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Colombia anno zero

Dopo mezzo secolo, e grazie alla tenacia del presidente Santos (che ha ritirato il Nobel), è pace fatta con i guerriglieri delle Farc. E tra politica, industria e turismo, il Paese finalmente riparte.

«Continuerò a ricercare la pace fino all'ultimo minuto del mio mandato perché questo è il cammino da seguire per lasciare un paese migliore ai nostri bambini»: questa è la promessa di un

uomo provvisto di perseveranza, e se il 10 dicembre Juan Manuel Santos è stato a Oslo per ritirare

il Premio Nobel è anche grazie a questa sua dote. Ha negoziato riga per riga, per quattro anni, le

297 pagine degli accordi di pace firmati a settembre con le Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc). E pazienza se poi, tramite referendum, con un margine strettissimo, la maggioranza dei colombiani ha respinto il trattato: Santos è andato avanti lo stesso. I suoi negoziatori sono tornati al tavolo con i guerriglieri e, cercando di inglobare parte delle 400 istanze

ricevute del fronte del "No", hanno apposto modifiche e precisazioni a un testo che ora aspetta di essere approvato dal Parlamento (non più dai cittadini) perché la Colombia possa finalmente voltare pagina e chiudere una guerra durata mezzo secolo e costata 220mila morti, 7 milioni di sfollati interni e 45mila desaparecidos. L'anno zero della Colombia comincia ora.

E a raccontare quanto Bogotà ha atteso questo momento, nonostante il conflitto ha (quasi)

sempre risparmiato, non sono solo i murales che da anni implorano paz, pace. Lo testirnoniano, per esempio, i progetti di Isabela Moreno, studentessa d'ingegneria ambientale che sa guardare lontano e che incontriamo mentre sgranocchia un cono gelato di fronte all'Universidad de Los Andes: «Ho scelto questi studi perché sono convinta che il Paese avrà sempre più bisognorli esperti di ambiente. La grande ricchezza della Colombia è la natura, abbiamo livelli di biodiversità fra i più alti al mondo e la fine del conflitto permetterà di accedere a zone che finora sono state off-limits per via delle violenze e delle coltivazioni illegali». Con i ribelli delle Farc che stanno appendendo le mimetiche al chiodo per entrare in Parlamento è come se la carta geografica del Paese si allargasse. L'agroindustria e il settore estrattivo, che dominano l'economia colombiana, stanno già saggiando la profittabilità di quei milioni di ettari che dovrebbero essere a breve liberati dal disarmo delle Farc. E anche il turismo ne beneficerà enormemente. In realtà, già da quando si sono aperte le trattative con la guerriglia cinque anni fa, le violenze sono andate scemando e i turisti sono aumentati. Quelli stranieri dal 2007 al 2015 sono raddoppiati, arrivando a 4,4 milioni. Mentre il turismo locale è aumentato del 6% nel 2015, 2,2 punti percentuali sopra la media mondiale. Nell'arco di dieci anni, secondo le stime del Ministero del Turismo, gli arrivi dall'estero potrebbero aumentare del 30%. E per raggiungere il traguardo sono state lanciate due campagne che promuovono zone colpite dal conflitto ma con alto potenziale turistico, come la regione pacifica del Cauca o il Meta dove scorre Cafio Cristalcs, il "fiume dai cinque colori", le cui alghe dalle tinte accese lo trasformano in un arcobaleno liquido per cinque mesi l'anno.

Gli investitori hanno solide ragioni per essere ottimisti. Fra le economie più business-friendly dell'America Latina, la Colombia ha registrato una crescita media annuale del 4,3% negli ultimi 15 anni e nel primo semestre 2016 gli investimenti stranieri sono cresciuti del 16,5%. Fra le aziende italiane che credono già da anni nel Paese c'è Enel, che opera nella distribuzione e generazione di energia attraverso la sua partecipazione minoritaria (49%) ma con potere di gestione in Condensa ed Emegesa. il suo Sustainability Manager, Carlo Ferrara, conferma che il processo di pace aprirà nuove opportunità, che nel caso del settore energetico significa ad esempio soddisfare le esigenze

delle zone costiere e centrali non ancora raggiunte dalla rete. «Negli ultimi anni la tregua ha già garantito buoni livelli di crescita, che dovrebbero essere superati in futuro grazie a quello che ha definito un peuce dividenti».

