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Y PROVINCIA DI ROMA Roma, 18 febbraio 2008 Prot. 2729/S Al Commissario Straordinario Rifiutt Presidente Regione Lazio ‘On. Piero Marrazzo Via Cristotoro Colombo, 212 00145 Roma pc. Assessore al’ambiente ed alla Cooperazione allo sviluppo Filiberto Zaratti Egregio Presidente, vogliamo sottoporti, con il grande senso di responsabilité che ci obbliga i! nostro ruolo di amministratori, una nota predisposta dai nostri uffici tecnici, che condividiarno pienamente, relativa al progetto del gassificatore da realizzare 2 Cecchina (Albano) in localité. Roncigliano, attualmente all’esame dell’Ufficio VIA Regionale. Nella nota si mettono in evidenza numerose lacune e contraddizioni presenti nei documenti progettuall che, quanto meno, esigerebbero un’attenta e precisa rielaborazione degli stessi. Tuttavia non @ il solo progetto la causa principale del nostro. punto di vista contrario alla realizzazione delimpianto. in questione.Temiamo _—innanzitutto un sovradimensionamento impiantistico rispetto a quanto stabilito dal D. Lgs. 152/06. Se lobiettivo da raggiungere al 2012, a norma di legge, @ il 85%, facendo i calcoli nel rispetto doi criteri definiti dal Piano Commissariale, risulta che le due linee cel tetmovalorizzatore di Colleferro unitamente al costruendo gassificatore di Malagrotta sono pit che sufficient a smaltire il CDR prodotta dagli impianti ubicati ne! territorio provinciale, senza la necesita’ di ulterior impianti di selezione secco-umido. L'impiantistica da incrementare in maniera corposa riguarda invece gli ecocentri e gli impianti ci compostaggio. Inoltre occore mantenere alcune piccole discariche comprensoriali per gli scarti non recuperabili, oltre che pianificare un’adeguata disponibilita di discariche per 1! tempo necessario ad un’ effettiva implementazione di sistomi di raccolta differenziata efficienti (la Campania insegna) Per quanto detto risulta evidente che occorre considerare i tempi di realizzazione dellimpianto di gassificazione e la messa a regime (quanti anni?) che lo renderebbero a maggior ragione del tutto inutile Naturalmente questo nostto ragionamento presuppone che si scelga con la dovuia decisione in tutta la Regione Lazio la raccolta differenziata “porta a porta’ grazie alla quale si ottiene anno dopo anno, una crescente riduzione della produzione dol ri urbani, risultato segnalato come uno degli obiettivi del piano commissariale regionale. Infatti dall’ analisi delle esperienze in corso in Italia, emerge che con fintroduzione dei sistomi domiciliari si ha una diminuzione de! 20% dei rifiuti urbani, dovuta essenzialmente al fatto che tali sistemi arginano limproprio conterimento ai rifiuti speoiali nel circuito degli Vin WV Never 19/4 (018 Tel (0702473- 2448 - Fix 0667040583 mal: veepreide | PROVINCIA | DIROMA Infine, tenuto conto che nella relazione “La gestione dell’emergenza rifiuti effettuata dai Commissari straordinari del Governo” elaborata nell'ambito Programma delle attivita di controllo delia Corte dei Conti ,di cui alla deliberazione n. 1/2005/G,.é atfermato che “ Suscita notevoli perplessita e preoccupazione, per la palese violazione delle direttive comunitarie e nazionali sulla concorrenza, che per impianto di gassificazione di Malagrotta sarebbero intervenuti atti amministrativi di assegnazione dei lavori di costruzione e di esercizio nell’ambito di una non meglio chiarita procedura di affidamento diretto “ ti chiediamo. di voler chiarire la legittimita dolla richiesta avanzata dai proponenti, tenuto conto della valenza pubbiica del servizio che limpianto di Albano intende erogare. Con il massimo rispetto per il tuo difficile compito, ti inviamo i nostri pid cordiali