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Fabio De Felice

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI CASSINO


Facolt di Ingegneria

Corso di Sicurezza Industriale

NORMATIVA

Fabio De Felice
University of Cassino
Department of Industrial Engineering

e-mail: defelice@unicas.it
telefono: 0776-2994350

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Rev 02 Gennaio 2007

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ARGOMENTI

Le basi legislative della sicurezza:


- evoluzione della legislazione sulla sicurezza nei
luoghi di lavoro;
- D.Lgs. 626/94;
- principali innovazioni introdotte dal D.Lgs. 626/94.

La prevenzione degli infortuni e ligiene sul lavoro:


- la valutazione dei rischi;
- i soggetti della prevenzione.

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Sinergie Legislative nella Sicurezza e Salute dei Lavoratori

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Normativa di riferimento
Cronologia della legislazione sulla sicurezza e igiene sul lavoro

1942 - art 2087 Codice Civile il datore di lavoro deve tutelare la


salute e integrit fisica e morale del lavoratore...
1948 - art.32 e 41 Costituzione della Repubblica Italiana...tutela della
salute come diritto e principio che ogni attivit non pu svolgersi in modo
da recare danno alla sicurezza, libert e dignit umana
1955 - D.P.R. n. 547/55 del 27 aprile e 302 del 19 marzo...norme per
la prevenzione degli infortuni sul lavoro...e norme integrative
1956 - D.P.R. n 303/56 del 19 marzo...norme generali per l'igiene del
lavoro...
1970 - art. 9 Legge 300 del 20 maggio (Statuto dei Lavoratori)...il
lavoratore ha il diritto di controllare l'applicazione delle norme per la
prevenzione degli infortuni sul lavoro...
1988 - D.P.R. 175/88 attuazione direttiva CEE n. 82/501 relativa ai
rischi di incidenti rilevanti connessi con determinate attivit industriali

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Normativa di riferimento
Cronologia della legislazione sulla sicurezza e igiene sul lavoro

1991 - Decreto Legislativo n277/91 del 15 agosto...protezione dei


lavoratori contro rischi derivanti da agenti chimici, fisici e biologici durante il
lavoro...

1994 - Decreto Legislativo n 626/94 del 19 settembre ...attuazione delle


Direttive CEE 89/391,89/654, 89/655, 89/656,90/270, 90/679...

1996 - Decreto Legislativo n 242/96 del 19 marzo Aggiornamento del


D.Lgs. n.626/94 relativo alle norme sulla sicurezza sul lavoro.

1996 - Decreto Legislativo n 493/96 del 14 agosto Prescrizioni minime


per la segnaletica di sicurezza e sul luogo di lavoro.

1998 - Decreto Ministeriale del 10 marzo Sicurezza ed igiene del lavoro -


Prevenzione incendi.

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Normativa di riferimento
Cronologia della legislazione sulla sicurezza e igiene sul lavoro

1998 - Decreto Ministeriale del 16 marzo Modalit con le quali i fabbricanti per le attivit
industriali a rischio di incidente rilevante devono procedere all'informazione, all'addestramento
ed all'equipaggiamento di coloro che lavorano in sito.

1999 Decreto Legislativo n 359 del 4 agostorequisiti minimi di sicurezza e salute per
l'uso di attrezzature di lavoro da parte dei lavoratori.

1999 Decreto Legislativo 12 novembre Modificazione dell'allegato XI del decreto


legislativo 19 marzo 1996, n. 242, concernente: "Modifiche ed integrazioni al decreto
legislativo 19 settembre 1994, n. 626, recante attuazione di direttive comunitarie riguardanti il
miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro.

2000 Decreto Legislativo n 66 del 25 febbraio Attuazione delle direttive 97/42/CE e


1999/38/CE, che modificano la direttiva 90/394/CEE, in materia di protezione dei lavoratori
contro i rischi derivanti da esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro.

2000 Decreto Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale del 02 ottobre
emanazione delle Linee guida duso dei Videoterminali.

