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FARABI

EPISTOLA
SULL'INTELLETTO
TRADUZIONE, INTRODUZIONE E NOTE
A CURA DI
FRANCESCALUCCHETTA

EDITRICE ANTENORE. PADOVA


r974

: _-_r
Primo, FARABI
tefme-
ne per EPISTOLA SULL'INTELLETTO
collega
stenza,

'essefe.
sponde
,ghiere. TESTO
:ssendo

:abiano
lazione
i risul-
fi.losofi

il quale
'et ana-
I
I I I Nel nome di Dio, clemente e misericordioso

Disse Muhammad b. Muhammad - che Dio sia soddisfatto


di enmambi!-':
Il nome intelletto ('aql) si dice in diversi modi; [pu si-
gnificarel 3:

I. la cosa per cui la gente comune dice dell'uomo che


intelligente ('qil) a;
II. f intelletto che i teologi (nutakallimn) s di continuo fan-
no ritornare nelle loro bocche, dicendo: < Ci l'intel-
letto u che lo esige>>,oppure: << f intelletto che 1o nega>>;ro
III. f intelletto che il maestro Aristotele menziona nel Libro
sulla dimostrazione(Kitab al-burhan)7 | +l;
IV. f intelletto che egli 8 menziona nel sesto trattato del Libro
sui costumi (Kilab al-akblaq)e;
V. f intelletto che egli t0 menziona nel Libro sull'anirna (Kitab ,t
al-nafs)tt;
VI. f intelletto t' che egli menziona nel Libro della metafsica
(Kitab m ba'da 'l-tabt'a)13.

tI. L'intelletto secondola gente cornune.l

Ora, circa f intelletto ('aql) per cui gli uomini comuni ra


dicono dell'uomo che intelligente ('aqil\, ci a cui si riferi-

-9L-

I
I
;I
.--_t
scono con quello che con ci designano il 'discernimento'
(ta'aqqul) ts. desi
due
In effetti essi talvolta dicono, per esempio,di Mu'wiya r
che intelligente e a volte si rifiutano di chiamarlo intelligenre,
: dicendo che l''intelligente' ha bisogno di [possedere] una di-
mensione religiosa (dn)t? [per esseretale], e la dimensione
7''i:
ecl
religiosa per essi quello che pensano sia Ia virt (fadzta)L|;
tezz
dunque, costoro designanocon 'intelligente' soltanto colui che
lige
virtuoso (fadil) te e di actrta speculazione({ayyid al-rautiyya)
ro nello | : I t oprire il bene (khayr) che bisogna sceglieree il male
(sharr) che bisogna evitare, e si rifiurano di imporre questo nome per
a colui che di acuta speculazionenello scoprire ci che male 20, pie
anz lo chiamano [piuttosto] 'furbo' (nakur) e 'astutissimo' pro
(dhiya) e con [altri] epiteti simili. [Ora,] l'acutezzadi specu- Iaz\
15 lazione nello scoprire ci che veramente un bene da compiersi CSSt

e ci che un male da evitarsi un discernimento(ta'aqqul)2t. idi


Costoro, dunque, designano,in senso generale,con 'intelletto'
('aql) nient'almo che ci che Aristotele designacon il 'discerni- vis
mento'2. uoI
des
20 Quanto a coloro che chiamano Mu'sriyaB intelligente2a,essi il{
intendono con ci [alludere al]L'acutezzadella tsul specula- ese
zione nello scoprire ci che bisogna scegliereo evitare in gene- acr
rale ^. Costoro, poi, quando si fermano a considerareil caso di ch<
Mu'wiya o dei suoi simili, poich vengono intemo gati, a pro- Uflr
2r posito di chi sia per essi intelligente, se mai possanochiamare per
con questo nome colui che I 6 | sia cattivo e che impieghi
l'acutezza della sua speculazionein ci che per essi un male,
sospendono il giudizio (tautaqqafu)'u, oppure si rifiutano di TI
chiamarlo 'intelligente'. E quandof, incalzando,l si domanda
3o loro, a proposito di colui che impieghi l'acutezza della sua
speculazionenel compiere il male, se forse si possa chiamare col
'astuto'o'furbo',
o con Ialtri] epiteti simili, non si rifiutano di <((
fdargliJ questo nome. Anche dal discorso di costoro, dunque, ne,
consegueche 1''intelligente' colui che intelligente grazie no
r all'acutezza.della sua speculazionesoltanto a patto che sia vir- ch,
tuoso (fadil) e che impieghi l'acutezza della sua speculazione op
nelle azioni virtuose " da compiersi e in quelle cattive da evi- td
tarsi; Ima] costui 'colui che esercita il discernimento' SO
(muta'aqqil)". ri
nto' otu, poich gli uomini comuni, a proposito
. . di corui che
designano con quesro nome tdi 'ini.rlig*.,1,
si dividono in
ya tu
due gruppi[, e cio] 2e:
:nte,
a) un.nr.imo
; di- ,gruppo che da parre sua non concedeche
ione l''intelligenre' sia tal r. ror ha una dimensione
rerigiosa (cr1n), j
e che il cattivo, anche se raggiunge
t)"; I7| un cerro grado di acu_
che di.^speculazione nello r-pri i' mali, non lo chiama ,intel_
lyrru
ilgente'"";
yya)
nale b) un gruppo che chiama l'uorno 'intelrigente,
ome lty
per I'acutezzadella sua speculazionein ci che birog;;-lo-- ,o
l.', piere in generale", e ch poi, quando
viene int.r.'oguto, a
imo' proposito di colui che catlivo e che
ha I'acutezza di'sp..,r_
rccu- Tazionein ci che si pu fare di nrare,
,. mur [costuir possa
iersi chiamato 'intelligenre', sospendeil giudizio
tl)". :r:."r". o si rifiuta
L0 1 t a r l o ,
etto' ,,

