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LE PROVE DELL'EVOLUZIONE

Le prove in favore dell'evoluzione sono diverse; la scoperta dei fossili, l'anatomia


comparata, l'embriologia comparata e le somiglianze nel codice genetico (nel DNA dei
cromosomi di specie di animali differenti).

ANATOMIA COMPARATA

È una scienza che studia le somiglianze tra le strutture di animali diversi. Le strutture e
gli organi che appaiono simili in organismi appartenenti a specie diverse vengono detti
omologhi. Se si osserva la struttura dell'arto superiore dell'uomo, dell'arto di un cane,
della pinna di una balena, si riconoscono precise omologie.

EMBRIOLOGIA COMPARATA

È lo studio comparato dello sviluppo embrionale di organismi differenti: la presenza di


somiglianze tra embrioni di organismi diversi indica la derivazione da un antenato
comune.

LA GENETICA

Le mutazioni geniche sono responsabili della comparsa di nuovi caratteri ereditari in una
specie. Questi caratteri consentiranno all'organismo di adattarsi in modo migliore
all'ambiente in cui vive. La comparsa di un carattere favorevole è casuale e non è
collegata alla necessità di adattamento. È la selezione naturale fatta dall'ambiente che
determina l'affermarsi nelle generazioni successive di un nuovo carattere. Quindi gli
individui portatori del nuovo carattere riusciranno a sopravvivere e a riprodursi.

POOL GENICO E GENETICA DI POPOLAZIONI

La genetica di popolazioni tenta di spiegare la modalità con cui all'interno delle


popolazioni si generano e vengono trasmesse le variazioni dei caratteri ereditari. La
variabilità presente in una popolazione deriva dalla variabilità dei geni alleli.

➔ SI DEFINISCE POOL GENICO L'INSIEME DI TUTTI GLI ALLELI DI TUTTI I GENI (CHE
CODIFICANO TUTTI I CARATTERI EREDITARI) DI TUTTI GLI INDIVIDUI DELLA
POPOLAZIONE.

Se un individuo possiede:
➢ COMBINAZIONE DI ALLELI FAVOREVOLE: riesce a sopravvivere e a riprodursi.
➢ COMBINAZIONE DI ALLELI SFAVOREVOLE: nelle generazioni successive la frequenza
di questi alleli si riduce.
MODIFICAZIONI DEL POOL GENICO

Il pool genico si modifica sotto la spinta della selezione naturale ma anche altri fattori
contribuiscono alla sua modificazione:

• Le mutazioni: casuali o determinate da radiazioni, alterano la sequenza del DNA


di uno o più geni “creando” nuovi alleli che si “propongono alla selezione
naturale.
• Il flusso genico: deriva dall'immigrazione o emigrazione di individui: riduce
l'effetto della selezione naturale attraverso il mescolamento di individui di
popolazioni diverse.
• La deriva genica: se da una popolazione si stacca un piccolo gruppo, che può
avere un suo pool genico in parte diverso, riproducendosi può dare origine a una
nuova popolazione

LA NASCITA DI UNA NUOVA SPECIE

La speciazione è la formazione di una nuova specie, che si verifica quando tra 2


popolazioni della stessa specie si realizza una barriera riproduttiva, che impedisce il
mescolamento dei geni alleli tra le 2 specie.
Vi sono diversi meccanismi di speciazione:

• La speciazione allopatrica: quando una barriera geografica determina una


separazione fisica tra 2 popolazioni generando una barriera riproduttiva tra gli
organismi delle popolazioni
• La speciazione simpatrica: si verifica senza una separazione fisica ma con
l'instaurarsi di una barriera riproduttiva. Questo fenomeno è frequente nelle
piante angiosperme.
DALLA SPECIE AL REGNO

Sul nostro pianeta esiste un enorme varietà di esseri viventi, perciò molti studiosi hanno
cercato di individuare i criteri per riunire in gruppi omogenei gli organismi viventi,
mettendo in evidenza somiglianze e differenze.

LA SPECIE è UN INSIEME DI INDIVIDUI SIMILI CAPACI DI RIPRODURSI TRA LORO (MA NON
CON INDIVIDUI DI ALTRE SPECIE) E DI DARE ORIGINE A UNA DISCENDENZA FECONDA E
SIMILE AI GENITORI.

