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BIODIVERSITA':

connessione collettiva della vita?


Storie di forme, funzioni e comunicazioni per il nostro futuro

Daniela Silvia Pace - Direttore Scientifico

© 2010 SYSTEMA NATURAE Fondazione per la Biodiversità onlus


1. LA FONDAZIONE SYSTEMA NATURAE

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Aggregazione, integrazione, azione sistemica per la conservazione della
Biodiversità

SYSTEMA NATURAE

Systema Naturae, Fondazione per la Biodiversità


Onlus è un ente non profit nato con lo scopo di
tutelare l’ambiente e di preservare la diversità
biologica

Attraverso attività di raccolta fondi, Systema Naturae


sostiene progetti integrati sulla biodiversità
sulle problematiche legate alla sua perdita

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Una citazione dal titolo dell'opera dello scienziato svedese Carlo Linneo

IL NOME SYSTEMA NATURAE

Il nome, con una forte valenza scientifica,


affonda le sue radici nella storia delle scienze
naturali.

Infatti, riconduce alla celebre opera di Carlo


Linneo, Systema Naturae, in cui vennero esposti
per la prima volta i criteri di classificazione
tassonomica dei regni animale, vegetale e
minerale.

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La missione della Fondazione ispira tutte le attività: la conservazione della
biodiversità riveste il ruolo principale

LA MISSIONE
 Garantire la conservazione e l’uso sostenibile della diversità biologica,
coniugando costantemente l’approccio di conoscenza e studio con quello
della protezione dell’ambiente.

 Operare per la conoscenza e la tutela della diversità biologica attraverso


la conservazione e il ripristino degli ambienti naturali, il monitoraggio, la
ricerca scientifica e tecnologica, l’innovazione e lo sviluppo.

 Promuovere presso la collettività i valori e l’utilità sociale della diversità


biologica.

 Migliorare la qualità della vita degli esseri umani.

 Operare attraverso criteri di eccellenza, trasparenza, efficienza e


indipendenza

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Le attività cardine della Fondazione si sintetizzano in 3 C

CONOSCENZA, CONSERVAZIONE, COMUNICAZIONE

Systema Naturae opera per la conservazione della diversità biologica


attraverso l'integrazione complementare di tre attività principali

Ricerca scientifica Conservazione e ripristino ambientale Informazione


Sensibilizzazione

E' per questo motivo che è necessario il contributo integrato di soggetti diversi,
appartenenti al mondo scientifico, istituzionale e della protezione ambientale.

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La squadra di Systema Naturae

SOGGETTI ATTUALMENTE COINVOLTI


ACCADEMIE SOCIETA’ SCIENTIFICHE
 Accademia Nazionale dei Lincei  Società Botanica Italiana
 Accademia dei Georgofili  Società di Scienza della Vegetazione
 Accademia Italiana di Scienze
 Società Entomologica Italiana
Forestali
 Accademia Nazionale Italiana di  Società Italiana di Biogeografia
Entomologia  Società Italiana di Biologia Marina
 Società Italiana di Ecologia
ENTI DI RICERCA  Società Italiana di Genetica Agraria
 CNR  Società Italiana di Parassitologia
 Unione Zoologica Italiana
ORGANIZZAZIONI PER LA  Associazione Antropologica Italiana
PROTEZIONE AMBIENTALE
 Associazione Primatologica Italiana
 Legambiente
 Lipu
SOCI SOSTENITORI ISTITUZIONALI
 Regione Basilicata

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2. LA BIODIVERSITA’

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Riflessioni ....

“La natura non fa nulla di inutile” “La natura non fa niente a caso”
(Aristotele) (Cicerone)

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Pafia (Argynnis paphia): una storia di connessioni e di interdipendenza

La pafia è una specie di farfalla


diffusa in tutta Europa.

Dotata di una apertura alare di


circa 54-70 mm, è facilmente
riconoscibile per il colore
arancione scuro delle proprie
ali che presentano un disegno
a righe e a punti neri.

