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A.A.

2014/15 - CLES
Seconda Esercitazione IRES, ATTIVITA FINANZIARIE, IVA
TESTO E SOLUZIONI
Esercizio 1 - Tassazione societ di capitali e persone fisiche
Il contribuente X lavora come dipendente nella societ di A. inoltre socio, al 30% (partecipazione
qualificata), della societ di capitali B. Nel corso dellanno t il contribuente ha percepito i seguenti redditi:
Stipendio (mesi gennaio-novembre)
Interessi su conto corrente
Dividendi su partecipazioni non qualificate di societ con sede in Italia

11.000 euro
30 euro
500 euro

Inoltre ha percepito solo a fine gennaio dellanno t+1 lo stipendio relativo a dicembre dellanno t, pari a
1.000 euro.
La societ B ha conseguito nel corso dellanno t:
Ricavi
Interessi su titoli di Stato
Ha inoltre sostenuto i seguenti costi:
Acquisti materie prime
Stipendi ai dipendenti
Acquisto di un bene strumentale (coeff. ammort. ord. 20%)
Interessi passivi
La Societ B ha distribuito, inoltre, tutto lutile netto ai soci.

100.000 euro
2.000 euro
20.000 euro
50.000 euro
30.000 euro
1.000 euro

Il contribuente X ha diritto ad una detrazione per lavoro dipendente pari a 1.608 euro, e considerando la
seguente scala delle aliquote IRPEF per scaglioni,
Scaglioni di reddito
0 - 15.000
15.000 28.000
28.000 55.000
55.000 75.000
Oltre 75.000

Aliquote
23%
27%
38%
41%
43%

calcolate:
a) il reddito di impresa della societ B nellanno t.
b) il reddito complessivo ai fini IRPEF del contribuente X nellanno t.
c) lIRPEF dovuta nellanno t dal contribuente X.
Soluzione
a) Il reddito dimpresa della societ di capitali B nellanno t dato da:
Ricavi
100.000
+ interessi sui titoli di Stato
2.000
- interessi passivi*
1.000
- acquisto di materie prime
20.000
- stipendi
50.000
- ammortamento** (0,10x30.000)
3.000
= Base Imponibile
28.000
* Poich IA > IP gli interessi passivi sono deducibili per il loro intero ammontare.

**Lammortamento ordinario, nel suo importo massimo, risulta dallapplicazione di coefficienti stabiliti dal
Ministero dellEconomia al costo dei beni. Nel primo esercizio la quota dimezzata. Per semplicit, in
questo esercizio e ed in futuri esercizi lammortamento fiscale coincide con quello civilistico.
b) Il reddito complessivo ai fini IRPEF si determina sommando i singoli redditi classificati nelle seguenti
categorie: 1) redditi fondiari; 2) redditi di capitale; 3) redditi di lavoro dipendente; 4) redditi di lavoro
autonomo; 5) redditi dimpresa (imprenditore individuale e societ di persone); 6) redditi diversi.
Reddito complessivo IRPEF = 11.000 (reddito di lavoro dipendente) + 0,3 x 0,4972 x 28.000 x (1-0,275)
(reddito di capitale da partecipazione qualificata nella societ B) = 11000 + 3027,948 = 14027,948
Lo stipendio di euro 1.000 percepito a gennaio dellanno t+1 ma relativo a dicembre dellanno t non rientra
nella base imponibile IRPEF in quanto vige il criterio di cassa.
c) Reddito complessivo = 14027,9
Reddito Imponibile IRPEF = 14027,9 = Reddito complessivo (non ci sono oneri deducibili)
Applicando gli scaglioni alla base imponibile si ottiene:
IRPEF lorda = 0,23 x 14027,9 = 3.226,4
Il contribuente X ha diritto a detrazioni da lavoro dipendente pari a 1.318 euro, e quindi:
IRPEF netta = IRPEF lorda detrazioni = 3.226,4 1.608 = 1.618,4

Esercizio 2 - IRES
La Societ ALPHA nellanno t ha conseguito ricavi per 400.000 euro e ha effettuato le seguenti operazioni:
-

acquisto di materie prime: 150.000


corresponsione di salari: 100.000
corresponsione di compensi per prestazioni libero-professionali: 5.000
acquisto di beni di investimento (coeff. di ammortamento ordinario 20%): 25.000
pagamento di interessi passivi: 10.000

Si calcolino la base imponibile e il debito dimposta IRES per lanno t.

Soluzione
Gli interessi passivi deducibili si calcolano nel seguente modo:
Ricavi
- Salari
- Materie prime
- Compensi prestazioni libero-professionali
Reddito operativo lordo (ROL)
30% del ROL
Quota deducibile interessi passivi

400.000
100.000
150.000
5.000
145.000
43.500
43.500

Poich gli interessi passivi (10.000) sono inferiori alla quota deducibile di interessi passivi (43.500),
deducibile la totalit degli interessi passivi.
La differenza tra quota deducibile di interessi passivi e interessi passivi effettivamente dedotti (43.50010.000=33.500) potr essere sommata agli interessi attivi e al 30% del ROL dellesercizio t+1 per il calcolo
della quota di interessi deducibili in quellesercizio.

