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Martin Lders

LA PIU' GRANDE CAMPAGNA DI DISTRUZIONE


DI LIBRI DI TUTTA LA STORIA
[ da "Nation & Europa", 47 anno, numero 9/1997, pagine 7-11, (4) ]

Dopo che Adolf Hitler, come capo del partito di maggioranza relativa, aveva assunto lincarico di formare il nuovo
governo, gli studenti tedeschi, ripetendo le gesta della distruzione della letteratura papista fatta da Martin Lutero e quella
dellarsione della letteratura reazionaria per opera dei rivoluzionari al Wartburg nel 1817, bruciarono pubblicamente i libri
pervasi da spirito anti-germanico. Questi erano atti dimostrativi che non avevano nulla a che vedere con la messa al
bando o la proibizione dei libri. I bandi furono emanati per la prima volta, in modo non coordinato, da vari uffici
governativi fino a che il Ministro della Pubblica Educazione e della Propaganda, sotto il controllo di Joseph Goebbels,
istitu lunico sistema di messa al bando dei libri attraverso la Camera delle Pubblicazioni del Reich. Queste liste nere di
libri della Camera delle Pubblicazioni contenevano anche i libri segnalati alla polizia come osceni od offensivi durante la
Repubblica di Weimar, e furono progressivamente ridotte di numero. Al contrario si inserirono nelle liste le pubblicazioni
prodotte da coloro che erano fuggiti allestero (traditori del popolo), da marxisti, e autori sovietici. Nel 1939 quelli a
soggetto pornografico costituivano solo il 10% dei libri messi al bando. Secondo lessenziale lavoro sulla politica
letteraria del Nazionalsocialismo ("Nationalsozialistische Literaturpolitik", di Dietrich Strothmann Bonn, 1985, Edizioni
Bouvier; la prima edizione apparve nel 1960), circa 12.500 libri furono messi al bando nel corso dei dodici anni del
regime Nazionalsocialista in Germania. Questo dato viene messo in dubbio nellapprofondito studio sulla proibizione
degli scritti nocivi e indesiderabili nel Terzo Reich (("Die Indizierung 'schdlichen und unerwnschten Schrifttums' im
Dritten Reich"), pubblicato nel 1971, vol. XI degli Archiv fr Geschichte des Buchwesens (Buchhndlervereinigung,
Frankfurt/Main, prima edizione 1968 ) da Dietrich Aigner che afferma, sulla base dei risultati delle sue ricerche, che
questa cifra abbondantemente sovrastimata. Egli ha scoperto che, dalla fine del 1938 la lista dei libri messi al bando
della Camera delle Pubblicazioni del Reich comprendeva 4.175 titoli di singoli e 565 bandi comprensivi vale a dire per
tutta lopera di 565 autori. Questo numero fu fortemente incrementato nel 1941 quando inizi la guerra contro lUnione
Sovietica e 337 ulteriori bandi comprensivi furono emanati nei confronti di letterati in qualche modo legati al regime
sovietico. E pratica comune, nelle manifestazioni e sulle pubblicazioni, enfatizzare la vastit della messa al bando dei
libri durante il Nazionalsocialismo senza mai menzionare lopera di distruzione e proibizione di libri intrapresa dalle
potenze vincitrici dopo la sconfitta tedesca nella seconda guerra mondiale. Opera che fu compiuta, sotto ogni aspetto, in
maniera molto pi rigorosa ed estesa rispetto alla precedente. Nel 1989, quando leditrice "Brsenblatt fr den deutschen
Buchhandel" di Francoforte dedic molti saggi allargomento storia della censura sui libri, la descrizione si interrompeva
col maggio 1945 e riprendeva con la nascita della Repubblica Federale Tedesca sorvolando su quanto era successo in
quegli anni. Lunica cosa detta era un altro enorme apparato di controllo fu introdotto sulla scena dopo la guerra.
