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N 1 - 2004

Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n 46) art. 1, comma 2, DCB (Bologna)

Gennaio/Febbraio

PANCHINA
dORO e
dARGENTO
2002-2003

PANCHINA dORO 2002-2003

PANCHINA dARGENTO 2002-2003

PANCHINA dORO 2000-2001

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MANIFESTAZIONE PANCHINA DORO 2002-2003

IL VICE PRESIDENTE GIANCARLO ABETE PREMIA IL VINCITORE


DELLA PANCHINA DARGENTO 2002-2003 ELIO GIUSTINETTI

AZEGLIO VICINI PREMIA FABIO CAPELLO, VINCITORE


DELLA PANCHINA DORO 2000-2001

CARLO ANCELOTTI
VINCITORE DEL PREMIO
PANCHINA DORO 2002-2003

FABIO CAPELLO E
DINO ZOFF

I PARTECIPANTI OSSERVANO UN MINUTO DI RACCOGLIMENTO IN ONORE DELLO SCOMPARSO


ROBERTO CLAGLUNA

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SOMMARIO
EDITORIALE

di Enzo Bearzot

SCUOLA
ALLENATORI

SMARCAMENTO E MARCAMENTO
NEL GIOCO DEL CALCIO

di Daniele Arrigoni

SCUOLA
ALLENATORI

VAM: DALLA TEORIA ALLA PRATICA

di Michele Panella

12

CENTRO STUDI
E RICERCHE

IL DIRETTORE SPORTIVO E LE ALTRE


FIGURE PROFESSIONALI

a cura Centro Studi S.T.

24

SCUOLA
ALLENATORI

COMPORTAMENTO DEL PORTIERE


NELLE SITUAZIONI DI PALLA INATTIVA

di Massimo Cacciatori

26

SCUOLA
ALLENATORI

ANALISI COMPARATA TRA CAPACIT FISICHE E


ABILIT TECNICHE NEI GIOVANI CALCIATORI
DELLA CATEGORIA ESORDIENTI

di Maurizio Zorba

30

SCUOLA
ALLENATORI

MOVIMENTI OFFENSIVI DEL 4 4 2 CON PARTICOLARE


RIFERIMENTO ALLE DIVERSE POSIZIONI DI BASE DEGLI
ATTACCANTI CONTRO DIFESE A 4 O 3 A ZONA E 3 A UOMO

di Giuseppe Iachini

38

FONDAZIONE
MUSEO DEL CALCIO

SAPERE DI NON SAPERE

di Luigi Cina Bonizzoni

46

SETTORE
GIOVANILE

RIFLESSIONI METODOLOGICHE

di Sergio Roticiani

48

SEZIONE MEDICA

ATTENZIONE A CERTI SUPPLEMENTI NUTRIZIONALI:


POSSONO CONTENERE STEROIDI!
a cura di Marco Viani

Le opinioni espresse negli articoli firmati non riflettono


necessariamente lopinione
ufficiale del Settore Tecnico.
Tutto il materiale inviato non
sar restituito. La riproduzione di articoli o immagini
autorizzata a condizione che
ne venga citata la fonte.

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Direttore Responsabile

Fotocomposizione
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Comitato di Redazione

Fotografia

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Felice Accame
Paolo Piani
Antonio Acconcia
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Leonardo Vecchiet
Gianni Leali
Marco Viani
Mario Marella
Azeglio Vicini
Franco Morabito

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Foto Archivio Museo del Calcio

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(conv. in L. 27/02/2004 n 46) art. 1,
comma 2, DCB (Bologna)
Autorizzazione del tribunale di
Firenze, del 20 maggio 1968 n.1911
Finito di stampare nellAprile 2004

Per richiedere copie arretrate del Notiziario inviare una richiesta scritta indirizzata a:
F.I.G.C. Settore Tecnico Via G. DAnnunzio 138, 50135 Firenze. Non saranno accettate richieste effettuate per telefono.
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Il 7 febbraio scomparso lavv. Federico Sordillo.


Per molti anni Federico Sordillo, dopo aver ricoperto il ruolo di Presidente del Settore Tecnico, stato Presidente della FIGC guidando il calcio italiano con grande competenza, fermezza e umanit sia nei periodi felici di vita federale
sia nei periodi di difficolt.
Mi piace ricordarlo, con grande rimpianto, contento dopo la conquista da parte della Squadra Nazionale del titolo di
Campione del Mondo nel 1982 in Spagna e rigoroso nellesortare tutti al rispetto di certi valori fondamentali a cui ci
si deve attenere nella pratica sportiva e nei comportamenti quotidiani, come lui stesso sottoline in un editoriale del
1982 che qui di seguito pubblichiamo.
Enzo Bearzot
Editoriale del Presidente Federale avv. Federico Sordillo pubblicato sulla rivista della FIGC Calcio di Luglio-Agosto 1982

IL TITOLO MONDIALE CIMPONE DI...

Rispettare certi valori fondamentali

Il Presidente della Repubblica


Sandro Pertini, il Presidente
della FIGC Federico Sordillo, il
C.T. Enzo Bearzot ed i calciatori della Squadra Nazionale festeggiano subito dopo la vittoria
al Mondiale di Spagna 1982.

La conquista in Spagna da parte della nostra nazionale del titolo mondiale un altro
capitolo fondamentale nella storia del calcio
italiano. Per me, in particolare, la sera
dell11 Luglio rester impressa nella memoria per tutta la vita. Certe gioie, certe sensazioni, certi stati danimo non si possono
certamente dimenticare.
Motivo di grande orgoglio per noi dirigenti,
che da tanti anni ci occupiamo di calcio,
stato quello di constatare che gli azzurri
hanno saputo risuscitare nel popolo italiano
sentimenti che parevano sopiti. La nostra
vittoria , infatti, ha saputo far rivivere lorgoglio nazionale e ha offerto lo spunto perch
la nazione tutta dimostrasse una dignit ed
una coesione che hanno stupito il mondo intero che si cos reso conto che il popolo
italiano, anche se tormentato da parecchi
problemi, non aveva certo dimenticato i valori delle sue pi nobili tradizioni. Per chi come me crede nei valori dello sport, nella sua
vera funzione sociale questa constatazione
stata senzaltro di immensa gioia. La no-

stra vittoria nei mondiali ha ottenuto consensi da tutto il mondo sportivo per la sua linearit e per i significati morali e tecnici espressi sul terreno di gioco. Molti ne sono rimasti
anche sorpresi. Appunto per questo tutti coloro che amano questo sport meraviglioso dirigenti, calciatori, giornalisti, pubblico - devono dimostrare al mondo intero che siamo
degni di questa indimenticabile vittoria che
abbiamo il dovere di rispettare e di onorare.
Non possiamo permetterci il lusso di vivere
di rendita, anzi dobbiamo avere laccortezza
di saper spendere bene quanto abbiamo
guadagnato. Il mio vuole essere soprattutto
un affettuoso ma anche fermo richiamo al rispetto dei doveri ancor prima che dei diritti di
cui il nostro calcio, laureatosi campione
del mondo, diventato titolare. Mi auguro
che lo stesso spirito, il coraggio, la lealt, lonest professionale che hanno consentito
alla nostra nazionale lexploit mondiale si ritroveranno sempre in tutte le nostre manifestazioni e che in futuro saranno sempre avvertiti e rispettati da parte di tutti il dovere di

offrire al nostro pubblico, ed a quanti ci guardano dallesterno, gare di elevato livello tecnico; il dovere di affrontare tutti gli impegni
agonistici con quella seriet di cui gli azzurri diedero durante il mondiale uno splendido
esempio; il dovere di resistere con serenit
e senso di responsabilit alle tensioni che a
volte possono inevitabilmente determinarsi
nel corso dei campionati.
Il titolo mondiale ci impone, inoltre, una continua autodisciplina ed una costante severit di comportamento che devono contraddistinguerci non solo durante la pratica sportiva, ma anche nel nostro modo di vita. Abbiamo tutti il dovere di essere di esempio a
quelle migliaia di giovanissimi che hanno
vissuto intensamente con noi le tappe del
nostro mondiale e che ad ogni stagione si
avvicinano al calcio in numero sempre maggiore. Non dobbiamo deluderli! Solo rispettando certi valori fondamentali potremo conseguire continui miglioramenti, indispensabili per raggiungere altri traguardi.
Federico Sordillo

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SCUOLA
ALLENATORI
TATTICA INDIVIDUALE

SMARCAMENTO E MARCAMENTO
NEL GIOCO DEL CALCIO
di Daniele Arrigoni*

o desiderato svolgere in questa tesi non tanto un

dizioni di gioco costringono sempre pi spesso il calciatore a de-

argomento di carattere generale come lanalisi di

cidere, il pi rapidamente possibile, in relazione ai movimenti dei

un particolare sistema di gioco (zona, uomo, fase

propri compagni o in opposizione alla pressione individuale (o al

di possesso o non possesso palla etc.), quanto

pressing collettivamente organizzato) esercitato dagli avversari.

piuttosto dedicarmi allapprofondimento di un

Alla luce di tutto ci le metodiche di allenamento si sono ne-

aspetto di tattica individuale, che fosse propedeu-

cessariamente evolute.

tico allapprendimento del gioco collettivo: marca-

Lobiettivo primario dellallenatore diventato quello di cercare di

mento e smarcamento.

riuscire a preparare i giocatori per interpretare un calcio pi veloce,

Ho ritenuto opportuno e conveniente organizzare la presente

dove tecnica, tattica e agonismo devono fondersi e d armonizzarsi.

trattazione secondo il seguente schema o piano dellopera: una

Il giocatore moderno deve possedere molte qualit:

breve introduzione di carattere generale, allinterno della quale

- deve essere in grado di saper interpretare la gara con ritmi so-

sono esposti alcuni miei personali convincimenti a proposito delle caratteristiche che il gioco del calcio venuto assumendo in
questi ultimi anni, lesposizione ragionata dei principi generali

stenuti in fase di possesso di palla,


- deve riuscire a mantenere la stessa dinamicit anche in fase di
non possesso.

della tattica individuale o tecnica applicata (capitolo I), gli ele-

La formazione ed il perfezionamento del bagaglio tecnicotattico

menti fondamentali riguardo ai concetti di marcamento e smar-

del calciatore di alto livello si concretizzano nellapprendimento e

camento(capitolo II). Nella seconda parte di questo lavoro pre-

nellapplicazione in gara di quelli che vengono comunemente de-

sento alcune esercitazioni specifiche attinenti al concetto di mar-

finiti i principi della tattica individuale. Vediamo pertanto quali es-

camento e smarcamento con i suoi possibili sviluppi e corollari

si siano e come essi intervengano nelle varie fasi di gioco.

(capitolo III). Per riprendere e sintetizzare i momenti salienti di


questa mia trattazione, ho inserito alcune mie considerazioni finali aventi carattere di note conclusive.

PRINCIPI DI TATTICA INDIVIDUALE


FASE DI
NON POSSESSO PALLA

FASE DI
POSSESSO PALLA

PRESA DI POSIZIONE

SMARCAMENTO

MARCAMENTO

DIFESA E
PROTEZIONE DELLA PALLA

INTERCETTAMENTO
E/O ANTICIPO

PASSAGGIO

tecnico-tattico. Lesasperazione agonistica, che ha portato a un significativo incremento di dinamicit, evidenziabile a livello di pre-

CONTRASTO

GUIDA DELLA PALLA

stazione fisico-atletica, ha comportato necessariamente una no-

DIFESA DELLA PORTA

TIRO IN PORTA

INTRODUZIONE
Il gioco del calcio ha subito in questi ultimi anni diverse trasformazioni che hanno radicalmente mutato il quadro strategico e

tevole trasformazione dellorganizzazione del gioco di squadra.


In questo contesto sono stati modificati anche i concetti di spazio
e tempo; da una parte si avuto un notevole restringimento degli spazi, dallaltra una velocit dazione maggiore. Le attuali con-

*Tesi di fine studio del Corso Master 2001/2002 per labilitazione ad allenatore professionista di 1 Categoria.

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SCUOLA
ALLENATORI
TATTICA INDIVIDUALE

PRINCIPI DI TATTICA INDIVIDUALE


Fase di non possesso palla
PRESA DI POSIZIONE
Nella situazione di perdita del possesso di palla il giocatore dovr
tenere conto della propria posizione in riferimento:
alla propria porta
al diretto avversario
alla zona di campo dove si trova la palla
Lerrore pi grave che il giocatore pu commettere relativamente
alla presa di posizione di farsi sorprendere alle spalle; qualora
ci avvenga, sar ben difficile che il difendente possa rimediare
se non ricorrendo ad una azione fallosa da cartellino.
MARCAMENTO
direttamente collegato alla presa di posizione. Sapere marcare
un avversario significa avere la massima attenzione sui movimenti, mantenendo nei suoi confronti una distanza tale da impedire e limitare la sua azione tramite un contrasto o un anticipo.
La tecnica di marcamento varia in funzione delle/a:
caratteristiche tecniche e fisiche dellavversario
caratteristiche tecniche e fisiche di chi effettua la marcatura
posizione della palla in riferimento alla porta (marcatura stretta marcatura allentata)
Lerrore che il giocatore non deve commettere nella marcatura a
uomo o a zona quello di differenziare (a seconda del contesto
in cui si trova a marcare, cio a uomo o nella zona), la distanza
dallavversario. In entrambe le situazioni la marcatura deve essere effettuata con i principi sopra esposti, non lasciando libert, soprattutto in zona pericolosa, al diretto avversario.
INTERCETTAMENTO E/O ANTICIPO
E la diretta conseguenza dellazione della presa di posizione e di
marcamento. La differenza tra intercettamento e anticipo consiste
nel fatto che lintercettamento definito come unazione individuale che tende ad interrompere unazione offensiva dellavversario andando ad agire direttamente sulla traiettoria del pallone
e non presuppone la vicinanza dellavversario. Lanticipo si basa
invece sul movimento anticipato del difensore sul diretto attaccante, andando cos a riconquistare la palla o ad interrompere
lazione avversaria.
6

CONTRASTO
lazione attraverso la quale si riconquista la palla. Gli elementi
che lo caratterizzano sono:
la scelta di tempo, che deve essere corretta
la determinazione
lequilibrio del corpo nellesecuzione del gesto tecnico
la velocit di esecuzione
Esistono due tipi di contrasto: diretto e indiretto. Il primo quello sopra descritto, dove si registra contatto con lavversario, il secondo riferito al movimento attraverso il quale si riesce a mettere in zona dombra lattaccante, impedendogli di ricevere un
passaggio diretto da parte del portatore di palla.
DIFESA DELLA PORTA
E il principio secondo il quale, in occasione di conclusioni verso
la nostra porta, bisogna interporre il nostro corpo tra la palla e la
porta in modo da dissuadere lattaccante dalla conclusione (in
quanto non vede la porta) o altres in modo da respingere con
il corpo la conclusione stessa. Tutti i giocatori (e non solo il portiere) sono chiamati in fase di non possesso e in misura variabile
a seconda dei compiti loro assegnati dallallenatore, ad assolvere
a questo compito.
Fase di possesso palla
SMARCAMENTO
Per smarcamento si intende la capacit di un atleta di smarcarsi
l dove il compagno in possesso di palla lo pu vedere e servire
(zona luce). Lo smarcamento deve avvenire seguendo una traiettoria di corsa in diagonale, in modo che il corpo copra la palla.
DIFESA E PROTEZIONE DELLA PALLA
Per ottenere una difesa e una protezione efficace il giocatore dovr sempre andare incontro alla palla e nelleffettuare lo stop dovr mettere sempre il proprio corpo a difesa di essa.
IL PASSAGGIO
lazione con la quale si trasmette la palla da un compagno ad
un altro. Deve essere effettuato in modo veloce, preciso e rapido.
Rispetto alla conduzione di palla il passaggio permette di guadagnare spazio e tempo pi rapidamente, risparmiando energie ed

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evitando il contrasto con lavversario. Il passaggio unarma as-

vimento valuti correttamente, in una frazione di secondo, tre ele-

sai preziosa per chi attacca in quanto pu consentire in un solo

menti fondamentali:

colpo di superare pi avversari.

- quando il possessore di palla in grado di poterla trasmettere


- dove portarsi a ricevere la palla (in zona luce)

GUIDA DELLA PALLA

- come effettuare il movimento (con corse in diagonale).

Con guida della palla si intende lazione mediante la quale il gio-

Nel movimento di smarcamento il giocatore dovr sempre tene-

catore conduce il pallone, mantenendone continuativamente il

re presente la posizione del proprio corpo rispetto alla palla ed al-

possesso da un punto allaltro del terreno di gioco. La guida del-

la porta avversaria. Tale movimento per gli attaccanti, o per chi si

la palla lazione che prelude ad un passaggio, ad un tiro in por-

proposto al loro posto, dovr essere sempre in diagonale perch

ta oppure ad un dribbling, ovvero al superamento diretto palla al

solo in questo modo potr percepire meglio la porta avversaria

piede dellavversario.

(ad esempio con movimento di corto lungo) o avvalersi del vantaggio di coprire la palla con il proprio corpo.

TIRO IN PORTA
Il tiro in porta deve a mio parere essere soprattutto preciso, an-

Esempio di smarcamento in zona luce

che magari a parziale discapito della forza e della potenza. Affinch le possibilit di successo siano pi elevate il tiro deve essere effettuato con una esecuzione rapida .

SMARCAMENTO E MARCAMENTO
Essendo il possesso di palla un principio generale di strategia di
squadra, che vede coinvolto non soltanto il singolo portatore di
palla quanto piuttosto lintero collettivo, diventa rilevante in questo contesto la tecnica di smarcamento, ovvero la capacit dei

Esempio di movimento smarcante in diagonale in lungo-corto.

giocatori non direttamente in possesso di palla di portarsi con opportuni movimenti di corsa (effettuati preferibilmente in diagonale), in zona luce vale a dire in zone del campo che permettano
al possessore di palla di trasmettere la stessa al compagno senza
la possibilit per lavversario di poter intervenire.
Parimenti e al contrario, nella fase di non possesso, quando lobiettivo primario diventa la riconquista del pallone, il marcamento, che
pu essere interpretato a uomo o a zona, diventa tecnica di fondamentale importanza per il calciatore chiamato a difendere.
In questi anni di attivit professionistica, dovendo allenare un
concetto di gioco dove spazio e tempo sono elementi fondamen-

Legenda:
Possessore di palla

tali, mi sono avvalso di diverse esercitazioni mirate allapprendimento della tecnica di smarcamento e marcamento.
LO SMARCAMENTO
Lo smarcamento presuppone che il giocatore impegnato nel mo-

Giocatore avversario
Smarcamento/Movimento senza palla
Trasmissione di palla
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SCUOLA
ALLENATORI
TATTICA INDIVIDUALE

IL MARCAMENTO

In figura: 4 box 12x12 mt allineati lungo la linea laterale del cam-

Con il marcamento intendo limitare tempo e spazio agli avversa-

po dallenamento.

ri per la riconquista della palla.


Il marcamento pu essere effettuato a uomo o a zona.
Con marcamento a uomo intendo:
a) mettersi fra la porta e lavversario;
b) poter vedere contemporaneamente palla e avversario. Dovendo scegliere fra i due da preferire sempre lavversario.
Con marcamento a zona intendo:
a) ogni giocatore responsabile della zona di campo assegnata;
b) si muove in questa zona a seconda della posizione della palla;
c) aggredisce qualunque avversario che entri con la palla nella
zona di propria competenza eccezion fatta per le situazioni di

ESERCIZI A COPPIE:

inferiorit numerica.

1) LUNGO-CORTO: (obiettivo: contromovimento) A (rosso) condu-

Vista levoluzione del gioco del calcio degli ultimi tre quattro an-

ce la palla dentro il quadrato ed effettua il passaggio a B (blu)

ni importante saper scegliere sempre bene quale tipo di marca-

che glielo detta tramite il contromovimento: lungo-corto. Il

mento effettuare.

passaggio deve avvenire nel giusto tempo, quando B in gra-

A mio giudizio il mix fra i due tipi di marcamento garantisce i ri-

do di ricevere la palla.

sultati migliori; proprio per questo il giocatore deve saper interpretare bene il concetto cosiddetto di marcamento a uomo nella zona. Con tale espressione sintende il fatto che, allinterno
della zona di competenza, il difensore ridurr la distanza dallavversario tanto pi quanto pi esso si avvicina alla nostra porta.
Quando infine detto spazio si sar fatto minimo a quel punto var-

In questo esercizio, come del resto in tutti i successivi, molto im-

ranno i dettami e le regole della marcatura individuale.

portante lavorare sul tempo della giocata che deve avvenire

Sono giunto a questa convinzione anche in considerazione delle-

quando il giocatore in possesso di palla si trova in condizione di

sperienza derivante dal mio passato di calciatore professionista,

poterla trasmettere; A, leggendo il contromovimento del compa-

durante la quale mi sono trovato a dover marcare sia a uomo che

gno ed incrociandone lo sguardo, indirizza la palla in zona luce,

a zona giocatori con qualit tecniche, tattiche e fisiche diverse (vi-

laddove B si smarcato.

sto che proprio in quegli anni si avuta una radicale trasformazione tattica passando dalla marcatura a uomo a quella a zona).

2) CORTO-LUNGO: A (rosso) conduce la palla dentro il quadrato


ed effettua il passaggio a B (blu) che glielo detta tramite il con-

ESERCITAZIONI SVOLTE DURANTE LA STAGIONE


RELATIVE AL CONCETTO DI SMARCAMENTO.

tromovimento: corto-lungo. I tempi di giocata sono da ricercare alla stessa maniera dellesercizio precedente.

Le seguenti esercitazioni vengono proposte in progressione didattica in una prima fase in sezioni di campo delimitate (quadrati di 12 x 12 m. disposti lungo la linea laterale del campo, come
in figura); successivamente, quando i giocatori avranno acquisito
la sincronia dei tempi e una buona intesa, verranno effettuate su
tutto il campo cercando di rispettare tempi e posizioni.
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3) FUORI-DENTRO: A (rosso) conduce la palla dentro il quadrato

2) A (rosso) conduce palla, d a B (blu), che ha fatto il contromo-

ed effettua il passaggio a B (blu) che glielo detta tramite il mo-

vimento e si propone. B scarica su A. C si propone nello spazio

vimento: fuori-dentro.

e riceve. Tutto avviene con il contromovimento di B che detta


il passaggio ad A.

