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Dioxinity Day/2

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30/10/2016
di Alexik
[A questo link il capitolo precedente.]
Alcolisti ! Fumatori ! DROGATI !!! Abbandonate le vostre
abitudini dissolute e conformatevi al volere divino del crescete
e moltiplicatevi!
La vostra perseveranza nelladozione di stili di vita scorretti un
attentato contro la demografia.
A nulla vale lelargizione governativa di bonus beb, se il vostro
attaccamento al vizio continua a sprofondarvi nellimproduttivit
spermatica e ovocitica.
Emendatevi, dunque, e convertitevi al nuovo verbo salutista,
per poter ritornare in piena forma ad offrir dei figli a Dio, alla
Patria e allImpero !
Cio, vabb a Dio e alla Patria. Per lImpero ci stiamo ancora attrezzando.
Mi suona pi o meno cos il tono delle infografiche del Fertility Day redatte dal Ministero della Salute: rinuncia a
Satana, alla sigaretta, alla canna e alla bottiglia !
Eppure ho il sospetto che uniformarsi ai precetti ministeriali conduca a volte a risultati controproducenti.
Per esempio, non so se a tutti i veneti convenga abbandonare il loro proverbiale etilismo a favore dellacqua di
rubinetto.
Mi riferisco soprattutto a quelli che risiedono in una vasta zona compresa fra le province di Vicenza, Verona e
Padova, dove nel 2013 un monitoraggio dellIRSA-CNR ha rilevato altissime concentrazioni di sostanze
perfluoroalchiliche (PFAS) nelle acque potabili, con punte oltre i 2.000 ng/l 1 (per farsi unidea dellordine di
grandezza, lobiettivo di qualit fissato in Germania di 100 ng/l).
Principale indiziata la Miteni di Trissino (VI), ex Rimar/Marzotto 2, oggi di propriet della multinazionale
Weylchem/ICIG. La fabbrica produce PFAS, usate per la produzione di tessuti idrorepellenti (goretex), imballaggi
alimentari, teflon, schiume antincendio, cere per pavimenti, vernici, insetticidi, olii idraulici.
da unarea di pertinenza della Miteni che lARPA Veneto ha rilevato
lorigine dellinquinamento, che da l si diffonde nellAgno e poi, tramite
gli acquiferi, si propaga ad altri torrenti (Gorzone, Retrone,
Bacchiglione) ed alle fonti di approvvigionamento degli acquedotti3.
In questo modo sessantamila veneti avrebbero assunto per decenni
sostanze perfluoroalchiliche bevendo acqua inquinata, cuocendoci la
pasta, usandola per lavare le verdure ed innaffiare lorto, mangiando
carni, uova e pesci a loro volta contaminati.
E morendo pi di altri. Secondo ISDE/Medici per lAmbiente, in quella
zona negli ultimi 30 anni ci sarebbero stati 1.300 morti in pi rispetto
ad altre aree della regione 4. Morti in eccesso anche secondo lENEA
per infarto, malattie cerebrovascolari, Alzheimer, Parkinson, diabete,
tumori al sistema linfatico, al fegato, rene, vescica, pancreas, mammella, ovaio, testicolo, prostata5.

