder al colpo. E questa volta l'ho colpito sul
serio. Le rivolse un'occhiata di traverso. Forse non avrei dovuto coinvol-
gerti in tutto questo.
Dici a me? Io non ho paura. Non da quando ti ho restituito quell'aggeg-
gio.
Ma sei a conoscenza dei fatti. Se il mare diventa mosso, potrebbe basta-
re a farti passare dei guai.
Jill tacque. Nella sua vita non aveva mai avuto modo di sperimentare la
spietatezza di un potere enorme. A parte le sue conoscenze professionali e la
sua esperienza concernente la gioiosa guerriglia fra i sessi, si poteva dire
che fosse ingenua quanto l'Uomo di Marte. Il fatto che lei, Jill Boardman,
che non era mai stata sottoposta a niente di peggio di uno sculaccione quan-
do era una bimba e a qualche parola dura da adulta, potesse essere realmen-
te in pericolo, era qualcosa che non riusciva nemmeno a concepire. Nella
sua attivit di infermiera, aveva visto molte volte le conseguenze della vio-
lenza e della brutalit, ma non le aveva mai considerate come cose che po-
tessero accadere a lei personalmente.
Il loro taxi stava circolando sopra Hagerstown quando Jill ruppe il silen-
zio. Che cosa accadrebbe se il paziente dovesse morire, Ben?
Eh? Fece una smorfia. un'ottima domanda. Veramente un'ottima
domanda. Sono felice che tu me l'abbia posta; dimostra che ti stai interes-
sando al caso. Ora, se non ci sono altre domande, la lezione finita.Non
fare lo spiritoso.
Jill, sono rimasto sveglio notti intere a pensare a quella risposta, quando
avrei preferito rimanere sveglio a pensare a te. Si tratta di una domanda dal-
le due facce, una politica e l'altra finanziaria, e le migliori risposte che sono
riuscito a trovare sono che, se Smith muore, i suoi strani diritti nei confronti
del pianeta Marte decadono automaticamente e vengono probabilmente as-
sunti dal gruppo di pionieri lasciato sulla superficie del pianeta dalla Cham-
pion. E sono pressoch certo che l'amministrazione li abbia costretti a fir-
mare un accordo prima che partissero. La Champion una nave della Fede-
razione, ed pi che possibile che l'accordo, sempre ammesso che ci sia sta-
to, lasci tutti i fili nelle mani del nostro impavido difensore dei diritti umani
e civili, l'onorevole Segretario generale Douglas. E un simile accordo po-
trebbe mantenerlo al potere ancora per molto tempo. D'altra parte, potrebbe
anche non significare assolutamente nulla.
E perch?
Perch la Sentenza Larkin potrebbe anche non essere applicabile. La
Luna non era abitata, mentre invece Marte lo , eccome: abitato dai mar-
ziani. Al momento, i marziani non hanno alcun diritto dal punto di vista le-
gale, ma l'Alta Corte potrebbe sempre decidere di tenere sotto controllo la
situazione politica e stabilire che l'occupazione da parte di esseri umani di
un pianeta gi abitato da esseri indigeni non umani non abbia valore. In tal
caso i diritti su Marte, sempre che esistano, dovrebbero riguardare i marzia-
ni stessi.
Ma Ben, per logica non pu essere che cos. assurdo che un singolo
uomo possa possedere un intero pianeta!
Non usare mai una parola simile con un avvocato. Non la capirebbe. In-
goiare elefanti e infilare cammelli nella cruna di un ago una pratica diffu-
sissima in tutte le scuole di legge. Fra parentesi, c' un precedente da consi-
derare: nel quindicesimo secolo il Papa concesse l'intero emisfero occiden-
tale alla Spagna e al Portogallo, e nessuno si sogn di fargli notare che il
territorio fosse gi occupato da svariati milioni di indios e pellerossa con le
loro leggi, i loro costumi e i loro confini territoriali. Oltretutto, il suo atto di
concessione risult anche piuttosto efficace. Prova a dare un'occhiata a una
mappa di quella zona e pensa quanti sono i luoghi in cui si parla spagnolo o
portoghese e quanti sono quelli rimasti ai loro abitanti originari.
S, ma Ben, non siamo pi nel quindicesimo secolo. Per gli avvo-
cati s. Citano tuttora Blackwell, il Codice Napoleonico o addirittura le leggi
di Giustiniano. Rassegnati, Jill, se l'Alta Corte delibera l'applicabilit della
Sentenza Larkin, Smith si trover automaticamente nella posizione di poter
decidere di trattenere o assegnare concessioni sul pianeta Marte del valore
di diversi milioni, o pi probabilmente miliardi, di dollari. Se invece decide
di assegnare la sua rivendicazione all'attuale amministrazione, a guadagnar-
ci di pi sarebbe il nostro Segretario generale Douglas. Il che esattamente
ci che Douglas sta cercando di convincerlo a fare. Hai visto anche tu la tra-
scrizione della bobina. Ben, ma chi vorrebbe mai avere tutto quel
potere? Perch un moscerino vola verso la luce? La spinta che porta alla
ricerca del potere uno degli istinti primari, nell'uomo. Ma, come ho detto,
si tratta di una domanda a due facce. La posizione economica di Smith im-
portante quasi quanto la sua particolare posizione di re-imperatore del pia-
neta Marte. Probabilmente anche pi importante, poich una decisione
dell'Alta Corte potrebbe anche togliergli i diritti di occupante sul suolo di
Marte, ma dubito che qualunque sentenza possa togliergli quelli sul motore
Lyle Drive e sulla gran parte della Lunar Enterprises. Le otto firme su quel
contratto sono un dato di fatto, e il documento tuttora disponibile negli ar-
chivi pubblici; inoltre, per quanto riguarda i tre casi pi importanti, lui co-
munque l'erede, a prescindere dall'esistenza di qualsiasi genere di testamen-
to. Che cosa accadrebbe se morisse? Non lo so. Naturalmente salterebbero
fuori un migliaio di presunti cugini, ma la Science Foundation ormai abi-
tuata a lottare con i parassiti affamati; lo ha fatto per almeno vent'anni. Mi
pare plausibile che, se Smith muore senza fare testamento, tutta la sua enor-
me fortuna passerebbe nelle mani dello Stato.
Lo Stato? Intendi dire la Federazione o gli Stati Uniti? Un'altra ottima
domanda alla quale non so rispondere. I suoi genitori provengono da due
paesi diversi, entrambi membri della Federazione, mentre lui nato decisa-
mente fuori Inoltre a molti interesser sapere chi voter quei pacchetti di
azioni e chi avr la licenza di tutti quei brevetti. E non sar certo Smith: non
saprebbe distinguere un titolo da una multa per sosta vietata. Probabilmente
il fortunato sar colui che conquister la sua fiducia.
Oh, povero bambino! Povero, piccolo infante
6

Il ristorante di Hagerstown, oltre a un'ottima cucina, forniva anche una


certa atmosfera. I tavoli erano disseminati solo su un prato all'inglese che
dava sulla riva di un laghetto artificiale; alcuni di essi erano posti fra i rami
di tre enormi e antichi alberi. Il tutto era sovrastato da un campo di forza
che manteneva il giardino esterno in una condizione di estate perpetua, non
soggetta alle variazioni climatiche esterne.
Jill espresse il desiderio di mangiare sull'albero, ma Ben la ignor e diede
una mancia al cameriere perch li sistemasse nei pressi del laghetto e piaz-
zasse accanto al loro tavolo uno stereovisore.
Jill era stizzita. Ben, perch siamo venuti in questo posto carissimo se
non andiamo nemmeno a mangiare fra gli alberi e dobbiamo sopportare il
frastuono di questa maledetta scatola?
Abbi pazienza, piccola. I tavoli sugli alberi sono tutti dotati di ricetra-
smittenti per il servizio. Su questo invece non ci sono microfoni, spero, an-
che perch ho visto il cameriere che lo prendeva da una pila di tavoli inuti-
lizzati. In quanto al visore, non solo decisamente antiamericano e forse ad-
dirittura sovversivo cenare senza la sua presenza, ma le trasmissioni interfe-
rirebbero sicuramente con un eventuale microfono direzionale puntato verso
di noi
Credi davvero che ci stiano seguendo, Ben? Jill rabbrivid. Non pen-
so di essere tagliata per una vita da criminale.
Sciocchezze! Quando lavoravo sugli scandali delle mazzette alla Gene-
ral Synthetics non dormivo mai due notti nello stesso posto e mangiavo solo
cibo in scatola che mi portavo dietro. Dopo un po' ci si abitua anzi, stimo-
la il metabolismo.
Il mio metabolismo non ha bisogno di essere stimolato, grazie. Tutto ci
che mi serve un paziente privato anziano e molto ricco.
Vuoi dire che non hai pi intenzione di sposarmi, Jill?
Magari dopo il decesso del mio primo marito. O magari sar abbastanza
ricca da potermi permettere di tenerti come domestico.
la migliore offerta che ho ricevuto da mesi a questa parte. Che ne dici
di iniziare stanotte stessa?
Dopo il suo decesso.
Mentre consumavano i loro aperitivi, il frastornante spettacolo musicale
arricchito da copiosi intermezzi pubblicitari che proveniva dallo stereoviso-
re si interruppe improvvisamente. Un mezzobusto comparve sullo schermo
con un sorriso sincero: Gentili telespettatori, la NWNW, New World Net-
works, e il suo sponsor Confetti Malthusiani Ragazza Furba sono lieti di
presentarvi una storica intervista effettuata dal Governo della Federazione.
E ricordate, amici: ogni ragazza furba usa i confetti Ragazza Furba. Facili
da portare, buoni da masticare, dall'effetto garantito e in vendita senza biso-
gno di ricette in virt della legge 1312. Perch rischiare con metodi antiqua-
ti, antiestetici, dannosi e insicuri? Perch rischiare di perdere il suo amore e
il suo rispetto? Ricordate L'annunciatore rivolse una rapida occhiata
fuori campo, quindi si affrett a concludere. Ecco a voi quindi la Ragazza
Furba, che vi presenta il Segretario generale e l'Uomo di Marte!
L'immagine tridimensionale si dissolse, lasciando il posto a quella di una
ragazza talmente sensuale che al suo confronto ogni maschio avrebbe trova-
to la propria compagna del momento ben poco attraente. La ragazza si sti-
racchi, si dimentutta, quindi mormor con voce calda e sensuale: Io uso
sempre Ragazza Furba.
Anche quest'immagine si dissolse, quindi un'orchestra suon le prime
note dell'Ode alla pace sovrana. Tu usi Ragazza Furba? domand Ben.
Non sono affari tuoi! Jill assunse un'aria offesa. E poi che cosa ti fa
credere che ne abbia bisogno?
Caxton non rispose. Lo schermo era stato invaso dai lineamenti paterni
del Segretario generale Douglas.
Amici, esordi concittadini della Federazione, questa sera mi stato
concesso un grandissimo privilegio. Fin dal giorno del ritorno della nostra
futuristica astronave Champion Continu con numerose parole scelte
con cura per congratularsi con i cittadini e le cittadine della Terra per il loro
positivo contatto con un altro pianeta, e una razza aliena civilizzata. Riusc
persino a dare l'impressione che l'impresa compiuta dalla Champion fosse
opera di ogni singolo cittadino della Federazione, che chiunque fra loro sa-
rebbe stato in grado di portare a termine quella missione, se non fosse stato
occupato con il suo serio e importantissimo lavoro, e che lui, il Segretario
generale Douglas, fosse stato scelto da loro come umile strumento per com-
piere la volont dei cittadini. Questi concetti lusinghieri non vennero mai
espressi apertamente, ma furono evocati da ogni sua frase, il cui scopo era
quello di porre allo stesso livello della massa il vecchio Joe Douglas, che di-
ventava agli occhi degli spettatori un semplice uomo comune. Persino la sua
cravatta leggermente in disordine e i capelli laccati avevano in s un che di
ordinario.
Ben Caxton si domand chi avesse scritto quel discorso. Probabilmente
era opera di Jim Sanforth; Jim aveva il tocco pi raffinato fra tutti i membri
del direttivo di Douglas nello scegliere l'aggettivo pi adatto per solleticare
e addomesticare il pubblico; prima di entrare in politica aveva lavorato per
la pubblicit, ed era del tutto privo di scrupoli. S, quella parte sulla mano
che fa oscillare lentamente la culla del bimbo era indubbiamente opera sua;
Jim poteva approfittare di una ragazzina offrendole delle caramelle e poi ri-
tenersi soddisfatto della sua impresa.
Spegnilo! supplic Jill.
Chiudi il becco, dolcezza. Devo sentire questa roba.
Ebbene, amici, ho il grande onore di presentarvi il nostro concittadi-
no Valentine Michael Smith, l'Uomo di Marte! Mike, sappiamo tutti che sei
affaticato e che non sei stato molto bene ultimamente, ma speriamo che tu
sia disposto a rivolgere qualche parola ai nostri amici telespettatori. Che ne
dici? Muoiono tutti dalla voglia di vederti.
L'inquadratura nello schermo dello stereovisore cambi; apparve l'imma-
gine di un uomo seduto su una sedia a rotelle. Al suo fianco, come un bene-
volo zio, vi era il Segretario generale Douglas, mentre dall'altro vi era un'in-
fermiera, rigida, inamidata e fotogenica.
Jill annasp. Stai zitta! le sussurr Ben in tono feroce. Non voglio
perdermi nemmeno una parola!
L'intervista non dur a lungo. Il liscio volto da bambino dell'infermo pro-
dusse un timido sorriso; fiss le telecamere e disse: Salve, gente. Scusate
se rimango seduto, ma sono ancora molto debole. Sembrava che avesse
una certa difficolt a parlare, e in un'occasione l'infermiera gli controll il
polso.
Rispondendo alle domande di Douglas, fece i suoi complimenti al capita-
no van Tromp e all'equipaggio intero della Champion, ringrazi tutti per il
suo salvataggio, disse che i marziani erano in grande fermento per questo
contatto con gli abitanti della Terra e che sperava di fare del suo meglio per
stabilire relazioni amichevoli e saldi legami fra i due pianeti. L'infermiera
voleva interromperlo di nuovo, ma Douglas insist in tono cortese. Mike, ti
senti abbastanza in forma per rispondere a una sola altra domanda?
Ma certo signor Douglas, sempre che io sappia la risposta.
Che cosa ne pensi delle ragazze terrestri, Mike?
Caspita
HO
Il suo volto da bambino avvamp, apparendo allo stesso tempo sconvolto
ed estatico. L'inquadratura pass al mezzobusto del Segretario generale.
Mike mi ha pregato di dirvi disse in tono paterno che torner fra voi non
appena gli sar possibile. Deve ancora lavorare parecchio sui muscoli, sape-
te. La gravit della Terra per lui come lo sarebbe per noi quella di Giove.
Se i dottori daranno parere favorevole, potrebbe apparire ancora su questi
schermi la settimana prossima. La scena cambi di nuovo, passando alle
varie esponenti dei Confetti Ragazza Furba che, con una rapida scenetta in
un atto, fecero capire chiaramente che una ragazza che non li usava non solo
era completamente fuori di testa, ma anche una syntho nel pagliaio; gli uo-
mini si sarebbero senz'altro tenuti alla larga da una persona del genere. Ben
cambi canale, quindi si rivolse a Jill allegramente. Be', tanto vale che
strappi il pezzo di domani e vada a cercare qualche nuovo soggetto. Non
solo sono riusciti a fare apparire il mio sfogo di oggi come il farneticare di
un idiota, ma a quanto pare Douglas riuscito a sottometterlo al suo
volere.
Ben!
Cosa?
Quello non era l'Uomo di Marte!
Davvero? Sei sicura di quel che dici, bellezza?
Certo che sono sicura! Oh, gli assomigliava. Gli assomigliava molto.
Persino la voce era simile. Ma ti assicuro che non era il paziente che ho vi-
sto in quella stanza d'ospedale.
Ben tent di controbattere, facendole notare che diverse altre persone
erano venute in contatto con Smith; guardie, medici, infermieri, il capitano e
i membri dell'equipaggio della Champion, e probabilmente anche qualcun
altro. In molti tra loro dovevano aver visto quell'intervista, e l'amministra-
zione avrebbe dovuto prevedere che almeno qualcuno di loro la vedesse e
notasse la sostituzione sempre ammesso che vi fosse stata. Era una ri-
schio troppo grande.
Jill non fece alcun discorso logico per provargli il contrario; si limit a
fare una smorfia e a insistere che la persona che avevano appena visto in
stereovisione non era la stessa che lei aveva conosciuto in ospedale. Va
bene, va bene, come vuoi tu! sbott infine con rabbia. Non posso provare
di aver ragione, quindi mi sbaglio per forza. Gli uomini!
Aspetta un attimo, Jill
Portami a casa, per favore.
Senza aggiungere altro, Ben and a cercare un taxi. Non lo scelse fra
quelli in attesa fuori dal ristorante, sebbene fosse ormai convinto che nessu-
no si sarebbe pi interessato ai loro movimenti. Ne prese uno sulla pista
d'atterraggio di un albergo dall'altra parte della strada. Durante il viaggio di
ritorno, Jill manifest un certo distacco. Ben tir fuori le veline con le tra-
scrizioni dei nastri e le rilesse attentamente. Poi rimase in silenzio per un po'
a riflettere, quindi si rivolse a Jill. Jill?
S, signor Caxton?
Ehi, ehi, non iniziare addirittura a darmi del signore. Senti, mi dispia-
ce. Perdonami, avevo torto.
E cosa ti ha portato a questa incredibile conclusione?
Ben sbatt sulla sua mano aperta i fogli piegati. Questi. Non possibile
che Smith si comportasse in questo modo fino a ieri e che oggi conceda
un'intervista del genere. Avrebbe perso il controllo sarebbe entrato in una
delle sue trance.
Sono lieta che tu abbia finalmente afferrato la cosa pi evidente.
Jill, questa una faccenda molto seria. Sai che cosa significa?
Significa che hanno usato un attore per imbastire una falsa intervista. Te
l'ho detto gi mezz'ora fa.
Proprio cos. Un attore, e di quelli bravi, che ha imparato la sua parte
alla perfezione. Ma le implicazioni vanno ben oltre questo semplice fatto.
Per come la vedo io, ci sono due possibilit; la prima che Smith sia morto,
e
Morto! Jill si ritrov improvvisamente a rivivere quella strana cerimo-
nia dell'acqua e percep dentro di s lo strano, caldo e ultraterreno sapore
della personalit di Smith, provando una sensazione di insopportabile dolo-
re.
Pu darsi. E se cos, permetteranno a questo attore di rimanere in
vita per una settimana o una decina di giorni, finch non avranno preparato
tutti i documenti che vogliono fargli firmare. Poi l'attore morir e lo por-
teranno fuori citt, probabilmente con tanto di imposizione ipnotica a non
parlare, un'imposizione talmente forte da farlo morire di ipossia nel caso
tentasse di aprire bocca o, se fanno sul serio, magari lo sottoporranno ad-
dirittura a una lobotomia transorbitale. Insomma, se Smith davvero morto,
non riusciremo mai a provare nulla. Quindi ci conviene assumere che sia
ancora in vita.
Oh, lo spero tanto!
Se ancora vivo, pu darsi che non vi sia nulla di particolarmente sini-
stro in tutta la faccenda. Dopo tutto non sarebbe certo il primo personaggio
pubblico che usa una controfigura per le sue apparizioni; lo stratagemma
non infastidisce il pubblico, perch ogni volta che uno spettatore individua
un doppione si sente addirittura furbo e ben informato. Quindi forse l'ammi-
nistrazione si limitata a cedere alle richieste dell'opinione pubblica, dando-
gli in pasto quell'Uomo di Marte che tutti richiedevano a gran voce. Potreb-
be accadere che nel giro di due o tre settimane il nostro uomo sia effettiva-
mente in grado di apparire sullo schermo, e magari allora ce lo
manderanno anche se ne dubito.
Perch?
Usa la tua bella testolina e rifletti. L'onorevole Joe Douglas ha gi tenta-
to di estorcere a Smith ci che vuole fallendo miseramente. Ma Douglas
non pu permettersi di fallire. Quindi credo che seppellir Smith nel luogo
pi remoto che conosca e che non avremo mai l'occasione di vedere il
vero Uomo di Marte.
Vuoi dire che lo uccider? domand Jill in tono cauto.
Perch essere cos drastici? Basta rinchiuderlo in una casa di cura priva-
ta e fare in modo che non sappia nulla di quanto accade fuori. Pu darsi che
lo abbiano gi portato via dal Bethesda.
Oh, cavolo! Ben, che cosa facciamo?
Caxton fece una smorfia e assunse un'aria pensierosa. Non mi viene in
mente nessun piano decente. Hanno la situazione in pugno. Ma penso che
agir in questo modo: andr all'ospedale con un Testimone Leale alla mia
destra e un buon avvocato alla mia sinistra, chiedendo di vedere Smith. Ma-
gari riuscir a costringerli a trascinarlo fuori.
Io sar l con te!
Neanche per sogno. Tu rimani fuori da questa storia. Come tu stessa mi
hai fatto notare, sarebbe la tua rovina, dal punto di vista professionale.
Ma avrai bisogno di me per identificarlo.
Non necessariamente. Modestamente, mi ritengo in grado di saper di-
stinguere una persona nata e cresciuta in mezzo a esseri non umani da un at-
tore che finge di esserlo nel corso di una breve intervista. Ma se qualcosa
dovesse andare storto, tu sei il mio asso nella manica; una persona che sa
che ci stanno raccontando solo frottole sull'Uomo di Marte, e che ha accesso
all'interno dell'ospedale. Dolcezza, se non senti pi mie notizie, rimani solo
tu.
Ben, credi che potrebbero farti del male?
Mi sono imbarcato in un affare pi grande di me. Non si pu sapere
come andr a finire.
Ben, questa storia non mi piace affatto. Se riesci veramente a vederlo,
che cosa farai?
Gli chieder se vuole lasciare l'ospedale. Se lo vorr, lo inviter a veni-
re con me. Davanti a un Testimone Leale non oserebbero mai fermarmi. Un
ospedale non una prigione; non hanno alcun diritto legale di trattenerlo.
E poi? Ha bisogno di cure mediche continue, Ben. Non in grado di ca-
varsela da solo, di questo sono certa.
Caxton si produsse in un'altra smorfia. Ci ho pensato. Io non posso cer-
to aiutarlo. Tu per potresti, se avessimo gli strumenti necessari. Potremmo
piazzarlo nel mio appartamento
e io potrei occuparmi di lui. Facciamolo, Ben!
Non cos in fretta. Douglas tirerebbe fuori dal suo cilindro qualche coni-
glio legale, e nel giro di un attimo potrebbe spedire Smith in gattabuia. Ma-
gari assieme a noi due. Aggrott le sopracciglia. Ma io conosco un uomo
che potrebbe dargli rifugio e scamparla.
Chi?
Hai mai sentito parlare di Jubal Harshaw?
Certo che s.
Ecco, questo uno dei suoi vantaggi: tutti sanno chi . Proprio per que-
sto, non facile ostacolarlo. E in pi sia un medico che un avvocato, il che
rende la cosa ancor pi difficile. Ma la sua caratteristica pi importante il
suo spirito individualista, che lo spingerebbe a combattere contro l'intero
Dipartimento di Sicurezza della Federazione solo per difendere un princi-
pio. Ci siamo conosciuti durante i processi del distacco; un amico e so di
poter contare su di lui. Insomma, se riesco a tirare fuori Smith dal Bethesda,
lo porter subito nella villa di Harshaw nei Poconos e poi voglio proprio
vedere se riusciranno a nasconderlo ancora una volta! Fra la mia rubrica e
l'amore di Harshaw per questo genere di lotta, gli daremo un bel filo da tor-
cere.
7

Nonostante avesse fatto tardi, il mattino seguente Jill arriv con dieci mi-
nuti di anticipo per dare il cambio all'infermiera che faceva il turno di notte.
Intendeva ubbidire agli ordini di Ben, non intromettendosi nel suo tentativo
di intervistare l'Uomo di Marte, ma allo stesso tempo aveva intenzione di
trovarsi casualmente l vicino quando il fatto sarebbe accaduto. Ben avrebbe
potuto avere bisogno di rinforzi.
In corsia non vi erano pi i marines di guardia. Le colazioni, le medica-
zioni e due pazienti da preparare per la sala operatoria mantennero Jill occu-
pata per le prime due ore; ebbe giusto il tempo per provare a girare la mani-
glia della stanza K-12. La porta era chiusa a chiave, come del resto quella
della saletta d'attesa comunicante. Anche la porta della stanza dei dottori era
chiusa. Pens che avrebbe potuto entrare di soppiatto nella stanzetta accanto
per vedere se Smith ci fosse ancora, visto che non c'erano pi le guardie, ma
decise di rimandare. Aveva troppe cose da fare. Ci nonostante, riusc a te-
nere d'occhio tutti quelli che entravano e uscivano dal reparto.
Ben non si fece vedere, e grazie ad alcune domande discrete poste nel
modo giusto alla sua assistente presso la segreteria, Jill apprese che n lui n
nessun altro era andato a fare visita all'Uomo di Marte mentre lei era occu-
pata a svolgere i suoi compiti. Questo fatto la lasci piuttosto perplessa; an-
che se Ben non aveva indicato un orario preciso, pensava che intendesse
sferrare il suo attacco il pi presto possibile, nel corso della mattinata.
Senti l'esigenza di curiosare un poco. Sfrutt quindi un momento di pau-
sa per bussare alla porta della stanza dei dottori accanto a quella di Smith.
Infil dentro la testa e finse un'espressione sorpresa. Oh! Buon giorno, dot-
tore. Pensavo di trovare il dottor Frame.
Il dottore seduto alla scrivania appariva piuttosto strano agli occhi di Jill.
Alz lo sguardo dai dati che stava scrutando sullo schermo, la osserv dalla
testa ai piedi e sorrise. No, signorina, non ho visto il dottor Frame. Io sono
il dottor Brush, posso esserle d'aiuto?
Davanti alla tipica reazione maschile, Jill si rilass. Nulla di speciale. A
dire il vero ero solo curiosa. Come sta il nostro Uomo di Marte?
Cosa?
Sorrise e gli fece l'occhiolino. Non certo un segreto per il personale,
dottore. Sto parlando del suo paziente Fece un cenno in direzione della
porta interna.
Sul serio? Il dottore assunse un'espressione stupita. Lo tenevano in
questa stanza?
Ma come, non pi qui?
Direi proprio di no. Qui abbiamo la signora Rose Bankerson, paziente
del dottor Garner. L'hanno portata qui stamattina presto.
Davvero? E che ne stato dell'Uomo di Marte? Dove l'hanno portato?
Non ne ho idea. Caspita, mi sono veramente perso il signor Valentine
Smith per cos poco?
So che ieri era qui. Non posso dirle altro.
E se ne occupava il dottor Frame? Certa gente ha tutte le fortune
Guardi un po' cosa mi tocca fare Accese lo schermo sopra la sua scriva-
nia. Jill vide l'immagine di un letto ad acqua ripreso dall'alto nel quale gal-
leggiava una vecchietta. Sembrava essere addormentata.Che cos'ha?
Mmm cara signorina, se non avesse tutti i soldi che ha, si potrebbe
considerare un tipico caso di demenza senile. Vista la situazione, per, la
stiamo trattenendo per un controllo e un periodo di riposo.
Jill chiacchier del pi e del meno per qualche minuto ancora, quindi
fece finta di aver visto accendersi una luce di chiamata. Torn alla sua scri-
vania, tir fuori il registro notturno e cerc la pratica del trasferimento.
V.M. Smith, stanza K-12, trasferito. Sotto si leggeva: signora Rose Ban-
kerson, stanza K-12 (dieta a cura del dottor Garner nessun ordine specifi-
co responsabilit nostro reparto, nessuna).
Constatando che la facoltosa vecchietta non rientrava nelle sue responsa-
bilit, Jill si concentr su Valentine Smith. C'era qualcosa di strano nel caso
della signora Bankerson, ma non riusc a capire di che cosa si trattasse: cos
smise di pensarci e si concentr su ci che realmente le interessava. Perch
avevano trasferito Smith nel cuore della notte? Di certo per evitare qualsiasi
possibile contatto con elementi esterni. Ma dove lo avevano portato? Per un
caso normale, sarebbe bastata una semplice telefonata alla reception e
avrebbe saputo tutto, ma le parole di Ben, assieme alla falsa intervista della
sera prima, l'avevano messa sul chi vive, e non aveva intenzione di dimo-
strare eccessiva curiosit; decise di attendere l'ora del pranzo per captare
qualcosa dai pettegolezzi giornalieri.
Prima per si rec alla cabina del telefono per chiamare Ben. Scopri che
aveva appena lasciato la citt, e che sarebbe rientrato nel giro di qualche
giorno. Jill rimase senza parole nell'apprendere la notizia, ma riusc a ricom-
porsi quanto bastava per lasciare detto a Ben di chiamarla.
Abbass il ricevitore e prov a chiamarlo a casa. Non lo trov neanche l,
cos lasci lo stesso messaggio sulla segreteria.
Ben Caxton non aveva perso tempo nel preparare il suo tentativo di irru-
zione nella stanza di Valentine Michael Smith.
Fu molto fortunato nel riuscire a ottenere come Testimone Leale il signor
James Oliver Cavendish. Sarebbe bastato un Testimone Leale qualunque,
ma il prestigio del signor Cavendish era tale da rendere pressoch inutile la
presenza di un avvocato; l'anziano gentiluomo aveva testimoniato diverse
volte davanti all'Alta Corte della Federazione, e si diceva che a lui fossero
affidati testamenti per un valore di centinaia di miliardi. Cavendish era stato
addestrato dal grande dottor Samuel Renshaw in persona, e la sua istruzione
ipnotica professionale gli era stata impartita in veste di membro della Rhine
Foundation. La sua tariffa per una giornata o una frazione di giornata equi-
valeva a ben pi di quanto non guadagnasse Ben in una settimana intera, ma
lui contava di mettere il tutto sul conto spese del Post e, in ogni caso, aveva
deciso che per il suo lavoro voleva il meglio in assoluto. Caxton port con
s il pi giovane dei Frisby dello studio legale Biddle, Frisby, Frisby, Bidd-
le e Reed, poich era lo studio che rappresentava il suo giornale, e insieme
andarono a prendere l'anziano Cavendish. La sua sagoma lunga e sparuta,
avvolta dal mento alle caviglie nella tonaca bianca della sua professione, ri-
cord a Ben l'immagine della Statua della libert e di fatto dava nell'oc-
chio almeno altrettanto. Ben aveva gi spiegato a Mark Frisby ci che inten-
deva fare (e Frisby gli aveva gi spiegato che non possedeva n lo status
giuridico n il diritto di fare una cosa del genere) prima ancora che chiamas-
sero Cavendish. Una volta in presenza del Testimone Leale, si attennero al
protocollo e non parlarono pi di ci che quest'ultimo avrebbe potuto vedere
o sentire.
Il taxi li moll sul tetto del Centro Bethesda, da dove scesero fino all'uffi-
cio del direttore. Ben present il suo biglietto da visita e disse che voleva
vedere il direttore.
Una donna dall'aria imperiosa gli domand in tono assai formale se aves-
se un appuntamento. Ben fu costretto ad ammettere che non ne aveva.
In questo caso, temo che le vostre possibilit di vedere il dottor Broe-
mer siano alquanto esigue. Le dispiace illustrare il motivo della visita?
Gli dica disse Caxton ad alta voce, affinch sentissero anche tutti quel-
li che si trovavano nella sala d'attesa che c' qui Ben Caxton del Nido del
Corvo con un Testimone Leale e un avvocato, e vuole intervistare Valentine
Michael Smith, l'Uomo di Marte.
La donna rimase talmente sconvolta da questa dichiarazione che perse
quasi la sua altezzosit professionale. Tuttavia, si ricompose immediatamen-
te. Lo informer disse quindi in tono algido. Volete accomodarvi nel
frattempo, per cortesia?
Grazie. Aspetto qui.
Aspettarono. Frisby si accese un sigaro, mentre Cavendish attese con la
calma e la pazienza di chi ha visto ogni genere di bene e di male e li consi-
dera ormai come la stessa cosa. Caxton era nervosissimo, e fece di tutto per
non mordersi le unghie. Infine, la regina dei ghiacci dietro la scrivania an-
nunci: Sarete ricevuti dal signor Berquist.
Berquist? Gil Berquist?
S, il signor Gilbert Berquist.
Caxton ci pens su. Gil Berquist faceva parte della squadra dei tirapiedi
personali, o assistenti esecutivi del Segretario Douglas. Era specializzato
nell'ostacolare i visitatori ufficiali. Non voglio vedere lui, voglio il diretto-
re.
Ma Berquist era gi apparso nella sala, con la mano protesa e un sorriso
benevolo stampato sul volto. Benny Caxton! Come va, vecchio mio? una
vita che non ci si vede. Ti occupi sempre delle solite balle? Rivolse una ra-
pida occhiata al Testimone Leale, ma il suo sguardo non trad nulla.
Ben gli strinse la mano. Certo, sempre le solite balle. E tu che ci fai qui,
Gil?
Se riuscir mai a uscire dalla politica mi far dare anch'io una rubrica
come la tua. Nulla da fare tranne raccontare pettegolezzi al telefono ogni
giorno per poi passare il resto della giornata in panciolle. Ti invidio, Ben.
Ti ho chiesto che cosa ci fai qui, Gil. Io voglio vedere il direttore, poi
voglio un'intervista di cinque minuti con l'Uomo di Marte. Non sono certo
venuto qui per ricevere le tue altolocate scuse.
Oh, Ben, non metterla su questo piano. Sono qui perch voi della stam-
pa avete fatto ammattire il dottor Broemer, cos il Segretario generale mi ha
mandato a togliergli un po' di peso dalle spalle.
Okay. Voglio vedere Smith.
Ben, vecchio mio, non ti rendi conto che ogni singolo cronista, corri-
spondente speciale, commentatore e giornalista freelance di questo paese
desidera la stessa cosa? Voi tre non siete che un reparto di un intero esercito.
Se dovessimo accontentarvi tutti, uccidereste quel poveraccio a suon di do-
mande nel giro di ventiquattr'ore. Polly Peepers stata qui meno di venti
minuti fa. Voleva intervistarlo sull'amore fra i marziani. Berquist sollev
entrambe le mani e assunse un'espressione disperata.
Voglio vedere Smith. Me lo fai vedere o no?
Ben, troviamoci un posticino tranquillo dove possiamo parlare davanti a
un bel bicchiere. Puoi chiedermi tutto quel che vuoi.
Non ho nulla da chiedere a te; voglio solo vedere Smith. A proposito,
questo il mio avvocato, il dottor Mark Frisby della Biddle e Frisby.
Come d'abitudine, Ben non present il Testimone Leale; fecero tutti finta
che non fosse presente.
Conosco Frisby disse Berquist. Come sta tuo padre, Mark? Le sue
condizioni sono migliorate?
pi o meno stazionario.
il maledetto clima di Washington. Va bene, seguimi, Ben. Anche tu,
Mark.
Un attimo intervenne Caxton. Non voglio intervistare te, Gil. Voglio
vedere Valentine Michael Smith. Sono qui in quanto membro della stampa,
rappresentante del Post e di oltre 200 milioni di lettori. Posso vederlo o no?
Se me lo vieti, dillo ad alta voce ed esponimi l'autorit legale per la quale mi
presenti il tuo rifiuto.
Berquist sospir. Mark, puoi spiegare tu a questo storico da quattro sol-
di che non pu irrompere nella camera di un uomo malato solo perch ti-
tolare di una rubrica? Valentine Michael Smith apparso per la prima volta
in pubblico ieri sera potrei aggiungere contrariamente al parere dei medi-
ci. Quell'uomo ha diritto a un periodo di pace e tranquillit in cui rafforzarsi
e orientarsi. L'intervista di ieri sera stata gi fin troppo per lui.
Secondo alcune voci disse Caxton con una certa cautela l'uomo che
apparso sugli schermi ieri sera non era affatto Smith. Il sorriso di Berquist
scomparve immediatamente. Frisby, disse in tono freddo ti spiacerebbe
informare il tuo cliente a proposito della legge sulla diffamazione e la calun-
nia?
Calmati, Ben fece Mark.
Conosco benissimo quella legge, Gil. Visto il mestiere che faccio, la
devo conoscere per forza. Il problema : chi sto diffamando? L'Uomo di
Marte? O qualcun altro? Fammi un nome. Ripeto, quindi continu, alzan-
do la voce che ho sentito dire che quello apparso alla tv ieri sera non era
l'Uomo di Marte. Dunque voglio vederlo di persona per domandarglielo.
La sala d'aspetto in cui si trovavano era molto silenziosa, poich tutti i
presenti stavano cercando di captare qualcosa della discussione. Berquist ri-
volse un'altra rapida occhiata al Testimone Leale, quindi riprese il controllo
della propria espressione e sorrise a Caxton. Ben, possibile che tu sia ap-
pena riuscito a procurarti l'intervista che volevi. Assieme a una bella querela
per diffamazione. Aspetta un attimo.
Scomparve nell'ufficio interno, dal quale torn in un tempo relativamente
breve. Okay, ti ho organizzato l'intervista disse Dio sa il perch. Vera-
mente, Ben, non te la meriti. Ma puoi entrare solo tu. Mi dispiace, Mark, ma
non il caso di portare dentro una folla. In fondo si tratta di una persona
malata.
No si oppose Caxton.
Prego?
O tutti e tre, oppure nessuno. Scegli tu.
Ben, non fare lo stupido. Ti stiamo concedendo un privilegio molto par-
ticolare. Facciamo cos; Mark pu venire e aspettare fuori dalla porta, ma
certamente non avrai bisogno di lui. Berquist rivolse un'occhiata a Caven-
dish; il Testimone sembr non averlo nemmeno sentito.
Pu anche darsi che non ne abbia bisogno, ma ho pagato la sua tariffa
per averlo con me, e nel mio articolo di stasera sar scritto che l'amministra-
zione ha impedito a un Testimone Leale di vedere l'Uomo di Marte.
Berquist scroll le spalle. Va bene, allora. Comunque, spero che questa
causa ti distrugga.
Usarono l'ascensore riservato ai pazienti invece che il tubo a rimbalzo per
rispetto della veneranda et di Cavendish, quindi salirono su un nastro mo-
bile che li port per un lungo tragitto, attraversando laboratori, sale terapeu-
tiche, solarium e numerosi reparti. A un certo punto vennero fermati da una
guardia, che fece una telefonata prima di lasciarli passare. Infine furono in-
trodotti in una sala di rilevazione dei dati fisiologici, usata per controllare
pazienti in situazione critica. Questo il dottor Tanner annunci Berquist.
Dottore, questi sono il signor Caxton e il dottor Frisby. Naturalmente, non
present Cavendish.
Tanner aveva un'espressione preoccupata. Signori, vi concedo questa in-
tervista contro il mio stesso parere professionale solo per via delle insisten-
ze del direttore. Ci tengo per a dirvi una cosa; non fate o dite assolutamen-
te nulla che possa agitare il mio paziente. Si trova in una condizione nervosa
estrema e pu cadere con estrema facilit in uno stato di coma patologico
o in trance, se preferite usare questo termine.
Epilessia? domand Ben.
Un profano potrebbe facilmente diagnosticare quel male. Ma in realt si
tratta di qualcosa di pi simile a uno stato catalettico. Tuttavia la prego di
non citare queste mie parole nel suo articolo: non esistono precedenti di sor-
ta.
Lei uno specialista, dottore? In psichiatria, magari? Tanner rivolse
un'occhiata a Berquist. S ammise.
Dove ha ricevuto la sua specializzazione?
Senti, Ben, intervenne Berquist vediamo questo paziente e facciamo-
la finita. Potrai intervistare il dottore in seguito.
Okay.
Tanner scrut i suoi indicatori e i grafici, poi premette un tasto e fiss
uno schermo. Si alz in piedi, apr la porta e li condusse nella stanza adia-
cente, voltandosi con un dito sulle labbra per intimare il silenzio. Gli altri lo
seguirono. Caxton si sentiva come se lo stessero conducendo a visionare
dei resti e soffoc una risata nervosa.
La stanza era piuttosto buia. La teniamo nella semioscurit perch i suoi
occhi non sono ancora abituati ai nostri livelli di luce spieg Tanner a bas-
sa voce. Si volt verso il letto idraulico, sistemato al centro della stanza.
Mike, ho portato degli amici che vorrebbero parlarti.
Caxton si avvicin. Sprofondato nel letto, il corpo quasi completamente
celato dall'involucro di plastica contenente acqua nel quale era adagiato e
ulteriormente coperto da un lenzuolo, vi era un giovanotto. Li guard, ma
non disse nulla. Il suo viso liscio e rotondo era privo di espressione.
Per quel che riusc a capire Ben, si trattava dello stesso uomo che aveva
visto in stereovisione la sera precedente. Ebbe l'improvvisa e nauseante sen-
sazione che la piccola Jill, in completa buona fede, gli avesse lanciato una
bomba a mano con la sicura staccata che si sarebbe trasformata in una
causa per diffamazione che avrebbe potuto benissimo ridurlo sul lastrico.
Lei Valentine Michael Smith? domand.
S.
L'Uomo di Marte?
S.
stato in stereovisione ieri sera?
L'uomo nel letto idraulico non rispose. Non credo che conosca questa
parola intervenne Tanner. Mi lasci provare. Mike, ti ricordi quello che hai
fatto con il signor Douglas ieri sera?
Mike fece una smorfia. Luce forte. Male.
S, le luci ti hanno fatto male agli occhi. Il signor Douglas ti ha chiesto
di salutare la gente.
Il paziente si produsse in un debole sorriso. Lungo viaggio con sedia.
Okay assenti Caxton. Ho capito. Mike, ti piace il modo in cui ti trat-
tano qui?
S.
Ma tu non devi rimanere qui per forza. Riesci a camminare?
Senta un po', signor Caxton intervenne nuovamente il dottor Tanner.
Berquist gli appoggi una mano sul braccio, e il dottore tacque.
Posso camminare poco. Stanco.
Ti far avere una sedia a rotelle, se vuoi. Mike, se non vuoi stare qui, io
ti aiuter a uscire dal letto e ti porter ovunque tu desideri.
A quel punto Tanner si scroll di dosso la mano di Berquist. Non posso
permetterle di interferire a questo modo con il mio paziente! sbott.
un uomo libero, non vero? insist Caxton. O viene forse tenuto
prigioniero?
Fu Berquist a rispondere: Ma certo che un uomo libero! Stia zitto, dot-
tore, lasci che questo imbecille si scavi la fossa da solo.
Grazie, Gil. Quindi, libero di andarsene quando meglio crede. Hai
sentito quel che ha detto, Mike? Non devi rimanere qui per forza. Puoi an-
dare dove vuoi, e io ti aiuter.
Il paziente rivolse un'occhiata carica di terrore verso Tanner. No! No,
no, no!
Okay, va bene disse Ben.
Signor Berquist! esplose Tanner. Mi sembra che ci siamo spinti fin
troppo in l! Il mio paziente ora rimarr in stato confusionale per il resto
della giornata!
Va bene, dottore. Ben, ora di andare a casa. Mi sembra che tu abbia
avuto abbastanza informazioni.
Uh solo un'altra domanda. Caxton pens intensamente, cercando di
decidere cosa chiedere. Evidentemente Jill si era sbagliata eppure non si
era sbagliata! o per lo meno cos gli era sembrato la sera prima. C'era qual-
cosa che non calzava, anche se non riusciva a capire di che cosa si trattasse.
Che sia l'ultima concesse Berquist.
Grazie. Mike, ieri sera il signor Douglas ti ha posto alcune domande. Il
paziente lo osserv, ma non fece alcun commento. Vediamo un po', mi
sembra che ti abbia chiesto che cosa pensavi delle ragazze terrestri, non
vero?
Il paziente si produsse in un ampio sorriso. Caspita!
S. Mike quando e dove hai visto queste ragazze?
Il sorriso scomparve improvvisamente. Il paziente rivolse lo sguardo ver-
so Tanner, poi si irrigid, chiuse gli occhi e si rannicchi in posizione fetale,
con le ginocchia sollevate, la testa china e le braccia ripiegate sul petto.
Fuori di qui! grid Tanner. Quindi si avvicin rapidamente al letto del
paziente e gli tast il polso.
Hai oltrepassato il limite, Caxton! esclam in tono infuriato Berquist.
Ora esci subito di qui, o preferisci che faccia chiamare le guardie per but-
tarti fuori?
Oh s, stiamo uscendo, stiamo uscendo assenti Caxton. Uscirono tutti
tranne Tanner, e Berquist chiuse la porta alle sue spalle.
Un solo particolare, Gil insist Caxton. Dato che lo tenete l inscato-
lato tutto il tempo dove cavolo le ha viste queste ragazze?
Non essere sciocco. Ha visto un sacco di ragazze. Infermiere, tecnici di
laboratorio lo sai, no?
No che non lo so. Anzi, per quel che ne so aveva solo infermieri maschi
e le visite di sesso femminile erano assolutamente proibite.
Cosa? Non essere pi ridicolo e irragionevole di quanto non ti sia gi
dimostrato. Berquist assunse un'espressione seccata, poi sul suo volto ap-
parve un ampio sorriso. C'era un'infermiera con lui anche in stereovisione,
ieri sera.
Gi, vero. Caxton chiuse il becco e lasci che lo scortassero fuori.
I tre non parlarono finch non si trovarono in volo, diretti verso l'abita-
zione di Cavendish. Ben inizi Frisby non credo che il Segretario gene-
rale si abbassi fino al punto di farti causa, dato che non hai fatto stampare
quella tua dichiarazione. Tuttavia, se quella voce ha effettivamente una fon-
te, faremo meglio a pescare le prove, altrimenti avrai ben poche speranze.
Scordatelo Mark, non mi far causa. Ben fiss con rabbia il pavimento
del taxi. Chi ci assicura che quello fosse effettivamente l'Uomo di Marte?
Ma smettila, Ben.
Chi ce lo assicura? Abbiamo visto un uomo pi o meno della giusta et
sdraiato in un letto di ospedale. L'unica garanzia che abbiamo la parola di
Berquist, e sappiamo che la sua carriera politica costellata di affermazioni
e smentite. Ci che dice non ha alcun valore. Inoltre abbiamo visto un per-
fetto sconosciuto, che dovrebbe essere uno psichiatra solo che quando gli
ho chiesto dove avesse studiato sono stato letteralmente assalito. Chi pu
darci una garanzia? Signor Cavendish, ha per caso visto o sentito qualcosa
che l'ha convinta che quel tipo fosse effettivamente l'Uomo di Marte?
Cavendish rispose con grande cautela: Formulare un'opinione non rien-
tra nelle mie funzioni professionali. Mi limito a osservare e ascoltare.
Oh, scusi.
A proposito, avete ancora bisogno di me in veste professionale?
Oh, no, abbiamo finito. Grazie, signor Cavendish.
Grazie a lei, signore. stato un caso piuttosto interessante. L'anziano
gentiluomo si tolse la tonaca che lo differenziava dai comuni mortali, la pie-
g accuratamente e l'appoggi al sedile. Emise un sospiro, si rilass, e i suoi
lineamenti persero il loro distacco professionale; assunse un'espressione
amichevole e beata, tir fuori dei sigari e li offri. Frisby ne accett uno, che
accesero insieme. Io non fumo disse Cavendish in mezzo a una densa
nube quando sono in servizio. Interferisce con il funzionamento ottimale
dei sensi.
Se avessi portato con me un membro dell'equipaggio della Champion
insist Caxton sarei riuscito a provare quel che volevo. Solo che avevo
pensato di essere in grado di capirlo da solo.
Devo ammettere intervenne Cavendish che sono rimasto piuttosto
sorpreso dal fatto che lei non abbia effettuato un controllo.
Cosa? E che tipo di controllo potevo fare?
I calli.
I calli?
Certamente. Dai calli di un uomo si pu capire la storia della sua vita.
Ho anche scritto una monografia sui calli, pubblicata sul Periodico dei testi-
moni, come la famosa monografia di Sherlock Holmes sulla cenere del ta-
bacco. E questo giovanotto di Marte, non avendo mai indossato le scarpe
che indossiamo noi e avendo vissuto per tutta la vita con una forza di gravi-
t inferiore alla nostra di circa due terzi, dovrebbe avere dei calli consoni al-
l'ambiente in cui ha vissuto finora. Inoltre, si sarebbero potute anche notare
le tracce del suo recente viaggio spaziale. Un caso molto interessante.
Maledizione! Signor Cavendish, perch non me lo ha suggerito prima?
Signore? Il vecchio gentiluomo si raddrizz a sedere, dilatando le nari.
Sarebbe stato un atto contrario alla mia etica professionale. Io sono un Te-
stimone Leale, non una parte in causa. La mia associazione professionale mi
sospenderebbe immediatamente per molto meno. Sono certo che lei a co-
noscenza delle nostre regole
Mi dispiace. Me n'ero dimenticato. Caxton fece una smorfia.
Okay, facciamo inversione e torniamo indietro. Andremo a guardargli i
piedi altrimenti user la testona di Berquist come ariete e lo sfonder,
quel maledetto posto!
Temo che sar costretto a trovarsi un altro Testimone per via della
mia indiscrezione avvenuta nel corso di questa discussione, per quanto ab-
bia seguito il fatto stesso.
In effetti Caxton fece una smorfia.
Faresti meglio a tranquillizzarti, Ben consigli Frisby. Hai gi corso
pericoli a sufficienza. Personalmente, credo che si trattasse proprio dell'Uo-
mo di Marte. Non so perch, solo che mi sembra logico.
Caxton lasci gli altri due alle rispettive abitazioni, quindi mantenne il
taxi in stallo mentre rifletteva. Dopo un po', premette i tasti per dirigere il
mezzo verso il Centro Medico Bethesda.
Era quasi a met strada quando si rese conto che il viaggio era pressoch
inutile. Cosa avrebbe potuto ottenere? Sarebbe arrivato al massimo fino a
Berquist, di certo non pi in l. Era riuscito a entrare una volta; chiedere di
vedere l'Uomo di Marte due volte nella stessa mattinata sarebbe stato assur-
do. E dato che si trattava di un gesto evidentemente sconsiderato, non
avrebbe potuto nemmeno utilizzare la vicenda nella sua rubrica.
Non era riuscito a conquistarsi quello spazio sul giornale facendosi met-
tere i piedi in testa. Doveva per forza entrare.
Ma in che modo? Be', almeno sapeva dove veniva tenuto il sedicente
Uomo di Marte. Travestirsi da elettricista? Da idraulico? Troppo sempli-
ce. Non sarebbe nemmeno riuscito a superare le guardie o arrivare al dottor
Tanner.
Il fatto stesso che Tanner potesse effettivamente essere un dottore gli pa-
reva improbabile. I medici, anche i peggiori, tendevano a rifuggire certi gio-
chetti contrari al loro codice professionale. Il chirurgo dell'astronave, a
esempio, quel Nelson; lui aveva abbandonato il caso semplicemente
perch
Un attimo! Nelson poteva capire se quel paziente era l'Uomo di Marte o
meno, a colpo d'occhio, senza controllargli i calli, senza fargli nemmeno
una domanda. Caxton allung una mano verso i tasti, fece salire il taxi fino
al livello parcheggio e lo mise in attesa, quindi tent di chiamare il dottor
Nelson. Per farlo, per, dovette passare prima al suo ufficio, dove il suo as-
sistente Osbert Kilgallen lo mise in comunicazione con lui.
Ma non servi a nulla. Nelson non aveva visto l'intervista in stereovisione.
Ne aveva sentito parlare, ma non aveva nessun motivo per supporre che fos-
se stata una messa in scena. Non sapeva che era stato fatto un tentativo per
costringere Valentine Smith a cedere i suoi diritti su Marte, ottenuti grazie
alla Sentenza Larkin e anche se fosse stato vero, la cosa non lo interessa-
va assolutamente; per lui era del tutto assurda la sola idea che qualcuno po-
tesse possedere Marte. Marte apparteneva ai marziani. Ben stava tentando
di porgli un'ultima domanda, quando il dottore fece scomparire la propria
immagine dallo schermo.
Caxton tent di richiamarlo, ma ricevette in risposta solo una voce regi-
strata che dichiar in tono mellifluo: L'utente ha temporaneamente sospeso
il servizio di sua volont. Se desiderate registrare un messaggio Caxton
interruppe la comunicazione, commentando l'evento con una sciocca dichia-
razione riguardante la madre del dottor Nelson. Ma ci che fece subito dopo
fu ancora pi sciocco: chiam il Palazzo Esecutivo, pretendendo di parlare
con il Segretario generale, Douglas.
Fu un gesto istintivo. Nel corso della sua lunga carriera di giornalista,
aveva imparato che spesso si possono svelare segreti ben celati agendo in
modo diretto e rendendosi insopportabilmente sgradevoli. Comprendendo la
psicopatologia del potere almeno quanto la ignorava Jill Boardman, sapeva
anche che essere provocatori in quel modo poteva risultare piuttosto perico-
loso; tuttavia, si era sempre sentito relativamente al sicuro, grazie alla sua
posizione di gestore di un altro tipo di potere, quasi sempre temuto e rispet-
tato dai veri potenti.
Ci che dimentic fu che, nel chiamare il Palazzo dal taxi, stava effet-
tuando una semplice chiamata privata.
Cos non ottenne di parlare con il Segretario generale, cosa che del resto
non si era nemmeno aspettata. Ebbe invece modo di parlare con una mezza
dozzina di suoi scagnozzi, divenendo sempre pi aggressivo con ognuno.
Era talmente infervorato nel suo compito che non si accorse nemmeno
quando il taxi abbandon la sua posizione di stallo e lasci il livello di par-
cheggio.
Quando lo not, era ormai troppo tardi. Il taxi si rifiutava di ubbidire ai
comandi che lui tentava di impartire. Caxton si rese conto con amarezza che
si era lasciato intrappolare in un modo decisamente ingenuo; avevano rin-
tracciato la sua chiamata, individuato il suo veicolo e messo lo stupido ro-
botautista sotto gli ordini di una frequenza prioritaria di polizia. In pratica
stavano usando il suo stesso taxi per arrestarlo, senza clamore e senza alcun
ostacolo.
Desider ardentemente di aver tenuto con s il Testimone Leale Cavendi-
sh. Ma non perse tempo con quel pensiero futile e cerc subito di chiamare
il suo avvocato, Mark Frisby.
Non aveva ancora effettuato la chiamata quando il taxi atterr sulla piat-
taforma di atterraggio di un cortile interno, dove le mura interruppero ogni
possibilit di comunicazione. Tent allora di uscire dal veicolo, scoprendo
che la porta era chiusa e non si stup pi di tanto quando si rese conto che
cominciava a sentire la testa molto leggera e che stava rapidamente perden-
do conoscenza
8

Jill tent di convincersi che Ben stava inseguendo qualche altra pista e
che non aveva avuto il tempo di avvertirla, ma non riusciva a crederci. Ben,
per quanto sempre preso dai suoi impegni, doveva gran parte del suo suc-
cesso, sia professionale che sociale, alla meticolosa attenzione che riservava
ai dettagli umani. Ricordava sempre tutti i compleanni e preferiva dimenti-
carsi di pagare un debito di gioco piuttosto che di scrivere un biglietto d'au-
guri. A prescindere da dove si fosse recato e da quanto urgente avrebbe po-
tuto essere il suo compito del momento, avrebbe benissimo potuto e lo
avrebbe senz'altro fatto! perdere un minutino per lasciarle un messaggio
rassicurante sulla segreteria di casa sua o anche all'ospedale. Jill ricord a se
stessa che questa era una caratteristica invariabile della personalit di Ben,
una di quelle che lo rendevano una persona amabile nonostante tutti i suoi
difetti.
Doveva averle lasciato qualche genere di messaggio! Durante la pausa di
mezzogiorno, Jill chiam ancora la redazione del Post, e parl con il ricer-
catore e segretario capo di Ben, Osbert Kilgallen. Quest'ultimo le giur so-
lennemente che Ben non aveva lasciato alcun messaggio per lei.
Nell'immagine proiettata sullo schermo, Jill not che c'erano altre perso-
ne nell'ufficio; cos decise che non era il momento adatto per menzionare
l'Uomo di Marte. Le ha per caso detto dove andava? O quando sarebbe tor-
nato?
No. Ma non insolito per lui. Abbiamo sempre un paio di articoli di
scorta per riempire i buchi quando accadono queste cose.
Be' ma da dove vi ha chiamati? O sono forse un po' troppo curiosa?
Niente affatto, signorina Boardman. Non ha chiamato; stato mandato
un messaggio in statprint; se non ricordo male, veniva dalla stazione di
Paoli Flat, a Filadelfia.
Jill dovette accontentarsi. Pranz nella sala mensa degli infermieri, ten-
tando di interessarsi al cibo. In effetti, si disse, non era accaduto nulla di
strano e certamente non era innamorata di lui
Ehi! Boardman! Scendi dalle nuvole, ti ho fatto una domanda.
Jill alz lo sguardo, trovandosi davanti Molly Wheelwright, dietologa,
che la fissava dall'alto. Scusami, ero sovrappensiero.
Ti ho chiesto: da quando in qua il tuo reparto mette i pazienti delle ope-
re di carit nelle stanze private di lusso?
Non sapevo che avessimo fatto una cosa del genere.
La K-12 non nel tuo reparto? O ti hanno trasferita?
La K-12? Certo che lo . Ma non si tratta di un paziente delle opere di
carit; una vecchietta ricchissima, tanto ricca che pu permettersi di paga-
re un dottore che controlli ogni suo respiro.
Humph! Se ricca, deve aver avuto un colpo di fortuna nei giorni scor-
si. ricoverata nel reparto assistiti dell'ala geriatrica da ormai 17 mesi
l'ho riconosciuta.
Forse c' un errore.
Certo non da parte mia. Nella mia cucina dietetica non si ammettono er-
rori. Quel vassoio in particolare molto speciale, e lo controllo io di perso-
na. Dieta priva di grassi (le hanno tolto la cistifellea), una lista lunghissima
di cibi a cui allergica, pi somministrazione di farmaci nel cibo stesso.
Credimi, cara, una dieta pu essere riconoscibile quanto un'impronta digita-
le. Si alz in piedi. Be', devo scappare. Come vorrei che mi lasciassero
seguire per un po' questa cucina qui!
Cos'aveva da blaterare Molly? domand un'altra infermiera.
Nulla, era solo un po' confusa. Ma Jill continu a pensarci sopra. Le
venne in mente che avrebbe potuto individuare l'Uomo di Marte chiedendo
informazioni presso le cucine. Scart immediatamente l'idea; avrebbe im-
piegato una giornata intera per visitare le cucine di tutti i reparti. Il Centro
Bethesda era stato fondato come ospedale navale ai tempi in cui le guerre si
combattevano sugli oceani, e gi allora si trattava di un complesso enorme.
In seguito era stato ceduto al ministero della Salute e Educazione, e si era
espanso ulteriormente. Ora invece apparteneva alla Federazione, ed era an-
cora pi grande, come una piccola citt.
Ma c'era qualcosa di strano nel caso della signora Bankerson. L'ospedale
accettava ogni genere di paziente; privato, mutuato o governativo, e nel re-
parto dove lavorava Jill venivano ricoverati solo pazienti aventi a che fare
con il Governo; in particolare, nelle stanze singole di lusso erano alloggiati
solo senatori della Federazione o loro ospiti ufficiali. Era piuttosto insolito
che un paziente privato ottenesse una stanza di lusso in quel reparto.
Naturalmente, poteva anche darsi che non avessero spazi letto disponibili
nei reparti in cui venivano alloggiati i pazienti non paganti e che l'avessero
quindi mandata da loro per questo motivo. S, doveva essere per forza cos.
Dopo pranzo, comunque, non ebbe il tempo per pensarci, poich fu trop-
po occupata con una serie di nuovi pazienti. Avvenne che un degente aveva
bisogno di un letto motorizzato. Di norma Jill avrebbe dovuto telefonare al
deposito materiali per farsene mandare uno, ma ci sarebbe voluto del tempo
e lei aveva bisogno del letto immediatamente. Ricord allora di averne visto
uno che normalmente avrebbe dovuto trovarsi nella stanza K-12 parcheg-
giato nella stanzetta d'attesa adiacente. Aveva anche rimproverato un marine
che vi si era seduto sopra. A quanto pareva lo avevano lasciato l quando era
stato sostituito dal letto idraulico assegnato a Smith.
Era quindi assai probabile che fosse ancora l, inutilizzato, e tuttora asse-
gnato al suo reparto. Decise di andare a controllare.
La porta della saletta d'attesa era ancora chiusa a chiave, e scopri con un
certo stupore che il suo passepartout non l'apriva pi. Annotando mental-
mente che avrebbe dovuto riferire agli addetti alla manutenzione di riparare
la serratura, Jill si rec alla stanza da cui veniva controllata la signora Ban-
kerson con l'intenzione di domandare al dottore di servizio se sapesse qual-
cosa di quel letto.
Il medico di guardia era lo stesso che aveva conosciuto in mattinata, il
dottor Brush. Da quanto Jill aveva appreso da lui, non si trattava n di un ti-
rocinante n di un medico, ma era stato assegnato dal dottor Garner apposi-
tamente alla sorveglianza di quella paziente. Quando infil la testa nella
stanza, Brush alz immediatamente lo sguardo. Signorina Boardman! Pro-
prio la persona che desideravo vedere!
Perch non ha chiamato? Come sta la sua paziente?
Ah, sta bene disse, alzando lo sguardo verso lo schermo. Ma io sto
decisamente male.
Problemi?
Qualche problemino. Inconvenienti la cui soluzione non si trova all'in-
terno di questa stanza. Infermiera, sarebbe disposta a rimanere qui mentre
mi allontano per qualche istante? E a tenere la bocca chiusa sull'accaduto?
Credo di s. Ho detto alla mia assistente che sarei stata via per qualche
minuto. Se mi lascia usare il suo telefono, le dir che sono qui.
No! fece il dottore in tono concitato. Basta che si limiti a chiudere a
chiave la porta quando esco e a non aprire a nessuno finch non mi sente
bussare tre volte. Su, sia brava
Va bene disse Jill, dubbiosa. Devo fare qualcosa per la sua paziente?
No, no, basta che rimanga l seduta e la guardi attraverso lo schermo.
Non c' bisogno che faccia alcunch. Non la disturbi.
Se succede qualcosa dove la trovo, nella mensa dottori?
No, non cos lontano; devo solo andare un attimo al gabinetto degli uo-
mini, in fondo al corridoio. Ora la prego, mi lasci andare si tratta di una
questione urgente.
Usc, e Jill esegui il suo ordine chiudendo la porta a chiave alle sue spal-
le. Diede un'occhiata alla paziente attraverso il visore e scrut i grafici e le
rilevazioni degli strumenti. L'anziana donna si era nuovamente addormenta-
ta, e gli strumenti indicavano pulsazioni forti e costanti e un respiro pi che
regolare. Jill si domand per quale motivo il dottor Garner ritenesse neces-
saria quella veglia costante.
Poi ricord il motivo per il quale era l e decise che poteva controllare se
il letto si trovava ancora nella stanza d'attesa adiacente a quella della signora
senza nemmeno disturbare il dottor Brusii. Anche se la cosa non era confor-
me alle istruzioni che le erano state date, non avrebbe certamente disturbato
la sua paziente. Inoltre, aveva imparato molti anni addietro che i dottori non
potevano essere danneggiati da ci che non sapevano. Apri la porta con
grande cautela ed entr nella stanza.
Un rapido sguardo la rassicur sul fatto che la signora Bankerson fosse
sprofondata nel sonno profondo caratteristico dell'et senile. Camminando
silenziosamente, attravers la stanza fino alla porta della sala d'attesa. Era
chiusa a chiave, ma il suo passepartout le permise di entrare.
Constat subito con piacere che il letto si trovava ancora l. Poi not an-
che che la stanza era occupata Seduto su una poltrona con un libro di im-
magini tra le mani, vi era niente di meno che l'Uomo di Marte.
Smith alz lo sguardo e le rivolse il sorriso radioso di un bimbo felice.
Jill ebbe una sensazione di capogiro, come se l'avessero appena strappata
a un sonno profondo. Una miriade di pensieri le invase la mente. Valentine
Smith, l? Non poteva essere: lo avevano trasferito, o almeno questo era sta-
to scritto nel registro. Eppure era davanti a lei.
Poi, d'improvviso, tutte le terribili implicazioni e possibilit le apparvero
chiare il finto Uomo di Marte in stereovisione la vecchietta nell'altra
stanza in attesa di morire che copriva il fatto che vi fosse un altro paziente
nella sala d'attesa la porta che non si apriva e, infine, un'orribile visio-
ne: la barella che portava all'obitorio il corpo esanime dell'anziana, coperto
da un ampio lenzuolo che avrebbe celato anche il cadavere di Smith.
Quando quest'ultima immagine da incubo le venne alla mente, port con
s una gelida ventata di terrore; Jill si rese improvvisamente conto che que-
sto segreto aveva messo in grave pericolo anche la sua stessa incolumit.
Smith si alz goffamente dalla poltrona, protese entrambe le mani e, con-
tinuando a sorridere, esclam. Fratello d'acqua!
Ciao. Uh come stai?
Io sto bene. Io sto felice. Aggiunse qualcosa in una strana parlantina
gracchiante, quindi si corresse e disse con cura: Tu sei qui, mio fratello. Tu
eri via. Ora tu sei qui. Io bevo profondamente della tua presenza.
Jill era disperatamente divisa fra due emozioni; da una parte si sentiva
scigliere il cuore, e allo stesso tempo aveva una gran paura di essere sco-
perta l. Smith non sembr rendersene conto. Vedi? disse invece. Io
cammino! Io divento forte! Le diede una dimostrazione facendo qualche
passo su e gi per la stanza, quindi si ferm davanti a lei, sorridente, affati-
cato ma con un'espressione di trionfo dipinta sul volto.
Jill si costrinse a sorridere. Stiamo facendo grandi progressi, non
vero? Rafforzarsi, questo lo spirito giusto! Ma ora devo scappare mi di-
spiace, sono solo entrata un attimo per salutarti.
L'espressione di Smith mut improvvisamente in una smorfia di dispera-
zione. Non andare!
Purtroppo devo.
Il volto di Michael rimase triste, poi lui aggiunse con tragica certezza:
Io ti ho fatto male. Non sapevo.
Fatto male a me? Oh no, niente affatto! Ma ora devo andare, e di
corsa!
Il volto di Smith era privo di espressione. Portami con te, fratello. Si
trattava di un'affermazione, non di una domanda.
Cosa? Oh, non posso. E devo andare, subito. Ascoltami bene: non devi
dire a nessuno che sono passata di qui, ti prego.
Non dire che mio fratello d'acqua stato qui?
Esatto. Non devi dirlo a nessuno. Io cercher di tornare, davvero, ci
prover. Nel frattempo tu fai il bravo e non dirlo a nessuno.
Smith comprese e assunse nuovamente un'espressione serena. Io aspet-
ter. Io non dir.
Bravo! Jill si domand come sarebbe stato possibile entrare di nuovo
in quella stanza di certo non avrebbe potuto contare sul fatto che al dottor
Brush capitasse un altro urgente bisogno fisiologico. I suoi occhi fissarono
la porta che dava sul corridoio, e d'un tratto Jill si rese conto che la serratura
guasta non era affatto guasta. Ora capiva perch la sua chiave non aveva
funzionato; all'interno della porta era stato fissato un catenaccio a mano,
rendendo inservibile qualsiasi tipo di chiave dall'esterno. Come sempre ac-
cade negli ospedali, le porte dei gabinetti e delle altre stanze che potevano
essere chiuse dall'interno potevano essere sempre aperte anche dall'esterno,
in modo che i pazienti indisciplinati non si potessero chiudere dentro e nel
caso che qualcuno si sentisse male. Ma Smith era stato chiuso in quella
stanza, e l'aggiunta di un catenaccio del genere serviva a tenere fuori anche
il personale non autorizzato.
Jill si avvicin alla porta e stacc il catenaccio. Aspettami disse. Tor-
ner.
Io aspetto.
Quando torn nella sala di controllo, senti che Brush stava ripetendo le
tre bussate prescritte con un certo nervosismo. Corse ad aprire.
Il dottore irruppe nella stanza, esclamando: Dove diavolo era, infermie-
ra? Ho ripetuto la bussata ben tre volte. Rivolse un'occhiata sospettosa alla
porta interna.
Ho visto che la sua paziente si agitava nel sonno disse Jill di tutta fret-
ta. Cos, sono entrata a sistemarle il cuscino.
Maledizione, le avevo detto di rimanere l seduta alla scrivania!
Jill si rese improvvisamente conto che quell'uomo era ancor pi spaven-
tato di lei e a ragione. Decise quindi di sferrare il suo contrattacco: Dot-
tore, io le ho fatto un favore disse in tono freddo. Tanto per iniziare, la
sua paziente non di responsabilit di questo reparto. Tuttavia, dato che me
l'ha affidata, sono stata costretta a fare ci che ritenevo necessario in sua as-
senza. Dato che lei ha messo in dubbio le mie capacit, lasciamo che sia il
sovrintendente del reparto a sistemare la faccenda.
Cosa? No, no, non fa niente.
No, signore. Non gradisco che le mie azioni professionali vengano mes-
se in dubbio senza motivo. Come sapr, un paziente di quell'et pu rimane-
re soffocato in un letto idraulico; ho fatto ci che ritenevo necessario. Ci
sono infermiere che accettano qualsiasi critica dai dottori, ma nel mio caso
non cos. Quindi, chiamiamo il sovrintendente.
Senta, signorina Boardman, faccia finta che io non abbia detto nulla.
Ero un po' su di giri e ho parlato senza pensare. La prego di accettare le mie
scuse.
Va bene, dottore rispose Jill con freddezza. Ha bisogno di qualcos'al-
tro o posso andare?
No, grazie. La ringrazio per avermi sostituito. Solo be', le dispiace-
rebbe non menzionare l'accaduto, per cortesia?
Non lo menzioner. Ci puoi scommettere la vita che non lo menzione-
r, aggiunse fra s. Ma ora che cosa faccio? Oh, come vorrei che Ben fosse
in citt! Torn alla sua scrivania, fece un cenno di saluto alla sua assistente,
quindi fece finta di controllare dei documenti. Dopo un po' si ricord di ri-
chiedere quel letto motorizzato per cui era incappata in tutta quella faccen-
da. Mand la sua assistente a controllare il paziente che lo aspettava (che
era stato temporaneamente sistemato in un letto normale) e cerc di riflette-
re.
Dove poteva essere Ben? Se solo avesse saputo dove recuperarlo, si sa-
rebbe presa dieci minuti di pausa, lo avrebbe chiamato e avrebbe scaricato
le sue preoccupazioni sulle sue ampie spalle. Invece quel maledetto era in
giro a ciondolare da qualche parte, e aveva lasciato a lei tutta la responsabi-
lit. O no?
Un terribile sospetto che aveva covato nel suo subconscio per tutto il
giorno affior finalmente in superficie e questa volta dovette affrontarlo.
Ben Caxton non se ne sarebbe mai andato senza farle sapere il risultato del
suo tentativo di intervistare l'Uomo di Marte. Essendo sua compagna di co-
spirazione, lei aveva tutto il diritto di conoscerne l'esito, e Ben giocava sem-
pre pulito sempre.
Le pass allora per la mente una frase che Ben le aveva detto mentre tor-
navano in taxi da Hagerstown: se qualcosa dovesse andare storto, tu sei
il mio asso nella manica Dolcezza, se non senti pi mie notizie, rimani
solo tu
Sulle prime non ci aveva riflettuto, poich era convinta che non potesse
accadere nulla a Ben. Adesso invece doveva riflettere su quella possibilit,
mentre allo stesso tempo tentava di concentrarsi sul lavoro. Vi un momen-
to nella vita di ciascun essere umano in cui occorre decidere di rischiare la
vita, la fortuna e il sacro onore per un risultato niente affatto garantito. Co-
loro che si lasciano intimidire da una simile sfida non potranno mai crescere
come persone. Jill Boardman incontr la sua sfida personale, e la raccolse,
alle 15:47 di quel pomeriggio, mentre cercava di convincere un visitatore
che non poteva introdurre un cane nel reparto, anche se era riuscito a farlo
passare inosservato alla reception e anche se il paziente che andava a visita-
re aveva assoluto bisogno di vederlo.