Gli adulti si nutrono della


melata che producono gli afidi
e del nettare dei fiori delle
piante di rovo e di cardo

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Pafia (Argynnis paphia): una storia di connessioni e di interdipendenza

Questa farfalla si trova generalmente


in prossimità dei boschi, dove la sua
larva fitofaga (bruco) può nutrirsi di
specie tipiche dei terreni boschivi
come la viola di Rivinus

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Pafia (Argynnis paphia): una storia di connessioni e di interdipendenza

La femmina in procinto di deporre le


uova va in cerca dei terreni boschivi
dove si trova la viola di Rivinus

Dopo aver localizzato questa fonte


di cibo per la larva, la femmina vola
verso i tronchi più vicini e depone le
uova nella corteccia coperta dal
muschio, che tiene le larve protette
durante l’inverno

In questo modo, quando in


primavera i bruchi verranno alla
luce, non dovranno andare molto
lontano per trovare il loro
nutrimento
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Pafia (Argynnis paphia): una storia di connessioni e di interdipendenza

Pertanto la pafia per vivere ha bisogno:

Viola di Rivinus
Muschio
Alberi
Afidi
Rovi
Cardi

E qui non si è parlato delle


specie che mangiano la pafia
e il suo bruco ….

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Biodiversità: 5 concetti possibili e molto differenti...

1. Biodiversità come concetto “primitivo”

Istintiva inclinazione dell’uomo


a dare elevata considerazione
alla “varietà”
(Edward O. Wilson, 1984 – Biophilia)

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Biodiversità: 5 concetti possibili e molto differenti...

2. Biodiversità come concetto scientifico

“La varietà delle specie e


degli ecosistemi”
(Edward O. Wilson, 1992 – The diversity of life)

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Biodiversità: 5 concetti possibili e molto differenti...

3. Biodiversità come concetto formale

“La variabilità di ogni origine esistente


tra gli organismi viventi, compresi gli
ecosistemi terrestri, marini ed altri
ecosistemi acquatici, ed i complessi
ecologici di cui fanno parte; ciò include
la diversità all’interno delle specie, tra
le specie e degli ecosistemi”

(Convention on Biological Diversity, 1992)

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Biodiversità: 5 concetti possibili e molto differenti...

4. Biodiversità come informazioni e organizzazione

Un elevato contenuto di informazioni


non corrisponde necessariamente
ad una elevata qualità:
il livello di organizzazione
è il fattore chiave.

La biodiversità non è semplicemente


una somma di specie.

Ad es. la frammentazione di un habitat può portare ad un locale aumento delle specie ma


porta ad una evidente perdita di biodiversità globale

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Biodiversità: 5 concetti possibili e molto differenti...

5. Biodiversità come “naturalità” (qualità ambientale)

Il grado di funzionamento
dei processi naturali
e l’intensità degli
interventi umani
sulla funzione e struttura
degli ecosistemi

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Quanta biodiversità esiste?

 1.7—2.0 milioni di specie conosciute


 più di100 milioni di specie stimate

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… e se sparissero gli insetti?

L’ambiente terrestre precipiterebbe nel caos:

 Senza gli insetti impollinatori la maggior parte


delle piante da fiore cesserebbe di riprodursi
 Senza le piante, i frutti e gli insetti di cui
abitualmente si nutrono, moltissimi uccelli e altri
vertebrati terrestri si estinguerebbero
 L’impoverimento del suolo, che non verrebbe
più “rivoltato” dagli insetti, accelererebbe il
declino delle piante
 Funghi e batteri avrebbero una crescita
esplosiva per alcuni anni, il tempo di
metabolizzare le piante e gli animali morti che
si accumulano
 La specie umana riuscirebbe a sopravvivere,
ripiegando per la sua alimentazione, sulle
piante anemofile (es. cereali) e sulle specie
marine o di acqua dolce. Ma fino a quando
(carestie, guerre, etc…)?