erni- visto tutro questo, si deduce chel ci a cui


si riferiscono gli
uomini comuni 32,tutti insieme, a proposito
di quello che essi
designanocon 'intelligente', il signifi.uto di ,.or,ri
essi che esercita
il discernirnento'(muta'aqqil)tt;; il ,igrrifi.uto
:ula- di .colui che
esercita il discernimento', per AristotJle,
colui che di ,o
;ene- acuta speculazione nello scoprire fua Ie azioni
odi virtuose s ci
che deve compiere, nel -oL"nto
pro- [stesso] in cui agisce in
una circostanzao in un'ala, se, insieme a ci,
nare egli i.rrroro
per indole 3s.
eghi
rale,
rdi tII. L'intelletto secondoi rcologi.l
rnda zj
sua
Quanto all'int_elletto('aql) che i teologi 3fanno ritornare
nafe continuamente nelle loro bocche, cicend"o di
odi una cosarr:
<<Questo quello che f intelletto esige>>,o: <<
che l,intelletto
trU' nega )>,o: <<che f intelletto accetta)), oi <<che g
azie I I l,intelletto
non accetta>>,con ci essi non vogliono dire alffo
vir- che quello 3o
che conoscibile alla prima opinione di tutti 38;infatti
.one tu pri-u
opinione comune,pressotutti [gli uomini], , iu
evi- ^uggio..';u.t.
[di essi], chiamata 'intelletto'. Ti u..*'g"rui ai 1la q*rdo
nto' sottoporrai, a poco a poco, all'induzione I loro
discorio, sia
riguardo a quello che dicono su di esso
[termine] o mediante tt

-93-

-&
p,9
i:.: '

...
!

'
.,,.
t:
'1, ,'
esso, sia riguardo a quello che scrivono nei loro libri, 1 dove prlre
impiegano questo vocabolo'n. o ev.
si sc,
di qt
L'intelletto secondo it <<Libro sulla dimostrazione>>di sulla
tIII.
Aristotelef . essi:
specl
'aql) che Aristotele menziona nel Li- scien
j Quanto alf intelletto (
bro sulla dimostrazione (Kitab al-burhan), egli con esso non cos
o men'
designa alro che la facolt (quuua) dell'anima mediante la
qrrale arriva all'uomo la certezza nelle premesse universali delle
(al-muqaddimatat-kuttiyya),vere e necessarie, senzaIimpiegare]
ro alcun ragionamentoe riflessione,ma per natura e per attitudine sui c
innata, o ot fin dalla sua giovinezza, o in modo tale che non si rafio
percepisceda dove essesi siano acquisiteo come si siano acqui-
a3 I tt
tit. o'. In realt questa facolt una certa parte dell'anima prec
alla quale arriva | 9 | la prima conoscenza(rna'rifa) senz^ al-
rj cuna riflessione e senza alcuna meditazione,e [arriva] la cer-
tezza nelle premesse,di cui abbiamo gi menzionato le catat- stot(
teristiche e; e queste premesse sono i princpi delle scienze Colt
speculative. dic
que!
opin
tIV. L'intelletto secondoiI <<Libro sui costumi >>di Aristotele.f quet
stra:
20 Quanto all'intelletto ('aql) che [Aristotele] menziona nel cont
sesto trattato del Libro sui costumi (Kitab al-akblaq), egli vuole sur
[intendere] con esso la parte dell'animaos,alla quale, perseve- uolr
rando nell'abitudine di una cosa o di un'alta, che appartenga que:
ou,
ad un genere o ad un altro delle cose e con la lunga espe- non
z5 tienza di una cosa o di un'alta, che appartenga ad un genefe giuc
ot,
o ad un altro delle cose in un lungo tempo, affrva la ceftezza
nei giudizi [morali] (qadayZ)e nelle premesse(muqaddimat)48
mer
concernenti le cose che appartengonoall'ordine della volont,
on.Infatti meI
a cui proprio di essere scelte o di essereevitate
aq
30 questa parte dell'anima [Aristotele] la chiama'intelletto' nel
I'int
sesto ffattato del Libro sui costumis\. Ora i giudizi [morali]
sr let
che aruivano all'uomo in questo modo e in questa I to I tfa
'colui che esercitail discer- prir
le parti dell'anima sono i princpi di
en
niento'(muta'aqqil)t' e che astutos3in ci che si deve sco-

I -94-

I
love prire in fatto di cose volontarie, a cui proprio di essere
scelte
o evitates4.E il rapporto di questi giudizimoralil a ci che
s_iscopre con il 'discernimento' (ta'aqqul) rr come l rapporto
di quei giudizi primi Lrazionalil, che-sono menzionati nel
Libro
', di salla dirnostrazione (Kitab al-burhan), a ci che si ,.opr.
.on j
essi: come quelli sono dei princpi per i cultori delle^rcierrr.
speculative, con i quali essi cercuno q,r.llo che nel campo
delle
Li- scienze speculative si deve [soltanto] conoscere,e non
fare,
non cos quesri sono dei princpi per 'colui che esercita iI discerni-
eIa mento"u e che astuto in ci che si deve scoprire nell,ordile
ro
rsali delle cose volontarie e pratiche s?.
arel
iine Questo intelletto, menzionato nel sesto ttattato del Libro
nsi sui costuffiitt, crescecon I'uomo durante [tutta] la sua
vita; si
qui- rafr-orzanoin esso questi giudiz [morali] e vi ,i ,ggi.rrgoro
nao' I rr l_in ogni tempo ialtii] giudizi, .h. esso non aveva in r5
. al- precedenza.
cer-
Gli uomini, riguardo a quesra parte dell,anima che
at- [Ari-
stotelel ha chiamato se 'intelletto', si difierenziano in gadi.
)nze
colui in cui si perfezionano questi giudizi in un ceno genere
di cose diventa 'personadi [.ip.rtu1 opinione, (dha ,o,i
in zo
questo genere di cose. 11 significato di 'persona di
[erperta]
opinione' che se costui consiglia .rtru ..rt cosa,viene aciettata
'le.l
questa sua opinione senza che gli si domandi su ci la
dimo_
strazione e senza che 1o si intemoghi, essendo Ie cose da
nel lui
consigliate [comunemente] accettate,benchegli non costruisca,5
uole su nessunadi essealcuna dimosftazioneut.peri raro che
eve- un
uomo sia di tale qualit se non quando diventa vecchio, perch
.nga questa parre dell'anima ha bisogno di lunghe esperienz,
spe- che
non si rcarizzano se non in un lungo t.*po, . ,iEn.h questi
fefe ^
giudizi [morali] si consolidino in lui ur.
ezza ,o
7t) ot [ora,] i teologi63credono che l'intelletto che [continua-
nr, mentel ripetono fta di loro sia I'inteiletto che Aristotele ha
.atti menzionato nel Libro sulla dirnostrazione (Kitab al-burban) e
nel a questo alludono *. Tuttavia quando .,
'alil | I tu sottoporrai al-
l'induzione le prime premesse(muqaddimt) che essi impiegano,
-dalla 3j
tta le troverai tutte, senza eccezione)come premesse p."r"
;cer- prima opinione comuneut: perci essi il.rdo.ro ; una cosa
sco- e ne impiegano un'altra6,.

