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I-1 P IANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE AGENZIA SPAZIALE ITALIANA Linee strategiche B

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PIANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE

AGENZIA SPAZIALE ITALIANA Linee strategiche

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P IANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE I-2

PIANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE

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SOMMARIO

1. PREMESSA

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2. I FATTORI STRATEGICI

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2.1. LA MISSIONE E LE FUNZIONI STRATEGICHE MOTIVANTI

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2.2. LE FUNZIONI STRATEGICHE ABILITANTI

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2.3. GLI OBIETTIVI DI QUADRO

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2.4. ELEMENTI DI SCENARIO

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2.5. I PUNTI DI FORZA E DI DEBOLEZZA, LE OPPORTUNITÀ E LE SFIDE

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3. LA FUNZIONE DI INDIRIZZO

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3.1. IL FINANZIAMENTO PUBBLICO DELLA RICERCA SPAZIALE

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3.2. ANALISI DEL SISTEMA SPAZIALE

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3.3. LA FORMAZIONE

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3.4. LE ESIGENZE DEI PROGRAMMI MILITARI

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4. LA POLITICA DELLA RICERCA E LA STRUTTURA PER LA

RICERCA DI BASE

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5. LA POLITICA INDUSTRIALE

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5.1.

GLI ASPETTI GESTIONALI

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5.1.1. APPROCCIO DELLA QUALITÀ TOTALE”:

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5.1.2. ANALISI DEI COSTI INDUSTRIALI

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5.1.3. IMPOSTAZIONE CONTRATTUALE

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5.2. ASPETTI COMMERCIALI

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5.3. ASPETTI FINANZIARI

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5.4. IL RUOLO DELLA PICCOLA-MEDIA INDUSTRIA

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6. LA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE

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P IANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE 6.1. L A COOPERAZIONE EUROPEA 6.1.1. I L NUOVO

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6.1. LA COOPERAZIONE EUROPEA

6.1.1. IL NUOVO RUOLO DELLA CE

6.1.2. LA CRISI DELL’ESA

6.1.3. LA POLITICA EURO-MEDITERRANEA

6.1.4. LA COOPERAZIONE DIRETTA CON GLI STATI EUROPEI

6.2. LA COOPERAZIONE CON LA NASA

6.3. GLI STATI DELLA EX-URSS

7. LINEE DI SVILUPPO PER I PROGRAMMI DEL PIANO 1996-

2005

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I-4 P IANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE 1. Premessa Lo scopo del Piano strategico 1996

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1.

Premessa

Lo scopo del Piano strategico 1996 dell’Agenzia Spaziale Italiana è quello di fornire un approccio sistemico alle attività che l’Agenzia dovrà gestire nel prossimo decennio. Dalla definizione della missione dell’Agenzia e dalle conseguenti funzioni e obiettivi deve derivare quindi non solo un quadro organico di programmi ma anche e soprattutto il modus operandi, le linee guida di comportamenti che ispireranno la gestione operativa.

Nel predisporre questo documento si è tenuto conto di suggerimenti e contributi pervenuti da vari operatori nazionali del settore spaziale.

Inoltre, il documento tiene conto del fatto che l’attività spaziale è mondiale come lo sono i suoi mercati.

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I-5 P IANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE 2. I fattori strategici Da strumento inizialmente quasi

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2. I fattori strategici

Da strumento inizialmente quasi esclusivo del settore militare, l’attività spaziale si è andata sempre più affermando con iniziative in campo scientifico, tecnologico e applicativo. La sua capacità promozionale nell’avanzare verso la frontiera delle tecnologie più sofisticate e di influenzare il sistema industriale e della ricerca qualificano l’attività spaziale tra quelle che incidono nella costruzione del futuro a medio e lungo termine. La capacità di operare nell’ambiente spaziale viene quindi considerata strategica per un paese moderno e tecnologicamente progredito.

L’ASI è lo strumento primario di cui il Paese si è dotato per la gestione dei programmi a finanziamento pubblico nel settore spaziale. Il presente capitolo identifica i fattori strategici che determinano l’esistenza dell’Agenzia e ne influenzano l’operato.

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I-6 P IANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE 2.1. La missione e le funzioni strategiche motivanti

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2.1. La missione e le funzioni strategiche motivanti

La missione di un ente si identifica nell’insieme degli obiettivi e delle funzioni aventi valenza primaria e fondamentale da un punto di vista politico, economico e sociale. Dunque essa ne rappresenta di fatto la vera “ragion d’essere”.

La missione dell’ASI è quella di predisporre, elaborare e attuare programmi scientifici, tecnologici e applicativi con gli obiettivi di mantenere e accrescere il potenziale economico, migliorare la qualità della vita delle generazioni presenti e future e aumentare il prestigio del Paese, coerentemente con la posizione di rilievo che l’Italia occupa nel consesso dei paesi più industrializzati.

Le funzioni strategiche motivanti che a tal fine l’ASI deve svolgere sono:

favorire il progresso della scienza spaziale e di tutte le discipline scientifiche affini, cioè interessate alle possibilità offerte dall’ambiente spaziale;

promuovere la crescita delle capacità tecnologiche del “sistema Paese” non solo per quanto concerne la scienza e le applicazioni spaziali, ma anche nella prospettiva delle conseguenti ricadute in attività di ricerca, sviluppo e produzione relativi ad altri settori high-tech;

promuovere la realizzazione di applicazioni dello spazio al fine di garantire benefici e ritorni economici, di natura anche commerciale, provenienti da investimenti del settore industriale e finanziario.

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I-7 P IANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE 2.2. Le funzioni strategiche abilitanti Al fine del

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2.2. Le funzioni strategiche abilitanti

Al fine del raggiungimento degli obiettivi e dell’adempimento delle funzioni che caratterizzano la missione dell’ASI, è necessario considerare anche le funzioni strategiche abilitanti, non certo di minore importanza o rilievo economico e sociale:

garantire l’accesso allo spazio, cioè trasferire nell’ambiente spaziale carichi utili (apparati, strumenti e sistemi) di tipo scientifico, tecnologico e applicativo mediante l’utilizzo di sistemi di lancio integrati, che comprendano quindi il vettore, la base e i necessari supporti operazionali e logistici ;

garantire la permanenza nello spazio, con infrastruttre che utilizzino le peculiarità dell’ambiente spaziale, quale la stazione spaziale e le basi lunari o planetarie, il cui funzionamento sia garantito da operatori umani o da strumentazioni robotiche;

garantire

abilitanti

la

disponibilità

delle

necessarie

tecnologie

essenziali alla realizzazione di specifici progetti nazionali.

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P IANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE 2.3. Gli obiettivi di quadro I-8 La legge istitutiva

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2.3. Gli obiettivi di quadro

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La legge istitutiva dell’ASI prevede esplicitamente, tra le finalità connesse alla realizzazione dei programmi spaziali, l’obiettivo di consolidare e promuovere la qualificazione e la competitività dell’industria spaziale nazionale, provvedendo alla definizione e alla attuazione di una adeguata politica industriale.

La dimensione mondiale in cui agiscono la scienza e la tecnologia, in particolar modo nel settore spaziale, fa sì che i programmi spaziali rappresentino anche uno strumento di politica internazionale. Si pensi a esempio ai recenti accordi relativi alla stazione spaziale internazionale, per i quali si è avuto il diretto interessamento dei capi di Stato dei maggiori Paesi. Tra i compiti che la legge assegna all’ASI particolare rilievo è dato alla cura delle collaborazioni internazionali ; è dunque prioritario obiettivo dell’ASI quello di favorire, tramite la promozione della scienza e della tecnologia, i nostri rapporti di amicizia, culturali ed economici con gli altri popoli della terra.

Da non sottovalutare poi una azione di diffusione della cultura spaziale, finora ristretta ad ambienti specialisti nel settore o a una fascia di pubblico “amatoriale”, ma quasi del tutto ignorata dal grande pubblico e soprattutto dalle giovani generazioni. La formazione di specialisti e il contatto diretto e costante con il mondo scolastico sono strumenti prioritari per inserire proficuamente le attività spaziali nel contesto economico, sociale e culturale della nazione. Obiettivo dell’ASI è perciò quello di promuovere sia la diffusione della cultura spaziale e l’utilizzazione delle conoscenze derivanti dalle attività spaziali che la formazione di specialisti nel settore.

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P IANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE 2.4. Elementi di scenario I-9 Due avvenimenti hanno profondamente

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2.4. Elementi di scenario

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Due avvenimenti hanno profondamente condizionato lo sviluppo dei programmi spaziali a livello mondiale: il disastro del Challenger nel 1986 e il collasso dell’Unione Sovietica nel 1991.