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I livelli della biodiversità

Diversità genetica in una popolazione


e tra le popolazioni

La biodiversità ha tre componenti principali:


• Diversità genetica
• Diversità di specie
• Diversità di ecosistemi
Diversità di specie in un ecosistema
o nell’intera biosfera

Diversità di comunità ed ecosistemi


all’interno di una regione o nella biosfera

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La diversità genetica

• Ha origine dal patrimonio genetico degli


organismi
• Non coinvolge solo i singoli individui, ma
caratterizza anche le popolazioni
• Si genera per mutazione e, negli
organismi a riproduzione sessuale,
anche per ricombinazione
• Le nuove combinazioni che vengono
continuamente “testate” dall’ambiente
• E’ la materia prima su cui la selezione
naturale e artificiale possono lavorare
• E’ alla base della biodiversità
osservabile oggi

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Riflessioni ....

“C’è qualcosa di grandioso in questa concezione per cui la


vita, con le sue diverse forze, è stata originariamente infusa
in poche forme o in una sola; e da un inizio così semplice,
innumerevoli forme bellissime e meravigliose si sono evolute,
e tuttora si evolvono”.

(Charles Darwin, 1859 - L’origine delle specie)

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La diversità di specie

• E’ la numerosità di specie presenti in un sito


• La specie è un’unità naturale, ma non è
uniforme né dal punto di vista genetico né da
quello ecologico: le specie si formano, si
modificano, vengono sostituite, si
estinguono.
• E’ alla base del funzionamento di un
ecosistema: quanto più un sistema è
complesso, tanto più è stabile ed in grado di
rispondere alle perturbazioni
• E’ fondamentale per i diversi “compiti” che
ciascun gruppo di organismi svolge
all’interno del sistema (specie differenti
ricoprono ruoli simili e agiscono allo stesso
livello in modo leggermente diverso l’una
dall’altra; questo per assicurare il corretto
funzionamento del “motore” ecosistema)

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La diversità di ecosistemi

• Il livello ecosistemico rappresenta la massima complessità


• Riassume i livelli precedenti (genetico e di specie),
comprende i fattori abiotici e include le reciproche relazioni
della componente biotica e di quella abiotica.

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I livelli della biodiversità: benefici della diversità genetica e di specie

• Molti principi attivi utilizzati in farmacologia contengono sostanze


originariamente derivate da piante (o animali)

Antibiotici molto diffusi come la


neomicina, la streptomicina,
l’eritromicina la derivano da funghi che
vivono nei suoli tropicali.

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I livelli della biodiversità: benefici della diversità genetica e di specie

• La pervinca del Madagascar fornisce


Pervinca del Madagascar (Catharanthus roseus)
un importante principio attivo per il
trattamento del diabete; inoltre da
questa pianta sono stati isolati due
principi attivi molto più efficaci dei
corrispettivi sintetici nella cura della
leucemia infantile
• Lo ziconotide è il principio attivo di un
farmaco analgesico, derivato dalla
omega-conotossina del mollusco
Conus magnus.
• Viene utilizzato esclusivamente nel
dolore cronico, quando altre terapie
antalgiche falliscono o non sono
indicate; questo farmaco non da
dipendenza a differenza della
somministrazione della morfina e
degli altri oppioidi

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I livelli della biodiversità: benefici della diversità di ecosistemi

• Gli ecosistemi terrestri e marini


sostengono la vita umana
attraverso processi garantiti dalla
diversità delle specie che li
compongono; ovvero, le migliaia di
specie animali e vegetali che
popolano la Terra operano un
lavoro incessante e coordinato,
sconosciuto ai più, che garantisce
la sopravvivenza stessa della
nostra specie.

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I livelli della biodiversità: benefici della diversità di ecosistemi

• Le foreste possono immagazzinare 1.000 miliardi


di tonnellate di carbonio, impedendone l’accumulo
in atmosfera con conseguenti effetti sulle
dinamiche climatiche (servizio atmosfera)
• Circa un terzo del nostro cibo proviene da piante
impollinate da oltre 100.000 specie di impollinatori
selvatici (api, farfalle, uccelli, pipistrelli, …)
(servizio impollinazione)
• Consumiamo 48 milioni di tonnellate di pesce
all’anno e l’80% dei paesi in via di sviluppo vive di
prodotti forestali come frutta, noci, erbe e spezie
(servizio cibo)
• La natura fornisce le materie prime che sono alla
base dello sviluppo economico e industriale
(servizio materie prime), senza contare la capacità
degli ecosistemi di contenere eventi catastrofici
come uragani, inondazioni e siccità, di regolare i
flussi idrologici e gli equilibri biologici del pianeta

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Cosa produce e garantisce la biodiversità?