La base imponibile IRES data da:


Ricavi
- Salari
- Materie prime
- Interessi passivi
- Compensi prestazioni libero-professionali
- Ammortamento**
=Base Imponibile

400.000
100.000
150.000
10.000
5.000
2.500
132.500

**Lammortamento ordinario, nel suo importo massimo, risulta dallapplicazione di coefficienti stabiliti dal
Ministero dellEconomia al costo dei beni. Nel primo esercizio la quota dimezzata.
Il debito di imposta si ottiene moltiplicando la base imponibile per laliquota IRES (27,5%):
132.500 x 0,275 = 36.437,5

Esercizio 3 IRES
La societ per azioni Beta ha conseguito nellanno t i seguenti redditi:
- ricavi: 4.000
- dividendi da partecipazioni azionarie in societ italiane: 1000
- interessi su titoli di Stato: 20
- interessi passivi: 1.200
Nello stesso anno ha inoltre sostenuto spese per acquisto di beni intermedi per 200 e per stipendi di 180.
Lanno precedente aveva acquistato macchinari per 100 (coeff. di ammortamento ordinario 15%).
Si calcolino per limpresa Beta:
a) la base imponibile IRES per lanno t;
b) il debito di imposta IRES per lanno t.

Soluzione
a) Gli interessi passivi deducibili si calcolano nel seguente modo:
Ricavi
- acquisto di beni intermedi
- stipendi
Reddito operativo lordo (ROL)
30% del ROL
+ Interessi su titoli di stato
Quota deducibile interessi passivi

4.000
200
180
3.620
1086
20
1106

Poich gli interessi passivi (1.200) sono maggiori della loro quota deducibile (1.106), la differenza (94) non
sar deducibile, ma potr essere dedotta nei limiti degli IA e del 30% del ROL dellesercizio successivo.

La base imponibile IRES data da:


Ricavi
+ 5% dividendi
+ interessi su titoli di stato
- acquisto di beni intermedi
- stipendi
- ammortamento (0,15x100)
- interessi passivi
=Base Imponibile

4.000
50
20
200
180
15
1.106
2.569

b) Il debito di imposta si ottiene moltiplicando la base imponibile per laliquota IRES (27,5%):
0,275 x 2.569 = 706,5

Esercizio 4 - Imposta societaria e distribuzione degli utili


Nel Paese X vige unimposta societaria con aliquota ts = 30% ed unimposta personale con aliquota tP = 20%.
Nellanno corrente, limpresa Beta, operante in X, ha prodotto utili (U) per 200, distribuendone tra i soci una
percentuale d.
Si calcoli il carico fiscale complessivo nei seguenti casi:
a. Sistema classico
- In caso di distribuzione totale degli utili (d=1)
- In caso di ritenzione totale degli utili (d=0)
b. Integrazione completa degli utili di impresa nella base imponibile personale
c. Esenzione totale

Soluzione
a. Nel sistema classico limposta societaria si applica a tutto lutile di impresa, mentre limposta personale si
applica solo agli utili distribuiti (D).
Il carico fiscale complessivo (T) :
T = ts U + tP D = ts U + tP d (1 - t) U
Con d = 1, sostituendo i valori, otteniamo:
T = 0,3 x 200 + 0,2 x 0,7 x 200 = 60 + 28 = 88
Con d = 0 sar:
T = 0,3 x 200 = 60
b. Nel sistema con integrazione completa lutile di impresa rientra nella base imponibile dellimposta
personale indipendentemente dalle scelte distributive. Sar quindi:
T = tP U = 0,2 x 200 = 40
c. Nel sistema con esenzione totale gli utili dellimpresa sono tassati esclusivamente presso limpresa.
Il carico fiscale complessivo :
T = ts U = 0,3 x 200 = 60
4

Esercizio 5 - Effetti dellimposta societaria su investimenti e scelte di finanziamento


Il profitto di unimpresa dipende dal livello degli investimenti secondo la seguente funzione:

P ( I ) ( I ) I iI
dove (I) = 2log(I/2) il rendimento dellinvestimento, i = 5% il tasso di interesse sullindebitamento
dellimpresa, il rendimento richiesto sullinvestimento azionario, = 5% il tasso di deprezzamento
economico, t = 27,5% laliquota dimposta societaria, t x = 26% laliquota sostitutiva applicata a livello
personale sia sugli interessi obbligazionari che sui dividendi (partecipazione non qualificata).
a) Calcolate il livello ottimale degli investimenti nellipotesi che limpresa si finanzi con debito e non
vengano applicate imposte.
b) Mostrate che, nel caso di finanziamento con debito, il livello degli investimenti ottimali non cambia
introducendo un regime di tassazione con deducibilit totale degli interessi passivi e assumendo che
lammortamento coincida con il tasso di deprezzamento economico.
c) Mostrate che lintroduzione delle imposte, nel caso di finanziamento con emissione di nuove azioni,
riduce il livello degli investimenti ottimali (assumete anche in questo caso che lammortamento coincida
con il tasso di deprezzamento economico).
d) Tenendo conto dei risultati ai punti b e c, mostrate che limpresa ha convenienza a finanziarsi con debito.
e) Alla luce dei risultati precedenti, discutete il trattamento fiscale in caso di finanziamento con azioni
introdotto in Italia nel 2011.

Soluzione
a) Il livello ottimale degli investimenti si ottiene derivando il profitto dellimpresa e ponendo la derivata
uguale a zero. La funzione obiettivo :

P ( I ) ( I ) I iI
Derivando rispetto ad I ed eguagliando a 0:
[ ( I ) I iI ]
=0
I

Nel nostro caso, con (I) = 2log(I/2) e considerando che

( I )
2
= :
I
I

(2/I) i = 0 I* =

2
i

Sostituendo nellequazione i valori assegnati a e a i otteniamo:


I* = 2/ 0.1 = 20
b) In caso di tassazione con interessi passivi interamente deducibili, la funzione obiettivo per la generica
impresa diviene:
P(I) = (I) I iI t[ (I) I iI]
P(I) = [ (I) I iI] (1 t)
5

Derivando rispetto ad I ed uguagliando a 0:


