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Corso Base

per
Aspiranti Volontari del Soccorso
CROCE ROSSA ITALIANA

DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO e


MOVIMENTO INTERNAZIONALE
DI CROCE ROSSA

Istruttore D.I.U. - V.d.S. Donatella Summa


Rimini, martedì 20 febbraio 2007
OBIETTIVO DELLA LEZIONE

Æ Conoscere la storia dell’Associazione Croce Rossa


Æ Conoscere le attività internazionali della Croce Rossa
Æ Conoscere le basi della normativa umanitaria in caso di conflitto
armato

STRUTTURA DELLA LEZIONE


TEORICA
CULTURA DI CROCE ROSSA

Un precursore
Ferdinando Palasciano
• Ufficiale medico dell’esercito Borbonico

• nel 1848, durante l’insurrezione di Messina,


disobbedendo agli ordini, prestò cure mediche
agli insorti feriti

“…bisognerebbe che tutte le Potenze


belligeranti, nella dichiarazione di guerra,
riconoscessero reciprocamente il principio di
neutralità dei combattenti feriti per tutto il
tempo della loro cura…”
CULTURA DI CROCE ROSSA

Il Fondatore della Croce Rossa

Henry Dunant
(8 Maggio 1828-1910)

Commerciante Ginevrino

Insignito nel 1901 del


Premio Nobel per la pace
CULTURA DI CROCE ROSSA
La battaglia di Solferino
24 giugno 1859

40.000 vittime tra morti e feriti


CULTURA DI CROCE ROSSA
Un libro per non dimenticare
Un ricordo di Solferino
• Dunant descrive
“l’indescrivibile” scena
delle sofferenze dei feriti,
moribondi e straziati.

• Ricorda il coraggio e l’abnegazione della popolazione di


Solferino e Castiglione, alle quali si unì nell’opera di soccorso.
UN RICORDO DI SOLFERINO

Henry Dunant sensibilizza l’opinione


pubblica per la realizzazione del
suo progetto:

• Creare una Società di soccorso volontario in


ogni Stato, con il compito di organizzare ed
addestrare squadre per l’assistenza dei feriti in
guerra.

• Proporre che i feriti ed il personale sanitario


vengano ritenuti neutrali dalle Parti belligeranti,
protetti da un segno distintivo comune.
CULTURA DI CROCE ROSSA

Il “Comitato dei Cinque”


Dunant, nel 1862 aderisce alla
“Società Ginevrina di Utilità Pubblica”
e con:
• Gustave Moynier (giurista)
• Guillaume Dufour (generale)
• Louis Appia (medico)
• Thèodor Maunoir (medico)

fonda il

“Comitato Ginevrino di Soccorso dei Militari Feriti”


CULTURA DI CROCE ROSSA
La Prima Conferenza Internazionale
26/29 ottobre 1863
Grazie al lavoro del
“Comitato dei Cinque”
si tiene a Ginevra la prima
Conferenza Internazionale.
Diciotto rappresentanti
di quattordici paesi firmano la
“PRIMA CARTA FONDAMENTALE”
In dieci “risoluzioni” vengono definite le funzioni e i mezzi
dei “Comitati di Soccorso”.
Questo costituisce l’atto di nascita del Movimento
STORIA DEL D.I.U.

1863 – IL CODICE LIEBER

PRIMO TENTATIVO DI CODIFICA DELLE LEGGI E CONSUETUDINI DI


GUERRA ESISTENTI

La guerra di Secessione • Prima guerra contemporanea per


americana tra gli Stati numero di uomini mobilitati, la quantità
confederati del Sud e l’Unione di risorse impiegate e la radicalità dello
del Nord (1861-1865) scontro.
• Prima volta che furono volutamente e
sistematicamente coinvolte le
popolazioni civili.

150 articoli codificano le norme di diritto consuetudinario per


condurre le guerre secondo metodi razionali coerenti con i
principi delle civiltà alla quale appartenevano.
Limite: TEMPO e SPAZIO
CULTURA DI CROCE ROSSA
Il conflitto tra Prussia e Danimarca
Febbraio 1864
ƒ Per la prima volta agiscono le nascenti
Società Nazionali di soccorso.
ƒ Si evidenziano le difficoltà frapposte
dai governi al loro operare.
Necessità dell’assunzione di un serio
impegno ovvero la conclusione di un
trattato internazionale da parte degli
Stati circa la protezione da assicurare
al personale ed alle strutture destinate
alla cura dei feriti.

8 agosto 1864
CONFERENZA DIPLOMATICA
GINEVRA
Rappresentanti di 12 governi
CULTURA DI CROCE ROSSA

22
agosto
1864
PRIMA CONVENZIONE DI GINEVRA 1864

10 articoli:
™ Garanzia di neutralità e protezione alle ambulanze ed agli ospedali
militari, al personale delle équipes sanitarie e al materiale utilizzato;
™ La protezione è estesa anche alla popolazione civile che si adoperi
per i soccorsi ai feriti.

