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IL CONCETTO DI NATURA E IL

RAPPORTO
UOMODIO
IN
MARSILIOFICINO
:
Questa pagina tratta da:
La dignit dell'uomo e l'etica: percorso storico (appunto) di
FedericaMaltese.

Ilconcettodinatura
Per
natura si intende lessenza stabile e permanente di una cosa, di un ente.
Naturale ci che inerisce alla cosa
, ci checompeteinmanieraessenziale,
persistente e stabile, e non accidentale o fortuita. Il concetto di natura coincide
con quello di specie.
Naturale ci che viene riconosciuto appartenere
sempre e comunque a tutti gli individui di quella specie
, riscontrabile
sempre e intuttiimembridiquellaspecie.Appetitonaturalequellappetitoche
suscitato in lui dalla sua stessa natura. Il fine a cui rivolto il bene: ogni
esserehaconnaturatoaslimpulsoalbene.
Ogni cosa esistente capace di moto possiede un determinato appetito naturale
conformeallasuaessenzaespecie(natura)edirettoalbene.Lappetitonaturale
tende alla perfezione del loro stesso essere, cio alla pienarealizzazionedelsuo
essere in tutta la sua portata.
Tendere alla perfezione lo stesso che
tendere alla propria causa per unirsi ad essa, perch la causa sempre
superiore alleffetto. Dunque lappetito naturale, alla ricerca della perfezione, si
rivolge alla sua causa perch nel ritorno allorigine che possono soddisfarsi
acquietandosi. L
ordine che regna in natura dimostra che il fine
conseguibile, perch direcheilmondoordinatovuol direchefinalisticamente
organizzato. Ogni fine particolare subordinato ad un fine universale che il
Tutto stesso: dirigendosi ai loro propri fini le singole cose si dirigono al fine
unico, cio lordine e larmonia nel suo complesso. Le singole parti sono
rapportate al Tutto, per cui una cosa perfetta in quanto armonicamente
inseritanelTuttoeinfunzionediesso.

LimitazionediDio
Uomo caratterizzato da affanno, irrequietezza, niente sembra soddisfarlo. Per
trovare pace si dedica allesercizio delle arti: in questa sua capacit di
autogovernarsi senza soffrire i limiti della natura corporea luomomostra la sua
somiglianza con la natura divina: si serve di tutti gli elementi, li abbellisce, ed
appare come vicario di Dio in terra. Lirrequietudine che spinge luomo a tutte
queste attivit lo indice aduna sorta di
imitazionediDio
:inoltre,sololuomo
in grado di dominare se stesso e governare luniverso. Conoscendo i moti dei
cieli ha quasilostessogeniodellAutoreditalimoti:larteficeumanoimitaquello
divino e lo fa perch lintelligenza di cui dotatosimileaquelladivinaetende
ad incrementare questa somiglianza. Quattro facolt eccellono su tutte le altre:
prontezza della percezione estensione della memoria predizione dellavvenire

uso delle parole.


Lintelligenza concepisce tutto ci che Dio fa
: lo esprime
conlaparola,conlacartaenellamateria,emulandoDionellarteeneigoverni.

LAssimilazioneaDio
Allanima non basta emulare Dio, ma vuole divinizzarsi facendosi Dio. Si pu
scorgere nellagiredelluomolosforzoperconseguire quellostatuscheproprio
soltanto di Dio: tale lappetito naturale della specie umana. Si spiega cos
linquietudine delluomo:
se Dio il fine delluomo, nessunacosafinitapu
realmente soddisfarlo
. A Dio si sono sempre attribuiti dodici doti, che
definisconolasuanatura:
1ilprimoveroeilprimobeneins
2ognicosa
3lautoreditutto
4aldisopraditutto
5inognicosa
6sempre
7provvedeadognicosa
8amministracongiustizia
9nellattodigovernarepermaneconforzanelsuomododiessere
10trattaognicosacontemperanzaesoavit
11viveunavitaricchissimaepienadigaudio
12 nel suo sommo grado di beatitudine si contempla , si ammira e si rende
onore.

Luomo cerca di far proprie queste doti: come dimostra il perpetuo affanno
delluomo, esso ricerca il
Bene supremo e non uno singolo e
determinato..luomo anima ed ha un corpo: lanima lessenza e la vera
natura delluomo e i bisogni spirituali sono pi naturali, pi essenziali di quelli
fisici. Luomo miraa conoscere la causa ultima di tutte le cose, la Veritstessa.
Per la teoria dellappetito naturale ogni cosa tende alla propria causa, ma
ciascuna allacausapiprossimasenzatendereoltre(alcreatore,cio). La causa
prossima e sufficiente dellanima Dio stesso,perch lanima deriva da Dio
stesso e solo in Lui trova soddisfazione e riposo. Sicuramente, in conformit al
perfetto ordine universale, lanimapotrraggiungereilfineacuidestinata,ma
non inquestavita:lestasirestaunmomentotransitorio,eunprivilegio dipochi.
Seconda dote: luomo cerca di diventare ogni cosa? Luomo capace di ogni
forma di vita, riassumendo in se tutti i gradi di vita.Inoltrecercadiconosceree
si sforza di voleretuttelecose epoichpensandoevolendosiunisceagioggetti
che pensa e vuole si identifica con essi: conoscere = assimilarsi, pensarne
lessenza, identificarsi con essa. La mente si trasforma nelle cose che pensa,
diventando ogni cosa e quindidiventando Dio.Terzaequartadote:luomoimita
la creativit divina e si pone in posizione di superiorit rispetto al creato.
Limpulso a dominare delluomo mostra la sua nobilt ecomeallasuaesistenza
inerisca una dimensione divina. Quinto e sesto attributo: luomodesideraessere
sempre e ovunque. Si sforza di tramandare ai posteri la propria memoria e
lanima ha desiderio di immortalit. Settimodecimo attributo: innegabile lo

sforzo con cui lanima cerca ci farsi previdente. Tramite le leggi ricerca la
giustizia, tramite limmutabilit (nella vita spirituale o nella resistenza delluomo
comune) cerca la fortezza e nel desiderio di armonia ricerca la temperanza.
Undicesima dote: da cuilaricercadigrandiricchezzeesemprenuovi piaceri(sia
spirituali, quelli giusti, che quelli modani) Dodicesimo attributo: luomo tende a
fare proprio ilculto che ha Dio per sestesso,rispettandoevenerandocichedi
divino vi nelluomo (gli aspetti pi nobili e sublimi della spiritualit propria e
altrui). Daltra parte c il culto che, unici tra gi animali, gli uomini rendono a
Dio. Dunque luomo cerca dipossederetuttee12ledotidiDio,lanaturaumana
nel suofondo questoappetitodiDio,esolodiLuisiaccontenta.Tutteleazioni
non sono altro che manifestazioni di questimpulso, vero motore di tutta
lesistenzaumana.Egrandeluomoperquestosuodesiderio.
di
FedericaMaltese