4) DENTRO-FUORI : A (rosso) conduce la palla dentro il quadrato


ed effettua il passaggio a B (blu) che glielo detta tramite il contromovimento: dentro-fuori.

3) A (rosso) passa a B (blu), che ha fatto il contromovimento e si


propone. B scarica su A e si propone nello spazio. A in seguito
gioca luno-due con C (giallo), che ha fatto il contromovimento, e passa a B che riceve nello spazio. Tutto avviene con il contromovimento di B e di C che dettano il passaggio ad A.

ESERCIZI A TERNE :
1) A (rosso) passa a B (blu), che ha fatto il contromovimento, e si
propone. B si appoggia a C (giallo). C cerca A. Tutto avviene con
il contromovimento di B che detta il passaggio ad A che in seguito sar servito da C.
Lobiettivo di questa e delle successive esercitazioni, che vedono

2) A (rosso), che seguito da C (giallo), conduce palla, la passa a

i tre giocatori impegnati alternarsi a riprodurre i vari movimen-

B (blu) e poi lo attacca in maniera semiattiva. B riceve e poi

ti, quello di abituare i giocatori a smarcarsi con movimenti sem-

scarica a C che si liberato in zona luce. C, infine, chiude il

plici o composti effettuati in diagonale (contromovimento) in zo-

triangolo con B che dopo il passaggio si a sua volta smarca-

na luce, nel rispetto del tempo di giocata, determinato dal gio-

to dietro le spalle di A con una corsa in diagonale.

catore in possesso di palla.

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SCUOLA
ALLENATORI
TATTICA INDIVIDUALE

ESERCITAZIONI SOTTO FORMA DI PARTITA FINALIZZATE


AL MARCAMENTO E ALLO SMARCAMENTO
Esercitazione n. 1
4 + 4 > 4 + 4 esterni posizionati in fase di attacco.
Campo: 32 x 32 m.

A2
A1

Esercitazione n. 1
4 + 4 > 4 + 4 esterni posizionati in fase di attacco.
Campo: 32 x 32 mt
Esempio: situazione di marcamento (sempre stesso esercizio) dove A1 scambia con lesterno di destra e si propone in situazione
Regole e scopo del gioco

A2. B1 prende posizione e si va a trovare nelleventualit del pas-

Lo scopo del gioco realizzare il maggior numero di reti possibi-

saggio fra lavversario (A2) e la porta.

le nella porta avversaria. Internamente si gioca a tre tocchi o a


tocco libero. Gli esterni giocano ad un tocco o a due tocchi, creando superiorit numerica nella met campo offensiva. A seconda
del numero dei tocchi degli esterni, si vengono a dettare i tempi
di marcamento e di smarcamento. Non valido il passaggio fra

B2

gli esterni. Non ci sono corner. Ogni volta che la palla viene allontanata lallenatore ne introduce unaltra a centrocampo.

B1

A2

Variante: formazione di coppie fisse dove ognuno responsabile


del proprio avversario.

Esercitazione n. 1
4 + 4 > 4 + 4 esterni posizionati in fase di attacco.
Campo: 32 x 32 m.
Esempio di smarcamento dellesercizio precedente dove A1
scambia con lesterno di destra e si propone in situazione A2.
10

A1

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ESERCITAZIONE n. 2 - 8 > 8 con due jolly

mite smarcamento dai rossi, che giocano in possesso palla a 2-3

Campo: cerchio di diametro 20 m. Tempo di gioco: dai 4

tocchi allesterno del cerchio, e di restituirla a questi senza che i di-

agli 8 min.

fensori riescano ad intervenire. Vince la coppia che nellarco delle


due fasi di gioco (attacco in smarcamento- e difesa in marcamento-) ottiene il miglior saldo di punteggio (es. blu batte gialli 6
palle rigiocate a 4). Il numero dei giocatori che partecipano allesterno del cerchio pu variare. Sar tuttavia preferibilmente multi1

plo di 4, garantendo cos un continuo ricambio di coppie allinter-

no e allesterno del cerchio. Bisogna infine ricordare che questa


esercitazione pu risultare condizionante dal punto di vista atletico, data lalta intensit di gioco allinterno del cerchio.

Descrizione e regole del gioco

CONCLUSIONI

Gioco a 2-3 tocchi. Numero variabile di giocatori sia allinterno sia

Nel concludere queste mie note ritengo ancora una volta impor-

allesterno del cerchio. Una squadra (rossi) si schiera allesterno del

tante ribadire che levoluzione che il gioco ha avuto in questi ul-

cerchio per il possesso palla, aiutati dai due jolly (gialli) che agi-

timi anni deve, a mio avviso, spingere il tecnico a considerare con

scono allinterno e che dovranno cercare di effettuare molti movi-

crescente attenzione quegli aspetti di istruzione e formazione

menti di smarcamento per ricevere la palla. Laltra squadra (blu) di-

tecnica che agiscono direttamente sul bagaglio di conoscenze del

fende allinterno del cerchio. valido il passaggio fra gli esterni. I

singolo calciatore. Sar quindi opportuno e produttivo recuperare

jolly, una volta in possesso di palla, non possono essere pressati dai

e potenziare in sede dallenamento linsegnamento e la didattica

giocatori avversari. Vince la squadra che in un predeterminato tem-

della tecnica applicata ( o tattica individuale), anche in funzione

po ha effettuato il maggior numero di passaggi ai jolly.

propedeutica allapprendimento della tattica collettiva e di reparto nelle due fasi di gioco. Proprio in questottica ho deciso di de-

ESERCITAZIONE n. 3 - 2 > 2+8

dicare la mia attenzione alla tematica dello smarcamento e del

Campo: cerchio di diametro 10 m. Tempo: dai 2 a 4

marcamento, nella convinzione che questi aspetti costituiscano


un momento sempre pi importante nel gioco del calcio.

1
2

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
- Franco Ferrari - Elementi di tattica calcistica Vol. I
- Marziali - Mora - La zona. Requisiti e didattica
- www.ALLENATORE. NET - Modulo 4-4-2
- E. Puzzardini - Il goal nella filosofia
- Stefano DOttavio - Insegnare il calcio
- S. Folgueira - 1010 esercizi di difesa nel calcio

Descrizione e regole del gioco

- G. Leali - Calcio tecnica e tattica

Due coppie di giocatori (blu e gialli che si alternano in mini tem-

- S. Mazzali - La zona nel calcio

pi di gioco nelle fasi di attacco e di difesa) si affrontano allinter-

- Il Notiziario del Settore Tecnico - numeri vari

no del cerchio con lobiettivo, per chi attacca, di ricevere palla tra-

- Il Nuovo Calcio - numeri vari


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SCUOLA
ALLENATORI
PREPARAZIONE FISICA

VAM: DALLA TEORIA ALLA PRATICA


di Michele Panella*

a capacit del calciatore dutilizzare la via aerobi-

Massima Potenza Aerobica Funzionale (PAMF) e Massi-

ca per la produzione denergia e limportanza di

ma Velocit Aerobica (VAM): la potenza dellesercizio che

questa nel modello prestativo del calcio sono tut-

consente di raggiungere il vostro VO2max definita come la Mas-

toggi oggetto di discussione. Il seguente lavoro pro-

sima Potenza Aerobica Funzionale (PAMF). Pu essere considera-

pone unanalisi dei pi recenti studi per un utilizzo

ta come una potenza effettiva e, in questo caso, si esprime in

appropriato e mirato degli esercizi atti a migliorare

watts, sia nella velocit di corsa, sia nel nuoto, sia nel ciclismo.

le capacit aerobiche. Verr posto laccento in par-

Nel nostro caso, la nomineremo spesso utilizzando la sua forma

ticolare su alcune tipologie desercizio che hanno attirato il no-

contratta: VAM, Velocit Aerobica Massimale, che viene misurata

stro interesse e i nostri studi.

in km.h-1, in m.min -1 o in m.s -1.

Nellallenamento, pi che la conoscenza del VO2max, la velociCENNI DI LETTERATURA SPORTIVA

t aerobica massimale che indispensabile conoscere per dosare


meglio le velocit di corsa pi adatte allo sviluppo di determina-

Capacit aerobica: la quantit totale denergia che lorga-

ti obiettivi. La VAM deriva dalla combinazione del VO2max (PAM)

nismo in grado di liberare grazie allapporto e allutilizzo del-

con leconomia di corsa. Questultima pu essere definita come

lossigeno; unentit di impossibile determinazione concreta

lenergia spesa ad una data velocit. In altre parole, meno spen-

in quanto essa dipende dalle riserve totali di carburanti pre-

dete per correre ad una determinata velocit, pi la vostra corsa

senti nellorganismo, quali glucidi, lipidi e, nei casi estremi, pro-

efficace. Negli adulti, esistono diverse efficienze di corsa che ri-

teine, e del comburente necessario alla loro combustione,

sultano molto individualizzate e che possono differire tra loro di

lossigeno.

un 5%. Cos, conoscendo la vostra VAM e considerando l econo-

Massima Potenza Aerobica (PAM): la massima quantit

mia di corsa media, possibile estrapolare il vostro VO2max

dossigeno che lorganismo pu utilizzare nellunit di tempo nel

utilizzando lequazione calcolata da Leger e Mercier:

corso di un esercizio muscolare intenso e di lunga durata. Questa

VO2max(ml.kg- 1.min- 1)=VAM(km/h)x3.5

definita anche come massimo consumo dossigeno, spesso com-

Inversamente, possibile estrapolare la vostra VAM partendo dal-

pare con il simbolo VO2 max. La PAM rappresenta dunque il de-

la conoscenza del vostro VO2max:

bito massimo o la massima potenza del metabolismo aerobico.

VAM(km/h)=VO2max(ml.kg- 1.min- 1)/3.5.

Quando lintensit di un attivit muscolare aumenta progressiva-

La Resistenza Aerobica

mente, il consumo dossigeno aumenta parallelamente fino a

La resistenza aerobica pu essere definita in due modi:

raggiungere un plateau massimo al di sopra del quale tutti gli ul-

- sia come la percentuale di VO2max o della VAM suscettibile

teriori aumenti di potenza dellesercizio non provocano effetti sul

dessere mantenuta durante una determinata durata delleserci-

consumo dossigeno. Questo plateau definito massimo consu-

zio; per esempio correre 12 minuti ad una percentuale pi alta

mo dossigeno e ha dei limiti evidenti:

possibile della VAM;

- trasporto dellossigeno attraverso il sistema cardio-vascolare


dai polmoni fino ai muscoli sollecitati;
- suo utilizzo da parte delle fibre muscolari sollecitate.
12

*Tesi di fine studio del Corso Preparatore Atletico 2002/2003.

2730_FIGC_1

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12:24

Pagina 13

- sia come la durata dellesercizio suscettibile dessere mantenu-

La prova VAMEVAL stata realizzata per rispondere alle critiche

ta ad una percentuale determinata della VAM; per esempio fis-

espresse dagli utenti della prova progressiva di corsa su pista del-

sare una velocit che corrisponde all80,85,90 perfino al 100%

lUniversit di Montreal (Leger e Boucher,1980). Sul piano fisiolo-

della VAM e misurare la durata mantenuta o la distanza percor-

gico, le due prove si rivelano rigorosamente identiche ma si diffe-

sa a questa velocit.

renziano sensibilmente sul piano delle modalit di svolgimento

Nei due casi, la conoscenza della VAM si rivela pi utile e pi fa-

del loro protocollo che permettono una migliore accessibilit in

cile da utilizzare di quella del VO2max e permette anche, nellal-

favore della prova detta VAMEVAL.

lenamento, di gestire meglio le andature utili alla corsa.

Le differenze sono illustrate nella tabella 1

METODI DI VALUTAZIONE DELLA MASSIMA POTENZA AEROBICA


In letteratura troviamo molti protocolli di test che propongono di
misurare le capacit aerobiche dellatleta. Bisogna comunque ricordare che sono tutti metodi di misura indiretti, comparabili solo
a se stessi e non a valori oggettivi; questo sottolinea limportanza
dutilizzare sempre lo stesso test qualunque sia la preferenza.

PROVE

VAMEVAL

UNIVERSITA DI
MONTREAL

Durata di
ogni palier

1 minuto

2 minuti

Aumento della
velocit

0.5 km/h
per palier

1 km/h
per palier

Intervalli dei
bip sonori

20 metri

50 metri

Tabella n.1

Propongo due test che sembrano i migliori per il calcolo della


massima velocit aerobica (VAM) :

Sul piano della validit, laumento progressivo della velocit

- VAMEVAL: di Cazorla (1990,1991).

rigorosamente identico nei due casi, ci autorizza il VAMEVAL a

- NAVETTA: di Leger (1982,1984,1985).

beneficiare indirettamente dellimportante lavoro sperimentale

VAMEVAL
Figura n 1 Comparazione Prova Lger et Boucher (1980)
e VAMEVAL (1990)

di convalida della prova di Leger e Boucher per calcolare il


VO2max. Un incremento di mezzo km/h ogni minuto permette
di modulare meglio lintensit e di conseguenza, consente un
migliore adattamento della persona valutata e una VAM raggiunta pi precisa e pi prossima a quella massimale individuale; da ci il nome della prova VAMEVAL.
Sul piano dellaccessibilit, la misura degli intervalli di venti metri previsti nel VAMEVAL necessita soltanto di un nastro metrico. Infine, sufficiente un unico nastro sonoro per svolgere il
test NAVETTA e il VAMEVAL. Lunica condizione del nastro che
lo stesso debba superare i 18 km/h previsti dal NAVETTA visto che la VAM su pista risulter maggiore di quella del NAVETTA. Questa prova ha lo scopo di valutare il vostro massimo
consumo dossigeno cos come la velocit di corsa alla quale
essa si raggiunge. Questa velocit critica definita come la vostra velocit aerobica massimale (VAM).
Spazi e materiali necessari:
1. Una pista di 200 metri, sul quale vengono piazzati ogni 20 metri dei riferimenti.
2. Un registratore a nastro. Per verificare laffidabilit del regi13

2730_FIGC_1

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12:24

Pagina 14

SCUOLA
ALLENATORI
PREPARAZIONE FISICA

stratore, fate riferimento al minuto di prova allinizio della re-

giunto i risultati del test: tabelle da 1 a 6. Queste tabelle con-

gistrazione del nastro. Confrontate la durata del minuto verifi-

sentono di estrapolare dal palier ottenuto il massimo consumo

cato con quello ottenuto con un cronometro. Nel caso in cui ve-

dossigeno in funzione allet.

rificate una differenza in pi o in meno, fate delle modifiche

Svolgimento della prova

utilizzando la seguente formula:

Le velocit di corsa sono stabilite dalla cassetta VAMEVAL che

Velocit corretta = Velocit rilevata alla fine del test

emette dei suoni ad intervalli calcolati. Ad ogni bip, dovete rego-

(km/h)x60/Durata realmente cronometrata dal minuto verifica-

lare la vostra velocit trovandovi esattamente nei pressi di uno

to (in secondi).

dei riferimenti posti ogni 20 metri su di una pista di 200 metri.

Esempio: la durata del minuto che stata cronometrata risulta

Una precisione di circa due metri sufficiente. Questo adatta-

essere non di 60 secondi ma di 61 secondi e 22 centesimi e si

mento realizzabile facilmente dopo uno o due giri. Fermatevi

raggiunto nella prova il palier 17 e 45s. Collegandovi alla tabel-

quando non potete pi trovarvi nei pressi del riferimento al suo-

la 4, otterrete una velocit aerobica massimale di 16.9 km/h. La

no del bip che corrisponde a quel determinato palier. Riportate

vostra velocit corretta quindi:

il numero dellultimo palier raggiunto come il tempo trascorso in

VC = 16.9x60/61.22 = 16.56 km/h arrotondati a 16.6 km/h.

questultimo (i secondi). Questo il vostro risultato.

3. Se effettuate la prova collettivamente: un amplificatore permette la percezione dei bip e delle indicazioni fornite dalla re-

su un campo di calcio, tracciate un rettangolo di 40 metri di lun-

gistrazione. In mancanza dellamplificatore, ponetevi in prossi-

ghezza e 38.20m di larghezza. Se possibile sfruttate le linee late-

mit del registratore e ripetete ogni bip con un fischio e rivela-

rali del campo. Esattamente al centro dei due lati pi corti del ret-

te ad alta voce il palier indicato.

tangolo, cio a 19.10 m. piantate un paletto che diventer il cen-

4. Se svolgeteli test individualmente conviene utilizzare un mini5. Una cassetta che contenga il protocollo della prova.
Distribuita da: C. R. E. S. S. BORDEAUX

FRANCE.

6. Le tabelle specifiche che consentono di ricavare dal palier rag-

Figura n 2
Pista di 200 metri

tro del raggio di due semi cerchi (r = 19.10 m). Con lausilio di un
nastro metrico o di una corda di 19.10 m. tracciate questi semi-

registratore (walk-man).

14

Per costruirvi la pista consigliamo il seguente metodo:

cerchi alle due estremit del rettangolo. Cos otterrete una pista
di 200 metri. A quel punto vi baster misurare bene ogni intervallo di 20 metri della stessa pista.

2730_FIGC_1

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12:24

Pagina 15

Tabella 2: PROVA PROGRESSIVA DI CORSA CONTINUA CON


PALIER DI UN MINUTO: VAMEVAL, PALIER da 1 a 5
Allinizio del test due minuti per regolare bene la vostra velocit
di corsa con i bip sonori.
Paliers indicati
dalla cassetta
Palier 1
15s
30s
45s
Palier 2
15s
30s
45s
Palier 3
15s
30s
45s
Palier 4
15s
30s
45s
Palier 5
15s
30s
45s

Velocit (km/h) Durata intervallo


corrispondente ogni 20 metri
8.5 km/h
8.6
8.000
8.8
8.9
9.0 km/h
9.1
7.579
9.3
9.4
9.5 km/h
9.6
7.200
9.8
9.9
10.0 km/h
10.1
6.857
10.3
10.4
10.5 km/h
10.6
6.545
10.8
10.9

VO2max
18 anni e +
29.8
30.2
30.6
31.1
31.5
31.9
32.4
32.8
33.3
33.7
34.1
34.6
35.0
35.4
35.9
36.3
36.8
37.2
37.6
38.1

Velocit (km/h) Durata intervallo


corrispondente ogni 20 metri
11.0 km/h
11.1
6.261
11.3
11.4
11.5 km/h
11.6
6.000
11.8
11.9
12.0 km/h
12.1
5.760
12.3
12.4
12.5 km/h
12.6
5.538
12.8
12.9
13.0 km/h
13.1
5.533
13.3
13.4

Paliers indicati
dalla cassetta
Palier 11
15s
30s
45s
Palier 12
15s
30s
45s
Palier 13
15s
30s
45s
Palier 14
15s
30s
45s
Palier 15
15s
30s
45s

Velocit (km/h) Durata intervallo


corrispondente ogni 20 metri
13.5 km/h
13.6
5.143
13.8
13.9
14.0 km/h
14.1
4.966
14.3
14.4
14.5 km/h
14.6
4.800
14.8
14.9
15.0 km/h
15.1
4.645
15.3
15.4
15.5 km/h
15.6
4.500
15.8
15.9

VO2max
18 anni e +
47.3
47.7
48.1
48.6
49.0
49.4
49.9
50.3
50.8
51.2
51.6
52.1
52.5
52.9
53.4
53.8
54.3
54.7
55.1
55.6

Tabella 5: VAMEVAL, PALIER da 16 a 20

Tabella 3: VAMEVAL, PALIER da 6 a 10


Paliers indicati
dalla cassetta
Palier 6
15s
30s
45s
Palier 7
15s
30s
45s
Palier 8
15s
30s
45s
Palier 9
15s
30s
45s
Palier 10
15s
30s
45s

Tabella 4: VAMEVAL, PALIER da 11 a 15

VO2max
18 anni e +
38.5
38.9
39.4
39.8
40.3
40.7
41.1
41.6
42.0
42.4
42.9
43.3
43.8
44.1
44.8
45.2
45.5
45.9
46.4
46.8

Paliers indicati
dalla cassetta
Palier 16
15s
30s
45s
Palier 17
15s
30s
45s
Palier 18
15s
30s
45s
Palier 19
15s
30s
45s
Palier 20
15s
30s
45s

Velocit (km/h) Durata intervallo


corrispondente ogni 20 metri
16.0 km/h
16.1
4.364
16.3
16.4
16.5 km/h
16.6
4.235
16.8
16.9
17.0 km/h
17.1
4.114
17.3
17.4
17.5 km/h
17.6
4.000
17.8
17.9
18.0 km/h
18.1
3.892
18.3
18.4

VO2max
18 anni e +
56.0
56.4
56.9
57.3
57.8
58.2
58.6
59.1
59.5
59.9
60.4
60.8
61.3
61.7
62.1
62.6
63.0
63.4
63.9
64.3

15

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Pagina 16

SCUOLA
ALLENATORI
PREPARAZIONE FISICA

Tabella 6: VAMEVAL, PALIER da 21 a 25


Paliers indicati
dalla cassetta
Palier 21
15s
30s
45s
Palier 22
15s
30s
45s
Palier 23
15s
30s
45s
Palier 24
15s
30s
45s
Palier 25
15s
30s
45s

Velocit (km/h) Durata intervallo


corrispondente ogni 20 metri
18.5 km/h
18.6
3.789
18.8
18.9
19.0 km/h
19.1
3.692
19.3
19.4
19.5 km/h
19.6
3.600
19.8
19.9
20.0 km/h
20.1
3.512
20.3
20.4
20.5 km/h
20.6
3.429
20.8
20.9

Test NAVETTA di 20 metri con palier di un minuto.


