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PH Attack - alimentazione acida e alcalinizza-

zione della dieta


Avete mai visto Art Attack, quel programma per bambini dove insegnano a fare tutte quelle cosette di carta e
colla, che poi vostra figlia le vuole rifare? Peccato che in televisione per fare la valigia di cartapesta ci metto-
no 2 minuti, a voi servono 3 ore con la casa tutta imbrattata. Bene, in questo articolo si parlerà di attività di
bricolage per grandi.

Occorrente: cartina tornasole, bicarbonato, carta, penna, colla vinilica. No no, questa no no ah ah ah, però
dovete coprire la marca del bicarbonato, come fanno in Art Attack con i pennarelli.

In questo periodo sono stato molto colpito da certi articoli che riguardano l’alcalinizzazione della dieta. Alca-
linizzazione. Ricordatevi questa parola, perchè a mio avviso sarà il tormentone del 2008. Potete fare un po’
di ricerche su Internet, io vi racconto quello che ho capito. In più, vi illustrerò una serie di prove e di risultati
che ho fatto, e vorrei un vostro parere.

Siamo tutti acidi

Il succo del discorso che ho capito è che la nostra alimentazione è prevalentemente acida. I cibi che man-
giamo sono, nell’alimentazione dell’uomo occidentale, acidi. Carne, cereali, latticini, tutti alimenti che produ-
cono scorie acide dalla loro digestione. Il corpo deve controbilanciare questa situazione per rimanere in equi-
librio. L’acidità perciò porta a una valanga di disturbi quali la demineralizzazione delle ossa, osteoporosi, ar-
trosi, mialgie, alitosi, irritabilità, diabete e così via. Pensate ad un disturbo, quello c’è nell’elenco, garantito.
Rimedio: alcalinizzare, cioè neutralizzare l’acidosi. Questo con la dieta o con appositi prodotti.

Ci sono poi teorie che partono dall’uomo primitivo per far vedere che allora questo problema non c’era, per-
chè anche se mangiavano un sacco di carne (acida), l’acqua era alcalina, c’erano le verdure alcaline e per-
ciò l’acidità era combattuta efficacemente.

Continuando in campo sportivo, gli allenamenti creano un ambiente acido che porta a stanchezza, infortuni,
perciò il metodo migliore per allenarsi è composto da allenamenti intensi ma rarefatti, che sono in linea con
quanto l’uomo primitivo faceva: caccia (attività intensa ma di breve durata) e riposo o spostamenti (attività a
basso impatto anche se prolungata).

Bene. Questo è lo scenario. Che è terrificante. Perchè se andate a leggere quello che vi rende acidi, sembra
impossibile non essere stati corrosi da quel dì, dato che sono presenti TUTTI gli alimenti che normalmente
vengono utilizzati. Devo dire che, sì, ho vacillato leggendo queste cose. Cazzo… io mangio proteine, carboi-
drati, in quantità, mi sono preoccupato. Avvicinandomi ai 40, comincio ad essere sensibili a tutto quanto ri-
guarda il "benessere", probabilmente perchè mi sto rincoglionendo e cerco di mantenermi giovane e bello.
Mi immagino a 50, quando lampadato e con i capelli tinti, un giubbotto stile Top Gun per andare a prendere
mia figlia a scuola e fare colpo sulle compagne. Quando questo succederà, siete autorizzati ad abbattermi
sul posto con la pistola che si usa per uccidere le vacche da macellare, dato che l’encefalite spongiforme mi
avrà spappolato il cervello.

Pur essendo sempre scettico di fronte a certe teorie, questa volta c’era la possibilità di verificare sul campo
quello che succedeva.

So che volete risultati, cose pratiche, ma, mi spiace, un minimo di teoria è necessaria. Non è necessario sa-
pere le nozioni di Chimica Uno, ma se non si vuole credere agli alieni (che esistono nella vastità
dell’Universo) tenuti prigionieri nell’Area 51 (impossibile o quanto meno altamente improbabile) è utile cono-
scere due o tre cosette.

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La pallosa, pallosissima teoria

Cerchiamo di essere pratici, anche a costo di perdere un po’ di rigorosità.

Intanto, cosa si intende per "acido"? Un acido è una sostanza che sciolta in acqua produce ioni H+. Lascia-
mo stare cosa sia uno ione, diciamo che uno ione H+ è una sostanza che è capace di legarsi ad altre so-
stanze, trasformandole. In altre parole, gli ioni H+ sono quelle cosette che hanno potere corrosivo, che at-
taccano le sostanze quali la vostra ciccia. Più ioni H+ ci sono, più la sostanza è acida, più in qualche manie-
ra è "pericolosa".

Questa definizione che farebbe rabbrividire un chimico è però quella che ci serve, e che è in linea con il sen-
so comune che diamo alla parola "acido". Ci sono però altre sostanze, denominate "basi" che liberano sciol-
te nell’acqua degli ioni OH-., Anche gli ioni OH- sono aggressivi allo stesso modo degli ioni H+, e più che ne
sono e più la base è aggressiva.

Tanto per dire, l’acido solforico è pericoloso, ma lo è anche la soda caustica (o idrossido di sodio) anche se
non è di certo un acido ma una base. Se in acqua si disciolgono tanti ioni H+ quanti ioni OH-, questi si neu-
tralizzano. Ricordarsi di questa cosa che sarà importante in seguito.

Un altro aspetto importante è che l’acidità (o la basicità, detta anche alcalinità) di una soluzione (cioè di ac-
qua con una sostanza disciolta dentro) può essere determinata misurando il livello degli ioni H+ presenti. La
scala di misura dell’acidità prende il nome di pH.

