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FONTI DISCIPLINARI dell'ESTIMO

civile e urbano

URBANISTICA

LEGGE comunale e provinciale


n. 2248 del 29 marzo 1865

istituzione dei Comuni


affidamento al Comune del controllo del territorio con regolamenti locali
quali: regolamento edilizio e regolamento di igiene, per identificare standard
igienici e morfologici delle costruzioni
i regolamenti edilizi potevano (senza obbligatoriet) istituire lo strumento
della licenza di costruzione o edilizia quale atto amministrativo autorizzativo
per ledificabilit

LICENZA EDILIZIA
istituto gi presente in alcuni regolamenti edilizi comunali per ledificabilit, ma non
obbligatorio
reso obbligatorio con due decreti nel 1935 e nel 1937 (per ledilizia sismica), con rilascio da
parte del Potest (ora Sindaco)
provvedimento con il quale il Sindaco autorizza le trasformazioni edilizie, rilasciato al
proprietario di unarea purch dotata di urbanizzazioni primarie
provvedimento autorizzativo di ampliamento della sfera giuridica del privato, volta a
rimuovere un ostacolo allesercizio del diritto di edificare (al contrario della concessione,
provvedimento con il quale la PA conferisce al privato un diritto, prima non posseduto)
soggetta al silenzio-rifiuto, in 60 gg.
validit di un anno, senza avvio lavori; nessuna decadenza per il termine lavori

e quindi
-

Ius aedificandi
diritto di edificazione connaturato al diritto di propriet (diritto romano)
successive limitazioni allo ius aedificandi, a partire dal 1800 ca.
(espropriazione per realizzare infrastrutture per favorire lo sviluppo industriale)
regolamentazione dello ius aedificandi attraverso opportuni strumenti (dal 1865 ca.)

LEGGE per la tutela delle cose di interesse STORICO ARTISTICO


n. 1089 del 1 giugno 1939
delega alle Soprintendenze (Ministero Beni Culturali) il controllo della trasformazione di
beni tutelati
il bene sotto tutela pu subre trasformazioni ma tali da non compromettere gli elementi
storici distintivi del fabbricato e immobile;
obbligo di presentazione di una preventiva autorizzazione alla Soprintendenza prima di
effettuare i lavori (autorizzazione da allegare alla richiesta di licenza edilizia)

LEGGE per la tutela delle BELLEZZE NATURALI


n. 1497 del 26 giugno 1939
delega alle Soprintendenze (Ministero Beni Culturali) il controllo della trasformazione di
beni tutelati
il bene sotto tutela pu subre trasformazioni ma tali da non compromettere linserimento
territoriale dellimmobile;
obbligo di presentazione di una preventiva autorizzazione alla Soprintendenza prima di
effettuare i lavori (autorizzazione da allegare alla richiesta di licenza edilizia)

Codice Civile
1865-1942
propriet = diritto godimento assoluto, a parte uso vietato da leggi di settore (art. 436)
principio della pubblica utilit espropriazione (art. 438)
possibilit di costruire alcunch, tranne nei casi previsti dallarticolo relativo alle servit
prediali (art. 447)
piena propriet del sopra-sottosuolo e spazio sovrastante (art. 440)
regolamentazione distanze tra fabbricati

LEGGE URBANISTICA fondamentale


n. 1150 del 17 agosto 1942
- definisce struttura del sistema di pianificazione gestione del territorio nazionale
- legge innovativa per l'epoca, si riconduce alla tecnica della zonizzazione (zoning)
-