La biodiversità è importante per le diverse funzioni che assicura: dalla


regolazione dei processi naturali (regulating services) alla produzione di
elementi essenziali alla vita (provisioning services), sino al suo contributo per
l’economia (supporting services), la salute e il generale senso di benessere
dell’uomo (cultural services) .

Dunque:
 La biodiversità produce “cose” come ossigeno, cibo e medicine …..
ma non solo….

 garantisce “servizi”come la purificazione dell’aria, la pulizia delle acque, la


fertilizzazione delle coltivazioni, la rimessa in circolo di nutrienti ………
ma non solo ……

 può generare una “catena di valori”, ovvero:


conoscenza in molti ambiti legati all’esistenza umana come la genetica,
la medicina, la biologia, la farmacologia, etc,
etica perché incoraggia il rispetto, l’attenzione e la reciprocità
emozioni
impegno perché è la vivida dimostrazione della nostra interdipendenza

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Riflessioni ....

“La varietà delle forme viventi è la chiave di volta per la


conservazione del mondo così come lo conosciamo.

Questo è l’impianto vitale che ha richiesto un miliardo di anni


per arrivare ad essere quello che è.

Ma quanta forza serve per mandare in frantumi


il crogiolo dell’evoluzione? ”

(Edward O. Wilson, 1992 – La diversità della vita)


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5 estinzioni di massa + 1

1. Ordoviciano: 440 milioni di anni fa (tempo di recupero: 25 milioni di


anni)
2. Devoniano: 365 milioni di anni fa (tempo di recupero: 30 milioni di
anni)
3. Permiano: 245 milioni di anni fa
4. Triassico: 210 milioni di anni fa (ci sono voluti quasi 100 milioni di
anni tra Permiano e Triassico prima di recuperare)
5. Cretaceo: 66 milioni di anni fa (tempo di recupero: 20 milioni di
anni)

• Homo sapiens ha dato inizio alla sesta grande estinzione

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Come sta la Biodiversità?

La biodiversità sta subendo un rapido declino che, in assenza di


provvedimenti, potrebbe divenire irreversibile.

10 specie/giorno: tasso di estinzione attuale


 3 specie/ora: tendenza del tasso di estinzione senza azioni di tutela
 20.000 estinzioni l’anno
 La perdita di specie vuol dire perdita di geni e di diversità genetica

L’ESTINZIONE E’ PER SEMPRE

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Il vortice dell’estinzione

• Una piccola popolazione è schiacciata da loop di feedback positivi


che la risucchiano verso il vortice dell’estinzione

Piccola
popolazione

Inbreeding Deriva
genetica

Minore
riproduzione

Più alta
mortalità
Perdita di
variabilità
Riduzione della genetica
fitness
individuale e
della
adattabilità

Popolazione
ancora più
piccola

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Cosa minaccia la Biodiversità?

L’acronimo inglese “HIPPO” raccoglie i 5 principali fattori responsabili


della perdita di biodiversità, considerandoli in ordine decrescente di
importanza sulla base della relativa capacità di impatto:
 distruzione/frammentazione degli Habitat (H - Habitat);
 specie invasive (I - Invasive) alloctone
 inquinamento (P - Pollution)
 crescita demografica (P - Population)
 sovrasfruttamento delle specie (O - Over-harvesting)

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Distruzione-frammentazione degli Habitat (H)

• Numerosi paesaggi naturali


sono stati distrutti attraverso
la frammentazione degli
habitat in “chiazze” più
piccole
• In ogni caso, la
frammentazione porta alla
perdita di biodiversità

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Specie Invasive (I)

• GAMBUSIA
(Gambusia affinis)
E’ un pesce tropicale d’acqua dolce di piccole
dimensioni. E’ stato introdotto in Italia a partire
dal secolo scorso, per eliminare le uova di
zanzara di cui si ciba. Crea molti danni ecologici
perché compete con pesci e crostacei nativi ed
è un potenziale ospite di parassiti