Quando Jill ebbe lasciato la sua stanza, l'Uomo di Marte torn a sedersi.
Non raccolse il libro di immagini che gli avevano dato, limitandosi ad atten-
dere in un modo che un essere umano, incapace di esprimere gesti ed emo-
zioni tipicamente marziani, potrebbe descrivere come paziente. Rimase
semplicemente l seduto in silenziosa felicit, poich suo fratello gli aveva
detto che sarebbe tornato. Era pronto a stare l ad aspettarla, senza fare nulla
e senza muoversi, anche per diversi anni, se necessario.
Non aveva idea di quanto tempo fosse passato dal momento in cui aveva
condiviso l'acqua con quel fratello; non solo trovava quel luogo stranamente
distorto dal punto di vista spazio-temporale, ricco di sequenze di immagini e
di suoni e di esperienze nuove non ancora grokkate, ma la cultura del suo
nido considerava il tempo in maniera assai differente rispetto a quella degli
esseri umani. La differenza fondamentale non stava tanto nel fatto che i
marziani vivessero molto pi a lungo rispetto agli standard terrestri, quanto
in un atteggiamento di base rispetto al tempo completamente diverso.
Smith attese.
Entr Brush, che lo osserv per qualche istante. Smith non si mosse, e
Brush se ne and.
Quando Smith senti girare la chiave nella serratura della porta che dava
sul corridoio, ricord che era lo stesso suono che aveva sentito poco prima
della visita del suo fratello d'acqua, quindi prepar il suo metabolismo a rea-
gire nel caso che si ripetesse la stessa sequenza. Quando la porta si apr ed
entr Jill, rimase piuttosto stupito, poich non si era reso conto che la porta
esterna fosse una porta. Ci nonostante grokk immediatamente quel fatto e
si lasci andare alla gioiosa sensazione di pienezza che si prova solo in pre-
senza dei propri compagni di nido, dei propri fratelli d'acqua prescelti e (in
alcune circostanze) in presenza degli Anziani.
La sua gioia venne per in parte soffocata dalla immediata consapevolez-
za del fatto che il suo fratello non la condividesse interamente di fatto,
sembrava essere agitata quanto una persona in procinto di scorporarsi per
qualche grave o vergognosa mancanza o fallimento.
Ma Smith aveva ormai imparato che le creature terrestri, tanto simili a lui
per certi aspetti, potevano resistere a sensazioni ed emozioni terribili anche
solo da contemplare, senza morirne. Il suo fratello Mahmoud soffriva di
agonia spirituale cinque volte al giorno, e non solo rimaneva in vita, ma ad-
dirittura considerava quella sensazione quasi necessaria. Il suo fratello capi-
tano van Tromp soffriva di terribili e imprevedibili spasimi, ognuno dei qua-
li avrebbe dovuto, per gli standard di Smith, portare alla scorporazione im-
mediata, unico modo per porre fine al conflitto interiore. Ci nonostante,
per quel che ne sapeva, egli era ancora vivo e in buona salute.
Cos decise di ignorare lo stato di agitazione di Jill.
Jill gli mise in mano un fagotto. Tieni, infilati questi. Presto!
Smith accett il pacco di vestiti e rimase in attesa. Jill lo guard. Oh,
Dio! esclam. Va bene, spogliati. Ti aiuter io.
Fu costretta a fare ben pi che aiutarlo; dovette praticamente spogliarlo e
rivestirlo completamente. Smith indossava un pigiama dell'ospedale, un ac-
cappatoio e un paio di ciabatte, non perch desiderasse essere vestito a quel
modo ma semplicemente perch gli era stato detto di indossare quegli abiti.
Era ormai in grado di metterseli e toglierli da solo, ma non abbastanza velo-
cemente per le esigenze del momento di Jill. Lo spogli rapidamente; dato
che lei era un'infermiera e lui non aveva mai sentito nemmeno parlare di pu-
dore, le operazioni non vennero rallentate da inutili amenit; le uniche diffi-
colt furono di natura puramente meccanica. Smith fu deliziato e sorpreso
dalle lunghe pelli finte che Jill gli infil sulle gambe, ma lei non gli diede il
tempo di goderne, fissando le calze da donna alle sue cosce con dello scot-
ch. L'uniforme da infermiera che gli infil subito dopo non era la sua: l'ave-
va chiesta a un'infermiera molto pi grossa di lei con la scusa di prestarla a
un suo cugino per una festa in maschera. Gli agganci attorno al collo un
mantelletto da infermiera, pensando che il drappo avrebbe coperto gran par-
te delle caratteristiche sessuali primarie e secondarie o almeno cos spera-
va. Le scarpe risultarono il particolare pi difficile, poich non erano esatta-
mente della sua misura e per Smith era ancora piuttosto difficile camminare
e stare in piedi con quella gravit, anche a piedi nudi.
Ma alla fine.riusc a vestirlo e ad appuntargli sulla testa un cappellone da
infermiera. I tuoi capelli non sono molto lunghi disse in tono ansioso ma
ormai quasi tutte le ragazze li portano cos, quindi deve andare bene per for-
za. Smith non rispose, non comprendendo molto di quel commento. Cerc
di immaginare i suoi capelli pi lunghi, ma presto cap che ci avrebbe messo
un bel po' di tempo.
Ora disse Jill ascoltami attentamente. Qualsiasi cosa accada, non dire
una parola. Ci penser io a parlare. Hai capito bene?
Non parlare. Io non parler.
Limitati a seguirmi, ti terr per mano. E non dire una parola. Ma se co-
nosci qualche preghiera, prega!
Prega?
Lascia stare. Seguimi e rimani in silenzio. Apri la porta, diede una ra-
pida occhiata fuori, poi lo prese per mano e lo condusse nel corridoio.
Nessuno prest loro particolare attenzione. Smith trov sconvolgenti le
molte strane configurazioni che gli si pararono davanti; si senti come assali-
to da immagini che non riusciva a mettere a fuoco. Arranc alla cieca strin-
gendo la mano di Jill, con gli occhi e gli altri sensi quasi del tutto annullati
per proteggersi dal caos.
Lei lo condusse fino alla fine del corridoio, dove salirono su un tappeto
mobile. Smith perse l'equilibrio, e sarebbe piombato a terra se Jill non lo
avesse afferrato al volo. Un'addetta alle pulizie li scrut con aria curiosa e
Jill imprec sottovoce. Quando scesero dal tappeto, us maggiore cautela.
Per salire sul tetto presero un ascensore, poich Jill era certa che non sareb-
be riuscita a guidarlo su per il tubo a rimbalzo.
Una volta sul terrazzo, dovettero affrontare una situazione di crisi, anche
se Smith non se ne rese assolutamente conto. Era letteralmente deliziato dal-
la vista del cielo, dato che in vita sua aveva visto solo quello di Marte. Per
lui quel cielo era incredibilmente luminoso, colorato e gioioso, sebbene fos-
se la tipica giornata grigia e autunnale di Washington. Nel frattempo, Jill si
mise alla ricerca di un taxi. Il terrazzo era pressoch deserto, cosa sulla qua-
le Jill aveva contato, dato che la maggior parte delle infermiere staccavano
alla sua stessa ora ed erano gi andate via da almeno quindici minuti, e le
visite pomeridiane erano finite da un pezzo. Ma, naturalmente, anche i taxi
erano gi andati via tutti. Non poteva rischiare di prendere un aerobus, an-
che se entro pochi minuti ne sarebbe passato uno che andava nella sua dire-
zione.
Stava per chiamare un taxi quando ne vide discendere uno. Chiam l'ad-
detto alla supervisione del terrazzo. Jack! Quel taxi libero? Me ne serve
uno.
Probabilmente quello che ho chiamato per il dottor Phipps.
Oh, cavolo! Jack, puoi trovarmene un altro alla svelta? Questa qui mia
cugina Madge, che lavora nell'ala sud. Ha una laringite terribile e vorrei
portarla via da questo vento al pi presto.
L'uomo rivolse un'occhiata dubbiosa verso il telefono nella sua cabina e
si gratt la testa. Va bene, signorina Boardman, visto che lei, ne chiamer
un altro per il dottor Phipps. Che gliene pare?
Oh, Jack, sei fantastico! Non dire nulla, Madge, lo ringrazio io per te.
La poverina non ha pi nemmeno un filo di voce. Ora la porto subito a casa
e la curo a rum.
Dovrebbe servire allo scopo. I rimedi all'antica sono sempre i migliori:
cos diceva sempre mia madre. L'uomo infil una mano nel taxi e inser la
combinazione di casa di Jill dalla memoria, quindi li aiut a salire. Jill riusc
a mettersi in mezzo e a coprire la goffaggine di Smith per quella particolare
procedura. Grazie, Jack disse infine. Grazie mille.
Il taxi decoll, e Jill pot finalmente tirare un sospiro di sollievo. Puoi
parlare, ora.
Cosa devo dire?
Nulla. Qualsiasi cosa. Quel che ti va di dire.
Smith riflett. Era evidente che un simile invito richiedeva una risposta
valida, degna di un rapporto fra fratelli. Gli vennero alla mente diverse idee,
che scart perch non sapeva come tradurle, quindi opt per una che pensa-
va di essere in grado di esprimere in maniera accettabile e che forse poteva
trasmettere, seppure in quella lingua strana e piatta, almeno un accenno del
caloroso avvicinarsi di cui dovevano godere i fratelli d'acqua. Che le no-
stre uova condividano lo stesso nido disse.
Jill assunse un'espressione perplessa. Come? Che cosa hai detto?
Smith si disper per questa mancanza di comprensione, che interpretava
come un fallimento da parte sua. Si rese conto con tristezza che, ogni volta
che aveva desiderato creare unit con quelle creature, era invece solo riusci-
to a produrre agitazione. Prov di nuovo, riarrangiando il suo scarso voca-
bolario per esprimere quel suo pensiero in maniera differente. Il mio nido
il tuo e il tuo nido il mio disse.
Questa volta Jill si produsse in un sorriso. Ma che carino! Mio caro, non
sono del tutto certa di averti capito, ma se cos, devo dirti che si trattato
dell'offerta pi gentile che abbia ricevuto da un sacco di tempo a questa par-
te. Solo che al momento siamo nei guai fino al collo, quindi propongo di ri-
mandare di un poco, che ne dici?
Smith cap ci che aveva detto Jill non pi di quanto lei avesse capito la
sua frase, ma percep ugualmente l'atteggiamento compiaciuto del suo fra-
tello d'acqua e cap che gli aveva suggerito di attendere. Attendere era una
cosa che faceva senza alcuno sforzo, quindi si appoggi allo schienale, feli-
ce del fatto che tutto andasse bene fra lui e il suo fratello, e si god il pano-
rama. Era la prima volta che volava sulla citt, e vi erano molte cose nuove
che doveva cercare di grokkare. Gli venne in mente che il metodo che usa-
vano a casa per spostarsi da un punto all'altro non permetteva quella delizio-
sa vista di quanto stava in mezzo. Questo pensiero lo port quasi a fare un
paragone fra metodi marziani e metodi terrestri non graditi dagli Anziani,
ma la sua mente si ritrasse automaticamente da quell'eresia.
Anche Jill era silenziosa, mentre cercava di riordinare i suoi pensieri. Al-
l'improvviso, si rese conto che il taxi stava imboccando l'ultimo canale di
traffico prima del suo appartamento e cap altrettanto velocemente che
casa sua era l'ultimo luogo in cui avrebbe dovuto andare, dato che sarebbe
stato il primo in cui avrebbero cercato Smith non appena scoperto che era
fuggito e chi lo aveva aiutato a farlo. Non ingann se stessa pensando di
aver coperto le proprie tracce; pur non sapendo nulla dei metodi usati dalla
polizia, immaginava di aver lasciato abbondanti impronte digitali nella stan-
za in cui l'Uomo di Marte era ricoverato, e in molti li avevano visti uscire.
Era persino possibile (lo aveva sentito dire) che un tecnico decifrasse il na-
stro di viaggio computerizzato del taxi e risalisse a tutti i viaggi compiuti da
quel determinato veicolo nel corso della giornata, con tanto di orario, luogo
di partenza e destinazione di ogni singola corsa.
Allung quindi una mano, annullando sulla tastiera l'ordine di dirigersi a
casa sua. Non sapeva se questo avrebbe cancellato o meno l'ordine dal na-
stro, ma non aveva certamente intenzione di recarsi in un luogo dove la po-
lizia poteva essere gi ad aspettarla.
Il taxi rallent, si sollev dalla corsia di traffico e rimase in attesa. Dove
poteva andare? Dove, in quella enorme citt, si poteva nascondere un uomo
che non era nemmeno in grado di vestirsi da solo? La persona pi ricercata
di tutto il globo? Se solo ci fosse stato Ben l con lei Ben, dove diavolo
sei?
Allung nuovamente la mano, prese il telefono e, senza alcuna speranza,
digit il numero di Ben, aspettandosi la voce distaccata di un messaggio re-
gistrato. Trasal quando senti rispondere da una voce maschile ma poi fu
assalita da un senso di delusione quando si rese conto che non si trattava di
Ben: era il suo assistente, Osbert Kilgallen. Oh, scusi, signor Kilgallen.
Sono Jill Boardman. Credevo di aver chiamato la residenza del signor Cax-
ton.
Infatti. Ma quando si assenta per pi di ventiquattr'ore, faccio sempre
passare direttamente qui le chiamate dirette alla sua abitazione.
Quindi ancora fuori citt?
Temo di s. Posso fare qualcosa per lei?
Uh, no. Ma senta, signor Kilgallen, non le pare strano che Ben sia
scomparso cos, all'improvviso? Lei non preoccupato?
E perch mai dovrei esserlo? Il suo messaggio diceva che non sapeva
per quanto tempo si sarebbe assentato.
E non trova che gi questo fatto sia strano di per s?
Non quando si fa un lavoro come quello del signor Caxton, signorina.
Be', io invece penso che ci sia qualcosa di molto strano nel fatto che sia
scomparso cos, almeno in questa occasione! Credo che lei dovrebbe denun-
ciare la cosa. Credo che dovrebbe comunicarlo a tutte le agenzie di stampa
del paese del mondo intero!
Sebbene il telefono di quel taxi non fosse dotato di visore, Jill cap che
Osbert Kilgallen si raddrizzava sulla sua poltrona. Mi dispiace, signorina
Boardman, ma temo che dovr interpretare le istruzioni del mio datore di la-
voro a modo mio.
Inoltre se non le secca che lo dica ogni volta che il signor Caxton la-
scia la citt, c' sempre qualche buona amica che lo cerca disperata-
mente.
Qualche sgualdrina che vuole mettergli una catena alle caviglie, pens
Jill con rabbia e questo Osbert pensa che io sia quella del momento. Quel
commento la fece recedere dal proposito, che aveva avuto in un primo mo-
mento, di chiedere aiuto a Kilgallen; interruppe la comunicazione un attimo
dopo.
Dove poteva andare? Improvvisamente, le balz alla mente la soluzione
pi ovvia. Se Ben era scomparso, e se nella sua scomparsa c'era lo zampino
del Governo, l'ultimo luogo in cui sarebbero andati a cercare Valentine Smi-
th sarebbe stato proprio l'appartamento di Ben. Sempre che, pens, capisse-
ro che lei lo conosceva.
A casa di Caxton sarebbe stato possibile prendere dei vestiti per Michael
e reperire del cibo sfruttando la dispensa. Quest'ultimo pensiero la convinse.
Digit la combinazione per l'appartamento di Ben. Il taxi entr nella nuova
corsia e riparti.
Giunti davanti alla porta dell'appartamento, Jill avvicin la bocca al cito-
fono e disse con enfasi: Carthago delenda est!
Non accadde nulla. Oh, maledizione! disse fra s; ha cambiato la combi-
nazione! Rimase l impalata, con le ginocchia che le cedevano, cercando di
non incrociare lo sguardo di Smith. Si rivolse nuovamente verso il microfo-
no. Si trattava di una serratura Raytheon, che usava lo stesso circuito vocale
sia per azionare la serratura che per annunciare i visitatori. Decise di annun-
ciare se stessa nella vana speranza che Ben fosse tornato. Ben, sono Jill.
La serratura scatt.
Entrarono, e la porta si chiuse alle loro spalle. Per un attimo Jill pens
che fosse stato Ben a farli entrare, poi si rese conto che aveva indovinato
per puro caso la sua nuova combinazione vocale un simpatico compli-
mento da parte di Ben, ma anche parte di una sua tattica da lupo. Pens che
avrebbe fatto volentieri a meno del complimento se fosse servito a evitarle
la terribile sensazione di panico che aveva provato quando la porta non si
era aperta al primo comando.
Smith rimase in piedi, in silenzio, ai margini del lussureggiante prato ver-
de, guardandosi attorno. Ancora una volta si trovava in un luogo talmente
nuovo che non riusciva a grokkarlo immediatamente, ma nonostante ci tro-
v che fosse piuttosto piacevole. Era meno emozionante del luogo mobile
che avevano appena lasciato, ma per molti versi la sua essenza era pi adat-
ta a lui. Osserv con un certo interesse la finestra panoramica in fondo alla
stanza, pur non riconoscendola come tale; la scambi infatti per un quadro
vivente come quelli che era abituato a vedere a casa sua. La stanza in cui lo
avevano tenuto in ospedale non aveva finestre e fino a quel momento Smith
non aveva ancora visto nulla che gli suggerisse il concetto stesso di fine-
stra.
Not con una certa approvazione che la simulazione di profondit e mo-
vimento del quadro era perfetta; doveva essere stato creato da qualche
grande artista del luogo. Fino a quel momento non aveva visto nulla che gli
suggerisse che quella gente possedesse il concetto di arte; questa nuova
esperienza lo port a grokkare gli umani ulteriormente, infondendogli una
sensazione di calore.
Poi un movimento attir il suo sguardo; si volt, e vide che suo fratello si
stava togliendo dalle gambe le finte pelli e le scarpe.
Jill emise un sospiro e sprofond le dita dei piedi nell'erba. Caspita,
come mi fanno male i piedi disse. Alz lo sguardo, e not che Smith la sta-
va fissando con quella sua aria da bambino stranamente inquietante. Fai
anche tu come me gli disse. Vedrai che ti piacer.
Smith sbatt le palpebre. Come fare?
Ah, scusa, mi ero dimenticata. Vieni qui, ti aiuto. Gli tolse le scarpe,
strapp il nastro adesivo e gli sfil le calze. Ecco: non ti senti molto me-
glio?
Smith agit le dita nell'erbetta fresca. Ma questo vive? domand poi ti-
midamente.
Certo, vive. erba vera, erba viva. Ben ha pagato un sacco di soldi per
averla. Solo l'illuminazione speciale che serve per tenerla in vita costa pi di
quanto io non guadagni in un mese. Quindi cammina pure e lascia che i tuoi
piedi godano della sensazione.
Smith non cap la gran parte di quanto gli era stato detto, ma capt che
quell'erba era composta di esseri viventi e che era stato invitato a camminar-
ci sopra. Camminare su esseri vivi? domand con incredulo orrore.
E perch no? Non fa certo male all'erba. Tanto pi che si tratta di una
variet sviluppata specificamente per tappeti interni.
Smith fu costretto a ricordare che un fratello d'acqua non poteva condurlo
in un'azione errata. Con un certo timore, fece qualche passo e scopri ben
presto che si trattava di una sensazione piacevole e che le creature viventi
non protestavano affatto. Amplific al massimo la sua sensibilit nei loro
confronti; suo fratello aveva ragione, farsi camminare sopra era la loro giu-
sta funzione. Decise di accettarlo e di goderne; lo sforzo che fu costretto a
fare fu simile a quello cui avrebbe dovuto sottoporsi un uomo che cercasse
di apprezzare i meriti del cannibalismo usanza che lui invece trovava per-
fettamente normale.
Jill sospir. Be', sar meglio smetterla di giocare. Non so per quanto
tempo saremo al sicuro, qui.
Sicuro?
Non possiamo rimanere qui troppo a lungo. Pu darsi che gi adesso
stiano controllando ogni singolo veicolo partito dal complesso ospedaliero.
Fece una smorfia e riflett. Casa sua non andava bene, quella di Ben nem-
meno e lui aveva accennato di volerlo portare da Jubal Harshaw. Solo che
lei non conosceva Harshaw; non sapeva nemmeno dove abitasse Da qual-
che parte nei Poconos, le aveva detto lui. Be', avrebbe dovuto scoprire dove
abitava e chiamarlo. Non aveva altre alternative.
Perch non sei felice, mio fratello?
Jill usc di colpo dal suo stato contemplativo e fiss Smith. Quel povero
bambino non si rendeva nemmeno conto che erano nei guai! Fece uno sfor-
zo per vedere la situazione dal suo punto di vista. Non ci riusc, ma compre-
se che lui non aveva assolutamente idea che stessero fuggendo da da
cosa? Dagli sbirri? Dalle autorit ospedaliere? Non sapeva nemmeno se e
quali leggi avesse infranto. Aveva solo la sensazione di essersi messa contro
la gente che contava, i boss, quelli che prendevano tutte le decisioni impor-
tanti.
Come poteva spiegare all'Uomo di Marte contro chi stavano combatten-
do, se non lo sapeva nemmeno lei? Su Marte esisteva la polizia? La met
delle volte che gli parlava, aveva l'impressione di rivolgersi a un muro
Non ti preoccupare gli disse in tono convinto. Limitati a fare quel che
ti dico di fare.
S.
La sua era un'accettazione costante, illimitata, un eterno assenso. Jill ven-
ne improvvisamente colta dalla sensazione che Smith si sarebbe buttato dal-
la finestra senza un attimo di esitazione se lei glielo avesse ordinato e in
questo non si sbagliava affatto; si sarebbe buttato eccome, avrebbe goduto
di ogni singolo istante del volo di venti piani e avrebbe accettato senza la
minima sorpresa o rabbia l'impatto e la scorporazione. E sarebbe stato pi
che consapevole che quel volo lo avrebbe ucciso; la paura della morte era
un concetto che non lo sfiorava nemmeno. Se un fratello d'acqua lo avesse
scelto per una scorporazione in quella strana maniera, ne avrebbe goduto e
avrebbe cercato di grokkare.
Be', inutile che rimaniamo qui a tenere i piedi nell'erba. Ora preparo
qualcosa da mangiare, ti procuro degli abiti decenti e poi ce ne andremo.
Spogliati. Lasci la stanza per andare a rovistare nel guardaroba di Ben.
Scelse per Smith un completo da viaggio piuttosto anonimo, un berretto,
una camicia, un paio di mutande, un paio di scarpe, quindi torn in salotto.
Smith era ingarbugliato come un gattino in un gomitolo di lana; aveva tenta-
to di obbedire al suo ordine, ma ora aveva un braccio imprigionato nell'uni-
forme da infermiera e il viso avvolto nella gonna. Non si era nemmeno tolto
il mantelletto prima di cercare di sfilarsi il vestito.
Oh, caro! esclam Jill, e corse ad aiutarlo.
Lo liber dagli abiti, li guard, quindi decise di gettarli
nell'inceneritore avrebbe risarcito Etta Schere: al momento la cosa pi
importante era che i poliziotti non li trovassero l. Prima di metterti addos-
so i vestiti puliti, mio caro, ti faccio fare un bel bagno disse. Ti hanno tra-
scurato in ospedale. Vieni con me. Come infermiera, era ormai immune ai
cattivi odori. Allo stesso tempo, per, (proprio perch era un'infermiera) era
una fanatica dell'acqua e sapone e aveva la netta impressione che nessuno
si fosse occupato di lavare quel paziente. Pur non essendo sgradevole, l'odo-
re di Smith aveva un che di animalesco. Un'abbondante cura a base di acqua
e sapone era decisamente indicata.
Smith la osserv deliziato mentre riempiva la vasca. Anche nel bagno
della stanza in cui si trovava prima vi era stata una vasca, ma non si era reso
conto che servisse a contenere acqua; gli unici bagni che aveva fatto erano
stati a letto, e anche questi non erano certo stati molti; le sue continue trance
avevano interferito negativamente nel processo.
Jill controll la temperatura dell'acqua. Va bene, entra dentro.
Smith non si mosse. Assunse invece un'espressione perplessa.
Sbrigati! disse seccamente Jill. Entra nell'acqua.
Le parole che aveva usato avevano un significato inequivocabile nel vo-
cabolario umano, quindi Smith fece quanto gli era stato ordinato, pur tre-
mando per l'emozione. Questo fratello voleva che immergesse tutto il suo
corpo nell'acqua della vita. Mai gli era stato concesso un simile onore; per
quel che ne sapeva lui, un simile sacro privilegio non era mai stato offerto a
nessuno. Tuttavia, Smith iniziava anche a capire che questi esseri avevano
una maggiore dimestichezza con la sostanza della vita un fatto che non
aveva ancora grokkato ma che non poteva fare a meno di accettare.
Infil un piede tremante nell'acqua, poi l'altro e scivol lentamente
nella vasca finch l'acqua non lo ricopri completamente.
Ehi! esclam Jill, afferrandogli le spalle e trascinandogli la testa fuori
dall'acqua. Con grande terrore, si rese conto che aveva per le mani un corpo
inerte. Non poteva affogare, non in quelle circostanze! Si spavent e prese a
scuoterlo con vigore. Smith! Svegliati! Riprenditi!
Smith senti suo fratello che lo chiamava da lontano e ritorn. I suoi occhi
ripresero la loro trasparenza, il cuore acceler i battiti e i polmoni tornarono
a respirare. Tutto bene? domand Jill.
Tutto bene. Io sono molto felice mio fratello.
Mi hai fatto prendere un bello spavento. Sentimi bene, ora: non devi pi
andare sott'acqua con la testa. Rimani l seduto come sei.
S, mio fratello. Smith aggiunse diverse altre parole usando dei suoni
gracchianti e gutturali incomprensibili per Jill, un le mani a coppa, le riem-
pi d'acqua e, tenendo il liquido come fosse una manciata di gemme prezio-
se, se lo port alle labbra. Fece un piccolo sorso, quindi offri le sue mani
piene a Jill.
Ehi, non bere l'acqua della vasca! No, neanch'io la voglio.
Non bevi?
Il suo atteggiamento indifeso e ferito risult talmente commovente che
Jill si ritrov nuovamente a non sapere cosa fare. Ebbe un attimo di esitazio-
ne, poi pieg il capo e appoggi per un istante le labbra all'acqua tenuta fra
le sue mani. Grazie.
Che tu possa dissetarti sempre!
Spero che anche tu possa fare altrettanto, ma ora smettila. Se vuoi bere
dell'acqua, te ne porto un bicchiere. Questa non si beve.
Smith apparve soddisfatto e rimase seduto in silenzio. Jill fu costretta a
convincersi che Smith non aveva mai fatto un bagno in vita sua, e che non
aveva idea di cosa ci si aspettasse da lui. Esamin il problema. Certamente
avrebbe potuto insegnargli come fare ma stavano gi perdendo un sacco
di tempo prezioso. Forse avrebbe fatto meglio a lasciarlo sporco.
In fondo non era certo peggio che badare a un paziente difficile in un re-
parto psichiatrico, decise infine. Ormai si era bagnata la camicia quasi com-
pletamente nel tentativo di trascinare la testa di Smith fuori dall'acqua, quin-
di se la tolse e la appese ad asciugare. Prima di uscire dall'ospedale si era
vestita in borghese; indossava una piccola gonna pieghettata che le fruscia-
va attorno alle ginocchia e, sebbene fosse in tessuto impermeabile, le sem-
brava un peccato bagnarla. Scroll le spalle e se la sfil, rimanendo in mu-
tande e reggiseno.
Rivolse un'occhiata a Smith. L'Uomo di Marte la stava fissando con gli
occhi innocenti e interessati di un bambino. Jill si sorprese, ritrovandosi ad
arrossire per la vergogna; non sapeva di poter provare una sensazione simi-
le. Si considerava libera da forme morbose di modestia e non aveva nulla in
contrario alla nudit, sempre, beninteso, che fosse nei luoghi e nei momenti
giusti. Ricord che aveva partecipato alla sua prima festa con tanto di bagno
nudo all'et di 15 anni. Ci nonostante, quello sguardo infantile negli occhi
di un uomo adulto la metteva a disagio; decise quindi di sopportare la scoc-
ciatura degli indumenti intimi bagnati piuttosto che fare la cosa pi logica.
Copri il proprio imbarazzo con un poco di vigore professionale.
Okay, diamoci da fare. Si inginocchi accanto alla vasca, gli spruzz
addosso il sapone e inizi a strofinarlo, creando abbondante schiuma.
Dopo un po', Smith allung una mano e le tocc il capezzolo destro. Jill
si ritrasse di scatto, facendo quasi cadere lo spruzzatore.
Ehi! Non scherziamo!
Smith assunse l'espressione di un bimbo che ha appena ricevuto uno
schiaffo. Non? domand con aria tragica.
Non conferm lei con fermezza. Poi lo guard negli occhi e aggiunse
con dolcezza: Non fa niente. Ma non distrarmi con certe cose mentre sono
occupata.
Smith si astenne dal prendersi altre libert, e Jill tagli corto con il ba-
gno, facendolo alzare in piedi mentre gli sciacquava di dosso il sapone con
il getto della doccia. Si rivesti con un certo sollievo mentre Smith si asciu-
gava con l'aria calda. All'inizio la cosa lo spavent, facendolo tremare tutto,
ma lei gli disse che non c'era nulla da temere e gli ordin di tenersi alla
sbarra della vasca e rimanere l ad asciugarsi mentre lei si vestiva.
Poi lo aiut a uscire dalla vasca. Ecco qui; hai un odore decisamente
migliore, e scommetto che ti senti anche molto meglio.
Sento bene.
Ottimo. Ora vediamo di vestirti. Lo condusse fino alla camera da letto
di Ben, dove aveva lasciato gli abiti che aveva scelto per lui. Ma prima an-
cora che riuscisse a spiegare o assisterlo nell'indossare la biancheria, si ri-
trov improvvisamente con il cuore in gola.
Aprite la porta, l dentro!
Jill lasci cadere gli indumenti a terra. Era talmente spaventata che non
riusciva quasi a ragionare; prov la stessa sensazione di panico che provava
quando la respirazione di un paziente si arrestava o la pressione sanguigna
calava di colpo nel mezzo di un intervento. Ma venne assistita proprio dalla
disciplina che aveva appreso in sala operatoria. Era possibile che sapessero
con certezza che vi era qualcuno nell'appartamento? S, dovevano saperlo
per forza, altrimenti non sarebbero mai venuti l. Quel maledetto robotaxi
doveva averla tradita.
Cosa doveva fare, rispondere o giocare a nascondino?
L'urlo amplificato dall'altoparlante del citofono venne ripetuto. Rimani
qui! sussurr a Smith, quindi si rec in salotto. Chi ? domand, sfor-
zandosi di mantenere un tono di voce normale.
Aprite, nel nome della legge!
Aprite nel nome di che legge? Non scherziamo. Ditemi chi siete e che
cosa volete, altrimenti chiamo la polizia.
La polizia siamo noi. Lei Gillian Boardman?
Io? Certo che no. Mi chiamo Phillis O'Toole e sto aspettando il signor
Caxton. Ora farete meglio ad andarvene, altrimenti chiamer la polizia per
denunciare una violazione di propriet privata.
Signorina Boardman, ho qui un mandato d'arresto per lei. Le conviene
aprire, altrimenti dovremo farlo noi con la forza.
Non sono affatto la signorina Boardman, e ora chiamo la polizia!
La voce non rispose. Jill rimase in attesa, deglutendo. Dopo un po', co-
minci a sentire un certo calore al viso. Una zona ristretta attorno alla serra-
tura della porta divenne gradualmente sempre pi rossa, poi bianca. Si ud
uno schianto, e la porta si apri. Apparvero due uomini. Uno dei due sorrise a
Jill. La pupa questa, ci puoi giurare disse. Johnson, cercalo e trovalo.
Okay, signor Berquist.
Jill tent di opporsi all'irruzione. L'uomo di nome Johnson, che era gros-
so circa il doppio di lei, le appoggi una mano sulla spalla e la spazz via,
continuando nella sua corsa verso la camera da letto. Fatemi vedere il
mandato! esclam Jill con voce stridula. Fatemi vedere le vostre creden-
ziali! Questo un abuso!
Non fare la difficile, dolcezza disse Berquist in tono gentile. Non sei
tu quella che vogliamo, lui. Comportati bene, e forse non saremo tanto
duri con te.
Jill cerc di colpirlo un calcio sullo stinco nonostante fosse scalza, ma lui
si ritrasse con agilit. Cattivella, cattivella la irrise Berquist. Johnson!
Lo hai trovato?
Eccolo qui, signor Berquist, nudo come un verme. Chiss che cosa sta-
vano combinando
Non importa. Portalo qui.
Johnson riapparve, spingendo Smith davanti a s e tenendolo per un
braccio girato dietro la schiena. Non voleva venire.
Verr, verr!
Jill schiv Berquist e si lanci su Johnson, che la spazz via con una ma-
nata. Basta con questi giochini, piccola sgualdrina!
Johnson avrebbe fatto molto meglio a non colpirla. Non l'aveva colpita
con forza, non quanto usava colpire sua moglie prima che lei se ne tornasse
dai suoi genitori, e decisamente meno forte di quanto non facesse con i pri-
gionieri che non erano disposti a parlare. Fino a quel momento, Smith non
aveva mutato espressione e non aveva parlato; si era semplicemente lasciato
spingere nell'altra stanza con resistenza futile e passiva. Non aveva capito
nulla di quanto stava accadendo e non aveva tentato in alcun modo di con-
trastare gli eventi.
Ma quando vide che il suo fratello d'acqua era stato colpito da quell'uo-
mo, in un attimo si divincol dalla sua presa e si protese con un gesto in-
consueto verso Johnson.
Johnson non era pi l.
Non era da nessuna parte. La stanza non lo conteneva pi. L'unica traccia
della sua presenza erano i fili d'erba che ora si stavano raddrizzando nel
punto in cui aveva appoggiato i piedi. Jill fiss il luogo in cui l'uomo si era
trovato fino a un attimo prima e si senti mancare.
Berquist boccheggi. Che cosa ne hai fatto? domand con voce roca,
rivolgendosi a Jill, piuttosto che a Smith.
Io? Io non ho fatto nulla!
Niente balle. Qual il trucco? Avete una botola nascosta, o qualcosa del
genere?
Ma dove andato a finire? fece Jill, quasi tra s.
Berquist si morse le labbra. Non lo so. Tir fuori una pistola da sotto la
giacca. Ma non tentate i vostri trucchetti con me. Rimani qui; Smith verr
con me.
Smith era tornato nel suo atteggiamento di attesa passiva. Non compren-
dendo cosa succedesse, si era limitato ad agire il meno possibile. Aveva gi
visto pistole, nelle mani degli uomini che erano sbarcati su Marte, e l'e-
spressione che assunse il volto di Jill quando gliene venne puntata addosso
una non gli piacque affatto. Grokk che si trattava di un momento critico
nella crescita di un individuo in cui la contemplazione doveva portare alla
giusta azione onde permettere un'ulteriore crescita. Ag di conseguenza.
Gli Anziani gli avevano insegnato bene. Fece un passo verso Berquist,
che punt la pistola su di lui. A quel punto Mike fece quello strano gesto
e Berquist scomparve.
Jill si copr la bocca con la mano, gridando.
Fino a quel momento, l'espressione di Smith era rimasta pressoch neu-
tra. Rendendosi conto che doveva aver scelto l'azione sbagliata nel momen-
to critico, assunse un'espressione tragicamente sconsolata. Rivolse uno
sguardo implorante a Jill e prese a tremare. I suoi occhi si velarono, scivol
lentamente sull'erba e si racchiuse in posizione fetale, rimanendo immobile.
L'isterismo di Jill venne annullato di colpo, in un repentino cambiamento
di umore dovuto a un riflesso condizionato: ora c'era un paziente che aveva
bisogno della sua assistenza, e non c'era pi tempo per pensare alle emozio-
ni, e nemmeno per preoccuparsi o domandarsi dove fossero andati a finire
quei due uomini. Si inginocchi ed esamin Smith.
Non rilev alcun segno di respirazione, n riusc a sentire il polso. Si pro-
tese in avanti e gli appoggi un orecchio al petto. All'inizio ebbe l'impres-
sione che il suo battito cardiaco si fosse arrestato del tutto; poi, dopo un bel
po', riusc a captare un pigro pulsare, seguito da un altro dopo quattro o cin-
que secondi.
Quella condizione le ricord un caso di coma schizoide, anche se non
aveva mai visto una trance cos profonda, nemmeno nelle dimostrazioni
universitarie di ipnoanestesia. Aveva sentito dire che certi fachiri dell'India
erano in grado di entrare in uno stato di morte apparente, ma non aveva mai
creduto fino in fondo a quelle dicerie.
In condizioni normali non avrebbe mai tentato di scuotere un paziente in
un simile stato, ma sarebbe corsa a cercare un dottore. Ma quella non era
una circostanza normale. Piuttosto che indebolire la sua determinazione, gli
eventi degli ultimi minuti l'avevano convinta pi che mai che Smith non do-
vesse in nessun modo cadere nelle mani dell'autorit. Tuttavia, dopo dieci
minuti di disperati tentativi, si rese conto che non poteva far uscire quel pa-
ziente dal suo stato con i mezzi a disposizione senza rischiare di fargli del
male e forse non ci sarebbe riuscita nemmeno in quel modo. Non ottenne
alcuna reazione nemmeno colpendo il nervo sensibile ed esposto situato sul
gomito.
Torn nella camera da letto, dove trov un vecchio valigione da viaggio.
Lo apr, e vi trov dentro una macchina da scrivere vocale, un ncessaire da
bagno, un vestito maschile completo e tutto ci di cui avrebbe potuto aver
bisogno un cronista se lo avessero chiamato improvvisamente per un viag-
gio; c'era persino un connettore audio che permetteva di inserirsi sulle linee
telefoniche di qualsiasi luogo del mondo. Jill pens che la sola presenza di
quella valigia fosse sufficiente a capire che l'assenza di Ben non era dovuta
ai motivi addotti da Kilgallen, ma non perse tempo a rifletterci sopra. Si li-
mit a svuotare il valigione e a trascinarlo in salotto.
Smith era pi pesante di lei, ma grazie ai muscoli sviluppati a furia di
maneggiare pazienti riusc a infilarlo dentro. Poi dovette ripiegarlo su se
stesso per riuscire a chiudere il tutto. I muscoli di Smith si opponevano
spontaneamente, ma grazie a piccole pressioni graduali riusc infine a farlo
entrare. Prima di chiudere, imbotti gli angoli del valigione con alcuni capi di
vestiario di Ben. Cerc anche di perforare la superficie per far passare l'aria,
ma purtroppo si trattava di laminato di vetro, difficilissimo da lacerare. De-
cise infine che, con la respirazione a quei livelli e il metabolismo cos lento,
difficilmente Smith sarebbe morto soffocato.
Riusc a malapena a sollevare il borsone con entrambe le mani, e si rese
subito conto di non essere in grado di trasportarlo. Tuttavia, la valigia era
dotata di rotelle a sfera, che scavarono due profonde scie nell'erba di Ben
prima che Jill riuscisse a portarla sul liscio parquet del pianerottolo.
Non sal sul terrazzo, poich non voleva correre ancora rischi con un
taxi, ma usc dalla porta di servizio del seminterrato. L'unica persona che in-
contr fu un giovanotto addetto al controllo delle entrate alimentari delle
cucine. Il ragazzo si scost da un lato, permettendole di passare con il suo
borsone a rotelle. Salve, sorella. Cosa abbiamo in quel fagottone?
Un cadavere ribatt lei prontamente.
Il ragazzo scroll le spalle. A domanda stupida, risposta stupida com-
ment. Si vede che non ho ancora imparato.
Parte seconda
La sua assurda eredit
9

Il terzo pianeta del sistema Sol girava come al solito. Oggi aveva
230.000 anime in pi di ieri, ma per una popolazione terrestre di oltre cin-
que miliardi un incremento del genere era pressoch irrilevante. Il regno del
Sud Africa, membro associato della Federazione, era stato nuovamente cita-
to davanti all'Alta Corte con l'accusa di persecuzione nei confronti della sua
minoranza bianca. I signori della moda, radunati in conclave solenne in quel
di Rio, avevano decretato ufficialmente che gli orli delle gonne si sarebbero
abbassati e che gli ombelichi andavano nuovamente coperti. I tre satelliti di
difesa della Federazione orbitavano silenziosi nel cielo con la loro minaccia
di morte istantanea per chiunque decidesse di disturbare la pace planetaria.
Le stazioni spaziali commerciali oscillavano non altrettanto silenziose, di-
sturbando il pianeta con il loro incessante clamore sulle virt delle infinite
marche di prodotti che pubblicizzavano. Sulle coste della baia di Hudson
erano state erette cinquecentomila case prefabbricate in pi rispetto alla
stessa data dell'anno precedente, la Cintura del Riso cinese era stata di-
chiarata zona ad alto rischio di malnutrizione dall'Assemblea della Federa-
zione e Cynthia Duchess, conosciuta come la ragazza pi ricca del mondo,
aveva congedato e pagato il suo sesto marito. Insomma, tutto procedeva re-
golarmente.
Il reverendo dottore Daniel Digby, Vescovo supremo della Chiesa della
Nuova Rivelazione dei fosteriti, annunci la nomina dell'angelo Azarel
come guida per il senatore federale Thomas Boone e attendeva la conferma
divina della sua scelta da un momento all'altro; tutte le agenzie di stampa
davano questa notizia come dato di fatto; in passato, i fosteriti avevano
creato grandi problemi a pi di una redazione. Il signor Harrison Campbell
VI e signora, in vacanza in Per, ricevettero notizia della nascita del loro fi-
glio ed erede da parte della madreospite nell'Ospedale di Ostetricia di Cin-
cinnati. Il dottor Horace Quackenbush, Professore di Arti di Svago presso la
Vale Divinity School, fece un appello commovente per il ritorno alla fede e
la coltivazione dei valori spirituali; oltre la met dei professionisti titolari
della squadra di football di West Point, allenatore compreso, vennero coin-
volti in uno scandalo-scommesse; tre chimici che si occupavano di tecniche
di guerra batteriologica vennero sospesi dal servizio per presunta instabilit
psichica, e tutti e tre annunciarono la loro intenzione di portare il caso, se
necessario, fino all'Alta Corte della Federazione.
L'Alta Corte stessa aveva appena bocciato una decisione della Corte Su-
prema degli Stati Uniti per la rieleggibilit di alcuni deputati dell'Assemblea
Federale a riguardo del caso Reinsberg contro lo Stato del Missouri.
Sua Eccellenza l'onorevole Joseph E. Douglas, Segretario generale della
Federazione Mondiale degli Stati Liberi, infil la forchetta nella sua omelet-
te e si domand con stizza per quale motivo un uomo non potesse avere un
caff decente di quei tempi. Il giornale del mattino, preparato durante il tur-
no di notte dal suo staff informativo, scorreva davanti ai suoi occhi a veloci-
t ottimale su uno schermo professionale a feedback costruito su misura dal-
la Sperry. Le parole continuavano a scorrere finch guardava in quella dire-
zione; se distoglieva lo sguardo, l'apparecchio rilevava il movimento e si ar-
restava all'istante.
In quel momento per, anche se stava guardando in quella direzione, in
realt Douglas non stava leggendo. Stava semplicemente cercando di evitare
lo sguardo del suo capo, seduto dalla parte opposta del tavolo. La signora
Douglas, invece, non leggeva i giornali; aveva altri metodi per sapere ci
che aveva bisogno di sapere.
Joseph alz lo sguardo, e l'apparecchio si arrest. S, cara?
C' qualcosa che ti frulla per la testa.
Che cosa te lo fa pensare, cara?
Joseph! Credi forse che ti abbia curato, accudito, che abbia lavato i tuoi
calzini e ti abbia tenuto lontano dai guai per 35 anni per nulla? So benissimo
quando c' qualcosa che ti tormenta.
Il brutto , ammise a se stesso il Segretario generale, che lo sa davvero.
Continu a fissarla, domandandosi come fosse stato possibile che si fosse
lasciato convincere a legarsi a vita a quella donna. In origine lei era stata
solo la sua segretaria, ai tempi (che ormai considerava i bei tempi andati)
in cui era ancora un parlamentare statale a caccia di voti. Il loro primo con-
tratto era stato un semplice accordo di coabitazione di 90 giorni, imbastito
teoricamente per economizzare sui fondi della campagna elettorale rispar-
miando sulle camere d'albergo. Si erano accordati sul fatto che si trattasse di
una semplice questione di interesse economico, nella quale la parola coabi-
tazione consisteva nel semplice fatto di vivere sotto lo stesso tetto e
nemmeno allora gli lavava i calzini!
Tent di ricordare come e dove fosse cambiata la situazione fra loro. Se-
condo la biografia ufficiale della signora Douglas, All'ombra della grandez-
za: Storia di una donna, si era dichiarato a lei durante il ballottaggio della
sua prima elezione e si era trattato di una situazione talmente romantica
che l'unica soluzione possibile era stata un matrimonio all'antica, del tipo
finch morte non ci separi.
Lui non la ricordava esattamente a quel modo, ma sapeva bene che era
inutile discutere la versione ufficiale.
Joseph! Ti ho fatto una domanda!
Non nulla, cara, ho solo avuto una notte un po' agitata.
Lo so benissimo. Pensi che non me ne accorga, quando ti svegli nel
cuore della notte?
Douglas riflett sul fatto che la sua stanza si trovava a circa cinquanta
metri di distanza da quella di sua moglie. E come fai a saperlo, mia cara?
Intuizione femminile, naturalmente. Che diceva il messaggio che ti ha
portato Bradley?
Per favore, cara, devo finire di leggere le notizie prima di assistere alla
riunione del Consiglio.
Joseph Edgerton Douglas, non cercare di sfuggirmi. Douglas sospir.
Il fatto che abbiamo perso di vista quel mendicante di Smith.
Smith? Vuoi dire l'Uomo di Marte? Che cosa intendi con abbiamo per-
so di vista? ridicolo!
Pu darsi, cara, ma sta di fatto che sparito. scomparso dalla sua
stanza d'ospedale nel tardo pomeriggio di ieri.
Assurdo! E come avrebbe fatto?
Travestito da infermiera, a quanto pare. Ma non ne siamo certi.
Ma va bene, non importa. Ci che conta che se n' andato. E quali
stupidi provvedimenti avete preso per ritrovarlo?
Be', abbiamo assegnato la ricerca alla nostra gente. Gente fidata, natu-
ralmente. Berquist
Berquist! Quell'idiota! Dovresti farlo cercare da tutti gli agenti di poli-
zia a disposizione, dai federali agli stradali, e invece chi mandi? Berquist!
Ma cara, forse non comprendi a fondo la situazione. Non possiamo sca-
tenare una caccia. Per l'opinione pubblica non lo abbiamo perso affatto.
Vedi, abbiamo ancora l'altro tipo. L'Uomo di Marte ufficiale.
Oh La donna tamburell le dita sul tavolo. Te l'avevo detto che l'i-
dea della sostituzione ci avrebbe causato dei guai.
Ma cara, l'hai suggerita tu stessa.
Niente affatto. E non contraddirmi. Fai venire qui Berquist. Devo par-
largli immediatamente.
Berquist ancora a caccia. Non ha ancora fatto rapporto.
Cosa? A quest'ora sar ormai dalle parti di Zanzibar. Si sar fatto cor-
rompere; non mi sono mai fidata di quell'uomo. Te l'avevo detto quando
l'hai assunto
Quando io l'ho assunto?
Non mi interrompere. Ti avevo detto che un uomo che prende soldi da
due parti pu benissimo prenderli anche da tre. Fece una smorfia. Joseph,
dietro questa faccenda c' la Coalizione Orientale. Sicuro, logico. Puoi
aspettarti una mossa di voto di sfiducia in giornata.
Che dici? Non ne vedo il motivo. Non lo sa ancora nessuno.
Oh, per l'amor di Dio! Lo sapranno tutti entro pochissimo, ci penser la
Coalizione Orientale a diffondere la notizia. Ora stai zitto e lasciami pensa-
re.
Douglas tacque e torn al suo giornale. Il Consiglio della citt e della
contea di Los Angeles aveva votato una petizione nei confronti della Fede-
razione per la risoluzione del loro problema di inquinamento, poich il mi-
nistero della Salute non aveva provveduto con alcuna misura bisognava
per forza averli come alleati, perch Charlie avrebbe fatto una certa fatica a
farsi rieleggere con i fosteriti che presentavano il loro candidato, e lui aveva
bisogno di Charlie La Lunar Enterprises era sotto di due punti alla chiu-
sura dei mercati, probabilmente, pens, per via di
Joseph.
S, cara?
Il nostro Uomo di Marte l'unico esistente. Quello che tireranno fuori
quelli della Coalizione Orientale fasullo. Deve essere per forza cos.
Ma cara, non pu reggere.
Come sarebbe non pu reggere? La situazione questa, quindi deve
reggere per forza.
Ma non possiamo. Gli scienziati si renderebbero immediatamente conto
della sostituzione. Ho fatto una fatica d'inferno per tenerli lontani da lui fino
a ora
Gli scienziati!
Loro sono in grado di accorgersene, lo sai.
Non so nulla del genere. Scienziati! Per met tirano a indovinare, per
l'altra met si basano su pure superstizioni. Dovrebbero essere rinchiusi; do-
vrebbero essere vietati dalla legge. Joseph, te l'ho gi detto mille volte; l'u-
nica scienza valida l'astrologia.
Be', non saprei, cara. Bada bene, non ho nulla contro l'astrologia, ma
Ci mancherebbe altro, dopo tutto quel che ha fatto per te.
Ma bisogna tenere in considerazione che alcuni di questi scienziati
professori sono elementi piuttosto brillanti. Proprio qualche giorno fa uno di
loro mi diceva che c' una stella che pesa seimila volte pi del piombo. O
erano sessantamila? Vediamo un po'
Sciocchezze! Come potrebbero sapere una cosa del genere? Per favore,
Joseph, stai zitto e lasciami finire. Noi non ammettiamo nulla. Il loro uomo
fasullo. Ma nel frattempo sfruttiamo al massimo le nostre Squadre Specia-
li e ce lo riprendiamo, se possibile, prima che la Coalizione Orientale renda
pubblica la cosa. Se poi risulta necessario usare metodi duri e questo Smith
viene ucciso per sbaglio nel corso dell'arresto o qualcosa del genere, be',
sar un gran peccato, ma non sar certo io a rimpiangerlo. Fin dal momento
in cui arrivato qui, ha rappresentato solo una gran scocciatura.
Agnes! Ti rendi conto di cosa stai suggerendo?
Non sto suggerendo proprio nulla. Capita tutti i giorni che qualcuno si
faccia del male. Questa faccenda va sistemata, Joseph, per il bene di tutti.
Il maggior bene per il maggior numero possibile di persone, come spesso
citi tu stesso.
Ma io non voglio che venga fatto del male a quel ragazzo.
Chi ha mai detto che bisogna fargli del male? Ci nonostante, Joseph,
devi prendere delle misure severe; tuo dovere. La storia ti giustificher.
Cos' pi importante, far vivere tranquille cinque miliardi di persone o spre-
carsi in inutili sentimentalismi per un uomo che non nemmeno cittadino
della Federazione?
Douglas non rispose. La signora Douglas si alz in piedi. Be', non posso
sprecare tutta la mattinata a discutere di astrazioni con te, Joseph. Devo
chiamare al pi presto Madame Vesant per farle elaborare un nuovo orosco-
po per questa situazione d'emergenza. Per ti dico una cosa; non ho certo
buttato via i migliori anni della mia vita per metterti nella posizione in cui
sei per poi vederti buttare tutto al vento a causa della tua mancanza di spina
dorsale. E pulisciti il mento, sporco d'uovo. Con questo si volt e lasci
la stanza.
Il capo esecutivo del pianeta rimase al tavolo e bevve altre due tazze di
caff prima di sentirsela di recarsi alla Camera di Consiglio. Povera vecchia
Agnes!
Era cos ambiziosa. Probabilmente lui era stato una grande delusione per
lei e senza dubbio quel cambiamento di vita non le stava rendendo le cose
pi facili. Be', per lo meno era leale, questo era certo e probabilmente an-
che lei non ne poteva pi di lui, allo stesso modo in cui lui non sopportava
pi lei Anche su questo, non aveva alcuna incertezza.
Raddrizz la schiena. Decise che non avrebbe permesso a nessuno di
trattare duramente quel giovane. Aveva portato solo guai, ma era anche un
bravo ragazzo, e piuttosto gradevole in quei suoi modi tardi e nel suo appa-
rire sempre spaesato. Se Agnes avesse visto la facilit con cui si spaventava,
poi forse non avrebbe pi parlato a quel modo. Smith avrebbe indubbiamen-
te fatto leva sul suo senso materno.
Ma pensandoci meglio, non era poi tanto sicuro che Agnes possedesse un
senso materno. Certo, quando parlava a quel modo era difficile scorgerlo
in lei. Ma no, tutte le donne avevano un istinto materno; era provato scienti-
ficamente. O forse no?
In ogni caso non le avrebbe certo permesso di mettergli i piedi in testa.
Agnes continuava a ricordargli che era stata lei a fargli guadagnare la posi-
zione che aveva ottenuto in tutti quegli anni, ma lui sapeva bene che non era
cos e sapeva anche che la responsabilit era tutta sulle sue spalle. Si alz
in piedi, raddrizz la schiena e le spalle, tir in dentro la pancia e si avvi
verso la Camera di Consiglio.
Per tutta la durata della sessione si aspett che qualcuno parlasse della
scomparsa di Smith. Ma non accadde, e non arriv neanche nessun assisten-
te a portargli messaggi. Fu quindi costretto a concludere, per quanto appa-
risse improbabile, che la notizia era effettivamente rimasta fra gli uomini
del suo staff personale.
Il Segretario generale non desiderava altro che chiudere gli occhi e spera-
re che tutto quel pasticcio finisse, ma gli eventi non glielo permettevano. E
nemmeno sua moglie glielo avrebbe permesso.
Il santo protettore personale di Agnes Douglas, che lei stessa aveva scel-
to, era Evita Peron, alla quale pensava anche di assomigliare. La sua imma-
gine, la maschera che mostrava al mondo, era quella di aiutante e satellite di
quel grande uomo che aveva il privilegio di chiamare marito. E questa inter-
pretazione ingannava anche lei stessa, poich era capace di credere in tutto
ci che desiderava. Ci nonostante, la sua personale filosofia politica poteva
essere racchiusa in un semplice motto: gli uomini dovevano dirigere il mon-
do e le donne dovevano dirigere gli uomini.
Il fatto che tutte le sue azioni avessero origine dalla rabbia cieca nei con-
fronti del destino che l'aveva fatta nascere donna era un pensiero che non la
sfiorava nemmeno e tantomeno avrebbe mai creduto possibile un collega-
mento fra il proprio comportamento e il fatto che suo padre avesse desidera-
to un figlio maschio o con la gelosia che lei stessa provava nei confronti
di sua madre. Simili pensieri malvagi non avevano accesso alla sua mente.
Voleva bene ai suoi genitori; amava suo marito e lo dichiarava spesso anche
in pubblico; era fiera della sua femminilit e non perdeva occasione di ren-
derlo noto a dir la verit, le capitava abbastanza frequentemente di unire
entrambe le dichiarazioni.
Agnes Douglas non attese che suo marito prendesse una decisione riguar-
do alla faccenda dell'Uomo di Marte. Tutti gli uomini dello staff personale
di Joseph prendevano ordini da lei con la stessa sollecitudine con cui li
prendevano da lui. Fece chiamare l'assistente capo esecutivo per l'informa-
zione civile, come veniva chiamato il capo dell'ufficio stampa del signor
Douglas, quindi rivolse interamente la sua attenzione alla misura di emer-
genza pi urgente di tutte, ovvero ottenere un oroscopo fresco. Nella sua ca-
mera aveva a disposizione una linea privata, riservata e schermata, collegata
direttamente con lo studio di Madame Vesant. I lineamenti dolci e tondeg-
gianti e gli occhi acuti dell'astrologa apparvero sullo schermo quasi imme-
diatamente. Agnes? Che cosa c', cara? Sono con un cliente.
Hai azionato la schermatura del circuito?
Naturalmente.
Liberati al pi presto del cliente. un'emergenza.
Madame Alexandra Vesant si morse il labbro, ma per il resto la sua
espressione non mut; la sua voce risult priva di qualsiasi emozione. Cer-
to. Un attimo solo. L'immagine del suo volto si dissolse per lasciare il po-
sto al segnale di attesa. In quel momento un uomo entr nella stanza della
signora Douglas, fermandosi in piedi accanto alla scrivania. Lei si volt.
Vide che si trattava di James Sanforth, l'uomo che aveva fatto chiamare.
Avete notizie di Berquist? domand senza preamboli.
Non me ne sto occupando io. Sono affari di McCrary. La signora Dou-
glas consider del tutto irrilevante questo commento. Dovete screditarlo
prima che si metta a parlare.
Crede che Berquist ci abbia venduti?
Non faccia l'ingenuo. Avreste dovuto consultarvi con me prima di usar-
lo.
Ma era McCrary il responsabile di questa faccenda.
Voi dovreste essere a conoscenza di quanto accade. Io In quel mo-
mento, riapparve sullo schermo il volto di Madame Vesant. Si sieda l dis-
se la signora Douglas a Sanforth. Aspetti. Si rivolse allo schermo. Allie,
cara, voglio degli oroscopi freschi per me e per mio marito, il pi veloce-
mente possibile.
Benissimo. L'astrologa ebbe un attimo di esitazione. Cara, potrei es-
serti di maggiore aiuto se tu potessi dirmi qualcosa a proposito della natura
dell'emergenza in questione.
La signora Douglas tamburell con le dita sul piano della scrivania. Ma
non devi saperlo per forza, vero?
Certo che no. Chiunque possegga il necessario rigoroso addestramento,
le abilit di calcolo e una certa conoscenza degli astri in grado di realizza-
re un oroscopo. Basta conoscere l'ora e il luogo esatti di nascita del sogget-
to; questo lo sai bene anche tu, cara. Potresti imparare a farli da sola se
non fossi sempre cos occupata. Ma ricorda, le stelle consigliano, non co-
stringono. Ognuno gode del suo libero arbitrio. Se devo compiere l'analisi
estremamente difficile e dettagliata necessaria per darti consiglio in una cri-
si, devo sapere in che campo andare a cercare. Devo sapere, a esempio, se la
questione rientra sotto l'influenza di Venere, o magari di Marte? O se la
Rientra sotto l'influenza di Marte decise improvvisamente la signora
Douglas, interrompendo la sua astrologa. E Allie, voglio anche che tu mi
prepari un terzo oroscopo.
D'accordo. Di chi?
Be' Allie, mi posso fidare di te?
Madame Vesant assunse un'aria offesa. Agnes, se non ti fidi di me, fare-
sti meglio a non consultarmi. Vi sono altri esperti che possono fornirti lettu-
re scientifiche; non sono l'unica studiosa dell'antico sapere. Mi dicono che il
professor von Krausmeyer, a esempio, sia molto in gamba, anche se alle
volte pare che Lasci cadere l la frase.
Ma per carit! Certo che mi fido di te! Non mi sognerei nemmeno lonta-
namente di farmi fare l'oroscopo da qualcun altro. Ora ascoltami attenta-
mente. Non c' nessuno che pu sentire dalla tua parte?
Stai tranquilla, mia cara.
Voglio che mi prepari l'oroscopo di Valentine Michael Smith.
Valentine Mich L'Uomo di Marte?
S, Allie. stato rapito. Dobbiamo assolutamente trovarlo.
Circa due ore dopo, Madame Alexandre Vesant si alz dal suo tavolo di
lavoro ed emise un sospiro. Aveva ordinato alla sua segretaria di cancellare
tutti gli appuntamenti della giornata, e aveva lavorato a lungo. Davanti a lei
erano sparsi diversi fogli di carta, coperti di diagrammi e cifre, assieme a un
vecchio e consunto almanacco nautico a testimoniare i suoi sforzi. Alexan-
dre Vesant si differenziava da molti astrologhi praticanti per il fatto che ten-
tava realmente di calcolare le influenze dei corpi celesti, con l'assistenza
di un libro in edizione economica intitolato La scienza arcana dell'astrolo-
gia e la chiave alla Pietra di Salomone, che le era stato lasciato dal suo de-
funto marito, il professor Simon Magus, noto mentalista, ipnotizzatore e il-
lusionista, nonch studioso di arti occulte.
Si fidava di quel libro allo stesso modo in cui si era fidata di suo marito;
nessuno era in grado di preparare un oroscopo come faceva Simon quando
era sobrio; per met dei calcoli non aveva nemmeno bisogno di fare riferi-
mento al libro, dato che lo conosceva pressoch a memoria. Sapeva bene
che non sarebbe mai arrivata a quel livello di abilit, quindi faceva sempre
riferimento all'almanacco o al manuale. I suoi calcoli a volte risultavano un
po' imprecisi; Becky Vesey (come la chiamavano da bambina) non aveva
mai imparato le tabelline, ed era portata a confondere i sette con i nove.
Ci nonostante, i suoi oroscopi erano sempre soddisfacenti; la signora
Douglas non era la sola cliente di prestigio.
Ma in questo caso, quando la moglie del Segretario generale le aveva
chiesto di calcolare l'oroscopo dell'Uomo di Marte, Madame Vesant si era
subito resa conto di trovarsi in una situazione assai complicata.
Aveva quindi deciso di chiedere ad Agnes l'ora, la data e il luogo esatti di
nascita dell'Uomo di Marte, poich era quasi sicura che quei dati fossero
impossibili da recuperare.
Invece i dati le erano stati forniti, dopo qualche istante di attesa, e con
grande precisione, poich venivano direttamente dal giornale di bordo della
Envoy. A quel punto il panico l'aveva abbandonata; accett le informazioni
senza scomporsi e promise di richiamare non appena fossero stati pronti gli
oroscopi.
Dopo due ore di calcoli spossanti, per, pur avendo completato gli oro-
scopi del Segretario generale e signora, Madame Vesant non aveva fatto an-
cora alcun progresso riguardo a quello di Smith. Il problema era molto sem-
plice e pressoch insuperabile. Smith non era nato sulla Terra.
Nella sua bibbia astrologica non era prevista l'idea di un essere umano
nato in un luogo che non fosse la Terra; il suo autore anonimo era nato e
morto ben prima che la Luna fosse raggiunta dai terrestri. Si era sforzata
enormemente di trovare una via d'uscita logica a quel dilemma, assumendo
che nel suo manuale fossero inclusi tutti i principi della scienza e che vi do-
vesse essere per forza un modo per correggere il fattorespazio. Ma si era ri-
trovata dispersa in un mare di relazioni sconosciute, non era nemmeno sicu-
ra che i segni dello zodiaco fossero gli stessi visti da Marte e che cosa po-
teva interpretare senza i segni dello zodiaco?
Estrasse dall'ultimo cassetto della scrivania un tonico che teneva a porta-
ta di mano per i momenti difficili. Ne prese rapidamente una dose, aspett
un attimo, quindi pens a come si sarebbe comportato Simon. Dopo un po',
le parve di sentire la sua voce, morbida ed equilibrata: Fiducia, ragazza
mia, fiducia! Abbi fiducia in te stessa, e vedrai che i creduloni avranno fidu-
cia in te. Glielo devi.
Si senti meglio. Inizi a mettere per iscritto i risultati degli oroscopi dei
coniugi Douglas. Una volta che ebbe finito, le risult pi facile mettere gi
quello di Smith. Trov anche, come le accadeva quasi sempre, che le parole
che aveva scritto apparissero davvero reali. Aveva quasi ultimato il suo la-
voro, quando Agnes Douglas la richiam. Allie? Non hai ancora finito?
Ho appena finito rispose Madame Vesant in tono allegro e sicuro di s.
Ti renderai conto, spero, che l'oroscopo del giovane Smith presenta un pro-
blema inusuale e difficile per la nostra scienza. Poich nato su un altro
pianeta, ho dovuto ricalcolare ogni aspetto e congiunzione. L'influenza del
Sole, a esempio, minore, e quella di Diana pressoch inesistente. In
quanto a Giove, in un aspetto che definirei unico, come potrai compren-
dere. Per questo motivo stato necessario calcolare
Allie! Lascia perdere. Sai le risposte?
Naturalmente.
Oh, grazie a Dio! Pensavo che stessi cercando di dirmi che era troppo
complicato per te.
Madame Vesant accus il colpo. Mia cara, la scienza non si altera mai;
solo le configurazioni cambiano. Gli stessi strumenti che hanno predetto il
luogo e l'istante esatto della nascita di Cristo o che hanno riferito a Cesare il
momento e la modalit esatta della sua morte non possono fallire proprio
ora. La verit verit, ed immutabile.
S, certo.
Sei pronta per le letture?
Aspetta che inserisco la registrazione okay, comincia pure.
Benissimo. Agnes, questo un periodo molto critico della tua vita; in
sole due occasioni prima d'ora le volte celesti si sono radunate in una confi-
gurazione di simile forza. quindi fondamentale che tu rimanga calma, che
non prenda decisioni affrettate e che rifletta bene su ogni tua azione. Nel
complesso, gli astri ti sono favorevoli sempre ammesso che tu non li con-
trasti e che eviti azioni sconsiderate. Non lasciare che la tua mente venga in-
fluenzata dalle apparenze And avanti su questo tono per un bel po',
snocciolando ottimi consigli. Becky Vesey ne dava sempre, e con grande
convinzione, soprattutto perch era certa della loro validit. Aveva imparato
da Simon che, anche quando le stelle sembravano cupe, c'era sempre un
modo per rendere la notizia meno traumatica, qualche aspetto che il cliente
poteva usare per alimentare la sua felicit sempre ammesso che lei riu-
scisse a trovarlo e a sottolinearlo. Il volto teso sullo schermo davanti a lei
inizi a rilassarsi e ad annuire man mano che lei enunciava i suoi punti.
Quindi, come vedi, concluse la semplice assenza temporanea del giova-
ne Smith in questo momento non da considerarsi del tutto negativa, bens
una necessit, derivata dalle influenze combinate dei vostri tre oroscopi. Ti
consiglio quindi di non preoccupartene pi di tanto e di non intimorirti; lui
torner, o si far sentire, entro breve. La cosa pi importante che non
prendiate provvedimenti drastici o irrevocabili prima di quel momento. Stai
tranquilla.
S, capisco.
C' solo un altro punto da considerare. L'aspetto di Venere estrema-
mente favorevole e potenzialmente dominante rispetto a quello di Marte. In
questo caso, naturalmente, Venere rappresenta la tua persona, mentre Marte
rappresenta sia tuo marito che il giovane Smith date le circostanze pres-
soch uniche della sua nascita. Questo getta sulle tue spalle un doppio far-
dello, e tu dovrai accettare la sfida, dimostrando quelle qualit di calma e di
saggezza che sono caratteristiche della tua femminilit. Dovrai sostenere tuo
marito, guidarlo attraverso la crisi ed essere accondiscendente nei suoi con-
fronti. Dovrai fornire i tranquilli pozzi di saggezza della madre Terra. Que-
sto il tuo speciale genio, ed venuto il momento di utilizzarlo.
La signora Douglas sospir. Oh, Allie, sei fantastica! Non so come rin-
graziarti.
Non devi ringraziare me, ma gli antichi maestri di cui sono umile allie-
va.
Dato che non li posso ringraziare, ringrazio te. Questa consultazione
non coperta dal tuo onorario, Allie, quindi ti mander un regalo.
Non affatto necessario, Agnes. Servirti un mio privilegio.
E apprezzare il tuo servizio un privilegio mio. No, Allie, non dire pi
una parola!
Madame Vesant si lasci persuadere dai modi gentili della signora, quin-
di chiuse il contatto, sentendosi soddisfatta di aver fornito una lettura che
sapeva essere giusta. Povera Agnes! Cos buona eppure tormentata da de-
sideri contrastanti. Per lei era un onore renderle la vita pi agevole, allegge-
rirle un po' il peso che portava sulle spalle. Aiutare Agnes la faceva sentire
bene, cos come il fatto di essere trattata alla pari dalla moglie del Segretario
generale.
Rimase l seduta ancora un po', godendo del tiepido bagliore, del sollievo
dalla tensione e di un altro sorsetto di tonico, mentre la sua mente abile e sa-
gace rimescolava i frammenti che aveva raccolto. Dopo un po', senza avere
ancora preso una decisione conscia, chiam il suo agente di cambio e gli or-
din di vendere i titoli della Lunar Enterprises.
L'uomo sbuff. Allie, tu sei impazzita. La dieta che stai facendo ti sta
dando alla testa.
Dammi retta, Ed. Quando scende di dieci punti, coprimi, anche se conti-
nua a scivolare gi. Aspetta che giri. Quando si riprende di tre punti, compra
di nuovo poi rivendi quando arriviamo in chiusura.
Segui un lungo silenzio. L'uomo la fiss. Allie, tu sai qualcosa. Dillo
allo zio Ed.
Sono le stelle che mi consigliano, Ed.
Ed sugger un'ipotesi astronomicamente impossibile, quindi aggiunse:
Va bene, quando si in ballo bisogna ballare. Mmmm non sono mai sta-
to abbastanza prudente da rimanere fuori da un gioco sporco. Ti dispiace se
mi unisco alla sorpresa?
Niente affatto, basta che non esageri, e non ti fai notare. Si tratta di una
situazione molto delicata e speciale, con Saturno in equilibrio precario fra la
Vergine e il Leone.
Come vuoi, Allie.

La signora Douglas si diede immediatamente da fare, felice del fatto che


Allie avesse confermato tutti i suoi giudizi. Diede ordini affinch venisse
messa in moto la campagna per distruggere la reputazione di Berquist dopo
aver richiesto il suo dossier e averlo studiato attentamente, quindi chiam a
rapporto il comandante Twitchell delle Squadre Speciali, che venti minuti
dopo usc dalla sua stanza con un'espressione infelice e pensierosa e si sfo-
g subito con il suo ufficiale esecutivo. La signora Douglas ordin quindi a
Sanforth di mandare in onda un'altra intervista con l'Uomo di Marte, inse-
rendoci una voce da fonti vicine all'amministrazione secondo la quale
Smith era in procinto di essere trasferito, o era gi stato trasferito, presso un
sanatorio situato sulle Ande ove potesse portare a termine la sua convale-
scenza in un clima il pi possibile simile a quello di Marte. Poi si rilass e
pens a come inchiodare i voti pakistani per Joseph.
Poco dopo, chiam il marito per spronarlo a sostenere le rivendicazioni
avanzate dal Pakistan nei confronti della gran parte dei giacimenti nel terri-
torio del Kashmir. E dato che lui desiderava farlo da parecchio tempo, ma
non era ancora riuscito a convincerla della necessit, non le fu difficile con-
vincerlo a sua volta, anche se Joseph non mand gi l'accusa che era stato
lui a essere contrario all'idea fino a quel momento.
Impartita l'ultima disposizione, Agnes usc per andare alla riunione delle
Figlie della Seconda Rivoluzione, dove avrebbe tenuto un discorso sul tema
La maternit nel Nuovo Mondo.
10

Mentre la signora Douglas parlava a ruota libera su un argomento di cui


sapeva ben poco, Jubal E. Harshaw, dottore in Legge, dottore in Medicina,
scienziato, bon vivant, buongustaio, sibarita, straordinario autore popolare e
filosofo neopessimista, sedeva davanti alla piscina della sua villa nei Poco-
nos grattandosi i peli grigi del petto e osservando le sue tre segretarie che
sguazzavano nell'acqua. Tutte e tre erano straordinariamente avvenenti, ed
erano anche incredibilmente abili come segretarie. Secondo Harshaw, il
principio della minima azione richiedeva la combinazione di bellezza e uti-
lit.
Anne era bionda, Miriam era rossa e Dorcas era mora; spaziavano rispet-
tivamente da un fisico piacevolmente in carne a uno deliziosamente sottile.
Fra la pi giovane e la pi attempata passavano circa una quindicina d'anni,
ma era assai difficile stabilire a prima vista quale fosse pi matura delle al-
tre. Senza dubbio possedevano dei cognomi, ma all'interno delle propriet
di Harshaw si dava ben poca importanza a simili particolari. Correva voce
che una di loro fosse la nipote dello stesso Harshaw, ma vi erano diverse
opinioni su quale fosse esattamente la ragazza in questione.
Harshaw stava lavorando come raramente gli capitava. La maggior parte
della sua mente era occupata a osservare ragazze che si rilassavano con ba-
gni d'acqua e di sole; un piccolo scomparto buio e isolato del suo cervello
pensava invece a creare. Secondo quanto aveva dichiarato lui stesso, il suo
metodo di composizione letteraria consisteva nell'agganciare le sue gonadi
in parallelo con il suo talamo, scollegando completamente le funzioni cere-
brali; le sue abitudini davano una certa credibilit a questa teoria.
Sul tavolino, accanto alla mano destra, era posto un microfono collegato
a una macchina da scrivere a impulsi vocali situata nel suo studio, che usava
per prendere appunti. Quando era pronto per scrivere qualcosa, amava inve-
ce usare una stenografa umana per studiarne le reazioni. Adesso era pronto.
Sotto a chi tocca! grid.
Il turno di Anne gli rispose Dorcas. Ma ci penso io. Anne appena
entrata in acqua.
Tuffati e valla a prendere. Non ho fretta. La morettina si tuff in pisci-
na. Poco dopo ne usc Anne, che si infil un accappatoio di spugna, vi si
asciug le mani e si sedette davanti a lui. Non disse nulla, e non fece alcun
preparativo: aveva una memoria a richiamo totale e non le occorrevano stru-
menti per la registrazione.
Harshaw prese un bicchiere di brandy, da cui trasse un lungo sorso.
Anne, ne ho una davvero raccapricciante. Si tratta di un gattino che entra
per caso in una chiesa la notte di Natale per riscaldarsi. Oltre a essersi perso,
affamato e congelato, ha anche (Dio sa per quale motivo) una zampetta feri-
ta. Va bene, inizia pure: La neve cadeva incessante ormai da
Quale pseudonimo usiamo?
Mmm meglio usare di nuovo Molly Wadsworth. bella appiccico-
sa, questa. E intitolala L'altra mangiatoia. Okay, ricominciamo.
Continu a parlare, fissando la sua segretaria. Quando vide sgorgare dai
suoi occhi chiusi le prime lacrime, accenn un sorriso e chiuse gli occhi a
sua volta. Quando ebbe finito, piangevano entrambi, annegati in una catarsi
di eccessivo sentimentalismo.
Trenta annunci infine. Puoi soffiarti il naso. Mandala via, e per l'a-
mor di Dio non farmela rileggere, altrimenti la strappo.
Jubal, ma possibile che non ti vergogni?
S, possibile.
Un giorno o l'altro ti rifiler un calcio in quel pancione che ti ritrovi.
Lo so. Ma non posso far da protettore alle mie sorelle; sarebbero troppo
vecchie, e comunque non ne ho mai avute. Porta dentro il tuo bel culetto e
lavoraci sopra, prima che cambi idea.
Va bene, capo.
Anne gli piazz un bacino sulla fronte mentre passava accanto alla sua
sedia. Harshaw url nuovamente Sotto a chi tocca! e Miriam si avvicin
al suo tavolino. In quel momento un altoparlante sistemato sul tetto della
casa alle sue spalle prese a gracchiare.
Capo!
Harshaw imprec, al che Miriam lo rimprover in modo scherzoso.
S, Larry? aggiunse.
La risposta venne via altoparlante.
C' qui al cancello una tipa che ti vuole vedere. E ha con s un cadave-
re.
Harshaw riflett un istante. carina? domand infine.
Uh direi di s.
E allora che cosa aspetti? Falla entrare, no? Harshaw si appoggi allo
schienale. Inizio disse. Panoramica cittadina che si dissolve in un inter-
no. Un poliziotto seduto su una sedia di legno, senza cappello, ha il collet-
to aperto e il viso imperlato di sudore. Vediamo solo le spalle della seconda
figura, che sfuocata fra noi e il poliziotto. La seconda figura solleva una
mano, portandola quasi fuori dall'inquadratura. Colpisce il poliziotto, produ-
cendo un suono pesante, carnoso, pieno. Harshaw alz lo sguardo. Un'au-
tomobile stava scendendo dalla collina, avvicinandosi alla casa. Riprende-
remo da qui.
Al volante c'era Jill, e al suo fianco era seduto Larry. L'auto si ferm ac-
canto ad Harshaw e il giovanotto ne balz fuori all'istante, come se fosse fe-
lice di separarsi dall'auto e dal suo contenuto. Eccola qui, Jubal disse Lar-
ry.
Vedo. Buongiorno, piccola. Larry, dov' il cadavere?
Sul sedile posteriore, capo. Sotto una coperta.
Non un cadavere protest Jill. Ben ha detto che lei
insomma Appoggi la testa al volante e inizi a piangere.
Suvvia, mia cara disse Harshaw in tono gentile. Ben pochi cadaveri
possono valere tanto. Dorcas, Miriam, occupatevi di lei. Datele da bere e
lavatele la faccia.
Rivolse la sua attenzione al sedile posteriore, cominciando a sollevare la
coperta. Jill rifiut bruscamente la mano offertale da Miriam. Dovete
ascoltarmi! esclam in tono stridulo. Non morto! O almeno spero che
non lo sia. E oh, Dio! Ricominci a piangere. Sono cos sporca e ho
tanta paura!
Sembra proprio un cadavere disse Harshaw come tra s. La tempera-
tura corporea identica a quella dell'aria, direi. Per non ha la rigidezza ti-
pica. Da quanto tempo morto?
Ma non morto! Non possiamo tirarlo fuori di l? Ho fatto una fatica a
infilarcelo
Certamente. Larry, dammi una mano. E smettila con quella faccia ver-
de. Se per caso vomiti, poi pulisci tu. In due, riuscirono a sollevare Valenti-
ne Michael Smith dal sedile posteriore e ad appoggiarlo sull'erba accanto
alla piscina. Il corpo rimase rigido, contratto. Nel frattempo, senza che le
venisse ordinato, Dorcas era entrata per prendere lo stetoscopio elettronico
del dottor Harshaw. Lo appoggi a terra accanto a Smith, lo accese e si al-
lontan di un passo.
Harshaw si infil la cuffia sulla testa e cerc il battito cardiaco. Temo
che si sia sbagliata disse in tono gentile a Jill. Credo di non poter fare
proprio nulla per lui. Chi era?
Jill sospir. Il suo volto era privo di espressione; rispose stancamente:
Era l'Uomo di Marte. E dire che ci ho provato
Ne sono sicuro ha detto l'Uomo di Marte?
S. Ben Ben Caxton mi ha detto che lei era la persona giusta a cui ri-
volgersi.
Ben Caxton, eh? Apprezzo la fiduc silenzio! Harshaw sottoline la
sua richiesta sollevando una mano mentre continuava ad ascoltare in cuffia
e il suo volto si contraeva in una smorfia. Assunse un'aria perplessa, quindi
il suo viso si illumin di sorpresa. Una pulsazione! Che io sia maledetto
Dorcas, vai di sopra, in infermeria, il terzo cassetto nella parte chiusa del
frigo. Il codice sogni d'oro. Porta tutto il cassetto e recupera un'insulina
da 1 cc dallo sterilizzatore.
Subito!
No, dottore, niente stimolanti! Harshaw si volse verso Jill. Cosa?
Mi scusi, sono solo un'infermiera, ma questo caso diverso. Io lo
so.
Mmm infermiera, adesso costui un mio paziente. Tuttavia, quaran-
t'anni fa ho scoperto di non essere Dio, e circa dieci anni dopo mi sono reso
conto di non essere nemmeno Esculapio. Che cosa vuole tentare?
Voglio solo provare a svegliarlo. Se lo sottopone a dei farmaci, non ot-
terr altro che farlo sprofondare ancora di pi in questo stato.
Hmm va bene, faccia pure. Basta che non usi un'ascia. Poi tenteremo
con i miei metodi.
Sissignore. Jill si inginocchi accanto a Smith e prese a distendergli gli
arti con grande delicatezza. Notando che stava avendo un certo successo,
Harshaw sollev le sopracciglia. Jill appoggi la testa di Smith sul suo
grembo e inizi ad accarezzarla con dolcezza. Ti prego, svegliati disse in
tono gentile. Sono Jill il tuo fratello d'acqua.
Il corpo inerte trasal. Molto lentamente, il suo petto si sollev. Poi Smith
emise un lungo sospiro gorgogliante e apr gli occhi. Alz lo sguardo verso
Jill e si produsse nel suo tipico sorriso da neonato. Jill gli restitu il sorriso.
Poi Smith si guard attorno, e il suo volto torn improvvisamente serio e
preoccupato.
tutto a posto aggiunse Jill in fretta. Questi sono tutti amici.
Tutti amici?
Esatto. Sono tutti tuoi amici. Non ti preoccupare e non andare via di
nuovo. tutto a posto.
Smith non rispose, ma rimase sdraiato con gli occhi spalancati, guardan-
do tutto e tutti con sincera curiosit. Sembrava felice come un gattino in
braccio alla sua padroncina.
In capo a mezz'ora, Harshaw riusc a mettere a letto entrambi i suoi pa-
zienti. Prima che la pillola che le era stata data facesse effetto, Jill riusc a
dirgli quanto bastava perch Harshaw si rendesse conto di avere fra le mani
un bel grattacapo. Ben Caxton era scomparso (avrebbe dovuto pensare a
qualcosa da fare in proposito) e il giovane Smith scottava come un carbone
ardente anche se Harshaw aveva gi intuito questo particolare non appena
aveva sentito di chi si trattasse. Per un po' di tempo la sua vita sarebbe stata
un pochino pi emozionante, pens. Questa faccenda avrebbe senz'altro
scacciato via il grigiore della noia quotidiana, sempre in agguato dietro l'an-
golo.
Osserv la piccola utilitaria con la quale Jill era arrivata fin l. Sulla por-
tiera c'era una scritta a caratteri cubitali:

AUTONOLEGGIO READING
Veicoli da Terra Permapotenziati di Ogni Genere
Fate Affari con l'Olandese!

Larry, il cancello di recinzione caldo?


No.
Allora accendilo. Poi, prima che faccia buio, voglio che elimini ogni
possibile impronta digitale da questo catorcio. Appena fa buio, portalo dal-
l'altra parte di Reading meglio se arrivi quasi fino a Lancaster, e lo getti
in un fosso. Poi te ne vai a Filadelfia, prendi la navetta fino a Scranton e te
ne torni a casa da l.
Okay, Jubal. Senti, ma quello veramente l'Uomo di Marte?
Ti conviene sperare che non lo sia, perch se lui e ti beccano prima
che molli questa carretta e per caso ti associano a lui, probabile che ti in-
terroghino con una fiamma ossidrica. Ma credo che si tratti di lui.
D'accordo. Senti, vuoi che rapini un paio di banche sulla via del
ritorno?
Forse meno pericoloso di quel che devi fare.
Okay, capo. Larry ebbe un attimo di esitazione. Ti spiace se passo la
nottata a Filadelfia?
Che cavolo troverai mai da fare di notte in quel posto?
Parecchio, sapendo dove cercare.
Come vuoi. Harshaw si gir. Sotto a chi tocca!
Jill dormi fin quasi all'ora di cena, che in quella casa veniva servita verso
le otto di sera. Si risvegli rinfrancata, sentendosi subito perfettamente luci-
da; talmente lucida che annus l'aria proveniente dalla griglia che si trovava
sopra la sua testa e intu che il dottore aveva contrastato l'effetto del farma-
co ipnotico datole in precedenza con uno stimolante. Mentre dormiva, qual-
cuno le aveva tolto gli abiti sudici e laceri che indossava, lasciandole su una
sedia un vestitino da sera bianco e un paio di sandali. Il vestito le calzava
quasi alla perfezione, e Jill concluse che doveva appartenere alla ragazza
che il dottore aveva chiamato Miriam. Si lav, si trucc, si pettin, e scese
nel grande salotto sentendosi un'altra donna.
Dorcas era raggomitolata in una grande poltrona e stava lavorando a ma-
glia. Alz lo sguardo, le rivolse un cenno amichevole, come se Jill fosse
sempre vissuta in quella casa, quindi torn a concentrarsi sul suo lavoro.
Harshaw era in piedi e stava mescolando lentamente una mistura in una
brocca alta e ghiacciata. Un drink? le domand.
Oh, s, grazie.
Riempi due grossi bicchieri da cocktail fino all'orlo e gliene porse uno.
Cos'? domand Jill.
Una mia ricetta personale, cocktail cometa. Un terzo di vodka, un ter-
zo di acido muriatico e un terzo di acqua di batteria due pizzichi di sale, e
uno scarafaggio sottaceto.
Faresti meglio a farti un bel whisky con seltz le consigli Dorcas. Jill
not che la ragazza aveva gi un bicchiere alto accanto al gomito.
Fatti gli affari tuoi ribatt Harshaw senza rancore. L'acido cloridrico
ottimo per la digestione, e lo scarafaggio ricco di vitamine e proteine.
Sollev il bicchiere davanti a Jill e dichiar in tono solenne: Alla nostra
nobile salute! Ormai siamo rimasti in pochi. Svuot quasi completamente
il suo bicchiere e lo riempi di nuovo.
Jill fece un sorsetto cauto, quindi uno pi ampio. Qualunque fossero i
veri ingredienti, quel drink sembrava esattamente ci di cui aveva bisogno;
una calda sensazione di benessere si irradi rapidamente per tutto il corpo.
Ne bevve circa met e lasci che Harshaw gliene versasse ancora. Hai dato
un'occhiata al nostro paziente? le domand poi.
Nossignore. Non so nemmeno dove si trovi.
Sono andato a controllarlo pochi minuti fa. Dorme come un bambino
credo che d'ora in poi lo chiamer Lazzaro. Pensi che gradirebbe scendere
gi per cenare?
Jill assunse un'espressione pensosa. Dottore, non so proprio cosa dirle.
Be', se si sveglia me ne accorger. Poi potr unirsi a noi, oppure man-
giare da solo, come preferisce. Qui siamo liberi, mia cara. Ognuno fa ci
che vuole e se fa qualcosa che non di mio gradimento, gli do un calcio
nel sedere e lo butto fuori. A proposito, non gradisco affatto essere chiamato
dottore.
Signore?
Oh, non che mi offenda, per carit. Ma da quando hanno iniziato a di-
stribuire dottorati in danza folkloristica e pesca d'altura avanzata, ho iniziato
a sentirmi troppo orgoglioso per usare quel titolo. Non ho alcun interesse
per i titoli. Quindi dammi del tu e chiamami Jubal.
Oh. Ma il dottorato in Medicina non stato affatto annacquato come
dici tu.
No, ma sarebbe ora che gli dessero un nome diverso, almeno noi medici
non saremmo confusi con gli assistenti di asilo infantile. Comunque non im-
porta. Piuttosto, ragazza, dimmi qual il tuo interesse in questo nostro pa-
ziente.
Eh? Gliel'ho gi detto, dott ehm, te l'ho gi detto, Jubal.
Mi hai detto cosa successo, ma non mi hai spiegato il perch. Jill, ho
visto benissimo il modo in cui lo guardavi e il modo in cui gli hai parlato.
Credi di essere innamorata di lui?
Jill era sconvolta. Rivolse un'occhiata a Dorcas; l'altra ragazza non sem-
brava affatto interessata alla conversazione.
Ma assurdo!
Io non ci trovo proprio nulla di assurdo; tu sei una ragazza e lui un ra-
gazzo; di solito una combinazione che funziona piuttosto bene.
Ma no, Jubal, non si tratta affatto di questo. Io insomma, ho pensa-
to che lo tenevano prigioniero e che potesse essere in pericolo anche se
questa un'idea di Ben. Volevo far s che ottenesse i suoi diritti.
Mmmm mia cara ragazza, sono sempre stato sospettoso nei confronti
degli interessi disinteressati. A vederti si direbbe che tu abbia un equilibrio
ghiandolare pi che normale, quindi mi viene da pensare che si tratti di Ben,
o di questo povero ragazzo di Marte, o di tutt'e due. Ti consiglio di portare i
tuoi motivi in una stanza privata e di dar loro un'occhiata da vicino. Poi sa-
rai in grado di giudicare meglio la direzione in cui stai andando. Nel frat-
tempo, che cosa vuoi che faccia io?
La domanda era talmente diretta che Jill non sapeva come rispondere.
Che cosa voleva? Che cosa si aspettava? Dal momento in cui aveva portato
via Smith non aveva pensato ad altro che alla fuga e a raggiungere la resi-
denza di Harshaw. Non aveva fatto alcun piano. Non lo so disse.
Lo immaginavo. Da quanto mi hai detto prima ho capito che non ti
possibile tornare al tuo posto di lavoro. Quindi, immaginando che tu voglia
proteggere la tua posizione, mi sono preso la libert di mandare un messag-
gio da Montreal al responsabile del personale paramedico del tuo ospedale
mentre dormivi. Hai fatto richiesta di due settimane di aspettativa per un
improvviso lutto in famiglia. Okay? Potrai fornir loro i dettagli del caso in
seguito.
Jill prov un'improvvisa sensazione di sollievo. Per suo stesso carattere,
dal momento in cui aveva preso la grande decisione di salvare Michael, ave-
va seppellito ogni considerazione del suo personale benessere; ci nono-
stante, era rimasto dentro di lei un grande peso riguardo a ci che aveva fat-
to di una carriera professionale fino ad allora priva di macchie. Oh, Jubal,
grazie! Anche se non ero ancora una delinquente a tutti gli effetti. Oggi era
la mia giornata libera.
Bene. Allora puoi stare tranquilla. Ma ora che cosa hai intenzione di
fare?
Non ho ancora avuto il tempo di pensarci. Immagino che dovrei metter-
mi in contatto con la mia banca per procurarmi dei soldi Fece una pausa,
cercando di ricordare a quanto ammontasse il saldo del suo conto in banca.
Non era mai un granch, e alle volte si dimenticava di
Jubal interruppe i suoi pensieri. Se chiami la tua banca, ti ritroverai un
esercito di poliziotti alle calcagna. Non ti conviene rimanere qui finch non
si calmano le acque?
Oh, Jubal, non vorrei disturbarti
Tanto lo hai gi fatto. Non ti preoccupare, bimba. Qui ci sono sempre un
sacco di scrocconi che vanno e vengono una volta ho avuto come ospite
una famiglia che rimasta qui per un anno e mezzo. Ma nessuno pu rima-
nere qui contro la mia volont, quindi rilassati. Se poi risulti anche utile ol-
tre che ornamentale, potrai rimanere a vita, se vuoi. Ma ora parliamo del no-
stro paziente; hai detto che volevi far s che ottenesse i suoi diritti. Imma-
gino che ti aspetti un aiuto da parte mia a questo riguardo?
Be', io Ben ha detto che insomma, pensava che avresti potuto aiu-
tarlo
Ben una persona che mi piace molto, ma non per questo gli concedo
di parlare a mio nome. Ci tengo a precisare che non mi interessa assoluta-
mente che il ragazzo ottenga i suoi cosiddetti diritti. Le sue rivendicazioni
sul pianeta Marte sono cavilli da avvocati, ed essendo un avvocato io stesso,
non mi sento assolutamente obbligato a rispettarle. In quanto alle grandi ric-
chezze che dovrebbero venirgli ascritte, si tratta di una situazione risultante
dalle passioni infiammate di altra gente e dai nostri strani costumi tribali; lui
non si certo guadagnato nemmeno un centesimo. Per quel che mi riguarda
lo riterrei fortunato se gli fregassero tutto. Se Ben si aspettava che imbastis-
si una battaglia per i diritti di Smith, si sbagliava di grosso.
Oh. Jill si senti improvvisamente sconsolata. Allora sar meglio che
inizi a organizzarmi per portarlo via di qui.
Oh, no! Cio, a meno che tu non lo desideri
Ma credevo che tu avessi detto
Ho detto che non sono affatto interessato a una ragnatela di astrazioni
legali. Ma un paziente e un'ospite sotto il mio tetto sono un altro paio di ma-
niche. Pu rimanere quanto vuole, se lo gradisce. Volevo solo puntualizzare
che non ho nessuna intenzione di cacciarmi in questioni di ordine politico
per accontentare qualche idea romantica tua o di Ben Caxton. Mia cara, una
volta pensavo di essere al servizio dell'umanit, e devo dire che godevo an-
che di questo pensiero. Poi ho scoperto che l'umanit non vuole affatto esse-
re servita; al contrario, prova risentimento per qualsiasi tentativo di aiuto.
Quindi ho deciso di fare solo ci che gradito a Jubal Harshaw. Si rivolse
a Dorcas, come se l'argomento fosse chiuso. Mi sembra che si avvicini l'o-
ra di cena, non vero Dorcas? Se ne sta per caso occupando qualcuno?
Miriam. Dorcas appoggi i suoi ferri e si alz in piedi.
Non sono mai riuscito a capire come facciano queste ragazze a dividersi
i compiti.
Come potresti, capo, dato che non fai mai nulla? Dorcas gli diede una
pacchetta amichevole sullo stomaco. Per non salti mai un pasto.
Un colpo di gong risuon per la casa; tutti andarono a sedersi a tavola. Se
la rossa Miriam aveva effettivamente preparato la cena, apparentemente
aveva fatto uso di tutte le scorciatoie moderne disponibili; era gi seduta a
capotavola e aveva un aspetto fresco e radioso. Oltre alle tre segretarie, vi
era un giovanotto con qualche anno pi di Larry, cui ci si rivolgeva col
nome Duke, il quale incluse Jill nella conversazione come se fosse l con
loro da sempre. Vi era anche una coppia di mezza et che non venne nem-
meno presentata; mangiarono come in un ristorante e si alzarono da tavola
appena ebbero finito, senza rivolgere nemmeno una parola agli altri com-
mensali.
Il chiacchierio degli altri, invece, era vivace e irriverente. Il servizio ve-
niva effettuato da robot non androidi, comandati da un pannello che si tro-
vava dalla parte del tavolo di Miriam. Il cibo era ottimo e, per quel che riu-
sc a stabilire Jill, non vi erano alimenti sintetici.
Ma Harshaw non sembrava essere del tutto soddisfatto. Si lament del
fatto che il suo coltello non tagliava bene, che la carne era troppo dura, e poi
di entrambe le cose; accus Miriam di aver servito gli avanzi. Nessuno sem-
brava prestargli attenzione; Jill cominciava a provare un certo imbarazzo
per Miriam quando Anne appoggi le sue posate al tavolo. Ha addirittura
menzionato la cucina di sua madre dichiar freddamente.
Forse pensa di essere ancora il capo assenti Dorcas.
Quanto tempo passato?
Pi o meno una decina di giorni.
Troppo tempo. Anne rivolse lo sguardo verso Miriam e Dorcas, che
annuirono e si alzarono in piedi. Duke continu a mangiare.
No, ragazze disse Harshaw in tono preoccupato non ai pasti, almeno.
Aspettate almeno finch Le tre segretarie non fecero alcun caso alle sue
proteste e si mossero all'unisono verso di lui; un robot servitore dovette sco-
starsi di lato. Anne afferr i piedi di Jubal, mentre le altre due lo prendevano
ognuna per un braccio. Le porte si aprirono e Harshaw venne trasportato
fuori mentre continuava a lagnarsi inutilmente.
Pochi secondi dopo, le sue rimostranze vennero interrotte bruscamente
dal suono di un possente spruzzo.
Le tre donne tornarono a tavola subito dopo, perfettamente serene e com-
poste. Miriam si sedette e si rivolse a Jill. Gradisci dell'altra insalata,
cara?
Harshaw torn pochi minuti dopo, con indosso un pigiama e una vesta-
glia al posto della giacca da sera che portava in precedenza. Uno dei robot
aveva coperto il suo piatto non appena era stato trascinato via dal tavolo;
glielo scopri, e lui torn a consumare il suo pasto. Come stavo dicendo
comment una donna che non sa cucinare non ha motivo di esistere. Se
non iniziate a fornirmi un servizio decente da queste parti prender un cane
al posto di tutte voi. Cosa c' per dolce, Miriam?
Torta di fragole.
Cos va meglio. Siete tutte sospese fino a mercoled.
Gillian scopri presto che non era necessario capire come funzionasse la
casa di Harshaw; poteva fare tutto ci che voleva, perch tanto nessuno se
ne curava. Dopo cena si rec in salotto con l'intenzione di vedere un tele-
giornale serale in stereovisione, ansiosa di scoprire se si parlasse di lei. Ma
non riusc a trovare alcuno stereovisore, n nulla che potesse nascondere lo
schermo. Riflett, e le venne in mente che non aveva visto nulla di simile in
tutta la casa. E non c'era nemmeno un giornale in vista, sebbene vi fossero
molte riviste e libri.
Nessuno si un a lei nella sua ricerca. Dopo un po' si chiese che ore fosse-
ro. Avendo lasciato l'orologio nella borsa nella stanza di sopra, si guard at-
torno per cercarne uno. Non ne trov, quindi frug nella sua ottima memo-
ria e ricord di non aver visto orologi o calendari in tutte le stanze che ave-
va avuto modo di visitare.
Decise comunque di andare a letto, a prescindere dall'ora. Vi era una pa-
rete intera ricoperta di scaffali colmi di libri e nastri registrati. Trov un na-
stro delle Storie proprio cos di Kipling e se la port in camera.
Qui si ritrov davanti a un'altra piccola sorpresa. Il letto nella stanza che
le era stata assegnata era il massimo della modernit, con automassaggio,
macchinetta del caff incorporata, controllo della temperatura, apparecchio
di lettura, eccetera, ma mancava il circuito sveglia. Al suo posto vi era un
pannello quadrato liscio. Jill decise che in ogni caso non avrebbe dormito
troppo, quindi si infil nel letto, inser la bobina nell'apparecchio, si sdrai e
prese a leggere le parole che scorrevano sul soffitto. Dopo un po' il coman-
do di velocit le scivol dalle dita rilassate, le luci si spensero e si addor-
ment.
Jubal Harshaw non prese sonno altrettanto facilmente. Era contrariato.
L'interesse iniziale che aveva provato nei confronti della situazione era or-
mai pressoch svanito, cedendo il posto al rimorso. Oltre mezzo secolo pri-
ma, aveva fatto un solenne giuramento, decidendo di non raccattare mai pi
gatti randagi per strada. Ora per, se ne ritrovava fra le mani ben due anzi
tre, se contava anche Ben Caxton.
L'aver violato quel giuramento pi volte durante quegli anni non lo pre-
occupava affatto; non era la mancanza di logica o di coerenza a impensierir-
lo, n era minimamente preoccupato dal fatto che vi fossero due nuovi ospi-
ti a pensione completa sotto il suo tetto. Contare le monetine non era certo
nel suo stile. Nel corso di quasi un secolo di vita burrascosa si era trovato in
bolletta diverse volte e spesso gli era capitato di essere pi ricco di quanto
non fosse al momento; considerava entrambe le condizioni alla stregua di
un banale cambiamento del tempo, e sicuramente non badava al denaro.
Ma l'assurda confusione in cui si sarebbe ritrovato quando le autorit fos-
sero riuscite a raggiungere quei due lo infastidiva gi solo a pensarci. Ed era
quasi sicuro che prima o poi li avrebbero trovati: una ragazzina ingenua
come quella Gillian non poteva non essersi lasciata alle spalle una scia di
tracce ben visibili! Poco ma sicuro.
Harshaw non si aspettava mai una condotta ragionevole da parte degli es-
seri umani; per lui la maggior parte della gente era candidata al ricovero in
qualche reparto di psichiatria. Desiderava solo che lo lasciassero in pace tut-
ti, tranne coloro che si sceglieva come compagni di gioco. Era convinto che,
se lo avessero lasciato solo, avrebbe raggiunto il nirvana ormai da lungo
tempo si sarebbe tuffato nel suo stesso ombelico e sarebbe scomparso alla
vista, come facevano quei burloni ind. Perch non potevano lasciare in
pace un uomo?
Verso mezzanotte, spense stancamente la sua ventisettesima sigaretta e si
mise a sedere. Le luci della sua stanza si accesero automaticamente. Sotto
a chi tocca! grid nel microfono sul comodino.
Dorcas entr poco dopo, con indosso una vestaglia e un paio di ciabatte.
S, capo? domand sbadigliando.
Dorcas, nel corso degli ultimi venti o trent'anni non sono stato altro che
un inutile parassita buono a nulla.
La ragazza annui e sbadigli nuovamente. Questo lo sanno tutti.
Lascia perdere i complimenti. C' un momento nella vita di ogni uomo
in cui deve smettere di essere ragionevole; un momento in cui deve alzarsi
in piedi e farsi notare, deve lottare in favore della libert, spaccare le ossa ai
malvagi.
Uhmmm
Quindi smettila di sbadigliare, perch quel momento giunto. Dorcas
abbass lo sguardo sulla sua vestaglia. Forse meglio che vada a vestir-
mi.
S, e sveglia anche le altre ragazze; c' parecchio da fare. Tira un sec-
chio d'acqua fredda in testa a Duke e digli che ho ordinato di spolverare la
scatola delle cazzate e di piazzarla nel mio studio. Voglio le notizie, tutte
quelle disponibili.
Dorcas assunse un'espressione esterrefatta che fece scomparire dal suo
viso l'ultima traccia di sonnolenza. Vuoi che Duke metta in funzione lo
stereovisore?
Hai sentito bene. E digli che se non funziona, gli conviene scegliere una
direzione e cominciare a correre. Di, datti una mossa; ci aspetta una notte
dura.
Va bene assenti Dorcas in tono dubbioso. Ma forse meglio che ti
misuri la febbre, prima.
Smettila, donna!
Duke riusc a montare lo stereovisore giusto in tempo per permettere a
Harshaw di vedere una riedizione notturna della seconda intervista fasulla
all'Uomo di Marte. Il commento che segu includeva la voce secondo la
quale Smith era stato trasferito sulle Ande. Jubal si mise al telefono e vi ri-
mase attaccato fino al mattino. All'alba Dorcas gli port la colazione, sei
uova crude sbattute con brandy. Jubal mand gi l'intruglio mentre rifletteva
sul fatto che uno dei pochi vantaggi di una vita lunga e indaffarata fosse
proprio che, alla fin fine, un uomo arriva a conoscere pi o meno tutti quelli
che hanno un minimo di potere e che di conseguenza poteva chiamarli
quando voleva senza alcun problema.
Harshaw aveva preparato una bomba a orologeria, ma non aveva inten-
zione di farla scattare finch non vi fosse stato costretto dalle autorit costi-
tuite. Aveva capito immediatamente che il Governo poteva riacciuffare Smi-
th e rimetterlo in prigionia in virt del fatto che il ragazzo era incapace di
badare a se stesso idea che, peraltro, lo stesso Harshaw condivideva pie-
namente. La sua opinione era che Smith fosse sia demente dal punto di vista
legale che affetto da psicopatia da un punto di vista medico, vittima di una
psicosi situazionale dal duplice risvolto di proporzioni uniche e monumen-
tali, derivata sia dal fatto che era stato allevato da esseri non umani, sia dal
suo brusco inserimento in una societ che gli era del tutto estranea.
Ci nonostante, considerava sia la nozione legale di sanit mentale sia la
nozione medica di psicosi come fattori non pertinenti al caso in questione.
Si aveva a che fare con un essere di razza umana che aveva compiuto un
adattamento profondo e riuscito a una societ aliena solo che lo aveva fat-
to in veste di malleabile infante. Era quindi possibile che quello stesso sog-
getto, in quanto adulto con abitudini e pensieri formati, riuscisse a compiere
un altro adattamento altrettanto radicale, molto pi complesso per un adulto
che per un bambino? Era ci che il dottor Harshaw intendeva scoprire. Era
la prima volta in decenni che dimostrava un reale interesse nell'esercizio
della sua professione medica.
Inoltre, l'idea di fregare le autorit costituite lo stimolava non poco. Quel-
la vena di anarchismo che faceva parte dei diritti politici di nascita di ogni
americano era piuttosto forte in lui, e la sola idea di mettersi contro il Go-
verno planetario lo riempiva di un entusiasmo per la vita che non provava
da almeno una generazione.
11