saluti, Assessore alle Politiche dell’Agricoitura Vicepresidente della Provincia 7 Assessore alle Politiche della Tutela Ambientale ) ( Sergio Uri) (ids ep Ui sua: viepresderpo \ vat >| PROVINCIA DI ROMA es Studio di impatto ambientale relativo al gassificatore di Cecchina (Albano) localita Roncigliano su iniziativa congiunta dei proponenti ACEA - AMA e Pontina Ambiente Sard. ALLEGATO In generale si rileva una affrettata © disomogenea redazione dello studio nel quale sono presenti alcuni errori materiali, numerose contraddizioni e in alcune parti poca chiarezza. E'sufficiente visionare lindice del file denominato quadro di riferimento progettuale per accertare quanto sopra espresso (pag. 30 diventa unico rferimento di pagina per l'intero documento) owero leggere la Sintesi non tecnica dove viene contusa la linea ferroviaria Roma — Formia — Napoli con quella Roma - Cassino — Napoli, distante pili di 30 km in linea daria e tra le quali esiste una divisione orografica rappresentata dai rilievi dei Coll Albani prima e dai Monti Lepini poi. Grande incertezza poi sui fossi che drenano le acque superficiali, uno dei quali non esiste nell'area — ci si riferisce al fosso indicato come “fosso di Torre Palazzo’. Pregiudizialmente, sarebbe necessario conoscere la forma amministrativa alla base delliniziativa relativa alla costruzione e gestione del gassificatore a Cecchina, al quale si prevede giungeranno i rifiuti di origine urbana prodotti nel comune di Roma (700 ton/giorno) e nell'ambito territoriale dei Colli Albani.(200 ton/giomo) Infatti aitualmente risulta che tre imprese ACEA, AMA, @ Pontina Ambiente Sri abbiano presentato quali proponenti lo studio stesso, mentre il soggetto giuridico che sara autorizzato alla cosiruzione ed alla successiva fase di gestione non @ dato conoscere. (Rif. a pag. 9 del quadro di riferimento progettuale) Si tratta di argomento di enorme rilevanza, in quanto trattandosi di imprese a capitale pubblico le prime ( ACEA @ AMA) e a capttale.privato (la Pontina ambiente Spa.) sarebbe nacessario che gli eventuali accordi relativi alla individuazione de! soggetio giuridico responsabile cui _ilasciare l'autorizzazione alla costruzione e la successiva gestione dellimpianto previsto siano di evidenza publica; come di evidenza pubblica, dovrebbe essere il bando relativo alla costruzione e gestions di un impianto ci tale interesse. Comungue il tema andrebbe approfondito alla luce delle disposizioni vigenti anche in relazione ad eventuali poteri attribuiti dalla gestione stralcio commissariale. Non @ possibile rinunciare a precisazioni in tal senso, pur in un contesto quale quello romano, in cui esiste ed & consolidata da tempo la prassi secondo la quale alcuni soggetti privati gestiscono in evidente contrasto con la normativa sulla trasparenza e sulla concorrenza i rifiuti di origine urbana (Discarica di Malagrotta, impianti per il CDR di Malagrotta e Cecchina) al di fuori di qualsiasi procedimento di evidenza pubblica. Pag. 1/4 Va lV Niven 1 - 0018 Rava TO, 67062473.2448 - Fix O6.57RHES aay Fy>| PROVINCIA { ) DI ROMA ree Nel merito dei documenti si rileva che, mentre da un lato lo studio trae origine da una istanza presentata dalla Pontina Ambiente nel gennaio 2006 (2 anni fa’) relativamente ad un impianto costituito da tre linee delle quali una di riserva, della potenzialta totale di 20 MW, funzionale al solo smaltimento del CDR prodotto daiimpianto di preselezione di Cecchina, successivamente, nello studio di Via si afferma che la potenzialita del’impianio & tiferita a 52 MW dopo accordi_intercorsi con AMA ed ACEA al fine di garantire lo smaltimento del CDR prodotto a Roma dalla Soc. AMA., elemento di confusione che certamente non aiuta