1866 – guerra tra Austria e Prussia

1870 – conflitto franco-prussiano

PRIMI RISULTATI POSITIVI


CULTURA DI CROCE ROSSA

LE ORIGINI DELLA CROCE ROSSA ITALIANA

Milano “Comitato dell’Associazione Italiana per


giugno 1864 il soccorso ai feriti ed ai malati in guerra”
Sotto la Presidenza del dottor Cesare Castiglioni viene sottoscritta anche
dall’Italia la prima Convenzione di Ginevra il 22 agosto 1864

20 giugno 1866 – l’Italia dichiara


guerra all’Austria, le prime 4
“squadriglie” di volontari partono alla
volta di Custoza.
Da allora la C.R.I. è stata sempre
attiva nei conflitti che vedono
impegnata l’Italia occupandosi anche
della lotta a malattie quali tubercolosi e
malaria.
PRIMA CONVENZIONE DI GINEVRA 1864

PASSO DECISIVO NELLA STORIA DEL


DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO
• Riconosce la dignità alla persona umana e rende la guerra meno
crudele;
• Norme scritte permanenti aventi un fine universale per la protezione
delle vittime dei conflitti armati;
• Rafforza sotto forma di trattato multilaterale, quindi aperto a tutti gli
Stati, antiche leggi e consuetudini di guerra, già esistenti in forma
frammentaria e sparsa, che proteggevano i feriti e coloro che se ne
prendevano cura (es. Bibbia, Corano, etc.);
• Neutralità delle vittime della guerra: “I militari feriti o malati saranno
raccolti e curati, a qualunque nazione appartengano”;
• Rispetto del personale medico, del materiale
e delle attrezzature sanitarie;
• Adozione del simbolo di protezione e neutralità.
DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO
Cos’è il Diritto Internazionale Umanitario
(D.I.U.)?
Insieme dei trattati internazionali e
delle regole consuetudinarie
specificamente tesi a risolvere le
questioni di carattere umanitario
direttamente causate da conflitti
armati di natura sia internazionale
che interna.
Tali regole sono volte a:
¾ Limitare il diritto delle Parti nella
scelta dei mezzi e metodi di
combattimento;
¾ Proteggere le persone che non
prendono, o non prendono più, parte
alle ostilità.
STORIA DEL D.I.U.

XVIII SECOLO, JEAN-JACQUES ROUSSEAU

“La guerra non è una relazione tra un uomo e un altro uomo,


bensì una relazione tra Stati, in cui gli individui sono nemici
solo per caso; non come uomini, nemmeno come cittadini, ma
solo in quanto soldati (…). Poiché l’oggetto della guerra è
quello di distruggere lo Stato nemico, sarà legittimo ucciderne
i difensori finché questi imbracciano le armi; ma non appena
essi le gettano e si arrendono, cessano in quel momento di
essere nemici o agenti del nemico e tornano a essere
semplicemente uomini, per cui non si ha più il diritto sulla loro
vita.”
STORIA DEL D.I.U.

1868 – DICHIARAZIONE DI SAN PIETROBURGO

“Sancisce il principio che il progredire della civiltà deve attenuare nel


limite del possibile le calamità della guerra e constata che l’impiego
di certe armi entra in contraddizione con tale principio.”

Gli Stati firmatari rinunciano all’uso di pallottole esplosive inferiori ai 400


grammi, ossia ordigni progettati per penetrare nel corpo umano ed
esplodere come una granata.

Vengono fissati dei limiti tecnici alle


necessità belliche, alcune tecniche militari
sono contrarie alle leggi dell’umanità e
quindi non possono trovare giustificazione.
DICHIARAZIONE DI SAN PIETROBURGO - 1868

Punti fondamentali stabiliti:

¾ Il solo scopo legittimo che gli Stati devono prefiggersi durante la


guerra è l’indebolire le forze armate del nemico;

¾ A tal fine è sufficiente mettere fuori combattimento il più gran


numero possibile di nemici;

¾ Si va al di là di tale scopo se si usano armi che aggravano


inutilmente le sofferenze degli uomini messi fuori combattimento o ne
rendono la morte inevitabile;

CONCILIARE LE NECESSITA’ DELLA


GUERRA CON LE LEGGI DELL’UMANITA’
DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO

PRINCIPIO DI PROPORZIONALITA’

¾Scopo:
limitare i danni prodotti dalle operazioni militari
¾Come:
richiedendo che l’impiego di armi e di metodi di
guerra – quando non può avere effetti limitati ad
obiettivi militari - non sia sproporzionato rispetto al
vantaggio militare ricercato
Preventivare l’azione: EQUILIBRIO
DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO
Le 4 Convenzioni di Ginevra

1899
1864 -
1907

1929 1949
DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO

La Seconda
Convenzione

Le Potenze Firmatarie, riunite all’Aja nel 1899 e


successivamente nel 1907, adeguarono alla guerra
sul mare la Convenzione del 1864 estendendone la
protezione ai:

“malati, feriti o naufraghi delle Forze


Armate sul mare”
DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO

La Terza
Convenzione

• Al termine della Prima Guerra Mondiale (1914-18), si


evidenziano due nuovi drammatici problemi: i prigionieri
di guerra ed i gas asfissianti.
• A seguito di ciò fu determinante l’intervento del
Comitato Internazionale che, col Protocollo di Ginevra
del 17 giugno 1925, mise al bando i gas e nel 1929 si
provvide, con la terza Convenzione alla:

“protezione dei prigionieri di guerra”


DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO

La Quarta
Convenzione

• Durante la seconda guerra mondiale la sorte delle


persone coinvolte nel conflitto ed in particolare della
popolazione civile fu tragica.
• Nel 1949, contemporaneamente al riordino delle prime
tre, venne emanata la quarta Convenzione:

“per la protezione dei civili in tempo di


guerra”
DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO
LIBERAZIONE NAZIONALE – AUTODETERMINAZIONE DEI POPOLI

India (1947 - GB) Singapore (1959 - GB)

Pakistan (1947 - GB) Costa d’Avorio (1960 - F)

Sri Lanka (1948 - GB) Burkina Faso (1960 - F)


Nigeria (1959 – GB )
Sierra Leone (1961 – GB)
Algeria (1962 - F)
Ruanda (1962 - B)
Malawi (1964 - GB)
Mauritius (1968 – GB)
Angola (1975 - P)
Mozambico (1975 - P)
Suriname (1975 - PB)
DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO

I due Protocolli aggiuntivi

Febbraio 1974 – “Conferenza Diplomatica sulla riaffermazione e lo sviluppo


del Diritto Internazionale Umanitario applicabile ai conflitti armati” indetta
dal governo svizzero, depositario delle CG ‘49.