Attorno a una stella di tipo G di importanza secondaria, posta ai margini


di una galassia di dimensioni medie, orbitava come al solito una serie di pia-
neti, come da miliardi di anni, sotto l'influenza di una legge di quadrato in-
vertito leggermente modificata che foggiava lo spazio attorno a loro. Tre di
questi pianeti erano di dimensioni abbastanza grandi; gli altri erano dei sem-
plici sassolini, nascosti dai riverberi infuocati della loro stella primaria o
persi nell'oscurit dello spazio esterno.
Sul quarto sassolino partendo dal Sole, gli antichi marziani non erano
stati affatto disturbati, in nessun senso, dal contatto avvenuto con i terrestri.
Le ninfe della loro razza continuavano a percorrere danzando la superficie
di Marte imparando a vivere, e otto su nove continuavano a morire nel pro-
cesso. I marziani adulti, completamente diversi sia dal punto di vista fisico
che da quello mentale rispetto alle ninfe, si radunavano sotto le loro citt
graziose dall'aspetto fatato e ostentavano un comportamento tranquillo e pa-
cifico almeno quanto era turbolento quello delle ninfe nonostante fossero
ancor pi occupati di esse, poich avevano una vita mentale assai ricca e
complessa.
Gli adulti non erano esenti da ci che gli umani definivano lavoro; ave-
vano pur sempre un pianeta da curare e tenere sotto controllo; dovevano
istruire le piante su dove e come crescere, mentre le ninfe che avevano su-
perato il loro tirocinio sopravvivendo andavano radunate, curate con atten-
zione e fertilizzate; le uova risultanti, infine, dovevano essere accudite amo-
revolmente e contemplate con dovizia affinch venissero incoraggiate a ma-
turare nella maniera corretta, mentre le ninfe allo stadio pi avanzato dove-
vano essere persuase ad abbandonare lo stadio infantile e trasformate in es-
seri adulti. Tutti questi compiti erano parte integrante della vita dei mar-
ziani ma non pi di quanto potesse essere considerata parte integrante della
vita di un uomo che controllava una multinazionale planetaria portare a
passeggio il suo cane due volte al giorno
I marziani e gli umani rappresentavano esempi di forme di vita autoco-
sciente, solo che si erano evoluti in direzioni decisamente diverse. Il com-
portamento, le motivazioni, le speranze e le paure dell'uomo erano influen-
zate e controllate in gran parte dal tragico e allo stesso tempo sublime sche-
ma di riproduzione umano. Lo stesso valeva per i marziani, ma in un senso
assai diverso. Anche Marte possedeva l'efficace schema bipolare, ma i mar-
ziani lo usavano in un modo talmente diverso rispetto alla forma terrestre
che solo un biologo avrebbe potuto definirlo con il termine sesso, e sicu-
ramente non si sarebbe trovato d'accordo con qualunque psichiatra terrestre.
Le ninfe marziane erano femmine, mentre gli adulti erano maschi.
Ma in entrambi i casi si trattava esclusivamente di una funzione fisiologi-
ca, non psicologica. La polarit fra uomo e donna che controllava la vita di
ogni essere umano non poteva esistere su Marte. Non vi era alcuna possibi-
lit di matrimonio. Gli adulti erano esseri enormi, tanto che i primi umani
che vi si erano imbattuti li avevano descritti come giganteschi iceberg; era-
no fisicamente passivi, ma mentalmente attivi. Le ninfe invece erano delle
sfere grasse e pelose che rimbalzavano di continuo, cariche di una sorta di
energia incontrollata. Non si poteva istituire alcun paragone fra le fonda-
menta psicologiche marziane e quelle terrestri. La bipolarit umana rappre-
sentava sia la limitazione che l'energia creativa di tutti i comportamenti
umani, dai sonetti alle equazioni nucleari.
Avendo una societ tanto dissimile da quella terrestre, il pianeta Marte
non fece molto caso all'arrivo della Envoy e della Champion. I due eventi
erano avvenuti troppo di recente per assumere una qualunque rilevanza se
i marziani avessero usato i giornali, sarebbe bastata loro un'edizione ogni
secolo terrestre. Il contatto con razze aliene non era certo una novit per
loro; era accaduto in precedenza, sarebbe accaduto di nuovo. Solo quando la
nuova razza veniva grokkata completamente (nel giro di un millennio terre-
stre circa) sarebbe venuto il momento di agire, sempre ammesso che fosse il
caso.
L'unico evento degno di nota su Marte in quel periodo era di tutt'altra na-
tura. Gli Anziani scorporati avevano deciso di rimandare il piccolo umano
sul terzo pianeta a grokkare quel che poteva, ma erano subito tornati a rivol-
gere la loro attenzione a questioni pi serie. Poco tempo prima, pi o meno
durante l'epoca terrestre di Cesare Augusto imperatore, un artista marziano
si era dedicato alla composizione di un'opera d'arte. Si trattava di qualcosa
che poteva essere recepito da un essere umano solo nel modo in cui un
uomo cieco dalla nascita avrebbe potuto comprendere l'idea di un tramonto
se glielo avessero spiegato a parole. Un fatto inconsueto era accaduto: l'arti-
sta in questione si era accidentalmente scorporato prima di portare a termine
il suo capolavoro.
La scorporazione inaspettata era un evento raro sul pianeta Marte, dove
la vita era una sorta di circolo, in cui la morte fisica doveva prendere il so-
pravvento solo nell'istante appropriato, selezionato con grande precisione.
Tuttavia, questo artista si era talmente infervorato nel suo lavoro che aveva
dimenticato di ripararsi dal freddo; quando avevano finalmente notato la sua
assenza, il suo corpo non era nemmeno quasi pi commestibile. Lui stesso
non aveva nemmeno notato la propria scorporazione e aveva proseguito con
la composizione della sequenza che aveva in mente.
L'arte marziana si suddivide in due categorie fondamentali: quella creata
da adulti viventi, caratterizzata da grande vigore e spesso composta da tratti
essenziali e primitivi, e quella degli Anziani, che solitamente molto con-
servatrice, estremamente complessa e realizzata con una tecnica molto pi
elevata; le due forme vengono sempre giudicate separatamente.
Ora, come poteva essere giudicata questa particolare opera? Innegabil-
mente, racchiudeva sia l'arte dei viventi che quella degli scorporati; la sua
forma finale era stata portata a termine da un Anziano tuttavia l'artista
non aveva nemmeno notato il cambiamento del proprio stato fisico e aveva
continuato a lavorare come se fosse stato ancora in stato corporeo. Era quin-
di una nuova forma d'arte? Era possibile produrre opere simili attraverso la
scorporazione inaspettata di altri artisti mentre erano al lavoro? Gli Anziani
discutevano le eccitanti possibilit del caso in un confronto d'idee che dura-
va ormai da secoli, e tutti i marziani corporei attendevano con ansia il loro
verdetto finale.
La questione era di particolare interesse, poich non si trattava di un'ope-
ra d'arte astratta, bens di un lavoro di carattere religioso (nel senso terre-
stre) nonch fortemente emotivo; descriveva infatti il contatto avvenuto fra
la razza marziana e gli abitanti del quinto pianeta, avvenuto molto tempo
prima e che rimaneva tuttora vivido e importante per i marziani allo stesso
modo in cui una morte per crocefissione era rimasta vivida e importante per
i terrestri anche dopo oltre due millenni. La razza marziana aveva incontrato
il popolo del quinto pianeta, lo aveva grokkato completamente, e dopo qual-
che tempo aveva deciso di agire di conseguenza; ormai di quella civilt ri-
manevano solo poche rovine su alcuni asteroidi, ma i marziani continuava-
no a lodare e a serbare nei loro animi quella razza aliena che avevano di-
strutto. Questa nuova opera d'arte faceva infatti parte di uno dei molti tenta-
tivi di grokkare ogni parte di quella meravigliosa esperienza in tutta la sua
complessit racchiudendola in una sola opera. Ma prima che potesse venire
giudicata, era necessario grokkare come giudicarla. Si trattava di un proble-
ma assai interessante.

Sul terzo pianeta, Valentine Michael Smith non era affatto interessato a
questa faccenda, che aveva sollevato tanto scalpore su Marte; non ne aveva
mai nemmeno sentito parlare. Il suo custode marziano e i fratelli d'acqua del
custode avevano preferito non tormentarlo con eventi che non era in grado
di afferrare. Smith sapeva della distruzione del quinto pianeta e percepiva la
sua importanza emotiva, allo stesso modo in cui un qualunque scolaretto
umano imparava della battaglia di Troia o dei sette Re di Roma, ma non era
mai stato esposto all'arte che non era in grado di grokkare. La sua educazio-
ne era stata unica, molto pi vasta rispetto a quella dei suoi compagni di
nido, ma allo stesso tempo di gran lunga inferiore a quella di un adulto mar-
ziano. Il suo custode e i consiglieri Anziani del suo custode avevano dedica-
to un notevole, per quanto effimero, interesse nello stabilire quanto fosse in
grado di apprendere quel piccolo alieno. I risultati avevano insegnato loro
sulle potenzialit della razza umana molto pi di quanto quella stessa razza
avesse imparato di se stessa: Smith aveva grokkato molto prontamente inse-
gnamenti che nessun altro essere umano era mai stato in grado di apprende-
re.
Attualmente, per, Smith stava godendo di una sensazione di felicit e
spensieratezza che non provava da molti anni. Aveva trovato in Jubal un
nuovo fratello d'acqua, aveva conosciuto nuovi amici e stava vivendo espe-
rienze nuove e deliziose in una quantit tale da non avere nemmeno il tem-
po di grokkarle; non poteva far altro che archiviarle nella sua mente per poi
esaminarle in seguito, in tutta tranquillit.
Jubal gli aveva assicurato che, se avesse imparato a leggere, sarebbe stato
in grado di grokkare quel luogo strano e meraviglioso molto pi velocemen-
te; cos, Smith aveva deciso di dedicare un'intera giornata a imparare a leg-
gere rapidamente e bene, con l'assistenza di Jill che gli indicava le parole e
le pronunciava per lui ad alta voce. Dedicare una giornata intera alla lettura
per significava rimanere fuori dalla piscina per tutto il giorno, e questo per
lui era un grande sacrificio. Da quando erano riusciti a convincerlo che nuo-
tare era una cosa permessa, Smith aveva scoperto che non era solo un atto
eccitante e sensuale, ma addirittura affine a un'irrefrenabile estasi religiosa.
Se Jill e Jubal non glielo avessero impedito, una volta entrato non sarebbe
mai pi uscito dall'acqua.
Dato che non gli permettevano di nuotare per tutta la notte, Smith pass
l'intera notte a leggere. Stava letteralmente sfrecciando attraverso l'Enciclo-
pedia Britannica, ma diede anche un'occhiata ai libri di medicina e di legge
di Jubal. In una particolare occasione, suo fratello Jubal lo aveva visto sfo-
gliare rapidamente uno di quei libri e lo aveva fermato, chiedendogli che
cosa avesse letto. Smith aveva risposto con grande attenzione, poich quella
domanda gli aveva ricordato uno di quei test ai quali lo avevano occasional-
mente sottoposto gli Anziani su Marte. Suo fratello gli era parso leggermen-
te deluso dalle risposte, tanto che Smith trov necessario entrare in contem-
plazione per un'ora per riflettere sull'accaduto; era pressoch certo di avergli
risposto con tutte le parole contenute nel libro, sebbene non le avesse grok-
kate affatto.
Ma preferiva di gran lunga la piscina ai libri, soprattutto quando Jill, Mi-
riam, Larry, Anne e tutti gli altri erano dentro a sguazzare e a spruzzarsi a
vicenda. Non aveva imparato subito a nuotare come nuotavano loro, ma
aveva scoperto gi fin dalla prima volta di essere in grado di fare qualcosa
che loro non potevano fare. Era semplicemente sceso sul fondo e si era sdra-
iato, immerso in una silenziosa beatitudine finch non lo avevano tirato
fuori con una tale concitazione e premura che era stato quasi costretto a riti-
rarsi in se stesso, cosa che avrebbe senz'altro fatto se non si fosse reso conto
che erano preoccupati per il suo benessere.
Pi tardi, quello stesso giorno, mostr quella sua abilit a Jubal, rimanen-
do sul fondo per un lasso di tempo delizioso. Cerc di insegnarlo anche a
suo fratello Jill solo che lei ne apparve alquanto disturbata, tanto che de-
sistette subito dall'insegnamento. Fu allora che comprese per la prima volta
che poteva fare cose che questi suoi nuovi amici non erano in grado di fare.
Ci riflett a lungo, tentando di grokkare quella scoperta in tutta la sua pie-
nezza.

Smith era felice; Harshaw no. Le sue giornate procedevano come al soli-
to all'insegna dell'ozio, intercalato solo da casuali osservazioni non pro-
grammate sul suo animale da laboratorio, l'Uomo di Marte. Non defin al-
cun orario per Smith, nessun programma di studio, nessuna analisi fisica re-
golare. Gli permetteva semplicemente di fare ci che desiderava, di correre
liberamente in giro come un giovane cavallo in un ranch. L'unica persona
che tentava di badare alle azioni di Smith era Gillian ed esagerava, secon-
do l'opinione di Jubal: non vedeva con grande favore il fatto che un uomo
venisse educato da una donna.
Tuttavia, Gillian Boardman non faceva altro che spiegare a Valentine
Smith i rudimenti del comportamento sociale umano e in verit lui neces-
sitava di ben poche spiegazioni. Ormai mangiava a tavola con tutti gli altri e
si vestiva anche da solo. Si era conformato in maniera pi che accettabile
agli usi alquanto liberi e informali della casa e sembrava in grado di far
fronte a quasi tutte le nuove esperienze cui era sottoposto, basandosi su un
sistema di imitazione di quanto facevano gli altri. Nel corso del suo primo
pasto a tavola, cerc di mangiare usando il solo cucchiaio, e Jill dovette ta-
gliargli la carne. Ma dopo pochi minuti tentava gi di imitare gli altri, e nel
corso del pasto successivo poterono constatare che il suo comportamento a
tavola era una copia precisa di quello di Jill, compresi tutti gli elementi su-
perflui.
Nemmeno la duplice scoperta che Smith avesse imparato da solo a legge-
re alla velocit di una macchina di lettura elettronica e possedesse una me-
moria totale e immediata del testo indusse Jubal Harshaw a tentare di fare di
Smith un progetto con tanto di controlli costanti, misurazioni scientifiche
e curve di progresso. Harshaw possedeva l'arrogante umilt di chi consa-
pevole della propria ignoranza, e non vedeva alcuna utilit nel compiere
delle misurazioni quando non sapeva nemmeno che cosa stesse misuran-
do. Si limit a prendere qualche appunto in privato, senza la bench minima
intenzione di pubblicare le osservazioni che andava annotando.
Ma nonostante Harshaw godesse nell'osservare questo animale unico che
si sviluppava trasformandosi in un essere umano, non riusciva in alcun
modo a essere felice.
Come il Segretario generale Douglas, anche Harshaw attendeva la mossa
successiva della controparte.
E attendeva con crescente tensione Poich era stato costretto ad agire
aspettandosi azioni nei suoi confronti da parte del Governo, il fatto che non
fosse ancora accaduto nulla lo esasperava. Era mai possibile che gli sbirri
della Federazione fossero cos stupidi da non essere capaci di seguire le
tracce di una ragazzina ingenua che si era trascinata un uomo incosciente
per tutto il paese? O forse (e questa ipotesi gli sembrava assai pi realistica)
l'avevano seguita e ora stavano tenendo d'assedio la sua propriet? Quest'ul-
timo pensiero lo faceva letteralmente infuriare. La sola idea che il Governo
potesse spiare la sua casa, il suo castello, era ripugnante almeno quanto l'i-
dea che aprissero la sua posta.
E poteva benissimo darsi che stessero facendo anche quello! Il Governo!
Tre quarti di parassiti e un quarto di idioti che brancolano nel buio. Certo,
non poteva fare a meno di ammettere che una forma di governo fosse neces-
saria all'uomo. Ma questo non significava certo che la cosa lo rendesse feli-
ce. Il fatto che un male fosse inevitabile non contribuiva certo a renderlo un
bene. Se fosse dipeso da lui, il Governo poteva anche andare a farsi benedi-
re!
Ma era indubbiamente possibile, o addirittura probabile, che quelli del-
l'amministrazione sapessero benissimo dove si nascondeva l'Uomo di Mar-
te e che, per qualche motivo, preferissero lasciarlo l dov'era mentre pre-
paravano che cosa?
E se le cose stavano cos, per quanto tempo sarebbe andata avanti quella
situazione? E per quanto sarebbe riuscito a difendersi?
E inoltre, dove diavolo si era cacciato quel giovane e avventato idiota di
Ben Caxton?

Fu Jill Boardman che lo costrinse a uscire dalla sua meditazione spiritua-


le. Jubal?
Eh? Oh, sei tu, begli occhi. Scusa, ero immerso nei miei pensieri. Siedi-
ti. Vuoi bere qualcosa?
No, grazie. Jubal, sono preoccupata.
Chi non lo ? Hai fatto un gran bel tuffo ad angelo poco fa. Perch non
me ne fai vedere un altro uguale?
Jill si morse il labbro e assunse un'espressione che la faceva apparire
come una dodicenne. Jubal! Per favore! Ascoltami, sono terribilmente pre-
occupata!
Jubal emise un sospiro. In questo caso, asciugati. salita una certa
arietta fresca
Sto bene cos. Senti, ti dispiacerebbe molto se ti lasciassi qui Mike? Ti
occuperesti di lui?
Harshaw sbatt le palpebre. Certo che pu stare qui. Lo sai, no? Ci pen-
seranno le ragazze a occuparsi di lui e anch'io lo terr d'occhio, di tanto in
tanto. Non un problema per me. Ma significa che te ne stai andando? Jill
non incroci il suo sguardo. S rispose.
Mmm lo sai che sei la benvenuta qui. Ma sei anche liberissima di an-
dartene quando vuoi, se lo desideri.
Ma Jubal, io non vorrei andarmene!
Allora rimani.
Ma devo!
Forse meglio se ricominici da capo. Non credo di aver ben afferrato.
Ma non capisci? A me piace tantissimo stare qui; voi tutti siete stati fan-
tastici con noi! Ma non posso pi trattenermi. Non finch non ho notizie di
Ben. Devo assolutamente andare a cercarlo.
Harshaw profer una parola, emotiva, terrena, volgare, quindi prosegui.
E in che modo hai intenzione di cercarlo?
Jill fece una smorfia. Non lo so. Solo che non ce la faccio pi a rimane-
re qui in panciolle, a nuotare e a chiacchierare del pi e del meno, quando
so che Ben l fuori chiss dove.
Gillian, come ti ho gi fatto notare, Ben un uomo adulto. Tu non sei
sua madre, e nemmeno sua moglie. E io non sono il suo tutore. Nessuno di
noi responsabile per lui e tu non hai nessun motivo particolare per an-
darlo a cercare. O mi sbaglio?
Jill abbass lo sguardo e contrasse un dito del piede nell'erba. No, am-
mise non ho nessun diritto nei suoi confronti. So solo che che se scom-
parissi io, lui mi cercherebbe, e continuerebbe a cercarmi finch non mi tro-
va. Capisci? Sono costretta a farlo!
Jubal imprec a bassa voce contro tutte le antiche divinit che avevano
qualche legame con il concepimento delle follie della razza umana, quindi
disse ad alta voce: Va bene, va bene. Se proprio devi farlo, allora tentiamo
almeno di usare un minimo di logica. Pensi di assumere dei professionisti?
Diciamo un'agenzia di investigazioni privata specializzata nel ritrovamento
di persone scomparse?
Jill assunse un'espressione infelice. Immagino che sia l'unico modo.
Non ho mai assunto un detective in vita mia. Sono molto cari?
Piuttosto.
Jill deglut. Credi che mi lascerebbero pagare, non so, a rate mensili, o
qualcosa del genere?
Soldi contanti a lavoro compiuto; di solito cos che lavorano. Smetti di
fare quella faccia, bambina mia; ho affrontato subito l'argomento proprio
per liquidarlo. Ho gi assunto il migliore del campo per cercare Ben, quindi
inutile che tu comprometta le tue future entrate per assumere il secondo
migliore.
Non me l'hai detto!
Non c'era bisogno di dirtelo.
Ma Jubal, che cosa hanno scoperto?
Nulla disse senza preamboli. Nulla che valesse la pena di riferire,
cos ho pensato che fosse inutile deprimerti ulteriormente. Jubal fece una
smorfia. Quando sei arrivata qui, pensavo che la tua preoccupazione nei
confronti di Ben fosse decisamente esagerata; ho ragionato allo stesso modo
del suo assistente, quel Kilgallen, pensando che Ben fosse andato a caccia di
qualche nuova pista e che si sarebbe fatto vedere non appena avesse com-
pletato il suo pezzo. Ben si comporta spesso cos: il suo lavoro. Emise un
sospiro. Ma ora non ne sono pi convinto. Quel testone di Kilgallen ha ve-
ramente ricevuto un messaggio statprnt, apparentemente spedito da Ben,
nel quale era scritto che si sarebbe assentato per qualche giorno. Il mio
uomo non solo l'ha visto ma anche riuscito a fotografarlo e a controllarne
la fonte. Non era un falso, stato spedito veramente.
Jill assunse un'espressione perplessa. Mi domando come mai Ben non
abbia mandato un messaggio anche a me, gi che c'era Non da lui, in-
somma; un tipo molto premuroso.
Jubal represse un grugnito di disapprovazione. Usa la tua testolina, Gil-
lian. Se su un pacchetto c' la scritta sigarette, ci non prova affatto che al
suo interno vi siano effettivamente delle sigarette. Tu sei arrivata qui vener-
d scorso, e i codici di quel messaggio statprnt dimostrano che stato spe-
dito da Filadelfia (dalla piattaforma di atterraggio della stazione Paoli, per
essere precisi) poco dopo le dieci e mezza del mattino; alle 10:34 di gioved.
stato consegnato pochi minuti dopo essere stato inoltrato ed stato rice-
vuto immediatamente, dato che l'ufficio di Ben possiede una stampante stai.
Ora spiegami tu per quale motivo Ben ha mandato un messaggio stampato
al suo ufficio, in orario lavorativo, invece di telefonare?
Be', in effetti strano. Normalmente credo che usasse il telefono. il
modo pi ovvio di
Ma tu non sei Ben. A me vengono in mente almeno una mezza dozzina
di motivi, per un uomo che fa il suo mestiere. Per evitare alterazioni. Per as-
sicurarsi che rimanesse una copia stampata del messaggio negli schedari
della compagnia telefonica. Per mandare un messaggio ritardato. Ci sono un
sacco di motivi possibili. Kilgallen non ci ha trovato nulla di strano, e il solo
fatto che Ben, o il giornale per cui lavora, si assuma la spesa di tenere una
stampante stai in ufficio significa che lui ne fa uso regolarmente.
Tuttavia continu Jubal gli spioni che ho assunto sono gente parec-
chio sospettosa; secondo quel messaggio, Ben si trovava alla piattaforma
della stazione Paoli alle 10:34 di gioved, quindi loro hanno mandato una
persona a controllare. Jill, quel messaggio non stato affatto mandato da
l.
Ma
Aspetta un attimo. stato mandato da quel luogo, ma non partito da
l. I messaggi stat si possono consegnare allo sportello oppure dettare per te-
lefono. Se vengono consegnati allo sportello, il cliente pu farlo trascrivere
a macchina o chiedere una trasmissione facsimile del messaggio scritto e
firmato a mano da lui stesso. Ma se viene dettato per telefono, l'ufficio deve
per forza batterlo a macchina prima di fotografarlo.
Certo, naturale.
Questo non ti suggerisce nulla, Jill?
Be' Jubal, sono talmente preoccupata che non riesco nemmeno a ra-
gionare. Che cosa dovrebbe suggerirmi?
Smettila di mortificarti; non avrebbe suggerito nulla nemmeno a me.
Ma il professionista che ho assunto un tipo molto astuto; arrivato a Paoli
con una stampa stat pi che convincente ricavata dalla fotografia scattata
sotto il naso dell'assistente di Ben, assieme a una serie di biglietti da visita e
credenziali che gli hanno permesso di spacciarsi per Osbert Kilgallen, il
destinatario. Poi, con i suoi modi paterni e un volto sincero, riuscito a con-
vincere un'impiegata della compagnia telefonica a dargli informazioni che,
in conformit con l'emendamento costituzionale sulla riservatezza della cor-
rispondenza privata, avrebbe dovuto divulgare solo per ordine di un magi-
strato. Che cosa triste. In ogni caso, l'impiegata ricordava di aver ricevuto
quel messaggio da mandare a Washington. Normalmente, non si sarebbe
mai ricordata di un particolare messaggio sulle centinaia che riceve ogni
giorno; le entrano dalle orecchie, le escono dalle punte delle dita e poi
scompaiono, come se non fossero mai esistiti. Tuttavia, per pura fortuna,
questa giovane impiegata era una fedele ammiratrice di Ben; legge la sua
rubrica del Nido del corvo ogni santa sera; un terribile vizio. Jubal sbatt
le palpebre, assumendo un'aria pensierosa. Sotto a chi tocca!
Apparve Anne, gocciolante. Ricordami le disse Jubal di scrivere un
articolo popolare sulla lettura coattiva dei giornali. L'argomento principale
sar che la maggior parte delle nevrosi e anche di alcune psicosi possono es-
sere derivate dall'inutile e poco salutare abitudine di sguazzare giornalmente
nei problemi e nei peccati di cinque miliardi di sconosciuti. Il titolo sar
Pettegolezzi illimitati. Anzi, facciamo Pettegolezzi all'impazzata.
Capo, stai diventando morboso.
Io no. Ma tutti gli altri s. Fai in modo che lo scriva nel corso della pros-
sima settimana. E ora sparisci: sono occupato. Torn a rivolgersi a Gillian.
Insomma, la tipa aveva riconosciuto il nome di Ben, quindi si ricordava
perfettamente di quel messaggio anzi, ne era addirittura emozionata, per-
ch le aveva dato la possibilit di parlare con uno dei suoi eroi. A dir la veri-
t era anche piuttosto contrariata dal fatto che Ben non avesse richiesto la
comunicazione visiva; la chiamata era stata in solo audio. Comunque sia, ri-
cordava un gran numero di dettagli e, cosa pi importante per noi, ricordava
anche che era stata pagata in contanti da una cabina pubblica una cabina
di Washington.
Washington? ripet Jill. E perch mai Ben avrebbe dovuto chiamare
da
Ma ovvio! la interruppe Jubal in tono permaloso. Se si trovava in
una cabina pubblica a Washington, poteva benissimo chiamare direttamente
il suo ufficio, usando il canale audiovisivo, parlando faccia a faccia con il
suo assistente, spendendo meno e risparmiando tempo. Il fatto che abbia
chiamato una stazione a quasi trecento chilometri di distanza per far riman-
dare da l un messaggio stai a Washington assurdo. Non ha alcun senso. O
meglio, ha un solo possibile senso: un imbroglio. Ben si aspetta raggiri al-
meno quanto una sposa si aspetta di ricevere baci il giorno del suo matrimo-
nio. Non certo diventato uno dei migliori scribacchini del mestiere giocan-
do a carte scoperte.
Ben non uno scribacchino! un giornalista da premio Pulitzer!
Mi spiace, in quel campo sono daltonico. Ma stai calma. Dunque, po-
trebbe aver pensato che il suo telefono fosse controllato e il canale stai no.
Oppure ha pensato che entrambi i canali fossero sotto controllo (e se non lo
erano sono sicuro che adesso cos), e ha usato quel sistema per convincere
chiunque fosse in ascolto che si trovava effettivamente fuori citt per qual-
che giorno. Jubal fece una smorfia. E se questo il caso, certo non lo aiu-
tiamo cercandolo. Potremmo addirittura mettere in pericolo la sua vita.
Jubal! No!
Jubal, s rispose stancamente lui. Quel ragazzo pattina sempre vicino
al margine del ghiaccio. Ha sempre fatto cos. un vero e proprio temera-
rio, in questo modo che si guadagnato la sua posizione. Ma forse stavol-
ta si imbarcato in un affare pi grande di lui. Jill, Ben non ha mai seguito
un caso pericoloso e delicato come questo. Se scomparso volontariamente,
ed possibile che sia cos, ti sembra logico rischiare di mandargli tutto all'a-
ria cercandolo in maniera poco professionale e attirando l'attenzione di tutti
sul fatto che scomparso? Kilgallen lo sta coprendo tuttora, e infatti finora
la sua rubrica uscita con un articolo nuovo ogni giorno. Normalmente non
mi preoccupo di leggerla, ma mi sono informato.
Articoli gi pronti! Kilgallen mi aveva accennato una cosa del genere.
Naturale. Fanno quasi tutti parte della serie infinita di articoli di Ben
sulla corruzione nella raccolta di fondi per le campagne elettorali. un ar-
gomento sicuro come scrivere un articolo in favore del Natale. Pu darsi
che vengano tenuti negli schedari per simili emergenze, o che addirittura li
scriva lo stesso Kilgallen. In ogni caso, sta di fatto che dal punto di vista uf-
ficiale Ben Caxton, l'inarrestabile avvocato del popolo, tuttora sul posto di
lavoro. E pu darsi che sia stato lui stesso a organizzare le cose in questo
modo, mia cara, perch magari si ritrovato in una situazione di tale perico-
lo da aver paura anche di mettersi in contatto con te. Ebbene, che ne pensi?
Gillian si guard attorno con espressione quasi feroce, osservando quella
scena quasi insopportabilmente tranquilla, bucolica e radiosa, quindi si co-
pr il volto con le mani. Jubal non so che cosa fare!
Piantala la riprese aspramente. Non piagnucolare per Ben, per favore;
non in mia presenza. La peggior cosa che pu essergli accaduta la morte, e
questo capita a tutti, prima o poi se non domani mattina, pu essere fra
dieci giorni, fra un mese, o al massimo fra qualche anno. Prova ad accenna-
re l'argomento al tuo protetto, Mike. Per lui la scorporazione qualcosa di
decisamente meno grave di un rimprovero e pu benissimo darsi che ab-
bia ragione lui. Cavolo, se dicessi a Mike che ho intenzione di arrostirlo e
servirlo per la cena di stasera, mi ringrazierebbe per il grande onore con
voce rotta dall'emozione.
Lo so rispose Jill con una vocina ma io non ho il suo stesso atteggia-
mento filosofico riguardo a certe cose.
Nemmeno io assenti Harshaw in tono allegro ma sto iniziando ad af-
ferrare qualcosa, e devo dire che si tratta di una filosofia piuttosto consolan-
te per un uomo della mia et. La capacit di apprezzare ci che inevitabi-
le caspita, da tutta la vita che tento di svilupparla Ma questo ragazzi-
no di Marte che quasi puzza ancora di latte mi ha fatto sentire un principian-
te in materia. Jill, prima mi hai chiesto se potevi lasciare Mike qui da me.
Figliola, lui l'ospite pi gradito che abbia mai avuto, e voglio tenerlo qui
finch non avr scoperto quel che lui sa e io no! Questo fatto della scorpo-
razione, a esempio non si tratta del solito clich freudiano del desiderio
di morte; di questo sono sicuro. Non ha nulla a che vedere con il fatto che
la vita risulti per lui insopportabile: non si tratta di roba del tipo anche il fiu-
me pi lento Ringraziamo brevemente I Qualunque Dio vi sia I Perch
nessuno vive in eterno I Perch i morti mai risorgono; I Perch anche il fiu-
me pi lento I Arriva con sicuro percorso alla foce1 cit. Poi aggiunse:
Penso che sia qualcosa di pi affine alla frase di Stevenson, Felicemente
ho vissuto e felicemente muoio, e mi corico con piacere. Solo che ho sem-
pre sospettato che Stevenson godesse dell'euforia tipica della fase finale del-
la tubercolosi. Tuttavia, Mike mi ha quasi convinto che sa esattamente quel
che dice.
Non saprei rispose Jill cupamente. Io sono solo preoccupata per
Ben.
Anch'io assenti Jubal. Quindi sar meglio parlare di Mike in un'altra
occasione. Jill, in fondo neanch'io credo che Ben si stia nascondendo di sua
volont.
Ma se hai appena detto
Non avevo finito. I miei uomini non si sono limitati all'ufficio di Ben e
alla stazione Paoli. Gioved mattina, Ben si presentato al Centro Medico di
Bethesda in compagnia del suo avvocato e di un Testimone Leale; il famoso
Oliver Cavendish. Lo conosci?.
Temo di no.
Non ha importanza. Il fatto che si sia rivolto a Cavendish dimostra
quanto avesse preso sul serio la faccenda; non si spara ai conigli con un fu-
cile da elefanti. I tre sono stati portati dall'Uomo di Marte per
un'intervista
Gillian spalanc la bocca. impossibile! sbott. Non possono essere
saliti al mio reparto senza che io lo sapessi!
Stai tranquilla, Jill. Stai mettendo in dubbio le parole di un Testimone
Leale e non un Testimone Leale qualunque. Cavendish in persona. E se lo
dice lui, puoi stare tranquilla; si tratta di Vangelo.
Non mi importa, anche se si trattasse dei dodici apostoli in persona; non
affatto venuto al mio reparto gioved mattina!
Forse non mi hai ascoltato con attenzione. Non ho detto che li hanno
portati a vedere il nostro amico Mike; ho detto che li hanno portati a intervi-
stare l'Uomo di Marte. Quello finto, naturalmente. L'attore che hanno mes-
so anche in stereovisione.
Oh. Naturalmente. E Ben li ha smascherati!
Jubal assunse un'espressione affranta. Piccola mia, conta fino a diecimi-
la, prima di parlare. Ben non li ha affatto smascherati. Di fatto, nemmeno
l'esimio signor Cavendish lo ha fatto o per lo meno non ha intenzione di
dichiararlo. Sai come si comportano i Testimoni Leali
Be', a dir la verit non lo so proprio. Non ho mai avuto a che fare con
1
A.C. Swinburne, The Garden of Proserpine, XI. (N.d.T.).
un Testimone Leale.
Forse non ne eri consapevole. Anne!
Anne era seduta sul trampolino. Volt la testa. Anne, la vedi quella casa
nuova in cima alla collina? grid Jubal. Di che colore l'hanno dipinta?
Anne scrut nella direzione indicata da Jubal. Da questa parte bianca
rispose. Non domand per quale motivo Jubal le chiedesse una cosa del ge-
nere, n fece alcun commento in proposito.
Visto? disse Jubal, tornando a rivolgersi a Jill. Anne talmente indot-
trinata che non le passa nemmeno per la testa di dichiarare che anche l'altro
lato potrebbe essere dello stesso colore. Nessuno sarebbe in grado di co-
stringerla a dare un'opinione sul colore del lato opposto a meno che non
potesse andare lass di persona a verificarlo; e anche in quel caso non da-
rebbe certo per scontato che il colore rimanga tale anche dopo la sua diparti-
ta, poich possibile che la facciata venga riverniciata non appena lei volta
la testa.
Anne un Testimone Leale?
Laureata, con licenza illimitata e ammessa a testimoniare davanti all'Al-
ta Corte. Prova a chiederle per quale motivo abbia deciso di abbandonare
l'esercizio pubblico. Ma fallo in un giorno in cui non hai nient'altro da fare,
perch lei ti reciter la verit, tutta la verit e null'altro che la verit, e per
questo ci vuole un certo tempo. Ma torniamo al signor Cavendish; Ben lo ha
assunto per una testimonianza pubblica, con resoconto completo dei fatti,
senza vincoli di segretezza. Cos, quando Cavendish stato interrogato dai
miei uomini, ha risposto in maniera pi che esauriente. Ho un nastro di so-
pra, con le sue risposte. Ma la parte pi interessante del suo rapporto ci
che non dice. Non dichiara assolutamente che la persona che lo hanno por-
tato a vedere non fosse l'Uomo di Marte ma non dice niente che lasci in-
tendere che abbia creduto che lo fosse. E se conosci Cavendish, questo di
per s gi pi che sufficiente. Se avesse effettivamente visto il nostro
Mike, anche per soli pochi minuti, avrebbe riferito quanto visto con una tale
precisione che io e te, che conosciamo Mike, avremmo capito all'istante che
si trattava della persona giusta. A esempio, descrive con termini precisi e
professionali la forma delle orecchie dell'uomo che ha visto e la forma da
lui descritta non combacia assolutamente con la forma delle orecchie di
Mike. Ne consegue che non ha affatto visto il vero Mike. Hanno mostrato
loro il finto Uomo di Marte. E Cavendish ne perfettamente consapevole,
sebbene la sua professionalit gli impedisca di divulgare le sue opinioni o le
sue conclusioni.
Te l'ho detto. Non sono mai venuti al mio reparto.
Giusto. Per ora sappiamo anche un'altra cosa. Questo fatto avvenuto
diverse ore prima che tu facessi la tua evasione con Mike; circa otto ore pri-
ma, per la precisione, in quanto Cavendish dichiara di essere entrato in con-
tatto con il finto Uomo di Marte esattamente alle 9:14 di gioved mattina.
Ci significa che, in quel momento, il Governo aveva ancora Mike sotto la
sua custodia. E nello stesso edificio, per giunta. Avrebbero potuto benissimo
farglielo vedere. Invece, hanno deciso di correre il rischio di presentare un
falso davanti al pi noto Testimone Leale di tutta Washington anzi, di tut-
to il Paese! Perch?
Rimase in attesa. Jill rispose lentamente. Lo stai chiedendo a me? Non
ne ho idea. Ben mi disse che aveva intenzione di domandare a Mike se
avesse voglia di andarsene dall'ospedale e di aiutarlo a uscirne nel caso gli
avesse risposto in maniera affermativa.
Cosa che Ben ha effettivamente tentato, ma con il doppione.
E allora? Jubal, loro non potevano sapere quali fossero le intenzioni di
Ben e in ogni caso, Mike non se ne sarebbe mai andato da l con Ben.
E perch no? Se ne andato con te lo stesso giorno
Io ero gi diventata suo fratello d'acqua, allo stesso modo in cui lo sei
tu adesso. Lui ha questa assurda idea marziana secondo la quale si pu fida-
re ciecamente di chiunque divida con lui un sorso d'acqua. Con un fratello
d'acqua assolutamente docile mentre con chiunque altro cocciuto
come un mulo. Ben non sarebbe mai riuscito a smuoverlo o per lo meno
fino alla settimana scorsa era cos. Certo, devo ammettere che Mike sta
cambiando molto rapidamente.
Vero. Forse troppo rapidamente. Non ho mai visto svilupparsi del tessu-
to muscolare con tanta velocit; mi dispiace di non averlo pesato il giorno
che siete arrivati. Ma torniamo a Ben: il rapporto di Cavendish cita il fatto
che il nostro amico ha mollato lui e l'avvocato, un tipo di nome Frisa, alle
9:31, tenendosi il taxi. Da quel momento in poi non sappiamo dove si sia di-
retto Ben. Sappiamo solo che, un'ora dopo, lui, o qualcuno che si fingeva
lui, ha mandato quel messaggio alla stazione Paoli.
Non credi che fosse Ben?
Direi di no. Cavendish ha fornito anche il numero di matricola del taxi,
e i miei ragazzi hanno tentato di sbirciare il nastro dei viaggi di quel traspor-
to. Se Ben avesse usato la sua carta di credito invece di infilare monete nel
tassametro, il suo numero di conto sarebbe rimasto nelle memorie. E anche
nel caso che avesse pagato in contanti, il viaggio e le fermate sarebbero ri-
maste incise.
Invece?
Harshaw scroll le spalle. Invece il nastro del taxi dimostra che gioved
mattina il mezzo in questione si trovava in officina per riparazioni, che non
entr nemmeno in servizio. Ora, i casi sono due; o il Testimone Leale ha let-
to male o si ricordato male il numero del taxi, oppure qualcuno ha mano-
messo il nastro. Fece una pausa, quindi aggiunse in tono serio Forse una
giuria potrebbe decidere che anche un Testimone Leale possa dare un'oc-
chiata al numero di matricola di un taxi e leggerlo male, soprattutto se non
gli era stato richiesto specificamente di ricordarlo, ma io non ci posso crede-
re soprattutto quando il Testimone Leale in questione un tale James Oli-
ver Cavendish. Se non fosse stato pi che certo di quel numero di matricola,
non lo avrebbe nemmeno menzionato nel suo rapporto.
Harshaw fece una smorfia e prosegui. Jill, tu mi stai costringendo a en-
trare di persona in questa faccenda, e la cosa non mi piace. Non mi piace af-
fatto! Anche se diamo per scontato che sia stato proprio Ben a spedire quel
messaggio, trovo comunque alquanto improbabile che abbia potuto mano-
mettere il nastro di quel taxi e ancor meno probabile che avesse motivo di
fare una cosa del genere. Non possibile: Ben andato da qualche parte
con quel taxi, e qualcuno che ha la possibilit di accedere agli schedari dei
mezzi di trasporto pubblici si dato da fare per nascondere dove si sia reca-
to e ha spedito un falso messaggio per far s che nessuno si rendesse con-
to che Ben era effettivamente scomparso.
Scomparso! Vuoi dire rapito!
Piano, Jill. Rapimento una brutta parola.
l'unica che si pu usare! Jubal, come fai a rimanere qui seduto quando
dovresti urlarlo a tutto il mondo da
Smettila, Jill! C' anche un'altra parola che si pu usare. Invece che es-
sere stato rapito, potrebbe essere morto.
Gillian si accasci sulla sua sedia. S assenti con aria cupa. questo
che temo veramente.
Anch'io. Ma assumiamo che non sia cos, almeno finch non ci fanno
vedere i suoi resti. Solo che le alternative sono solo quelle due, quindi dob-
biamo per forza assumere che sia stato rapito. Jill, sai qual il pi grande
pericolo per chi viene rapito? No, non tormentare la tua povera testolina, te
lo dir io. il clamore popolare, perch se il rapitore si spaventa, probabi-
le che uccida la sua vittima. Hai mai pensato a questo?
Jill assunse un'espressione afflitta e non rispose. Harshaw prosegui in
tono cauto. Sono costretto a concludere che trovo probabile che Ben sia
morto. Non si fa sentire da troppo tempo, ormai. Ma abbiamo deciso di dare
per assunto che sia vivo, almeno finch non viene provato il contrario. Ora,
tu hai manifestato l'intenzione di andarlo a cercare. Jill, come avresti inten-
zione di agire? Senza aumentare per Ben il rischi che lo sconosciuto o gli
sconosciuti che l'hanno rapito decidano di farlo fuori?
Ma sappiamo benissimo chi stato a rapirlo!
Ah, s?
Certo che s! Gli stessi che tenevano Mike prigioniero: il Governo!
Harshaw scosse il capo. Invece non lo sappiamo affatto. Questa non
altro che un'ipotesi, basata su ci che stava facendo Ben quando stato vi-
sto per l'ultima volta. Ma non si pu dire che sia una certezza. Ben si pro-
curato un sacco di nemici grazie alla sua rubrica, e non solo fra i membri del
Governo. Me ne vengono in mente diversi che lo ucciderebbero volentieri,
se sapessero di poter rimanere impuniti. Ci nonostante, Harshaw assunse
un'aria contrariata la tua ipotesi l'unica su cui possiamo lavorare. Ma non
ci basta dire che stato il Governo. un'indicazione troppo generica. Il
Governo un organismo che comprende diversi milioni di persone; quasi
un milione nella sola citt di Washington. Quindi la domanda che ci dobbia-
mo porre questa: a chi ha pestato i piedi Ben? A quale persona o a quali
persone? Non dobbiamo pensare a un generico Governo, ma a degli indi-
vidui ben precisi.
semplice, Jubal. Te l'ho gi detto, allo stesso modo in cui Ben lo disse
a me. Si tratta del Segretario generale in persona.
No ribatt Harshaw. Anche se questo potrebbe essere vero, a noi non
serve assolutamente a nulla. A prescindere da chi ha fatto che cosa, o se si
tratti di qualche atto violento o illegale, non certo stato il Segretario gene-
rale a farlo, anche se ne gode i benefici. Nessuno potrebbe mai provare
nemmeno che ne fosse a conoscenza. Ed alquanto probabile che non lo
sappia veramente, o almeno che non conosca i particolari illegali della fac-
cenda. No, Jill, ci che dobbiamo scoprire a quale dei molteplici tirapiedi
del Segretario generale stato assegnato questo particolare compito. E cre-
do che non sia tanto difficile da scoprire quanto potrebbe sembrare. Quando
Ben andato a intervistare il finto Uomo di Marte, stato accompagnato da
uno degli assistenti personali del signor Douglas, che ha tentato di convin-
cerlo a desistere all'inizio e poi lo ha accompagnato. A quanto pare, anche
questo personaggio scomparso dalla circolazione proprio gioved scorso
e non credo che si tratti di una coincidenza, soprattutto considerando che era
incaricato della supervisione del finto Uomo di Marte. Ebbene, sono con-
vinto che se troviamo lui, troveremo anche Ben. Si chiama Gilbert Berquist,
e ho motivo di
Berquist?
Esattamente. E ho motivo di sospettare che Jill, che cosa c'? Smetti-
la! Non svenire, altrimenti ti giuro che ti butto in piscina!
Jubal. Questo Berquist ne esiste per caso pi di uno?
Eh? Immagino di s anche se da quello che ho saputo pare che si tratti
di un bastardo; potrebbe essercene anche uno solo. Comunque, l'unico che
fa parte dello staff esecutivo del Segretario. Perch, lo conosci?
Non lo so. Ma se si tratta della stessa persona credo che sia inutile
cercarlo.
Mmm spiegati meglio, ragazza.
Jubal mi dispiace molto, mi dispiace moltissimo, ma temo di non
averti raccontato proprio tutto.
La gente lo fa molto raramente. Avanti, spara.
Incespicando e balbettando, Gillian riusc a raccontargli dei due uomini
che erano improvvisamente svaniti nel nulla. Jubal si limit ad ascoltare in
silenzio. Tutto qui concluse tristemente. Io mi sono messa a urlare, ho
spaventato Mike, e lui entrato in quello stato di trance in cui lo hai trovato
quando siamo arrivati qui.
Mmmm avresti fatto meglio a dirmelo prima.
Il volto di Jill avvamp. Ero convinta che non mi avrebbe creduto nes-
suno. E avevo paura. Jubal, che cosa ci potrebbero fare?
Che? Jubal assunse un'espressione sorpresa. Fare che cosa?
Non so, mandarci in prigione, o qualcosa del genere?
Oh. Mia cara, assistere a un miracolo non ancora stato giudicato un
reato. E nemmeno compiere un miracolo. Ma questa faccenda davvero
complicata. Stai zitta e lasciami pensare.
Jill tacque. Jubal rimase immobile per circa dieci minuti. Infine apr gli
occhi e disse: Non vedo il tuo fanciullo. Probabilmente sar in fondo alla
piscina, come al solito.
S, l.
Allora tuffati e fallo uscire. Asciugalo e portalo su nel mio studio. Vo-
glio scoprire se in grado di ripetere quel giochetto quando vuole e non
credo che abbiamo bisogno di un pubblico. Anzi, ne abbiamo bisogno, ecco-
me. Di'ad Anne di indossare la sua tonaca da Testimone e di raggiungerci.
Dille che ho bisogno di lei in veste ufficiale. E voglio anche Duke.
Va bene, capo.
Non ti stato concesso il privilegio di chiamarmi capo. Non sei dedu-
cibile dalle tasse.
Va bene, Jubal.
Cos va meglio. Come vorrei avere fra le mani qualcuno di cui poter
fare a meno. Sfortunatamente, per, siamo tutti amici. Credi che Mike sia in
grado di fare quel trucco anche con oggetti inanimati?
Non ne ho idea.
Be', lo scopriremo. Allora, perch stai l impalata? Vai a svegliare quel
ragazzo e tiralo fuori dall'acqua. Jubal sbatt le palpebre con aria pensiero-
sa. Che modo fantastico sarebbe per liberarsi di no, no, non mi devo la-
sciar tentare. Ci vediamo di sopra.
12

Pochi minuti dopo, Jill si present nello studio di Jubal. Anne era gi l,
seduta in poltrona e avvolta nella lunga tonaca bianca della sua gilda. Rivol-
se un'occhiata a Jill, ma non disse nulla. Jill si trov una sedia e rimase in
silenzio, mentre Jubal era seduto alla sua scrivania e stava dettando qualco-
sa a Dorcas. Non parve notare il suo arrivo, e continu a scandire:
da sotto il corpo riverso, inzuppando un angolo del tappeto e allar-
gandosi lentamente sul pavimento piastrellato in una pozza color rosso scu-
ro, dove attir l'attenzione di due mosche disoccupate. Miss Simpson si co-
pr la bocca con una mano. Mio Dio! esclam con una vocina sconvolta.
Il tappeto preferito di pap! e quello pap, se non erro. Okay, fine del
capitolo, Dorcas, e fine della prima parte. Spediscila pure.
Dorcas si alz e usc, portandosi dietro la sua macchinetta stenografica e
sorridendo a Jill. Dov' Mike? chiese Jubal.
In camera sua disse Jill. Si sta vestendo, adesso arriva.
Si sta vestendo? ripet Jubal stizzito. Non ho mai detto che si trattas-
se di un'occasione formale.
Ma si dovr pur vestire.
E perch mai? Per me non fa alcuna differenza se voi ragazzi indossate
solo la vostra pelle o un soprabito con il collo di castoro. Tra parentesi, oggi
fa molto caldo. Vallo a prendere.
Per favore, Jubal, dovr pur imparare come comportarsi, prima o poi.
Sto facendo sforzi enormi per insegnargli
Hmmmph! Stai cercando semplicemente di imporgli la tua arretrata mo-
ralit ristretta da borghese cattolica. Non credere che mi sia sfuggito.
Niente affatto! Non mi sono mai interessata all'aspetto morale; sto sem-
plicemente tentando di insegnargli gli usi e i costumi necessari per vivere in
questa societ.
Costumi, morali, dove sta la differenza? Ti rendi conto di ci che stai
facendo? Per grazia di Dio, abbiamo la fortuna di trovarci davanti a una per-
sonalit che non mai stata inquinata dai tab psicotici della nostra specie,
e tu che cosa vuoi fare? Trasformarlo in un tipico conformista di quarta ca-
tegoria che popola queste lande! Perch non vai fino in fondo, allora? Pro-
curagli una valigetta ventiquattr'ore e fagliela portare con s ovunque vada;
fagli provare vergogna ogni volta che non ce l'ha!
Non sto facendo nulla del genere! Sto solo cercando di evitargli dei pro-
blemi. per il suo bene.
Jubal grugni. la stessa scusa che hanno presentato al gatto prima di
operarlo.
Oh! Jill si trattenne, dando l'impressione di star contando fino a dieci.
Poi parl in tono freddo e formale. Siamo in casa sua, dottor Harshaw, e
per questo siamo in debito con lei. Se mi vuole quindi scusare, mi recher
immediatamente a prendere Michael. Si alz in piedi.
Fermati, Jill.
Prego?
Torna a sederti, e per l'amor di Dio smettila di sforzarti di essere sgrade-
vole quanto me; ti mancano un bel po' di anni di esperienza nel campo. Ora,
mettiamo bene in chiaro una cosa; tu non sei in debito con me. Non puoi es-
serlo. impossibile, perch io non faccio mai qualcosa che non mi va di
fare. In effetti cos per tutti, ma nel mio caso ne sono sempre consapevole.
Quindi ti prego di non inventarti un debito che non esiste, altrimenti senza
nemmeno accorgertene inizierai a provare un senso di gratitudine e que-
sto il primo passo per sprofondare verso il totale degrado morale. Grokki?
O non grokki?
Jill si morse il labbro, poi si produsse in un timido sorriso. Non sono
ben sicura del significato del verbo grokkare.
Nemmeno io. Ma ho intenzione di continuare a prendere lezioni da
Mike finch non lo capir. Comunque, stavo parlando seriamente. Gratitu-
dine non altro che un eufemismo per risentimento. Il fatto che la mag-
gior parte della gente provi questo sentimento nei miei confronti non mi da
alcun fastidio, ma da parte di una ragazzina carina non lo posso accettare.
Jubal, io non sono affatto risentita nei tuoi confronti che cosa stupi-
da.
Lo spero davvero ma so anche che presto succeder, se non ti togli da
quella testolina l'assurda idea di poter essere in debito con me. I giapponesi
hanno diversi modi per dire grazie, e ognuno di questi pu essere tradotto
letteralmente come una diversa forma di risentimento. Sarebbe bello se an-
che l'inglese avesse la stessa onest per quanto riguarda certi termini! Inve-
ce, la nostra lingua in grado di definire dei sentimenti che il nostro sistema
nervoso non pu provare. Uno di questi proprio la gratitudine.
Jubal, sei un vecchio cinico. Io mi sento grata nei tuoi confronti, e ti as-
sicuro che continuer a esserlo.
E tu sei una ragazza sentimentale. Siamo una coppia complementare.
Hmmm perch non facciamo un salto ad Atlantic City per un weekend di
perversione illecita, solo io e te?
Jubal!
Ecco il limite della tua gratitudine.
Oh, va bene, sono pronta. Quando si parte?
Hummmph! Avremmo dovuto farlo pi o meno quarant'anni fa. Chiudi
il becco. Il secondo punto che volevo mettere in rilievo che hai ragione; il
ragazzo deve imparare gli usi e i costumi umani. Bisogna insegnargli a to-
gliersi le scarpe quando entra in una moschea, a mettersi il cappello quando
entra in sinagoga e a coprire le sue nudit quando i tab lo richiedono, altri-
menti i nostri sciamani tribali lo metteranno al rogo accusandolo di devia-
zionismo. Per, figlia mia, cerca di non sottoporlo a un lavaggio del cervel-
lo. Fai in modo di instillargli una certa dose di cinismo su ogni singolo
aspetto.
Non sono ben sicura su come fare Jubal, a me sembra che Mike sia
una persona del tutto priva di cinismo.
In effetti be', ci penser io. Ma come mai ci sta mettendo cos tanto?
Non dovrebbe essere gi vestito, ormai?
Vado a vedere.
Aspetta un attimo. Jill, prima ti ho spiegato per quale motivo non ero af-
fatto ansioso di accusare chicchessia di aver rapito Ben eppure i rapporti
che ho ricevuto da allora sostengono la concreta possibilit che sia una deci-
sione tatticamente corretta. Se Ben viene detenuto illegalmente (per usare
un eufemismo), per lo meno non abbiamo fatto pressione sulla controparte e
non li abbiamo costretti a liberarsi delle prove, ovverosia dello stesso Ben.
Quindi credo che, sempre ammesso che sia ancora vivo, abbia buone possi-
bilit di rimanere in vita. Ma ho preso delle altre misure la prima notte che
siete arrivati qui. Conosci la Bibbia?
Non molto bene.
Be', merita di essere studiata; contiene un sacco di ottimi consigli per la
gran parte delle emergenze. Chiunque infatti fa il male, odia la luce: Van-
gelo secondo Giovanni, Ges che parla a Nicodemo. da quando sei arriva-
ta che mi aspetto da un momento all'altro un tentativo di toglierci Mike, per-
ch non sono mai stato convinto che tu abbia cancellato completamente le
tue tracce. Ebbene, se ci provassero davvero? Questo un luogo piuttosto
isolato, e non abbiamo pezzi di artiglieria pesante. Ma abbiamo a disposi-
zione un'arma che potrebbe risultare vincente: la luce. Il faro abbagliante
della pubblicit. Non una piccola pubblicit che l'amministrazione potrebbe
mettere a tacere, ma una pubblicit totale, a livello internazionale e imme-
diata. I dettagli non hanno importanza (intendo dove e come sono state
montate le telecamere e quali collegamenti sono stati effettuati); per ti assi-
curo che se scoppia una battaglia da queste parti, non solo verr registrata
da ben tre network: nello stesso momento, verranno anche inoltrati a una se-
rie di personaggi noti che non vedono l'ora di beccare il nostro onorevole
Segretario generale con i pantaloni abbassati.
Harshaw fece una smorfia. L'unico punto debole di questo sistema di di-
fesa che non posso mantenerlo operativo a tempo indeterminato. A dir la
verit, quando ho deciso di imbastirlo ero molto preoccupato di non riuscir-
ci in tempo utile mi aspettavo che, qualunque cosa dovesse accadere, tut-
to si sarebbe svolto nel giro di ventiquattr'ore. Ora per la mia preoccupa-
zione diametralmente opposta, e penso che forse dovremmo forzare un po'
la situazione per fare in modo che ci sia un po' di azione entro breve, finch
riesco a mantenere i fari puntati su di noi.
Che genere di azione, Jubal?
Non lo so. Sono tre giorni che ci sto riflettendo in modo talmente inten-
so che non riesco pi nemmeno ad assaporare i pasti. Per, quando mi hai
raccontato quell'interessantissima storia su quanto accaduto quando hanno
tentato di portarvi via dall'appartamento di Ben, mi hai fatto venire in mente
un nuovo possibile approccio.
Mi dispiace di non avertelo detto prima, Jubal, ma ero convinta che non
mi avrebbe creduto nessuno. Ora che so che mi credi mi sento molto me-
glio.
Non ho mai detto che ti credevo.
Cosa? Ma
Penso che tu stessi dicendo la verit, Jill. Ma anche un sogno un tipo
di esperienza reale, e altrettanto vale per un'illusione ipnotica. Ci che acca-
dr in questa stanza nella prossima mezz'ora verr registrato non solo dagli
occhi di un Testimone Leale, ma anche dagli obiettivi di alcune telecamere
che si protese in avanti e premette un tasto sono state avviate in questo
preciso istante. Non credo che Anne possa essere ipnotizzata mentre in
servizio, e sono piuttosto sicuro che la stessa cosa valga anche per le teleca-
mere. Entro breve scopriremo con quale tipo di verit abbiamo a che fare,
dopodich penso che dovremmo decidere quale corso d'azione prendere per
costringere i poteri costituiti a venire allo scoperto magari trovando allo
stesso tempo un modo per aiutare Ben. Vai a chiamare Mike.