a comprendere appieno le reali intenzioni dei proponenti. Pertanto 6 di chiara evidenza che Timpianto di cui si presenta studio di impatto & diverso da quello riferito alfistanza autorizzativa presentata nel gennaio 2006. In via Presuntiva si pud quantomeno dedurre che fistanza presentata ufficialmente sia relativa ad un impianto da 20 MW e lo stucio di VIA invece relative ad un progetto da 52 MW, sostanzialmente diverso se non altro per le quantita di rifiuto In gioco. Per quanto riguarda la tecnologia del gassificatore, consultando la letteratura di settore risulta quanto segue: “sono impiantisticamente molto versatili - possono essere di varia tipologia e potenza percid si possono costruire direttamente dove servono diminuando i costi e linquinamento del trasporto — e sono un sistema efficiente per sfruttare le potenzialita energetiche delle biomasse in generale, oltre che dei rifiuti solidi urbani: si prestano pertanto a essere usat! in agricoltura, poiché permettono di sfruttare terreni poco produttivi o adatti solo a colture non pregiate per produrre energia, un bene invece dal valore in continua crescita Le applicazioni pili diffuse e collaudate riguardano specifiche tipologie di rfiuti, quali ad esempio scarti di cartiera, pneurnatici, plastiche, biomasse (scarti vegetali, legno, sansa di glive ecco)’. Le dofinizioni sopra riportate mostrano che la tecnologia utilizzate di grande attualit’ risulta protesa per lo pit alla costruzione di impianti medio/piccoli e dedicati a rifiuti omogenei per composizione e certamente non ad un impianto delle dimensioni di quello progettato per Cecchina. Infatti in considerazione di esperienze precedenti quali quella di Karlsruhe in Germania del gruppo EnBW e quella di Verbania risulterebbe che in fase di gestione la gassificazione dei rifiuti urbani trattati ( quindi rifiuti di per se eterogenei dei quali la composizione pud essere diversissima) presenti gravi problemi sia in riferimento alle emissioni in atmosfera che per le acque; inoitre problemi si sono riscontrati alla vetrificazione delle scorie. Per analogia il CDR. che rispetto alla composizione si presenta diversissimo (bast pensare al CDR campano o al CDR dellimpianto di Fusine) potrebbe determinate effett! analoghi a quelli sopra citati. Pag.2/4 Vie IV Novembre 1190 0018 1H, 07002473-2448 - Fax 00078463 4 | PROVINCIA DI ROMA Per quanto riguarda lubicazione dellimpianto, quest'ultimo risulta interessare un'area_cosi detta ‘agricola di pregio” in contraddizione con la normativa di settore che prevede l'ubicazione di un tale impianto preferibilmente in aroo industriali; come & logico che sia per un impianto che produce fra laltro grandi quantita di vapore riutilizzabil proficuamente soprattutto in aree industriali dove il calore prodotto potrebbe proficuamente essere riutilizzato da impianti industriali vicini. Vi @ inoitre da notare che, trattandosi di un area dove esiste l'attuale discarica di Roncigliano, cui si aggiunge l'impianto di pretrattamento di rifiuti urbani per la produzione di CDR (biomasse) e del compost grigio (FOS), nello studio di impatto se ne sarebbe dovuto tenere conto insieme all'ulteriore realizzazione di un impianto di discarica da 500.000 me, nella medesima area, contestualizzando cosi in un unico studio di impatto | due progetti propost, invaso e gassificatore, integrato anche con quanto esistente. Si evidenzia, ad esempio, un “fallout” a breve distanza, circa 400 mt., per cui si avra un sicura interferenza con impianto discarica sia quella esistente che con limpianto della nuova discarica. Proseguendo nella disamina delle problematiche si rileva che mentre il previsto gassificatore @ teso a risolvere il problema delle ecoballe