-95-

I
I
I
f
I
I
I
_-,,
l
tV. L'intelletto secondo il <<Libro sull'anina >>di Aristotele.f pren
l'+
Quanto alf intelletto ('aql) che [Aristotele] menziona nel tetit
Libro sull'anima (Kitab al-nafs), egli 1o propone secondoquamro Inel
modi n: pef
tant
r) intelletto in potenza ('oql bi-l-quutwa),
quef
z) intelletto in atto ('aql bi-l-fr'l), inte
forn
3) intelletto acquisito ('aql rnustafad), anzi
un
4) intelletto agente ('aql fa"al). sel
si
che
lL'intelletto in potenza.f tota
cosi
ro L'intelletto ('aql) che in potenza (bi-l-quuttaa) una cerra sen2
anima70,o una parte di anrma, o una facolt (qautua)1r tta qui(
quelle dell'anima, o rtna certa cosa",la cui essenza(dhat) bisc
stata pteparata(mu'adda) o pronta (musta'iddo)" ad astrarre for:,
(tantazi'a)to 1. quiddit (mhiyyAt e 7e forme (suwar) di tutti nel
15 gli fesseri] esistent (mau.t{udat)da1leloro maree (mau:add), pot(
per renderle tutte una [unica] forma o [diverse] forme per
essatt. E queste forme asatte tu dalle materie non diventano
[appunto] astratte I tf I dalle loro marerie, in cui esisrono,
se non diventando formett di questa essenza(dha".
zo fora,l queste forme asratte dalle loro materie, che diven-
tano forme in questaessenza,sono gli 'intelligibili'7e (ma'qulat).
d.g
to sef
Questo nome derivato loro dal nome di quell'essenzache
I'es
ha astratto le forme degli [esseri] esistenti dimodoch esse 'int
sono diventate delle forme per essatt.
l' 'i
2i E questa essenza assomiglia ad una matetia (mdda) 82 int,
in cui si producano t' delle forme u. Infatti, se tu immagini una lar
determinata matetia corporea, come, ad esempio, un po' di me
cera su cui si sia impressa un'impronta 8sin modo che si rea- ligi
Iizzi questa impronta e questa forma nella sua superficie e nel int,
3o suo interno, e in modo che questa forma abbracci Ia matetia CSS
tutta quanta, cosicchdiventi la materia nella sua totalit come me
se tutta quanta fosse quella fotma, essendosila forma espansa in
in essa8,allora si avvicina la tua estimativa (wahm) a com- sia

-96-

i'i1
it
$
ele. f prendere il senso del prodursi delle forme delle cose in
I t+ | questa essenza,la quale [essenza] assomigliaa una ma-
i nel teria e a un soggerto (maudu') 87nei riguardi di quella forma e
lttro [nel contempo] si diversifica8s dalle altre marerie corporee,
per il fatto che le materie corporee tn ricevono le forme * sol- j
tanto sulla loro superficie, e non nel loro interno er, mentre
questa essenzanon rimane essastessadistinta dalle forme degti
intelligibili, s da avere essauna quiddit (mabiyya) separatae le
forme che sono in essa [anche] delle quiddit separaten':
anzi questa stessa essenzadiventa quelle forme e3[. ] cofie ro
se tu immaginassi f impronta e la figura* secondo \a quale
si plasmataun po' di cera in forma cubica o sferica,in modo
che questa fi,gura si sprofondi e si difionda in essa, e abbracci
totalmentela sua lunghezza,la sua larghezzae la sua profondit,
cosicchallora questacera sia diventata essaquesta fr,gurastessa,rj
:efta senza che essa sia per nulla separara nella sua quiddit dalla
' tta quiddit di questa figura". I 15 | A somiglianzadi ci, dunque,
t) bisogna che tu ti sforzi di comprendere come si rcalizzano le
rarre forme degli Iesseri] esistentin questa essenzae,che Aristotele
tutti nel Libro sull'anirna (Kitab al-nafs) ha chiamato'intelletto in zo
ldd), potenza' ('oql bi-l-quwuta)n.
pef
tano
.ono, lL'intelletto in atto.f

Ora, finch non c' in questa [essenza] alcuna delle forme


iven-
degli Iesseri] esistenti,essa un 'intelletto in potenza'tt; Ima]
Tlat).
se si producono in essale forme degli Iesseri] esistenri,secondoz5
che
l'esempio che abbiamo menzionatoe', diventa questa essenzaun
CSSE 'intelletto
in atto' ('nql bi-l-fi'l).ffi: questo il significato del-
l''intelletto in atto'. Quando si producono nell'intelletto tot gli
lo) t' intelligibili (ma'qult), che esso ha asrrattol02dalle materie,
una IancheJ questi intelligibili t03 diventano intelligibili in atto, 3o
,' di mentre prima che fossero astratti dalle loro materie erano intel-
ea- ligibili in potenza. Questi, quando vengono asmati, diventano
: nel intelligibili in atto perch t* arrivano come forme ^ quesra
tetia essenzatot, e questa essenzadiventa un intelletto in atto sola-
lome mente in ragione di quelle [forme] che sono degli intelligiblli r
ransa in atto. Cos che essi siano degli intelligibili in atto e che essa
com- sia un intelletto in atto una sola e medesimacosa.Il sienificato