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Una mortalit coerente con lesposizione alle PFAS, che come interferenti endocrini alterano le funzioni e lequilibrio
degli ormoni, favorendo in questo modo linsorgere delle patologie pi varie. Effetti sulla riproduzione compresi.
un aspetto, questultimo, che nella bassa valle dellAgno non stato
monitorato, ma che gi conosciuto grazie a numerose ricerche sulle
PFAS in tutto il mondo.
Dalla Danimarca al Canada a Taiwan ricercatori ed epidemiologi
hanno correlato lesposizione a PFAS ad una maggiore infertilit
femminile6, al basso peso alla nascita, ai parti prematuri ed alla ridotta
circonferenza cranica dei neonati7, allinsorgenza di patologie
cerebrali nei nascituri8.
Una ricerca italiana ha riscontrato come le donne esposte a PFAS
presentino una contaminazione dei fluidi follicolari (i liquidi che
ricoprono i follicoli ovarici), con un potenziale effetto dannoso sugli
ovociti9. Sempre in Italia, uno studio sul siero di 53 coppie infertili ha
rilevato un livello pi alto di acido perfluorottansolfonico (PFOS)
rispetto al gruppo di controllo 10.
Negli USA, lEnvironmental Protection Agency associa la presenza di PFAS nel siero umano con i ritardi nella
pubert delle ragazze e con la menopausa precoce delle donne adulte11.
Un progetto del National Health and Nutrition Examination Survey ha stabilito un forte legame fra lesposizione
allacido perfluoroottanico e le tireopatie femminili 12, che rimanda ad un effetto indiretto sulla fertilit, vista
linfluenza delle patologie tiroidee sulle alterazioni del ciclo mestruale, sul mancato rilascio dellovulo, sulle
complicazioni in gravidanza, aborti spontanei, nascite pretermine, deficit neurologici del nascituro.
Infine, uno studio danese mostra come gli effetti sulla fertilit delle PFAS si trasmettano anche alle generazioni
future, influendo sulla qualit del seme e sugli ormoni riproduttivi dei maschi esposti in utero allacido
perfluoroottanico (PFOA).13
Ce ne abbastanza perch un Governo cos preoccupato dellintegrit del nostro apparato riproduttivo intervenga
con decisione!
E infatti il Governo intervenuto fissando per decreto i valori soglia per lacqua potabile a 30 ng/l per il PFOS ed a
500 ng/l per il PFOA. Cio SETTE VOLTE SUPERIORI a quelli stabiliti negli USA, dove il limite per la somma delle
due sostanze di 70 ng/l.
Insomma: lacqua inquinata dalle PFAS potete bervela. Ma mi raccomando, non fatevi le canne se no rimanete
sterili!
Del resto, perch preoccuparsi delle PFAS se la posizione dellIstituto Superiore di Sanit (ISS), per bocca della
dott.ssa Musumeci, la seguente ?
Su queste sostanze non c una certezza su come agiscano, la IARC le ha classificate [solo] come possibili
cancerogeni (guarda qui lintervista delle Iene). Alla faccia dei ricercatori che in tutto il mondo ne hanno dimostrato
la nocivit.
Dopo quella dellISS, unaltra dimostrazione di sensibilit istituzionale nei confronti della nostra salute riproduttiva
e non proviene dalla Provincia di Alessandria, che ha concesso nel 2010 lAutorizzazione Integrata Ambientale
allo stabilimento di fluoropolimeri della Solvay Solexis di Spinetta Marengo (AL), permettendogli di buttare nella
Bormida una tonnellata di PFAS allanno14.
E la Bormida questa roba la porta nel Tanaro e poi nel Po, che la sparge attraverso il nord Italia fino alla foce.