VO2max
18 anni e +
64.8
65.2
65.6
66.1
66.5
66.9
67.4
67.8
68.3
68.7
69.1
70.0
70.0
70.4
70.9
71.3
71.8
72.2
72.6
73.1

Lo scopo della prova di valutare la vostra massima potenza aerobica ,ultimo palier raggiunto, tramite la quale si raggiunge il
massimo consumo dossigeno. Il risultato dellultimo palier, permette lestrapolazione del vostro VO2max attraverso determinate
tabelle. Il limite principale di questa prova costituito dallimpossibilit di utilizzare la velocit di corsa che corrisponde allultimo palier completato per pianificare, ad esempio, le velocit di
corsa di esercitazioni e allenamenti che differiscono dalle navette. In pratica, i continui arresti e cambi di direzione previsti dal
protocollo del navetta falsano la VAM, perch le continue accelerazioni e decelerazioni previste richiedono un costo energetico superiore a quello che effettivamente viene richiesto percorrendo lo stesso numero di metri in linea (Bisciotti e coll., 2000).
Per ovviare a questo inconveniente bisogna utilizzare la seguente formula di conversione che permette di ricavare dal NAVETTA, in modo affidabile, il valore reale della VAM (Bisciotti, 2002):
1.502xvelocit del palier raggiunto 4.0109
ES: palier raggiunto = 12, velocit di percorrenza di 14 km/h,
Formula di conversione: 1.502x14 4.0109 = 17km/h.
Il test si pu eseguire su un campo da calcio. Vengono tracciate sul

Tabella 7: VAMEVAL, PALIER da 26 a 30


Paliers indicati
dalla cassetta
Palier 26
15s
30s
45s
Palier 27
15s
30s
45s
Palier 28
15s
30s
45s
Palier 29
15s
30s
45s
Palier 30
15s
30s
45s

16

Velocit (km/h) Durata intervallo


corrispondente ogni 20 metri
21.0 km/h
21.1
3.349
21.3
21.4
21.5 km/h
21.6
3.273
21.8
21.9
22.0 km/h
22.1
3.200
22.3
22.4
22.5 km/h
22.6
3.130
22.8
22.9
23.0 km/h
23.1
3.064
23.3
23.4

VO2max
18 anni e +
73.5
73.9
74.4
74.8
75.3
75.7
76.1
76.6
77.0
77.4
77.9
78.3
78.8
79.2
79.6
80.1
80.5
80.9
81.4
81.8

campo due linee parallele situate a 20 metri luna dallaltra. La lunghezza di queste linee proporzionale al numero di giocatori testati. La prova consiste nel realizzare il maggior numero possibile di
andate e ritorni a velocit progressivamente crescenti. Le velocit
sono regolate per mezzo di un nastro sonoro che emette suoni ad
intervalli regolari. Ad ogni bip, si deve adattare la velocit per trovarsi ad una delle estremit del tracciato di venti metri. La prova
inizia lentamente, a 8 km/h, ma la velocit aumenta progressivamente di 0.5 km/h ogni minuto. Lobiettivo di completare il maggior numero di palier di un minuto. Fermatevi quando non siete pi
in grado di seguire il ritmo imposto. Da uno a due metri al massimo di ritardo sono ammessi a condizione di essere in grado di mantenere il ritmo imposto dal segnale sonoro. Si consiglia pertanto di
tracciare altre due linee parallele situate allinterno della superficie
del terreno della prova, rispettivamente a due metri dalla linea di
ogni estremit. Se il ritardo aumenta e diventa progressivamente
uguale o superiore a due metri senza la possibilit di colmarlo, fermate la prova immediatamente. Riportate allora lultimo palier
emesso dal nastro sonoro. Questo il vostro risultato. La durata to-

2730_FIGC_1

19-05-2004

12:24

Pagina 17

tale della prova dipende principalmente dalla potenza aerobica massimale di ognuno.
Figura n3 TEST NAVETTA
Materiali che occorrono:
1) un registratore di cui necessario controllare la
velocit di scorrimento. Per fare ci, possibile
misurare un minuto allinizio della registrazione. Uno sfasamento di pi o meno 0.5 secondi
ammesso. Uno sfasamento maggiore o minore
vi obbliga ad aumentare o diminuire la distanza
tra le due linee parallele. Per calcolare tale distanza utilizzate la tabella n. 8 ;
2) una cassetta registrata del protocollo della prova;

Figura 3: se il vostro registratore affidabile, delimitate la superficie con due linee parallele situate a venti metri luna dallaltra. Altrimenti, consultate la tabella di correzione.

3) una tabella da cui dedurre i risultati.


Tabella 8: dopo aver verificato la velocit di scorrimento del
vostro registratore, adattate eventualmente la distanza tra
le due linee parallele da tracciare sul terreno utilizzando la
tabella qui sotto. Se il minuto controllato corrisponde ai 60

Durata del minuto


Correzione
Durata del minuto
Correzione
controllato dal della distanza tra controllato dal della distanza tra
vostro registratore le linee parallele vostro registratore le linee parallele
(sec.)
(metri)
(sec.)
(metri)

co valore che cambia il massimo consumo dossigeno estrapo-

55.0
55.5
56.0
56.5
57.0
57.5
58.0
58.5
59.0
59.0

lato in funzione dellet: VO2max. Abbiamo considerato soltanto

Tabella 8

secondi del cronometro mantenete i venti metri previsti.


Tabelle 9 10: TEST NAVETTA CON PALIERS DI UN MINUTO
I paliers indicati attraverso il nastro sonoro, la velocit corrispondente (km/h), la durata dellintervallo ogni venti metri corrispondono agli stessi valori indicati delle tabelle del VAMEVAL. Luni-

20.2
20.3
20.5
20.7
20.8
21.0
21.2
21.3
21.5
21.7

60.5
61.0
61.5
62.0
62.5
63.0
63.5
64.0
64.5
65.0

18.3
18.5
18.7
18.8
19.0
19.2
19.3
19.5
19.7
19.8

il VO2max di coloro che hanno 18 anni e pi (unico valore!).


Tabella 9
Palier 1

Palier 2

Palier 3

Palier 4

Palier 5

Palier 6

Palier 7

Palier 8

Palier 9

Palier 10

26.6
24.3
25.1
25.8

26.6
27.3
28.1
28.8

29.6
30.3
31.1
31.8

32.6
33.3
34.1
34.8

35.6
36.3
37.1
37.8

38.6
39.3
40.1
40.8

41.6
42.3
43.1
43.8

44.6
45.3
46.1
46.8

47.6
48.3
49.1
49.8

50.6
51.3
52.1
52.8

Palier 11

Palier 12

Palier 13

Palier 14

Palier 15

Palier 16

Palier 17

Palier 18

Palier 19

Palier 20

53.6
54.3
55.1
55.8

56.6
57.4
58.1
58.9

59.6
60.4
61.1
61.9

62.6
63.4
64.1
64.9

65.6
66.4
67.1
67.9

68.6
69.4
70.1
70.9

71.6
72.4
73.1
73.9

74.6
75.4
76.1
76.9

77.6
78.4
79.1
79.9

80.6

Tabella 10

17

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19-05-2004

12:24

Pagina 18

SCUOLA
ALLENATORI
PREPARAZIONE FISICA

TLIM VO2MAX

spettando una durata dallenamento uguale alla met del TLIM

Questa prova consiste nel determinare il tempo limite in cui si pu

VO2max, ripetere al massimo 5 frazioni della durata uguale alla

mantenere la VAM o vVO2max (Billat), utilizzata anche come

met del TLIM VO2max. I tempi di recupero si aggirano intorno al

prova di verifica del VAMEVAL. La prova pu essere proposta 48

60% dalla VAM e sono uguali ai tempi limite delle frazioni corse al

ore dopo aver realizzato un test progressivo per la determinazio-

100% del vVO2max (Billat e coll.,1996). Ad esempio, per un atleta

ne della VAM, latleta effettua questa prova al tempo limite della

che ha un TLIM VO2max di 4 minuti, il suo allenamento frazionato

vVO2max (100%). Il riscaldamento di 15-20 minuti al 60% del-

sar composto da 5 ripetizioni di 2 minuti alla vVO2max; invece, co-

la VAM, poi in 20 secondi latleta raggiunge la sua massima velo-

lui che ha un TLIM VO2max uguale a 11 minuti, potr fare 5 ripeti-

cit aerobica e la mantiene il pi possibile (tempo limite di VAM).

zioni di 5 minuti e 30secondi alla vVO2max. E possibile in questo

La distanza e il tempo impiegato a questa intensit possono co-

modo sollecitare pi a lungo la massima potenza aerobica e, di

stituire la base del calcolo dei diversi allenamenti frazionati a di-

conseguenza, il suo miglioramento condizionato dal tempo di la-

verse intensit espresse in percentuale della VAM. A parit di mas-

voro al massimo consumo dossigeno. Le cause fisiologiche di una

simo consumo dossigeno, si possono verificare in due atleti feno-

simile variazione del valore del tempo limite a vVO2max dipendo-

meni diversi: quelli che riescono a mantenere il tempo limite al

no dalla capacit lattacida dello sportivo. Per spiegare questa dif-

VO2max per lungo tempo (pi di 6 minuti) e quelli che non ci ri-

ferenza che esiste riguardo la VAM, stato dimostrato che esiste

escono. In effetti, se la nozione di massimo consumo dossigeno

una correlazione tra la capacit di sostenere unalta percentuale

conosciuta da pi di 80 anni, il tempo di mantenimento della stes-

del massimo consumo dossigeno e la partecipazione del metabo-

sa stato un po trascurato. Questo dato nella programmazione

lismo anaerobico lattacido. Questa capacit il secondo criterio di

attuale dellallenamento non pu assolutamente essere trascura-

stima della resistenza aerobica, questa volta sottomassimale, a una

to. Alcuni autori stimano tale tempo in una ventina di minuti sen-

velocit inferiore alla VO2max. Queste qualit del metabolismo ae-

za sapere che il tempo di mantenimento pu essere differente da

robico di un atleta sono misurate (valutate) attraverso la soglia

un soggetto allaltro e pu evolversi con lallenamento parallela-

anaerobica o soglia lattacida. Si tratta di capire dopo quanto tem-

mente al massimo consumo dossigeno! Per tale motivo nata le-

po (di mantenimento della VAM) lacido lattico inizia ad aumenta-

sigenza di misurare il TLIM VO2max, che ha come obiettivo la con-

re in modo evidente al di sopra del valore soglia; questo accresci-

valida di un nuovo criterio di resistenza aerobica: il tempo di man-

mento testimonia una mancanza della resintesi dellATP nel meta-

tenimento (tempo limite) del massimo consumo dossigeno.

bolismo aerobico per soddisfare la potenza dellesercizio.

Si osservata una notevole differenza interindividuale del TLIM


VO2max, le durate variavano da 4 a 11 minuti, ripartite abbondantemente intorno ai 6 minuti. Questi dati potrebbero spiegare il perch due sportivi rispondono in modo diverso ad un allenamento
frazionato composto ad esempio di 5 ripetizioni di 3 minuti corsi al
100% della VAM alternati a 3 minuti corsi al 60% della vVO2max.
in effetti, per colui che ha un TLIM VO2max di 11 minuti, i 3 minuti di corsa al 100% della VAM rappresentano un carico dallenamento relativamente modesto; ma per colui che avr un TLIM
VO2max di 4 minuti, i tre minuti di corsa al VO2max costituiscono
un carico di allenamento notevole (Billat e coll., 1996).
Il tempo limite alla velocit aerobica utilizzato per ottimizzare
lallenamento e cercare di migliorare il pi possibile il massimo consumo dossigeno. E stato dimostrato che possibile negli atleti, ri18

Test navetta

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Pagina 19

Alcuni principi da conoscere

Tabella n.12. - Indicazioni generali per lallenamento - per-

La Frequenza

centuali medie della vostra velocit aerobica massimale

La frequenza delle sedute dipende dallintensit e dalla durata dei

(VAM) e della vostra frequenza cardiaca massimale (FC

loro contenuti. I fenomeni di esaurimento e ricostituzione delle ri-

max.) e loro impatti fisiologici in funzione del vostro livel-

serve energetiche e quelli del limite dattivazione dei diversi me-

lo di condizione fisica. Raccomandiamo di calcolare la VAM

tabolismi energetici risultano determinanti nel conseguimento di

allinizio della stagione agonistica e da quel momento al-

determinati obiettivi e di conseguenza condizionano la frequenza

meno ogni due mesi. In funzione della VAM creare dei grup-

degli allenamenti.

pi di lavoro omogenei.
% medie % medie dalla
della VAM
FC max

Tabella n.11 - Durate dei recuperi


Anaerobico alattacido

24h

Capacit aerobica

24h

Forza veloce

24/36h

Forza massima

48h

Massima Potenza Aerobica

48/72h

Anaerobico lattacido

72h

60 70

10 15 min. di - recupero attivo


corsa continua
- raccomandato dopo un
esercizio lattacido!

65 69

71 79

Durata che pu - riscaldamento che preessere mantenu- cede lallenamento


ta per molto tem- - velocit di corsa favopo
revoli alla ripresa delle
attivit allinizio del anno agonistico
- miglioramento della
capacit aerobica

70 79

80 89

Durate lunghe.
Corse continue

80 89

90 97

Intervallati lun- - aumento importante


ghi.
del lattato, tendenza
Durate superiori anaerob. Lattacida.
a 6 min* 3 o 4. - sviluppo misto: resirecuperi corti: stenza e massima podue o tre minuti tenza aerobica.

de sicuramente dalle capacit individuali che necessario conoscere bene allinizio, per personalizzare il lavoro prima diniziare
un campionato e in seguito per modificare le intensit di lavoro
tenendo conto dei risultati dei test. Partendo dalla conoscenza
della VAM, diversi studi permettono attualmente di determinare

Risposte fisiologiche

50 55

Lintensit
Lintensit dellesercizio il punto pi delicato da gestire. Dipen-

Durata e
caratteristiche
degli esercizi

lintensit con la quale conviene allenarsi per abituare lorganismo allo stress fisiologico della competizione:

- inizia a comparire acido lattico


- tendenza aerobica: raccomandato allinizio
della stagione sportiva
- sviluppo efficace della
resistenza aerobica

90 100

98 FC max Intervallati medi: - accumulo rapido del


Durate da 2 a 4 latt.
min*4 o 6. rec. - sviluppo misto: massilunghi: 2 a 5 min. ma potenza aerobica e
capacit lattacida.
Intervallati corti
> 100 fino
FC max tipo 10s di corsa - massima sollecitazione
a 120%
- 20s di recupero di tutti i sistemi che
passivo
permettono il trasporto
- Altri esempi: e lutilizzo di ossigeno.
10-10, 15-20, - sviluppo efficace della
15-15.
massima potenza aero- corse ad anda- bica senza eccessiva
ture variabili ti- produzione di lattato
po fartlek da 15 - sviluppo della capacit
a 20 minuti.
anaerobica alattacida
19

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SCUOLA
ALLENATORI
PREPARAZIONE FISICA

ALCUNI METODI DI ALLENAMENTO

Tempi da dedicare ai vari esercizi


I tempi da dedicare ad ogni esercizio sono inversamente proporzio-

Il Fartlek

nali allintensit di questultimo. Pi lintensit elevata, pi la du-

Allorigine il Fartlek era una corsa di lunga durata (20-25) su ter-

rata deve essere accorciata ma rimanere sufficiente per sollecitare i

reni con varie pendenze, che inducevano cambi di ritmo e diffe-

sistemi fisiologici scelti. In generale gli esercizi che permettono di

renti andature.

migliorare la potenza aerobica devono essere corti: da tre a nove mi-

il Fartlek modificato

nuti, ripetuti da 2 a 5 volte secondo il livello dallenamento, realiz-

La corsa su terreni con diverse pendenze era difficile da quan-

zati a delle intensit alte, anche superiori al 100% della VAM.

tificare e soprattutto da controllare, allora si pensato di crea-

LAlternanza esercizio recupero

re un percorso su un campo di calcio regolamentare, per i cal-

La quantit e la qualit del recupero fondamentale per inne-

ciatori, dove effettuare il Fartlek. Si pu, su un campo regola-

scare i processi fisiologici adatti ad un determinato allenamento,

mentare: 105m. x 68m., tracciare facilmente un pista di circa

almeno quanto lesercizio stesso. Dalla gestione della sua natura

300m.:

e della sua durata, in stretta interazione con lintensit e la dura-

- a partire dalla bandierina del calcio dangolo si misurano 10m.

ta degli esercizi che lo precedono o che lo seguono, dipendono gli

sulla linea del fallo laterale pi 4.5m. verso linterno del campo;

impatti fisiologici che si spera di centrare! Il recupero deve per-

si pone un conetto A che quindi si trova a 42.5m. dalla linea del

mettere la ricostituzione delle riserve energetiche utilizzate dal-

centrocampo;

lesercizio e leliminazione dei metaboliti prodotti.

- a partire dallo stessa bandierina del calcio dangolo si misura-

Per quanto riguarda la durata, in generale, secondo gli obiettivi ri-

no 10m. sulla linea di fondo pi 4.5m. verso linterno del cam-

cercati, nellallenamento si utilizzano dei recuperi detti completi

po; si pone un conetto C che si trova a 24m. dallasse immagi-

che devono permettere la totale ricostituzione delle riserve ener-

naria che passa per il centro della linea di fondo;

getiche utilizzate. Quando i recuperi sono incompleti solo una


parte delle riserve energetiche viene ricostituita.

- si pone un terzo conetto B tracciando tra A e C 1/4 di cerchio,


questo 1/4 di cerchio misura 8.6m [(5.5m. x 2 x 3.14) /4].

Per quanto riguarda la natura, se nella ricostituzione di alcune riserve

1/4 di pista quindi misura 42.5+8.6+24=75.1m.; procedendo co-

energetiche (ATP - CP e glicogeno) si verifica un arresto completo del-

s per i 4 angoli del campo, si ottiene una pista di 300m.

lesercizio il recupero detto passivo, invece quando leliminazione

Con questa pista si pu lavorare in diversi modi.

del lattato prodotto attraverso alcuni esercizi pu essere accelerata


mantenendo un intensit moderata (50 60 % della VAM: velocit di
recupero attivo VRA), il recupero viene definito attivo.
Per poter proporre sequenze di esercizi, necessario quindi conoscere bene le durate necessarie per ricostituire le riserve energetiche utilizzate negli esercizi (tabella n. 13).
Tabella n. 13: durate necessarie per ricostituire completamente le principali riserve metaboliche dellorganismo.
Totale ricostruzione
delle riserve in:

Recupero:
durata

Ossigeno ATP CP
Glicogeno

10 a 15s
2 a 3min
36 a 48ore

Passivo
Passivo
Passivo o attivo dintensit
Debole meno del 50%VAM

Eliminazione
dellacido lattico

1h a 1h30
12 a 20min

Passivo
Attivo (50 60% VAM)

20

Recupero:
natura

Figura n4 Pista di 300 metri

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Corsa di 15mn al 65% della VAM con delle accelerazioni di 75m

pero, il volume di 2x10 o 12minuti intervallati da due minuti

per un giocatore che ha una VAM di 18 km/h, una velocit di 12

di marcia;

km/h rappresenta suppergi il 65% della sua VAM, ossia 1mn 30

- in tutte le prime sedute di lavoro aerobico allinizio della sta-

ogni giro di 300m.

gione, il volume di lavoro allora di 3x10 o 12minuti fino a 2x25

-1giro in 130 pi una corsa al 100% della VAM per 75m (1/4 di

o 30minuti di corsa (poco utilizzato).

campo) ossia 15;

Esempio: per un atleta che ha una VAM di 18.6 km/h : 2x20min al

-1giro in 130 pi una corsa al 100% della VAM per 75m;

60% della VAM sono circa 11.5 km/h.

-il tutto per 15minuti.

Lavoro intorno all80% della VAM

Corsa di 21 min. al 65% della VAM + accelerazioni di un giro

Questo tipo di lavoro molto utilizzato nel calcio perch corri-

Il giocatore effettua 3 giri a 12 km/h, ossia il 65% della VAM, pi

sponde pressappoco alla velocit di soglia del calciatore (in media).

1 giro al 100% della VAM (18 km/h), pi 3 giri a 12 km/h e cos

Quando lo si deve utilizzare?

di seguito:

- Allinizio della stagione dopo il lavoro continuo al 60%.

>3 giri a 12 km/h ossia 430

>1 giro a 18 km/h ossia 1

Questo lavoro pu essere considerato come costruzione di una

>3 giri a 12 km/h ossia 430

>1 giro a 18 km/h ossia 1

solida piattaforma antisismica in grado di stabilizzare il sistema,

>3 giri a 12 km/h ossia 430

>1 giro a 18 km/h ossia 1

prorogandone il punto di collassamento(Come salvarsi dal ter-

21

remoto 2: Bisciotti 2003). Tale allenamento effettuato solo po-

Corsa di 20 min. a differenti velocit: 12 km/h, 13 km/h, 14

che volte soprattutto in preparazione certamente non rallenta

km/h, 15 km/h

il giocatore, e non provoca una massiccia trasformazione di fibre

>3 giri a 12 km/h ossia 430

Totale

>2 giri a 12 km/h

130 al giro

veloci in fibre lente. Il volume di lavoro costituito generalmente

>1 giro a 13 km/h

123 al giro

123

da blocchi di 10 minuti ripetuti circa 3 volte con 3 4 minuti di

>2 giri a 12 km/h

130 al giro

recupero tra ogni blocco, corsi al ritmo della propria soglia anae-

>1 giro a 14 km/h

117 al giro

117

robica. Il totale della seduta non deve oltrepassare i 30 minuti.