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Normativa di riferimento
Le Direttive Europee ed il D.Lgs. 626/94

DIRETTIVE CEE D.Lgs 626/94

89/391 Disposizioni generali Titolo I


89/654 Luoghi di lavoro Titolo II
89/655 Attrezzature di lavoro Titolo III

89/656 Uso dei DPI Titolo IV

90/269 Movimentazione dei carichi Titolo V


90/270 Videoterminali Titolo VI
90/394 Agenti cancerogeni Titolo VII

90/679 Agenti biologici Titolo VIII

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Il D.lgs 626/94

Titoli
Programma
I Disposizioni Generali
Gli obiettivi II Luoghi di lavoro

Le misure generali di tutela III Uso delle attrezzature di lavoro


IV Uso dei dispositivi di protezione
I soggetti interessati individuale

Le figure V Movimentazione manuale dei carichi


VI Uso delle attrezzature munite di
La valutazione dei rischi terminale

Gli adempimenti VII Protezione da agenti cancerogeni


VIII Protezione da agenti biologici
Le sanzioni
IX Sanzioni
X Disposizioni transitorie e finali

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Principali innovazioni introdotte dal


D.lgs 626/94
Art.1 inclusione di tutte le aziende (pubbliche e private)
Art.2 definizione completa di datore di lavoro
Art.3 misure generali di tutela
Art.4 valutazione dei rischi:
obblighi datore di lavoro, dirigenti, preposti anticendio,
al pronto soccorso, evacuazione
Art.5 obblighi lavoratori
Art.6 obblighi per progettisti, fabbricanti, fornitori ed installatori
Art.7 Contratti appalto e contratti dopera
Art.8 Servizio di prevenzione e protezione
Art.16 Sorveglianza sanitaria
Art 18 consultazione dei lavoratori
Art 21..22 informazione formazione ed addestramento
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Gli Obiettivi del D.lgs 626/94

Integrazione nella struttura organizzativa aziendale


della funzione della tutela e del miglioramento della
sicurezza sui luoghi di lavoro, attraverso misure
adottate o previste in tutte le fasi dellattivit lavorativa
per evitare o diminuire i rischi professionali, nel rispetto
della salute della popolazione e dellintegrit
dellambiente esterno.

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Modifiche del D.lgs 626/94

D.Lgs.195/03

Modifica e integra il D.Lgs.626/94


per lindividuazione delle capacit
e dei requisiti professionali
richiesti ad ASPP e RSPP.

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LOrganizzazione Aziendale

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I Soggetti interessati (Art. 1)

Tutti i settori di attivit pubblici e privati, industria, servizi, commercio,


professioni.

Per le Forze Armate, di Polizia, etc., Universit ed Istituti di Istruzione,


mezzi aerei e marittimi, rappresentanze diplomatiche etc. sono previsti
decreti ad hoc

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Le Figure (Art. 2)

Servizio di Prevenzione e Protezione dai rischi: insieme delle


persone, sistemi, mezzi esterni o interni allazienda finalizzati
allattivit di prevenzione o protezione dai rischi professionali
nellazienda o u.p.

Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione: persona


designata dal datore di lavoro ed in possesso di attitudini e capacit
adeguate

Il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza: persona/e eletta/e


o designata/e dai lavoratori per rappresentare i lavoratori per gli
aspetti concernenti la salute e la sicurezza durante il lavoro

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Le Figure (Art. 2)

Il Lavoratore: persona che presta il proprio lavoro alle dipendenze di un


datore di lavoro, con rapporto di lavoro subordinato anche speciale
(escluse COLF, inclusi soci di cooperative o s.d.f., stagers, studenti in
laboratori etc.)

Il Datore di Lavoro: soggetto titolare del rapporto di lavoro o che ha la


responsabilit dellimpresa ovvero dellunit produttiva in quanto titolare dei
poteri decisionali e di spesa

Il Dirigente e il Preposto: dirigono o sovrintendono alle attivit produttive e


possono essere delegati per qualche disposizione del decreto

Il Medico Competente: medico in possesso di un titolo di specializzazione


in medicina del lavoro, etc. che effettua la sorveglianza sanitaria

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Le Figure (Art. 2) Il Datore di Lavoro

CARATTERISTICHE
titolare del rapporto di lavoro.
Possiede i poteri decisionali dellimpresa.
responsabile dellapplicazione della normativa vigente.

Il Datore di lavoro pu autonominarsi Rspp nei casi esplicitati


nellAllegato 1 del D.Lgs.626/94:

- aziende artigiane ed industriali fino a 30 addetti;

- aziende agricole e zootecniche fino a 10 addetti;

- aziende della pesca fino a 20 addetti;

- altre aziende fino a 200 addetti.

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Le Figure (Art. 2) Il RSPP

CARATTERISTICHE
Svolge un ruolo di supporto tecnico al datore di
lavoro.
Pu essere un soggetto interno allazienda.
Pu essere esterno se le capacit dei dipendenti
sono insufficienti.
Deve essere in possesso delle competenze e aver
ricevuto la formazione di cui al D.Lgs.195/03.

