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Ovunque esponenziali

Avete mai sentito dire, nei salotti buoni pieni di saccenti, “ad andamento esponenziale” o “una
approssimazione esponenziale”? Gli studi scientifici sono sempre pieni di grafici di questo tipo:
10 10

9 9

8 8

7 7

6 6

5 5

4 4

3 3

2 2

1 1

0 0
0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50

Perchè è sempre presente la parolina “esponenziale”, perché non “parabolico” o “lineare” o


“dritto?” perché non qualcosa del genere?
10 10

9 9

8 8

7 7

6 6

5 5

4 4

3 3

2 2

1 1

0 0
0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50

Ok, solitamente il termine “esponenziale” causa delle immediate gastriti con potenti eruttazioni,
però vorrei tentare di spiegare perché l’andamento esponenziale sia così comune nel mondo reale
(ci provo eh… non è detto che mi riesca). Dato che i pesi sono un sottoinsieme del mondo, i
comportamenti esponenziali ce li becchiamo anche noi.
Una strategia tipica dell’essere umano è “più sono lontano da ciò che voglio e più velocemente mi
muovo per tentare di ottenerlo”, potremmo definirla la Strategia dell’impegno”. Ok, è solo uno dei
comportamenti tipici, un altro è “più sono lontano da ciò che voglio, meno mi interessa”, la
Strategia della volpe e dell’uva o come dicono alla NASA, Fox and Grape Strategy.
Il primo comportamento è plausibile, non trovate?
 Più sono vicino ad un pericolo e più velocemente scappo
 Più il mio cuore deve pompare sangue e più velocemente le pulsazioni si incrementano
 Più sono insoddisfatto di me stesso e più agisco per cambiare
 Più il mio sangue è pieno di zuccheri e più insulina verrà immessa
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Alcuni esempi sono delle forzature, però il concetto è che più è elevata la differenza fra lo stato
attuale e lo stato desiderato e più elevata sarà la “velocità” per raggiungerlo.
Uso un linguaggio più formale: in tutti questi esempi è possibile determinare una grandezza
controllante e una grandezza controllata:
 E’ il livello di pericolo che controlla la mia azione
 E’ lo sforzo che devo compiere che controlla il mio battito cardiaco
 E’ la mia insoddisfazione che controlla le mie azioni in palestra
 E’ il livello di zuccheri che controlla il livello di insulina
La grandezza controllante varia, di conseguenza varia la grandezza controllata con una “velocità”
proporzionale alla differenza fra le due.
Con molta fantasia chiamo la grandezza controllante x e quella controllata y e provo a scrivere
quello che abbiamo detto in maniera un po’ (ma solo un po’) più formale:

velocità di x   y  x 
Lo strano simbolo nel mezzo significa “è proporzionale a”, (y-x) è la differenza fra controllante e
controllata, la distanza fra le due. La velocità di x è “quanto varia x nel tempo”.
Un esempio pratico di come si genera dentro di voi una curva esponenziale: supponiamo che siete al
PC a fare qualcosa di particolarmente intelligente come guardare YouTube, di colpo vi schiantano
in un rack costringendovi ad una bellissima serie di squat 1x20 altrimenti rapiscono vostra moglie.
(ok, l’esempio con la moglie non regge perché voi stareste immobili… poiché siamo tutti italiani
medi, diciamo che vi impediscono di guardare il calcio per un anno)

!!

Pulsazioni richieste

t
Per sopravvivere all’evento è richiesto che il vostro cuore innalzi quanto più velocemente possibile
le proprie pulsazioni.

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Se volessimo fare un bel grafic, l’andamento delle pulsazioni richieste sarebbe un bel gradino come
nel disegno precedente, a significare “variazione istantanea”, da attività fisica prossima simile a
quella di una salma a attività fisica spasmodica. Ok, ma il vostro cuore ha un suo tempo di reazione!

Pulsazioni richieste - Pr

Differenza Pr-Pa

t0 Pulsazioni attuali - Pa t
Come piace ai matematici, lo squat 1x20 inizia al tempo t0: le pulsazioni attuali non sono di certo al
livello di quelle richieste, pertanto la differenza Pr-Pa è molto elevata e il cuore inizierà a variare
molto rapidamente le sue pulsazioni.

Pulsazioni richieste - Pr

Differenza Pr-Pa

t0 t1 Pulsazioni attuali - Pa t
All’istante t1 il cuore ha così innalzato di un bel po’ le sue pulsazioni: le pulsazioni sono aumentate
di parecchio, la differenza fra pulsazioni richieste ed attuali diminuisce. La variazione delle
pulsazioni sarà pertanto minore rispetto al caso precedente, perché già una bella variazione c’è stata.

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Pulsazioni richieste - Pr

Differenza Pr-Pa

t0 t1 t2 Pulsazioni attuali - Pa t
Il cuore ha aumentato ancora le sue pulsazioni, diminuendo di conseguenza ancora la differenza fra
quelle richieste e quelle attuali.