[(2/I) i] (1 t) = 0 I* =

2
i

che uguale al valore trovato nel caso precedente. Quindi limposta neutrale e I* = 20.
I profitti complessivi si riducono per con lintroduzione dellimposta:
[ (I) I iI] > [ (I) I iI] (1 t)

PNT > PT
c) In questo caso:

il costo del finanziamento azionario , con (1-tx)= i(1-tx); dato che deve valere la condizione di non
arbitraggio: = i;
la funzione di profitto al netto delle imposte , quindi, definita dalla seguente formula:
P(I) = (I) I I t[ (I) I ]

Derivando rispetto ad I ed uguagliando a 0 la derivata, si ottiene:

' (I )

1 t

Nel nostro caso, dato che ' (I) = 2/I,


(2/I) =

1 t

I* =

2(1 t )
(1 t )

Sostituendo nellequazione i valori assegnati a , ad e a t, otteniamo:


I*= 16,81
Linvestimento ottimale in questo caso inferiore (I*=16,81) rispetto ai due casi precedenti (I*=20).
d) Calcolando i profitti netti nel caso di finanziamento con debito e nel caso di finanziamento tramite
emissione di nuove azioni, si ottiene:

20
Pnetto 2 log 0,05 * 20 0.05 * 20 1 0,275 1,89
2

16,81
16,81
Pnetto 2 log
0,05 *16,81 0.05 *16,81 0,275 2 log
0,05 *16,81 1,64
2
2

Di conseguenza il finanziamento con emissione di nuove azioni meno conveniente per limpresa.
e) Si veda il paragrafo 6.4 del libro di testo e le slide.

Esercizio 6 - Effetti dellimposta societaria su investimenti e scelte di finanziamento


Il vero profitto di unimpresa dato da (I) - I-iI, dove (I) il rendimento degli investimenti, il
deprezzamento economico e i il costo del capitale. Il profitto tassato con aliquota t.
1) Scrivete la condizione che determina il livello ottimale degli investimenti:
i) nel caso in cui il costo del finanziamento sia interamente deducibile;
ii) nel caso in cui il costo del finanziamento sia deducibile al 50%.
2) Rappresentate graficamente questi due casi, evidenziando limpatto della non neutralit sul livello degli
investimenti.
3) Considerate ora una societ di capitali soggetta ad IRES che abbia ricavi per 1000 e interessi passivi per
400. Valutate se l'IRES neutrale nei confronti delle scelte di investimento di questa societ e discutete.

Soluzione
1) Nel caso in cui il costo del finanziamento sia interamente deducibile il profitto netto dellinvestimento
dato da

P ( I ) I iI t[ ( I ) I iI ]
P (1 t )[ ( I ) I iI ]
derivando rispetto ad I ed eguagliando a 0:

[ '( I * ) i](1 t ) 0
[ '( I * ) i] 0

'( I * ) i
dove I* il livello ottimale dellinvestimento.
Nel caso in cui il costo del finanziamento sia deducibile solo al 50% il profitto netto dellinvestimento dato
da

P ( I ) I iI t[ ( I ) I 0.5iI ]
P (1 t )[ ( I ) I ] Ii (1 0.5t )

Derivando rispetto ad I ed eguagliando a 0:

[ '( I * ) ](1 t ) i (1 0.5t ) 0


(1 0.5t )
[ '( I * ) ] i
(1 t )
dove I* il livello ottimale dellinvestimento in questo caso. Questo livello inferiore a quello ottenuto
nellipotesi di piena deducibilit.

2)

I*tot=I con totale ded.


I*p= I con parz. ded.

1-t
1-t i
i

I*p

I*tot

Limpatto della non neutralit rappresentato dalla differenza tra il livello degli investimenti con piena
deducibilit, I*tot, e il livello degli investimenti con deducibilit al 50%, I*p. La non neutralit riduce gli
investimenti.
3) Con lIres, in questo caso, si ha ROL=1000 e quindi gli interessi passivi nel singolo anno sono deducibili
al massimo per il 30% di 1000, cio per 300. Ne segue che, dei 400 euro di interessi passivi, ne sono
deducibili solo 300, cio il coefficiente di deducibilit del 75%. Il regime non garantisce quindi la
neutralit. [N.B: vero che leccedenza di interessi passivi, 100, riportabile agli anni successivi, ma, per
non modificare le scelte di investimento, limpresa dovrebbe essere certa di poterla recuperare con il ROL
realizzato negli anni successivi]

Esercizio 7 Attivit Finanziarie


Allinizio dellanno il signor Rossi possiede le seguenti attivit finanziarie (espresse in euro):
- Obbligazioni 20.000
-

Azioni di societ italiane (partecipazione non qualificata): 40.000 (valore di acquisto)

Durante lanno, dopo aver percepito dividendi lordi per 4.000, vende le azioni possedute per 48.000 per
finanziare lacquisto di unautomobile. Inoltre, percepisce nel corso dellanno interessi lordi sulle
obbligazioni per 2000. Alla fine dellanno, il valore delle obbligazioni nel portafoglio del signor Rossi
salito a 24.000.
a) Si calcolino le imposte totali a carico del signor Rossi a seconda che egli opti per il risparmio individuale
o per il risparmio individuale gestito.
b) diverso il carico fiscale nei due regimi di tassazione? Se s, perch?