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Le Figure (Art. 2) I Lavoratori

CARATTERISTICHE
Ha il dovere di prendersi cura della propria e altrui salute.
Ha il diritto di avere garantita la propria salute e sicurezza.
Ha il diritto di eleggere il RLS.

Gli obblighi dei Lavoratori

1. Osservare le disposizioni fornite dal DL.


2. Utilizzare correttamente i macchinari.
3. Utilizzare correttamente i dispositivi di protezione individuale.
4. Segnalare le deficienze di macchinari e attrezzature utilizzati per il
lavoro.
5. Non rimuovere o modificare i dispositivi di sicurezza o segnalazione.
6. Non svolgere lavori che non sono di propria competenza.
7. Sottoporsi ai controlli sanitari.

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Le Figure (Art. 2) I Lavoratori

Le funzioni dei Lavoratori

Segnalare le deficienze dei macchinari,


attrezzature, ambiente e organizzazione del
lavoro.

Lavorare nel rispetto delle misure di salute e


sicurezza.

Partecipare a tutte le questioni di salute e


sicurezza anche facendo proposte per migliorare
le condizioni di lavoro.

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Le Figure (Art. 2) I rappresentanti per


la sicurezza dei lavoratori

Riceve una formazione adeguata Riceve tutte


le informazioni necessarie per il suo compito

Promuove misure di prevenzione

Partecipa alla riunione periodica

Pu fare ricorso alle autorit competenti

Non deve essere penalizzato come retribuzione


e carriera dal suo incarico

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Le Figure (Art. 2) I rappresentanti per


la sicurezza dei lavoratori

Funzioni (Artt. 18 e 19)

Sono eletti in numero e con modalit diverse a seconda della


dimensione dellazienda

Accede ai luoghi di lavoro in cui si svolgono le lavorazioni

consultato preventivamente e tempestivamente in ordine alla


valutazione dei rischi e alla programmazione degli interventi

consultato per la designazione degli addetti al SPPR e della


prevenzione antincendio

consultato per lorganizzazione delle formazione

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Le Figure (Art. 2) Il Medico Competente


CARATTERISTICHE
incaricato della sorveglianza sanitaria dei lavoratori nei
casi previsti dalla legge.
nominato dal Datore di lavoro.
specializzato in alcune discipline previste dalla normativa
vigente.
Le funzioni del Medico Competente

Svolgere la sorveglianza sanitaria, gli accertamenti preventivi e gli


accertamenti periodici.
Redigere la cartella sanitaria individuale.
Comunicare ai Lavoratori i risultati degli accertamenti sanitari.
Collaborare con il Dl e Rspp alla individuazione, valutazione e gestione dei
rischi
Visitare gli ambienti di lavoro.
Offrire parere consultivo sulla formazione e informazione dei lavoratori.

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Le Misure Generali di Tutela (art. 3)

1. Valutazione dei rischi per la salute e la sicurezza

2. Eliminazione e/o riduzione dei rischi

3. Rispetto dei principi ergonomici della concezione dei posti di lavoro, nella
scelta delle attrezzature e nella definizione dei metodi di lavoro e di
produzione

4. Priorit delle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di


protezione individuale

3. Programmazione della prevenzione


condizioni tecniche, produttive ed organizzative
influenza dei fattori dellambiente di lavoro

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Le Misure Generali di Tutela (art. 3)

Controllo sanitario dei lavoratori in funzione dei rischi specifici

Allontanamento del lavoratore dallesposizione al rischio, per


motivi sanitari inerenti la sua persona

Misure di emergenza da attuare in caso di pronto soccorso, di


lotta antincendio, di evacuazione dei lavoratori e di pericolo
grave ed immediato

Informazione, formazione, consultazione e partecipazione dei


lavoratori, ovvero dei loro rappresentanti

Istruzioni adeguate ai lavoratori

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Obblighi del Datore di Lavoro (Art. 4)

Osservanza delle misure generali di tutela

Valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori


elaborazione del documento di valutazione dei rischi
individuazione delle misure di prevenzione e protezione e
relativo programma di attuazione

Designazione del Responsabile e degli Addetti al servizio di prevenzione e


protezione dai rischi (o incarico a persone o servizi esterni)

Nomina del medico competente

Designazione dei lavoratori incaricati dellattuazione delle misure di


prevenzione incendi, dellevacuazione dei lavoratori in caso di pericolo
grave ed immediato e del pronto soccorso
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Obblighi del Datore di Lavoro (Art. 4)

Aggiornamento delle misure di prevenzione in relazione ai mutamenti


organizzativi e produttivi

Affidamento dei compiti al lavoratore tenendo conto delle sue capacit e


delle sue condizione in relazione alla sicurezza e alla salute

Richiede da parte dei lavoratori losservanza delle norme e disposizioni


aziendali in materia di sicurezza e di uso dei mezzi di protezione individuali
e collettivi