Pulsazioni richieste - Pr

Differenza Pr-Pa

t0 t1 t2 t3 Pulsazioni attuali - Pa t
A questo punto il giochetto è chiaro: più il cuore si avvicina alle pulsazioni richieste e meno
rapidamente varierà le sue pulsazioni attuali, decrementando la velocità con cui queste crescono.
Proseguendo nel tempo, il risultato finale è il seguente:
Ad un certo punto il cuore raggiunge le pulsazioni richieste per l’attività e non ci saranno più
variazioni, come nel disegno seguente. La curva con cui il cuore innalza le sue pulsazioni è una
curva esponenziale!
Le pulsazioni iniziali e quelle finali rappresentano i due stati di equilibrio del sistema-cuore, prima
e dopo una perturbazione esterna, l’esercizio imposto. Il cuore non può passare da uno stato
all’altro in un tempo nullo, perché devono mettersi in atto delle reazioni fisico-chimiche che
richiedono un certo tempo e, per quanto ridotto, questo tempo non può essere zero.
Il passaggio da uno stato all’altro è graduale, con una curva che raccorda i livelli dei due stati: per
come è stata definita la legge di variazione, questa curva è proprio una esponenziale. Le curve
esponenziali rappresentano pertanto la lentezza con cui si passa da uno stato d’equilibrio ad un
altro.

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Pulsazioni attuali =
Pulsazioni richieste

t0 t1 t2 t3 t4 t
Poiché il corpo umano cerca sempre un equilibrio interno rispetto alle variazioni esterne, le
esponenziali fanno sempre capolino poiché rappresentano la “forma” con cui l’organismo reagisce
all’ambiente. Possiamo anche dire che ogni volta che ci imbattiamo in una esponenziale, questa
testimonia la volontà del corpo umano di adattarsi quanto più velocemente possibile agli stimoli
esterni.
Questo è il motivo per cui le esponenziali ce le troviamo sempre fra i coglioni ah ah ah.
------ O -----
Ok, l’articolo finisce qua, ho inserito solo una formulaccia. Per i più temerari, tentiamo di inserire
un po’di matematichese per descrivere l’esponenziale relativa ai battiti del cuore: come in figura, Pr
è il valore delle pulsazioni finali, Pa il valore delle pulsazioni al momento. Poiché Pr e Pa sono
scritture “brutte” (come è “brutto” uno schema tipo panca 5x7, il 7 è un numero “brutto”…), le
chiamerò Pfin e p

p   p fin  p 
d
dt
Et voilà, ho sostituito la scritta “velocità di x” della precedente formula con una frazione che si
legge come “la variazione rispetto al tempo” di p, cioè “quanto p varia nel tempo” o, in altre parole,
la velocità di p”.

Tutti sappiamo che la variazione dello spazio rispetto al tempo è una velocità: per calcolare la
velocità media di un viaggio dividiamo la distanza percorsa (differenza fra Km finali meno Km
iniziali) per il tempo richiesto (differenza fra ora d’arrivo e ora di partenza).
La grandezza è lo spazio, ma in generale è possibile definire una velocità per qualsiasi grandezza:
nel nostro esempio, le pulsazioni al minuto sono la velocità con cui il cuore pulsa!

dp
 Ap fin  Bp
dt
I matematici fanno un po’ di magie, la p va accanto alla d, il simbolino non piace e viene messo un
“=” e le lettere A e B sono parametri ma per quello che ci riguarda sono solo dettagli.

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Questa formula ha un “=” fra due termini, è una uguaglianza, una equazione. Il termine a sinistra è
un rapporto di differenze: le “d” indicano la variazione di x rispetto alla variazione di t o, meglio, la
differenza di x rispetto alla differenza di t. Chiamo la differenza come differenziale… abbiamo
ottenuto una bella equazione differenziale!
Le equazioni differenziali sono un modo compatto per condensare tutto quello che abbiamo detto a
parole, e rappresentano la legge del fenomeno osservato.
Non fatevi fregare da queste formule e dai grafici, non pensiate che sia chissà quale genio: Laplace,
Lagrange, Newton, Leibnitz si stanno rivoltando nelle tombe e se secoli fa avessero saputo che tutto
il loro lavoro sarebbe stato massacrato in questo modo avrebbero fatto i porchettari invece che gli
scienziati. Con tutto il rispetto per i porchettari che creano uno dei migliori integratori, una
preziosissima fonte di whey e caseine a lento rilascio, ottima per il pre-nanna.
Ringrazio Carlo che mi ha fatto notare, con una e-mail molto discreta, che avevo fatto un errore
veramente grossolano :-) con una y di troppo.
"Eh ma è solo una y...". Vero, ma è LA y che fa la differenza. Mi ricordo all'Uni di un tizio che
diceva che il prof di Analisi 2 era uno stronzo: "ho sbagliato un 1 con un -1 e mi ha dato zero
nell'esercizio!". Peccato che l'esercizio consistesse nel determinare se il risultato finale di una serie
di passaggi fosse stato 1 o -1...