Nel 1977 si definiscono due protocolli aggiuntivi a complemento delle


quattro Convenzioni di Ginevra e dell’art. 3 comune:

Æ I° Protocollo Aggiuntivo
protezione delle vittime dei conflitti armati internazionali
Dominazioni coloniali, occupazioni straniere, ecc.

Æ II° Protocollo Aggiuntivo


protezione delle vittime dei conflitti armati non internazionali
Conflitti interni ad uno stesso paese
DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO

Chi combatte chi?

¾ Conflitto armato ¾ Conflitto armato non


internazionale: internazionale:

Tra forze armate di Tra le forze armate


almeno due Stati regolari ed i gruppi
(anche guerre di armati identificabili o fra
liberazione nazionale) gruppi armati che si
4 CG ’49, I PA ‘77 combattono tra di loro
sul territorio di uno Stato
Art. 3 CG ‘49, II PA ‘77
DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO

AREE DI GRAVE CRISI INTERNA

Aceh (1976 - …) Burundi


Afghanistan Cecenia
Algeria Colombia (1960 - …)
Congo R.D.
Costa d’Avorio
Eritrea-Etiopia Kashmir Rep. Centrafricana
Filippine Kurdistan Somalia
Haiti Liberia Sri Lanka
Iraq Nepal Sudan
Israele-Palestina Nigeria Uganda
DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO
GLI SFOLLATI

A differenza dei rifugiati gli sfollati sono coloro


che non passano le frontiere nazionali

ƒ Nei conflitti armati internazionali sono protetti dalla


IV Convenzione di Ginevra che offre una vasta
protezione della popolazione civile.

ƒ Nei conflitti interni sono protetti


dall’articolo 3 comune alle IV
Convenzioni di Ginevra.
DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO

IL RIFUGIATO
(Convenzione di Ginevra del 1951)
Art. I
“Chiunque temendo a ragione di essere perseguitato per
motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza a un
determinato gruppo sociale o per le sue opinioni
politiche, si trova al di fuori del proprio paese di cui è
cittadino e non può o non vuole, per i motivi suddetti,
avvalersi della protezione di questo paese; oppure che,
non avendo una cittadinanza e trovandosi fuori del
paese in cui aveva la residenza abituale a seguito di
siffatti avvenimenti, non può o non vuole tornarvi per il
timore di cui sopra”.
DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO
IL RIFUGIATO

Protezione del diritto dei rifugiati e dal


mandato dell’Alto Commissariato delle
Nazioni Unite per i Rifugiati (ACNUR)
PRINCIPIO DEL NON REFOULEMENT
(NON RESPINGIMENTO)
DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO

COMBATTENTE LEGITTIMO

• Soggetto a comando
responsabile superiore;
• Deve portare apertamente le
armi e/o segno distintivo visibile
a distanza;
• Si comporta secondo gli usi e
costumi della guerra;
• Se catturato ha diritto allo status
di “prigioniero di guerra”.
DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO

LEVA DI MASSA

La popolazione civile, che di fronte


all’invasione improvvisa del nemico
prende le armi prima che le Forze Armate
si organizzino, è equiparata ed ha diritto
allo status di “combattente legittimo”.
DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO

COMBATTENTE NON LEGITTIMO

Tutti coloro che non rientrano nella categoria di


“combattenti legittimi” come i mercenari e le
spie sono soggetti a processi per vari reati
(porto abusivo d’armi, partecipazione illegittima
alla guerra, etc.). Possono essere processati
tanto dal tribunale militare della Potenza alla
quale appartengono o da quella avversaria.
DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO

PRIGIONIERO DI GUERRA O NO?

Nel momento in cui non è chiara la natura


giuridica del soggetto catturato, quest’ultimo
deve essere trattato e protetto alla stregua del
prigioniero di guerra fino a che un tribunale
competente non ne definisce lo status.
Art. 45 I PA ‘77
DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO

DOVERI DEL COMBATTENTE

Rispetto delle regole Distinzione della


fondamentali da popolazione civile e
applicare nei conflitti
combattenti nemici
armati.
(uniformi, segno distintivo
e porto d’armi).
DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO

PROTEZIONE DEI CIVILI


E’ VIETATO:
ƒ Il saccheggio;

ƒ La presa di ostaggi;

ƒ Le rappresaglie contro: popolazione civile; beni di carattere civile;


beni culturali; beni indispensabili alla sopravvivenza della
popolazione civile; l’ambiente naturale, le opere ed installazioni che
racchiudono forze pericolose quali centrali nucleari, dighe di
protezione; feriti, malati e naufraghi; installazioni e trasporti sanitari;
personale sanitario e religioso;

ƒ Far soffrire la fame alle persone civili e quindi distruggere o mettere


fuori uso beni indispensabili alla loro sopravvivenza;
DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO

PROTEZIONE DEI CIVILI


E’ VIETATO:

ƒ Gli attacchi o minacce di violenza, il cui scopo principale sia


diffondere il terrore fra la popolazione civile.

ƒ L’utilizzazione della presenza o dei movimenti della


popolazione civile o di persone civili per mettere determinati
punti o determinate zone al riparo da operazioni militari, in
particolare cercare di mettere obiettivi militari al riparo da
attacchi o di coprire, favorire o ostacolare operazioni militari.