Informa i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave ed immediato


circa il rischio stesso e i provvedimenti presi per contrastarlo

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Obblighi del Datore di Lavoro (Art. 4)

Permette ai lavoratori di verificare, mediante il rappresentare per la


sicurezza, lapplicazione delle misure di sicurezza e protezione della salute

Tiene un registro degli infortuni sul lavoro

Consulta il rappresentante per la sicurezza nei casi previsti

Adotta le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e


dellevacuazione dei lavoratori, nonch per il caso di pericolo grave ed
immediato

Consegna copia della cartella sanitaria e di rischio al lavoratore (in caso di


risoluzione del rapporto di lavoro)

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Obblighi dei Lavoratori (Art. 5)

Prendersi cura della propria sicurezza e salute e di quella di altre persone


presenti

Osservare le istruzioni impartite dal datore di lavoro.....

Utilizzare correttamente macchinari, apparecchiature, utensili, sostanze e


preparati pericolosi, mezzi di trasporto nonch i dispositivi di sicurezza

Ricorrere in modo appropriato ai dispositivi di protezione a disposizione

Segnalare immediatamente le deficienze dei mezzi e dispositivi, nonch


eventuali condizioni di pericolo

Collaborare con tutti i soggetti per ladempimento degli obblighi previsti

Sottoporsi ai controlli sanitari

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Obblighi dei progettisti, dei fabbricanti , dei fornitori


e degli installatori (art. 6)

I progettisti dei luoghi di lavoro e degli impianti progettano e scelgono macchine e


dispositivi di protezione rispettando i requisiti di sicurezza

Sono vietate la fabbricazione, la vendita, il noleggio, la concessione in uso di


macchine, attrezzature di lavoro e impianti non rispondenti alle norme

Anche i montatori e gli installatori sono responsabilizzati

Contratti di appalto e contratto dopera (art. 7)

Al datore di lavoro appaltante spetta la verifica dellidoneit tecnica della ditta


appaltatrice, e a questa deve comunicare i rischi specifici cui vanno in contro i
lavoratori impegnati

Il datore di lavoro committente promuove unopera di coordinamento dellattivit dei


vari soggetti coinvolti ma la sua valutazione del rischio non si estende ai rischi
specifici dellattivit dellappaltatore

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Compiti del Servizio di Prevenzione e Protezione dai


Rischi (Art. 9)

Individuare e valutare rischi e misure per la sicurezza

Elaborare misure preventive e protettive

Elaborare procedure di sicurezza per varie attivit aziendali

Proporre programmi di formazione/informazione dei lavoratori

Indire almeno una volta lanno una riunione di prevenzione e protezione


dai rischi

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Informazioni ai Lavoratori (Art. 21)

Rischi per la sicurezza e la salute Movimentazione corretta di


connessi allattivit dellimpresa carichi pesanti

Misure di prevenzione e protezione Attivit ai videoterminali


adottate
Cambiamenti tecnologici che
Pericoli sulluso di sostanze e comportano mutamenti
preparati nellorganizzazione del lavoro

Procedure di pronto soccorso, Sorveglianza sanitaria cui sono


antincendio ed evacuazione sottoposti

Attrezzature di lavoro Agenti biologici

Dispositivi di protezione individuale


(DPI)

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Formazione dei Lavoratori (Art. 22)

Ciascun lavoratore deve ricevere una formazione adeguata in


materia di sicurezza e di salute con particolare riferimento al proprio
posto di lavoro in occasione
dellassunzione
del trasferimento o cambiamento di mansioni
dellintroduzione di nuove attrezzature di lavoro o di nuove
tecnologie, di nuove sostanze o preparati pericolosi

Il rappresentante per la sicurezza ha diritto ad una formazione


specifica, cos come gli addetti al pronto soccorso, antincendio,
evacuazione dei lavoratori

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Prevenzione incendi, evacuazione dei lavoratori e


pronto soccorso (Capo III)

Il datore di lavoro
designa i lavoratori incaricati della prevenzione incendi,
della lotta antincendio e dellevacuazione dei lavoratori, del
salvataggio e del pronto soccorso
organizza i rapporti con i relativi servizi pubblici
informa i lavoratori dei rischi, delle relative misure di
prevenzione e i comportamenti da adottare
mette in condizioni i lavoratori di abbandonare il lavoro per
sottrarsi al pericolo e non ne richiede la ripresa
permanendo il pericolo

