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ARTE E SCIENZA Arte e scienza, seppur con metodi e obiettivi diversi, ci invitano a comprendere i fenomeni, soprattutto nel caso

in cui i rispettivi domini si intersecano. Per esempio, il problema della rappresentazione dello spazio implica la comprensione di alcune elementari caratteristiche della percezione di oggetti nello spazio: forma, orientamento e dimensioni, localizzazione, distanza e lontananza sia rispetto allosservatore sia tra oggetti. Estrarre regolarit dal mondo percettivo essenziale per scoprire metodi con cui rappresentare il mondo visibile. Daltro canto, spiegare le leggi che stanno alla base di queste regolarit obiettivo di diverse scienze. affascinante, dunque, lidea che se percepire comprendere il mondo intorno a noi, il compito di arte e scienza sia quasi quello di ricavare formule diverse, bruta e di struttura, dai fenomeni che possano tradursi in costruzioni di forme di rappresentazione o scoperte e spiegazioni. La finestra di Leonardo: come si costruisce, come funziona? Nel 1480 Leonardo descrive una procedura con cui possibile risolvere il problema di rappresentare lo spazio su una superficie bidimensionale in modo tale che essa fornisca allosservatore una visualizzazione dello spazio tridimensionale e dei principali rapporti tra gli oggetti che lo abitano. Come in ogni problema del genere, la diminuzione del numero di dimensioni (dalle tre dimensioni dello spazio percepito alle due della superficie di un dipinto) comporta una perdita di informazione. La soluzione del problema coincide dunque con la scoperta di un metodo che se inventato non deve per essere arbitrario. Da un lato, si tratta di costruire una sorta di mappa per cui non servono lo stesso materiale o la stessa dimensione n lesatta riproduzione di come appare il territorio. Essenziali sono: una scala di riferimento con cui comprendere i rapporti tra le unit rappresentate sulla mappa e il territorio, o nei casi pi complessi se per esempio non si pu prescindere dalla curvatura dellarea da mappare, come per la superficie terrestre di pi scale definite per precise direzioni e punti della mappa; il tipo di informazioni sul territorio e il loro livello di astrazione. Per esempio, la mappa delle linee della metropolitana rispetta la struttura geografica e alcune propriet geometriche, per esempio le intersezioni, sebbene tutta una serie di dettagli andranno distorti o perduti. Daltra parte, la mappa deve consentire allosservatore di ricavare tutte e sole le informazioni utili, le deve visualizzare. Entrambi questi aspetti sono espressi dal concetto di equivalenza. La definizione di un metodo per risolvere il problema pu, quindi, derivare dallinvenzione di una tecnica di costruzione ma non arbitraria perch deve assicurare lequivalenza tra certe propriet dello spazio visivo e certe propriet di ci che tracciato sulla superficie bidimensionale. Linvenzione di Leonardo proprio una procedura per risolvere il problema di visualizzare lo spazio dato il vincolo della bidimensionalit e quindi realizzare dipinti che restituiscano allosservatore una percezione equivalente a quella che avrebbe se fosse posto di fronte a una scena reale. Storicamente, essa conosciuta e discussa come la finestra di Leonardo. Come la descrive Leonardo e in che cosa consiste? Leonardo consiglia di porre di fronte a se una lastra di vetro. Dopo aver chiuso un occhio e mantenendo fisso quanto pi possibile lo sguardo, tracciare il contorno di un albero sul vetro. Quindi seguire la stessa procedura per riprodurre il contorno degli alberi situati a distanze maggiori. Gli alberi delinati sul vetro si troveranno ad avere dimensioni differenti sulla superficie bidimensionale e queste differenze di grandezza relativa si distribuiranno in maniera non casuale rispetto agli assi verticale e orizzontale che definiscono le posizioni alto vs. basso e destra vs. sinistra. una procedura semplice ma dalleffetto percettivo potente. Per averne una constatazione diretta, sufficiente fare quanto segue: 1. ponete una sedia di fronte a una finestra e sedetevi appoggiando il mento al bordo dello schienale dopo aver occluso un occhio con del tessuto e facendo in modo di mantenere la testa pi ferma possibile; 2. incollate al vetro un foglio di carta trasparente o un lucido allaltezza dellocchio; 3. disegnate il contorno degli oggetti che vedete di l dal vetro seguendone i bordi, aiutandovi anche con un regolo per riprodurre con precisione tutti i bordi rettilinei con delle rette; 4. quando avrete finito, riproducete i contorni su un foglio da disegno: aggiungete alcune figure oggetti e se volete colorate il disegno. Se la posizione della testa rimasta sufficientemente stabile e il foglio o il lucido non sono stati spostati, il disegno realizzato mostrer un forte effetto di profondit. Questo perch: a. le linee parallele che delimitano i bordi delle superfici degli oggetti convergono allorizzonte (la linea che allaltezza degli occhi incontra perpendicolarmente lo sguardo) e, se prolungate con laiuto di un regolo, potrete constatare con maggiore evidenza che esiste un punto, allincirca al centro della linea