Il pH è un numero che varia da 1 (molto acido) a 14 (molto basico), e 7 è la neutralità. Non addentriamoci nei
particolari quali ad esempio che il pH è una scala logaritmica e sappiamo tutti che la parola logaritmo provo-
ca ricordi ansiogeni e aerofagici delle scuole superiori. Non sia mai che voglia farvi stare male, già che mi
leggete…

Se c’è una scala e la sappiamo interpretare, c’è sicuramente uno strumento per misurare questa scala. Nel
nostro caso, lo strumento è anche economico, perchè si chiama cartina tornasole: una strisciolina gialla che,
immersa in una soluzione, cambia colore a seconda dell’acidità presente. Confrontando il colore con una
apposita scala colorata di riferimento, è possibile conoscere il pH della soluzione stessa.

A questo punto abbiamo una scala di confronto oggettiva. Non come tante volte succede che i riferimenti
sono "mi sento bene", "mi sento pompato", "mi sento più brillante". Perciò se c’è una scala, quello che è im-
portante è avere quella che chiamo "sensibilità numerica": riuscire a gestire questa scala avendo un’idea del-
la corrispondenza fra i numeri e la realtà che quei numeri vorrebbero rappresentare.

 L’acqua distillata ha pH pari a 7, cioè è neutra


 Un bicchiere pieno di bicarbonato di sodio che non si scioglie ha pH di 8 o poco più
 L’aceto ha pH pari a poco meno di 3
 Il succo d’arancia fresca ha pH pari a circa 3

Da questa infima tabellina si dovrebbe capire che il valore di pH pari a 3 del succo d’arancia fa si che 3 sia
un valore di acidità che possiamo definire debole, e quello del bicarbonato un valore di alcalinità ancora più
debole. Se volete una sostanza veramente ma veramente acida, prendete lo sgorgatore liquido per il cesso.
Quello ha un pH che è sotto 1 e vicino a zero. Non ridete: abbiamo messo la cartina tornasole anche dentro
questa roba, misurando un bel fuori scala color rosso fuoco (meno di 1, cioè) prima che la cartina stessa si
disciogliesse letteralmente.

Vi dico tutto questo perchè il pH è un sistema di misura (proprio perchè logaritmico) che non segue il senso
comune, lineare. Fra 1 e 3 c’è un abisso rispetto a quanto c’è fra 3 e 5, anche se la differenza è sempre di
+2. Attenti, perciò: soluzioni che oscillano fra 5 e 8 sono sempre vicino alla neutralità o debolmente aci-
de/basiche. Ma… ne riparleremo a tempo debito.

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Il pH urinario

Il nostro corpo ha la capacità di adattarsi all’ambiente, mantenendo la sua condizione omeostatica, cioè di
equilibrio. Un esempio classico è che a fronte di oscillazioni di temperatura esterna, il corpo cerca di mante-
nere costante quella interna. Ma è così anche per la glicemia, tramite l’insulina: indipendentemente da quanti
zuccheri spariamo nel sangue con i cibi, ci sono dei meccanismi che tendono a rendere costante il valore
della concentrazione di questi. Quando non funzionano si ha il diabete.

Il quantitativo di sostanze disciolte nel sangue genera un valore del pH che deve rimanere assolutamente
stabile per la sopravvivenza dell’organismo. Questo valore oscilla fra 7.35 e 7.45, sotto 7.1 e sopra 7.8 si
hanno gravissimi disturbi, se non la morte. Si capisce pertanto che il pH dl sangue è un parametro assolu-
tamente vitale.

Come sempre succede, se qualcosa deve rimanere costante a fronte di variazioni ambientali rilevanti, altri
parametri devono variare in un complicato quanto affascinante sistema di retroazioni.

Con l’alimentazione noi inondiamo il sangue dei prodotti digeriti dagli alimenti. Nella nostra dieta gli alimenti
che mangiamo sono quasi sempre acidi dato che le verdure alcaline non sono poi molto presenti (semplifico,
questo è comunque il senso): mediamente, mangiamo poche verdure. Questo eccesso di acidità viene com-
pensato in vari modi, complessi.

Anche l’attività fisica crea un ambiente acido. Mi raccomando, per "attività fisica" non intendo sempre e solo
le quattro cazzate che facciamo in palestra e di cui ci gloriamo, ma intendo anche fare il muratore, il brac-
ciante, il manovale, il ciclista, il podista. Tenetelo a mente. Perciò, l’acidosi piuttosto che l’alcalosi è la nor-
malità.

Non voglio dare sfoggio della cultura che non ho, nè voglio fare il saccente copiando da wikipedia. Però alla
fine uno dei modi di controllo del pH è a carico del sistema renale, da cui l’analisi del pH urinario.

Immaginatevi una vasca senza tappo sul fondo. Vogliamo mantenere costante il livello d’acqua, che rappre-
senta il pH del sangue. Più acqua immetto, più ne deve uscire. Più acida è la nostra dieta, più acida è la no-
stra urina.In pratica, ed è quello che a noi interessa, l’acidità dell’urina è un efficace metodo di controllo
dell’acidità della nostra dieta e di quanto il nostro organismo sia intento a combattere questa acidità.

Più l’urina è acida, più la nostra dieta è sbilanciata, più il corpo "soffre" per mantenere l’equilibrio. Come
comportamento limite, il corpo attinge ai minerali delle ossa per prelevare dei fosfati, cioè delle sostanze ba-
siche per discioglierle nel sangue e controbilanciare le sostanze acide. Perciò osteoporosi e tutto il resto.

Punto fondamentale, che ribadisco: noi misuriamo il pH della pipì perchè questo è correlato a quello del
sangue, che a sua volta è correlato con quello della nostra dieta. Correliamo, cioè, la qualità della nostra die-
ta al valore del pH, stabilendo che più il pH è acido, più la nostra dieta è sbagliata. Perciò, correggo la dieta,
se il pH sale, sto operando bene, altrimenti no. Vedremo, alla fine, un sorprendente risultato.