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Sorveglianza sanitaria (Capo IV)

effettuata dal medico competente con:


accertamenti preventivi per verificare la
mancanza di controindicazioni al lavoro
nei soggetti
accertamenti periodici per controllare lo
stato di salute dei lavoratori

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Luoghi di lavoro (Titolo II)

Le prescrizioni di sicurezza e salute per i luoghi sono specificate


nellAllegato II:
prescrizioni antincendio
locali adibiti a pronto soccorso

Si deve tenere conto delle esigenze degli handicappati

Devono essere mantenute in efficienza e sgombre vie di fuga ed uscite di


emergenza

Deve essere prevista adeguata manutenzione e pulitura di macchine e


impianti, e soprattutto di dispositivi e sistemi di sicurezza

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Uso delle attrezzature di lavoro (Titolo III)

Vengono modificati gli artt. 8, 11,13 e 14 del D.P.R. n. 547 del


27/4/1955 sulle vie duscita e demergenza, le vie di circolazione, i
pavimenti, la segnalazione degli ostacoli, posti di lavoro e di
passaggio e luoghi di lavoro esterni.

Viene modificata lintestazione del Titolo II e gli artt. 7, 10, 14, 37,
39 e 40 del D.P.R. n.303 del 19/3/1956 sullareazione dei luoghi di
lavoro, sul microclima, lilluminazione naturale ed artificiale, superfici
dei locali, sui locali di riposo, sulle donne incinte, gli spogliatoi, le
docce, i gabinetti e lavabi,

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Uso delle attrezzature di lavoro

Il datore di lavoro:
Mette a disposizione dei lavoratori attrezzature adeguate al lavoro da
svolgere
Riduce al minimo i rischi connessi alluso delle stesse
Verifica la corretta installazione, uso e manutenzione delle attrezzature
Prevede formazione e informazione sulluso delle attrezzature

I lavoratori:
Si sottopongono ai programmi di formazione
Usano correttamente le attrezzature
Hanno cura e non alterano le attrezzature che usano

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Uso dei dispositivi di protezione individuali

(Titolo IV)
Sono un provvedimento residuale

Devono essere conformi alla legge, adeguati al rischio, adatti al singolo


lavoratore

I lavoratori sono tenuti ad utilizzarli e ne hanno cura

Gli Allegati III, IV e V costituiscono una guida alla adozione di DPI

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Uso dei dispositivi di protezione individuali


(Titolo IV)

Esempi di dispositivi di protezione individuali

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Movimentazione manuale dei carichi

(Titolo V)
Si intende loperazione di trasporto e sostegno di un carico, compreso il
sollevamento, la deposizione, la spinta, la trazione lo spostamento che
possono provocare rischi di lesioni dorso-lombari

Ove possibile si ricorre ad ausili meccanici, altrimenti a misure


ergonomiche ed organizzative e si valuta il rischio individuale,
sottoponendo a sorveglianza sanitaria i lavoratori coinvolti (Allegato VI)

Si formano ed informano i lavoratori delle modalit di sollevamento e


trasporto dei carichi

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Uso di attrezzature munite di videoterminali


(Titolo VI)
Si definisce posto di lavoro linsieme del VDT, tastiera o altro dispositivo
di input, software applicativo, accessori e periferiche, compreso telefono e
modem, supporto per i documenti, la sedia, il piano di lavoro e lambiente
immediatamente circostante

Si definisce addetto al videoterminale il lavoratore che usa il VDT per


tutta la settimana, almeno quattro ore consecutive al giorno dedotte le
interruzioni prescritte

Le caratteristiche tecniche del posto di lavoro sono previste in Allegato


VII

Le modalit di lavoro devono considerare il rischio per la vista, la postura


e le condizioni ergonomiche e ambientali, e prevedere interruzioni

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Protezione da agenti cancerogeni (Titolo VII)

Per i lavoratori esposti a sostanze R45 (pu provocare il cancro) o R49


(pu provocare il cancro per inalazione), o comprese nellAllegato VIII

Si richiede la sostituzione o la riduzione ove possibile, altrimenti


lallontanamento o il confinamento della sostanza

Il datore di lavoro limita il numero dei soggetti sottoposti al rischio e adotta


le misure di pulizia opportune, di conservazione, manipolazione, raccolta e
smaltimento delle scorie, di segnalazione del pericolo

Il datore di lavoro prevede la formazione e linformazione, predispone i


piani di emergenza da adottare in caso di esposizione non prevedibile a
seguito di incidente

I lavoratori esposti al rischio sono sottoposti a sorveglianza sanitaria, e


sono iscritti nel registro di esposizione.
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Protezione da agenti biologici (Titolo VIII)

Gli agenti biologici (microrganismi e culture cellulari) sono classificati in 4


gruppi di rischio infettivo

I datori di lavoro che intendono esercitare attivit con agenti biologici:


del gruppo 2 e 3 sono soggetti a comunicazione allorgano di vigilanza
del gruppo 4 a rilascio di autorizzazione

Il datore di lavoro tenuto alla redazione del rapporto di rischio,


schedando gli agenti biologici, informando sulle malattie contraibili, sugli
effetti allergici e tossici.