TARTARUGA DALLE ORECCHIE ROSSE


(Trachemys scripta)
E’ originaria della Florida. In Italia è stata
introdotta anche a fini ornamentali nei laghetti e
stagni dei parchi urbani. Questa specie provoca
seri danni all’ecosistema perche’ compete con
le tartarughe native ed e’ un vorace predatore di
invertebrati e delle loro larve

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Specie Invasive (I)

• SCOIATTOLO GRIGIO
(Sciurus carolinensis)
Questo scoiattolo, originario del nord America, e'
arrivato in Italia come animale da compagnia. E'
stato poi introdotto intenzionalmente in tre aree,
in Piemonte (1948), Liguria (1966) e Lombardia
(1994), con pochi animali che hanno dato origine
a popolazioni ora in forte espansione. E’ una
grave minaccia per lo scoiattolo rosso (Sciurus
vulgaris) con cui può competere e a cui può
trasmettere alcune malattie, mentre può causare
danni agli alberi ed avere un notevole impatto
economico sulle coltivazioni di noccioli e pioppi

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Specie Invasive (I)

• NUTRIA
(Myocastor coypus)
E’ un grosso roditore originario del sud
America. In Italia è stato importato a
partire dagli anni '20 per creare
allevamenti per la produzione di
pellicce. In seguito molti esemplari
sono stati rilasciati in natura. La specie
provoca notevoli danni alla fauna e
alla vegetazione delle sponde e degli
argini dei fiumi; può provocare ingenti
danni all'agricoltura per l'escavazione
degli argini, che si indeboliscono, per i
danni nei campi di cereali e riso.

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Inquinamento (P)

• Dal punto di vista biologico, è una


modificazione sfavorevole dell’ambiente
naturale originata come sottoprodotto
dell’attività umana
• Produce effetti diretti o indiretti che fanno
variare la ripartizione dei flussi di energia,
i livelli di radiazione, la costituzione
chimico-fisica dell’ambiente,
l’abbondanza delle specie fino ad arrivare
alla distruzione degli habitat
• Circa il 70% dei nostri ecosistemi è
attualmente esposto a livelli eccessivi di
eutrofizzazione, una situazione che
dovrebbe rimanere invariata anche nei
prossimi anni.

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Crescita demografica (P)

• La crescita demografica sul pianeta


acuisce i problemi aumentando
esponenzialmente la pressione sugli
ecosistemi
• Dopo la passata accelerazione IA
AS ICA
R
F
demografica – conseguenza inevitabile di A

tassi di crescita molto elevati – la


popolazione mondiale continuerà ad
aumentare, verosimilmente, fino a
raggiungere, entro il 2050, i nove miliardi
e, nel 2060, addirittura i dieci miliardi di
persone
• Prima del definitivo arresto della crescita
demografica, avremo ancora tra l’1,5 e i 4
miliardi di nuove nascite, il 97% delle quali
nei paesi in via di sviluppo

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Sovrasfruttamento (O)

• Il sistema più diffuso è quello che


prevede la raccolta/cattura di una
risorsa naturale (rinnovabile) in una
determinata area fintanto che essa
non diventi troppo rara o scompaia
completamente
• Nel corso degli ultimi decenni
abbiamo alterato, come non mai, gli
ecosistemi e la biodiversità per
soddisfare la crescente domanda di
cibo, acqua dolce, fibre ed energia
• Si calcola che gli Europei consumino
pro capite il triplo della quantità di
risorse naturali che il nostro pianeta
può fornire per persona

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Sovrasfruttamento (O)

• Lo sfruttamento oggi riguarda


principalmente il mare (a terra
infatti, tutto quello che consumiamo
è frutto di allevamento e
coltivazione, mentre in mare siamo
ancora cacciatori e raccoglitori)
• Non ci sono popolazioni naturali
terrestri in grado di sopportare uno
sfruttamento industriale, mentre
questo è ancora possibile in mare

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Riflessioni ....