Valori di riferimento del pH urinario

Ai nostri fini, il valore del pH è la chiave di analisi e misurazione. E’ a questo punto necessario stabilire un
intervallo di normalità dei valori del pH urinario. Perchè tutto si gioca su questo intervallo. Il pH urinario varia
nell’arco della giornata, e oscilla fra dei valori di poco meno di 5 e poco più di 7. A seconda delle fonti, sono
ritenuti normali valori fra 5 e 8, fra 4.5 e 8.5, fra 5.5 e 7.5. Ottimali fra 6 e 7, fra 6.4 e 6.8. Insomma, il range
di variazione è quanto mai elevato.

E’ interessante notare come i fautori delle diete a controllo del pH esibiscano valori di normalità che sono fra
7 7.5 o fra 6.5 e 7.5. Un range, cioè, molto più ristretto o addirittura spostato rispetto ai valori considerati
normalmente ottimali. In altre parole, si asserisce che i valori ottimali per il pH urinario sono quelli più vicini
possibili a quelli del sangue.

Per correttezza, prendetevi i valori di riferimento dell’analisi delle urine perchè quelli, di sicuro, sono da con-
siderarsi ufficiali e veritieri, se non altro se andate dal dottore. E’ importante sottolineare che il pH è sola-

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mente un parametro, per quanto importante, di un quadro dove intervengono innumerevoli variabili legate in
maniera molto complessa.

Ho trovato infatti delle tabelline dove si dicevano cose che suonavano così: valore ottimale del pH pari a 6.5,
sotto 6.5 acidosi, sopra alcalosi. Causa dell’acidosi, dieta proteica, infezioni batteriche. Causa dell’alcalosi,
dieta a base di verdure, infezioni batteriche. Batteri. Sia sopra che sotto. In un’altro caso c’era scritto che un
pH pari a 7-8 è dovuto ad una dieta ricca di verdure o al morbo di Cushing (mi sembra, comunque era una
malattia assurda). Verdure o malattia terrificante.

Quando le indicazioni sono così eterogenee non è che i dottori sono impazziti, ma semplicemente che il pH
non è un parametro di giudizio completo e va inquadrato all’interno di una analisi più ampia. Mi sembra ra-
gionevole affermare che se il pH del vostro piscio (eh eh eh) è 7 ma è tutto torbido con striature rosse, se vi
sono una valanga di globuli bianchi, forse è bene preoccuparsi anche se il pH va bene.

E’ anche importante il tempo che il pH è stazionario a livello di acidità. In caso di calcoli renali il pH è costan-
temente nell’ordine di 5 o meno. Ma 5 lo potete avere, per due o tre ore, anche se vi fate una strippata di
brutto ad un matrimonio, senza per questo avere i calcoli renali…

Problemi reali o terrorismo psicologico?

Permettetemi una considerazione, per quello che vale. A fronte delle informazioni teoriche, il grande pubbli-
co manca della capacità di contestualizzazione di queste. Se non addirittura manca dei dati di riferimento. In
questo scenario è facile inculcare fobie nella testa della gente: una teoria plausibile che enfatizza un aspetto
importante ma non esaustivo, ma capace di instillare "paura" nell’ascoltatore, per provocare una reazione.
L’alimentazione è acida (vero) infatti il pH dell’urina è acido (vero) e fuori dai valori ottimali (scala spostata o
ristretta rispetto alla normalità), perciò… problemi. Soluzioni: dieta alcalinizzante o prodotti alcalinizzanti.

Non è che sia falso che una acidosi continua non abbia un effetto sul nostro corpo, non è che questi effetti
non ci siano, non è che sono tutte cazzate, ma è da vedere SE NOI siamo in acidosi. Tutto si basa sulla do-
manda: è rilevante tutto ciò PER ME? Se è vero che mangiamo di fatto "male", allora io devo o meno ricorre-
re ai ripari? Per rispondere a questa domanda è necessario fare quello che non fa mai nessuno, per man-
canza di informazioni, per mancanza di conoscenza, per pigrizia. Si tratta di misurare il proprio pH urinario.
Semplice, lineare, cristallino: non ci si cura se non si è malati. Una volta che c’è questa possibilità, perchè
non sfruttarla?

Ma quanti di voi conoscono il valore del proprio pH urinario? Se non avete idea, il fatto che mangiate un sac-
co di carbo e un sacco di carne e zero verdure, vi spaventerà. Voi, come è successo a me. Allo stesso tem-
po, prendere perchè "si pensa che faccia bene" un prodotto alcalinizzante è assolutamente privo di senso, o
mangiare "un sacco di verdura perchè fa bene" può essere una scelta non ottimale perchè "un sacco" va
quantificato e più che altro va visto se ci sono effetti positivi.

Il diabolico esperimento

Pertanto, senza stare tanto a discutere, mi sono armato di un rotolino di cartina tornasole (con 15 euro in
farmacia, potete misurare centinaia di pipì, altro che stick ah ah ah, scusate, non ce l’ho fatta…)

Voglio chiarire anche se lo sapete, che non considero questo uno "studio", una "statistica", nè voglio esten-
dere i risultati a voi o generalizzarli in alcun modo. E’ una esperienza, e basta. Potete rifarla da voi e trarre le
vostre conclusioni.

Per una settimana ogni volta che sono andato al bagno, fossi stato a casa, al lavoro, in treno, dai miei, dai
miei suoceri, dai miei amici, al bar, mi sono portato dietro la cartina tornasole e un bicchierino e ho misurato
il pH, come una specie di scienziato pervertito. Quando ho parlato di questa idea a mia moglie mi ha guarda-
to in maniera diversa dal solito. Normalmente, quando descrivo le mie trovate, devo subire quello sguardo di
disprezzo misto a disgusto, ma stavolta ho visto nei suoi occhi la paura, come se avesse di fronte un serial
killer pronto a colpire.