-97 -
Ire I del nosro dire al suo proposito che questa [essenza]
'intelligente' gli [.
non altro che gli intelligbili sono diventati forme div
per essa,nel senso che essastessa diventata quelle forme 16.
@ha,
Dunque dire che essa 'intelligente in atto', 'intelletto in atto'
'intelligibile bili,
i e in amo' ha un solo e medesimo significato intel
(ma'n)107 e [si dice] per un solo e medesimo significatotffi. vien,
Gli intelligibili sono quelli t' che I prima ] erano intetligibiti
in at
in potenza; infatti tto essi, prima di essere intelligibili in atto,
erano forme in materie, erano all'esterno dell'anima1', [ma]
ro Quando si realizzano come intelligibili in atto, il loro esserein
Unl
quanto sono intelligibili in atto non come il loro esseer12in
CSSC]
quanto sono forme in materie. Il loro esserenelle [materie]
ein
stessett' non il loro essere in quanro sono intelligibili in
ancc
atto: il loro esserenelle [materie] stesse'a segueil resto [delle
il se
15 condizioni] che ad essi si associa11s,che pu esseretalvolta il
'luogo', ina
talvolta il 'tempo', talvoltu I tz I il 'sito', alcune volte
'quantit'; dive
la e alcune volte essi sono qualifrcati secondo 'qua-
dve
lit' corporee, altre volte 'agiscono', alffe volte 'patiscono'. E
gli i
quando [, dunque,] si rcalizzanocome intelligibili in atto, molte
che
zo di queste categorie (maqulat)116sparisconoda essi. Allora il
alla
loro esseredivenra un almo, che non tpil quell'esseretdi
den
prima] "', e i significati di queste categoriettt, o lalmeno] di
sua
parecchie di esse, al loro proposito tt', vengono capiti in almi
che
modi, diversi da quelli Iprecedenti] 120[.Prendiamo], per esem-
z5 pio, quel 'luogo' che si comprende nei loro riguardi: se tu
CSSC
inte
rifletti sul significato di 'luogo' [che si comprende] al loro
un
proposito r2r:
CSS

a) o tu non movi in essi assolutamentealcuna idea del nz


'luogo', pot'
stat
30 ) oppure fai s che il nome di 'luogo' ti faccia capire, CSS(
nei loro riguardi, un'alta idea (ma'na), e questa idea [pre- trar
sal in un modo diverso [dal primitivo] 12. Inf
stal
CSS(
lL'intelletto acquisito.l unz
1or,
Se gli intelligibili in arto si reahzzano,diventano, dunque, dal
3i uno degli [esseri] esistenti I tS I del mondo tx e sono anno- che
verati t'0,in quanto sono degli intelligibili [in atto] t", ta rutti
ll

-98-

Il
I
I
,:tYl,f,.:
rr:n:..:'':1f
. i \

$'

l,

nzaf gli Iesseri] esistenri12.


Ed proprio di tutti gli Iesseri] esistenti
forme di venire intesi e di amivare come form a quesra essenza
rme l0. (dhafl 12i.Dunque, se cos, non impossibile che gli intelligi-
n atto' bili, in quanro sono intelligibili in ulto e in quanro sono un
rficato intelletto in atto, siano anche [loro] intesil2', sicch ci che j
lffi.
:ato
viene arlon inteso non nient'altro che ci che un intelletto r2e
iligibili in atto.
f atto,
Ima] Tuttavia, ci che un intelletro in atto, per il fatto che
iere in
112 un certo intelligibile diventato una forma per esso, pu
e in
esseret'o un intelletto in atto rispetto a questa forma ,oltunto, ,o
ateriel
e in potenza rispetto ad un alro intelligibile, che non si sia
bili n
ancora rcalizzatoin atto per esso.Se si rcalizzaper esso [anche]
Idelle il secondointelligibile 131,Iquesto intelletto] diu.nta intelletto
'olta il
in atto a causa del primo e del secondo intelligibile. Mu, se
: volte
'qua- diventa intelletto in atto 132rispetto a tutti gli lntelligibili, e rj
l
diventa uno degli [esseri] esistenri133per il fatto che"dirrenta
no'. E
gli intelligibili in atto t3a,alTora,quando intende quell,esistente
molte
che un intelletto in atto, non inrende un esistentel tg esterno
lora il I
alla sua essenza,ma intende soltanto 7a sua essen"u'rti. evi-
re tdi
dente che, quando essol'u intende la sua essenza,in quanto la ,o
rol di
sua essenza un intelletto in atto, non arriva ad esso,da quello
n altri
che ha inteso della sua essenz&t", alcuna cosa esistenteil cui
esem-
esserein se stessat3*sia diverso dal suo esseredi quando viene
se tu
intesa in atto; al contrario, esso avr inteso della sua essenza
I loro
un certo esistente il cui esseredi quando viene inteso il suo ,5
esserein se stesso13e. Dunque questa essenzadiventa r40intesa
ea del in atto, pur non essendo,prima di essereinresa, intelligibile in
potenza, ma essendo tgi] intesa in attotal. Tuttavia essa
stata intesa in atto nel sensoche il suo esserein se stessa tdi
:apire, esserel un intelletto in atto tote un intelligibile in atto, al con- 3o
IPre- trario di come sono state intese queste cose1a3stesse all,inizio.
fnfatti esse sono state intese inizialmente nel senso che sono
state asffatte dalle loro materie, in cui esistevarlo,e nel sensoche
esseerano degli intelligibili in potenza; sono state intese tpoil
una secondavolta, quando i1 loro essere non era tpil
ir"l r:
loro essereprecedente,ma anzi il loro essereera [giJ sepa.ruto
lnque, dalle loro materie, nel sensoche esseerano [ormaij d.il. forme
anno- che non erano tpi] nelle loro materie, e nel senso che esse
1 tutti
I to I erano lgiJ degli intelligibili in atro. Dunque, quando