Il naturalista svedese Carlo Linneo ideò un sistema di classificazione degli animali e delle
piante utilizzato tutt'oggi. Egli inserì gli esseri viventi in una scala sistematica, composta
da 7 gruppi: le categorie sistematiche che sono in ordine crescente: la specie, il genere,
la famiglia, l'ordine, la classe, il tipo e infine il regno.

1) La specie: è un insieme di individui simili (con stessa forma esteriore, stessa


struttura e in grado di svolgere stesse funzioni) capaci di riprodursi tra loro e di
dare origine a una discendenza fertile. Per esempio, rappresenta una specie, il
cane.
2) Il genere: riunisce specie diverse con caratteristiche comuni. Sono dello stesso
genere il cane e il lupo.
3) La famiglia: riunisce generi diversi.
4) L' ordine: raggruppa famiglie diverse.
5) La classe: raggruppa ordini diversi, dove ciascuna categoria contiene individui con
caratteristiche simili. Per esempio nella classe dei mammiferi troviamo i cani, i
cavalli, l'uomo, le balene e i pipistrelli.
6) Il tipo: è costituito da un insieme di classi diverse aventi elementi in comune. Per
esempio nel tipo dei Cordati vi sono mammiferi, uccelli, rettili, pesci e anfibi.
7) Il regno: è per Linneo il raggruppamento + ampio degli esseri viventi.
GLI ORGANISMI UNICELLULARI

Molti organismi viventi non sono visibili a occhio nudo ma solo al microscopio. Sono detti
perciò microrganismi. Sono organismi unicellulari e appartengono a 2 regni differenti:

Regno delle Monere: costituito da organismi unicellulari procarioti.


Regno dei Protisti: costituito da organismi unicellulari eucarioti.

IL REGNO DELLE MONERE: I BATTERI

IL REGNO DELLE MONERE COMPRENDE TUTTI I PROCARIOTI, ORGANISMI UNICELLULARI


A STRUTTURA MOLTO SEMPLICE, DOTATI DI UN NUCLEO NON VISIBILE AL MICROSCOPIO
OTTICO (PRIVO DI MEMBRANA CELLULARE).

I principali costituenti di questo regno sono i batteri, che si distinguono in 2 domini: gli
eubatteri (batteri veri) e gli archibatteri (batteri antichi).
Molte specie sono eterotrofe e vivono a stretto contatto con altri organismi o dentro
essi, come parassiti, per procurarsi le sostanze organiche di cui necessitano.
Essi sono:

Unicellulari: costituiti da una sola cellula.


Procarioti: perché il materiale genetico (DNA) privo di membrana nucleare, non è
visibile al microscopio.
Di dimensione di qualche micrometro.
Di forma sferica, cilindrica o incurvata.

Batteri di forma sferica: sono i cocchi, che possiamo trovare isolati o raggruppati
a due a due (diplococchi), a quattro (tetradi), in otto (sarcine), a catenelle
(streptococchi) o a grappoli (stafilococchi).
Batteri cilindrici: sono detti bacilli e anch'essi si possono trovare isolati o a
gruppi.
Batteri ricurvi: sono detti vibrioni (se hanno una sola curva), spirilli (con + curve
sinuose) e spirochete (forma elicoidale).

In base alla loro colorazione si possono dividere in batteri gram-positivi (viola) e gram-
negativi (rossi).

LE ESIGENZE DEI BATTERI

I batteri sono costituiti per l'80% di acqua, e per il resto da sostanze organiche
(carbonio, idrogeno, ossigeno e azoto). Essi devono perciò procurarsi dall'esterno queste
sostanze. In base alla fonte di carbonio utilizzata i batteri vengono divisi in:

Autotrofi: utilizzano l'anidride carbonica come fonte di carbonio. Essi sono in


grado di produrre il glucosio necessario alla loro vita attraverso la fotosintesi, o
ricavano energia attraverso reazioni chimiche.
Eterotrofi: utilizzano come fonte di carbonio sostanze organiche (zuccheri). Essi
utilizzano sostanze organiche provenienti da altri organismi e si distinguono in 2
categorie:
➢ I saprofiti: si nutrono di sostanze organiche in decomposizione.
➢ I parassiti: vivono a spese dell'organismo che li ospita.