Soluzione
a)
Risparmio individuale
8

Dividendi: 26% x 4.000 = 1.040


Interessi sulle obbligazioni: 26% x 2.000 = 520
Plusvalenze realizzate (vendita azioni): 26% x 8.000 =2.080
Le plusvalenze maturate ma non realizzate sulle obbligazioni non entrano nella base imponibile.
Totale imposte = 1.040 + 520+ 2.080= 3.640
Risparmio individuale gestito
Indichiamo con RG, PF e PI rispettivamente il Risultato di Gestione, il Patrimonio Finale ed il Patrimonio
Iniziale. Il signor Rossi pagher il 26% del risultato di gestione.
RG = PF + prelievi - conferimenti - PI
PI = 20.000 (obbligazioni) + 40.000 (azioni) = 60.000
PF = 24.000 (obbligazioni) + 2.000 (interessi lordi su obbligazioni) + 4.000 (dividendi lordi) = 30.000
Prelievi (vendita azioni) = 48.000
Risultato di gestione = 30.000 + 48.000 60.000 = 18.000
Totale imposte = 26% x 18.000 = 4.680
b) Nel caso di risparmio individuale gestito, il carico fiscale maggiore. La tassazione delle plusvalenze
avviene alla maturazione, e dunque verr tassata anche la plusvalenza soltanto maturata sulle
obbligazioni.

Esercizio 8 Attivit Finanziarie


Allinizio dellanno t il Signor Rossi possiede le seguenti attivit finanziarie (espresse in euro):
- titoli di Stato italiani: 20.000
- azioni di societ italiana A (partecipazione non qualificata): 40.000 (valore di acquisto)
- azioni di societ italiana B (partecipazione qualificata): 26.000.
Durante lanno, dopo aver percepito dividendi lordi emessi dalla societ A per 4.000, ha venduto le azioni
possedute di A per 48.000 per finanziare lacquisto di unautomobile. Ha inoltre percepito interessi lordi sui
titoli di Stato per 2.000 e dividendi dalla partecipazione nella societ B per 6.000.
Alla fine dellanno, il valore dei titoli di Stato nel portafoglio del Signor Rossi salito a 24.000.
Infine, il Signor Rossi ha percepito redditi da lavoro dipendente per 60.000 e non ha diritto n a deduzioni n
a detrazioni IRPEF. Le aliquote IRPEF applicabili sono:
scaglioni di reddito
0 - 15.000
15.000 28.000
28.000 55.000
55.000 75.000
Oltre 75.000

aliquote
23%
27%
38%
41%
43%

Si calcolino le imposte totali a carico del Signor Rossi a seconda che egli opti per il risparmio individuale o
per il risparmio individuale gestito. Che cosa determina la differenza del carico fiscale?

Soluzione
I redditi per questo periodo di imposta sono:
- interessi su titoli di stato: 2.000
9

- dividendi da partecipazione non qualificata: 4.000


- plusvalenze realizzata su partecipazione non qualificata: 48.000 - 40.000 = 8.000
- plusvalenze maturate su TdS: 24.000 - 20.000 = 4.000
- dividendi da partecipazione qualificata: 6.000
- redditi da lavoro dipendente: 60.000
a) Risparmio individuale
Ritenuta alla fonte a titolo dimposta su interessi sui titoli di Stato: 12,5% x 2.000 = 250
Ritenuta alla fonte a titolo dimposta sui dividendi: 26% x 4.000 = 1.040
Imposta sostitutiva sulle plusvalenze realizzate su partecipazioni non qualificate : 26% x 8.000 = 2.080
Le plusvalenze maturate ma non realizzate sui titoli di Stato non sono tassate in questo regime di
risparmio.
Ritenute alla fonte a titolo dimposta + imposta sostitutiva = 250 + 1.040 + 2.080= 3.370
Nel totale delle imposte va poi considerata lIRPEF a carico del Signor Rossi.
Poich non ci sono deduzioni, il reddito imponibile dato da 60.000 + 49,72% x 6.000 = 62.983.
Applicando le aliquote IRPEF si ha che
IRPEF lorda = 23% x 15.000 + 27% x 13.000 + 38%x27.000 + 41%x7.983 = 20.493 = IRPEF netta
Imposte totali a carico del Signor Rossi = 3.370+20.493 = 23.863
b) Risparmio individuale gestito
Indichiamo con RG, PF e PI rispettivamente il Risultato di Gestione, il Patrimonio Finale ed il
Patrimonio Iniziale. Il Signor Rossi pagher il 26% del risultato di gestione.
RG= PF + prelievi - conferimenti - interessi e plusvalenze su TdS+48,08% di interessi e plusvalenze su
TdS - PI
PI = 20.000 (titoli) + 40.000 (azioni) = 60.000
PF = 24.000 (titoli) +2.000 (interessi lordi sui titoli) + 4.000 (dividendi lordi su partecipazione A) =
30.000
Prelievi (vendita azioni per finanziare consumo) = 48.000
Gli interessi e le plusvalenze (maturate) su TdS sono pari a: 2000+4000=6000
Risultato di gestione = 30.000+48.000 - 6.000+48.08% x 6.000 - 60.000 = 14.884,8
Imposta sostitutiva sul risultato di gestione = 26% x 14.884,8 = 3.870
Anche in questo caso va considerata lIRPEF netta, pari a 20.493.
Imposte totali a carico del Signor Rossi = 3.870+20.493 =24.363.
La differenza del carico fiscale 24.363- 23.863= 500, cio il 12,5% della plusvalenza maturata sui titoli di
Stato italiani (4.000) che tassata solo nel regime del risparmio gestito.

Esercizio 9 Attivit Finanziarie


Il Signor X allinizio dellanno detiene:
- 20.000 euro in titoli di Stato (valore di acquisto)
-

20.000 euro in Obbligazioni (valore di acquisto)

10.000 euro in azioni della societ italiana A (partecipazione non qualificata, valore di acquisto)

5.000 euro in azioni della societ italiana B (partecipazione non qualificata, valore di acquisto).