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Protezione da agenti biologici (Titolo VIII)

Adotta provvedimenti e misure tecniche, organizzative e procedurali


analoghe a quelle delle sostanze cancerogene

Sono previste misure specifiche per strutture sanitarie e veterinarie,


laboratori e stabulari

Il datore di lavoro pianifica gli interventi demergenza e i provvedimenti


e le pratiche di sorveglianza sanitaria analogamente alle sostanze
cancerogene

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Sanzioni (titolo IX)


Valutazione dei rischi

Obbligo Soggetti obbligati Sanzione

Arresto da 3 a 6 mesi
Elaborazione documento Datori di lavoro
Ammenda da 3 a 8 milioni

Aggiornamento delle misure di Arresto da 3 a 6 mesi


Datori di lavoro
prevenzione Ammenda da 3 a 8 milioni

Aggiornamento delle misure di Arresto da 2 a 4 mesi


Preposti
prevenzione Ammenda da 0.5 a 2 milioni

Consultazione: rappresentante
Arresto da 3 a 6 mesi
sicurezza. Collaborazione: medico e Datori di lavoro
Ammenda da 3 a 8 milioni
responsabile del servizio prevenzione

Arresto da 3 a 6 mesi
Aggiornamento documento e valitazioni Datori di lavoro
Ammenda da 3 a 8 milioni

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Rev 02 Gennaio 2007

Fabio De Felice

Sanzioni (titolo IX)

Servizio di prevenzione e protezione

Obbligo Soggetti obbligati Sanzione

Arresto da 2 a 4 mesi
Designazione degli addetti Datore di lavoro Ammenda da 1 a 5
milioni
Arresto da 2 a 4 mesi
Datori di lavoro
Fornitura informazioni Ammenda da 1 a 5
Dirigenti
milioni
Comunicazione IdL e USL del
Ammenda da 1 a 6
nominativo del responsabile esterno o Datore di lavoro
milioni
interno

Soggetti
Pericolo Obbligo Sanzione
obbligati
grave/evacuazione/ Adozione Datori di lavoro Arresto da 3 a 6 mesi
prevenzione incendi misure Dirigenti Ammenda da 3 a 8 milioni
Adozione Arresto fino ad 2 mesi
Preposti
misure Ammenda da 0.5 a 2 milioni

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Fabio De Felice

Sanzioni (titolo IX)

Pronto soccorso/Emergenza antincendio

Soggetti
Obbligo Sanzione
obbligati
Arresto fino a 2 mesi
Organizzazione generale Datore di lavoro Ammenda da 0.5 a 2
milioni
Designazione lavoratori Arresto da 3 a 6 mesi
Datori di lavoro
incaricati all'attuazione Ammenda da 3 a 8 milioni

Medico Arresto da 2 a 4 mesi


Organizzazione generale
competente Ammenda da 1 a 5 milioni

Organizzazione rapporti con Arresto fino a 2 mesi


Datori di lavoro
servizi pubblici competenti Ammenda da 1a 6 milioni

Designazione lavoratori Arresto da 2 a 4 mesi


Datori di lavoro
incaricati di attuare le misure Ammenda da 1 a 5 milioni

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Fabio De Felice

Sanzioni (titolo IX)

Doveri generali dei lavoratori

Soggetti
Obbligo Sanzione
obbligati

Rispetto delle istruzioni Uso corretto:


macchinari, utensili, apparecchiature,
sostanze pericolosi, mezzi trasporto,
attrezzature, DPI Segnalazione delle
Ammenda da 0.4 a
deficienze e condizioni di pericolo Divieto Lavoratori
1.2 milioni
di modificazione o rimozione dei
dispositivi,ecc. Controlli sanitari
Adempimento obblighi imposti autorit
competente

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Fabio De Felice

Sanzioni (titolo IX)