ƒ Il trasferimento delle persone civili coattivo in zone


particolarmente esposte alle conseguenze delle ostilità.
1863 Comitato dei Cinque Creazione Comitati nazionali di soccorso ai soldati feriti

Miglioramento della sorte dei feriti e malati


1864 1ª Convenzione di Ginevra delle forze armate in campagna

1899-907 2ª Convenzione di Ginevra Miglioramento della sorte dei feriti, dei malati e dei
naufraghi delle forze armate su mare
1914-18
1925 Interdizione gas asfissianti e mezzi batteriologici

1929 3ª Convenzione di Ginevra Trattamento dei prigionieri di guerra

1939-45
1949 4ª Convenzione di Ginevra Protezione delle persone civili in tempo di guerra

1965 7 Principi Fondamentali della Croce Rossa

1957-75
Protezione delle vittime dei conflitti armati internazionali e
1977 2 Protocolli Aggiuntivi
non internazionali
1991-03

1996 Protocollo Aggiuntivo Interdizione Mine Anti-Uomo

2005 3° Protocollo Aggiuntivo Emblema aggiuntivo


Le Convenzioni e le Forze Armate
Le Convenzioni ed i Civili
DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO

CRIMINE DI GUERRA
Qualsiasi infrazione grave del diritto internazionale
umanitario, è una grave infrazione alle leggi e agli
usi della guerra quale che sia la natura del conflitto.
E’ un crimine di guerra ogni atto commesso ai danni
di tutte le persone che non partecipano più alle
ostilità (combattenti feriti, malati, prigionieri di
guerra, civili, etc.).
CRIMINI DI GUERRA

Art. 8 Statuto Corte Penale Internazionale

Alcuni crimini di guerra:


• Omicidio intenzionale; • l’utilizzazione di armi e di metodi di
combattimento vietati (armi
• la tortura ed i trattamenti inumani;
chimiche, batteriologiche,
• il causare intenzionalmente gravi incendiarie);
sofferenze;
• l’utilizzazione con perfidia dei segni
• l’apportare gravi danni all’integrità distintivi della croce rossa della
fisica ed alla salute; mezza luna rossa o di altri segni
protettiva;
• il sottoporre la popolazione civile
ad un attacco; • il saccheggio di beni pubblici e
privati.
• la deportazione ed il trasferimento
forzato della popolazione;
DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO

VIOLAZIONI SEMPLICI DEL D.I.U.


Antonio Cassese – Professore di diritto internazionale all’Università
Cesare Alfieri di Firenze, ex presidente di un gruppo internazionale
contro la tortura ed ex Presidente del Tribunale penale per la ex
Jugoslavia.
“Tale esibizione contrasta con la lettera e lo spirito delle Convenzioni
di Ginevra. Queste mirano a proteggere la persona, la vita e la dignità,
quindi anche l’immagine, di tutti coloro che non partecipano
direttamente alle ostilità armate, e cioè i civili, i feriti, i malati, i
prigionieri di guerra, i morti. E’ quindi vietato diffondere le immagini, ad
esempio, di prigionieri di guerra, o di militari nemici deceduti.
Beninteso, in certi casi eccezionali esigenze strettamente umanitarie
possono prevalere sul rispetto della riservatezza dell’immagine
(mussulmani in campi concentramento della Bosnia Erzegovina 1992-
’93), ma in questo caso la sua diffusione è stata motivata da
considerazioni politiche e psicologiche.”
DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO

D.I.U. e DIRITTI UMANI

Il diritto internazionale umanitario ed il diritto internazionale dei diritti


dell’uomo sono COMPLEMENTARI

Si applica alle situazioni di Protegge la persona umana in


conflitto armato, protegge le ogni tempo ed in ogni luogo
vittime limitando le attraverso la salvaguardia
sofferenze causate dalla delle garanzie e libertà
guerra. fondamentali e ne favorisce lo
sviluppo.

Vi è un “nocciolo duro” dei diritti umani che corrisponde a garanzie


fondamentali e giuridiche previste dal diritto internazionale umanitario:
diritto alla vita, divieto di tortura di esecuzioni sommarie, etc.
I BENI CULTURALI …
DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO

… SONO:

I monumenti architettonici, le località di interesse


archeologico, le opere d’arte, i libri ed i
manoscritti, le collezioni scientifiche e gli archivi.
Contestualmente anche i luoghi deputati ad
accogliere i beni culturali mobili (biblioteche,
archivi, musei, pinacoteche, chiese).
DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO

I BENI CULTURALI

1954 Convenzione dell’Aja per la protezione dei beni culturali in caso


di conflitto armato.
Bene culturale = patrimonio dell’umanità, non solo dello Stato
detentore.
UNESCO United Nations Educational, Scientific and Cultural
Organization (1946) detiene la lista dei beni culturali.

Art. 4 - gli Stati firmatari si impegnano a rispettare i beni


culturali, situati sia sul loro proprio territorio, che su quello
delle Alte Parti contraenti, astenendosi dall’utilizzazione di
tali beni, dei loro dispositivi di protezione e delle loro
immediate vicinanze, per scopi che potrebbero esporli a
distruzione o a deterioramento in caso di conflitto armato, ed
astenendosi da ogni atto di ostilità a loro riguardo.
DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO
I BENI CULTURALI

II Protocollo aggiuntivo alla Convenzione dell’Aja per la


1999 protezione rafforzata dei beni culturali in caso di conflitto
armato.