Nientaltro. Nessun altro dettaglio era fornito. E non sarebbe stato difficile approfondire i fatti. Seguendo lordine del 15
settembre del 1945, dato dal Capo Supremo dellAmministrazione Militare Sovietica in Germania, le potenze alleate
istituirono una Commissione di Controllo "Ordinance No. 4", solo pochi mesi dopo, il 13 maggio 1946 concernente la
confisca della letteratura e delle pubblicazioni nazionalsocialiste e a carattere militarista. Lamministrazione tedesca per
lEducazione Pubblica nella Zona di Occupazione Sovietica cooper con lUfficio per la Revisione delle Pubblicazioni e,
attraverso la Deutsche Bcherei di Lipsia, stil una lista della letteratura destinata ad essere proibita che fu ufficialmente
usata anche nelle zone di occupazione occidentali. La prima lista del 1946 fu seguita da altre tre per un totale di 34.645
libri. Oltre a ci un bando comprensivo senza liste individuali fu applicato a tutti i libri di testo scolastico adottati tra il
1933 ed il 1945. La lista completa dei libri proibiti stata ristampata qualche anno fa dalleditore antiquario Uwe Berg (1)
nella serie Toppenstedter Reihe 1983, volumi 1, 2,3, ed 8 che sono stati messi sul web dal VHO (2). Consultando
queste liste ognuno pu rendersi conto di che tipo di letteratura fosse considerata nazionalsocialista o militarista dai
vincitori. Ma, mentre durante il Nazionalsocialismo i libri messi al bando erano collezionati e catalogati nelle biblioteche
con funzione di archivio, la Commissione Alleata di Controllo stabil che tutte le pubblicazioni ed il materiale menzionato
nellordine dovesse essere consegnato ai comandi di ciascuna zona per essere distrutto. Inoltre tutti i libri che
contenevano propaganda nazionalsocialista, insegnamenti razzisti, appelli alla violenza, o propaganda diretta contro le
Nazioni Unite furono rimossi dalle biblioteche statali e cittadine, e dalle universit, dalle istituzioni di istruzione media
e superiore, dagli istituti di ricerca e dalle accademie, e da tutte le societ accademiche o tecniche ed anche dalle
scuole elementari, da tutte le librerie e le case editrici per essere distrutti. Questa fu, certamente, la pi grande
campagna di distruzione di libri della storia (3). Non fu ordinata la confisca dei libri nelle abitazioni private ma
sicuramente ci furono molti casi in cui questa misura fu attuata come dimostra un documento dellamministrazione della
cittadina di Feldberg ne Mecklenburgo, nella Zona di Occupazione Sovietica. Datato 19 giugno 1945 questo documento
registra che il sindaco imposto dalle forze doccupazione avesse ordinato una perquisizione domiciliare "nella casa
Sassmannshausen, in Frstenbergstrasse 11". Nel corso della perquisizione venivano rinvenuti in una scatola di scarpe
del soggiorno della famiglia Khler-Schcke. Nello specifico si rinvenivano i libri; Brest-Litowsk' di Theodor Krger e il
libro 'Kriegsdichter erzhlen' (Novelle del tempo di Guerra) di August Friedrich Velmede, (...) per questa ragione io
condanno la Signora Hirchert a 48 ore di detenzione. La sentenza fu comminata dal 19 giugno alle ore 12.00 e termin il
21 giugno alle 12.00. I due libri furono confiscati. Il sindaco, Ditzen." Questo sindaco non era altro che lautore Hans

Fallada, che aveva sempre scritto i suoi libri nello spirito del regime precedente ma che divenne il primo tra quelli che
offrirono i propri servigi allArmata Rossa dopo che questa aveva occupato la sua citt.
Anche Ulrich von Hutten e il "Pferdefibel"
Chiunque supponesse che la lista della letteratura proibita redatta dalle potenze vincitrici contenesse solo letteratura
nazionalsocialista dovrebbe osservare con attenzione questo elenco di nomi per chiarirsi meglio le idee: I lavori di
Friedrich Nietzsche sono inseriti nella lista come quelli di Gottfried Benn; i libri di autori come Ernst Jnger, Ernst-Moritz
Arndt, and Helmut von Moltke, Bismarck dovevano essere distrutti come quelli dellautore Otfried Preussler che sarebbe
divenuto molto famoso come autore di libri per bambini. Ogni opera riguardante le olimpiadi del 1936 fu messa al bando.
