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Rocco Pititto

La ragione linguistica
Origine del linguaggio
e pluralit delle lingue

ARACNE
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ARACNE editrice S.r.l.

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via Raffaele Garofalo, 133 A/B


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ISBN 9788854820074

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I edizione: settembre 2008


A Bianca, Alessandro e Andrea,
il perimetro dei miei affetti pi cari
Indice

9 Premessa

11 I. La genesi della ragione linguistica nel dibattito


sullorigine del linguaggio nella seconda met del Sette-
cento

1. Figure e temi del dibattito linguistico in Europa nel perio-


do 1760-1851, p.14 - 2. La filosofia del linguaggio in Ger-
mania tra fine Settecento e inizi Ottocento, p. 18 - 3. Gli inizi
della filosofia del linguaggio e il ruolo di Johann Georg Ha-
mann, Johann Gottfried Herder e Karl Wilhelm von Hum-
boldt, p.24 - 4. Il contributo di Friedrich W. J. Schelling e di
Jacob Grimm al dibattito sullorigine del linguaggio, p. 29

41 II. Gli sviluppi della filosofia del linguaggio nel Settecento


e il ruolo di Condillac

1. Il dibattito sul linguaggio tra Settecento e Ottocento, p. 44-


2. Let romantica e il problema del linguaggio, p. 48 - 3. Il
ruolo di Condillac nel dibattito sullorigine del linguaggio, p.
59 - 4. LEssai sur lorigine des connaissances humaines di
Condillac, p.72 - 5. LEssai di Condillac e gli sviluppi del
dibattito sul linguaggio, p. 79 - 6. Linfluenza di Condillac
nellambito dellAcadmie royale des sciences et des belles-
lettres di Berlino, p. 85 - 7. Da Condillac a Herder: un pas-
saggio inevitabile, p. 91

97 III. Johann Georg Hamann e gli inizi della filosofia del


linguaggio in Germania

1. La figura di Johann Georg Hamann, pensatore religioso e


filosofo del linguaggio, p. 103 - 2. Il clima culturale in Ger-
mania nella seconda met del Settecento: tra Aufklrung e
Romantik e il ruolo di Johann Georg Hamann, p. 113 - 3. La
8

critica di Hamann allAufklrung, p. 119- 4. Leredit kan-


tiana e la Metakritik di Hamann, p.127 - 5. Hamann e
lipotesi dellorigine divina del linguaggio, p. 135 - 6. An-
tropologia teocentrica e filosofia del linguaggio, p. 142 - 7.
Linguistica religiosa e semantica della fede, p. 148 - 8. Con-
clusione, p. 153

157 IV. Herder o la ragione umana come linguaggio

1. Johann Gottfried Herder e la svolta linguistica nella filoso-


fia del Novecento, p. 163 - 2. La filosofia di Herder tra illu-
minismo e romanticismo, p.170 - 3. Una nuova antropologia,
p.180 - 4. La riflessione herderiana sul linguaggio
dallAbhandlung alla Metakritik, p.186 - 5. Il linguaggio co-
me organo della ragione e la critica dellintellettualismo
kantiano, p. 195 - 6. Leredit di Herder, p. 203 - 7. Conclu-
sione, p. 206

209 V. Humboldt e il linguaggio tra Wesen e Geist

1. Lorizzonte filosofico-linguistico in Europa dopo Hamann


e Herder e il ruolo di Humboldt, p. 212 - 2. La formazione
del giovane Humboldt: tra mondo classico e filosofia critica,
p. 220 - 3. Cultura filosofica e istanza antropologica nella ri-
flessione humboldtiana sul linguaggio, p. 229 - 4. La lezione
di Wilhelm von Humboldt: tra attivit politica e ricerca lin-
guistica, p. 235 - 5. Gli interessi speculativi di Humboldt e lo
Sprachstudium humboldtiano, p. 242 - 6. Il relativismo lin-
guistico e la diversit delle lingue, p. 248 - 7. La creativit
del linguaggio, p. 256