Simbolo protettivo:
Croce di S. Andrea

Beni sottoposti a
protezione
speciale
IL TRATTATO
DI
OTTAWA
DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO

1997 - IL TRATTATO DI OTTAWA

CONVENZIONE PER LA MESSA AL


BANDO DELL’USO, LO STOCCAGGIO, LA
PRODUZIONE ED IL TRASFERIMENTO DI
MINE ANTIPERSONA E PER LA LORO
DISTRUZIONE.

Lo strumento internazionale più ampio per bandire


le mine terrestri dalla Comunità Internazionale
dic. 2004: 152 Paesi (esclusi USA, Cina, Israele, Russia, India, Turchia, Yugoslavia).
TRATTATO DI OTTAWA
DEFINIZIONE DI MINA

Ordigno o carica esplosiva di uso militare


costituito da un corpo esplosivo e da un
congegno di accensione azionato con vari
sistemi. E’ una trappola per il nemico.
TRATTATO DI OTTAWA

LE MINE: CENNI STORICI ED USO

I guerra mondiale Arma per contrastare una delle novità


belliche dell’epoca: il carroarmato.

II guerra mondiale Diventano vere e proprie armi difensive


utilizzate per ostacolare o ritardare
l’avanzata degli eserciti nemici. Erano
rivestite in metallo.

1950 - …. Rivestite in plastiche sono impercettibili


per i rilevatori magnetici. Vengono
mascherate accuratamente nel terreno.
Viene anche fatta una mappatura e
segnalazione del campo minato.
TRATTATO DI OTTAWA
GLI EFFETTI DELLE MINE
TRATTATO DI OTTAWA

COSA PREVEDE?
o Non usare le mine antipersona se non per usi addestrativi relativi
alla loro localizzazione, bonifica o distruzione;
o Non sviluppare, produrre, acquistare, accumulare o trasferire ad
altri mine antipersona;
o Non indurre al loro uso e distruggere le mine non appena possibile;
o Gli Stati Contraenti sono responsabili della bonifica dei campi
minati e della distruzione delle mine disperse sul proprio territorio.
LA CORTE PENALE
INTERNAZIONALE
DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO

LA CORTE PENALE INTERNAZIONALE

17 luglio 1998 - Roma Approvazione dello Statuto

1 luglio 2002 Entrata in vigore

E’ una convenzione interstatale che:


1) mette a carico degli Stati aderenti obblighi sostanziali;
2) è attiva sul piano strettamente internazionale;
3) incide sull’amministrazione della giustizia penale.
LA CORTE PENALE INTERNAZIONALE

L’ESIGENZA di una C.P.I.


ƒ Trattare in modo uniforme comportamenti qualificabili
come reati internazionali di estrema gravità ed allarme
sociale;
ƒ l’interesse di tutti a perseguire tali comportamenti
criminali;
ƒ la difficoltà a far adottare ai singoli Stati un sistema
uniforme di regole dall’altra;

NUOVA FORMA DI COOPERAZIONE INTERNAZIONALE VOLTA A


RIDURRE IL RISCHIO CHE I RESPONSABILI DEI REATI PIU’ ATROCI
POSSANO RIMANERE IMPUNITI.
LA CORTE PENALE INTERNAZIONALE

PERCHE’ NON TUTTI GLI STATI LA


APPROVANO?

ƒ Autolimitazione degli Stati del potere sovrano


dell’esercizio dell’azione penale;
ƒ spesso la negligenza dei sistemi interni a perseguire
certi crimini orrendi dipende dal fatto che gli stessi
crimini sono spesso commessi con la collusione o per
impotenza di autorità statali;
ƒ gli Stati vogliono mantenere la potestà punitiva, il
potere di perseguire i reati che scuotono la coscienza di
tutti.
LA CORTE PENALE INTERNAZIONALE

Art. 1 Statuto di Roma

La Corte Penale Internazionale è un’istituzione


internazionale permanente che può esercitare il
suo potere giurisdizionale in modo complementare
alle giurisdizioni penali nazionali (degli Stati
Membri).

La C.P.I. non opera secondo una giurisdizione


esclusiva nella repressione dei crimini di
competenza, tantomeno in modo concorrente con i
tribunali interni.
LA CORTE PENALE INTERNAZIONALE

TRIBUNALI AD HOC
Hanno supremazia rispetto alle
Tribunali ad hoc giurisdizioni nazionali che può essere
anche imposta con misure coercitive.
Ruanda 1994 Possono evocare a sé un procedimento
che sia iniziato davanti alla giurisdizione
ex-Jugoslavia 1991 di uno Stato nel caso lo ritengano
opportuno, per garantire imparzialità o
perché raccoglie più facilmente le prove
o impedisce una condanna a morte.
LA CORTE PENALE INTERNAZIONALE

Differenza tra TRIBUNALI AD HOC e C.P.I.

Corte Penale E’ complementare agli organi statali. Si


Internazionale sostituisce ad essi solo qualora le
giurisdizioni nazionali non vogliano o
non siano capaci di reprimere i crimini e
quindi garantire l’impunità ai criminali.
Il Movimento Internazionale
della Croce Rossa (M.I.C.R.)
Una forza di Organizzazione
120.000.000 di persone internazionale non
animate dalla stessa governativa
vocazione e generosità istituzionalizzata nel 1928
che condividono i 7 dalla XIII Conferenza
principi fondamentali. Internazionale dell’Aja.
I Sette principi fondamentali
XX Conferenza Internazionale della Croce Rossa
Vienna 1965

Umanità Imparzialità
Universalità Indipendenza
Unità Neutralità
Volontarietà
3 U .. 2 I .. 1 N .. 1 V
I SETTE PRINCIPI FONDAMENTALI