-99-
.. l:,1

l'intelletto in atto intende gli intelligibili che sono per esso delle
formet* in quanto sono intese in attor4s,[questo] intelletto, (rnau
che prima dicevamo essere1' 'intelletto in atto', diventa adesso migli
l''intelletto acquisito' (al:aql al-mustafAd.)t*. atto;
mate
atto
lLe forme separatee il mondo sublunare.f serzi

[Ora,] se ci sono degli [esseri] esistent (mattgada che le f,


sono delle forme non lesistenti] in materie e che non 1o sono elevr
mai state to', allota essi, quando sono intesi, diventano esistenti grad
[nell'intelletto] restando di una esisrenzaintellettuale to* che VCTS,
ro esSiavevano [ancheJ prima di essereintesi. Infatti, quando di-
ciamo che una cosatonviene intesa per la prima volta, il senso
che le forme, che erano nelle materie, vengono asmattetto dalle che
loro materie ed acquistano [cos] un altro essere,diverso dal sent
loro primo esserettl. E se ci sono delle cose che sono delle un(
t5 forme che non hanno materie tst, questa essenzatt3 non ha af.- sul
f.atto bisogno di astrarle da 1* materie, ma le inconra tgi] crite
astratte e le intende ttt, come, ad esempio, ci la cui essenza, fett<
in quanto un intelletto in atto, inconma degli intelligibili non cio
esistenti lpiJ nelle loro materiettI rr l, li intende e I'essere
to di essi, in quanto sono intesi per la secondavolta ttt, il [me-
CSSC
desimo] essereche essi avevanoprima di essereintesi in questo
modo rs8.Proprio questo si deve capire a proposito di quelle che
non sono forme in rsematerie, [cio] che se quesre vengono con
intese, il loro esserein se stesse [identico al] loro essere ( ust
,5 di quando sono intese per noi ls. Dunque, come si parla intorno soBi
a ci che di noi un intelletto in atto e r1in noi un intelletto (al-.
in atto cos si deve parlare intorno a queste forme, che non
sono e non sono mai state in materie r2.Infatti, nello stesso
sensoper cui, parlando intorno a ci che di noi un intelletto c1 s
3o in atto, diciamo che esso < in noi >>,cos bisogna che si dica cor
di queste [forme pure] che essesono <<nel mondo >>16'.E queste CSS(

forme [pure1 possono essere completamente intese soltanto sz


dopo che tutti gli intelligibili, o [almeno] 7a maggior parte di cof
essi, si sono rcalizzati come intesi in atto, | ,, I e dopo che har
rn. Allora queste forme si (m
3i si rcalizzato I'intelletto acquisito
rcalizzanocome intese ed essediventano come se fossero forme pri
dell'intelletto Iumano] in quanto esso 'intelletto acquisito'ls. qu(

-100-
;o delle [Ora,] I'intelleto acquisito assomiglia ad un soggeuo
:elletto, (maudu') per quelle [forme] 16, e f intelletto acquisito-tro-
adesso miglia ld'altra parrel alla forma rispetto alf intelletto che in
atto; f intelletto che in atto un quasi-soggettoe una quasi-
matea rispetto alf intelletto acquisito, e I'intelletto che in ,
atto ld'altta parte] una forma per quell'essenza'*,e quell'es-
senza una quasi-materia18.
Da questo punto 1ele forme cominciano a scendereverso
at) che le forme corporee ilee 170,mentre, prima di ci, essertl si
o sono elevavano a poco a poco fino a separarsi ad una ad una e ro
sistenti gradualmente dalle materie, secondo modi di separazionedi-
148che
v e r s i 1 7 2l f. l
rdo di-
;enso Dunque, se le forme che non sono afratto in una materia r73,
to dalle che non 1o sono [mai] state e che non 1o saranno afr.atto,pte-
:so dal sentano gtadi diversi t* di perfezione e di sepatazione,ed hanno ,5
r delle un certo ordine (tartTb) nell'essere(wu!d) t7s , e se si riflette
ha af- sul loro casott6, [ognil pi perfetta di esse, secondo questo
tgil criterio ttt, forma di ci che [immediaramenre] pi imper-
ssenza, fetto 178,finch si finisce verso ci che iI pi imperfetto ttn,
ili non cio l'intelletto acquisito180. 20
'essere
Poi si continua a discenderettt finch si giunge a quella
I [me-
questo essenzatt' e a quelle facolt dell'anima inferiori ad essa.
lle che Dopo di ci [si giunge] alla natura (tab|'a); quindi si
:ngono continua a discenderefinch si giunge alle forme degli elementi
essere (ustuqust) ttt, che sono le forme pi vili 18anell'essere e il cui tr
ltOfno soggetto il pi vile dei soggerti18s,cio Ia materia prima
elletto (al-mdda al-la) 1%.
e non
STCSSO Se invece ci si eleva, a gtado a grado, dalla matetia prima 18t,
elletto ci si eleva verso la natura, che | t+ | [costituita dal]le forme
;i dica corporee in materie ilee t88,fino a che ci si eleva verso euesta 3o
lueste essenzattn,poi t* verso ci che sopra di essa,cosicch,quando
'ltanto si arriva alf intelletto acquisito, si aniva a ci che assomigliaai
rte di confini (tukhurn) tel e al limite a cui terminano le cose che
o che hanno relazionecon la yle (hayta) e con Ia matea [seconda]
me si (madda)te2.E se ci si eleva sopra di esso, ci si eleva verso il :r
forme primo grado degli esseri separatit", e [questol primo grado
tut.
tot quello dell''intelletto agente' (al:aql al-fa"al)tea.