Si parla di simbiosi quando il rapporto tra il parassita e l'ospite porta vantaggi per
entrambi. Il parassita viene chiamato commensale quando trova nell'ospite i materiali
nutritivi necessari per la riproduzione ma non provoca danni. Il parassita infine è
patogeno se è in grado di causare malattie nell'organismo ospite.
LE SPORE

Alcuni batteri sono in grado di creare un involucro resistente, chiamato spora, che
permette la sopravvivenza del germe in condizioni ambientali sfavorevoli. I batteri
produttori di spore sono detti sporigeni. Le spore non sono in grado di riprodursi e sono
come dei germi “in letargo” nell'attesa di condizioni ambientali favorevoli.
Esse sono:

• Resistenti all'essiccamento
• Resistenti al calore (radiazioni, raggi UV)

possono perciò sopravvivere a lungo nell'ambiente esterno.


Il processo di formazione delle spore è detto sporulazione, mentre il processo di
liberazione del germe originario della spora è detto germinazione. La germinazione
avviene quando le condizioni ambientali tornano a essere favorevoli per il germe.
Il germe pertanto può riprodursi solo se avviene la germinazione.

ARCHIBATTERI: BATTERI ESTREMOFILI

Recentemente sono stati scoperti, in ambienti particolarmente inadatti alla vita, nuove
specie di batteri, che possiedono la capacità di riprodursi in condizioni “estreme”
(estremofili).
Si ritiene che questi batteri rappresentino i primi organismi presenti sulla terra e perciò
sono stati chiamati archeobatteri. Essi fanno parte di uno dei tre domini dei viventi:
Archea. Fanno parte di essi i batteri alofili, ipertermofili e metanogeni.

Batteri alofili: vivono in ambienti in cui la salinità è elevata (Mar Morto e saline).
Batteri ipertermofili: vivono in giacimenti petroliferi a migliaia di metri sottoterra
e nelle sorgenti calde oceaniche.
Batteri metanogeni: sono in grado di produrre metano dall'anidride carbonica,
sono presenti nelle paludi, nelle profondità oceaniche e nelle fratture vulcaniche.
IL REGNO DEI PROTISTI

IL REGNO DEI PROTISTI COMPRENDE GLI ORGANISMI EUCARIOTI + SEMPLICI.

La maggior parte dei protisti sono unicellulari; possono essere autotrofi (fitoplancton) o
eterotrofi (protisti). Vengono attribuite a questo regno anche le alghe pluricellulari,
che a differenza delle piante non possiedono tessuti e organi specializzati.
Alcuni protisti hanno una riproduzione asessuata assente invece nei procarioti.
Gli eterotrofi (i protozoi) sono i primi predatori attivi comparsi sul nostro pianeta.

I PROTOZOI

Sono organismi unicellulari eucarioti ed eterotrofi, essi possono vivere liberi


nell'ambiente o come parassiti di altri organismi. La maggior parte dei protozoi vive in
ambiente acquoso o in terreni umidi. In condizioni ambientali sfavorevoli essi si
modificano producendo un involucro impermeabile chiamato cisti che gli permette di
sopravvivere in una specie di letargo.
Attualmente in base alla locomozione vengono classificati in:

Flagellati: provvisti di uno o + flagelli che consentono il movimento del protozoo.


Ciliati: dotati di ciglia vibranti; tra questi i parameci.
Sarcodini: si muovono per mezzo di pseudopodi (Ameba), alcune amebe possono
infettare l'uomo provocando infezioni.
Sporozoi: sono privi di organuli e perciò incapaci di muoversi.

LE ALGHE UNICELLULARI

Le alghe unicellulari sono autotrofe perché compiono la fotosintesi clorofilliana, vivono


sospese nelle acque dolci o marine costituendo il plancton (nutrimento per organismi
acquatici). Esse sono di enorme importanza perché:

1) Sono uno dei primi nutrimenti negli ambienti acquatici.


2) Sono la principale fonte di ossigeno nelle acque.
IL REGNO VERDE DEL “FAI DA TE”

LE PIANTE SONO ORGANISMI PLURICELLULARI AUTOTROFI, COSTITUIDI DA CELLULE


CONTENENTI CLOROFILLA E DOTATE DI PARETE CELLULARE RICCA DI CELLULOSA

Grazie alla fotosintesi clorofilliana le piante sono in grado di fabbricarsi da sole il


nutrimento di cui necessitano. La clorofilla, contenuta nei cloroplasti delle cellule
vegetali, assorbe l'energia solare e consente la sintesi delle sostanze organiche vitali
(glucosio) a partire dall'anidride carbonica e dall'acqua. Durante questo processo le
piante liberano ossigeno nell'aria.

GLI ORGANI DELLA PIANTA

Le piante sono costituite da 3 organi principali: le radici, il fusto e le foglie.