>2 giri a 12 km/h

130 al giro

Lavoro al 90% della VAM

>1 giro a 15 km/h

112 al giro

112

Questo lavoro rappresenta il prosieguo di quello precedente, per-

>2 giri a 13 km/h

123 al giro

246

mette di allenare il giocatore al limite delle sue possibilit. Si trat-

>1 giro a 14 km/h

117 al giro

117

ta di un lavoro continuo piuttosto particolare, rubato, se cos si

>2 giri a 12 km/h

130 al giro

Totale: 1955

pu dire, da un esperienza effettuata dal Rosenborg e in fin dei


conti pu costituire una variante rivista e corretta delle classi-

Esercizi continui in percentuale della VAM

che ripetute sui 1000 metri, anche se in effetti in questo caso la

Si distinguono tre tipi di lavori continui:

distanza percorsa leggermente maggiore. Si tratta di effettuare

60% della VAM - di recupero, ossigenazione, di preparazione;

4 serie di corsa al 90 95% della FC max. (quindi al 90 95%

80% della VAM - per sforzi continui di media intensit;

della VAM) della durata di 4, intervallate da 4 di recupero attivo,

90% della VAM - per sforzi continui di intensit elevata.

ossia di corsa svolta al 70 75% della VAM. Lavoro indubbia-

In funzione del VAMEVAL, si stabiliscono le varie velocit di corsa

mente impegnativo, durante il quale, ad esempio, un atleta che

in percentuale della VAM. evidente che a secondo delle diverse

abbia una VAM di 18 km/h percorre circa 1100 metri durante i 4

velocit si creano dei gruppi di lavoro omogenei.

percorsi al 90 95% della VAM e circa 850 900 metri nei 4

Lavoro al 60% della VAM

svolto al ritmo pari al 70 75% della VAM. Come fare a rendersi

Questo lavoro corrisponde ad un lavoro di recupero, di ossigena-

conto, senza avere a disposizione un numero sufficiente di car-

zione ma anche di preparazione; si pu lavorare in questo modo:

diofrequenzimetri, della correttezza o meno del carico interno ef-

- il giorno seguente la partita si fa un lavoro sottoforma di recu-

fettuato? Partendo dallassunto che vi una relazione pressoch


21

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SCUOLA
ALLENATORI
PREPARAZIONE FISICA

lineare tra la frequenza cardiaca e il consumo di ossigeno e quin-

che va dai sei agli otto minuti di ripetizioni, quando i processi di

di anche tra la frequenza cardiaca e la VAM, possiamo ragione-

trasporto di ossigeno mantengono il massimo debito possibile,

volmente considerare che un intensit di corsa pari al 90 - 95%

molti studi hanno evidenziato:

della VAM, corrisponda a una frequenza cardiaca pari al 90- 95%

- assenza di nuove diminuzioni delle riserve di ATP CP;

di quella massimale e altres che un intensit di corsa pari al 70

- equilibrio soglia di produzione del lattato muscolare;

75% della VAM, corrisponda a una frequenza cardiaca che sia

- sensibile calo delle riserve muscolari di glicogeno.

circa il 70 75% di quella massimale. Considerando un gruppo di

Ci indica che, dopo i sei minuti, solo la glicolisi aerobica (degra-

giocatori la cui VAM sia pari a 17.5 km/h, dobbiamo quindi cal-

dazione completa del glucosio e del glicogeno in CO2 e H2O utiliz-

colare quanti metri debbano percorrere in 4 rispettivamente al

zando ossigeno) in grado di fornire la notevole quantit di ener-

90 95% della VAM e al 70 75%. Effettuiamo quindi il seguen-

gia richiesta. Tale fenomeno dipende dal fatto che i processi di tra-

te calcolo, tenendo conto che 240 il numero di secondi compre-

sporto dellossigeno permettono, nei 15 di recupero, di ricostituire

si in 4 :

la quasi totalit delle riserve di ossigeno dellorganismo legate al-

(4.86x240)x0.90=1050 metri

lemoglobina e alla mioglobina. Siccome la glicolisi interviene sem-

(4.86x240)x0.95=1108 metri

pre allinizio dellesercizio, si pu supporre, a ragione, che il debito

(4.86x240)x0.70=816 metri

funzionale delle sue reazioni biochimiche abbia cos raggiunto il

(4.86x240)x0.75=875 metri

suo massimo. Cos, pu essere spiegata la sollecitazione preponde-

Da questi semplici calcoli possiamo desumere le informazioni ne-

rante della glicolisi anaerobica allinizio degli esercizi intermittenti

cessarie al controllo dellentit del carico proposto. infatti plau-

corti, ripetuti per delle durate totali superiori ai sei minuti. Solleci-

sibile pensare che se i nostri giocatori coprono in 4 una distanza

tando al massimo i sistemi ventilatori e cardio vascolari e, mi-

compresa tra i 1050 e i 1108 metri, la loro frequenza cardiaca si

gliorando lutilizzo rapido e massimale dellossigeno nel muscolo,

assesti su valori compresi tra il 90 e il 95% di quella massimale e

questo tipo di allenamento sembra essere attualmente il pi effi-

lo stesso tipo di ragionamento pu essere applicato nel caso dei

cace possibile per sviluppare la massima potenza aerobica.

4 di percorrenza effettuati a unintensit compresa tra il 70 ed il


75% della VAM.

Quale percentuale della VAM utilizzare per preparare un allenamento intermittente?

Esercizi intermittenti

Bisciotti in una sua ricerca (2001) ha cercato di fare un po di

molto importante capire gli effetti fisiologici degli esercizi inter-

chiarezza su quali fossero gli impatti fisiologici degli esercizi in-

mittenti, perch la conoscenza delle interazioni possibili tra lavo-

termittenti sui calciatori. I risultati di tale studio sono riassunti

ri di corta durata e corti recuperi importantissima. Lesercizio in-

nella seguente tabella 14:

tenso (105 a 120% della VAM) e di corta durata (10 a 15) dipende soprattutto dalla degradazione dei fosfageni (ATP CP).

100% VAM

10-10
20-20
30-30

Aerobica
Aerobica
Aerobica

105% VAM

10-10
20-20
30-30

Blandamente anaerobica lattacida


Blandamente anaerobica lattacida
Blandamente anaerobica lattacida

110% VAM

10-10
20-20
30-30

Blandamente anaerobica lattacida


Anaerobica lattacida
Fortemente anaerobica lattacida

115% VAM

10-10
20-20
30-30

Anaerobica lattacida
Fortemente anaerobica lattacida
Fortemente anaerobica lattacida

Nelle prime ripetizioni, un lasso di tempo cos corto permette


dinnescare i meccanismi che provocano laumento del fabbisogno di ossigeno il cui testimone , la frequenza cardiaca, in un
primo momento aumenta rapidamente e dopo rimane a livelli
sotto massimali. Il recupero corto (es.15) non permette un ritorno alla calma dei processi che consentono il trasporto di ossigeno, quindi alla ripresa di una nuova sequenza di esercizi, tali
processi restano ad un livello relativamente elevato aumentando
in seguito nel corso dellesercizio. Alla fine di un tempo di lavoro
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Esempio di un 20-20 al 110% della VAM con recupero passivo

Esempio di un gruppo che non ha una VAM omogenea

Consideriamo un valore medio di VAM = 17.5km/h, a questo pun-

impossibile che il gruppo di giocatori a nostra disposizione ab-

to dobbiamo riportare il calcolo in metri al secondo ossia: 17500

bia lo stesso valore di VAM: cosa fare allora per avere lo stesso

(i metri percorsi in un ora) / 3600 (i secondi che vi sono in un ora)

carico interno per tutti durante la sessione di lavoro intermitten-

= 4.86, questo significa che se il nostro atleta corresse al 100%

te? In primo luogo, occorre suddividere i giocatori in due tre

della sua VAM percorrerebbe 4.86 metri ogni secondo, per sape-

gruppi che abbiano allincirca lo stesso valore di VAM e stabilire

re quanti metri dovrebbe percorrere in 20 correndo al 110% del-

qual la media di ogni gruppo. Ammettiamo di avere tre gruppi

la VAM, il calcolo il seguente:

e che il primo presenti una VAM media di 18 km/h, il secondo di


17 e il terzo di 16.5. Se, ad esempio, volessimo costruire una se-

(4.86x20)x1.1=106.94 metri (arrotondabile a 107)

duta 20-20 (con recupero passivo) al 110% della VAM, dovremmo calcolare, con le semplici operazioni esposte in prece-

la nostra seduta di allenamento potrebbe essere quindi cos strut-

denza, il diverso tratto di percorrenza dei tre differenti gruppi. La

turata:

seduta verrebbe quindi cos strutturata:

- tempo di lavoro 20 durante i quali percorrere 107 metri;

- tempo di lavoro 20 ;

- tempo di recupero passivo (fermi sul posto) 20;

- distanza da percorrere gruppo 1 (110 metri), gruppo 2 (104

- numero delle fasi di lavoro 10 ;

metri), gruppo 3 (101 metri);

- serie 3 ;

- recupero passivo 20;

- tempo di recupero tra le serie 4 .

- numero delle fasi di lavoro 10;


- serie 3;

Esempio di un intermittente con recupero attivo

- tempo di recupero tra le serie 4.

Abbiamo appena visto i calcoli che ci hanno permesso di impostare una seduta intermittente nella quale ai 20 corsi al 110% della
VAM seguono 20 di recupero passivo: ora proviamo a costruire la

Bibliografia

stessa seduta ma con un recupero attivo. Durante questultima fase, latleta percorre la stessa distanza ma a una percentuale della
VAM sensibilmente inferiore, denominata Velocit di Recupero Attivo (VRA), normalmente compresa tra il 60% e il 70% della VAM.
Scegliamo una VRA pari al 65% della VAM, in quanto tempo il nostro atleta, o il nostro gruppo di giocatori con la stessa VAM, dovranno percorrere i 107 metri? Il calcolo presto fatto:

- Vronique BILLAT. Physiologie et mthodologie de lentraine-

ment. DE BOECK UNIVERSITE.


- Georges CAZORLA Luc LEGER. Comment valuer et dvelop-

per vos capacits arobies. AREAPS.


- Bernard TURPIN. Prparation et Entrainement du Footballeur

Tome 2. AMPHORA.
107 / (4.86x0.65) = 33.87 secondi (arrotondabile a 34)

- Gian Nicola BISCIOTTI. Utilizziamo bene lintermittente.


< Nuovo Calcio Gennaio 2002>.

per cui la nostra seduta intermittente potrebbe essere cos impostata:

- Gian Nicola BISCIOTTI. Come salvarsi dal terremoto 2.


< Nuovo Calcio Febbraio 2003>.

- tempo di lavoro 20 durante i quali percorrere 107 metri;


- recupero attivo (65% della VAM) durante il quale percorrere i
107 metri in 34 ;
- numero delle fasi di lavoro 8 ;
- tempo di recupero tra le serie 4.

- Gian Nicola BISCIOTTI. Facciamo due conti.


< Nuovo Calcio Aprile 2003>.
- BISCIOTTI, SAGNOL, FILAIRE. Aspetti bioenergetici della corsa

frazionata nel calcio. < SDS n.50 2000>.


23

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Pagina 24

CENTRO STUDI
E RICERCHE

IL DIRETTORE SPORTIVO E LE ALTRE


FIGURE PROFESSIONALI
a cura del Centro Studi del Settore Tecnico FIGC

a sempre, nel mondo del cal-

e i suoi rapporti con le altre figure allin-

duzione di trattative con altre societ, co-

cio, una elevata importanza

terno della societ.

me recitano le carte federali, indicando

stata attribuita alla compo-

Proprio a tal proposito, il Settore Tecnico,

varie tipologie di direttore sportivo funzio-

nente del gruppo, alle dina-

nel quadro del corso per Direttori Sportivi

nali alle societ, sempre per nel rispetto

miche che, allinterno di uno

ad indirizzo tecnico (9 Febbraio 17 Mar-

delle regole esistenti.

spogliatoio, realizzano la

zo 2004), ha ospitato il 9 febbraio scorso

Sulla stessa falsariga la visione del diret-

piena condivisione degli ob-

una tavola rotonda dal titolo Il direttore

tore generale del Palermo, Stefano Pedrel-

biettivi, creando quel clima e quella sorta

sportivo e le altre figure professionali

li per il quale: Il direttore sportivo moder-

di chimica sociale che permette il rag-

con la presenza di Fabrizio Corsi (presi-

no, deve avere, oltre alle conoscenze tec-

giungimento dei risultati. Nella letteratura

dente dellEmpoli), Claudio Garzelli (vice-

niche per supportare lallenatore, anche le

legata al gioco del calcio, sono spesso sta-

presidente Adise), Stefano Pedrelli (diret-

conoscenze economiche necessarie per es-

te usate espressioni come gruppo forte,

tore generale Palermo) e Renzo Ulivieri

sere in grado di gestire la societ.

gruppo unito, gruppo compatto in re-

(allenatore del Padova),

Il mister Renzo Ulivieri pone, invece, lac-

lazione a squadre che, oltre al valore tec-

Uno dei primi temi affrontati nella tavola

cento sul rapporto fra direttore sportivo ed

nico, abbiano saputo superare situazioni

rotonda stato la definizione della figura

allenatore: Il ds non pu essere capo del-

difficili anche grazie ad altre qualit.

del direttore sportivo. Mentre in alcune so-

larea tecnica, quella di esclusiva com-

Negli ultimi anni, il concetto di gruppo,

ciet il direttore sportivo incarna anche la

petenza dellallenatore e del suo staff.

per quanto riguarda una squadra di cal-

figura di amministratore delle risorse fi-

egli pu giudicare e valutare il lavoro del-

cio, andato modificandosi, poich le tra-

nanziarie, oltre che quella di gestore del-

lallenatore, essendo il responsabile del-

sformazioni avvenute allinterno delle so-

larea tecnica, in altre si limita a gestire il

lindirizzo tecnico secondo le politiche so-

ciet hanno portato numerose nuove fi-

calcio mercato, senza mai entrare nelle di-

cietarie devo ricordarvi che lallenatore

gure a contatto con la squadra e con lo

namiche della squadra, in altre ancora, in-

geloso dei rapporti che ha con i suoi cal-

spogliatoio. Per questo motivo le dinami-

vece, svolge una funzione pi simile a

ciatori e li vuole gestire lui. Lintervento

che che prima regolavano la vita dello

quella del team manager, mentre a volte

del direttore sportivo per essere efficace

spogliatoio si sono in qualche modo tra-

assume un ruolo da capo degli osserva-

deve essere leggero, in punta di piedi.

sferite alla societ. Oggi si pu creare un

tori. Come si suol dire non esiste una ri-

Lallenatore, quindi, deve allenare e tene-

gruppo vincente se squadra e societ

cetta per tutti i mali

re rapporti con i suoi giocatori, ventidue,

hanno una reale comunanza di obiettivi,

Per il vice presidente dellADISE Claudio

venticinque (a me ne sono capitati anche

riescono ad agire nel rispetto dei ruoli e

Garzelli: Indipendentemente dal nome

trentacinque). Poi deve tenere i rapporti

delle competenze, oltre a comunicare nel

della carica che occupa, il direttore sporti-

con stampa, giornali, televisioni, societ,

migliore dei modi.

vo la figura professionale che svolge

dirigenti, altri collaboratori, etc. La funzio-

Proprio nellottica della comunanza di ob-

mansioni concernenti lassetto organizza-

ne del direttore sportivo dovrebbe essere

biettivi e della comunicazione interna,

tivo della societ, ivi compresi la stipula-

quella di evitargli e facilitarli parte di que-

centrale la figura del direttore sportivo

zione dei contratti con i tesserati e la con-

sti rapporti. In ogni caso vorrei sottolinea-

24

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Pagina 25

re che non credo che sia giusto il rapporto

rapporto Garzelli sostiene un leale rap-

fia..non un problema di struttura, si

tra allenatori e procuratori. Lallenatore

porto di collaborazione instaurato con lal-

tratta di passione e professionalit, ogni

pu avere il procuratore; io non lho mai

lenatore, nella consapevolezza che la figu-

realt si deve adattare al contesto che

avuto, per non mi sembra giusto che lal-

ra di questultimo certamente pi espo-

rappresenta, ad esempio noi ad Empoli

lenatore intrattenga rapporti con loro. Con

sta, consente al direttore sportivo si risol-

facciamo ruotare tutto attorno a poche

loro il rapporto lo deve tenere esclusiva-

vere pi agevolmente le problematiche

persone, ma che dedicano quasi lintera

mente il direttore sportivo.

della squadra nel suo complesso, contri-

giornata alla vita della societ.

Per riprendere il discorso, quante ore deve

buendo allanalisi e alla gestione psicolo-

Mister Ulivieri conclude ribadendo che luni-

vivere lallenatore, se poi a tutti questi

gica del gruppo.

co modo per condurre i rapporti allinterno

rapporti ci si aggiunge anche il possibile

Puntualizza Renzo Ulivieri: Lallenatore

di una societ quello della correttezza pro-

problema del rapporto con il direttore

vuole confrontarsi con il ds.. anche se

fessionale e del rispetto dei ruoli e delle re-

sportivo? Il rapporto fra allenatore e diret-

poi agisce nella maniera che lui ritiene pi

gole: Il confronto allinterno della societ

tore sportivo non deve essere un rapporto

opportuna.

sempre produttivo..basta comportarsi

faticoso, ma deve essere un rapporto di

In relazione al problema della suddivisio-

nella finalit delleducazione dei propri gio-

collaborazione. Il direttore sportivo deve

ne dei ruoli, anche il rapporto con le altre

catori e collaboratori e di insegnare loro la

essere una figura che sta accanto allalle-

figure societarie, stato affrontato allin-

strada pi giusta.. credo si debba

natore e che media.

terno della tavola rotonda. A tal proposito

discernere sempre tra persona e persona,

Sempre in relazione al rapporto tra allena-

il presidente dellEmpoli Fabrizio Corsi ha

senza demonizzare nessuna categoria che

tore e direttore sportivo, e le difficolt che

sottolineato come il direttore sportivo sia

lavora allinterno del nostro mondo.

a volte si creano fino a degenerare in

una figura che sta a contatto

scontri veri e propri, nocivi per linteresse

con la squadra, ma che, es-

comune della squadra, il vice presidente

senzialmente, deve essere un

Garzelli afferma: La convivenza nella so-

uomo della societ: Il diret-

ciet di due figure professionali di pari di-

tore sportivo si muove con

gnit che vedono e pensano il calcio in

piena libert di poteri, per

modo autonomo, ha dato spesso origine a

quanto riguarda il mercato e

contrapposizioniin altri Paesi infatti

per quanto riguarda le scelte

esiste la figura del manager che incarna i

di ordine gestionale e ammi-

compiti delle due cariche. C chi afferma

nistrativo.. il direttore

che il direttore sportivo debba supportare

sportivo deve sposare il pro-

lallenatore liberandosi delle sue convin-

getto della societ stessa e

zioni e sposando la sua idea di calcio

le sue regole insieme al Pre-

mentre altri pensano che il direttore

sidente e agli altri dirigenti .

sportivo debba mantenere sempre una

A proposito di societ Corsi

propria identit tecnica, tale da garantire

sottolinea come troppo spes-

un autorevole voce di confronto con il mi-

so queste manchino di un ve-

ster ed unalternativa di giudizio sullope-

ro e proprio progetto: Le so-

rato di questultimo in seno alla societ.

ciet non hanno bisogno di

Pur non esistendo una vera e propria ri-

progetti altisonanti, ma de-

cetta univoca per la conduzione di questo

vono seguire una filoso-

Luciano Moggi, direttore generale della F.C. Juventus.

25

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SCUOLA
ALLENATORI
TECNICA E TATTICA DEL PORTIERE

COMPORTAMENTO DEL PORTIERE


NELLE SITUAZIONI DI PALLA INATTIVA
di Massimo Cacciatori*

PUNIZIONI DIRETTE O INDIRETTE CON O SENZA BARRIERA

e statistiche dicono che unalta percentuale dei gol


realizzati avvengono in situazioni di palla inattiva
o sugli sviluppi che ne derivano. Pertanto, unattenzione particolare ed un allenamento costante
sono necessari in questo senso. In tali situazioni
il portiere il regista delle varie disposizioni che si
andranno ad effettuare in quanto padrone assolu-

fig.1/a

to dellarea di rigore. In dispensabile la collaborazione e la coordinazione delle posizioni e dei movimenti con i compagni. Tutto ci deve sempre essere preparato nei minimi dettagli, prevedendo anche eventuali cambiamenti in corsa dettati da particolari situazioni di gara (inferiorit o superiorit numerica, momentaneo infortunio di un compagno preposto ad un determinato compito, caratteristiche degli avversari, momenti della partita che possono richiedere maggiore o minore copertura difensiva). Nelle punizioni dirette o indirette dalla distanza (oltre 25
m.) o da posizioni pi ravvicinate ma angolate, dove un tiro di-

fig.1/b

retto in porta sicuramente pi difficile, posizionare una barriera con pi elementi non necessario. Un solo uomo alla distan-

Lerrore pi comune che il portiere commette in queste situazioni

za regolamentare di 9.15 m. sufficiente per creare qualche dis-

quello di non rispettare tale criterio. Il 70% dei gol subiti su pu-

agio allavversario preposto al tiro. La formazione della barriera

nizione (diretta o con passaggio) vengono realizzati nel settore di

difensiva sulle punizioni e il numero dei componenti dettato

porta presidiato dal portiere, il che ne fa giustamente il maggior

da alcuni fattori:

responsabile. Con 4 o 5 uomini disposti in barriera ci si garantisce

1. distanza del pallone dalla porta

una buona copertura per almeno il 50% della porta. Essendo que-

2. particolare abilit del calciatore avversario

sta larga 7,32 m lo spazio prevalente che il portiere dovr presi-

3. angolo di tiro

diare sar di 3,66 m. Presupposto importante che il portiere ve-

4. condizioni del terreno e meteorologiche

da il pallone e, soprattutto, che lo veda partire. Ma questo non

Il criterio generale quello di posizionarsi sulla bisettrice dellan-

sempre possibile in quanto lavversario tende a prolungare la bar-

golo di tiro. In questo caso, per, una delle due linee immaginarie

riera con 1 o 2 uomini con lo scopo di nascondere il punto di bat-

che si congiungono al pallone non parte dal palo ma dallultimo


uomo (interno) della barriera (fig.1).
26

*Docente Corsi Allenatori.