Il disastro del Challenger e gli insuccessi del Titan e dell’Atlas Centaur, anch’essi nel 1986, sono stati un duro colpo per le capacità statunitensi di accesso allo spazio. Oltre a compromettere definitivamente le opportunità dello Space Shuttle quale vettore commerciale, questi avvenimenti hanno gravemente minato la credibilità della stessa NASA. Per la prima volta, dopo i brillanti successi nella competizione spaziale con l’URSS, l’opinione pubblica statunitense metteva in dubbio la valenza degli investimenti pubblici nel settore spaziale civile. La crisi dell’URSS ha poi contribuito al ridimensionamento del programma spaziale militare statunitense. Si pensi alla cancellazione del programma delle cosiddette “guerre stellari”.

Negli anni successivi analoghe difficoltà si sono avute per i piccoli lanciatori Pegasus, Taurus e LLV. Questa situazione di crisi induceva il Congresso, nell’agosto del 1994, alla formulazione di una strategia nazionale per i lanciatori.

Nel frattempo un maggiore peso ha assunto l’Europa, tanto che Arianespace si è trovata a occupare metà del mercato dei grandi lanciatori. Contemporaneamente, lanciatori russi e cinesi hanno avuto un discreto successo commerciale, grazie a una aggressiva politica dei prezzi.

La Comunità degli Stati Indipendenti, sorta dal collasso dell’Unione Sovietica, ha mantenuto un ruolo primario: dei 79 lanci orbitali che si sono avuti nel 1993 a livello mondiale, ben oltre la metà avveniva nella ex- URSS. Nonostante una consistente riduzione degli investimenti spaziali russi, il Piano spaziale della RKA (l’agenzia spaziale russa) prevede sviluppi per telecomunicazioni, osservazioni della terra, lanciatori e soprattutto per il volo abitato con la MIR e l’adesione alla stazione spaziale internazionale.

La necessità di procurarsi valuta pregiata ha spinto gli stati dell’ex-URSS a offrire sul mercato i dati dei propri satelliti di osservazione della terra, inducendo un ulteriore interesse per immagini a elevata risoluzione. Il settore delle osservazioni della terra sta decisamente entrando nell’ambito commerciale.

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I-10 P IANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE Le telecomunicazioni via satellite sono ancora predominio statunitense,

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PIANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE

Le telecomunicazioni via satellite sono ancora predominio statunitense, con oltre il 70% del mercato commerciale mondiale. Anche se la maggior parte dei satelliti per telecomunicazioni è nella classe dei 3000 Kg, sono in via di sviluppo “grappoli” di piccoli satelliti in orbita bassa, con interessanti sviluppi per sistemi per mezzi mobili. Nuove applicazioni multimediali stanno spingendo all’utilizzo di frequenze più elevate, con speciale riferimento alla banda Ka. Un crescente interesse stanno avendo le applicazioni dei sistemi di navigazione satellitare, con particolare riferimento alle costellazioni del tipo GPS e GLONASS.

La stazione spaziale internazionale sembra ormai aver superato le difficoltà finanziarie, anche grazie alle economie derivanti da una rilevante riprogettazione e dalla internazionalizzazione del programma

L’attuale scenario dell’economia mondiale vede l’impetuoso sviluppo dei paesi del sud-est asiatico. È presumibile che questi paesi giocheranno un ruolo sempre maggiore in campo spaziale, sia come fornitori di sistemi sia come utilizzatori degli stessi.

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I-11 P IANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE 2.5. I punti di forza e di debolezza,

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2.5. I punti di forza e di debolezza, le opportunità e le sfide

Il quadro di riferimento delle attività spaziali italiane si completa identificando per il nostro Paese i più rilevanti punti di forza e di debolezza, le opportunità e le sfide.

I punti di forza

L’interesse del Governo italiano per lo Spazio è accresciuto,tanto che la finanziaria del 1996 prevede bilanci in crescita per l’ASI. Tale crescita consente all’Italia di avviare nuovi programmi e quindi di assumere un ruolo propositivo nel contesto internazionale

La ristrutturazione degli impegni pregressi ha reso disponibili risorse per nuovi programmi, in un momento in cui altri Paesi devono ancora affrontare analoghe fasi di ristrutturazione rese necessarie dalla crisi del settore spaziale.

Le dimensioni e l’articolazione del sistema industriale e scientifico spaziale sono sostanzialmente adeguate alle potenzialità del “sistema Italia”, per cui le esigenze di razionalizzazione industriale derivanti dalla crisi del sistema aerospaziale mondiale non assumono per lo spazio italiano la criticità che si ha in altri paesi europei.

I punti di debolezza

La ristrutturazione organizzativa, necessaria per assicurare l’operatività dell’ASI, potrà essere attuata nell’ambito della Amministrazione Straordinaria solo se accompagnata da una modifica del quadro normativo dell’Agenzia.

Il ruolo della Agenzia rispetto alle altre amministrazioni interessate al settore spaziale non è ancora nitidamente focalizzato.

L’interesse della pubblica opinione alle problematiche spaziali in Italia è inferiore a quello che si registra negli altri paesi spaziali.

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I-12 P IANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE Le opportunità

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Le opportunità

Le competenze nazionali spaziali per le telecomunicazioni e la osservazione della Terra, unitamente a favorevoli fattori geopolitici, possono fare acquisire all’Italia un ruolo di rilievo, in ambito europeo e mediterraneo, in tali settori

Le iniziative recentemente intraprese dall’Italia in ambito ESA, per riconoscimento dei partner europei, hanno di fatto “salvata” la partecipazione europea alla stazione spaziale internazionale ed evitato un aggravamento incontrollabile della crisi dell’Agenzia europea; ciò ci pone in una posizione di primo piano nella ormai indifferibile ridefinizione della missione e della struttura dell’ESA

Le sfide

L’ASI deve affermarsi, nell’ambito della politica spaziale nazionale, quale punto focale per tutti gli enti interessati anche al fine di rendere più competitivo il sistema Italia sul mercato internazionale.

In mancanza di iniziative vigorose e coordinate in ambito ESA e UE non si potrà ottenere un giusto riconoscimento del ruolo italiano nel settore spaziale europeo.

La comunità tecnologica, scientifica e industriale italiana deve essere mobilitata al fine di trarre vantaggio dall’accordo bilaterale ASI/NASA per la realizzazione del MPLM che offre all’Italia l’opportunità di lavorare nello spazio con alcuni anni (circa quattro) di anticipo rispetto al resto dell’Europa.

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I-13 P IANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE 3. La funzione di indirizzo La legge 186/88

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3. La funzione di indirizzo

La legge 186/88 ha assegnato all’ASI una funzione di indirizzo delle attività spaziali nazionali, sulla base di direttive del MURST e secondo criteri generali deliberati dal CIPE.

La crisi gestionale dell’Agenzia e la mancanza di una coerente politica spaziale nazionale hanno in passato compromesso l’adeguato adempimento

di questa funzione. Diverse attività sono state intraprese sulla base di

spinte industriali contingenti, non riconducibili a un disegno unitario. In generale, a determinare l’avvio dei programmi sono state esigenze non coerentemente pianificate.

Nondimeno i programmi predisposti e gestiti dall’ASI hanno evidenziato le notevoli capacità nel settore spaziale italiano: IRIS, LAGEOS, X-SAR, ITALSAT e SAX sono stati un pieno successo da un punto di vista tecnologico e sistemistico. Gli imprevisti delle missioni dei due satelliti TSS non sono imputabili a difetti di manifattura dei sistemi di responsabilità italiana, che, per ammissione formale della NASA, hanno funzionato perfettamente in entrambe le missioni. La partecipazione ai programmi ESA, nonostante i problemi relativi al ritorno industriale, ha contribuito validamente alla qualificazione del sistema spaziale italiano nei settori scientifico, delle telecomunicazioni, delle osservazione della terra, delle infrastrutture spaziali e della propulsione.

La mancanza di ben identificate strategie non ha però permesso al Paese,

soprattutto a livello internazionale, di trarre adeguati benefici dalle

competenze acquisite. Si tratta quindi di identificare e utilizzare al meglio

gli strumenti di indirizzo che l’ASI può applicare al raggiungimento degli

obiettivi strategici. Sulla base di questo approccio è poi possibile definire una pianificazione dei programmi a lungo termine.

Le linee di sviluppo programmatico debbono anche comprendere una politica industriale (che riequilibri la presenza della piccola e media industria rispetto alle grandi aziende e spinga queste ultime a un

rafforzamento delle loro capacità tecnologiche e di competitività e aggressività commerciale) e una politica di collaborazione con università

ed enti di ricerca.

Per i programmi applicativi è poi necessario il coinvolgimento degli utenti (es. PPTT, Difesa, Ambiente, Agricoltura, Trasporti) così da assicurare una

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I-14 P IANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE corretta sinergia dettata da interessi concreti, sia in

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corretta sinergia dettata da interessi concreti, sia in ambito nazionale che internazionale. Vanno poi attivate iniziative di commercializzazione

(tramite consorzi o altri strumenti) delle tecnologie sviluppate, di cessione

di know-how, di vendita di servizi, di richiesta di royalties sulla vendita di

prodotti risultanti da attività finanziate dall’ASI. Il successo di tali operazioni costituirà, infatti, un indice obiettivo della validità delle scelte effettuate.