dellorizzonte, in cui esse sembrano avvicinarsi sempre pi; b. i mutamenti nella dimensione di figure e oggetti, compresi quelli inseriti in un secondo momento rispettando le proporzioni di grandezza, non sono casuali ma formano una serie ordinata e progressiva . Per constatare quanto forte la relazione tra dimensione e distanza apparenti, sufficiente fare cos: 1. prendete un cartoncino rettangolare, piegatelo lungo un bordo sullasse maggiore e ritagliate un foro di x cm dalla forma di un quadrato con la base adiacente al bordo della piega; 2. incollate il cartoncino forato a una delle due estremit di una striscia di cartoncino rettangolare pi lunga in modo che il foro coincida con il suo margine destro; 3. prendete un metro, estendetelo e fissatelo con delladesivo su un tavolo facendo coincidere lo zero con il bordo del tavolo in modo da formare un angolo retto; quindi, fissate lestremit libera della striscia di cartoncino rigido sullo stesso bordo accanto al metro in modo che, seduti di fronte al tavolo, potete guardare attraverso il foro; 4. chiedete a qualcuno di tenere in verticale un metro rigido con lo zero che poggia sullo stesso bordo del tavolo in modo che voi lo possiate vedere attraverso il foro; scegliete un oggetto, una scatola per esempio, misuratene la lunghezza per collocarla poi sul tavolo sempre in modo tale che sia visibile attraverso il foro; 5. spostate, voi o qualcun altro, la scatola finch non vedete attraverso il foro che il margine superiore della scatola coincide con un qualche punto segnato sul metro tenuto in verticale: questa misura vi dar la sua altezza apparente 6. collocate la scatola a distanze diverse, misurate con il metro fissato sul tavolo, e annotate come cambia laltezza apparente della scatola. Scoprirete che esiste una correlazione tra distanza e altezza apparente. Provate poi a dividere laltezza reale della scatola per laltezza apparente a ciascuna distanza. Otterrete un rapporto tra dimensioni e distanze che contribuisce alleffetto di profondit della finestra di Leonardo. Scienze della visione: percepire lo spazio e le sue rappresentazioni. Perch la finestra di Leonardo si rivela una procedura efficace? Un dipinto una superficie bidimensionale coperta da pigmenti la cui riflettanza (la quantit di potenza di certe lunghezze donda assorbita per unit di superficie che determina il colore) varia di punto in punto. Tuttavia, non vediamo un quadro come una superficie piatta ricoperta di macchie chiedetevi se ci vale nella stessa misura per una fotografia o un dipinto di arte mimetica e per un dipinto di arte astratta. Nel caso della finestra di Leonardo, se preparata con cura e con i giusti accorgimenti, la lastra di vetro fornisce al sistema visivo la stessa distribuzione di valori luminosi che la scena reale avrebbe fornito a condizione che sia presentata allosservatore con lo stesso orientamento e alla stessa distanza di quella in cui stata realizzata dallartista. Questi valori restituiscono lequivalente di alcune propriet dello spazio visivo che consentono allosservatore di vedervi oggetti completamente differenti da semplici macchie di pigmenti. La finestra di Leonardo una procedura per costruire una mappa che a ciascun sotto-insieme di pigmenti su una certa area della superficie associa un valore che corrisponde al colore, dimensione, distanza degli oggetti che vedremmo nella scena reale raffigurata. Eccone un esempio in figura 1: in alto a sinistra un occhio di fronte al piano del vetro trasparante, quindi a destra la scena reale visibile di l da esso e in basso a sinistra lequivalente della raffigurazione.

figura 1 (da Hochberg 2007)

Se si inclinasse a sufficienza la superficie di un dipinto cos realizzato, si faciliterebbe la percezione della superficie invece che della scena raffigurata e si potrebbero cos notare le seguenti regolarit: - il contorno di un bimbo vicino appare di grandezza diversa rispetto a quello di un bimbo distante;