Dispositivi di protezione individuale

Soggetti
Obbligo Sanzione
obbligati

Ammenda da 0.4 a 1.2


Fornitura ai lavoratori Datore di lavoro
milioni

Manutenzione e pulizia Utilizzo Arresto da 3 a 6 mesi


corretto Misure igieniche per utilizzo Datore di lavoro Ammenda da 3 a 8
Formazione ed addestramento milioni
Istruzioni comprensibili Disponibilit Arresto da 3 a 6 mesi
documenti in azienda Necessari ed Datore di lavoro Ammenda da 3 a 8
idonei mezzi milioni
Arresto da 2 a 4 mesi
Informazioni tipo rischio da cui
Datore di lavoro Ammenda da 1 a 5
protegge un dato dispositivo
milioni
Formazione ed addestramento Ammenda da 0.4 a 1.2
Datore di lavoro
dispositivo per l'udito milioni
Arresto fino a 2 mesi
Cure e divieto di modifiche Lavoratori Ammenda da 3 a 8
milioni

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Fabio De Felice

IL RISCHIO

Pericolo: fonte di potenziale danno

Esposizione al Pericolo: situazione in cui il pericolo


diventa concreto, cio situazione in cui una persona
esposta al pericolo

Danno: lesione fisica alla persona o entit come


conseguenza diretta o indiretta di esposizione al
pericolo

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Fabio De Felice

IL RISCHIO

Rischio: combinazione della probabilit e della della


gravit della conseguenza di un danno un una
situazione di pericolo
Analisi del rischio: uso sistematico delle informazioni
disponibili per identificare i pericoli, valutare il rischio
ed adottare le misure di riduzione di esso
Rischio residuo: rischio che permane dopo che sono
state adottate le idonee misure di riduzione

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Fabio De Felice

IL RISCHIO
La condizione di rischio

Esposizione

Fonte di pericolo Persona

Incidente

Danno

Area di rischio
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IL RISCHIO

Classificazione dei rischi

Rischi convenzionali
Rischi specifici
Rischi da carenza organizzativa

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IL RISCHIO

Rischi convenzionali
Legati alle strutture ed agli impianti. Sono generalmente
pi noti in quanto presenti nella quasi totalit degli
ambienti di lavoro

Esempi di rischi convenzionali sono quelli legati a:


Impianti elettrici, termici e tecnologici
Staticit delle strutture
Barriere architettoniche

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IL RISCHIO

Rischi Specifici
Sono legati alla presenza di specifici agenti fisici,
chimici e biologici

Esempi di rischi specifici sono quelli legati a:


Agenti fisici quali il rumore, le vibrazioni, le radiazioni,
ecc.
Agenti chimici sotto forma di polveri, fumi, liquidi, gas,
vapori, ecc.

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IL RISCHIO
Rischi da carenza organizzativa
In questa classe possiamo far rientrare tutti quei
rischi che derivano da una inefficiente organizzazione
del lavoro, sia in termini gestionali, sia in termini
metodologici, sia in termini operativi
Esempi sono costituiti dalla mancanza di chiare
procedure interne, di scarso coinvolgimento dei
lavoratori a qualsiasi livello, di carenza metodologica,
di non chiare attribuzioni di responsabilit, di
insufficiente informazione
Gli effetti indotti si ripercuotono sullorganizzazione
dei luoghi di lavoro. Carenze ergonomiche nei luoghi
di lavoro spesso sono frutto di carenza organizzativa

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Fabio De Felice

IL RISCHIO

Classificazione dei rischi


Rischi Infortunistici: derivanti dalla esposizione a fonti di
pericolo che possono generare infortuni
Rischi per la salute: derivanti dallesposizione ad agenti
capaci di generare nel lungo, medio o breve termine
condizioni patologiche nella persona (es. malattie
professionali)
Rischi ergonomici: bench non costituiscano rischi
rilevanti per la sicurezza e la salute, contribuiscono a
creare situazioni di stress psico-fisico, che si
riflettono sulla qualit del lavoro e della vita

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IL RISCHIO

AGENTI FATTORI
MATERIALI ERGONOMICI
Strutture Agenti Fisici Microclima
Illuminazione
Macchine Agenti Chimici Rumore
Inquinanti
Impianti Agenti Biologici

Conoscenza Formazione RISCHIO


Responsabilit Metodi
Coinvolgimento Procedure

FATTORI FATTORI
COMPORTAMENTALI ORGANIZZATIVI

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IL RISCHIO

Dal punto di vista operativo e delle misure preventive:

RISCHI ELIMINABILI
RISCHI RIDUCIBILI
RISCHI RITENIBILI
RISCHI TRASFERIBILI

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IL RISCHIO

Lelusione:
Eliminazione del rischio alla sua fonte
Interviene sul processo produttivo e sulla
pianificazione del lavoro
Importante nella fase di progettazione ex-
novo o di ristrutturazioni e ripianificazioni
Laddove tecnicamente possibili costituisce
intervento prioritario