In questo quadro generale, si deve tenere presente che i programmi nazionali di grandi dimensioni e di elevato costo sono, per molteplici motivi, attualmente oggetto di critica da parte di quasi tutti gli operatori del settore. Anzitutto la loro realizzazione comporta spesso l’affidamento a ditte non italiane di alcuni dei sottosistemi, per un importo che, unito a quello per l’acquisto di componenti, può arrivare a metà della spesa complessiva. Inoltre la lunga durata dei programmi ne favorisce la lievitazione dei costi e ne svuota spesso i contenuti a causa del rapido evolversi delle tecnologie e delle conoscenze scientifiche. Appaiono pertanto più paganti, in base alle tecnologie oggi disponibili, satelliti piccoli e medi, per i quali c’è, infatti, grande richiesta in ambito scientifico, applicativo e tecnologico.

Programmi più impegnativi possono essere presi in considerazione nell’ambito di collaborazioni bilaterali e multilaterali a patto che la partecipazione italiana sia adeguatamente qualificata nei contenuti e nella gestione e che vengano garantiti ritorni commisurati al contributo finanziario fornito. A tale proposito può essere citato come esempio molto efficace l’atteggiamento nei confronti delle stazioni spaziali della Francia che, con uno sforzo economico non eccessivo e opportuni accordi con la Russia, ha fatto volare diversi astronauti sulla MIR, conducendo numerosi esperimenti di lunga durata.

È prevista inoltre l’identificazione di “centri di eccellenza”, a livello

regionale o di macro-regioni, che favoriscano iniziative di fertilizzazione e

di diffusione nel territorio della “cultura” spaziale.

Nei paragrafi seguenti verranno esaminati aspetti riguardanti il finanziamento pubblico della ricerca spaziale, le analisi del sistema spaziale nazionale, la formazione di specialisti e le esigenze del settore militare. La politica industriale e quella della ricerca scientifica saranno oggetto di appositi capitoli.

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I-15 P IANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE 3.1. Il finanziamento pubblico della ricerca spaziale Al

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3.1. Il finanziamento pubblico della ricerca spaziale

Al finire degli anni ‘80, grazie al finanziamento pubblico, l’attività spaziale in Italia ha cominciato ad avere una sua consistenza “critica”. Prima di questi anni si è trattato di una dimensione macroeconomica estremamente ridotta per poter rappresentare un settore economico compiuto, autonomo, capace di intrecciarsi sia orizzontalmente (con altri settori, altri paesi) sia verticalmente (un insieme di aziende che produce a ciclo completo).

Leggi finanziarie per ricerca spaziale e contribuzioni ESA (per competenza) 900 800 700 600 500
Leggi finanziarie per ricerca spaziale e contribuzioni ESA (per
competenza)
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Contr. ESA
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Tot finanz.
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1983
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1989
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1991
1993
1993
1995
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Miliardi lit

Mentre per il periodo 1979-83 gli stanziamenti annui complessivi sono stati dell’ordine dei 100 miliardi di lire, nel periodo 1984-88 si è avuta una crescita impetuosa, fino ad arrivare a un livello di 800 miliardi, pressoché equamente ripartiti tra partecipazione ESA da un lato e programmi nazionali e di collaborazione internazionale dall’altro. Successivamente gli stanziamenti complessivi sono rimasti praticamente stazionari fino al 1995, in termini nominali, comportando quindi una flessione in valori reali a causa dell’inflazione.

A partire dal 1992 si verificano due fenomeni con gravi conseguenze per le finanze dell’ASI. L’importo della partecipazione ESA si “impenna” fino ad assorbire quasi l’intero contributo a carico dello Stato. Per i programmi nazionali e di collaborazione internazionale viene attuata una gestione “fuori bilancio”, sulla base di impegni non formalizzati da un punto di vista contrattuale e contabile a causa della mancanza dei relativi fondi.

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I-16 P IANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE La situazione di crisi conseguente ha portato infine

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La situazione di crisi conseguente ha portato infine alla promulgazione della legge n.233/95 per il risanamento dell’ASI, che affida a un amministratore straordinario la predisposizione di un piano di riassetto economico-finanziario. Tale piano cui si rimanda per maggiori dettagli, prevede (i) l’annullamento del disavanzo economico (valutato in oltre 1260 miliardi di lire a fine 1995) mediante il ricorso a linee di credito; (ii) la formalizzazione degli impegni programmati per i quali il governo si è impegnato con accordi internazionali; (iii) la ripresa dei finanziamenti nel settore della ricerca di base; (iv) l’avvio di nuove attività che entreranno in fase realizzativa a partire dal 1998-2000, in mancanza delle quali si produrrebbe un gap, che all’inizio del nuovo millennio, escluderebbe di fatto l’Italia dal novero dei paesi spaziali importanti.

La legge finanziaria del 1996 prevede un budget annuo ASI di quasi 950 miliardi di lire per il 1996 e di 1150 miliardi per il 1997, fino a raggiungere nel 1998 i 1300 miliardi. Il piano di riassetto citato prevede una crescita ulteriore negli anni successivi, sino al raggiungimento del livello di 1500 miliardi annui. Si tratta quindi di un incremento che, seppure, in parte utilizzato per gli interessi passivi e il rimborso delle quote di capitale delle linee di credito più sopra menzionate, permetterà di portare il potenziale scientifico e industriale del Paese a livelli adeguati al suo peso economico nel contesto mondiale, riequilibrando nel contempo la partecipazione ai programmi dell’ESA.

Leggi finanziarie e previsioni per ricerca spaziale e contribuzioni ESA (per competenza)

1600 1400 1200 1000 800 600 400 200 0 1996 1996 1997 1997 1998 1998
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2005
2005
Miliardi lit
Contr. ESA Tot finanz.
Contr. ESA
Tot finanz.

Oltre ai finanziamenti previsti dalla legge n.186/88 (istitutiva dell’ASI), gravanti direttamente sui fondi per la ricerca, va considerata positivamente una maggiore articolazione delle fonti di finanziamento per lo spazio. Recentemente il governo ha previsto, con apposito decreto, il

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I-17 P IANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE finanziamento di un programma satellitare ai fini della

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finanziamento di un programma satellitare ai fini della protezione civile e del monitoraggio ambientale. L’interesse del Ministero PPTT, del Ministero dei Trasporti e del Ministero della Difesa per i sistemi di telecomunicazioni satellitari o di osservazione della Terra, può far prevedere investimenti da parte di varie Amministrazioni dello Stato.

Lo stabilirsi di sinergie e la eliminazione di inutili duplicazioni di attività nell’intervento pubblico richiede che l’ASI svolga il suo ruolo centrale di coordinamento tramite accordi operativi con le altre amministrazioni, nel pieno rispetto delle singole autonomie.

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P IANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE 3.2. Analisi del sistema spaziale I-18 Una reale capacità

PIANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE

3.2. Analisi del sistema spaziale

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Una reale capacità di intervento in materia di politica spaziale e definizione delle strategie richiede la disponibilità di dati sistematici e omogenei concernenti i programmi, le aziende, gli enti di ricerca. È quindi necessaria la costituzione dell’apposita banca dati che sino a oggi non è stato possibile sviluppare, stante le carenze strutturali di ASI.

La disponibilità dei dati sarà ovviamente finalizzata alle necessità strategiche e programmatiche dell’Agenzia. Essi però potranno e dovranno (salvo specifiche esigenze di riservatezza) essere resi pubblici, anche tramite INTERNET. Ciò sia per motivi promozionali del sistema spaziale italiano che per esigenze di trasparenza dell’operato di ASI.

Tra le banche dati che si prevede di costituire, inizialmente estese ai soli operatori italiani, si citano:

AZIENDE

Oltre ai parametri e agli indicatori quantitativi di tipo economico, finanziario, produttivo, verranno inclusi dati qualitativi e descrittivi, quali l’assetto proprietario, le esperienze e le tipologie produttive, il know-how, i processi tecnologici, gli impianti ,

ENTI DI RICERCA

Comprenderà dati relativi ai settori di ricerca, alla consistenza dei team, ai progetti in corso,

PROGRAMMI

Oltre ai dati economici e finanziari conterrà la descrizione delle varie caratteristiche gestionali e tecniche dei programmi spaziali.