-101-
lL'intelletto agente.l intel
dive
[ora] f intelletro agenteche Aristotele ha menzionatonel I'occ
terzo tattato del Libro sull'anima (Kitb al-nafs) una forma luce
separatache non fu e che non sar mai in una materia. Esso f int,
.r , in certo senso, un intelletto in atto "t, simile alf intelletto prin
tnu,.d ci
| , s I acquisito che ha reso quella essenza che un gibil
intelletto in potenza intelletto in arto e che ha reso gli intel-
ligibili che sono intelligibili in potenza intelligibili in atto'n'.
Lel
La rel.azionedell'intelletto agenreverso f intelletto che in tinu
ro poterZa come la relazione del sole all'occhiole8,che vista esis'
in potenza finch rimane al buio. Infatti la visra soltanto I't
vista reein potenza finch permane al buio. Il significato del' che
'buio'
la diafaneit (ishaf) in potenza e \a ^un in a di diafa- lett,
neit in atto; il significato della 'diafaneit'200 fin primo luo- pi
r-: gol il ricevere luce (istinara) perch ci si trorra di fronte a una pi
[fonte] illuminante201.Cos, quando si realizza la luce nella che
vista, nell'aria e in cose dello stessogenere,diventa \a vista2o2, stol
per la luce che si realizzatain essa,vista in atto, e diventano al-l
visti in atto i colori. | ,e I Anzi noi diciamo che la vista diven- scit
zo tat vista in atto non solo perch sono giunte in essa Ia luce p
e ra diafaneit203in atto, ma [anche] perch, quando giunge dir,
nella vista la diafaneitin atto 2M,si rcalizzanoin essale forme si,
degli Ioggetti] visibili'ot; ota, con il rca\izzarcidelle forme degli ste
[oggetti] visibili nella vista, essa diventa vista n atto206.E cor
t5 perch, prima di ci, mediante un mggio di sole o qualcosa int
d'altro, si fatto in modo che lla vista_f sia diventata dia- pi
fana in atto2u e che l'aa che la tocca sia anchediventata diaana
in atto, alloru quello che era visibile in potenza diventa visto in
atto2B.
tel
fos
30 Il principio per cui Ia vista diventata vista in atto, dopo mt
esser stata vista in potenza, e i visibili, che erano visibili in esf
potenza, sono diventati visti in ato, Ia diafaneit che giunra zic
nella vista a causadel sole. A somiglia.nzadi ci si produce ne
in questa essenza(dbat), che | ,z I un intelletto in potenza, fo,
3i una certa cosa,il cui ruolo rispetto ad esso [intelletto] come ch
il ruolo della diafaneitin atto rispetto alla vista; e questa cosa m
gliela dona f intelletto agenteme.Dunque [questa cosa] diventa lo
un principio 210 mediante il quale, per f intelletto in potenza, gli fu

-L02-
ili.t: rr',,tr'}:,::'r,ql

intelligibili, che prima erano per esso intelligibili in potenza,


diventano intelligibili in atto2tt. E come il sole ci che rende
lto nel l'occhio vista 2t2in atto e i visibili visti in atto mediante quella
forma luce che dona "', cos f intelletto agente quello che ha reso
r. Esso f intelletto che era in potenza intelletto in atto mediante quel j
relletto principio che ha donato"o; e mediante ci stessottt gli intelli-
eun gibili sono diventati intelligibili in atto216.
i intel-
re7 L'intelletto agente della speciedelf intelletto acquisito217.
ltto ,
Le forme degli esseriseparatiche gli sono superiori hanno con-
rein tinuato e continueranno ad esserein esso"t, salvo che la loro ro
) vista esistenza(uu{ud) in esso secondoun ordine (tartTb) che non
rltanto l'ordine secondoil quale esseesistononelf intelletto [umano]
to del' che in atto IrS l. E ci perchla [forrna] pi vile nelf intel-
diata- letto fumano] che in atto spessoprende rango prima della
ro luo- pi nobile, visto che il nostro elevarsi verso le cose che sono 15
a Lrna pi perfette nell'esserespesso si rcalizza a partire dalle cose
' nella che sono pi imperfette nell'essere"n, secondoci che Ida Ari-
stotelel si provato 20 nel Libro sulla dimostrazione (Kitab
.At
LSLA'""
3ntano al-burhan), poich soltanto da ci che per noi il pi cono-
diven- sciuto 22tci innalziamo verso quello che ci ignoto, e ci che ,o
a luce pi perfetto nell'esserein se stesso pi ignoto per noi, voglio
giunge dire che 2D la nostra ignoranza di esso pi grande2u. Perci
forme si costretti [ad ammettere] che l'ordine degli [esseri] esi-
: degli stenti nelf intelletto [umano] che in atto sia il conmario di
,2M. E come si presentala cosanelf intelletto agente: f intelletto agefltez5
ralcosa intende per prima cosa, fta gh [esseri] gsistenti, [sempre] il
a dia- pi perfetto2za.
Liafana
isto in Certo, le forme che ora sono forme in materie sono nell'in-
telletto agenteforme astratte"t, non [per] nel sensoche esse
fosseroesistentiin materiee che poi [ne] sianostate asffatteu6,3o
dopo ma I tgl [nel sensochel queste forme hanno continuato [ad
:ili in esserel in esso in atto 't e soltanto [di esse] si fatta imita-
giunta zione ttt nel campo della materia prima ttn e delle altre materie,
'oduce nel senso che sono state donate in atto ad esse [materie] le
tefrzt forme che erano nelf intelletto agente'0. E gli tesseri] esistenti lt
come che si proposto di produne come primo scopo81 nel nostro
a cosa mondo rt sono [propriol queste forme; tuttavia, poich la
iventa loro produzione non possibile quaggi se non in materie,
za, gli furono create queste materie13.