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tuta. Ci induce il portiere a spostarsi, allargando cos il fronte di

In passato alcuni portieri hanno provato a formare barriere stacca-

porta non coperto dalla barriera. Pensare di poter intervenire in

te con uno spazio centrale (2+2,2+3,3+3) quindi con lipotetico

eguale misura sia dalla parte coperta della barriera che dallaltra

vantaggio di poter vedere la palla ed indirizzare il tiro dellavversa-

errato. Moti portieri temono lo scavalcamento della barriera e,

rio. Ipotetico in quanto che uno o due avversari possono occupare

per questo, si posizionano per intervenire in quel settore. Fare gol

tale spazio per vanificare il tutto con ulteriori problemi (fig.4).

in questo modo sicuramente difficile e quando ci avviene bisogna riconoscere labilit dellavversario. Altri fattori da tener pre-

DIFENSORI

sente sono il numero degli avversari sulla palla, la distanza dalla

AVVERSARI

porta, langolo di tiro, con quale piede potrebbe essere calciata la


palla. Tutto ci determina il numero degli elementi da disporre in
barriera, la loro dislocazione, la possibilit di staccare un uomo
contro il pallone. Quasi sempre il primo uomo in barriera viene dislocato oltre la linea del palo da coprire, questo per cautelarsi su di
un possibile tiro con traiettoria esterna a rientrare (fig.2).

fig.4

CALCI DANGOLO
In questa circostanza la collaborazione con i compagni indispensabile. Non ci sono disposizioni standard, ogni squadra pu attuar1 2 3 4

ne una propria. La posizione del portiere, normalmente, sulla met della porta, con leggera prevalenza a coprire un po di pi il primo palo (ancor pi se lavversario che calcia un sinistro alla sua sinistra e un destro alla sua destra) quindi con maggiore possibilit di
fig.2

dover intervenire su traiettorie a rientrare verso la porta (fig.5).

Si detto non sempre il primo uomo di barriera fuori dal palo, infatti
nella circostanza che sul pallone vada un solo avversario e questi si

SX

posizioni palesemente in modo da non poter calciare esternamente


al primo uomo, questi pu scalare una posizione allinterno (e di
conseguenza scalano di una posizione tutti gli altri) guadagnando
cos ulteriore copertura centrale. Ci implica una rapida lettura della situazione ed un buon affiatamento con i compagni. (fig.3).

fig.5/a

DX

1 2 3 4

NO

fig.5/b

Alcuni portieri particolarmente portati ad uscire, oltre al canonico


uomo sul primo palo, posizionano un altro compagno sul seconfig.3

do palo. Di partenza sono un po pi fuori dalla linea di porta e


27

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SCUOLA
ALLENATORI
TECNICA E TATTICA DEL PORTIERE

vanno con pi frequenza ed audacia a cercare il pallone, protetti

Il posizionamento di un compagno a 9,15 m. dalla palla non ri-

sulla porta dai due compagni sui pali (fig.6).

sulta particolarmente efficace in quanto facilmente scavalcabile


dalla traiettoria del pallone, mentre arretrando di qualche metro

DX

SX

potrebbe presidiare meglio larea di porta (fig.10).


OK

OK

9,15 m

fig.6
fig.10

Come posizione di partenza il portiere pu decidere di partire

Per il portiere dover intervenire sui calci dangolo spesso par-

frontalmente alla palla (fig.7) oppure col corpo frontale a tutto il

ticolarmente difficile in considerazione del normale affollamen-

terreno di gioco e la testa girata verso la palla (fig.8).

to di compagni ed avversari in spazi ridottissimi. Valutata la


traiettoria iniziale del pallone, il portiere deve decidere il tipo di
intervento da eseguire (presa, respinta a uno o due pugni). Dovr solo curarsi del pallone, ignorando \compagni ed avversari.
necessaria sempre molta determinazione, quindi una buona
dose di coraggio non deve mai mancare (il contatto fisico, an-

fig.7

che violento, infatti frequente). Pu succedere che il portiere


inizi la rincorsa per unuscita ma che poi, per vari motivi (errata
valutazione della parabola, vento, sole negli occhi, particolare
effetto dato alla palla) si renda conto di non poter arrivare sulla palla. Spesso troppo tardi per tornare indietro e rimanere a

fig.8

mezza strada pu risultare ancora pi dannoso, per cui continuare lintervento il male minore in quanto, cos facendo, po-

Nel primo caso la prospettiva del campo limitata, nel secondo

trebbe almeno ostacolare lattaccante che sta per ricevere la

sicuramente pi ampia, ma nel movimento di partenza sempre

palla o, in secondo luogo, posizionarsi per chiudere al meglio

necessaria una rotazione del corpo che potrebbe pregiudicare la

langolo di tiro.

coordinazione generale. Probabilmente un posizionamento intermedio tra i due precedenti il pi idoneo, sia come prospettiva di
campo sia come coordinazione generale (fig.9).

CALCIO DI RIGORE
Nei calci di rigore il moderno portiere non pi soggetto passivo
ma, al contrario, particolarmente attivo e, spesso, lui che, col
suo comportamento, determina le modalit di calcio dellavversario. Non ci sono canoni specifici nellopporsi ad un calcio di rigore, ognuno pu scegliere una propria strategia che pu cambiare
a secondo delle circostanze. innegabile che ci siano portieri pi

fig.9
28

predisposti di altri ad intercettare un rigore. Alcune considerazio-

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ni si possono per fare, partendo dal presupposto che in questa

c) pu posizionarsi non propriamente al centro della porta, la-

circostanza il portiere psicologicamente parte avvantaggiato in

sciando uno spazio maggiore a dx o a sx per creare imbarazzo

quanto ha poco o niente da perdere rispetto allavversario che

allavversario;

calcia.

d) rannicchiarsi su se stesso o, al contrario, ergersi completamen-

Da un interessante studio di Cadavit sul rigore risultato che:

te a braccia aperte per dare maggiore o minore luce di porta

1. il tempo che trascorre tra il calcio dal dischetto e larrivo del

allavversario.

pallone in porta di 35 centesimi di secondo;


2. il tempo di reazione medio di un portiere nellintuire la direzione ed organizzare la spinta di 30 centesimi di secondo;

chiaro che, in termini di regolamento, i movimenti anticipati del


portiere andrebbero puniti, ma molto spesso questo non avviene
e ci induce il portiere a muoversi anticipatamente guadagnando

3. la fase media di volo del portiere di 40 centesimi di secondo;

spazio e, quindi, riducendo langolo di tiro. altres importante

4. il tempo totale del movimento del portiere dunque di 70 cen-

vedere come si posiziona il rigorista rispetto alla palla (frontale,

tesimi di secondo;
5. la velocit media del pallone pari a 30, 35 m/sec pari ad una
velocit di 108 Km/h.

laterale a 45 etc.) e lo spazio di rincorsa che prende (da fermo,


pochi passi, rincorsa lunga).
Se chi calcia il rigore ha lo sguardo costantemente sul portiere,

Da questi dati risulterebbe quindi che un pallone calciato dal di-

probabilmente non ha ancora scelto dove calciare ed aspetta un

schetto del rigore oltrepassa la linea di porta prima che il portie-

suo movimento. Al contrario, chi fissa lattenzione sul pallone

re riesca ad organizzare una difesa valida. Eppure, negli ultimi

pi probabile che abbia gi scelto come calciare e dove indirizza-

anni, si rileva una maggiore percentuale di rigori parati rispetto al

re il pallone, indipendentemente da ci che far il portiere. Colo-

passato. Le cause possono essere molteplici e fra queste elen-

ro che riescono a rimanere fermi al momento del calcio e guar-

chiamo:

dano la coordinazione del rigorista tra la gamba portante e lo-

a) ampia conoscenza da parte dei portieri dei rigoristi e delle lo-

scillazione di quella calciante, hanno qualche probabilit di intui-

ro preferenze nellesecuzione del rigore;


b) aumentata struttura fisico-atletica dei portieri (notevole altez-

re la traiettoria del pallone. Il piede della gamba portante d


spesso lindirizzo della palla verso la porta, ancor di pi se la rin-

za generale, ampiezza arti superiori) che permette una mag-

corsa effettuata con passi lunghi.

giore copertura della porta;

Pu essere diversa la strategia da adottare allorch si arrivi a de-

c) maggiori pressioni psicologiche sul rigorista (soprattutto quando il rigore pu risultare decisivo per il risultato);
d) la necessit di cambiare modalit desecuzione allultimo
istante per ingannare il portiere.

terminare una gara proprio ai calci di rigore. Se si pensa a quante manifestazioni, a tutti i livelli, vengono decise dai calci di rigore finali, si pu comprendere limportanza di avere un portiere
particolarmente abile nel neutralizzarli. Anche in questo caso le

Nel calcio di rigore la componente tecnica importante ma non

strategie che un portiere pu adottare sono diverse, fra queste:

decisiva se non supportata da una condizione mentale adegua-

a) decidere di volta in volta il comportamento da tenere (a se-

ta. Per un portiere pu essere meno difficoltoso neutralizzare un

conda dellavversario che calcia);

rigore decisivo rispetto ad un altro che non incida sul risultato

b) scegliere sempre di intervenire dallo stesso lato;

della gara. Infatti la percentuale di responsabilit che grava sul

c) alternare il lato da coprire;

portiere e sul rigorista nettamente superiore in questultimo. Le

d) rimanere fermo aspettando un tiro centrale.

strategie che un portiere pu attuare sono varie, fra queste:

Il calcio di rigore lo si pu quindi considerare, per il portiere, co-

a) pu decidere di rimanere fermo aspettando un tiro centrale;

me la situazione di gioco pi difficile, ma abbiamo visto anche

b) pu scegliere di tuffarsi su di un lato (aspettando a farlo lulti-

che anche quella in cui la sua responsabilit minore per cui si

mo momento, anticipando il tiro,facendo precedere il tuffo da

pu utilizzare al meglio questo vantaggio psicologico ottenendo

una finta sul lato opposto);

risultati notevoli.
29

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SCUOLA
ALLENATORI
PREPARAZIONE FISICA

ANALISI COMPARATA TRA CAPACIT FISICHE E


ABILIT TECNICHE NEI GIOVANI CALCIATORI
DELLA CATEGORIA ESORDIENTI
di Maurizio Zorba*

INTRODUZIONE

trovare un pari riscontro oggettivo nei sistemi di controllo e mi-

allenamento combinato delle varie abilit e capaci-

sura degli aspetti tecnico-coordinativi e tattici, pur rappresentan-

t tecniche, tattiche e fisiche ed il legame fra i vari

do queste ultime le componenti prestative dominanti. Spesso gli

aspetti dellallenamento sportivo in termini di trans-

allenatori si affidano a valutazioni soggettive, giustificati dalla

fer fra stimoli di diversa natura, rappresentano og-

notevole influenza esercitata dalle componenti agonistica e men-

getti di studio ostici nel momento in cui la prestazio-

tale sulla tecnica in situazione di gioco, per cui determinate pro-

ne sportiva viene influenzata da un elevato numero

ve di abilit non risultano correlate con la prestazione.

di fattori, come nel caso della prestazione calcistica.

Secondo unipotesi di valutazione complessa della tecnica calci-

In particolare la discussione intorno al ruolo e ai significati di for-

stica (DOttavio, 1994), possibile, pur con la dovuta approssi-

za e tecnica in ambito calcistico giovanile, deve cercare di fornire

mazione, tendere verso una valutazione oggettiva, se si conside-

chiarimenti su alcune problematiche:

rano le complessit che intervengono nella situazione di gioco.

- il rapporto esistente tra fattori fisici e tecnico-coordinativi;

Un altro argomento, di grande importanza nella scienza dellalle-

- il ruolo e lallenamento della forza nei giovani, in particolare nei

namento, lanalisi delle relazioni esistenti tra gesto tecnico e

prepuberi;

preparazione fisica. Nel calcio non semplice verificare in modo

- il ruolo e lallenamento della tecnica in uno sport caratterizzato


da variabilit delle situazioni di gioco;
- la misura di intervento dei fattori dovuti alla maturazione biolo-

oggettivo il legame esistente fra componenti tecniche e fisiche


della prestazione, tuttavia in letteratura si trovano diversi contributi teorici e di ricerca.

gica nella selezione e nella valutazione del talento sportivo;


- la scelta fra diverse tipologie di allenamento: combinato mante-

Rapporto tra aspetti fisici e tecnico-coordinativi della pre-

nendo ambiti separati o ricercando ladattamento delle richieste

stazione calcistica

biomeccaniche a quelle bioenergetiche (la preparazione fisica

Limpostazione di Cometti (1988) riconosce un ruolo centrale al

speciale, Capanna, 1987, in Sassi, 2001).

muscolo, nella struttura del corpo umano, e alla forza, nellap-

Nel presente lavoro vengono confrontati aspetti simili e diversi

proccio alle qualit fisiche. Secondo tale impostazione il muscolo

della prestazione del giovane calciatore, per tentare di stabilire

svilupperebbe le proprie relazioni su tre assi distinti:

quali possano essere le relazioni esistenti e che tipo di indicazio-

- con il tempo, per quanto riguarda il rapporto tra energia e struttura;

ni trarne.

- con lampiezza, per quanto riguarda il rapporto tra forza pro-

Le conclusioni derivano dallinterpretazione dei risultati dei test


fisici e tecnici e dellanalisi statistica delle loro relazioni.

dotta e allungamento muscolare;


- con il livello di analisi del fenomeno muscolare, per quanto riguarda il rapporto con la coordinazione.

PREMESSA
Se da un lato esistono molte prove di valutazione delle capacit
fisiche, ampiamente conosciute ed utilizzate, dallaltro difficile
30

*Preparatore Atletico.

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Pagina 31

Esaminando il terzo asse, si pu inquadrare il funzionamento del

IPOTESI E OBIETTIVI

muscolo sia a livello intramuscolare che intermuscolare, ad esempio:


- il livello pi fine sembra essere il sarcomero: noto che il fun-

Ipotesi di valutazione complessa nel calcio

zionamento del sarcomero dipende dalla coordinazione dei pon-

La valutazione della abilit nel calcio, in qualit di sport di situazio-

ti di actina-miosina;

ne ad alto coefficiente tecnico-coordinativo, richiede la considera-

- nello stesso tempo il buon funzionamento del muscolo dipende

zione dei fattori che, in modo diverso, influenzano lazione tecnica.

dalla sincronizzazione delle sue unit motrici e dunque anche

Mentre i fattori fisici vengono misurati autonomamente, isolan-

dalla loro coordinazione;

doli dal contesto prestativo, per quanto riguarda gli aspetti tecni-

- infine un movimento richiede sempre la partecipazione di parecchi muscoli che devono essere coordinati.

co-coordinativi, si possono utilizzare alcuni esercizi-test che consentono di valutare le abilit tecniche congiuntamente ad alcuni

Cometti afferma, quindi, che la coordinazione al centro del fun-

elementi, legati alla complessit della prestazione calcistica; in

zionamento muscolare e che non concepibile opporre forza e

questo lavoro sono stati considerati (DOttavio, 1994, mod.):

coordinazione, dal momento che la coordinazione non che la

- la precisione: richiesta di mantenimento del dominio della palla

descrizione del funzionamento della struttura.

in condizioni di contatto alternato (in termini calcistici: palleg-

Da molti studi specifici sul calcio risulta un rapporto molto stretto

gio), senza ulteriori complessit;

tra il livello della forza in generale, la forza di salto e nel calciare e

- la pressione temporale: richiesta di raggiungimento di obiettivi di-

la capacit di accelerazione (Asami, Togari, 1968, Perine, Edgerton,

rezionali con mantenimento del possesso palla individuale (in ter-

1975, Prins, 1978, Stevens, 1980, Bosco, Mognoni, Luthanen, 1983,

mini calcistici: guida della palla) in regime di rapidit e velocit;

Kanehisa, Mizashita, 1983, berg et al., 1984, in Weineck, 1998).

- la pressione coordinativa: richiesta di raggiungimento di obiet-

In altre ricerche stato accertato il collegamento tra la forza dei

tivi direzionali successivi ad una fase di ricezione della palla (in

gruppi muscolari coinvolti nel movimento di calciare, la velocit

termini calcistici: stop a seguire o controllo orientato), con rea-

del pallone e la forza del tiro in porta (Asami, Togari, 1968, Toga-

zione a stimoli visivi determinati dal movimento dellavversario;

ri, 1972, Roberts, Metcalfe, 1968, Aitchison, Lees, 1983, Lindbeck,

- la pressione di forza: richiesta di raggiungimento di bersagli al-

1983, Hoshizaki, 1984, Plagenhoef, 1971, Kermond, Kong, 1978,

la maggior distanza possibile colpendo la palla (in termini calci-

Isokawa, 1981, in Weineck, 1998).

stici: tiro in porta) in regime di precisione e di forza.

Gli studi di Cabri et al. (1988, in Weineck, 1998) dimostrano che


il calciatore dispone di una maggiore forza nel calciare rispetto ad
un non calciatore e ci sembra non dipendere soltanto da una
tecnica migliore, ma anche da una forza maggiore dei muscoli che
partecipano al tiro in porta.
Sono state riscontrate, inoltre, influenze positive della forza di base e della forza funzionale sulla prestazione nella rimessa da fallo laterale in giovani calciatori (Castagna, DOttavio, 1998).
Ulteriori ricerche si allineano alle precedenti e dimostrano lesistenza di uno stretto legame, ad esempio, tra la potenza della muscolatura degli arti inferiori e i cambi di direzione (Young e coll., 2002).
I legami tra diverse espressioni di forza e tecnica nel calcio sono
quindi confermate dalle verifiche sperimentali, anche se, nella
maggior parte dei casi, gli studi non fanno riferimento a campioni costituiti da giovani calciatori.
31

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SCUOLA
ALLENATORI
PREPARAZIONE FISICA

Aspettative

palloni n 4 ed i comuni delimitatori di spazio (coni e cinesini).

Date le relazioni conosciute, in parte citate, tra varie espressioni

I soggetti sono stati adeguatamente istruiti sugli scopi e le mo-

di forza e capacit di accelerazione, cambio di direzione e abilit

dalit di esecuzione dei tests attraverso luso di spiegazioni ver-

tecniche, in particolare la forza nel calciare, ci si aspetterebbe di

bali e di dimostrazioni pratiche, nel corso dei due allenamenti pre-

trovare delle correlazioni significative tra i risultati dei tests che

cedenti alla sperimentazione.

valutino tali fattori.

Ogni test stato preceduto da un riscaldamento specifico, al ter-

Lanalisi dei risultati delle varie prove e soprattutto dei confronti

mine del quale ognuno provvedeva allesecuzione ripetuta della

tra le prove stesse, dovrebbe consentire di trarre opportune con-

prova richiesta.

clusioni in attinenza:

Erano presenti due allenatori, uno dei quali provvedeva alla trascri-

- ai legami esistenti tra capacit fisiche ed abilit tecniche;

zione dei risultati, mentre entrambi erano impegnati nellosservazio-

- ai legami esistenti tra capacit fisiche diverse;

ne delle varie esecuzioni in corrispondenza di angoli visuali diversi.

- ai legami esistenti tra le diverse abilit tecniche, valutate secondo diverse complessit;

Test di palleggio

- alle indicazioni per la valutazione e lallenamento.

I soggetti sono stati posizionati ad uno ad uno, ognuno con la

Metodo

propria palla, allinterno di uno spazio, delimitato da cinesini, di

Il campione rappresentato da un gruppo di giovani calciatori (n= 15)

5x5m. Il compito assegnato prevedeva leffettuazione del mag-

appartenenti alla categoria Esordienti della societ U.C.Tolmezzo di

gior numero di palleggi, senza soluzione di continuit, nel tempo

Tolmezzo (Udine), di et compresa tra i 10 e i 12 anni compiuti.

stabilito di 3 minuti. La posizione di partenza prevedeva la palla

Procedure e materiali

a terra davanti ai piedi, cos da obbligare i soggetti ad alzarla con

Ai giovani calciatori appartenenti al campione sono stati sommi-

le stesse estremit per poter dare inizio al conteggio, una volta

nistrati alcuni tests per la valutazione:

sentito il via. Veniva considerato valido esclusivamente il tocco

- della capacit di forza veloce degli arti inferiori con riuso di

della palla eseguito con il piede, ma se la palla, pur colpita con al-

energia elastica: Counter Movement Jump e Counter Movement

tra parte del corpo (esclusi gli arti superiori), non cadeva a terra

Jump a braccia libere, secondo le indicazioni del protocollo di

si poteva continuare nel palleggio senza interrompere il conteg-

Bosco (Test di Bosco, Bosco, 1992);

gio; tale eventualit avveniva quando la palla toccava terra, nel

- delle capacit di accelerazione e velocit di spostamento: sprint


20m con fotocellule, secondo le indicazioni dei protocolli pi

qual caso si doveva ricominciare da zero. E stato rilevato il numero massimo dei tocchi (palleggi) effettuati.

comuni (ad es. Wislff, 2001);


- delle capacit di accelerazione, decelerazione e cambio di direzio-

Test di guida della palla

ne: sprint 2x10m a navetta (vai e torna) con fotocellule, secondo

I soggetti effettuavano una conduzione della palla, in andata e ri-

le indicazioni dei protocolli pi comuni (ad es. Wislff, 2001);

torno, a doppio 8, in slalom tra tre coni posti a 4m di distanza,

- di alcune abilit tecniche calcistiche, secondo le indicazioni sta-

per un totale di 16m (8+8m.). La posizione di partenza prevede-

bilite precedentemente con lipotesi di valutazione complessa

va la palla davanti ai piedi e di fianco al primo cono (a destra per

del calcio e con modalit descritte successivamente.

i casi di dominanza destra e a sinistra per quelli a dominanza si-

La sperimentazione si svolta sul campo di allenamento (campo

nistra). Non appena i soggetti si avvicinavano alla palla per il pri-

B) messo a disposizione dalla societ U.C. Tolmezzo; il fondo si pre-

mo tocco, passavano davanti alla prima fotocellula (start) azio-

sentava regolare, ma particolarmente duro, sia per le caratteristi-

nando cos il cronometro; al ritorno dallo slalom veniva azionata

che del terreno, in terra battuta, che per le condizioni climatiche.

la seconda fotocellula (stop), posta sul lato opposto alla prima,

Oltre alle strumentazioni per la valutazione delle capacit fisiche,

per il conteggio del tempo impiegato ad eseguire il test. Oltre al

gi citate, sono stati utilizzati, per lo svolgimento dei test tecnici,

tempo impiegato stato rilevato anche il numero totale dei toc-

32

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Pagina 33

chi di palla, allo scopo di calcolare un indice di efficacia della prova (i soggetti abili nella conduzione realizzano un buon rapporto

tra tocchi totali e tempo impiegato).