CENTRI DI ECCELLENZA NAZIONALI

Devono essere identificati e caratterizzati centri di eccellenza scientifici e industriali di supporto alle attività spaziali

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P IANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE 3.3. La formazione I-19 Lo spazio occupa una posizione

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3.3. La formazione

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Lo spazio occupa una posizione di avanguardia nel campo della ricerca

scientifica e tecnologica. La sfida competitiva che le industrie spaziali si trovano ad affrontare può essere vinta solo con efficienza e competitività. In un contesto di rapida evoluzione tecnologica, ciò richiede un continuo aggiornamento delle competenze di quanti operano nel settore, in un processo di educazione continua.

Il legislatore ha previsto per l’ASI compiti specifici in merito. L’Agenzia

ha il compito di promuovere la diffusione e l’utilizzazione delle

competenze derivanti dalle attività spaziali e la formazione di specialisti

nel campo delle tecnologie spaziali e delle loro applicazioni. D’altra parte

l’ASI, per il suo ruolo attivo nella elaborazione, pianificazione e gestione

di programmi internazionali, europei e italiani, è nella migliore

collocazione per individuare e pianificare l’attività formativa nel medio e lungo periodo.

Una prima iniziativa è stata la promozione di un “Master in discipline e tecnologie spaziali nel campo delle osservazioni della terra”, tenuto durante l’anno accademico 1994-1995 con il contributo anche di personale ASI. È opportuno che questa iniziativa non rimanga isolata.

A tal fine è opportuno che l’ASI predisponga, in collaborazione con Università, Enti di Ricerca e industrie, un piano articolato su due linee: (i) la formazione e qualificazione scientifico-professionale di giovani laureati e diplomati e (ii) l’aggiornamento professionale del personale di industrie, università, enti di ricerca e dell’ASI stessa.

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I-20 P IANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE 3.4. Le esigenze dei programmi militari I settori

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3.4. Le esigenze dei programmi militari

I settori spaziali di interesse per la Difesa comprendono le telecomunicazioni, riservate e protette, a lunga distanza, l’osservazione degli scenari di interesse sotto ogni profilo (ivi compreso il monitoraggio meteorologico e Sigint). Esigenze operative, anche se di carattere generale, riguardano inoltre la navigazione, l’avvistamento via satellite di lanci missilistici, l’accesso allo spazio, la gestione di satelliti in orbita.

L’Amministrazione della Difesa gestisce un Piano Spaziale (PSD) con un bilancio annuo di oltre 200 miliardi di lire.Oggi non è stata ancora attuata alcuna reale integrazione tra la pianificazione dell’ASI e quella della Difesa. Sono in corso iniziative per un futuro coordinamento tra le due amministrazioni.

Di seguito è riportata una descrizione sintetica di applicazioni, da realizzare in ambito nazionale e internazionale, per le quali è possibile una sinergia con i programmi per applicazioni civili.

Telecomunicazioni

Sistemi spaziali in grado di integrare le attuali capacità TLC per il corretto esercizio del Comando e Controllo delle forze dispiegate nei vari punti dello scenario operativo di riferimento e di collegare unità e mezzi ovunque dislocati e operanti, sia tra loro sia con gli organi politici e militari centrali. La copertura richiesta riguarda tutta l’area di interesse operativo nazionale. Secondo il profilo qualitativo e quantitativo le comunicazioni devono risultare al massimo livello di protezione e di sicurezza concesso dallo stato dell’arte e devono possedere una elevata capacità di traffico con possibilità di integrazione con altri sistemi TLC.

Osservazione della terra

Sistemi spaziali complessi dotati di sensoristica diversificata e in grado di soddisfare contestualmente più esigenze riferite a (i) individuazione e identificazione di obiettivi di interesse informativo nell’area di competenza e (ii) sorveglianza di scenari di interesse operativo, con capacità di ricognizione ogni tempo e possibilità di adeguata ripetitività di ripresa degli stessi scenari.

SIGINT

Sistema SIGINT (signal intelligence) in grado di effettuare attività in tutte le sue forme, finalizzate ad assicurare, passivamente e simultaneamente

B

I-21 P IANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE alla missione di osservazione via satellite, la capacità

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PIANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE

alla missione di osservazione via satellite, la capacità di intercettazione di segnali elettromagnetici nella banda 0.1 - 40 GHz. In particolare deve essere prevista la copertura continua, in termini di ricezione e goniometria, delle frequenze di interesse incluse nella banda sopra indicata.

Meteorologia

Sistemi in grado di fornire le informazioni necessarie per la pianificazione

e la condotta di tutte le operazioni aeree, terrestri, navali e per l’attività di sistemi di osservazione ottici.

Navigazione

Disponibilità (intesa come accessibilità) di sistemi che consentano l’aggiornamento passivo della posizione dei mezzi e delle unità di interesse, con possibile applicabilità alle componenti attive dei sistemi d’arma.

Mezzi di accesso allo spazio

Al momento la Difesa non manifesta proprie e specifiche esigenze nel settore. Per contro, si evidenzia l’interesse per una crescita tecnologica delle capacità nazionali nel campo della vettoristica tradizionale e in quello dei mezzi innovativi (spazioplani). Ciò in quanto tali tecnologie consentirebbero in futuro lo sviluppo di nuovi mezzi operativi propri dell’A.D. (tradizionali e/o innovativi) e la disponibilità, anche in campo nazionale, di mezzi competitivi per l’accesso allo spazio.

Ricerca e sviluppo

In analogia a quanto espresso per i mezzi per l’accesso allo spazio, è interesse comune che gli sviluppi tecnologici e realizzativi di sottosistemi spaziali (di bordo e di terra) finanziati con intervento pubblico trovino la

loro applicabilità anche in ambito militare. E’ pertanto essenziale, anche in questo campo, un coordinamento degli Enti preposti, mediante una adeguata conoscenza di quelle che sono le potenziali esigenze della Difesa

in campo spaziale.

B

I-22 P IANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE 4. La politica della ricerca e la struttura

I-22

PIANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE

4. La politica della ricerca e la struttura per la ricerca di base

La legge riconosce ampia autonomia alla comunità scientifica nella valutazione e determinazione delle attività di ricerca di base nel settore spaziale: più in generale la libertà della scienza è tra i diritti garantiti dalla Costituzione (art.33). È compito perciò dell’ASI rispettare questa autonomia.

A tal fine la programmazione finanziaria ASI prevede un budget in crescita

fino a 150 miliardi di lire. Le esigenze della ricerca di base potrebbero essere meglio soddisfatte qualora fossero correlate con le strategie generali dell’ASI. Queste prevedono:

partecipazione alle missioni scientifiche del programma obbligatorio ESA

collaborazioni con NASA e altre Agenzie Spaziali

piccoli satelliti concepiti per missioni scientifiche

applicazioni scientifiche a bordo della stazione spaziale

ricerche da aereo e palloni stratosferici

È stata evidente, all’interno dell’Agenzia, l’insufficienza di una struttura

che prevedeva un Comitato Scientifico nel ruolo di semplice mediatore per l’assegnazione di fondi. Il Comitato Scientifico è stato spesso sentito come “lontano” da vaste componenti della comunità scientifica. Il meccanismo che prevede per il Comitato la duplice funzione di alta consulenza e di ente depositario in modo esclusivo della potestà selettiva per le iniziative di ricerca scientifica fondamentale, è anomalo rispetto a quelli adottati dalle altre agenzie spaziali. È mancato un livello che esprimesse almeno una funzione di “camera di compensazione” tra le esigenze dei vari gruppi di ricerca. Ne sono derivati dissidi, mancanze e ritardi (con conseguenze assai gravi soprattutto nei finanziamenti di programmi pluriennali già in corso) e assenza di linee strategiche di riferimento.

È necessario pensare a un diverso modello, più simile a quello adottato

dalle maggiori agenzie spaziali come la NASA e l’ESA, per il quale l’ASI si doti di una Direzione Scientifica e la Comunità Scientifica sia rappresentata, per la scelta dei progetti, da Gruppi di Lavoro tematici e da un Comitato Interdisciplinare. L’interazione tra Comitato Interdisciplinare,

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I-23 P IANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE democratica espressione della comunità scientifica italiana, e la

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PIANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE

democratica espressione della comunità scientifica italiana, e la menzionata Direzione Scientifica deve assicurare il migliore utilizzo delle risorse disponibili.

La Direzione Scientifica dovrà favorire la correlazione tra il Piano Operativo per la Scienza e il Piano dei Programmi dell’ASI. In tal senso fornirà indicazioni sulle capacità tecnologiche italiane, sui paralleli investimenti dell’ASI (per esempio, per lo sviluppo di minisatelliti adatti a missioni scientifiche), sulle opportunità di collaborazioni bilaterali dell’ASI nell’ambito di missioni scientifiche con la NASA o con altre agenzie (tipico il caso degli Announcements of Opportunities). Inoltre la Direzione Scientifica assicurerà il flusso, nei due sensi, di tutto ciò (informazioni, decisioni, azioni) che riguarda la partecipazione italiana al programma scientifico dell’ESA e all’utilizzazione della stazione spaziale.