definisce i Piani Territoriali di Coordinamento: redatti dal Ministero Lavori Pubblici per
coordinare e orientare lattivit urbanistica comunale
- definisce i Piani Regolatori Generali intercomunali: redatti dal Ministero Lavori Pubblici per
coordinare e orientare lattivit urbanistica tra pi comuni
- definisce lo strumento fondamentale di pianificazione territoriale: il PRG (Piano
Regolatore Generale), la cui adozione obbligatoria da parte dei Comuni inseriti in
appositi elenchi (approvato dal Ministero Lavori Pubblici); validit illimitata; NTA (Norme
Tecniche di Attuazione) (norme pianificatorie: destinazioni uso del territorio, indici
urbanistici etc)
- Piani Particolareggiati: compilati a cura del Comune per lattuazione del PRG; previsto
lesproprio per la sua attuazione, e/o invito ai privati per la sua realizzazione; cessione da
parte dei proprietari delle aree per vie e piazze a scomputo del contributo di miglioria
- Licenza di costruzione non onerosa (vedi sopra): viene codificato listituto, definito quale
strumento di controllo preventivo sulla attivit edilizia. Istituto che consente lesercizio di
un diritto o di una facolt, rimuovendo il limite imposto nellinteresse pubblico.
Ius aedificandi legato alla propriet (espressione della propriet), ma limitato
per interesse pubblico.
Atto di consenso da parte della PA di accertamento della conformit delle
trasformazioni alle norme e prescrizioni
- Contenuto del Regolamento Edilizio Comunale (norme morfologiche: prescrizioni
costruttive, distacchi tra edifici, ampiezza cortili etc)
- Programma di Fabbricazione (PdF), obbligatoriamente da inserire nei regolamenti edilizi
comunali per i Comuni sprovvisti di PEG
- definisce lo strumento fondamentale di pianificazione territoriale: il PRG (Piano Regolatore
Generale), adozione obbligatoria da parte dei Comuni
+
Piani Particolareggiati
+
Piani di Lottizzazione
- NTA (Norme Tecniche di Attuazione) (norme pianificatorie: destinazioni uso del territorio)
- Regolamento Edilizio Comunale (norme morfologiche:
prescrizioni costruttive, distacchi
tra edifici, ampiezza cortili etc)
- indici urbanistici

BREVE ESEMPIO DI CALCOLO DIMENSIONALE DI UN INTERVENTO IMMOBILIARE SU


UN TERRENO EDIFICABILE RESIDENZIALE
L'argomento complesso ed articolato: a solo titolo esemplificativo (finalizzato alla stima del
valore di mercato di un terreno edificabile) si riporta qui di seguito un esempio di
determinazione

Codice Civile
1942-

come CC del 1865


piena propriet del sopra-sottosuolo e spazio sovrastante (art. 840) nei limiti delle legge su
cave-torbiere e miniere e su antichit-belle arti, acque e opere idrauliche; non pu opporsi
ad attivit di terzi per utilizzo spazio sovrastante e profondo sottosuolo

Costituzione
1948riconoscimento propriet privata ma con limiti e vincoli di carattere sociale (pubblica utilit)

legge n. 847/64
- definisce le opere di urbanizzazione primaria
opere a rete finalizzate al funzionamento tecnologico degli
edifici
strade residenziali, spazi di sosta e parcheggio, fognature, rete idrica, rete distribuzione
energia elettrica e gas, pubblica illuminazione (verde attrezzato e cimiteri)
legge n. 904/65
- rende obbligatoria la corresponsione delle OOUU1 a carico dei proprietari delle aree
- in sede di convenzione quota parte delle OOUU2 devono essere corrisposte dai proprietari ai
Comuni

n. 765/67 LEGGE PONTE


- modifica e integra la legge 1150
- rende obbligatoria la corresponsione delle OOUU1 a carico dei proprietari
- rende obbligatoria la corresponsione parziale delle OOUU2 nei Piani di Lottizzazione
- la cessione gratuita delle aree necessarie alla realizzazione delle OOUU1 e parte delle
OOUU2 (solo quelle necessarie alla lottizzazione)
- obbligatoriet 1mq/20mc parcheggi privati
- art. 17: limiti di densit per Comuni sprovvisti di PRG
1,5mc/mq per aree interne al perimetro del centro abitato
0,1mc/mq per aree esterne
max 3 piani fuori terra
limiti densit edilizia
+ rapporto massimo insediamenti privati e spazi collettivi
necessit definizione zone territoriali omogenee