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Nel percorso verso lAdriatico le concentrazioni di inquinanti calano, sedimentandosi nei terreni, trasferendosi nelle
falde, nei pozzi, nei canali di irrigazione per lagricoltura, nelle acque di abbeveraggio degli allevamenti. E da l
risalgono la nostra catena alimentare, distribuite nei supermercati di tutta Italia.
Recentemente la Solvay ha annunciato la volont di eliminare il PFOA dai suoi processi produttivi 15. Non ho dubbi
sul fatto che tale riconversione avvenga con successo.
LEnvironmental Policy aziendale sempre stata affidata a personale di altissimo livello, del calibro delling. Luigi
Guarracino, condannato come dirigente Solvay per il cromo esavalente nelle falde di Alessandria, inquisito come ex
direttore Montedison-Ausimont per lavvelenamento delle acque della discarica di Bussi (PE), e nuovamente iscritto
nel registro degli indagati per le PFAS in Veneto, in qualit di ex A.D. della Miteni di Trissino. Una vera autorit in
materia di inquinamento idrico !!!
Comunque, anche se limmissione di PFAS dagli scarichi industriali finisse oggi, il disastro ambientale compiuto e
ci peser addosso per decenni: le PFAS non sono biodegradabili, sono estremamente solubili in acqua e per
questo si propagano facilmente16. Una volta assorbite dal corpo i tempi di dimezzamento della loro concentrazione
nel sangue possono variare da 1,5 a pi di 9 anni 17.
Linfertilit assicurata ancora a lungo.
Voltiamo pagina, abbandoniamo le PFAS e la pianura padana per scendere a sud, in questo nostro viaggio fra le
nocivit industriali e i loro effetti sulla riproduzione. Andiamoci con il ministro Lorenzin, nella Terra dei Fuochi, e
sentiamo cosa dice:
Rispondendo al ministro, io credo che i Campani labitudine al fumo dei roghi tossici dei rifiuti se la toglierebbero
volentieri. Ma impedire gli incendi della monnezza non evidentemente una priorit per il collega della Lorenzin al
ministero degli interni.
Quanto ai tumori causati dagli stili di vita, temo che il ministro della salute non abbia letto lo studio Sentieri, che
collega la vicinanza delle discariche campane agli eccessi di mortalit per tumore al fegato, allo stomaco, al
polmone, alla mammella e per i linfomi non Hodgkin18.
Anche i tumori possono compromettere la fertilit, e non solo quelli che interessano direttamente gli apparati
riproduttivi.
Questo almeno le infografiche del ministero ce lo spiegano: Il 25% dei pazienti trattati con chemioterapia soffre di
azoospermia (mancanza di sperma nel liquido seminale) dopo 2-5 anni dal trattamento. Trattamenti antitumorali
diffusi come la radioterapia esterna determinano un alto rischio di amenorrea (assenza di mestruazioni).
I rimedi previsti dal ministero consistono nella crioconservazione delle cellule riproduttive, estratte prima della
chemio, e in non meglio specificate terapie ormonali e chirurgiche.
Ovviamente non nelle bonifiche della merda industriale sparsa per la penisola, in modo che magari il tumore non ti
viene. Sono i nostri corpi e le nostre vite a doversi adeguare ad un disastro ambientale dato come ineluttabile, al
costo di dolorose terapie, e per la felicit di chi le vende.
Ma torniamo ai Campani ed alle loro insane abitudini.

3/4

Nel capitolo precedente abbiamo disquisito degli effetti sulla riproduzione delle diossine. E vuoi che quei viziosi delle
province di Napoli e Caserta se le facciano mancare ?
Le diossine non mancano nel latte delle madri residenti nei centri pi inquinati dai rifiuti industriali19, ed anche i loro
conterranei maschi le portano nel sangue, assieme ai metalli pesanti. Lesposizione agli inquinanti produce nel loro
liquido seminale alterazioni e frammentazione del DNA20.
Una condizione che, secondo la dott.ssa Notari del Centro Fertilit dellASL di Salerno, pu
comportare problematiche sia della fecondazione degli ovociti, quindi problemi di fertilit, di concepimento, ma lo
spermatozoo magari non in grado nemmeno di supportare lo sviluppo embrionale, e quindi possiamo avere
abortivit. Ci sono delle ipotesi che lassociano persino allinsorgenza di tumori in fascia pediatrica. 21
Anche riuscendo a concepire, lesito della gravidanza potrebbe non essere felice.
Lo dice lOMS, che nel 2007 ha riscontrato una chiara correlazione tra linquinamento da rifiuti in Campania e
leccesso di malformazioni congenite del sistema nervoso centrale e dellapparato urogenitale22.
Cosa centra tutto questo infinito dolore con gli stili di vita?
Chi ha pagato per le responsabilit politiche e industriali del biocidio campano?23
Sulle infografiche del ministero non ci sono le risposte.
(Continua)

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