3

10m

F2

10m

4m

2m

4m

5m

F1

All.

Fig. 2 Test di controllo orientato


Test di tiro in porta
Fig. 1 Test di guida della palla a doppio 8

Il test prevedeva la disposizione di 10 porte, delimitate da coni posti a 7,32m. di distanza fra loro (larghezza della porta regolamen-

Test di ricezione (controllo orientato o stop a seguire)

tare), parallele fra loro, ad una distanza costante di 10m., lungo

I soggetti dovevano ricevere (stoppare) un pallone lanciato dal-

lasse longitudinale del campo, fino a giungere a 10m. di distanza

lallenatore, posto a 15m. di distanza, indirizzandolo verso una

dallultima porta, ovvero quella regolamentare. I soggetti posizio-

delle due porticine, posizionate lateralmente (una a destra e una

navano la palla al centro della prima porta e, dopo adeguata rin-

a sinistra) rispetto alla posizione di partenza, delimitate da coni

corsa, la colpivano (tiro) con il piede preferito, cercando di calciar-

posti a 2m. di distanza fra loro. La scelta della porticina avveniva

la il pi lontano possibile con la parte dorsale o dorso-mediale del

in reazione al movimento del compagno-difensore, posto di fron-

piede (collo o interno-collo), centrando il maggior numero di por-

te allallenatore a 5m di distanza da questi, il quale, non appena

te-bersaglio. Non venivano accettate esecuzioni scorrette dal pun-

la palla veniva lanciata, si girava dirigendosi velocemente verso

to di vista tecnico (aderenza al modello), come ad esempio colpi-

una delle due porticine, lasciando cos una sola opportunit dire-

re la palla con la punta del piede. Su 4 tentativi veniva rilevato il

zionale al compagno che eseguiva il controllo della palla. Tale

punteggio pi alto realizzato (es.: 6 porte centrate = 60m.).

controllo doveva essere effettuato obbligatoriamente (indicazione tecnica) di controbalzo (posizionando il piede sopra la palla
non appena questa toccava terra) a seguire (orientando la traiettoria della palla verso la porticina lasciata libera dal compagnodifensore), scegliendo liberamente quale piede usare e, di conse-

10x10m= 100m

guenza, quale parte dello stesso nellimpatto con la palla: mediale o laterale (interno o esterno). Il compagno-difensore veniva op-

Fig. 3 Test di tiro in porta

portunamente istruito nel dirigersi, nellambito dei quattro tentativi previsti, due volte verso la porticina di destra e due volte ver-

Risultati

so la porticina di sinistra, in successione casuale. Veniva rilevato,

Lanalisi statistica stata effettuata calcolando la media aritmeti-

per ognuno dei quattro tentativi, il numero di tocchi necessario

ca (M) e la deviazione standard (D.S.) relative alle diverse distri-

per condurre la palla entro la porticina, riportandone alla fine la

buzioni. Le relazioni intercorrenti tra le variabili sono state esa-

somma; ai tentativi non riusciti (bersaglio non centrato, controllo

minate mediante lanalisi correlazionale di Pearson, determinan-

non riuscito) veniva assegnato un punteggio uguale a zero.

do i coefficienti di correlazione lineare (r) (analisi bivariata). La si33

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Pagina 34

SCUOLA
ALLENATORI
PREPARAZIONE FISICA

gnificativit stata considerata in base ai vari livelli di probabili-

Tab. 2 Relazione tra i tests

t (p) (0.05, 0.01, 0.005).

Correlazioni tra tests fisici (r)


cmj 20m
cmjl 20m
-0,62**
-0,55*
cmj 2x10m cmjl 2x10m
-0,54*
-0,51*
Correlazioni tra tests tecnici (r)
palleggiopalleggiopalleggiopalleggioguida
guida
guida
ricezione
tempo
tocchi
Ie
Ie
(ns)
(ns)
-0,60**
-0,42
0,12
0,10(ns)
palleggioguida tempo guida tocchi
guida Ie
tiro
ricez. Ie
ricez. Ie
ricez. Ie
(ns)
(ns)
0,51*
-0,04
-0,08
-0,03(ns)
guida
guida
guida
Ricezione
tempo-tiro
tocchi-tiro
Ie-tiro
Ie-tiro
(ns)
(ns)
(ns)
-0,41
0,07
0,36
-0,01(ns)
Correlazioni tra tests fisici e tecnici (r)
cmj-palleggio cmj-guida Ie
cmj-guida
cmj-guida
tocchi
tempo
0,00(ns)
0,12(ns)
0,23(ns)
0,12(ns)
cmjl-palleggio cmjl-guida Ie
cmjl-guida
cmjl-guida
tocchi
tempo
0,04(ns)
0,08(ns)
0,12(ns)
0,03(ns)
cmj-ricezione Ie
cmj-tiro
20m-guida Ie
20m-guida
tempo
-0,11(ns)
-0,24(ns)
0,00(ns)
0,07(ns)
cmjl-ricezione
cmjl-tiro
2x10m-guida 2x10m-guida
Ie
Ie
tempo
-0,13(ns)
-0,33(ns)
0,01(ns)
0,16(ns)

Tab. 1 Risultati dei tests


VARIABILE

D.S.

CMJ (cm.)

29,2

4,0

CMJL (cm.)

33,1

4,0

20m (sec.)

3,8

0,2

2x10m (sec.)

5,2

0,4

Differenza tempi (sec.)

1,4

0,2

Indice efficienza (1)*

70,7

9,7

Palleggio

N tocchi

44,9

25,2

Guida

Tempo (sec.)

6,69

0,65

N tocchi

10,07

0,96

Indice efficienza (2)**

15,14

1,72

N tocchi

8,0

2,4

Indice efficienza (3)***

13,7

4,2

Distanza (m.)

61,3

20,3

Forza veloce

Velocit

Ricezione

Tiro

* Lindice di efficienza (1), Velocit Ie, relativo ai tests di velocit stato calcola-

cmj - cmjl
0,85***
20m 2x10m
0,92***

to con la seguente formula: 1/(T2x10m-T20m) * 100, moltiplicando linverso della differenza fra i tempi ottenuti nella navetta 2x10m e nello sprint di 20m per 100. Tale indice misura lefficacia delle capacit di accelerazione, decelerazione e cambio
di direzione, notoriamente correlate con la capacit di forza veloce.

Livelli di significativit:
*** p= <0.005
** p= <0.01
* p= <0.05
(ns) non significativa

** Lindice di efficienza (2), Guida Ie, relativo al test di guida della palla stato
calcolato con la seguente formula: N tocchi/Tguida * 10, moltiplicando il rapporto
tra il numero di tocchi effettuati e il tempo impiegato per 10 (la scelta di moltiplicare per 10 stata motivata da esigenze di rappresentazione dei dati sul grafico). Tale indice misura lefficacia del gesto tecnico in funzione della richiesta di velocit di spostamento con la palla: il rapporto ideale prevede un numero elevato

Analisi dei risultati e conclusioni


Dallanalisi dei risultati dei tests emergono livelli di abilit e capacit piuttosto eterogenei del gruppo campione, particolarmente
considerando i livelli tecnici. Il fatto pu trovare spiegazione, oltre

di tocchi (indice dellabilit di mantenere il controllo dinamico della palla nel pro-

che nella normale variabilit individuale (particolarmente eviden-

prio spazio di azione) nel minor tempo possibile.

te nel preadolescente per motivi legati allo sviluppo e confermata

*** Lindice di efficienza (3), Ricezione Ie, relativo al test di ricezione stato calco-

anche dal rilevamento dei dati antropometrici), probabilmente an-

lato con la seguente formula: 1/ N tocchi * 100, moltiplicando linverso del tota-

che nella mancanza di selezione operata nelle annate precedenti

le dei tocchi realizzati nelle quattro prove (somma dei tocchi ottenuti nelle singole

dalla societ (il che non deve necessariamente essere interpretato

prove) per 100. Tale indice misura lefficacia del gesto tecnico in funzione della ri-

negativamente, se consideriamo che nella categoria Esordienti vie-

chiesta di precisione successiva alla reazione allo stimolo visivo (indice dellabilit di

ne ancora promossa la pi ampia partecipazione allattivit calci-

orientare il controllo della palla verso il bersaglio con il minor numero di tocchi).

34

stica). Da non trascurare anche la provenienza di parte dei ragaz-

2730_FIGC_1

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Pagina 35

zi da societ diverse, affiliate al Comitato carnico di Tolmezzo, il

tra CMJ e 20m. (r=-0,62, p<0.01), possa avere qualche significa-

che significa aver svolto nelle stagioni sportive precedenti unatti-

to, pensando al fatto che nel test 2x10m. viene richiesto il riuso

vit limitata a due o tre mesi lanno, a causa delle particolari con-

dellenergia elastica, qualit indagata proprio dal CMJ. Pur con la

dizioni climatiche della zona. La maggior parte dei ragazzi, quindi,

dovuta cautela, ma suffragando le affermazioni con le osserva-

ha eseguito le prove senza poter contare su un adeguato e comu-

zioni effettuate, si possono formulare diverse ipotesi:

ne percorso didattico a carattere pluriennale. Tale motivazione,

1) che i livelli medi di elasticit del gruppo campione siano mo-

unitamente al fatto che i ragazzi hanno sostenuto tutti i tests som-

desti e che la prestazione ottenuta nel test CMJ sia dovuta pre-

ministrati per la prima volta in assoluto (ci si trovava nel primo pe-

valentemente a capacit di forza esplosiva non necessaria-

riodo preparatorio della stagione agonistica), consente di avanza-

mente legata al riuso di energia elastica (ipotesi peraltro non

re lipotesi che una maggiore consuetudine alle prove aumente-

verificabile per mancanza di dati relativi al test SJ di Bosco);

rebbe di per s le possibilit di raggiungere migliori risultati nelle

2) che, riferendosi alla mancanza di consuetudine al tipo di test e

prove stesse. Quanto osservato vale anche per i test apparente-

al bagaglio motorio non particolarmente ampio del gruppo

mente semplici dal punto di vista motorio, come il CMJ o il CMJ a

campione, si possa mettere in evidenza lincapacit di svilup-

braccia libere, i cui livelli di coordinazione richiesti risultavano, per

pare adeguati gradienti di forza sfruttando la coordinazione in-

taluni, complessi. Lo stesso non si pu affermare per i test di velo-

tramuscolare ed intermuscolare;

cit, caratterizzati dalla semplicit dello schema motorio di riferimento e dalla breve distanza da percorrere.

3) che non vi sia la capacit di trasferire i livelli espressi di forza


nellabilit di cambiare direzione.

I livelli medi delle capacit fisiche possono essere ritenuti buoni

Considerando plausibile lipotesi (3), si ritiene utile trarre limpor-

in riferimento alla categoria in esame e al livello di selezione ope-

tante indicazione per lallenamento, che deve prevedere lo svi-

rato dalla societ, mentre il livelli medi di sviluppo delle abilit

luppo di abilit sia con la palla che senza, come nel caso del cam-

tecniche, considerando debitamente la gi citata eterogeneit,

bio di direzione.

appaiono piuttosto bassi. La conferma di tale affermazione viene

Fra i risultati dei tests tecnici si segnalano indici pi elevati di va-

dalle osservazioni a carattere soggettivo operate dagli allenatori:

riabilit per quanto riguarda il palleggio e il tiro, come se tali abi-

sono stati notati bassi livelli medi di sensibilit nel rapporto pie-

lit fossero state maggiormente trascurate rispetto alle altre va-

de-palla durante lesecuzione dei tests di palleggio, guida e rice-

lutate nel presente lavoro. Le uniche relazioni significative fra

zione, mentre il test di tiro in porta ha evidenziato la difficolt di

tests tecnici sono quelle tra palleggio e guida-tempo (r=-0,60,

gestire con efficacia il rapporto tra forza e precisione (Legge di

p<0.01) e tra palleggio e tiro (r=0,51, p<0.05), il che valorizze-

Fitts in Schmidt, Wrisberg, 2000).

rebbe, si potrebbe dire sorprendentemente, il ruolo del palleggio

Come era facilmente ipotizzabile, le maggiori relazioni statistiche

nellallenamento tecnico dei giovani calciatori. Sorprende che il

si riscontrano tra i vari tests fisici, che indagano espressioni di-

palleggio, caratterizzato da richiesta di precisione e sensibilit nel

verse della stessa capacit o capacit notoriamente correlate tra

rapporto piede-palla, possa essere correlato con abilit tecniche

loro (forza e velocit): 20m. 2x10m. (r=0,92, p<0.005), CMJ

valutate in regime di precisione e velocit (guida-tempo) e in re-

CMJL (r=0,85, p<0.005), CMJ 20m. (r=-0,62, p<0.01), CMJ

gime di precisione e forza (tiro). Con le dovute cautele, si potreb-

2x10m. (r=-0,54, p=<0.05), CMJL 20m. (r=-0,55, p<0.05),

be pensare che il carattere precisione influenzi maggiormente

CMJL 2x10m. (r=-0,51, p<0.05).

la prestazione di questi giocatori nella guida-tempo e nel tiro, ri-

Da notare come lampiezza delle differenze individuali aumentino

spetto ai caratteri velocit e forza.

nel test 2x10m. rispetto al test 20m., probabilmente a causa di li-

Per giustificare le scarse correlazioni riscontrate tra gli altri tests

velli di abilit diversi nelleseguire con efficacia il cambio di dire-

tecnici si pu avanzare unipotesi relativa alla diversit dei vari

zione. A questo proposito c da chiedersi se la relazione tra CMJ

aspetti che influenzano la prestazione tecnica calcistica. Verosi-

e 2x10m. (r=-0,54, p=<0.05), confrontata anche con la relazione

milmente le diverse richieste di forza, velocit e coordinazione,


35

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Pagina 36

SCUOLA
ALLENATORI
PREPARAZIONE FISICA

collegate ai gesti tecnici esaminati (secondo lipotesi di valuta-

pi di maggiore diffusione.

zione complessa della tecnica calcistica), godono di una loro au-

Sicuramente le procedure relative alla somministrazione dei tests

tonomia nel determinare il livello di complessit del gesto tecni-

tecnici richiedono ulteriori e pi approfondite verifiche sperimen-

co. Il suggerimento per lallenamento di estrapolare i vari tipi di

tali, una volta stabiliti ruoli e significati della valutazione della

complessit dal contesto prestativo per riproporli nei vari cicli di

tecnica calcistica. Tale compito non risulta certamente fra i pi

insegnamento-apprendimento, adattando le proposte allet ed

semplici, in uno sport come il calcio nel quale lallenamento tec-

ai diversi livelli di competenza tecnico-coordinativa, per raggiun-

nico deve essere finalizzato alla gestione delle situazioni di gioco,

gere, come fine ultimo, la capacit di applicare le abilit apprese,

seguendo il processo che porta ad apprendere ad apprendere, al-

adattandole, nelle varie situazioni di gioco.

lo stimolo di una elaborazione cognitiva e motoria del gesto sem-

Anche per quanto riguarda le relazioni tra test fisici e tecnici non

pre nuova ed originale, nel senso della piena considerazione del-

si evidenziano valori significativi, nemmeno se si confrontano

lindividuo che la padroneggia e delle sue possibilit di autorego-

quei fattori che, in sede di ipotesi, venivano giudicati affini, ovve-

lamentazione.

ro forza esplosiva degli arti inferiori e tiro. Rimanendo nellambi-

Occorre infine rimarcare la necessit di avvalersi di ulteriori spe-

to delle ipotesi (le conferme sperimentali in questo caso sono in-

rimentazioni, in modo da sottoporre ad ulteriore verifica le con-

dispensabili), si potrebbero recuperare le precedenti motivazioni

clusioni a cui si pervenuti.

per giustificare lassenza di relazione lineare tra test fisici e tecnici, almeno relativamente al campione considerato (ma forse la

Ringrazio i giovani calciatori ed i dirigenti dellU.C. Tolmezzo per

considerazione pu riguardare in generale gli atleti non evoluti):

aver permesso la realizzazione di questo lavoro.

(1) influenza dellet cronologica e biologica e delle esperienze

Un grazie particolare allamico dott. Messina Giovanni per il pro-

motorie pregresse;
(2) autonomia dei vari fattori della prestazione, fisici e tecnico-coordinativi.
Se le ipotesi (1) e (2) sono valide, lindicazione da ricavare che
non vanno trascurati i vari ambiti di allenamento, considerandoli
ognuno per la propria peculiarit, pur prevedendo eventuali transfer che potrebbero per non riguardare i giovani praticanti, ma
evidenziarsi pi in l, nel corso del processo di specializzazione.
Sviluppi
La valutazione oggettiva delle abilit tecniche calcistiche, condizionate dai vari aspetti prestativi, pu essere confrontata con le
osservazioni soggettive dellallenatore per ottenere un giudizio
complessivo sul giocatore, ma anche per validare o meno le procedure scelte. Un ulteriore contributo in tal senso potrebbe essere fornito dal confronto delle proprie osservazioni con quelle operate, sui medesimi soggetti e nelle medesime condizioni, da altri
allenatori.
Oltre ai giudizi soggettivi, le indagini in campo tecnico possono
avvalersi di strumenti tecnologici pi o meno avanzati, fra i quali
le macchine fotografiche e le telecamere rappresentano gli esem36

ficuo confronto.

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Pagina 37

Versamento
della quota
di iscrizione
allAlbo dei Tecnici
per la stagione
sportiva 2004/2005
Al numero 1 GEN-FEB 2004 del Notiziario, allegato il bollettino per il pagamento della quota di
iscrizione allAlbo ed ai Ruoli del Settore Tecnico per la stagione 2004/2005. Gli importi delle quote sono i seguenti:

Direttore Tecnico

52,00

Allenatore Professionista di 1 cat.

52,00

Allenatore Professionista di 2 cat.

52,00

Allenatore di Base

26,00

Allenatore Dilettante di 3 cat.

26,00

Allenatore di Calcio a 5

26,00

Istruttore Giovani Calciatori

26,00

Preparatore Atletico

52,00

Medico Sociale

52,00

Operatore Sanitario (Massaggiatore, etc.) 26,00

Il pagamento della quota obbligatorio per tutti i Tecnici. Coloro che non effettuano il versamento vengono sospesi temporaneamente dallAlbo ai sensi dellart. 15, comma 1/c del Regolamento del
S.T.. Pertanto i tecnici che non avranno provveduto a versare la quota di iscrizione allAlbo non potranno essere tesserati nella stagione sportiva 2004/2005.
In caso di smarrimento del bollettino, il pagamento della quota potr essere effettuato tramite conto corrente n. 389502 intestato a F.I.G.C. - Settore Tecnico, Via G. DAnnunzio, 138 - 50135 Firenze,
specificando nella causale: qualifica, numero di matricola, stagione sportiva per la quale si effettua il
versamento. Si precisa che sul bollettino di versamento dovr essere scritto il nominativo del tecnico.
Si ricorda inoltre che per linoltro di tutta la corrispondenza tra il Settore Tecnico e gli iscritti allAlbo fa fede la residenza e non i temporanei trasferimenti di domicilio.

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SCUOLA
ALLENATORI
TATTICA

MOVIMENTI OFFENSIVI DEL 4 4 2 CON PARTICOLARE


RIFERIMENTO ALLE DIVERSE POSIZIONI DI BASE DEGLI
ATTACCANTI CONTRO DIFESE A 4 O 3 A ZONA E 3 A UOMO
di Giuseppe Iachini*

l 4-4-2 un modulo che stato adottato in Italia

In riferimento alle caratteristiche tecnico-tattiche e fisiche degli

dalla seconda met degli anni ottanta, a seguito dei

attaccanti a disposizione, si sceglier il sistema di gioco pi adat-

grandi successi conseguiti dal Milan allenato da Ar-

to alle loro qualit (attuare pressing offensivo o difensivo, sce-

rigo Sacchi che diede alla sua squadra una mentali-

gliere di attaccare con palla alta o palla bassa). Sono proprio gli

t e un modo di stare in campo innovativi che ha

attaccanti attraverso la loro capacit e disponibilit a collaborare

fatto scuola sia in Italia che in Europa. Con il passa-

con il resto della squadra a rendere pi o meno efficace (fase di-

re degli anni questo sistema ha subito varie evolu-

fensiva-offensiva) e produttivo il gioco della squadra.

zioni passando ad un:


1) 4-3-1-2: centrocampo disposto a rombo con un 3/4 impiegato
dietro le due punte (vedi Milan-Juventus 2002-03)

IL MOVIMENTO SENZA PALLA

2) 4-2-3-1: composto da due centrocampisti centrali abbastanza

Ritengo di primaria importanza, prima di esporre i movimenti

bloccati per dare equilibrio alla squadra, tre giocatori schierati in

specifici delle punte nel modulo 4-4-2, parlare dello smarca-

orizzontale con caratteristiche prettamente offensive dietro ad

mento, elemento fondamentale di tecnica applicata(o tattica

una punta centrale di riferimento (vedi Real Madrid 2002-03).

individuale) e determinante ai fini della riuscita di una efficace

3) 4-2-4: Due centrocampisti centrali, due esterni alti, due punte


posizionate in orizzontale.
In considerazione di queste evoluzioni del 4-4-2 si sono modificati

manovra offensiva.
Smarcamento: la capacit di sottrarsi al controllo dellavversario per agire con una certa libert dazione ma anche la ca-

di conseguenza i movimenti degli attaccanti, sia nella fase di non


possesso palla (fase difensiva) che di possesso palla (fase offensiva).
Nonostante le diverse interpetrazioni un sistema di gioco funziona quando composto da bravi calciatori che sanno integrarsi tra

Legenda:
Movimento giocatore
senza palla

loro compensando pregi e difetti e quando i giocatori occupano


in campo posizioni a loro congeniali che ne esaltano le qualit e

Movimento della palla

ne limitano le lacune.
altres importante che la squadra sia sorretta dallo stesso spirito di collaborazione e dalle stesse motivazioni nel raggiungere gli

Movimento giocatore
con la palla

obiettivi prefissati. Occorre infine ricordare che uno schema di


gioco per essere efficace deve essere:

Giocatore

- equilibrato: deve garantire equilibrio nelle due fasi di possesso


palla, e non possesso palla;
- elastico: deve adattarsi con piccole modifiche alle esigenze del-

Palla

la gara e alla diverse disposizioni tattiche degli avversari;


- razionale: deve essere scelto in relazione alle caratteristiche tecnico-tattiche dei giocatori che lo compongono.
38

*Tesi di fine studio del Corso Master 2002/2003 per labilitazione ad allenatore professionista di 1 Categoria.