- i lati della strada paralleli convergono verso un punto allinfinito; - loggetto pi vicino ha un contorno completo mentre i contorni degli oggetti pi lontani sono interrotti; - la densit della tessitura (gradi di cambiamento della distribuzione di una variabile, come per esempio le linee orizzontali in basso a sinistra o le disomogeneit delle sostanze dei corpi, su una superficie) diventa progressivamente maggiore al recedere della superficie nello spazio - le ombre che modellano gli oggetti nellambiente appaiono come aree di differente riflettanza. Queste regolarit contribuiscono alla costruzione della mappa per la visualizzazione dello spazio e sono studiate da alcune scienze. Lottica euclidea che individua e dimostra in forma matematica e geometrica le leggi della visione: il rapporto tra apparenza della grandezza e distanza di unit uguali e parallele (teorema VIII), le condizioni dellallineamento apparente di punti, segmenti, archi di circonferenza (teorema XXII), la convergenza apparente di linee parallele (teorema VI), la deviazione apparente verso lalto o il basso e verso destra o sinistra di segmenti longitudinale sui piani orizzontali e verticali della visione (teorema X e XI). La prospettiva, la scienza dei metodi di rappresentazione dello spazio su una superficie piana che fin da Leonardo, Alberti, Piero della Francesca si preoccupa di riprodurre la visione in condizioni artificiali create dal disegno: essenziale la soluzione di problemi di proiezione per la misura della estensione delle linee trasversali che si avvicinano allorizzonte o per la definizione delle proporzioni delle grandezze. Daltro canto, equivalenza non significa identit. Non solo la mappatura non si estende a tutte le propriet della percezione dello spazio, ma soprattutto procedure come la finestra di Leonardo non ne rispettano dei caratteri fondamentali: - la nostra visione binoculare; - quando guardiamo un corpo allontanarsi, non vediamo tanto il rapporto tra dimensione e distanza quanto un corpo della stessa grandezza che appare in regioni dello spazio in cui tutto ci che lo circonda appare pi piccolo: man mano che un oggetto si allontana, per ciascuna regione dello spazio tutte le propriet visive subiscono cambiamenti apparenti come se scalassero rispetto a un nuovo sistema di riferimento e solo il rapporto tra oggetti e sistemi di riferimento rimanesse costante (cosa vedete quando osservate una nave allontanarsi dal porto per avvicinarsi allorizzonte? e come vi appaiono le facciate dei palazzi che vedete guardando dai Quattro Canti in direzione di Porta Felice?); - non si tiene conto del parallasse di movimento dovuto al moto relativo dellosservatore e degli oggetti: se vi muovete, per esempio in treno, gli oggetti in quiete appariranno spostarsi relativamente allo sfondo e la direzione e velocit di questo spostamento apparente danno informazioni sulla disposizione in profondit; se vi muovete rispetto a quadro, invece, le parti di unimmagine manterranno inalterate le loro posizioni relative, poich giacciono sullo stesso piano annullando cos gli effetti del parallasse sulla percezione della profondit. evidente allora che sia necessaria unaltra scienza: la Psicologia della percezione o quella parte delle Scienze Cognitive dedicata ai sistemi percettivi umani, animali o artificiali. Rimane, infatti, da spiegare: 1. come possibile che la finestra di Leonardo funzioni, pur se in contrasto con tanti altri caratteri della percezione dello spazio? Perch certe propriet piuttosto che altre sono sufficienti al sistema percettivo per avere un equivalente visivo dello spazio? Perch lassenza di propriet visive importanti tollerata? 2. se la mappatura non comporta identit ma solo equivalenza, che carattere ha questultima? 2.1 come esistono infinite figure piane che possono corrispondere a una proiezione (fig. 2), cos esistono molte configurazioni che possono corrispondere a una sola mappa visiva realizzata in un quadro (fig. 3): la distribuzione di forme e contorni in fig. 3 mappa sia la configurazione 3D in 3.1 sia la 2D in 3.2.

figura 2

figura 3 (da Hochberg 2007)

figura 3.1

figura 3.2

2.2 daltro canto, il sistema percettivo sembra essere sensibile alleffetto di profondit o tridimensionalit generato da deformazioni o distorsioni, relative a lunghezza dei lati o ampiezza degli angoli di poligoni piani che possono per alloccasione apparire come facce di un solido tridimensionale, e non sempre tali deformazioni sono quelle previste dalla prospettiva mentre a volte vedute prospettiche di solidi sono viste come un insieme di poligoni bidimensionali; osservate le illustrazioni in figura 4:

figura 4 (da Hochberg 2007; Arnheim 1974)

3. lequivalenza deve essere intesa in maniera funzionale: se la fotografia o limmagine in movimento pi perfetta mostrano pur sempre delle profonde differenze rispetto alla percezione della realt, spesso le caratteristiche di un oggetto o di una scena sono visualizzate al meglio al decrescere della verisimiglianza, come nel caso di un disegno solo per contorni o di una caricatura. 4. dipinti realizzati con procedure simili alla finestra di Leonardo possono essere visti da punti di vista o distanze diverse da quelle prescritte e in questi casi dovremmo aspettarci di vedere delle distorsioni nellimmagine, perch la distribuzione di valori sulla superficie bidimensionale non coincide con quella che avremmo avuto osservando la scena dal nuovo punto di vista o da distanze diverse; tuttavia, ci accade solo a volte: cosa accade se camminate nella sala di una galleria darte o di un museo guardando i quadri? Vi appaiono cos distorti? Daltra parte, prendete una foto a tutta pagina su un quotidiano, inclinatelo di fronte a voi a gradi diversi e poi a destra e a sinistra: cosa accade alla scena raffigurata? Provate a cercare foto in cui si rappresenta qualcuno o qualcosa accanto a unimmagine anchessa fotografata, per esempio un cartellone pubblicitario o un manifesto elettorale: cosa accade alla foto nella foto? Tutte queste questioni rimandano alla necessit di aprofondire la natura del sistema percettivo. Come dare una risposta? semplice: curiosit, spirito di osservazione, ricerca e sperimentazione.