DISTANZE MINIME A PROTEZIONE NASTRO STRADALE


D.M. n. 1404/68
definisce distanze da rispettarsi fuori dal perimetro di centri abitati:

m. 60 da autostrade
m. 40 da strade scorrimento veloce e statali
m. 30 da strade provinciali e comunali con larghezza sede uguale o superiore
a m. 10,5
m. 20 da strade di interesse locale

DECRETO MINISTERIALE n. 1444/68 - LIMITI INDEROGABILI DI DENSITA


- definisce zone territoriali omogenee
zona A: parte del territorio comunale con interesse storico, artistico, pregio ambientale
zona B: zone totalmente o parzialmente edificate da zone A (indice densit territoriale
>1,5 mc/mq e Rc > 12,5%)
zone C: zone di espansione per complesso insediativi che abbiano indici inferiori alle zone
B
zone D: zone per nuovi complessi industriali
zone E: zone per usi agricoli
zone F: zone destinate ad attrezzature e impianti di interesse generale
- definisce gli "standards" urbanistici residenziali (rapporti massimi tra spazi destinati ad
insediamenti residenziali e spazi pubblici)
18 mq/ab
4,5mq/ab per istruzione
2,0mq/ab per attrezz. interesse comune
9,0mq/ab per parchi e gioco (con esclusione FASCE VERDI LUNGO LE STRADE !!!)
2,5mq/ab parcheggi pubblici
- definisce la dotazione minima di spazio per abitante (100mc/ab, o 30 mq)
- definisce gli "standards" urbanistici per attivit produttive (rapporti massimi tra spazi
destinati ad insediamenti produttivi e spazi pubblici)
10% superficie edificabile con destinazione industriale a spazi pubblici
80% superficie edificata con destinazione terziaria a spazi pubblici (di cui la met a
parcheggi). Per le zona A e B pu anche essere il 40% + misure integrative

DPR
DPR n. 8 del 1 aprile 1972
trasferimento alle Regioni delle competenze in materia urbanistica, in precedenza di
competenza del Ministero Lavori Pubblici

LEGGE 10/77 Bucalossi


Norme per l'edificabilit dei suoli
- tentativo di riordino organico del regime urbanistico
- separazione diritto propriet eius aedificandi: inedificabilit totale del territorio comunale e
successiva concessione da parte della PA della edificabilit vincolata da limiti spaziali (solo
terreni indicati nel PRG) e temporali (solo nei tempi di attuazione del PRG previsti da PPA)
- introduzione della concessione (edilizia) ONEROSA: pagamento del Contributo di
concessione commisurato al costo di costruzione (Contributo sul costo di costruzione - Cc)
- determinazione del Cc per edilizia residenziale: 5-20% del costo di costruzione convenzionale
determinato dal Ministero Lavori pubblici annualmente sulla base del costo dell'edilizia
agevolata; Oc non dovuta per: opere manutenzione ordinaria, straordinaria, opere interne per
miglioramento condizioni igieniche, volumi tecnici o per installazione impianti tecnologici
- per edilizia non residenziale il costo di costruzione quello reale
- espropriazione
- limiti di densit per Comuni sprovvisti di strumenti urbanistici:
per aree interne al perimetro del centro abitato consentito solo risanamento,
consolidamento, manutenzione
0,03mc/mq per aree esterne
per i complessi produttivi la superficie coperta non pu superare 1/10 della
propriet

CONCESSIONE (edilizia) e non pi licenza di costruzione


istituto obbligatorio per ledificabilit o trasformazione suolo, introdotto dalla legge 10/77
provvedimento con il quale il Sindaco concede le trasformazioni edilizie dietro
corresponsione di una tassa;
provvedimento mediante il quale la PA conferisce ad un privato un diritto prima non
posseduto, al contrario della licenza che invece un provvedimento volto a rimuovere un
ostacolo allesercizio di un diritto gi posseduto
soggetta al silenzio-rifiuto, in 60 gg.
validit di un anno, senza avvio lavori; decadenza per il termine lavori di 3 anni