E per favorirlo, questo irmace dividend, Enel supporta 30 progetti con iniziative sociali come il

Prograrnma de Desarollo por la Paz, che punta a formare leader comunitari come agenti di cambiamento sociale e di costruzione della pace. Per favorire lo sprint della Colombia del post- conflitto il governo Santos ha varato nuovi incentivi fiscali, come l'esenzione dalle tasse per 30 anni a chi costruisce strutture alberghiere entro fine 2017, e un ambizioso piano da oltre SO miliardi di dollari per costruire oltre 8000 km di strade e altre infrastrutture, il grande tallone d'Achille della terza economia sudamericana. Oggi è più costoso trasportare merci nell'interno del Paese - esteso come Francia e Spagna insieme - che dall'Asia alla Colombia su una nave porta- container. Ancor prima che alle merci, però, strade e ponti dovranno servire a far materializzare lo Stato nei tanti dipartimenti dov'è stato latitante per decenni, acutizzando la divisione dttà- campagna e l'ineguaglianza sociale che hanno favorito l'espansione di guerriglie, narcotraffico e gruppi paramilitari. «Gli accordi creano le condizioni per una società più inclusiva dal punto di vista sociale, economico e politico», d dice il direttore della rivista Dejusticia, César Rodriguez. «Si rafforzano le periferie, ma anche la partecipazione politica, non solo garantendo accesso alle Farc in Parlamento, ma creando 16 nuovi seggi per migliorare la rappresentatività delle aree rurali colpite dal conflitto». La pace è però costosa «orno la guerra. Washington, l'ingornbrante alleato nella lotta al narcotraffico, ha promesso che sosterrà l'implementazione degli accordi con 390 milioni di dollari il prossimo anno. L'Ue ne ha garantiti 600 milioni in totale. E finanzierà anche opere di sminamento in un Paese che è secondo solo all'Afghanistan quanto a numero di vittime da mine. Il governo ha varato una riforma fiscale per sopperire ai mancati introiti del petrolio e diminuire il suo deficit, previsto per quest'anno al 3,9% del Pil. In più, come evidenzia Gabriel Tobon, professore di politiche pubbliche e agrarie alla Pontificia Urtiversidad Javeriana, «il gigantesco budget oggi dedicato alla guerra (il 3% del Pil, ndr) potrà essere dedicato allo sviluppo socio-economico delle comunità rurali».

Eppure, l'equazione secondo citi la pace inizia quando finisce la guerra potrebbe non valere nel caso della Colombia. E non solo perché sul territorio restano attive guerriglie minori (Eln e Epl), gruppi paramilitari e bande criminali. «Finché non si affronteranno le cause dell'ineguaglianza non potrà esserci davvero pace», avverte Morso Castillo, attivista e membro del Partito Comunista. Più del 50% della terra in Colombia è in mano a meno dell'i% della popolazione. Una spaventosa sproporzione che lo spirito inclusivo degli accordi non sanerà, nonostante si preveda la distribuzione di tre milioni di ettari di terre alle vittime del conflitto. «A dispetto delle parole sull'inclusione sociale e produttiva dei contadini contenute negli accordi », spiega Tobon, «è indiscutibile che l'orientamento della politica di sviluppo 2014-2018 e la persistenza del modello

economico attuale continueranno a favorire l'economia agroesportatrice ed estrattiva». Se la diseguaglianza resta un'insidia titanica per il futuro della Colombia, la lotta alla droga lo è forse di più. Le stime indicano che le Farc sono presenti in 25 dei 32 dipartimenti del Paese e in circa 300 dei suoi 1100 municipi. il rischio che gli altri movimenti ribelli e le bande criminali riempiano il vuoto creato dalla dismissione delle Farc, accaparrandosi così la loro fetta nel mercato della coca,

è più che concreto. In alcune aree sta già accadendo. Lo Stato deve quindi arrivare in fretta. Cosa può significare l'assenza dello Stato, lsabela Moreno, la studentessa aspirante ingegnere

ambientale, lo ha scoperto crescendo in un villaggio dell'Amazzonia: «La scuola c'era, erano i maestri che mancavano: spesso non riuscivano a raggiungerla a causa delle violenze». Per mantenere la promessa di garantire un futuro migliore ai bambini colombiani servirà molto più della perseveranza di un Nobel.