Cos i libri di Federico il Grande come quelli di Ulrich von Hutten (1511-1546). Il lettore noter con stupore che il libro
"Die Herrschaft der Minderwertigen" (Il regno dellinferiore), delloppositore di Hitler, Edgar J. Jung un libro messo al
bando sotto il regime del Terzo Reich e il cui autore fu ucciso per il suo lavoro dai nazionalsocialisti nel 1934 rest al
bando. Ci si potrebbe chiederse come possa essere stato inserito nelle liste dei proscritti il libro del 1919 "Die Aufgaben
der Gemeindepolitik" (Responsabilit per la politica comunale), ma i limiti dellimmaginazione si raggiungono quando si
trovano nelle liste tutte le edizioni del "Deutsche Bauernkalender" (Calendario del contadino tedesco), il libro"Unter den
Tuaregs" Tra i Tuareg) di un certo Belz, e "Pferdefibel" (piccolo manuale per il cavallo), Carl von ClausewitzVom Kriege"
(Sulla guerra)- naturalmente! ma anche libri come "Der Diplom-Volkswirt", "Der Diplom-Landwirt" e "Der DiplomKaufmann" (libri per il coltivatore, lagronomo ed il commerciante). Che il libro "Gewinnbeteiligung der Gefolgschaft"
(divisione dei profitti per la forza lavoro) dovesse sparire logico in quanto esprimeva un tipico concetto
nazionalsocialista. Ma quale era la ragione per bandire un libro sulla storia della corporazione degli idraulici a
Knigsberg? I lavori del poeta popolare Heinrich Lersch fu eliminato come quelli di Artur Maraun, che era stato messo al
bando anche dal regime nazionalsocialismo. I libri di Moeller van den Bruck seguirono lo stesso destino: bandito prima
del 1945 e tali rimasero dopo il 1945. Nel 1933 Hermann Pongs aveva scritto un libro su Educazione generale per gli
istituti tecnici. Al bando pure questo insieme a dieci titoli di Carl Schmitt - naturalmente! Anche Ina Seidel fu messa
allindice come il "Tennisfibel" [(Manuale del Tennis) del 1941. Immaginate che gli occupanti considerarono cos
pericoloso il poeta medievale Walther von der Vogelweide da ordinare la distruzione delle sue opera. E interessare
notare che furono banditi anche libri di autori ebrei come i libri di Boris Germansky, pubblicato nel 1938 dalla "EretzIsrael Press" a Gerusalemme ed intitolato "Der autonome und nationale Mensch" (Luomo autonomo e nazionale) e "Der
absolut nationale Mensch" (Luomo assolutamente nazionale). Su tutti le liste comprendono un libro sulla protezione e la
conservazione delle siepi e le siepi divisorie pubblicato dalla Associazione del Reich per la Protezione degli Uccelli ( che
esiste ancor oggi come Associazione Nazionale per la Protezione Tedesca) e un libro di istruzioni su come costruire un
igloo pubblicato dalla Berg-Verlag. I libri non furono bruciati cos che la celebre frase di Heinrich Heine "dove vengono
bruciati i libri, alla fine anche gli uomini saranno bruciati", che comunemente ricordata nelle commemorazioni
sullazione dimostrativa fatta dallassociazione degli studenti tedeschi, non pu essere qui citata. Anche se difficile
vedere una differenza sostanziale tra la pubblica arsione dei libri e la loro distruzione con mezzi pi moderni. Il risultato
lo stesso.
1 - Uwe Berg Verlag und Versandantiquariat, Tangendorfer Str. 6, D 21442 Toppenstedt. Tel 04173 6625 Fax 04173
6225
2 - http://www.vho.org/censor/tA.html e http://www.vho.org/censor/index.html
3 - vedi linteressante articolo di Alain De Benoist apparso sul n. 66 della rivista francese lments, sett.-ott. 1989
(G.R.E.C.E 99, rue de Svres F-75006 Paris http://www.grece-fr.net/ )
4 - http://www.nationeuropa.de