265 Indice dei nomi


9

Premessa

Dei cinque capitoli che costituiscono questo volume, i capitoli I, II


e V sono inediti. I capitoli III (Johann Georg Hamann e gli inizi della
filosofia del linguaggio) e IV (Herder o la ragione umana come lin-
guaggio) sono stati gi pubblicati rispettivamente, nel volume Tra fe-
nomenologia ed ermeneutica: Studi in memoria di Raffaele Pucci, a
cura di D. Jervolino e di R. Pititto (Loffredo, Napoli 1996, pp. 151-
181) e negli Annali della Facolt di Lettere e Filosofia
dellUniversit della Basilicata, 8 (1998), pp.183- 220. La riproposta
editoriale di questi due capitoli ha comportato una riformulazione,
piuttosto ampia, dei testi, pubblicati in precedenza, con una serie di
modifiche e aggiunte e con laggiornamento della bibliografia. Parti
significative dei due capitoli sono state ampiamente riformulate e ri-
scritte. Ciascuno dei cinque capitoli sono stati elaborati in forma a se
stante.
Nella stesura delle note, per dare maggiore praticit e per non appe-
santire la lettura del testo, si ritenuto opportuno citare i soli studi uti-
lizzati nel corso del lavoro, ai quali si rimanda per ulteriori approfon-
dimenti. Quando degli studi utilizzati e citati esisteva la traduzione ita-
liana si fatto riferimento a questa traduzione, debitamente indicata,
limitandosi ad apportare, quando stato necessario, qualche piccola
modifica. Questo criterio stato adottato anche per le opere di Condil-
lac, Hamann, Herder e Humboldt, per le quali si fatto riferimento al-
le edizioni pi note e alle traduzioni pi accreditate.
Infine, sono molte le persone verso cui mi sento debitore. Esse mi
sono state in modi diversi di grande aiuto nelle fasi della stesura del
lavoro. A loro va il mio ringraziamento pi affettuoso. Un grazie parti-
colare va al dott. Aldo Del Monte e a Ruggero Cerino per il supporto
tecnico che mi hanno assicurato ogni qual volta ho avuto bisogno.
Senza il loro apporto, il mio lavoro sarebbe stato pi complicato.
Capitolo I

La genesi della ragione linguistica


nel dibattito sullorigine del linguaggio
nella seconda met del Settecento

Che cosa significa pensare? Parlare interior-


mente, cio esprimere per s i segni acquisiti.
Parlare significa pensare ad alta voce. Nel flusso
di questi pensieri, molto pu essere per noi solo
supposto e opinato; se per penso realmente un
oggetto, ci non accade mai senza un segno. Nel
pensare, lanima si crea continuamente ununit
del molteplice.
J. G. HERDER, Metacritica

Nella cultura europea tra Settecento e Ottocento si ritrovano le


tracce di uno studio sul linguaggio, che allorigine della svolta lin-
guistica avvenuta nella filosofia del Novecento. Una stagione, parti-
colarmente importante per gli studi linguistici, delimitata dal periodo
di anni compresi tra la fine del XVIII secolo e la prima met del XIX,
quando in Europa si svolse un grande dibattito sul linguaggio, al quale
parteciparono pensatori di diversi paesi europei. A favorire la nascita e
lo sviluppo del dibattito fu il gruppo di studiosi formatosi attorno
allAcadmie royale des sciences et des belles-lettres di Berlino, fon-
data nel 1700 da Leibniz, risorta per iniziativa di Federico II di Prussia
e da questi affidata a Maupertuis, che divenne suo presidente negli an-
ni 1745-1753 1 . Nella mutata situazione di quegli anni, cos decisivi
1
Filosofo e scienziato, Pierre-Louis Moreau de Maupertuis (1698-1759) fu una delle
personalit pi significative dellilluminismo francese. Profondo conoscitore della filosofia di
Newton, che aveva conosciuto e studiato a Londra, tramite il Clarke, si fece portavoce delle i-
stanze speculative della filosofia di Condillac, di cui era un seguace. Chiamato a Berlino nel
1741 da Federico il Grande di Prussia per riorganizzare lAcadmie royale des sciences et des
belles-lettres, ne divenne suo presidente dal 1745 al 1753 e port in terra tedesca la filosofia
12 Capitolo I