prodotte dallimpianto di Cecchina, nulla viene proposto in ordine allo smaltimento de! FOS attualmente posto in discarica e per il quale non sono prevedibili a breve possibilita di riutiizzo. Lo temperature raggiunte sono soprattutto conseguenti_all'utilizzo del carbon coke per il quale lo studio di impatto non prevede misure di attenzione sia per quanto riguarda lo stoccaggio che il trattamento delle emissioni Infatti il coke per le sue caratteristiche intrinseche @ dotato di enorme potere calorico ( citca 2-2,5 volte il potere calorico del CDR) e non pud sfuggire ad alcuno che la produzione di energia appare essenzialmente legata all'uso del coke. Ma. tale materiale produce grandi quantita di polveri, invece stranamente assenti nelle emissioni del gassificatore proposto. Problemi analoghi riguardano lanidride solforosa ed eventuali sostanze radioattive, tipiche del coke. Pur considerando le emissioni legate all’ utiizzo del coke gia contenute nei limiti ci ‘emissioni deltimpianto nel suo complesso, tuttavia si deve notare che per quanto riguarda gli inquinanti si garantiscono limiti di emissione relativi ad impianti simili presenti In Giappone senza riportare la composizione merceologica del rifiuti trattati, ed inoltre per il coke non esiste cenno alle misure necessarie allo stoccaggio ed all'alimentazione del foro. Per quanto riguarda l'utiizzo di acqua, a pag.130 del file “quadro di riferimento progetiule” esiste una tabella riepilogativa inerenti il bilancio idrico; ne risulterebbe un consumo totale di 450 ton/giomo pari ad un emungimento continuo di alouni litr/sec., in conirapposizione a quanto previsto dalle norme sulle “arco critiche” che vietano ogni possibile nuova captazione (V' area in questione é ‘area critica”). Pag. 3/4 Wi IV Noverne 1194-157 Roma Te, (6.07662478-2448 - Fa 06.6786. yr, na. Y i] | PROVINCIA | DI ROMA | | | D'altro canto @ ben nota la carenza idrica della zona, dove le acque per uso idropotabile presentano numerosi problemi sia qualitativi che quantitativi, Recente é la vicenda del superamonto di alcuni parametri quali l'arsonico ed iil fluoro nei pozzi idropotabili di Cecchina oltre a enormi problemi di distribuzione dell'acqua nelle frazioni di Cecchina @ Pavona, delle quali si occupa da tempo ATO2 (leggi ACEA ATO 2) senza aver ancora risotto il problema. La stessa ACEA che oggi dovrebbe occuparsi della termovalorizzazione. Su tale argomento si fa riferimento anche ad alcuni studi recenti portati avanti dall'Universita di Roma 8 che indicherebbero i prelievi di Cecchina, Pavone, Pomezia, ece., quali principali responsabili dell'abbassamento della falda idrica dei Castelli con dirette implicazioni sull'annoso problema dell’abbassamento del livello delle acque del Lago “Albano” di Castelgandolfo.Un prelievo continuo, anche di pochi litr/sec, non 6 ragionevolmente sostenibile nell’ “area critica” di Roncigliano Viene data pochissima rilevanza, allinterno del file esaminati, alla questione della dismissione deltimpianto: seppur si dovesse presumere una lunga vita dellimpianto ogni studio di impatto, deve prevedere le modalita di dismissione ed i relativi impatti alla fine del suo ciclo di vita. Infine non & comprensibile la base programmatica su cui si fonda lipotesi ci impianto; in generale il dimensionamento di un impianto origina a valle di un Piano dei Rifiuti, nel quale indicare la percentuale di raccolta differonziata prevista, i bacini di provenienza dei rifiuti ecc. Nel progetto si menziona quale rifiuto da trattare il CDR prodotto dall'AMA e Pontina Ambiente sulla base di accordi privati, al di fuori quindi di qualsiasi programmazione regionale o provinciale. Viegpresidente Assesgore Tutel a Roma 18 febbraio 2008 Vat F