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Pagina 39

pacit di sapersi proporre al compagno che ha la palla, per partecipare alla fase di possesso e alla progressione della stessa verso la porta avversaria.
Perch uno smarcamento possa considerarsi ottimale necessario conoscere alcuni aspetti basilari: quando, come e dove.
Quando: un calciatore si smarca quando il compagno che ha il
controllo della palla in grado di vederlo. Per velocizzare lazione e creare maggiori difficolt al difensore avversario necessario
che colui che si smarca cominci a muoversi mentre la palla viene
trasmessa da un compagno ad un altro, oppure nel tempo che
Fig. 1 - Esercitazione smarcamento 3 VS 1

passa tra il controllo della palla e il passaggio.


Come: un giocatore si smarca con corse diagonali che consentono di vedere la palla e il compagno che ti passa la stessa, contemporaneamente la porta avversaria e di conseguenza il marcatore diretto. fondamentale vedere il compagno che ha la palla
per due motivi :
1) Per i tempi dello smarcamento
2) Per intuire dove si potr ricevere la palla, incontro o in profondit, a seconda della posizione dellavversario (vicino o lontano) dalla stessa
Dove: prendendo in riferimento la distanza dellavversario ci si
smarca dove il compagno pu passarci la palla, valutando le ca-

Fig. 2 - Esercitazione smarcamento 4 VS 2

ratteristiche tecniche dello stesso(calcio lungo-calcio corto). Considerando che nel calcio si creano gli spazi muovedosi e facendo
muovere gli avversari, diventa di fondamentale importanza il con-

attuando un pressing alto e, naturalmente, avere anche delle buo-

cetto di spazio e di tempo.

ne qualit realizzative.
Al contrario la seconda punta deve avere caratteristiche di movi-

Esempi di esercitazioni per lo smarcamento:

mento. Deve risultare veloce, abile nel 1 > 1 , capace di fornire as-

quadrati 3 > 1 e 4 > 2 (Fig. 1-2)

sist per i compagni e dettare il passaggio negli spazi liberi.


Inoltre dovr essere bravo a smarcarsi tra le linee di difesa e cen-

I MOVIMENTI SPECIFICI DELLE 2 PUNTE

trocampo avversario quando la propria squadra potr verticalizzare il gioco con palla a terra e altres, andare a sostegno della

Perch il nostro sistema di gioco risulti equilibrato e bene orga-

prima punta o attaccare la profondit dietro la stessa nel caso in

nizzato, necessario che le punte, cos come tutte le altre coppie

cui su pressing avversario la squadra sia indotta a giocare una

(difensori centrali centrocampisti centrali ed esterni) abbiano ca-

palla lunga.

ratteristiche diverse per integrarsi bene tra loro.

In fase di non possesso palla le punte dovranno assumere la giu-

In genere le qualit di una prima punta dovrebbero essere: po-

sta posizione per ritardare la manovra di uscita della difesa av-

tente fisicamente, di statura elevata, abile nel gioco aereo e ca-

versaria per consentire alla propria squadra di organizzarsi ed

pace di proteggere la palla sia per lo sviluppo della manovra of-

eventualmente di poter effettuare un azione di pressing.

fensiva, sia per far risalire la squadra quando gli avversari stanno

Per caratteristiche dovr essere la seconda punta ad accorciare la


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SCUOLA
ALLENATORI
TATTICA

Fig. 3 - Movimento delle punte: uno viene - uno va

Fig. 4 - Movimento delle punte: incrocio

squadra ed aiutare la chiusura del gioco degli avversari verso un

la sul piede pi lontano dallavversario e compiendo un cam-

lato del campo.

bio di direzione e di velocit finalizzato alla chiusura dello

Movimenti classici delle due punte: uno viene e uno va, incro-

scambio. Nelluno-due la trasmissione di palla viene effetua-

cio, uno-due, esca, velo, blocco e deviazione (movimento pas-

ta utilizzando l interno piede che permette un passaggio pi

sante).

preciso ma che ha lo svantaggio di essere pi leggibile dal-

- Incrocio: sintende un cambio di posizione delle punte che per-

lavversario. Per questo motivo, per rendere pi pericolosa e

metta una occupazione razionale degli spazi in profondit dan-

veloce unazione dattacco, sarebbe opportuno servirsi anche

do al portatore di palla due soluzioni di passaggio.

dellesterno piede che un tipo di calcio pi difficile ma me-

Perch questo avvenga occorrono questi requisiti:

no prevedibile. (Fig. 5)

- Tempo del movimento di incrocio. Si effettua se il compagno


pu calciare e quando st per calciare.

- Esca: le punte effettuano questo movimento quando la palla


posizionata sulla parte centrale-esterna e quando gli avversari ac-

- Distanza.In questa situazione le due punte non devono essere

corciano molto la marcatura. determinante che le due punte si

n troppo distanti tra di loro n troppo lontane dalla palla.

posizionino bene fra loro e la palla e precisamente uno dietro lal-

Questo un movimento che in genere si effettua oltre la 3 / 4

tro e sulla diagonale di colui che effettua il passaggio. La trasmis-

avversaria. (Fig. 4) Si attua in particolare contro difese schie-

sione della palla deve essere veloce e tesa, lattaccante che v in-

rate ad uomo.

contro alla palla finge il controllo, la lascia passare per laltra pun-

- Uno viene e uno v: un movimento che d la possibilit al


portatore di palla di avere due soluzioni di passaggio, una in appoggio e una in profondit. importante in questo movimento
che sia la punta pi vicina alla palla a determinare il movimento dellaltra. (Fig. 3) Questo movimento si attua in particolare
come contromisura al fuorigioco, in questo caso il primo movimento spetta prevalentemente alluomo pi distante.
- Uno due: uno dei movimenti pi produttivi e frequenti nel
gioco del calcio. Perch sia eseguito correttamente occorre
che il calciatore che in possesso di palla attacchi puntando
lavversario, eseguendo un passaggio teso in diagonale sul
compagno venuto in appoggio, cercando di indirizzare la pal40

Fig. 5 - Movimento delle punte: uno due

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Fig. 6 - Movimento delle punte: esca

Fig. 7 - Movimento delle punte: velo

ta che gli ritorna la palla sulla direzione della sua corsa.Questo

2) Statico: quando ci si pone davanti o dietro al marcatore di un

un movimento contro cui i difensori hanno difficolt a difendere

compagno mentre arriva il passaggio o il cross. (Fig. 8)

data la velocit e limprevedibilit della giocata. (Fig. 6)

- Corsa di deviazione o movimento passante: un movimen-

- Velo: unazione che si effettua quando il giocatore che ha la pal-

to che prevede lo spostamento(ad aprire) di uno o di entrambi

la non ha alternative di gioco. Esegue una guida della palla verso

gli attaccanti. Questo movimento si effettua per cercare di apri-

il compagno che gli lascia la stessa, incrociandosi e proteggendo

re le difese avversarie e per favorire gli inserimenti da dietro de-

la palla da un possibile intervento di un avversario. un movi-

gli esterni e dei centrocampisti centrali. (Fig. 9)

mento efficace contro una difesa ad uomo ed presupposto per

Fig. 9 - Movimento delle punte: deviazione o movimento passante

la verticalizzazione (conclusione in porta o passaggio). (Fig. 7)


- Blocco: una tattica ripresa dal basket e si utilizza soprattutto
nelle palle inattive (calci dangolo, punizioni laterali ecc.). Si deve prestare attenzione a non commettere fallo perch un movimento che si attua in spazi ristretti e contro la marcatura a
uomo. Il blocco pu avvenire in due modi:
1) In movimento:quando si corre sulla traiettoria di corsa del marcatore dellaltro attaccante per fargli deviare il senso della corsa.
Fig. 8 - Movimento delle punte: blocco

Fig. 9 bis - Movimento delle punte: deviazione o movimento passante con inserimento dellesterno in taglio.

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ALLENATORI
TATTICA

DISPOSIZIONE E MOVIMENTI DEI DUE ATTACCANTI DEL


4-4-2 CONTRO LA DIFESA A 4 A ZONA E CONTRO UNA
DIFESA DISPOSTA A 3 A ZONA O A UOMO
Due attaccanti > 4 difensori a zona:
Fase offensiva
Premettendo che le caratteristiche tecniche, tattiche e fisiche dei due
attaccanti siano quelle sopra citate, contro una difesa a 4 schierata
a zona in genere le due punte possono essere posizionate:
1) Due punte centrali. Questo per creare una situazione di 2 > 2
centralmente e rendere pi difficoltosa la copertura reciproca
dei difensori. In questo caso i movimenti delle due punte pi

Fig. 10 - 2 punte vs 4-4-2

idonei sono luno due(anche con gli attaccanti pronti a ricevere palla di spalle usando lesterno piede), uno viene uno v

menti dei nostri due attaccanti saranno uguali a quelli ap-

(punta incontro e laltra punta che taglia) e l esca se incon-

pena citati. Considerando la possibilit che anche gli esterni

triamo una difesa molto aggressiva.

siano alti, questi dovranno correre allindietro per favorire

2) La prima punta si posiziona centralmente mentre la seconda

leventuale inserimento del terzino sul conseguente cambio

punta si colloca esternamente dalla parte del difensore esterno

di gioco, con le punte che successivamente riprenderanno la

meno abile nella fase difensiva ma pi portato ad attaccare, in

corsa verso la porta.Sono efficaci inoltre per evitare il fuori-

modo che questultimo possa limitare la sua spinta e di contro

gioco i movimenti di mezza luna, corse in diagonale e in

subire l 1 > 1 o il 2 > 1 con il supporto dell esterno. Nel caso

orizzontale / verticale (ad L )

in cui sia la punta ad effettuare il cross, fondamentale che il


centrocampista centrale pi abile nel gioco aereo sinserisca da

Fase difensiva

dietro per affiancare la prima punta alla conclusione.

La posizione e i movimenti dei due attaccanti nella fase di non

3) Posizione delle punte in verticale. Si ricerca questa disposizio-

centrocampo avversario.

molto piatto e poco disposto alle coperture reciproche e alla

Se schierato a 4, una punta andr in chiusura sul centrale di par-

marcatura dellavversario la punta di movimento si posiziona

te impedendogli di poter girare il gioco, in questo caso sar de-

tra le linee di centrocampo e di difesa, in verticale con la prima

terminante la posizione corretta del corpo. L altro attaccante si

punta, per creare delle difficolt nelle scalate ai due difensori

abbasser nella zona del centrocampo per impedire la giocata dei

centrali e favorire di conseguenza gli inserimenti con i tagli de-

centrocampisti centrali in posizione diagonale rispetto allaltro at-

gli esterni di centrocampo. Inoltre una difesa a 4 schierata a

taccante. Nel caso in cui gli avversari riuscissero a cambiare gio-

zona potrebbe effettuare il fuorigioco. In questo caso i movi-

co la posizione delle due punte sinvertirebbe.

menti dei due attaccanti saranno diversi a seconda della loro

Se la palla in possesso di uno dei due centrali le punte assume-

posizione (orizzontale o verticale).

ranno la posizione di uno marca ed uno copre. Importante sar

A: se le nostre punte sono posizionate in orizzontale sulle re-

che le due punte non vadano a chiudere sulle fasce laterali (terzi-

spinte dovranno correre verso la linea di centrocampo, per

ni), zona di competenza degli esterni di centrocampo. (Fig. 10)

favorire linserimento da dietro di un esterno o di un centro-

Se il centrocampo fosse schierato a 3, la prima punta si posizio-

campista centrale. Con le punte in posizione verticale sar

ner su uno dei due centrali di difesa come gi spiegato, la se-

efficace il movimento punta incontro e punta lunga.

conda punta si abbasser sul metodista avversario per impedirgli

B: contro il fuorigioco su palla scaricata allindietro, i movi42

possesso palla sar determinata dallo schieramento tattico del

ne quando troviamo nella squadra avversaria un centrocampo

di giocare. (Fig. 11)

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Fig. 11 - 2 punte vs 4-3-3

Fig. 12 - 2 punte vs 3-4-3

Nello sviluppo di questi movimenti sar importante individuare il

la nostra prima punta (abile nel gioco aereo) nella zona del difen-

giocatore/i avversario meno abile tecnicamente in maniera tale

sore meno bravo di testa, affinch si favorisca gli inserimenti da

da indirizzare il gioco nella sua zona di competenza e di effettua-

dietro della seconda punta o dei centrocampisti. Questo tipo di so-

re con il resto della squadra unazione di pressing.

luzione valida anche contro una difesa schierata a 4 a zona.

2 Attaccanti > 3 difensori a zona

Fase difensiva

Fase offensiva

La posizione delle due punte contro questo tipo di schieramento

In questo caso le due punte possono disporsi larghe centralmen-

potr essere eseguito in due maniere (in relazione allo schiera-

te (circa sui vertici dellarea di rigore) creando cos maggiori diffi-

mento del centrocampo avversario):

colt ai difensori nel marcare e nel coprirsi.

1) In orizzontale con una punta in chiusura su un difensore ester-

Se una punta riceve palla e non viene raddoppiata tenter una-

no e laltra posizionata sul difensore centrale indirizzando il

zione di 1 > 1, al contrario invece, eseguir un appoggio allin-

gioco verso il giocatore avversario meno abile tecnicamente.

dietro con successiva verticalizzazione per laltra punta. Questa

(Fig. 12)

potr scegliere di effettuare un movimento dincontro, un taglio

2) Posizione delle punte in verticale (contro un centrocampo

centrale correndo verso la porta o un movimento di deviazione

schierato a 3-5) con la prima punta che chiude il gioco sul di-

(movimento passante) nel tentativo di aprire ulteriormente la di-

fensore centrale e laltra che si abbassa sul metodista avversa-

fesa, cercando la conclusione diretta in porta o di favorire gli in-

rio. In tal modo sar importante la scalata in avanti dei nostri

serimenti da dietro degli esterni o centrocampisti centrali.

esterni di centrocampo. (Fig. 13)

Il movimento di deviazione contro questo tipo di schieramento


potr essere particolarmente efficace, in quanto non sempre gli

2 Attaccanti > 3 difensori ad uomo:

esterni di centrocampo avversari riescono con i tempi giusti ad

Fase offensiva

eseguire le diagonali difensive.

Contro una difesa schierata ad uomo (2 marcatori e un libero) so-

Un altra soluzione sar quella di schierare le due punte in posi-

no efficaci tutti i movimenti: velo, uno v uno viene, esca e in par-

zione verticale, rendendo pi difficoltosa la scalata dei difensori

ticolare gli incroci e i movimenti ad aprire. Questultimi consento-

sulla seconda punta di movimento e favorendo cos linserimento

no alle punte di sfruttare le azioni individuali e creano spazi a fa-

dellesterno di centrocampo o di un centrocampista centrale nella

vore dellinserimento da dietro dei centrocampisti. Sono impor-

zona lasciata libera dal difensore. Scegliendo di forzare il gioco

tanti, vista la posizione del libero pi orientata nella zona della

con una palla lunga e tesa sulla difesa avversaria, posizioneremo

palla, i cambi di gioco veloci. In questo caso le punte taglieranno


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SCUOLA
ALLENATORI
TATTICA

tattico avversario) stato necessario, a volte, modificare la posizione degli attaccanti.


Per ovviare a queste problematiche fin dal ritiro ho preferito preparare la squadra ed in particolare il reparto offensivo a tali possibili eventualit. Cos facendo i miei giocatori non hanno successivamente trovato poi troppe difficolt nel modificare tattica e
movimenti traendone benefici sul campo attraverso i risultati positivi ottenuti.

Fig. 13 - 2 punte vs 3-5-2

il campo verso la zona del libero, con movimento punta incontro


e punta che taglia favorendo linserimento dalla parte opposta
dell esterno di centrocampo o di un centrocampista centrale.
Fase difensiva
I movimenti in fase difensiva saranno uguali a quelli sopra citati
contro una difesa a 3 a zona e, alla stessa maniera, si dovranno
considerare due elementi:
1) Lo schieramento del centrocampo avversario (a 3 5 o a 4 in
linea)
2) Indirizzare il gioco sul giocatore meno abile tecnicamente e su

Fig. 14 - 2 punte contro la difesa a 4 (zona) - gioco a tre tocchi - gioco libero.
SITUAZIONE DI 2+2 VS 2 : le punte ricevono palla in verticale dai due centrocampisti posti nei pressi della linea mediana. Inizialmente, ricevuta palla dopo alcuni
scambi liberi tra i mediani, si gioca un 2vs2 libero per andare alla conclusione
(movimenti d'incrocio, uno viene uno va, partenza semifrontale e di spalle con
giocata d'esterno piede). Successivamente si prova la combinazione: passaggio
diagonale avanti, sponda a muro taglio e verticalizzazione. l'esecuzione deve avvenire curando i tempi d'esecuzione, lo smarcamento , il contromovimento.

questo iniziare lazione di pressing (pressing a invito)

CONSIDERAZIONI FINALI
Nella mia breve esperienza di allenatore, relativamente alla fase offensiva degli attaccanti, ho preparato le partite sempre alla stessa
maniera, ripetendo i movimenti gi acquisiti e inserendo di volta in
volta delle varianti a seconda dello schieramento difensivo della
squadra avversaria cercando di individuare i loro punti deboli.
Nella preparazione della fase difensiva, quando ho affrontato difese disposte a 3, stato necessario un maggior lavoro di preparazione perch oltre agli attaccanti fondamentale la collaborazione degli esterni di centrocampo per eseguire al meglio le scalate nei modi e con i tempi giusti.
Anche in corso di partita a causa di difficolt incontrate (calo fisico- infortuni situazioni di vantaggio o svantaggio, cambiamento
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Fig. 15 - 2 punte contro la difesa a 4 (zona) - gioco a tre tocchi - gioco libero.
SITUAZIONE DI 4+2 VS 2+2 : l'esercitazione riprende i temi di quella precedente
con l'aggiunta di una coppia di esterni per squadra, con i difensori laterali in atteggiamento semi attivo.Il mediano cede all'esterno dopo il contromovimento;
inizialmente l'ala si porter al cross con l'incrocio delle punte ed il taglio dell'ala
opposta poi si proveranno combinazioni pi articolate (es. uno-due con la punta
lontana nello spazio creato dalla prima punta - vedi figura -, oppure esca della prima punta e triangolo interno o esterno con il compagno di reparto).

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Fig. 16 - 2 punte contro la difesa a 4 (zona).


SITUAZIONE DI 2VS2 + 2VS2 + 2 ALI OFFENSIVE PER SQUADRA: si gioca a zone
fisse. Con palla in possesso dei difensori, questi sono liberi di trasmetterla sia alle punte che lateralmente alle ali. Il portiere deve servire obbligatoriamente le
punte, che per possono appoggiarsi all'esterno. Quando l'ala va al cross le punte incrociano, l'esterno opposto taglia dentro, mentre uno dei difensori accorcia
al limite per il tiro sulla respinta o l'eventuale sponda di uno degli attaccanti.

Fig. 17 - 2 punte contro la difesa a 3 (zona) - gioco a tre tocchi - gioco libero.
SITUAZIONE DI 4+2 VS 3+2 : l'esercitazione riprende i temi di quelle svolte contro la difesa a 4. Si giocher inizialmente nella sola fascia centrale, aggiungendo
poi le coppie degli esterni. Le punte servite dai mediani centrali cercheranno di andare alla conclusione con movimenti di incrocio, uno-due, velo etc... Successivamente si inseriranno le coppie degli esterni che ricevuta palla andranno al cross
per l'incrocio delle punte e l'inserimento in taglio dell'esterno opposto per ristabilire la parit numerica (vedi figura).

Fig. 18 - 2 punte contro la difesa a 3 (zona) - a 3 (uomo).


SITUAZIONE DI 3VS2 + 2VS3 + 2 ESTERNI PER SQUADRA IN ZONA OFFENSIVA :
lo svolgimento ricalca quello dell'esecitazione contro la difesa a 4 con la differenza che i 3 difensori devono smarcarne 1 in zona franca prima di servire le punte;
questo stesso giocatore pu poi seguire l'azione in zona d'attacco. Si gioca a 2
tocchi in fase difensiva, a tocchi liberi in attacco.

Fig. 19 - 2 punte contro la difesa a 3 (uomo) - a 2-3 tocchi - a tocco libero.


SITUAZIONE DI 4(+2) VS 3(+2) : l'esercitazione ricorda quella analoga esposta in figura 17. con i 3 difensori disposti per con 2 marcature ed il libero.Gli attaccanti proveranno dunque quelle soluzione che enfatizzano la difficolt nelle scalature difensive proprie di questo modulo: incrocio,punta viene punta va sul libero, uno-due, corse
di deviazione (nella figura esempio di velo).In un secondo momento verranno introdotte le coppie degli esterni, con i difensori semiattivi. sul cross si avr il movimento
d'incrocio delle punte pi il taglio dell'esterno opposto a ristabilire la parit numerica.