Nel ritardo di Mike non c'era nulla di misterioso; si trattava semplice-


mente di un piccolo particolare che lo aveva preoccupato non poco. Era riu-
scito ad allacciare le stringhe della scarpa sinistra a quelle della destra, quin-
di si era alzato in piedi, era caduto bocconi sul pavimento, e in tal modo i
nodi si erano intrecciati in maniera inestricabile. Aveva passato il resto del
tempo ad analizzare la sua situazione, ed era riuscito a scoprire il motivo per
cui aveva fallito. Si era dunque dedicato, molto lentamente, a sbrogliare i
nodi e a legare di nuovo i lacci senza collegare le due scarpe. Non si era
reso conto di stare impiegando parecchio tempo per vestirsi; si era solo pre-
occupato per il fatto di non essere riuscito a ripetere in modo corretto un'o-
perazione che Jill gli aveva gi insegnato in precedenza. Quando lei lo ven-
ne a prendere, le confess con aria colpevole il suo fallimento nonostante
avesse gi rimediato all'errore.
Lei lo tranquillizz e lo rassicur, lo pettin e lo port nello studio di Ju-
bal. Harshaw alz lo sguardo. Salve, figliolo. Accomodati.
Salve, Jubal rispose in tono solenne Valentine Michael Smith. Quindi
si sedette e rimase in attesa. Jill dovette liberarsi dell'impressione che Mike
si fosse prodotto in un profondo inchino, anche se di fatto non aveva nem-
meno abbassato il capo.
Harshaw spost da un lato un microfono. Allora, figliolo, domand a
Mike che cosa hai imparato oggi?
Il volto di Smith si illumin in un sorriso di felicit. Rispose come sem-
pre dopo una piccola pausa. Oggi ho imparato a fare un salto mortale e
mezzo rovesciato. Si tratta di un salto, un tuffo, per penetrare nella nostra
acqua con
Lo so. Ti ho visto mentre lo facevi. Ma hai sollevato un bel po' di spruz-
zi. Devi tenere le punte dei piedi tese, le ginocchia dritte e le gambe unite.
Smith assunse un'espressione infelice. L'ho fatto male?
Lo hai fatto benissimo, considerato che era la prima volta. Ma in futuro
guarda attentamente come lo fa Dorcas. Lei non solleva quasi nessuno
spruzzo.
Smith ci riflett su per un certo tempo. L'acqua grokka Dorcas. L'acqua
serba lui nell'animo.
Serba lei. Dorcas una lei, non un lui.
Lei si corresse Smith. Allora ho parlato male? Ho letto nel Nuovo di-
zionario intemazionale Webster della lingua inglese, terza edizione, pubbli-
cato a Springfield, Massachusetts, che nel colloquio il genere maschile com-
prende anche quello femminile. Nel libro Regolamentazione contrattuale di
Hagworth, quinta edizione, Chicago, Illinois 1978, a pagina 1.012, scritto
che
Alt lo interruppe Harshaw. Il problema sta nella lingua inglese, non in
te. Il genere maschile comprende il genere femminile, ma solo quando si
parla in generale; non quando parli di una persona in particolare. Dorcas
sempre lei o essa; mai lui o egli. Ricordalo.
Ricorder.
Ti conviene, altrimenti Dorcas potrebbe volerti dimostrare quanto ef-
fettivamente femmina. Harshaw sbatt le palpebre e assunse un'aria pen-
sierosa. Jill, questo ragazzo dorme con te? O con qualcuna di voi?
Jill ebbe un attimo di esitazione, quindi rispose in tono sicuro. Per quel
che ne so io, Mike non dorme affatto.
Jill, non hai risposto alla domanda.
Forse perch non avevo intenzione di rispondere. Comunque, non dor-
me affatto con me.
Mmm maledizione, il mio interesse puramente scientifico. Tuttavia,
sceglier una linea di interrogazione differente. Mike, che altro hai imparato
oggi?
Ho imparato due modi per allacciare le mie scarpe. Un modo va bene
solo per stare sdraiati. L'altro modo va bene per camminare. E ho imparato
le coniugazioni: Io sono, tu sei, egli , noi siamo, voi siete, essi sono, io
ero, tu eri
Okay, sufficiente. Che altro hai imparato? Mike si produsse in un sor-
riso deliziato. Da ieri sto imparando a guidare il trattore, in maniera bril-
lante, brillante e con bellezza.
Cosa? Jubal si rivolse a Jill. Quando accaduto questo?
Ieri pomeriggio mentre dormivi, Jubal. Ma non ti preoccupare, Duke
stato molto attento a evitare che si facesse male rispose Jill.
Ummm be', evidente che non si fatto male. Mike, stai leggendo
ultimamente?
S, Jubal.
Che cosa?
Ho letto recit Mike con attenzione altri tre volumi dell'enciclopedia;
da Macabro a Muscoloso, da Muscoso a Ozono, da P a Poscritto. Tu mi hai
detto di non leggere troppa enciclopedia alla volta, quindi ho smesso. Poi ho
letto Romeo e Giulietta, del maestro William Shakespeare di Londra. Poi ho
letto le Memorie di Jacques Casanova de Scingali, tradotto in inglese da Ar-
thur Machen. Poi ho letto L'arte dell'interrogatorio incrociato, di Francis
Wellmann. Poi ho tentato di grokkare quel che avevo letto finch Jill non mi
ha chiamato per la colazione.
E sei riuscito a grokkare?
Smith assunse un'espressione preoccupata. Jubal, non ne sono sicuro.
C' qualcosa in particolare che ti ha lasciato perplesso, Mike?
Non grokko pienamente ci che leggo. Nella storia scritta dal maestro
William Shakespeare mi sono trovato pieno di felicit alla morte di Romeo.
Poi ho continuato a leggere e ho scoperto che si era scorporato in anticipo
o perlomeno cos credo di aver grokkato. Perch?
Perch era un povero giovane idiota.
Prego?
Non lo so, Mike.
Smith ci riflett sopra. Poi borbott qualcosa in marziano e aggiunse Io
non sono che un uovo.
Di solito dici questa frase quando stai per chiedere un favore, Mike. Di
che cosa si tratta questa volta? Su, parla.
Smith esit. Jubal, fratello mio disse infine. Potresti cortesemente do-
mandare tu a Romeo per quale motivo si scorporato? Io non posso chie-
derglielo, poich non sono altro che un uovo. Ma tu puoi farlo, e poi potrai
insegnarmi il grokkare di questo fatto.
Nei minuti che seguirono, la conversazione divenne piuttosto ingarbu-
gliata. Jubal cap che Mike pensava che Romeo Montecchi fosse una perso-
na realmente esistita, e si rese conto, senza stupirsene troppo, che Mike si
aspettava che lui fosse in grado, in qualche modo, di evocarne lo spirito per
chiedergli una spiegazione di quanto aveva fatto in vita.
Ma spiegare a Mike che nessuno dei Caputeti e dei Montecchi aveva mai
avuto un'esistenza corporea fu una vera e propria impresa. Il solo concetto
di una storia o di personaggi inventati andava al di l della sua esperienza;
non aveva nulla su cui basare quel ragionamento, e i tentativi di spiegare il
concetto risultarono per Mike talmente sconvolgenti dal punto di vista emo-
tivo che Jill pens che stesse per entrare nel suo stato di trance.
Lo stesso Mike, per, si rendeva conto di quanto si stesse avvicinando
pericolosamente a quella necessit, e ormai aveva imparato che non doveva
ricorrere a quella misura di difesa in presenza dei suoi amici, dato che (con
l'eccezione del suo fratello dottor Nelson) quel gesto causava sempre in loro
un certo disturbo a livello emotivo. Si produsse quindi in uno sforzo possen-
te, rallent il proprio battito cardiaco, plac le sue emozioni e sorrise.
Aspetter finch il grokkare non verr da solo.
Cos va meglio assenti Jubal. Ma da ora in poi, prima di leggere qual-
siasi cosa, ricordati di chiedere a me o a Jill o a chiunque altro se si tratta di
un romanzo o di un saggio o di qualsiasi altra cosa. Non voglio che tu ti
confonda troppo le idee.
Ricorder di chiedere, Jubal. Mike decise che, una volta grokkato que-
sto concetto, avrebbe dovuto riferire la sua pienezza agli Anziani e im-
provvisamente si ritrov a domandarsi se gli Anziani fossero a conoscenza
del concetto di romanzo. L'idea assolutamente incredibile che vi potesse
esser qualcosa che risultava strana per gli Anziani quanto lo era per lui era
di per s molto pi rivoluzionaria (se non addirittura eretica) del concetto
gi di per s anomalo di romanzo o di opera di fantasia. Decise quindi di
metterlo subito da parte, conservandolo per una futura contemplazione ap-
profondita.
Ma non ti ho chiamato stava dicendo intanto suo fratello Jubal per
discutere delle varie forme letterarie. Mike, ti ricordi quel giorno in cui Jill
ti ha portato via dall'ospedale?
Ospedale? ripet Mike.
Non sono tanto sicura, Jubal intervenne Jill che Mike sapesse di esse-
re in un ospedale io per lo meno non gliel'ho mai detto. Se vuoi, provo a
spiegarglielo.
Fai pure.
Mike, ricordi quel posto, dove te ne stavi solo in una stanza prima che
io ti vestissi e ti portassi via?
S, Jill.
Poi siamo andati in un altro posto, dove ti ho spogliato e ti ho fatto il
bagno.
Smith sorrise al ricordo. S. stato un momento di grande felicit.
Poi ti ho asciugato, e allora sono arrivati due uomini.
Il sorriso di Mike scomparve di colpo. Rivisse nella sua mente quell'i-
stante di crisi e l'orrore della scoperta che, per qualche motivo, aveva scelto
il corso d'azione sbagliato, danneggiando il suo fratello d'acqua. Inizi a tre-
mare e a ritirarsi in se stesso.
Mike, smettila! esclam Jill ad alta voce. Smettila immediatamente!
Non ti permettere di ritirarti!
Mike riprese il controllo e fece ci che aveva richiesto il suo fratello d'ac-
qua. S, Jill disse.
Ascoltami bene ora, Mike. Voglio che tu pensi a quel momento, ma non
voglio che ti affligga o che ti ritiri. Devi soltanto ricordare. C'erano due uo-
mini. Uno di loro ti ha trascinato in salotto.
La stanza con le erbe gioiose sul pavimento assenti.
Esatto. Lui ti ha trascinato nella stanza con l'erba sul pavimento e io ho
tentato di fermarlo. Lui mi ha colpita. Poi scomparso. Ricordi?
Non sei arrabbiata con me per questo?
Cosa? No, niente affatto. Ma mi sono spaventata. Uno dei due scom-
parso, poi il secondo mi ha puntato addosso una pistola ed scomparso
anche lui. Ero molto spaventata, ma non ero arrabbiata con te.
Non sei arrabbiata con me adesso?
Mike, caro, io non sono mai stata arrabbiata con te. Ma qualche volta
mi hai spaventata. In quel momento ero impaurita, ma ora non lo sono pi.
Adesso io e Jubal vogliamo capire che cosa successo quel giorno. Quei
due uomini erano l nella stanza con noi. Poi tu hai fatto qualcosa e loro
non c'erano pi. Lo hai fatto due volte. Ebbene, che cosa hai fatto? Ce lo
potresti spiegare?
Certo, ve lo dir. L'uomo, l'uomo grosso, ti ha colpita e anche io ho
avuto paura. Cos, ho Gracchi una frase in marziano, quindi assunse
un'espressione perplessa. Non conosco le parole.
Mike, intervenne Jubal non puoi usare molte parole per spiegarlo un
po' per volta?
Ci prover, Jubal. C' qualcosa l, davanti a me. uno sbaglio, e non
deve essere l. Deve andarsene. Allora io mi protendo e Si blocc di
nuovo, con espressione sempre pi perplessa. una cosa molto semplice,
molto facile. Chiunque pu farla. Allacciare le stringhe delle scarpe molto
pi difficile. Ma non ho le parole. Mi dispiace molto. Imparer altre
parole. Riflett. Forse le trover in da Positiva a Ramarro, o in da Ra-
mato a Saccheggio, o in da Sacchetto a Soluzione. Li legger questa not-
te e te lo dir a colazione.
D'accordo ammise Jubal. Ma adesso ascoltami un attimo, Mike. Si
alz dalla scrivania, si rec in un angolo della stanza e torn con una grossa
scatola di cartone vuota. Puoi far andare via questa scatola?
Si tratta di uno sbaglio che non deve trovarsi qui?
Be', ammettiamo che lo sia.
Ma Jubal, io devo sapere che si tratta di uno sbaglio. Questa una
scatola. Io non grokko che sia sbagliata.
Mmm Credo di capire. E se io la prendessi e la tirassi sulla testa di
Jill? Con una forza tale da causarle dolore?
Jubal, tu non faresti questo a Jill disse Mike in un tono dolcemente tri-
ste.
Uh maledizione, hai ragione: non credo che lo farei. Jill, ti spiacereb-
be tirarmi in testa questa scatola? Con una certa forza, tale da procurarmi al-
meno una piccola ferita, nel caso che Mike non la fermasse?
Jubal, l'idea non mi entusiasma certo pi di quanto non entusiasmasse te
poco fa.
Oh, avanti! nell'interesse della scienza e di Ben Caxton.
Ma Jill si alz improvvisamente in piedi, afferr la scatola e la sca-
gli dritta verso la testa di Jubal, che aveva intenzione di alzarsi in piedi e
prenderla al volo; ma l'istinto prese il sopravvento e si chin per schivarla.
Mancato disse. Ma dov' la scatola? Si guard attorno. Cavolo,
non stavo guardando. Volevo mantenere lo sguardo fisso su quella
scatola Rivolse lo sguardo verso Smith. Mike, cos che cosa c'
che non va, figliolo?
L'Uomo di Marte stava tremando e sembrava profondamente infelice. Jill
gli si avvicin in tutta fretta e gli appoggi le mani sulle spalle. Su, su,
caro, tutto a posto! Sei stato bravissimo, qualsiasi cosa tu abbia fatto. La
scatola non ha nemmeno sfiorato Jubal. svanita nel nulla.
Immagino che sia proprio cos ammise Jubal, scrutando per tutta la
stanza e mordicchiandosi l'unghia del pollice. Anne, stavi guardando?
S.
Che cosa hai visto?
La scatola non sparita nel nulla di colpo. Il processo non stato istan-
taneo: durato per qualche frazione di secondo. Dal punto in cui sono sedu-
ta ho avuto l'impressione che si restringesse molto rapidamente, come se si
stesse allontanando. Ma non uscita dalla stanza, perch l'ho seguita fino al
momento della sua totale scomparsa.
E dove andata a finire?
Questo tutto ci che posso riferire.
Mmm pi tardi rivedremo i filmati, ma sono convinto che Mike!
S, Jubal?
Dove si trova ora quella scatola?
La scatola Si blocc. Ancora una volta, non ho le parole. Mi di-
spiace.
A me non dispiace affatto, ma sono un po' confuso. Senti, figliolo, sei in
grado di andarla a prendere e tirarla fuori? Riportare qui quella scatola?
Prego?
L'hai fatta scomparire, adesso falla tornare qui.
Come posso farlo? Quella scatola ora non .
Jubal assunse un'aria molto pensierosa. Se questo metodo dovesse un
giorno diventare popolare, bisognerebbe cambiare l'intera legislazione
Jill, troviamo qualcos'altro che possa essere utilizzato come arma non letale;
questa volta terr gli occhi ben aperti. Mike, a che distanza devi trovarti per
fare questo giochetto?
Prego?
Che portata hai? Se ti fossi trovato in corridoio e io fossi stato accanto
alla finestra, diciamo a dieci metri di distanza, avresti potuto ugualmente
impedire alla scatola di colpirmi?
Smith apparve leggermente sorpreso dalla domanda. S disse.
Hmm vieni qui accanto alla finestra. Ora guarda gi, verso la piscina.
Immagina che io e Jill fossimo stati accanto alla piscina, e tu fossi rimasto
qui. Saresti ugualmente riuscito a fermare quella scatola, anche da qui?
S, Jubal.
Be' allora immagina che io e Jill ci trovassimo in fondo al viottolo,
laggi, vicini al cancello d'ingresso, a mezzo chilometro di distanza. Se tu
fossi rimasto qui, e noi fossimo stati accanto a quei cespugli, in piena vista,
saresti ugualmente riuscito a fermare la scatola?
Smith rimase a lungo in silenzio, quindi parl molto lentamente Jubal,
non una questione di distanza. Non il vedere che conta. il sapere.
Hmmm vediamo se grokko giusto. O se grokko almeno in parte. Non
importa a che distanza ti trovi dal fatto. Non nemmeno necessario che tu
lo veda. Basta che tu sappia che sta accadendo qualcosa di sbagliato, e puoi
protenderti e fermarlo. Giusto?
Smith assunse un'espressione preoccupata. Quasi giusto. Ma non da
molto che io sono uscito dal nido. Per sapere devo vedere. Invece un Anzia-
no non ha bisogno di occhi per vedere. Lui sa. Lui grokka. Lui agisce. Mi
dispiace.
Non so proprio per cosa tu ti dispiaccia, figliolo disse Jubal spazienti-
to. L'Alto Ministro della Pace ti avrebbe dichiarato top secret gi da una
decina di minuti.
Prego?
Lascia perdere. Ci che fai pi che sufficiente. Jubal torn alla sua
scrivania, si guard attorno e prese in mano un massiccio portacenere di
metallo. Jill, questa volta non mirare alla testa. Questo affare ha angoli
aguzzi. Okay, Mike, esci dalla porta e piazzati in corridoio.
Jubal fratello mio per favore, non fare!
Dove sta il problema, figliolo? Mi sembra che tu te la sia cavata egre-
giamente pochi minuti fa. Voglio solo un'altra dimostrazione, e questa volta
non me ne perder un solo istante.
Jubal
S, Jill?
Penso di aver grokkato ci che preoccupa Mike.
Allora dimmelo, perch io non l'ho grokkato di sicuro.
Abbiamo organizzato un esperimento nel quale io cercavo di farti del
male. Siamo entrambi suoi fratelli d'acqua, quindi penso che il solo fatto
che io abbia tentato di colpirti gli abbia causato un certo dispiacere. Penso
che una situazione del genere sia molto poco marziana e che crei un dilem-
ma nella mente di Mike. Non sa pi a chi deve essere fedele.
Harshaw fece una smorfia. Forse la faccenda andrebbe vagliata dal Co-
mitato contro le Attivit Antimarziane.
Non sto scherzando, Jubal.
Nemmeno io, perch pu darsi che entro breve insorga veramente la ne-
cessit di un simile comitato. Va bene, Jill, torna a sederti; vedr di rielabo-
rare l'esperimento in un'altra maniera. Harshaw porse il portacenere a
Mike. Senti quanto pesa, figliolo, e senti quanto sono aguzzi gli angoli.
Smith esamin l'oggetto con una certa circospezione. Ora, Mike, conti-
nu Harshaw lo getter in aria, quasi fino al soffitto, e lascer che mi ca-
schi in testa.
Mike lo fiss. Fratello mio hai intenzione di scorporarti adesso?
Eh? No, no! Non mi uccider, e io non voglio morire. Ma mi taglier e
mi ferir, a meno che tu non lo fermi. Pronti, via! Harshaw lanci in aria il
portacenere, facendogli quasi toccare il soffitto, seguendolo con gli occhi
come un calciatore che si accinge a colpire il pallone di testa. Cerc di non
perderlo d'occhio, mentre l'altra met del suo cervello prendeva in conside-
razione l'idea di togliere la testa all'ultimo momento per evitare la brutta fe-
rita che gli avrebbe indubbiamente procurato, e una piccola frazione del suo
cervello pensava con un certo cinismo che non avrebbe sentito la mancanza
di quell'oggetto; non gli era mai piaciuto molto, anche se era un regalo.
Il portacenere giunse all'apice della sua traiettoria, e l si ferm.
Harshaw lo fiss, provando la sensazione di essere bloccato in un foto-
gramma di un film. Poi si ricord che doveva respirare, rendendosi conto
che ne aveva un urgente bisogno. Senza staccare gli occhi dall'oggetto so-
speso, si rivolse ad Anne con voce stridula: Anne, che cosa vedi?
La ragazza rispose in tono piatto. Vedo il portacenere, sospeso a circa
venti centimetri dal soffitto. Non vedo nulla che lo possa sostenere. Poi, in
tono molto meno sicuro, aggiunse Jubal, perlomeno credo di vedere quello
che ti ho appena detto ma se le telecamere non mostrano la stessa cosa, ti
giuro che consegner la mia tonaca e straccer la mia licenza d'esercizio.
D'accordo. Jill?
Galleggia a mezz'aria l, sospeso.
Jubal sospir, torn alla sua sedia e vi si accasci pesantemente, senza
staccare gli occhi dal portacenere.
Mike, disse che cosa andato storto? Perch non scomparso come
la scatola?
Ma Jubal, fece Mike come per scusarsi tu mi hai detto di fermarlo,
non di farlo scomparire. Quando ho fatto andare via la scatola, tu volevi che
la facessi tornare a essere. Ho fatto uno sbaglio?
Oh. No, no, hai fatto benissimo. Continuo a dimenticarmi che prendi
sempre tutto alla lettera. Harshaw pens che se gli avesse detto di andare a
morire ammazzato o di andarsene all'inferno, Smith avrebbe sicuramente in-
terpretato la frase alla lettera.
Sono felice disse Mike solennemente. Mi dispiace di non aver potuto
far tornare la scatola. Mi dispiace doppiamente di aver sprecato tanto cibo.
Ma non potevo farne a meno. Era una necessit, allora. O perlomeno, cos
ho grokkato.
Cosa? Di quale cibo stai parlando?
Sta parlando di quei due uomini, Jubal intervenne Jill. Berquist e lo
sbirro che era con lui sempre ammesso che fosse uno sbirro Johnson.
Ah, s. Harshaw pens che anche lui aveva una nozione poco marziana
del significato della parola cibo, perlomeno a livello subconscio. Mike,
io non mi preoccuperei tanto di aver sprecato quel cibo. Probabilmente
sarebbero stati duri da masticare e poco saporiti. Dubito fortemente che
avrebbero superato l'ispezione del Comitato controllo carni. Anzi, aggiun-
se, ricordando la convenzione federale sul cannibalismo credo che sareb-
bero stati dichiarati inadatti a ogni uso alimentare. Quindi non ti preoccupa-
re. Del resto, come hai detto tu stesso, si trattato di una necessit. Hai
grokkato la pienezza della situazione e hai agito in maniera corretta.
Ci mi conforta alquanto rispose Mike con grande sollievo. Solo un
Anziano pu essere sempre sicuro della giusta azione da intraprendere in un
momento di crisi e io ho molte cose da imparare e molto da crescere pri-
ma di potermi unire agli Anziani. Jubal, Posso spostarlo? Mi sto stancando.
Vuoi farlo sparire ora? Fai pure.
Ma ora non posso.
Eh? E perch no?
Ora la tua testa non pi sotto. Non grokko nessuno sbaglio nel fatto
che si trovi l.
Oh. Va bene, allora muovilo. Harshaw continu a mantenere lo sguar-
do fisso sul posacenere, aspettandosi che tornasse sopra la sua testa per es-
sere percepito di nuovo come uno sbaglio. Invece, il posacenere discese
piuttosto lentamente, a velocit costante, si spost in orizzontale finch non
giunse sopra la scrivania, dove oscill per un poco finch non trov uno
spazio libero, e vi si appoggi dolcemente, senza produrre alcun rumore.
Grazie, Jubal disse Smith.
Cosa? Grazie a te, figliolo! Jubal raccolse l'oggetto e lo esamin atten-
tamente. Non era n caldo n freddo, n gli fece formicolare le dita; era il
solito posacenere, brutto, troppo decorato e sporco n pi n meno di prima.
S, grazie a te. Grazie per l'esperienza pi incredibile che abbia vissuto da
quando la cameriera di casa dei miei mi port su in soffitta con lei. Alz lo
sguardo. Anne, tu hai studiato alla Rhine, vero?
S.
Avevi mai assistito a casi di levitazione prima d'ora?
Anne ebbe un attimo di esitazione. Ho assistito a ci che chiamavano
telecinesi con i dadi ma non essendo una matematica non posso testimo-
niare che ci che ho visto fosse effettivamente un caso di telecinesi.
Cavolo, tu non testimonieresti nemmeno che il sole nel cielo solo per-
ch la giornata nuvolosa.
E come potrei? Potrebbe sempre essere fornita della luce artificiale da
dietro lo strato di nubi. Uno dei miei compagni di classe era apparentemente
in grado di far levitare oggetti delle dimensioni di un piccolo fermaglio, ma
doveva aver bevuto almeno tre bicchieri, e anche allora non sempre gli riu-
sciva. Non ho mai potuto osservare il fenomeno abbastanza da vicino da po-
ter fornire una testimonianza anche perch di solito i tre bicchieri me li
ero fatti anch'io.
Quindi non hai mai visto nulla di simile a ci che accaduto oggi?
No.
Mmm okay, non ho pi bisogno di te in veste professionale. Mi ha
convinto. Ma se vuoi rimanere qui a vedere che altro succede, appendi la
tua tonaca e prendi una sedia.
Grazie, far entrambe le cose. Ma visto quel che hai detto prima a Jill a
proposito di moschee e sinagoghe, sar meglio che faccia prima un salto in
camera mia. Non vorrei essere la causa di un grave sbalzo nell'indottrina-
mento.
Come vuoi. Gi che sei fuori, sveglia Duke e digli che voglio che dia
un'altra controllata alle telecamere.
Va bene, capo. E non fate nulla finch non ritorno. Anne si diresse ver-
so la porta.
Non ti prometto nulla. Mike, vieni a sederti qui davanti alla mia scriva-
nia. Anche tu, Jill, avvicinatevi. Ora, Mike, riesci a sollevare quel posacene-
re? Fammi vedere.
S, Jubal. Smith allung una mano.
No, no!
Ho fatto uno sbaglio?
No, l'errore stato mio. Rimettilo gi. Mike, voglio sapere se sei in gra-
do di sollevarlo senza prenderlo in mano.
S, Jubal.
Allora? Sei troppo stanco?
No, Jubal, non sono stanco.
Allora qual il problema? Ci deve per forza essere qualcosa di sbaglia-
to per farti agire?
No, Jubal.
Jubal intervenne Jill non gli hai chiesto di farlo, gli hai solo chiesto se
era in grado di farlo.
Oh. Jubal assunse l'espressione pi idiota che riuscisse a esprimere.
Dovrei avere imparato, ormai. Mike, per cortesia, solleva quel posacenere
di una trentina di centimetri senza toccarlo con le mani.
S, Jubal. Il portacenere si sollev e rimase a mezz'aria, immobile.
Vuoi misurare, Jubal? domand Mike in tono ansioso. Se ho fatto uno
sbaglio, posso farlo salire o scendere.
No, va benissimo cos! Puoi tenerlo l? Se ti stanchi, dimmelo.
Posso. Ti dir.
Puoi sollevare qualcos'altro contemporaneamente? Diciamo questa ma-
tita? Se puoi farlo, fallo.
S, Jubal. La matita si sollev e si piazz diligentemente accanto al po-
sacenere.
Su richiesta, Mike aggiunse diversi altri piccoli oggetti dalla scrivania
allo strato in sospensione. Nel frattempo era tornata Anne, che si era seduta
a osservare l'esperimento senza fiatare. Poco dopo entr anche Duke, por-
tandosi dietro una scala pieghevole. Diede un'occhiata al gruppo radunato
attorno alla scrivania, non fece commenti e appoggi la scala in un angolo.
Infine Mike si pronunci in tono incerto Non sono sicuro, Jubal. Io Si
ferm, apparentemente alla ricerca di una parola. Io sono idiota per queste
cose.
Non ti stancare troppo.
Posso pensarne ancora uno. Credo. Un fermacarte posto sulla scrivania
davanti a Mike ebbe un fremito, si sollev, e poi tutti gli oggetti caddero di
colpo sul pianale di legno. Mike diede l'impressione di essere sul punto di
scoppiare in lacrime. Jubal, mi dispiace. Mi dispiace moltissimo.
Harshaw gli diede una pacca sulla spalla. Non dovresti essere dispiaciu-
to, ma fiero. Figliolo, forse tu non te ne rendi conto, ma ci che hai appena
fatto Jubal cerc un paragone adatto, scartando rapidamente tutti quelli
che gli vennero alla mente, rendendosi conto che non avrebbero significato
nulla per l'esperienza di Mike.
Ci che hai appena fatto molto pi difficile che allacciare scarpe, e
molto pi incredibile per noi che non fare perfettamente un salto mortale e
mezzo rovesciato. Lo hai fatto in maniera be', brillante, brillante e con
bellezza. Grokki?
Mike assunse un'espressione sorpresa. Non ne sono sicuro, Jubal. Non
devo provare vergogna?
Non devi provare vergogna. Devi provare orgoglio.
S, Jubal rispose con aria felice. Io provo orgoglio.
Bene. Mike, io non sono in grado di sollevare nemmeno un portacenere
senza toccarlo.
L'espressione di Smith mut in una di grande stupore. Non puoi?
No. Credi di potermelo insegnare?
S, Jubal. Tu Smith si interruppe e sul volto comparve un certo im-
barazzo. Ancora una volta, non ho le parole. Mi dispiace. Ma legger e
legger e legger, finch non trover le parole. Poi insegner al mio fratel-
lo.
Non ti dannare troppo.
Prego?
Mike, non rimanere deluso se non trovi le parole adatte. Potrebbero an-
che non esistere nella nostra lingua.
Smith riflett a lungo su quest'ultima affermazione. Allora insegner a
mio fratello il linguaggio del mio nido.
Magari. Mi piacerebbe provarci, ma temo che tu sia arrivato con una
cinquantina d'anni di ritardo.
Ho fatto qualcosa di sbagliato?
Niente affatto. Sono fiero di te. Potresti iniziare provando a insegnare la
tua lingua a Jill.
Mi fa male la gola intervenne Jill.
Prova a fare gargarismi con l'aspirina. Jubal la fiss. una scusa
piuttosto sciocca, infermiera, ma mi hai fatto venire in mente un buon moti-
vo per metterti sui miei libri paga anche perch dubito fortemente che ti
riprenderanno al Bethesda. Va bene, d'ora in poi sei la mia assistente di ri-
cerca per la linguistica marziana il che include tutti i compiti straordinari
che potrebbero risultare necessari. Mettiti d'accordo con le ragazze. Anne,
assumila e assicurati che venga inserita nella dichiarazione per il fisco.
Ci ha aiutate in cucina fin dal primo giorno in cui arrivata. Devo pre-
datare l'assunzione?
Jubal scroll le spalle. Non mi seccare con simili dettagli.
Ma Jubal protest Jill con voce stridula io non credo proprio di essere
in grado di imparare il marziano!
Be', almeno puoi provarci, non trovi? Colombo non ha fatto altro che
provarci, in fondo.
Ma
Hai gi dimenticato quelle chiacchiere assurde che facevi prima a pro-
posito della gratitudine? Accetti il posto o no?
Jill si morse il labbro. Va bene capo. Smith allung timidamente una
mano e tocc quella di Jill.
Jill io insegner.
Jill gli accarezz la mano. Grazie, Mike. Poi torn a rivolgersi a Har-
shaw. E io lo imparer, giusto per farti rabbia!
Harshaw le rivolse un sorriso amichevole. una motivazione che grok-
ko perfettamente; sono sicuro che lo imparerai. Ma ora torniamo agli affari;
Mike, che altro sai fare che noi non sappiamo fare? A parte far scomparire
le cose quando grokki uno sbaglio e sollevare oggetti senza toccarli?
Smith apparve perplesso. Non lo so.
E come potrebbe saperlo protest Jill se non sa nemmeno ci che sia-
mo o non siamo capaci di fare?
Mmm gi. Anne, cambia la specializzazione di Jill in assistente di ri-
cerca per la linguistica, la cultura e la tecnica marziana. Jill, nell'apprende-
re la loro lingua ti troverai inevitabilmente a incespicare in abitudini marzia-
ne completamente diverse dalle nostre; ogni volta che questo accadr, do-
vrai riferirmelo. Tutto ci che compone una cultura pu essere dedotto dalla
forma della sua lingua, e probabilmente tu sei ancora abbastanza giovane
per imparare a pensare come un marziano cosa che io non credo di poter
fare. E in quanto a te, Mike, se noti qualsiasi cosa che fai normalmente ma
che noi non facciamo, vienimelo a dire.
Verr a dire, Jubal. Quali cose sono queste?
Non saprei cose come quello che hai appena fatto o come rimanere
in fondo alla piscina molto pi a lungo di quanto non ci riusciamo noi.
Hmm Duke!
S, capo? Ho da fare con questa pellicola, non mi scocciare adesso
Be', puoi parlare, no? Ho notato che la piscina piuttosto sporca.
S, stanotte ci metter un precipitante e domani mattina filtro il tutto.
I risultati dell'analisi?
Sono buoni; l'acqua cos pulita che si potrebbe anche bere. Ha solo un
aspetto un po' fangoso.
Allora lasciala cos, per il momento. Procedi con le analisi come al soli-
to, ti far sapere io quando la dovrai pulire.
Diavolo, boss, a nessuno piace nuotare in un'acqua che sembra broda-
glia. L'avrei pulita gi da tempo se non ci fosse stato tutto questo casino in
settimana.
Chiunque sia troppo schizzinoso per nuotarci pu evitare di fare il ba-
gno. Non discutere, Duke, ti spiegher in seguito. Le pellicole sono
pronte?
Cinque minuti.
Bene. Mike, sai che cos' una pistola?
Una pistola rispose Smith con attenzione un'arma da fuoco corta,
usata per lanciare proiettili attraverso la forza di una sostanza esplosiva,
quale la polvere da sparo. Consiste in un tubo o una canna, chiusa da un
lato, ove
Okay, okay. Grokki di che si tratta?
Non ne sono certo.
Hai mai visto una pistola?
Non lo so.
Ma certo che ne hai viste intervenne Jill. Mike, cerca di ricordare
quella volta di cui abbiamo parlato prima, in quella stanza con l'erba sul pa-
vimento ma non ti innervosire, adesso! L'uomo grosso mi ha colpita, ri-
cordi?
S.
L'altro uomo mi ha puntato addosso qualcosa. Qualcosa che teneva in
mano.
S. Ti ha puntato addosso una brutta cosa.
Quella era una pistola.
Avevo pensato che la parola per quella brutta cosa potesse essere pisto-
la. Nel Nuovo dizionario internazionale Webster della lingua inglese, terza
edizione, pubblicato a
Va bene cos, figliolo lo interruppe Harshaw. Si trattava senza dubbio
di una pistola. Ora ascoltami attentamente. Se capita nuovamente che qual-
cuno punti un oggetto del genere contro Gillian, come ti comporterai?
Smith esit un po' pi del solito prima di rispondere. Non ti arrabbierai
con me se sprecher del cibo?
No, non mi arrabbier. In simili circostanze, nessuno si arrabbierebbe
con te. Ma ci che sto cercando di scoprire un'altra cosa. Saresti capace di
far scomparire solo la pistola, senza l'uomo che la tiene in mano?
Smith ci riflett sopra. Per risparmiare il cibo?
Be', non esattamente questo ci che intendo. Saresti in grado di far
sparire la pistola senza danneggiare l'uomo?
Jubal, l'uomo non sarebbe affatto danneggiato. Farei andare via la pisto-
la, e fermerei l'uomo. Non proverebbe dolore. Si scorporerebbe e basta. Il
cibo che si lascia dietro non sarebbe danneggiato.
Harshaw sospir. S, sono sicuro che andrebbe cos. Ma saresti capace
di far sparire solo la pistola? Senza fare nient'altro? Senza fermare l'uo-
mo, senza ucciderlo, lasciandolo semplicemente vivere?
Smith ci riflett. Sarebbe molto pi facile che far scomparire tutt'e due.
Ma Jubal, se lo lasciassi in forma corporea, potrebbe ancora far del male a
Jill. O almeno cos grokko.
Harshaw fece una pausa abbastanza lunga da ricordarsi che quel piccolo
bambino innocente non era n un bambino n tantomeno innocente, bens
un individuo sofisticato, frutto di una cultura che, sebbene iniziasse a ren-
dersene conto solo adesso, era molto pi avanzata rispetto a quella umana,
seppur in maniera alquanto misteriosa
In pratica, quei commenti tanto ingenui venivano da una sorta di supe-
ruomo. Rispose a Mike, valutando con attenzione ogni parola: aveva in
mente un esperimento pericoloso e non aveva certo intenzione di trasfor-
marlo in un disastro per colpa di un malinteso semantico.
Mike se ti troverai per forza a dover fare qualcosa per proteggere Jill,
fallo.
S, Jubal. Lo far.
Non ti preoccupare dello spreco di cibo, non ti preoccupare di nulla.
Proteggi Jill e basta.
Protegger sempre Jill.
Bene. Ma supponiamo che un uomo puntasse una pistola addosso a
qualcuno, o che avesse semplicemente una pistola in mano. Supponiamo
che tu non voglia ucciderlo, che non ce ne sia bisogno ma che sia invece
opportuno sottrargli la pistola. Saresti capace di farlo?
Mike fece una breve pausa. Forse ho grokkato. Una pistola una cosa
sbagliata. Ma potrebbe essere utile che l'uomo rimanga corporeo. Pens
ancora un attimo. Posso farlo.
Bravo, Mike. Ora ti mostrer una pistola. Una pistola una cosa sba-
gliata.
Una pistola una cosa molto sbagliata. Io la far andare via.
Non farla andare via subito, appena la vedi.
Non?
Non. Io adesso prender in mano la pistola e inizier a puntarla verso di
te, cos. Prima che la punti, tu dovrai farla scomparire. Ma non fermarmi,
non mi danneggiare, non mi uccidere, non mi fare nulla. Solo la pistola.
Non sprecarmi, perch sono cibo anch'io.
Oh, non lo farei mai disse Mike con convinzione. Quando ti scorpo-
rerai, fratello Jubal, spero sinceramente che mi venga concesso il permesso
di mangiarti io stesso, lodandoti e serbandoti nell'animo finch non ti
avr grokkato nella tua pienezza.
Harshaw fu assalito da una sensazione di nausea che non provava da de-
cenni. Grazie, Mike rispose in tono grave.
Sono io che devo ringraziare te, mio fratello; e se dovesse capitare che
io venga selezionato davanti a te, spero che mi troverai degno del tuo grok-
kare condividendomi con Jill. Mi condivideresti con Jill? Per favore?
Harshaw rivolse un'occhiata a Jill, vide che aveva mantenuto un'espres-
sione serena e pens che, probabilmente, la sua professione di infermiera la
rendeva immune a certe cose. Ti divider con Jill disse quindi in tono so-
lenne. Ma Mike, nessuno di noi diventer cibo oggi, n nel prossimo futu-
ro. Ora ti mostrer questa pistola, e tu aspetta che te lo dica prima di farla
scomparire e anche allora cerca di stare molto attento, perch ho ancora
un sacco di cose da fare prima di esser pronto a scorporarmi.
Star attento, fratello mio.
Va bene Harshaw si chin, emettendo un piccolo grugnito, e apr un
cassetto basso della sua scrivania. Guarda qui dentro, Mike. Vedi la pisto-
la? Ora la prendo, ma non fare nulla finch non te lo dico. Ragazze, alzatevi
e spostatevi verso sinistra; non voglio che venga puntata contro di voi.
Okay. Mike, non ancora, eh? Harshaw prese la pistola, un antico modello
speciale della polizia, e la tir fuori dal cassetto. Pronto, Mike? Ora! Har-
shaw fece del suo meglio per puntare la pistola addosso all'Uomo di Marte.
Si ritrov la mano improvvisamente vuota. Nessuno scossone, nessuno
strappo, nessuna torsione la pistola era semplicemente scomparsa tutto
l.
Jubal si accorse di stare tremando; riprese il controllo di s. Perfetto
disse a Mike. L'hai fatta sparire prima che te la puntassi addosso. Sempli-
cemente perfetto.
Sono felice.
Anch'io. Duke, hai filmato?
S. Ho messo dentro delle pellicole nuove, anche se non me l'avevi det-
to.
Bene. Harshaw emise un sospiro e si senti pervadere da un senso di
stanchezza. sufficiente per oggi, ragazzi. Fatevi un giretto. Andate a nuo-
tare. Anche tu, Anne.
Capo? domand Anne. Mi racconterai quel che si vede nel film?
Se vuoi puoi rimanere per vederlo con i tuoi occhi.
Oh, no! Non potrei, almeno non le parti a cui ho testimoniato. Per mi
piacerebbe sapere, dopo, se ho avuto le traveggole o meno.
Va bene.
13

Quando se ne furono andati, Harshaw prese a dare istruzioni a Duke. A


un tratto, si interruppe bruscamente. Cos' quella faccia cupa? gli doman-
d.
Capo, quand' che ci liberiamo di quel demone? Demone? Che com-
mento da provinciale mai questo? Io vengo dal Kansas. Nel Kansas non
esistono casi di cannibalismo, sono tutti pi a ovest. Terr per me le mie
opinioni su chi uno zotico e su chi non lo ma d'ora in avanti manger
in cucina, almeno finch non ce ne liberiamo.
E allora? disse Harshaw in tono glaciale. Anne ti pu preparare l'as-
segno della tua liquidazione nel giro di cinque minuti e non dovresti met-
terci pi di altri dieci minuti a raccattare i tuoi fumetti e la tua roba.
Duke stava montando un proiettore. Si ferm di colpo e raddrizz la
schiena. Non ho mica detto che volevo andarmene.
Quel che hai detto per me significa solo questo, figliolo. Ma in-
somma, che cavolo? Ho mangiato in cucina un sacco di volte
Vero. Per tuo piacere personale, o per evitare di aiutare le ragazze o
cose del genere. Per quel che mi riguarda, puoi anche prendere la colazione
a letto, se riesci a convincere le ragazze a servirtela. Ma chi vive sotto il mio
tetto non pu rifiutarsi di cenare al mio tavolo perch non gradisce la com-
pagnia. Si d il caso che io appartenga a una stirpe ormai quasi estinta, quel-
la dei gentiluomini all'antica, il che significa che posso essere un gran figlio
di puttana ogni volta che ho voglia di esserlo. E in questo preciso momento
mi va di esserlo, e quindi ti dico che non permetto nella maniera pi assolu-
ta a nessun bigotto ignorante, superstizioso e pieno di pregiudizi di consi-
gliarmi su chi devo far sedere alla mia tavola. Se scelgo di cenare con pub-
blicani e peccatori, sono solo affari miei. Ma non ho alcuna intenzione di di-
videre il pane con i farisei.
Duke avvamp fino alla radice dei capelli. Ti prenderei a pugni disse
e lo farei anche, se solo tu avessi la mia et.
Non ti fare di questi scrupoli, Duke. Potrei rivelarmi pi tosto di quanto
tu non immagini e anche se non lo fossi, probabilmente il casino richia-
merebbe gli altri. Credi di potertela cavare altrettanto bene con l'Uomo di
Marte?
Quello? Lo potrei spezzare in due con una mano sola!
Probabile sempre ammesso che tu riesca a mettergliela addosso, la
mano.
Eh?
Hai visto cos' successo quando ho tentato di puntargli addosso la pisto-
la. Duke dov' quella pistola?Prima di flettere i tuoi bicipiti, fermati un
attimo a pensare sempre che tu ne sia capace. Trova quella pistola, poi
dimmi se sei ancora convinto di poter spezzare in due Mike. Ma prima, tro-
vami quell'arma.
Duke aggrott la fronte, quindi prosegui nel montaggio del proiettore.
Un giochetto di mano. I filmati lo dimostreranno.
Duke, lascia stare quel proiettore. Siediti. Lo sistemer io quando te ne
sarai andato. Voglio dirti un paio di cose.
Jubal, te l'ho detto che non devi toccarlo. Ogni volta che lo fai, va fuori
fase. un apparecchio molto delicato.
Siediti, ho detto.
Ma
Il proiettore mio, Duke. Posso anche spaccarlo in due, se ne ho voglia.
Ma non accetto un servizio da un uomo che si appena dimesso dalle sue
mansioni.
Ehi, io non mi sono dimesso! Sei tu che sei diventato improvvisamente
cattivo e ti sei sfogato licenziandomi senza un motivo.
Siediti, Duke disse Harshaw pacatamente. O ti siedi e lasci che io
tenti di salvarti la vita, oppure ti volti, esci di qui e te ne vai il pi veloce-
mente possibile. Ti mander la liquidazione e le tue cose in seguito; non ti
conviene fermarti a fare le valigie, perch troppo rischioso. Potresti non
vivere tanto a lungo.
Che diavolo stai dicendo?
Esattamente quel che ho detto. Duke, non ha alcuna importanza se tu ti
sia dimesso o se sia stato licenziato; hai terminato il tuo contratto lavorativo
con me dal momento in cui hai dichiarato che non ti saresti pi seduto al
mio tavolo. Ci nonostante, trovo che sarebbe di pessimo gusto che tu ve-
nissi ucciso qui all'interno della mia propriet. Quindi ti prego di sederti, e
far tutto quello che posso per evitare che ci avvenga.
Duke assunse un'espressione sconvolta; apr la bocca, la richiuse, quindi
si sedette. Sei fratello d'acqua di Mike? gli domand Harshaw.
Certo che no. Ho sentito che ne parlavano ma se vuoi sapere la mia,
sono solo cavoiate.
Non sono affatto cavoiate, e comunque nessuno ti ha chiesto cosa ne
pensi; non sei abbastanza competente per avere un'opinione al riguardo.
Harshaw fece una smorfia. un vero peccato. Purtroppo non potr lasciar-
ti andare via cos Duke, io non voglio licenziarti; finora hai svolto ottima-
mente il tuo compito di far funzionare tutti gli apparecchi che ci sono qui in
giro, evitandomi la seccatura di problemi tecnici ai quali non sono affatto
interessato. Tuttavia, non solo devo fare in modo che tu te ne vada da questo
luogo in tutta sicurezza, ma devo anche scoprire subito chi altri nella casa
non fratello d'acqua di Mike e fare in modo che lo diventino o che se ne
vadano, prima che accada loro qualche cosa. Jubal si morse il labbro e fis-
s il soffitto. Forse sarebbe sufficiente estorcere a Mike la solenne promes-
sa di non danneggiare nessuno senza il mio permesso specifico. Per non
posso correre questo rischio; da queste parti si scherza sempre, e c' la pos-
sibilit che Mike interpreti male qualche gesto fatto per puro divertimento.
Mettiamo che Larry butti Jill nella piscina per scherzo: ebbene, potrebbe be-
nissimo finire nello stesso luogo in cui ora quella pistola prima che io fac-
cia in tempo a spiegare a Mike che si trattava di un gioco e che Jill non era
affatto in pericolo. Non vorrei veder morire Larry a causa della mia noncu-
ranza; ha tutto il diritto di divertirsi senza morire a causa di una mia distra-
zione. Duke, sono convinto che ognuno si scavi la fossa da solo e a modo
suo, ma non penso che questo sia un buon motivo perch un adulto dia a un
bambino un candelotto di dinamite con cui giocare.
Capo disse Duke lentamente mi sembra che tu ti sia fatto prendere
dalla paranoia. Mike non farebbe male a una mosca. Certo, quei discorsi sul
cannibalismo mi danno il voltastomaco, ma non mi devi fraintendere per
questo; so benissimo che solo un selvaggio, che non sa ancora come deve
comportarsi, ma non credo che nuocerebbe a qualcuno.
Sei sicuro?
Ne sono convinto.
Bene. Hai due o tre pistole in camera tua, non vero? Ebbene, ti dico
che pericoloso. La stagione della caccia ai marziani ufficialmente aperta,
quindi ti consiglio di andare gi a cercare di ammazzarlo. Non ti preoccupa-
re per le ripercussioni legali; ti difender io, e ti assicuro che non sarai con-
dannato. Di, fallo!
Jubal, che dici? Mi stai prendendo in giro.
S, hai ragione, ti sto prendendo in giro. E sai perch? Perch non ci riu-
sciresti mai. Se ci provassi, la tua pistola sparirebbe, e se insistessi, proba-
bilmente tu faresti la stessa fine. Duke, tu non hai idea di ci con cui hai a
che fare. Mike non affatto innocuo, e non nemmeno un selvaggio. So-
spetto piuttosto che i selvaggi siamo noi. Hai mai allevato serpenti?
Uh no.
Io s invece, quando ero ragazzino. Volevo diventare uno zoologo. Un
inverno, gi in Florida, ho catturato quel che sembrava un serpente scarlat-
to. Sai che aspetto hanno?
Non mi piacciono i serpenti.
Di nuovo con i tuoi stupidi pregiudizi. La maggior parte completa-
mente innocua, utile e divertente da allevare. Il serpente scarlatto, poi, una
vera bellezza; nero, giallo e rosso, docilissimo ed un ottimo animale da
compagnia. Penso che per certi versi si fosse anche affezionato a me, nel
suo strano modo da rettile. Naturalmente sapevo bene come maneggiare i
serpenti, come non allarmarli e non dar loro la possibilit di mordere. Ma
ero molto affezionato a quella bestiola in particolare; era la perla della mia
collezione. Spesso lo portavo fuori per mostrarlo alla gente, tenendolo per la
testa e lasciando che mi si avvolgesse attorno a un braccio.
Un bel giorno, ebbi la possibilit di mostrare la mia collezione all'erpe-
tologo dello zoo di Tampa, e gli feci vedere il mio gioiellino. Ci manc
poco che gli venissero le convulsioni. Il mio cucciolotto non era affatto un
serpente scarlatto, ma un giovane serpente corallo: un cobra americano, il
pi velenoso di tutto il Nord America. Duke, capisci quel che voglio dire?
Capisco che allevare quelle bestie pericoloso. Se me lo avessi chiesto,
te l'avrei detto.
Oh, per l'amor di Dio! Avevo gi dei serpenti a sonagli e dei mocassini
d'acqua nella mia collezione. Un serpente velenoso non affatto pericoloso,
non pi di una pistola carica, se si sa come trattarlo. Ci che rendeva cos
pericoloso quel serpente corallo era il fatto che non sapessi che era veleno-
so. Se, nella mia ignoranza, lo avessi maneggiato con leggerezza, avrebbe
potuto uccidermi con la stessa casualit e la stessa innocenza con cui un gat-
tino graffia. questo che sto cercando di spiegarti a proposito di Mike.
Sembra tenero e indifeso e sono convinto che sia gentilissimo e cortese
con qualsiasi persona di cui si fida. Ma se non si fida di te be', non af-
fatto tenero come sembrerebbe. Se lo guardi sembra un normalissimo essere
umano in giovane et, un po' ingenuo, decisamente goffo e ignorante ma
allo stesso tempo molto brillante, docile e smanioso di imparare. Tutto ci
non deve sorprendere, se si considera la sua genealogia e la sua particolare
esperienza di vita. Tuttavia, come il mio piccolo serpentello domestico,
Mike molto pi di quanto non appaia a prima vista. Se non si fida cieca-
mente di te, pu diventare aggressivo, e di certo pi mortale e pericoloso
del serpente corallo. Soprattutto se pensa che stai facendo del male a uno
dei suoi fratelli d'acqua, come Jill o me.
Harshaw scosse tristemente il capo. Duke, pochi minuti fa, quando ti ho
rivelato alcune tristi verit che ti riguardano, se tu avessi ceduto al tuo im-
pulso di tirarmi un pugno, e se per caso in quel momento Mike si fosse tro-
vato dietro la porta Be', sono convinto che avresti avuto ben poche spe-
ranze di continuare a vivere. Forse nessuna. Ti saresti ritrovato morto prima
ancora di rendertene conto, e io non avrei potuto fare nulla per fermarlo.
Mike poi si sarebbe profuso in mille scuse per aver sprecato del cibo, rife-
rendosi alla tua vecchia carcassa. Certo, si sarebbe sentito in colpa, come
hai potuto constatare poco fa. Ma non per averti ucciso; l'avrebbe considera-
ta una semplice necessit alla quale lo avevi costretto e, comunque, non
sarebbe stata una faccenda molto importante, nemmeno per te. Vedi, Mike
convinto che la nostra anima sia immortale.
Eh? Be', diavolo, anch'io ne sono convinto. Ma
Ah, s? domand Harshaw in tono ironico. Ne sei sicuro?
Certo! Oh, ammetto che non vado in chiesa molto spesso, ma sono stato
educato in modo giusto. Non sono mica un ateo, io. Ho fede.Bene. Anche
se non credo di aver mai capito il significato della parola fede in termini
religiosi, allo stesso modo in cui non ho mai capito come un Dio giusto pos-
sa aspettarsi che le sue creature scelgano la religione corretta fra una miria-
de di religioni false seguendo solo la fede. Mi pare un modo piuttosto ap-
prossimativo per far funzionare un'organizzazione, che si tratti di un univer-
so intero o di qualcosa di pi piccolo. Tuttavia, visto che sei dotato di fede e
visto che ci include la convinzione dell'immortalit, inutile che stiamo
qui a preoccuparci del fatto che i tuoi pregiudizi possano essere la causa
della tua morte prematura. Preferisci essere cremato o seppellito?
Eh? Per l'amor di Dio, Jubal, smettila di fare l'uccello del malaugurio.
Non lo sto facendo. Sto solo cercando di farti capire che non posso ga-
rantirti l'incolumit nella mia propriet finch continuerai a pensare che il
serpente corallo sia un innocuo serpente scarlatto. Ti ho avvertito, ogni erro-
re che commetti potrebbe essere l'ultimo ma ti prometto che non permet-
ter a Mike di mangiare il tuo cadavere.
Duke spalanc la bocca. Riusc a rispondere solo dopo un po', con parole
concitate, profane e incoerenti. Harshaw stette ad ascoltarlo finch non ebbe
finito. Va bene, va bene, ora calmati. Puoi metterti d'accordo con Mike.
Credevo di farti un favore. Harshaw si gir e si chin sul proiettore. Vo-
glio vedere questi filmati. Rimani pure finch non ho finito, se vuoi. Proba-
bilmente qui sei pi al sicuro. Maledizione! aggiunse. Questo aggeggio
maledetto mi frega sempre!
Per forza, se tenti di forzarlo Ecco. Duke si occup della regolazio-
ne, quindi inser la prima cartuccia. Nessuno dei due accenn pi a licenzia-
menti o dimissioni. I due si sedettero a rivedere gli eventi che avevano por-
tato alla scomparsa della cassa di brandy.
Jubal osserv la scatola che veniva lanciata sulla sua testa, e la vide
scomparire a mezz'aria. Per me pu bastare disse.
Anne sar felice di sapere che le telecamere sostengono la sua tesi.
Duke, fammi rivedere quest'ultima parte al rallentatore.
Okay. Duke torn indietro. La scena era la stessa, ma il suono rallenta-
to era inutile, cos lo escluse. La scatola si mosse lentamente dalle mani di
Jill verso la testa di Jubal, quindi, a un tratto, cess di esistere. Ma non
scomparve nel nulla da un momento all'altro; grazie al rallentatore, fu possi-
bile constatare che si era rimpicciolita gradualmente, fino a sparire del tutto.
Jubal annui con aria pensierosa. Duke, puoi rallentare l'immagine anco-
ra un po'?
Un attimo solo. C' qualcosa che non va nello stereo.
Cosa?
Che io sia maledetto se riesco a capire il perch. A velocit normale
sembrava tutto a posto, ma quando l'ho rallentato, l'effetto di profondit
cambiato. Lo hai visto tu stesso. Quella scatola si allontanata rispetto a
noi, molto velocemente, ma mi sembrata sempre alla stessa distanza dalla
parete. Sembra un'inversione di parallasse. Eppure non ho mai tolto la bobi-
na dalla sua sede.
Aspetta un attimo, Duke. Fammi vedere la stessa immagine ripresa dal-
l'altra telecamera.
Uh ah, gi, ho capito. Cos avremo la visione dal lato opposto e ve-
dremo quel che successo anche se ho alterato in qualche modo questa pel-
licola. Duke sostitu la bobina. La prima parte la saltiamo, okay? Ti fac-
cio vedere la parte che conta rallentata di dieci.
Fa pure.
La scena era identica, a parte il diverso angolo di ripresa. Quando arriva-
rono al momento in cui Jill prendeva in mano la scatola, Duke rallent nuo-
vamente e osservarono la scatola che se ne andava.
Duke imprec. C' qualcosa che non va anche in questa telecamera.
Dici?
Ma certo. Questa ripresa stata fatta di lato rispetto alla traiettoria della
scatola, quindi avrebbe dovuto per forza scomparire da un lato o dall'altro.
Invece l'abbiamo vista allontanarsi dritta dal nostro punto di osservazione
anche in questo caso. O no? L'hai vista, vero? andata via allo stesso modo
in tutt'e due le pellicole.
S assenti Jubal. andata via in linea retta rispetto al nostro punto di
osservazione.
Ma impossibile! Non da due angolazioni diverse!
Come sarebbe ' impossibile? Lo hai visto tu stesso, no? Mi domando
che cosa avremmo visto se invece delle telecamere avessimo usato un ra-
dar.
Che vuoi che ne sappia? Adesso smonto tutt'e due le telecamere pezzo
per pezzo.
Non ti dannare inutilmente.
Ma
Non perdere tempo, Duke. Le telecamere sono a posto. Che cosa si tro-
va esattamente a novanta gradi rispetto a tutto il resto?
Non sono mai stato bravo con gli indovinelli.
Non un indovinello, sto parlando sul serio. Che cosa si trova esatta-
mente a novanta gradi rispetto a tutto il resto? Risposta: due corpi umani,
una vecchia pistola e una scatola vuota.
Che cavolo stai dicendo, capo?
Non ho mai parlato con maggiore chiarezza in vita mia. Prova a credere
in ci che hanno visto le telecamere, invece di fissarti sul fatto che debbano
essere difettose solo perch non hanno visto ci che ti aspettavi di vedere.
Vediamo gli altri filmati.
Harshaw non fece alcun commento nel corso della proiezione; non ag-
giungeva nulla a quanto gi sapeva. Il portacenere salito fino al soffitto era
rimasto fuori dal campo visivo delle telecamere, ma la sua discesa e l'atter-
raggio sulla scrivania erano stati registrati. L'immagine della pistola sullo
schermo era piuttosto piccola, ma per quel che si riusciva a vedere pareva
proprio che avesse subito la stessa sorte della scatola, scomparendo in lonta-
nanza pur senza muoversi dal punto in cui si trovava. E dato che nel mo-
mento in cui si era rimpicciolita nella sua mano Harshaw la stava stringendo
saldamente, non pot far altro che ritenersi soddisfatto anche se forse,
pens, soddisfatto non era il termine adatto. Convinto forse andava me-
glio.
Duke, quando trovi il tempo, fammi una copia di ognuna di queste pelli-
cole.
Duke ebbe un attimo di esitazione. Vuoi dire che continuo a lavorare
qui?
Cosa? Oh, al diavolo! Non mangi in cucina, questo certo. Cerca di eli-
minare i tuoi pregiudizi e prova a limitarti a guardarti bene attorno. Ce la
fai?
Ci prover.
Quando Mike mi ha chiesto se poteva avere il privilegio di mangiare la
mia vecchia carcassa, mi stava concedendo il pi grande onore che cono-
scesse in base alle uniche regole che gli hanno insegnato. La sua educa-
zione, per dirlo in altri termini. Riesci a capire? Hai sentito il tono della sua
voce, hai visto il modo in cui si comportava. Mi stava facendo il pi grande
complimento che potesse, chiedendomi un favore. Non pensare al modo in
cui la pensano nel Kansas; Mike usa i valori che gli sono stati insegnati su
Marte.
Continuo a preferire il Kansas.
Be' ammise Jubal in effetti anch'io. Ma non si tratta di una questione
di libera scelta n per me n per te, e tantomeno per Mike. Siamo tutti e tre
prigionieri del nostro indottrinamento giovanile, poich pressoch impos-
sibile scrollarsi di dosso ci che ti insegnano da bambino. Duke, mai pos-
sibile che tu non riesca a capire che se fossi nato su Marte e fossi stato alle-
vato dai marziani avresti esattamente lo stesso atteggiamento di Mike ri-
guardo al mangiare un'altra persona o al farsi mangiare?
Duke ci pens su, quindi scosse il capo. No, Jubal, non posso sopportar-
lo. Certo, per la gran parte delle cose ammetto che Mike stato pi sfortu-
nato di me perch non cresciuto in un paese civile. Sono pi che disposto
a concedergli un po' di comprensione. Ma per quanto riguarda il cannibali-
smo, non sono d'accordo. Si tratta di un istinto primario.
Istinto primario! Ma che stai dicendo?
Eppure lo . Non ho certo dovuto imparare da mamma a non mangiare i
miei amichetti. Che cavolo, non ne avevo mica bisogno! Ho sempre saputo
che si trattava di un peccato, e anche di uno di quelli brutti, per giunta. Ca-
spita, il solo pensiero mi va venire il voltastomaco! un vero e proprio
istinto basilare.
Jubal emise un grugnito. Duke, come cavolo hai fatto a imparare tante
cose sul funzionamento degli apparecchi senza capire come funzioni tu stes-
so? Quel senso di nausea che provi non affatto istintivo; si tratta di un ri-
flesso condizionato. Tua madre non ha avuto bisogno di dirti di non mangia-
re i tuoi compagni di gioco solo perch una cosa che hai appreso automati-
camente dalla nostra cultura di base allo stesso modo in cui l'ho appresa
io. Barzellette sui cannibali e i missionari, cartoni animati, fiabe, racconti
dell'orrore e un'infinit di altre cose. E questo non ha nulla a che vedere con
l'istinto. Figliolo, non possibile che sia un istinto soprattutto perch, a
livello storico, il cannibalismo una delle abitudini umane pi diffuse in as-
soluto, un costume che stato adottato da ogni singola stirpe della razza
umana. Dai tuoi avi, dai miei, da quelli di tutti quanti.
Forse dai tuoi avi s, ma non mettere di mezzo i miei.
Mm. Duke, una volta non mi avevi detto di avere degli antenati indiani
americani?
Gi, un ottavo circa. Quando ero nell'esercito mi chiamavano Grande
Capo. E allora? Non me ne vergogno mica; anzi, ne vado fiero.
Non c' alcun motivo per cui te ne debba vergognare, ma nemmeno
qualcuno per cui tu debba esserne orgoglioso. Tuttavia, nonostante il fatto
che sia molto probabile che entrambi abbiamo lontani parenti cannibali nei
nostri alberi genealogici, ci sono ottime possibilit che quelli della tua parte
siano molto meno distanti dei miei, perch
Come ti permetti, brutto vecchio pelato di un
Ehi, ehi, rilassati! Hai detto che avresti tentato di ascoltare, ricordi? Il
cannibalismo rituale era un costume molto diffuso fra le culture aborigene
del Nord America. Se non ci credi, controlla tu stesso su qualche libro. E a
parte questo, noi due, per il semplice fatto di essere nordamericani, abbiamo
delle ottime probabilit di avere anche un briciolo di sangue africano nelle
vene, pur non sapendolo Ma anche se fossimo entrambi discendenti da
una purissima stirpe nordeuropea, questa nostra discendenza ci permettereb-
be di stabilire esattamente da quale razza di cannibali discendiamo S,
perch ogni singola branca o stirpe della razza umana, senza alcuna eccezio-
ne, ha praticato il cannibalismo nel corso della sua storia. Duke, assurdo
dire che un costume va contro i nostri istinti, quando stato praticato da
centinaia di milioni di esseri umani.
Ma va be', ho capito. Ho fatto male a discutere con te, Jubal. Tu riesci
sempre a girare le cose a tuo favore. Comunque, anche se discendessimo
tutti da un branco di selvaggi senza cognizione, e non lo sto ammettendo ma
ipotizzando, questo non cambierebbe nulla, perch ora siamo civilizzati. O
perlomeno io lo sono.
Jubal sorrise allegramente. Il che significa che io non lo sono. Figliolo,
mettendo da parte il mio personale riflesso condizionato che rende contrario
a mangiare una parte di te, considero il nostro tab riguardo al cannibalismo
un'ottima cosa, ma per motivi puramente pratici perch non siamo affatto
civilizzati.
Cosa?
evidente. Se non avessimo un tab cos forte contro il cannibalismo,
talmente forte da convincerti che si tratti di un istinto, mi verrebbe in mente
una lunga lista di persone cui farei bene a non dare mai le spalle. Soprattutto
considerando il prezzo della carne di questi tempi. Che ne pensi?
Duke abbozz un sorriso. Forse in questo c' qualcosa di vero. Non sa-
rei certo pronto a scommettere sulla mia ex suocera: mi odia a morte.
Visto? E che mi dici del nostro simpatico vicino dal lato sud, che fa fin-
ta di non vedere le recinzioni e spara sulle bestie degli altri durante la sta-
gione della caccia? Credo che se non avessimo quel tab, io e te saremmo
gi finiti nel suo frigorifero. Invece, di Mike mi fiderei ciecamente, perch
lui civilizzato.
Prego?
Mike perfettamente civilizzato, anche se in stile marziano. Duke, ci
tengo a dirti che non capisco affatto il punto di vista marziano, e che proba-
bilmente non lo capir mai. Ma dalle chiacchierate che ho fatto con Mike ho
capito che la pratica marziana non assolutamente del tipo cane-mangia-
cane o marziano-mangia-marziano. Sappiamo che mangiano i loro morti,
invece di seppellirli, bruciarli o cos'altro. Ma si tratta di un'usanza altamente
formalizzata e di carattere profondamente religioso. Non possibile che un
marziano venga ucciso contro la sua volont. Di fatto, per quel che sono riu-
scito a scoprire, il concetto di omicidio non rientra nemmeno nella mentalit
marziana. I marziani muoiono solo quando lo decidono loro stessi, dopo
averne discusso, dopo aver chiesto consigli agli amici e aver ricevuto il con-
senso di unirsi a loro da parte dei loro antenati. Una volta che decide di mo-
rire, un marziano pu farlo con estrema facilit, allo stesso modo in cui tu
chiudi gli occhi; senza violenza, dolorose malattie o un'overdose di barbitu-
rici. Un momento vivo e sta bene, e un attimo dopo si lasciato alle spalle
un corpo morto. allora che i suoi amici pi cari mangiano ci che a lui
non serve pi, grokkandolo, come direbbe Mike, e lodando le sue virt
mentre spalmano la senape. Anche il neofantasma partecipa al festino, in
quanto si tratta anche di una specie di consacrazione nel corso della quale il
fantasma ottiene la carica di Anziano, il che, se ho ben capito, corrispon-
de pi o meno a un nostro uomo di Stato.
Duke era disgustato. Mio Dio, che robaccia da trogloditi! Mi fa venire il
voltastomaco.
Davvero? Per Mike invece una solenne e gioiosa cerimonia religiosa.
Duke sbuff. Jubal, non crederai mica a quelle storie sui fantasmi, vero?
Sono sicuro che non ci credi. solo cannibalismo combinato con supersti-
zioni di bassa lega.
Io non arriverei a tanto. Devo ammettere che il concetto di questi An-
ziani marziani risulta un po' ostico da mandar gi, ma Mike ne parla come
se fossero reali, come me e te. In quanto al resto Duke, in quale Chiesa
hai ricevuto la tua educazione religiosa?
Duke glielo disse. Jubal annui e prosegui: Lo immaginavo. In Kansas
appartengono tutti a chiese come la tua, o talmente simili alla tua che per di-
stinguerle una dall'altra dovresti leggere il cartello sulla facciata. Ora dim-
mi come ti sei sentito quando hai preso parte per la prima volta al canni-
balismo simbolico che ha un ruolo cos fondamentale nei rituali della Chie-
sa della quale fai parte?
Duke lo fiss. Che diavolo stai dicendo?
Jubal sbatt le palpebre con aria solenne, fissandolo a sua volta. Eri un
membro effettivo della chiesa, o andavi solo a catechismo da bambino?
Ma certo che ero membro della chiesa. Lo era tutta la mia famiglia. E lo
sono ancora anche se non ci vado molto spesso.
Allora dovresti sapere di che cosa sto parlando, se solo tu ti fermassi un
attimo a riflettere. Jubal si alz in piedi di scatto. Ma io non faccio parte
n della tua chiesa n di quella di Mike, quindi non ho alcuna intenzione di
stare a discutere sulle sottili differenze fra una forma di cannibalismo e l'al-
tra. Duke, ho del lavoro urgente da fare. Non posso perdere tempo a cercare
di scrollarti di dosso tutti i tuoi pregiudizi. Hai intenzione di andartene? Se
cos, sar meglio che ti accompagni io quando esci, almeno non dovr pre-
occuparmi per la tua incolumit. Se invece vuoi rimanere, fallo pure: ma do-
vrai comportarti bene, quindi dovrai mangiare a tavola con tutti noi canniba-
li.
Duke fece una smorfia. Credo che rimarr.
Come preferisci. Perch da questo momento in avanti, mi esonero da
qualsiasi responsabilit nei confronti della tua persona. Hai visto anche tu i
filmati; avrai capito che questo tipo di Marte che alloggia qui con noi pu
essere molto pericoloso, e in modo imprevedibile.
Duke annui. Ho afferrato; non sono stupido quanto pensi, Jubal. Ma non
ho nemmeno intenzione di permettere a Mike di scacciarmi da qui. Tu dici
che pericoloso, e so che potrebbe esserlo, se dovesse andare su di giri. Ma
non ho nessuna intenzione di farlo irritare. Cavolo, Jubal, anche a me sta
simpatico quel tipo, in qualche modo.
Mmmm va be', anche se continuo a pensare che tu lo stia sottovalu-
tando. Senti, se per caso provi un minimo di simpatia nei suoi confronti, la
migliore cosa che tu possa fare offrirgli un bicchiere d'acqua e berlo assie-
me a lui. Hai capito? Diventare il suo fratello d'acqua.
Ci penser su.
Ma se lo fai, Duke, non barare. Se Mike accetta la tua offerta di fratel-
lanza acquatica, sar terribilmente serio al riguardo. Da quel momento in
poi si fider ciecamente di te, a prescindere dalla situazione, quindi ti scon-
siglio vivamente di istituire quel rapporto a meno che tu non sia ugualmente
disposto a fidarti di lui e a stargli accanto, anche se la situazione non delle
migliori.
L'ho capito. per quello che ho detto ci penser su.
Okay. Ma non metterci troppo tempo a decidere perch ho la sensa-
zione che la situazione peggiorer in breve tempo.
14