LEGGE 457/78
Norme per l'edilizia residenziale
- introduzione dei Piani di Recupero
- articolo 31: definizione delle tipologie di intervento (oltre alla nuova costruzione)
- manutenzione ordinaria (riparazione o rinnovo finiture + mantenimento efficienza
impianti tecnologici)
- manutenzione straordinaria (modifica o sostituzione parti di edifici, anche per dotazione
servizi igieni e impianti tecnologici senza modifica volumi o superfici delle unit
immobiliari, e in assenza di cambio di destinazione d'uso)
- restauro e risanamento conservativo (opere finalizzate alla conservazione dell'edificio
nel rispetto degli elementi tipologici e formali, con cambio destinazione d'uso)
- ristrutturazione edilizia (trasformazione dell'organismo edilizio con opere che lo
modificano in parte o complessivamente, anche con sostituzione, e modifiche sostanziali)
- ristrutturazione urbanistica (trasformazione del tessuto urbano con opere che lo
modificano in parte o complessivamente, anche con sostituzione, e modifiche sostanziali)

DPR 380 /2001


Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia
(prorogata al 1 agosto 2003)
La materia era, anteriormente al 2001, disciplinata da una notevole quantit di disposizioni,
come visto. La finalit
del DPR 380 quella di disciplinare la materia edilizia (e
non
urbanistica) coordinando le norme sulla concessione edilizia, sugli atti di assenso in materia
edilizia e di abitabilit e agibilit, oltre che fissare le principali norme tecniche sulla attivit
edilizia in generale. Il DPR 380 trova fondamento nella delega conferita al Governo ai sensi
dellarticolo 7, commi 1 e 2, della legge 8 marzo 1999, n. 50 (Delegificazione e testi unici di
norme concernenti procedimenti amministrativi - Legge di semplificazione 1998), che prevede
lemanazione, su porporata del Presidente del Consiglio, di Testi unici intesi a riordinare, tra le
altre, le materie di cui allart. 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59 secondo cui il Governo,
entro il 31 gennaio di ogni anno, presenta al Parlamento un disegno di legge per la
delegificazione di norme concernenti procedimenti amministrativi, anche coinvolgenti
amministrazioni centrali, locali o autonome, indicando i criteri per l'esercizio della potest
regolamentare nonch i procedimenti oggetto della disciplina.
Per lo pi il DPR 380 si limitato ad operare un coordinamento delle disposizioni legislative in
materia edilizia, riproducendone il contenuto ed apportando le modificazioni necessarie ad
evitare contraddizioni o ripetizioni. Il precedente sistema frammentario si basava sulla
concessione edilizia quale strumento di assenso alla edificazione e trasformazione territoriale,