-103-
l:lr
1

[Ora] queste forme sono nelf intelletto agenre indivisi-


bili'3n, menme nella matea sono divisibili "t. Non si pu ne- un'a]
gare che f intelletto agenre, [pur] essendoindivisibil., o la cui far
essenzaessendo lfattal di cose indivisibili, doni alla materia razic
5 immagltri z:oI :o I di ci che esiste nella sua sosranza,che essa cosa
Imateriaf d'altra parte non riceve che come divisibile x?: quesra
-Libro il cc
una cosa che Aristotele ha dimosrato anche nel suo in al
sull'animaa8. dell'
In ci che sraro [finora] detto vi un argomenro da ltt
(ala',
ro esaminateue,cio che se queste forme,nopotevano esisteresenza
materie, non c'era bisogno di introdurle in matere. E come mai
sarebbero discese esse dall'esistenza (wu{ud) pi perf etta alla conf
esistenzapi imperfetta? Forse qualcuno pott.Lb. dire che si sten
f-atto quesro soltanto perch le materie Jiv"ntino pi perferte una
15 nell'essere,e conseguirebbeda ci che queste form ,oro state
fatte esisteresoltanto in favore della materia, ma questo con-
sua
mario a quello che Aristotele sostiene,ot.Opprr. rri diciamo 2a2
mat
che tutte queste Iforme] sono in potenru tr.ll'itrtelletto agenre,
bisc
e non bisognache si capisca,dal nostro dire qui <<in poteiztr,
sua
20 come se fosse I t nella potenza dell'intelleito ug.ri. di rice-
I I ant
vere queste forme, che arriverebbero ad esso in seguito, anzi
noi vogliamo dire che esso ha una porenza di inuodurle nella
materiato' come forme, e questa la potenza di agire sull'altro qu
da s'*.or, dunque, esso ci che le intod,r...o-e forme
t5 nelle materie, poi che cerca di avvicinarle a poco a poco alla
separazionefino a che s rcalizza l'intelletto acguisitot4s. tV

lLa felicit suprema dell'uomo.f sul


ag(
In questa fase'* Ia sostanza2a7dell'uomo) o l'uomo in ci Du
per cui si sostanzializzatot, diventa la cosa pi vicina 2aeall,in- cht
3o telletto agente: questa la felicit supre-rzs e l'ultima vitazst; Scs
Ia quale consiste[, dunque,] nel fatto che amiva all'uomo un,ul- sel
tima cosa per la quale si sostanzializza e che si rcalizza per lui bie
la sua perfezioneultimissima, e cio che I'ultima Icosa] ne
ier cui
si sostanzializzacompie I'openzione di [quest']ultima [cosa] ne
t.: per cui si sosranzializza8z:questo il significato dell'ultima sal
vita2tt. Ie

-t04-
indivisi- E se l'operazione (fi'I) di questo [intelletto] ttonon concerne
pu ne- un'altta cosa, all'esterno della sua essenza)e se fper lui] agire
r la cui far esisterela sua essenzatts, allota la sua .rr.r,, Ia sua
.-
materia tazione, il suo agite [efiettivo] sono una sola e medesima
:he essa cosa"u; cos essonon ha pi bisogno nella sua costituzioneche j
questa il corpo [umanol @adan) gli sia matetia, neppure ha bisogno
t Libro in alcuna sua operazionedi ricorrere all'opetazione di una fucolta
dell'anima (quwua nafsaniyya) [che risieda] in un corpo rrr,
:nto da I y I n [ha bisogno] di impiegare in ci 2s8alcun ,rrrrri..rro
'e senza @la) corporeo"'. ro
me mai il [grado] pi imperfetto di essere della sua essenzam
tta alla consistenell'aver bisogno, nella sua costituzioneper essereesi-
:he si stente2ut,che il corpo [umano] gli sia materia, sendo esso262
rerfette una forma in un corpo [umano] o in un corpo in generaletur.
ro state
Al di sopra di questo [grado] vi quello in cui essonella ,5
con-
sua costituzionepu fare a meno che il corpo [umanol gli sia
iamo'o'
materia, tuttavia nelle sue operazioni, o in molte di esse, ha
agente,
bisogno di utilizzare una facolt t* corporea e di ricorrere alla
enza>>,
sua operazione2t,come, per esempio, al senso (ltiss) e alla
di rice-
fantasia (takhayyul)'*. zo.
o, anzi
e nella I1 [grado] pi perfetto di essereper esso di raggiungere
Lll'alto quello stato che abbiamo menzionato2'r.
forme
co alla
t\/I. L'intelletto secondo la <<Metafisica >>di Aristotele.-j
fL'intelletto agente non la Causa assoluta.f

Che f intelletto agenreesista stato dimostrato nel Libro ,t


sull'anima (Kitab al-nals)268.[Ora] evidente che l,intelletto
agente non agiscesempre, ma talvolta agisce e talvolta no^n.
ln c10 Dunque, conseguenecessariamenteche esso, rispetto alla cosa
alf in- che compie o sulla quale agiscetto, in rapporti diversi, poich
titabr; esso vatia da un rapporto all'altro. Ora, se esso non fosse 3o
un'ul- sempre nel suo [stato di] ultimissima perfezione, non cam-
cer lui bierebbe soltanto da un rapporto aIl'altr, ma cambierebber'
rcr cui nella sua essenzzt", poich la sua ultimissima perfezionerisiede
Icosa] nella sua sostanza'3.Ma allora essonella sua sstanzarro talvolta
ultima sarebbe in potenza e talvolta sarebbe in atto; e ci che essar:
[essenza] avrebbe in potenza sarcbbemareria di ci | 33 | che

-105_
essaavrebbe in-atto"t; soltanto che noi abbiamo
descritto 1,in_ cele
telletto agente"u separatoda ogni materia 227.
se la cosa va in CSSC
questo modo'7t, esso sempre nelra sua ultimissima
perfezione, r
ell
.1

e deve Isoltanto] cambiar. du un rapporto all,altro.