Nel paese di Lilliput, come racconta Lemuel Gulliver nel suo diario I
viaggi di Gulliver, nessun personaggio importante parlava o ascoltava senza
l'aiuto di un servo. Questi servi erano conosciuti con il nome dimenale in
lillipuziano, o battitori nell'approssimativa traduzione, poich il loro unico
compito consisteva nel percuotere le orecchie e la bocca del loro padrone
ogniqualvolta, secondo la loro personale opinione, risultasse utile o deside-
rabile che questi parlasse o ascoltasse.
Senza il consenso del suo battitore, risultava assolutamente impossibile
guadagnare l'attenzione di qualunque abitante di Laputa di ceto superiore.
Normalmente, il diario di Gulliver viene considerato dai terrestri come
un ammasso di menzogne messe assieme da un ecclesiastico amareggiato.
Tuttavia, non vi possono essere dubbi sul fatto che, al giorno d'oggi, il siste-
ma dei battitori sia assai diffuso fra i potenti della Terra; anzi, stato ad-
dirittura esteso, raffinato e ingigantito al punto che nemmeno un abitante di
Lilliput lo saprebbe riconoscere, se non forse nello spirito.
In tempi pi semplici e lontani, uno dei doveri principali di qualunque
sovrano terrestre era rendersi disponibile al popolo di frequente, permetten-
do cos anche al pi umile fra i suoi sudditi di rivolgersi a lui direttamente,
senza intermediari di sorta, per richiedere il suo giudizio o il suo intervento.
Tracce di questo tipo di sovranit primitiva hanno continuato a persistere a
lungo, anche quando i re sono diventati assai rari e pressoch privi di pote-
re.
Gli inglesi, per esempio, mantennero a lungo il loro diritto di appellarsi
al re, sebbene fossero in pochi a saperlo e nessuno lo facesse. I capi politici
cittadini di un certo rilievo lasciavano i tribunali aperti per quasi tutto il
ventesimo secolo, con le porte sempre spalancate e prestando ascolto a qual-
siasi barbone o straniero che passasse da quelle parti.
Il principio stesso non fu mai abolito, dato che era racchiuso negli articoli
I e IX degli Emendamenti alla Costituzione degli Stati Uniti d'America (il
che lo rendeva legge nominale per la gran parte degli esseri umani). Solo
che il documento originale era stato ormai quasi soppiantato, nella pratica,
dagli Articoli di Legge della Federazione Mondiale.
A ogni modo, nel periodo in cui l'Astronave Federale Champion torn
sulla Terra dal suo viaggio su Marte, il sistema dei battitori era ormai in
uso da oltre un secolo, e aveva raggiunto un livello di intricatezza tale che
vi erano un gran numero di persone impiegate esclusivamente nel portare a
termine i suoi rituali. L'importanza di un personaggio pubblico poteva esse-
re valutata con una certa precisione in base al numero di addetti che lo sepa-
ravano dal colloquio con la massa dei plebei. Naturalmente, costoro aveva-
no una variet di nomi diversi: assistenti esecutivi, segretari privati, segreta-
ri dei segretari privati, capi ufficio stampa, addetti alla reception, addetti
agli appuntamenti, eccetera. Di fatto, i titoli non avevano alcuna importan-
za, tanto che gli uomini pi efficienti non ne avevano; ci nonostante, pote-
vano essere identificati tutti come battitori per via della loro funzione:
ognuno possedeva un veto arbitrario e concatenato su ogni tentativo di co-
municazione dal mondo esterno verso il Grande Uomo, che era il suo su-
periore nominale.
Questa ragnatela di intermediari ufficiali che circondava ogni singolo vip
port naturalmente alla formazione di una nuova classe di intermediari uffi-
ciosi, il cui compito consisteva nel percuotere le orecchie del Grande Uomo
senza il permesso dei flagellatori ufficiali, cosa che avveniva (il pi delle
volte) in occasioni sociali o pseudosociali, oppure (nei casi di maggiore suc-
cesso) attraverso vie d'accesso privilegiate o numeri di telefono non regi-
strati. Solitamente, questi personaggi venivano chiamati con un'incredibile
variet di titoli: compagno di golf, stipettaio, lobbista, anziano stati-
sta, uomo cinque-per-cento, e cos via. Queste persone coesistevano in
benigna simbiosi con la schiera dei battitori ufficiali, poich era ormai rico-
nosciuto pressoch universalmente che pi era rigido il sistema, pi si profi-
lava la necessit di una valvola di scarico.
Gli intermediari non ufficiali di maggiore successo si costruivano spesso
a loro volta delle ragnatele di battitori personali, al punto da divenire diffici-
li da raggiungere quasi quanto l'uomo di cui rappresentavano il contatto uf-
ficioso e in tal caso saltavano sempre fuori le seconde file di ufficiosi per
insidiare quelli dell'intermediario ufficioso primario. Nel caso di un perso-
naggio di suprema importanza politica quale il Segretario generale della Fe-
derazione Mondiale degli Stati Liberi, il labirinto di collegamenti fra gli in-
termediari ufficiosi poteva essere complesso quanto le falangi di ufficiali
che circondavano un personaggio di importanza minore.
Alcuni studiosi terrestri avevano suggerito che gli abitanti di Lilliput po-
tessero essere stati, in effetti, una comitiva di marziani in visita, non solo
per la loro ossessione ultraterrena nei confronti della vita contemplativa, ma
anche per due motivi pi concreti: anzitutto, si diceva che i lillipuziani fos-
sero a conoscenza del fatto che Marte aveva due lune almeno un secolo e
mezzo prima che esse venissero osservate dagli astronomi terrestri; in se-
condo luogo, la stessa Lilliput veniva descritta come un luogo avente le di-
mensioni, la forma e la propulsione di qualcosa che in termini moderni tro-
va una descrizione nell'espressione disco volante. Tuttavia, questa teoria
pu essere facilmente confutata poich il sistema dei battitori, che rappre-
sentava una delle basi della societ lillipuziana, di fatto era del tutto scono-
sciuto sul pianeta rosso. Gli Anziani di Marte, infatti, non essendo limitati
da corpi fisici soggetti a fattori spazio-temporali, li avrebbero trovati utili
pi o meno quanto un serpente potrebbe trovare utile un paio di scarpe. I
marziani ancora corporei, invece, avrebbero potuto servirsene, ma di fatto
non lo facevano; il concetto stesso era contrario al loro stile di vita.
Quando un marziano sentiva il bisogno di concedersi qualche minuto o
qualche anno di contemplazione, si limitava a farlo. E se nel frattempo un
altro marziano desiderava parlargli, non faceva altro che aspettare, per tutto
il tempo necessario. Poich avevano a disposizione tutta l'eternit, non pote-
vano sussistere motivi per avere fretta. Di fatto, la fretta era un concetto
estraneo al linguaggio marziano; dunque era impensabile. Velocit, simulta-
neit, accelerazione e altre astrazioni matematiche che implicavano il con-
cetto di eternit erano contemplate dalla matematica marziana, ma non rien-
travano certo nella sfera emotiva degli stessi marziani. Al contrario, la fretta
incessante e la confusione, tipiche dell'esistenza umana, non erano dovute a
necessit temporali matematiche bens alla frenetica urgenza implicita nella
bipolarit sessuale degli umani.
Il dottor Jubal Harshaw, clown professionista, sovversivo dilettante e pa-
rassita per scelta, tentava ormai da tempo di eliminare il concetto di fretta,
con tutte le sue sensazioni implicite, dal proprio schema di vita. Consapevo-
le del fatto che non gli rimanevano molti anni da vivere, e non possedendo
n una fede di tipo marziano n una fede del tipo attestato nel Kansas ri-
guardante la vita eterna dopo la morte, intendeva vivere ogni dorato mo-
mento della sua esistenza come se si trattasse dell'eternit; senza paure, sen-
za speranze, ma con un certo gusto sibaritico. Per il raggiungimento di que-
sto fine, aveva scoperto che gli occorreva qualcosa di pi grande della botte
di Diogene, ma allo stesso tempo pi piccolo del Tempio del Piacere di Ku-
blai, con i suoi chilometri quadrati di terreno fertile e la sua recinzione di
mura e torrette; il regno di Jubal Harshaw era piccolo e semplice, composto
da qualche acro di terreno la cui intimit veniva garantita da una rete elettri-
ficata, da una casa di circa quattordici stanze, da una serie di segretarie a sua
completa disposizione e da tutte le altre amenit moderne di cui sentisse l'e-
sigenza. Al fine di mantenere quel suo nido arredato, nonch il suo scarno
personale, Harshaw si produceva in sforzi minimi per ottenere guadagni
massimi, semplicemente perch gli risultava pi facile essere ricco che esse-
re povero; Harshaw non desiderava altro che vivere esattamente come gli
andava, facendo ci che gli sembrava meglio per s.
Di conseguenza, si sentiva piuttosto afflitto dal fatto che le circostanze lo
avessero costretto ad agire in maniera frettolosa, e allo stesso tempo non era
disposto ad ammettere che si stava divertendo come non gli accadeva da
anni.
Quel mattino in particolare, Jubal si svegli sentendo l'esigenza di confe-
rire con il capo esecutivo del terzo pianeta. Era pienamente consapevole del
fatto che il sistema dei battitori rendesse pressoch impossibile per un cit-
tadino normale mettersi in contatto con il capo supremo del Governo, anche
se lui stesso non avrebbe mai sopportato l'idea di circondarsi di paracolpi
umani degni della sua carica; Harshaw rispondeva sempre personalmente al
suo telefono quando lo aveva a portata di mano, poich ogni chiamata gli
poteva offrire delle buone possibilit di comportarsi in maniera scortese
(cosa assai gratificante) con qualche sconosciuto che aveva osato invadere
la sua intimit senza un motivo da ritenersi valido ovviamente secondo il
suo personale giudizio.
Jubal sapeva bene che la situazione sarebbe stata diversa, se avesse chia-
mato il Palazzo Esecutivo; era infatti al di l di ogni dubbio che il Segretario
generale non avrebbe mai risposto al telefono di persona. Ma Harshaw ave-
va molti anni di esperienza nel piegare ai suoi fini gli usi e i costumi umani;
affront la cosa con spirito allegro, subito dopo la colazione.
Qualche ora dopo, si senti stanco e decisamente frustrato. Grazie al suo
nome, era riuscito a superare ben tre strati della difesa ufficiale, e dato che
era un personaggio piuttosto in vista, non era stato mai mandato a quel pae-
se in maniera brutale. Lo sballottarono invece da un segretario all'altro, fino
a metterlo in contatto audiovisivo con un giovanotto di bella presenza dai
modi molto urbani che sembrava disposto a discutere con lui all'infinito sen-
za ostentare alcun segno di irritazione a prescindere da ci che gli dicesse,
ma che allo stesso tempo non aveva alcuna intenzione di metterlo in contat-
to con l'onorevole Douglas in persona.
Harshaw sapeva che avrebbe ottenuto qualcosa di pi menzionando l'Uo-
mo di Marte, e sapeva altrettanto bene che l'avrebbe ottenuta con la massi-
ma solerzia nel caso che avesse dichiarato di averlo l con lui, ma allo stesso
tempo non era del tutto certo che con una simile dichiarazione avrebbe rag-
giunto lo scopo di mettersi in contatto con Douglas personalmente. Al con-
trario, era convinto che qualsiasi riferimento a Smith gli avrebbe tolto ogni
possibilit di parlare con il Segretario generale, scatenando invece una rea-
zione violenta da parte dei suoi subordinati il che non era esattamente ci
che voleva ottenere. Grazie all'esperienza maturata nella sua lunga vita, sa-
peva che era sempre molto pi facile trattare direttamente con il capo. E
dato che, molto probabilmente, c'era in ballo la vita di Ben Caxton, Har-
shaw non poteva rischiare di fallire per mancanza di autorit o per eccesso
di ambizione di un subordinato.
Ma questo ragazzino dai modi tanto cortesi stava mettendo a dura prova
la sua pazienza. Giovanotto sbott infine se lei non possiede l'autorit
sufficiente, almeno mi lasci parlare con qualcuno che ne sia in possesso! Mi
faccia parlare con il signor Berquist.
Il sorriso stampato sul volto del tirapiedi scomparve all'istante. Jubal si
rallegr di averlo punto nel vivo. Decise di sfruttare il suo vantaggio. Allo-
ra? Non stia l impalato! Chiami Gil sulla linea interna e gli dica che sta fa-
cendo aspettare Jubal Harshaw. E gli dica anche da quanto tempo lo sta fa-
cendo aspettare. Harshaw ripesc dalla sua ottima memoria tutto ci che
aveva riferito il Testimone Leale Cavendish a proposito dello scomparso
Berquist, oltre al rapporto fornitogli in proposito dall'agenzia investigativa.
S, pens con gioia, quel giovanotto doveva essere almeno tre livelli sotto
rispetto a Berquist, quindi tanto valeva dargli uno scossone salendo con-
temporaneamente di almeno un paio.
Non esiste nessun signor Berquist qui disse il volto sullo schermo in
tono glaciale.
Non mi importa dove si trovi. Gli voglio parlare adesso! E se non cono-
sce il signor Berquist di persona, chieda al suo capo. Il signor Gilbert Ber-
quist, assistente personale del signor Douglas. Se gira per il palazzo da al-
meno un paio di settimane, avr visto il signor Berquist, almeno da lontano;
ha 35 anni, alto circa un metro e ottanta, peser una settantina di chili, ha i
capelli brizzolati un po' radi, sempre sorridente e ha una dentatura perfet-
ta. Lo avr visto di sicuro. E se non osa disturbarlo di persona, scarichi la
faccenda al suo capo. Basta che la smetta di mordersi le unghie, e che faccia
qualcosa. Comincio a seccarmi.
Rimanga in linea, per favore disse il giovanotto senza mutare espres-
sione. Vedr quel che posso fare.
Rimarr senz'altro in linea. Mi faccia parlare con Gil. L'immagine sul-
lo schermo venne sostituita da uno schema geometrico astratto in movimen-
to, accompagnato da una piacevole voce femminile: Vi preghiamo di atten-
dere; la vostra chiamata stata inoltrata. Questo periodo di attesa non vi
verr addebitato. Vi preghiamo di attendere La voce venne coperta da
una gradevole musichetta. Jubal si appoggi allo schienale della poltrona e
si guard attorno. Anne era seduta, stava leggendo, e non poteva n vedere
n essere vista dallo schermo. Era presente anche l'Uomo di Marte, seduto a
sua volta, che guardava un programma in stereovisione con le cuffie che gli
coprivano le orecchie. Anche lui era tagliato fuori dalla visuale dello scher-
mo.
Jubal pens che doveva assolutamente ricordarsi di far rimettere quell'o-
sceno apparecchio parlante al suo posto, in cantina, non appena fosse finita
quell'emergenza. Che stai guardando, figliolo? domand a Smith, proten-
dendosi nella sua direzione e alzando l'audio dello stereovisore.
Non lo so, Jubal rispose Mike.
L'audio conferm quanto aveva sospettato Jubal dalla sua prima occhiata
allo schermo; Smith stava seguendo un servizio teletrasmesso della Chiesa
dei fosteriti. Il pastore raffigurato sullo schermo non stava predicando, ma
apparentemente leggeva al pubblico degli appunti della Chiesa: la nostra
squadra giovanile Spirito in Azione dar una dimostrazione prima della
cena, quindi accorrete per veder volare un po' di botte! L'allenatore della no-
stra squadra, fratello Hornsby, mi ha chiesto di dire ai ragazzi della squadra
di portare solo i caschi, i guanti e i bastoni; questa volta non si va a caccia di
peccatori. Ci nonostante, i Piccoli Cherubini saranno comunque a portata
di mano in caso di eccessi di zelo. Il pastore si produsse in un ampio sorri-
so. E ora ho qui per voi un'ottima notizia, figlioli miei! Un messaggio del-
l'angelo Ramzai per il fratello Arthur Renwick e la sua buona moglie Doro-
thy. La vostra preghiera stata accolta, e vi recherete in Paradiso all'alba di
gioved mattina! Alzati in piedi, Art! Alzati in piedi, Dottie! Fate un bell'in-
chino!
La telecamera ruot, mostrando la congregazione e facendo una carrella-
ta sui coniugi Renwick. Fratello Renwick rispose agli applausi selvaggi e
alle grida di Alleluia! sollevando le mani unite in un saluto da pugile,
mentre sua moglie, che era avvampata, sorrise e si asciug le lacrime con un
fazzoletto.
L'immagine torn sul pastore, che stava sollevando una mano per intima-
re il silenzio. La festa di buon viaggio per i Renwick continu inizier
alla mezzanotte puntuale, e a quell'ora le porte saranno gi chiuse da un
po' quindi vi consiglio di venire presto, e vedrete che faremo una baldoria
fra le pi allegre che si siano mai viste da queste parti, perch siamo tutti
fieri di Art e Dottie. I funerali si terranno trenta minuti dopo l'alba, e saran-
no seguiti da un'abbondante colazione per tutti coloro che devono andare a
lavorare. Il pastore assunse improvvisamente un'espressione seria; la tele-
camera si avvicin finch lo schermo non fu riempito interamente dal suo
volto. In seguito alla nostra ultima festa di buon viaggio, il sagrestano ha
trovato una bottiglia vuota in una delle stanze della felicit una bottiglia
di una marca distillata da peccatori. Ormai un fatto superato, in quanto il
fratello che ha commesso il peccato si confessato e ha pagato abbondante-
mente la sua penitenza, arrivando addirittura a rifiutare il solito sconto in
contanti, quindi sono sicuro che almeno lui ha imparato la lezione. Ma vi
chiedo di fermarvi un attimo a pensare, figli miei; vale forse la pena di ri-
schiare di compromettere la propria felicit eterna per risparmiare qualche
spicciolo su un articolo di merce terrena? Vi consiglio quindi di cercare
sempre l'allegro e santo sigillo di approvazione con impresso il volto sorri-
dente del Vescovo Digby. Non lasciatevi plagiare dai peccatori che vogliono
vendervi un prodotto altrettanto buono. I nostri sponsor ci sostengono, e
si meritano un sostegno da parte vostra. Fratello Art, mi dispiace molto di
essere stato costretto a parlare di una cosa del genere
Non c' problema, pastore! Continui cos!
in un momento di simile felicit. Ma non dobbiamo mai dimenticarci
che Jubal allung una mano e spense nuovamente l'audio.
Mike, non hai bisogno di vedere questa robaccia.
Non?
Uh Jubal ci riflett sopra. Che cavolo, in fondo il ragazzo avrebbe
dovuto conoscere l'esistenza di certe cose, prima o poi. Va bene, guarda
pure. Ma poi vieni da me che ne parliamo.
S, Jubal.
Harshaw stava per aggiungere qualche consiglio per ovviare alla tenden-
za di Mike a prendere alla lettera tutto ci che vedeva e sentiva, quando la
musichetta suadente dell'attesa telefonica si interruppe e lo schermo venne
invaso dall'immagine di un uomo sulla quarantina che Jubal etichett imme-
diatamente nella sua mente come sbirro.
Lei non Gil Berquist disse subito Jubal in tono aggressivo.
Perch le interessa vedere Gil Berquist? rispose seccamente l'uomo.
Jubal rispose mantenendo a stento la pazienza. Desidero parlargli. Sen-
ta, buon uomo, lei un funzionario pubblico?
L'uomo esit una frazione di secondo. S. Deve
Io non devo niente! Sono un cittadino rispettabile e pago le tasse an-
che per il suo stipendio. tutta la mattinata che cerco di effettuare una sem-
plice telefonata, e voi non fate altro che farmi girare da un bovino con il cer-
vello da farfalla all'altro, ognuno dei quali mangia dal trogolo pubblico. Ne
sono arcistufo, e non ho alcuna intenzione di sopportare ancora a lungo que-
sta situazione. In quanto a lei, mi dia il suo nome, il suo titolo e il suo nume-
ro di matricola. Poi parler con il signor Berquist.
Non ha ancora risposto alla mia domanda.
Io non devo rispondere alle sue domande; sono un privato cittadino. Lei
invece non lo , e la domanda che le ho appena fatto pu essere posta a pie-
no diritto da qualsiasi cittadino a qualsiasi funzionario pubblico. Sentenza
O'Kelly contro lo Stato della California, 1972. Pretendo quindi la sua identi-
ficazione; nome, mansione e numero.
L'uomo rispose in tono neutro. Lei il dottor Jubal Harshaw. Sta chia-
mando da
per questo che ci avete messo cos tanto? Per rintracciare l'origine
della telefonata. Be', devo dire che stato un gesto alquanto stupido da parte
vostra, poich mi trovo a casa mia e il mio indirizzo pu essere ottenuto da
qualsiasi biblioteca pubblica, ufficio postale o servizio informativo telefoni-
co. E in quanto a me, lo sanno tutti chi sono. Tutti quelli che sanno leggere,
cio. Lei sa leggere?
Dottor Harshaw continu l'uomo sono un agente di polizia, e ho biso-
gno della sua collaborazione. Qual il motivo della sua
Al diavolo, signore! Sono un avvocato. Un privato cittadino ha l'obbligo
di collaborare con la polizia solo in determinate situazioni specifiche. Per
esempio, nel caso di un inseguimento, ma anche allora l'agente in questione
dovr mostrare le sue credenziali. Siamo forse nel corso di un inseguimento,
agente? Sta forse per buttarsi attraverso questo maledetto apparecchio? In
secondo luogo, un cittadino ha l'obbligo di collaborare con la polizia, entro
limiti ragionevoli stabiliti dalla legge, nel corso di un'indagine di polizia
Questa un'indagine.
Di che, signore? Prima di richiedere la mia collaborazione per un'inda-
gine, deve innanzitutto identificarsi, poi dimostrarmi la sua buona fede, cita-
re il suo scopo e inoltre, sempre che io lo richieda, citare il codice specifico
e dimostrare che esiste una ragionevole necessit. Ebbene, lei non ha fatto
nulla di tutto ci. Desidero parlare con il signor Berquist.
I muscoli della mascella dell'uomo si contrassero, ma riusc ugualmente a
rispondere in tono calmo. Dottor Harshaw, sono il capitano Heinrich del-
l'ufficio s.s. della Federazione. Il solo fatto che lei sia entrato in contatto con
me chiamando il Palazzo Esecutivo dovrebbe essere per lei una prova suffi-
ciente del fatto che sono chi affermo di essere. Ci nonostante Tir fuori
il portafoglio, lo apr e lo avvicin al ricevitore del suo schermo. L'immagi-
ne si appann, quindi torn rapidamente a fuoco. Harshaw diede un'occhiata
alla tessera, che per quel poco che gli importava poteva anche essere auten-
tica.
Benissimo, capitano grugni. Ora sarebbe cos cortese da spiegarmi
per quale motivo non vuole farmi parlare con il signor Berquist?
Il signor Berquist non disponibile.
E perch non me lo ha detto prima? In questo caso, trasferisca la mia
chiamata a qualcuno dello stesso grado di Berquist. Intendo una della mezza
dozzina di persone che, come Gil, lavorano a contatto diretto con il Segreta-
rio generale. E non voglio che mi passi un altro giovane assistente imbecille
che non possiede nemmeno l'autorit per soffiarsi il naso! Se Gil non c' e
non si pu occupare della faccenda, per l'amor di Dio, mi passi qualcuno di
pari grado che possa farlo!
Lei ha tentato di telefonare al Segretario generale.
Esattamente.
Benissimo. Pu spiegare a me che cosa vuole dal Segretario generale.
E potrei anche non farlo. Lei per caso un assistente confidenziale del
Segretario generale? a conoscenza dei suoi segreti?
Non questo il punto
Invece proprio questo il punto. Come agente di polizia, dovrebbe sa-
perlo. Io spiegher quel che ho da spiegare solo a una persona della quale
conosca esattamente il grado di confidenza che ha con il signor Douglas,
quanto basta per assicurarmi che il Segretario generale divenga improvvisa-
mente ansioso di parlarmi. sicuro che il signor Berquist non ci sia?
Sicurissimo.
Peccato, lui se ne sarebbe occupato in maniera tempestiva. Allora mi
passi qualcun altro dello stesso livello, per favore.
Se si tratta di un segreto, non avrebbe dovuto usare una linea pubblica.
Mio buon capitano! Non sono nato ieri e nemmeno lei. Dato che ave-
te rintracciato la chiamata, sarete consapevoli del fatto che il mio apparec-
chio predisposto per ricevere una chiamata di ritorno con schermatura di
massima sicurezza.
L'ufficiale delle Squadre Speciali non forni una risposta diretta.
Dottore, disse mi esprimer in maniera sintetica, per non farle perdere
tempo. Finch non mi spiega che cosa vuole, non la metter in contatto con
nessuno. Se riattacca e richiama il Palazzo, la sua chiamata verr inoltrata
direttamente a questo ufficio. Pu provare cento volte, o anche fra un mese.
Avr sempre la stessa risposta, finch non si decide a collaborare.
Jubal si produsse in un sorriso beato. Non pi necessario ormai, poi-
ch lei si lasciato scappare in maniera involontaria, o forse intenzionale,
il dato di cui avevamo bisogno prima di agire. Sempre ammesso che agia-
mo. Posso tenerli a bada per il resto della giornata ma la parola d'ordine
non pi Berquist.
Che diavolo sta dicendo?
Mio caro capitano, la prego! Non su un circuito a trasmissione in chia-
ro, per favore! Lei sa, o dovrebbe sapere, che sono un anziano filosofuncolo
in servizio attivo.
Prego?
Caspita, ma cosa insegnano nelle scuole di questi tempi? Torni pure alla
sua partita a carte; non ho bisogno di lei. Jubal interruppe la comunicazio-
ne e programm il telefono per un rifiuto categorico di dieci minuti. Veni-
te, ragazzi disse, e torn al suo punto preferito accanto alla piscina. Avverti
Anne di tenere la sua tonaca da Testimone a portata di mano giorno e notte,
disse a Mike di essere sempre pronto a raggiungerlo e diede a Miriam le
istruzioni del caso riguardo al telefono. Dopodich, si rilass.
Non era del tutto deluso dai suoi sforzi. Non si era aspettato di entrare su-
bito in contatto con il Segretario generale attraverso i canali ufficiali. Decise
che la ricognizione di quella mattina era servita quantomeno a individuare
un punto debole nelle mura che circondavano il Segretario generale e si
aspettava, o almeno sperava, che l'animata discussione con il capitano Hein-
rich di poco prima avrebbe portato a una chiamata da un livello pi alto.
O qualcosa del genere.
In caso contrario, quello scambio di complimenti con lo sbirro dell'uffi-
cio S.S. era stato abbastanza gratificante di per s, e che aveva lasciato in lui
il luminoso tepore della fruttificazione artistica. Harshaw era convinto che
certi piedi fossero fatti apposta per essere calpestati, in modo da migliorare
la stirpe, promuovere il benessere generale e minimizzare l'atavica insolenza
dei funzionari.
Tuttavia, se non accadeva nulla, si domand quanto tempo avrebbe potu-
to resistere ancora A parte il fatto che la sua bomba a orologeria non
poteva rimanere innescata ancora a lungo, e tralasciando anche il fatto che
aveva promesso a Jill che avrebbe fatto qualcosa per Ben Caxton (come mai
quella ragazza non riusciva a mettersi in testa che molto probabilmente Ben
non poteva essere aiutato, che quasi certamente loro non potevano aiutarlo,
e che qualsiasi azione diretta o affrettata avrebbe diminuito le possibilit di
Mike di mantenere la propria libert?). Oltre a questi due fattori, poi c'era
un altro problema che iniziava solo ora a profilarsi nella sua mente: Duke
era sparito.
Se fosse andato via per un giorno o per sempre, non poteva saperlo. Duke
aveva cenato con loro la sera precedente, ma quella mattina non si era fatto
vedere a colazione. Tuttavia, vista la grande libert di costumi che si respi-
rava in casa Harshaw, nessuno di questi eventi era degno di nota, tanto pi
che nessuno sembrava sentire la sua mancanza. Lo stesso Jubal normalmen-
te non lo avrebbe notato, se non avesse avuto bisogno di chiamarlo. Ma quel
mattino Jubal aveva notato eccome la sua assenza, e si era gi trattenuto un
paio di volte dall'urlare il nome di Duke in occasioni in cui avrebbe avuto
bisogno di lui.
Alz lo sguardo verso la piscina con espressione preoccupata, osserv
Mike che tentava di fare un tuffo esattamente allo stesso modo in cui lo ave-
va fatto Dorcas, e fu costretto ad ammettere a se stesso che c'era un motivo
ben preciso per il quale non aveva chiamato Duke. La verit era che la ri-
sposta gli pareva pi che ovvia.
Be', c'era sempre un ottimo modo per affrontare simili debolezze. Mike!
Vieni qui.
S, Jubal. L'Uomo di Marte usc dalla piscina e gli si avvicin come un
cagnolino fedele, ponendosi in attesa al suo fianco. Harshaw gli rivolse una
lunga occhiata, decidendo infine che doveva essere aumentato di almeno
quindici chili da quando era arrivato e a quanto pareva quei chili si erano
trasformati tutti in muscoli. Mike, sai per caso dove si trova Duke?
No, Jubal.
In questo caso non ci potevano essere dubbi; il ragazzo non sapeva men-
tire. Ma un attimo Jubal ricord improvvisamente l'abitudine di Mike di
rispondere letteralmente a qualsiasi domanda gli venisse posta e che il
giovane non aveva saputo rispondere, il giorno prima, quando gli aveva
chiesto dove fosse andata a finire la scatola scomparsa. Mike, quando lo
hai visto l'ultima volta?
Ho visto Duke salire di sopra questa mattina, quando io e Jill siamo sce-
si a fare colazione. Io ho aiutato a cucinare aggiunse con gioia.
Quella stata l'ultima volta che hai visto Duke?
Io non visto Duke da allora. Ho bruciato il toast con orgoglio.
Non ho dubbi. Ti consiglio di stare attento, altrimenti potresti diventare
un ottimo marito per qualche donna.
Oh, l'ho bruciato con molta attenzione.
Jubal intervenne Anne.
S?
Duke ha fatto colazione prima di tutti e se n' andato in paese. Credevo
lo sapessi.
Be' prese tempo Jubal in effetti aveva detto qualcosa del genere. Ma
credevo che volesse uscire dopo pranzo. Ma non importa, ne faccio anche a
meno. Jubal si rese improvvisamente conto di essersi tolto un grosso peso
dalla coscienza. Non che Duke significasse molto per lui, a parte il fatto che
era un ottimo assistente tecnico in fondo erano ormai parecchi anni che
faceva in modo che nessun essere umano divenisse troppo importante per
lui; tuttavia, doveva ammettere che la cosa lo aveva preoccupato, un poco.
Quali leggi si violavano, nel caso che se ne fossero violate, nel far sparire
un uomo nel nulla?
Non lo si poteva considerare un omicidio, almeno finch il ragazzo usava
le sue doti per autodifesa o per proteggere qualcun altro, come Jill. Era forse
possibile che fossero applicabili le assurde e obsolete leggi della Pennsylva-
nia sulla stregoneria ma sarebbe stato quantomeno interessante vedere
come se la sarebbe cavata il Pubblico Ministero nel formulare l'accusa.
Il fatto di ospitare l'Uomo di Marte poteva forse rientrare sotto la norma-
tiva contro il mantenimento di un elemento di turbativa pubblica? Possibi-
le. Ma era molto pi probabile che dovessero invece essere emanate leggi
del tutto nuove. Mike aveva gi ribaltato completamente le basi della medi-
cina e della fisica, anche se gli studiosi non conoscevano ancora la rivolu-
zione che stava arrivando con lui.
Harshaw scav nella sua memoria e ricord la grande tragedia personale
che aveva rappresentato per molti blasonati scienziati la teoria della relativi-
t. Incapaci di digerire le nuove teorie per via della loro abitudine consoli-
data alle vecchie, si erano rifugiati in una furia cieca nei confronti di Ein-
stein e di tutti coloro che lo prendevano sul serio. Ma il loro rifugio si era ri-
velato un vicolo cieco; quell'inflessibile vecchia guardia alla fine non aveva
potuto far altro che morire e cedere il posto a nuovi, giovani scienziati dalla
mente pi elastica.
Harshaw ricord anche che suo nonno gli aveva raccontato come fosse
accaduta pi o meno la stessa cosa nel campo della medicina quando era ve-
nuta fuori la teoria dei germi; molti fra i medici pi anziani erano arrivati
alla tomba accusando Pasteur di essere un bugiardo, senza nemmeno esami-
nare le prove che, secondo la loro ideologia, erano assolutamente impossibi-
li persino da prendere in considerazione.
Indubbiamente Mike avrebbe messo in subbuglio il mondo della scienza
molto pi di quanto non avessero fatto Einstein e Pasteur messi assieme. Il
che gli ricord Larry! Dov' Larry?
Qui, boss rispose l'altoparlante sotto il cornicione alle sue spalle.
Sono in officina.
Hai con te il bottone del panico?
Certo, capo. Mi hai detto di dormirci anche, tenendomelo vicino, e io ci
ho dormito veramente.
Bene. Ora fai un salto qui di sopra e portamelo. Anzi no, dallo ad Anne.
Anne, tienilo con la tua tonaca.
Anne annui. Va bene, Capo rispose la voce di Larry. Inizia il conto
alla rovescia?
Tu portalo su e basta. Jubal alz lo sguardo e scopri non senza un certo
stupore che l'Uomo di Marte era ancora in piedi davanti a lui, immobile e si-
lenzioso come una statua umana. Non ho bisogno di altro, Mike. Grazie.
S, Jubal.
Ma Mike non si mosse. C' qualcosa che non va, figliolo? gli domand
Jubal.
Si tratta di ci che ho visto in quella scatola delle cazzate. Tu hai detto
va bene, fa' pure. Ma dopo vieni da me che ne parliamo.
Oh. Harshaw ricord la trasmissione della Chiesa della Nuova Rivela-
zione che stava guardando Mike poco prima e trasal. S, adesso ne parlia-
mo. Ma non chiamare quella cosa la scatola delle cazzate. Si chiama stereo-
visore; chiamala cos.
Mike assunse un'espressione perplessa. Non una scatola delle cazzate?
Non ti ho sentito giustamente?
No, mi hai sentito giustamente, e si tratta effettivamente di una scatola
piena di cazzate. Me la sentirai chiamare cos anche in altre occasioni, o an-
che in altri modi. Ma tu devi chiamarlo stereovisore.
Io lo chiamer stereovisore. Ma per quale motivo, Jubal? Io non grok-
ko.
Harshaw emise un sospiro, provando la sensazione di essersi arrampicato
troppe volte per le stesse scale. Ogni conversazione che aveva con Smith
metteva in rilievo almeno un esempio di comportamento umano che non po-
teva essere giustificato con la logica, o almeno non in termini comprensibili
a Smith, e i suoi tentativi di spiegargli certe cose erano sempre infinitamente
laboriosi. Nemmeno io grokko, Mike ammise ma Jill vuole che tu lo
chiami cos.
Io lo chiamer cos, Jubal. Jill lo vuole.
Ora raccontami ci che hai visto e sentito nello stereovisore, e che cosa
ne hai grokkato.
La conversazione che segu fu ancora pi lunga, confusa e sconnessa del-
le solite chiacchierate con Smith. Mike ricordava con la massima precisione
ogni singola parola e azione che aveva visto e sentito nella scatola delle
cazzate, compresa la pubblicit. Avendo quasi finito l'enciclopedia, aveva
gi avuto modo di leggere le definizioni riguardanti la parola Religione,
nonch Cristianesimo, Buddismo, Islamismo, Giudaismo, Confu-
cianesimo, e moltissimi altri termini relativi a concetti religiosi. Tuttavia,
non ne era riuscito a grokkare nessuno.
Alla fine, Jubal giunse a una serie di conclusioni: Mike non sapeva che il
rito dei fosteriti fosse un rito religioso; ricordava tutto ci che aveva letto a
proposito di religione, ma aveva messo da parte tutti i dati relativi riservan-
dosi di contemplarli in futuro, poich non era ancora in grado di compren-
dere l'idea stessa; di fatto, Mike aveva un'idea alquanto confusa del signifi-
cato del termine religione, sebbene fosse in grado di citare tutte e nove le
definizioni della parola cos com'erano elencate nel dizionario; la lingua
marziana non comprendeva nessuna parola (e nessun concetto) che Mike
potesse mettere in relazione o paragonare con almeno una delle nove defini-
zioni che aveva letto; i costumi che Jubal aveva descritto a Duke conside-
randoli cerimonie religiose marziane per Mike non erano affatto tali: face-
vano parte della normale esistenza quotidiana come poteva esserlo un nego-
zio di alimentari per Jubal; nella lingua marziana, era impossibile esprimere
come concetti separati le parole umane religione, filosofia e scienza.
Di conseguenza, poich Mike pensava ancora in marziano pur parlando
fluentemente l'inglese, non era possibile per lui distinguere tra loro quei
concetti. Tutti questi per lui non erano altro che insegnamenti che veniva-
no dagli Anziani. Non aveva mai sentito parlare del dubbio, e considerava
inutile la ricerca (non esisteva alcuna parola marziana per nessuna di queste
due idee); la risposta a qualsiasi domanda andava semplicemente ottenuta
dagli Anziani, che erano onniscienti e infallibili, a prescindere dal fatto che
si domandasse loro come sarebbe stato il tempo domani o gli si ponesse un
problema di teologia cosmica. Mike aveva visto le previsioni del tempo nel-
la scatola maledetta, e l'aveva interpretato senza ombra di dubbio come un
messaggio degli Anziani umani che veniva mandato in onda a beneficio
di tutti coloro che erano ancora in stato corporeo. In seguito, Jubal scopri
che Mike aveva pensato la stessa cosa riguardo agli autori dell'Enciclopedia
Britannica.
Infine, ed era la cosa peggiore dal punto di vista di Jubal, Mike aveva ap-
parentemente grokkato che il servizio religioso dei fosteriti comprendesse
l'annuncio di una prossima scorporazione di due esseri umani che erano in
procinto di unirsi agli Anziani umani, il che lo aveva emozionato a livelli
impensabili. Aveva forse grokkato giustamente? Mike sapeva che la sua
comprensione dell'inglese non era ancora perfetta; continuava a fare errori a
causa della propria ignoranza, non essendo che un uovo. Tuttavia, aveva
grokkato correttamente almeno questo particolare? Era da molto che atten-
deva di incontrare gli Anziani umani, poich aveva molte domande da
porre loro. Che questa potesse rappresentare un'opportunit? O era necessa-
rio che prima apprendesse altre cose dai suoi fratelli d'acqua?
Jubal venne salvato dal gong. Arriv infatti Dorcas con un vassoio di tra-
mezzini e il caff, secondo l'usanza della casa di pranzare all'aperto. Jubal
mangi in silenzio, cosa che non disturb affatto Mike, poich gli era stato
insegnato che il pasto era un momento di contemplazione; in altre occasioni,
anzi, Mike aveva trovato piuttosto fastidioso il baccano che veniva prodotto
a tavola.
Dopo aver mangiato, Jubal si stiracchi riflettendo sulle risposte da dare
a Mike e si maledisse per la folle idea di avergli permesso di guardare lo
stereovisore. Certo, prima o poi il ragazzo avrebbe dovuto per forza affron-
tare la questione delle religioni umane; era inevitabile se aveva intenzione
di passare il resto della sua vita su quell'assurdo pianeta. Tuttavia, sarebbe
stato decisamente meglio aspettare che Mike si abituasse agli schemi menta-
li umani prima di affrontare quell'argomento tanto delicato e in ogni caso,
non lo avrebbe certamente mai sottoposto ai bombardamenti teologici dei
fosteriti come prima esperienza religiosa!
Essendo un devoto agnostico, Jubal considerava alla stessa stregua tutte
le religioni, dall'animismo dei popoli del Kalahari alle pi sobrie e intellet-
tualizzate fedi occidentali. Tuttavia, a livello emotivo, ve ne erano alcune
che trovava pi odiose di altre e la forma di religione proposta dalla Chie-
sa della Nuova Rivelazione era una di queste. La pretesa di gnosi assoluta
dei fosteriti, che sostenevano si ottenesse attraverso un contatto diretto con
il Paradiso, la loro arrogante intolleranza, alimentata dalla persecuzione alla
luce del sole di qualsiasi altra religione, il gusto sudaticcio da partita di foot-
ball e da mercato del pesce delle loro funzioni religiose tutti questi aspetti
lo infastidivano non poco. Se la gente doveva proprio andare in chiesa, per-
ch diavolo non potevano farlo con un minimo di dignit, come i cattolici, i
cristiani scientisti o i quaccheri?
Se Dio esisteva (questione riguardo alla quale Jubal manteneva una rigo-
rosa neutralit intellettuale) e se desiderava effettivamente essere adorato
(cosa che Jubal trovava intrinsecamente improbabile ma concepibilmente
possibile alla debole luce della sua personale ignoranza), Harshaw trovava
comunque poco plausibile che un essere tanto potente da foggiare intere ga-
lassie potesse essere sollecitato o influenzato dalle ridicole sciocchezze che
gli offrivano in adorazione i fosteriti.
Tuttavia, Jubal era costretto ad ammettere a se stesso che l'universo (o
meglio, la parte di esso che aveva avuto modo di vedere) poteva rappresen-
tare, nel suo complesso, un esempio di dimostrazione per assurdo. E in quel
caso, poteva anche darsi che i fosteriti possedessero effettivamente la Verit,
l'esatta Verit e null'altro che la Verit. L'universo era un luogo assai
strano ma la spiegazione meno probabile per la sua esistenza era proprio
la non-spiegazione della casualit, il concetto che qualche cosa astratta fos-
se semplicemente e casualmente diventata una serie di atomi che si erano
casualmente radunati in alcune configurazioni che casualmente assomi-
gliavano a delle leggi costituenti, e che due di esse erano casualmente di-
ventate l'Uomo di Marte e un vecchio idiota dalla testa pelata con Jubal den-
tro.
No, Jubal non era disposto a prendere per buona la teoria della casuali-
t, per quanto fosse popolare fra quegli uomini che venivano chiamati
scienziati. Il caso non rappresentava una spiegazione sufficiente per l'esi-
stenza di un intero universo; di fatto, la casualit non era nemmeno suffi-
ciente a spiegare se stessa.
Ma c'era forse qualche motivo particolare per preferire un'ipotesi a un'al-
tra, quando in realt nessuno ci capiva niente? No! Jubal fu costretto ad am-
mettere che, nonostante i lunghi anni di vita e di esperienza che aveva tra-
scorso, non aveva mai realmente compreso i problemi basilari riguardanti
l'universo.
Ne conseguiva che i fosteriti potevano anche avere ragione; perlomeno,
Jubal non poteva provare che avessero torto.
Ci nonostante, ricord a se stesso con rabbia, gli rimanevano ancora due
cose valide: il suo gusto personale e il suo orgoglio. Se i fosteriti possedeva-
no effettivamente il monopolio sulla Verit (come dichiaravano apertamen-
te) e se, di conseguenza, l'accesso al Paradiso era riservato ai seguaci di
quella specifica fede, in quel caso lui, Jubal Harshaw, gentiluomo e libero
cittadino, preferiva quell'eternit di dannazione e dolori promessa a tutti i
peccatori che rifiutavano la Nuova Rivelazione. Forse lui non era in grado
di vedere il vero volto di Dio ma la sua vista era abbastanza buona da in-
dividuare i suoi equivalenti sociali, ed era pi che mai convinto che quei fo-
steriti non rientrassero in quella categoria!
Tuttavia, capiva perfettamente il modo in cui si era lasciato influenzare
Mike; il costume fosterita di andare in paradiso in un momento e in un
luogo prescelti assomigliava effettivamente parecchio alla scorporazione
volontaria e programmata che pareva essere la pratica normale e accettata
sul pianeta Marte.
Jubal aveva l'angosciante sospetto che quella particolare usanza fosterita
potesse essere meglio definita con il termine omicidio, ma ci non era
mai stato provato e raramente vi si accennava pubblicamente, nemmeno
quando il culto dei fosteriti era ancora relativamente poco diffuso e poco
potente. Lo stesso Foster era stato il primo ad andare in paradiso in perfet-
to orario, decedendo pubblicamente in un momento che lui stesso aveva
profetizzato. E fin dal giorno di quel primo esempio, la cosa aveva sempre
rappresentato una specie di marchio di una particolare grazia che era esclu-
siva dei fosteriti Ormai erano anni che nessun magistrato o giudice parti-
colarmente temerario osava aprire indagini su quei decessi misteriosi.
Ma, in fondo, a Jubal non importava assolutamente se quelle morti fosse-
ro spontanee o indotte in qualche modo. Per lui il miglior fosterita era quel-
lo morto.
Ma non sarebbe stato affatto semplice spiegare tutto ci a Mike.
Prendere tempo era inutile, e un'altra tazza di caff non avrebbe migliora-
to la situazione. Mike esordi Jubal chi ha creato il mondo?
Prego?
Guardati attorno. Tutto quello che vedi, anche Marte. Le stelle. Tutto
quanto. Io, te e tutti gli altri. Gli Anziani ti hanno per caso spiegato di chi
opera tutto ci?
Mike assunse un'espressione a dir poco perplessa. No, Jubal.
Be', ma non te lo sei mai chiesto, per caso? Da dove viene il sole? Chi
ha messo le stelle nel cielo? Chi ha dato inizio a tutto ci? Intendo tutto, il
mondo intero, l'universo stesso il motivo per cui io e te adesso siamo qui
e ci stiamo parlando. Jubal si ferm, stupito dalle proprie parole. Aveva co-
minciato il suo discorso con il solito approccio agnostico e si era ritrovato
invece a seguire i suoi insegnamenti legali, essendo in fondo un onesto av-
vocato, tentando addirittura di sostenere una convinzione religiosa nella
quale lui stesso non credeva a differenza della maggior parte degli esseri
umani. Si ritrov cos improvvisamente a interpretare il ruolo dell'avvocato
delle ortodossie della sua stessa razza contro non sapeva nemmeno bene
cosa. Un punto di vista inumano, forse. Come rispondono i vostri Anziani
a simili domande?
Jubal, io non grokko che queste sono domande. Mi dispiace.
Eh? Io non grokko la tua risposta.
Mike esit a lungo. Io prover. Ma le parole non sono non sono giu-
ste. Non mettere. Non creare ora. Il mondo . Il mondo era. Il
mondo sar. Adesso.
Com'era in principio, cos ora e cos sempre sar, mondo senza
fine
Mike si produsse in un ampio sorriso. Tu grokki!
Io non grokko affatto ribatt Jubal seccato. Stavo solo citando una
frase detta da be', da un Anziano. Decise di tentare un nuovo approc-
cio; a quanto pareva Dio come creatore non era esattamente l'aspetto pi
semplice della divinit da tentare di spiegare a Mike come inizio visto
che Mike sembrava non riuscire ad afferrare l'idea stessa della Creazione. In
effetti, Jubal stesso non era tanto sicuro di averla capita molti anni prima
aveva deciso che avrebbe postulato un universo fatto di creazione nei giorni
pari, e un universo che si mangiava la coda, eterno e non-creato, nei giorni
dispari (entrambe le ipotesi, per quanto egualmente paradossali di per s,
evitavano i paradossi dell'altra); con l'aggiunta, naturalmente, di un giorno
libero ogni anno bisestile da dedicare al puro solipsismo. Avendo quindi sta-
bilito che si trattava di una domanda senza risposta, non vi aveva pensato
per oltre una generazione.
Jubal decise di tentare di spiegare l'idea di religione nel suo senso pi
ampio, per affrontare in seguito la nozione di Dio con tutti i suoi aspetti cor-
relati.
Mike assenti prontamente sul fatto che gli insegnamenti erano di varie di-
mensioni, da quelli piccoli grokkabili anche dai fanciulli fino ai grandi inse-
gnamenti che solo un Anziano poteva grokkare nella perfetta pienezza. Tut-
tavia, il tentativo di Jubal di distinguere fra i grandi e i piccoli insegnamenti,
ove i grandi insegnamenti avevano il significato umano di domande reli-
giose, non ebbe affatto successo, poich molte delle domande religiose non
sembravano avere alcun significato per Mike (come quella riguardante la
Creazione) e molte altre erano invece per lui delle semplici piccole do-
mande le cui risposte erano cos ovvie da poter essere date persino dai pic-
coli del nido, come quella sulla vita dopo la morte.
Jubal si trov costretto a non insistere su quel punto e decise di passare
alla questione della molteplicit delle religioni umane. Spieg a Mike (o
perlomeno tent di farlo) che gli umani avevano centinaia di maniere diver-
se per imparare i grandi insegnamenti, ognuna con le sue risposte specifi-
che e la pretesa di verit assoluta.
Che cos' la verit? domand Mike.
Dici la verit quando parli giustamente, Mike. Quante mani ho?
Due mani. Io vedo due mani si corresse Mike. Anne alz lo sguardo
dal suo lavoro a maglia. In sei settimane potrei trasformarlo in un Testimo-
ne comment.
Non ti intromettere, Anne. Sto facendo gi abbastanza fatica senza biso-
gno del tuo aiuto. Mike, hai parlato giustamente; io ho due mani. La tua ri-
sposta corrisponde a verit. E se per esempio tu avessi detto che io ho sette
mani?
Mike assunse un'espressione preoccupata. Non grokko come potrei dire
una cosa del genere.
No, non credo che potresti dirla. Se tu lo avessi fatto, non avresti parlato
giustamente; la tua risposta non sarebbe stata vera. Per, Mike, e ora ascol-
tami attentamente, ogni religione dichiara di essere in possesso dell'unica
verit, di parlare giustamente. Eppure le loro risposte alle stesse domande
sono estremamente diverse. I fosteriti dicono una cosa, i buddisti ne dicono
un'altra, i mussulmani ne dicono un'altra ancora insomma, tutti fornisco-
no molte risposte, ma sono risposte diverse.
Mike sembr fare un grande sforzo per comprendere. Parlano tutti giu-
stamente? Jubal, io non grokko questo.
Io nemmeno.
L'Uomo di Marte apparve molto preoccupato da quella risposta, poi d'un
tratto sorrise. Chieder ai fosteriti di domandarlo agli Anziani, e poi lo sa-
premo entrambi, fratello mio. Come posso fare questo?
Qualche minuto dopo Jubal scopri, con suo grande disgusto, di aver pro-
messo a Mike un colloquio con qualche gran bacchettone fosterita o Mike
sembrava aver capito cos, il che era pi o meno la stessa cosa. Come se non
bastasse, Jubal non era riuscito a fare niente di pi che intaccare leggermen-
te la convinzione di Mike che i fosteriti fossero davvero in contatto con gli
Anziani del genere umano. A quanto pareva, la difficolt di Mike nel
comprendere il concetto di verit stava proprio nel fatto che egli non riu-
sciva ad afferrare l'idea del termine menzogna. Le definizioni del vocabo-
lario riguardo a parole come menzogna o falsit erano state archiviate
nella sua mente senza alcun tentativo di grokkarle. Secondo lui, una persona
poteva parlare sbagliatamente solo per errore o per incomprensione. Di
conseguenza, aveva preso tutto quanto aveva visto e sentito del servizio te-
levisivo dei fosteriti come verit assoluta.
Jubal tent di spiegargli come tutte le religioni umane, senza eccezioni,
dichiarassero di essere in contatto con gli Anziani in un modo o nell'altro,
pur fornendo risposte decisamente diverse l'una dall'altra.
Mike apparve preoccupato e spazientito allo stesso tempo. Jubal, fratel-
lo mio, io provo, ma non riesco a grokkare queste parole. Fra la mia gen-
te, gli Anziani parlano sempre giustamente. Fra la tua gente
Fermati un attimo, Mike.
Prego?
Quando hai parlato della tua gente, ti riferivi ai marziani. Mike, tu
non sei un marziano, tu sei un uomo.
Che cosa un uomo?
Jubal si mise le mani fra i capelli. Era certo che Mike fosse in grado di
citare l'intera lista delle definizioni del vocabolario. Tuttavia, il ragazzo non
poneva mai una domanda semplicemente per porla; era assetato di informa-
zioni, e si aspettava che il suo fratello d'acqua Jubal placasse questa sua
sete. Io sono un uomo, tu sei un uomo, Larry un uomo.
E Anne non un uomo?
Uh s, Anne un uomo. Un uomo femmina. Una donna rispose,
mentre Anne lo ringraziava per la concessione con un risolino.
Un beb un uomo? Io non ho mai visto un beb, ma ne ho viste le im-
magini nella scatola delle ca nello stereovisore. Un beb non fatto come
Anne e Anne non fatta come te e tu non sei fatto come me. Ma un
beb forse un piccolo di nido di uomo?
Uh s, un beb un uomo.
Jubal io credo di grokkare che la mia gente, i marziani sono uomi-
ni. Non conta la forma. La forma non l'uomo. L'uomo grokkare. Parlo
giustamente?
Jubal decise in quel momento di dimettersi dalla Societ dei Filosofi e di
dedicarsi ai merletti. Che cosa significava grokkare? Lui stesso aveva co-
minciato a usare quel termine da almeno una settimana ormai, e non lo ave-
va ancora grokkato. Ma che cos'era in effetti un uomo? Un bipede privo
di piumaggio? L'immagine di Dio? O il semplice risultato fortuito della so-
pravvivenza dei pi idonei, in una definizione circolare e tautologica? Gli
eredi della morte e delle tasse? I marziani sembravano aver sconfitto la mor-
te, e Jubal aveva appreso in precedenza che non possedevano nulla di simile
al denaro, alla propriet o al Governo inteso nel senso umano, quindi era del
tutto improbabile che avessero le tasse.
Ci nonostante, il ragazzo non aveva tutti i torti; la forma era un fattore
irrilevante nel definire ci che era l'uomo, tanto quanto la bottiglia che
contiene il vino.
Ma in che modo, dal punto di vista del tutto privo di pregiudizi di un
marziano, poteva essere definita la differenza dell'uomo rispetto agli altri
animali della Terra? Una razza in grado di levitare (e di fare Dio solo sa
quali altre cose) poteva forse essere sorpresa, per esempio, da un'opera di
ingegneria? E anche in caso affermativo, sarebbero stati pi colpiti dalla
diga di Assuan o da migliaia di chilometri di barriera corallina? O magari
dall'autocoscienza dell'uomo? In ogni caso, si trattava di pure speculazioni.
Vi era per un campo nel quale l'uomo non aveva sicuramente alcun riva-
le; la razza umana aveva infatti dimostrato nel corso dei millenni un inge-
gno pressoch illimitato nel trovare metodi sempre pi vasti ed efficaci per
uccidere, schiavizzare, tormentare e rendere la vita insopportabile ai propri
simili. L'uomo era di per s la pi terribile barzelletta sulla sua specie mai
inventata. La base stessa dell'umorismo era proprio
L'uomo l'animale che ride rispose infine Jubal. Mike ci pens su con
espressione molto seria. Allora io non sono un uomo.
Eh?
Io non rido. Ho sentito ridere, e mi sono spaventato. In seguito, ho grok-
kato che non si trattava di una cosa dolorosa. Ho tentato di imparare
Mike gett indietro la testa ed emise un suono rauco e gracchiarne, un suo-
no che colpiva i nervi almeno quanto il richiamo del kookaburra.
Jubal si copr le orecchie. Basta! Smettila!
Hai sentito? disse Mike in tono triste. Io non lo so fare giustamente.
Quindi, non sono un uomo.
Aspetta un attimo, figliolo. Non ti arrendere cos in fretta. solo che
non hai ancora imparato a ridere e non credo che imparerai mai, se conti-
nui a provarci a quel modo. Ma sono sicuro che ce la farai. Se vivrai fra noi
abbastanza a lungo, un giorno ti renderai conto di quanto siamo buffi, e allo-
ra riderai.
Rider?
Riderai. Non te ne preoccupare e non tentare di grokkarlo; lascia che
venga da solo. Diamine, sono convinto che anche un marziano riderebbe di
noi, una volta che ci avesse grokkati.
Io aspetter assenti Mike con serenit.
E intanto che aspetti, non mettere mai in dubbio il fatto di essere un
uomo. Lo sei, eccome. Un uomo nato da una donna per affrontare i proble-
mi della vita e un giorno grokkerai la cosa nella sua pienezza e riderai
perch l'uomo l'animale che ride di se stesso. In quanto ai tuoi amici mar-
ziani, non saprei cosa dirti. Non li ho mai incontrati e non li grokko. Ma
grokko che potrebbero effettivamente essere uomini.
S, Jubal.
A quel punto Harshaw pens che il discorso fosse terminato e si lasci
andare a un sospiro di sollievo. Non aveva mai provato un simile imbarazzo
fin dal giorno ormai lontanissimo in cui suo padre si era deciso a spiegargli
degli uccelli e delle api e dei fiori decisamente in ritardo.
Ma per l'Uomo di Marte il discorso non era affatto concluso. Jubal, fra-
tello mio, prima hai chiesto chi ha fatto il mondo?, e io non avevo le paro-
le per dirlo perch non la grokkavo giustamente come domanda. Ho pensato
alle parole.
Ebbene?
Tu hai detto Dio ha fatto il mondo.
No, no! si affrett a precisare Harshaw. Ti ho solo detto che, nono-
stante il fatto che le molte religioni dicano tutte cose diverse, la maggior
parte di esse sostengono che Dio ha fatto il mondo. Ti ho spiegato che io
stesso non grokkavo la cosa nella sua pienezza ma che la parola usata era
appunto Dio.
S, Jubal assenti Mike. La parola Dio. Tu grokki.
No, devo ammettere che non grokko.
Tu grokki ripet Mike con fermezza. Io spiego. Non avevo le parole.
Tu grokki. Anne grokka. Io grokko. L'erba sotto i miei piedi grokka in beata
bellezza. Ma non avevo la parola. La parola Dio.
Jubal scosse il capo per schiarirsi le idee. Continua.
Mike punt l'indice verso Jubal con aria trionfante. Tu sei Dio!
Jubal si port una mano alla fronte. Oh, Cristo. Che cosa ho fatto? Sen-
ti, Mike, calmati un attimo. Forse non ci siamo capiti. Mi dispiace. Mi di-
spiace molto. Dimentica tutto quel che abbiamo detto, affronteremo la que-
stione con pi calma un altro giorno. Ma
Tu sei Dio ripet Mike felice. Ci che grokka. Anne Dio. Io sono
Dio. L'erba felice Dio. Jill grokka sempre in bellezza, Jill Dio. Tutto fog-
gia, fa e crea assieme Gracchi qualcosa in marziano e sorrise.
Va bene, Mike. Ma non esserne subito cos convinto. Anne, hai ascolta-
to tutto questo discorso?
Ci puoi scommettere, capo!
Fammene un nastro, allora. Non posso assolutamente lasciare le cose a
questo modo. Devo Jubal alz lo sguardo. Oh, mio Dio! Allarme gene-
rale, tutti quanti! Anne! Regola il bottone del panico sulla posizione morto
e, per l'amor di Dio, tienici un dito sopra; pu anche darsi che non stiano ve-
nendo qui. Alz nuovamente lo sguardo verso i due grossi velivoli che si
avvicinavano da sud. Ma temo proprio che abbiano intenzione di venirci a
fare visita. Mike! Nasconditi in piscina! Ricorda quel che ti ho detto, mettiti
nel punto pi profondo, rimani l immobile e non venire su finch non man-
do Jill a prenderti.
S, Jubal.
Subito, Mike! Muoviti!
S, Jubal. Mike corse verso la piscina, si tuff e scomparve nell'acqua,
ricordandosi di tenere le ginocchia tese, le dita dei piedi diritte e le gambe
unite.
Jill! chiam Jubal. Tuffati in piscina ed esci fuori subito. Anche tu,
Larry. Se per caso hanno visto il tuffo di Mike, voglio che siano confusi su
quanta gente sta effettivamente usando la piscina. Dorcas, esci fuori e tuffati
di nuovo. Anne no, tu hai il bottone del panico, non puoi.
Posso prendere la mia tonaca e avvicinarmi al bordo della piscina.
Capo, vuoi un ritardo sul telecomando?
Uh, s, di trenta secondi. Se atterrano qui, infilati immediatamente la tua
tonaca da Testimone e tieni il pollice sul bottone. Quando ti dir di venire
da me, premilo. Ma non voglio urlare subito al lupo finch Si scherm
gli occhi con una mano. Uno sta per atterrare di sicuro e sembra proprio
della polizia. Oh, cavolo, speravo che almeno parlamentassero un po' prima
di scendere.
Il primo velivolo rimase immobile a mezz'aria per un attimo, quindi sce-
se in verticale per atterrare nell'aiuola accanto alla piscina. Il secondo prese
a girare lentamente attorno alla casa, mantenendosi a bassa quota. Le aero-
mobili erano completamente nere, delle dimensioni di un mezzo militare per
trasporto truppe, con una sola piccola effigie poco vistosa sulla fiancata: il
globo stilizzato della Federazione.
Anne mise a terra il telecomando che avrebbe fatto scattare la bomba a
orologeria di Jubal, si infil rapidamente la divisa professionale, riprese in
mano il telecomando e appoggi il pollice sul tasto. Il portello del primo
mezzo si apr subito dopo l'atterraggio; Jubal lo aggred con l'impudente
belligeranza di un cane pechinese. Togliete quel maledetto catorcio dai
miei cespugli di rosa! grid mentre un uomo saltava gi dal portello aper-
to.
Jubal Harshaw? disse l'uomo.
Non faccia finta di non sentire! Dica all'imbecille che si trova alla guida
di questo aggeggio di toglierlo subito dall'aiuola e di metterlo sull'erba pi
in l! Anne!
Arrivo, capo.
Jubal Harshaw, ho qui un mandato per
Non mi importa di che mandato avete! Prima di tutto, togliete quel ca-
torcio dai miei fiori. E poi vi far causa per Jubal osserv l'uomo che era
sceso dal veicolo come se lo vedesse solo allora. Oh, lei disse con di-
sprezzo. per caso nato stupido, Heinrich, o ha dovuto studiare per diven-
tarlo? E chi diavolo ha insegnato a guidare a quell'idiota che avete l al vo-
lante? forse stato lei stamattina dopo avermi parlato?
La prego di esaminare questo mandato disse il capitano Heinrich pa-
zientemente. Poi
Le consiglio di togliere immediatamente quell'attrezzo dalla mia aiuola,
altrimenti le far una causa per violazione dei diritti civili che le coster la
pensione!
Heinrich esit. Subito! sbott Jubal. E dica a quegli altri imbecilli che
stanno uscendo di badare a dove mettono i piedi! Quell'idiota con l'apparec-
chio ai denti saltato su una Elizabeth M. Hewitt premiata!
Heinrich si volt dalla parte opposta. Ragazzi, attenti ai fiori. Paskin, ci
sei proprio sopra. Rogers! Solleva il veicolo e spostalo indietro di una venti-
na di metri, fuori dall'aiuola. Torn a rivolgersi a Harshaw. soddisfatto,
ora?
Lo sar quando l'avr spostata. Ma mi pagherete comunque i danni. Ora
tiri fuori le sue credenziali le mostri al Testimone Leale e dichiari ad alta
voce il suo nome, grado, organizzazione e numero di matricola.
Sa benissimo chi sono. Ho qui un mandato per
E io ho un mandato concessomi dalla legge vigente che mi permette di
bucarla con un fucile a pallini se non fa le cose in maniera legale! Io non so
chi lei. Assomiglia decisamente a una camicia imbottita che ho visto oggi
sullo schermo del mio telefono, ma questa non una prova e io non l'ho
identificata. lei che deve dichiarare la sua identit secondo la prassi lega-
le; Codice Mondiale, paragrafo 1.602, comma II. E questo vale anche per
tutti gli altri scimmioni al suo seguito, compreso quel parassita pitecantropo
al volante.
Sono tutti agenti di polizia ai miei ordini.
Ah, s? Be', per quel che mi riguarda, potreste benissimo aver affittato
quei costumi da clown che avete da qualche negozio di uniformi. Deve ri-
spettare la legge, mio caro signore. lei che ha invaso il mio castello. Lei
dice di essere un agente di polizia, e di avere un mandato che giustifica que-
sta intrusione. Per me invece siete dei semplici intrusi, almeno finch non
mi provate il contrario il che significa che posso usufruire di tutti i miei
diritti sovrani, usando qualsiasi mezzo che ritenga necessario per buttarvi
fuori di qui, cosa che inizier a fare esattamente fra tre secondi.
Glielo sconsiglio vivamente.
Chi lei per parlare cos? Se dovessi farmi del male nel tentativo di far
valere i miei diritti, la vostra azione si trasformerebbe in un vero e proprio
assalto illegale con tanto di armi da fuoco mortali, ammesso che ci che
hanno addosso quei muli siano fucili, come del resto parrebbe evidente. Ab-
biamo quindi sia un reato civile che un reato penale il che significa, ami-
co mio, che alla fine potrei usare la sua povera carcassa martoriata come
tappetino per l'ingresso di casa mia! Jubal sollev un esile braccio e chiuse
la mano in un pugno ossuto. Fuori dalla mia propriet!
Un attimo, dottore. Faremo come dice lei. Heinrich era divenuto com-
pletamente paonazzo in volto, ma riusc a controllare il tono della voce. Pre-
sent il tesserino d'identificazione, al quale Jubal diede una rapida occhiata
prima di restituirlo affinch venisse mostrato ad Anne. Heinrich dichiar
quindi il proprio nome ad alta voce, disse di essere un capitano di polizia
delle Squadre Speciali della Federazione e recit il suo numero di matricola.
Poi, uno per uno, i sei uomini che erano scesi dal mezzo, seguiti dall'autista,
fecero la stessa cosa a loro volta davanti al volto impassibile di Heinrich.
Quando ebbero finito, Jubal domand in tono cortese: E ora, capitano
Heinrich, in che cosa posso esserle utile?
Ho qui un mandato di comparizione per Gilbert Berquist. Suddetto
mandato comprende un permesso di perquisizione nei confronti della pro-
priet intera con tutti gli edifici annessi.
Lo mostri a me, poi al Testimone.
Lo far. Ma prima, ho un altro mandato, simile al primo per caratteristi-
che, nei confronti di Gillian Boardman.
Chi?
Gillian Boardman. L'accusa sequestro di persona.
Oh, cielo!
Poi ne ho un altro per Hector C. Johnson uno per Valentine Michael
Smith e uno per lei, Jubal Harshaw.
Per me? Ancora problemi con il fisco?
No. Legga. Complicit in questo e quello e testimone materiale per
altri reati e le assicuro che se il presente mandato non lo rendesse super-
fluo, la porterei al fresco io stesso per tentata ostruzione nel corso di un'a-
zione di polizia.
Suvvia, capitano! Non pu negare che, dal momento in cui si identifi-
cato e ha iniziato a comportarsi in maniera legale, io abbia collaborato ap-
pieno. E continuer a farlo. Naturalmente, far lo stesso causa a tutti voi, e
anche ai suoi diretti superiori e al Governo stesso per le azioni illegali che
avete compiuto prima di quel momento ed inutile dire che non ho nes-
suna intenzione di rinunciare ai miei diritti riguardo a ci che far chiunque
di voi da questo momento in avanti. Hmm una bella lista di vittime. Ora
capisco perch vi siete portati un carro in pi. Ma accidenti! C' qualcosa
di strano qui. Questa, uh, signorina Boardman? Vedo che l'accusa nei suoi
confronti di rapimento di questo tale Smith solo che in quest'altro man-
dato nei confronti di Smith pare che lui sia accusato di evasione da una si-
tuazione di custodia. Ci mi confonde alquanto.
Valgono entrambe le accuse. Lui evaso, e lei lo ha rapito.
Non una cosa un po' contraddittoria? Intendo, far valere entrambe
queste accuse? Inoltre, non si specifica il motivo per cui Smith era tenuto in
custodia; qual era?
Che diavolo vuole che ne sappia? evaso, tutto qui. Pertanto, consi-
derato un fuggitivo.
Per giove! Temo che dovr offrire a entrambi la mia assistenza legale.
Un caso davvero interessante. Se stato fatto un errore, o pi di un errore,
la vicenda potrebbe portare ad altre accuse.
Heinrich si produsse in un sorriso algido. Non le risulter molto facile,
dato che anche lei fa parte della combriccola.
Oh, ma non per molto, immagino. Jubal alz il tono di voce pi del ne-
cessario e rivolse la testa verso la casa. In effetti conosco anche un altro
avvocato. Penso piuttosto che, se il giudice Holland ci stesse ascoltando in
questo momento, troverebbe senz'altro gli estremi per una richiesta di ha-
beas corpus per tutti noi. E nel caso che l'Associated Press avesse uno dei
suoi veicoli parcheggiato nelle vicinanze, non si perderebbe nemmeno del
tempo per sapere dove notificare tali ordinanze.
Il solito azzeccagarbugli, vero Harshaw? Questa diffamazione, mio
caro signore. Prender nota. Per quel che le servir Tanto qui ci siamo
solo noi. Lei crede?
15

Valentine Michael Smith attravers l'acqua torbida fino al punto pi pro-


fondo della piscina, sotto il trampolino, e si sistem sul fondo. Non aveva
idea del motivo per cui il suo fratello d'acqua Jubal gli avesse detto di na-
scondersi l; di fatto, non sapeva nemmeno che si stava nascondendo. Suo
fratello gli aveva detto di andare l e di rimanervi finch non veniva a pren-
derlo Jill, e questo per lui era pi che sufficiente.
Quando fu certo di trovarsi nel luogo giusto, si rannicchi in posizione
fetale, lasci uscire dai polmoni gran parte dell'aria, gir gli occhi all'indie-
tro, rallent il suo battito cardiaco fino a un livello quasi impercettibile e di-
venne come morto, anche se di fatto non si era scorporato ed era sempre in
grado di tornare attivo quando voleva. Decise anche di dilatare il suo senso
del tempo in modo che i secondi trascorressero per lui come ore, poich
aveva molte cose da contemplare e non sapeva quanto tempo avrebbe im-
piegato Jill a venirlo a ripescare.
Sapeva di aver fallito ancora una volta nel suo tentativo di ottenere la
perfetta comprensione, il rapporto di mutua unione, il grokkare, che doveva
esistere tra fratelli d'acqua. Sapeva anche che il fallimento era dovuto al fat-
to che aveva usato in maniera non corretta la strana e mutevole lingua uma-
na. Lo sapeva perch si era reso conto che Jubal si era rattristato ogni volta
che gli aveva parlato.
Pur avendo ormai constatato che i suoi fratelli umani erano in grado di
sostenere intense emozioni senza subire danni permanenti, Smith era ugual-
mente molto dispiaciuto per aver causato una delusione al suo fratello Jubal.
Eppure, aveva avuto la netta sensazione di aver finalmente grokkato in ma-
niera perfetta una parola umana molto difficile. Ma forse aveva fatto male a
illudersi: aveva imparato fin dai primi insegnamenti che gli aveva impartito
il suo fratello d'acqua Mahmoud che quando le parole umane erano lunghe
(pi lunghe erano, meglio era), il loro significato era facile da comprendere,
inconfondibile e raramente mutevole. Le parole corte invece erano molto
pi scivolose e imprevedibili, e inoltre mutavano di significato in maniera
quasi inafferrabile. O perlomeno cos aveva grokkato. Le parole umane cor-
te non erano mai come le parole marziane corte, come grokkare, che si-
gnificava esattamente ed eternamente la stessa cosa. Erano come tentare di
prendere dell'acqua con un coltello. E una parola in particolare era molto
corta. Tuttavia, Smith aveva creduto di aver grokkato correttamente il voca-
bolo Dio. Probabilmente la confusione era insorta perch aveva fallito nel
selezionare le parole umane per descrivere questa sua comprensione. Il con-
cetto in s era talmente semplice, talmente basilare e necessario che qualsia-
si piccolo del nido sarebbe stato in grado di spiegarlo in maniera perfetta
in marziano. Il problema, quindi, stava nel trovare i termini umani che gli
avrebbero permesso di parlare giustamente; doveva assicurarsi che comba-
ciassero in pienezza col modo in cui avrebbe espresso quel concetto nella
propria lingua.
Certo, trovava assai strano che vi potessero essere delle difficolt nell'e-
sprimere quel concetto, anche in inglese, poich si trattava di qualcosa di
cui tutti erano a conoscenza altrimenti non avrebbero potuto grokkare in
vita. Pens che fosse meglio domandare agli Anziani umani come dirlo,
piuttosto che tentare di districarsi fra i mutevoli significati. Comunque,
avrebbe dovuto attendere che Jubal facesse accadere quell'incontro poich
lui, non essendo che un uovo, non poteva certo organizzarlo da solo.
Per un attimo rimpianse di non aver ottenuto il privilegio di assistere alla
prossima scorporazione di fratello Art e fratello Dottie.
Dopodich si dedic a rileggere nella sua niente il Nuovo dizionario in-
ternazionale Webster della lingua inglese, terza edizione, pubblicato a
Springfield, Massachusetts.

A un tratto, Smith ebbe la consapevolezza che i suoi fratelli d'acqua si


trovavano in pericolo. Si ferm fra sinuoso e sinusite per riflettere su
questa disagevole sensazione. Doveva forse riprendere il suo stato vitale,
abbandonare l'acqua della vita che lo circondava e unirsi a loro per grokkare
e condividere i loro guai? Se fosse stato a casa, non avrebbe avuto alcun
dubbio; i problemi andavano condivisi, in gioiosa vicinanza.
Ma quel luogo era strano in tutti i sensi e Jubal gli aveva detto di
aspettare finch non arrivava Jill.
Rivide nel suo cervello le parole di Jubal, confrontandole in una lunga
contemplazione con altre parole umane per essere certo di aver grokkato.
No, Jubal aveva parlato giustamente e lui aveva grokkato giustamente; do-
veva aspettare l'arrivo di Jill.
Ci nonostante, la sensazione che i suoi fratelli d'acqua avevano dei pro-
blemi lo aveva messo talmente a disagio che non pot tornare a concentrarsi
sulle parole del vocabolario. Infine, gli venne in mente un'idea talmente ca-
rica di felice audacia che il solo pensiero lo avrebbe fatto trasalire, se il suo
corpo non si fosse trovato in uno stato in cui era impossibile che ci acca-
desse.
Jubal gli aveva detto di portare il suo corpo fin l sotto e di aspettare che
lo venisse a chiamare Jill ma aveva forse specificato che anche lui stesso
dovesse rimanere nel corpo?
Smith consider la cosa a lungo e con grande attenzione, sapendo bene
che le scivolose parole usate da Jubal potevano facilmente portarlo (come
spesso era accaduto) a compiere errori. Infine concluse che non gli aveva
ordinato specificamente di rimanere nel suo corpo e ci gli forniva una
via d'uscita a ci che riteneva uno sbaglio: la non condivisione dei problemi
dei suoi fratelli.
Cos, Smith decise di allontanarsi.
Era stupito dalla sua stessa audacia in quanto, pur avendo gi compiuto
quel processo in precedenza (due volte, per la precisione), non lo aveva mai
fatto da solo. Era sempre avvenuto sotto la supervisione di un Anziano, che
controllava che il suo corpo fosse al sicuro, lo aveva aiutato ad affrontare la
nuova esperienza ed era rimasto con lui finch non era tornato al suo corpo
e aveva ripreso le sue funzioni vitali.
Ora non vi era alcun Anziano ad assisterlo. Ma Smith apprendeva piutto-
sto in fretta; sapeva di essere in grado di farlo, e confidava di riempire d'or-
goglio il suo insegnante, riuscendo nell'impresa da solo. Inizi col controlla-
re attentamente ogni singola parte del corpo, assicurandosi che non rimanes-
se danneggiato durante la sua assenza, quindi ne usc, con grande cautela,
lasciandovi solo quel briciolo di s che l'avrebbe custodito.
Sal e si ferm sul bordo della piscina, ricordandosi di comportarsi come
se il suo corpo fosse ancora con lui per non correre il rischio di disorientar-
si, perdere il contatto con la piscina, con il suo corpo e con tutto il resto e ri-
trovarsi a vagare in luoghi sconosciuti dai quali non avrebbe potuto pi fare
ritorno.
Smith si guard attorno.
Un velivolo stava atterrando nell'aiuola accanto alla piscina, e gli esseri
sottostanti si stavano lamentando per le ferite e le indegnit cui venivano
sottoposti. Che fosse proprio questo il problema che aveva percepito? Le
erbe erano fatte per camminarvi sopra, ma i cespugli e i fiori no; questo era
uno sbaglio.
Ma non si trattava solo di questo; vi era un'altro sbaglio. Un uomo stava
uscendo dal velivolo, con un piede in procinto di toccare terra, e Jubal gli
stava correndo incontro. Smith vide chiaramente l'ondata di gelida rabbia
che Jubal scagli verso quell'uomo; un'ondata talmente furiosa che, se fosse
stata scagliata da un marziano a un altro, si sarebbero entrambi scorporati
all'istante.
Smith annot la cosa per futura ponderazione. Se si trattava di un mo-
mento critico come sembrava, doveva riflettere su come agire per aiutare il
suo fratello. Poi guard gli altri.
Dorcas stava uscendo dalla piscina; era perplessa, un po' preoccupata.
Smith percepiva che Dorcas aveva una certa fiducia in Jubal. Larry era sul
bordo della piscina; anche lui ne era appena uscito, e alcune gocce d'acqua
cadevano dal suo corpo. Larry non era affatto preoccupato, bens eccitato e
compiaciuto; la sua fiducia nei confronti di Jubal era assoluta. Miriam si
trovava al suo fianco, e il suo stato d'animo era una via di mezzo fra quelli
di Dorcas e di Larry. Anne era in piedi davanti alla sedia sulla quale sedeva
prima e indossava il lungo abito bianco che aveva tenuto al suo fianco tutto
il giorno. Smith non riusc a grokkare appieno il suo stato d'animo; percep
in lei una parte della fredda e inflessibile disciplina mentale caratteristica
degli Anziani. La cosa lo stup, poich solitamente Anne era suadente, genti-
le e caldamente amichevole.
Not che Anne stava osservando attentamente Jubal, e che era pronta a
fare qualsiasi cosa per aiutarlo. E anche Larry lo era! e anche Dorcas! e
Miriam! In un'improvvisa esplosione di meravigliosa catarsi, Smith si rese
conto che tutti quegli amici erano fratelli d'acqua di Jubal e che di conse-
guenza erano anche suoi fratelli! Questa improvvisa liberazione dalla cecit
lo scosse fino al punto che perse quasi il contatto con il luogo in cui si tro-
vava. Rilassandosi come gli era stato insegnato, si ferm per lodarli e ser-
barli nell'animo, prima uno per uno e poi tutti assieme nel loro complesso.
Jill aveva un braccio appoggiato sul bordo della piscina. Smith sapeva
che era appena stata sott'acqua per controllare che lui fosse al sicuro. Era
stato consapevole della sua presenza nel momento in cui lo aveva fatto
ma ora si rese conto del fatto che Jill non era solo preoccupata per la sua in-
columit: percepiva un altro pericolo, maggiore, che non era stato scacciato
dalla consapevolezza che lui fosse al sicuro, immerso nell'acqua della vita.
Questo lo preoccup non poco, tanto che consider se fosse il caso di anda-
re da lei per rassicurarla e farle sapere che stava condividendo i suoi proble-
mi.
E lo avrebbe fatto, se non fosse stato per un leggero e disagevole senso di
colpa: non era affatto certo che Jubal gli avrebbe permesso di andarsene in
giro mentre il suo corpo si trovava nascosto in fondo alla piscina. Ovvi a
quel senso di colpa ripetendo a se stesso che stava condividendo i loro pro-
blemi e decise che avrebbe manifestato la sua presenza solo nel caso che
ne fosse insorta la necessit.
Smith rivolse quindi la sua attenzione sull'uomo che era appena sceso dal
velivolo nero. Percep le sue emozioni e si ritrasse immediatamente d'istin-
to, poi si costrinse a esaminarlo ugualmente con grande attenzione, sia fuori
che dentro.
L'uomo aveva una cintura attorno alla vita al lato della quale era fissata
una pistola.
Mike era quasi sicuro che si trattasse di una pistola. La esamin in tutti i
suoi dettagli, paragonandola alle due che aveva visto in precedenza e con-
trollando che le sue caratteristiche combaciassero con la definizione fornita
dal Nuovo dizionario internazionale Webster della lingua inglese, terza edi-
zione, pubblicato a Springfield, Massachusset.
S, si trattava senza dubbio di una pistola, non solo per la forma, ma an-
che per l'aura di sbaglio che la circondava e la caratterizzava. Smith scrut
la canna, comprese come avrebbe potuto funzionare, e quello sbaglio lo
guard dritto negli occhi.
Era forse il caso di fare in modo che sparisse? E doveva accadere subito,
prima che l'uomo fosse sceso completamente dal veicolo? Smith senti che
era questa l'azione da intraprendere tuttavia, in un'altra occasione, Jubal
gli aveva detto che non doveva fare questo a una pistola finch lo stesso Ju-
bal non gli diceva che era il momento di farlo.
Sapeva che quella situazione aveva raggiunto un picco critico:.. ma deci-
se di non cambiare la situazione finch non l'avesse grokkata nella sua pie-
nezza, dato che era anche possibile che Jubal, sapendo in anticipo dell'avvi-
cinarsi di quella crisi, lo avesse mandato sott'acqua proprio per impedirgli di
agire in modo sbagliato in quel momento.
Decise di attendere ma nel frattempo avrebbe tenuto sotto stretto con-
trollo quella pistola e il suo essere sbagliato. Dato che in quel momento non
era limitato dalla presenza di due soli occhi che guardavano in una sola di-
rezione, ma aveva la possibilit di vedere tutt'attorno a s, continu a fissare
la pistola e contemporaneamente l'uomo che scendeva dal veicolo.
Qui vide pi cose sbagliate di quante non avrebbe mai creduto possibile!
Vi erano altri uomini, e tutti tranne uno si stavano affollando verso l'uscita.
Le loro menti avevano lo stesso odore di quelle di un branco di Khaugha
che ha appena individuato una ninfa indifesa e ognuno di loro teneva fra
le mani qualcosa che era profondamente sbagliato.
Come aveva detto in precedenza a Jubal, Smith sapeva che la forma non
era mai un fattore determinante; per grokkare in modo corretto, bisognava
andare al di l della forma e percepire l'essenza. La sua gente passava attra-
verso ben cinque forme principali; uovo, ninfa, piccolo di nido, adulto, e
Anziano, anche se quest'ultima non si poteva considerare una forma. Ci
nonostante, l'essenza di un anziano era gi presente nella forma di uovo.
Questi oggetti che trasportavano gli altri uomini assomigliavano a pisto-
le. Ma Smith non diede per scontato che si trattasse di pistole; ne esamin
uno in particolare con grande attenzione. Si trattava di un oggetto molto pi
grande di qualsiasi pistola che avesse visto, la sua forma era molto differen-
te, e anche i dettagli erano diversi.
Ma si trattava di una pistola.
Esamin le altre, una per una e con grande attenzione. Anche quelle era-
no pistole.
Il veicolo stesso era dotato di due enormi pistole, oltre ad altre cose che
Smith non riusc a grokkare ma nelle quali percep con chiarezza che erano
molto sbagliati.
Riflett seriamente sul fatto di far andare via il veicolo con tutto quel che
contenevano. Tuttavia, a prescindere dalla sua atavica inibizione nei con-
fronti dello spreco di cibo, sapeva anche che non stava grokkando appieno
quanto stava accadendo. Era meglio agire con cautela, osservare attenta-
mente e aiutare e condividere la crisi seguendo il comportamento di Jubal.
Se poi avesse compreso che la giusta azione per lui era quella di non fare
nulla, sarebbe tornato al suo corpo dopo il passaggio della crisi e avrebbe
discusso la faccenda con Jubal in seguito.
Torn fuori dal veicolo, dove osserv, ascolt e attese.
L'uomo che era uscito per primo parl con Jubal di molte cose che Smith
dovette limitarsi ad archiviare senza grokkare; si trattava di cose che anda-
vano al di l della sua esperienza personale. Gli altri uomini uscirono dal
mezzo e si disposero in formazione; Smith allarg il suo campo di attenzio-
ne per comprenderli tutti. Il veicolo si sollev, si mosse all'indietro e si fer-
m poco pi in l, portando grande sollievo agli esseri sui quali si era posa-
to; Smith grokk con loro quanto poteva senza distrarsi dal resto, cercando
di lenire le loro ferite.
Il primo uomo pass dei fogli a Jubal, che a sua volta li pass ad Anne.
Smith li lesse assieme a lei. Riconobbe i significati delle parole come ine-
renti ad alcuni rituali umani di cura e restituzione dell'equilibrio, ma essen-
do giunto in contatto con simili rituali solo attraverso i libri di legge di Ju-
bal, non tent nemmeno di grokkarne il significato, soprattutto perch Jubal
non sembrava esserne molto preoccupato. La cosa sbagliata si trovava altro-
ve. Fu felice di riconoscere il suo nome umano su due dei fogli; provava
sempre una strana emozione nel leggerlo, come se si trovasse in due luoghi
allo stesso tempo, cosa peraltro possibile solo a un Anziano.
Jubal e il primo uomo si girarono e si incamminarono verso la piscina,
con Anne che li tallonava da vicino. Smith rilass il suo senso del tempo, la-
sciando che si muovessero pi rapidamente, mantenendolo dilatato quanto
bastava per tenere d'occhio tutti gli altri uomini contemporaneamente. Due
di questi si avvicinarono al gruppetto dei tre e li affiancarono.
L'uomo che era uscito per primo dal veicolo si ferm sul bordo della pi-
scina, estrasse dalla tasca una fotografia, la guard, quindi guard Jill. Smi-
th percep la paura e la preoccupazione che crescevano in Jill; osserv con
grande attenzione. Jubal gli aveva detto: Proteggi Jill. Non ti preoccupare
di sprecare cibo. Non ti preoccupare di nient'altro. Proteggi Jill.
Naturalmente, avrebbe protetto Jill in ogni caso, anche a rischio di agire
in modo sbagliato per qualche altro verso. Ma era molto bello avere la rassi-
curante coperta delle parole di Jubal; gli permetteva di mantenere la mente
priva di preoccupazioni e divisioni.
Quando il primo uomo indic Jill e gli altri due corsero verso di lei con le
loro pistole spianate, Smith si protese attraverso il suo doppione e compi
verso ognuno di loro quel gesto che faceva sparire.
Il primo uomo fiss allibito il punto da cui erano scomparsi gli altri due,
port la mano alla pistola e scomparve a sua volta.
Gli altri quattro iniziarono ad avvicinarsi. Smith non voleva far sparire
anche a loro. Sentiva che Jubal sarebbe stato pi contento di lui se li avesse
semplicemente fermati. Ma fermare una cosa, anche un portacenere, impli-
cava un certo sforzo, e Smith non aveva il proprio corpo a portata di mano.
Un Anziano sarebbe riuscito a occuparsi di tutti e quattro assieme, ma Smith
si limit a fare quel che poteva, quel che doveva fare.
Quattro leggerissimi tocchi e scomparvero.
Poi percep una nuova e pi intensa sensazione di sbaglio provenire dal
veicolo parcheggiato; vi si avvicin, grokk una decisione rapida, e il veico-
lo scomparve assieme al suo pilota.
Ma non aveva preso in considerazione l'altro velivolo che pattugliava il
ciclo sopra la sua testa. Smith inizi a rilassarsi quando si fu liberato del ve-
livolo a terra, ma improvvisamente percep un netto aumento delle cose sba-
gliate e dei problemi. Alz lo sguardo.
Il secondo velivolo si stava apprestando ad atterrare esattamente nel pun-
to in cui si trovava lui.
Smith dilat il suo senso del tempo fino al suo limite massimo personale,
si rec nel velivolo ancora a mezz'aria, lo ispezion accuratamente, grokk
che era permeato della stessa sensazione del primo e lo spedi nel nulla.
Quindi, torn al gruppo che era rimasto accanto alla piscina.
I suoi amici sembravano essere tutti piuttosto emozionati; Dorcas stava
singhiozzando e Jill la stava abbracciando, cercando di calmarla. L'unica
persona che non sembrava essere toccata dalle intense emozioni che Smith
percepiva tutt'attorno a s era Anne. Ma la sensazione di sbaglio non c'era
pi, era completamente scomparsa, e con essa anche il problema che aveva
disturbato la sua precedente meditazione. Mike sapeva che Dorcas sarebbe
stata curata meglio e pi velocemente da Jill che da chiunque altro; Jill
grokkava sempre subito e appieno quando una persona soffriva. Disturbato
dalle intense sensazioni che lo circondavano, un po' preoccupato dalla pos-
sibilit di non aver agito in completa giustezza nel momento della crisi (o
quantomeno dalla possibilit che Jubal la pensasse cos), Mike decise che a
quel punto era libero di andarsene. Torn in piscina, trov il suo corpo,
grokk che era nelle stesse condizioni in cui lo aveva lasciato e vi rientr.
Si chiese se fosse il momento opportuno per riflettere sugli eventi avve-
nuti. Ma si trattava di fatti troppo nuovi, troppo recenti; non era ancora
pronto per comprenderli appieno, non era pronto per lodare e serbare nell'a-
nimo quegli uomini che era stato costretto a spostare. Torn invece con alle-
gria al compito che lo aveva occupato in precedenza. Sinusite sinusoi-
de sionismo
Era appena arrivato a tenifugo e stava per ripassare tennis, quando
percep Jill che si avvicinava. Si prepar, sapendo bene che suo fratello Jill
non poteva rimanere a lungo sott'acqua senza un certo disagio.
Non appena Jill lo tocc, Smith allung le mani, prese il suo volto e la
baci. Si trattava di una cosa che aveva imparato a fare solo di recente, e
non era ancora certo di averla grokkata alla perfezione. Aveva in s qualcosa
della cerimonia dell'acqua. Ma vi era anche dell'altro qualcosa che desi-
derava ardentemente grokkare nella sua perfetta pienezza.
16

Jubal Harshaw non aspett che Gillian tirasse fuori il fanciullo dalla pi-
scina; diede istruzioni affinch venisse somministrato un sedativo a Dorcas
e si affrett verso il suo studio, lasciando ad Anne il compito di spiegare (o
di non spiegare) quanto era accaduto negli ultimi dieci minuti. Sotto a chi
tocca! grid dietro una spalla mentre si allontanava.
Miriam si gir e lo raggiunse. Immagino di essere io di turno disse, a
corto di fiato. Ma capo, che diavolo
Non una parola, ragazza.
Ma, capo
Silenzio, ho detto. Miriam, fra circa una settimana, ci siederemo tutti
davanti a un tavolo e ci faremo spiegare da Anne ci che abbiamo veramen-
te visto. Ma in questo preciso istante tutto il mondo star telefonando qui,
entro breve salteranno fuori giornalisti da tutti gli alberi, e prima devo fare
un paio di chiamate. Mi serve aiuto. Per caso fai parte anche tu di quel ge-
nere di donne che diventano inutili quando si ha veramente bisogno di loro?
A proposito, ricordami di togliere dalla busta paga di Dorcas il tempo che ha
passato in stato di isterismo.
Miriam spalanc la bocca. Capo! Prova solo a fare una cosa del genere
e ti ritroverai senza nessuna di noi!
Sciocchezze.
Sto dicendo sul serio. Smettila di infierire su Dorcas. Sarei diventata
isterica io stessa, se non mi avesse battuta sul tempo. Anzi, credo che mi
succeder adesso.
Harshaw sorrise. Se ci provi, sar costretto a sculacciarti. Va bene, Dor-
cas ricever un premio per compiti straordinari pericolosi. Anzi, metti un
premio per tutti. Soprattutto per me. Me lo sono meritato.
Va bene. Ma chi che paga il tuo?
I contribuenti, naturalmente. Troveremo un modo per Maledizione!
Erano giunti alla porta del suo studio, e il telefono stava gi squillando. Har-
shaw si sedette sulla sua poltrona e rispose alla chiamata. Qui Harshaw.
Chi diavolo ?
Lascia perdere i convenevoli, Doc rispose un volto con espressione al-
legra. Non mi hai mai fatto paura, in tutti questi anni. Come vanno le
cose?
Harshaw riconobbe subito Thomas Mackenzie, il capoproduzione della
New World Networks; il suo tono si ammorbidi. Va abbastanza bene, Tom.
Ma ho una fretta incredibile, quindi
Tu hai fretta? Vieni qui a provare la mia giornata di 48 ore. Comunque
sar breve. Credi ancora di avere qualcosa per noi? Non per le spese del
materiale che mi hai fatto installare, da quel punto di vista non ci sono pro-
blemi. Ma gli affari sono affari, e sto pagando ben tre squadre di tecnici solo
per stare l ad aspettare un tuo segnale. Regole sindacali sai com', no? Io
ti farei qualsiasi favore; abbiamo usato un sacco di tuoi lavori in passato e
contiamo di usarne ancora ma sto iniziando a chiedermi che cosa dir al
nostro direttore amministrativo.
Harshaw lo fiss. E pensi che le immagini esclusive che ti ho appena
dato non bastino a coprire quelle spesucole?
Quali immagini?
Pochi minuti dopo, Harshaw salut e interruppe la comunicazione, con-
vinto del fatto che la New World Networks non avesse visto nulla di quanto
era avvenuto poco prima nel giardino di casa sua. Decise di glissare sulle
domande di Mackenzie in proposito; se gli avesse descritto quanto aveva vi-
sto, lui avrebbe senz'altro pensato che il povero Harshaw era impazzito del
tutto. E lo stesso Jubal non se la sarebbe sentita di dargli tutti i torti.
Decisero invece che, nel caso non fosse accaduto nulla che valeva la
pena di riprendere nel giro delle ventiquattro ore seguenti, la New World
avrebbe rinunciato al collegamento, portando via le telecamere e il resto del
materiale che avevano piazzato.
Trovami Larry disse Harshaw quando lo schermo fu nuovamente vuo-
to. Digli di prendere il telecomando; probabilmente ce l'ha Anne. Poi si
dedic a una nuova telefonata, quindi pass a una terza. Quando arriv Lar-
ry, Harshaw era ormai convinto che nessuna rete televisiva avesse assistito
al tentativo di invasione delle sue propriet da parte delle Squadre Speciali.
Non gli fu nemmeno necessario controllare se almeno qualcuno della venti-
na di messaggi preregistrati che aveva preparato fossero stati trasmessi, poi-
ch anch'essi dipendevano dallo stesso segnale; se non erano stati avvertiti i
network, non erano partiti nemmeno i messaggi.
Si scost dallo schermo del telefono. Larry gli porse il bottone del pani-
co che doveva azionare il collegamento radio. Volevi questo, capo?
Gi. Non c' un modo per controllare questo aggeggio, per vedere se
funziona o meno? Intendo senza mettere improvvisamente in allerta tre reti
televisive?
Certo. I tecnici hanno sistemato la centralina gi in laboratorio; ha un
pulsante che serve esattamente a questo scopo. Basta spingerlo e azionare il
telecomando e si accende una lucina. Per portare a termine la prova, basta
chiamarli dalla centralina stessa e chiedere un controllo sulle telecamere e
sulle stazioni monitor.
E se poi il controllo dimostra che il contatto non c'? Se il problema
qui da noi, riusciresti a individuare di che si tratta?
Pu darsi disse Larry in tono dubbioso se si trattasse di qualcosa di
semplice come un contatto. Ma il genio dell'elettronica da queste parti
Duke; io sono pi intellettuale.
Lo so, figliolo. Nemmeno io sono molto brillante per quanto riguarda le
questioni tecniche. Be', fai del tuo meglio, e fammi sapere qualcosa al pi
presto.
Nient'altro, Jubal?
S, se per caso incontri l'uomo che ha inventato la ruota, mandamelo su;
avrei un paio di cosine da dirgli.
Jubal pass i minuti successivi in contemplazione. Esamin la possibilit
che Duke avesse sabotato il telecomando, ma la scart subito; era una perdi-
ta di tempo, e in pi era piuttosto meschina. Si chiese solo per un attimo
cosa fosse davvero accaduto in giardino poco prima, e come avesse potuto
quel ragazzo fare una cosa del genere da tre metri sott'acqua dato che non
aveva alcun dubbio che vi fosse lo zampino dell'Uomo di Marte dietro a
quegli assurdi avvenimenti.
Quanto aveva visto appena il giorno prima nel suo studio era stupefacen-
te dal punto di vista intellettuale almeno quanto gli eventi cui aveva assistito
poco prima solo che l'impatto emotivo era stato differente.
Vedere una scatola vuota di semplice cartone che spariva a mezz'aria im-
plicava, per logica, la possibilit che anche un veicolo della polizia pieno di
uomini potesse sparire allo stesso modo. Solo che il secondo fatto era assai
pi sconvolgente.
Non avrebbe comunque sprecato lacrime per quegli sbirri. Jubal non ave-
va nulla contro i poliziotti in generale; ne aveva conosciuti molti onesti in
vita sua ed era convinto che nemmeno lo sceriffo di paese in odore di
mazzette andasse stroncato di netto.
Ma per diventare un membro delle S.S., un uomo doveva avere tanto
odio nel cuore quanto sadismo nell'animo. Si trattava di una sorta di Gesta-
po. Truppe d'assalto al servizio di qualsiasi politico fosse in quel momento
al potere. Jubal rimpiangeva i bei vecchi tempi in cui un avvocato poteva
appellarsi alla Legge sui Diritti Civili e non farsi fregare sempre da qualche
trucchetto legale della Federazione.
Che cosa sarebbe accaduto ora? Di certo la squadra di Heinrich si trova-
va in contatto radio con la sua base. Ergo, la sua scomparsa doveva essere
stata per forza notata, se non altro per il silenzio. Il che significava che entro
breve sarebbero arrivati altri militari a cercare i loro compari anzi, proba-
bilmente erano gi diretti l, nel caso che il contatto con il secondo velivolo
fosse stato interrotto durante una comunicazione. Miriam
S, capo?
Voglio qui Mike, Anne e Jill al pi presto. E trova anche Larry, proba-
bilmente sar gi in laboratorio, e porta in casa anche lui. Chiudete tutte le
finestre e sbarrate tutte le porte.
Prevedi altri guai?
Datti una mossa, sorella.
Se quegli scimmioni delle S.S. si facevano rivedere, (o meglio, quando si
sarebbero fatti rivedere) era assai probabile che non avrebbero avuto dupli-
cati dei mandati. E se il loro capo fosse stato tanto stupido da presentarsi a
casa sua senza mandati be', in quel caso forse Jubal sarebbe stato costret-
to a sguinzagliargli contro Mike. Solo che continuare con quella pazzesca e
cieca guerra di attrito era assurdo dunque l'unica cosa da fare era di met-
tersi in contatto al pi presto con il Segretario generale.
Ma come?
Chiamando nuovamente il Palazzo Esecutivo? Era probabile che Heinri-
ch avesse detto la verit sul fatto che ogni suo nuovo tentativo di chiamata
sarebbe stato intercettato dallo stesso Heinrich o da qualche alto ufficiale
delle S.S. che ora scaldava la poltrona di cui lui non avrebbe mai pi avuto
bisogno. E allora? Lo stesso Heinrich sarebbe rimasto piuttosto sorpreso nel
trovarsi faccia a faccia con l'uomo che aveva appena cercato di arrestare
poteva anche rimanerne talmente sconvolto da passargli il suo capo, il co-
mandante comesichiama, quel tipo con la faccia da furetto ingrassato, Twit-
chell. Ed era certo che l'ufficiale in comando delle S.S. avesse una linea di-
retta con il capo in persona.
No, non andava bene. Bisogna sempre trovare il metodo giusto. Spiegare
a un uomo che crede nelle armi da fuoco che hai qualcosa di molto meglio
delle pistole e che non potr mai arrestarti era come parlare a un muro.
Twitchell avrebbe continuato a scagliargli addosso uomini e armi fino all'e-
saurimento delle sue scorte piuttosto che ammettere di non riuscire ad arre-
stare un uomo di cui conosceva persino il domicilio.
Maledizione, se solo avesse avuto con lui Ben Caxton Ben avrebbe
senz'altro usato le sue conoscenze politiche per risolvere il problema.
Ma era stata proprio la scomparsa di Ben a dare inizio a tutta quella ridi-
cola storia. E dato che non poteva chiederlo a Ben, chi altri avrebbe potuto
conoscere le persone giuste?
Ma che diavolo, stava parlando con uno di loro fino a un attimo prima!
Jubal torn al telefono e tent di ripescare Tom Mackenzie, incontrando
solo tre strati di interferenza prima di arrivarvi, ognuno dei quali lo riconob-
be e lo lasci andare avanti piuttosto velocemente. Mentre era occupato a
telefonare, entrarono nel suo studio le persone che aveva convocato. Jubal li
ignor mentre si accomodavano. Miriam si ferm accanto a lui e gli scrisse
su un foglietto: Porte e finestre sbarrate .
Jubal annui e scrisse sotto: Larry telecomando? Poi si rivolse allo
schermo. Tom? Scusa se ti disturbo di nuovo.
sempre un piacere, Jubal.
Tom, se tu volessi parlare con il Segretario generale Douglas, come fa-
resti?
Chiamerei il suo addetto stampa, Jim Sanforth. O magari Jock Dum-
mont, a seconda di che cosa mi serve. Ma non credo proprio che riuscirei a
raggiungere il Segretario generale in persona; Jim farebbe da
intermediario.
E se invece tu volessi parlargli proprio di persona?
Be', penso che lo direi a Jim e lascerei a lui il compito di organizzare
l'incontro. Tuttavia, farei molto prima se spiegassi a Jim il mio problema, al-
trimenti la cosa potrebbe andare per le lunghe e anche in quel caso, non
detto che non accada. Insomma, Jubal, la nostra rete piuttosto utile all'am-
ministrazione, lo sanno loro e lo sappiamo anche noi. Ci nonostante, non
cerchiamo mai di sfruttare la nostra posizione per scopi inutili.
Tom fai conto che lo scopo non sia affatto inutile. Fai conto che tu
debba per forza parlare con il Segretario generale. Immediatamente. Non la
settimana prossima, ma nei prossimi dieci minuti.
Mackenzie sollev le sopracciglia. Be', se dovessi proprio farlo per for-
za, spiegherei a Jim il motivo di una simile urgenza
No.
Suvvia, sii ragionevole
Non posso esserlo. Immagina di aver visto Jim Sanforth che rubava l'ar-
genteria; in quel caso non potresti spiegare a lui di che si tratta, ma allo stes-
so tempo avresti un bisogno assoluto di parlare subito con Douglas.
Mackenzie emise un sospiro. Immagino che gli direi semplicemente che
ho bisogno di parlare con il capo e che se non me lo passa all'istante, la
sua amministrazione non avr mai pi nemmeno un briciolo di sostegno da
parte della mia rete. Naturalmente, glielo direi in maniera cortese. Ma fa-
cendogli capire che parlo sul serio. Sanforth non uno sciocco; non servi-
rebbe mai la sua stessa testa su un piatto d'argento.
Okay, Tom. Fallo.
Eh?
Lascia questa chiamata in attesa. Chiama il Palazzo su un altro apparec-
chio e tieniti pronto a inserirmi non appena riesci a metterti in contatto con
il Segretario generale. Ho bisogno di parlargli, subito!
Mackenzie assunse un'espressione addolorata. Jubal, vecchio amico
mio
Significa che non lo farai?
Significa che non posso. Ti sei inventato una situazione ipotetica in cui
il direttore esecutivo di una rete di comunicazione internazionale riesce a
parlare con il Segretario generale in condizioni di estrema urgenza, ma non
certo una vicenda in cui mi posso compromettere. Senti, Jubal, io ti rispet-
to moltissimo. Sei molto probabilmente fra i primi sei migliori scrittori vi-
venti. La nostra rete sarebbe dispiaciutissima di perderti, e siamo altrettanto
amareggiati di non essere mai riusciti a legarti con un contratto esclusivo.
Ma non posso fare ci che mi chiedi, nemmeno per farti un favore. Ti devi
rendere conto che una persona non pu chiamare al telefono il capo del Go-
verno mondiale a meno che non sia lui a voler parlare con te.
E se ti firmassi un contratto esclusivo di sette anni?
Mackenzie assunse un'espressione addolorata, come se fosse stato colto
da un improvviso mal di denti. Non lo farei comunque. Io perderei il lavo-
ro, e tu dovresti comunque rispettare il contratto.
Jubal prese in considerazione l'idea di chiamare Mike e di mostrarlo in
video al suo interlocutore, ma la scart immediatamente. Le false interviste
al falso Uomo di Marte erano state trasmesse proprio dalla rete di Macken-
zie, e questo poteva significare solo che lui stesso era a conoscenza dei fatti
e faceva parte della congiura oppure era in buona fede, cosa di cui Jubal era
convinto, e che quindi non avrebbe mai creduto di essere stato preso in giro
a quel modo.
Okay, Tom, non voglio spingere troppo. Ma tu sai barcamenarti nelle
usanze governative molto meglio di me. Dimmi almeno chi che pu chia-
mare Douglas quando vuole e riuscire a parlargli a parte Sanforth, inten-
do.
Nessuno.
Che diavolo, nessun uomo vive nel nulla! Devono per forza esserci al-
meno una dozzina di persone che possono chiamarlo senza essere interroga-
te dai suoi segretari
Quelli del suo staff, immagino. E nemmeno tutti.
Non ne conosco nessuno; da un po' che sono fuori da certe faccende.
Ma non sto parlando di politici. Chi che lo conosce tanto bene da poterlo
chiamare su una linea privata per invitarlo a fare un pokerino?
Uhm ti accontenti di poco, eh? Be', ci sarebbe Jake Allenby. Quello
del petrolio.
Lo conosco. Non gli piaccio. Anche lui non mi piace, e lo sa.
Douglas non ha molti amici intimi. Sua moglie tende a scoraggiare quel
genere di Ehi, Jubal, che ne pensi dell'astrologia?
Mai toccata quella roba. Preferisco il brandy.
Be', questione di gusti. Per sentimi bene, Jubal; se racconti a qual-
cuno quel che ti sto per dire, giuro che ti taglier la gola io stesso con uno
dei tuoi manoscritti.
Registrato. Assentito. Prego procedere.
Be' si d il caso che Agnes Douglas vada pazza per quella roba e si
d anche il caso che io sappia dove se la procuri. C' un'astrologa che pu
chiamare la signora Douglas quando le pare e piace, e mi devi credere quan-
do ti dico che la signora Douglas, se vuole, vale almeno quanto il Segretario
generale stesso. Se vuoi posso darti il numero di questa astrologa e poi te
la sbrighi da solo.
Non mi sembra di ricordare astrologhe sulla mia lista di auguri natalizi
rispose Jubal, dubbioso. Come si chiama?. Madame Alexandra Vesant,
Washington. E diciamo che non immune al fascino del denaro. Vesant, V-
e-s-a-n-t.
Afferrato disse Jubal in tono allegro. Tom, mi sei stato di grandissimo
aiuto!
Lo spero. Allora, non hai nulla per noi?
Aspetta un attimo. Jubal abbass lo sguardo su un altro fogliettino che
Miriam gli aveva appoggiato accanto al gomito poco prima. Larry dice che
la centralina non trasmette e non sa perch. La trasmissione di prima
non riuscita per via di un guasto alla centralina qui continu Jubal. E
non ho nessuno che sia in grado di ripararla.
Ti mando qualcuno.
Grazie. Grazie due volte.
Jubal riagganci e fece subito un'altra chiamata, chiedendo alla centrali-
nista di effettuarla in circuito riservato e schermato nel caso che l'apparec-
chio dell'utente interessato fosse dotato di tale servizio. Lo era, cosa che non
sorprese affatto Jubal. I lineamenti dignitosi di Madame Vesant apparvero
sullo schermo quasi immediatamente. Jubal sorrise. Ehi, bellezza!
La donna assunse un'espressione perplessa, poi guard meglio. Ma
Doc Harshaw! Vecchio brigante, come va? Che piacere vederti! Dove ti sei
nascosto fino a ora?
Hai proprio ragione, Becky. Ero nascosto. I clown mi stanno dando la
caccia.
Lei non domand il perch; rispose immediatamente. Cosa posso fare
per aiutarti? Hai bisogno di soldi?
No, Becky; ti ringrazio molto, di soldi ne ho a sufficienza. I miei guai
sono ben peggiori, e temo che l'unico che possa aiutarmi sia il Segretario
generale in persona, il signor Douglas. Ho bisogno di parlargli al pi presto.
Ora, subito, o anche prima.
L'espressione dell'astrologa rimase neutra. una bella richiesta, Doc.
Me ne rendo perfettamente conto, Becky soprattutto perch ci sto
provando da una settimana. Ma non voglio che ti immischi nella faccenda,
tesoro, perch ti assicuro che si tratta di una storia a dir poco scottante. Pen-
savo che forse puoi darmi una mano magari un numero di telefono. Ma
ripeto, non voglio coinvolgerti, perch potrebbe farti molto male, e poi non
riuscirei pi a guardare in faccia il Professore nel caso dovessi incontrar-
lo, pace all'anima sua.
So benissimo cosa vorrebbe che facessi il Professore, quindi smettila
con le cazzate! ribatt seccamente Madame Vesant. Ha sempre giurato
che tu eri l'unico in grado di fare a fettine la gente con classe. Non si mai
dimenticato di quella volta a Elkton.
Suvvia Becky, non rivanghiamo certe cose. In fondo sono stato pagato.
Ma gli hai salvato la vita.
Niente affatto. stato tutto merito del suo fisico robusto e delle tue
cure amorevoli.
Uh Doc, forse stiamo perdendo tempo. Quanto urgente la tua
causa?
Be', abbastanza, direi. C' un mandato con il mio nome sopra un
mandato federale. Sanno dove sono e non posso scappare. Verranno a pren-
dermi da un momento all'altro, e l'unica persona che mi pu salvare l'ono-
revole Douglas.
Ce la faremo. Questo te lo posso garantire.
Becky sono sicuro che sei in grado di farlo, ma potresti metterci di-
verse ore. che ho paura della camera della tortura. Sono troppo vecchio
per sostenere una sessione del genere.
Ma oh, cavolo! Doc, non puoi darmi qualche dettaglio in pi? Dovrei
farti un oroscopo, cos saprei veramente cosa devo fare. Tu sei Mercurio,
naturalmente, dato che fai il dottore. Ma se sapessi in quale casa guardare
per risolvere il tuo problema, potrei fare di meglio.
Figlia mia, non c' tempo per una cosa del genere. Ti ringrazio comun-
que. I pensieri di Jubal vorticarono freneticamente. Di chi si poteva fidare?
Becky, il solo fatto di saperlo potrebbe metterti in guai ancora peggiori dei
miei a meno che io non riesca a convincere il signor Douglas.
A me puoi dirlo, Doc. So cavarmela e tu lo sai.
E va bene. Okay, io sono Mercurio, ma il problema dipende da Mar-
te.
L'espressione della donna divenne improvvisamente seria. In che
senso?
Hai letto i giornali, no? Sai che l'Uomo di Marte dovrebbe trovarsi da
qualche parte nelle Ande. Be', io invece ti dico che non affatto l; si tratta
di uno specchietto per le allodole.
Becky apparve stupita, ma non quanto si sarebbe immaginato Jubal. E
tu cosa c'entri in tutto questo, Doc?
Becky, questo triste pianeta pieno di gente che vuole mettere le mani
su quel ragazzo. Lo vogliono sfruttare, e farlo lavorare per loro. Solo che si
d il caso che il ragazzo sia un mio cliente, e che io non abbia alcuna inten-
zione di cedere, a meno che non vi sia costretto. E l'unica possibilit che mi
rimane a questo punto parlare con il signor Douglas, faccia a faccia.
L'Uomo di Marte un tuo cliente? Sai dove si trova?
S, ma lo so solo per il signor Douglas. Mi capisci, vero? Il capo pu
anche essere una brava persona, gentile con i bambini e gli animali, ma non
deve per forza sapere ci che fanno i suoi sgherri. Soprattutto quando pren-
dono un uomo e lo portano nella sala delle torture.
Madame Vesant annui. Anch'io ho avuto i miei problemi con gli sbirri.
per questo che vorrei fare una chiacchieratina con il signor Douglas
prima che mi arrestino.
Vuoi solo parlargli per telefono?
S, se ci riesci Tieni, ora ti do il mio numero. Io sar qui ad aspettare
la chiamata, finch non vengono a prelevarmi. Se invece non ci riesci Be',
Becky, grazie lo stesso. So che ci proverai.
Non riagganciare! esclam lei.
Eh?
Tienti in linea, Doc, mentre ci provo. Se ho fortuna, ti metto in contatto
direttamente senza perdere tempo. Resta in linea. Madame Vesant lasci lo
schermo senza salutare e si mise in contatto con Agnes Douglas attraverso
un altro apparecchio. Parl in tono calmo e sicuro, facendo notare ad Agnes
che era proprio questo lo sviluppo predetto dalle stelle e che era avvenuto
in perfetto orario, secondo le previsioni. Era quindi sopraggiunto il momen-
to critico in cui Agnes doveva guidare e sostenere suo marito, sfruttando tut-
te le sue doti femminili per far s che agisse saggiamente e con tempestivit.
Agnes cara, questa configurazione astrale capita una volta ogni mille anni;
Marte, Mercurio e Venere sono in congiunzione perfetta, con Venere domi-
nante non appena raggiunge il meridiano, il che significa
Allie, ma che cosa dovrei fare secondo le stelle? Lo sai che non capisco
la parte scientifica
Quest'ultima affermazione non sorprese affatto Madame Vesant, poich
la situazione astrale che aveva appena descritto era stata inventata di sana
pianta. Non avendo avuto il tempo di elaborare un nuovo oroscopo, era stata
costretta a improvvisare. Ma la cosa non la preoccupava affatto; in fondo le
stava dando una verit astrale, fornendo un buon consiglio e aiutando i
suoi amici. L'idea di poter aiutare due amici allo stesso tempo la rendeva
particolarmente felice. Ma cara, lo capisci perfettamente; come ti ho gi
detto, hai un talento naturale per l'astrologia. Tu sei Venere, come sempre, e
l'aspetto di Marte particolarmente rinforzato, in quanto rappresenta sia tuo
marito che quel giovanotto Smith per tutta la durata della crisi in atto. Mer-
curio invece rappresenta il dottor Harshaw. Quindi, per riequilibrare lo sbi-
lanciamento causato dal rinforzamento di Marte, Venere dovr sostenere
Mercurio finch la crisi non sar finita. Ma hai poco tempo per agire; l'in-
fluenza di Venere infatti scema velocemente al raggiungimento del meridia-
no, vale a dire fra circa sette minuti. Da quel momento in avanti la tua in-
fluenza sar molto minore, quindi ti consiglio di agire subito.
Avresti dovuto avvertirmi prima.
Mia cara, tutto il giorno che sono qui davanti al telefono, pronta ad
agire. Le stelle ci dicono la natura di ogni crisi, ma non ci forniscono mai i
dettagli. Ma abbiamo ancora tempo. Ho qui il dottor Harshaw in attesa sul-
l'altro telefono; basterebbe portarli faccia a faccia, lui e tuo marito, possibil-
mente prima che Venere raggiunga il meridiano.
Mmm va bene, Allie. Mi toccher strappare Joseph a qualche stupida
conferenza, ma credo che ci riuscir. Non chiudere il contatto. E dammi il
numero del telefono sul quale hai questo dottore o puoi far trasferire la
chiamata direttamente?
Posso trasferirla qui. Ma vai a chiamare il signor Douglas, cara. Fai in
fretta, mi raccomando.
Vado subito.
Quando il volto di Agnes Douglas scomparve dallo schermo, Becky fece
una chiamata da un altro apparecchio. La sua professione richiedeva un am-
pio uso del telefono; si trattava infatti della voce di spesa pi importante nel
suo bilancio. Fischiettando allegramente fra s, chiam il suo agente di
cambio.
17