a cui si sono via via aggiunte altri istituti (dovuti principalmente, ma no solo, alle leggi 47 del
1985 e decreti poi non convertiti del 1993, e poi del 1996) quali:
- lautorizzazione (per solo alcuni tipi di intervento, e di tipo leggero e gratuito);
- DIA (dichiarazione di inizio attivit);
- la super-DIA (su iniziativa di alcune regioni, tra cui la Lombardia) in alternativa facoltativa
alla concessione.
Il quadro, ad oggi, dunque quello di una variet di atti legittimanti, ciascuno dei quali
costituente titolo per una o pi tipologie specifiche di intervento edilizio. Laspetto pi
innovativo portato dal DPR 380 riguarda la riduzione dei titoli abilitativi a due soltanto: la
concessione edilizia e la denuncia di inizio attivit (DIA), con conseguente superamento
dellautorizzazione; successivamente stata introdotta anche la cosiddetta SCIA (segnalazione
di inizio attivit).
Di fatto, la concessione sempre stato lo strumento amministrativo utilizzato per consentire le
nuove edificazioni e gli interventi che si configuravano come opere di trasformazione
urbanistica ed edilizia del territorio. Per gli interventi edilizi minori, che una tale trasformazione
non comportano, il titolo legittimante stato invece individuato nella denuncia di inizio attivit
a partire dal 1993, e in precedenza dalla autorizzazione.
Ora, con il DPR 380 un intervento che realizza una trasformazione urbanistica ed edilizia del
territorio deve essere assoggettato a permesso di costruire in quanto necessario
mantenere in capo allamministrazione comunale un controllo preventivo, mentre un intervento
edilizio che non comporta una tale trasformazione viene ritenuto minore e tale controllo
preventivo non ritenuto necessario sicch si ricorre alla DIA. E fatta salva la possibilit di
ricorrere alla Dia in alternativa al permesso di costruire per alcuni particolari tipi di intervento.
Recentemente, con lo scopo di introdurre semplificazioni aggiuntive (ma in realt, loperazione
ha solo reso pi complesso e confuso il quadro normativo), stata individuata una ulteriore
forma abilitativa detta SCIA- segnalazione certificata di inizio attivit.
Le complicazioni oggi in essere non finiscono qui, considerato che con il nuovo quadro
costituzionale, disegnato dalla legge Cost. n. 3/2001, le Regioni a statuto ordinario, che non lo
hanno ancora fatto, potrebbero utilizzare i poteri affidatigli dal nuovo art. 117 della
Costituzione, per stabilire una disciplina omogenea in materia: in tal modo il DPR 380, lo
strumento che avrebbe dovuto rendere uniforme e chiara la legislazione in materia edilizia,
modificato in materia disomogenea sul territorio nazionale perdendo in partenza il senso che
ne aveva resa necessaria lemanazione. In Lombardia lemanazione della legge 12/2005 (di
tipo urbanistico) deve oggi esser fatta integrare con il quadro legislativo nazionale qui
sinteticamente delineato.
Attualmente il riferimento al titolo abilitativo il seguente:
- Permesso di costruire: larticolo 10, comma 1, del T.U. definisce le categorie di intervento che
comportano una trasformazione urbanistica ed edilizia e che pertanto sono subordinati a
permesso di costruire (tutti onerosi, nel senso che va corrisposto lOnere Concessorio):
- nuova costruzione;
- ristrutturazione edilizia specificatamente per interventi che portino ad un organismo
edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente e che comportino aumento di unit
immobiliari, modifiche del volume, della sagoma, dei prospetti o delle superfici, ovvero
che, limitatamente agli immobili compresi nelle zone omogenee A, comportino
mutamenti della destinazione duso;
- ristrutturazione urbanistica
- DIA: tutte le altre attivit. In genere la DIA non onerosa. E possibile ricorrere alla DIA
(onerosa) in sostituzione del permesso di costruire in casi particolari definiti dalla legge.
- nessun titolo abilitativo: per le opere di manutenzione ordinaria.
Laspetto innovativo delle disposizioni del DPR 380 (che poi erano gi contenuti dei Decreti
legge del 1993 e 1996) consiste nellaver introdotto da DIA che di fatto costituisce una specie
di rivoluzione copernicana nel rapporto tra cittadino e Pubblica Amministrazione. In sostanza la
DIA una dichiarazione del cittadino, proprietario dellimmobile, inviata al Comune con la
quale il cittadino si riserva la facolt di iniziare a effettuare le opere edilizie indicate
puntualmente nel progetto allegato entro 30 e non oltre due anni dalla presentazione della DIA
stessa. Nei primi 30 giorni, il Comune ha facolt di controllare il progetto di modo che sia
conforme a tutte le norme edilizie e urbanistiche, con potere di diffida rivolta al cittadino di non