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Nel corso dellanno percepisce interessi lordi sui titoli di Stato per 500 euro, interessi su obbligazioni per 600
euro e dividendi sulle azioni della societ B per 200 euro. Il Signor X decide di vendere le azioni della
societ B al prezzo di 5.800 euro.
A fine anno il valore delle sue attivit il seguente:
- 20.400 euro per le obbligazioni
-

20.000 euro per i titoli di Stato

10.400 euro per le azioni della societ A.

a) Calcolate le imposte complessive a carico del Signor X a seconda che si trovi in regime di risparmio
individuale o di risparmio individuale gestito.
Supponete ora che la partecipazione detenuta nella societ B sia qualificata e che laliquota marginale
IRPEF del Signor X sia 43%.
b) Calcolate le imposte complessivamente a carico del Signor X sulle attivit finanziarie detenute nellanno
a seconda che si trovi in regime di risparmio individuale o di risparmio individuale gestito.
Soluzione
a)
Redditi da Capitale:
Interessi su titoli di Stato per 500 euro
Interessi su obbligazioni per 600 euro
Dividendi (non qual) societ italiana B per 200 euro
Redditi Diversi:
Plusvalenza realizzata su vendita azioni (non qual) (5.800 5.000) =800
Plusvalenza maturata su obbligazioni (20.400-20.000) = 400
Plusvalenza maturata su azioni (non qual) (10.400-10.000) = 400
Risparmio individuale
Sui redditi di capitale: 12,5% x 500 (interessi su titoli) +26% x 600 (interessi su obbligazioni) + 26% x 200
(dividendi azioni soc. B) = 62,5 + 156 + 52 = 270,5
Sui redditi diversi: 26% x 800 (plusvalenza realizzata su vendita azioni soc. B) = 208
Totale imposte = 270,5+ 208= 478,5
Le plusvalenze soltanto maturate non vengono tassate.
Risparmio individuale gestito
PF = 20.000 (titoli) + 20.400 (obbligazioni) + 10.400 (azioni soc. A) + 500 (interessi lordi su titoli) + 600
(interessi su obbligazioni) + 200 (dividendi lordi su azioni soc. B) + 5.800 (azioni soc. B)= 57.900
PI = 20.000 (titoli) + 20.000 (obbligazioni) + 10.000 (azioni soc. A) + 5.000 (azioni soc. B) = 55.000
Redditi soggetti ad imposta del 12,5% = 500 (interessi sui titoli di Stato)
Risultato di gestione = 57.900 (PF) 55.000 (PI) 500 (redditi tassati al 12,5%) + 0,4808*500 (48,08% dei
redditi tassati al 12,5%) = 2.640,4
Totale imposte = 26% x 2.640,4(26% del risultato di gestione) = 686,5
Mentre nel regime di risparmio individuale la tassazione avviene alla realizzazione, nel regime di risparmio
individuale gestito il momento rilevante per la tassazione quello della maturazione (la differenza nel totale
delle imposte proprio dovuta al fatto che nel risparmio individuale gestito stiamo pagando limposta anche
sulle plusvalenze soltanto maturate).
11

b)
Redditi da Capitale:
Interessi su titoli di Stato per 500 euro
Interessi su obbligazioni per 600 euro
Dividendi (qual) societ italiana B per 200 euro
Redditi Diversi:
Plusvalenza realizzata su vendita azioni societ B (qual) (5.800 5.000) =800
Plusvalenza maturata su obbligazioni (20.400-20.000) = 400
Plusvalenza maturata su azioni (non qual) (10.400-10.000) = 400
Risparmio individuale
Sui redditi di capitale:
IRPEF sul 49,72% dei dividendi da partecipazione qualificata nella soc. B: 43% x 49,72% x 200 = 42,76
Tassazione sostituiva sugli interessi su obbligazioni: 26% x 600 = 156
Tassazione sostituiva sugli interessi sui titoli di stato: 12,5% x 500 = 62,5
Sui redditi diversi:
IRPEF sul 49,72% della plusvalenza realizzata dalla vendita della partecipazione qualificata nella soc. B:
43% x 49,72% x 800 = 171,04
Totale imposte = 42,76 + 156 + 62,5 + 171,04 = 432,3
Risparmio individuale gestito
PF = 20.400 (obbligazioni) + 20.000 (titoli) + 10.400 (azioni soc. A) + 500 (interessi lordi su titoli) + 600
(interessi su obbligazioni) = 51.900
PI = 20.000 (obbligazioni) + 20.000 (titoli) + 10.000 (azioni soc. A) = 50.000
Redditi soggetti ad imposta del 12,5% = 500 (interessi sui titoli di Stato)
Risultato di gestione = 51.900 (PF) 50.000 (PI) 500 + 0,4808*500 (redditi tassati al 12,5%) = 1.640,4
Totale imposte = 26% x 1.640,4(imposta sul risultato di gestione) + 42,76 + 171,04 (IRPEF su dividendi e
plusvalenza realizzata su partecipazione soc. B) = 426,5+ 42,76+171,04 = 640,3

Esercizio 10 - Tassazione delle attivit finanziarie in contesto internazionale


Il signor X risiede nel paese A dove vige unimposta sui redditi derivanti da attivit finanziarie con aliquota
pari al 5%. Il signor Z risiede nel paese B dove vige unimposta sui medesimi redditi con aliquota del 10%. Il
rendimento lordo in entrambi i paesi pari al 20%.
a) Se in entrambi i paesi vale il principio di residenza, dove investono i signori X e Z?
b) Se in entrambi i paesi vige il principio della fonte, dove investono i signori X e Z?
c) Nellipotesi che lammontare dellinvestimento del signor X sia pari a 100 e quello del signor Z pari a
200, a quanto ammonta il gettito raccolto dai due paesi nei due casi sopra considerati?