sul piano politico e culturale per il futuro dellEuropa, alcuni pensato-


ri, influenzati anche dalle discussioni dibattute in seno allAcadmie,
cominciarono a discutere sul linguaggio dal punto di vista della nuova
antropologia, che si andava elaborando in quellepoca sotto
linfluenza della lezione kantiana. Pi che rimettere in discussione
leredit del passato, ripresero in gran parte, ampliandole di nuovi
contenuti, le stesse discussioni linguistiche tradizionali, quasi a trarre
dalla loro riproposta risposte ai nuovi problemi politici, oltre che cul-
turali e religiosi, emersi nel frattempo nella coscienza europea di quel
tempo.
Di questa stagione, tanto feconda e vivace sul piano dello sviluppo
delle idee linguistiche, i tre testimoni pi autorevoli furono senza dub-
bio Johann Georg Hamann (1730 - 1788), Johann Gottfried Herder
(1744 - 1803) e Karl Wilhelm von Humboldt (1767 - 1835). Rifletten-
do sul linguaggio e sulla sua natura, essi diedero un notevole contribu-
to al dibattito sul linguaggio, insieme con altre personalit di
quellepoca, tra le quali sono da ricordare William Jones (1746 -
1794), Friedrich von Schlegel (1772 - 1829) e Mme de Stal (1766
1817) 2 , anche se lapporto di questultimi fu assai pi limitato rispetto
ai primi. Questo dibattito non fin con loro, ma continu ancora nei
decenni successivi. Le stesse concezioni linguistiche furono riprese a
distanza di qualche decennio, in un diverso contesto culturale, e rifor-
mulate con il contributo importante di Friedrich W. J. Schelling e di

francese e, soprattutto, le concezioni di Condillac. Sul ruolo di Maupertuis nella cultura euro-
pea si vedano gli studi pi recenti di: L. VELLUZ, Maupertuis, Hachette, Paris 1969; P. CASINI,
Newton e la coscienza europea, il Mulino, Bologna 1983; M. G. DI DOMENICO, Linquietudine
della ragione. Scienza e metafisica in Maupertuis, Morano, Napoli 1990; D. BEESON, Mauper-
tuis: an intellectual biography, Voltaire Foundation, Oxford 1992; M. VALENTIN, Maupertuis,
un savant oubli, La Dcouvrance Editions, Rennes 1998. Si veda anche G. TONELLI, La pen-
se philosophiques de Maupertuis : son milieu et ses sources, Olms, Hildesheim 1987.
2
Tra questi altri pensatori non si pu ignorare Hegel, che nella Fenomenologia dello spiri-
to si occup a lungo del linguaggio in una prospettiva pi esistenziale, lasciando delle indica-
zioni che non ebbero immediatamente seguito. Su Hegel e la filosofia del linguaggio si veda
M. CAMBOGIANI, Hegel e il linguaggio: dialogo, lingua, proposizioni, La citt del sole, Napoli
2001. Non minore importanza ebbero gli scritti di W. JONES (Third Anniversary Discorse on
the Hindus (1786) e di F. SCHLEGEL (Ueber die Sprache und Weisheit der Indier (1808), che
posero le basi della linguistica moderna e introdussero il concetto di grammatica comparata, e
il De lAllemande (1813) di MME DE STAL, che metteva in relazione la lingua tedesca e il ca-
rattere e la storia del popolo tedesco. Si veda G. STEINER, Dopo Babele. Aspetti del linguaggio
e della traduzione, trad. di R. Bianchi e C. Bguin, Garzanti, Milano 2004, pp. 110-11.
La genesi della ragione linguistica 13