“Ogni frammento di diversità biologica ha un valore


inestimabile: frammento che dobbiamo imparare a
conoscere, a conservare gelosamente, e comunque a non
abbandonare mai senza lottare…

(Edward O. Wilson, 1992 – La diversità della vita)

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Cosa è la cultura?

• La cultura non è una specificità umana


ma di molte altre specie tra loro assai
diverse
• La presenza di processi culturali (=
apprendimento sociale e trasmissione
intra- e intergenerazione) in specie non
umane è oggetto di ampio dibattito nella
comunità scientifica internazionale
(anche la definizione stessa di “cultura”
è ancora estremamente diversificata)

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Cosa è la cultura?

La cultura è una informazione o comportamento,


condiviso all’interno di una popolazione o di una
sub-popolazione, che viene acquisito da
conspecifici attraverso una qualche forma di
apprendimento sociale

(Rendell & Whitehead, 2001)

Ma anche: The way we do things (Mc Grew, 2003)


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Cultura e conservazione

• Specie con capacità culturali possiedono


un potenziale vantaggio adattativo nei
confronti dei cambiamenti ambientali.
• Oltre agli umani, anche altre specie sono
diventate dominanti nei loro habitat: gli
elefanti, gli storni, diverse specie di
cetacei tra cui il capodoglio che sembra
dominare l’ecosistema mesopelagico
• Ognuna di queste specie ha mostrato
adattamenti a cambiamenti ambientali
causati dall’uomo

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Cultura e conservazione

• Lo sfruttamento di nuove opportunità


può portare a nuovi problemi
• Gli elefanti che saccheggiano i raccolti
sfruttando lo sviluppo dell’agricoltura
come i capodogli che rubano i pesci
dai sistemi di ami portano a una
ripercussione ostile dell’uomo
• Se elefanti e cetacei non
apprendessero così bene e
rapidamente dai conspecifici questi
problemi sarebbero certamente meno
severi

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Cultura e conservazione

• La cultura interagisce con la


conservazione nella
reintroduzione di animali in
ambiente e negli spostamenti
sforzati degli animali
• Gli animali posseggono le giuste
conoscenze per sopravvivere e
riprodursi nel nuovo habitat?
• Spostamenti di individui di lipote
(Lipotes vexifiller) sono stati
infruttuosi, mentre spostamenti di
neofocena (Neophocaena
phocaenoides) hanno avuto
successo.

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Cultura e conservazione

• I capodogli delle Galapagos sono divisi in


due clan acustici secondo il loro repertorio
di codas: il clan “+1” e il clan “regular”
• Le Galapagos sono fortemente influenzate
dal fenomeno di El Niño/ Southern
Oscillation (ENSO)
• In condizioni normali, il clan “regular” ha un
maggiore successo alimentare, sotto
condizioni ENSO è il clan “+1” ad essere di
maggior successo
• I clan sono distinti culturalmente e non
geneticamente, quindi, per i capodogli, la
diversità culturale può essere più
significativa della diversità genetica
nell’affrontare cambiamenti climatici
oceanici

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Codas mediterranee

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Biodiversità: una sintesi

• E’ la spettacolare varietà della vita


e degli ambienti sulla terra
• E’ la moltitudine di specie che
popola la Terra
• E’ l’insieme delle necessarie
diversità tra gli individui
• E’ un complesso mondo di
connessioni e di interazioni
• E’ la nostra principale risorsa
• E’ il motore della nostra esistenza

“non solo la varietà delle forme di vita sulla terra, ma l’urgente bisogno di
assicurare loro la sopravvivenza per la nostra stessa sopravvivenza”

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3. 2010: Anno Internazionale della
Biodiversità

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Il 2010: anno internazionale della biodiversità (IYB)

• Per celebrare la vita sulla terra ed il valore della biodiversità, le Nazioni


Unite hanno dichiarato il 2010 Anno Internazionale della Biodiversità
UNGA (61/203).
• In tale occasione il mondo è invitato a mettere in atto tutte le iniziative
necessarie per salvaguardare la varietà della vita sulla terra.