Appena il volto di Madame Vesant scomparve dallo schermo, Jubal si ap-


poggi allo schienale della sua poltrona. Sotto a chi tocca disse.
Okay, capo assenti Miriam.
Questa per la serie Esperienze vissute. Specifica all'inizio che la
narratrice deve avere una voce sexy da contralto
Potrei provarci io, allora.
Non cos sexy. Taci. Prendi quella lista di cognomi che ci ha gentilmen-
te fornito l'ufficio anagrafico, e mettici un nome innocente e materno. Un
nome femminile che finisca in a, che suggerisca un bel seno abbondante.
Cosa? Nessuna di noi ha il nome che finisce in a! cos che la pensi,
eh?
Be', siete tutte piuttosto piattine, non forse vero? Angela, ecco come
si chiama. Titolo: Ho sposato un marziano. Inizio: Per tutta la vita, ho sem-
pre desiderato diventare un astronauta. A capo. Quando ero ancora piccola,
con le lentiggini sul naso e gli occhi pieni di stelle, raccoglievo i bollini del-
le scatole di biscotti come i miei fratellini, e piangevo quando mia madre
non mi lasciava portare a letto il mio casco spaziale. A capo. In quei giorni
spensierati della mia infanzia, non immaginavo nemmeno lontanamente lo
strano destino al quale mi avrebbe portato la mia ambizione da
maschietto
Capo!
S, Dorcas?
Stanno arrivando altri due carichi.
Jubal si alz dalla sua poltrona. Miriam, siediti al mio posto davanti al
telefono e chiamami al minimo accenno di comunicazione. Si avvicin alla
finestra, vide i due aeromobili segnalati da Dorcas e decise che molto pro-
babilmente si trattava di velivoli delle S.S. che stavano per atterrare sulla
sua propriet. Larry, sbarra la porta di questa stanza. Anne, infilati la tona-
ca. Guardali, ma non ti avvicinare troppo alla finestra. Voglio che credano
che la casa sia vuota. Jill, stai vicina a Mike e fai in modo che non faccia
mosse avventate. Mike, fai solo quel che ti dice Jill.
S, Jubal. Lo far.
Jill, non scatenarlo a meno che non ce ne sia bisogno. Intendo, per im-
pedire che qualcuno di noi venga ucciso. Se sfondano le porta, lasciali
fare anzi, spero vivamente che lo facciano. E Jill, se la situazione diventa
critica, preferirei che facesse sparire le loro armi piuttosto che i loro corpi.
S, Jubal.
Assicurati che Mike abbia afferrato bene il concetto. Questa eliminazio-
ne indiscriminata di sbirri deve finire!
Telefono, capo!
Arrivo. Jubal torn senza fretta davanti all'apparecchio. Rimanete tut-
ti fuori dal campo visivo dello schermo. Dorcas, puoi farti un sonnellino.
Miriam, annota un altro titolo per dopo: Ho sposato un umano. Scivol
nella poltrona appena abbandonata da Miriam. S?
Rimanga in attesa, prego. Il Segretario generale conferir con lei. Il
tono era di grande concessione.
Okay.
L'immagine sullo schermo si dissolse, sostituita dal volto arruffato dell'o-
norevole Joseph Edgerton Douglas, Segretario generale della Federazione
Mondiale delle Nazioni Libere. Dottor Harshaw? Mi dicono che ha biso-
gno di parlare con me. Dica pure.
No, signore.
Eh? Ma mi hanno appena detto
meglio essere precisi, date le circostanze. lei che ha bisogno di par-
lare con me.
Douglas assunse un'espressione sorpresa, quindi si produsse in un sorri-
so. piuttosto sicuro di s, non vero? Be', dottore, le concedo dieci se-
condi per provarmelo. Ho altre cose importanti da fare.
Benissimo, signore. Le parlo in veste di procuratore legale dell'Uomo di
Marte.
L'aspetto seccato di Douglas scomparve immediatamente. Come dice?
Sono il procuratore del signor Valentine Michael Smith, meglio cono-
sciuto come l'Uomo di Marte. Avvocato con pieni poteri. Di fatto, potrebbe
esserle d'aiuto considerarmi come ambasciatore de facto per il pianeta Mar-
te nello spirito della Sentenza Larkin, tanto per chiarire le cose.
Douglas lo fiss. per caso diventato matto?
Ci ho pensato spesso, ultimamente. Ci nonostante, rimane il fatto che
sto agendo per conto dell'Uomo di Marte. Lui pronto a trattare.
L'Uomo di Marte si trova in Ecuador.
La prego, signor Segretario. Questa una conversazione privata. Come
sappiamo benissimo entrambi, Smith non si trova affatto in Ecuador. Smith,
il vero Valentine Michael Smith, non quello apparso in stereovisione, fug-
gito da una situazione di detenzione (illegale, potrei aggiungere) presso il
Centro medico di Bethesda lo scorso gioved in compagnia dell'infermiera
Gillian Boardman. riuscito a ottenere la libert, libero tuttora, e ha tutte
le intenzioni di rimanere tale. Se qualcuno dei suoi assistenti le ha per caso
riferito qualcosa di diverso in proposito, ha mentito. Ed proprio per questo
motivo che ho insistito per parlarle di persona. Affinch lei possa rimettere a
posto le cose.
Douglas assunse un'espressione molto pensierosa. Apparentemente qual-
cuno gli disse qualcosa, ma sullo schermo non apparve nessun altro volto e
non si ud nulla. Anche se ci che afferma corrispondesse a verit,
dottore, disse infine Douglas non credo proprio che lei si trovi nella posi-
zione di parlare a nome del giovane Smith. sotto la tutela dello Stato.
Jubal scosse il capo. Impossibile. Ricordi la Sentenza Larkin.
Senta bene: essendo io stesso un avvocato, le posso assicurare che
Essendo a mia volta un avvocato, devo conformarmi alla mia opinione,
ed mio dovere proteggere il mio cliente.
Credevo che avesse dichiarato di essere procuratore, piuttosto che avvo-
cato.
Sono entrambe le cose. Se consulta l'albo, scoprir che sono anche av-
vocato, con ottime referenze, ammesso a praticare davanti all'Alta Corte.
Non che pratichi molto di questi tempi, ma la mia carica rimane. Jubal ud
un cupo rimbombo proveniente da sotto e scost lo sguardo.
Capo, credo sia la porta d'ingresso sussurr Larry. Vuoi che vada a
vedere?
Jubal scosse il capo e torn a rivolgersi allo schermo. Signor Segretario,
mentre noi siamo qui a cavillare, il tempo scarseggia. In questo preciso
istante, i suoi uomini, i suoi hooligan delle S.S. stanno tentando di sfondare
la mia porta d'ingresso. Trovo alquanto sgradevole il fatto di essere preso
d'assedio nella mia stessa residenza. Le chiedo quindi, per la prima e per
l'ultima volta, di porre fine a questa seccatura, affinch ci venga concessa la
possibilit di trattare in maniera pacifica e paritaria. O preferisce forse di-
scuterne presso l'Alta Corte, con tutta la pubblicit che implicherebbe inevi-
tabilmente lo scandalo?
Ancora una volta, il Segretario parve parlare con qualcuno fuori campo.
Quando si rivolse nuovamente a Jubal, aveva un'espressione preoccupata.
Dottore, il fatto che le Squadre Speciali di polizia stiano per arrestarla rap-
presenta una novit per me. Non capisco
Se ascolta attentamente, signore, li sentir salire per le mie scale! Mike!
Anne! Venite qui. Jubal si alz dalla poltrona e la scost da un lato per per-
mettere alla telecamera di includerli tutti e tre. Segretario generale Dou-
glas, le presento l'Uomo di Marte! Naturalmente non present Anne, ma
fece in modo che lei e la sua tonaca bianca di probit risultassero ben visibi-
li.
Douglas fiss Smith. Smith lo fiss a sua volta e apparve a disagio. Ju-
bal
Un attimo, Mike. Ebbene, signor Segretario? I suoi uomini sono gi pe-
netrati in casa mia; li sento picchiare sulla porta del mio studio in questo
preciso istante. Jubal si volt. Larry, apri la porta. Falli entrare. Appog-
gi una mano sulla spalla di Mike. Non ti emozionare, figliolo, e non fare
nulla a meno che non te lo dica io.
S, Jubal. Quell'uomo io l'ho conosciuto.
E anche lui conosce te. Jubal si rivolse alle sue spalle, verso la porta
spalancata. Venga pure, sergente. Venga qui.
Il sergente delle s.s. rimase sulla porta con la pistola impugnata, senza
entrare. Chiam invece qualcuno alle sue spalle. Maggiore! Sono qui!
Mi passi il loro ufficiale in capo, dottore disse Douglas. Ancora una
volta, parl con qualcuno fuori campo.
Jubal fu sollevato quando constat che il maggiore chiamato dal sergente
aveva ancora la pistola nel fodero; la spalla di Mike, che Jubal teneva anco-
ra sotto la sua mano, aveva iniziato a tremare dal momento in cui era appar-
so il sergente con l'arma spianata; pur non provando un senso di amore fra-
terno nei confronti di quei mercenari, Jubal non voleva che Smith desse una
dimostrazione dei suoi poteri proprio in quel momento ci avrebbe dato
adito a domande alquanto imbarazzanti. Il maggiore si guard attorno.
lei Jubal Harshaw?
S. Venga qui. Il suo capo le vuole parlare.
Niente affatto. Mi segua. Sto cercando anche
Venga qui, le ho detto! Il Segretario generale in persona vorrebbe rivol-
gerle due paroline attraverso questo apparecchio.
Il maggiore delle s.s. assunse un'espressione sospettosa, entr nello stu-
dio, gir attorno alla scrivania di Jubal, arriv davanti allo schermo del tele-
fono vi guard dentro e si mise improvvisamente sull'attenti, producendo-
si in un saluto militare. Douglas annui. Nome, grado e reparto.
Maggiore C.D. Bloch, signore, squadrone Cheerio delle Squadre Spe-
ciali, reparto Maryland.
Ora mi dica per quale motivo si trova l.
piuttosto complicato, signore
Allora me lo spieghi. E si sbrighi, maggiore.
Sissignore. Sono qui in conformit agli ordini ricevuti. Vede
Si spieghi meglio.
Be', signore, circa un'ora e mezzo fa stata mandata qui una squadra
composta da due aeromobili per operare una serie di arresti. Ebbene, la
squadra non rientrata come previsto e il contatto radio si interrotto, quin-
di sono stato inviato con la squadra di riserva per fornire l'assistenza del
caso.
Per ordine di chi?
Del Comandante, signore.
E avete trovato l'altra squadra?
Nossignore. Nessuna traccia.
Douglas torn a rivolgersi verso Harshaw. Avvocato, ha per caso visto
un'altra squadra dalle sue parti?
Non fa certo parte dei miei doveri star dietro ai suoi uomini, onorevole.
Pu darsi che abbiano sbagliato indirizzo. O che si siano semplicemente
persi.
Non ha risposto alla mia domanda.
vero. Ma questo non un interrogatorio, n lo diventer. Se vuole in-
terrogarmi, dovr farlo davanti a un giudice. Io sto operando per il mio
cliente, e non mio dovere fare da balia a queste persone in uniforme.
Tuttavia, per quel che ho potuto constatare, potrei suggerire che non sareb-
bero nemmeno in grado di trovare un maiale in una vasca da bagno.
Mmm possibile. Maggiore, raduni i suoi uomini e torni alla base.
Far confermare l'ordine attraverso i vostri canali.
Sissignore! Il maggiore salut nuovamente.
Un momento! intervenne brusco Harshaw. Questi uomini hanno sfon-
dato la mia porta. Pretendo di vedere il loro mandato.
Oh. Maggiore, gli mostri il mandato di perquisizione.
Il maggiore Bloch divenne completamente paonazzo. Signore, lo aveva
l'ufficiale che partito con la prima squadra. Il capitano Heinrich, quello
scomparso.
Douglas lo fiss. Giovanotto mi sta forse dicendo che avete invaso la
propriet privata di un libero cittadino senza un mandato?
Ma signore, forse non ha capito il documento c'era l'ho visto io
stesso. Ma naturalmente lo aveva con s il capitano Heinrich, signore.
Douglas si limit a fissarlo. Tornate alla base, e mettetevi agli arresti
una volta giunti sul posto. Ne parleremo pi tardi.
Sissignore.
Un attimo intervenne nuovamente Harshaw. Date le circostanze, non
gli permetter di andarsene. Ho intenzione di esercitare il mio diritto di
compiere un arresto da libero cittadino. Lo porter dalle autorit locali e lo
far rinchiudere nella prigione locale con l'accusa di intrusione illegale ar-
mata in propriet privata.
Douglas sbatt le palpebre con aria pensierosa. Trova che sia una misu-
ra necessaria, signor Harshaw?
Per quel che mi riguarda, s. Non voglio che lascino la nostra giurisdi-
zione locale. Fra l'altro, a parte le gravi infrazioni al codice penale, non ho
ancora avuto modo di valutare con precisione i danni arrecati alla mia pro-
priet.
Ha la mia personale garanzia, dottor Harshaw; i danni le verranno rim-
borsati integralmente.
La ringrazio, signore. Ma chi mi assicura che fra una ventina di minuti
non si presenti qui un altro pagliaccio in uniforme, magari con tanto di man-
dato? Diamine, non avrebbe nemmeno bisogno di buttare gi la porta! Il
mio castello stato violato, e ora aperto a qualsiasi intruso. Signor Segre-
tario, se sono riuscito a non farmi trascinare via da questo vigliacco prima di
riuscire a mettermi in contatto telefonico con lei, stato solo grazie ai pochi
minuti di ritardo guadagnati dalla resistenza della mia porta blindata e ha
sentito benissimo anche lei quando ha detto che c' un altro come lui ancora
in giro, con tanto di mandati.
Dottore, le assicuro che non so nulla di tale mandato.
Mandati, signore. Ha parlato di mandati per una serie di arresti. An-
che se forse sarebbe meglio dire lettres de cachet.
La sua un'accusa piuttosto grave.
L'intera faccenda lo . Ha potuto constatare lei stesso ci che mi hanno
gi fatto.
Dottore, le ripeto che non so nulla a proposito di tali mandati, sempre
ammesso che esistano. Ma le do la mia parola che indagher immediata-
mente sulla questione, scoprir il motivo per cui sono stati emessi e agir in
conformit alla situazione. Che altro posso dirle?
Molto altro, signore. Io stesso sono in grado di ricostruire il motivo per
cui sono stati emessi quei documenti. Qualcuno al suo servizio, in un ecces-
so di zelo, ha convinto un giudice particolarmente arrendevole a emetterli
allo scopo di sequestrare la mia persona e quella dei miei ospiti e interrogar-
ci, lontani dal suo sguardo o da quello di chiunque! Siamo pi che disposti a
discutere la faccenda con lei ma non siamo affatto disposti a farci interro-
gare da un personaggio di questa specie, Jubal indic con il pollice il mag-
giore delle S.S. alle sue spalle magari in una stanza buia senza finestre.
Onorevole, io pretendo di ottenere giustizia da lei e le assicuro che se
questi mandati non saranno cancellati quanto prima, se non mi garantisce
personalmente al di l di ogni possibile dubbio che l'Uomo di Marte, l'infer-
miera Boardman e io stesso saremo lasciati indisturbati e liberi, in quel
caso Jubal si interruppe e scroll le spalle con aria sinceramente dispia-
ciuta sar costretto a trovare altre persone disposte a collaborare. Come
ben sapr, vi sono diverse persone e poteri al di fuori dell'amministrazione
che avrebbero grande interesse nel conoscere il nostro amico qui presente.
Lei mi sta minacciando.
Nossignore. Io sto difendendo una causa. Non a caso mi sono rivolto a
lei per primo. Abbiamo intenzione di trattare, ma non possiamo farlo libera-
mente se siamo braccati in continuazione. Quindi la prego, signore, richiami
i suoi cani!
Douglas abbass lo sguardo, poi torn a guardare Jubal. Quei mandati,
sempre ammesso che esistano, non verranno eseguiti. Li revocher non ap-
pena li avr rintracciati.
Grazie, signore.
Douglas rivolse un'occhiata al maggiore Bloch. Ha sempre intenzione di
farlo arrestare dalle autorit locali, Harshaw?
Jubal lo guard con disprezzo. Lui? Ma s, lasciamolo andare; in fondo
non che un idiota in uniforme. E scordiamoci anche dei danni; lei e io ab-
biamo cose ben pi importanti da discutere.
Pu andare, maggiore. L'ufficiale delle S.S. salut e lasci la stanza
molto rapidamente. Douglas continu. Avvocato, credo sia giunto il mo-
mento di una discussione faccia a faccia. Non credo proprio che le questioni
da lei sollevate possano essere discusse in maniera esauriente per telefono.
Sono d'accordo.
Lei e il suo cliente sarete miei ospiti al Palazzo. Mander il mio yacht
a prendervi. Ce la fate a essere pronti fra un'ora?
Harshaw scosse il capo. La ringrazio, signor Segretario, ma non sar ne-
cessario. Stanotte dormiremo qui e quando verr il momento di incontrar-
ci tirer fuori una vecchia slitta, o qualcosa del genere. Non c' bisogno che
ci faccia venire a prendere.
Douglas fece una smorfia. Suvvia, dottore! Come ha fatto notare lei
stesso, queste conversazioni saranno di natura diplomatica. Seguendo il pro-
tocollo del caso, dovrete permettermi di offrirvi la mia ospitalit ufficiale.
Be', signore, volendo essere precisi potrei sottolineare che il mio cliente
ha gi usufruito fin troppo della sua ospitalit ufficiale anzi, devo aggiun-
gere che ha anche fatto una certa fatica a liberarsene.
Il volto di Douglas si trasform in una maschera di ghiaccio. Dottore,
lei sta insinuando che
Non sto insinuando proprio nulla. Sto semplicemente dicendo che Smi-
th piuttosto affaticato, e che non abituato a cerimonie ufficiali di alto li-
vello. Qui dormir senz'altro meglio, poich si sente a casa sua. E lo stesso
vale per me. Sono vecchio e stanco, signore, e preferisco di gran lunga il
mio letto. Inoltre, c' anche da considerare che i nostri colloqui potrebbero
non portare a nulla e che io e il mio cliente potremmo trovarci costretti a ri-
volgerci altrove. In quel caso, troverei piuttosto imbarazzante il fatto di es-
sere suo ospite.
Il Segretario generale assunse un'espressione arcigna. Ancora minacce.
Pensavo che si fidasse di me, signor Harshaw. E inoltre mi sembra di averla
sentita dire che era pronto a trattare.
Io mi fido di lei, signore. E sono pronto a trattare. Tuttavia, uso la paro-
la trattare nel suo senso originario, e non considero il nuovo significato
che le avete dato, che la fa apparire decisamente pi affine al termine cede-
re. Ci nonostante, non abbiamo certo intenzione di comportarci in modo
irragionevole. In ogni caso, non possiamo iniziare i colloqui immediatamen-
te; non siamo ancora pronti, ed necessario aspettare. Quanto tempo, questo
non lo so.
Che cosa intende dire?
Ci aspettiamo che l'amministrazione sia presente ai suddetti colloqui
con una delegazione scelta da lei, e intendiamo usufruire dello stesso privi-
legio.
Certo. Ma manteniamo la cosa fra intimi. Mi occuper della faccenda
personalmente, avvalendomi della collaborazione di uno o due assistenti.
Credo che si tratter dell'Avvocato generale e magari qualche esperto in
legge spaziale. Ma per fare affari necessario agire entro un gruppo ristret-
to: pi ristretto , meglio .
Senza dubbio. Anche il nostro gruppo sar ristretto. Smith, io stesso, poi
porter un Testimone Leale
Oh, suvvia!
Un Testimone non rallenter di certo le trattative. Le consiglio anzi di
portarne uno anche lei. Probabilmente mi porter appresso anche uno o due
altri elementi ma purtroppo ci manca un uomo chiave. Il mio cliente mi
ha posto come condizione inappellabile che sia presente ai colloqui un tale
Ben Caxton solo che non riesco assolutamente a trovarlo, quel brigante.
Avendo speso ore di manovre assai complesse per proferire quell'unico
commento, Jubal rimase in fremente attesa con la sua migliore faccia da po-
ker per vedere che reazione ci sarebbe stata. Douglas lo fiss con gli occhi
sgranati. Ben Caxton? Spero che non stia parlando di quello scribacchino
da quattro soldi!
Il Ben Caxton a cui mi riferisco un giornalista. Ha una rubrica in una
delle maggiori testate del paese.
Non se ne parla nemmeno!
Harshaw scosse il capo. In questo caso, temo che il nostro colloquio ter-
mini qui, signor Segretario. Le mie istruzioni sono irrevocabili e non mi
concedono scappatoie. Mi rincresce di averle fatto perdere del tempo pre-
zioso. La prego quindi di scusarmi. Allung una mano come per togliere il
contatto.
Un attimo!
Prego?
Non chiuda la conversazione; non ho ancora finito di parlare!
Chiedo umilmente scusa. Attenderemo finch non ci avr scusati.
Va bene, va bene, lasci perdere le formalit. Dottore, lei per caso legge
quella roba che viene emessa da questa capitale sotto l'etichetta di
notizie?
Per carit, ci mancherebbe altro!
Anch'io vorrei tanto non esservi costretto. Comunque sia, in ogni caso,
l'idea che un giornalista sia presente a simili colloqui assolutamente assur-
da. Li faremo entrare dopo, quando avremo sistemato ogni cosa. E anche se
per caso dovessero esservi dei giornalisti presenti, le assicuro che Caxton
non sarebbe mai fra questi. Quell'uomo sprizza veleno da tutti i pori un
maniaco da buco della serratura della peggior specie.
Signor Segretario, noi non abbiamo alcuna obiezione nei confronti della
pubblicit. Anzi, insisteremo affinch la cosa sia seguita dal maggior nume-
ro possibile di giornali e reti televisive.
Ma ridicolo!
Forse. Ma rimane il fatto che io lavoro per il mio cliente nel modo che
considero migliore. Se raggiungiamo un accordo riguardo all'Uomo di Mar-
te e il pianeta che rappresenta, voglio che ogni singola persona della Terra
sappia esattamente di chi si tratta e che cosa implica. In caso contrario, vo-
glio ugualmente che la gente sappia come e dove i colloqui si sono interrot-
ti. Non accetter alcuna procedura a porte chiuse, signor Segretario.
Maledizione, non stavo parlando di colloqui a porte chiuse, e lo sa
bene! Intendevo semplicemente un incontro semplice, tranquillo e ordinato
in cui non ci sia bisogno di sgomitare con il vicino!
Allora fate entrare la stampa solo con telecamere e microfoni, lasciando
fuori i loro piedi e i loro gomiti. E a proposito, io e il mio cliente saremo in-
tervistati da una rete televisiva, questo pomeriggio, e annuncer la nostra ri-
chiesta di apertura totale dei prossimi colloqui ai media.
Cosa? Non dovete concedere interviste ora. Che diamine contrario
a tutto lo spirito di questa nostra discussione.
Non capisco in che modo. Naturalmente non parleremo di questa di-
scussione privata ma sta forse suggerendo che un cittadino privato debba
avere il suo permesso per conferire con la stampa?
No, certo che no, ma
Temo comunque che sia ormai troppo tardi. L'intervista gi stata orga-
nizzata, e l'unico modo in cui potrebbe fermarla sarebbe mandando un'altra
camionata dei suoi sgherri con o senza mandati. Ma temo che anche loro
arriverebbero in ritardo. L'unico motivo per cui gliene ho parlato che ho
pensato che potrebbe avere il desiderio di emettere lei per primo un comuni-
cato stampa, prima della nostra intervista, nel quale potr riferire al pubbli-
co che l'Uomo di Marte tornato dal suo ritiro nelle Ande e si trova attual-
mente in vacanza nei Poconos. Giusto per evitare di far apparire che il Go-
verno sia stato preso alla sprovvista. Mi segue?
La seguo eccome. Il Segretario generale fiss in silenzio Harshaw
per diversi secondi. Attenda un attimo disse infine, e scomparve dallo
schermo.
Harshaw fece cenno a Larry di avvicinarsi mentre copriva con l'altra
mano il microfono del telefono. Figliolo, sussurr finch quella centrali-
na rimane fuori uso, il mio rimane solo un bluff. Non possiamo sapere se
ora Douglas se n' andato veramente per far partire quel comunicato stampa
che gli ho suggerito o se ha intenzione di scatenarci di nuovo addosso i
suoi mastini mentre io sono qui al telefono ad aspettarlo. Quindi esci di qui
di corsa, vai a una cabina e chiama Tom Mackenzie. Digli che se non fa fun-
zionare subito le apparecchiature che ha mollato qui, perder la pi grande
vicenda mai accaduta dai tempi della caduta di Troia. Poi stai attento quan-
do torni a casa; potrebbero esserci poliziotti nascosti in ogni buco.
Okay. Ma come faccio a recuperare Mackenzie?
Be' In quel momento riapparve Douglas sullo schermo. Chiedi a
Miriam. Vai.
Dottor Harshaw, ho seguito il suo consiglio. Ho appena fatto emettere
un comunicato stampa molto simile a quello da lei suggerito, con l'aggiunta
di qualche piccolo dettaglio. Douglas si produsse in un sorriso suadente, in
perfetto accordo con la sua fasulla immagine pubblica. Inutile usare mezze
misure. Mi rendo perfettamente conto del fatto che, se insistete tanto sulla
pubblicit, per quanto possa essere assurda nell'ambito di un colloquio
esplorativo, non posseggo alcun mezzo per impedirvelo. Ho quindi aggiunto
al comunicato che l'amministrazione ha predisposto dei colloqui per discu-
tere le future relazioni interplanetarie con l'Uomo di Marte, non appena si
sar ripreso dal suo viaggio, e che questi colloqui saranno pubblici. Il suo
sorriso divenne gelido, togliendo al suo volto qualsiasi traccia dell'immagi-
ne del buon vecchio Joe Douglas.
Harshaw si produsse a sua volta in un sorriso gioviale di sincera ammira-
zione. Quel vecchio furfante era riuscito ad assorbire il colpo e a trasforma-
re la sua sconfitta in una vittoria per l'amministrazione. Perfetto, signor Se-
gretario! decisamente meglio se le cose vengono presentate ufficialmente
dal Governo. La spalleggeremo su tutta la linea!
Grazie. Ora, a proposito di questo tale Caxton il fatto di permettere
l'accesso ai colloqui alla stampa non comprende anche lui. Potr rimanere a
casa sua, seguire le trattative via stereovisione, e inventarsi le sue menzogne
da l cosa che sono certo far. Ma non permetter che sia presente ai col-
loqui stessi. Sono spiacente, ma tassativo.
In tal caso non vi sar alcun colloquio, signor Segretario, a prescindere
da quanto ha riferito alla stampa.
Forse non ha capito bene, avvocato. Quell'uomo offende me direttamen-
te. Si tratta di una questione personale.
Esatto, signore. Si tratta di una questione personale.
In tal caso non ne parliamo pi.
Forse lei che non mi ha capito bene. personale per Smith.
Cosa?
Lei ha il privilegio di scegliere i consiglieri che desidera siano presenti
a questi colloqui, e pu scegliere chiunque, noi non abbiamo nulla da obiet-
tare. Allo stesso modo, Smith ha il privilegio di scegliere i suoi consiglieri e
di averli presenti alle trattative. Se Caxton non ci sar, non verremo nemme-
no noi. Ha afferrato il concetto?
Segui un lungo silenzio, nel corso del quale Harshaw fece una riflessione
clinica sul fatto che un uomo dell'et di Douglas non avrebbe dovuto la-
sciarsi andare a manifestazioni di rabbia tanto evidenti. Senza abbandonare
lo schermo, Douglas parve consultarsi con qualcuno che non appariva nel
visore. Infine parl rivolgendosi all'Uomo di Marte.
Mike era rimasto nel campo dello schermo per tutto quel tempo, silenzio-
so e paziente almeno quanto la Testimone Leale. Smith disse Douglas
per quale motivo insiste su questa ridicola condizione?
Harshaw sollev subito una mano. Non rispondere, Mike! disse. Poi
torn a rivolgersi a Douglas. Ahi, ahi, signor Segretario. Rispettiamo i ca-
noni, per cortesia. Lei non pu chiedere al mio cliente il motivo per il quale
mi ha chiesto di fare una cosa simile. E mi lasci aggiungere che la violazio-
ne delle procedure viene enfatizzata dal fatto che il mio cliente ha appreso
la lingua inglese solo di recente, e che di conseguenza non in grado di af-
frontarla ad armi pari. Se si prender la briga di imparare il marziano, forse
le lascer porre tutte le domande che vuole ma solo in quella lingua. O
forse non glielo permetter nemmeno allora. E di sicuro non oggi.
Douglas emise un sospiro. Va bene. Potrebbe essere pertinente chiederle
con quali canoni ha giocato lei finora, ma non ho il tempo per farlo. Ho un
governo da portare avanti.
Cedo alla sua richiesta. Ma non si aspetti che io stringa la mano a questo
suo maledetto Caxton!
Come desidera, signore. Ma ora torniamo al primo punto. Ci troviamo
in una situazione di stallo, in quanto non sono ancora riuscito a recuperare
Caxton. Al suo ufficio dicono che si trova fuori citt.
Douglas sorrise. Questo non certo affar mio. Avete insistito per ottene-
re questo privilegio che io trovo personalmente offensivo. Portate pure
chi vi pare, ma almeno pensate voi a recuperarlo.
Ragionevole, signore, molto ragionevole. Ma non sarebbe per caso di-
sposto a fare un favore personale all'Uomo di Marte?
Quale favore?
I colloqui non avranno inizio finch non sar trovato Caxton; questo
un fatto e non si discute. Solo che io non sono riuscito a contattarlo, e il mio
cliente sta iniziando a innervosirsi. Io non sono che un semplice cittadino
mentre lei ha tutte le risorse di un governo.
Cosa intende dire?
Pochi minuti fa ho parlato in maniera piuttosto sprezzante delle sue
Squadre Speciali, forse a causa di quell'astio tipico di un uomo al quale
stata appena sfondata la porta di casa. Tuttavia, so anche che il suddetto cor-
po di polizia pu essere incredibilmente efficace per non menzionare il
fatto che possono avvalersi della collaborazione delle forze di polizia locali,
statali e nazionali, nonch dei vari dipartimenti e uffici della Federazione.
Signor Segretario, se lei chiamasse il suo comandante delle S.S. e gli ordi-
nasse di trovare un uomo il pi velocemente possibile Be', signore, credo
che una cosa del genere darebbe adito nel giro di un'ora a un'attivit pi uti-
le e significativa di quella che io sarei in grado di produrre nel volgere di un
secolo.
E per quale motivo dovrei mettere in stato d'allerta tutte le forze di poli-
zia del Paese per trovare un reporter scandalistico?
Be', signore, gliel'ho chiesto come favore personale da parte dell'Uomo
di Marte.
Mmm una richiesta a dir poco assurda, ma star al vostro gioco.
Douglas fiss Mike. Ma lo far esclusivamente come favore a Smith. Inu-
tile dire che mi aspetto da voi un'analoga collaborazione, quando si tratter
di faccende pi serie.
Le assicuro che questo suo gesto faciliter enormemente la situazione.
Be', non posso promettervi nulla. Lei dice che quest'uomo non si trova.
Se vero, pu darsi che sia finito sotto un camion; potrebbe anche essere
morto, e in tal caso, vi assicuro che io non sar certo fra quelli che lo pian-
geranno.
Harshaw assunse un'espressione molto seria. Spero che non sia cos, per
il bene di tutti noi.
Cosa intende dire?
Ho tentato di illustrare questa triste possibilit al mio cliente, ma come
parlare a un muro. un'idea che rifiuta di accettare. Harshaw sospir. Un
disastro, signore. Se non troviamo questo Caxton, ci troveremo entrambi fra
le mani un vero e proprio disastro.
Be' ci prover. Ma non si aspetti miracoli, dottore.
Non io, signore. Il mio cliente. Lui vede le cose dal punto di vista mar-
ziano e si aspetta effettivamente dei miracoli. Quindi preghiamo tutti af-
finch questo miracolo avvenga.
Le far avere mie notizie. Non posso aggiungere altro. Harshaw si in-
chin, rimanendo seduto.
Servo vostro, signore.
Il volto del Segretario generale scomparve dallo schermo. Jubal si alz in
piedi, e si ritrov le braccia di Gillian attorno al collo. Oh, Jubal, sei stato
fantastico!
Non siamo ancora usciti dal bosco, bambina.
Lo so. Ma se c'era qualcosa che poteva salvare Ben, l'hai appena fatta.
Gli diede un bacio.
Ehi, cos' questa storia? Ho smesso di baciare a quel modo prima anco-
ra che tu fossi nata, quindi abbi un po' di rispetto per la mia veneranda et.
Le restitu il bacio, con un certo trasporto. Giusto per togliermi dalla bocca
il saporaccio di Douglas; a furia di tentare di convincerlo cominciavo ad
avere la nausea. Ora vai a baciare Mike; se lo merita, se non altro per essere
stato al gioco quando ho raccontato tutte quelle balle.
Oh, s! Jill lasci Harshaw e avvolse le braccia attorno all'Uomo di
Marte. Meravigliose balle, Jubal! disse, quindi baci Mike.
Jubal osserv con profondo interesse mentre Mike si accingeva a intra-
prendere di sua iniziativa una seconda parte del bacio, in maniera molto so-
lenne ma non esattamente da inesperto Era un po' goffo, ma non vi furono
tentennamenti.
Figliolo disse infine continui a stupirmi. Mi sarei aspettato che un'e-
sperienza del genere ti portasse a ritirarti in uno dei tuoi svenimenti in posi-
zione fetale.
Cos successo rispose Mike, senza mollare Jill la prima volta che ho
provato il bacio.
Bene! Congratulazioni, Jill. Sei una specie di presa elettrica, a quanto
pare.
Jubal, tu prendi sempre in giro, ma con me non ci riesci, ti voglio troppo
bene. Mike ci rimasto un po' male la prima volta, ma le cose sono cambia-
te, come puoi ben vedere.
S assenti Mike. un bene. Per fratelli d'acqua, un avvicinarsi. Io ti
mostrer, s? Si scost da Jill. Ma Jubal sollev immediatamente una
mano. No.
No?
Non te la prendere, figliolo, ma ne rimarresti deluso. un ottimo avvi-
cinarsi fra fratelli d'acqua solo se si tratta di fratelli femminili giovani e cari-
ni, come Jill.
Fratello Jubal, tu parli giustamente?
Io parlo molto giustamente. Bacia tutte le ragazze che vuoi; molto me-
glio di una partita a carte fra amici.
Prego?
un ottimo modo per avvicinarsi ma solo con le ragazze. Hmmm
Jubal si guard attorno. Mi domando se possiamo ripetere quell'esperimen-
to. Dorcas, ho bisogno del tuo aiuto per un esperimento scientifico.
Capo, non sono mica una cavia! Vai al diavolo!
Al momento giusto, lo far. Non fare la difficile, ragazza. Mike non ha
nessuna malattia infettiva, altrimenti non gli avrei lasciato usare la
piscina A proposito, Miriam, quando torna Larry, digli che voglio che
svuoti e riempia di nuovo la piscina stanotte stessa. Basta con quelle acque
fangose. Ebbene, Dorcas?
Come fai a essere tanto sicuro che sarebbe la prima volta per noi?
Mmm. Vero. Mike, hai mai baciato Dorcas?
No, Jubal. Solo oggi ho imparato che Dorcas mio fratello d'acqua.
Lo ?
S. Dorcas, Anne, Miriam e Larry. Loro sono tuoi fratelli d'acqua, mio
fratello Jubal.
Mmm. S, essenzialmente hai ragione.
S, l'essenza, il grokkare. Non la condivisione dell'acqua. Parlo giusta-
mente?
Molto giustamente, Mike.
Loro sono tuoi fratelli d'acqua. Mike fece una pausa per scegliere le
parole adatte. Secondo un effetto di reazione a catena, loro sono anche
miei fratelli d'acqua. Mike guard Dorcas. Fra fratelli, l'avvicinamento
una buona cosa. Ma io non sapevo.
Ebbene, Dorcas? insist Jubal.
Oh, Dio! Capo, sei il peggior truffatore del mondo. Ma Mike non mi
prende in giro. Lui solamente dolce. Gli si avvicin, si sollev sulle pun-
te dei piedi e protese le braccia. Baciami, Mike.
Mike ubbid. Per qualche secondo, si avvicinarono.
Dorcas svenne.
Jubal se ne accorse in tempo e l'afferr prima che cadesse a terra, dato
che Mike era ben lontano dall'avere l'esperienza necessaria per rendersene
conto. Jill dovette sgridare Mike per impedire che cadesse nel suo stato di
trance dopo aver visto quanto era accaduto a Dorcas. Fortunatamente, Dor-
cas si riprese in fretta e fu in grado di spiegare a Mike che era tutto a posto,
che si erano avvicinati molto e che sarebbe stata felice di avvicinarsi a lui
ancora solo che aveva bisogno di riprendere fiato.
Miriam aveva assistito alla scena con gli occhi spalancati. Chiss se
oserei rischiare anch'io?
In ordine di anzianit, prego intervenne Anne. Capo, hai finito con
me in veste di Testimone?
Per il momento s.
Allora tienimi un attimo questa tonaca.
Se la sfil.
Vuoi fare una scommessa?
Quale?
Ti do sette a due che non svengo ma se perdo sono contenta lo stes-
so.
Andata.
Sette dollari, non settecento. Mike caro avviciniamoci pi che puoi.
Dopo un po', Anne fu costretta a rinunciare per semplice mancanza d'a-
ria, anche se Mike, grazie al suo addestramento marziano, avrebbe potuto
andare avanti ancora un bel po' senza ossigeno. Annasp. Forse ho sbaglia-
to qualcosa. Capo, ti voglio dare un'altra possibilit di vincere la scommes-
sa.
Fece per offrire nuovamente le sue labbra, ma Miriam la interruppe ap-
poggiandole una mano sulla spalla. Fuori.
Non essere cos ansiosa.
Fuori, ho detto. Torna in fondo alla fila insist Miriam.
Oh, va bene! Anne rifil un bacetto rapido sulle labbra di Mike e si al-
lontan. Miriam prese il posto di Anne, sorrise a Mike, senza dire nulla.
Non era necessario; si avvicinarono e continuarono ad avvicinarsi.
Sotto a chi tocca!
Miriam si riscosse. Capo, non vedi che sono occupata?
Va bene, va bene, ma almeno toglietevi dall'angolo di ripresa della tele-
camera. Risponder da solo al telefono.
Giuro che non l'ho nemmeno sentito.
evidente. Ma almeno per un po' dobbiamo fingere un minimo di di-
gnit; potrebbe essere il Segretario generale. Toglietevi di l.
Era Mackenzie: Jubal, che diavolo sta succedendo?
Ci sono dei problemi?
Poco fa mi ha telefonato un giovanotto esagitato che diceva di parlare a
nome tuo; mi ha detto di mollare tutto e di darmi da fare perch hai final-
mente qualcosa da farmi riprendere. E dato che avevo gi mandato un'unit
mobile dalle tue parti
Non mai arrivata.
Lo so. Hanno chiamato qui dopo aver vagato per un po' a nord di casa
tua. Ma ora hanno l'indirizzo giusto, quindi dovrebbero arrivare a momenti.
Ho gi tentato di chiamarti ben due volte, ma era sempre occupato. Che
cosa mi sono perso?
Per ora, niente. Jubal ci riflett sopra. Maledizione, avrebbe dovuto
dare a qualcuno il compito di controllare la scatola delle cazzate. Come po-
teva sapere se Douglas aveva effettivamente emesso quel comunicato stam-
pa? Il Segretario generale avrebbe mantenuto la sua parola, o doveva aspet-
tarsi un'altra invasione di sbirri da un momento all'altro? Forse stava diven-
tando troppo paranoico. E non sono neanche del tutto certo che ci sar
qualcosa per te subito. Tom, per caso uscita qualche notizia degna di nota
nell'ultima oretta?
No, non credo ah, s, una cosa c'era; il Palazzo ha annunciato che
l'Uomo di Marte tornato e si trova in vacanza nei Jubal! Hai per caso a
che fare con questa storia?
Un attimo solo. Mike, vieni qui davanti allo schermo. Anne, rimettiti la
tonaca.
Presa, capo.
Signor Mackenzie, le presento l'Uomo di Marte.
Mackenzie spalanc la bocca, poi i suoi riflessi professionali ripresero
piede. Aspetta un attimo. Aspetta un attimo che faccio venire una teleca-
mera! Riprendiamo subito, direttamente dal telefono, poi ripetiamo in stereo
non appena arrivano l i miei ragazzi. Jubal posso stare tranquillo? Tu non
mi faresti mai uno sgarbo, vero?
Credi che potrei ingannarti con un Testimone Leale qui al mio fianco?
S, in effetti, se fosse necessario lo farei. Ma non ti sto obbligando a fare
quest'intervista. Anzi, forse dovremmo aspettare anche le altre reti, la Argus
e la Trans-Planet.
Jubal! Non puoi farmi questo!
E infatti non lo far. Eravamo d'accordo che avresti potuto avere tutto
quel che vedevano le tue telecamere e usarlo se ne valeva la pena appena
io ti avessi dato il segnale. Ma non ti ho promesso nessuna intervista esclu-
siva. Diciamo che la New World potr avere questa diciamo mezz'ora pri-
ma della Argus e della Trans Planet sempre ammesso che tu la voglia.
Devo ammettere che, a parte il fatto che ci hai prestato tutto il materiale, sei
stato molto utile a livello personale. Non hai proprio idea di quanto mi sei
stato utile, Tom.
Stai parlando di quel numero di telefono?
Esatto!
Ha avuto buoni risultati?
Eccome. Ma niente domande in proposito, Tom. Non mentre siamo in
onda. Chiedimelo quando saremo da soli, magari l'anno prossimo.
Oh, non ci penso nemmeno. Tu tieni la bocca chiusa, e vedrai che an-
ch'io far altrettanto. Ora, non andare via
Un'ultima cosa. Quei messaggi che stai tenendo in attesa per me sulla
frequenza dello stesso segnale Fai in modo che non vengano trasmessi.
Anzi, rimandameli.
Eh? S, s, d'accordo. Hai fatto tante storie per quei messaggi che li ho
tenuti nella mia scrivania. Jubal, arrivata la telecamera. Possiamo
iniziare?
Cominciamo pure.
Questa la faccio io personalmente! Mackenzie gir la testa, rivolgen-
dosi evidentemente verso la telecamera. Flash Notizie! Vi parla il vostro
reporter della NWNW, sempre nel punto pi caldo nel momento pi caldo!
Signori telespettatori, sono felice di annunciarvi che l'Uomo di Marte ha ap-
pena telefonato qui alla nostra redazione e che desideroso di parlare pro-
prio con voi! Pausa. Monitor, inserisci la sigla di Flash Notizie e il nastro
dello sponsor. Jubal, c' qualcosa in particolare che devo chiedergli?
Non fargli domande sul Sudamerica; non un turista. Il campo pi sicu-
ro il nuoto. Se vuoi sapere qualcosa dei suoi piani futuri, chiedi a me.
Okay. Fine pausa. Amici telespettatori, ci troviamo ora faccia a faccia
con Valentine Michael Smith, l'Uomo di Marte! Qui su NWNW, sempre i pri-
mi per le notizie pi calde! Il signor Smith appena ritornato dal suo ritiro
solitario nelle Ande; diamogli un caloroso benvenuto! Saluti i nostri amici,
signor Smith
Saluta lo schermo con la mano, figliolo sugger Jubal. Sorridi e salu-
ta.
Grazie, signor Smith. Siamo tutti molto felici di vederla cos in salute.
Mi dicono che ha messo su muscoli imparando a nuotare, vero?
Capo! Abbiamo visite!
Taglia prima dell'interruzione. Dopo la parola vero. Che diavolo suc-
cede, Jubal?
Fammi controllare. Jill, tieni d'occhio Mike un attimo; potrebbero essere
gli sbirri.
Ma non erano loro. Si trattava dell'unit mobile della NWNWN che atter-
rava (danneggiando nuovamente i cespugli di rosa), di Larry che tornava dal
paese da cui aveva chiamato Mackenzie e di Duke che arrivava da chiss
dove. Mackenzie decise di concludere rapidamente l'intervista iniziale in
bianco e nero, poich ora aveva la copertura stereovisiva a colori da parte
dell'unit mobile; nel frattempo gli uomini della sua squadra potevano con-
trollare quale fosse il guasto alla centralina. Larry e Duke li aiutarono.
L'intervista iniziale si concluse fra commenti inutili, con Jubal che ri-
spondeva a tutte le domande che Mike non riusciva a capire. Mackenzie si
conged dal suo pubblico con la promessa di una seconda intervista a colori
nel giro di trenta minuti. Rimanete sintonizzati con noi! Rimase al telefo-
no e attese che i suoi tecnici gli dessero il via.
Il capo tecnico lo fece assai rapidamente. Non c'era nulla di guasto alla
centralina, signor Mackenzie; il circuito da questa parte okay.
Allora come mai non ha funzionato prima?
Il tecnico rivolse un'occhiata a Larry e Duke, quindi sorrise. Be', dicia-
mo che sarebbe stato utile inserire la corrente. L'interruttore del pannello di
comando era spento.
Harshaw fu costretto a intervenire per sedare una rissa fra Larry e Duke,
che si davano reciprocamente dell'idiota. Non fu possibile stabilire se Duke
avesse detto a Larry che, se si prevedeva di dover usare il materiale, biso-
gnava accendere l'interruttore. L'uomo di spettacolo che era in Jubal rim-
pianse il fatto che le telecamere avessero perso la migliore esecuzione im-
provvisata mai vista fin dai tempi in cui Elia aveva messo sotto i Preti di
Baal.
Tuttavia, allo stesso tempo, l'uomo politico che era in lui era alquanto
sollevato dal fatto che il caso avesse fatto in modo che gli strani poteri di
Mike rimanessero nascosti, almeno per il momento. Jubal prevedeva di po-
tervi ancora ricorrere, come arma segreta. Inoltre, era molto felice di non es-
sere stato costretto a fornire agli scettici un'imbarazzante spiegazione sul
luogo in cui erano andati a finire due veicoli della polizia e un certo numero
di agenti.
Per il resto, quanto accaduto non aveva fatto altro che confermare la sua
convinzione che la scienza e la tecnologia avessero raggiunto il loro massi-
mo livello con l'invenzione della Ford modello T, e che da allora non aves-
sero fatto altro che decadere.
Fra l'altro, Mackenzie premeva per mettere in onda la seconda intervista
a colori
Se la cavarono piuttosto bene dopo aver fatto qualche prova; Jubal si li-
mit ad assicurarsi che non venissero poste domande che potevano contrad-
dire la pubblica finzione del fatto che l'Uomo di Marte era appena tornato
dal Sudamerica. Alla fine Mike mand un saluto ai suoi amici e fratelli della
Champion, con un saluto particolarmente affettuoso per il dottor Mahmoud,
che accompagn con gracchianti e incomprensibili termini marziani. Jubal
decise che Mackenzie poteva ritenersi pi che soddisfatto.
Finalmente, la situazione di casa Harshaw torn alla normalit. Jubal
programm il telefono per un rifiuto delle chiamate in entrata per le due ore
seguenti, si alz in piedi, si stiracchi, sospir, prov una sensazione di
grande stanchezza e si domand se non stesse diventando vecchio. Dov'
la cena? Quale di voi ragazzacce doveva prepararla stasera? E perch non lo
ha fatto? Caspita, questa casa sta andando in rovina!
Stasera toccava a me rispose Jill. Ma
Scuse, sempre scuse!
Capo lo interruppe seccamente Anne. Come puoi aspettarti che qual-
cuno abbia preparato la cena quando ci hai tenuti tutti incollati al tuo studio
da stamattina?
Questo non un problema mio rispose Jubal ostinato. Ci tengo a pre-
cisare che, anche nel caso che dovesse tenersi una battaglia campale sulla
mia propriet, pretender sempre che vengano serviti pasti caldi negli orari
previsti. Inoltre
Inoltre aggiunse Anne sono le sette e quaranta e quindi c' tutto il
tempo per preparare da mangiare entro le otto. Quindi smettila di lamentarti,
capo, finch non avrai un vero motivo per farlo.
Sono veramente le sette e quaranta? Mi sembra che sia passata una set-
timana dall'ora di pranzo. In ogni caso, non mi avete lasciato un lasso di
tempo in cui possa civilmente consumare il mio aperitivo.
Poverino!
Qualcuno mi porti da bere. Qualcuno porti da bere a tutti. Anzi, a ripen-
sarci, per stasera saltiamo il pasto formale e limitiamoci a bere; ho voglia di
ubriacarmi. Anne, come siamo messi a smorgasbord2?
Ce n' quanto ne vuoi.
Allora perch non disponiamo sul tavolo diciotto o diciannove tipi di
pietanze diverse e lasciamo che ognuno mangi quel che vuole? Perch stia-
mo discutendo?
Subito assenti Jill.
Anne gli stamp un bacio sulla chierica. Capo, ti sei comportato in ma-
niera egregia. Ora ti diamo da mangiare, ti facciamo ubriacare e ti mettiamo
a letto. Aspettami, Jill, vengo ad aiutarti.
Posso aiutare anch'io? domand Smith speranzoso.
Certo, Mike. Tu porterai i vassoi. Capo, la serata calda; ceneremo ac-
canto alla piscina.
E dove, se no? Quando furono uscite dalla stanza, Jubal si rivolse a
Duke. Dove diavolo sei stato tutto il giorno?
A riflettere.
Non una cosa che serva a molto. Serve solo a renderti scontento di
quel che hai attorno. Risultati?
S disse Duke. Ho deciso che quel che mangia o non mangia Mike
non affar mio.
Congratulazioni! Il desiderio di non immischiarsi negli affari altrui rap-
presenta almeno l'ottanta per cento della saggezza umana e l'altro venti
per cento non affatto importante.
Tu ti immischi sempre negli affari altrui.
Ho mai detto di essere saggio? Io sono un cattivo esempio professiona-
le. Puoi imparare un sacco di cose guardandomi. O ascoltandomi.
2
Buffet con grande variet di cibi caldi e freddi (N.d.r.).
Jubal, se mi avvicinassi a Mike e gli offrissi un bicchiere d'acqua, pensi
che farebbe tutta quella cerimonia che mi hai detto?
Ne sono certo. Duke, il desiderio di essere benvoluto forse l'unica ca-
ratteristica umana che Mike possiede. Ma prima voglio essere sicuro che tu
ti renda conto di quanto la cosa sia seria per lui. Molto pi seria di un matri-
monio. Io stesso sono divenuto fratello d'acqua di Mike senza comprender-
ne le implicazioni, e pi grokko la cosa pi mi ritrovo ingarbugliato in re-
sponsabilit sempre maggiori. In pratica, ti impegni a non mentirgli mai, a
non fuorviarlo o ingannarlo in nessun modo e a stargli vicino a prescindere
da quel che pu accadere perch cos che si comporter lui nei tuoi con-
fronti. meglio che ci pensi su bene.
tutto il giorno che ci penso. Jubal, c' qualcosa in Mike che ti spinge a
occuparti di lui.
Lo so. Probabilmente non hai mai incontrato una persona completamen-
te onesta e sincera in vita tua. Io so che non l'avevo mai incontrata. Innocen-
za completa. Mike non ha mai assaggiato i frutti dell'albero della conoscen-
za del Bene e del Male e di conseguenza, noi che li abbiamo assaggiati
non riusciamo a capire come funziona il suo cervello. Be', fai quello che ti
pare. Spero che non te ne pentirai. Jubal alz lo sguardo. Ah, eccoti qui!
Credevo che ti fossi fermato a distillarlo.
Non riuscivo a trovare il cavatappi rispose Larry.
Sei fissato con la tecnologia. Perch non hai staccato il tappo a morsi?
Duke, ci sono dei bicchieri dietro a quell'Anatomia della malinconia
laggi
Lo so dove li nascondi.
Facciamocene subito uno liscio, prima di iniziare a bere seriamente.
Duke prese i bicchieri; Jubal vers e sollev il suo. Il sole dorato dell'Ita-
lia, condensato in lacrime. Brindiamo alla fratellanza alcolica, che molto
pi adatta all'anima umana, sempre ammesso che esista, di qualsiasi altro
tipo di fratellanza.
Alla salute.
Jubal lasci che il liquido scorresse lentamente nella sua gola. Duke, poi
offrine un po' a Mike: fagli capire quant' bello essere umani. Stimola la mia
vena creativa. Sotto a chi tocca! possibile che quelle ragazze non siano
mai in giro quando c' bisogno di loro? Sotto a chi tocca!
Sono di nuovo io di turno rispose Miriam dalla porta. Per
Lo so. E stavo dicendo lo strano destino al quale mi avrebbe portato
la mia ambizione da maschietto
Quella storia l'ho finita mentre chiacchieravi al telefono con il Segreta-
rio generale.
Allora non pi il tuo turno. Mandala pure.
Non vuoi nemmeno leggerla? E in ogni caso, voglio rivederla. Baciare
Mike mi ha aperto delle nuove prospettive in proposito. Jubal rabbrivid.
Leggerla? Che Dio me ne scampi! Gi terribile scrivere una cosa del ge-
nere. E non sognarti nemmeno di rivederla, non certo per renderla conforme
ai fatti avvenuti. Figlia mia, una storia non va mai inquinata con fatti perti-
nenti alla realt.
Okay, capo. Anne dice che se vuoi venire gi in piscina a mangiare un
boccone prima di bere sei il benvenuto.
Mi sembra un'ottima idea. Aggiorniamo la seduta, gentiluomini?
Accanto alla piscina, la festa procedette a base di bevande con l'aggiunta
di pesce e altre delizie ipercaloriche di origine scandinava. Spronato da Ju-
bal, Mike assaggi il brandy, seppur allungato con acqua. Mike trov la sen-
sazione che ne risult estremamente inquietante; analizz il problema, ag-
giunse ossigeno all'etanolo in un processo interno di fermentazione invertita
e trasform il tutto in acqua e glucosio, in modo da annullarne gli effetti.
Jubal lo osserv con interesse, curioso di stabilire le conseguenze che
avrebbe avuto sull'Uomo di Marte la bevanda alcolica. Lo vide divenire
ubriaco quasi all'istante, poi tornare sobrio quasi altrettanto velocemente.
Nel tentativo di capire cosa fosse accaduto, lo invit a prenderne un altro,
cosa che Mike fece senza discutere, dato che glielo consigliava il suo fratel-
lo d'acqua. Mike fu costretto a ingerire una quantit esorbitante di liquore
prima che Jubal si convincesse che l'alcol non produceva alcun effetto su di
lui.
Non si poteva dire altrettanto di Harshaw, nonostante i suoi lunghi anni
di esperienza. La necessit di fare compagnia a Mike nell'esperimento port
a un certo ottundimento dei suoi sensi. Cos, quando domand a Mike come
avesse fatto, quest'ultimo pens che gli stesse chiedendo lumi riguardo agli
eventi avvenuti durante l'incursione delle S.S., per i quali Mike provava an-
cora un certo senso di colpa latente. Tent quindi di spiegare a Jubal quanto
era avvenuto, nella speranza di ottenere la sua assoluzione.
Jubal lo interruppe solo quando riusc finalmente a capire di che cosa
stesse effettivamente parlando. Figliolo, non mi interessa sapere ci che
hai fatto, n il modo in cui l'hai fatto. Era esattamente quel che ci voleva; sei
stato semplicemente perfetto. Tuttavia, Harshaw sbatt le palpebre non
voglio che tu me lo racconti. Anzi, ti consiglio di non raccontarlo mai a nes-
suno.
Non?
Non. stata la cosa pi assurda che abbia mai visto fin dai tempi in
cui quel mio zio dalle due teste riusc a confutare se stesso. Una spiegazione
rovinerebbe tutto.
Non grokko correttamente.
Nemmeno io. Quindi non preoccupiamoci e facciamoci un altro bic-
chiere.
I giornalisti cominciarono ad arrivare quando la festa stava raggiungendo
il culmine. Jubal li ricevette uno per uno con cortesia e signorilit, li invit a
mangiare, bere e rilassarsi, ma impose un veto assoluto sul tormentare di
domande lui o Mike: coloro che non ubbidirono a questa ingiunzione furono
gettati in piscina.
Da principio Jubal fu costretto a tenersi vicini Larry e Duke per far ese-
guire la punizione. In seguito per, nonostante alcuni dei pi importuni si
fossero irritati e avessero fatto delle minacce che lasciarono Jubal indiffe-
rente (se non per il rischio che Mike potesse prendere dei provvedimenti), la
maggior parte si rilass, accettando l'inevitabilit della situazione e unendo-
si alla compagnia con il tipico entusiasmo dei neofiti. Alla fine Jubal dovet-
te impedire loro di gettare in acqua per la terza volta il corrispondente del
New York Times.
A un certo punto, nel corso della serata, Dorcas si avvicin a Jubal e gli
sussurr in un orecchio: Capo, telefono per te.
Fa lasciare un messaggio.
Devi venire a rispondere, capo.
Risponder con un'ascia! Duke, procuramene una. Era da parecchio che
avevo intenzione di liberarmi di quella carcassa metallica, e stasera sono
proprio dell'umore giusto per farlo.
Capo credo sia meglio che tu risponda. Si tratta di quell'uomo con cui
hai parlato a lungo oggi pomeriggio.
Oh. E perch non me lo hai detto subito? Jubal sal fino al suo studio,
si assicur che la porta fosse ben chiusa e si sedette davanti al telefono. Sul-
lo schermo vi era un altro degli striscianti servi di Douglas, che per venne
sostituito quasi immediatamente dall'immagine del Segretario generale in
persona. Ci ha messo un bel po' a rispondere disse.
il mio telefono, signor Segretario. A volte non rispondo affatto.
Come mai non mi aveva detto che quel tale Caxton era un alcolizzato?
Lo ?
Indubbiamente. Non era affatto scomparso per lo meno non nel senso
normale del termine. A quanto pare era partito in ben altro senso. Lo abbia-
mo trovato addormentato in una bettola di Sonora.
Sono felicissimo che lo abbiate trovato. La ringrazio, onorevole.
Lo abbiamo arrestato con l'accusa di vagabondaggio. Ma la denuncia
gi stata ritirata; lo passiamo a voi.
Sono in debito nei suoi confronti, onorevole.
Oh, non lo consideri un favore! Glielo sto facendo consegnare nello
stesso stato in cui lo abbiamo trovato; sudicio, con la barba lunga e, per quel
che mi hanno detto, puzzolente come una distilleria. Voglio che veda lei
stesso di che razza di pezzente si tratta.
Benissimo, signore. E quando crede che mi verr consegnato?
Quasi subito, immagino. gi partito con un corriere freccia da Noga-
les; viaggiando a mach 3 dovrebbe arrivare dalle vostre parti in breve. Il pi-
lota ha l'ordine di consegnarvelo e di farsi rilasciare una ricevuta.
Provvederemo a fornirgliela.
E ora, avvocato avendovelo consegnato, mi lavo le mani della fac-
cenda. Mi aspetto che lei e il suo cliente vi presentiate ai colloqui in ogni
caso, a prescindere dal fatto che vi portiate dietro o meno quel ruffiano
ubriacone.
D'accordo. Quando?
Diciamo domani alle dieci qui da me?
Meglio battere il ferro finch caldo, eh? D'accordo. Jubal torn da
basso e si ferm davanti alla porta d'ingresso divelta. Jill! Vieni qui, figlio-
la.
S, Jubal. Jill si mosse nella sua direzione, tallonata da un reporter.
Jubal allontan l'uomo con un cenno. Conversazione privata disse con
fermezza. Questioni di famiglia. Vada a farsi un drink.
Quale famiglia?
Ci sar un lutto nella sua, se insiste. Via! Il giornalista sorrise e si al-
lontan. Jubal si avvicin a Gillian e le sussurr: andata. al sicuro.
Stai parlando di Ben?
Esatto. Sar qui fra poco.
Oh, Jubal! Prese a singhiozzare.
Lui la scosse per le spalle. Smettila le disse in tono fermo. Ora vai in
camera tua e chiudi la porta finch non riprendi il controllo. Questa non
roba per la stampa.
S, Jubal. S, capo.
Cos va meglio. Vai a piangere un po' sul tuo cuscino, poi lavati la fac-
cia. Torn alla piscina. Un po' di silenzio, per favore. Silenzio! Devo fare
un annuncio. stato bellissimo avervi qui tutti quanti, ma ora la festa fini-
ta.
Nooo! fece uno.
Qualcuno lo butti in piscina, per favore. Devo mettermi al lavoro doma-
ni mattina presto, sono un uomo anziano e ho bisogno di riposare. E lo stes-
so vale per la mia famiglia. Vi prego quindi di andarvene il pi velocemente
e il pi silenziosamente possibile. Caff nero in abbondanza per tutti quelli
che ne hanno bisogno, ma niente di pi. Duke, tappa quelle bottiglie. Ragaz-
ze, sparecchiate tutto.
Insorsero delle deboli lamentele, ma i pi ragionevoli riuscirono subito a
calmare i loro colleghi. Nel giro di dieci minuti, i componenti della fami-
glia di Jubal si ritrovarono soli.
Venti minuti dopo, arriv Ben Caxton. L'agente delle S.S. che guidava il
corriere accett silenziosamente la ricevuta di Harshaw con tanto di firma e
impronta digitale, quindi se ne and, mentre Jill continuava a piagnucolare
sulla spalla di Ben.
Jubal scrut attentamente il suo amico.
Ben, sei messo maluccio. Mi hanno detto che sei stato ubriaco per una
settimana, e in effetti ne hai tutta l'aria.
Ben imprec, scandendo bene le parole, continuando ad appoggiarsi a
Jill. Per non ho bevuto nulla!
Cos' successo, allora?
Non lo so. Non lo so!
Un'ora dopo, lo stomaco di Ben fu liberato a forza (soltanto alcol e suc-
chi gastrici, niente cibo) da una serie di iniezioni di Jubal; venne lavato, ra-
sato, vestito con abiti puliti che non erano della sua taglia, fece conoscenza
con Mike e venne informato in maniera sintetica sugli ultimi avvenimenti
mentre ingeriva latte e cibo in bianco.
Ma non fu in grado di raccontare nulla di quanto gli era accaduto. Per
Ben, l'ultima settimana non era nemmeno trascorsa; aveva perso i sensi in
un taxi a Washington, e si era risvegliato (per modo di dire) solo due ore
prima. Ma naturalmente so benissimo quel che successo. Mi hanno tenu-
to costantemente drogato in una stanza completamente buia mi hanno ta-
gliato fuori. Ricordo vagamente qualche particolare, ma non potrei provare
nulla.
Allora non ti tormentare consigli Jubal. Rilassati e cerca di stare
tranquillo.
Col cavolo! Voglio beccare quel
Calma, calma! Hai vinto, Ben. E, soprattutto, sei vivo cosa sulla qua-
le non avrei scommesso nemmeno un centesimo fino a poche ore fa. Dou-
glas far tutto quel che vogliamo, e lo far sorridendo.
Volevo parlare proprio di questo. Io penso che
Io penso che dovresti andartene a letto. Subito. E con un bel bicchierone
di latte caldo che nasconda l'ingrediente segreto del vecchio dottor Har-
shaw.
Poco dopo Caxton venne messo a letto e inizi a russare. Jubal stava an-
dando a letto a sua volta, quando incontr Anne nel corridoio.
stata una giornata campale, piccola.
Direi. Non me la sarei persa per nulla al mondo ma non ho nessuna
intenzione di ripeterla. Vai a letto, capo.
Un attimo. Prima dimmi una cosa, bella. Cosa c' di tanto speciale nel
modo in cui bacia Mike?
Anne assunse un'espressione sognante, poi sorrise. Avresti dovuto pro-
varci, quando te l'ha offerto.
Sono troppo vecchio ormai per cambiare le mie abitudini sessuali. Ma
sono molto interessato a tutto ci che riguarda il nostro ragazzo. Era vera-
mente tanto diverso dalla norma?
Anne riflett un attimo. S.
In che senso?
Mike concede al bacio tutta la sua attenzione.
Oh, cavolo! Anch'io lo faccio. O per lo meno, lo facevo.
Anne scosse il capo. No. Certi uomini ci provano. Sono stata baciata da
uomini che lo sapevano fare molto bene. Ma anche loro non riuscivano a
dedicare tutta la loro attenzione al bacio. Non possono. Per quanto ci provi-
no, c' sempre una parte del loro cervello focalizzata su qualcos'altro. Maga-
ri sul fatto che potrebbero perdere l'ultimo autobus o sulle possibilit che
hanno di farsi la ragazza o sulla loro tecnica di bacio o magari si preoc-
cupano per il loro lavoro, per i soldi, o perch il marito, il pap o i vicini po-
trebbero accorgersi di quanto sta succedendo qualcosa, insomma. Ora in-
tendiamoci, Mike non ha assolutamente tecnica nel baciare, ma quando lo
fa, non sta facendo nient'altro. Niente. In quel momento tu sei tutto il suo
universo e il momento eterno, perch lui non ha nessun programma, e
non deve andare da nessuna parte. Ti sta solo baciando, nient'altro. Rabbri-
vid. Una donna nota certe cose.
Hmm
Tu non puoi capire.
No. E mi dispiace dirlo, ma probabilmente non lo capir mai. Buona
notte. Ah, a proposito, ho detto a Mike di chiudersi in camera a chiave sta-
notte.
Anne gli fece una linguaccia. Fatti gli affari tuoi.
Sta gi imparando piuttosto in fretta. Inutile accelerare troppo il proces-
so.
18

La conferenza al Palazzo venne spostata al pomeriggio, poi rapidamente


rimandata ancora al mattino seguente. Ci diede a Ben Caxton 24 ore di
tempo in pi per riprendersi, cosa di cui aveva decisamente bisogno, oltre a
offrirgli la possibilit di conoscere i dettagli di quanto era avvenuto in setti-
mana e di avvicinarsi all'Uomo di Marte. Mike infatti grokk immediata-
mente che Ben e Jill erano fratelli d'acqua, si consult con Jill in proposi-
to e offri solennemente dell'acqua a Ben.
Ben era stato gi istruito in proposito da Jill, quindi accett l'offerta con
altrettanta solennit e senza alcuna riserva soprattutto perch, dopo aver
fatto un attento esame di coscienza, aveva deciso che il suo destino doveva
essere per forza legato in qualche modo a quello dell'Uomo di Marte; in
fondo lo aveva deciso lui stesso di sua iniziativa prima ancora di incontrar-
lo.
Tuttavia, prima di compiere quel rito, Ben fu costretto a scovare nei re-
cessi della sua mente la natura esatta di una certa sensazione di disagio che
provava. Decise infine che si trattava di semplice gelosia, e che di conse-
guenza andava controllata. Si rese conto che l'intimit del rapporto fra Jill e
Mike non gli andava del tutto gi. La sua personalit indipendente, aveva
scoperto, era stata cambiata in modo radicale da quella settimana di morte
apparente; ora desiderava sposarsi, e con Jill. Non appena riusc a parlarle
da solo, le fece nuovamente la proposta della settimana precedente, senza la
minima traccia di ironia.
Jill distolse lo sguardo. Per favore, Ben.
Perch no? Sto bene economicamente, ho un lavoro abbastanza buono e
sono in ottima salute o per lo meno lo sar, non appena avr smaltito
questi maledetti farmaci di cui mi hanno imbottito e proprio perch non li
ho ancora smaltiti, provo un impellente bisogno di dire la verit. Ti amo.
Voglio sposarti e che sia tu a massaggiare i miei poveri piedi stanchi. Perch
no, in fondo? Non ho nessun vizio che non abbia anche tu, e stiamo assieme
meglio della maggior parte delle coppie sposate. Sono forse troppo vecchio
per te? Caspita, non sono poi cos anziano! O hai forse in mente di sposarti
qualcun altro?
No, non per questo! Ben caro Ben, anch'io ti amo. Ma non chieder-
mi di sposarti proprio adesso. Ho ho delle responsabilit.
Ben non riusc a smuoverla. In effetti, Mike era pi vicino a Jill come
et; anzi, avevano pi o meno gli stessi anni, e di conseguenza Ben era pi
vecchio di entrambi di almeno dieci anni. Ci nonostante, lui le credeva
quando diceva che per lei l'et non aveva importanza. In fondo, la differenza
non era poi tantissima, e inoltre non era un male che il marito avesse qual-
che anno in pi della moglie.

Infine, si rese conto che non poteva considerare Mike come un rivale; in
fondo, per Jill era semplicemente un paziente. E a quel punto dovette accet-
tare il fatto che un uomo che sposa un'infermiera deve sapere che le infer-
miere provano spesso un senso materno nei confronti dei loro assistiti e
deve accettare questo modo di fare, poich se Gillian non avesse avuto quel-
la personalit che la rendeva un'infermiera, non gli sarebbe piaciuta cos
tanto.
Dunque, sarebbe stato indispensabile abituarsi a essere messo in secondo
piano di tanto in tanto rispetto a pazienti che avevano bisogno di essere se-
guiti in maniera particolare (a meno che non lasciasse il lavoro, naturalmen-
te, e conoscendo Jill, anche in quel caso non era del tutto sicuro che le cose
sarebbero cambiate molto). Di conseguenza, non aveva certo intenzione di
iniziare nel peggiore dei modi provando gelosia per il suo paziente attuale!
Mike era veramente un bravo ragazzo; ingenuo, innocente e semplice pro-
prio come gliel'aveva descritto Jill.
Tra parentesi, non stava certo offrendo a Jill un letto di rose. Essere la
moglie di un giornalista non era affatto facile. Lui avrebbe sicuramente do-
vuto assentarsi spesso per intere settimane, e in pi i suoi orari non sarebbe-
ro mai stati regolari. E non gli sarebbe piaciuto sentirsi rimproverare da Jill
per questo. Ma Jill non lo avrebbe fatto. Non lei.
Avendo fatto questo ragionamento, Ben accett la cerimonia dell'acqua
di Mike con tutto il cuore.
Jubal invece sfrutt il giorno in pi per pianificare una tattica. Ben,
quando mi hai buttato fra le mani questa patata bollente, ho detto a Gillian
che non avrei alzato nemmeno un dito per far ottenere a questo ragazzo i
suoi cosiddetti diritti. Ma ora ho cambiato idea. Non ho nessuna intenzio-
ne di darla vinta al Governo tanto facilmente.
Certo non a questo Governo!
A nessun Governo, poich sono certo che il prossimo sar anche peg-
giore. Ben, tu sottovaluti Joe Douglas.
un politico cortigiano da quattro soldi, e dal punto di vista morale ha
pi o meno lo stesso valore.
Vero. Inoltre di un'ignoranza abissale. Ci nonostante un capo ese-
cutivo mondiale piuttosto abile e quasi sempre coscienzioso; meglio di
quel che ci si potrebbe aspettare, ed anche pi di quanto non ci meritiamo.
Non mi dispiacerebbe fare una partitina a poker con lui; non barerebbe, non
farebbe storie e pagherebbe subito con un bel sorriso sulla faccia. Oh, un
gran figlio di puttana, ma questo si pu anche intendere in senso positivo. In
fondo non malaccio.
Jubal, che io sia dannato se riesco a capirti. Ieri hai detto che eri quasi
sicuro che Douglas mi avesse fatto uccidere e credimi, ci sono andati
piuttosto vicino! Hai detto che hai dovuto fare i salti mortali per scovarmi,
senza mai avere la certezza che fossi ancora vivo e alla fine risei riuscito,
e te ne sono immensamente grato ma non aspettarti che mi dimentichi che
a monte di tutto c'era proprio Douglas. Non certo merito suo se sono so-
pravvissuto. Lui preferirebbe vedermi morto.
Immagino di s. Ma ti consiglio proprio di dimenticartene.
Che io sia dannato se lo faccio!
Sei un folle se non lo fai. Anzitutto, non puoi provare proprio nulla. In
secondo luogo, non hai nessun motivo per essermi grato e non ti permetter
di gettarmi addosso questo peso. Non l'ho fatto per te.
Che vuoi dire?
L'ho fatto per una ragazzina che stava per uscire a cercarti, rischiando di
farsi ammazzare pi o meno allo stesso modo a meno che non intervenis-
si io. L'ho fatto perch era mia ospite e perch agivo temporaneamente in
loco parentis per lei. L'ho fatto perch ho capito che aveva coraggio e deter-
minazione ma era troppo ingenua per combattere contro un sistema ben pi
grande di lei. Tu invece, mio caro amico cinico e tutt'altro che innocente, sai
tutto a proposito di simili guai. Se per sciocca avventatezza ti sei cacciato in
questo pasticcio, perch mai dovrei interferire nel tuo karma? Te lo sei volu-
to.
Mmm capisco quel che vuoi dire. Okay, Jubal, ti mander all'inferno
per aver interferito con il mio karma sempre ammesso che l'abbia, un kar-
ma.
Un punto discutibile, senza dubbio. In ogni caso, per quel che mi riguar-
da non provo nessun desiderio di disturbare un uomo che dorme in un fosso;
finch non viene provato il contrario, assumo che quello sia il posto miglio-
re per lui. Cercare di fare del bene alla gente mi fa sempre pensare all'emo-
filia; l'unica cura possibile per chi ne affetto di lasciarlo morire dissan-
guato, affinch non procrei altri emofiliaci.
Si possono sempre sterilizzare.
Vuoi forse metterti a giocare a essere Dio? Comunque ci stiamo allonta-
nando troppo dall'argomento principale. Douglas non ha tentato di assassi-
narti.
Chi lo dice?
Lo dice l'infallibile Jubal Harshaw. Ascoltami bene, figliolo; quando un
vicesceriffo di contea picchia a morte un prigioniero, puoi scommettere
qualsiasi cifra che i commissari della contea non hanno ordinato il pestag-
gio, non ne sapevano nulla e lo avrebbero impedito, se ne fossero stati a co-
noscenza. Al massimo chiudono un occhio, dopo, per non avere problemi.
Ma l'omicidio una politica che non mai stata accettata dai vertici di que-
sto paese.
Mi piacerebbe farti vedere i dettagli di una serie di morti sulle quali ho
avuto modo di indagare.
Jubal sbuff. Ho solo detto che non una politica accettata. Gli omicidi
politici ci sono sempre stati; da storie che hanno fatto scalpore come quella
di Huey Long a gente che stata picchiata a morte davanti all'ingresso della
propria casa, e la loro scomparsa magari non nemmeno stata menzionata
sui giornali. Ma da queste parti non mai stata una politica accettata, e se in
questo momento tu sei ancora qui a parlare con me, solo perch non fa
parte nemmeno della politica di Joe Douglas. Pensaci su. Ti hanno preso in
maniera pulita, senza pubblicit, senza indagini, senza che lo notasse nessu-
no. Ti hanno estorto tutte le informazioni di cui avevano bisogno, dopodich
avrebbero potuto liberarsi di te senza alcun clamore. Eppure non lo hanno
fatto. Perch? Perch sapevano che il loro capo non avrebbe gradito un gio-
co tanto duro e che se li avesse scoperti, ci avrebbero rimesso il posto, se
non addirittura il collo.
Jubal si prese una pausa, poi aggiunse: Rifletti. Quegli scagnozzi delle
S.S. non sono che uno strumento; non sono ancora diventati una guardia
pretoriana che sceglie il nuovo Cesare. E poi, in ogni caso, chi vorresti
come nuovo Cesare? Joe il cortigiano, il cui indottrinamento di base risale
ai tempi in cui questo paese era ancora una nazione e non una satrapia in un
impero poliglotta dalle molte tradizioni e il cui stomaco non in grado di
reggere l'omicidio? O magari preferisci portarlo alle dimissioni (potremmo
farlo benissimo domani, sai, semplicemente fregandolo sull'accordo che ab-
biamo fatto), buttarlo fuori e mettere al suo posto un nuovo Segretario gene-
rale che viene da un paese dove la vita sempre stata a buon mercato e l'o-
micidio politico una tradizione venerabile? Se facciamo questo, Ben, poi
verrai a raccontarmi che cosa accadr al prossimo giornalista troppo zelante,
tanto sconsiderato da incamminarsi da solo in un vicolo buio?
Caxton non rispose.
Come ho gi detto, le S.S. non sono che uno strumento. Ci sono sempre
molti uomini disponibili a cui piacciono i lavori sporchi. Non credi che quei
lavori diventerebbero pi sporchi, se riuscissimo a togliere a Douglas la sua
maggioranza?
Jubal, mi stai forse dicendo che non dovrei criticare l'amministrazione?
Anche se hanno torto? Anche se sono sicuro che hanno torto?
Niente affatto. I seccatori come te sono pressoch indispensabili. E non
sono nemmeno contrario a cacciare via i cattivi; di solito la regola pi
sicura della politica. Ma prima di correre il rischio di cacciarli via bisogna
sempre considerare quali saranno i nuovi cattivi che entreranno al posto
di quelli vecchi. La democrazia non sar mai niente pi che un mediocre si-
stema di governo, a voler essere generosi; l'unica cosa che si pu sostenere
a suo favore che rappresenta di gran lunga il miglior sistema di governo
mai escogitato finora dalla razza umana. Il peggior difetto della democrazia
che molto probabile che i suoi leader riflettano i difetti e le virt dei loro
elettori un livello purtroppo bassissimo, ma del resto che cosa ci si pu
aspettare? Quindi da' un'occhiata a Douglas e ti renderai conto che, nella sua
ignoranza stupida ed egoista, molto simile ai suoi compatrioti americani,
compresi noi due e che, anzi, addirittura un livello o due sopra la media.
Poi dai un'occhiata all'uomo che lo verr a sostituire nel caso che il suo go-
verno crolli.
La scelta non quel che si dice ampia.
C' sempre una scelta! In questo caso fra male e peggio una
differenza molto pi sottile che non quella fra bene e meglio.
E allora, Jubal? Che cosa ti aspetti che faccia?
Ben poco rispose Harshaw. Perch sono io quello che porter avanti
lo spettacolo. Mi aspetto che tu ti trattenga dal martellare Joe Douglas sulla
tua rubrichetta giornaliera, almeno riguardo all'accordo che stiamo per sti-
pulare. Magari potresti anche lodarlo un po' per il suo riserbo professiona-
le
Mi fai vomitare!
Non nell'erba, ti prego. Usa il cappello, semmai. Ti dir in anticipo ci
che far, e perch, e ti spiegher il motivo per il quale Joe Douglas sar
d'accordo. Il principio fondamentale da conoscere nel cavalcare una tigre
di tenersi saldamente aggrappati alle orecchie.
Smettila di fare l'ampolloso. Che cosa hai in mente?
Smettila di fare l'ottuso e stai a sentire. Se questo nostro ragazzo fosse
uno squattrinato qualunque, non ci sarebbe alcun problema. Invece, il ragaz-
zo ha la sfortuna di possedere una ricchezza davanti alla quale lo stesso Cre-
so si sarebbe sentito un miserabile oltre a diritti molto discutibili su una
fetta di potere ancor maggiore grazie a un precedente politico-giudiziario
senza paragoni, se non nel caso del Segretario Fall che venne giudicato col-
pevole per aver ricevuto una mazzetta da Doheny, a sua volta assolto dal-
l'accusa di averla data.
S, ma
Non mi interrompere. Come ho gi detto a Jill, non ho alcun interesse in
sciocchezze del tipo chi il vero principe.
E tantomeno considero tutta quella ricchezza come sua di diritto; in
fondo, lui non ne ha prodotto nemmeno un centesimo. E anche se l'avesse
guadagnata da solo (cosa pressoch impossibile per uno della sua et), il
concetto di propriet non poi tanto ovvio cos come portata a pensare
la maggior parte della gente.
Cio?
La propriet, se non altro, un'astrazione estremamente sofisticata. Gi
i nostri studiosi di teoria legale la rendono un mistero piuttosto complicato;
ma non avevo mai capito quanto la cosa fosse sottile finch non ho iniziato
a vederla dal punto di vista marziano. I marziani non posseggono il concetto
di propriet. Non posseggono nulla nemmeno i loro stessi corpi.
Aspetta un attimo, Jubal. Anche gli animali delimitano le loro propriet.
E i marziani non sono certo animali; sono una civilt sviluppata, con grandi
citt e tutto il resto.
S. Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli dell'aria hanno i nidi. E
nessuno capisce il concetto di propriet e di confini meglio di un cane da
guardia. Ma i marziani sono diversi. A meno che tu non consideri come
propriet il possesso comune e non distribuito di tutto il pianeta da parte
di diversi milioni o miliardi di cittadini anziani per te, amico mio, si tratta
di fantasmi.
A proposito, Jubal, che mi dici di questi Anziani di cui parla sempre
Mike?
Vuoi la versione ufficiale o la mia opinione personale?
La tua opinione. Ci che pensi realmente in proposito.
Te la dir, ma tientela per te. Credo che si tratti di una venerabile cazza-
ta, buona per concimare le aiuole. Una superstizione che stata impiantata
nel cervello del ragazzo in tenera et, tanto che non ha pi nessuna possibi-
lit di sfuggirle.
A sentire Jill, si direbbe che ci creda.
In altre occasioni, sentirai parlare anche me come se ci credessi real-
mente. Si tratta di normale cortesia. Una delle mie amiche pi care crede
nell'astrologia, e non mi sognerei nemmeno lontanamente di offenderla di-
cendole ci che penso realmente della sua scienza. La capacit della men-
te umana di credere in ci che appare improbabile, anche se si parla della
superiorit dei propri figli rispetto a quelli degli altri, enorme e non mai
stata contrastata. A mio parere, la fede non che una forma di pigrizia intel-
lettuale, ma non ho alcuna intenzione di mettermi a discuterla, soprattutto
perch non posso provare che sia sbagliata. Le prove in negativo sono quasi
sempre impossibili. La fede di Mike nei confronti dei suoi Anziani non
pi irrazionale della convinzione che le dinamiche dell'universo possano es-
sere scavalcate da una preghiera in favore della pioggia. Inoltre, ha dalla sua
parte il peso della verit; lui c' stato, io no.
Mmm Jubal, ti devo confessare che ho sempre avuto il sospetto che
l'immortalit esista ma sono contento che il fantasma di mio nonno non
continui a esercitare la sua influenza su di me. Era un vecchiaccio insoppor-
tabile.
Anche il mio. Come me, del resto. Ma esiste un buon motivo per toglie-
re il diritto di voto a un uomo solo perch morto? Anzi, ora che ci penso, il
distretto in cui sono cresciuto aveva un sacco di elettori defunti una quan-
tit quasi marziana. Ci nonostante, era un paese in cui non si viveva affatto
male. Comunque sia, il nostro giovane Mike non pu possedere nulla, per-
ch tutto gi di propriet degli Anziani. Capisci quindi per quale motivo
faccio tanta fatica a spiegargli che titolare di oltre un milione di azioni del-
la Lunar Enterprises, pi i diritti sul Lyle Drive e diversi altri beni e titoli? E
non mi aiuta il fatto che i proprietari originali siano morti; anzi, questo peg-
giora ulteriormente le cose, poich lui li considera Anziani, e non si so-
gnerebbe mai di ficcare il naso nei loro affari.
Uh maledizione, incapace di agire dal punto di vista legale.
Certo che lo . Non pu gestire i suoi beni perch non crede nel concet-
to stesso di propriet; non pi di quanto io possa credere nei fantasmi. Ben,
l'unica cosa che Mike possegga al momento uno spazzolino da denti che
gli ho dato io e non sa nemmeno che suo. Se tu glielo dovessi sottrarre,
non farebbe alcuna obiezione, e non me ne accennerebbe nemmeno; conclu-
derebbe semplicemente che gli Anziani hanno autorizzato lo scambio.
Jubal sospir. Quindi incapace, anche se in grado di citare a memo-
ria tutte le normative esistenti sulla propriet. E dato che cos, devo fare in
modo che i suoi diritti non vengano messi in dubbio, anzi, che non vengano
nemmeno menzionati. Chiss quale tutore gli verrebbe affidato?
Oh! Douglas, senza dubbio. O meglio ancora, uno dei suoi tirapiedi.
Ne sei proprio sicuro, Ben? Considera l'attuale composizione dell'Alta
Corte. Non credi forse che l'eventuale tutore si potrebbe anche chiamare
Savvonavong? O Nadi? O Kee?
Uh pu darsi che tu abbia ragione.
E in quel caso il ragazzo potrebbe anche non rimanere in vita molto a
lungo. Oppure potrebbe arrivare alla vecchiaia in una piacevole prigione
monoposto con giardino, dalla quale sarebbe molto pi difficile fuggire che
non dall'ospedale Bethesda.
Cosa intendi fare?
Il potere nominale posseduto dal ragazzo decisamente troppo perico-
loso e ingombrante perch lo possa gestire. Quindi, ne facciamo a meno.
E come diavolo si fa a dar via tutti quei soldi?
Non si fa. impossibile. Il solo atto di darli via rappresenterebbe un
esercizio del loro potere latente; cambierebbe l'equilibrio dei poteri e porte-
rebbe inevitabilmente a un esame delle competenze del ragazzo. Quindi, l'u-
nica alternativa rimane quella di cavalcare la tigre mentre corre all'impazza-
ta, tenendosi aggrappati alle sue orecchie il pi forte possibile. Ben, lascia
che ti delinei il discorso che ho intenzione di presentare a Douglas poi fai
del tuo meglio per trovarne i punti deboli. Non ti preoccupare della parte le-
gale; quella verr redatta dallo staff di Douglas e ci penser io a controllare
che non vi siano trappole. La mia idea di dare a Douglas un piano che non
vorr affatto sabotare, perch gli piacer un sacco. Voglio solo che tu mi
dica che cosa ne pensi dal punto di vista della sua attuabilit politica; se ti
sembra fattibile o meno. Dunque
19