E’ chiaro in particolare che l’ASI deve assicurare il massimo ritorno dall’investimento che l’Italia fa nel programma scientifico (obbligatorio) di ESA. Tale ritorno deve essere assicurato sul piano scientifico e su quello industriale. Mentre quello industriale può essere controllato direttamente dall’ASI, quello scientifico potrà essere assicurato solo se la comunità scientifica si doterà di precise regole in proposito. Non è infatti pensabile che, come accade oggi, passino mesi di titubanze e incertezze prima di approvare, sui fondi della ricerca fondamentale, le proposte degli enti di ricerca italiani relative alla strumentazione scientifica destinata agli appositi satelliti del programma obbligatorio dell’ESA.

B

I-24 P IANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE 5. La politica industriale L ’ASI è stata

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PIANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE

5. La politica industriale

L ’ASI è stata carente nel passato per quanto riguarda l’elaborazione di una reale politica industriale. La carenza è stata sia di indirizzi per la razionalizzazione e il miglioramento dell’efficienza della struttura industriale che di politiche per la valorizzazione e la promozione dell’industria nazionale nel contesto europeo e mondiale.

Ciò nonostante, l’aumento dei finanziamenti pubblici per lo spazio nel corso degli anni ‘80 ha permesso una notevole crescita del settore industriale. In una indagine svolta dal Censis nel 1991 per conto dell’ASI, 14 aziende (in cui risultava impiegata la maggior parte degli addetti del settore spaziale) impegnavano 1.559 unità nel 1980: dopo dieci anni la cifra era triplicata (4.898).

Il grafico che segue identifica la crescita occupazionale del settore nel periodo di massima espansione (Aeritalia e Selenia Spazio non si erano ancora fuse in Alenia Spazio).

Numero di addetti allo spazio in italia 1980 1985 1990 1200 1000 800 600 400
Numero di addetti allo spazio in italia
1980
1985
1990
1200
1000
800
600
400
200
0
Selenia Sp.
Aeritalia
Telespazio
BPD
LABEN
FIAR
Off. Galileo
CISET
Fiat Avio
Microtecnica

dati ASI/CENSIS per le 10 aziende maggiori

Nella prima metà degli anni ‘90 la grave crisi che ha colpito il settore aerospaziale, con circa 30% di calo degli addetti, ha solo marginalmente interessato lo spazio, che presenta oggi un livello di circa 5500 occupati nelle aziende direttamente interessate.

B

I-25 P IANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE La crescita però non è stata di natura

I-25

PIANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE

La

crescita

però

non

è

stata

di

natura

solo

quantitativa,

ma anche

qualitativa.

L’impatto sulle risorse umane e sul potenziale produttivo è stato complessivamente elevato, in quanto tale crescita:

ha permesso alle aziende di raggiungere una massa critica sul piano delle risorse umane e di dotarsi di attrezzature e di impianti specializzati;

ha

alcune figure

reso

necessaria

l’introduzione

e

la

diffusione

di

professionali chiave nel settore spaziale;

ha provocato un accrescimento rapido della domanda di lavoro per le qualifiche più elevate del settore;

ha fatto sì che le imprese spaziali italiane, sul piano organizzativo e di competenza tecnologica e sistemistica, ben figurino rispetto agli standard vigenti sui mercati internazionali.

Le carenze del passato sottolineano la necessità che l’ASI svolga compiutamente il suo ruolo in materia di politica industriale. Non si tratta

di

operare interventi dirigistici di tipo centralistico. Il fatto che lo Stato sia

il

maggiore committente nel settore spaziale fa sì che gli interventi

dell’Agenzia assumano di per sé un particolare rilievo, anche nella elaborazione e nella attuazione della politica industriale spaziale italiana.

B

P IANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE 5.1. Gli aspetti gestionali I-26 La fine della contrapposizione

PIANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE

5.1. Gli aspetti gestionali

I-26

La fine della contrapposizione est-ovest ha globalizzato la competizione nel settore spaziale, anche a seguito dell’intervento di nuovi attori e della

disponibilità di tecnologie prima riservate alle applicazioni militari. Ciò ha costituito un importante stimolo per il miglioramento della gestione tecnica ed economica dei programmi. Vi è inoltre una maggiore attenzione da parte dell’opinione pubblica e dei Governi al “ritorno degli investimenti”

in termini di rapporto costi/benefici.

Quindi, se da un lato vengono riesaminati criticamente gli obiettivi e intraprese azioni per migliorare le prestazioni dei sistemi, dall’altro si

identificano strategie per la riduzione dei costi e dei tempi di realizzazione:

la NASA ha come obiettivo strategico quello di conseguire entro il 2010

una riduzione dei costi dei satelliti e di accesso allo spazio per un fattore pari a 20. Uno degli strumenti innovativi, cui l’Agenzia statunitense fa riferimento per una consistente riduzione dei costi dei programmi spaziali,

e' un modello di gestione che trae origine dal concetto di "concurrent

engineering" e dalla nuova struttura di organizzazione del lavoro che ne deriva, denominata "Integrated Product Development". Sono così ridefiniti sia il modello che l'organizzazione dell'ingegneria di sistema durante il ciclo di vita di un progetto, dalla sua concezione alla messa in orbita del prodotto spaziale finale. Anche la struttura governativa di gestione del progetto e' rivista in funzione del nuovo modello industriale.

Questa fase di ottimizzazione della produttività del sistema spazio rende ancora più complessa la competizione mondiale. L’Italia ha investito nel settore importi rilevanti, soprattutto in rapporto con altre attività di ricerca e sviluppo. L’ASI deve perciò dotarsi di opportuni strumenti e sviluppare iniziative in grado di affrontare questa competizione. Pur trattandosi in alcuni casi di strumenti operativi, alcune scelte possono avere valenza strategica, con impatti di politica industriale.

5.1.1. Approccio della “qualità totale”:

L’approccio della “qualità totale” costituisce uno strumento per la politica industriale. Un programma di gestione della qualità, verso i contraenti e al proprio interno, è anche mirato alla riduzione dei costi e al miglioramento

dell’efficienza gestionale con speciale riguardo alle verifiche, al controllo

di configurazione e alla garanzia del prodotto. Crescente diffusione, nella

pratica gestionale dei progetti della difesa e dello spazio, hanno i sistemi

B

I-27 P IANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE CALS (Continuous Acquisition and Life Cycle Support). Si

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PIANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE

CALS (Continuous Acquisition and Life Cycle Support). Si tratta di sistemi concepiti come strumenti di una strategia per l’integrazione dei processi aziendali, tramite l’adozione di standard per lo sviluppo, la gestione e l’utilizzo delle informazioni tecniche e di controllo. L’impiego di sistemi informativi, quale l’ECSS system (European Cooperation for Space Standardization), mirato alla standardizzazione dei processi e delle procedure, sarà strumento insostituibile per tale approccio.

5.1.2. Analisi dei costi industriali

Una adeguata metodologia di stima dei costi può avere importanti impatti ai fini della politica industriale. Si pensi a esempio alla politica dei tassi orari con riferimento all’entità e modalità di riconoscimento dell’utile industriale in funzione della tipologia di attività.

Le caratteristiche delle produzioni nel settore spaziale rendono spesso difficile e complessa la valutazione dei costi di progetto, soprattutto nell’attuale situazione di veloce e continua innovazione tecnologica. E’ quindi necessario che la struttura dell’ASI venga potenziata sempre di più per affinare il processo metodologico della stima dei costi, anche estendendo l’utilizzo di nuovi strumenti parametrici, in analogia a quanto avviene per la NASA e per grandi gruppi industriali.

5.1.3. Impostazione contrattuale

La formulazione contrattuale può avere importanti effetti ai fini dell’economia dei progetti. Alcune delle iniziative che l’ASI assumerà in merito sono:

oculata pianificazione dei pagamenti, con impatto quindi sulle politiche economico- finanziarie aziendali;

assegnazione dei contratti secondo un giusto livello di competizione;

controllo della assegnazione dei sottocontratti nella prospettiva di valorizzare appieno le capacità del sistema industriale nazionale e in particolare delle piccole-medie imprese;

possibilità per l’ASI di rescindere i contratti e di imporre la rescissione di subcontratti in presenza di cambiamenti degli assetti societari. Si pensi al caso in cui, successivamente all’assegnazione di una commessa di notevole importo e durata, determinata in modo rilevante da

B

I-28 P IANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE considerazioni di valenza strategica nazionale, la proprietà di

I-28

PIANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE

considerazioni di valenza strategica nazionale, la proprietà di un’azienda decida di monetizzare la “dote” appena conseguita. La Pubblica Amministrazione deve essere in grado di garantirsi qualora la variazione di assetto societario danneggi eventuali interessi strategici nazionali che fossero stati alla base del contratto.