Umanità
"Nata dalla preoccupazione di recare soccorso
senza alcuna discriminazione ai feriti nei campi di
battaglia, la Croce Rossa, sotto il suo aspetto
internazionale e nazionale, si sforza di prevenire e
di alleviare in ogni circostanza le sofferenze degli
uomini. Essa tende a proteggere la vita e la salute
e a far rispettare la persona umana, favorisce la
comprensione reciproca, l'amicizia ed una pace
duratura fra tutti i popoli"
I SETTE PRINCIPI FONDAMENTALI

Neutralità
"Al fine di conservare la fiducia di tutti, si
astiene dal prendere parte alle ostilità e,
in ogni tempo, alle controversie di ordine
politico, razziale, religioso e filosofico"
I SETTE PRINCIPI FONDAMENTALI

Imparzialità
"La Croce Rossa non fa alcuna distinzione
di nazionalità, di razza, di religione, di
condizione sociale e appartenenza politica.
Si adopera solamente per soccorrere gli
individui secondo le loro sofferenze dando la
precedenza agli interventi più urgenti"
I SETTE PRINCIPI FONDAMENTALI

Indipendenza
"La Croce Rossa è indipendente. Le Società
nazionali, ausiliarie dei poteri pubblici nelle
loro attività umanitarie e sottomesse alle
leggi che reggono i loro rispettivi paesi,
devono però conservare un'autonomia che
permetta di agire sempre secondo i principi
della Croce Rossa"
I SETTE PRINCIPI FONDAMENTALI

Volontariato
“La Croce Rossa è un'istituzione di soccorso
volontaria e disinteressata".
I SETTE PRINCIPI FONDAMENTALI

Unità
"In uno stesso Paese può esistere una ed
una sola Società di Croce Rossa. Deve
essere aperta a tutti ed estendere la sua
azione umanitaria a tutto il territorio"
I SETTE PRINCIPI FONDAMENTALI

Universalità
"La Croce Rossa è un'istituzione universale
in seno alla quale tutte le Società hanno
uguali diritti ed il dovere di aiutarsi
reciprocamente"
L’emblema
Storia dell’emblema

Art. 7 della Croce rossa su fondo


Convenzione di bianco: omaggio alla patria
Ginevra del 22 del fondatore della C.R. ed
agosto 1864 alla Svizzera stessa, paese
di lunga tradizione neutrale

DIFFICOLTÀ AD ESSERE
UNIVERSALMENTE
RICONOSCIUTO ED ACCETTATO
Storia dell’emblema
Art. 19 Convenzione di Ginevra 1929 (confermato
dall’Art. 38 della I CG ‘49)
Prendendo atto della situazione la Conferenza
riconosce due dei simboli avanzati da Turchia, Persia
ed Egitto con la precisazione che nessuna altra
richiesta sarebbe stata accettata in futuro.

ƒ 1980 – La Repubblica islamica dell’Iran rinuncia all’utilizzo del Leone e Sole


Rosso in favore della Mezza Luna Rossa.
ƒ La questione della Stella di David Rossa rimane aperta.
Storia dell’emblema
LIMITI DELLA SITUAZIONE
GIURIDICA:
¾ Genera l’impressione di favoritismo verso la religione
cristiana e mussulmana;
¾ Non riflette il principio di Unità ed Universalità del
Movimento Internazionale della Croce Rossa/Mezza Luna
Rossa;
¾ Può favorire il fenomeno della proliferazione dei simboli di
protezione;
¾ Può dare origine a difficoltà nei paesi dove coesistono
comunità religiose diverse;
¾ Compromette la valenza protettiva del simbolo e mette a
rischio l’efficacia stessa delle azioni di soccorso.
L’emblema
Dicembre 2005 - TERZO PROTOCOLLO
AGGIUNTIVO ALLE CONVENZIONI DI GINEVRA

“Laddove né la Croce Rossa, né la Mezza Luna


Rossa siano percepite come emblemi neutrali si
può utilizzare un nuovo emblema: il Cristallo
Rosso.”
Chi può usare il nuovo emblema?
I servizi sanitari ed il personale
religioso delle Forze Armate delle
Alte Parti contraenti e dell’ONU, le
Società Nazionali, C.I.C.R., F.I.C.R.
L’uso dell’emblema
USO PROTETTIVO USO DISTINTIVO
In tempo di conflitto è la manifestazione Soprattutto in tempo di pace, è
visibile della protezione conferita dalle destinato a indicare che una persona od
Convenzioni di Ginevra e dai loro un oggetto è collegato al Movimento
Protocolli Aggiuntivi a persone, unità e Internazionale della Croce Rossa e
mezzi di trasporto sanitari. Mezzaluna Rossa, ovvero a Società
Nazionali, alla Federazione
Dimensioni Grandi e forma pura: Internazionale delle Società della Croce
niente deve essere aggiunto Rossa e Mezzaluna Rossa o al Comitato
né alla croce, alla mezzaluna o cristallo Internazionale della Croce Rossa.
rossi, né allo sfondo bianco.
Dimensioni ridotte
III Protocollo: l’emblema
Emblemi di protezione ammessi

Essi potranno essere utilizzati


alternativamente tra loro: croce oppure
mezzaluna oppure cristallo rosso.
III Protocollo: l’emblema
Emblemi distintivi