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Il 2010: anno internazionale della biodiversità (IYB)

• Il 2010 IYB è una grande opportunità per l’intera comunità –


scientifica, conservazionista, politica – che si occupa a diversi
livelli di biodiversità per incoraggiare le persone a:

• Scoprire la biodiversità che ci circonda


• Comprendere il suo valore, la nostra intima connessione
con lei e le conseguanze della sua perdita
• Agire per preservarla

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L’obiettivo biodiversità 2010

Nel 2002, al vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile di


Johannesburg, i capi di Stato di tutto il mondo si sono accordati
sulla necessità di ridurre sensibilmente il tasso di perdita della
biodiversità da qui al 2010, quale contributo alla riduzione della
povertà e a beneficio di tutta la vita sulla terra.

La Convenzione sulla diversità biologica è stata unanimemente


considerata come lo strumento principale in questo campo.

Nel 2001 il Consiglio europeo di Göteborg ha fissato l'obiettivo di


arrestare la perdita di biodiversità nell'Unione nel 2010.

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Il 2010: anno internazionale della biodiversità (IYB)

• La Convenzione sulla Diversità Biologica (CBD)


è un trattato internazionale adottato a Nairobi il
22 maggio 1992 al fine di tutelare la
biodiversità, garantire l'utilizzazione durevole
dei suoi elementi e assicurare la giusta
ripartizione dei vantaggi derivanti dallo
sfruttamento delle risorse genetiche.
• La CBD è a oggi ratificata da 192 Paesi.
• Nell’ambito della Convenzione Internazionale
sulla Diversità Biologica (CBD), il 2010 segna
per l’Italia un momento di particolare
importanza: la definizione della Strategia
Nazionale per la Biodiversità.

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Verso la strategia nazionale per la biodiversità

• Il nostro è il Paese europeo più ricco di


biodiversità con 57.468 specie animali (8,6%
endemiche) e 12.000 specie floristiche (13.5%
endemiche)
• Attualmente sono a rischio il 68% dei vertebrati
terrestri, il 66% degli uccelli, il 64% dei
mammiferi e l’88% dei pesci di acqua dolce
• L’Italia ha ratificato la CBD nel 1994
• L’Italia è stato il primo Paese europeo ad aderire
nel 2004 al Countdown 2010 e nell’aprile 2009,
nell’ambito del G8 Ambiente, ha promosso la
Carta di Siracusa per la biodiversità
• L’Italia, ad oggi, non è tra i 168 Paesi che hanno
sottoscritto la CBD che si sono dotati di una
propria Strategia nazionale
• In Europa, su 27 Paesi membri, solo 5 non
hanno ancora adottato una propria Strategia
nazionale, mentre 6 sono già alla seconda
revisione di questo importante strumento.

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Il 2010: anno internazionale della biodiversità (IYB)  goals

• Incrementare la consapevolezza su
come e quanto la biodiversità è
importante per le nostre vite
• Pormuovere nuove modalità e azioni
per tutelare la biodiversità
• Incoraggiare le persone a intraprendere
passi immediati per ridurre il tasso di
perdita della biodiversità
• Avviare il dialogo sulle azioni da
mettere in atto dopo il 2010

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Il 2010: anno internazionale della biodiversità (IYB)  campagna di
comunicazione

• Creare entusiasmo/emozione attorno


alla scoperta che ciascuno di noi è
parte della natura
• Evidenziare l’opportunità
dell’International Year of Biodiversity
• Creare un profondo senso di
ottimismo sul fatto che non è troppo
tardi per agire
• Essere chiari sull’urgenza di questa
sfida. E’ tempo di agire ADESSO!

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Il 2010: anno internazionale della biodiversità (IYB)  messaggi

Il 2010
Gli
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per il futuro.
da
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Ora è tempo
vita.di di
vita ogniagire.
giorno. Ma
noi possiamo prevenirla.

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Biodiversity is life
Biodiversity is our life

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Grazie!

• Prof. Nicolò Parrinello


• Prof. Matteo Cammarata
• Prof. Baccio Baccetti

… e tutti voi per l’attenzione!

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