In più, mia figlia si è dimostrata entusiasta di partecipare all’esperimento (bicchierini, cartine, fogliolini… co-
me non essere ipnoticamente rapita…), e la mattina e la sera anche lei faceva il test e devo dire che ci sia-

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mo proprio divertiti. A 9 anni mia figlia adesso sa determinare il pH di una soluzione, dato che abbiamo mes-
so la cartina tornasole praticamente dentro tutto quello che di liquido era presente in casa. Mitico!!! Sicura-
mente questa esperienza le permetterà da grande di fare la velina e di sposare un calciatore, in modo da
permettere al suo babbo di andare in pensione prima del tempo per dedicarsi ai pesi… Quando ho detto a
mia moglie quello che facevamo, è scoppiata in lacrime. "Oh mio Dio, lei è come te, lei è come te…"

Il kit PH

Oltre ad esserci divertiti, i dati di mia figlia si sono rivelati preziosissimi, come vedremo. Tengo a precisare
che non è mia intenzione considerare tutto questo uno "studio" o una "statistica". E’ solo una prova, un gio-
co. Non ha valore, se non che potere rifarlo voi stessi, cosa che vi consiglio caldamente di fare.

L’urina è stata raccolta come se si dovesse mettere nella provetta per l’analisi, non ci siamo preoccupati del
primo o del secondo getto o di altre cose del genere.

Prima parte dei risultati

Risultati prima parte dell’esperimento (scaricate la tabella perchè è stata rimpicciolita)

Ho riportato il valore del pH nelle varie misurazioni. Cosiderate che la lettura del valore avviente tramite il
confronto con una scala colorata, a intervalli di colore corrispondenti a 1 unità di pH, perciò non è che potete
sperare di essere precisi al decimale. Quando trovate la scritta 6-7 ciò significa che il colore era più vicino a
6 che a 7, mentre 7-6 l’esatto contrario. Un solo numero indica che ho avuto la sicurezza di aver associato
univocamente il colore della misura a quello della scala. In tutti i modi, la lettura è stata fatta sempre da me
medesimo, perciò se c’è errore, questo si ripercuote su tutti i risultati, uniformemente.

Dato che qualunque misurazione del pH urinario la farete eventualemente così, sappiate che c’è un errore di
misura di mezzo punto se usate la stessa scala che ho usato io.

Come note aggiuntive:

 Il sabato ho fatto l’allenamento di panca e di squat, che mi demolisce molto (acidificante?)


 La domenica mattina ho fatto un’ora di cyclette cercando di battere il mio record sull’ora, che non vi
dico quanto è perchè è vergognosamente scarso, ma di certo mi sono impegnato.

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 Il martedì ho fatto l’allenamento di stacco, molto intenso
 Il mercoledì 45′ di cyclette ad un passo per me molto forte
 Il giovedì ho fatto l’allenamento per la parte superiore del corpo, non impegnativo di testa
 Il lunedì ho provato a bere tantissimo per abbassare il pH, poi non l’ho più rifatto perchè stavo per
scoppiare.
 Durante i giorni lavorativi faccio 2 spuntini disgustosi a base di proteine (in polvere o del salmone),
yoghurt, crema di riso e latte, per circa 500Kcal a botta (oltre che alla colazione cornetto e cappucci-
no e il pasto completo con tutto il ticket)
 Nella mia dieta evito formaggi e latticini in generale, condimenti, bevande gassate, dolci e junk food
 Mangio molta carne, pasta, limoncello tutte le sere, una volta a settimana pizza con i colleghi, una
volta al mese o più McDonald o ristorante cinese, nel fine settimana mangio sicuramente meno calo-
rie ma più strippate di cibo dai miei o dai miei suoceri
 Sono 175cm per 83-84Kg a circa il 10% di grasso corporeo, mi alleno regolarmente da una vita
 Serio, discreto, automunito, posso ospitare (no, questo è per l’altro articolo…)

Ok, i risultati secondo voi come sono? Buoni, cattivi… a mio avviso non c’è una grande differenza nel pH
quando mi alleno (e io, mi alleno) rispetto a quando non mi alleno. Il mio pH è all’interno delle fasce "normali"
o quanto meno il sistema di misurazione non mi permette di evidenziare oscillazioni dovute a miei compor-
tamenti, alimentari e nell’ allenamento. A pedate, si nota una ciclicità del pH durante il giorno, con una fase
calante in tarda mattinata-primo pomeriggio per risalire la sera.

A questo punto per la medicina classica io sono a posto, nel senso che il mio pH è nella norma, fra 6 e 7 es-
senzialmente, con qualche puntatina verso il 5. Considerate che solitamente la misurazione è solo del pH
mattutino o mattutino e serale, di certo non si va ad analizzare durante la giornata. A maggior ragione, es-
sendo sempre fra 6 e 7, sono assolutamente nella media. Perciò il pH non fornisce informazioni aggiuntive
sul mio stato di salute, nel senso che non posso di certo sapere se il mio colesterolo è buono, se ho un pro-
blema alla prostata, se il mio cuore ha bisogno o meno di qualche bypass.

I fautori del fattore pH potrebbero però avere da ridire, dato che sono tendenzialmente acido e il mio pH po-
trebbe essere nella norma statistica ma non ottimale. Dovrei, cioè, agire.

Leggiamo i dati relativi a mia figlia. Ho evidenziato con lo stesso colore le letture corrispondenti dei miei dati
e dei suoi relative alle prime e alle ultime urine giornaliere. Mia figlia è leggermente meno acida di me, ma
leggermente. Se consideriamo l’errore strumentale, possiamo dire che c’è un buon accordo (ditelo se non vi
tornano queste mie conclusioni, se sono un cialtrone o un coglione).