La delegazione diplomatica marziana, accompagnata dal comitato di soli-


dariet illimitata capeggiata da Jubal Harshaw, atterr sulla piattaforma del
Palazzo Esecutivo poco prima delle dieci del mattino. Il pretendente (che in
realt non pretendeva proprio nulla) al trono di Marte, Mike Smith, non era
affatto preoccupato dello scopo di quel viaggio; si era limitato a godere di
ogni singolo istante del breve volo verso sud con innocente gioia.
Il viaggio venne compiuto con un pullman Flying Greyhound pagato dal
Governo. Mike si sedette nell'astrocupola sopra la cabina di pilotaggio, con
accanto Jill e Dorcas che gli segnalavano i vari aspetti del panorama e gli
parlottavano nelle orecchie in continuazione, mentre lui fissava ogni cosa
con gli occhi sgranati in stupefatta meraviglia. Il sedile era fatto per due sole
persone, e dunque era piuttosto affollato, ma Mike non sembr assoluta-
mente seccato da quel piacevole e confortante avvicinamento. L'Uomo di
Marte sedeva tra le due ragazze con le braccia sulle loro spalle; ascoltava,
guardava e tentava di grokkare, e non avrebbe potuto essere pi felice nem-
meno se si fosse trovato sott'acqua a dieci metri di profondit.
Di fatto, si trattava della prima volta che aveva l'occasione di osservare la
civilt terrestre. Nel corso del trasferimento dalla Champion alla stanza K-
12 del Centro Medico Bethesda non aveva avuto occasione di vedere nulla,
e pur avendo visto qualcosa nel corso del viaggio in taxi dall'ospedale al-
l'appartamento di Ben, dieci giorni prima, non era riuscito a grokkarne nul-
la. Da allora il suo mondo si era limitato a una casa, a una piscina e a un
giardino con erba e alberi. Non era mai arrivato pi in l del cancello d'in-
gresso della propriet di Jubal.
Ma ora, rispetto a dieci giorni prima, Mike era diventato una persona
molto pi sofisticata; innanzitutto aveva capito a cosa servivano le finestre;
si era reso conto che la cupola che lo circondava serviva a guardare fuori, e
in pi sapeva anche che ci che vedeva erano le citt di quella gente. Capiva
le carte geografiche e, grazie all'aiuto delle ragazze, riusc a comprendere
anche il percorso che stavano seguendo e i vari punti che sorvolavano, para-
gonandoli con la carta sullo schermo che aveva davanti a s. Naturalmente
aveva sempre saputo dell'esistenza delle carte; semplicemente, aveva appre-
so solo di recente che anche gli umani ne facevano uso. La prima volta che
aveva grokkato una carta geografica umana aveva provato nostalgia di casa.
Certo, in confronto alle carte usate dalla sua gente si trattava di oggetti stati-
ci e morti ma era pur sempre una mappa. La natura di Mike, cos come la
sua educazione, non lo predisponeva a paragoni invidiosi; anche le carte
umane avevano in s un'essenza decisamente marziana; inoltre gli piaceva-
no molto.
Ora gli era stata concessa l'occasione di vedere circa trecento chilometri
di terra, di cui la gran parte era costellata dagli edifici sparsi dell'enorme
metropoli mondiale, e Mike ne assapor ogni singolo centimetro, cercando
di grokkare. Era letteralmente sconvolto dalle incredibili dimensioni delle
citt umane e dalla frenetica attivit che avveniva al loro interno, visibile
anche dall'alto. Era una cosa molto diversa rispetto alla tranquilla lentezza
delle citt monastero-giardino di Marte. Secondo il suo punto di vista, una
citt cos affollata, in cui ferveva una tale attivit, avrebbe dovuto estinguer-
si in brevissimo tempo, divenendo talmente satura di esperienza vitale che
solo il pi forte fra gli Anziani sarebbe stato in grado di visitare le sue strade
deserte e grokkare in contemplazione gli eventi e le emozioni che si erano
accumulate strato su strato al suo interno. Lui stesso aveva avuto occasione
di visitare le citt abbandonate del suo pianeta solo in poche meravigliose e
temibili occasioni, dopodich i suoi tutori avevano deciso di non ripetere
pi l'evento, grokkando che non era ancora abbastanza forte per sostenere
simili esperienze.
Attraverso diverse domande formulate con grande attenzione a Jill e Dor-
cas, e mettendo le risposte in rapporto con quanto aveva letto in precedenza,
Mike riusc a grokkare quanto bastava per alleviare almeno in parte la sua
incomprensione: la citt che vedeva era ancora molto giovane; era stata in-
fatti fondata poco pi di due secoli terrestri prima, che, per comprendere
meglio la dimensione temporale, converti in 108 anni marziani.
Terribile e splendido! Questo significava che gi in quel momento la gen-
te di quella citt si stava preparando ad abbandonarla, prima che cedesse
sotto la pressione e diventasse un nulla. Ci nonostante, dal punto di vista
prettamente temporale, la citt non era che un uovo.
Mike pens a quanto sarebbe stato bello tornare a Washington uno o due
secoli dopo, camminando per le sue strade vuote e tentando di avvicinarsi
all'infinito dolore e all'infinita bellezza in essa contenuti, grokkando con cu-
pidigia fino a diventare lui stesso Washington sempre ammesso che fosse
divenuto abbastanza forte. Scart con decisione quel pensiero, archiviando-
lo nella sua mente, poich sapeva bene di dover crescere e crescere e cresce-
re prima di essere in grado di lodare e serbare nell'animo la grande angoscia
di quella metropoli.
A un certo punto il pilota del Greyhound vir verso est per via di un cam-
biamento temporaneo dei canali di traffico (dovuto proprio al loro arrivo) e
Mike ebbe, per la prima volta in vita sua, l'occasione di vedere il mare.
Jill glielo indic e dovette convincerlo che si trattava di acqua, mentre
Dorcas aggiungeva che si trattava dell'Oceano Atlantico e gli mostrava la
costa sulla carta. Mike non era del tutto ignorante in materia; fin da quando
era un piccolo del nido, gli era stato insegnato che il pianeta successivo pi
prossimo al Sole era ricoperto dall'acqua della vita; ultimamente aveva an-
che appreso che la gente che vi abitava accettava quella immensa ricchezza
in maniera casuale e naturale. Aveva persino intrapreso, senza alcuna assi-
stenza, il difficile compito di grokkare finalmente l'ortodossia marziana se-
condo la quale la cerimonia dell'acqua non richiedeva la presenza dell'acqua
stessa, considerandola solo un simbolo dell'essenza un simbolo splendido
ma non indispensabile.
Tuttavia, Mike scopri che conoscere una cosa in senso astratto non era af-
fatto lo stesso che provarla nella sua realt fisica; la vista dell'Oceano Atlan-
tico lo riempi di una tale soggezione che Jill fu costretta a scuoterlo. Smet-
tila immediatamente, Mike! Non provare a svenire!
Mike tronc di netto la sua emozione e la archivi per futura contempla-
zione. Poi si mise a fissare l'oceano, che si estendeva fino all'orizzonte di-
stante, e tent di misurarne le dimensioni nella sua mente finch essa non si
ritrov sovraffollata di tre, di potenze di tre e di superpotenze di potenze.
Mentre si accingevano ad atterrare, Jubal si mise a snocciolare ordini:
Ricordate ragazze, fate quadrato attorno a Mike e non lasciatevi intimorire;
pestate tutti i piedi che dovete pestare e rifilate tutte le gomitate al plesso so-
lare che ritenete opportune. Anne, anche se indosserai la tua tonaca, penso
che dovrai unirti a queste operazioni, nel caso ci sia troppa ressa.
Smettila di preoccuparti, capo; non si raduna mai una folla attorno a un
Testimone. Comunque, ho i tacchi a spillo e peso pi di te.
Okay. Duke, tu sai quel che devi fare ma assicurati che Larry torni
qui con il pullman il pi presto possibile; potremmo averne bisogno.
Ho grokkato, capo. Non fare troppo il nervoso.
Faccio il nervoso quanto mi pare. Andiamo. Harshaw usc dallo spor-
tello del velivolo, seguito da Mike, attorniato dalle quattro ragazze e da
Caxton. Il pullman riparti immediatamente. Con grande sollievo misto ad
apprensione, Jubal scopri che il terrazzo non era affollato di giornalisti.
Ma non era certo deserto. Un uomo gli si avvicin appena mise piede a
terra. Dottor Harshaw? domand in tono cortese. Sono Tom Bradley, as-
sistente esecutivo del Segretario generale. Ho ordine di portarla direttamen-
te all'ufficio del signor Douglas per un breve colloquio prima dell'inizio del-
la conferenza.
Non se ne parla nemmeno.
Bradley sbatt le palpebre. Forse non mi ha capito bene. Si tratta di un
ordine diretto del Segretario generale. Oh, e ha detto che poteva anche por-
tare con lei il signor Smith l'Uomo di Marte, insomma.
Mi dispiace, ma il mio gruppo indissolubile; andiamo assieme persino
alla toilette. In questo momento ci stiamo per recare alla sala conferenze. Ci
faccia accompagnare da qualcuno. E allontani tutta questa gente che si sta
affollando attorno. Nel frattempo, ho una commissione per lei. Miriam, la
lettera.
Ma dottor Harshaw
Ho detto no! Forse non comprende la mia lingua? Le chiedo comun-
que di consegnare questa lettera al signor Douglas in persona, immediata-
mente e di riportarmi la sua ricevuta al pi presto. Harshaw firm la bu-
sta che Miriam gli aveva appena passato, impresse la propria impronta digi-
tale sulla firma e pass la busta a Bradley. Ditegli che di fondamentale
importanza che la legga prima di presenziare alla riunione.
Ma il Segretario generale ha espresso il desiderio di
Il Segretario generale desidera leggere quella lettera. Giovanotto, le co-
munico che sono un veggente e prevedo che se perder altro tempo nel
consegnare quella lettera, perder il posto oggi stesso.
Bradley guard Jubal negli occhi, quindi prese la lettera. Jim, prendi il
mio posto disse, e si allontan. Jubal tir un sospiro dentro di s. Aveva su-
dato parecchio su quella lettera; Anne era stata sveglia con lui tutta la notte
a controllarne ogni singola frase. Jubal aveva tutte le intenzioni di arrivare a
un accordo aperto, in presenza di tutte le telecamere e i microfoni della
stampa mondiale, ma allo stesso tempo non voleva che Douglas venisse col-
to di sorpresa dalle sue proposte.
In risposta all'ordine di Bradley, si fece avanti un altro uomo. Jubal lo va-
lut subito come un tipico esempio di giovanotto furbo, ambizioso e privo
di scrupoli che gravita attorno ai potenti e si occupa delle loro faccende
sporche; gli fu antipatico a prima vista. L'uomo sorrise in modo mellifluo.
Mi chiamo Jim Sanforth, dottore; sono il segretario dell'ufficio stampa del
capo. Da questo momento in poi sar io a farvi da tramite: organizzer le
vostre conferenze stampa, le interviste e cos via. Mi rincresce informarla
del fatto che la sala conferenze non ancora stata approntata; vi sono stati
dei cambiamenti all'ultimo minuto e siamo stati costretti a trasferire la sedu-
ta a una sala pi grande. Penso quindi che
Io invece penso che ci recheremo immediatamente alla sala conferenze.
Rimarremo in piedi finch non verranno portate le sedie.
Dottore, sono sicuro che lei non ha compreso perfettamente la situazio-
ne. Stanno ancora fissando i fili e l'illuminazione, inoltre la sala brulica di
giornalisti.
Benissimo. Faremo quattro chiacchiere con loro finch non sarete pron-
ti.
Mi dispiace dottore, ma ho delle istruzioni precise da rispettare
Giovanotto, non siamo qui al vostro servizio. Voi non organizzerete al-
cuna conferenza stampa per noi. Siamo qui per un unico scopo; una discus-
sione pubblica. E se non ancora stata approntata, ci incontreremo con la
stampa adesso, nella sala conferenze.
Ma
E come se non bastasse, state tenendo l'Uomo di Marte su un tetto ven-
toso. Harshaw alz la voce. C' qualcuno qui abbastanza intelligente da
condurci alla sala conferenze senza perdersi?
Sanforth deglut. Mi segua, dottore.
La sala conferenze era davvero gremita di giornalisti e tecnici, ma vi era
anche un grande tavolo ovale, diverse sedie e altri tavolini. Mike venne in-
dividuato immediatamente; le proteste di Sanforth non bastarono a impedire
che fosse assediato da un nugolo di cronisti, ma la sua scorta lo fece arrivare
illeso fino al tavolo. Jubal lo fece sedere, con accanto Dorcas, Jill e Miriam,
mentre il Testimone Leale era alle sue spalle. Poi non fece nulla per impedi-
re che Mike venisse bersagliato di domande e lampi di flash. Mike era stato
avvertito del fatto che avrebbe incontrato molta gente e che molti avrebbero
fatto strane cose, e Jubal si era preoccupato in modo particolare di convin-
cerlo a non prendere alcuna iniziativa improvvisa (come far scomparire og-
getti o persone) a meno che non glielo dicesse Jill.
Mike affront tutta quella confusione dignitosamente, senza manifestare
alcun particolare disagio; Jill gli stava tenendo la mano, cosa che lo rassicu-
rava molto.
Jubal insist affinch venisse scattato un gran numero di foto; in quanto
alle domande poste direttamente a Mike, non le temeva, e non fece alcun
tentativo per arginarle. Dopo aver tentato di parlare con Mike per pi di una
settimana, era ormai fermamente convinto che nessun giornalista sarebbe
stato in grado di tirargli fuori una dichiarazione importante nel giro di pochi
minuti senza l'assistenza di un esperto. L'abitudine di Mike di rispondere
in modo letterale a qualsiasi domanda gli venisse posta, assieme alle sue
lunghe pause, sarebbe stata pi che sufficiente ad annullare qualsiasi tentati-
vo di mettergli in bocca parole non sue.
E infatti, fu proprio cos; alla gran parte dei quesiti che gli vennero posti,
Mike rispose con un cortese Non lo so o con un ancor meno impegnativo
Prego?.
Ma una domanda in particolare si ritorse contro colui che l'aveva posta.
Un corrispondente della Reuters, prevedendo una battaglia monumentale sui
diritti di eredit di Mike, tent di effettuare una sua valutazione personale
della competenza di Mike. Signor Smith, che cosa sa a proposito delle leg-
gi sull'eredit di questo paese?
Mike era consapevole dei suoi problemi nel grokkare appieno il concetto
umano di propriet e, in particolare, i concetti di eredit e lascito testamen-
tario. Evit quindi con cura di inserire le sue idee e si attenne al testo un
testo che Jubal riconobbe immediatamente come l'Ely sull'eredit e il lasci-
to testamentario, capitolo primo.
Mike cit quanto aveva letto, con grande precisione e in tono impersona-
le, come fosse un professore di legge pedante ma preciso, snocciolando una
pagina tediosa dopo l'altra mentre la sala piombava in un rispettoso silenzio
e il suo intervistatore annaspava.
Jubal lo lasci andare avanti finch ogni singolo giornalista della sala
venne a conoscenza di molto pi di quanto non volesse sapere a proposito di
dote e quote di patrimonio, consanguineit e uterinit, per stirpes e pro ca-
pite e tutti i vari misteri relativi. Dopo un po', gli appoggi una mano sulla
spalla. Basta cos, Mike. Mike assunse un'espressione perplessa. Ma c'
molto di pi
S, ma ci pensiamo dopo. Qualcun altro ha per caso qualche domanda
su argomenti diversi?
Il corrispondente di un giornale domenicale londinese dalla tiratura enor-
me si fece avanti con una domanda consona alla testata per cui lavorava:
Signor Smith, abbiamo saputo che le piacciono le ragazze della Terra. Ne
ha mai baciata una?
S.
E le piaciuto?
S.
Cosa pu dirmi in proposito?
Mike ebbe solo un attimo di esitazione per questa risposta. Baciare le
ragazze un bene disse in tono molto serio. un avvicinarsi. E decisa-
mente meglio che una partita a carte fra amici.
L'applauso che segu a questa dichiarazione lo spavent un poco, ma
Mike percep che Jill e Dorcas non erano affatto spaventate, e che anzi sta-
vano trattenendo a stento quell'incomprensibile e rumorosa espressione di
piacere che lui non riusciva a imparare. Controll la sua paura e attese con
dignit l'evolversi degli eventi.
Ma l'evolversi degli eventi lo salv da ulteriori domande, che avessero ri-
sposte possibili o meno, e gli concesse una grande gioia; vide infatti entrare
da una porta un volto che gli era familiare. Fratello mio, dottor
Mahmoud! Mike continu a parlare in tono eccitatissimo ma in marzia-
no.
L'esperto in semantica della Champion lo salut, sorrise e gli rispose nel-
la stessa lingua contorta mentre si affrettava a raggiungerlo. I due continua-
rono a parlare attraverso simboli inumani, Mike in un torrente di parole
inarrestabile, Mahmoud un po' pi lentamente, entrambi con effetti sonori
assai curiosi.
I giornalisti rimasero in ascolto per un certo tempo; quelli che lavoravano
con l'audio registrarono e quelli che scrivevano annotarono la cosa come
esempio di colore locale. Dopo un po', per, uno di essi interruppe i due in-
terlocutori. Dottor Mahmoud! Che cosa vi state dicendo? Ci dia almeno
un'idea!
Mahmoud si volt, accenn un sorriso e parl con spiccato accento di
Oxford. Pi che altro, gli sto dicendo parla pi piano, figliolo, per favo-
re.
E lui invece, che cosa le sta dicendo?
Il resto della nostra conversazione qualcosa di personale e le posso as-
sicurare che non sarebbe di alcun interesse per voi. Saluti, sa com', no?
Siamo vecchi amici. Torn a rivolgersi a Mike e riprese a chiacchierare
sempre in marziano.
In effetti, Mike stava raccontando al suo fratello Mahmoud tutto ci che
gli era accaduto dall'ultima volta che si erano visti, affinch potessero grok-
kare un certo avvicinamento. Solo che quanto gli stava raccontando veniva
espresso secondo un punto di vista prettamente marziano; tutto il suo di-
scorso era imperniato soprattutto sui suoi nuovi fratelli d'acqua e sul sapore
unico di ognuno di loro l'acqua calma che era Jill la profondit di
Anne il fatto strano e ancora non grokkato appieno che Jubal avesse a
volte il sapore di un uovo e a volte quello di un Anziano ma non fosse nes-
suno dei due l'ingrokkabile vastit dell'oceano
Mahmoud non aveva altrettante cose da raccontare a Mike: era stato pro-
tagonista di un eccesso dionisiaco ben poco marziano del quale non andava
del tutto fiero e di una lunga giornata passata con la faccia a terra nella mo-
schea Solimano di Washington, i cui risultati non aveva ancora grokkato e
non era ancora pronto a discutere, e non aveva nessun nuovo fratello d'ac-
qua.
Dopo un po', Mahmoud ferm Mike e offri la mano a Jubal. Voi siete il
dottor Harshaw. Valentine Michael pensa di avermi gi presentato a tutti
voi, e secondo le sue regole non ha nemmeno torto.
Harshaw lo scrut attentamente mentre gli dava la mano. Sembrava pro-
prio il tipico inglesotto sportivo; dagli abiti in tweed apparentemente infor-
mali ma costosi ai baffetti grigi ben curati solo che la sua pelle aveva una
tinta naturalmente scura, inoltre aveva un naso da mediorientale. Harshaw
non aveva mai amato le cose false, e preferiva mangiare pane secco piutto-
sto che una bistecca sintetica.
Tuttavia, Mike lo trattava come un amico; quindi, fino a prova contraria,
doveva essere un amico anche per lui.
Per Mahmoud, Harshaw rappresentava il tipico esempio da museo di ci
che lui considerava uno yankee; volgare, vestito in maniera troppo infor-
male per l'occasione, probabilmente ignorante e quasi certamente provincia-
le. E per giunta era un professionista, il che peggiorava ulteriormente la sua
immagine, poich la sua esperienza gli aveva insegnato che quasi tutti i pro-
fessionisti americani erano piuttosto incolti e di vedute assai ristrette, dei
semplici tecnici. Mahmoud provava un grande, per quanto non apertamente
manifestato, disgusto per tutto ci che era americano. La loro incredibile ba-
bele politeistica di religioni, tanto per dirne una, anche se forse non era col-
pa loro la cucina, i modi grossolani, l'architettura bastarda e quell'arte
nauseante oltre alla loro cieca, patetica e arrogante pretesa di superiorit
in ogni campo. Le loro donne le loro donne pi di ogni altra cosa, presun-
tuose e dogmatiche, con i corpi sparuti e affamati che gli facevano venire in
mente disturbanti immagini di voluttuosit.
Ma Valentine Michael gli aveva offerto tutta quella gente (comprese que-
ste onnipresenti femmine), con orgoglio e aspettativa, presentandogliela
come una serie di suoi fratelli d'acqua. Di conseguenza, aveva imposto a
Mahmoud un obbligo familiare intenso con quelle persone. Mahmoud cono-
sceva il termine marziano per tali relazioni per concrezione, grazie all'osser-
vazione diretta dei fenomeni su Marte, e quindi non aveva bisogno di tra-
durlo in maniera grezza e inadeguata con frasi umane. Aveva visto i marzia-
ni di persona, a casa loro; conosceva le loro condizioni di estrema povert
(da un punto di vista terrestre) e aveva avuto modo di attingere direttamen-
te, e di intuire molto di pi, della loro grande ricchezza culturale; in pratica,
aveva grokkato con una certa precisione il valore supremo che i marziani
davano alle relazioni interpersonali.
Insomma, non c'era nulla da fare; aveva condiviso l'acqua con Valentine
Michael e ora doveva rendere giustizia alla fede che i suoi amici avevano
nei suoi confronti sper solo che quegli yankee non fossero del tutto
ignoranti.
Cos, si produsse in un sorriso caloroso e strinse la mano del dottor Har-
shaw. S. Valentine Michael mi ha spiegato, con grande orgoglio, che siete
tutti in (Mahmoud us una parola marziana) nei suoi confronti.
Eh?
Fratelli d'acqua. Capisce?
Grokko.
Mahmoud dubitava che Harshaw grokkasse davvero, ma continu in
tono impassibile. E dato che mi trovo anch'io nella stessa posizione nei
suoi confronti, devo chiedervi di essere considerato come un membro della
famiglia. Il suo nome lo conosco, e immagino che questo debba essere il si-
gnor Caxton ho visto la sua foto in fondo alla sua rubrica; la leggo sem-
pre, quando ne ho la possibilit. Ma vediamo se ho capito bene i nomi delle
signorine. Questa deve essere Anne.
S. Ma al momento indossa la tonaca.
S, naturalmente. Le render i miei omaggi quando non sar occupata
professionalmente.
Harshaw gli present le altre tre e Jill lo stup rivolgendosi a lui con il
corretto titolo onorifico usato fra fratelli d'acqua, pronunciandolo circa tre
ottave pi alto di quanto non avrebbe fatto un qualunque marziano adulto,
ma con gracchiarne purezza di accento. Si trattava di una della poche parole
marziane che Jill riusciva a pronunciare fra le tante che cominciava a capire,
ma questa in particolare le era rimasta impressa nel cervello perch le veni-
va rivolta e lei stessa la usava pi volte al giorno.
Gli occhi del dottor Mahmoud si sgranarono leggermente; forse, alla
fine, quelle persone potevano anche non essere dei barbari e doveva am-
mettere che il suo giovane amico Mike era un tipo molto intuitivo. Offri im-
mediatamente a Jill il titolo onorifico esatto usato in risposta e si inchin te-
nendole la mano.
Jill not che Mike era deliziato da tutto ci; riusc, in maniera un po' ap-
prossimativa ma passabile, a gracchiare la pi corta fra le nove forme con le
quali un fratello d'acqua poteva replicare alla risposta, anche se non l'aveva
ancora grokkata appieno e non si sarebbe mai sognata nemmeno lontana-
mente di suggerirne l'equivalente biologico umano nella sua lingua certa-
mente non a un uomo che aveva appena conosciuto!
Ci nonostante, Mahmoud, che invece la comprendeva perfettamente,
non la prese nel suo senso letterale (peraltro umanamente impossibile) bens
in quello simbolico, rispondendo ancora una volta con la forma corretta. Ma
Jill aveva ormai oltrepassato il proprio limite di abilit linguistica; non com-
prese affatto la risposta e non pot ribattere a sua volta.
Tuttavia, fu colta da un'improvvisa ispirazione. Lungo il margine dell'e-
norme tavolo erano state sistemate a intervalli regolari una serie di brocche
d'acqua con relativi bicchieri, le suppellettili pi tradizionali e indispensabili
in tutte le conferenze umane. Jill si allung, prese una brocca e un bicchiere,
e lo riempi.
Fiss Mahmoud negli occhi e disse in tono sincero Acqua. Il nostro
nido il suo. Bevve un piccolo sorso e gli pass il bicchiere.
Mahmoud rispose in marziano, not che non era stato capito, quindi tra-
dusse in inglese. Chi condivide l'acqua condivide tutto. Prese un sorso e
si apprest a ripassare il bicchiere a Jill; si blocc a met movimento, guar-
d Harshaw e lo pass a lui.
Non so parlare marziano, figliolo disse Harshaw ma grazie lo stesso
per l'acqua. Che tu possa dissetarti sempre. Bevve un sorso, quindi tracan-
n circa un terzo dell'acqua. Ah! Pass il bicchiere a Ben.
Caxton fiss a sua volta Mahmoud e parl in tono solenne. Avvicina-
mento. Con l'acqua della vita, noi ci avviciniamo. Si bagn le labbra e pas-
s il bicchiere a Dorcas.
Nonostante la serie di precedenti, Dorcas ebbe un attimo di esitazione.
Dottor Mahmoud, ha idea di quanto sia seria questa cosa per Mike?
Certo che lo so, signorina.
Be' volevo solo dirle che per noi altrettanto seria. Mi capisce?
Grokka?
Grokko la sua pienezza altrimenti mi sarei rifiutato di bere.
Va bene. Possa sempre bere profondamente. Che le nostre uova condivi-
dano lo stesso nido. Una lacrima si fece strada lungo il suo viso; bevve e
pass il bicchiere a Miriam.
Ricomponiti, sorellina sussurr Miriam. Poi si rivolse a Mike. Con
l'acqua diamo il benvenuto al nostro fratello. Si rivolse a Mahmoud.
Nido, acqua, vita. Bevve. Nostro fratello. Gli offri nuovamente il bic-
chiere.
Mahmoud fini l'acqua e parl, n in marziano n in inglese, ma in arabo:
E se le vostre vite si intrecciano, loro saranno i tuoi fratelli.
Amen concluse Jubal.
Il dottor Mahmoud si volt di scatto verso di lui e decise di non doman-
dare nemmeno a Harshaw se lo avesse effettivamente capito o se avesse ri-
sposto per pura cortesia; non era n il luogo n il momento adatto per di-
scorsi che avrebbero potuto portare alla luce i suoi problemi e i suoi dubbi.
Ci nonostante, come sempre, il rituale dell'acqua gli aveva riscaldato l'ani-
ma sebbene vi scorgesse un accenno di eresia.
I suoi pensieri furono interrotti dall'avvicinarsi dell'assistente capo al pro-
tocollo. Lei il dottor Mahmoud disse. Dottore, il suo posto si trova dal-
l'altra parte del tavolo. La prego di seguirmi.
Mahmoud lo guard, quindi guard Mike. Sorrise. No, mi dispiace, ri-
marr qui, con i miei amici. Dorcas, posso portare qui una sedia e mettermi
fra lei e Valentine Michael?
Ma certo, dottore. Venga, mi stringer un pochino.
L'assistente batt il piede a terra per l'impazienza. Dottor Mahmoud, per
favore! La disposizione la vede dalla parte opposta del tavolo! Il Segretario
generale sar qui a momenti, la sala letteralmente gremita di giornalisti e
di chiss quanta altra gente che non dovrebbe nemmeno esserci non so
pi che cosa fare!
Allora vada a farlo da qualche altra parte sugger Jubal.
Cosa? Chi sarebbe lei? sulla lista? Consult con fare preoccupato l'e-
lenco che teneva in mano.
Se mai sono io a chiedere chi lei ribatt Jubal. Chi sarebbe, il capo
cameriere? Io mi chiamo Jubal Harshaw, e se su quella lista non c' il mio
nome, pu anche strapparla e cambiare lavoro. Amico, se l'Uomo di Marte
vuole il dottor Mahmoud al suo fianco, lo avr e basta.
Ma lui non pu sedere qui! Le sedie sul tavolo principale della confe-
renza sono riservate agli Alti Ministri, ai Capi Delegazione, ai giudici del-
l'Alta Corte, ad altri funzionari di alto livello, e non so proprio dove li met-
ter se ne arrivano altri e all'Uomo di Marte, naturalmente.
Naturalmente ripet Jubal con una punta di ironia.
Inoltre il dottor Mahmoud dovr sedere accanto al Segretario generale,
alle sue spalle per l'esattezza, nel caso si rendesse necessaria qualche tradu-
zione. Devo dire che non mi state aiutando molto.
La aiuter io. Jubal prese il foglio di carta dalla mano del funzionario e
si sedette davanti al tavolo, studiandolo. Mmm vediamo un po'. L'Uomo
di Marte sar seduto esattamente di fronte al Segretario generale, pi o
meno nel punto in cui si trova adesso. Poi Jubal estrasse una grossa ma-
tita e sferr il suo attacco alla lista dei posti. questa met del tavolo prin-
cipale, da qui a qui, deve essere a disposizione di Mike. Jubal tracci due
croci nere per delimitare i confini e le un con uno spesso arco, quindi inizi
a scribacchiare i nomi delle persone che dovevano sedersi da quella parte
del tavolo. Ecco, cos la met del suo lavoro gi fatta perch quelli che
si siedono dalla nostra parte li far accomodare io stesso.
L'addetto al protocollo era troppo sconvolto per rispondere. Le sue labbra
si mossero, ma non ne usc alcuna frase sensata. Jubal lo guard con aria se-
rena. C' qualcosa che non va? Oh, mi sono dimenticato di renderlo uffi-
ciale. Scribacchi sotto i suoi emendamenti: 7 Harshaw per V.M. Smith.
Ora torni dal suo sergente, figliolo, e gli mostri questo elenco. Gli dica
di controllare cosa prevede il protocollo a proposito di visite ufficiali da par-
te di capi di Stato di pianeti amici.
L'uomo prese in mano il foglio, lo fiss, spalanc la bocca e se ne
and molto rapidamente, senza nemmeno fermarsi a ripiegarlo. Ma torn al-
trettanto in fretta, tallonando un altro uomo pi anziano. Il nuovo venuto
parl in tono serio e inflessibile. Dottor Harshaw, sono LaRue, capo re-
sponsabile del protocollo. Avete davvero bisogno di met del tavolo? Mi
sembrava di aver capito che la vostra delegazione fosse piuttosto ristretta.
La questione irrilevante.
L'uomo si produsse in un breve sorriso. Temo che non lo sia per me, si-
gnore. Il mio problema pi grande per questa conferenza proprio lo spa-
zio; oggi saranno presenti quasi tutti i rappresentanti della Federazione. Se
aspettate altri ospiti, anche se avrei decisamente preferito essere avvertito in
anticipo al riguardo, far sistemare un altro tavolo alle spalle dei posti riser-
vati per il signor Smith e la sua delegazione.
No.
Temo invece che dovremo fare proprio cos. Mi dispiace molto.
Dispiace anche a me per lei. Perch se la delegazione di Marte non
avr a disposizione la met del tavolo, ce ne andremo seduta stante. Provi
poi lei a spiegare al Segretario generale che ha mandato a monte l'intera
conferenza comportandosi in maniera scortese con l'Uomo di Marte.
Spero che non dica sul serio.
Non ha forse recepito il messaggio?
Uh be', diciamo che l'ho interpretato come uno scherzo. Uno scherzo
piuttosto sagace, devo ammettere.
Figliolo, non posso permettermi di scherzare, non a questo prezzo. I
casi sono due: o Smith il capo di un altro pianeta che desidera parlare con
il capo della Terra, e in questo caso ha diritto ad avere tutti i fiancheggiatori
e le ballerine che vuole, oppure un semplice turista, e allora non ha diritto
a nessuna cortesia ufficiale di sorta. O una o l'altra cosa, non tutte e due.
Tuttavia, le suggerisco di guardarsi attorno, di contare tutti i rappresentanti
della Federazione, come li ha chiamati, e di fare una rapida riflessione,
considerando se avrebbero presenziato a questa riunione nel caso che consi-
derassero Smith come un semplice turista.
Non esistono precedenti rispose LaRue lentamente.
Jubal sbuff. Poco fa ho visto entrare il capo delegazione della Repub-
blica Lunare; provi a dire a lui che non ci sono precedenti, ma poi si tenga
pronto a scappare, perch ha un caratteraccio. Emise un sospiro. Figliolo,
sono un uomo anziano, ho avuto una notte insonne e non affar mio inse-
gnarle il suo lavoro. Dica semplicemente al signor Douglas che ci vedremo
un altro giorno, quando sar pronto a riceverci in maniera adeguata. Andia-
mo, Mike. Inizi ad alzarsi con fatica dalla sua sedia.
No, no, dottor Harshaw! intervenne LaRue preoccupato. Libereremo
questa parte del tavolo. Far insomma, far qualcosa. tutta vostra.
Cos va meglio. Harshaw rimase in posizione, come se stesse per al-
zarsi. Ma dov' la bandiera di Marte? E come mai non ci avete reso i dovu-
ti onori?
Temo di non comprendere.
Non ho mai fatto tanta fatica a spiegarmi. Senta, vede quello stendardo
della Federazione appeso sopra il posto dove sieder il Segretario? Come
mai non ce n' uno anche sopra di noi, con l'effigie di Marte?
LaRue sbatt le palpebre. Devo ammettere che mi ha colto di sorpresa.
Non sapevo che i marziani usassero bandiere.
Infatti non le usano. Ma non credo proprio che riuscireste a tirare fuori
quello che usano loro per le occasioni ufficiali. Quindi vi renderemo la vita
pi facile e vi verremo incontro. Un foglio di carta, Miriam, per piacere.
Bene, cos. Harshaw tracci un rettangolo e vi disegn dentro il simbolo
umano tradizionale per Marte; un cerchio con una freccia che puntava verso
l'alto, leggermente spostata sulla destra. Fate l'effigie in rosso su campo
bianco; naturalmente andrebbe cucita, ma con un foglio bianco e un baratto-
lo di vernice rossa ci riuscirebbe qualsiasi boy scout nel giro di dieci minuti.
mai stato boy scout?
Uh, qualche anno fa
Benissimo. Allora conosce il motto degli scout. In quanto agli onori
forse la colgo impreparato anche qui, nevvero? Avete per caso intenzione di
suonare Ode alla pace sovrana quando entrer il Segretario?
Oh, certo. obbligatorio.
In quel caso, dovr essere seguito dall'inno nazionale di Marte.
Non vedo come possa essere fattibile. Anche ammesso che questo inno
esista, noi non lo possediamo. Dottor Harshaw, sia ragionevole, per corte-
sia!
Senta figliolo, io sono molto ragionevole. Siamo venuti qui per una riu-
nione piccola, tranquilla e informale una chiacchierata d'affari. Invece ab-
biamo trovato un vero e proprio circo. Ora, mi rendo perfettamente conto
che non possiate suonare musica marziana, non pi di quanto un bambino
con un fischietto possa suonare una sinfonia. Tuttavia, potete suonare una
sinfonia la Sinfonia dei dieci pianeti. Grokka? Voglio dire, afferra l'idea?
Fate iniziare il nastro dal movimento di Marte e suonatelo o per lo meno
suonate quanto basta affinch lo si possa riconoscere.
LaRue assunse un'aria pensierosa. S, immagino che si possa fare, ma
dottor Harshaw, vi ho gi promesso la met del tavolo, e non penso proprio
di essere in grado di promettervi gli onori sovrani, la bandiera e la musica,
nemmeno in questa forma simbolica e improvvisata. Io io non credo pro-
prio di avere l'autorit necessaria per fare una cosa del genere.
E nemmeno il fegato comment Harshaw acidamente. Be', questo cir-
co non l'abbiamo certo chiesto noi, quindi dica pure al signor Douglas che
torneremo quando sar meno occupato e avr meno ospiti in casa. stato
piacevole chiacchierare con lei, figliolo. Passi pure dall'ufficio del Segreta-
rio a salutarci quando torniamo sempre ammesso che sia ancora qui. Re-
cit ancora una volta la scena dell'uomo troppo vecchio e stanco per alzarsi
senza fatica dalla sua seggiola.
Dottor Harshaw, la prego, non se ne vada! disse LaRue. Uh il Se-
gretario non verr finch non gli avr comunicato che siamo pronti, quindi
aspettate un attimo: vedr quel che riesco a fare. Va bene?
Harshaw torn a rilassarsi emettendo un grugnito. Come vuole. Ma c'
un'altra cosa, visto che ancora qui. Ho sentito un po' di trambusto poco fa
alla porta principale per quel che sono riuscito ad afferrare, mi parso
che ci fossero dei membri dell'equipaggio della Champion che volevano en-
trare. Ebbene, sono tutti amici di Smith, quindi la prego di lasciarli assistere.
Li faremo accomodare noi, e aiuteranno a riempire questo lato del tavolo.
Harshaw sospir e si massaggi la schiena.
Benissimo, signore. LaRue si volt rigidamente e si allontan.
Capo disse Miriam parlando a labbra strette ti sei per caso fatto male
alla schiena con i piegamenti ieri sera?
Zitta ragazza, altrimenti ti sculaccio. Con arcigna soddisfazione, Jubal
scrut la sala, che stava continuando a riempirsi di alti funzionari. Aveva
detto a Douglas di volere un colloquio ristretto e informale, pur sapendo be-
nissimo che la sola notizia di un simile colloquio avrebbe attirato tutti i po-
tenti e gli assetati di potere allo stesso modo in cui la luce attrae i moscerini.
E ora (ne era sicuro), Mike sarebbe stato trattato come un vero sovrano da
tutti quei nababbi davanti a tutto il mondo. Da quel momento in avanti,
nessuno si sarebbe mai pi sognato di approfittare del ragazzo.
Sanforth stava ancora tentando con grande fatica di allontanare i giornali-
sti rimasti, mentre lo sfortunato assistente capo al protocollo, abbandonato
dal suo capo, era sempre pi nervoso mentre tentava di far quadrare il nu-
mero delle poche sedie rimaste con un numero decisamente maggiore di alti
funzionari. La gente continuava ad affluire, e Jubal cap solo allora che
Douglas aveva stabilito fin dall'inizio che la riunione non avesse inizio pri-
ma delle 11:00. Li aveva chiamati prima per svolgere in tranquillit quella
piccola conferenza privata nello studio di Douglas che Jubal aveva rifiutato.
In ogni caso, il ritardo era risultato utile ai piani di Jubal.
In quel momento entr il leader della Coalizione Orientale. Dato che, per
sua stessa scelta, il signor Kung non era il capo delegazione nominale della
sua nazione, la sua carica ufficiale, per il protocollo, era semplicemente
quella di membro dell'Assemblea; ci nonostante, l'assistente capo al proto-
collo lasci la sua occupazione e si affrett verso il pi grande nemico poli-
tico di Douglas per farlo accomodare al tavolo principale, su una sedia posta
accanto a quella del Segretario generale stesso. La cosa rafforz l'opinione
di Jubal che Douglas non fosse affatto un imbecille.
Il dottor Nelson, chirurgo della Champion, entr in sala assieme al capi-
tano van Tromp. I due vennero accolti con gioia da Mike. Jubal se ne ralle-
gr, poich ci significava che il ragazzo aveva qualcosa da fare davanti
alle telecamere, che era sempre meglio che rimanere l seduto come un ma-
nichino. Jubal approfitt della distrazione per ridisporre le sedie, dato che
non vi era pi la necessit di circondare l'Uomo di Marte di guardie del cor-
po. Mise la sedia di Mike esattamente di fronte a quella del Segretario gene-
rale e si sistem a sua volta alla sua sinistra; non solo per essergli vicino se
avesse avuto bisogno di consigli, ma anche per potergli fare dei segnali sot-
to il tavolo senza essere notato. Dato che Mike aveva una conoscenza molto
approssimativa dei costumi formali umani, Jubal aveva studiato con lui una
serie di segnali pressoch impercettibili: alzati in piedi, siediti, inchi-
nati, dai la mano e cos via.
Mahmoud si stacc dalla comitiva di colleghi astronauti e si avvicin a
Jubal per parlargli in privato. Dottore, volevo farle notare che anche il ca-
pitano e il chirurgo della nave sono fratelli d'acqua del nostro fratello In-
somma, Valentine Michael voleva che la cosa venisse confermata attraverso
un nuovo rituale dell'acqua per tutti noi. Gli ho chiesto di aspettare. d'ac-
cordo?
Eh? S, s, giustissimo. Ma non in mezzo a questa folla. Jubal inizi a
preoccuparsi. Maledizione, quanti fratelli d'acqua aveva Mike? Quanto era
lunga quella catena? Magari voi tre potreste venire con noi quando sar fi-
nita la riunione? Possiamo mangiare qualcosa e fare quattro chiacchiere in
pace.
Sar un onore per me. E sono sicuro che acconsentiranno anche gli altri
due, se non sono impegnati altrove.
Bene. Dottor Mahmoud, crede che si presenteranno molti altri fratelli
d'acqua del nostro fratello?
Non credo. Non della compagnia della Champion, per lo meno. Mah-
moud ebbe un attimo di esitazione, quindi decise di non porre la domanda
complementare pi ovvia; cos infatti avrebbe tradito il proprio iniziale
sconcerto nello scoprire quanti nuovi parenti avesse acquisito. Lo dir a
Sven e al vecchio. Torn dai suoi compagni.
Harshaw vide entrare il Nunzio Papale, lo vide accomodarsi al tavolo
principale e sorrise dentro di s; se quel furbacchione di LaRue aveva anco-
ra qualche dubbio sulla natura ufficiale di quella riunione, avrebbe fatto me-
glio a scordarselo al pi presto!
A un certo punto un uomo si avvicin alle spalle di Harshaw. qui
l'Uomo di Marte?
S? assenti Jubal.
Qual ? Sono Tom Boone, il senatore Boone, e ho un messaggio per lui
da parte del Vescovo supremo Digby.
Jubal soppresse le sue personali sensazioni e acceler improvvisamente il
ritmo dei suoi pensieri. Sono Jubal Harshaw, senatore. Fece cenno a Mike
di alzarsi in piedi e di offrire la mano. E questo il signor Smith. Mike,
questo il senatore Boone.
Molto lieto, senatore Boone disse Mike con forma perfetta. Osserv
Boone con interesse. Gli era gi stato spiegato che Senatore non significa-
va Anziano, come poteva apparire dalla forma delle parole. Ci nonostan-
te, era ugualmente molto interessato nello scoprire che cosa fosse in effetti
un senatore. Decise che si trattava di un concetto che non aveva ancora
grokkato.
un piacere, signor Smith, grazie. Ma non voglio farvi perdere troppo
tempo; a quanto pare la riunione sta finalmente per iniziare. Signor Smith, il
Vescovo supremo Digby mi ha chiesto di invitarla formalmente a prendere
parte ai riti presso il Tabernacolo dell'Arcangelo Foster della Nuova Rivela-
zione.
Prego?
Intervenne Jubal. Senatore, come pu immaginare, ci sono molte cose,
per non dire tutte, che rappresentano una vera e propria novit per l'Uomo
di Marte. Tuttavia, per puro caso, sta di fatto che il signor Smith ha gi assi-
stito a una delle vostre funzioni ecclesiastiche via stereovisione
Non esattamente la stessa cosa.
Lo so. Ma ha espresso un certo interesse nei confronti della cosa, po-
nendomi molte domande, alla maggior parte delle quali non sono stato in
grado di rispondere.
Boone lo scrut con attenzione. Lei non un fedele?
Devo ammettere di no.
Allora venga anche lei. C' sempre speranza per i peccatori.
La ringrazio, lo far senz'altro disse Jubal. Ci puoi scommettere che lo
far, perch non ho nessuna intenzione di far entrare Mike nella vostra trap-
pola da solo, pensava intanto.
Allora facciamo per domenica prossima? Lo dir al Vescovo Digby.
Domenica prossima, sempre che ci sia possibile corresse Jubal. Pu
anche darsi che a quell'ora saremo tutti in galera.
Boone sorrise. un'evenienza che bisogna sempre tenere in considera-
zione, non vero? Ma basta che facciate una chiamata a me o al Vescovo, e
vi assicuro che non rimarrete dentro a lungo. Si guard attorno. Mmm,
pare che le sedie scarseggino da queste parti. Con tutti i personaggi impor-
tanti che ci sono, un povero senatore rischia di rimanere in piedi.
Vuole forse onorarci della vostra presenza a questo tavolo? disse Jubal
cordialmente.
Be', la ringrazio, signor Harshaw. In effetti non mi dispiacerebbe affat-
to un bel posto in tribuna d'onore proprio quel che ci vuole.
Sempre ammesso aggiunse Harshaw che non abbia paura delle impli-
cazioni politiche che potrebbero derivare dal fatto che la vedano seduto al
tavolo della delegazione marziana. Non vogliamo certo costringerla a tro-
varsi in una situazione imbarazzante.
Boone non tentenn. Ma figuriamoci! Chi se ne importa di quel che
penser le gente? A dir la verit, che rimanga fra noi, il Vescovo molto in-
teressato a questo vostro ragazzo.
Bene. C' una sedia libera accanto al capitano van Tromp quell'uomo
l. Ma probabilmente lo conosce gi.
Van Tromp? Ma certo, siamo vecchi amici l'ho conosciuto poco fa
gi nell'atrio. Il senatore Boone fece un cenno di saluto a Smith, quindi si
accomod.
Gran parte dei presenti era ormai seduta, mentre gli ultimi arrivati tenta-
vano di oltrepassare lo sbarramento delle guardie alle porte. Jubal assistette
a una discussione per una sedia, sentendo crescere il nervosismo. Infine de-
cise che non poteva sopportare di rimanere l a guardare quell'indecenza.
Avvicin la testa a Mike e gli parl a bassa voce, assicurandosi che, anche
se non ne capiva il motivo, comprendesse almeno ci che voleva che faces-
se.
Mike ascolt con attenzione. Jubal, lo far.
Grazie, figliolo. Jubal si alz in piedi e si avvicin al gruppetto di tre
persone; l'assistente capo al protocollo, il capo della delegazione uruguaya-
na e un terzo uomo che sembrava piuttosto arrabbiato ma allo stesso tempo
sconcertato. L'uruguayano stava dicendo in tono duro se fate sedere lui,
dovrete far sedere tutti gli altri capi di Stato locali oltre ottanta persone.
Qui ci troviamo sul suolo della Federazione, e nessun capo di Stato pu ave-
re diritto di precedenza su un altro. Se fate eccezioni
Jubal intervenne rivolgendosi al terzo uomo. Signore attese il tempo
di ottenere la sua attenzione, quindi continu: l'Uomo di Marte mi ha dato
istruzione di chiederle se vuole concedergli il grande onore di sedersi assie-
me alla sua delegazione sempre che la sua presenza non sia richiesta al-
trove.
L'uomo assunse un'espressione sorpresa, quindi si produsse in un ampio
sorriso. Be', mi sembra una soluzione piuttosto soddisfacente.
Gli altri due, sia il funzionario del Palazzo che il delegato sudamericano,
accennarono una protesta. Jubal diede loro le spalle. Sbrighiamoci signore,
non penso che abbiamo ancora molto tempo a disposizione. Aveva appena
visto entrare due uomini con quelli che sembravano la base per un albero di
Natale e un lenzuolo insanguinato ma doveva trattarsi quasi certamente
della bandiera marziana. Mentre si avvicinavano di tutta fretta al loro po-
sto, Mike si alz in piedi e rimase in attesa.
Signore, permetta che le presenti Valentine Michael Smith. Michael, il
Presidente degli Stati Uniti.
Michael si produsse in un profondo inchino.
Ebbero giusto il tempo per farlo sedere alla destra di Mike. La bandiera
improvvisata era gi stata eretta alle loro spalle. La musica inizi, tutti si al-
zarono in piedi e una voce tonante proclam:
Il Segretario generale!
20

Jubal aveva preso in considerazione l'idea di far rimanere seduto Mike al-
l'ingresso del Segretario generale, ma l'aveva subito scartata. Non era nelle
sue intenzioni porre Mike al di sopra di Douglas; voleva semplicemente
chiarire che si trattava di un incontro fra pari. Cos, quando si alz in piedi,
fece cenno a Mike di fare altrettanto. Le grandi porte doppie in fondo alla
sala si erano spalancate sulle prime note di Ode alla Pace Sovrana. Douglas
entr e si accomod al suo posto.
Jubal segnal immediatamente a Mike di sedersi, ottenendo che il Segre-
tario e Mike si sedessero nello stesso preciso istante che fu seguito da una
lunga e rispettosa pausa di diversi secondi nel corso della quale rimasero
tutti in piedi.
Jubal trattenne il fiato. LaRue aveva ubbidito alla sua richiesta o no? In
effetti non gli aveva promesso nulla
Improvvisamente, lo scampanellare in fortissimo dell'inizio del movi-
mento di Marte invase la sala; il tema del Dio della Guerra era in grado
di sconvolgere anche un pubblico che lo conosceva bene e se lo aspettava.
Con gli occhi fissati su Douglas, che gli restitu lo sguardo in maniera in-
flessibile, Jubal scatt nuovamente in piedi come un soldatino che scatta
sull'attenti.
Douglas si alz tempestivamente in piedi a sua volta.
Mike per non si mosse; Jubal non gli aveva segnalato nulla. Rimase se-
duto in silenzio, impassibile, per niente imbarazzato dal fatto che tutti gli al-
tri si fossero alzati nuovamente in piedi. Non capiva nulla di tutto ci che
stava avvenendo, ed era soddisfatto di fare ci che il suo fratello d'acqua gli
diceva di fare.
Jubal aveva riflettuto su quel particolare dopo aver richiesto l'inno mar-
ziano. Se la richiesta veniva soddisfatta, come si sarebbe dovuto comportare
Mike durante l'esecuzione? Era un punto alquanto interessante, e la soluzio-
ne dipendeva dal ruolo che avrebbe dovuto interpretare Mike in quella com-
media
La musica si ferm. Obbedendo ai segnali di Jubal, Mike si alz in piedi,
fece un rapido inchino e torn a sedersi pi o meno all'unisono con il Segre-
tario generale e tutti gli altri. Questa volta erano tornati tutti a sedersi rapi-
damente, poich nessuno poteva aver ignorato il fatto che Mike fosse rima-
sto seduto per tutto il suo inno.
Jubal emise un sospiro di sollievo. Era riuscito a scamparla. Molti anni
prima, aveva assistito a una parata in onore di un componente della trib in
estinzione dei regnanti nobili (una regina in carica), e aveva notato che la
sua reale signoria si era inchinata solo dopo che era stato suonato il suo inno
nazionale, come per riconoscere il saluto offerto alla sua persona.
Ma il capo politico di uno Stato democratico deve alzarsi in piedi e to-
gliersi il cappello davanti all'inno nazionale del suo paese come qualsiasi al-
tro cittadino, poich non un sovrano.
Tuttavia, come Jubal aveva gi fatto notare a LaRue, non si potevano
avere tutt'e due le cose assieme. O Mike andava considerato come un sem-
plice cittadino, oppure, secondo l'assurda teoria legale inerente alla Senten-
za Larkin, il ragazzo non era niente di meno che un vero e proprio sovrano.
Jubal prov il desiderio di offrire a LaRue una sniffata di tabacco. Be',
perlomeno vi era almeno una persona che aveva colto le implicazioni del
caso; il Nunzio Papale manteneva un'espressione impassibile, ma i suoi oc-
chi brillavano.
Douglas esordi quasi subito: Signor Smith, un grande onore e una
grande gioia averla qui con noi oggi. Speriamo vivamente che vorr consi-
derare il pianeta Terra come casa sua allo stesso modo in cui considera il
suo pianeta d'origine, il nostro vicino il nostro buon vicino, Marte. Con-
tinu per un po' su questo tono, usando frasi attente, ben studiate ed estre-
mamente cortesi, dal significato pratico pressoch nullo. Mike era il benve-
nuto, ma Jubal not che era impossibile stabilire in base alle parole di Dou-
glas se lo fosse in veste di sovrano, turista o cittadino che ritorna a casa.
Jubal osserv attentamente Douglas, tentando di carpire qualche movi-
mento dei suoi occhi, qualche cenno o espressione che lasciasse trasparire
cosa pensasse della lettera che gli aveva fatto consegnare a mano appena ar-
rivato. Ma Douglas non incroci mai il suo sguardo. Poco dopo il discorso
d'apertura si concluse, non avendo detto praticamente nulla, ma avendolo
detto molto bene.
Ora, Mike disse Jubal a bassa voce.
Smith si rivolse al Segretario generale in marziano.
Ma si interruppe prima che la costernazione generale divenisse troppo
grande. Signor Segretario generale della Federazione delle Nazioni Libere
del Pianeta Terra disse, quindi prosegui in marziano.
Poi di nuovo: la ringraziamo per il benvenuto che ci ha offerto. Por-
tiamo alla gente della Terra i saluti degli Antichi di Marte quindi pass
nuovamente al marziano.
Jubal pens che quello degli Antichi era stato un ottimo tocco; era
molto pi efficace di Anziani, e Mike non aveva avuto nulla da obiettare
sul cambiamento di terminologia. Di fatto, sebbene Mike avesse insistito sul
parlare giustamente, il discorso preparato da Jubal non aveva richiesto
molte correzioni. L'idea di alternare per ogni frase una versione inglese e
una versione in marziano era stata di Jill, e Jubal dovette ammettere con un
certo piacere che quel piccolo stratagemma aveva trasformato un enunciato
privo di contenuti come quello di una campagna elettorale in qualcosa di so-
lenne ed efficace quanto un'opera wagneriana. E altrettanto difficile da capi-
re, pens Jubal.
Per Mike non cambiava nulla. Era in grado di inserire la versione in mar-
ziano con la stessa facilit con la quale era in grado di memorizzare e recita-
re la versione inglese, ovverosia senza alcuno sforzo. Se i suoi fratelli d'ac-
qua erano felici che lui dicesse quelle cose, anche lui lo era.
Qualcuno si avvicin a Jubal, gli tocc una spalla, gli infil una busta in
mano e sussurr: Da parte del Segretario generale. Jubal alz lo sguardo e
vide che si trattava di Bradley, che gi si stava allontanando con passi felpa-
ti. Apr la busta sulle ginocchia e lesse quanto era scritto sul foglio al suo in-
terno.
Sul foglio vi era una sola parola: S; l'appunto era firmato dalle iniziali
J.E.D., con il famoso inchiostro verde usato dal Segretario.
Jubal alz lo sguardo e scopri che ora Douglas lo stava guardando; annui
con un cenno del capo quasi impercettibile, e Douglas distolse lo sguardo.
La conferenza era ormai finita; non restava altro da fare se non lasciare che
anche il resto del mondo vi assistesse.
Mike concluse le nullit sonore che gli erano state insegnate; Jubal senti
le sue stesse parole: avvicinamento, con benefici per entrambi i nostri
mondi e ogni razza secondo la sua natura ma non le ascolt.
Quando Mike ebbe finito, Douglas lo ringrazi in maniera rapida ma caloro-
sa. Segui una pausa.
Jubal si alz in piedi. Onorevole Segretario generale
S, dottor Harshaw?
Come ben sa, Smith oggi si trova qui in una doppia veste. Come un
principe viaggiatore della storia passata della nostra grande razza, attraver-
sando con carovane e navigando per vastit sconosciute verso un regno di-
stante, egli ha portato alla Terra i buoni auspici degli Antichi Poteri di Mar-
te. Ma allo stesso tempo egli anche un essere umano, un cittadino della
Federazione e degli Stati Uniti d'America. E in quanto tale, possiede dei di-
ritti, dei doveri e delle propriet. Jubal scosse il capo. E di natura piutto-
sto seccante, sono costretto ad aggiungere. In veste di suo avvocato, nella
sua capacit di cittadino e di essere umano, in questi ultimi tempi ho tentato
di occuparmi dei suoi affari, ma devo ammettere che non sono nemmeno
riuscito a compilare una lista completa di ci che possiede, e tantomeno a
decidere che cosa dire all'ufficio imposte.
Jubal si ferm per riprendere fiato. Oramai sono un uomo anziano, e po-
trei anche non rimanere in vita abbastanza a lungo da portare a termine que-
sto compito. Sapete tutti che il mio cliente non possiede alcuna esperienza
per quanto riguarda gli affari, intesi nel senso umano; i marziani hanno
usanze molto differenti. Tuttavia, ho potuto constatare che un giovanotto
assai brillante; d'altra parte tutto il mondo sa gi che i suoi genitori erano
due geni. Non ho quindi alcun dubbio sul fatto che fra qualche anno, se lo
desiderasse, sarebbe perfettamente in grado di cavarsela da solo, senza l'aiu-
to di un vecchio avvocato in pensione. Ci nonostante, i suoi affari richiedo-
no attenzione oggi stesso: non possono aspettare.
Risulta peraltro evidente che egli molto pi entusiasta di imparare la
storia, le arti e gli stili di vita della gente di questa sua seconda casa che non
di immergersi in obbligazioni, listini di borsa e diritti di propriet. In questo
senso, trovo che il suo comportamento possa essere considerato molto sag-
gio. Pur non possedendo alcuna esperienza nel campo degli affari, il signor
Smith possiede una forma di saggezza tanto semplice e diretta da portarmi
tuttora a stupirmene, come del resto accade inevitabilmente a chiunque ab-
bia a che fare con lui. Quando gli ho spiegato i problemi che dovevamo af-
frontare, lui mi ha semplicemente guardato con quel suo sguardo limpido e
sereno e mi ha detto: Jubal, non affatto un problema; ci rivolgeremo al si-
gnor Douglas. Jubal fece una pausa, quindi prosegui, rivolgendosi a Dou-
glas. Signor Segretario, penso che il resto rientri nella categoria degli affari
personali. Pensa che sia forse il caso di parlarne in privato? Lasciando anda-
re a casa tutti i signori presenti?
Vada pure avanti, dottor Harshaw disse Douglas. Da questo momento
in avanti, il protocollo abolito. Chiunque desideri andarsene si ritenga li-
bero di farlo.
Nessuno si mosse. Va bene continu Jubal. Posso riassumere tutto in
una sola frase. Il signor Smith desidera nominarla suo procuratore di fatto,
con pieni poteri di controllo per quanto riguarda la gestione dei suoi beni.
Tutto qui.
Douglas riusc ad assumere un'espressione stupefatta. Non mi sta certo
chiedendo una cosa da nulla, dottore.
Lo so, signore. Ho fatto notare al mio cliente che si trattava di un'impo-
sizione, che lei l'uomo pi indaffarato del pianeta e che non ha il tempo
materiale per certe cose. Jubal scosse il capo e sorrise. Ma temo che la
cosa non lo abbia impressionato pi di tanto. A quanto pare, sul pianeta
Marte la gente pi occupata anche quella pi affidabile. Il signor Smith mi
ha detto semplicemente, chiediamoglielo; dunque lo sto facendo. Natural-
mente non ci aspettiamo una risposta immediata: questo un altro aspetto
tipicamente marziano, poich i marziani non vanno mai di fretta. E non
sono portati a complicare eccessivamente le cose. Nessun vincolo, nessuna
verifica, nulla di tutto ci; se lo vuole, le faremo preparare un documento
firmato che le concede i poteri di procuratore oggi stesso. Ma per lui nem-
meno questo ha importanza; lo farebbe anche oralmente, seduta stante, in
stile cinese. Questa un'altra caratteristica tipicamente marziana: se si fida
di lei, lo fa completamente. Non si sogna nemmeno di venire a controllare
se ha mantenuto la sua parola. Ah, e vorrei aggiungere che il signor Smith
non sta facendo questa richiesta al Segretario generale della Federazione;
sta chiedendo un favore personale al signor Joseph Edgerton Douglas. Ono-
revole, se lei dovesse per caso ritirarsi dalla scena politica, non farebbe al-
cuna differenza. Il suo eventuale successore, chiunque potr essere, non fi-
gura nel contratto. Smith ha deciso di fidarsi di lei, e non di chiunque capiti
in futuro nell'Ufficio Ottagonale di questo Palazzo.
Douglas annui. A prescindere da quella che sar la mia risposta, sono
estremamente onorato.
Poich se decider di non accettare, o se per qualsiasi motivo non potr
farlo, o se vorr assumersi questo compito per poi abbandonarlo in seguito,
il signor Smith ha gi fatto la sua seconda scelta il signor Ben Caxton.
Ben, alzati in piedi un secondo; lascia che la gente ti veda. E se n lei n
Caxton vorrete e potrete assumervi questo incarico, abbiamo anche una ter-
za scelta, il cui nome non riteniamo necessario svelare, almeno per il mo-
mento. Le basti sapere che vi sono altre scelte. Uhm, vediamo un po' Ju-
bal assunse un atteggiamento confuso. Non sono pi abituato a parlare in
piedi. Miriam, dov' quel foglietto con l'elenco?
Jubal accett un foglio di carta da Miriam. Forse meglio che tu mi dia
anche le altre copie. La ragazza gli pass uno spesso pacco di fogli. Que-
sto un piccolo promemoria che abbiamo preparato per lei, signore o per
Caxton, se dovr essere questo il caso. Mmm vediamo un po' oh, s, il
curatore dovr pagare a se stesso una cifra che ritiene adeguata, non inferio-
re a Be', una cifra considerevole, diciamo, ma non sono affari di nessuno,
in effetti. Il curatore dovr versare una certa cifra in un conto intestato alla
prima parte in causa per le sue spese personali di sostentamento oh, s, ho
pensato che magari sarebbe il caso di usare la Bank of Shangai come suo
depositario e diciamo i Lloyd's come suo agente commerciale o magari
l'opposto, giusto per proteggere il suo nome e la sua fama. Comunque sia, il
signor Smith non vuole nemmeno sentir parlare di istruzioni fissate e presta-
bilite; si tratter di una concessione di potere illimitata, revocabile da en-
trambe le parti a loro piacimento. Non star qui a leggere tutto questo con-
tratto; proprio per questo che l'ho scritto. Jubal si volt e si guard attor-
no con aria disorientata. Uh, Miriam, fammi il piacere, portalo al Segreta-
rio generale. Brava ragazza. Lascer qui queste altre copie. Pu distribuirle
agli astanti, o tenersele lei, come preferisce. Oh, e penso che sar il caso di
darne una anche al signor Caxton; ecco qui, Ben.
Jubal si guard attorno con fare ansioso. Penso di non avere altro da
dire, signor Segretario. Lei ha qualcosa da aggiungere, per caso?
Un attimo solo. Signor Smith?
S, signor Douglas?
veramente questo che vuole? Vuole che io faccia ci che scritto su
questo foglio di carta?
Jubal trattenne il fiato, evitando di incrociare lo sguardo con il suo clien-
te. Mike era stato preparato a una domanda del genere ma non era stato
possibile prevedere in che modo e in che forma sarebbe stata posta, n vi
era modo di prevedere in che modo le interpretazioni letterali di Mike potes-
sero influire sulla sua risposta.
S, signor Douglas. La voce di Mike risuon chiara e ben scandita nel-
la grande sala oltre che in miliardi di case di tutto il pianeta.
Vuole che mi occupi io dei suoi affari?
La prego di farlo, signor Douglas. Sarebbe un grande bene. Io la ringra-
zio.
Douglas sbatt le palpebre. Be', mi sembra piuttosto chiaro, dottore. Per
il momento mi riservo dal rispondere, ma avr una risposta entro breve.
La ringrazio, signore. Per il mio cliente, e anche per me stesso.
Douglas fece per alzarsi, ma venne interrotto seccamente dalla voce del
deputato Kung. Un attimo! Che mi dite della Sentenza Larkin?
Jubal la prese al volo prima che Douglas potesse rispondere. Ah, s, la
Sentenza Larkin. Ho sentito un sacco di sciocchezze a proposito della Sen-
tenza Larkin, ma venivano quasi tutte da persone irresponsabili. Signor
Kung, lei che mi dice della Sentenza Larkin?
Lo sto chiedendo io a lei. O al suo cliente. O al Segretario generale.
Devo rispondere io, Segretario? domand Jubal in tono cortese.
Prego.
Benissimo. Jubal estrasse lentamente un grosso fazzoletto dalla tasca e
si soffi il naso in maniera rumorosa e prolungata. Poi fiss Kung negli oc-
chi e disse in tono solenne: Molto tempo fa, quando ero ancora un ragazzi-
no, fondai un club assieme a un mio amico giovane e sciocco quanto me. I
membri eravamo solo noi due. E dato che avevamo fondato un club, dove-
vamo avere delle regole. Ebbene, la prima regola che decidemmo di instau-
rare, con decisione unanime, fu che da quel giorno in poi avremmo chiama-
to le nostre madri rompiscatole. Un'idea sciocca, naturalmente, ma erava-
mo molto giovani. Signor Kung, riesce a immaginare a che cosa port quel-
la nostra regola?
Non riesco proprio a indovinare, signor Harshaw.
Ebbene, io tentai di metterla in pratica una sola volta, e servi a impedire
al mio compagno di fare lo stesso errore. L'unico vantaggio che ne trassi fu
che mi venne scaldato il sederino con un ramo di pesco. Questa fu la fine
della nostra regola delle rompiscatole.
Quel che voglio dire che immaginando che qualcuno avrebbe solleva-
to questa questione inesistente, ho tentato di spiegare la Sentenza Larkin al
mio cliente. Dapprincipio ha dimostrato una certa fatica nel comprendere
come qualcuno potesse anche solo pensare di applicare una simile astrazio-
ne legale al caso di Marte. In fondo, un pianeta abitato, abitato da una raz-
za molto antica e saggia molto pi antica della sua, signore, e con ogni
probabilit anche pi saggia. Ma quando, infine, il mio cliente riuscito a
comprendere di che cosa si trattasse, devo dire che rimasto piuttosto diver-
tito. Niente di pi, onorevole, semplicemente divertito, in un senso assai tol-
lerante. A me capitato una volta, una sola volta, di sottovalutare il potere
di mia madre nel punire l'impudenza di un ragazzino. Fu per me una lezione
a buon mercato, un vero e proprio affare. Ma le assicuro che questo pianeta
non pu permettersi una simile lezione su scala planetaria. Prima di avanza-
re dei diritti su un corpo celeste che non ci appartiene, faremo bene a valuta-
re con esattezza che genere di rami di pesco sono appesi nella cucina dei
marziani.
Kung assunse un'espressione severa e poco convinta. Dottor Harshaw,
se la Sentenza Larkin non altro che una sciocchezza da ragazzini per
quale motivo sono stati resi al signor Smith gli onori di un capo di Stato?
Jubal scroll le spalle. Questa una domanda che dovrebbe porre al Go-
verno e non a me. Tuttavia, posso darle la mia interpretazione: per me si
trattato di una cortesia elementare nei confronti degli Antichi di Marte.
Prego?
Signor Kung, quegli onori non erano certo vacui echi della Sentenza
Larkin. In un senso che va molto al di l dell'esperienza umana, il signor
Smith il pianeta Marte!
Kung non batt ciglio. Continui.
O meglio, l'intera razza marziana. Attraverso la persona di Smith, gli
Antichi di Marte ci stanno facendo visita. Gli onori che gli abbiamo conces-
so sono stati in realt concessi a loro e qualsiasi tentativo di danneggiarlo
si ripercuoterebbe contro di loro. Ci vero in un senso molto letterale, ma
allo stesso tempo molto poco umano. Onorare i nostri vicini oggi stato
molto saggio e prudente ma questa saggezza non ha nulla a che vedere
con la Sentenza Larkin. Nessuna persona responsabile ha mai avuto la sfac-
ciataggine di dichiarare che essa potesse essere applicabile a un pianeta abi-
tato e oserei aggiungere che nessuno lo far nemmeno in futuro. Jubal
fece una pausa e alz lo sguardo, come per chiedere assistenza al cielo. Le
assicuro, signor Kung, che gli antichi patriarchi di Marte apprezzeranno il
modo in cui abbiamo trattato il loro ambasciatore. Gli onori che gli sono
stati concessi rappresentano un simbolo di rispetto, e sono certo che il Go-
verno di questo pianeta ha dato una dimostrazione di grande saggezza con-
cedendoglieli. Col tempo, imparer anche lei che si trattata di una mossa
molto saggia.
Dottore, rispose Kung in tono piatto se aveva intenzione di spaventar-
mi, le comunico che non ci riuscito.
Non ne avevo alcuna intenzione. Tuttavia, per grande fortuna del benes-
sere di questo pianeta, non la sua opinione quella che conta. Jubal torn a
rivolgersi a Douglas. Signor Segretario, questa la pi lunga apparizione
pubblica che io abbia tenuto da anni e scopro ora di essere piuttosto affa-
ticato. Possiamo aggiornare la seduta, in attesa della sua decisione?
21

Una volta aggiornata la seduta, gli sforzi di Jubal per portare il suo grup-
petto fuori dal Palazzo incontrarono la resistenza del Presidente americano e
del senatore Boone. Entrambi infatti desideravano trattenersi a chiacchierare
con Mike; essendo uomini politici di vecchia data, comprendevano pi che
bene il valore che poteva avere l'essere visti in amichevole compagnia del-
l'Uomo di Marte inutile dire che entrambi sapevano altrettanto bene il fat-
to che gli occhi di tutto il mondo, via stereovisione, erano ancora puntati su
di loro.
In breve, altri politici assetati di pubblicit cominciarono ad avvicinarsi
al gruppetto.
Signor Presidente, senatore, disse subito Jubal stiamo andando a fare
colazione. Volete unirvi a noi? Aveva deciso che era molto pi facile avere
a che fare con due politici in privato che non con una dozzina in pubblico
e doveva assolutamente portar via Mike da quel posto prima che qualcosa
andasse storto.
Con grande sollievo, scopri che entrambi gli interessati avevano impegni
urgenti altrove. Tuttavia, Jubal si ritrov a promettere non solo di accompa-
gnare Mike a quell'osceno servizio religioso fosterita, ma anche di portarlo
in visita alla Casa bianca. Be' il ragazzo poteva sempre darsi malato, se
fosse stato necessario. Ragazze, ai vostri posti!
Nuovamente circondato dalla sua scorta, Mike venne portato fino al ter-
razzo. Anne fece strada (era l'unica che ricordasse perfettamente il
percorso), e la sua altezza, la bellezza da bionda valchiria e la suggestiva to-
naca da Testimone Leale fecero s che tutti coloro che incontravano si pro-
ducessero in profondi inchini. Jubal, Ben e i tre ufficiali della Champion
formarono il drappello di coda. Larry li stava aspettando sul tetto con il
pullman Greyhound. Pochi minuti dopo, l'autista li deposit sul tetto dell'al-
bergo New Mayflower. Naturalmente furono subito raggiunti da uno stuolo
di giornalisti, ma le ragazze scortarono con successo Mike fino all'apparta-
mento prenotato da Duke. Stavano diventando piuttosto brave a fare la scor-
ta e, a dir la verit, si divertivano anche. Miriam e Dorcas, in particolare, ne
fecero un gioco, tenendo un punteggio per vedere chi fosse stata la migliore.
Qualsiasi giornalista si avvicinasse troppo rischiava di farsi perforare un
piede da un tacco a spillo.
Scoprirono che il corridoio sul quale si trovava la porta del loro apparta-
mento era pattugliato da agenti delle S.S., due dei quali si erano piazzati ai
lati della porta stessa.
Jubal trasal per un istante, ma poi si rese conto (o meglio, sper) che
la loro presenza significava che Douglas stava adempiendo appieno alla sua
parte dell'accordo. Nella lettera che aveva fatto pervenire a Douglas prima
della conferenza spiegandogli ci che avrebbe fatto e detto e specificandone
il motivo, Jubal aveva anche incluso la richiesta di usare il potere e l'in-
fluenza del Segretario per proteggere la privacy di Mike da quel momento
in avanti, affinch il ragazzo potesse gradualmente condurre una vita nor-
male. Sempre ammesso che una vita normale fosse una cosa possibile per
Mike, si corresse nuovamente Jubal.
Jill, disse poi tieni Mike sotto controllo. tutto a posto.
Va bene, capo.
E cos fu. L'agente davanti alla porta si limit a salutare. Jubal lo fiss.
Ma bene! Salve, maggiore! Ha buttato gi qualche altra porta, ultimamen-
te?
Il maggiore Bloch si fece paonazzo in viso, ma mantenne lo sguardo fis-
so e non rispose. Jubal si domand se gli avessero assegnato quel compito
per punizione. No, probabilmente si trattava di una semplice coincidenza:
non dovevano esserci molti ufficiali di rango fra le file delle s.s. di quella
zona.
Duke li stava aspettando all'interno. Accomodatevi, signori disse Ju-
bal. Che mi dici, Duke?
L'uomo scroll le spalle. Chi pu saperlo? Posso solo garantirti che nes-
suno ha installato microfoni in questa stanza da quando ci sono entrato. Ho
rifiutato il primo appartamento che ci hanno offerto, come mi avevi consi-
gliato, e ho scelto questo perch ha il soffitto massiccio; abbiamo la sala da
ballo sopra le nostre teste. Da allora ho passato tutto il tempo a frugare in
giro. Per, capo, ne so abbastanza di elettronica per poter dire che in qua-
lunque luogo al mondo possono essere installati dei microfoni che non si
possono individuare se non buttando gi l'intero edificio.
Va bene, va bene. Non credo che abbiano messo microfoni in tutte le
stanze di un albergo cos grande solo perch pensavano che avremmo potuto
prendere una stanza noi. O perlomeno lo spero. Comunque, quel che inten-
devo era che mi dici delle provviste?. Ho fame, ragazzo, ho molta sete, e
ci sono tre ospiti in pi a pranzo.
Oh, quello. stato scaricato davanti ai miei occhi, portato su e deposita-
to appena dentro la porta. Ho messo tutto in dispensa. Hai una natura un po'
sospettosa, non vero, capo?
Ci puoi scommettere e conviene anche a te averla, se vuoi vivere a
lungo come me. Jubal aveva appena affidato a Douglas una fortuna equi-
valente a un debito nazionale di medie dimensioni, ma non per questo aveva
dato per scontato che gli zelanti luogotenenti dello stesso Douglas non adul-
terassero i cibi e le bevande. Cos, per evitare di dover assumere un assag-
giatore, aveva fatto portare dalla sua villa nei Poconos molte cibarie, moltis-
simi alcolici e un pochino d'acqua. E, naturalmente, cubetti di ghiaccio.
Non ci tengo a vivere cos tanto rispose Duke.
Questione di gusti. Devo dire che mi sono divertito abbastanza nella
mia vita, se l'analizzo nel suo complesso. Ragazze, al lavoro. Anne, togliti la
tonaca e renditi utile. La prima che mi porta da bere salta il turno. Dopo
aver servito i nostri ospiti, naturalmente. Vi prego, signori, accomodatevi.
Sven, qual il tuo veleno preferito? Akvavit, immagino. Larry, fai un giro
gi, trova un negozio di liquori e prendine un paio di bottiglie. E anche del
gin Bols per il capitano.
Lascia perdere, Jubal disse Nelson in tono deciso. Non bevo mai l'ak-
vavit a meno che non sia stata messa sotto ghiaccio per una notte intera e
comunque preferisco uno scotch.
Anch'io assenti van Tromp.
Come volete. Di quello ce n' abbastanza da affogare un cavallo. E lei,
dottor Mahmoud? Se preferisce bevande analcoliche, sono sicuro che le ra-
gazze avranno portato qui qualcosa del genere.
Mahmoud assunse un un'aria malinconica. Non dovrei lasciarmi tentare
dalle bevande forti.
Non ve ne assolutamente bisogno. Lasci che le faccia una prescrizione
in veste di medico. Jubal lo scrut attentamente. Figliolo, a giudicare dal
suo aspetto, si direbbe che lei sia stato sottoposto a un considerevole stress
nervoso. Si potrebbe ovviare alla cosa con la somministrazione di metabro-
mato, ma dato che non ne abbiamo qui a portata di mano, sar costretto a
sostituire la cura con due once di etanolo al 90 per cento, da ripetere fino al-
l'ottenimento di risultati apprezzabili. Preferisce qualche aroma in particola-
re per rendere gradevole il sapore del medicinale? E con o senza bollicine?
Mahmoud sorrise; ora non sembrava affatto un inglese. La ringrazio,
dottore, ma se devo peccare preferisco farlo con gli occhi aperti. Gin, prego,
con un poco d'acqua a parte. Oppure vodka. O qualsiasi cosa abbiate.
O alcol medicinale aggiunse Nelson. Non lasciarti ingannare, Jubal.
Stinky beve tutto quello che gli capita a tiro e poi se ne pente sempre.
Me ne pento ribatt Mahmoud con seriet perch so che un pecca-
to.
Allora non stuzzicarlo troppo, Sven intervenne bruscamente Jubal. Io
ho smesso di pentirmi durante la crisi del '29 e non ci sono mai pi riuscito
da allora e sono affari miei. Che mi dici del cibo, Stinky? probabile che
Anne abbia messo del prosciutto in qualcuno di quei panieri e potrebbero
esserci anche altre vivande impure non altrettanto facilmente riconoscibili.
Vuoi che controlli?
Mahmoud scosse il capo. Non sono un tradizionalista, Jubal. Quella re-
gola stata imposta molti anni fa, e rispondeva alle esigenze di quei tempi.
Ora le cose sono molto diverse.
Jubal assunse improvvisamente un'espressione triste. Vero. Ma saranno
poi cambiate in meglio? Mangia quello che vuoi, fratello; Dio perdona la
necessit.
Grazie. Tuttavia, a dire il vero non mangio quasi mai a mezzogiorno.
Ti conviene mangiare, altrimenti l'etanolo che ti ho prescritto far pi
che rilassarti. Fra l'altro, queste ragazze che lavorano per me alle volte fan-
no errori di ortografia, ma sono delle ottime cuoche.
Miriam arriv alle spalle di Jubal con un vassoio su cui erano poggiati
quattro bicchieri pieni: gli ordini di Jubal erano stati eseguiti immediata-
mente mentre lui chiacchierava. Capo intervenne la ragazza ti ho sentito,
sai? Sei disposto a metterlo per iscritto?
Cosa? Jubal si volt di scatto e la fiss con sguardo truce. Origliavi!
Rimarrai qui in classe a scrivere mille volte non ascolter mai pi una con-
versazione privata. Rimani in classe finch non avrai finito.
Va bene, capo. Questo per lei, capitano per lei, dottor Nelson e
questo suo, dottor Mahmoud. Con acqua a parte, ha detto?
S, Miriam. Grazie.
Il solito servizio da casa Harshaw; approssimativo ma rapido. Ecco
capo, questo il tuo.
Ci avete aggiunto l'acqua!
Ordini di Anne. Dice che sei troppo stanco per fartelo col ghiaccio e ba-
sta.
Jubal assunse un'espressione sofferente. Vedete che cosa mi tocca sop-
portare, signori? Miriam, quella frase che devi scrivere mille volte, scrivila
in sanscrito.
S, capo, non appena avr il tempo di impararlo. Gli diede un colpetto
sulla testa. Su, caro, fatti il tuo drinkino; te lo sei meritato. Siamo tutti fieri
di te.
Torna in cucina, donna. Aspetta avete avuto tutti il vostro drink? Do-
v' il drink di Ben? Dov' Ben?
Ben sta chiamando il giornale, e il suo drink ce l'ha accanto al gomito
rispose Miriam.
Molto bene. Puoi uscire silenziosamente, senza ulteriori formalit e
mandaci Mike. Signori! Me ka aloha pau ole! Alla salute. Bevve, seguito
dagli altri.
Mike sta aiutando in cucina. disse Miriam. Gli piace dare una mano
in cucina. Penso che da grande far il cameriere.
Sei ancora qui? Mandalo qui comunque; il dottor Nelson vuole sotto-
porlo a un esame fisico generale.
Non c' fretta intervenne il chirurgo della nave. Jubal, questo scotch
ottimo. Ma a cosa brindiamo?
Scusami, era polinesiano. Che la nostra amicizia duri in eterno. Pos-
siamo considerarlo come l'epilogo della cerimonia dell'acqua di stamattina.
A proposito, signori, vi informo che sia Duke che Larry sono fratelli d'acqua
di Mike, ma non preoccupatevi troppo per questo. Non sono un granch in
cucina per sono ottimi elementi da avere al proprio fianco in un vicolo
buio.
Se garantisci tu per loro, disse van Tromp ci fidiamo. Ma visto che
siamo soli, facciamo un brindisi alle ragazze. Sven, com' quel tuo brindisi
in proposito?
Vuoi dire quello a tutte le belle ragazze del mondo? No, brindiamo solo
per le quattro che sono qui. Bevvero alla salute delle loro sorelle d'acqua.
Jubal, dove diavolo le hai trovate? continu Nelson.
Le allevo nella mia cantina personale. Solo che quando riesco finalmen-
te ad addestrarle nella maniera giusta e iniziano a diventare realmente utili,
salta sempre fuori qualche bel tipo di citt che se le sposa. un gioco per-
duto in partenza.
Comprendo la tua sofferenza disse Nelson in modo cameratesco.
Mi fa piacere. Spero che voi signori siate tutti gi sposati. Due lo era-
no. Mahmoud era scapolo. Jubal lo fiss con aria truce.
Mi faresti il piacere di scorporarti? Dopo mangiato, naturalmente. Non
vorrei mai che tu lo facessi a stomaco vuoto.
Non ti preoccupare, io sono uno scapolo a vita.
Suvvia! Ho visto benissimo che Dorcas ti faceva gli occhi dolci e tu
facevi le fusa.
Ti assicuro, non rappresento alcuna minaccia. Mahmoud pens di dire
a Jubal che non avrebbe mai sposato una donna che seguiva una religione
diversa dalla sua, poi decise che forse un pagano avrebbe potuto offendersi
per questo, perfino un personaggio di vedute elastiche come Jubal. Cambi
argomento. Comunque, Jubal, non dare mai un consiglio del genere a
Mike. Non credo proprio che grokkerebbe che si tratta di uno scherzo e
potresti ritrovarti un cadavere fra le mani. Non so non so se Mike sia ef-
fettivamente in grado di morire a comando. Ma so che ci proverebbe e se
fosse davvero un marziano, gli riuscirebbe anche.
Sono convinto che sia davvero in grado di farlo intervenne Nelson in
tono deciso. Jubal, non hai notato nulla di strano nel metabolismo di
Mike?
Uh, mettiamola cos. Diciamo che non c' nulla nel suo metabolismo
che non possa essere considerato strano. Estremamente strano.
Esatto.
Jubal si rivolse nuovamente a Mahmoud. Ma non ti preoccupare, non
inviterei mai Mike a suicidarsi. Ho imparato presto a non scherzare in pro-
posito con lui. Ho grokkato che non grokka gli scherzi e le battute. Jubal
sbatt le palpebre con aria pensierosa. Ma non credo di aver grokkato per-
fettamente la parola grok. Stinky, tu parli il marziano.
Un poco.
Lo parli in maniera fluente. Ti ho sentito benissimo, prima. Hai grokka-
to grok?
Mahmoud assunse un'espressione pensosa. No. In verit no. Grok la
parola pi importante della lingua marziana credo che passer i prossimi
quarant'anni a cercare di capirla e che user qualche milione di parole stam-
pate per tentare di spiegarla. Ma non sono affatto convinto che vi riuscir.
Per grokkare la parola grok bisogna pensare in marziano. Mike lo fa
ma io no. Avete notato come Mike affronta in maniera ambigua anche i con-
cetti umani pi semplici?
Se l'ho notato? Mi fa ancora male la testa!
Anche a me.