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P IANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE 5.2. Aspetti commerciali I-29 Mentre i programmi militari e

PIANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE

5.2. Aspetti commerciali

I-29

Mentre i programmi militari e la ricerca di base per loro natura non possono che contare sul solo intervento pubblico, per attività spaziali applicative e di supporto si può parlare di un crescente interesse per sviluppi commerciali, a livello mondiale.

Significativo è l’andamento del fatturato per attività commerciali in USA dal 1990 al 1994, secondo i dati dell’U.S. Dept. of Commerce (1994).

7000 6000 5000 4000 3000 2000 1000 0 1990 1990 1991 1991 1992 1992 1993
7000
6000
5000
4000
3000
2000
1000
0
1990 1990
1991
1991
1992
1992
1993
1993
1994
1994
milioni di dollari

L’esame della reale natura commerciale dei programmi spaziali va effettuato con alcune cautele. Il settore è ampiamente caratterizzato dal mercato “captive” (cioè protetto dal finanziamento pubblico). Per motivi economici o di interesse strategico nazionale, i governi hanno sostenuto sovente, direttamente o indirettamente, i costi di sviluppo e talvolta di produzione delle prime unità. Ciò non di meno, in molti casi, per produzioni che hanno superato la fase iniziale di apprendimento (learning factor), si è creato un mercato commerciale, in grado di determinare un utile rispetto ai costi marginali. I livelli di costo degli stessi satelliti commerciali per telecomunicazioni statunitensi sono garantiti da una notevole committenza militare che, per evidenti esigenze strategiche proprie di una potenza mondiale, si è fatta carico dei costi di sviluppo. Un dato interessante emerge poi dal confronto del fatturato delle aziende spaziali USA ed europee. Secondo dati di Euroconsult, relativi al 1994 e riportati in un rapporto dell’Industry’s High Level Group della CE, mentre il fatturato delle industrie europee (pari a 3,5 miliardi di dollari) proveniva

B

I-30 P IANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE per il 66% da committenza pubblica, per le

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PIANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE

per il 66% da committenza pubblica, per le industrie americane (pari a 28,5 miliardi di dollari) la committenza pubblica contribuiva per il 93%.

La crescente competizione internazionale, nel campo dello spazio commerciale, esclude meccanismi assistenziali finalizzati alla sopravvivenza di realtà produttive non competitive, prive quindi di futuro. L’ASI nel finanziare fasi di ricerca e sviluppo di programmi orientati alla commercializzazione deve effettivamente verificare che si riferiscano a programmi realmente vitali e competitivi in campo internazionale.

Le fasi successive di industrializzazione e commercializzazione esulano da

una diretta competenza dell’Agenzia. La legge 186/88 prevede però la

possibilità che l’ASI partecipi “in via minoritaria, previa autorizzazione del Ministro per il coordinamento delle iniziative per la ricerca scientifica e tecnologica, a consorzi industriali o misti con la partecipazione di enti pubblici costituiti anche in società con idonee capacità finanziarie o a società od imprese internazionali o straniere per la promozione del mercato

di sistemi e servizi spaziali nonché per attività di ricerca e sviluppo,

realizzazione e commercializzazione di tecnologie e prodotti tecnologici di interesse spaziale. La partecipazione può avvenire mediante conferimento di capitali, di tecnologie, di diritti di proprietà intellettuale e industriale, di personale specializzato nonché di servizi di assistenza tecnica.”

La partecipazione dell’ASI a consorzi è da ritenersi uno strumento fondamentale ai fini di una reale politica di incentivazione delle attività di commercializzazione dello Spazio.

B

P IANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE 5.3. Aspetti finanziari I-31 La nostra epoca è caratterizzata

PIANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE

5.3. Aspetti finanziari

I-31

La nostra epoca è caratterizzata da tre grandi mutamenti: l’innovazione tecnologica, l’internazionalizzazione dei processi produttivi e l’innovazione finanziaria.

L’innovazione tecnologica è connaturata ai progetti spaziali. I progetti predisposti e gestiti dal CNR prima e dall’ASI poi sono stati caratterizzati da contenuti fortemente innovativi. La natura stessa dei progetti spaziali (rischio elevato e forti investimenti iniziali) ha favorito l’internazionalizzazione dei programmi (cui peraltro contribuisce la stessa natura fisica dell’ambiente spaziale, non vincolato al concetto ristretto di “spazio territoriale”).

Per quanto riguarda l’innovazione finanziaria non vi è stata alcuna “fertilizzazione” delle culture aziendali, permanendo anche nel settore spaziale il gap finanziario (cioè un minore sviluppo di nuovi e sofisticati strumenti finanziari) della nostra economia rispetto ad altre economie avanzate.

La crisi del settore spaziale mondiale, le sempre crescenti difficoltà per le economie avanzate di garantire sufficienti livelli di finanziamento pubblico richiedono ormai, per le applicazioni di tipo commerciale, una nuova mentalità non più orientata al mero finanziamento di impresa ma al finanziamento del progetto (project financing). In questo caso compito dell’ASI sarà quello di favorire l’intervento di operatori finanziari tramite definizione di iniziative mirate, che vedano a esempio un parziale supporto finanziario a progetti oculatamente selezionati.

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I-32 P IANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE 5.4. Il ruolo della piccola-media industria Le piccole

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PIANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE

5.4. Il ruolo della piccola-media industria

Le piccole e medie industrie svolgono un ruolo particolarmente importante

in tutti settori economici. La loro capacità di adattamento al mutare delle

esigenze del mercato, di veloce acquisizione di nuove tecnologie e l’ abilità nell’inserirsi in nicchie high-tech, le rendono complementari alle grandi società in un sistema industriale equilibrato. Tuttavia, in caso di

crisi del settore, i maggiori problemi si creano proprio per queste aziende. Infatti, le grandi industrie, prime contraenti di grossi progetti, al fine di compensare la conseguente riduzione di lavoro, tendono a ridurre il ricorso a sottocommesse. Inoltre le aziende di piccole e medie dimensioni, data la loro minore forza sul mercato finanziario, possono maggiormente risentire

di difficoltà finanziarie.

Dato il ruolo fondamentale della piccola e media industria è necessario che l’ASI adotti opportuni provvedimenti. Uno strumento fondamentale in tal senso è costituito dalla partecipazione dell’ASI a una attenta politica di assegnazione delle sottocommesse industriali. Anche i progetti tecnologici, affidati direttamente in esecuzione a piccole e medie imprese, devono avere tra gli obiettivi primari il mantenimento e l’ampliamento delle capacità tecnologiche della stesse, soprattutto ai fini dell’inserimento in nicchie di eccellenza.

Non vanno poi trascurate le implicazioni industriali delle attività di ricerca

di base. Lo stanziamento tendenzialmente riservato alla ricerca di base sarà

dell’ordine di 150 miliardi annui. Quota rilevante di tale importo sarà impiegata affidando all’industria la realizzazione di equipaggiamenti e strumenti scientifici. Si tratta tipicamente di progetti che richiedono padronanza delle tecnologie utilizzate, elevata specializzazione e progettazioni a hoc (custom), fattori tutti particolarmente congeniali alla piccola e media impresa. Un intervento mirato dell’ASI in questo settore permetterebbe la crescita di piccole aziende “modello”. Gli importi economici relativi ai singoli progetti, marginali per grandi realtà industriali, possono infatti rappresentare una fonte rilevante di committenza per piccole imprese di punta. Tale intervento da parte dell’ASI dovrà basarsi sul pieno rispetto delle esigenze della ricerca, favorendo, anche con iniziative accessorie, un rapporto di collaborazione, tra enti di ricerca e aziende, proficuo per entrambi.

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I-33 P IANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE 6. La cooperazione internazionale Come già accennato, lo

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PIANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE

6. La cooperazione internazionale

Come già accennato, lo spazio è uno dei settori in cui è più avanzato il processo di internazionalizzazione. Oltre che da esigenze culturali e di politica internazionale, ciò dipende anche dai costi e dai rischi dei progetti spaziali, spesso eccessivi anche per le economie più forti. Si pensi alla stazione spaziale internazionale e alla costituzione della stessa ESA.