12

Soluzione
a) Se vige il principio di residenza, poich i rendimenti lordi ottenibili nei due paesi sono uguali, i due
individui saranno indifferenti tra investire nel paese A e nel paese B. Infatti, il fatto che tutti i redditi
afferenti ad uno stesso individuo siano assoggettati alla stessa aliquota (laliquota vigente nel paese di
residenza dellinvestitore) assicura, data luguaglianza dei rendimenti lordi, luguaglianza dei rendimenti
netti.
b) Se vige il principio della fonte, entrambi gli individui investiranno nel paese A in cui, grazie allesistenza
di unaliquota pi contenuta, il rendimento netto ottenibile pi alto (dato che i rendimenti lordi nei due
paesi sono uguali).
c) Indipendentemente dal paese in cui investe:
- il rendimento lordo dellinvestimento del signor X : rX 100 0,20 20
- il rendimento lordo dellinvestimento del signor Z : rZ 200 0,20 40
Con il principio di residenza:
il paese A riscuote le imposte sul rendimento del signor X;
il gettito ottenuto dal paese A sar:

TA t A rX 0,05 20 1
Il paese B, invece, riscuoter le imposte sul rendimento del signor Z;
il gettito per il paese B sar:

TB t B rZ 0,10 40 4
Con il principio della fonte, abbiamo visto che entrambi gli individui scelgono di investire in A.
Il gettito del paese B sar quindi nullo:

TB 0
Il gettito del paese A sar:

TA t A (rA rB ) 0,05 20 40 3

13

Esercizio 11 - Tassazione attivit finanziarie in un contesto internazionale


a) In riferimento alla tassazione internazionale dei redditi, si definiscano i concetti di imposizione in base al
principio di residenza e imposizione in base al principio della fonte.
Il signor X risiede nel paese A dove vige unimposta sul rendimento degli investimenti con aliquota ta=15%.
Il signor Y, invece, risiede nel paese B in cui laliquota della stessa imposta tb=10%. Si ipotizzi che il
rendimento lordo di qualsiasi investimento nei due paesi sia rispettivamente Ra=Rb=25%.
b) Quale dei due principi realizza la Capital Export Neutrality (CEN) e quale la Capital Import Neutrality
(CIN)? Dimostrate analiticamente la risposta.
c) In quale paese investiranno i signori X e Y se in entrambi i paesi vale il principio di residenza? E se in
entrambi i paesi vale il principio della fonte?
Soluzione
a) In base al principio di residenza tutti i redditi (qualunque siano la natura e il luogo di produzione)
afferiscono immediatamente e integralmente al loro titolare e sono oggetto di tassazione nel paese di
residenza del percettore.
In base al principio della fonte (o principio di territorialit) i redditi sono tassati nel paese di produzione
del reddito, prescindendo dal luogo di residenza e dalla posizione reddituale complessiva del percettore.

b)

Capital Export Neutrality. Un sistema di imposizione verifica la CEN quando i fattori fiscali non
influiscono sulle scelte di localizzazione degli investimenti. Il principio di residenza realizza la CEN,
infatti:
Signor X:
Rendimento netto nel Paese A: Ra (1-ta) = 0,25 (1-0,15) = 21,25%
Rendimento netto nel Paese B: Rb (1-ta) = 0,25(1-0,15) = 21,25%
Signor Y:
Rendimento netto nel Paese A: Ra (1-tb) = 0,25 (1-0,1) = 22,5%
Rendimento netto nel Paese B: Rb (1-tb) = 0,25 (1-0,1) = 22,5%
Applicando il principio di residenza, i rendimenti netti degli investimenti in A e in B sia del Signor X
che del Signor Y sono uguali e i due investitori continuano ad essere indifferenti tra investire in A o in B
(come in assenza di imposte).

Capital Import Neutrality. Un sistema di imposizione verifica la CIN quando allinterno di ogni paese
si ottiene lo stesso rendimento dopo le imposte, qualunque sia la nazionalit dellinvestitore. Il principio
della fonte realizza la CIN, infatti:
Signor X:
Rendimento netto nel Paese A: Ra (1-ta) = 0,25 (1-0,15) = 21,25%
Rendimento netto nel Paese B: Rb (1-tb) = 0,25 (1-0,1) = 22,5%
Signor Y:
14

Rendimento netto nel Paese A: Ra (1-ta) = 0,25 (1-0,15) = 21,25%


Rendimento netto nel Paese B: Rb (1-tb) = 0,25 (1-0,1) = 22,5%
Come si pu facilmente notare, allinterno di ogni paese il rendimento netto il medesimo per i due
investitori:
Paese A: Signor X = 21,25%
Signor Y = 21,25%
Paese B: Signor X = 22,5%
Signor Y = 22,5%
c) Nel caso di applicazione in entrambi i paesi del principio di residenza, i due signori saranno indifferenti
rispetto al paese in cui investire, questo perch, data luguaglianza dei rendimenti lordi, il rendimento
netto dellinvestimento ottenibile dai due investitori lo stesso nei due paesi (21,25% per il signor X e
22,5% per il signor Y).
Nel caso invece di applicazione del principio della fonte, entrambi gli investitori avranno convenienza a
investire nel paese B dove il rendimento netto dellinvestimento risulta essere pi elevato (22,5%).