Cibo annunci Jubal. Si mangia, finalmente. Ragazze, mettete le vi-


vande a portata di mano e mantenete un rispettoso silenzio. Continua pure a
parlare, dottore. O forse la presenza di Mike ti induce a rimandare il discor-
so?
Tutt'altro. Mahmoud rivolse una frase in marziano a Mike, che gli ri-
spose nella stessa lingua e si produsse in un sorriso solare. Poi la sua espres-
sione torn normale e si dedic al cibo, felice di poter consumare il suo pa-
sto in silenzio. Gli ho detto quel che stavo tentando di fare e mi ha detto
che avrei parlato giustamente; non era una sua opinione ma una semplice
esposizione dei fatti, una necessit. Spero solo che, se fallir nel mio inten-
to, lui lo noter e me lo dir. Ma dubito fortemente che far una cosa del ge-
nere. Dovete capire che lui pensa in marziano, e questo gli d una mappa
dell'universo completamente diversa dalla nostra. Mi seguite?
Grokko assenti Jubal. La lingua foggia le idee di base dell'uomo.
S, ma tu parli anche l'arabo, non vero? domand Mahmoud.
Lo parlavo una volta, molti anni fa, e piuttosto male ammise Jubal.
Ne ho imparato un po' quando facevo il chirurgo per l'American Field Ser-
vice in Palestina. Ma ora non me lo ricordo quasi pi. Ogni tanto leggo
qualcosina solo perch preferisco le parole del Profeta in versione origi-
nale.
Giustissimo. Il Corano non pu essere tradotto; la mappa cambia per
forza a ogni traduzione, a prescindere da quanto sia accurata. Penso che po-
trete capire quanto sia stato difficile per me apprendere l'inglese. Non solo
perch la mia lingua possiede flessioni assai pi semplici e tempi molto pi
limitati: l'intero quadro che cambia. L'inglese la pi vasta fra le lingue
umane, e il suo vocabolario contiene almeno il doppio dei termini di qual-
siasi altra lingua. Questo fatto ha reso inevitabile che l'inglese diventasse
prima o poi la lingua franca di questo pianeta. Poich, nonostante le sue
concrescenze barbariche, indubbiamente la pi ricca e la pi flessibile fra
le lingue o forse lo proprio per questa sua peculiarit. L'inglese divora
qualsiasi vocabolo gli passi fra le mani, trasformandolo secondo le sue strut-
ture. E nessuno ha mai tentato di arrestare questo processo, mentre altre lin-
gue hanno limiti ufficiali ben precisi L'inglese sempre stata una lingua
bastarda, e nessuno si mai interessato al modo in cui si evolveva. Tuttavia,
non si pu certo dire che non si sia evoluta ed enormemente, per giunta!
Al punto che nessun uomo pu considerarsi istruito se non ha fatto almeno
un tentativo di far suo questo mostro.
Grazie alla variet, alla sottigliezza e alla complessit idiomatica, in in-
glese si possono esprimere dei concetti impossibili per altre lingue. una
cosa che mi ha sempre fatto impazzire finch non ho imparato a pensare
in inglese, ponendo cos una nuova mappa del mondo sopra quella con
cui sono cresciuto. Una mappa di gran lunga migliore, per molti aspetti e
certamente pi dettagliata.
Eppure, nonostante ci, vi sono concetti che si possono esprimere con
grande semplicit in arabo e non in inglese aggiunse Mahmoud.
Jubal annui. Verissimo. anche per questo che tento sempre di mante-
nermi in esercizio con l'arabo.
S. Ma la lingua marziana talmente pi complessa dell'inglese, e tal-
mente diversa nel suo modo di astrarre un'immagine dell'universo, che in
confronto l'inglese e l'arabo possono essere considerati praticamente come
un unico idioma. Un inglese e un arabo possono imparare a pensare nel
modo dell'altro, nella lingua dell'altro. Ma non credo che diventer mai pos-
sibile per noi pensare in marziano, se non nel modo in cui l'ha fatto Mike.
Oh, certo, possiamo imparare una specie di marziano approssimativo, ed
proprio questo che io uso quando parlo con lui. Prendiamo come esempio
questa parola, grokkare. Il suo significato letterale, un significato che so-
spetto risalga all'origine dei marziani in quanto creature pensanti e parlanti e
che getta una certa luce sulla loro mappa della vita, piuttosto semplice.
grokkare significa bere.
Eh? disse Jubal. Ma Mike non usa mai quel termine quando parla di
bere. Lui
Aspetti un attimo. Mahmoud si rivolse a Mike in marziano. Mike as-
sunse un'espressione leggermente sorpresa. Grokkare bere disse,
come se nulla fosse.
Tuttavia, Mike sarebbe stato d'accordo continu Mahmoud anche se
gli avessi citato un altro centinaio di parole inglesi, parole che per noi rap-
presentano concetti completamente diversi, anche contrastanti fra loro. E
grok significa effettivamente tutte queste cose, a seconda di come lo si
usa. Significa paura, amore e anche odio; odio vero e proprio, poich
secondo la mappa marziana, non possibile odiare una cosa a meno che
non la si sia grokkata nella sua completezza, che la si sia capita talmente a
fondo che essa si unita a noi e noi ci siamo uniti a essa Solo allora, e
non prima, si pu arrivare a odiarla. In pratica, bisogna odiare anche se stes-
si. Solo che ci implica inevitabilmente che si ami anche quella stessa cosa
in maniera completa, e che non la si voglia mai vedere cambiare. Solo allora
si pu odiare e temo che l'odio marziano sia una sensazione talmente
cupa e malefica che il nostro equivalente umano per loro non andrebbe pi
in l di una leggera avversione.
Mahmoud assunse un'espressione assorta. In termini matematici, signi-
fica esattamente identici. I marziani sembrano conoscere a livello istintivo
ci che noi abbiamo imparato con grande fatica dalla fisica moderna, ovve-
ro che l'osservatore interagisce con l'oggetto osservato gi solo attraverso
l'atto dell'osservazione. Grokkare significa comprendere una cosa talmen-
te a fondo che l'osservatore diviene parte del processo dell'osservare Uni-
re, mischiare, far combaciare, perdere la propria identit personale nell'e-
sperienza di gruppo. Significa in pratica tutto ci che noi mettiamo sotto le
categorie di religione, filosofia e scienza e allo stesso tempo ha per noi lo
stesso significato che potrebbe avere la parola colore per un uomo cieco.
Mahmoud si concesse una pausa. Jubal, se ti facessi a fettine e preparassi
una zuppa del tuo corpo, tu e la zuppa, assieme a qualsiasi altro ingrediente
che vi fosse compreso, grokkereste. E quando io ti mangiassi, noi grokke-
remmo assieme, nulla verrebbe perso e non avrebbe pi alcuna importanza
quale di noi due ha fatto a fettine e ha mangiato l'altro.
Per me avrebbe importanza, eccome! ribatt seccamente Jubal.
Ma tu non sei marziano. Mahmoud si rivolse nuovamente a Mike in
marziano.
Mike annui. Hai parlato giustamente, fratello dottor Mahmoud. L'ho gi
detto prima. Tu sei Dio.
Mahmoud scroll le spalle con fare disperato. Visto? un caso senza
speranze. Non sono riuscito a ottenere altro che una bestemmia. Noi non
pensiamo in marziano. Non siamo in grado di farlo.
Tu sei Dio ripet Mike con aria raggiante. Dio grokka.
Che diavolo, cambiamo argomento! Jubal, posso abusare della mia con-
dizione di fratellanza e chiederti un altro gin?
Ci penso io disse Dorcas, alzandosi in piedi.
Era un piacevole raduno familiare, reso allegro e spigliato dal gusto di
Jubal per il comfort e l'informalit; un gusto che veniva condiviso anche dai
suoi collaboratori. Anche i tre ospiti erano persone simili tra loro, alla mano,
istruiti, professionalmente appagati e senza particolari ambizioni aggressive;
in pi, tutti e quattro gli uomini presenti provavano un certo senso paterno
nei confronti di Mike. Persino il dottor Mahmoud, che raramente abbassava
la guardia davanti a chi non condivideva con lui l'unica vera fede della sot-
tomissione alla sempre benefica e misericordiosa Volont di Dio, si sentiva
felice e a suo agio. Era stato molto contento nell'apprendere che Jubal leg-
geva le parole del Profeta e ora che ci faceva caso, le donne del clan di
Jubal erano pi in carne di quanto non avesse percepito da un primo sguar-
do superficiale. Quella mora Ma scart subito il pensiero; in fondo era un
ospite.
A ogni modo, gli faceva molto piacere che quelle donne non chiacchie-
rassero in continuazione fra loro, non si intromettessero nei discorsi seri fra
uomini e fossero invece molto rapide nel servire il cibo e le bevande, offren-
do un'ospitalit calda e confortevole. Sulle prime l'atteggiamento informale
e irrispettoso da parte di Miriam nei confronti del suo padrone aveva colpito
molto negativamente Mahmoud, ma in seguito lo aveva riconosciuto per
quel che era in realt: la libert concessa ai gatti e ai bambini preferiti nel-
l'intimit delle mura domestiche.
Jubal spieg che erano in attesa di notizie da parte del Segretario genera-
le. Se ha davvero intenzione di mettersi in affari, e credo proprio che sia
cos, potremmo avere sue notizie oggi stesso. In caso contrario, andremo a
casa stasera e vorr dire che torneremo qui nel caso che ne insorga la ne-
cessit. Ma credo che, se fossimo rimasti al Palazzo, gli sarebbe venuta la
tentazione di tirare sul prezzo. Qui invece, nella nostra tana ben protetta,
possiamo benissimo rifiutarci di trattare.
Trattare per cosa? domand il capitano van Tromp. Gli avete dato
quel che voleva.
Non esattamente. Douglas preferirebbe di gran lunga che quel suo pote-
re di procuratore fosse irrevocabile; invece dipende tutto dal suo comporta-
mento, inoltre il suo eventuale successore a quel potere sarebbe un uomo
che Douglas teme e disprezza, ovvero quel vigliacco dal sorriso innocente
che risponde al nome di Ben Caxton. Ma vi sono anche altre parti, oltre a
Douglas, che vorrebbero trattare. Quell'ipocrita di Kung, a esempio, mi odia
a morte perch gli ho sfilato il tappeto da sotto i piedi. Tuttavia, sono con-
vinto che se fosse in grado di proporci un affare vantaggioso prima che
Douglas accetti quello che gli abbiamo proposto, lo farebbe immediatamen-
te. Quindi dobbiamo cercare di tenerci alla larga anche da lui. Uno dei moti-
vi per cui non stiamo mangiando n bevendo nulla tranne ci che ci siamo
portati da casa proprio quel Kung.
Pensi che arriverebbero a tanto? domand Nelson. Jubal, ero convin-
to che tu fossi una buona forchetta e che ti portassi il cibo da casa per que-
sto. Non riesco a immaginare che qualcuno possa pensare di avvelenare il
vostro cibo non in un grande albergo come questo, almeno.
Jubal scosse il capo mestamente. Sven, sei la tipica persona onesta che
pensa che tutti gli altri siano come lei e in genere hai anche ragione. No,
non credo che nessuno abbia intenzione di avvelenarti, ma rimane il fatto
che tua moglie potrebbe incassare i soldi della tua assicurazione sulla vita
solo perch hai condiviso un piatto con Mike.
Credi?
Sven, se vuoi ti ordino quello che vuoi, ma ti assicuro che io non la toc-
cher e che non permetter a Mike di toccarla. Ci sono ottime possibilit
che un cameriere dell'albergo che si presenti qui sia pagato da Kung e
magari anche da altre due o tre persone od organizzazioni. Non sono un vi-
sionario; sanno dove ci troviamo, e hanno avuto almeno un paio d'ore di
tempo per organizzarsi. Sven, non scherzo quando ti dico che la mia pi
grande preoccupazione di questi tempi stata quella di mantenere in vita il
ragazzo abbastanza a lungo da permettermi di trovare un modo per stabiliz-
zare il potere che rappresenta e far s che nessuno abbia motivi validi per
volerlo morto.
Jubal sospir. Prendi a esempio la vedova nera. Si tratta di un ragnettino
timido, utile e, secondo i miei gusti personali, il pi carino della sua specie.
Ha una pelle lucida e scintillante, e sul dorso ha un simbolo simile a una
clessidra. Tuttavia, il povero animaletto ha la grande sfortuna di possedere
un potere enorme rispetto alle sue dimensioni e, di conseguenza, chiunque
lo veda portato a ucciderlo senza nemmeno pensarci.
La vedova nera non pu farci nulla, poich non ha alcun modo per fare
a meno del suo potente veleno.
Ebbene, per Mike vale la stessa cosa. Non carino come una vedova
nera, ma
Jubal! intervenne Dorcas indignata. Che cattiveria che hai detto! Non
affatto vero!
Scusami, sorellina, non posseggo la tua stessa inclinazione ghiandolare
per gli aspetti estetici. Comunque, a prescindere da quanto sia carino, Mike
non pu liberarsi di quel denaro, e non per nulla sicuro per lui possederlo.
E non solo per via di Kung. L'Alta Corte non poi cos apolitica quanto
vorrebbe sembrare anche se, visti i loro metodi, probabilmente non lo uc-
ciderebbero: si limiterebbero a imprigionarlo. Il che, secondo il mio punto
di vista, potrebbe essere ancora peggio. Per non parlare poi di un'altra doz-
zina di parti interessate, sia dentro che fuori dagli uffici pubblici persone
che potrebbero ucciderlo oppure no, ma che hanno senz'altro pensato a
come potrebbe influenzare il loro conto in banca il fatto di avere Mike come
ospite d'onore a un funerale. Io
Telefono, capo.
Anne, si da il caso che tu abbia appena interrotto un pensiero molto pro-
fondo, e che io non abbia intenzione di rispondere a nessuno.
Ha detto di dire che era Becky.
Perch non me l'hai detto subito? Jubal si alz e usc dal salotto, dove
trov l'immagine del volto amichevole di Madame Vesant ad attenderlo sul-
lo schermo. Becky! Che piacere vederti, figlia mia! Non gli venne nem-
meno in mente di chiederle come avesse fatto a rintracciarlo.
Ciao, Doc. Ti ho visto in stereovisione, cos mi venuta voglia di chia-
marti.
Com'ero?
Il Professore sarebbe stato orgoglioso di te. Non ho mai visto un oratore
pi esperto. Li hai sistemati prima ancora che se ne rendessero conto. Doc,
se tu fossi nato in forma di due gemelli, la professione avrebbe avuto un
grande oratore in pi.
un gran complimento, Becky, visto che viene da te. Jubal pens ve-
locemente. Ma sei tu ad aver preparato la recita; io mi sono limitato a in-
cassare e ti assicuro che abbiamo incassato parecchio, quindi spara pure
la tua cifra, Becky, e non essere timida. Jubal decise che avrebbe raddop-
piato qualsiasi cifra gli avesse proposto. Il conto spese che aveva richiesto
per Mike non ne avrebbe certo risentito ed era decisamente meglio pagare
profumatamente Becky piuttosto che avere un debito aperto con lei.
Madame Vesant fece una smorfia. Cos mi offendi.
Becky, Becky! Ormai sei una ragazza cresciuta. E bada bene, non sono
certo soldi miei. La parcella di competenza dell'Uomo di Marte e, credimi,
se la pu permettere. Sorrise. Da me non avrai altro che un grazie, un ba-
cione e un abbraccio da spaccarti le costole, non appena avr l'occasione di
incontrarti.
Madame Vesant si rilass e sorrise a sua volta. Va bene, ci tengo. Ricor-
do ancora quando mi davi quelle pacche sul sedere per rassicurarmi che il
Professore sarebbe stato meglio mi hai sempre tranquillizzato.
Non posso credere di aver mai fatto una cosa cos poco professionale.
Lo hai fatto eccome, e lo sai benissimo. E se devo dire la verit, non
erano nemmeno gesti tanto paterni.
Pu darsi. Magari pensavo che tu avessi bisogno proprio di quel genere
di cura. Ormai ho rinunciato a dare pacche sul sedere da diversi anni ma
nel tuo caso potrei anche fare un'eccezione.
Ci conto.
Tu intanto spara una cifra. E non dimenticare gli zeri.
Uh ci penser su. Ma a dir la verit ho scoperto di recente che ci sono
altri modi per arrotondare la parcella. Hai dato un'occhiata all'andamento
del mercato di oggi?
No, e non mi interessa. Perch non vieni invece a fare un giro da queste
parti per un drink?
Meglio di no. Ho promesso be', a un cliente piuttosto importante che
sarei rimasta a disposizione per eventuali consultazioni urgenti.
Capisco. Mmm Becky, credi che le stelle possano indicare che tutta
questa faccenda andrebbe a finire per il meglio per tutti quanti se venisse
conclusa, firmata, sigillata e archiviata oggi stesso? Magari appena dopo la
chiusura dei mercati azionari?
Lei si fece pensierosa. Potrei indagare in merito.
Fallo, allora. E vienici a trovare quando sarai meno occupata. Puoi ri-
manere con noi quanto ti pare e non dovrai mai indossare le tue dolorosissi-
me scarpe. Sono sicuro che il ragazzo ti piacer; strano come una giarret-
tiera per serpenti, ma anche dolce come un bacio rubato.
Uh va bene, verr non appena mi sar possibile. Grazie, Doc.
Quando Jubal rientr in salotto, scopri che il dottor Nelson aveva portato
Mike con s in una delle camere da letto per un esame. Li raggiunse per of-
frire a Nelson i propri strumenti medici, dato che il medico non aveva con
s la sua valigetta.
Jubal trov Mike denudato e Nelson con un'espressione sconvolta. Dot-
tore, disse Nelson in tono quasi scandalizzato ho visto questo paziente
non pi di dieci giorni fa. Dove diavolo ha preso tutti questi muscoli?
Ha spedito un buono che ha trovato sulla retrocopertina di Rut, la rivi-
sta per uomini macho. Sai, quelle pubblicit che spiegano come un min-
gherlino di cinquanta chili pu diventare
Dottore, per favore!
Perch non lo chiedi a lui? sugger Jubal. Nelson glielo chiese. Li ho
pensati rispose Mike.
Esatto assenti Jubal. Li ha pensati. Quando arrivato da me, era un
vero e proprio disastro; debole, magro e pallido. Sembrava che fosse stato
allevato in una caverna cosa per altro non lontana dalla realt. Cos, gli
ho detto che doveva diventare forte, e lui lo ha fatto.
Ginnastica? domand Nelson in tono dubbioso.
Nulla di sistematico. Nuotava, quando ne aveva voglia.
Una settimana di nuoto non pu trasformare un uomo in un culturista!
Nelson fece una smorfia. Sono propenso a credere che Mike abbia un con-
trollo su quelli che normalmente vengono considerati muscoli involontari;
una cosa che ha persino dei precedenti. Tuttavia, in questo caso, si co-
stretti ad assumere che
Dottore lo interruppe Jubal cortesemente perch non ti limiti ad am-
mettere che non grokki e ti risparmi le conclusioni scientifiche?
Nelson sospir. In effetti Mike, rivestiti pure.
Qualche tempo dopo, grazie all'atmosfera rilassata dovuta alla buona
compagnia e all'alcol, Jubal prese a svelare ai tre uomini della Champion i
suoi timori rispetto al lavoro svolto quella mattina. Il lato finanziario sta-
to piuttosto semplice; bastava bloccare tutti i soldi di Mike, in modo che
non vi potesse essere alcuna lotta. Nemmeno nel caso che Mike muoia, poi-
ch ho riferito in privato a Douglas che quell'evenienza avrebbe posto fine
ai suoi diritti di tutela, facendo allo stesso tempo in modo che giungesse a
Kung e a diversi altri una voce proveniente da fonti attendibili (che ovvia-
mente sarei stato io) secondo le quali la morte di Mike affiderebbe a Dou-
glas il controllo permanente sui suoi beni. Certo, se fossi stato dotato di po-
teri magici avrei tolto al ragazzo non solo il suo valore politico ma anche
ogni singolo centesimo della sua eredit. Cos
E perch mai avresti dovuto fare una cosa del genere, Jubal? lo inter-
ruppe il capitano.
Harshaw rimase sorpreso. Sei ricco, capitano? Non intendo chiederti se
hai i soldi per pagare le bollette e per toglierti qualche capriccio. Intendo
ricco; talmente ricco che il pavimento sprofonda sotto il tuo peso quando te
ne vai in giro.
Io? van Tromp emise un grugnito. Ho il mio stipendio mensile, avr
diritto a una pensione decente, ho una casa con un mutuo in corso, e ho due
figlie che vanno all'universit. Ti assicuro che non mi dispiacerebbe affatto
diventare ricco per un po' di tempo!
Io invece ti dico che non ti piacerebbe affatto.
Oh! Sono sicuro che non parleresti cos se anche tu avessi una famiglia
da mantenere!
Giusto per la cronaca, ho fatto frequentare l'universit a ben quattro fi-
glie e per farlo mi sono indebitato fino al collo. Una di loro per ha reso
giustizia al mio investimento; una delle prime della classe nella sua pro-
fessione, e pratica con il nome di suo marito perch sa che suo padre non
altro che un vecchio barbone che fa i soldi scrivendo robetta popolare inve-
ce di prendersi la premura di diventare un ricordo stimato nella sua listarella
di quelli che contano . Le altre tre sono ottime persone che si ricordano
sempre del mio compleanno e che non mi seccano mai per altri motivi; non
posso certo dire che l'istruzione abbia fatto loro del male. Ma la mia prole
non pertinente al discorso, se non per dimostrare che capisco come spesso
un uomo possa avere bisogno di pi di quanto non possegga. Tuttavia, puoi
risolvere quel problema molto facilmente; basta che ti ritiri dal servizio e
che ti faccia assumere da qualche ditta di ingegneria che ti pagher circa il
triplo del tuo stipendio attuale solo per avere il tuo nome sulla lista dei di-
pendenti. La General Atomics, per esempio, o altre Avrai ricevuto qual-
che offerta, immagino
Questo non c'entra disse van Tromp, serio. Sono un professionista.
Il che significa che non rinunceresti a comandare navi spaziali nemme-
no per tutto l'oro del mondo. Ti capisco perfettamente.
Per non mi dispiacerebbe nemmeno avere qualche soldo in pi.
Qualche soldo in pi non ti servirebbe praticamente a nulla, perch due
figlie consumano circa il dieci per cento in pi di quello che qualsiasi uomo
possa guadagnare facendo un lavoro normale, a prescindere dalla cifra che
gli arriva in busta paga. Si tratta di una legge della natura provata ripetuta-
mente ma mai formulata prima d'ora, che d'ora in poi verr conosciuta con il
nome di Legge di Harshaw. Tuttavia, capitano, ti assicuro che una ric-
chezza vera e propria, una ricchezza che costringa chi la possiede ad assu-
mere una serie di loschi individui per non alzargli le tasse, sarebbe per te
una maledizione ancor peggiore che non il fatto di dimetterti dal tuo amato
lavoro.
E perch mai dovrebbe esserlo? Mi limiterei a investire tutto in titoli e a
ritirare gli assegni.
Tu credi? Non lo faresti se fossi il genere di persona che guadagna un
sacco di soldi. Guadagnare tanto non difficile; basta dedicare l'intera vita
al guadagno, al mantenimento e alla trasformazione del denaro in altro de-
naro, escludendo qualsiasi altro possibile interesse. Dicono che l'era delle
opportunit ormai passata; sciocchezze! Degli uomini pi ricchi del nostro
pianeta, sette su dieci hanno iniziato senza nemmeno un soldo in tasca, e ce
ne sono parecchi altri che si stanno facendo strada. Gente simile non si la-
scia certo intimidire dal fisco o dal socialismo; si limitano ad adattarsi alle
nuove regole, cambiando le loro. Ma nemmeno la miglior ballerina del
mondo lavora pi sodo e con maggiore dedizione di un uomo che ha inten-
zione di diventare ricco. Capitano, ti assicuro che non nel tuo stile; tu non
vuoi fare soldi, tu vuoi semplicemente averli, per poi spenderli.
Esatto! Ed proprio per questo che non riesco a capire per quale motivo
tu voglia togliere a Mike la sua ricchezza.
Prima di tutto perch Mike non ne ha bisogno, e in secondo luogo per-
ch lo mutilerebbe pi del peggiore degli handicap. La ricchezza, la ricchez-
za vera, una maledizione a meno che una persona non si diverta un
mondo a dedicare la sua vita a fare soldi. E anche in quel caso, ci sono delle
controindicazioni piuttosto serie.
Balle! Jubal, mi sembri come la guardia di un harem che cerca di con-
vincere un uomo sano dei vantaggi dell'essere un eunuco. Scusami, ma io la
vedo cos.
Possibile assenti Jubal e forse anche per lo stesso motivo; l'abilit
della mente umana nel razionalizzare i propri difetti trasformandoli in virt
pressoch illimitata, e io non rappresento un'eccezione. Dato che anch'io,
come te, non ho alcun interesse nel denaro se non per spenderlo, non ho mai
avuto la possibilit di acquisire una bench minima ricchezza. Ne ho giusto
quanta basta per soddisfare i miei vizi. E non c' nemmeno il pericolo che
non riesca a rubacchiare qua e l quella cifra modesta di cui necessito, poi-
ch chiunque abbia un minimo di testa pu essere in grado di sostenere i
propri vizi, che si tratti di riscuotere le decime o di masticare betel. Ma se
mi parli di grande ricchezza Hai visto quel che accaduto stamattina. Ora
rispondimi sinceramente: credi che sarei stato in grado di alterare le cose
per acquisire io stesso quel malloppone, divenendo unico gestore di quella
ricchezza e sfruttando i soldi per investirli in qualsiasi cosa ritenessi oppor-
tuno a mio esclusivo beneficio, facendo in modo che Douglas mi sostenesse
in ogni caso? Credi che avrei potuto farlo? Mike si fida ciecamente di me;
sono suo fratello d'acqua. Sarei stato in grado, secondo te, di rubare tutta la
sua ricchezza e di fare in modo da essere condonato dal Governo stesso nel-
la persona del signor Douglas?
Uh cavolo, Jubal, credo che avresti potuto effettivamente farlo.
Certo che avrei potuto. Perch il nostro a-volte-stimato Segretario gene-
rale non pi assetato di denaro di quanto non lo sia tu. Lo scopo della sua
vita il potere politico un fine che mi estraneo. Se avessi garantito a
Douglas (oh, certo, in maniera elegante, poich vi una certa qual forma di
decoro anche fra ladri) che il patrimonio di Mike avrebbe continuato a fi-
nanziare la sua amministrazione, Douglas mi avrebbe permesso di fare ci
che volevo dei soldi, e avrebbe legalizzato la mia posizione.
Jubal trasal. Per un certo tempo ho temuto di dover fare proprio questo,
per proteggere Mike dagli avvoltoi che circolano sopra la sua testa. Vi assi-
curo che la prospettiva non mi allettava affatto. Capitano, evidente che tu
non sai cosa significa possedere una ricchezza del tipo Il vecchio e il mare.
Non vuol dire avere il portafoglio gonfio e un sacco di tempo per spendere.
l'essere martellato da ogni lato, a ogni ora, ovunque tu vada, da mendican-
ti insistenti come quelli di Bombay, ognuno dei quali pretende che tu inve-
sta o ceda almeno una parte della tua grande ricchezza. Un uomo ricco di-
venta subito sospettoso nei confronti di tutti gli amici e di fatto una since-
ra amicizia una cosa che gli viene offerta assai di rado; quelli che avrebbe-
ro potuto essere suoi amici non possono essere seccati a loro volta in conti-
nuazione dai mendicanti, e allo stesso tempo sono troppo orgogliosi per far-
si considerare mendicanti anche loro. E peggio ancora, la sua vita e quella
della sua famiglia sarebbe in costante pericolo. Capitano, le tue figlie sono
mai state minacciate di rapimento?
Cosa? Per Dio, spero proprio di no!
Ebbene, se tu possedessi anche una piccola parte della ricchezza che
capitata addosso a Mike, dovresti farle scortare da guardie del corpo giorno
e notte e anche allora non saresti mai sicuro che quelle stesse guardie non
vengano corrotte o indotte in tentazione. Prova un po' a rivedere gli ultimi
cento rapimenti avvenuti in questo paese, e dimmi quanti di essi sono stati
compiuti da fedeli dipendenti e quante delle vittime ne sono uscite vive.
Poi poniti questa domanda; esiste forse un lusso acquistabile con la ricchez-
za che possa valere la preoccupazione di avere il bel collo delle tue figliolet-
te costantemente circondato da un cappio?
Van Tromp assunse un'aria pensosa. No. Credo che mi terr la mia casa
col mutuo pi adatta alla mia personalit. Jubal, quelle ragazze sono tut-
to quel che ho.
Amen. La sola prospettiva mi sconvolgeva completamente. La ricchez-
za non ha alcun valore per me. Non chiedo altro che di vivere la mia vita se-
dentaria e inutile, di dormire nel mio letto e di non essere disturbato! Ci
nonostante, per un attimo ho pensato di dover passare gli ultimi anni della
mia esistenza seduto in un ufficio, protetto da una serie di tirapiedi e lavo-
rando per interminabili ore come gestore della fortuna di Mike.
Poi mi venuta un'ispirazione. Douglas vive gi dietro simili barricate,
possiede gi tutti gli scagnozzi di cui ha bisogno. E dato che ero comunque
costretto a cedere a Douglas il potere rappresentato da quel denaro solo per
garantire la salute e la libert di Mike, perch non farla pagare a quel men-
dicante scaricandogli addosso anche tutto il resto, mal di testa compresi?
Non ho mai avuto paura che Douglas approfittasse della situazione; solo i
piccoli politici da quattro soldi sono affamati di denaro, e Douglas, per
quanti difetti gli possiate trovare, non certo uno di loro. Smettila di fare
smorfie, Ben, e spera piuttosto che non ti arrivi mai addosso tutto quel peso.
Cos, insomma, sono riuscito a scaricare quel denaro su Douglas, e ora
posso tornare tranquillamente al mio orticello. Ma, come ho gi detto, una
volta capito il meccanismo stato relativamente facile liberarsi dei soldi.
Ci che mi preoccupava realmente era la Sentenza Larkin.
Infatti pensavo che tu avessi perso la testa, Jubal intervenne Caxton.
Che razza di idea hai avuto nel pretendere che Mike ricevesse gli onori di
un capo di Stato? Per l'amor di Dio, Jubal, avresti fatto molto meglio a far
firmare subito a Mike un impegno a rinunciare a qualsiasi diritto, titolo o in-
teresse derivante da quella ridicola Sentenza Larkin. Sai benissimo che
Douglas voleva proprio questo; te l'aveva gi accennato Jill.
Ben, caro replic Jubal educatamente come giornalista sei un gran la-
voratore e a volte risulti anche leggibile.
Grazie! Sei un mio fan?
Ci nonostante, i tuoi concetti di strategia politico-economica sono a li-
vello neanderthaliano.
Caxton emise un sospiro. Cos va meglio. Per un attimo ho pensato che
invecchiando fossi diventato un sentimentale.
Quando lo diventer, ti prego di spararmi un colpo. Capitano, quanti
uomini avete lasciato su Marte?
Ventitr.
E qual la loro condizione legale, secondo la Sentenza Larkin?
Van Tromp assunse un'espressione preoccupata. Non dovrei parlarne.
Allora non farlo lo rassicur Jubal. Posso intuirla, e credo sia in gra-
do di farlo anche Ben.
Capitano, sia io che Skippy siamo di nuovo dei civili intervenne Nel-
son. Ne consegue che possiamo parlare quanto e come ci pare
E lo faremo assenti Mahmoud.
e se hanno qualcosa da ridire in proposito, sanno gi cosa possono
fare del mio grado di ufficiale. Come osa il Governo dirci ci che possiamo
o non possiamo dire? Quei cialtroni non sono mica andati su Marte.
Tranquillo, Sven. Avevo comunque intenzione di parlare in fondo sia-
mo fra fratelli d'acqua. Per, Ben, preferirei non leggere quanto ti sto per
dire nella tua rubrica. Ci terrei abbastanza a comandare di nuovo un'astrona-
ve.
Capitano, so benissimo cosa si intende per informazione
confidenziale. Tuttavia, se preferisci, posso unirmi a Mike e alle ragazze
per un po', tanto volevo parlare un po' con Jill.
Ti prego di non lasciarci. Tuttavia sia chiaro che si tratta di una confi-
denza fra fratelli d'acqua. Il Governo piuttosto incasinato per quanto ri-
guarda la colonia nominale che abbiamo lasciato su Marte. Ogni partecipan-
te alla spedizione ha firmato una rinuncia ai suoi cosiddetti diritti Larkin,
assegnandoli al Governo, prima ancora di partire dalla Terra. Inutile dire che
la scoperta della presenza di Mike quando siamo giunti su Marte ha compli-
cato enormemente ogni cosa. Ora, io non sono un avvocato, ma per quel che
ho capito, se Mike rinunciava ai suoi diritti l'amministrazione si sarebbe tro-
vata in una posizione di grande vantaggio quando si fosse trattato di riscuo-
tere i beni.
Quali beni? ribatt Caxton. A parte quelli puramente scientifici, in-
tendo. Senti, capitano, non voglio sminuire la tua scoperta, ma per quel che
ho visto e sentito, Marte non esattamente quel che si dice una propriet di
valore per noi esseri umani. O ci sono forse dei beni segreti che sono stati
nascosti all'opinione pubblica?
Van Tromp scosse il capo. No, naturalmente tutti i rapporti tecnici e
scientifici sono riservati, ma Ben, la Luna non era altro che un ammasso
di sassi senza valore quando ci siamo arrivati, e guarda un po' adesso che
cosa diventata.
Touch ammise Caxton. Peccato che mio nonno abbia investito tutto
in uranio canadese; dato che non ho le riserve di Jubal sul diventare ricchi,
avrei preferito di gran lunga che avesse comprato azioni della Lunar Enter-
prises. Fece una pausa. In ogni caso, Marte un pianeta abitato.
Van Tromp assunse un'espressione corrucciata. S, ma Stinky, diglielo
tu.
Mahmoud prese la parola. Ben, su Marte c' moltissimo spazio per
eventuali colonie umane e, per quel che siamo riusciti a capire finora, i mar-
ziani non avrebbero nulla da obiettare. Non si sono certo lamentati quando
abbiamo detto loro che ci saremmo lasciati dietro una colonia. D'altra parte,
va detto che non sembravano nemmeno compiaciuti.
Sembrava che la cosa non gli interessasse affatto. In questo momento,
lass sventola la nostra bandiera, e abbiamo anche dichiarato l'extraterrito-
rialit. Ci nonostante, credo che il nostro status sia pi simile a quello di
una citt di vetro per formiche come quelle che si vedono a volte nelle aule
delle scuole. Non sono mai riuscito a grokkare bene la situazione.
Jubal annui. Esatto. La stessa cosa vale per me. Stamattina non avevo la
minima idea di quale potesse essere la situazione reale sapevo solo che il
Governo non vedeva l'ora di togliere a Mike i suoi cosiddetti diritti Larkin.
Cos ho deciso che anche il Governo doveva saperne quanto me e ho cerca-
to di approfittarne. Osare, osare sempre, il principio pi sicuro, in qual-
siasi strategia. Dopo lunghi anni di pratica della medicina ho capito che
proprio nei momenti di disperazione che occorre dimostrare la maggiore fi-
ducia in se stessi. E anche in campo legale ho imparato che, quando hai fra
le mani un caso che sembra senza speranze, devi assolutamente far colpo
sui giudici, ostentando tranquillit e sicurezza.
Jubal sorrise. Una volta, da ragazzo, quando ero ancora a scuola, ho
vinto una discussione sulle sovvenzioni nelle spedizioni marittime citando
un paragrafo tratto dagli archivi dell'Ente marittimo coloniale britannico.
L'opposizione non ebbe alcuna possibilit di confutare quanto dicevo per-
ch l'Ente marittimo coloniale britannico non era mai esistito. Me l'ero in-
ventato di sana pianta.
Stamattina sono riuscito ad avere la stessa faccia tosta di quella volta. Il
Governo voleva i diritti Larkin di Mike e aveva una paura del diavolo che
facessimo un patto con Kung o con chiss chi. Cos, ho sfruttato la loro cu-
pidigia e la loro paura per estorcere la massima assurdit logica della loro
fantastica teoria legale: un riconoscimento pubblico e ufficiale, con tutte le
inconfondibili regole del protocollo diplomatico, del fatto che Mike fosse
un sovrano di grado equivalente a quello della Federazione, e che andasse
quindi trattato di conseguenza! Jubal assunse un'espressione fiera.
E cos facendo, aggiunse Ben sei riuscito a risalire il torrente senza
pagaia.
Ben, Ben disse Jubal in tono di rimprovero hai sbagliato metafora.
Sono stati loro stessi, con la loro logica, a incoronare pubblicamente Mike.
inutile che vi sottolinei come, nonostante quanto si possa dire sui rischi
che possono comportare le corone, sia sempre pi sicuro essere un re in
pubblico che non un pretendente alla corona imboscato da qualche parte. Un
re pu abdicare per salvarsi il collo, mentre un pretendente pu rinunciare
alle sue pretese, ma ci non lo fa sentire al sicuro. Anzi, lo espone maggior-
mente alle ritorsioni dei suoi nemici. No, Ben, anche se forse non te ne sei
reso conto, Kung si accorto subito che la posizione di Mike era stata raf-
forzata in maniera notevole da quel vecchio lenzuolo e da quei quattro ac-
cordi di musica, e ti assicuro che la cosa non gli piaciuta affatto.
Comunque sia, ho agito per necessit e non per scelta; pur avendo mi-
gliorato notevolmente la posizione di Mike, non potevo dire di averlo messo
al sicuro. In quel momento, grazie all'assurdit legale del precedente Larkin,
Mike era il sovrano riconosciuto di Marte e in quanto tale, assumeva au-
tomaticamente il potere di fare concessioni, cedere diritti commerciali, isti-
tuire oasi territoriali, eccetera, eccetera. A quel punto i casi erano due; o fa-
ceva tutte queste cose da solo, sottoponendosi cos a pressioni ancora mag-
giori di quelle ottenibili attraverso una grande ricchezza e, se posso aggiun-
gerlo, ancor meno adatte alla sua personalit; oppure rinunciava alla sua po-
sizione di titolare, cedendo i suoi diritti Larkin agli uomini che si trovano
ora su Marte, ovverosia cedendoli a Douglas.
Jubal assunse un'espressione scontenta. Nessuna di queste due alternati-
ve era di mio gradimento, poich entrambe erano basate su quella detestabi-
le e assai discutibile dottrina secondo cui la Sentenza Larkin poteva essere
applicata anche a un pianeta gi abitato. Signori, io non ho mai conosciuto
un marziano in vita mia, e vi assicuro che non ho nessuna ambizione di di-
ventare il loro eroe tuttavia, non potevo permettere che un mio cliente ve-
nisse intrappolato in una simile farsa. Bisognava rendere nulla la Sentenza
Larkin e tutti i diritti che ne conseguivano riguardo al pianeta Marte, e bi-
sognava farlo finch la faccenda era ancora fra le nostre mani, senza offrire
all'Alta Corte una possibilit di emettere a sua volta una sentenza.
Jubal sorrise come un bambino. Cos, ho fatto appello a una corte pi
alta per una sentenza che annullasse il precedente Larkin in pratica ho ci-
tato una sorta di Ente marittimo coloniale. Ho mentito sfacciatamente per
creare una nuova teoria legale. A quel punto sono stati resi a Mike gli onori
ufficiali riservati al capo di uno Stato sovrano, e la cosa era diventata un
dato di fatto: tutto il mondo ha assistito alla cerimonia. E dato che gli onori
sovrani si concedono solo a un sovrano o all'alter ego di un sovrano, al
suo vicer o ambasciatore, a quel punto Mike non era pi un re di cartone
eletto da uno sciocco precedente umano che non aveva nulla a che vedere
con la situazione del caso, ma era davvero l'ambasciatore ufficiale della
grande nazione di Marte!
Emise un sospiro. Era un bluff, e ho avuto paura fino all'ultimo che mi
venisse chiesto di provare le nostre rivendicazioni. Tuttavia, mi basavo pro-
prio sul fatto che gli altri, Douglas, e soprattutto Kung, non fossero pi sicu-
ri di come stessero le cose di quanto non lo fossi io. Jubal si guard attor-
no. E ho scelto di correre il rischio anche perch voi tre eravate seduti l
con noi, eravate fratelli d'acqua di Mike e non avreste mai messo in dubbio
le mie menzogne. E se non lo facevate voi, Mike doveva per forza essere
accettato come l'equivalente di un ambasciatore marziano, e a quel punto la
Sentenza Larkin non aveva praticamente pi alcun valore.
Spero che sia cos intervenne in tono serio il capitano van Tromp. Ma
io non ho considerato le tue dichiarazioni come menzogne, Jubal. Per me
erano la pura verit.
Eppure ti assicuro che non era cos. Non ho fatto altro che tessere
espressioni pompose, improvvisando il tutto.
Non ha importanza. Che si tratti di ispirazione o di deduzione, io sono
ancora convinto che tu abbia detto la verit. Il capitano della Champion
ebbe un attimo di esitazione. Solo che io non considererei Mike un sempli-
ce ambasciatore credo che sia qualcosa di pi simile a un corpo di spedi-
zione.
Caxton spalanc la bocca. Harshaw non lo contraddisse, ma parl in tono
altrettanto serio. In che senso, capitano?
Va bene, mi correggo. Sarebbe forse meglio dire che si tratta di un ele-
mento di un corpo di spedizione che sta compiendo una ricognizione per i
suoi padroni marziani. persino possibile che siano in costante contatto te-
lepatico con lui e che Mike non abbia nemmeno bisogno di far rapporto.
Non posso esserne sicuro; per so che da quando ho visitato Marte, faccio
molta meno fatica a mandar gi certe idee inoltre tutti sembrano dare per
scontato che, trovando un essere umano su Marte, sarebbe necessario ripor-
tarlo sulla Terra e lui sarebbe stato pi che ansioso di tornare a casa. Ebbe-
ne, io vi dico che non andata affatto cos. Vero, Sven?
Mike non era affatto felice dell'idea di venire con noi conferm Nel-
son. All'inizio non riuscivamo nemmeno ad avvicinarlo; aveva paura di
noi. Poi gli hanno ordinato di seguirci, e da quel momento in avanti ha sem-
pre fatto esattamente tutto ci che gli dicevamo di fare. Si comportava come
un soldato che esegue alla perfezione degli ordini che gli hanno messo ad-
dosso un paura del diavolo.
Aspettate un attimo intervenne Caxton. Capitano, e anche se fosse
cos? Voglio dire, pensi che Marte ci possa attaccare? Marte? Tu ne sai di
certo pi di me, ma non pensi che sarebbe pi o meno come se noi decides-
simo di attaccare Giove? Voglio dire, la nostra gravit di superficie circa
due volte e mezzo maggiore rispetto a quella di Marte, allo stesso modo in
cui quella di Giove circa due e volte e mezzo superiore rispetto alla nostra.
E vi sono differenze pressoch analoghe anche per quanto riguarda pressio-
ne, temperatura, atmosfera e cos via. Ebbene, noi non saremmo in grado di
sopravvivere su Giove e allo stesso modo non vedo proprio come fareb-
bero i marziani a sopravvivere sulla Terra. Mi sbaglio, forse?
In linea di massima, no ammise van Tromp.
Allora spiegami per quale motivo noi dovremmo attaccare Giove o
Marte dovrebbe attaccare noi.
Mmm Ben, hai avuto modo di dare un'occhiata alle proposte per un
tentativo di testa di ponte su Giove?
S, ma insomma, mi sembra che non si sia mai andati oltre la fase so-
gno. pressoch irrealizzabile.
Meno di un secolo fa, il volo spaziale era considerato altrettanto irrea-
lizzabile. Prova a spulciare negli archivi per vedere che cosa ne pensavano i
tuoi colleghi diciamo nel 1940. Le proposte per il progetto Giove per il
momento non sono altro che degli abbozzi, ma ti assicuro che gli ingegneri
che ci stanno lavorando sopra non scherzano affatto. Sono convinti che,
sfruttando tutto ci che abbiamo appreso dalle esplorazioni delle profondit
marine ed equipaggiando gli uomini con delle tute a energia autonoma, sia
possibile portare degli esseri umani su Giove. E non illuderti che i marziani
siano meno furbi di noi. Basta guardare le loro citt.
Be' disse Caxton. Va bene, me ne star zitto. Comunque, non vedo
proprio che motivo potrebbero avere.
Capitano?
S, Jubal?
Ho trovato un'altra obiezione di ordine culturale. Ha presente l'ap-
prossimativa suddivisione fra cultura apollinea e dionisiaca?
So pi o meno di che cosa si tratta.
Be', secondo me su Marte persino la cultura Zuni 3 verrebbe considerata
3
Nazione tribale che occupa villaggi sedentari in Arizona (N.d.r.).
dionisiaca. Naturalmente, voi ci siete stati e io no, per ho parlato molto
con Mike ultimamente, e mi sono reso conto che il ragazzo stato allevato
seguendo una cultura decisamente apollinea e le culture di questo tipo so-
litamente non sono affatto aggressive.
Mmm capisco il tuo ragionamento ma non sarei certo pronto a giu-
rarci sopra.
Capitano intervenne improvvisamente Mahmoud io invece credo che
vi siano delle prove pi che valide per sostenere la tesi di Jubal. Una cultura
pu essere compresa e analizzata in maniera piuttosto precisa basandosi sul-
la sua lingua, e a proposito vorrei farvi notare che non esiste alcuna parola
marziana che esprima il concetto di guerra. Si ferm, assumendo un'e-
spressione perplessa. Per lo meno, non credo proprio che esista. E tanto-
meno conosco alcuna parola che corrisponda alla nostra idea di arma o
di lotta. E se in una lingua non si trova la parola per esprimere un dato
concetto, pu solo significare che quella cultura non lo possiede affatto.
Oh, sono tutte balle, Stinky! Gli animali combattono eccome, e le for-
miche si dedicano addirittura a battaglie fra trib. Stai forse cercando di dir-
mi che anche loro hanno bisogno di una parola per farlo?
Esattamente insist Mahmoud. La teoria si applica solo a specie che
verbalizzano, come noi o come i marziani, che tra parentesi hanno un voca-
bolario assai pi vasto del nostro. Una razza che verbalizza ha una parola
per ogni singolo concetto, anche quelli pi antichi e crea nuove parole o
definizioni per le vecchie parole ogni volta che si presenta una nuova idea.
Sempre: si tratta di un processo automatico. Se i marziani sanno che cosa
sia la guerra, devono avere per forza una parola per rappresentarla.
Abbiamo un modo rapido e sicuro per stabilire la questione disse Ju-
bal. Basta chiamare dentro Mike.
Un attimo solo, Jubal obiett van Tromp. Anni fa, ho imparato a non
discutere mai con uno specialista; non si pu mai vincere. Ma ho anche im-
parato che la storia del progresso consiste in una lunga lista di specialisti
che si sbagliavano quando erano sicurissimi di avere ragione. Scusa, Stin-
ky.
Figurati, hai perfettamente ragione, capitano. Solo che questa volta non
mi sbaglio.
Comunque sia, Mike potrebbe dirci se conosce una data parola il che
equivale a chiedere a un bambino di due anni di definire la parola calcolo.
Non sarebbe una prova sufficiente. Per il momento preferirei attenermi ai
fatti. Sven, che mi dici di Agnew?
Dipende da te, capitano rispose Nelson.
Be' signori, che sia ben chiaro che si tratta di una discussione privata
tra fratelli d'acqua. Il tenente Agnew era il nostro ufficiale medico in secon-
da. Un tipo piuttosto brillante nel suo campo, almeno cos mi dice Sven, e
da parte mia non ho mai avuto nulla da obiettare nei suoi confronti: era un
tipo abbastanza benvoluto. Tuttavia, soffriva di un'insospettabile caso di xe-
nofobia latente. Non nei confronti di qualche razza di esseri umani; lui odia-
va solo i marziani. Appena stabilito che i marziani erano gente pacifica, die-
di a tutti l'ordine tassativo di non uscire mai dalla nave armati non pote-
vamo permetterci di rischiare un incidente.
A quanto pare, il giovane Agnew mi ha disubbidito per lo meno, in
seguito non riuscimmo pi a trovare la sua pistola personale, e gli ultimi due
che lo hanno visto hanno riferito di avergliela vista addosso. Tuttavia, sul
mio rapporto ho scritto semplicemente disperso e presumibilmente decedu-
to.
Due ragazzi dell'equipaggio hanno visto Agnew infilarsi in una specie
di passaggio fra due massi (piuttosto rari su Marte, poich la maggior parte
del paesaggio piatta e monotona), e poco dopo hanno visto entrare un mar-
ziano dallo stesso ingresso. I miei uomini si sono affrettati a rincorrerlo,
poich la particolare caratteristica di Agnew era ben nota.
Entrambi hanno riferito di aver sentito un colpo. Uno dei due giunto
all'apertura in tempo per vedere Agnew dietro al marziano, che peraltro con
la sua notevole massa occupava da solo gran parte del passaggio, per poi ve-
derlo scomparire un attimo dopo. Il secondo uomo dice che quando arriva-
to ha visto il marziano uscire, passando loro accanto come se nulla fosse e
proseguendo per la sua strada come spesso accade; se i marziani non hanno
nulla a che fare con te, si limitano quasi sempre a ignorarti. Entrati a loro
volta nell'anfratto hanno constatato che era completamente vuoto, che
non vi era nessuno.
E questo tutto, signori potrei aggiungere che Agnew avrebbe potuto
saltare al di l di quella parete di roccia grazie alla bassa gravit marziana,
ma io stesso ci ho provato senza successo; oppure potrei dire che colui che
ha assistito alla scena indossava una tuta con respiratore (indispensabile su
Marte) e che la carenza di ossigeno pu rendere poco affidabili i sensi di un
uomo. Non mi risulta affatto che quell'uomo abbia sofferto una crisi da ca-
renza di ossigeno; ne parlo semplicemente perch pi facile credere in
questa spiegazione che non in ci che ha riferito nel suo rapporto cio che
Agnew sparito nel nulla da un momento all'altro.
Ero convinto che prima o poi Agnew sarebbe riapparso e non vedevo
l'ora di averlo fra le mani e di dargli una bella lavata di capo per aver infran-
to due volte il regolamento, andando in giro armato (sempre ammesso che
lo fosse) e da solo (cosa che pare certa).
Tuttavia, Agnew non torn mai pi, e non ritrovammo il suo corpo. Non
ho idea di ci che accadde, ma so solo che da allora ho iniziato ad avere del-
le serie riserve nei confronti dei marziani. Da quel giorno non mi sono mai
pi apparsi come delle creature grosse, docili, innocue e quasi buffe, anche
se devo dire che non abbiamo pi avuto alcun problema con loro e che una
volta che Stinky ha iniziato a capire come comunicare ci hanno sempre as-
secondati in ogni nostra richiesta. Ho cercato di sminuire l'incidente, perch
non potevo permettermi di far insorgere il panico fra il mio equipaggio, non
a quella distanza da casa. Certo, non potevo nascondere che Agnew fosse
scomparso, anche perch mandai diverse spedizioni a cercarlo, ma scartai
subito qualsiasi accenno a una scomparsa misteriosa; Agnew si era sempli-
cemente perso fra le rocce ed era forse deceduto quando la sua riserva di os-
sigeno si era esaurita ed era stato poi ricoperto dalla sabbia smossa dai
venti. In effetti, all'alba e al tramonto si sviluppa una certa corrente d'aria su
Marte. Cos ho sfruttato l'occasione per redarguire gli uomini e per intimare
loro di andare sempre in giro in gruppo, di rimanere costantemente in con-
tatto radio con la nave e di controllare con grande cura i dispositivi di respi-
razione. Agnew divenne l'orribile esempio di ci che non bisognava fare.
Non ordinai a colui che aveva assistito alla sua scomparsa di tenere la bocca
chiusa; gli feci semplicemente notare che la sua storia era incredibile, so-
prattutto perch il suo compagno non era in grado di sostenerla. Penso che
alla fine abbia prevalso la versione ufficiale.
Sicuramente io l'ho presa per buona disse lentamente Mahmoud. la
prima volta che sento questa storia su Agnew. E se devo essere sincero, pre-
ferisco decisamente la versione ufficiale; non sono affatto propenso alle
superstizioni.
Van Tromp annui. Era ci su cui contavo. Gli unici a sentire quell'assur-
da storia fummo io e Sven e la tenemmo per noi. Ci nonostante il ca-
pitano dell'astronave apparve improvvisamente invecchiato a volte mi
capita tuttora di svegliarmi la notte e di domandarmi cosa ne sia stato di
Agnew.
Jubal ascolt tutta la storia senza fare commenti. Si stava chiedendo cosa
avrebbe dovuto aggiungere quando sarebbe finita. Si domand anche se Jill
avesse raccontato a Ben di Berquist e di quell'altro tipo Johnson. Lui di
sicuro non gliel'aveva detto. La notte che Ben era stato riportato da loro non
ne avevano avuto il tempo e alla luce del giorno dopo aveva preferito la-
sciare perdere.
E le ragazze avevano raccontato a Ben della battaglia della piscina? E dei
due velivoli pieni di poliziotti, spariti nel nulla? Anche in questo caso, la
cosa gli sembrava improbabile: le ragazze sapevano bene che la versione
ufficiale era che la prima squadra di S.S. non si era mai presentata, poich
tutte avevano sentito la sua prima telefonata con Douglas. I componenti del-
la famiglia di Jubal erano persone discrete. Che si trattasse di ospiti o di di-
pendenti, la gente che spettegolava troppo veniva rapidamente estromessa:
Jubal infatti considerava il pettegolezzo come una sua prerogativa esclusiva.
Tuttavia, Jill poteva aver raccontato la cosa a Ben
Ma anche se lo aveva fatto, doveva per forza avergli ordinato di non par-
larne con nessuno. Ben non aveva mai accennato nulla del genere a Jubal
e anche in quel momento non stava assolutamente tentando di incrociare il
suo sguardo.
Maledizione, l'unica cosa da fare era tenere il becco chiuso e continuare a
tentare di convincere il ragazzo che non doveva assolutamente far sparire la
gente!
Jubal venne salvato da ulteriori rimorsi di coscienza dall'arrivo di Anne,
che interruppe quella spinosa conversazione.
Capo, c' alla porta quel signor Bradley, quello che ha detto di essere
assistente esecutivo del Segretario generale.
E l'hai fatto entrare?
No. L'ho visto attraverso la telecamera e gli ho parlato al citofono. Dice
di avere dei documenti da consegnare a te personalmente e che rimarr l in
attesa di una risposta.
Faglieli passare attraverso lo sportellino della posta. Poi digli che sei la
mia assistente esecutiva personale e che, se lo desidera, gli porterai imme-
diatamente una ricevuta con la mia firma. Per il momento siamo ancora al-
l'ambasciata di Marte almeno finch non scopro cosa c' scritto su quei
fogli.
Lo lascio l impalato in corridoio?
Sono sicuro che il maggiore Bloch sar in grado di trovargli una sedia.
Anne, lo so che sei stata educata alla cortesia ma questa situazione richie-
de un po' di maleducazione. Non concediamo nemmeno un centimetro,
nemmeno una parola cortese, finch non ci danno quel che vogliamo.
Va bene, capo.
Il pacchetto era piuttosto ingombrante, perch vi erano contenute diverse
copie, ma il documento era uno solo. Jubal ne distribu una stampa a ognu-
no dei presenti. Ragazze, offro un leccalecca per ogni trappola, doppio
senso o ambiguit. Premi di eguai valore verranno offerti anche ai maschiet-
ti. Ora vi prego di far silenzio.
Dopo un po', Jubal ruppe il silenzio. un politico onesto; stato ai pat-
ti.
Cos parrebbe ammise Caxton.
Qualcuno di voi ha trovato nulla? Nessuno avanz pretese sui lecca-
lecca. Douglas aveva redatto un contratto semplice ed esplicito, limitandosi
a implementare l'accordo raggiunto in precedenza.
Okay disse Jubal non appena Mike avr firmato, autenticheremo tutti
quanti ogni copia, soprattutto voi, capitano, Sven e Stinky. Miriam, prendi il
sigillo. Che cavolo, fate entrare Bradley e facciamo firmare anche lui po-
veraccio, si merita anche un drink. Duke, chiama la reception e di' loro di
portare su il conto; ce ne andiamo. Poi chiama la Greyhound e avvisali che
vogliamo il nostro carro. Sven, capitano, Stinky, noi ce ne andiamo allo
stesso modo in cui Lot se ne and da Sodoma perch non venite a farvi
un paio di giorni di relax in campagna? Abbiamo un sacco di letti, cucina
casalinga e nessuna preoccupazione.
I due uomini sposati chiesero e ottennero l'estensione dell'invito a una
prossima occasione; il dottor Mahmoud accett l'invito. Le firme richiesero
un certo tempo, soprattutto perch Mike si divertiva molto a fare la propria,
tracciando ogni singola lettera con grande cura e soddisfazione artistica.
Quando tutte le copie furono siglate e sigillate e fu arrivato anche il conto
dell'albergo, tutti i bagagli del gruppo erano stati ormai caricati da tempo sul
bus.
Jubal rivolse una rapida occhiata al totale del conto e, senza nemmeno
preoccuparsi di controllare i parziali, vi scrisse sopra: Approvato per saldo;
J. Harshaw per V.M. Smith. Quindi, lo consegn a Bradley.
Se ne occuper il suo capo disse al funzionario. Bradley sbatt le pal-
pebre. Prego?
Oh, sono sicuro che il signor Douglas lo consegner all'addetto al proto-
collo. Non forse questa la procedura abituale? Sono piuttosto ignorante in
merito.
Bradley accett il conto. S disse poco convinto. S, giusto. Ci pense-
r LaRue; lo consegner a lui.
Grazie, signor Bradley. Grazie di tutto!
Parte terza
La sua eccentrica educazione
22

In un braccio di una galassia a spirale, nei pressi di una stella conosciuta


con il nome di Sol' da alcuni dei pianeti circostanti, un'altra stella dello
stesso tipo sub un catastrofico adattamento e si trasform in nova. Quel fe-
nomeno sarebbe stato visibile su Marte nel giro di tre anni-pieni, cio 1370
anni terrestri. Gli Anziani notarono che quel prossimo evento sarebbe risul-
tato utile per l'istruzione dei piccoli, ma non per questo furono distolti dalla
loro eccitante e cruciale discussione dei problemi estetici relativi all'epopea
che si era intessuta attorno alla morte del Quinto Pianeta.
La dipartita dell'astronave Champion per il suo pianeta d'origine venne
notata senza commenti; lo strano piccolo di nido, rimandato indietro assie-
me alla nave, venne tenuto sotto sorveglianza, ma nulla pi. Doveva passare
un certo tempo prima che risultasse fruttifero grokkarne i risultati. I ventitr
esseri umani rimasti sulla superficie di Marte se la stavano cavando piutto-
sto bene in un ambiente letale per un umano nudo, anche se meno ostile ri-
spetto a quello dello Stato Libero dell'Antartide. Uno di essi si scorpor in
seguito a un male non diagnosticato conosciuto come cuore infranto o an-
che nostalgia di casa. Gli Anziani serbarono nel loro animo il suo spirito
ferito e lo rispedirono nel suo luogo di appartenenza affinch venisse curato.
Per il resto, i marziani lasciarono che i terrestri facessero quel che volevano.
Sulla Terra, l'esplosione della stella vicina non venne affatto notata, poi-
ch gli astronomi umani erano tuttora limitati dalla velocit della luce.
L'Uomo di Marte, dopo aver fatto notizia per un po', ripiomb nell'anonima-
to. Il leader dell'opposizione del Senato della Federazione fece richiesta for-
male per un approccio nuovo e deciso ai problemi congiunti di sovrappo-
polazione e malnutrizione dell'Asia sudorientale, dando il via a nuove misu-
re di assistenza d'emergenza nei confronti delle famiglie con oltre cinque fi-
gli. La signora Percy B.S. Souchek denunci il comune di Los Angeles per
la morte del suo barboncino Piddle, avvenuta nel corso di un periodo di cin-
que giorni di notevole incremento delle rilevazioni riguardanti l'inquina-
mento atmosferico. Cynthia Duchess annunci che stava per avere un beb
perfetto grazie allo sperma congelato di un donatore anonimo selezionato
scientificamente e a un'altrettanto perfetta madre-ospite, non appena una
squadra di esperti avesse finito di calcolare il momento esatto del concepi-
mento per garantire che il bimbo-prodigio divenisse un genio nel campo
musicale, in quello artistico e politico e che (grazie all'aiuto di terapie ormo-
nali) potesse essere in grado di allattarlo lei stessa. Forni alla stampa una di-
chiarazione sui grandi benefici psicologici insiti nell'allattamento naturale e
permise, o meglio impose, alla stampa di scattare delle foto che provassero
quanto fosse fisicamente portata a un simile gioioso compito, fatto che pe-
raltro le sue precedenti foto pubblicate non avevano mai messo in dubbio.
Il Vescovo supremo Digby denunci la donna come meretrice di Babilo-
nia, e proib a qualsiasi fosterita di partecipare a un procedimento del gene-
re, come donatore o come madreospite. La signora Alice Douglas venne ci-
tata per questa sua frase in proposito: Pur non conoscendo personalmente
la signora Duchess, non posso fare a meno di ammirarla. Il suo coraggioso
esempio dovrebbe essere di ispirazione per tutte le madri del mondo.
Per puro caso, Jubal Harshaw ebbe modo di vedere una delle foto con
l'articolo che l'accompagnava su una rivista lasciata in casa sua da qualche
visitatore. Si fece una risatina, appese la foto e l'articolo sul tabellone in cu-
cina, ed ebbe modo di divertirsi anche quando not (come aveva previsto)
che non vi erano rimasti a lungo.
Tuttavia, quella settimana aveva avuto modo di farsi ben poche risate; il
mondo esterno lo aveva oppresso in modo eccessivo. Una volta chiarito che
la storia di Mike era finita e che Harshaw non aveva alcuna intenzione di far
accadere altre cose, la stampa aveva cessato di infastidire Mike e casa Har-
shaw; tuttavia, diverse altre migliaia di persone, non necessariamente aventi
a che fare con la stampa, non si erano affatto dimenticate di Mike. Douglas
aveva fatto del suo meglio per far s che il ragazzo potesse godere di un cer-
to grado di privacy; il recinto della propriet di Harshaw era pattugliato co-
stantemente da uomini delle S.S. e il cielo sovrastante era perennemente oc-
cupato da un'autopattuglia che minacciava qualsiasi altro mezzo che tentas-
se l'atterraggio. Ma Harshaw non era affatto contento di essere costretto a ri-
correre a delle guardie armate.
A ogni modo, se le guardie riuscivano a tenere fuori la gente, non poteva-
no certo impedire l'arrivo di migliaia di telefonate e lettere. Jubal risolse il
problema del telefono cambiando il suo numero e facendo filtrare tutte le
chiamate attraverso un sistema di segreteria automatica al quale forni un
elenco limitato di persone dalle quali accettare chiamate. Ci nonostante,
Jubal decise di mantenere comunque il suo telefono di casa quasi sempre in
modalit rifiuto e registrazione.
Ma non gli fu possibile fermare la posta.
Dapprincipio, Harshaw disse a Jill che era un problema di Mike. In fondo
doveva pur crescere prima o poi, e poteva iniziare a farlo proprio occupan-
dosi da solo della sua corrispondenza. Naturalmente, lei avrebbe potuto aiu-
tarlo e consigliarlo. Basta che non mi interpelliate; ho gi abbastanza grat-
tacapi con la mia, di posta!
Ci nonostante, Jubal non riusc a tenersene fuori; la posta di Mike era
semplicemente troppa, e Jill non sapeva nemmeno da dove iniziare.
Solo dividere le lettere in categorie era un lavoro d'inferno. Jubal risolse
il problema attraverso una chiamata all'ufficio postale locale e un'altra a
Bradley. Da quel giorno in avanti, le lettere per Mike presero ad arrivare
suddivise in sacchi di prima, seconda, terza e quarta classe, mentre quelle
per tutti gli altri occupanti della casa erano in un sacco separato.
La posta di seconda e di terza classe venne usata per isolare una nuova
cantina scavata a nord della casa, poich la vecchia cantina era stata proget-
tata dai proprietari precedenti come rifugio antiatomico e non era mai stata
molto soddisfacente. Quando la nuova struttura fu isolata fino all'eccesso,
Jubal ordin a Duke di scaricare la posta nei canali di scolo per impedirne
l'erosione; combinata con un minimo di fogli e rami, si compattava in ma-
niera ammirevole.
La posta di quarta categoria invece rappresentava un problema, soprattut-
to da quando un pacco era esploso prematuramente nell'ufficio postale del
paese, spazzando via diversi manifestini con le foto di ricercati e rovinando
un cartello che recitava Usate lo sportello a fianco. Per loro grande fortu-
na, in quel momento il responsabile dell'ufficio era fuori e la sua assistente,
una donna anziana dai reni deboli, era al sicuro al bagno. Jubal prese in con-
siderazione l'idea di far passare tutta la posta di quarta categoria attraverso
gli artificieri delle S.S. che si occupavano dello stesso compito per il Segre-
tario generale.
Tuttavia, la cosa non risult necessaria; Mike era perfettamente in grado
di individuare uno sbaglio in un pacchetto prima ancora di aprirlo. Da
quel momento in avanti tutta la posta di quarta categoria venne scaricata in
un mucchio appena dentro il cancello di Jubal; dopodich, quando il postino
se ne era andato, Mike controllava il mucchio a distanza e faceva scompari-
re qualsiasi pacchetto potenzialmente pericoloso. Poi Larry pensava a tra-
sportare il resto a casa con un furgoncino. Jubal trov che questo sistema
fosse di gran lunga migliore di altri metodi convenzionali come immergere
nell'acqua, aprire al buio o sottoporre a raggi X qualsiasi pacco sospetto.
A Mike piaceva moltissimo aprire i pacchetti; per lui era come se ogni
giorno fosse Natale. In particolare, era felice di leggere il proprio nome sul-
l'indirizzo. Il contenuto poteva interessarlo o meno; di solito lo regalava a
qualcuno dei suoi amici. Cos facendo, Mike inizi a capire il concetto di
propriet. Se c'era qualcosa che nessuno voleva, andava sempre a finire
nei canali di scolo; in questa categoria andava compreso qualsiasi dono
commestibile, in quanto Jubal non era affatto sicuro che il naso di Mike per
le cose sbagliate arrivasse a individuare anche i veleni soprattutto da
quando Mike aveva bevuto, per errore, la provetta di soluzione di acidi foto-
grafici tossici che Duke aveva lasciato in un armadietto frigorifero; Mike si
era limitato a constatare che il t freddo che aveva appena bevuto aveva
un sapore che non gli era piaciuto del tutto.
Jubal disse a Jill che potevano tenere qualsiasi cosa che venisse spedita a
Mike a patto che non si trattasse di qualcosa da pagare, da firmare o da re-
stituire, a prescindere da come fosse contrassegnata. Alcuni pacchi erano ef-
fettivamente regali per Mike, ma molti di pi erano merce da pagare mai or-
dinata. Comunque fosse, Jubal aveva deciso che qualsiasi regalo non richie-
sto da parte di sconosciuti andava interpretato come un tentativo di sfruttare
in qualche modo l'Uomo di Marte, e di conseguenza non meritava alcun rin-
graziamento.
Un'eccezione a questa regola risult necessaria per quanto riguardava
animali vivi, da pulcini a piccoli alligatori, che Jubal consigli vivamente a
Jill di restituire al mittente, a meno che non fosse disposta a garantirne la
cura e l'alimentazione costante, nonch ad assumersi la responsabilit di im-
pedire che andassero a finire nella piscina.
La posta di prima classe era tutt'altro problema. Dopo aver controllato un
sacco di posta di prima classe indirizzata a Mike, Jubal la suddivise in una
serie di categorie:
a. Lettere di richieste o suppliche, personali o istituzionali: da usare come
riempitivo per i canali di scolo.
b. Lettere di minaccia: idem. Nel caso di ripetizioni di minacce dalla
stessa fonte, consegnare alle S.S.
c. Offerte di natura economica o commerciale: da consegnare a Douglas.
d. Lettere anonime non contenenti minacce: da far girare nel caso conte-
nessero qualcosa di realmente divertente, altrimenti da scaricare nei canali
di scolo.
e. Lettere amichevoli: rispondere solo se accompagnate da busta con
francobolli e indirizzo del mittente con una delle diverse lettere prestam-
pate firmate da Jill. (Jubal fece notare che una lettera firmata dall'Uomo di
Marte in persona poteva risultare un oggetto di valore di per s, nonch un
invito a spedire altra posta inutile.)
f. Lettere scatologiche: passare a Jubal (il quale aveva scommesso che
nessuna avrebbe contenuto la bench minima novit letteraria), quindi al ca-
nale di scolo.
g. Proposte di matrimonio e altre meno formali: ignorare e archiviare. Al
terzo tentativo, passare alla procedura b.
h. Lettere da istituzioni scientifiche o educative: regolarsi come per la ca-
tegoria e. In caso di risposta, usare lettera prestampata per spiegare che
l'Uomo di Marte non disponibile per alcun tipo di esperimento. Nel caso
Jill ritenesse la lettera prestampata non adatta al caso, passare a Jubal.
i. Lettere da persone che conoscevano realmente Mike, come gli uomini
dell'equipaggio della Champion, il Presidente degli Stati Uniti e alcuni altri:
permettere a Mike di rispondere come meglio credeva; l'esercizio di scrittu-
ra poteva essergli utile, e l'esercizio di relazioni interpersonali umane lo era
di sicuro. Se poi aveva bisogno di consigli, che li chiedesse pure.
Grazie a questa guida, il numero delle lettere cui valeva la pena di ri-
spondere venne drasticamente ridimensionato a qualche decina al giorno per
Jill, e spesso a nemmeno una al giorno per Mike. Il solo fatto di aprire tutte
le buste richiedeva un notevole sforzo, ma Jill scopri presto che poteva con-
trollarle e classificarle per circa un'ora al giorno, una volta abituatasi all'i-
dea. Le prime quattro categorie erano sempre le pi ricche; la categoria g
raggiunse i livelli massimi nel periodo seguente alla trasmissione stereovisi-
va mondiale dal Palazzo, poi la curva discese e si stabilizz su un numero
costante ma piuttosto limitato.
Jubal ricord a Jill che, sebbene lo stesso Mike dovesse rispondere solo a
lettere mandate da amici o conoscenti, aveva tutti i diritti di leggere ci che
voleva fra la posta indirizzata a lui.
Il terzo mattino dopo l'entrata in vigore del sistema delle categorie, Jill
port a Jubal una lettera di categoria g. Oltre la met delle donne (pi
qualche uomo un po' disorientato) che alimentavano questa categoria acclu-
devano alle lettere una fotografia della loro persona. Molte immagini, come
del resto molti testi delle lettere, lasciavano ben poco all'immaginazione.
Questa lettera in particolare era stata corredata di una foto che non solo
lasciava poco all'immaginazione, ma arrivava a stimolare idee di ben altro
genere. Guarda che roba, capo! esclam Jill. Ma ti pare che la gente
debba spedire cose del genere?
Jubal lesse la lettera, quindi osserv la foto. A quanto pare sa quello che
vuole. Che ne pensa Mike?
Non l'ha vista. proprio per questo che te l'ho portata.
Jubal guard nuovamente la donna della fotografia. Be', per lo meno
non ci possono essere dubbi sul suo sesso, e nemmeno sulla sua agilit. Ma
perch la stai mostrando proprio a me? Ho visto di meglio, te lo posso assi-
curare.
Perch non so cosa farne! Gi la lettera pessima, e in pi quella foto
disgustosa cosa devo fare, stracciarla? Prima che la veda Mike?
Oh, tranquillizzati, infermiera. Cosa c' scritto sulla busta?
Nulla. Solo l'indirizzo e il mittente.
E cosa c' scritto sull'indirizzo?
Eh? Mr. Valentine Michael Smith, Uomo di Ma
Oh. Allora non indirizzata a te.
Ma certo che no
Ecco, era quel che volevo sapere. Ora chiariamo un paio di cose: io non
sono il guardiano di Mike. Tu non sei n sua madre n la sua tutrice. Ti ho
semplicemente nominato sua segretaria. Se Mike vuole leggere tutto ci che
arriva a suo nome, compresa la posta spazzatura di terza categoria, liberis-
simo di farlo.
In effetti legge anche la maggior parte delle pubblicit. Ma non vorrai
certo fargli vedere questo sudiciume? Jubal, Mike non sa ancora com' il
mondo. completamente innocente al riguardo.
E allora? Quanti uomini ha ucciso finora, Jill?
Jill non rispose, assumendo un'espressione infelice.
Jubal continu: Se vuoi veramente aiutarlo, devi tentare di mettergli in
testa che uccidere cos, in modo casuale, un atteggiamento molto malvisto
nella nostra societ. Altrimenti, quando se ne andr per il mondo da solo, ri-
sulter un personaggio a dir poco sgradevole.
Oh, non credo che abbia intenzione di andarsene per il mondo da
solo.
Be', puoi giurare che lo butter fuori dal nido non appena penser che
avr imparato a volare. Se vorr, dopo potr tornare qui, ma non gli permet-
ter mai di trascorrere tutta la sua vita in questa casa, come un infante agli
arresti domiciliari. Tanto per cominciare, non potrei farlo nemmeno se vo-
lessi, poich assai probabile che Mike viva 60 o 70 anni pi di me, e allora
questo nido non ci sar pi. Ma per il resto hai ragione: Mike completa-
mente innocente e ingenuo per i nostri metri di giudizio. Infermiera, hai
mai visto il famoso laboratorio sterile di Notre Dame?
No, ne ho solo sentito parlare.
L ci sono gli animali pi sani del mondo ma non possono mai uscire
dal laboratorio. Figlia mia, io non sto gestendo un laboratorio sterile. Mike
deve per forza conoscere il sudiciume, come lo chiami tu, e se ne deve
immunizzare. Un giorno gli capiter di incontrare la ragazza che ha scritto
questa lettera, o una sua gemella spirituale anzi, forse ne incontrer a de-
cine, o a centinaia, di tipe cos. Che cavolo, con il suo bell'aspetto e la sua
notoriet, potrebbe passare il resto della vita a saltare da un letto all'altro, se
vuole. Tu non puoi farci nulla, e nemmeno io; dipende solo da lui. Tanto pi
che io non mi sognerei mai di tentare di impedirglielo, anche se per i miei
gusti un modo abbastanza sciocco di trascorrere la propria vita, ripetendo
sempre gli stessi monotoni esercizi. Tu cosa ne pensi?
Io Jill si ferm e arrossi.
Ritiro la domanda. Forse per te non affatto monotono come
esercizio in ogni caso non sono affari miei. Comunque, se non vuoi che
Mike venga assalito dalle prime cinquecento donne che lo troveranno da
solo (e a dir la verit non mi pare una grande idea; dovrebbe avere anche al-
tri interessi), allora non tentare di intercettare la sua posta. Lettere dei gene-
re potrebbero anche servire a vaccinarlo un minimo o almeno a metterlo
in guardia. Non farne un caso nazionale; mettila nel mucchio assieme alle
altre, con tanto di foto sudicia. Poi rispondi alle sue domande, sempre am-
messo che te ne ponga, e cerca di non arrossire.
Va bene, capo. Sei terribile quando usi la logica.
S, lo so, uno strumento un po' grossolano per nelle discussioni
Ma dopo che Mike l'avr vista, la strapper personalmente, quella foto.
Oh, suvvia!
Per caso la vorresti tu, capo?
Che Dio me ne scampi! Ti ho gi detto che ho visto di meglio. Ma Duke
non ha le mie stesse riserve in merito; lui fa collezione di quel genere di
foto. Se Mike non la vuole, e scommetto cinque a uno che cos, dalla a
Duke. Ne sar deliziato.
Duke colleziona questa spazzatura? Eppure sembra un tipo cos a
posto
E lo . Una persona veramente a posto. Altrimenti lo avrei gi sbattuto
fuori da tempo.
Ma non capisco.
Jubal emise un sospiro. Potrei stare qui tutto il giorno a spiegartelo, ma
non credo che capiresti comunque. Mia cara, vi sono aspetti del sesso che
sono impossibili da comunicare fra uomini e donne della nostra razza. A
volte vengono grokkati per intuito, attraverso il grande fossato che ci sepa-
ra, da alcuni individui particolarmente dotati. Ma le parole sono pressoch
inutili, quindi non ci prover nemmeno. Limitati a prendere per buona la
mia parola; Duke un perfetto cavaliere, senza macchia e senza paura e
gradirebbe molto avere quella foto.
Va bene, se Mike non la vuole, la passer a lui. Ma non gliela dar io di
persona, sarai tu a farlo altrimenti potrebbe mettersi in testa strane idee.
Sciocchina. Le sue strane idee potrebbero anche piacerti. Nient'altro di
stupefacente nella posta di oggi?
No, nulla. Solo la solita schiera di lupi che pretendono che Mike sotto-
scriva questo o quello, o che vogliono commercializzare qualche oggetto
ufficiale dell'Uomo di Marte. Uno ha addirittura avuto il coraggio di chie-
dere un monopolio di cinque anni sul suo nome, senza pagare royalties,
chiedendo addirittura che lui finanzi la sua impresa.
Be', se non altro c' da ammirarne la franchezza. Incoraggialo. Digli che
Mike talmente ricco che fa le crpes suzette con il cognac Napoleon e ha
bisogno di scaricare un po' di tasse. Chiedigli di quanta garanzia avrebbe bi-
sogno.
Capo, dici sul serio? Dovrei farla tirare fuori dal sacco che ho gi prepa-
rato per Douglas.
Ma certo che non dico sul serio. Quel ladruncolo si presenterebbe qui
domani stesso, e con tutta la famiglia. Per mi hai dato un'idea per un rac-
conto, quindi vai pure a farti un giretto. Sotto a chi tocca!
Mike non parve del tutto disinteressato nei confronti della foto sudicia.
Grokk correttamente (anche se solo a livello teorico) ci che la lettera e la
foto rappresentavano, e scrut la foto con la stessa aria rapita e deliziata con
cui osservava una farfalla di passaggio. Trovava che le farfalle e le donne
fossero incredibilmente interessanti anzi, trovava che tutto il mondo grok-
kante che lo circondava fosse incantevole, e voleva bere profondamente il
tutto finch il suo grokkare non fosse divenuto perfetto.
A livello intellettuale, capiva i processi meccanici e biologici che gli ve-
nivano offerti in quelle lettere, ma non gli era chiaro per quale motivo quel-
le sconosciute volessero il suo aiuto nell'accelerare la crescita delle loro
uova. Mike capiva (pur senza grokkarlo) che quella gente aveva trasformato
in rituale quella semplice necessit, rendendola un avvicinarsi che forse
arrivava a essere quasi importante e prezioso come la stessa cerimonia del-
l'acqua. Non vedeva l'ora di grokkarlo.
Mike non aveva fretta: era uno di quei concetti umani che non riusciva
assolutamente a grokkare. Era consapevole dell'importanza fondamentale
del tempismo in ogni azione, ma affrontava la cosa da un punto di vista
prettamente marziano; il tempismo si otteneva solo aspettando. Naturalmen-
te, aveva notato che i suoi fratelli umani non possedevano la sua stessa ca-
pacit di discriminare per quanto riguardava il tempo, e che spesso si trova-
vano costretti ad aspettare un po' pi velocemente di quanto non avrebbe
fatto un marziano. Tuttavia, non aveva alcuna intenzione di far pesare loro
questa caratteristica goffa e innocente; impar invece ad aspettare pi velo-
cemente anche lui, in modo da coprire un minimo questa loro mancanza.
A volte gli capitava di aspettare pi velocemente in maniera cos efficace
che un umano avrebbe concluso che stesse andando velocissimo. Ma quel-
l'umano si sarebbe sbagliato: Mike in realt non faceva altro che adattare il
suo tempo d'attesa alle esigenze degli altri che lo circondavano.
Accett quindi l'ordine di Jill di non rispondere a nessuna di quelle offer-
te fraterne inoltrategli da femmine umane, ma non come veto assoluto: lo
prese come un periodo di attesa. Forse fra un secolo sarebbe stato meglio; in
ogni caso, adesso non era ancora il momento giusto, poich il suo fratello
d'acqua Jill parlava sempre giustamente.
Quando Jill gli sugger, con una certa fermezza, di consegnare la fotogra-
fia a Duke, Mike ubbid prontamente. Si rec immediatamente a consegnar-
gliela, e lo avrebbe fatto in ogni caso. Mike sapeva della collezione di Duke,
l'aveva vista e l'aveva scrutata con grande attenzione, cercando di grokkare
le parole di Duke: Quella non un granch come faccia, ma guarda un po'
che gambe, fratello! A Mike faceva sempre molto piacere essere chiamato
cos da un suo fratello d'acqua, ma gli sembrava che le gambe non fossero
altro che gambe; la sua gente ne aveva tre mentre gli umani ne avevano solo
due ma non per questo motivo gli umani ne risentivano. Quella quantit
andava dunque benissimo, e doveva sempre ricordarsi di grokkare che era
giusto cos.
In quanto ai volti, Jubal possedeva il pi bello che Mike avesse mai visto.
Secondo l'opinione di Mike, le donne umane nella collezione di foto di
Duke non avevano ancora sviluppato i loro volti, poich era impossibile che
fossero tutte cos simili fra loro. Tutte le giovani donne umane avevano pi
o meno la stessa faccia come era possibile? Naturalmente, Mike non ave-
va mai avuto problemi nel riconoscere Jill; non solo si trattava della prima
donna che avesse mai visto ma, cosa ancor pi importante, era il suo primo
fratello d'acqua di sesso femminile. Mike conosceva ogni singolo poro del
suo naso, ogni piccola ruga del suo viso, e aveva lodato ognuna di queste
sue caratteristiche in felice e solitaria meditazione.
Tuttavia, pur sapendo ora distinguere Anne da Dorcas e Dorcas da Mi-
riam basandosi solo sui loro volti, non poteva dire di essere stato in grado di
farlo fin dal primo giorno in cui era giunto in quel luogo. Per diversi giorni,
infatti, Mike era riuscito a farlo solo in base alle loro dimensioni e colora-
zioni oltre che, naturalmente, dalle loro voci, perch erano tutte diverse
fra loro. Per a volte capitava che tutte e tre le donne stessero in silenzio, e
allora era un gran bene che Anne fosse tanto pi grande, Dorcas tanto pi
piccola e che Miriam avesse i capelli di quel colore inconfondibile chiamato
rosso; anche se non si trattava del vero colore rosso se non quando si
parlava esclusivamente di capelli.
Questo significato particolare della parola rosso non preoccupava Mike
pi di tanto: prima ancora di giungere sulla Terra, gli era stato spiegato che
le parole inglesi spesso assumevano pi di un significato. Era un fatto al
quale ci si poteva abituare anche senza grokkarlo, allo stesso modo in cui ci
si poteva abituare alla somiglianza fra i volti delle ragazze che, in fondo,
dopo un certo periodo di attesa, potevano anche non risultare pi tanto simi-
li. Mike ora era in grado di richiamare alla sua mente il volto di Anne e di
contare i pori del suo naso allo stesso modo in cui faceva con Jill. Anche un
uovo era una cosa unica, diverso da tutte le altre uova: questo Mike lo aveva
sempre saputo. Ne conseguiva che anche ogni ragazza aveva un volto tutto
suo, a prescindere da quanto potessero essere sottili le differenze fra il suo e
quello di un'altra.
Mike consegn la foto sudicia a Duke e venne riscaldato dalla sua gra-
titudine. Mike non aveva l'impressione di privarsi di qualcosa nel cedere
quella foto; in fondo l'aveva gi vista, e poteva rivederla nella sua mente
ogni volta che lo desiderava persino il volto, poich era illuminato da
un'espressione alquanto insolita, come di splendido dolore.
Accett quindi con piacere i ringraziamenti di Duke e torn serenamente
a leggere il resto della sua posta.
Mike non condivideva affatto il fastidio provato da Jubal nei confronti di
quella valanga giornaliera di plichi; era felice dei volantini pubblicitari allo
stesso modo in cui lo era delle proposte di matrimonio. Il viaggio al Palazzo
gli aveva aperto gli occhi sull'incredibile variet di quel mondo, ed era pi
che deciso a grokkarne tutto il possibile. Si rendeva conto che ci avrebbe
impiegato diversi secoli per farlo e che avrebbe dovuto crescere, crescere e
crescere, ma era pi che disposto a procedere, e in pi non aveva alcuna
fretta. Grokkava che l'eternit e il costante e splendido mutamento erano ora
identici.
Aveva inoltre deciso di non rileggere l'Enciclopedia Britannica; il fiume
di posta che riceveva giornalmente gli forniva una visione del mondo molto
pi luminosa e chiara. Leggeva tutto, grokkava quel che poteva e ricordava
tutto il resto nella sua contemplazione notturna, quando il resto della casa
era immersa nel sonno.
Grazie alle meditazioni notturne, stava iniziando, o almeno cos gli pare-
va, a grokkare parole come affari o soldi o comprare e vendere e
tutte le relative attivit non marziane. Le definizioni contenute nell'enciclo-
pedia lo avevano sempre lasciato con una sensazione di incompletezza, poi-
ch (come grokkava solo ora) ognuna di esse assumeva che conoscesse gi
molte cose che in realt non conosceva affatto. Un giorno erano arrivati con
la posta un libretto di assegni e degli altri fogli da parte del signor Segreta-
rio generale Joseph Edgerton Douglas. Jubal allora si era sforzato enorme-
mente per fargli capire cosa fosse il denaro e come andava usato.
All'inizio Mike non riusc assolutamente ad afferrare il concetto, sebbene
Jubal gli avesse mostrato come compilare il suo primo assegno, gli avesse
dato dei soldi in cambio e gli avesse insegnato come contarli.
Poi, all'improvviso, con un grokkare talmente accecante che si ritrov a
tremare tutto e dovette sforzarsi per non ritirarsi in se stesso, Mike compre-
se la natura astratta e simbolica del denaro. Quelle belle immaginette e quei
medaglioni scintillanti non erano effettivamente soldi; erano in realt dei
simboli concreti per un'idea astratta che si era diffusa fra tutta quella gente,
in tutto il loro mondo. Ma quegli oggetti in s non erano soldi, non pi di
quanto l'acqua condivisa nella cerimonia dell'acqua fosse l'avvicinarsi. L'ac-
qua non era necessaria per la cerimonia allo stesso modo in cui quei bei
foglietti non erano necessari ai soldi, che non erano altro che un idea,
astratta quanto i pensieri di un Anziano. Un grande simbolo strutturato per
riequilibrare, curare e avvicinarsi.
Mike era sconvolto dall'incredibile bellezza del denaro.
Il flusso, il cambio e i contrassegni dei simboli erano tutt'altra questione,
splendida nel suo piccolo, anche se gli ricordava di alcuni giochi che veni-
vano insegnati ai piccoli del nido per incoraggiarli a ragionare in maniera
corretta e a crescere. Era la struttura nel suo complesso che lo sconvolgeva,
l'idea che un intero pianeta potesse riflettersi in una struttura di simboli di-
namica e completamente interconnessa. Mike grokk che gli Anziani di
quella razza dovevano essere veramente molto anziani per aver composto
un'idea di simile bellezza, e desider con grande umilt che gli venisse per-
messo al pi presto di conoscerne almeno uno.
Jubal lo incoraggi a spendere un po' dei s