La legge assegna all’ASI precisi compiti in materia di cooperazione internazionale. Infatti, oltre alla responsabilità diretta di gestione dei programmi internazionali, l’Agenzia:

cura, sulla base delle direttive impartite dal MURST, gli interessi nazionali, scientifici e industriali, per quanto concerne la partecipazione italiana ai programmi dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), assicurando l’acquisizione di commesse adeguate alle contribuzioni versate alla stessa ESA e garantendo anche l’armonizzazione e la compatibilità delle attività nazionali con quelle affidate all’industria nazionale dall’ESA;

Partecipa a programmi od imprese spaziali in collaborazione con organismi di altri Paesi mediante accordi bilaterali o multilaterali, previa autorizzazione concessa dal MURST, di concerto con il MAE;

Stabilisce, previa autorizzazione concessa dal MURST, di concerto con

il MAE, relazioni con organismi spaziali di altri Paesi e internazionali

per determinare obiettivi e attività specifiche di collaborazione e per verificare la validità scientifica, tecnologica ed economica e la complementarità delle attività sviluppate nel Piano spaziale nazionale, nel contesto di programmi internazionali e di altri Paesi. Assicura al MURST le necessarie collaborazioni anche attraverso la designazione di proprio personale altamente qualificato, nell’attuazione dei programmi europei e internazionali al fine di favorire le valutazioni riguardo agli indirizzi generali di politica spaziale nazionale e all’interesse italiano alla partecipazione in programmi spaziali internazionali;

Può partecipare, in via minoritaria, previa autorizzazione del MURST,

a società od imprese internazionali o straniere per la promozione del mercato di sistemi e servizi spaziali

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P IANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE 6.1. La cooperazione europea I-34 La politica spaziale europea

PIANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE

6.1. La cooperazione europea

I-34

La politica spaziale europea si trova a un bivio. Gli ingenti investimenti dei governi nel settore spaziale hanno permesso una indubbia crescita delle capacità tecnologiche e delle competenze sistemistiche industriali. A ciò

non è però corrisposta una generale capacità dell’industria europea di

“stare sul mercato”. Alcune motivazioni sono di carattere strutturale: a esempio non vi è nulla in Europa che svolga una funzione di volano analoga a quella che negli USA è svolta dalla committenza militare. Altri fattori dipendono direttamente dalle scelte politiche ed economiche dei governi europei.

6.1.1. Il nuovo ruolo della CE

La CE, nel riconoscere il ruolo propulsivo che l’ESA ha avuto in una fase “technology driven” (ovvero motivata dalla prospettiva di crescita e sviluppo in un settore ad alta tecnologia), ritiene di dover giocare oggi un proprio ruolo più diretto, quale maggiore utente europeo, per attività che siano in una fase “market driven” (ovvero determinate dalle reali esigenze e richieste del mercato).

Questa linea, certamente condivisibile, richiede però alcune cautele nella

fase attuativa, sulla base dell’esperienza ESA. La conduzione dell’ESA

infatti ha visto una prevalenza degli interessi di alcuni nostri partner

europei, di fatto a scapito di quelli italiani (il problema dei mancati “ritorni industriali”). Si può affermare che, a causa di una debole capacità italiana

di intervento in ambito ESA, il nostro Paese ha di fatto finanziato, tramite

progetti condotti da imprese estere, lo sviluppo tecnologico di alcuni Paesi europei nostri concorrenti.

A ciò si aggiungano le difficoltà di una parte dell’industria europea, in crisi

di sovradimensionamento conseguente ad ambiziosi programmi

governativi, che potrebbero spingere i governi interessati a far pesare su altri Paesi europei gli oneri finanziari dei loro programmi attraverso l’internazionalizzazione degli stessi. Si pensi, a titolo esemplificativo, al tentativo di far finanziare dalla CE programmi di telecomunicazioni, che, con ritardo di 7-8 anni, sembrano ripercorrere in gran parte le orme di Italsat e Artemis.

Il problema richiede particolare attenzione. E’ perciò necessario che

l’Italia, pur sostenendo e incoraggiando il ruolo che la CE intende svolgere

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I-35 P IANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE sempre più attivamente, si doti delle strutture e

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PIANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE

sempre più attivamente, si doti delle strutture e procedure operative che permettano di incidere realmente sulle sue scelte e politiche di intervento.

6.1.2. La crisi dell’ESA

Il secondo fattore riguarda la crisi, si potrebbe dire di identità, dell’ESA. I maggiori progetti in cui essa è coinvolta sono gestiti, per la gran parte, da agenzie nazionali (NASA per la stazione spaziale e CNES per ARIANE). Una recente analisi di una società di consulenza ne ha anche evidenziato il sovradimensionamento della struttura gestionale operativa.

Alcuni governi hanno manifestato insofferenza per gli elevati costi di funzionamento e più in generale per un’efficienza non ottimale dell’ESA. Per i paesi maggiori contribuenti sono ormai da ritenersi più proficui i rapporti bilaterali o multilaterali tra agenzie nazionali: diverso è il discorso per i contribuenti minori, per i quali l’ESA svolge di fatto un ruolo supplente di agenzia nazionale.

Sembrerebbe perciò più appropriato ridisegnare i ruoli dell’ESA, salvaguardandone le competenze nella gestione dei grandi progetti scientifici e il ruolo supplente di agenzia nazionale per i paesi minori contribuenti, eventualmente indirizzandola anche verso una funzione di supporto e consulenza tecnico-gestionale per gli organismi politici europei.

6.1.3. La politica euro-mediterranea

Un altro aspetto che merita particolare attenzione riguarda i possibili sviluppi della conferenza euro-mediterranea di Barcellona. Non solo la presenza geografica ma anche l’influenza culturale del nostro paese nell’area mediterranea ci pongono in una posizione privilegiata. La conferenza di Barcellona ha infatti aperto la strada a nuove possibili cooperazioni nell’area mediterranea, essenzialmente nell’ambito dei programmi applicativi di telerilevamento e telecomunicazioni. È stato identificato un programma di lavoro in grado di tradurre le dichiarazioni di principi in un piano operativo. Alcuni tra i temi, di interesse per applicazioni spaziali, sono (i) lo sviluppo di infrastrutture per le telecomunicazioni e nuovi servizi nei paesi del Med12, (ii) l’analisi dei problemi ambientali nel bacino del Mediterraneo e le relativa definizione di appropriate iniziative e (iii) la pianificazione e l’uso delle risorse idriche.

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I-36 P IANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE Le competenze acquisite dal nostro settore scientifico e

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PIANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE

Le competenze acquisite dal nostro settore scientifico e dall’industria italiana su queste tematiche ci pongono in una reale situazione di vantaggio. L’esperienza derivante dal programma Italsat ci permette di partire da una posizione di avanguardia, in ambito non solo europeo, ma anche mondiale, nell’utilizzo del satellite per le “information highway”. L’avvio del progetto Skymed/Cosmo, ci pone poi in una posizione competitiva in Europa per quanto concerne il settore del telerilevamento.

E’ quindi necessario che le iniziative italiane in ambito CE valorizzino appieno le nostre competenze.

6.1.4. La cooperazione diretta con gli stati europei

Il CNR prima e l’ASI successivamente si sono pienamente inseriti nel processo di internazionalizzazione dello spazio. Oltre alla partecipazione in ESA, l’ASI ha consolidato numerose collaborazioni con gli Stati Uniti e ha instaurato rapporti diretti di collaborazione con altri paesi europei, fra i quali:

con la Francia

collaborazione con il CNES per lo sviluppo e la realizzazione del programma IASI (Infrared Advanced Sounding Instrument) nel settore dell’Osservazione della Terra;

valutazioni CNES/ASI sulla possibilità di sviluppo congiunto di un piccolo lanciatore;

valutazioni CNES/ASI per la definizione di strategie comuni nell’ambito dell’esplorazione planetaria, in particolare nel campo dei Rover spaziali;

attività per il lancio di palloni stratosferici dalla base ASI di Trapani Milo a seguito di Memorandum d’Intesa con il CNES;

collaborazione tecnologica per il progetto Arsene (pannelli solari)

con la Germania

realizzazione congiunta italo-tedesca del Radar ad apertura Sintetica in banda X (X-SAR), nell’ambito della collaborazione con JPL-NASA per il programma RadarLab

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∑ Paesi Bassi P IANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE I-37 ◊ sviluppo e realizzazione congiunta

Paesi Bassi

PIANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE

I-37

sviluppo e realizzazione congiunta del programma SAX;

Paesi dell’Europa Centro-Orientale

progetto preliminare, in ambito CEI (Central European Initiative - ex Esagonale), per la definizione del progetto CESAR (Central European Satellite for Advanced Research) dedicato allo studio della magnetosfera terrestre.

Ulteriori iniziative vi sono state con Spagna e Grecia. Anche se il livello complessivo delle cooperazioni non è di poco rilievo, l’ASI dovrà in futuro ampliare il livello della cooperazione internazionale. Si citano a esempio possibili cooperazioni con la Francia per programmi applicativi, oltre che per i piccoli lanciatori, e con la Gran Bretagna per quanto attiene al settore scientifico.

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I-38 P IANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE 6.2. La cooperazione con la NASA In ambito

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PIANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE

6.2. La cooperazione con la NASA

In ambito di cooperazione spaziale bilaterale, prevalente risulta oggi quella con gli Stati Uniti. Fin dagli anni ‘70 lo spazio è stato un settore privilegiato di cooperazione scientifica e tecnologica tra Stati Uniti e Italia. Tale rapporto privilegiato si è pertanto riflesso nei Piani Spaziali Nazionali Italiani, che si sono susseguiti dal 1979 a oggi.