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Fabio De Felice

IL RISCHIO

La Riduzione:
Laddove non tecnicamente possibile
eliminare il rischio alla fonte, necessario
comunque ridurlo

La riduzione del rischio si basa sulladozione


di opportune misure di prevenzione e
protezione, agendo sullinterazione
uomo/macchina e sullorganizzazione del
lavoro

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IL RISCHIO

La Ritenzione:

Consapevole:
Riflette le scelte aziendali in termini di accettabilit
Gli eventuali danni sono sostenuti direttamente
dallazienda

Di Fatto:
Lazienda non consapevole del rischio e non adotta
le necessarie misure di prevenzione e protezione

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Fabio De Felice

IL RISCHIO

Il trasferimento:

Ricorso alle coperture assicurative in diverse forme


Nellottica della creazione di una nuova cultura della
sicurezza, il trasferimento del rischio dovr avere una
valenza sempre minore rispetto alla riduzione
Non sempre nellanalisi costo-benefici si tiene conto
delle conseguenze indotte ed indirette del verificarsi
di eventi dannosi

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ANALISI DEL RISCHIO

Le fasi dellanalisi del rischio

IDENTIFICAZIONE DELLE FONTI DI PERICOLO

IDENTIFICAZIONE DELLE PERSONE ESPOSTE

VALUTAZIONE DEI RISCHI

DEFINIZIONE DEI LIVELLI DI ACCETTABILITA

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ANALISI DEL RISCHIO

Identificazione delle fonti di pericolo e delle persone esposte

Raccolta organizzata e strutturata di dati ed informazioni


utili

Ispezioni ed analisi delle macchine, dei processi, delle


postazioni di lavoro, e dellorganizzazione del lavoro

Interviste formali ed informali con tutti coloro che possono


fornire informazioni utili

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ANALISI DEL RISCHIO

Tecniche e strumenti di identificazione: le check list

Elenco strutturato di quesiti finalizzato alla


ricognizione sia delle fonti di pericolo presenti
negli ambienti di lavoro che delle persone esposte

Non risultano esaustive per lanalisi


dellinterazione tra diversi fattori di rischio

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Fabio De Felice

LA VALUTAZIONE DEI RISCHI

La valutazione dei rischi non pu e non deve


essere una mera elencazione di fonti di
pericolo, ma dovr essere condotta seguendo
precisi criteri tecnici e metodologici

E necessaria, dunque, unadeguata


competenza tecnico-professionale

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LA VALUTAZIONE DEI RISCHI

Finalizzata alla stima dellentit dei fattori di


rischio in termini di:
Probabilit o frequenza di un evento dannoso
Magnitudo delle conseguenze

Basata sul giudizio esperto legato a:


Grado di conoscenza
Qualit delle informazioni
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LA VALUTAZIONE DEI RISCHI

Obiettivi
Stimare lentit dei rischi
Definizione dei criteri di accettabilit
Definizione delle priorit di intervento

FASE DECISIONALE
Programmazione degli interventi di prevenzione
Programmazione degli interventi di protezione
Programmazione delle verifiche dei rischi residui
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Fabio De Felice

LA VALUTAZIONE DEI RISCHI

R = f(F, M)

dove:
R = entit del rischio
F = frequenza del verificarsi dellevento dannoso
M = magnitudo delle conseguenze

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Fabio De Felice

LA VALUTAZIONE DEI RISCHI

Probabilit
Probabilit

Magnitudo Magnitudo

R = f (M, F)
R1 = livello di rischio accettabile
R1 < R2 < R3

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LA VALUTAZIONE DEI RISCHI

Definizione delle scale semiqualitative

PROBABILITA MAGNITUDO
Bassissima Trascurabile
Medio Bassa Modesta
Medio-Alta Notevole
Elevata Ingente

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Fabio De Felice

LA VALUTAZIONE DEI RISCHI

Prevenzione:
Insieme delle misure di sicurezza atte ad impedire
il verificarsi di eventi dannosi
Un intervento di prevenzione riduce la probabilit di
accadimento

Protezione:
Insieme delle misure di sicurezza atte alla
minimizzazione del danno, nel momento in cui si
verifica levento
Un intervento di protezione riduce la magnitudo

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Fabio De Felice

LA VALUTAZIONE DEI RISCHI

Probabilit

Elevata

Protezione
Medio-alta
Prevenzione

Medio-bassa

Bassissima
Magnitudo
Trascurabile Modesto Notevole Ingente

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