Dunque non vi mperfezionenella sua essen
za, ma: mol

a) o esso non incontra sempre Ia cosa su


il p
cui agire, non mo1
trovando la materia e il soggetto preparato
su cui agirerTs
,
b) o ha un impedimento, esterno a s,
che poi cesser, per
c) o [s verificano] le due cose insieme28O. per
por
ro Da ci risulta chiaro che in esso non dell
v tlal capacit
sufficiente per fpoterr essere il primo principio u
di tumi gli
[esseri] esistenti,dato che essoha bisogno che gti nor
,iu duru unu
materia'ut su cui agire e che scompaiail- cos
suo [err.nt,rale] impe_
dimento. cos, se non c' nella ,,rl .rr"r sua
za e nella sua sosranza
ts LIaJ capacit sufficiente di donare vir
tu*e le cose, alloru nella sua
sostanza vi incapacit di donare molii degli poi
lnu - Lesseril
esistenti282;e ci che ha un difetto nella t
sua sostanza non ha
ilal capacit suficiente nel fare che il suo essere per
sia da s,
senzache il suo esserenon dipenda da alffo
da s rsr: consegue i-r
20 necessariamentech9 per il suo
essere vi un altro principio,
e vi col 28aun'alrra causache Io soccorre
dando[gfil l _r- vir
teria "s su cui agire rs6.
CSS

clo
rnC
lMotori e corpi celesti.f
Ier
un
evidenle ch-e-isoggetti su cui agiscel,intelletto
agenreo di
z5 soro dei corpi o delle viit (qutaa)2sz
[risiedenti] ir, .J.pi g.-
nerati e co'utibili. Gi si dimosmatonel
Libio |;;i sulla
generaziolxee corruzione (Kitab al-kaun in
ua-l-fasad.l Ln'i corpi
celesti288sorlo delle pafii28sattive prime per sor
questi corpi rm;
sono essi dungue a dare all'intelletto ug.rrt. 1',e
l. mat"ri. . i ,og-
3o getti su cui agireret. de
esf
_ ogni corpo cefeste(gism sam'i) si muove soltanto a causa ap
di un motore ( muharrik), che non afrattoun
corpo n esiste ch
in un corpo'n'. Inoltre esso Ia causa dell,esser
del corpo a'

-106_
to l'in- celeste2e3in ci per cui si sostanzializza2nr.
ora, il rango di
tvain essoImotore], per quanto guardaI'essereche la sua sostanza,
ezione, il rango di quel [suo] corpo.
I1 motore del pi perfetto dei corpi il pi perfetto dei
motori nell'essere; ota, il pi perfetto dei corpi nell'essere j
il primo cielo, quindi il pi perfetto dei motori nell'essere il
te, non motore del primo cielo 2es.
t,
Tuttavia, poich il rnotore del primo cielo un principio
:esser, per cui esistono due cose distinte 2e,una delle quali quella
per cui si sostanzialtzzail primo cielo, cio una sostanzacor- ro
porea o che si presentacome corpo'n', e L'altta cosa il motore
apacit della sfera (alak) delle stelle frsse(katuakib thabiu) tnt, quesra
un'essenzache non un cofpo n esistein un corpo tet, "
rtti gli allota
non possbileche [il motore del primo cieloJ produca le due
rta una
cose insieme'* in un unico modo e con una unica cosa nella ,5
impe-
sua essenzapet la quale si sostanzializzi,ma [esso agisce] in
)stanza
,lla sua virt di due narure I ll l, delle quali una pi perfetta dell'akta,
poich quella per cui essoha dato la cosapi pererta, che non
esseril
un corpo n esiste in un corpo'ot, pi perfetta di quella
ron ha
l\ per cui essoha dato ci che corporeo'o',che la [cosai pi,o
oa se,
imperfet ta 303.
nsegue
ncipio, Dunque, [1 motore del primo cielo 3s] si sostanzializzain
Ia ma- virt di due nature, per le quali esiste. rn conseguenzail suo
ssereha un principio, poich ci in cui si divide la causadi
ci per cui si sostanzialzza'os.Non possibile allora che Il t5
motore del primo celo sia esso il Primo Principio di tutti gli
Iesseri] esistenti,ma Ianch']esso deve avere necessariamente
un principio 3*; e questo principio senzadubbio pi perfetto
,ente o di essonell'essere.
rpi ge-
E poich i1 motore del primo cielo non materia3otn6 esiste 3o
I sulla
i corpi in una matetia, conseglrenecessariamente che esso nella sua
tpt'*; sostanzaun intelletto 308.Ora esso intende 1a sua essenza3@e
i sog- l'essenzadella cosa che il principio del suo essere3to. evi-
dente o,uindi che quello che ha inteso del principio del suo
essere la pi perfetta delle sue due nature 311,delle quali gli y
r causa appartienein proprio f inferiore "'; , non c' bisogno, nel fatto
esiste che Ia sua essenzasi divide in due nature, di un'altra cosaoltre
corpo a questedue [nature].

-t07 -
LII Primo Principio.f

Quanto al suo principio, che il principio per cui si sostan-


zialtzza il motore del primo cielo, esso necessariamenteunico
sotto tutti gli aspetti313.E non possibile che alcun lessere]
: esistentesia pi perfetto di lui, n che esso abbiaun principio 31a.
Esso , dunque, il Principio di tutti i princpi e Primo Princi-
pio "t per tutt gli [esseri] esistenti316.E questo I'Intelletto t L'i

che Aristotele menziona nella | * | lettera lambda "t del Libro ,La
della rnetafsica(Kitab rna ba'da'l-tabz'a)31s. Ciascunodi Itutti] intellectu
'" gli alui [princpi] anche un intelletto, ffi questo il Primo tLa
Intelletto, il Primo Esistente "n, il Primo Unico, il Prmo Vero 3t0, elenca gli
e questi altri non diventano un intelletto se non per esso, e <<Sextus >

secondoun [certo] ordine (tartib). aLz

s
<<locutote
Ma il considerare che cosa esso sia olrepassa il limite perduto i
g (Notes st
ry conveniente di questi argomenti ed esraneo aL nostro soprattutl
scopo"t. v. introd
S'
Salve! unico vo
preferi
finita I'epistola di Abn Nasr al-Farabisull'intelletto 323. GtlsoN,
7S
MRnrou.
arabo da
citata d"
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9(

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-108-