Mia figlia è una bambina come ce ne sono tante: peso e altezza che seguono la curva di crescita entro la fa-
scia di +-5 percentili nella media, non è obesa o in sovrappeso, fa moto come tutti i bambini della sua età,
guarda la televisione, va a scuola, mangia quello che mangiano tutti. Siamo fortunati perchè non essendo
golosa è facile non farle bere bibite e non farle mangiare snack e chicchi vari. Ma anche lei si mangia i suoi
cereali e le sue merendine, perchè i cereali le piacciono e la mattina in cartella nella fretta si fa prima a fic-
cargli dentro una merendina. Non crediamo di essere dei pazzi o degli irresponsabili, e vedo che come noi
ce ne sono tanti. Penso che nella nostra famiglia accada quello che accade nelle vostre: c’è un pazzo che fa
esperimenti assurdi, ma poi il resto segue la media della popolazione italiana, con regole di buon senso.

I dottori non ci capiscono un (beep), ah se fosse per me….

Questi dati mi fanno venire in mente una serie di considerazioni di cui vi voglio rendere partecipi. Mi sono
rotto di sentire discorsi della serie "i dottori non ci capiscono niente, i dottori sono fermi all’età della pietra, i
dottori dicono sempre le stesse cose", affermazioni tuonate da internet sui dietologi, sulle diete… quasi
sempre da chi non è dottore, non è dietologo, non ha assolutamente titoli per parlare.

Lo so anche io che i dottori sono esseri umani, che sbagliano, che molti sono presuntuosi, che c’è la casta,
che ci sono le lobby, che ci sono interessi, che molti non si aggiornano. Lo so anche io che fanno degli arro-
sti allucinanti e che prima di farmi operare a Vibo Valentia preferirei schiacciarmi in bocca una capsula di
cianuro.

Però, ricordiamoci anche un punto importante. Un medico ha una responsabilità. Morale e legale. Scrivendo
qualcosa su una ricetta si rende responsabile della salute del suo paziente. E’ facile, cioè, urlare e sbraitare.

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Vorrei vedere gli stessi con la penna in mano a prescrivere invece che antibiotici qualche alga marina orien-
tale per tutti e per tutte le patologie. Facile a decantarne le lodi lette su qualche studio, senza la responsabili-
tà del paziente da seguire, ben più difficile è prendersi la responsabilità di agire secondo quello che si dice.

Responsabilità. Se non c’è, sono tutti bravi a dare buoni consigli e a portare studi avvenieristici. Se c’è la re-
sponsabilità, è doveroso anche, prima di cambiare strada, basarsi su quelle che si reputano delle certezze
consolidate.

Torniamo a noi.

Poichè il pH è quasi lo stesso fra me e mia figlia, se il mio è regolare, lo è anche il suo, ma se il mio non va
bene, nemmeno il suo è regolare. Se il mio pH non fosse ottimale come quelli che dicono che dovrebbe es-
sere fra 7 e 7.5, non lo sarebbe nemmeno quello di mia figlia, cioè dovrei "curare" in qualche modo mia figlia.

Ora: fino a che si tratta di me io sono sempre pronto alle novità. Posso anche pensare che il mio pH sia erra-
to e che i dietologi ufficiali che parlano di dieta mediterranea a base di pizza stiano sbagliando, posso anche
pensare che i cereali siano dannosi e acidi. Posso prendere un alcalinizzatore, posso eliminare degli alimen-
ti. Posso anche dire che i dottori non ci capiscono una sega.

Ben diverso è dire che mia figlia ha un pH non ottimale, e che lei non deve mangiare più cereali e deve
prendersi un alcalinizzante perchè i dottori non ci capiscono la solita sega. Perchè mia figlia è mia figlia, non
si scherza con la sua salute. Prima di prendere decisioni del genere, io mi affido ad un medico che ritengo
comunque più competente di me. Perchè sono responsabile della sua salute. E allora le cose prendono una
piega del tutto diversa.

Attenti, perciò, quando sentite gli spara-sentenze. Non sono quasi mai medici, ma dei proclamati pionieri del-
le nuove conoscenze. Forse i dottori non si sbilanciano verso certe nuove scoperte perchè hanno interessi,
sono invidiosi, sono ottusi, oppure, forse, perchè sono responsabili verso i loro pazienti. Non so, fate voi.
Ma… attenti. Quando siete entusiasti per qualche nuovo ritrovato, pensate questo: "lo farei provare a mia
figlia?"

Conclusioni della prima parte dell’esperimento

Alla luce di questi 4 numeri in croce, io concludo che il mio pH fra 6 e 7 e qualche volta sotto 6 è ok, che non
devo mangiare cose strane per farlo variare, che non mi discioglierò nei miei acidi.

Il pH deve essere misurato per un po’ di giorni, e per diverse volte al giorno. Se pisciate sullo stick dopo
l’allenamento e leggete 5, non potete concludere NULLA.

Non significa però che io sia sano e che non stia facendo degli errori alimentari. Solo, il pH non è un para-
metro rilevante nella scelta dei cibi ottimali. Ben diverso sarebbe stato se avessi rilevato un pH un punto più
basso in tutte le misurazioni. Sebbene sempre nella fascia della normalità, avrei potuto ricavare che sicura-
mente c’è un eccesso di qualcosa di acido.

Perchè, come sempre, la teoria deve essere corredata dalla prova sperimentale, ed è per questo che insisto
alla morte sul fatto che voi sperimentiate. Dopo questa prova, mi sono molto tranquillizzato. Sinceramente,
pensavo di avere un pH compreso fra 5 e 6 fisso, con punte di 4.

pH 2 la vendetta - alcalinization for dummies

A questo punto ho provato a far salire il pH, inserendo degli alcalinizzatori. Ho optato per l’uso del bicarbona-
to di sodio, per tre motivi:

1. è economico, si trova ovunque. Mezzo chilo di bicarbonato costa 60 centesimi di euro. Funzionasse,
sarebbe un integratore praticamente gratis ah ah ah troppo bello per essere vero
2. inserisco un solo elemento nuovo, a parità di tutto. In questo modo posso variare una sola sostanza
e vedere il comportamento. Se avessi usato gli alimenti avrei avuto troppe variabili da controllare.
3. sono pigro, cambiare alimentazione mi stressa troppo

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Questa scelta ha portato a risultati a mio avviso sorprendenti, non tanto qualitativamente (si sa da una vita
che il bicarbonato ha questi effetti) quanto proprio quantitativamente.