Essi potranno essere utilizzati alternativamente tra loro: croce


oppure mezzaluna oppure cristallo rosso oppure cristallo
rosso con incorporato un altro emblema, compresa la Stella di
David per Israele.
III Protocollo: l’emblema
COSA CAMBIA PER LA
CROCE ROSSA ITALIANA?
Non vi è alcun cambiamento,
la “Croce Rossa Italiana” manterrà la propria denominazione
ed il proprio emblema di riferimento (Croce Rossa su fondo
bianco),
La C.R.I. avrà a propria disposizione uno strumento in più: in
territori in cui la croce rossa in campo bianco non è percepita
come simbolo neutrale potrà decidere di utilizzare
temporaneamente e limitatamente a quei territori il Cristallo
Rosso
Garanzia rafforzata del proprio personale,
mezzi e strutture.
L’emblema
L’abuso dell’emblema
Ogni Stato parte delle Convenzioni di Ginevra ha l’obbligo di adottare misure per
prevenire e reprimere, in ogni tempo, qualsiasi abuso dell’emblema In Italia:
Legge del 1912 (dell’uso illecito del nome e dell’emblema della Croce Rossa)

Grave Abuso (Perfidia)


trasporto di combattenti o materiali bellici protetti dall’emblema
Contraffazione/Imitazione Usurpazione
Organi del Movimento
internazionale della C.R.

• La Conferenza Internazionale
• Il Consiglio dei Delegati
• La Commissione Permanente
ORGANI DEL M.I.C.R.

LA CONFERENZA INTERNAZIONALE

Organo supremo e deliberante del Movimento, si riunisce


Natura
ogni 4 anni.

Composizione Delegazioni delle Società Nazionali, del C.I.C.R, della


F.I.C.R. ed i rappresentanti degli Stati firmatari delle CG.

Compiti ™ assicura il coordinamento e l’unità di sforzi di tutto il


Movimento;
™ vincola gli organi della Croce Rossa per l’interpretazione e
la revisione degli Statuti;
™ gestisce le controversie che possono sorgere tra Stati
firmatari circa l’interpretazione e l’applicazione delle
Convenzioni e per le proposte relative a queste.
ESPRIME I SENTIMENTI DELL’OPINIONE PUBBLICA MONDIALE
RIGUARDO QUESTIONI DI CARATTERE UMANITARIO
Membri del Movimento
internazionale della C.R.
• Il Comitato Internazionale
della Croce Rossa

ICRC
• La Federazione
Internazionale della Croce
Rossa Mezza Luna Rossa

• Le Società Nazionali di Croce


Rossa e Mezzaluna Rossa
COMITATO INTERNAZIONALE DELLA
CROCE ROSSA (C.I.C.R.)
• Erede del “comitato dei 5” è un’organizzazione
internazionale non governativa retta dal diritto
svizzero.
• L’organo direttivo è composto da 25 membri di
nazionalità svizzera, fattore che ha permesso di
mantenere le caratteristiche indispensabili per la
sua azione, ovvero indipendenza, neutralità,
imparzialità e di evitare le tensioni politiche che
inevitabilmente toccano le organizzazioni formate
da diversi paesi;
• Per svolgere la sua azione oltre ai delegati di
nazionalità svizzera si avvale di equipe mediche o
tecniche messe a disposizione dalle Società
Nazionali.
COMITATO INTERNAZIONALE DELLA
CROCE ROSSA

Contributi volontari delle


Società Nazionali

Governi firmatari le CG ‘49


Finanziamenti
Lasciti e donazione dei
privati

Appelli ad hoc agli Stati,


Società Nazionali ed
organizzazioni
intergovernative o private
COMITATO INTERNAZIONALE DELLA
CROCE ROSSA

FUNZIONI

Sviluppo e diffusione Protezione ed


del diritto assistenza delle vittime
internazionale dei conflitti armati interni
umanitario (D.I.U.) ed internazionali
COMITATO INTERNAZIONALE DELLA
CROCE ROSSA

STATUTO DEL MOVIMENTO


INTERNAZIONALE

Il C.I.C.R. ha ricevuto un mandato dalla Comunità


Internazionale. La sua attività si basa sullo Statuto del
M.I.C.R. al cui art. 5 si riconosce il diritto d’iniziativa
umanitaria in caso di conflitto armato internazionale, non
internazionale e disordini interni.
COMPITI DEL C.I.C.R. IN TEMPO DI GUERRA
• Fornire protezione ed assistenza sanitaria alle
vittime dei conflitti armati.
COMPITI DEL C.I.C.R. IN TEMPO DI GUERRA
• Visitare ed intrattenersi, senza testimoni, con i
prigionieri militari e gli internati civili.
COMPITI DEL C.I.C.R. IN TEMPO DI GUERRA
• Raccogliere notizie sui prigionieri, sui feriti, e
gli internati civili e trasmetterle ai familiari
(A.C.R.) Messaggi di Croce Rossa
COMPITI DEL C.I.C.R. IN TEMPO DI GUERRA
• Reperire informazioni su persone scomparse
durante le ostilità.
COMPITI DEL C.I.C.R. IN TEMPO DI GUERRA

• Rimpatrio di prigionieri di guerra ed internati


civili e ricongiungimento familiare.
COMPITI DEL C.I.C.R. IN TEMPO DI GUERRA
• Organizzare e convogliare i soccorsi per le
popolazioni civili dei territori occupati.
COMPITI DEL C.I.C.R. IN TEMPO DI GUERRA
• Sostenere con aiuti umanitari le popolazioni
sfollate.
COMPITI DEL C.I.C.R. IN TEMPO DI GUERRA
• Trasporto degli aiuti umanitari e materiale
sanitario destinato alla popolazione civile.
COMPITI DEL C.I.C.R. IN TEMPO DI GUERRA
• Facilitare l’istituzione di zone e località
sanitarie e di sicurezza.
COMPITI DEL C.I.C.R. IN TEMPO DI GUERRA

• Intervenire presso i belligeranti come


intermediario neutrale nell’intento di migliorare
la sorte delle vittime.
COMPITI DEL C.I.C.R. IN TEMPO DI GUERRA

• Può fungere da Potenza Protettrice per


salvaguardare gli interessi delle Parti in
conflitto.
COMPITI DEL C.I.C.R. IN TEMPO DI GUERRA
E DI PACE
• promuove la diffusione del D.I.U. tra
personale militare e civili (garante CG ’49, PA
‘77).
Compiti del C.I.C.R.
in tempo di pace

• Provvedere al perfezionamento e alla


diffusione delle Convenzioni di Ginevra e
del Diritto Internazionale Umanitario.