Esercizio 12 - IVA
Si consideri la seguente situazione:
- limpresa A vende all'impresa B un bene intermedio, che ha prodotto utilizzando solo il fattore lavoro, al
prezzo al netto dell'imposta di 1.000;
- limpresa B, utilizzando il bene acquistato da A e il fattore lavoro, produce un bene finale che vende a
2.000 (al netto dell'imposta).
a) Si consideri una generica imposta plurifase sul valore aggiunto. Assumendo che l'aliquota sul bene
prodotto da A sia del 10% e quella sul bene prodotto da B sia del 20%, si calcolino:
i)
limposta versata dalle due imprese
ii) il prezzo del bene venduto da B al lordo dell'imposta
iii) laliquota effettiva che grava sul bene prodotto da B
nei seguenti casi:
1) IVA calcolata con il metodo base da base,
2) IVA calcolata con il metodo imposta da imposta.
b) Supponendo che si applichi il metodo imposta da imposta, si determinino:
i)
limposta versata dalle due imprese
ii) il prezzo del bene venduto da B al lordo dell'imposta
iii) laliquota effettiva che grava sul bene prodotto da B
nei due casi seguenti:
1) la vendita del bene finale da parte di B sia operazione esente;
2) la vendita del bene finale da parte di B sia operazione non imponibile.
Soluzione

a)
1)

IVA calcolata con il metodo base da base

i)

Imposta da versare
IVA versata da A = 10% x (1.000-0) = 100.
IVA versata da B = 20% x (2.000-1.000) = 200.
IVA complessiva = 300.

15

ii) Prezzo del bene venduto da B


PB = 2.000+300 = 2.300.
iii) Aliquota effettiva
t = 300/2.000 = 0,15.
2)

IVA calcolata con il metodo imposta da imposta


i)

Imposta da versare
IVA versata da A = 10% x 1.000 = 100.
IVA versata da B = 20% x 2.000-10% x 1.000 = 300.
IVA complessiva = 400.

ii) Prezzo del bene venduto da B


PB = 2.000+400 = 2.400
oppure:
PB = 2.000(1+20%)=2.000+400=2.400*.
Nel caso in cui lIVA venga calcolata con il metodo imposta da imposta, solo laliquota applicata nellultimo
stadio concorre alla determinazione del prezzo finale.
iii) Aliquota effettiva
t= 400/2.000 = 0,20.

b)
1)

La vendita del bene finale unoperazione esente


i)

Imposta da versare
IVA versata da A = 10% x 1.000 = 100.
IVA versata da B = 0.
IVA complessiva = 100.

ii) Prezzo del bene venduto da B


PB = 2.000+100 = 2.100.
iii) Aliquota effettiva
t = 100/2.000 = 0,05.
2)

La vendita del bene finale unoperazione non imponibile


i)

Imposta da versare
IVA versata da A = 10% x 1.000 = 100.
IVA versata da B = 0-10% x 1.000 = -100.
IVA complessiva = 0.

ii) Prezzo del bene venduto da B


PB = 2.000+0 = 2.000.
iii) Aliquota effettiva
t = 0.
In entrambe le operazioni (esente e non imponibile) non prevista lapplicazione dellimposta sul valore
aggiunto creato nello stadio finale. Mentre nel caso di operazione non imponibile le imposte afferenti ai
precedenti stadi sono rimborsate, nel caso di operazione esente tale diritto al rimborso non sorge. In
questultimo caso, il prezzo finale comprende una componente fiscale relativa agli stadi precedenti a quello
finale. Il prezzo finale nei due casi :
Operazione esente:
Operazione non imponibile:

pv = Valore della produzione (o prezzo netto) + IVA pagata sugli acquisti


pv = Valore della produzione (o prezzo netto).
16

Esercizio 13 - IVA
Limpresa A produce, utilizzando solo lavoro, un bene di investimento per un valore di 800 (al netto
dellIVA) e lo vende allimpresa B. A sua volta, limpresa B produce un bene finale (valore al netto di
imposta pari a 2.000) utilizzando, oltre al bene di investimento acquistato da A, un bene intermedio del
valore di 400 (al netto dellIVA), prodotto dallimpresa C. Per produrre il bene intermedio limpresa C
utilizza, oltre al fattore lavoro, un bene di investimento acquistato dallimpresa D. Limpresa D produce il
bene di investimento utilizzando solo lavoro e lo mette in vendita ad un prezzo (al netto dellIVA) pari a 200.
Nellipotesi che limposta sul valore aggiunto sia calcolata secondo il metodo imposta da imposta con
unaliquota pari al 20% e che il coefficiente di ammortamento riferito a qualsiasi bene di investimento sia
pari al 40%, si calcoli limposta versata dalle quattro imprese nei 3 seguenti casi:
a) base imponibile di tipo reddito lordo;
b) base imponibile di tipo reddito netto;
c) base imponibile di tipo consumo.
d) A quale di queste tre fattispecie appartiene limposta sul valore aggiunto applicata in Italia?
e) Sempre con riferimento allimposta sul valore aggiunto applicata in Italia, si discuta se limposta ha un
riferimento finanziario oppure reale.
Soluzione
Limposta versata da A e da D non varia nei tre casi considerati.
IVA versata da A = 20%*800 = 160
IVA versata da D = 20%*200 = 40
Imposta versata da B e C
a) B.I. di tipo reddito lordo
LIVA pagata sugli investimenti non detraibile:
IVA versata da B = 20%*2.000 (IVA a debito)-20%*400 (IVA a credito) = 400-80 = 320
IVA versata da C = 20%*400 = 80
b) B.I. di tipo reddito netto
LIVA pagata sugli investimenti ammessa in detrazione solo in proporzione alla quota di
ammortamento:
IVA versata da B = 20%*2.000 (IVA a debito) - [20%*400 + 20%*(40%/2*800)] (IVA a credito) =
= 400-80-32 = 288
IVA versata da C = 20%*400 20%(40%/2*200) = 80 8 = 72
c) B.I. di tipo consumo
LIVA pagata sugli investimenti ammessa in detrazione in misura integrale:
IVA versata da B = 20%*2.000 (IVA a debito) - [20%*400 + 20%*800] (IVA a credito) =
= 400-80-160 = 160
IVA versata da C = 20%*400 20%*200 = 80 40 = 40.
d) La detraibilit dellimposta afferente ai beni dinvestimento implica che la nostra imposta sul valore
aggiunto sia di tipo consumo.