Nella tabella ho riportato, oltre ai valori del pH, anche il quantitativo di bicarbonato preso. "Cuc" sta per "cuc-
chiaino", non per tesla, microSiemens/cm, kiloPascal, "colmo" sta per cucchiaino "riempito fino a che ce ne
sta sopra", "raso" invece sta per "riempito e poi eliminato l’eccesso agitando il cucchiaino".

Risultati seconda parte dell’esperimento (scaricate la tabella perchè è stata rimpicciolita)

Il pH è salito di un punto e oltre, e questo è il risultato che ci aspettavamo, ma vi voglio raccontare un po’
quello che è successo

Sabato mi sono allenato, per evitare brutte sorprese ho posticipato scaramanticamente al dopo training
l’inizio del test. Ho fatto panca e squat, centrando un risultato importante nel secondo, con un volume esat-
tamente doppio dell’allenamento della settimana prima da 10×1 a 10×2, e uno dei migliori mai fatti. Perciò,
sicuramente mi sono massacrato.

Non avendo mai e poi mai provato il bicarbonato in vita mia, ne ho messo un cucchiaino pieno in un bicchie-
re, e ho trangugiato il tutto. Un disgusto unico, quasi come bere l’acqua di mare. Ho messo il secondo cuc-
chiaio direttamente in bocca, e ho bevuto un sorso d’acqua. Ok, tollerabile.

Non avevo idea di quanto ne servisse, e allora, "per sicurezza, tanto non costa niente", ne ho presi altri 2
cucchiaini. Con 4 cucchiaini colmi la sera avevo un pH pari a 8 ah ah ah

Il post allenamento del giorno successivo allo squat mi vede sempre del tutto tritato, sensazione di per se
piacevole per i masochisti come noi, un po’ come quelli che si fanno frustare e picchiare… Potete credermi o
meno, potete pensare all’effetto placebo o a quello che volete, ma la mattina dopo ero molto più in forma. Ho
fatto la mia brava cyclette, 100′, e poi ho ripreso un solo cucchiaino colmo, scalando la dose con l’intento di
determinare un quantitativo minimo di bicarbonato che permettesse al pH di rimanere a 7.

L’accoppiata squat + cyclette, insieme al dopo pranzo e alle attività neurologicamente nulle della domenica
pomeriggio mi rende un vegetale all’incirca verso le 15. Invece, di nuovo, niente. In altre parole è come se la
stanchezza dell’allenamento fosse formata da due componenti. I DOMS muscolari specifici dell’esercizio,
che sono rimasti, e la stanchezza generale, che è sparita.

Ciò è plausibile, in fondo: il bagno rilassante con il bicarbonato lo facevano i miei amici podisti già 20 anni fa.
Le scorie acide dell’allenamento si riversano nel sangue il cui pH cala e l’organismo deve compensare que-
sto stato; il bicarbonato neutralizzando l’acidità riduce il tempo in cui il corpo permane in questa fase. Il fatto
di "stare bene" associato ad un pH neutro mi porta a credere che oltre all’effetto placebo come quando pren-
devo la diosginina (sì, ho fatto anche questo, e lo scrivo arrossendo…) ci sia anche un miglioramento reale.
In altre parole, ho recuperato un giorno prima del solito.

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Il lunedì, gasatissimo, ho insistito con un cucchiaino colmo (ero al lavoro). Circa 30′ dopo averlo preso, una
bella corsa al bagno. Uno spettacolo… anche un coprofago con esperienza sarebbe rimasto allibito, e per
fortuna che nessuno ha acceso una sigaretta, altrimenti l’esplosione avrebbe creato un danno strutturale e-
norme al palazzo in cui lavoro.

Notate che, come ci si aspetta, il pH ha un picco qualche ora dopo l’assunzione del bicarbonato. Il giorno
dopo, martedì, dato che 8 è troppo, ho optato per un cucchiaino raso, e infatti il pH è salito meno, attestan-
dosi su 7. La sera ho fatto l’allenamento di stacco, che è venuto molto bene, meglio della volta precedente:
un 7×3 invece di un 10×2 a parità di carico e recupero, perciò un allenamento più "denso". Non lo dico per
gasarmi, ma per dare un’idea dell’intensità in raffronto alla settimana di riferimento. Dopo ho preso due cuc-
chiai rasi di bicarbonato.

La mattina del mercoledì stavo bene, stesso effetto della domenica: DOMS ma non rincoglionimento o stor-
dimento o stanchezza. Considerate che io vado a letto circa a mezzanotte e mi sveglio alle 5.45, e che lo
stacco intenso si sente molto. Quello che ho "sentito" è che non avevo quelle sensazioni infiammatorie tipi-
che dei DOMS, tipo le articolazioni dolenti o la rigidità dei movimenti. Tutto molto attenuato. Volutamente,
non ho preso il bicarbonato in mattinata, per vedere come il pH variasse.

Il pH del mercoledì è rimasto stabile sui 7, la sera ho fatto la cyclette in interval training (prima volta da
quando faccio questa roba), 4′ di passo sostenuto, 1′ a tutta paletta. Dopo il pH è calato a 6. Ho preso un
cucchiaino e mezzo di cocaina…. ehm, di bicarbonato.