Jacob Grimm. Tema dominante del dibattito fu ancora una volta


lorigine del linguaggio.
Questo tema, lungi dal rappresentare un problema contingente e da-
tato, assume il carattere di una ricerca sulle facolt delluomo e chia-
ma in causa la realt stessa del linguaggio nelle sue determinazioni pi
caratterizzanti, che ne fanno la dimensione pi generale dellessere
delluomo, collocato, mediante il linguaggio, al vertice del mondo a-
nimale. La questione sullorigine del linguaggio si ricollega alla que-
stione pi generale sulluomo e sulla sua natura, come lascia intendere
il noto quesito formulato come tema del concorso bandito nel 1769
dallAcadmie royale des sciences et des belles-lettres di Berlino. Nel
quesito si chiedeva, infatti, se gli uomini, lasciati alle loro facolt na-
turali, sarebbero stati capaci di inventare da soli il linguaggio e con
quali mezzi. Perci, En supposant les hommes abbandonns leurs
facults naturelles sont-ils en tat dinventer le langage e par quels
moyens parviendront-ils deux-mmes cette invention? On deman-
deroit une hypothse qui expliqut la chose clairement, et qui satisft
toutes les difficults 3 .
Motivo convergente e unificante del dibattito sul linguaggio, avve-
nuto in quegli anni, la diffusa consapevolezza di una ragione fon-
dativa in opera nellessere delluomo, che sicuramente linguistica,
3
Questo quesito esprime il senso di tutto il dibattito settecentesco. Nel quesito formulato
dagli esperti dellAcadmie si faceva riferimento ad una concezione delluomo, che postulava
uno stato naturale iniziale, concezione di cui in precedenza si erano fatti portavoce Thomas
Hobbes (1588-1679), Samuel Pudendorf (1632-1694) e pi tardi lo stesso Jean-Jacques Rous-
seau (1712-1778) nel suo Discorso sullinuguaglianza del 1755. Si veda C. NEIS, Francesco
Soave e la sua posizione sullorigine del linguaggio: dal dibattito allAccademia di Berlino
(1771), in S. GENSINI (a cura di), Duomini liberamente parlanti. La cultura linguistica ita-
liana nellEt dei Lumi e il contesto intellettuale europeo, Editori Riuniti, Roma 2002, pp.
191-192. Al quesito risposero in tanti, almeno trenta studiosi, tra cui Johann Gottfried Herder,
che risult vincitore con la sua Abhandlung ber den Ursprung der Sprache (1772) e France-
sco Soave (1743-1806), che ebbe lonore del primo Accessit. La dissertazione, scritta in lin-
gua latina, inviata dal Soave ha come titolo An, et Quomodo Facultatibus suis naturalibus
Permissi Homines Linguam Per se ipsi instituere possint, ora reperibile nellArchiv der Berlin-
Brandenburgischen Akademie der Wissenschaften (segnatura I-M-666). Si veda, al riguardo,
anche P. B. SALMON, Also Ran. Some Rivals of Herder in the Berlin Academys 1770 Essay
Competition on the Origin of Langage, in Historiographia Linguistica, 16(1989), 1-2, pp. 25
- 48. Allo stesso concorso partecip anche il giovane Karl Wilhelm Jerusalem (1747-1772),
autore di due studi di filosofia del linguaggio pubblicati nella sua opera postuma Philosophi-
sche aufsatze nel 1776, morto precocemente suicida, alle cui vicende si era ispirato Goethe per
la seconda parte de Die Leiden des jungen Werthers.
14 Capitolo I

considerato il ruolo del linguaggio nella costituzione dellidentit


dellessere delluomo e il rapporto che lega insieme lespressione del
linguaggio e lattivit mentale. , soprattutto, la presenza di questa ra-
gione linguistica nelluomo a fare di un esser vivente, posto accanto
ad altri esseri viventi, un uomo, e non un qualsiasi altro essere.

1. Figure e temi del dibattito linguistico in Europa nel periodo


1760-1851

Nel Settecento la riflessione sul linguaggio conosce in Europa uno


sviluppo maggiore rispetto al secolo precedente, quando in Francia si
erano affermate la Scuola di Port-Royal, in Inghilterra la filosofia di
Locke, in Germania la filosofia di Leibniz e in Italia la lezione solita-
ria di Vico. Sono movimenti e filosofie con un chiaro orientamento
linguistico, che sono allorigine della riflessione linguistica
dellOttocento.
Diversamente dal passato, nel Settecento lattenzione verso il lin-
guaggio generalizzata. Pensatori, scrittori, politici, un economista
come Adam Smith, sinteressano del linguaggio in forma pi consa-
pevole e pi sistematica. Sono anni in cui, come afferma Mounin,

Tutti scrivono sul linguaggio: tutti gli scrittori, naturalmente, grandi e


piccoli: Rousseau, Diderot, ma anche Court de Gbelin, Charles de Brosses o
Frain du Tremblay; i filosofi [] redigono grammatiche, come Condillac; gli
economisti, come Adam Smith, approntano saggi sullorigine delle lingue; e i
politici, come Turgot, teorie sulla traduzione []. Le ricostruzioni ragionate
dellorigine delle lingue trovano allora un ampio pubblico. La voce langue
dellEncyclopdie dedica loro un terzo del suo testo e considera ancora
lebraico come lingua madre. La ricostruzione di Rousseau nel Discours sur
lorigine de lingalit (1755), quella di Adam Smith nelle sue Considera-
tions concerning the First Formation of Languages and the Different Genius
of Original and Compounded Languages, insieme con dieci altre, sono elabo-
rate a partire dalle idee correnti dei filosofi contemporanei, Locke, Hobbes e
Condillac 4 .

4
G. MOUNIN, Storia della linguistica, trad. di M. Maglione, Feltrinelli, Milano 1968, pp.
129-132 passim. Si veda al riguardo D. BUZZETTI, M. FERRIANI (a cura di), La grammatica del
pensiero. Logica, linguaggio e conoscenza nellet dellIlluminismo, il Mulino, Bologna
1982. Vedere anche L. FORMIGARI, Les thories linguistiques des lumiers, in Language Ty-