Colombia Año Cero

Después de medio siglo, y gracias a la tenacidad del presidente Santos (que recibió el Nobel), se ha hecho la paz con las FARC. Y en la política, la industria y el turismo, el país finalmente comienza.

"Voy a seguir buscando la paz hasta el último minuto de mi mandato, porque este es el camino a seguir para dejar un mejor país para nuestros hijos": esta es la promesa de un hombre equipado con perseverancia, y si el 10 de diciembre Juan Manuel Santos fue en Oslo para recibir el Premio Nobel es también gracias a su don. Negoció línea por línea, durante cuatro años, las 297 páginas de los acuerdos de paz firmados en septiembre con las Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia (FARC). Y no importa si, en un referéndum, con un estrecho margen, la mayoría de los colombianos rechazó el tratado: Santos siguió adelante. Sus negociadores están de vuelta en la mesa con la guerrilla, y tratando de incorporar parte de las 400 solicitudes recibidas Cara "No", han firmado modificaciones y aclaraciones al texto, que ahora se espera que sea aprobada por el parlamento (no ciudadanos), porque Colombia finalmente puede pasar la página y poner fin a una guerra que duró medio siglo y un costo de 220 mil muertes, 7 millones de desplazados y 45 mil desaparecidos. El año cero de Colombia comienza ahora.

Y para decir lo que Bogotá ha esperado este momento, a pesar del conflicto tiene (casi) siempre se guarda, no son sólo los murales de años que piden la paz Paz. El testirnoniano, por ejemplo, los proyectos de Isabela Moreno, estudiante de ingeniería ambiental que sabe cómo mirar a lo largo y nos encontramos mientras saborea un cono de helado en frente de la Universidad de los Andes:

"He escogido estos estudios porque están convencidos de que el país cada vez más expertos en medio ambiente bisognorli. La gran riqueza de Colombia es la naturaleza, tenemos niveles de biodiversidad entre las más altas del mundo y el fin del conflicto permitirá el acceso a zonas que hasta ahora han estado fuera de los límites debido a la violencia y los cultivos ilegales ". Con los rebeldes de las FARC que están colgando de camuflaje de la uña para entrar en el Parlamento es como el mapa del país es allargasse. La agroindustria y el sector minero, que dominan la economía colombiana, ya están probando la rentabilidad de esos millones de hectáreas que deben ser pronto liberados por el desarme de las Farc. Y el turismo se beneficiará enormemente. De hecho, tan pronto como cuando están abiertas las negociaciones con la guerrilla hace cinco años, la violencia fue disminuyendo y los turistas se han incrementado. Aquellos extranjeros entre 2007 y 2015 se duplicó, llegando a 4,4 millones. Mientras que el turismo local aumentó un 6% en 2015, 2,2 puntos porcentuales por encima de la media mundial. Dentro de diez años, según las estimaciones de la Secretaría de Turismo, las llegadas desde el extranjero pueden aumentar en un 30%. Y para llegar a la meta dos campañas se han puesto en marcha para promover las zonas afectadas por el conflicto, pero con alto potencial turístico, tales como la región pacífica del Cauca

o meta que fluye Caño Cristalcs, el "río de los cinco colores", cuya algas de colores brillantes convertirlo en un arco iris líquido durante cinco meses al año.

Los inversores tienen sólidas razones para el optimismo. Entre la mayoría de las economías de negocios en América Latina, Colombia ha registrado un crecimiento medio anual del 4,3% en los últimos 15 años y la primera mitad de 2016, la inversión extranjera creció un 16,5%. Entre las empresas italianas que creen desde hace años en Enel del país, que opera en la distribución y generación de energía a través de su participación minoritaria (49%), pero con un poder de dirección en el condensado y Emegesa. su Director de Sostenibilidad, Carlo Ferrara, confirma que el proceso de paz se abrirá nuevas oportunidades, que en el caso de los medios del sector energético, por ejemplo, satisfacen las necesidades de las zonas costeras y centrales aún no atendidos por la red. "En los últimos años la tregua ya se ha asegurado un buen crecimiento, que debe ser superada en el futuro debido a lo que calificó como un peuce dividendos."