• Decidere sul riconoscimento delle Società


Nazionali di nuova costituzione.
Delegati per le Missioni
Internazionali di Soccorso e
Sviluppo
Organizzazione e supervisione delle
attività previste per la realizzazione
del/i progetto/i nell’area d’intervento.

Al termine della sua missione il delegato


rendiconta l’attività svolta e le relative spese
sostenute.
La Federazione Internazionale
di Croce Rossa e Mezza Luna
Rossa (F.I.C.R.)
• Si prefigge di: “ispirare, incoraggiare, facilitare e
far progredire in tutte le forme l’azione umanitaria
delle Società Nazionali”.
• Ha quindi compiti e funzioni principalmente
“operative”: assistenza alle vittime della
discriminazione e delle catastrofi.
FEDERAZIONE INTERNAZIONALE DI
CROCE ROSSA E MEZZA LUNA ROSSA

Cenni storici
• 1919 – Parigi: “Lega delle Società Nazionali
della C.R.” nel primo dopoguerra per
utilizzare personale e mezzi di Croce Rossa
allo scopo di migliorare lo stato di salute e la
prevenzione delle malattie intervenendo a
favore della sanità pubblica e
nell’organizzazione dei soccorsi in caso di
catastrofi naturali.
• 1991 – Federazione Internazionale di Croce
Rossa e Mezza Luna Rossa, sede a
Ginevra.
COMPITI DELLA F.I.C.R.

• Agire in qualità di organo permanente di


coordinamento tra le Società Nazionali e
portare ad esse assistenza.
COMPITI DELLA F.I.C.R.

• Recare soccorso con tutti i mezzi possibili,


alle vittime delle catastrofi, organizzando e
coordinando l’azione di soccorso delle
Società Nazionali a livello internazionale.
COMPITI DELLA F.I.C.R.

• Incoraggiare la creazione delle Società


Nazionali e favorire lo sviluppo di quelle già
esistenti nonché assicurare la collaborazione
tra di esse.
COMPITI DELLA F.I.C.R.

• Aiutare le Società Nazionali ad intraprendere


attività volte al miglioramento della salute
della popolazione, alla preparazione dei
soccorsi ed alla prevenzione delle catastrofi.
COMPITI DELLA F.I.C.R.

• Rispondere prontamente alle calamità naturali


sempre più complesse che colpiscono per il
90% Paesi in via di sviluppo.
COMPITI DELLA F.I.C.R.

• Collaborare con il C.I.C.R. nella diffusione del


Diritto Internazionale Umanitario e dei principi
fondamentali della C.R. e nelle altre iniziative
umanitarie da esso intraprese.
F.I.C.R. OPERAZIONE TSUNAMI

• Supporto psicologico
F.I.C.R. OPERAZIONE TSUNAMI

• Depurazione dell’acqua rendendola potabile


F.I.C.R. OPERAZIONE TSUNAMI

• Protezione e ricostruzione
F.I.C.R. OPERAZIONE TSUNAMI

• Operazioni di soccorso La catena


umanitaria
F.I.C.R. OPERAZIONE TSUNAMI

• L’importanza dei volontari


Più di 22.000 volontari della
Croce Rossa si sono
adoperati nell’emergenza
Tsunami
Le Società Nazionali
• Sono costituite sul territorio di uno Stato Indipendente
firmatario delle Convenzioni di Ginevra del 1949;

• Sono l’unica società di C.R. di quello Stato;

• Sono riconosciute dal Governo come Società di Soccorso


Volontarie ausiliarie dei pubblici poteri;

• Hanno uno statuto autonomo (Legge dello Stato) per agire


conformemente ai Principi Fondamentali;
Nel Mondo, Oggi:

• 180 Società di Croce Rossa


• 100.000.000 Volontari di Croce Rossa
Le Società Nazionali

• Fanno uso di denominazione ed emblema;

• Estendono l’attività all’intero territorio del proprio Paese;

• Accettano e rispettano statuti e convenzioni uniformemente


alle altre Società Nazionali;

• Essere aperta a tutti senza fare distinzioni di carattere


sfavorevole basate su razza, sesso, religione, classe ed
opinione politica

• Mantengono relazioni, aiutandosi a vicenda.


Il Movimento Internazionale della Croce Rossa

Stati firmatari
delle
Convenzioni di
Fondatore. Ginevra Agisce in
Interviene nei tempo di pace.
conflitti per far Coordina le
rispettare il Società
Comitato Conferenza Federazione Nazionali. Si
DIU:
Internazionale Internazionale Internazionale avvale di
protezione dei
della CR della CR della CR e MR delegati di
prigionieri
(I.C.R.C.) (Parlamento) (I.F.R.C.) nazionalità
civili e
militari, feriti e svizzera,
popolazioni tecnici e
civili. Società risorse messi a
Nazionali di disposizione
CR e MR dalle Società
Nazionali

Società di CR costituite nelle Nazioni firmatarie delle Convenzioni


“We must always act as
men of thought and think
as men of action”

Bergson