procedere alla esecuzione delle opere in caso di errori. Trascorsi i 30 giorni il Comune a sempre
la facolt di controllare la pratica edilizia (in assenza di alcuna scadenza) ed in caso di errori e
incongruenze pu dichiarare nullo o illegittimo il titolo abilitativo, dichiarando di fatto lopera
abusiva (con conseguente ingiunzione alla demolizione o alla sanatoria, con pagamento di
ammenda, qualora lopera nelle condizioni in cui si trova o modicana possa essere in qualche
modo fatta rientrare nelle dissipazioni normative edilizie e urbanistiche). In ogni caso non
esiste alcuna forma di silenzio assenso o silenzio-rifiuto da parte del Comune: la procedura
solo semplificata perch il cittadino pu iniziare i lavori dopo 30 giorni dalla presentazione
della comunicazione (DIA) al Comune sotto la responsabilit del progettista e non quindi
prevista alcuna forma di attesa da parte del cittadino di eventuali autorizzazioni da parte del
Comune.
Il professionista in tale procedura ha una posizione rilevante: egli assume la qualit di persona
esercente un servizio di pubblica necessit ai sensi degli articoli 359 e 481 del codice penale e
cio controlla al posto del Comune che le attivit contenute nella DIA (e quindi, il progetto) sia
conforme alle normative. In caso di conformit, il progettista redige una relazione asseverata
(cio giurata) descrittiva di tali opere e redige il progetto con il quale dimostra tale conformit.
Se tuttavia la dichiarazione cos redatta risulta non veritiera, egli penalmente perseguibile
per falso in atto pubblico e il Comune ne d comunicazione al competente ordine professionale
per l'irrogazione delle sanzioni disciplinari (sospensione momentanea dallordine, espulsione
ecc). Con la DIA quindi il Comune delega il professionista che redige il progetto al controllo
della veridicit di tale progetto e sua congruenza rispetto alle norme, riservandosi in ogni caso
e sempre la possibilit di un controllo in qualunque momento (purch il lasso di tempo tra la
costruzione e il controllo del Comune sia ragionevole). Nella DIA inoltre verr indicato anche
quale sar il professionista che verr incaricato della Direzione dei Lavori con il compito di
controllare che le opere vengano eseguite secondo il progetto: se cos sar, il Direttore dei
Lavori rediger un atto di collaudo-chiusura lavori con la quale si certifica la corrispondenza
sopra detta.
La SCIA - segnalazione certificata di inizio attivit stata introdotta dal decreto legislativo
70/2010 e dovrebbe in parte sostituire la DIA in forma semplificativa. Si pu ricorrere al titolo
abilitativo semplificato per restauro e risanamento conservativo, mutamenti di destinazione
duso funzionali, manutenzioni sulle parti strutturali, frazionamento o accorpamento di pi
unit abitative, ampliamento dei fabbricati allinterno della sagoma esistente, senza creazione
di volumi autonomi, modifiche prospettiche, come lapertura di finestre, varianti a permessi di
costruire che non incidono su volumetrie e parametri urbanistici e realizzazione di parcheggi a
piano terra o nel sottosuolo, anche in deroga agli strumenti urbanistici. Rimangono soggetti
alla DIA - denuncia di inizio attivit gli interventi per i quali ammesso il ricorso alla Dia
alternativa al permesso di costruire. Si tratta di interventi di ristrutturazione maggiore, che
portano ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente, e di interventi di
nuova costruzione o ristrutturazione urbanistica. Con la Scia, il cantiere pu partire nello stesso
giorno in cui viene consegnata listanza.

legge Regione Lombardia n. 12/2005


legge per il governo del territorio

detta le norme di governo del territorio lombardo, definendo forme e modalit di esercizio
delle competenze spettanti alla Regione e agli enti locali

la legge innova in maniera sostanziale la disciplina urbanistica regionale previgente (legge


regionale n. 51/75, inquadrata nella legge nazionale n. 1150 del 1942);
realizza una sorta di testo unico regionale, con lunificazione di discipline di settore
attinenti allassetto del territorio (urbanistica, edilizia, tutela idrogeologica e antisismica
etc.). In tal modo, vengono integrate tra loro le leggi di settore e abrogate un cospicuo
numero di quelle precedentemente operative, determinando una significativa riduzione del
numero delle normative in materia.
- La Giunta Regionale sostiene i comuni in questa fase di profondo rinnovamento
attraverso una serie di azioni relativamente a:
- la definizione di nuove linee strategiche regionali per il territorio lombardo;
- lerogazione di contributi per la redazione dei Piani di Governo del Territorio di cui
ogni singolo comune si deve dotare entro il 31 dicembre 2012