17

e) Limposta sul valore aggiunto applicata in Italia ha un riferimento finanziario poich colpisce solo le
operazioni che hanno dato luogo a transazioni monetarie (compatibile con il metodo imposta da
imposta).

Esercizio 14 - IVA
a) Si dia una definizione del Principio di Origine e del Principio di Destinazione in relazione
allapplicazione delle imposte sulle vendite in un contesto internazionale.
Sul mercato del paese B vengono venduti due beni: agrumi, prodotti internamente, il cui valore unitario
pari a 100 e vino, importato dal paese A, il cui valore unitario 200. Nel paese A vige unaliquota IVA del
12%, nel paese B del 5%.
b) Si calcoli il prezzo relativo dei due beni in assenza di imposte.
c) Si calcoli il prezzo finale dei due beni e il loro prezzo relativo, applicando rispettivamente il Principio di
Origine e il Principio di Destinazione (limposta applicata con il metodo imposta da imposta).
d) Si commenti brevemente il risultato ottenuto al punto c) in relazione allallocazione efficiente dei due
beni.
Soluzione
a) In base al Principio di Destinazione, i beni oggetto di scambio internazionale vengono tassati applicando
le aliquote vigenti nel paese in cui vengono consumati.
In base al Principio di Origine, i beni oggetto di scambio internazionale vengono tassati applicando le
aliquote vigenti nel paese in cui vengono prodotti.
b) In assenza di imposte, il prezzo relativo del vino rispetto agli agrumi pari a

200
pV

2.
p A 100

c) Poich lIVA applicata con il metodo imposta da imposta, il prezzo finale di ciascun bene si determina
sommando limposta pagata dallacquirente finale al valore unitario del bene.
Se si applica il Principio di Destinazione, ad entrambi i beni si applica laliquota vigente nel paese in cui
vengono consumati (il paese B). Laliquota rilevante quindi il 5%.
Il prezzo finale degli agrumi pA=100(1+0,05)=105
Il prezzo finale del vino pV=200(1+0,05)=210
Il prezzo relativo del vino rispetto agli agrumi pari a

210
pV

2
p A 105

Se si applica il Principio di Origine, al vino, prodotto nel paese A, si applica laliquota vigente in
questultimo, cio il 12%; agli agrumi, prodotti nel paese B, si applica laliquota del 5%.
Il prezzo finale degli agrumi pA=100(1+0.05)=105
Il prezzo finale del vino pV=200(1+0.12)=224
Il prezzo relativo del vino rispetto agli agrumi pari a

224
pV

2,13 .
p A 105

d) Dal punto c) emerge chiaramente che, applicando il Principio di Destinazione, lIVA non modifica i
prezzi relativi dei due beni rispetto al caso di assenza di imposte. Pertanto, lIVA non produce distorsioni
nellallocazione dei beni tra i paesi. Viceversa, applicando il Principio di Origine, i prezzi relativi dei
beni cambiano e si introducono potenziali elementi di inefficienza.
18

Esercizio 15 - IVA
Limpresa Alfa, appartenente al paese A, esporta 100 litri di vino, che ha prodotto utilizzando soltanto
lavoro, allimpresa Beta, appartenente al paese B, ad un prezzo al netto dell'imposta di 200 euro. Limpresa
Beta procede allimbottigliamento utilizzando delle bottiglie da un litro che costano 0,5 euro luna (al netto
dell'imposta), prodotte dall'impresa Zeta, appartenente al paese B, e le immette sul mercato finale del paese
B al prezzo di 6 euro (al netto dell'imposta) la bottiglia. Limbottigliamento avviene manualmente.
Le aliquote IVA sono pari al 5% in A mentre in B sono del 10% sul vino, imbottigliato o sfuso, e del 20%
sulle bottiglie vuote.
Utilizzando il metodo imposta da imposta, determinare limposta versata dalle imprese Alfa, Beta e Zeta e
limposta riscossa da A e da B nei due casi:
1) IVA applicata secondo il principio di destinazione;
2) IVA applicata secondo il principio di origine.
(Si consideri il sistema vigente sino al 1993).
Soluzione
1) Principio di destinazione
i) Imposte versate
Le esportazioni di Alfa sono non imponibili in A, quindi:
Alfa versa 0.
Beta versa il 10% del valore del vino importato alla dogana:
10% x 200 = 20.
Successivamente, Beta versa la differenza fra lIVA incassata sulle vendite di bottiglie piene (IVA a
debito) e lIVA pagata a monte sugli acquisti di vino e bottiglie vuote (IVA a credito):
10% x 600 - 10% x 200 - 20% x 50 = 30.
In totale,
Beta versa in B: 20 (in dogana) + 30 = 50.
Zeta versa in B il 20% del valore delle vendite di bottiglie vuote:
20% x 50 =10.
ii) Gettito dei paesi A e B
TA = 0.
TB = 50 (Beta) + 10 (Zeta) = 60.
2)

Principio di origine
i) Imposte versate
Alfa versa in A il 5% del valore del vino esportato:
5% x 200 = 10.
Beta versa in B la differenza fra il 10% del valore delle sue vendite (IVA a debito) e lIVA pagata a
monte sugli acquisti di vino e bottiglie vuote:
10% x 600 - 5% x 200 20% x 50 = 40.
Zeta versa in B il 20% del valore delle vendite di bottiglie vuote:
20% x 50 = 10.
ii) Gettito dei paesi A e B
TA = 10.
TB = 40 (Beta) + 10 (Zeta) = 50.

19