I principali programmi, a seguito di specifici accordi intergovenativi, sono:

la missione del “satellite al guinzaglio” TSS;

i progetti LAGEOS II / IRIS , che ha visto il lancio dallo Shuttle di un satellite geodetico (LAGEOS II) tramite il sistema propulsivo IRIS;

il progetto X-SAR, già menzionato, per la realizzazione di un radar ad apertura sintetica in banda X, realizzato congiuntamente da Germania e Italia, integrato col progetto RadarLab di JPL-NASA;

UV-STAR: piattaforma tecnologica per osservazioni di astronomia interferometrica nella banda ultravioletto estremo;

la missione Cassini, condotta dalla NASA in collaborazione con l’ESA, che è destinata all’esplorazione interplanetaria con particolare riferimento allo studio di Saturno e di Titano, sua maggiore luna;

il programma MPLM che costituisce una delle nostre principali cooperazioni con gli Stati Uniti, nel quadro della maggiore impresa di cooperazione globale tra Stati Uniti, Giappone, Canada, ed ESA, cui ha aderito anche la Russia, per la realizzazione e l’utilizzo della Stazione Spaziale Internazionale;

In generale il rapporto di collaborazione con gli USA è stato molto proficuo e di reciproca soddisfazione. Tra i programmi presenti nell’attuale pianificazione NASA ve ne sono di particolarmente interessanti. Tenendo conto della maggiore predisposizione della NASA a collaborazioni internazionali, l’ASI dovrà incrementare il livello di questi rapporti, anche nell’ottica di una maggiore incisività dell’apporto italiano ai programmi in cooperazione con l’Agenzia statunitense.

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P IANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE 6.3. Gli stati della ex-URSS I-39 Da considerare con

PIANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE

6.3. Gli stati della ex-URSS

I-39

Da considerare con notevole attenzione sono le possibilità di cooperazione con la Russia e l’Ucraina, avviate a una sempre più stretta integrazione con l’Europa occidentale.

La cooperazione risale al 1989 con la firma di un Protocollo di collaborazione scientifica tra l’ASI e Intercosmos e Glavcosmos. In questo contesto si sono inquadrati vari progetti di collaborazione tra il CNR, istituti universitari italiani e centri dell’Accademia delle Scienze Russa, da ritenersi però di portata limitata rispetto alle potenzialità spaziali russe e ucraine.

Recenti contatti con russi e ucraini hanno evidenziato un reciproco interesse a collaborazioni nell’ambito dei rispettivi programmi. Tali collaborazioni sono anche favorite dalla legge n.164/96 che recepisce un accordo di collabrazione tra UE e Federazione Russa.

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I-40 P IANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE 7. Linee di sviluppo per i programmi del

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PIANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE

7. Linee di sviluppo per i programmi del piano

1996-2005

Le linee strategiche di sviluppo che sono dettagliate nel Piano dei Programmi si possono così riassumere:

La scienza

Il piano per la scienza deve tenere conto della necessaria autonomia del mondo scientifico per quanto attiene la ricerca di base. D’altra parte le proposte di ricerca di base non possono ignorare, in quanto condizionate e condizionanti, le scelte relative ad applicazioni, tecnologie e programmi per l’accesso e la permanenza nello spazio.

Le tipologie in cui si articoleranno le attività scientifiche sono:

Attività di ricerca di base

programma

Partecipazione

a

Missioni

Scientifiche

nell’ambito

del

obbligatorio ESA

Programmi nazionali e/o bilaterali, a loro volta suddivisi in:

Applicazioni scientifiche della Stazione Spaziale

Collaborazioni con NASA e altre Agenzie Spaziali

Piccoli satelliti scientifici nazionali

Ricerca da aereo e palloni stratosferici

Le applicazioni

Nell’ottica dell’attuale piano decennale le applicazioni riguardano principalmente le telecomunicazioni, le osservazioni della terra e la navigazione. Anche se l’industria nazionale parte da posizioni di rilievo (si pensi all’esperienza di Italsat per le applicazioni “high bit rate” in banda Ka), la concorrenza a livello mondiale in ciascuno di questi settori è notevole. Saranno perciò realizzati progetti quanto più inseriti in un sistema integrato che comprenda:

un sistema satellitare di osservazione della terra caratterizzato da elevata risoluzione e frequenza di rivisitazione;

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I-41 P IANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE ∑ una infrastruttura di telecomunicazione satellitare “high bit

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PIANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE

una

infrastruttura di telecomunicazione satellitare “high bit rate”, basata

satelliti della serie Italsat (o su progetti industriali a logica commerciale), complementare e integrata con la rete terrestre ed eventuali funzioni di “data relay”.

su

stazioni di terra per il controllo, l’acquisizione e l’elaborazione dei dati;

partecipazione a programmi per le telecomunicazioni mobili tramiti reti

di piccoli satelliti LEO e a programmi ATM.

Accesso allo spazio

Le attività relative all’accesso allo spazio saranno basate sulle seguenti linee:

mantenimento dell’impegno per il lanciatore europeo ARIANE, in ambito ESA, nell’ottica di garantire un adeguato coinvolgimento dell’industria nazionale anche in fase di produzione;

realizzazione di un piccolo lanciatore della classe di 350 Kg LEO (con

possibilità di utilizzo dei suoi componenti quali stadi superiori di vettori

di maggiore peso da realizzare in un’ottica di cooperazione

internazionale, preferibilmente europea);

rinnovo e potenziamento, in collaborazione con il CRA dell’Università

di Roma, della base di lancio di San Marco in Kenya;

potenziamento e ristrutturazione della base di Trapani Milo, unica base

europea dalla quale è possibile attuare voli transmediterranei di palloni

stratosferici;

preparazione e avvio di un programma di attività di ricerca per mezzo di aerei.

Permanenza nello spazio

L’Italia è fortemente coinvolta nella realizzazione della stazione spaziale internazionale. Il coinvolgimento è duplice: con l’ESA per la realizzazione del COF, dell’ATV e del CTV e direttamente con la NASA per il MPLM. L’impegno italiano, influenzato dal contesto internazionale, è stato determinante per il mantenimento del coinvolgimento europeo. Al fine di permettere però un adeguato utilizzo della “quota” italiana delle opportunità offerte nella stazione spaziale, l’ASI deve impegnarsi in una

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I-42 P IANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE attiva opera di promozione presso il mondo scientifico

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PIANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE

attiva opera di promozione presso il mondo scientifico e industriale delle opportunità della stazione stessa.

Nell’ambito della stazione spaziale sono anche previsti programmi di robotica, settore di eccellenza per il nostro Paese, le cui realizzazioni ed esperienze verranno utilizzate nelle future attività per basi lunari e planetarie.

Le tecnologie

Il programma tecnologico risponde a due principali requisiti: (i) garantire una diffusione generale delle tecnologie spaziali presso le aziende italiane, con particolare attenzione alla promozione della PMI, all’allargamento della base industriale e al trasferimento tecnologico e (ii) promuovere l’acquisizione di specifiche tecnologie “abilitanti”, che permettano alle aziende italiane la realizzazione di progetti di valenza strategica nel settore spaziale. In particolare per le tecnologie “abilitanti” è previsto un coordinamento con i progetti nazionali, internazionali e in ambito ESA.

Centri e infrastrutture di terra

L’ASI, fin dalla sua istituzione, gestisce direttamente il Centro di Geodesia Spaziale “Giuseppe Colombo” (attivo nel campo della geodesia spaziale, del telerilevamento, della robotica spaziale e delle esplorazioni planetarie) e la Base di Trapani-Milo, per il lancio di palloni stratosferici, unica in Europa a consentire voli transmediterranei. In Kenya, oltre alla base San Marco (gestita dall’Università di Roma e che ha visto nel passato numerosi lanci del vettore Scout), e’ attivo un centro dati per la missione SAX.

Anche in congiunzione con il programma SkyMed/Cosmo si e’ avviata la realizzazione di un centro presso Firenze, (già in parte finanziato dalla Regione Toscana) finalizzato all’acquisizione, all’elaborazione e alla diffusione dati di telerilevamento satellitare. Per attività’ relative alla stazione spaziale e ai satelliti scientifici sono previsti altri centri a Torino (ALTEC), Napoli e Roma.

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Per tutti i programmi descritti nella parte successiva del documento si sono fatte proiezioni di attività, e quindi di costi, compatibili con i

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I-43 P IANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE finanziamenti annuali previsti per l’ASI. Contributi importanti sono

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PIANO 1996-2000: I) LINEE STRATEGICHE

finanziamenti annuali previsti per l’ASI. Contributi importanti sono attesi dalla possibilità di internazionalizzare molti dei programmi pianificati.

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