IL PGT
Il PGT lo strumento di pianificazione comunale che, per la legge regionale Lombardia
12/2005, ha sostituito lex Piano Regolatore Generale. Si compone di tre documenti tecnici - il
Documento di Piano, il Piano dei Servizi e il Piano delle Regole - che definiscono le nuove linee
di sviluppo e trasformazione della citt.
Il Piano di Governo del Territorio (PGT), che sostituisce il vecchio Piano Regolatore Generale,
stato introdotto dalla legge regionale n. 12 del 2005 ed lo strumento attraverso il quale ogni
comune pianifica lassetto del proprio territorio.
Il Piano di Governo del Territorio articolato in pi strumenti (il Documento di Piano, il Piano
dei Servizi, il Piano delle Regole) che oltre a svolgere le funzioni classiche di rilevazione ed
analisi della situazione edilizia, infrastrutturale, socio-economica ed ambientale, determinano i
fabbisogni della popolazione e del territorio in modo organico e flessibile.
Il Documento di Piano possiede una dimensione strategica, costituita dalla individuazione di
una visione complessiva del territorio comunale e del suo sviluppo, e una operativa,
contraddistinta dalla determinazione degli obiettivi specifici da attivare e dall'individuazione
degli ambiti soggetti a trasformazione. Ha validit quinquennale ed sempre modificabile.
Tipicamente il documento di piano il primo atto nel la stesura del PGT. Si tratta dello
strumento che riassume tutti gli orientamenti politici che si assume una determinata Giunta in
materia di uso, sviluppo e controllo del territorio comunale.
Esso definisce:
- il quadro ricognitivo e programmatorio per lo sviluppo economico e sociale del comune;
- il quadro conoscitivo del territorio comunale le problematiche presenti (mobilit, aree a
rischio, i beni di interesse paesaggistico storico-ambientale, gli aspetti socioeconomici,
culturali, il tessuto urbano, ed ogni altra emergenza); gli aspetti geologico, idrogeologico e
sismico;
-la programmazione ed indirizzo della pianificazione comunale;
-gli obiettivi quantitativi di sviluppo complessivo in stretto riferimento con la riqualificazione del
territorio, la minimizzazione del consumo del suolo in rapporto alle risorse territoriali ed al
miglioramento dei servizi pubblici; non contiene previsioni sul regime giuridico dei suoli;
-gli ambiti di trasformazione, i criteri di intervento, la tutela ambientale, paesaggistica e
storico-monumentale.
Il Piano delle Regole
Il piano delle regole l piano delle regole definisce la destinazione delle aree del territorio
comunale. In particolare individua le aree destinate all'agricoltura, le aree di interesse
paesaggistico, storico o ambientale e le aree che non saranno soggette a trasformazione
urbanistica. Il piano delle regole definisce anche le modalit degli interventi urbanistici sia sugli
edifici esistenti che di quelli di nuova realizzazione.
Non ha termini di validit ed sempre modificabile.
Il piano delle regole:

- fissa una serie di parametri da rispettare negli interventi di nuova edificazione o di


sostituzione degli edifici esistenti;

- recepisce le prescrizioni di altri piani sovracomunali;


- identifica le aree a vincolo paesaggistico, a rischio idrogeologico, le aree a uso agricolo ecc;

Il Piano dei Servizi si occupa dei servizi pubblici e di pubblica utilit con particolare
attenzione alla vivibilit e alla qualit della comunit, cos da costruire una "comunit per tutti"
dove sviluppo sostenibile, mobilit responsabile, solidariet, sport e cultura siano armonizzati
con l'ambiente. Le indicazioni contenute nel piano dei servizi circa le aree identificate come di
interesse pubblico sono prescrittive e vincolanti per 5 anni dall'entrata in vigore del PGT e
decadono qualora il servizio non sia inserito entro questo termine nel programma triennale
delle opere pubbliche. Non ha termini di validit ed sempre modificabile.
Esso definisce:
- linventario dei servizi presenti nel territorio comunale;
- la determinazione dello stato dei bisogni e la domanda di servizi;
- il confronto tra offerta e domanda di servizi;
- la previsione temporale dei servizi da realizzare e le reti individuabili sul territorio in rapporto
con lAmministrazione Comunale ed il suo indirizzo e coordinamento;
- individua, in estrema sintesi, le aree a standard urbanistico connesse alla popolazione in
relazione agli abitanti residenti ed a quelli insediabili.