Il giovedì, stavo proprio bene. Era quello che mi aspettavo. La cyclette, per quanto possa essere "violenta", è
sempre un’attività prolungata, a basso stress muscolare e articolare. Molto acido lattico magari, ma per una
persona allenata a spostare Kg di ferro l’impatto muscolare è minimo. Il non sentire niente è una conferma
della neutralizzazione delle scorie acide. La sera, allenamento per le spalle e le braccia. Non ho volutamente
preso niente perchè era mia intenzione osservare la variazione in negativo del pH, che anche in questa gior-
nata si è mantenuto abbastanza elevato.

Il venerdì il pH è calato. Perciò l’effetto di 1.5 cucchiaini di bicarbonato è stato neutralizzato in circa 36 ore.
Ovviamente, sulla base delle mie condizioni organiche. Avessi corso 2 maratone, probabilmente l’effetto sa-
rebbe finito ben prima…

Le tristi conclusioni della seconda parte dell’esperimento

La prima cosa che mi è venuta in mente è stata: "ma tutto questo puzzo sul pH, paleodiete, piogge acide,
allergie… e poi con due cucchiaini di bicarbonato va tutto a posto?". Qui ci starebbe bene un "ma ci faccia il
piacere!" alla Totò.

Vorrei da voi un conforto morale. Vorrei un commento a quanto scriverò, e, specialmente se sto sbagliando,
vorrei che mi scriveste "Paolino hai toppato":

Il controllo del MIO pH urinario è fattibile con del semplice bicarbonato di sodio, preso a dosi minimali e sen-
za troppi sforzi, a costo nullo. Questo è il risultato su me stesso.

Posso avere dei benefici IMMEDIATI nel mio allenamento, recuperando meglio. C’è chi dice che gli allena-
menti dovrebbero essere brevi e infrequenti per limitare la produzione di scorie tossiche. Io non rilevo una
variazione del mio pH urinario, forse perchè sbaglio qualcosa, forse perchè è limitata e si confonde con
l’errore di lettura. Però se prendo del bicarbonato sto molto meglio. Questo è un invito ad allenarsi di più,
non di meno ah ah ah

Perciò, è semplice correggere il mio pH. Ammettiamo che sia semplice correggere il pH in generale. Parto
dall’assunzione che questa affermazione sia vera. Questo è un vero boomerang e da un lato questa sempli-
cità non è assolutamente un bene. Perchè fa crollare la correlazione fra alimentazione corretta/scorretta e
valori del pH urinario.

Pensateci: dieta "sbagliata", pH acido. Adesso dieta sbagliata + bicarbonato, pH neutro.

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Mi soffermo su questa frase perchè mi sembra rilevante. Se eliminiamo le estremizzazioni sul pH da parte di
coloro che ci vogliono terrorizzare assegnandogli un significato quasi mistico, l’alcalinizzazione della dieta è
una cosa interessantissima. Ho a disposizione, una volta tanto, uno strumento di misura semplice, efficace e
quantitativo per misurare il mio "benessere".

Alcalinizzare la mia dieta significa eliminare l’eccesso di latticini, quello dei carboidrati, mangiare un po’ più
di carne e inserire verdure e frutta di un certo tipo per correggere l’acidosi. Il controllo del pH è la guida. Se
notate, "alcalinizzare" significa seguire di fatto le regole del buon senso che permetterebbero al sedentario
medio di stare bene e non essere sovrappeso od obeso. Non c’è da fare tanto chiasso su aspetti rivoluziona-
ri… vario la mia dieta, con un sistema di controllo.

Va da se che se io elimino tutti i junk food e inserisco solamente alimenti "sani" nel senso comune, avrò an-
che una riduzione delle calorie che abbassa l’acidosi complessiva. Provate a compensare l’eliminazione di
un Big Mac a suon di verdure. A meno che non siate un ruminante, avrete un deficit nel senso che le verdure
introdotte non compensano l’alimento eliminato, ed è giusto che sia così. Meno calorie, meno acidità. Miglior
ripartizione delle calorie consumate, meno acidità.

L’alcalinizzazione della dieta e il controllo del pH sono pertanto elementi che porterebbero un vantaggio per
tutti. Vorrei far pisciare un sedentario obeso che mangia male per vedere il colore della cartina…

Ma, e qui c’è un ma, la facilità con cui si può correggere il pH permette a tutti di credere che si stia facendo
bene. Variare il pH con gli alimenti implica un impegno, una voglia di mettersi in gioco, una capacità di esse-
re determinati, una volontà di crearsi una coscienza alimentare. Chi riesce a farlo e a mantenere questa
condizione, oltre a migliorare fisicamente ha dei benefici anche psicologici, quali una maggiore autostima
perchè è riuscito ad ottenere quello che voleva.

Ottenere tutto ciò con una polverina, a costo nullo se non gli euro della spesa, non insegna nulla, non dà va-
lore a quello che si fa. Questo significa che anche un obeso potrà avere un pH perfetto. Posso spararmi nel-
lo stomaco un chilo di pasta al ragù, seguito da 2 o 3 cucchiaini di polvere magica, e avere la falsa illusione
di essere a posto. Ciò non toglie che i grassi e i carbo sono tanti, tutti a carico del fegato, del colesterolo,
della pressione. Paradossalmente, posso essere iperteso con il pH a posto o con i trigliceridi alti e il pH a
posto.

Per come la vedo io, si sta svolgendo la trama di un telefilm le cui puntate sono già andate in onda: dalla let-
teratura scientifica si prende un aspetto importante, si esalta al massimo, si punta tutto su questo. Poi si for-
niscono dei prodotti che eliminano il problema. La pigrizia e la superficialità della gente fa il resto.

Perciò, già compaiono prodotti alcalinizzanti che il 40enne che tiene alla sua salute o il palestrato uotsameri-
can compreranno, per compensare il superallenamento o i radicali liberi, senza nemmeno sapere nulla di
come funzionano le cose, ma solo perchè è facile bere qualcosa piuttosto che cambiare la propria alimenta-
zione. E questo vanifica tutto quanto c’è di positivo in questa storia.