Y para favorecerlo, este dividendo irmace, Enel apoya 30 proyectos con iniciativas sociales como

Prograrnma de Desarrollo por la Paz, que tiene como objetivo capacitar a los líderes de la comunidad como agentes de cambio social y construcción de la paz. Para facilitar el sprint de post- conflicto de Colombia el gobierno de Santos ha pasado nuevos incentivos fiscales, como la exención de impuestos durante 30 años a los que se construyen las instalaciones del hotel a finales de 2017, y un ambicioso plan de más de SO mil millones para construir más de 8.000 kilometros de carreteras y otras infraestructuras, el gran talón de Aquiles de la tercera economía de América Latina. Hoy en día es más caro para el transporte de mercancías en el interior del país - se extendió como Francia y España juntos - de Asia a Colombia en un barco de contenedores.

Incluso antes de la mercancía, sin embargo, las carreteras y los puentes servirán para materializar

el estado en muchos departamentos donde ha estado ocultando durante décadas, afilando la

división campaña dttà- y la desigualdad social que han favorecido la expansión de la guerra de guerrillas, el tráfico de drogas y grupos paramilitares. "Los acuerdos crean las condiciones para una sociedad más inclusiva en términos de la vida social, económica y política", dice el director de la revista Dejusticia, César Rodriguez. "Refuerza los suburbios, sino también la participación política, no sólo garantizar el acceso a las Farc en el Parlamento, pero mediante la creación de 16 nuevas plazas para mejorar la representatividad de las áreas rurales afectadas por el conflicto." La paz, sin embargo, es caro guerra homo". Washington, el aliado ingornbrante en la lucha contra el tráfico de drogas, ha prometido que va a apoyar la implementación de los acuerdos con los $ 390 millones el próximo año. La UE ha garantizado 600 millones en total. También financiará las obras de remoción de minas en un país que ocupa el segundo lugar a Afganistán en términos del número de víctimas de minas terrestres. El gobierno puso en marcha una reforma fiscal para compensar la pérdida de ingresos procedentes del petróleo y disminuir su previsión de déficit para este año al 3,9% del PIB. Además, como se muestra por Gabriel Tobon, profesor de políticas públicas y agrícolas en la Pontificia Javeriana Urtiversidad "el gigantesco presupuesto dedica ahora a la guerra (3% del PIB, ed) se dedicará al desarrollo socio-económico de las comunidades rurales."

Sin embargo, la ecuación según cita la paz comienza cuando termina la guerra puede no ser cierto en el caso de Colombia. Y no sólo porque la guerrilla territorio siguen siendo menores activos (EPL

y el ELN), grupos paramilitares y bandas criminales. "Hasta que no abordan las causas de la

desigualdad en realidad no puede haber paz", advierte Bite Castillo, activista y miembro del Partido Comunista. Más del 50% de la tierra en Colombia está en la mano a menos que el i% de la población. Una desproporción alarmante que el espíritu inclusivo de los acuerdos no se cura, a pesar de una distribución estimada de tres millones de hectáreas de tierras a las víctimas del conflicto. "A pesar de las palabras en la inclusión social y campesinos productivos contenidas en los acuerdos", dice Tobón, "es indiscutible que la orientación de la política de desarrollo de 2014 a 2018 y la persistencia del actual modelo económico continuará promoviendo la economía y agroesportatrice la minería ". Si la desigualdad sigue siendo una trampa titánica para el futuro de Colombia, la lucha contra las drogas es tal vez más. Las estimaciones indican que las FARC están presentes en 25 de los 32 departamentos del país y en cerca de 300 de sus 1.100 municipios. el riesgo de que los otros movimientos y las bandas rebeldes llenan el vacío creado por la venta de las FARC, por lo que la compra de su participación en el mercado de la coca, es más concreto. En algunas zonas ya está sucediendo. Por tanto, el Estado debe venir rápidamente. ¿Qué puede significar la ausencia del Estado, lsabela Moreno, estudiante de ingeniería ambiental candidato, se ha descubierto que crece en un pueblo del Amazonas: "La escuela fue, fueron los maestros que faltaban: a menudo no podía llegar a ella debido la violencia ". Para cumplir con la promesa de un futuro mejor para los niños colombianos tendrán mucha perseverancia de un Nobel.

Credo che l'ineguaglianza sociale è un grave problema in Colombia, perché l'economia si concentra su poche persone e la grande percentuale della popolazione vive in condizioni di povertà

Credo che l'educazione è la chiave per una migliore Colombia, questo ci farà crescere come società e come nazione

Penso che il perdono è molto importante dopo tanta guerra, le FARC ha causato un sacco di dolore, ma se non c'è perdono non ci sarà pace