LE RADICI

LE RADICI SONO LA PARTE SOTTERRANEA DELLA PIANTA CHE CONSENTE


L'ASSORBIMENTO DELL'ACQUA E DEI SALI MINERALI E L'ANCORAGGIO AL SUOLO.

La radice è costituita da diverse parti:

L'apice: consente la penetrazione della radice nel terreno ed è protetto da uno


strato di cellule detto cuffia.
La zona di allungamento: dove le cellule continuano ad accrescere permettendo
l'allungamento della pianta.
La zona di assorbimento: dove avviene l'assorbimento dell'acqua e dei sali
minerali, che poi passano al centro della radice dove vi sono i vasi conduttori,
che li trasporta in tutte le parti della pianta.
La zona centrale: contenente il midollo e i vasi conduttori.
Il cilindro corticale: capace di contenere sostanze di riserva.
L'epidermide: che, nella zona assorbente, presenta i peli radicali.

I vasi conduttori delle piante si dividono in:

Vasi legnosi: trasportatori di linfa grezza (dalle radici verso il fusto).


Vasi librosi: trasportatori di linfa elaborata (dalle foglie).

Le radici possono essere:

Fittone: radice principale + radici laterali più piccole.


Fascicolate: + radici della stessa dimensione.
IL FUSTO

IL FUSTO È LA PARTE DELLA PIANTA CHE COLLEGA LE RADICI ALLE FOGLIE.

Il fusto presenta una serie di nodi, che producono le gemme, gruppi di cellule a intensa
attività riproduttiva.

Gemme apicali: da cui dipende l'allungamento del fusto.


Gemme ascellari: da cui dipende la formazione di rami, foglie e fiori.

Importante compito del fusto è quello di convogliare la linfa grezza alle foglie.
I fusti possono essere erbacei o legnosi.

Fusti erbacei: presentano uno strato esterno, l'epidermide, costituito da cellule


contenenti clorofilla e in grado di svolgere la fotosintesi. All'interno il midollo
dove si trovano i vasi conduttori raccolti in nervature.

I fusti legnosi si distinguono in alberi e arbusti e sezionati presentano:

Il midollo: formato da cellule ricche di sostanze di riserva.


Il cilindro centrale: con i vasi conduttori.
La corteccia.

Dentro il cilindro centrale si trova il legno, con i vasi legnosi che trasportano linfa
grezza, all'esterno invece si trova il libro, con i vasi librosi che trasportano linfa
elaborata. Tra il legno e il libro si trova il cambio, un tessuto che permette
l'accrescimento in larghezza del fusto. Anche la corteccia si espande producendo verso
l'esterno il sughero.

LE FOGLIE

LE FOGLIE SONO GLI ORGANI DELLA PIANTA SPECIALIZZATI PER LA SINTESI


COLOROFILLIANA

Generalmente comprendono un picciolo, con il quale sono collegate al fusto o alle sue
ramificazioni, e una lamina fogliare percorsa da nervature che sono la continuazione
dei vasi conduttori del fusto. Ogni foglia è rivestita da un epidermide formata da cellule
appiattite e cloroplasti; esternamente è rivestita da una cuticola, una sostanza che la
rende impermeabile. L'epidermide si interrompe a livello di aperture dette stomi. Gli
stomi consentono l'ingresso dell'anidride carbonica e dell'ossigeno durante la fotosintesi.
All'interno della foglia vi sono strati di cellule vegetali provviste di cloroplasti:

Subito sotto l'epidermide superiore, queste cellule si dispongono a formare il


tessuto a palizzata, ricco di cloroplasti e molto attivo durante la fotosintesi.
Sotto il tessuto a palizzata vi è il tessuto spugnoso, ricco di cavità in cui
circolano anidride carbonica, ossigeno e vapore acqueo.

Questi tessuto sono attraversati da vasi conduttori sotto forma di nervature.


I vasi conduttori sono divisi in basi legnosi e vasi librosi.
Le foglie svolgono 3 importanti funzioni:

La fotosintesi: trasforma la linfa grezza in linfa elaborata ricca di zuccheri;


assorbimento di anidride carbonica e liberazione di ossigeno.
La respirazione: attraverso gli stomi, le foglie assorbono ossigeno ed eliminano
anidride carbonica.
La traspirazione: eliminazione dell'aria in eccesso attraverso gli stomi, sotto
forma di vapore acqueo.