Pensate che non sia così? E gli antiossidanti? E gli omega 3? Già leggo di prodotti con "bicarbonato puris-
simo con effetto tamponante" o integratori di aminoacidi con sali per compensare il pH o roba micronizzata,
ionizzata. Non è che io sia un anti-integratori, però se spendo i miei soldi, vorrei farlo bene.

Già si vedono integratori con nuovi sali dai nomi esotici, più efficaci del bicarbonato di sodio come il bicarbo-
nato di calcio, il solfuro di dicloro etile, il cloruro di potassio…

Ma non può che essere così, se si estremizza tutto puntando su un aspetto solo. C’è allora da chiedersi per-
chè non puntare tutto sulla glicemia… ah, già, perchè lì bisogna bucarsi e non è carino, mentre pisciare su
una cartina è semplice e fa sentire tutti intelligenti, sperimentatori e alternativi.

Il pH è un MEZZO di controllo, non un FINE. L’equilibrio acido-base è un aspetto importante del funziona-
mento del nostro corpo, spiega tante cose, ma non spiega TUTTO. Attenti.

Ah… se siete fra quelli che non avete sussultato leggendo il terz’ultimo paragrafo andando indietro, sappiate
che possono vendervi di tutto nel campo degli integratori, anche l’olio di corno di centauro: il bicarbonato di
calcio è il comune calcare, quello tra l’altro che crea le stalattiti e le stalagmiti, il solfuro di dicloro etile è

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l’iprite, un terribile gas vescicante della prima guerra mondiale bandito dalla convenzione di Ginevra, il cloru-
ro di potassio è quello che iniettano in vena nelle iniezioni letali per i condannati a morte.

Per finire

Tutto questo casino è nato da una discussione nata su un forum, e internet si è rivelata ancora una volta una
grande opportunità. Dialogare con persone competenti, e ce ne sono di veramente competenti che chiac-
chierano gratuitamente e senza impegno, è sempre illuminante. Poi, ho sperimentato un po’. E ho imparato
qualcosa. Io conosco, adesso, un aspetto in più del mondo che mi piace.

Per quello che mi riguarda, la mia dieta è alla fine nella sua illogicità molto meglio di come pensassi e sicu-
ramente meglio della media. Non mi scioglierò nei miei acidi. Ho scoperto che un po’ di bicarbonato mi fa re-
cuperare prima, peccato che abbia aspettato più di 20 anni per mangiare uno o due cucchiaini di questa ro-
ba, ma meglio tardi che mai.

Di sicuro continuerò a sperimentare con questa polverina, a meno che qualcuno non mi dica che è pericolo-
so. Del resto, due o tre cucchiaini di roba disgustosa fanno parte del folklore dell’integrazione: quanti buttano
giù polveri proteiche che sembrano cemento a pronta presa, barrette nutrienti buone quanto i tappi di sughe-
ro o cose che provocano flatulenze nervine? Io, con il mio bicarbonato, sono in buona compagnia…

In sintesi:

 il Ph è un mezzo semplice, efficace e diretto per controllarsi, in relazione con le abitudini alimentari
 Se avete un pH vicino all’estremo inferiore dell’intervallo di riferimento, le vostre abitudini alimentari
sono errate macroscopicamente. il pH è semplicemente la conferma di questa situazione, non ci
vuole la scala a chiocciola per capirlo. Cambiate le vostre abitudini di merda, starete meglio e il pH lo
confermerà.
 Se avete un come il mio e siete sedentari, il pH non vi dice nulla per aiutarvi a stare meglio e va in-
quadrato in una visione che comprende altri parametri. Alcalinizzate la vostra dieta con gli alimenti,
mangiando "meglio", più verdure, più fibre. Sempre buon senso.
 Se siete atleti di endurance comprendere il controllo del pH è un passo importante per migliorare le
vostre performance. Misuratevi, e agite. Con degli alcalinizzatori, con il bicarbonato, con la dieta.
Ma… misuratevi. Altrimenti siete dei biciclettari della domenica, e l’alcalinizzatore costosissimo mi-
cronizzato è l’equivalente della bici in carbonio da 7000 euro per trasportare la vostra panza
 Se siete dei palestrari… mah… che la vostra attività influenzi il pH in maniera così significativa da
doverlo correggere… è da vedere. Vi prego di non leggere della presunzione in quello che scriverò:
io, da ex 100/200/400 metrista, con la passione per la sofferenza e il cilicio, se voglio posso allenar-
mi in maniera tale da non dormire la notte, da avere la febbre, da bruciare. In maniera più razionale,
riesco ad allenarmi ad un livello di intensità superiore a quello del palestrato medio, e mi sono basta-
ti pochi cucchiaini per stare meglio. Se voi siete come me, il controllo del pH ha un senso, altrimen-
ti… no. In tutti i modi i palestrati stiano tranquilli. La loro attività non li corroderà. Comunque, mi-su-
ra-te-vi
 Se avete intenzione di prendere qualche prodotto alcalinizzante, il mio consiglio è di informarvi:
l’equilibrio del pH come è evidente si altera molto facilmente, e se entrate nell’ottica "di più è meglio,
tanto si tratta solo di bere qualcosa", potete creare anche un’alcalosi che può darvi problemi come
un’acidosi. Credetemi: test del pH, altrimenti andare a caso…

Quanto ho fatto non è direttamente estendibile a voi, miei cari lettori (grazie zia, grazie mamma che mi fate
salire il contatore delle visite), e se nel testo mi è scappata qualche generalizzazione di troppo, faccio qui
ammenda.

Il mio consiglio è che proviate anche voi. Sicuramente imparerete qualcosa!In fondo, per una volta, abbiamo
a disposizione un sistema di controllo efficace a costo praticamente nullo!

Ah… attenti che non vi cada il bicchierino. Quella non è limonata.

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