Fig. 20 - 2 punte contro la difesa a 3 (uomo).


SITUAZIONE DI 4+2 VS 3+2 : come sopra, con l'inserimento delle coppie degli
esterni. Si ha in questo caso per una corsa di deviazione di una delle due punte
che si porta in fascia per il 2vs1. In questo frangente, oltre al taglio dell'ala opposta abbiamo l'inserimento in area di rigore di quello tra i due cc che dispone di
migliori qualit nel gioco aereo o comunque maggiori attitudini realizzative.

Fig. 21 - 2 punte contro la difesa a 3 (uomo) - a 3 tocchi - a tocco libero.


SITUAZIONE DI 4+2 VS 3+2 : lo svolgimento identico a quello sopra descritto ma in
questo caso l'esercitazione sviluppa un movimento per liberare al tiro un esterno sul
lato cieco, sfruttando la difficolt dei difensori in marcatura a uomo a coprire razionalmente il fronte di attacco se attirati in certe zone del campo. Dopo uno scambio tra
i mediani , l'ala riceve in seguito ad un contromovimento e cede a muro sul secondo
mediano centrale che ha accorciato. Le punte si propongono entrambe sul lato forte
(una incontro+ una in taglio), aprendo un varco che pu essere sfruttato dal centrocampista esterno opposto se riuscir a sorprendere il quinto difensivo sul lato debole.

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FONDAZIONE
MUSEO DEL CALCIO
STORIA

SAPERE DI NON SAPERE


di Luigi Cina Bonizzoni*

are valore ad insegnamenti

spinti dalla voglia di soddisfare una voca-

Mi sta bene il tu paterno diceva ma

duraturi, indimenticabili, sa-

zione che ognuno di noi aveva dentro di

il lei mi sembra il pronome giusto da

pere di non sapere sufficien-

s. Mi inorgoglisco ancora oggi a rivedere

usare al cospetto di un allievo, magari

temente la molla che mi ha

quelle foto scattate nel salone dove tene-

avanti con let. Sono pienamente dac-

spinto, quando non avevo

vamo le lezioni teoriche e allo stadio Ber-

cordo, ho sempre usato il lei anche con i

ancora compiuto trentanni,

ta dove avevano luogo quelle pratiche. Fo-

giovani perch si sentissero importanti.

nel 1949, dopo aver allenato

tografie ovviamente in bianco e nero in cui

Al corso per allenatori imparammo a siste-

il Magenta, portandolo dalla C alla B e

mi rivedo, io cos giovane allora, in mezzo

mare il nostro disordine. Lingegner Barassi

quindi il Monza, portandolo dalla C regio-

a Bernardini, Bisogno, Rocco, Viani, Frossi,

ci disse una volta: Il calcio va considerato

nale alla C nazionale, a tentare di fare lal-

Ceresoli ed ai campioni del mondo Meaz-

come unimmagine della vita, quindi

lenatore professionista.

za, Ferrari e Monzeglio.

sconsigliabile fidarsi troppo di s stessi per

A spronarmi in tal senso furono anche gli

Per tutti cera la gioia di poter rincorrere un

evitare di commettere errori pi numerosi

amici. Di strada ce n era molta da fare, ma

pallone, di fermarsi ad indicare ad un ra-

di quanti se ne facciano normalmente.

lentusiasmo non mi mancava. Partii per

gazzino i suoi errori, di leggere negli

Firenze per frequentare un corso per alle-

occhi altrui il valore dellamicizia

natori che codificava linquadramento dei

svincolata dagli interessi e dai torna-

tecnici, il primo dopo la fine della guerra.

conti. Erano sogni carichi di passione,

Durante il viaggio in treno, incontrai Man-

di amore per un mestiere da molti in-

delli, allenatore del Seregno, col quale de-

vidiato e che tutti noi cercavamo di

cisi di andare alla ricerca di una camera

trasformare in un divertente gioco.

ammobiliata dove risiedere per un mese,

Cappi subito che le radici dellavven-

tanta era la durata del corso. Il giorno do-

tura che stavo per affrontare andava

po mi presentai in via Cocchi, al numero 4

ricercata in ognuno di noi autodidat-

dove, ad accoglierci, cerano il dottor Bac-

ti, desiderosi di migliorarci, di dare

cani, direttore e segretario della scuola e,

valore allesistente ma anche speran-

allepoca, anche presidente della Federcal-

do di aprire nuovi orizzonti. Nel corso

cio, lingegner Barassi ed il marchese Ri-

delle lezioni, numerosissimi furono

dolfi che ci illustr la sua idea di varare il

gli interventi dellingegner Barassi

progetto del centro di Coverciano di cui,

sopratutto sul comportamento che

oggi, andiamo tutti orgogliosi.

avremmo poi dovuto tenere: erano

Ricordo che eravamo circa un centinaio di

suggerimenti sempre avvincenti, pie-

allievi e ci muovevamo come formiche,

ni di umanit, erano delle verit. Si

sofferm sullabuso del tu che con* Direttore Tecnico

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siderava una cattiva consuetudine.

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Sappiate - ci disse Ottavio Baccani - che vi

luomo. Egli lasci unimpronta che si tra-

re?Ogni suo gesto ha un senso che sfugge

potete rivolgere a noi per avere consigli e

smessa attraverso altri uomini altrettanto

a qualsiasi parametro oggettivo di giudi-

delucidazioni ed anche per qualsiasi altra

eclettici, di generazione in generazione ed

zio per fare posto alla sensazione di ma-

necessit. Limmobilismo una parola che

perci che il Settore Tecnico della FIGC vie-

gia.

non c nel nostro vocabolario.A questo ri-

ne apprezzato in tutto il mondo.

Eraldo Monzeglio lo incontrai dopo qual-

guardo lo misi alla prova allorquando alle-

Il docente di tecnica calcistica e di tattica di

che anno a Como, in occasione di una par-

navo il Palermo, la prima squadra di serie A

gioco era Giovanni Ferrari. Una mattina

tita. In quelloccasione mi confid che al

che mi accolse. Mi occorreva un documento

venne a Bergamo a trovarmi. Allora allena-

cimitero di Casale aveva fatto mettere,

ed allora telefonai al dottor Baccani signifi-

vo lAtalanta e stavamo attraversando un

sulla tomba di Umberto Calligaris, la foto

candogli lurgenza della mia richiesta. Do-

momento difficile. Me lo trovai di fronte al-

che mancava e di aver prenotato, per

menica giocherete a Milano ed io sar alla

lo stadio Brumana. Volle invitarmi a pranzo

quando ci avrebbe lasciati, il pezzo di ter-

stazione di Santa Maria Novella allora che

ed ebbe per me parole di conforto: Vedi

ra vicino alla tomba del suo vecchio com-

il vostro treno transiter da Firenze. Venne

mi disse- forse hai bisogno di un amico col

pagno di squadra per ricostituire la coppia

personalmente al nostro vagone-letto alle

quale confidarti molto riservatamene. Mi

dei terzini campioni del mondo.

cinque del mattino del sabato per conse-

fu di grande aiuto morale. Il suo compito,

Al corso allenatori sentii parlare, per la pri-

gnarmi il documento richiesto, a significare

evidentemente, non si esauriva al corso al-

ma volta, di psicologia, di preparazione fisi-

la gentilezza, la dinamicit, la schiettezza, la

lenatori, le sue funzioni di maestro conti-

ca e furono approfondite le nozioni di tec-

generosit danimo e di pensiero di quel-

nuavano anche dopo.

nica e di tattica calcistica. Pochissimi erano

Gruppo di allievi di uno dei primi corsi per Allenatore.

Giuseppe Meazza, a quel corso, era

i libri di testo, per cui dovemmo riempire i

sia docente che allievo. Maestro di

nostri block-notes per non dimenticare nul-

tecnica (che nellaccezione sportiva

la, per memorizzare quanto andavamo im-

indica il complesso delle abilit che

parando, per auto orientarci, per trovare le

occorre possedere per poter pratica-

soluzioni pi adatte, per imparare a giudi-

re il calcio), ci mostrava in che cosa

care le caratteristiche dei calciatori. Infatti,

consistessero queste abilit: Que-

per poter insegnare, indispensabile avere

sto il momento dellio e dellavver-

chiarezza di idee e certezze per stimolare

sario diceva. La tecnica - gli veni-

gli allievi a convivere con il nuovo.

va in aiuto Giovanni Ferrari, col qua-

La scuola, quella scuola, non risult mai

le Meazza aveva giocato nel 1938

noiosa perch i nostri docenti erano muni-

con la Nazionale divenuta poi cam-

ti di pazienza come pure lo staff dirigen-

pione del mondo non muta col tra-

ziale. Imparammo cos a vedere, a giudica-

scorrere degli anni. Essa gioca un

re, a capire, ad inquadrare immediatamen-

ruolo di primaria importanza E

te le situazioni che interessano ai fini di

strettamente legata alla tattica di

un efficace selezione. Imparammo inoltre

gioco che non pu svolgersi senza

a essere anche un po geniali borsaioli

unopportuna dislocazione in campo

di immagini, di nozioni, andando alla ri-

dei giocatori, giocatori che, ripeto,

cerca di qualcosa da copiare ed utilizzare

devono conoscere alla perfezione i

in seguito. Personalmente imparai a guar-

fondamentali. E chi meglio del no-

dare anche nel giardino degli altri, per ag-

stro Meazza ve lo pu dimostra-

giungere altro sapere a ci che gi sapevo.


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SETTORE
GIOVANILE
TECNICA

RIFLESSIONI METODOLOGICHE
di Sergio Roticiani*

l gioco del calcio classificato come sport di situa-

stesso e rappresenta (nella genesi della evoluzione calcistica) un

zione e questo condiziona tutte le procedure meto-

costante riferimento didattico. Laddove esiste unattivit cosciente,

dologiche indirizzate alla formazione tecnica.

una sistematica attivit di elaborazione e di risposta a stimoli am-

Formazione tecnica collegata costantemente in am-

bientali, dobbiamo parlare di tattica. Lautomatizzazione di certi

bito tattico ovvero in costante integrazione con la

gesti (abilit tecniche) sposta su piani elaborativi pi complessi il

sfera cognitiva del giovane calciatore.

comportamento del calciatore, impegnato adesso a raccordare le

Il gesto tecnico lo strumento operativo per risol-

proprie azioni con quelle dei compagni in fasi di gioco dove diven-

vere i problemi di gioco che possono essere identificati per esem-

ta sempre pi indispensabile la presenza dellavversario.

pio nell addomesticare un pallone che ha avuto un rimbalzo

I piani didattici elaborati per la formazione tattica devono conte-

a terra imprevisto, dal dosare un passaggio in profondit sulla

nere attivit che sono in linea e in stretto rapporto con :

corsa di un compagno particolarmente veloce, oppure decidere in

- let del calciatore;

pochissimo tempo se calciare in porta o tentare un dribbling.

- le sue qualit tecnico/tattiche;

la situazione che giustifica il comportamento tecnico e quindi

- il suo grado di maturazione psico-fisica;

condiziona la scelta operativa e il tipo di esecuzione. Solo grandis-

- le motivazioni.

simi fuoriclasse sono riusciti con la loro maestria tecnica a influen-

Abbiamo pensato di codificare e assemblare la tipologia di eser-

zare la situazione e a modificarla con la propria azione tecnica.

citazioni atte a conseguire una crescita di quelle che noi conside-

La formazione tecnica non pu prescindere da quella tattica e vi-

riamo scelte operative efficaci o azioni efficaci in quattro

ceversa, in ogni atto di gioco, il calciatore esegue (tecnica) solo

contenitori:

dopo aver elaborato pi o meno velocemente una risposta su co-

- situazioni semplici:

me risolvere problemi legati alla situazione di gioco (atto tattico).

- situazioni standard;

La formazione tattica un processo integrato che nasce dal gioco

- situazioni funzionali;
- situazioni strutturate o di gara.
Situazioni semplici, ovvero tutte quelle attivit, dove in spazi ridotti il giovane calciatore applica le sue conoscenze tecniche in regime di gioco, con la presenza di compagni e avversari, senza nessun vincolo comportamentale imposto dallallenatore; sovente si
utilizzano situazioni in sovrannumero o sottonumero per facilitare
il comportamento tecnico-tattico. In situazioni individuali e collettive i calciatori sviluppano il bagaglio di opzioni operative, risolvendo in forma autonoma i problemi del gioco. Si favorisce cos lampliamento di quelle che vengono chiamate capacit tattiche.

*Istruttore Corsi Allenatori.

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Situazioni standard ovvero tutte quelle attivit che sottinten-

ne nella formazione calcistica ha un decorso pluriennale che pos-

dono alla capacit di apprendere schemi di movimento tipo,

siamo sintetizzare aderente alle fasce di et nellattivit calcisti-

stereotipi comportamentali base che fungeranno da segnale di ri-

ca giovanile.

conoscimento ogniqualvolta in gara si individueranno determina-

Una analisi quantitativa, riferibile al decorso delle attivit, orien-

ti segnali. Mi riferisco in particolar modo ad esercitazioni cosidet-

tate a favorire la formazione tattica nel corso delle varie fasce

te a secco, senza la presenza di avversari attivi, dove laccento

det, pu essere cos concepita:

viene posto sulle modalit di apprendimento di certi movimenti


semplici

p.e. sovrapposizioni, movimenti a scalare, diagonali, gioco a mu-

situazioni
standard
funzionali

strutturate

pulcini

40%

10%

20%

30%

esordienti

30%

15%

25%

30%

Situazioni funzionali cio lapplicazione di determinate situa-

giovanissimi

20%

20%

30%

30%

zioni standard in regime di gioco, dove linfluenza attiva dellav-

allievi

10%

25%

30%

35%

ro , incroci ecc.

versario/i determina lapprendimento di comportamenti flessibili


e funzionali. Possiamo classificare questi mezzi dallenamento

Il carico dallenamento orientato alla formazione tattica individua-

come software altamente sofisticati in grado di generare risposte

le e collettiva, rappresenta una quota complessiva rilevante nella

efficaci alle richieste della gara. Verranno in questo modo acqui-

formazione del giovane calciatore. Tale quota va concepita in stret-

siti pattern comportamentali, con una qualit di riconoscimento

to collegamento con la parte tecnica, che assume sempre maggior

che con lesperienza diverr sempre pi efficace.

significativit come strumento per risolvere problemi tattici.


Come chiaramente viene espresso nel quadro sopra esposto, la

Situazioni strutturate o di gara rappresentano ambiti di

componente mirata a costruire comportamenti adeguati al gioco

gioco di gara o simili. Partite a tema o con variazione di regole

in forme di attivit semplici e non rigidamente controllate assu-

che rilevano il tipo di comportamento che si vuole fare apprende-

me rilevanza nelle categorie di avviamento.

re. Il comportamento collettivo, in relazione allobiettivo tattico,

La strutturazione di comportamenti pi specifici, verr realizzata

viene attraverso queste attivit reiterato e reso funzionale alle di-

quando le esigenze prestazionali abbinate a una maggiore matu-

namiche del gioco (fase di possesso e di non possesso). In rela-

rit psicofisica richiederanno una pi spiccata specializzazione e

zione al tipo di comportamento ricercato verranno modificate le

maggiori capacit di attenzione da parte del giovane calciatore.

variabile quantitative e qualitative presenti nel


gioco p.e. spazio, numero di giocatori, tempo di
gioco, numero di tocchi, zone neutre, giocatori
jolly ecc.
La capacit di gioco individuale e collettiva ha il
suo codice genetico nella capacit di saper gestire in maniera funzionale il proprio comportamento tecnico. Lazione tecnica rappresenta un divenire in stretta simbiosi con levolversi della situazione, deve quindi adattarsi, trasformarsi e coniugarsi on line con il gioco.
Le situazioni sopradescritte rappresentano un
momento imprenscindibile per costruire capacit
di gioco altamente qualificate. La loro distribuzio49

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SEZIONE MEDICA
ALIMENTAZIONE

ATTENZIONE A CERTI SUPPLEMENTI NUTRIZIONALI:


POSSONO CONTENERE STEROIDI!
di Ron Maughan*
el calcio le buone prestazioni
dipendono da differenti fattori. I giocatori prendono dei
supplementi nutrizionali per
resistere allintensit dellallenamento, per migliorare le
prestazioni in partita e per restare in buona salute. Tuttavia
devono mostrarsi prudenti e
valutare in anticipo pro e contro. Poich, se queste sostanze hanno dei
vantaggi, comportano anche dei rischi.
I preparati vitaminici e minerali sono considerati in generale inoffensivi e numerosi
sportivi prendono quotidianamente compresse di vitamine come misura di prevenzione. Ma da uno o due decenni che si hanno negozi specializzati in nutrizione per
sportivi dove si trovano supplementi nutrizionali. Alcuni di questi prodotti sono stati
legati a casi di positivit di doping al nandrolone e ad altre sostanze proibite.
Nandrolone labbreviazione internazionale
dello steroide anabolizzante androgeno 19nortestosterone. Il nome chimico indica che
questa sostanza strettamente legata allormone sessuale maschile testosterone, che
favorisce laumento della massa muscolare e
dellaggressivit.
Queste due propriet possono essere utili al
giocatore sia in allenamento sia in partita.
Nel corso degli anni gli atleti hanno utilizzato differenti steroidi anabolizzanti androgeni,
compreso il nandrolone e il testosterone. Oggi FIFA e UEFA e le autorit nazionali dispongono di misure ben integrate per impedire il
ricorso a queste sostanze.

NESSUNA INDICAZIONE
SULLE CONFEZIONI
Le autorit di controllo non danno ai supplementi nutrizionali lo stesso valore che danno
ai farmaci, e le sostanze contenute in questi
prodotti non appaiono quindi sempre chiaramente indicate. La maggior parte dei composti non comporta alcun problema e la
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maggior parte delle industrie che producono


e distribuiscono questi prodotti si preoccupano della salute dei loro clienti. Tuttavia un
certo rischio esiste.
Nel novembre 2000 apparso un articolo
nella stampa specializzata che si riferiva
chiaramente alla contaminazione di supplementi alimentari da parte di steroidi. Questo
studio interessante e importante, in particolare per due ragioni: prima di tutto perch
stato realizzato nel laboratorio, accreditato dal CIO, dellUniversit dello Sport di Colonia il che sottintende che stato condotto
con la pi grande cura, a tutti i livelli. Inoltre,
perch stato pubblicato in una stimata rivista specializzata che fa analizzare gli studi
da esperti prima della pubblicazione.
Nellambito quadro di questo studio sono stati analizzati dei supplementi alimentari autorizzati. Su nessuna confezione dei prodotti
studiati era indicata la presenza di steroidi.
Nessuna indicava che il prodotto poteva contenere sostanze proibite e nessuna avvertiva
gli atleti di un qualsiasi rischio. Ora, le analisi
hanno rivelato la presenza in questi prodotti
di nandrolone, testosterone e di altri steroidi.
STEROIDI PROIBITI
Dopo somministrazione a soggetti sani, i risultati dellanalisi delle urine si sono rivelati
positivi al nandrolone con una concentrazione fino a 360 ng/ml il limite essendo fissato per gli uomini a 2 ng/ml e per le donne a
5 ng/ml. I supplementi alimentari Chrysin,
Tribulus Terrestris e Guarana sono stati analizzati: nessuno ha avuto risultato positivo.
In seguito, il laboratorio di Colonia ha proceduto a una seconda analisi, pi ampia questa volta. Ha acquistato in 13 paesi 634 campioni nei quali ha ricercato la presenza di
steroidi e di sostanze affini. In 94 di questi
supplementi alimentari (14,8% dei prodotti
testati) chiaramente apparso che contenevano sostanze proibite. In un altro 10 per
cento dei casi i risultati non sono stati conclusivi ma verosimile che questi prodotti

contenessero steroidi. Quasi un prodotto su


quattro rappresenta un rischio! Il pi grande
numero di prodotti contaminati proveniva
dai Paesi Bassi (26%), dagli Stati Uniti (19%)
e dalla Gran Bretagna in particolare. I nomi
dei supplementi alimentari non sono stati
pubblicati ma questi contenevano vitamine
e minerali, supplementi proteici, creatina e
altro. Nel sito Internet del laboratorio di Colonia si possono trovare i dettagli di questo
studio: www.dopinginfo.de.
APPELLO ALLA VIGILANZA
Il laboratorio di Vienna, accreditato dal CIO,
ha ripetuto lesperienza di Colonia con un numero ridotto di supplementi alimentari (57).
Lo studio ha rivelato che dodici dei prodotti
testati (22%) contenevano steroidi. Contrariamente allo studio tedesco, i nomi delle industrie e dei prodotti sono stati resi pubblici su
Internet. Sono disponibili sul sito menzionato.
Pi grave ancora, nel 2002, lo stesso laboratorio ha scoperto in un supplemento alimentare
acquistato in Inghilterra la presenza di uno degli steroidi anabolizzanti pi duri: il metandienone. Questa sostanza era presenza in tali
quantit che avrebbe avuto un effetto anabolizzante, ma anche gravi effetti secondari. La
presenza di questo steroide stata qualificata
come dlit intentionnel, reato intenzionale .
Queste informazioni non hanno tuttavia fatto cambiare la situazione. Il principio della
diretta responsabilit prevale sempre e gli
atleti devono mostrarsi estremamente prudenti. Un prossimo articolo tratter delle misure che permettono a questultimi di proteggersi. Si tratter del resto anche dei provvedimenti previsti dalla legge che dovrebbero dare maggiori responsabilit ai produttori di supplementi alimentari, cosa che non
attualmente.
*Professore di Alimentazione sportiva allUniversit di Loughborough di Leicester.
Articolo pubblicato su FIFA Magazine, dicembre 2003. Traduzione dal francese di Marco Viani

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UN SITO PER OGNI VOSTRA DOMANDA


www.settoretecnico.figc.it

Tutti coloro che vogliono approfondire tematiche di tecnica, preparazione fisica e medicina
sportiva attraverso libri e videocassette possono rivolgersi al museo del calcio.
www.museodelcalcio.it - e-mail: info@museodelcalcio.it

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FORZA
AZZURRI!